L'Ansaldino, n. 8, 1958

Contenuto

L'Ansaldino, n. 8, 1958
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
A p. 1 (copertina), turboalternatore da 7000 kW costruito allo stabilimento Meccanico di Sampierdarena per la Società "Fertisa" di Lima (Perù), in fase di montaggio
A p. 20 ( quarta di copertina), la parte superiore, in fase di montaggio, della cassa turbina di alta pressione per il turboalternatore da 140000 kW costruito allo stabilimento Meccanico di Sampierdarena per la centrale di Civitavecchia "S.T.T."

- Turboalternatore costruito al Meccanico per la Società "Fertisa" di Lima (Perù), in fase di montaggio, p. 1
- Le prove della "Mirador" e del "Surapati", p. 2
- Consegna delle borse di studio a 250 studenti, p. 4
- I premi di fedeltà, p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- "La 1550 è partita", p. 8
- Uomini alla conquista del cielo, p. 9
- La messa dell'ateo, p. 10
- Visita alla "Colombo", p. 14
- Stelle al merito del lavoro, p. 15
- Concorso fotografico, p. 16
- Dopolavoro, p. 17
- La ruota del tempo, p. 18
- Sedici domande ai nostri lettori, p. 19
- La parte superiore, in fase di montaggio, della cassa turbina di alta pressione per il turboalternatore costruito al Meccanico per la centrale di Civitavecchia "S.T.T.", p. 20
Data testuale
1958 maggio 15-31
Consistenza
pp. 20
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/88
Formato
Rivista quindicinale a stampa
contenuto
ansaldino

QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO geno



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MATITA ECC ALU SATO)
al Meccanico per la Società “ Fertisa”
di Lima (Perù), in fase di montaggio

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Pansaldino

QUINDICINALE
DEI



EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.

x

Responsabile: Lorenzo Rebora

Redazione: Via Fieschi, 10-11
Genova

%

sommario

2 PROVE DELLA “ MIRADOR" E
IDEL “SURAPATI"* |

4 CONSEGNA DELLERBORSE DI
{STUDIO A 250 STUDENTI

| PREMI{DI FEDELTÀ
PANORAMA AZIENDALE

“LA 1550 È PARTITA,, dî Fran-
co Cristofori

9 UOMINI ALLA CONQUISTA
DEL CIELO di L. 8.

10 LA MESSA DELL'ATEO dia]
Balzac

15 STELLE AL MERITO DEL LA-
voro

17 DOPOLAVORO

»%

Corrispondenti di Stabilimento ;

uttcia Diamante - MEC: Spar-
dini,“Giuseppe Rovegno -
CA Gn no Merlano - CMI:
(Voltri) Dina*Pasquino; (Fegino)
Aurelio Maggiolo «- FON: Michele
Montesoro «SAI ‘ardi -
MUG:Aldo Galli, Fran i»
ni - LIV: Dino Da














Spedizione fin abbonamento
stale gruppo II *

gratuito ai dipendenti «
ipato nella T
no, Via Montic
Fotoincisioni A. Ceriale
franconi, 43 * Pubblicità SIRA,
Piazza delle Vigne, 6 * Autorizz.
Trib. di Genova n, 299, 6-5-1954

po-
Abbonamento





sio-
uffa
RES







G iovedì 8 maggio, alle 6,45,
saliamo a bordo della set-
tima T/e. da 31.500 tonnel-
late di portata lorda costrui-
ta al Cantiere di Sestri, la «Mi-
rador », ancorata alla « Calata
Olii Minerali» del Porto di
Genova e in procinto di parti-
re per le prove ufficiali a pie-
no carico, La giornata si pre-
senta nuvolosa, con molta fo-
schia sulla costa, il mare in bo-
naccia.

Incontriamo a bordo il Con-
direttore del Cantiere ing. Boe-
ro,che coadiuvato dal Condi-
rettore del Meccanico ing Za-
netti e dall'ing. Priano, fa gli

stiti dall'ingegnere De Jean.

Alle 7 tutto è pronto, si mol-
lano gli ormeggi e con l’aiuto
di quattro potenti rimorchia-
tori ci avviciniamo all’imboce-
catura orientale del porto. La
massa della « Mirador» sci-
vola lentamente sulle acque li-
macciose del porto, e sembra
‘un gigante tenuto a guinzaglio
da quattro pigmei.

Alle 7,30 i rimorchiatori la-
sciano libera la nave e rien-
trano affrettatamente in porto
e la « Mirador » volge la pro-
ra verso levante alla volta del-
ia base misurata di Portofino-
Punta Chiappa.

/



La passerella sopra la coperta e alcuni tecnici

onori di casa. Per il « Registro
Italiano Navale » è presente
l’ing. Di Macco, per il «Lloyd's
Register » l’ing, Grasselli, per
l’* American Bureau» il sig.
Van Ripper e per la « Vasca
Navale » l’ing. Cimmino. L’ar-
matore è rappresentato da al-
cuni ispettori, tra i quali il
signor Meletopoulos e l’ing.
Lyritsis. Notiamo pure il ca-
pitano d'armamento Georgia-
dis, il comandante designato
della nave Nikolaides, il Diret-
tore di macchina sig. Nomicos
ed altri. Gli ospiti sono assi-

La velocità aumenta grada-
tamente per arrivare a regime
sulla base ed iniziare le sei
ore previste a tutta forza. Alle
10,45 entriamo in base e ta-
gliamo il traguardo di Punta
Chiappa-Casa Raggio diretti
verso Portofino con rotta 95°
35'; impieghiamo 12 minuti a
percorrere i 6.030,5 m. della ba-
se fino ad attraversare l’altro
traguardo di Punta di Porto-
fino-Villa Spinola alla velocità
di nodi 16,280. Il ritorno viene
effettuato in 11'7” alla velocità
di nodi 17,574, passaggio che

sarà il più veloce della gior-
nata.

Alle 16,45 le prove a tutta
forza con potenza normale so-
no finite. La velocità media è
risultata di nodi 16,862 e quin-
di la velocità contrattuale è
stata brillantemente superata,
S'iniziano subito le prove di tre
ore ad extra potenza, sottopo-
nendo a dura prova i'apparato
motore. Anche queste prove
hanno un ottimo esito.

Alle 20 viene servita la cena,
preparata come la colazione
nel migliore dei modi. Du? ore
dopo si effettuano le prove del
timone a marcia indietro e al-



davanti al quadro di manovra

le 23 entriamo in contatto con
la stazione radio del Castellac-
cio. Poco dopo giunge sotto-
bordo la pilotina e inizia così
la manovra per il rientro. A
mezzanotte la nave è di nuovo
ormeggiata e le sue luci si ri-
flettono sulle acque buie del
porto tracciando luminose scie.

Raccogliamo il compiaci-
mento del com.te Beretta che
l'ha comandata in queste pro-
ve ed in quelle precedenti e,
mentre i rimorchiatori «Sirio »
e « Orione » ci trasportano a
Ponte dei Mille, diamo un ulti-

‘Le prove della “Mi

mo sguardo a questa bella na-
ve ansaldina, che tra qualche
giorno verrà consegnata al.
la Compagnia di navigazione
« Mirador » di Panama, formu-
lando il voto che la sua pro-
ra solchi felicemente tutti i
mari del mondo a testimonian-
za della capacità del lavoro
italiano.

Le caratteristiche principali
della nuova turbocisterna sono
le seguenti: lunghezza fuori
tutto, m.200; lunghezza fra le
perpendicolari, m. 188,80; lar.
ghezza massima fuori ossalura,
m. 26,20; altezza al ponte di

coperta, m. 13,90; stazza lorda,

della « Mirador >

19.000 tonn. L'apparato motore
è formato da un gruppo turbo-
riduttore tipo Ansaldo costrui-
to al Meccanico, composto di
una turbina di alta pressione
e una di bassa pressione azio-
nanti un riduttore ad ingranag-
gi a doppia riduzione, capace
di sviluppare 14500 cavalli as-
se a 110 giri al 1’ (potenza nor-
male), e 16000 cavalli asse a
114 giri (potenza massima).
Nella turbina di bassa pressio-
ne è incorporata la turbina per
la marcia indietro. Il gruppo è
alimentato da due caîdaie tipo

La turbocisterna « Mirador» di 21.500 t.d.w. in navigazione
























































«Ansaldo-Foster Wheeler» a
tubi d'acqua.

Sei giorni dopo le prove uf-
ficiali, cioè il 14 maggio, la tur-
bocisterna «Mirador» è sta.a
consegnata alla Compagnia ar-
matrice,

La cerimonia della firma dei
documenti relativi è avvenuta
alle 16 presso la sede del Con-
solato di Panama. Hanno fir-
mato per la Società « Mirador »
il dott. Panagiotis e il dott.
Cornaro, per l’Ansaldo l'ing.
Cristofori e l'ing. Casaccia.

1 30 aprile scorso anche l’ul-

tima delle quattro navi da
guerra commesse dal governo
indonesiano ha affrontato la
sua prova più importante, su-
perandola con gli stessi bril-
lanti risultati conseguiti dalle
altre unità,

Abbiamo più volte parlato
su queste colonne, del « Patti-
mura » e dell'« Hasanudin » —
le due corvette, dell’« Imam
Bondjol » e del « Surapati » —
i due caccia, sin dalla loro im-
postazione; li abbiamo visti
nascere sugli scali (1’«Umbria»
e il « Messina ») e scendere in
mare; li abbiam seguiti duran-
te i lavori di allestimento e
siamo stati numerose volte al-
le loro prove, fino a quella del
30 scorso.

Avremmo sempre voluto e
dovuto varlare più a lungo di
queste navi e citare tutti i tec-
nici che hanno collaborato a
queste realizzazioni, sempre
presenti a bordo, se lo spazio
ce lo avesse concesso: li acco-
muniamo ora in un'unica cita
zione, ora che anche il « Su-
rapati » ha ripetuto con suc-
cesso le prove già superate dal
gemello «+ Bondjol » rag-
giungendo i 32,012 nodi a
25.800 cavalli.

E' stato installato su questa
nave il nono apparato della se-
rie costruita al Meccanico (6
per il Venezuela, due per la
Indonesia, uno per il portoghe-
se « Pedro Escobar » che pro-
prio fra pochi giorni affronterà

ador?’ e del

“Surapati”



Una rapida accostata del « Surapati» traccia una ribollente scia curvilinea

le prove di fine garanzia a Ca-
stellammare di Stabia). Ci di-
ceva l’ing. Borghetti che gli
apparati - motore si differen-
ziano solo per affinamenti, per
cesellature, « eleganze stilisti.
che » se si vuole, ma che so-
stanzialmente sono tra di loro
identici, perchè riuscitissimi
sin dal primo.

Gli scafi hanno dato esiti più
che brillanti, e si sono dimo-
strati sempre quanto mai ma-
neggevoli e sicuri. Ricordiamo,
al proposito, che il 6 febbraio
scorso l’« Hasanudin » affrontò
l’inclemenza del cielo e dei
mare per provare l'armamento
per eseguire alcune corse di
prova e collaudare il funziona-
mento del timone. In tale oc-
casione sia il colonnello Marta -
dinata che l'ing. Rehder, che
il col. Tauran non mancarono
di esternare la loro viva sod-
disfazione per tutto il com-
portamento della nave e per i
risultati raggiunti, che confer-
mavano quelli già registrati
dalla « Pattimura » (le due
unità sono oggi a Giava) nel
precedente, severissimo ciclo
di prove impostole al termine
del 1957,

L'abitabilità di queste navi
è stata oggetto di particolare
studio, perchè dovranno af-
frontare spesso la navigazione
in climi tropicali: tutte e quat-
tro posseggono cabine munite
di aria condizionata, di venti-
latori e tutte sono notevolmen-
te comode per una nave da
guerra di ridotte dimensioni.
Posseggono, inoltre, un mo-
dernissimo armamento — che
le pone in posizione indiscuti.

bilmente di avanguardia tra le
unità simili. I due caccia, poi,
sono anche muniti di impianto
di stabilizzazione antirollio,
che è ormai entrato nell’uso
comune tra le unità di tale di-
slocamento (1300 tonnellate).

Infine la strumentazione di

bordo e le attrezzature ausilia-
rie, studiate per la sicurezza
della navigazione e per tutte
le necessità che presenta una
nave da guerra in pieno as-
setto di combattimento, com-
pletano queste veloci unità,
dall’elegant=a profilo slanciato.

« Pattimura », « Hasanudin »,
* Bondjol » e « Surapati » han-
no cessato ormai di essere il
« numero di costruzione » 1505
e seguenti. Saranno, fra poco,
soltanto un ricordo. E un giu-
sto motivo d'orgoglio per i tec-
nici e le maestranze livornesi.

Il cacciatorpediniere indonesiano « Surapati >» in navigazione





LE BORSE DI STUDIO

consegnate a 250) studenti

a cerimonia deiia conse-

gna delle « Borse di studio
Ansaldo » ai più i..eritevoli stu-
denti figli di lavoratori della
nostra Società, si è svolta an-
che questanno con la consue-
ta forma semplice, cordiale e
solenne insieme. Quesi’anno
inoltre ii numero cei benefi-
ciati ha superato largamente
quelio dell'anno scorso: 250 a
confronto dei 188 del 1957.

Al crescente cesiderio dei
genitori di far stuaiare i figli
e alla buona volontà di questi
ragazzi che si sono dimostrati
meritevoli déi sacrifici dei ge-
nitori, la nostra Azienda ha ri-
sposto infatti con aitrettanta
buona volontà, assumendosi
con piacere anch'essa un onere
ron indifferente.

La manifestazione ha avuto
come di consueto, tre edizioni
essendosi svo.ta domeniza 4
maggio alle 11 al «Teatro Eleo
nora Duse » di Genova per i fi-
gl. dei dipendenti degli stabi-
nenti genovesi, sabato 10
maggio alle 16 presso ij Can-
tiere di Muggiano per i figli
degli ansaldini spezzini, dome-
nica 11 maggio alle 11 presso
il Canti « Luigi Orlando »
per i figli degli ansaldini li-
vornesì,

A Genova i premiati sono
stati 191, presenti mons. Toraz-
za in rappresentanza del Car-
dinale Siri il Vice Prefetto
dottor Gibilaro, il Provvedito-
re agli Studi prof. Mazzulio e
i rappresertanti del Sindaco.
del Presidente dell’Ammini-
strazione Provinciale e del
Presidente della Camera di
Commercio.

A Muggiano e a Livorno sì
sono avuti rispettivamente 29
e 28 premiati. presenti autori-



















tà locali e i componenti delle
Direzioni degli Stabilimenti.

Ha consegnato personalmen-
te le borse di studio a cia-
scun studente il Presidente
dell'Ansaido avv. Federico De
Barbieri, assistito cal segreta-
rio della Commissione giudica-
trice delle borse di studio sig.
Ezio Bertacchi. Ai genitori dei
ragazzi e agli studenti l’avv.
De Barbieri ha rivolto il vivo
elogio dell’Ansaldo e suo per-
sonale per la bella prova di sa-
er'ficio, di buona volontà e di
amore allo studio degli uni e
degli altri. In partico'are il
Presidente si è ecmpiaciuto
per aver visto raccolta con en-
tusiasmo la sua esertazione a
migliorare sempre più in que-
sta nobile gara che ha per me-
ta un promettente avvenire e
la formazione di cittadini mi-
gliori.

Ecco l'elenco dei premiati:

CANTIERE DI SESTRI

Borse di 1.0 grado: Edilio Patro-
ne di Luigi (2.0 med. e chir
100,000). Roberto Romano di
neroso (60 med, e chit - L
100,000); Gian Carlo Michelotti di
Ezio (1.a ist, ind. - L, 50.000); Sil-
vana Mor di Vittorio (1.0 ma-
gistr. I 530.000); Pietro Mancini
di Giovanni (l1.a media - L, 24.000) »
Fiorino Curletto di Angelo (2,a me-
dia - L. 24.000); Giovanni Cofana
ij Raimondo (1. media - LL
24,000); S irdino di Lul-
zi (i.n avv, comm. » L. 24.000); Al.
bertina di Mario (La avv.
comm N00); Albertina Mie-
conì di Guglieimo (la avv. comm
- LL. 24.000)

Borse di 2.0 grado: Adriano Bor-

















di Paolo {ha lieco scient.
I 53.100); Roberto Eruceh di si:
doro (1.a liceo scient. - 1... 25,000);






la Elviana Bevegni di
o (4.1 ginnasio - 1, 25
Risso di Arm
25.000);

ist. ind
di € :
25.000); Lu gino Gallia-













La cerimonia al Teatro « Eleonora Duse» di Genova

Borse di 2,0 grado:















ran lo di Ma rio ( Lal



























SERVIZI AUSILIARI

Borse di 1,0 grado;











Marco Olivieri di G.B,



Borse di 1.0 grado: Sllvsi





Borse di 2.0 grado:

Arsenio Ballestrero dj ;
tonio (f.a liceo scient 0













Aldo Dellepiane di Roc-








stiano Bozzano di



N00); Lorenza Repetto di Lui.











Marcella Brisigotti di

NOBILE GESTO



L'assegno corrispondente alla



Klio Molfino di Ettore (
ia F

Pruno Palenzona,

DIREZIONE GENERALE
Federico De Barbie-
Bertacchi di Ezio (4.n ginnasio - LL. mara: O: DE

somma venga utilizzata a favore

. De Barbieri lo ha ringra-
ziato vivamente, riservandosi di
destinare la somma secondo

1 Caterina DERE ine di Emi- desideri espressigli,



di Ernesto (3.a media È
Emilio Farinotti di Novello (3.a me.
dia - L. 12.000); Laura Pagonis di
Antonio (1a s 000); Ir-
ma Postor a UE media +
L. 12.000); Emanuele Bozzo di Li.
1 Ma
Pi Pia Caroglio di ‘Giovanni (la
medin - L. 12.000); Elvira Carugi-
ni di Giuseppe (l.a avv, comm, -
Liliana Bastianello
Antonio avv. comm. »
12.000); a Cardi di Aldo (2a
avv, comm, - L. 12.000): Franca
Viterbori di Luigi (2.1 avv, comm.
- L. 12.000),

FONDERIA

Borse di lo grado: Luigl Pasto-
rino di Edoardo (la ist. naut. - 1
50.000); Giuseppina Pastorino «di
Edoardo (4a ist. comm. - IL.
50.000); Adriana Chiossone di Gia.
como ( avv. comm, = E. 24,000):
Anna Maria Pastorino di Benedetto






















ind, - L. 24.000); Enrica
di Bartolomeo (3a avv

comm, - I, 24.000),
Borse di 2.0 grado: Giuseppe Bus-




(1a ist. ind. - L.

Ceccon di Lina
magistr, - ha
Marla Burgl di Ma.
- L. 12.000); Anna
Adolfo (l.a medin
Enrica Merli di Lueu
3a avv. comm, . L. 12.000); Gio»
vanni ‘Torriglia di Agostino avv











ind Li 2,000); Franco Giabbani
di Mario ( avv. ind. - L. 12.000);
Giuseppe stavino di Ambrogio



(1.a media + I., 12,000),

CANTIERE DI MUGGIANO

Borse di 1.0 grado: Enrica Palen-
zona di Bruno (3,0 econ, e comm
- IL. 100.000): Sandro Bonatti di
Mario (i.a ist. ind. - L. 50.000),

Borse di 2.0 grado: Carla Summo
di Antonio (1.0 fisica - L. 50.000):
Glorgio Gr lo di Giovanni (4a
ginnasio - L ;ra







i Giuseppe Cresci Vra-
togna di Vittorio (2.a Ist. Ind, - È
5.000); Fnrico Tellini di Aldo
. comm, - l., 25.000): Franco An-
i di Aleide (5.a ist, comm. +
3.001); Pie: Predassi di Ettore
3.a ist, comm 25.000); Rosita
zo di
5.000); pvanmini ci
"sco (I.a media + L. 12.000);
Lida Ginesi di Nello (1 med
L, 12.000); Elvira Taverna di Bene
Lu










detto (la media - L
cia Cozzani di Aldo (2
L. 12.000); Maria Bertagna
rido (3.a media - I 12,000) +
vanna Vianelli di Giovanni
dia . IL. 12,000); Marlia An
fello di Attilio (La
12.000): Giulio S
ni (l.a media - L,
deschi di Indro ca
12.000); tuigi Cerri
media - IL, 12.000); n
di Aldo ( media -
Carlo Zanelli di Aldo (2.a media -
L. 12.000); Giovanna Truffello di
Attillo (3.a media - L, 12,000) + Rita
Zanello di Giuseppe (3a medina -
L. 12,000); Loredana Moretti di Lu-
celano (2.a media - L, 12.000), Ro-
berto Franc oni di Antamo (1a
media . L. 12.000); Giovanna Ratti
di Guido (2.,a media - L. 12.100)»
priella Solari di Alcide (l.a avv
comm, - 1. 12.000); Emilio Pug
di Aldo (2,a avv, ind, - TL, 12.600)

MECCANICO

Borse di 1.0 TA Olinda G.
ti di Domenico (î i
L. 50.000); ©
vanni (3a - L 3 mo):
Maura Gatto di € Mnetto (La me-
dia - L. 24,000); Teresa !
Angelo 3a media - L.
vanna Pastorino di
avv. comm. - I,
Grazia Bargoni di Bruno ci
comm. - L. 24.000)


























'pie novi di €




Borse di 2.0 grado: Emilio HRorgo
di Emilio (6,0 med, e chir, -
50.000); Sergio abuso di Otta-





vio (2.0 med. e chir. - L. 50.000);
Anna Ivaldi di Valerio (i.n liceo
class, - L. 25,000): Noemi Dassori



di Francesco (4 ginnasio - |)
25.000); Gabriella Mirabelli di Ca
lo (1.a liceo class, - L. 25.000): Ro-
berto Semeia di Ermanno (La ]i-
ceo class, - I 5.000); Pietro Mar-
telli di Lorenzo (4.a ginnasio - L.
25.000) an Franco Medri di Giu-
seppe ( liceo scient. - L. 25.000);
Anna Pia Dalle Vegre di Renzo (5.a
ginnasio -. L, 25.000); Enrico Figo-
li di Egidio (la liceo sclent. - L
25.000); Lorenzo Silengo di Att
ginnasio - L. 25,000): Gio
lidi di Mario (5.n ginnasio +
000): Gian Piero Collufio di
Emma Greppi (la ist, ind, - L
000); Giovanni Gar di Fran-
sco (2.a ist naut. - LL 00) : Al-
Da Scaruffi di Pietro ( ist ind.
5.000); Giorgio Cocchieri di Ame
o5


























ia (1.n ist. naut. . L, n
Laura Me dda di Egeo

comm. - L. 25.000); Mario Desire
lo di Paolo "si ist, comm. - L.



25.000); Fernanda Balbi di Anto.
nio (2.a ist, comm. - L. 25,000);
Rosalia Vetuschi di Ennio (1.a ist.
comm, - L. 25.000); Sfivia Bottino
«i Elisa Simonassi (5.a jst. comm
25.000); Beatrice Amato di
Osvi aldo (1.n maglistr. - L. 25.000);


















lole Greco di Giuseppe (3,a magistr,
eL. 25. 000); Maria ‘beresa Crovetto
n magister. — L. 25.000);
ardo di Lorenzo (3.a ist,
5.000); Ivana Rossi di
. prof. . L. 25.000):
b'Ambrosio Martini di Ar-
Martini (3a media - L.
12,000); Sergio Lanza di Giacomo
Ta 000); Rosalba
Mantiler di Luigi (1.a media . L.
12.000); Pi atagliata di Al-
do (1a med + 32.000); Silvana
Porati di Arn: (1a media - L.






















































































12.000); Adriana Dalle Vegre di
Renzo (2.a media - L, 12.000); Pa-
Irizia Indelicato di Vittorlo (1.a me-



Anna Marla Mo-
(l.a medi

È 090);
fando di atore





















12.000); Maria Luigia Trav
Tommaso (2.2 media - L. 12.000);
Andreino Mantero «di Felice (i
Media - L, 12.000); Raffaella
fanza di Alfonso (2.a media
12.000); Carla Guglielmini di

tro (3.a media + 100); Paolo
Cevini di Pietr media - 1
12.000); Silvano oso di Mar!
(3.a media - L, ,0000);

Giraldi di Mario da med

12.000); Sergio Cai di Vasco (1.a

media - L. 12.000): Fausto Rosi di
Bened.tto (1.a media . L, 12.000);
Paola Luechesi di Gino (2.a avv.
comm. - L. 12.000); Marisa Ricetti
si aa eppe (1a avv. comm, - L.
UU Cesare Corradi di Giorgio
ind, . L
Maria Laugelli di luzio 1
ind, 12.000); Rosanna Gaetti di
Domenico (La iv, comm. >» L.
12.000); Maria Grazia Piantini di
Gino (2,a avv. comm, - I. 12.000);
Anna Rodigari di Domenico (2.
comm. - L. 12.000}; Luciano
di Pierino (2.a avv. ind. -
Nadia Sardini di Cafiero
comm. . L. 12.000),

ANSALDO-COKE

Borse di 1.0 grado: Vilma Montu-
schi di Ettore (La media - L.
24.000)

Borse di 2.0 grado: G.B.
ne di Emanuele (3.a ist. prof
25.000)




Pia









vi a
12.000);
(2a avv

Bruzzo-
- I

OSSINITRICA

Borse di 1,0 grado: Piero Raffuel-
li di Diana Scotton (l.a media - L.
24.000)

CANTIERE DI LIVORNO

Borse di 1.0 grado: Aladino Clar-
dini di Angiolo (3.0 med, e chir. +
L. 100,000); Elda Cambi di }irunc
(2.a licco selent, - L. 50.000); Pao-
la Farulli di Enzo (4.a magistr. -
L. 50,000).

Borse di 2.0 grado: Graziella
Doddoli di Francis (1.0 lingue stran.
- L. 50,000); Alberto Soroga di
Bru (fa liceo scient. » L. 25.000);
Roberto Antonelli di Brunetto (1a
liceo selent. + L, 25.000); Alessan
dro Pilo di Marcello (1.a liceo class.
- L 25.000); Roberto di
Giorgio (1a ist. ind. - L.
Franco Romiti di Mario
., Ind, - L. 25.000); Carlo
Ugo ( ist. comm. - L.
Paola Falani di Ugo (1.a magistr, -
L. 25.000); Maria Luisa ziani di
Guaitiero magistr.
Gabriella Sacco di Vittorio (Za
prof. - L. 25.000); Pier Luigi Biliot-
ti di Mario (3.a ist. prof. L. 25.000);
Luciana Campera di Silvano (1.2
ist. prof, - L, 25,000); Paolo Soro-
ga di Bruno (3. media - L. 12.000):
Elena Predieri di Antonio (2.a me-
dia - L. 12.000); Maria Diciotti di
Alvaro a media - L. 12.000); Ma.
ria Paola Bargelli di Enrico (3a
media - L. 12.000); Tania Diamanti
di Vasco (2.a media - L, 12.000);
Mirla Gambis di Bruno (3.a media -
L. 12,000); Giuliana Antonelli di
Brunetto (1.a media - L, 12.000);
Rosella Stefanini di Bruno (1.2 me-
dia - L. 12,000); Filippo Rossetti
di Nario (3.8 avv, Ind, + L. 12.000);





























Roberto Enzo (1.a avv
Ind, - L. Fedora Pelosini
di Egidio comm, - Lire

12.000); Ruggero Ruggeri di Giovan.
ni (3a avv. ind. . L. 12.000); Gio-
vanni Ronceucei di Mario (2.a avv.
ind. - L. 12.000)

I PREMI

di

M illenovecentoottanta anni di
fedeltà al lavoro e all'An-
saldo sono stati premiati nei
giorni scorsi con la consegna dei

diplomi e dei premi ai 28 di-
pendenti che hanno raggiunto
i 35 anni di servizio ed ai 40

che sono arrivati al traguardo
dei 25.

La simpatica cerimonia si è
ripetuta anche quest'anno pres-
so tutti gli Stabilimenti e alla
Direzione — dove ha rivolto ai
premiati calde parole di congra-
tulazione e di augurio il Presi-
dente dell'Ansaldo, avv. Federi-
co De Barbieri, presenti il Di-
rettore Generale ing, Lombardi,
il Direttore Centrale ing, Zirilli,
il Capo dell'Ufficio personale
sig. Balbi,

AI Meccanico sono stati invi-
tati alla cerimonia — per l’oc-
casione — sette ex dipendenti

insigniti della Stella al Merito
del Lavoro, I premi sono stati
consegnati dal Direttore ing. Co-
minetti, presenti i Vice Diretto.
ri ingg. Russo, Saporito e dott.
Del Fraro, il Dirigente del per.
sonale avv. tore, del Capo
l'fficio personale sig. Cozzo e di
altri dirigenti e membri della
Commissione Interna.

Prima della premiazione il
Direttore ha illustrato con effi-
caci parole il significato della
cerimonia, elogiando e ringra-
ziando i premiati per la loro
esemplare opera di attaccamen-
to al lavoro, La cerimonia si è
conclusa, dopo l'offerta di un
wermouth d'onore, in una festo-
sa atmosfera di simpatia,

AI Muggiano, nel salone dei
modelli, alla cordiale riunione
ha partecipato anche una larga
rappresentanza di dipendenti
dello Stabilimento, Il Direttore
ing. Bruno Palenzona ha rivolto
agli anziani un breve discorso
per elogiare il loro attaccamen-
to alla Società e per additare ai
giovani l'esempio offerto loro
dagli anziani,

A Livorno i premi sono stati
consegnati dal Direttore ing.
Mauceri, che ha riunito i pre-
miandi nel proprio ufficio. Dopo
aver illustrato il significato al-
tamente umanitario e sociale di
questa festa del lavoro, ha ri-
volto simpatiche parole di cir-
costanza agli intervenuti, con-
gratulandosi vivamente per l'o-
pera fino ad oggi da essi svolta,
con l'augurio che ciò sia di
esempio e di sprone perchè la
nostra azienda raggiunga mete
sempre più alte.

AI CMI, per i dipendenti del-
le quattro sezioni, i premi sono






Gli impiegati < fedeli » del Muggiano (al centro l'ing. Palenzona)

fedeltà

stati consegnati dal Direttore
ing, Barbieri, e alla Fonderia dal
sig. Noris, alla presenza del-
l'ing. Zagnoli e del Capo del
personale sig, Pezzi.

Al Cantiere di Sestri, infine, in
sala riunioni. l'ing. Boero —
Condirettore dello Stabilimento
— presente il Dirigente del per-
sonale dott. Enrico e il Capo
dell'Ufficio personale sig. Bruz-
zo, ha fatto precedere la conse-
gna dei diplomi da un breve
discorso, nel quale ha inneg-
giato al lavoro compiuto e ha
formulato i migliori anguri per
un lieto avvenire sia per i pre-
senti che per la grande famiglia
dell’Ansaldo.

Ed ecco i premiati;

DIREZIONE GENERALE



35 anni di servizio; Federico
Cambiaso.
anni di serpizio: Michele



Briata, Umberto Papponetti, G.
B. Parodi, Lorenzo Pinasco, Wal-
ter Scatassi.

SERVIZI AUSILIARI

25 anni di servizio: Marco O

tone.

CANTIERE DI SESTRI
Pietro De
+ Nicolò Dellepiane, An-
gelo acobbe, Stefano Passio-
nello, Emanuele Patrone, Manlio
Pittalug Francesco Sini, Giu-
seppe Siri,

25 anni di
gnai, Gerolamo Barbacc
tonio Bonfiglio, Michele
va. Nicola arezzano,
Dagnino, Ferraro, Giu.
seppe Gambella, Amleto Gatto,
Francesco Giannilupo, Bartolo
meo Puppo, Teresio Ratti,
vatore Storace, Michele Strippo-
li, Angelo Vattuone, Ilio Vittori

C.M.I.

35 anni di »

35 anni di servizio:
Barbier







Ba
An
Canne-
Onorio

servizio:

Ilio









ì-

pizio:



Luigi Cos-





so, Stefano Parravicini
anni di servizio; Serafino
Bertolio, Paolo Bonini, Giacomo

Bovone, Battista Cervetto, Ulis-
se Ciccone, Aldo Lotti, Italo
Parodi, Raimondo Poggio, Eu-
genio Rossi.

FONDERIA
35 anni di servizio: Agostino
Chiappori, Bartolomeo Mantero.

MECCANICO

35 anni di servizio: Angelo
Dalla Bona, Felice Lupi, Alfredo
Mannucci, Giovanni Rossi, Na-
tale Viglino, Mario Vismara,

25 anni di servizio: Antonio
Palazzo.

CANTIERE DI LIVORNO

35 anni di servizio: Otello
Bartolini, Alberto Bartolozzi,
25 anni di servizio: Giorgio
Bertoli, Renato Bartoli, Tosello
Carmassi, Giuseppe Leoni, Fran-
cesco Lipitzer, Italiano Raffael-
li.

CANTIERE DI MUGGIANO

di servizio: Nemo
Nello Del Soldato,
Osvaldo Fornari, Alberto Ga-
lazzo, Fioravanti Gallinella,
Ferrante Michelini, Anselmo Pa-
triarca.

25 anni di servizio: Adriano
Greppi, rag. Duilio Maltinti.





35 anni
Brusacà,



A destra, dall'alto: l'ing. Maucerì
consegna i premi a Livorno; i « fe.
deli » della Direzione Generale (al
centro il Presidente e il Direttore
Generale); i premiati del Cantiere
di Sestri (al centro l'ing, Boero); il
Direttore ing. Cominetti consegna |
premi agli impiegati del Meccanico









FONDERIA



Commesse

Ecco l’elenco delle commesse
più importanti acquisite nel
mese di aprile:

Barrotti, boccoie e getti
vari di bronzo per lo Stabili-
mento « Ansaldo Fossati » di
Genova Sestri.

— Camicie di bronzo per le
Società «+ Carcano » di Como,

Guida pattino di ghisa, con pompa dell'aria incorporata, fusa
alla nostra Fonderia e destinata ad un motore Ansaldo-Fiat in
costruzione al nostro stabilimento Meccanico. ll
l'operaio sbavatore Vincenzino Carta

4.000 kg. A sinistra

4 > da, ;
“ : A

A destra, in primo piano, la nuova macchina sabbiatrice tipo

WT 23/1700 della Casa «Fischer» di Schiaffusa;
secondo piano il Reparto sbavatura dell’Officina piccoli pezzi

6

«Mongiardino» di Pegli e Ter-
ni» di Roma.

Anelli di bronzo per la
Società SIAC di Genova.

— Corontc elicoidali di bron-
zo per la Società « Nuova San
Giorgio » di Genova Sestri.

— Getti vari di ghisa e di
bronzo per la Società » Alfa
Romeo » di Milano.

— Eliche di bronzo e di ghi-





getto pesa

a sinistra in

sa per i « Cantieri del Mediter-
raneo » di Genova.

Dette forniture, ed altre per
conto dei nostri Stabilimenti
Meccanico e CMI e dei nostri
Cantieri di Sestri, Muggiano e
Livorno comportano circa 60
mila ore lavorative.

Consegne

Ai nostri Stabilimenti Mec-
canico e CMI e ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 325 tonn. di getti di
ghisa e bronzo per costruzioni
varie. - A clienti diversi : 67
tonn. di getti di ghisa e bron-
zo. - Alle Società « SIAC » e
« Cornigliano » di Genova: 340
tonn. di lingottiere di ghisa di
tipo vario, Alla « Compagnia
Internazionale delle Carrozze
con Letti» di Milano, alle
« Ferrovie dello Stato» e alle
Società «SIAC» e «Corniglia-
no» di Genova: 39 tonn. di
ceppi di ghisa per freno. - Al-
la Società « Alfa Romeo» di
Milano: 208 tonn. di getti di
ghisa meccanica per costruzio-
ni automobilistiche. - Al no-
stro stabilimento Meccanico, ai
Cantieri Navali Breda », alla
« Società Sicula Sarda » e alla
« Fiat »: 10 eliche di bronzo
al manganese per complessive
7 tonn.

LIVORNO

Movimento bacino

- Dal 6 al 7 marzo ha sosta-
to la motonave « Genepesca
IV. di 1.220 t.s.l. della So-
cietà « Genepesca » dì Livor-
no per carenaggio.

— Dal 20 al 21 marzo ha
sostato la motonave « Aegi-
lium » di 286 t.s.1, della « So-
cietà di Navigazione Toscana »
per carenaggio.

— Dal 23 al 26 marzo ha so-
stato lo S/S «Continental >»
di 7.056 t.s.l. della « Compa-
gnia de Navigation S. Augu-
stin » di Monrovia (Liberia)
per carenaggio e verifica assi
eliche da parte Ditte esterne.

Dal 27 al 28 marzo ha so-
stato l'avviso scorta «Bondjol»
di 1.150 tonn. di disl. della
Marina Militare Indonesiana,
per carenaggio e verifiche
varie,

— Dal 29 al 30 marzo ha so-
stato la m/n. « S. Nicolosio »
di 3.989 t.s.l. dell'armatore
Gennaro Iacomino di Napoli,
per carenaggio,

— Dal 30 marzo al 2 aprile
ha sostato il P/fo «R. Parodi»
di 7.160 t.s.l1. dell'armatore E-
manuele V. Parodi di Genova,
per sostituzione albero porta
elica.

— Dal 2 al 5 aprile ha so-
stato la m/n. « Pola » di 451
t.s.1. della Società « Navigazio-
ne Toscana » di Livorno, per
sostituzione eliche e assi por-
ta elica.

CASSETTA DELLE IDEE

Le PROPOSTE della 2° QUINDICINA di APRILE

Durante la seconda quindicina del mese di aprile
sono state esaminate dai comitati della « Cassetta delle
idee » 125 proposte, di cui 36 sono state premiate. Ecco
il dettaglio:

CANTIERE DI LIVORNO. Proposte esaminate 13, di cui

7 premiate.

CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 18, di cui 3
premiate.
MECCANICO. Proposte esaminate 94, di cui 26 premiate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di li-
re 79.000.

IL CONSUNTIVO DEL 1957
allo Stabilimento Fonderia

La « Cassetta delle idee » nello stabilimento Fon-
deria è stata istituita il 1.0 gennaio 1957. Ultimata la
procedura di risposta a tutte le proposte presentate
l'anno scorso, è stato tratto il consuntivo di questa
nuova attività. Tale consuntivo, come si può notare
dai prospetto qui sotto, può senz'altro definirsi soddi-
sfacente, tenuto conto che il primo anno di una nuova
attività ha sempre un carattere sperimentale.



Proposte presentate . n. 182
Proposte premiate . . . . . . . . mn. 68
Percentuale . cs sd ai 37,3
Ammontare totale dei premi L. 129.450
Premio massimo. . . . . . . LL. 6.000
Premio minimo = LR a: sea sE 750
Graduatoria dei reparti
1) MODE 26,8 15 37.000
2) MECC 13,8 Ss 15.000
3) GHIV 7,3 19 34.750
4) MAN 4,9 5 11.700
5) GHIS 4,2 10 14.000
65) BRON 3,3 2 7.000
7) ALTRI REPARTI 3,1 8 10.000
Argomenti trattati
1) Metodi di formatura e fusione .< . . n. 5
2) Tecnica della costruzione dei modelli . » 2
3) Lavorazione meccanica » 8
4) Miglioramento impianti >» 16
5) Miglioramento attrezzi » 14
6) Antinfortunistica . » 14
7) Organizzazione > 5
8) Riduzione sprechi >» 4





NTIERE





Verricelli elettrici di recente acquisto. Caratteristiche: potenz:
9 HP, tiro diretto 5.000 kg., 250 m. di cavo, velocità media d
traino 5 m./1'’, gruppo motoriduttore e freno elettromagnetici





Neila colonna di sinistra, dal-
l'alto: imbarco di uno dei do-
dici tronchi per forno rotante
da cemento costruito allo sta-

bilimento C.M.I. per la Società
statunitense « Colonial Sand &
Stone » di Kingstone (peso me-
dio di ogni tronco circa 30.000
kg.); lavorazione della testata
mobile del forno da cemento di
cui sopra; palettatura del ro-
tore di alta pressione per la
turbina tipo «G.E.Co.» da
62.000 kW. costruita al Mecca-
nico per la centrale di Bari
della « S.M.E. » - A destra, dal-
l'alto: montaggio del turboal.
ternatore tipo Ljungstròm

da 15.000 kW. costruito al Mec-
canico per la centrale « Ilva >»
di Piombino; visita al Cantiere
di Sestri di industriali porto-
ghesi; visita al Cantiere di Li-
vorno di giovani allievi dell'Ac-
cademia della Marina Militare



























7

sentito ripetutamente di-

re nel nostro Cantiere se-
strese che «la 1550 è par-
tita », quasi a comunicare
l’un l’altro nel gergo di
lavoro — che lo scafo della
« Leonardo Da Vinci », su-
perato il primo periodo di
lavorazione inevitabilmen-
te lento, ha ora assunto un
ritmo tale da consentire
giornalmente l’osservazio-
ne di ciò che proprio in
quello stesso giorno è stato
compiuto.

Il sensibile afflusso di
materiali ferrosi, la feb-
brile preparazione dei di-
segni di struttura, il co-
stante intensificarsi delle
lavorazioni sono difatti al-
trettanti elementi che ben
d'fficilmente potrebbero
sfuggire a chi vive in Can.
tiere tutta la sua giornata;
anche sintomi ben più lie-
vi sarebbero sufficienti per

| n questi ultimi tempi si è

additare alla maestranza
quella che sarà la nostra
«nave dell’anno », la na-
ve su cui per un cumuio di
circostanze non solo pro-
grammatiche, ma sopratut-
to affettive, si appunterà
verso la fine del corrente
anno l’attenzione e di chi
si interessa ai fatti della
nostra marina mercantile,
ed anche di tutti coloro
che non possono dimentica-
re come la nascita della
nuova unità sia principal.
mente scaturita da quella
grave sventura che fece
fremere l’intera nostra na-
zione alla perdita della
« Andrea Doria ».

Già ora il nostro sguardo
corre giornalmente agli
statini di produzione speci-
fica di quello scalo: sono
discorsi molto scheletrici
che parlano di strutture
tracciate, di piani di pre-
fabbricazione, di tonnellate



imbarcate — ma quegli
statini sono per tutti noi
dirigenti o lavoratori, il
termometro del nostro co-
mune lavoro e sono tali da
fare ben comprendere co-
me il nostro programma
sia tale da impegnarci,
in sommo grado, a quello
che costituisce ormai un
indiscusso traguardo per il
nostro Cantiere: il varo
della nave per la fine del
prossimo mese di novem-
bre; e ciò equivale ad un
imbarco mensile di un pon-
te completo della nave, pa-
ri a circa 800 tonnellate di
materiale ferroso.

Queste righe sono corre-
date con quattro fotogra-
fie, di cui le due più recen-
ti (a sinistra e a destra)
rappresentano lo scafo vi-
sto di poppa e di prora e
mostrano tutte le strutture
basse, il doppio fondo già
coperto, il labirinto delle
varie casse acqua e nafta e
le prime paratie principali
della nave.

Sono state scattate circa
tre settimane or sono, ed
oggi la visione panoramica
si presenta già completa-
mente mutata: tutto è sta-
to ormai coperto da un
ponte continuo da prora a
poppa e su di esso si stan-
no già montando altre pa-
ratie ed altre strutture at-
te a sostenere un secondo
ponte, le cui strutture sì
stanno già stendendo sui
vari piani di prefabbrica-
zione.

Con tale procedere si co-
mincerà fra poco a parla-
re anche di approntamen-



to di locali bassi, di prove
idrostatiche e di pitturazio-
ne del fasciame; e contem-
poraneamente si vedranno
le squadre di maestri di
ascia iniziare la sistemazio-
ne degli elementi di letto-
scalo per il sostegno della
invasatura, i cui calcoli so-
no già stati tempestiva-
mente approntati.

Fra i visitatori che si
avvicendano in Cantiere
in questa primavera, molti
guardano quasi increduli
quel grande scalo allorchè

Sopra: l'avanzamento ai 28 febbri
‘aprile. - Sotto: il trasporto sullo
fabbricati. - A destra: lo scafo,







*n RICE E





























































delle
come

conoscenze
si è in pre-
l’unico
uscire dalla

i llo stato
È attuali
‘cedenza accennato
mezzo idoneo per
atmosfera terrestre e poter ten-
tare di puntare su altri mondi
Misulta il razzo, vale a dire un
veicolo fondato sul principio
della reazione.

Ml valore di questo principio,
le sue pratiche possibilità di
| applicazione sono cose che ap-
paiono conosciute da ormai
lunghissima data, Anche in
questo caso, come in altri nu-
merosissimi, si può risalire al-
la più antica civiltà cinese per
*itrovare la fonte prima di
questa — importante scoperta.
Sembra al proposito provato
addirittura che sin dal 1232
prima dell'era volgare i figli
del Celeste Impero impiegassero
come ordigno bellico i razzi a
polvere. Un’antichissima crona-
ca riferisce infatti che i Cinesi
în quel tempo appunto, per
fronteggiare l’incalzante assedio
posto dai Mongoli alla città di
© Kai-Fung-Fu ricorsero all’im-
piego di « freceie di fuoco ala-
to». Tutto fa supporre che si
trattasse di freccie munite in
punta di sostanze capaci di
prendere rapidamente quanto
Violentemente fuoco e contenute
în astucci forniti di un'apertura
in una certa direzione, Quanto
al materiale incendiario esso
con ogni probabilità era rappre-
sentato da carbone o da zolfo.
Fu, per renderli più validi allo
scopo, con l'aggiunta a questi
elementi dapprima di sale co-
mune e in seguito di salnitro,
che si giunse all'invenzione del.
la polvere pirica, la quale — co-
T me è noto — è costituita preci-
‘samente di una miscela di tre
(parti di salnitro e una di pol.
vere di carbone e zolfo polve-
rizzato.

L’accensione della miscela de-
terminava lo svilupparsi di una
Motevole quantità di gas che,
fuoriuscendo dall’apertura po-
steriore dell’ordigno, agiva come
"forza di propulsione fn che











fuorisacco









8| UOMINI ALLA CONQUISTA DEL CIELO

L'atto di nascita del razzo





risale ad oltre 3000 anni fa

maniera? Ecco: i gas prodotti,
compressi entro il recipiente,
esercitano una notevole pressio-
ne in ogni punto delle pareti
di esso, solo non trovando resi
stenza laddove è praticata la
apertura, attraverso la quale av-
viene pertanto la loro violenta
fuoriuscita, Si verifica così che
nella direzione del getto viene
meno l’equilibrio col gas che
esercita la sua pressione sulla
parete opposta, e conseguente-
mente viene a generarsi una for-
te spinta proprio in quest'ulti-
ma direzione.

Agli stessi risultati si per-
viene così mediante la combu-
stione di una miscela esplosiva
originariamente soli come a
seguito della fuoriuscita di un
quaisi



iasi fluido che sia stato in
precedenza compresso. Una cal-
colata sagomatura del conteni-
tore, e una sorta di coda con il
quale lo si completa permetto-
no di conservare la voluta dire-
zione di spostamento dell’ordi-
gno,

Passata dai Cinesi agli Arabi,
l’invenzione dei razzi venne poi,
molti secoli dopo, probabilmen-
te attraverso appunto gli Arabi,
a conoscenza degli europei. Il





primo accenno che ad essi si
trova in un libro apparso nel
nostro continente è contenuto

nel « De Mirabilis Mundi» di
Alberto Magno, e da allora i ri-
ferimenti a questi particolari

strumenti bellici si fanno sem-
pre più frequenti, fanto che
nell’opera intitolata « Bellifor-

tis» pubblicata dallo serittore
tedesco Konrad Keysen von Ei-
chstadt nel 1405 si discorre già
di tre tipi diversi di razzi, e
cioè uno ad accensione vertica-

le, un secondo galleggiante ed
un terzo corrente lungo corde
tese.

Ma di tutte le pubblicazioni
apparse ‘in Europa nei secoli
trascorsi relative ai razzi certo
la più interessante è quella do-
vuta a Johann Schmitlap, data

alle stampe a Norimberga
nel 1591. In essa sono infatti

esposti, con precisione e comple-
tezza di particolari, tutti gli e-
lementi relativi alla tecnica co-
struttiva dei razzi, elementi che

— in verità — trovano, senza
alcuna modificazione sostanzia-
le, piena applicazione ancor
oggi.

Certo però che l'applicazione
del principio di reazione appare
più degna di interesse e di ri-
lievo se considerata non in rap-
porto alle sue possibilità di
sfruttamento a fini bellici, ma
piuttosto in connessione al suo
impiego a scopi pacifici.

Così, anche a tacere dei pre-
cedenti in materia che si posso-
no rintracciare nella storia ci-
nese o nell'antichità classica,
basterà ricordare il dettagliato
progetto di un veicolo spostan-
tesì per forza propria che nel
1721 fu elaborato dal Gravesan-
de e reso pubblico in un volu-

me dal titolo « Physica elementa
mathematica » dato alle stampe
a Leyda. Su tale veicolo era si-
stemata una grossa caldaia pie-
na d’acqua, sotto la quale si
accendeva del fuoco: il movi-
mento del veicolo era assicura-
to dalla spinta che ad esso ve-
niva impressa dalla fuoriuscita
da un tubo posteriore del va-
pore. prodotto dall’ ebollizione
dell’acqua appunto contenuta
nella caldaia,

Per ciò che riguarda poi in
particolare l'applicazione del
principio della reazione al cam-
po aeronautico c'è da ricordare
anche qui un precedente cinese,
quello di un alto ufficiale di
nome Wan-Hoo che nel 1500 pri-
ma dell'era volgare aveva esco-
gitato un’originale apparecchia-
tura costituita da due cervi vo-
lanti di grandi dimensioni uniti
tra di loro da una robusta sella

destinata ad accogliere l’aero-
nauta: la propulsione doveva
essere ssicurata dalla simul-



tancea esplosione di 47 razzi a
polvere sistemati sotto i cervi
volanti, Il piano teorico non fa-
ceva una grinza, ma la sua tra-
duzione in atto non corrispose
per nulla all’aspettativa dell’ar-
dito inventore e sperimentatore,
che nel tentativo lasciò la vita.

Ma per venire in luoghi e
tempi a noi più vicini, si po-
trebbero ricordare dalla fine del
Settecento in poi i molti pro-
getti per regolare, mediante il
principio della reazione, il volo
di palloni liberi,

Ancora più importanti appa-
fono però i progetti, che rappre-
sentano le prime formulazioni
dell'idea degli aerei a reazione,
da quello in data 1841 dell’in-
glese Golightly — che aveva e-
scogitato sotto il nome di ca-
vallo aereo a vapore un vero €
proprio aeroplano a reazione di
vapore —, a quelli del Siennens
che riecheggiando l’Ehren-
burg — preparò lo schema di
velivoli azionati con razzi che
utilizzavano come esplosivo il
fulmicotone.

Ma tra i precursori del veli-
volo a reazione altri progettisti
e tecnici vanno ancora ricordati.
Tra essi — a quanto ricorda il
Mennella — il generale statuni-
tense Russel Ihayer, il quale nel
1884 ideò un sistema di serba-
toi ad aria compressa per la
propulsione di navi, l'ingegnere
messicano Nicola Petersen che
nel 1892 propose di far ricorso
ad un dispositivo a tamburo ro-
tante, simile a quello impiegato
nel revolver Colt, utilizzante
razzi ad accensione automatica,
ed il Sunter Battey che nel 1839
escogitò «il ricorso ad un gran
numero di piccole cariche esplo-
sive, immesse automaticamente
nella camera di scoppio.

Impostato sui medesimi prin-
cipi fu anche il progetto che il
russo Nikolai Ivanoviteh Kibalt-
chiteh ebbe a stendere durante





la prigionia che precedette la
sua esecuzione capitale in quan.
to implicato in un complotto
contro la vita dello zar Nicola
II. Tale progetto gelosamente cu-
stodito negli archivi segreti del-
la polizia zarista non fu pub-
blicato che dopo la Rivoluzione
d'Ottobre, e precisamente nel
1918. Esso prevedeva la costru-
zione di un aereoplano a razzo
costituito da una piattaforma



Il « Bell X 13,

recante al centro un foro, al di
sopra del quale si apriva una
camera di scoppio in cui dove-
vano essere introdotte delle ap-
posite « candele » come le
definiva l'inventore — di pol-
vere pirica compressa. Il volo
dell'apparecchio avrebbe dovuto
iniziarsi verticalmente, ma su-
bito dopo, in un secondo tempo,
l'inclinazione della camera a
scoppio avrebbe consentito il

tramutarsi della traslazione in
senso orizzontale.

Questi, a grandi linee, i prin-
cipali progetti di aerei a rea- i
zione elaborati sino agli ultimi
anni del secolo scorso. Essi, nes-
suno eccettuato, erano stati con- :
cepiti in funzione soltanto delle
necessità del volo atmosferico,
ma i progetti che vennero in se-
guito di veicoli aerei destinati
invece a solcare gli spazi eterei

il primo aereo che superò la barriera del suono

puntando arditamente verso gli
altri pianeti, non rappresentano
che un'ulteriore elaborazione del
medesimo principio su cui pog-
gia il fondamento loro. Anche
per questo siffatti progetti pre-
sentano ben più che un sempli-
ce interesse storico: essi sono la
premessa, che ben potrebbe dirsi
necessaria, delle spettacolari
realizzazioni tecniche di oggi.

+ D.

IIUDIVOVTARAVEDIDETTUHKDIVVRNTITHVERNVARIVEOIDIEVURIARKLEVHMRUVEOIHEAURA VOM KOMVVHRTKRAVRA TORU MEANCTILRA VARA VERNE TIMIVIRHTABITKRIORTARORTNIAHRTHVRNANGAHRRT GARA

(da « N Giorno 3)



TUTTNBNVRTTVSTINOIMUENTULVNKIVATVKPNKKNAVARIV RNA VIA KR VARTADRTARNNVRTA DNV NK KRTKDRAKONNVENHERTAONKTRAOROUDEOCODUURUTOOVIBROSRIRNVRRIDROEDRACE TIBUINETIARAI Jiudanetnani

9

Honoré de Balzac nacque a Tours nel 1799. Andò giovanissimo a Parigi,
trovò, per campare, un impieguccio, e cominciò a scrivere romanzi (la
«febbre letteraria >» gli era entrata nel sangue fin dagli anni dell'adole-
scenza). Ne pubblicò parecchi, sotto diversi pseudonimi; «erano tutti
piuttosto brutti e decisamente insignificanti; passarono del tutto. inos-
servati, La delusione — è il desiderio di far quattrini,- che fu sempre
vivissimo in lui — lo spinsero ad abbandonare la letteratura e a darsi
sgli affari: tentò le vie dell'editoria, s'imbarcò in un'impresa tipografica.
Fu un disastro; In poco tempo accumulò quella tremenda massa di
debiti che non dovevano dargli respiro mal più, per tutto il resto della
sua vita. Assillato dal bisogno, si rimise a scrivere. Lavorò furiosa-
mente, «come un galcotto incatenato al remo >, fino a rovinarsi. irri-
mediabilmente la salute, Im vent'anni (dal 1830 al 1850) scrisse — oltre
a numerose opere teatrali, che peraltro non ottennero mai grande suc-
cesso — i quaranta volumi ch'egli poi riunl sotto il titolo generale di
< Comédie humaine >». A cinquantun anni, quand'era nel pieno del suo
vigore creativo, lo colse la morte, È

Balzac fu probabilmente il romanziere più geniale,
fondo della sun epoca, pur così fertile d'ingegni, Dotato d'una prodigiosa
capacità di osservazione @ di una fantasia inesauribile, egli volle tutto
abbracciare, tutto comprendere, tutto fondere e ‘plasmare nel crogiuolo
della sua arte potente. Tutto: non soltanto il singolo individuo — di
cui pur penetra a fondo l'animo, gli istinti, Il
carattere — ma anche l’ambiente in cui esso
vive e la società entro la quale la personalità
del personaggio s'espande e si inquadra, Non
c'è categoria. sociale, non c’è professione o
condizione del vivere umano che Balzac non
abbia profondamente analizzata e vivacemente
rappresentata; e soprattutto egli è il pittore
vigoroso e fedele del mondo borghese, di quel-
la borghesia parigina e provinciale del primo
Ottocento, laboriosa, intrigante, servile, egoi-
sta, avida di denaro e di potere, forte e vulne.
rabile al tempo stesso, capace di rapide fortu-
ne e di altrettanto rapida decadenza morale.
«Se si leggono le aride e noiose complilazioni
alle quali sl suol dare il nome di storia, si
vede che gli scrittori di tutti i pnesi e di
tutti 1 tempi hanno dimenticato di darci la
storia dei costumi. lo mi propongo, per quan-
to le mile forze lo consentano, di colmare
questa lacuna. Io voglio redigere l'inventario
delle. passioni, delle virtù e del vizi della
riunendo insieme un certo numero di. caratteri. omogenei,

più acuto e pro-



società e,
offrire dei*tipi e scrivere con pazienza e perseveranza sulla Fran-
ela del XIX secolo un libro quale sfortunatamente non ci tramandarono

nè Rome, nè Atene, nè Tiro, nè Menfi, nè la Persia, nè l'India».
Con queste parole Balzac tracciò Il michelangiolesco disegno della sua
«Commedia umana >. Leggendo gli innumerevoli romanzi e racconti
che compongono l'opera poderosa, non sl possono, naturalmente, mon
rilevare difetti, prolissità, momenti di stanchezza inventiva, sfasature.
Ma se si guarda nel suo insieme l'immenso affresco, allora 1! difetti
scompalono e si apre davanti al nostri occhi la visione di un mondo
straordinariamente ricco di passioni, di fermenti, di umanità, brulicante
di figure vive, persuasivo per la sua coerenza logica, affascinante per
Î <colòore> che lo anima e per l'intensa vitalità che lo pervade. Una
visione. quale soltanto Ja potenza creativa del genio può riuscire a
suscitare. ;

fisiologica, e che, ancor giovane d’anni, può essere anno-

verato fra i più illustri rappresentanti della Scuola di
Parigi, faro luminoso al quale rendono omaggio i medici del-
l’Europa intiera, il dottor Bianchon, praticò a lungo la chirur-
gia prima di dedicarsi alla medicina, I suoi primi studî furono
diretti da uno dei maggiori chirurghi francesi, dall’illustre
Desplein, che passò nella scienza come una meteora. Per con-
fessione dei suoi stessi nemici, egli portò nella tomba un metodo

U n medico al quale la scienza deve una geniale teoria

intrasmissibile. Come tutti gli uomini di genio, era senza eredi: .

tutto recava in sè e doveva portar via tutto con sè. La gloria
dei chirurghi è simile a quella degli attori, che esistono soltanto
finchè sono vivi, e la cui bravura sfugge ad ogni valutazione
appena sono scomparsi. Gli attori e i chirurghi, come pure 1
grandi cantanti, come i virtuosi che centuplicano con l’esecu-
zione il potere della musica, sono tutti gli eroi d’un attimo.
Desplein fornisce la prova di tale identità di destino per questi
genî transitorii. Il suo nome, tanto celebre ieri, oggi quasi di-
menticato, rimarrà nel suo campo specifico, senza varcarne i
limiti. Non occorrono peraltro circostanze del tutto eccezionali
perchè il nome di un dotto passi dal dominio della Scienza nella
storia generale dell'Umanità? Possedeva Desplein quell’univer-
salità di sapere che fa, di un uomo, il verbo o il volto d’un
secolo? Desplein possedeva una meravigliosa penetrazione di
sguardo: egli sapeva scendere nell'intimo del malato e della
malattia con un’intuizione acquisita o naturale che gli permel-
teva.di comprendere tutti gli elementi diagnostici proprii del-
l'individuo, di determinare il preciso momento, l’ora, il minuto
in cui bisognava operare, tenendo conto delle circostanze atmo-
sferiche e delle singolarità del temperamento. Per procedere
così di conserva con la natura aveva dunque studiato l’inin-
terrotta congiunzione degli esseri e delle sostanze elementari
contenute nell'atmosfera o fornite dalla terra all'uomo, che
le assorbe e le elabora per esprimerne una particolare forma di
vita? Procedeva con quella potenza di deduzione e di raffronto
analogico che costituiscono il genio di Cuvier? (1) Comunque
sia, quell’uomo si era fatto il confidente della carne, sapeva
rendersene padrone sia per il passato sia pel futuro, fordan-
dosi sul presente. Ma giunse mai a riassumere tutta la scienza
nella sua persona, come fecero Ippocrate, Galeno, Aristotele?
(2) Seppe condurre tutta una scuola verso mondi nuovi? No.
Se gli è impossibile negare a questo instancabile indagatore
della chimica umana ia scienza dell’antico magismo, cioè la
conoscenza dei principii in fusione, le cause della vita, la vita
prima della vita, il suo divenire quale determinato dalle elabo-
razioni preliminari, convien pur confessare che, disgraziata-
mente, tutto rimase in lui ristretto alla sua persona: isolato
nella vita dall’egoismo, l'egoismo ne distrugge oggi la gioria.
Sulla sua tomba non si erge la statua sonora che ridice ai
venturi i misteri indagati dal genio nel suo travaglio. Ma forse
la scienza e l'ingegno di Desplein erano conformi alle sue
credenze, e per conseguenza mortali. Per lui, l'atmosfera ter-
restre era un involucro generatore: la terra gli appariva come
un uovo nel guscio, e non potendo sapere chi era venuto pri-
ma, se l’uovo o la gallina, non ammetteva nè il gallo nè l’uovo.
Egli non credeva nè al predecessore animale, nè al sopravvi-
vente spirito dell’uomo. Desplein non viveva nel dubbio: aîfer-
mava. Il suo ateismo franco e schietto era simile a quello di

(1) Celebre naturalista francese (1769-1832).

(2) Esponenti! sommi della scienza e del pensiero greco; medici I
primi due, filosofo il terzo.

10

molti scienziati, la miglior gente del mondo, ma invincibil-
mente atei, atei come i credenti non ammettono che ce ne pos-
sano essere. Nè altrimenti avrebbe potuto opinare un uomo
avvezzo, sin dall’età giovanile, a notomizzare l’essere per eccel-
lenza, prima, durante e dopo la vita, a frugarlo in tutti i suoi
organi senza mai averci trovato quell’anima. esclusivamente
sua propria, che è presupposto indispensabile di ogni teoria
religiosa. Riconoscendovi un centro cerebrale, un centro ner-
voso e un centro circolatorio, i due primi così perfettamente
idonei a supplirsi l’un l’altro da fargli credere, negli ultimi
tempi della sua vita, che l'apparato uditivo non è strettamente
necessario per sentire, nè quello visivo per vedere, potendo
entrambi essere sostituiti, insospettatamente, dal plesso solare;
Desplein, trovando nell'uomo due anime, corroborò il suo
ateismo in forza di tale riconoscimento, sebbene questo non
pregiudichi ancora, in nessun modo, la questione dell’esistenza
di Dio. Quell'uomo, si dice, morì nell’impenitenza finale in cui
muoiono disgraziatamente tanti nobili ingegni, che Dio li perdoni

l

La vita di un uomo così grande comportava buon numero
di piccinerie, per usar l’espressione dei suoi nemici che s1
affannavano ad offuscarne la gloria; ma converrebbe assai me-
glio, qui, parlar soltanto di contraddizioni apparenti. Tutto

“ignorando delle determinazioni in base alle quali operano gli

spiriti superiori, gli invidiosi e gli sciocchi si fanno subito
un'arma di qualche superficiale incoerenza per formulare un
atto d'accusa sulle cui risultanze li sottopongono, lì per lì, a
sommario giudizio. Se, più tardi, l'esito favorevole arride ai
censurati divisamenti, dimostrando la correlazione tra i pre-
parativi e i risultati, rimane pur sempre in piedi qualcosa delle
calunnie messe anticipatamente in giro. Così, ai nostri giorni,
Napoleone fu biasimato dai contemporanei quando volse le ali
dell’aquila imperiale sull’Inghilterra: ci volle il 1822 per spie-
gare il 1804 e i battelli da sbarco di Boulogne.

Poichè in Desplein la fama e la scienza erano inattaccabili,
i suoi nemici si appligliavano al suo umore strambo, all’indole;
in verità egli era semplicemente impastato di quel modo di
essere che gli Inglesi chiamano excentricity. Talora splendida-
mente vestito come Crébillon il tragico (3), ostentava ad un
tratto una strana noncuranza in fatto di abbigliamento, lo si
vedeva talvolta in carrozza,altra volta a piedi. Duro e mite a
vicenda, in apparenza avido e avaro, ma capace di.offrire il
suo patrimonio ai suoi maestri esiliati, che gli fecero l'onore
di accettarlo per qualche giorno, nessun uomo più di lui porse
il fianco a contrastanti giudizi. Sebbene capace di lasciar cadere,
a corte, un libro di preghiere dalla sua tasca a fine di otte-
nere una di quelle patacche per cui nessun medico avrebbe
mai dovuto brigare, è nondimeno certissimo che dentro sè egli
si faceva beffa di tutto; aveva un profondo disprezzo degli
uomini, da poi che li aveva serutati di dentro e di fuori, da
poi che li aveva pesati al loro giusto valore, nelle più solenni
e nelle più meschine contingenze della vita. In un grand’uomo,
le doti sono spesso concorrenti e d'una medesima altezza. Se,
fra questi giganti, ce n'è qualcuno che ha più ingegno che spi-
rito, il suo spirito è tuttavia maggiore di quello posseduto dal-
l'uomo di cui si dice semplicemente: « Ha dello spirito ». In
ogni uomo di genio è da supporre una certa perspicacia di
fronte ai fatti morali. Questa perspicacia può aver occasione
di esercitarsi in qualche campo speciale; ma chi scorge un fiore,
deve pur riconoscere il clima che lo fa prosperare. Quegli che
si sentì chiedere da un diplomatico, salvato dalle sue cure:
« Come sta l’imperatore? » e che rispose: « Il cortigiano rin-
viene, ora arriverà l’uomo! » quegli non è soltanto un chirurgo
od un medico, è anche un uomo straordinariamente arguto. Così
l'osservatore paziente e assiduo dell'umanità potrà giustificare
le smodate pretese di Desplein e crederlo capace, come si cre-
deva egli stesso, d’entrat nei panni d’un grande ministro, altret-
tanto grande quanto il chirurgo.

Fra gli enigmi offerti agli occhi di tanti contempo-
ranei dalla vita di Desplein, ne abbiamo scelto uno dei più
appassionanti: se ne troverà la chiave nella conclusione di que-
sto racconto, che varrà a scagionarlo da qualche accusa av-
ventata.

Di tutti gli allievi che seguirono i corsi di Desplein al suo
osvedale, Orazio Bianchon fu tra coloro che s’ebbero il suo
affetto più vivo e tenace, Prima di essere interno all'Ospedale
Maggiore, Orazio Bianchon era uno studente allogato a doz-
zina in un’infima casa del quartiere latino, nota sotto il nome
di Casa Vauauer Tl povero giovane vi si trovava alle prese con
quella bruciante miseria, sorta di crogiuolo donde i grandi in-
gegni debbono uscire puri ed incorruttibili come il diamante,
che resiste senza intaccarsi a qualunque colpo. Nell'ardente
fiamma delle loro sfrenate passioni essi temprano la più inal-
terabile probità. e contraggono. nel lavoro costante col quale
tengono a segno i loro appetiti delusi, l'abitudine delle lotte
che attendono il genio come a un immancabile varco. Orazio
era un giovane retto, incapace di tersiversare nelle questioni
d'onore; andava dritto al fatto senza tanti discorsi sempre pronto
a dare in pegno, pei suoi amici, anche il mantello, come a pro-



(3) Prospero Jolliot de Crébillon, drammaturgo(1874-1762).

fo L A MESSA

Racconto di.

. cura d’acque; insomma gli)

, dida, le speranze dell’uoma













































































digare per essi il suo temp
insomma, uno di quegli a
ciò che ricevono in cambio
sempre sicuri che l’avere |
avevano per lui quell’intima
spoglia d’enfasi, e parecchi
doti, «poi, Orazio le manife
tano né amante dei predii
nel dare un consiglio, e
se l’occasione si presentav
pudibondo di un corazziere
marinaio, chè il marinaio di
come un bravo giovane chi
vita, marciava a testa alti
tutto in una parola, Ora:
dato che i creditori sono.
zione più reale delle anti
povertà con quella gaiezza

II DE 2450

genti di coraggio, e, come
nulla, faceva pochi debiti.
come un cervo, era costant
fortuna ebbe inizio dacchè
mano le doti e i difetti ch
doppiamente prezioso pei si
Quando un primario pren
zione, quel giovane si trova
nella staffa. Desplein con
stente, nelle case dei ricchi
deva nella scarsella dell’ini
ziava giorno per giorno ai)
teneva nel suo studio duran
talora lo mandava ad accor

tutto ciò, si fu che in capo
chirurgia ebbe un partigiaî
mini, l’uno al sommo degl
ricchezze e di gloria, l’altro
divennero intimi. Il gran DI
l'interno sapeva se tale o |
sedia vicino al maestro, 0
studio, dove Desplein don
segreti di quel temperame
di manifestarsi, finì per pi
nel torace di quel grand’uo
trofia del cuore. Bianchon
così affaccendata, i disegn

potè prevedere le delusioni
passione celata in quel a
di bronzo.
Un giorno Bianchon dit
tatore d’acqua del quartie
malattia cagionata dalle fi
montanaro d’Alvernia non
nel terribile inverno del 18
ammalati; a rischio di sfian
seguito da Bianchon, pressi
mente il trasporto alla casa
nel quartiere San Dionigi,
rimesso in piedi, il dena
e una botte, Quell’Alvernit
battuta. Caduto ammalato
da Desplein, per dire al s
— Non avrei tollerato
Per quanto burbero, D
tore d’acqua, dicendogli:
— Portameli tutti.

E fece entrare il figliù
dove gli prodigò le più ai
notato, più volte, presso il
gli Alverniesi e soprattuti
poichè Desplein si faceva,
cure all'Ospedale Maggio:
alla cosa.

Un giorno, attraversan
chon vide il suo principale
del mattino. Desplein, che
se non nel suo calessino, efi
piatto per la porta della vi
d'andare in un luogo sos
l'interno, che ben conosce
volò nella chiesa, e fu nol
gran Desplein, l’ateo senz
sottomettono al bisturi e.
gastriti, l’intrepido derisot
ve?.... nella cappella dell
d'ede per le spese del culi
come se si fosse trattato di













































































del sonno. Orazio era,
curano di commisurare
0; di quelli che son
el dare. 1 suoi amici
lè ispirato da una virtù
ino la censura. Queste
‘(pedanteria. Non puri-
mmiava piacevolmente
i due dita di bisboccia
e gioviale, non più
inco, non già come un
diplomatico astuto, ma
lla da celare della sua
ridente. Infine, per .dir
di più d’un Oreste,
tidì come l’'incarna-
gli sopportava la sua
ina delle maggiori sor-

DEI

oro che non posseggono
un cammello, svelto
iti e nell'azione. La sua
go potè toccar con
questi di quelle, fanno
ll dottor Orazio Bianchon,
izio sotto la sua »rote-
‘come suol dirsi, il piede
to Bianchon, come assi-
so una gratificazione ca-
bve il provinciale si ini-
lla vita parigina; lo trat-
ultazioni, e se ne giovava;
in ammalato ricco a una
luna clientela. Effett» di
ito tempo il tiranno della
mente devoto. I due uo-
‘della scienza, carico di
omega, povero e oscuro,
liceva tutto al suo interno;
jonna s'era seduta su una
oso divano collocato nello
nchon conosceva tutti 1
one e di toro che, libero
lo smisurato ampliamento
provocò la morte per iper-
stranezze di quella vita
l'avarizia addirittura sor-
osto nello scienziato;
evano al varco la sola
anto rivestito, non fatto,

plein che un povero por-
io soffriva di un’atroce
a miseria; quel povero
to nutrire che di patate
abbandonò tutti i suoi
‘cavallo, accorse di volo,
luomo, ne vigilò personal-
fondata dal celebre Dubois
‘gli diede, quando l’ebbe
te a comprare un cavallo
e notare per un'originale
loi amici, lo porta subito
attore:

se da un altro.

rinse la mano del porta-

all'Ospedale Maggiore,
. Bianchon aveva già
, una predilezione per
rtatori d’acqua; tuttavia,
modo, un vanto delle sue
d non diede maggior peso

za di San Sulpizio, Bian-
ella chiesa, verso le nove
npo non faceva un passo
le stava entrando di sop-
on, come se si trattasse
o da naturale curiosità,
îioni del suo maestro, sci-
favigliato quando vide il
tr gli angeli, che non si
possono avere fistole nè
: inginocchiato, e do-
Idove ascoltò una messa,
pei poveri, restando serio
zione.

— Se l’avessi visto, nella processione del Corpus Domini,
tenere uno dei cordoni del baldacchino — si disse Bianchon
sbalordito — non ci sarebbe che da ridere; ma a quest'ora, du
solo, senza testimoni, c'è di che far pensare!

Bianchon non volle apparire nell’atto di stare spiando il
chirurgo primario dell'Ospedale Maggiore, e se ne andò. Per
caso, Desplein lo invitò il giorno stesso a pranzare con lui,
fuori casa, in trattoria. Alle frutta, Bianchon fece cadere il
discorso, con abili mosse preparatorie, sulla messa. Despiein
si abbandonò con voluttà al suo estro di ateo demolitore, e
spalancò le chiuse a un torrente di arguzie volteriane, o, per
dir meglio, a una pessima contraffazione del Repertorio di
citazioni.

— Ohi! disse Bianchon fra sè, dov'è il mio devoto di que-
sta mane?

Serbò il silenzio, quasi dubitò d'aver veduto il suo prin-
cipale a San Sulpizio. Desplein non si sarebbe dato cura di
mentire a Bianchon: entrambi si conoscevano troppo a fondo,

D (Pit 3914 PRECARI

DELL'ATEO

pré de Balzac

si erano già scambiate le loro opinioni su argomenti altret-
tanto gravi; avevano discusso circa i sistemi de natura rerum
sondandoli e sezionandoli con lo scalpello dell’incredulità. Pas-
sarono tre mesi, Bianchon non si occupò più della cosa, che
pur gli era rimasta impressa nella memoria, Quell’anno stesso,
uno dei medici dell'Ospedale Maggiore prese una volta Desplein
per ‘un braccio, presente Bianchon, per interpellarlo.

— Che mai andavate a fara San Sulpizio, caro maestro?
gli disse.

— A vedere un prete che ha una carie al ginocchio, e
che la duchessa d'Angoulèéme ha avuto le benevolenza di
raccomandarmi, rispose Desplein. c

Il medico s’accontentò di questa scappatoia, non. così
Bianchon.

; — Ah! va in chiesa a veder dei ginocchi ammalati, lui?
Ci va per sentir la sua messa, si disse l'interno.

Bianchon si propose di spiare Desplein; si richiamò alla
memoria il giorno e l’ora in cui l'aveva sorpreso ad entrare in
San Sulpizio, e divisò d'andarci l’anno seguente, allo stesso
giorno e alla medesima ora, per vedere se ce l'avrebbe sor-
preso di nuovo. In tal caso, la periodicità della sua devozione
al culto avrebbe consentito e richiesto un’investigazione scien-
tifica, poichè non era pensabile una contraddizione diretta fra
il pensiero e il contegno di un uomo come quello. L'anno dopo,
al giorno e all'ora voluti, Bianchon, che già aveva compiuto il
suo internato presso Desplein, vide il calessino del chirurgo
arrestarsi all'angolo della via del Tournon con quella del
Petit-Lion; di qui, l’amico se ne andò, rasentando i muri, a
San Sulpizio, dove sentì ancora la sua messa all’altare della
Madonna. Era proprio Desplein! il chirurgo primario, l’ateo in
petto, il devoto per caso. La matassa si veniva imbrogliando.
La costanza dell’illustre scienziato ne faceva qualcosa di ine-
stricabile. Uscito Desplein, Bianchon s’accostò al sagrestano,
che veniva per rimuovere l'apparato del culto, e gli chiese se
que! signore era un frequentatore abituale.

— Sono qui da vent'anni, rispose il sagrestano, e, da aliora,
il signor Desplein ci viene quattro volte all'anno per sentir
questa messa; l’ha fondata lui.

Passò parecchio tempo senza che al dottor Bianchon, per
quanto amito di Desplein, si desse l'opportunità di intrattenerlo
su quel punto singolare della sua vita. Se si trovavano insieme
a consulto o in qualche adunanza mondana, era difficile trovare
quel momento di intimità e di calma che permette a due
uomini di dirsi i loro segreti, come si può fare quando si sta
tranquillamente coi piedi sugli alari e la testa appoggiata alla
spalliera d'una poltrona. Infine, dopo sette anni, con la rivo-
luzione del 1830 quando il popolo si avventava contro l’Arci-
vescovado, quando i suggerimenti dei repubblicani lo incita-
vano ad abbattere le croci dorate saettanti nel cielo, come
lampi, da quell'immenso mare di case: quando l’Incredulità,
a fianco della Rivolta, tumultuava per le vie e le piazze della
città. Bianchon sorprese Desplein che ancora entrava nella
chiesa di San Sulpizio. Il medico lo seguì, gli si mise d’accanto,
senza che il suo amico gli facesse il menomo cenno, o desse
indizio della più lieve sorpresa, Entrambi ascoltarono la messa
di fondazione.

— Mi direte ora, caro amico, disse Bianchon a Desplein
nell’uscir di chiesa, il perchè di cotesta bacchettoneria? Vi ho
già pescato tre volte a sentir messa, proprio voi! Ora mi darete
ragione di questo mistero, e mi spiegherete questo disaccordo
flagrante fra le vostre opinioni e il vostro contegno. Non cre-
dete in Dio. e andate a messa! Caro maestro, siete in obbligo
di rispondermi.

— Faccio come molti devoti. gente religiosissima in appa-
renza, ma tanto atei come potremmo esserlo voi ed io.

E qui un torrente di epigrammi all'indirizzo di non pochi
personaggi politici, il più noto dei quali offre al secolo nostro
una nuova edizione del Tartufo di Molière.

— Tutto questo non mi interessa affatto, disse Bianchon;
voglio sapere che cosa siete venuto a far qui, e perchè avete
fondato questa messa.

— Ebbene, caro amico, disse Desplein, la mia giornata
o ormai al tramonto, posso dunque parlarvi dei miei esordii

i vita,

in quel momento, Bianchon e il grand’uomo si trovavano
nella via dei Quattro Venti, una delle più sinistre vie di Pa-
rigi. Desplein indicò il sesto piano d'una di quelle case alte
e strette come torri, la cui porta si apre su un corridoio, in
capo al quale sorge una scela tortuosa illuminata da quelle
aperture che si soglion chiamare luci di tolleranza. Era ‘una
brutta casa di color verdastro: a terreno stava allogata una
meschina bottega di mobili, ogni altro piano sovrastante sem-
brava dare ricetto a una differente specie di miseria. Addi-
tando lassù col braccio teso in un atto pieno di forza, Desplein
disse a Bianchon:

— Sono vissuto colà per due anni!

— Lo so, anche d’Arthez c'è statò, ci venivo quasi ogni gior-
no quand’ero poco più che un ragazzo; noi lo chiamavamo allora
il vaso degli uomini celebri! E poi?

— La messa testè ascoltata si ricollega a cose accadute
quando abitavo la soffitta dove mi dite aver dimorato d’Arthez,
quella con una corda tesa davanti alla. finestra, sopra un vaso
da fiori, con della biancheria sciorinata. Ho avuto dei principli
così duri, caro Bianchon, che potrei contendere a chicchessia
la palma dei martirii della vita parigina. Ho sofferto di tutto:
fame, sete, privazione di denaro, d’abiti, di scarpe ‘e di bianche-:
ria, tutto ciò che la miseria ha di più penoso. Mi riscaldavo col
fiato le dita gelate, in quel vaso degli uomini celebri, che rivedrei
volentieri con voi. Ho studiato per tutto un inverno vedendo
la mia testa fumare come la pelle dei cavalli nei giorni di
gelo. Davvero non so dove la si trovi, la forza di resistere a
una simile vita. Ero solo, senz’aiuti, senza un soldo per com-
prare dei libri, per pagare le spese dei miei studi di medicina;
non avevo un amico: mi nuoceva l’indole irascibile, ombrosa,
irrequieta. Nessuno sapeva scorgere nella mia acredine lo stato
di malessere e la stanchezza d'un uomo che, dal fondo della
condizione sociale in cui si trova, si dibatte per salire alla
superficie. Eppur possedevo, posso ben affermarlo a chi, come
voi, è in grado di vedermi senza paludamenti nè maschera, pos-
sedevo ‘quel fondo di rettitudine e di fervida sensibilità che
sarà sempre il viatico degli uomini abbastanza forti per arram-
picarsi su di una cima qualunque, dopo essersi impantanati
per anni nel fango della miseria. Null’altro potevo cavare dalla
mia famiglia, dal mio paese oltre la retta scarsissima che mi
si forniva. Basta, a quel tempo mi sfamavo al mattino con una
pagnottella che il fornaio della via del Petit-Lion mi vendeva
a minor prezzo, perchè rafferma da un giorno 0 due, e la smi-
ruzzavo nel latte: la mia colazione non mi costava così che
due soldi. Cenavo poi a dozzina soltanto a giorni alterni, pa-
gando per ogni pasto sedici soldi, di modo che la spesa si ridu-
ceva a nove soldi al giorno. Potrete immaginare senza fatica
lo stato dei miei vestiti e delle mie scarpe. Non so se, arrivati
in porto, possiamo poi tanto addolorarci pel tradimento di un
collega quanto ci siamo addolorati, voi come me, scorgendo la
smorfia burlesca di una scarpa da cui si stacca la suola, o sen-
tendo il sinistro crepitio dei punti che si disfanno nel giro
di manica d’una giubba. Non bevevo che acqua, professavo il
più alto rispetto reverenziale per i caffè; Zoppi mi appariva
come una terra promessa, dove soltanto i Luculli del quartiere
latino avevano il diritto di penetrare. « Chi sa se potrò un
giorno o l’altro, mi dicevo talora, prenderci una tazza di caffè
colla panna, giocarci una partita di domino? ». Studiavo rabbio-
samente, con la rabbia della miseria. Cercavo di farmi un im-
menso bagaglio di conoscenze ‘per acquisire uno straordinario
valore personale, per meritare quel posto cui sarei pervenuto
il giorno che mi fosse riuscito di sbucar fuori dal nulla. Spen-
devo più in lucerna che in pane: l’olio delle mie notti ostinate
mi costava più caro del vitto. Questo duello fu lungo, tenace,
senza conforti. Nessuna simpatia mi assisteva. Per aver degli
amici non bisogna unirsi coi giovani. aver qualche soldo per
sbevacchiare insieme, andare in comitiva nei luoghi frequen-
tati dagli studenti? Io non avevo niente, zero via zero. E nes-
suno a Parigi capisce che zero vuol dire zero. Quando poi si
trattava di lasciar trapelare le mie miserie, mi sentivo alla
gola quella contrazione nervosa che fa credere ai nostri ma-
lati di sentirsi risalire una palla dall’esofago alla laringe. Ho
trovato più tardi della gente, nata ricca, cui non essendo mai
mancato nulla, ignora del tutto la regola e i termini di questa
equazione: Un giovane sta al delitto come una moneta da cin-
que franchi sta a X. Quei dorati imbecilli mi dicono:

<« — Perchè non facevate dei debiti? perchè non vi procu-
ravate del denaro a qualunque condizione onerosa? ».

Mi pare di poterli appaiare con quella certa principessa,
la quale, saputo che il popolo mancava di pane, diceva: « Per-
chè non comprano dei pasticcini? ». (4) Vorrei ben vederze
qualcuno di questi ricchi, uno che si lagna perchè gli faccio
pagar troppo caro se lo debbo operare, sì lo vorrei vedere solo
a Parigi, senza il becco d’un quattrino, senza un amico, senza
credito, e costretto a lavorare per vivere. Cosa farebbe? Dove
andrebbe a sfamarsi? Bianchon, se mi avete trovato qualche
volta duro ed amaro, si è perchè adagiavo allora quei miei
primi dolori sul fondo di insensibilità e di egoismo di cui la
gente altolocata mi ha fornito migliaia di esempi; oppure per-
chè pensavo agli ostacoli che l’odio, l'invidia, la gelosia e la
calunnia hanno frapposto fra me e il trionfo dei miei propositi.
C'è a Parigi una razza di brave persone, che quando ti vedono
col piede nella staffa, o ti tirano per la falda dell'abito, o
sganciano la fibbia del sottopancia per farti precipitare fracas-
sandoti la testa per terra: questo toglie un ferro al cavallo,
quell'altro ti porta via il frustino: il meno vile è colui che ti
vien dritto davanti per tirarti una pistolettata a bruciapelo.
Avete abbastanza ingegno, caro figliolo, per trovarvi' presto
alle prese con la battaglia terribile, incessante che i mediocri
scatenano contro gli uomini d’alto valore. Se una sera vi av-

(4) Frase attribuita — ma senza vero fondamento storico — a Ma.
ria Antonietta, moglie di Luigi XVI,

II



i SPINTI

fi ie e ite.



daino ario





viene di perdere venticinque luigi, sarete accusato il domani
di essere un giocatore, e i vostri migliori amici diranno che la
notte prima avete perduto venucinque mila franchi. Se avete
un mal di testa, diranno che siete un pazzo. Se vi sfuggirà
un atto di impazienza, sarete tenuto per un uomo incapace di
vivere coi suoi simili. Se per resistere a questo esercito di pig-
mei farete appello alle vostre forze più alte, i vostri migliori
amici protesteranno a grandi grida che volete divorar tutto
e tutti, che pretendete di soverchiare, di tiranneggiare. In-
somma, le vostre doti diventeranno difetti, i difetti vizii, le
virtù si trasformeranno in delitti. Se avete salvato un paziente,
l’avrete ammazzato; se l’'ammalato torna in circolazione, sarà
chiaro a tutti che lo avete salvato oggi a spese del domani; se
non è morto, creperà. Provatevi a fiatare, e vi metteranno per
terra. Escogitate una qualche difesa, fate valere i vostri diritti,
sarete un querulomane, o un furbacchione che vuol sbarrare
la strada ai giovani. E così caro amico, se non eredo in Dio,
credo ancor meno nell'uomo. Non conoscete forse in me un
Desplein del tutto diverso da quello che va in pasto ogni
giorno alla generale maldicenza?

Ma smettiamola di rimestare in questo mucchio di fango.
Vi dicevo dunque che abitavo questa casa, che stavo studiando
per presentarmi al mio primo esame, e che non avevo un
quattrino, Ero arrivato a quel punto di disperazione che ci fa
dire: « Vado ad arruolarmi!» Tuttavia mi si affacciò una spe-
ranza. Aspettavo da! mio paese una valigia di biancheria, dono
d'una di quelle vecchie zie che, beatamente ignare della
vita parigina, pensano alle vostre camicie, figurandosi che con
trenta franchi al mese il loro nipotino viva di quaglie arrosto.
La valigia arrivò mentre ero in Facoltà: era costata quaranta
franchi di trasporto; il portinaio, un ciabattino tedesco allog-
giato in un soppalco, li aveva pagati e serbava l’involto. Mi-
surai più volte coi passi la via di Saint-Germain-des-Prés e
quella della Scuola di Medicina senza riuscire ad escogitare
uno stratagemma per impossessarmi della valigia senza sbor-
sare i quaranta franchi, che avrei pagati, s'intende, dopo
aver ‘venduto la biancheria. La mia inettitudine mi lasciò in-
travvedere che la mia sola vocazione era la chirurgia. Gli
uomini scrupolosi, chiamati ad operare in una cerchia elevata,
mancano, caro amico, di astuzia; ad essi ripugnano le macchina-
zioni e le cabale; il loro genio protettore è il caso: essi non
cercano, ma incontrano, imbroccano.

Basta, rincasai che annottava, proprio insieme col mio
vicino, un certo Bourgeat, un portatore d’acqua, di Saint-Flour.
Ci conoscevamo come si conoscono due inquilini che hanno la
loro stanza sullo stesso ripiano, che si sentono russare, tossire
vestirsi, e che finiscono per assuefarsi l’un l’altro. Il vicino
mi disse che il proprietario, «al quale dovevo tre mesate, mi
aveva sfrattato: avrei dovuto sgombrare il domani. Anche lui
era sfrattato, per via del suo mestiere. Passai una notte d’in-
ferno. « Dove trovare un facchino che porti le mie povere
robe, i miei libri? Come pagarlo, lui e il portiere? Dove andrò
a ‘sbattere? ». Queste domande senza risposta me le ripetevo
nel pianto. come i pazzi ripetono le loro filastrocche. Infine
riuscii a dormire. La miseria ha pure il conforto di un sonno
divino. pieno di bel sogni. La mattina seguente, mentre man-
giavo la mia scodella di pane e latte. entra Bourgeat che mi
dice nel suo storpio parlare d’Alvernia:

« — Signor studente, sono un pover'uomo, trovatello del-
l’ospitale di Saint-Flour, senza padre nè madre,e non abba-
stanza ricco per prender moglie. Mi pare che non siete molto
più fornito di parenti, o scortato della rupa che serve, mica
vero? Sentite, ho giù un carretto a mano, che ho affittato a due
soldi l’ora; ci sta dentro tutta la nostra roba; se volete, pos-
siamo cercare un posto da alloggiare insieme, visto che siamo
cacciati via da qui. Dopotutto, non è il paradiso terrestre.

«— E' verissimo, risposi, mio caro Bourgeat. Ma sono in
un maledetto imbarazzo: ho qui sotto una valigia con della
biancheria per un centinaio di scudi: con questi potrei pagare
il proprietario e il portiere, e non ho in tasca neppur cinque
franchi.

<«— Poh! ho ben io qualche soldone, mi rispose allegra-
mente Bourgeat tirando fuori una vecchia borsa di cuoio su-
dicio. Serbate la biancheria ».

Bourgeat pagò le mie tre mesate, la sua, soddisfece il por-
tiere. Poi caricò i nostri mobili e la mia biancheria sulla sua
carretta, e se la trascinò dietro per le strade, fermandosi a
ogni casa con l’« affittasi» sulla porta. Io salivo a vedere se
le stanze da locare facevano per noi. A mezzogiorno ancor
si vagava pel quartiere latino, senza aver nulla trovato. Il
prezzo era il grande intoppo. Bourgeat mi condusse a far cola-
zione da un oste, lasciando il carretto alla porta. Verso sera,
scovai nel vicolo cieco di Rohan, presso la contrada del Com-
mercio, due camere sotto i tetti, separate \dalla scala. Ce la
cavammo con sessanta franchi di fitto all'anno, per ciascuno.
Fccoci a posto, io e il mio umile amico. Cenammo insieme.
Bourgeat, che guadagnava su per giù due franchi e mezzo al
giorno, aveva raggranellato un centinaio di scudi, il che gli
avrebbe permesso fra breve di soddisfare la sua grande aspi-
razione: comprare una botte e un cavallo. Saputo dei fatti
miei, poichè frattanto era riuscito a cavarmi fuori tutti i miei
segreti con un’astuzia incredibilmente perspicace e bonaria,
il cui ricordo mi scuote le fibre ancor oggi, egli rinunziò per
qualche tempo ancora alla grande ambizione della sua vita:
da ventidue anni Bourgeat lavorava per strada, portando a
spalla: egli consacrò al mio avvenire i suoi cento scudi.

Qui. Desplein strinse con forza il braccio di Bianchon.

— Mi diede il denaro occorrente pei miei esami! Quel-
l'uomo comprese, amico mio, che avevo una missione da adem-
piere, che i bisogni della mia vita intellettuale erano più
‘urgenti dei suoi, Ebbe cura di me, mi chiamava il suo bambino,
mi prestò il denaro che ci voleva per comprare i miei libri,
veniva talora pian piano a vedermi mentre studiavo; provvide
con sollecitudine davvero materna affinchè sostituissi Îl cibo
insufficiente e cattivo cui mi ero ridotto con un vitto abbon-
dante e sano. Bourgeat, ch'era un uomo di forse quarant’anni,
aveva una faccia di borghese del medioevo, con una fronte

12



a boccia, una testa che un pittore avrebbe potuto prendere a
modello per un Licurgo. Il pover’uomo aveva il cuore pesante
d’affetti senz’oggetto; non era mai stato amato altro che da
un cane, morto da qualche tempo, e di cui mi parlava spesso,
sempre chiedendomi se credevo che la Chiesa avrebbe con-
sentito a celebrar delle messe pel riposo della sua anima. Il
suo cane, diceva, era un vero cristiano, che per dodici anni
l'aveva accompagnato in chiesa senza aver abbaiato una volta,
che sentiva l'organo senza aprir bocca, accucciato vicino a lui
con un atteggiamento che faceva pensare che stesse pregando
col suo padrone. Quell'uomo radunò tutti i suoi affetti su me;
mi accolse come un essere solo e malato; divenne per me la
madre più vigilante, il benefattore più delicato, il supremo
ideale, insomma, di quella virtù che gioisce dell’opera sua.
Quando lo incontravo per strada, mi lanciava uno sguardo di
intesa colmo di una nobiltà inesprimibile: ostentava allora di
camminare come se non fosse gravato da nessun peso, sem-
brava felice di vedermi sano, florido e ben vestito. Fu quella,
insomma la devozione dell’uomo del popolo, l’amore della sar-
tina elevato a una cerchia più alta di sentimenti. Bourgeat
per me sbrigava incombenze, mi svegliava di notte alle ore
volute, puliva la mia Tucerna, scopava il pavimento; eccellente
come domestico non meno che come padre e lindo come una ra-
gazza inglese. Si occupava delle faccende di casa. Come Filo-
pèmene, segava il nostro legno, e improntava tutti i suoi atti
della maggiore semplicità, dignitosissimo sempre, poichè pa-
reva esser persuaso che il fine annobilisce ogni cosa. Quando
lasciai quel brav'uomo per entrare come interno all’ospedale, egli
fu preso da non so quale cupo dolore, al pensiero che non sa-
rebbe più vissuto con me; ma si confortò col proposito di ac-
cumulare il denaro occorrente per le spese della mia tesi, e
sì fece promettere che sarei andato a trovarlo nei miei giorni
di uscita. Bourgeat era fiero di me, mi amava per me e per sè.
Se vi venisse fra mano la mia tesi, vedreste che gli è dedicata.
Nell'ultimo anno del mio internato avevo guadagnato abba-
stanza per poter restituire al degno Alverniese tutto ciò che
gli dovevo, comperandogli un cavallo e una botte; andò molto
in collera quando seppe che mi privavo dei miei risparmi per
lui. ed era tuttavia felice nel veder attuati i suoi voti; mi
rimbrottava e rideva, ammirava il cavallo ed il carro, e di-
ceva, mentre s'asciugava una lacrima:

« — Male, malissimo! Ah! che bella botte! Avete avuto
torto... Questo cavallo è forte come un Alverniese ».

Non vidi mai mulla di più commovente di questa scena.
Bourgeat volle farmi dono a ogni costo di quella busta chi-
rurgica con strumenti d’argento che avete veduto nel mio
gabinetto, e che tengo fra le cose mie più preziose. Sebbene
esultante pei miei felici esordii nella carriera, non si lasciò mai
sfuggire una sillaba o un gesto che volessero dire: « E' a me
che si deve quest'uomo! ». Pure, senza lui la miseria mi avrebbe
ucciso. Il poveretto s'era ridotto a un’ombra, per me: s’era
nutrito di pan secco soffregato con l’aglio per farmi avere il
caffè che bastasse alle mie veglie notturne. Finì per amma-

larsi. Passai notti su notti al suo capezzale, come potete ben ,

credere, e riuscii una ‘prima volta a cavarlo d’impaccio; ma
s'ebbe una ricaduta due anni dopo, e, ad onta delle cure più
assidue e degli sforzi tenaci dell’arte, dovette soccombere.
Nessun ne fu curato mai come lo fu Bourgeat. Si, Bianchon. ho
tentato per strappare alla morte quell’uomo, cose inaudite. Vo-
levo tenerlo in vita abbastanza per farlo testimone dell’opera
sua, per compiere tutti i suoi voti, per soddisfare alla sola
riconoscenza che mi abbia riempito il cuore, per spegnere un
fuoco che mi consuma ancor oggi!

Bourgeat, riprese dopo una pausa Desplein visibilmente
commosso, il mio secondo padre, morì nelle mie braccia, la-
sciandomi tutto ciò che possedeva con un testamento che
aveva fatto redigere da uno scrivano pubblico, colla data del-
l’anno in cui avevamo preso insieme dimora nella via di Rohan.
Quell'uomo aveva la fede del pescatore, del carbonaio. Amava
la santa Vergine come avrebbe amato sua moglie. Cattolico
ardente, non mi aveva mai detto una parola sulla mia irreli-
gione. Quando fu in pericolo, mi pregò di non trascurar nulla
affinchè non avessero a mancargli i conforti della Chiesa. Feci
dir tutti i giorni una messa per lui. Spesso, lungo la notte, mi
confidava i suoi timori per la vita futura, gli pareva di non
esser vissuto abbastanza santamente. Pover’uomo! Lavorava
dall'alba al tramonto, A chi mai toccherebbe il paradiso, se
c'è? Ricevè i Sacramenti da santo, qual era, e la sua morte
fu degna della sua vita. Seguii, solo, il suo carro funebre.
Quand’ebbi sepolto il mio unico benefattore, cercai il modo
di sdebitarmi con lui, e vidi che non aveva parenti, nè amici,
nè moglie, nè figli. Ma era un credente! egli aveva una fede,
potevo discuterla? Mi aveva timidamente accennato a messe
celebrate pel riposo dei morti, ma non voleva gravarmene co-
me di un debito, quasi sembrandogli che si sarebbe fatto, così,
pagare pei suoi servigi. Non appena mi fu possibile disporre
per una fondazione, diedi alla chiesa di San Sulpizio la somma
voluta per far celebrare quattro messe perpetue ogni anno.
Poichè la sola cosa ch'io possa offrire a Bourgeat è la soddi-
sfazione dei suoi pii desiderii, il giorno della celebrazione di
questa messa, all’inizio di ogni stagione dell’anno, ci vado a
suo nome e recito per lui le preghiere di rito. Poi dico, con la
buona fede dello scettico: « Signore Iddio, se c'è una sfera dove
tu metti dopo la loro morte coloro che sono stati perfetti, pensa
a! buon Bourgeat; e se c'è qualche cosa da soffrire per lui,
carica su me le sue pene, per farlo entrare più presto in quei
posto che chiamano il paradiso ». Ecco, mio caro, tutto ciò che
un uomo che professa le mie opinioni si può permettere. Dio
dev'essere un buon diavolaccio, spero che non se l'avrà troppo
a male. Davvero ve lo giuro, darei il mio patrimonio perchè
la fede di Bourgeat mi potesse entrar nel cervello.

Bianchon, che curò Desplein nella sua ultima malattia,
non osa oggi affermare che l'illustre chirurgo sia morto ateo.
Ferchè un credente non si compiacerebbe di pensare che
l'umile Alverniese sarà andato ad aprirgli la porta del Cielo, co-
me già gli aveva aperto la porta del tempio terrestre, sul cui
frontone sta scritto: Agli uomini sommi la patria riconoscente?

sete siete


























| PERISCOPIO |

Attività dell’ I.R.I. |

M ministro delle Partecipazioni
statali ha recentemente fornito in-
teressanti dati sull’attività delle
aziende IRI. 3
La produzione siderurgica del
VIRI ha raggiunto nel '57 i 3,5 mi.
lioni di tonnellate, con un aume:
di misura più che doppia rispetto
all'anna precedente, e superiore del
50 per cento all'incremento che
rileva per le altre produzioni na-
zionali, Il fatturato del settore c:
tieristico - meccanico si è accre-
sciuto del 16 per cento, e cioè da
242 miliardi nel '56 a 281 del ‘57.
Lo sviluppo delle esportazioni
stato proporzionalmente superi:
a quello delle vendite all'in
ed è stato conseguito in massimi
parte nei settori automobilistico

macchinario industriale,






estero del gruppo TRI è salita, tri
1 “48 e il ‘57, dal 15 al 25 per
cento, Nel complesso, < le industrie
a partecipazione statale rappresen.
tano sempre più una forza propul-
siva nel sistema economico nazio
nale >, E

Basti considerare che nel ‘57
Ml gruppo IRI ha investito 175 mi.
Mardi, con un aumento dell'11,5 per
cento rispetto all'anno precedente.



Gli investimenti previsti per l’anno.

in corso ammontano ad oltre 249

miliardi. con w ulteriore incre-
mento del 14 per cento,

. . 2 o

Quanti siamo ?

Secondo una statistica compilata.
in Germania, al principio del 1957.
gli abitanti della Terra assommava-.
no a 2.770.000.000. L'Asia è il con-.
tinente che conta il maggior nume-
ro di abitanti: oltre 1 miliardo è
mezzo, L'Antartide quello che ne”
conta meno. Infatti è completamen-
disabitato. Tra le varie Nazioni, al
primo posto è la Cina con 630 mi-
lioni di abitanti. Seguono l'India.
con 392 milioni la Russia con 220
milioni, gli Stati Uniti con 171 mi-
Moni, il Giappone con 91 milioni,
l'Indonesia e il Pakistan che con-
tano 84 milioni di abitanti ciascu-
no.

E' probabile che verso il 1960 la
popolazione della Terra toccherà |
tre miliardi. Negli ultimi anni l'in-
cremento naturale (cioè l'eccedenza
dei nati vivi sui morti) è stato in
medina dell'1.7 per cento: questa
percentuale è la più alta registrata
nella storia del mondo.

In fatto di previsioni, particolar-
mente interessante è quella for-
mulata dnill'Organizzazione mon-
diale della sanità, la quale ha pub-
blicato recentemente un rapporto
sulle cause della mortalità nei va-
ri continenti della Terra. Consta-
tato come la mortalità. grazie al-
la migliorata assistenza sanitaria.
sia sensibilmente diminmita negli
conclude: « Se la mortalità con-
tinuerà nell'attuale proporzione al.
la fine di questo secolo la popola-
zione della Terra sarà. raddoppla-
ta ». In altre parole il globo avrà
nel. 2000 oltre 5 miliardi di abitanti.

N rapporto dell'O.M.S. precisa che
da qualche anno le malattie infet-
tive sono in forte regresso e che
un giorno o ISaltro si riuscirà qua-
si certamente a debellarle del tut-
to, Fino al "48 la malaria, per
esempio causava la morte di 300
milioni di esseri umani all'anno.
Negli ultimi dieci anni invece la
morti per malaria sono diminuite
nella misura del 30 per cento. In
notevole regresso sono pure fl co-
lera. la peste. Il valolo e fl tifo.

L'O.M.S. si mostra per contro
pessimista per quanto riguarda }l
cancro e le malattie del cuore: esse
non fanno che aumentare nei pace-
si con alto tenore di vita, Anche se
sì sono scoperti efficaci medicinali
contro di essa la tubercolosi conti.
nua tuttavia ad essere una delle più
gravi malattie infettive. M rappor.
to aggiunge altresì che gli incidenti:
della circolazione stanno diventan-
do una preoccuppante niaga per l:
umanità. L'aumento della popola
ozine terrestre si deve quasi uni.
camente alla diminuzione delli
mortalità in quanto le nascite s
mantengono da anni press’a pocc
sullo stesso livello. Nell'ultimo de.
cennio i nati sono stati in medit
44 miltoni all'anno,

Il reddito nel sud

Da un recente approfondito stu.
dio, si apprende che, soprattutti
per effetto degli investimenti dell:
Cassa per il Mezzogiorno, il red
dito nelle regioni meridionali ee
insulare è aumentato di oltre il %
per cento nel periodo 1950-1950
mentre nello stesso periodo tl red
dito del Nord è aumentato del 60-61
per cento.

Nell'agricoltura sono stati inve
stiti in opere ed iniziative privati
oltre 150 miliardi e circa 20 miliar
di nel settore dell'industria.

sizione ie ii si

diciamo loro che esso ritor-
nerà libero prima della fi-
ne di quest'anno pronto a
ricevere un’altra grande
nave. Essi non sanno inve.
ce quale fiducia noi nu-
triamo verso i nostri pr
grammi, convinti come sia.
mo che solo nel loro rispet-
to noi tutti possiamo con-
servare al nostro Cantiere
ed alla nostra Società quel-
la fama di orgogliosa se-
rietà che si sono sempre
saputi meritare.

Franco Cristofori
A sinistra: l'avanzamento al 22

di uno dei primi blocchi pre-
fa, com'era tre settimane fa













LE ANNUALI GITE SOCIALI



Le gite organizzate da «l'Ansaldino » per i dipen-

denti degli stabilimenti sociali e i loro famigliari si
svolgeranno quest'anno come segue:

8 giugno: a Montecatini in pullman per il Can-
tiere di Muggiano (sarà comunicato quanto prima il

programma definitivo);

29 giugno: a Lugano (Svizzera) in treno spe-
ciale per gli stabilimenti di Genova (il programma di
massima e le quote di partecipazione sono riportati
nei manifesti affissi nelle varie portinerie);

luglio: a Perugia o all'isola d'Elba per il Can-
tiere di Livorno (sarà comunicato quanto prima il pro-

gramma definitivo).







VISITA

alla “ Colombo”

Recentemente, profittando di
un sabato pomeriggio metereo-
logicamente clemente, 220 an-
saldini hanno potuto visitare
la turbonave passeggeri « Cri-
stoforo Colombo » in sosta nel
porto di Genova.











Come tutte le altre volte, la
visita è stata organizzata dal
nostro giornale, e gli ansaldi-
ni hanno condotto seco loro fa-





CINESELEZIONE

Sangue blu

M0srado le condizioni
del termometro il no-
leggio ha avvertito ormai
l'inizio della stagione esti-
va, e quindi comincia a
propinarci film di categoria
«B. 2 «C» con la consue-
ta disinvoltura. Ma, per for-
tuna, esso ha voluto questa
volta sfruttare gli otto
« Oscar » che hanno legato
il nome di Alec Guiness ai
film » ID Ponte sul fiume
Kwai » (da noi recensito su
queste colonne), 2 rilancia-
re il vecchio film « Sangue
blu ».

Ci è dato così di rivedere
un film estremamente di-
vertente 2 dal dialogo misu-
rato e spiritoso, dove appa-
re Alec Guiness in ben set-
te personaggi diversi, inter-
pretati tutti con la solita fi-
nezza. Ma va segnalata an-

l’ultimo rampollo di un ra-
mo cadetto di una famiglia
marchionale i! quale, per
giungere ad ereditare il ti-
tolo, deve uccidere almeno
una mezza dozzina di per-
sone, E lo fa con la più com-
nassata flemma britannica,
Le vittime sono appunto
interpretate da Alec Gui-
ness. Giuunto infine il flem-
matico giovane al tanto so-
spirato marchesato, viene
arrestato da Scotland Yard
per un delitto che non ave-
va commesso. Ma il finale

riserva un colno di scena
ancora più spettacolare, e
che non vogliamo svelare

n coloro che ancora
avessero visto il film.

Si tratta, come avrete già
capito, di una di quelle com-
medie tipicamente inglesi
che hanno insegnato al no-
stro pubblico una risata a
fior di labbra che non era

non

che ln recitazione del prota- certo nelle tradizioni del
gonista. Denis Price, vera- “'*?re latino,
mente a nosto, Si tratta del. IL PORTOGHESE

migliari, servendosi per il giro
dei camerieri-cicerone messi a
disposizione dalla Società «Ita-
lia ».



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dipendenti del-
dotato di
sottoposto alle

« L'Ansaldino », quindicinale dei
l’Ansaldo. bandisce un concorso letterario -
premi per un valore di lire 50.000
norme del presente

REGOLAMENTO

ART. 1) - Possono partecipare al concorso tutti i
dipendenti dell'Ansaldo, inviando alla redazione de
€ l'Ansaldino » il racconto di un fatto vero, realmente
accaduto all'autore 0, comunque, nell'ambito della sua
diretta esperienza. La lunghezza del lavoro non potrà
superare le sei normali cartelle dattiloscritte a « spa-
zio due».

ART. 2) - | lavori dovranno pervenire alla reda-
zione de « l'Ansaldino » entro e non oltre il 30 giugno
1958, e dovranno essere contrassegnati da un motto
ovvero da uno pseudonimo. Inoltre al lavoro dovrà
essere allegata una busta chiusa, sulla quale dovrà
chiaramente essere ripetuto lo stesso motto che con-
traddistingue il lavoro, e nella quale dovranno essere
specificati nome e cognome dell'autore, stabilimento
di appartenenza e numero di cartellino. Quest'ultima
verrà aperta, alla presenza di testimoni, solo dopo le
decisioni della giuria.

ART. 3) - Argomento e soggetti sono
miti posti dall'art. 1).

ART. 4) - Una commissione, nominata apposita-
mente da « l’Ansaldino », designerà, a suo insindaca-
bile giudizio, i migliori tre lavori, che verranno pub-
blicati su « l'Ansaldino » in edizione integrale. Nessun
lavoro comunque, anche se non pubblicato, verrà re-
stituito; e inoltre « l'Ansaldino >» si riserva il diritto
di pubblicare anche novelle non premiate.

ART. 5) - Premi: 1.0 premio, del valore di lire
25.000; 2.0 premio, del valore di lire 15.000; 3.0 pre-
mio, del valore di lire 10.000.

ART. 6) - La violazione anche di una sola clausola
del regolamento priva il violatore di ogni diritto di
partecipazione. Per ogni questione dubbia o non con-
templata dal presente regolamento deciderà inappel-
labilmente la giuria.

liberi nei li-



IS)

MOTOR OIL

BIANI RISAIE DIMARO
Simvontintaninieizzi mobiameninizisnnano paiono ian







7.000
volte

A un regime

le parti vitali del
di questo sforzo }

deve combattere:
tem perat ura.

batte la’ corrosio
qualsiasi tempera

facilita

fa rispx

l’olio per tutte le temperature

lindro viene percorso dal pistone
un minuto. Se non sono ben protette da un
olio particolarmente resistente all'attrito, do-
vuto alle elevate pressioni e allo stris

al minuto...

medio di 3500 giri, ogni ci-

7000 volte in




amento,
motore alla lunga risentono
poderoso. E ci sono insidie al-



trettanto pericolose, che un buon lubrificante

la corrosione e gli sbalzi di

Affidatevi a un olio speciale, come lo
Shell X -100 Motor Oil Multigrade, che com-

ne e
tura,

protegge il motore a

l'avviamento

protegge il motore
combatte la corrosione

immiare carburante











i

Stelle al merito
del lavoro

Anche quest'anno sono state solennemente conse-

gnate a Roma, in occasione del 1.0 maggio, le « stelle ;

al merito » ai lavoratori italiani che più hanno meri-
tato nel campo delle rispettive attività.

Tra questi benemeriti sono stati premiati il nostro
Direttore Generale ing. Federico Lombardi, i pensiona-

ti Giovanni Orengo e Luigi Coppellotti, e il caposqua- È

dra Simone Carlini del Meccanico
L’ing. Federico Lombardi è nato a Bra (Cuneo) il

24 luglio 1886. Laureatosi a Torino nel 1911, prestò È
quindi il servizio militare nel Genio Navale, congedan- |

dosi nel 1919 col grado di capitano. Fu poì alla Dire-
zione dei « Cantieri Navali e Acciaierie » di Venezia e
della « S. Eustacchio » di Brescia. Entrò all’Ansaldo
nel 1935 divenendo Direttore Generale nel 1949. Dal-
l’anno scorso è pure membro del Consiglio di Ammi-
nistrazione della nostra Società e inoltre è Presidente

dell’« Ansaldo Coke ». Attualmente ricopre pure il gra- !

do di colonnello della riserva del Genio Navale.

Il sig. Giovanni Orengo è nato il 24 settembre 1889
e fu assunto all’Ansaldo Meccanico il 7 dicembre 1903.
Lasciò il servizio nel 1953 con la qualifica di collauda-
tore capo. —-

Il sig. Luigi Coppeliotti è nato il 7 agosto 1875 e fu
assunto al Meccanico il 4 maggio 1899. Lasciò il servi-
zio nel 1949 con la qualifica di tornitore.

1l sig. Simone Carlini è nato il 7 febbraio 1894 ed
entrò all’Ansaldo Meccanico nel 1912. E’ in servizio con
la qualifica di capo squadra.

Ci felicitiamo vivamente con î nuovi decorati, che
al lavoro hanno dato tutte le loro forze e le loro capa-
cità, con l'augurio che il loro nobile esempio sia ruc-
colto da tutti i giovani lavoratori della nostra Azienda.

IL LAVORO NEI TEMPI

S iamo giunti al termine Sono scomparsi gli uomi-
di questa nostra rubri- ni seminudi che facevano
ca. Attraverso 41 puntate e strumento delle proprie
55 fotografie abbiamo pas- braccia: l'operaio di oggi è
sato in rassegna il lavoro di un tecnico che adopera del-
40 secoli: se il testo è stato le macchine, e si copre il
necessariamente conciso e volto con maschere avveni-
incompleto, il commento fo- ristiche. Già le macchine
tografico è stato però di no- lavorano spesso da sole per
tevole valore. Non abbiamo lui: macchine « transfer »,



trascurato alcuna epcca im- calcolatori elettronici; gia
portante e abbiamo pubbli- scrutiamo il segreto della
cato spesso tavole assai ra- siderurgia con le camere te-
re o addirittura inedite, levisive. già diagnostichia-

Abbiamo cominciato con mo i mali del metallo con
un cantiere egizio, e termi- apparecchi radiografici; già
niamo con questa fotografia volano i satelliti nel cielo.
che abbiamo sottratto al Il futuro è già comincia-
«Panorama Aziendale»: così to, ma al centro di questa
la storia si salda con la cro- rivoluzione tecnologica re-
naca, così voi diventate i sta l’uomo, con la sua vo-
continuatori di quella lunga lontà, col suo spirito, col
storia di progresso tecnico suo cervello, E, soprattutto,
che abbiamo quì esaminata. col suo lavoro.









ALBUM
DI FAMIGLIA



Antonio Fulgenzio è un grui-
sta di categoria B, nato rel
1921 e all’Ansaldo da diversi
anni — che gode molta stima
da parte dei suoi superiori.

Presta servizio, dal giorno in
cui è stato assunto, alla Car-
penteria; qui, dopo aver esple-
tato anche altre mansioni, è da
tempo addetto ad una gru a
ponte; da nove anni è sposato
ed è padre di una bambina che,
ad ottobre, siederà già sui ban
chi di scuola.

Dicevamo che gode molta
stima e considerazione da par-
te dei suoi superiori; perchè ha
acquistato nel campo specifico
della sua attività una invi-
diabile esperienza tecnica -
particolarmente utile nel caso
di imbragate difficoltose (la
sua gru, non lo avevamo anco-
ra detto, è in officina) e per-
chè compie con ammirevole
disciplina, zelo e senso di col-
laborazione, il lavoro che, di
volta in volta, gli viene affi-
dato.

Come tanti altri colleghi, del
resto: ma quello che ci ha
spinto a parlare di lui questa
volta è la pulizia che contrad-
distingue la sua gru da tutte le
altre: non v'è caso che rifiuti,
grassi, polvere, scorie o cose
del genere trovino asilo suila
sua gru o nella cabina, il che
porta come conseguenza un
sensibile vantaggio anche nel-
la manutenzione.

Sono queste, dunque, le
principali ragioni che hanno
valso ad Antonio Fulgenzio la
stima dei suoi superiori, cui
più sopra — e sia pur rapida-
mente — accennavamo.



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venientissimo, Rivolgersi al sig
Franco Guadagnini, Cantiere di
Muggiano,












ANSALDINI IN SEDICESIMO

(3 PART
4

de



Enzio e Bettina, nipoti di Giuseppe Canepa (CMI)

Luciana e Giuliano, nipoti di Carlo Longhi (MEC)



4



r È
Gian Luigi, figlio di Rosalba, figlia di
Mario Tamagno (Mec) Emanuele Vianello (Mec)



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ARTICOLI PER. UFFICIO TECNICO

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CONTINI:

PORTICI XX SETTEMBRE, 172 r. ARTICOLI
VIAGGIO

mela lirA[e1

TUTTE le NOVITÀ

di STAGIONE di alta classe
CALZE

10 DI QUESTO AVVISO GUANTI ecc.

Pia Re ie]

15

CONCORSO
FOTOGRAFICO



Bruno Roncallo (CAN): « Ruscello di notte »





Umberto Paita (MUG): « Castello di Lerici »

Francesco Renna (MEC): « Tramonto alpino »



Battista Rovelli (CMI): « Neve sul lago del Gorzente » Giuseppe Rubis (MEC): « Portofino »

16



SEZIONE CALCIO

La squadra iseritta al Trofeo del lavoratore
si è piazzata al primo posto in classifica



Al Torneo fr



La squadra che partecipa al gli Stabilimenti









«Trofeo del Lavoratore» ha con- sociali, che av ‘o ai primi
seguito altre due vittorie, ri- di giugno, parle anno il
spettivamente contro la Con- Caniîiere, il Meccanico, la Fon-
sorzio del Porto » per 2-1 (reti deria ed il C,M.I. Il relativo ca

lendario e gli orari degli incon
tri verranno comunicati median-
te av alle portinerie degli
stab'limenti

MOTORISMO

di Merlotti e Cagna) c contro la
Dipendenti Provin per 1-0
rete di Bruzzone) piazzandosi
al comando della classifica,

SEZIONE




si



Ottima prova del gruppo motociclistico
al 3° Raduno nazionale di Quarto dei Mille

del tutto esauriti nelle tre loca-
lità, mentre sono ancora dispo-
nibili posti in bassa stagione.

Una buona notizia per i par-
tecipanti al soggiorno di Pinzolo
è che quest'anno il nostro Dopo-
lavoro invierà in quella località
oltre che ad Andalo) un cuoco
di classe di sua fiducia.

Il gruppo motociclistico della

Sezione motorismo » ha parte
<ipato domen 4 maggio al 3°
Raduno nazionale di Quarto
dei Mille, piazzandosi nelle pri-
me posizioni. I 42 centauri, di
retti dal loro Direttore sig. Man-
lio Barabino si sono assicurati
infatti la covnpa «RA.L.TV,










PRECISAZIONE

Alcuni soci hanno chiesto alla
Segreteria del Dopolavoro se al-
le manifestazioni promosse dal-
le varie Sezioni possono parte-
cipare gli aderenti alla Sezione
oppure tutti gli iscritti al Do-
polavoro.

Precisiamo: le manifestazioni
indette dal Dopolavoro sono tut-
te promosse dalle Sezioni, per
cui è diritto di ogni socio di
parteciparvi, indipendentemente
dall’adesione o meno data alla
Sezione,

Dare l'adesione alla Sezione
significa collaborare all'organiz-
zazione In un sano clima di su-
lidarietà sociale, che rientra
strettamente nello spirito del
Dopolavoro, e non soltanto par-
tecipare alla manifestazione.







SEZIONE BOCCE

Intensa partecipazione
alle principali gare

La « Sezione bocce » sta svol-
gendo una intensa attività, Re-

centemente ha partecipato alle

principali gare della Provincia,
fra le quali:
5 aprile: «



Trofeo 25 aprile

organizzato dall'Ufficio Sport
del Comune (con 4 terne); 27
aprile: Coppa « Carlini » a Chia-
vari (15 coppie); 4
Coppa» Cacchiani » a Sturla
(15 coppie); 11 maggio: Coppa
» Consorzio del Porto 16 cop-








pie)
in via di
« Trofeo del Lavoratore
to dal C,S.1) con 10 terne, Si
sono classificate per la finale
due terne; Burgassi - G ano -
Pastorino e Repetto - Paraggi -
Marcenaro.

svolgimento il
(indet-



SEZION:E MUSICA

Iniziati i corsi di solfeggio
pianoforte, canto e fisarmonica

Il 6 maggio, presso la Sede di
via Stennio a Sampierdarena
hanno avuto inizio le lezioni di



Magioncalda » e la coppa messa
în palio dalla « Gazzetta Moto
ristica » per il gruppo più nu-
meroso della Provincia
Ecco i nomi dei collaboratori
della « Sezione motorismo
funzioni loro assegnate,
Manlio i MEO); Di.
rettore tecnico; Aldo Sorzana
(SAU): Capo Gruppo Auto; Ame.
deo Caneva (CAN): Capo Gruppo
Moto; Mario Gambino (DIG): Se-
gretario; Rinaldo Repetti (CAN):
Tesoriere; Paolo Bonellj (CAN);
V. Segretario; Michele Monteso-
FON): V. Tesoriere; Gino
Pansecco (MEC); Stampa e ad-
detto sportivo auto; Angelo Ben-
si (CAN); Addetto sportivo auto;
Salvatore Porcaro (ME Addet.
to sportivo moto; Francesco Ge-
loso (MEC); Revisore conti; For-

e le







ro







tunato Lorenzini (SAU); Revi.
sore conti; Dante Martini (MEC):
Collaboratore; Alfredo Ciorfel-

la (COKE):
Tenconi (Mec):



riboratore; Nicolò
Collaboratore.

SEZIONE ATTIVITÀ MONTANE

Le gite del mese di giugno

Per i! mese di giugno sono in

programma le seguenti gite:
Monte Antola, Prà Rondanin,

Oropa (monte Camino e monte
Mucrone), Monte Antoroto, Ci.
liegiata sociale e Campionato
sociale di marcia in montagna.

I soggiorni alpini

Il 18 maggio hanno avuto ini-
zio le prenotazioni per i
giorni alpini di La Thuile, An-
dalo e Pinzolo,

Come si prevedeva i posti di
alta stagione sono andati quasi

sog



N 1.0 premio del concorso fotografico € Vecchia Genova » è stato vinto,
come è noto, dal sig. Vittorio Indelicato. Ecco la fotografia

vincente

maggio;

solfeggio e pianoforte imparti-
te dalla maestra Anna Luisa
Monti, e le lezioni di canto e
fisarmonica a cura del maestro
Giuseppe Sardi.

H.numero degli. ‘iscritti
polavoristi e familiari) è v
mente lusinghiero e si ha ra-
gione di ritenere che gli allievi
aumenteranno ancora,

Le lezioni si svolgono al mar-



(do.



tedi e al giovedì col seguente
orario: solfeggio e pianoforte
dalle 16,30 alle 18,30; canto e



fisarmonica dalle 18,15 alle 19,30,



SEZIONE FOTOGRAFIA E CINEMA A PASSO RIDOTIO

Allo studio il 1° concorso
cinematografico a passo ridotto

E' in fase di studio e pro-
grammazione il regolamento per
il «Primo concorso cinemato-
grafico a passo ridotto



Tutti i soci che si interessano
dell'argomento possono rivolg
si, per qualsiasi informazione €
per fornire eventuali suggeri-



menti, al sig, Augusto Frioli,
Direttore Tecnico della Sezione,

o al Capo del « Gruppo passo
ridotto » sig, Stelio Zoppini, che
sono in Sede a Sestri (via Sestri
53/5) dalle ore 21 alle ore 23
di mercoledì e venerdì di ogni
settimana.

SEZIONE PALLAVOLO

La squadra giovanile

al Trofeo Calasanzio

La squadra giovanile della

Sezione pallavolo » sta parteci.
pando al Torneo « Cala zio
comportandosi in maniera egre
gia. Daremo in seguito notizie
più particolareggiate sul torneo
al quale partecipano numerose
squadre giovanili.

Nel frattempo continuano,
sotto l'esperta guida dell’allena-
tore Luigi Gallo, gli allenamenti
della 1.a squadra, la quale pren-





derà parte al campionato di se-
rie C che avrà inizio il 1,0 giu-
gno,







E esc FAMOSO REALLA FAVORITA:
‘QUAL’E ILSEGRETO DELLATUA BELLEZZA,
LACEREMA © LA LOZIONE PREFERITA
&HETIDA QUESTA ETERNA dIoVINEZZA?,,

ISPOSE QUELLA SPLENDIDA DAMINA,

PL SECOLO MADAMA PONPADOUR:

“o Mio SIGNORE lo PRENDO OGNI MATTINA
LACELEBRE MANNITE o: DUFOUR!?,,



Usate anche voi

mannite Dufour!





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dalla creazione sino ai nostri tempi



17

Pensioni di guerra

Ricordiamo agli interessati che, che è in corso di apertura per la
poter usufruire del nostro ser- richiesta del fascicolo amministra-
vizio, occorre compilare le tivo alla Direzione Generale delle
schede in distribuzione presso Pensioni di Guerra. Passerà anco.



e ° Francesco Carlini (Fon) e di Do- zo (Can) e di Luigia Santoro . 10 to, Ta molto tempo prima che si giun-
Si sono sposati menica Ottonello - 18 marzo: ALES- aprile: MARCO, di Pietro Parodi i corrispondenti di stabilimento, ga alle conclusioni, poichè i ricor-
SANDRO, di Raffaello Tellini (Liv) (Mec) e di Maria Lina Credito - si da esaminare sono in numero

12 aprile: Carlo IDURELLI (Mec) è di Valeria Gallussi; GIANNI, di ll aprile: Luigi, di Franco Casta- PAOLO TOSCHI. A conclustone di Assai elevato.











«con Maria Rosalia Chiappori - 13 n.

una “” È = Eugenio Ossino (Mug) e di Lidia gnetto (Mug) e di Maria Castè - ig
aprile: Domenico PERUZZI (Mec) serra - 21 marzo: FAUSTO, di e di aritico Bari. SUanto detto sul n. @ del 15-4-1958: IVALDO ITALI, Per rintracelare il
con Lulsa Dellepiane - 16 Rolla - 14 siamo lieti di comunicarLe che il suo ricorso presso la Corte del



a ll
SOIN “* Osvaldo Mostocot M di An.
aprile: Tullio PECUNIA (Mug) con ceva LORI sotto: (Mus) e di è di apr Servizio Pagamenti del Ministero Conti, ci occorrono le Sue gene-

Adriana Franceschetti . 19 aprile: n e a l ì di r n
a PN È Di 7 Aldo Maggiani (Mug) e di Carla (Mug) e di Rina Fregoso - 15 apri. del Tesoro ha spedito il ruolo di ralità complete, oppure il numero
Giuseppe GOTTA (Can) con Ma- Maggiani; RENATO, di Giacomo Pa- le: ANGELO, di Blegio tane variazione n. 358967 (iscrizione n. del ricorso stesso.

'
e: LIDIA, di Paolo Testaferri

ria Bottino; Giuliano CASALI (Can) " " , yi
i Li pena E° rodi (Can) e di Maria Repetto - (Cmi) e di Elda Leva - 16 aprile: 2891133) all'Ufficio Provinelale del
Sira SONO I ppe FER- 5% marzo: MARISTELLA, di Cesa- MARCELLO, di Michele LE Previle Tesoro di Livorno 1’8-4-1958, con TERESA BOTTI. în riferimento alla
so. lugenia Morasso - rino Zoppi (Mug) e di Silvana Pon- (Mec) e di Matiide*Grosso - 17 elenco numero 103, con il quale Sua seconda richiesta Le comuni-
chiamo che il Suo ricorso n. 322779

i e i GROSSO (Ci) zaneiti - 28 marzo: BERNARDINO; di aprile: GIAMPAOLO, di Giuseppe Le viene concesso l'assegno d'incol- 0 € "
GANDINO (Cmi) con Marla Fer- Giacomo Peruzzo (Dig) e di Gia- Meirana (Can) e di Pasqualina locamento dall’1-2-1956 al 31-1- trovasi ancora in corso di istrutto.
rari: Ello PEDEMONTE (Can) ibi comina Giacchero - 29 marzo: AN- Grasso - 18 aprile: FABRIZIO, di 1958, fermo restando la pensione a ria. Non appena ci saranno altre
srazi E i olusto DREA. di Giuseppe Alberi (Mec) e Carlo Corvi (Mug) e di. Maria Pla vita di Tia «ig. ‘Frocso il corrispon- Novità non mancheremo di segna-
(Can) con Anna Bubici; Giovanni di Giuliana Danesi SIL aprile: BE- gneri - 20 aprile: BIANCA, di Ireno dente del suo Stabilimento potrà larglieLe.

BRUZZONE (Can) con Rosetta Fo- Musei e d 1 è Guidi passalacqua (Mug) e di Ivonne Con- ritirare la cartolina del Servizio Pa- NNI U ADD ù
rella; Osvaldo GISCARDO (Can) con (Mug) e di Anna Falanga - 6 apri i - 24 aprile: MASSIMO, di Ugo gamenti dove sono citati tutti gli teciieto "i lo Mia 7 1685











= È ì le: ROBERTO, di Mario Benassi , ; = a 7

Sor: FUDERIONARA. - 24 aprile: (Mug) e di Francesca Battolini - 7 © a (Mec) e di Rita Scala. elementi sopradetti utili a solleci- presso la Corte dei Conti. In que-
Angelo SCOT DI (Can) con Mirna aprile: RITA, di Adolfo Traverso A tutti i piccolissimi ansaldini ed tare presso l'Ufficio del Tesoro la sti giorni è stata avanzata la ri-
SCALA (Can di n ER) a I o BRIO pinta genitori 1 nestri più fervidi riscossione degli arretrati. chiesta del fascicolo amministrati.

È 9 = * le; A) NIO, Salvatore Mar- li ri Ps az jone

Salvatore NILAZZO (Can) con Fis È TULLIO: FRANORSCIENI. Ci riteria- 19, PrSSSO Im Direzione de Tor
rina Quaglia - 27 aprile: Sestilio mo a quanto pubblicato il 15-10 caslonà La iscclimno nni ue
BRILLI (Can) con Anna Biagienti; C o M M I A sn I 1957 per comunicarLe che 1l_Suo e L no p ci
Rocco DI GRUMO (Can) con Nico. ricorso presso la Corte dei Conti dato ll numero elevato di ricor-

è ora al completo del fascicolo am- si da esaminare, precedenti al Suo,
ministrativo pervenuto dalla Dire- occorrerà ancora del tempo prima

zione Generale Pensioni di Guerra. che si possa conoscere l'esito del.
ira Quanto prima sarà preso in esame la pratica stessa.

assunto il 24.2. Per la necessaria istruttoria. Co- ni
tornitore. munque passerà ancora molto tem. ROMOLO VOLPICELLI. Facciamo
BERTOCCHI, assunto Îl 4- P© prima che si possa giungere al. seguito alla nostra comunicazione

letta Massa; Giuseppe CHIEREGATO
(Can) con Elisa Grandicelli; Rena- Hanno lasciato {l servizio per rag- Andrea ROBA, assunto
to NARDINI (Can) con Angela Di giunti limiti di età i seguenti lavo- maestro d'as
Bori: Edmondo BIANCARDI (Can) ratori della nostra Azienda:
con Adele Vallati - 29 aprile: Fran-

cesco TRAVERSO (Can) con Giu- CANTIERE DI SESTRI
seppina Dondi. G. B. COMINCINI, assunto il 25-2-



Ml 9-9-1927,





assunto il 21.3-
























e -” D
Agli sposi i nostri vivissimi au- 1907, capo sala. 6-1934, scalpellatore, le conclusioni, dato il grande nu- del 15-5-1957 per darLe altre no-
guri. Felice ANDRIUOLI, assunto nel Antonio CAPPE assunto il 28- mero di ricorsi precedenti da esa- tizie E O quanto (ea enpa
1915, impiegato tecnico. 8-1939, moto a minare. circa il Suo ricorso n. 32 , La
Luigi GRIGGI, assunto l'8-10-1919, Giov i CALCAGNO, assunto il 7- Corte dei Conti. in data 18 maggio
Nuzze Stradella-Parmeggiani . : MOVRBNI SALA Re
, capo officina. 7-1941, maestro, d'ascia. ANGELO SANGUINETI. Con | dati 1957, ha chiesto il parere al Col-
Il 7 aprile, nella Chiesa parroc- Sebastiano CHIOCCA, assunto il 12- Luigi FERRO, assunto 18-10-1941, precisi trasmessici ci è stato pos- legio Medico Legale, Probabilmente
chiale di S. Giovanni Bosco a Sa 1-1920, fabbro, _ - , distributore materiali. sibile rintracciare il Suo ricorso fra qualche tempo sarà chiamato
pierdarena, il sig. Giuliano Stradella no I TERLEZZI: seunio il 20- Enrico GALANTINI, assunto Il 29- presso la Corte dei Conti, che por- per essere sottoposto n visita me-
del nostro Ufficio stampa sì è unito Sazicior so BRUS ZONE ai S=1943, _{racciatore 21 legno. _ ta il numero 473773. Abbiamo co- dica,
in matrimonio con la signorina Mil. ‘13-12-1921 tornitore.. 7 Olivie È _TASSIN ARI, assunto il 15- sg provveduto a sollecitare la ri- .
via Parmeggiani. d-10=2972, (01 " 11-1953, capo squadra chiesta del fascicolo amministra- DINO QUERCI, Le comunichiamo

che il Suo ricorso n, 358477 presso
la Corte dei Conti è completo del
fascicolo amministrativo pervenu-

Agostino PARODI, assunto il 4&-4-
RnS modellista, o n FONDERIA tivo che serve a completare la

Luigi GHILLINO, assunto il 23-B- Luigi PUPPO, assunto il 10-11-1924, pratica, prima di essere preso in

Agli sposi formuliamo | nostri
migliori votl augurali































1924, maestro d'ascia. collaudatore, me. Comunque passerà molto n È si
s x Attilio ANDRE”, assunto il 28.1- Ulisse LIPPI, assunto il 2-3.1953 tempo prima che si giunga alla to dalla Direzione Generale delle
Sono nall 1925, tracciatore scafo, po squadra conclusione della pratica stessa, în Pensioni di Guerra; quanto prima
Lu ROBELLO, assunto il 21-8- A questi benemeriti lavoratori, quanto il numero dei ricorsi da S59Fà preso In esame per la ne-
11 febbralo: GRAZIA, di Enzo Pa- impiegato tecnico. che hanno speso le loro migliori esaminare è di migliaia. cessaria istruttoria, Seguiamo sem-
nichi (Liv) e di Lida Del Corso - Edoardo CAVALLARI, assunto il 21- energie per l'affermazione dell’An- pre la pratica e non appena ci sa-
28 febbraio: LUIGI, di Bernardo 1090-1925, tienichiodi, saldo, giungano | ringraziamenti più EMILIA GAZZO ved, VOLPE. Abbia- ranno altre notizie, non manche-
Fabris (Fon) e di Angela Laviosa Marlo BADINO, assunto ll 19-2-1927, vivi e l'augurio di un sereno ri- mo rintracciato il Suo ricorso n remo di informarLa tempestiva-
- 4 marzo: FLAVIO MATTEO, di capo squadra, poso. 464745 presso la Corte dei Conti, mente.



|
i



sn

150 cc. G. S.

8 CV, velocità 100 Km/h.

I

i

consumo 3 litri per 100 Km.
L. 178.000





I

I

i
|
|

i

d
i

-—

j
A



150 cc.
5.5 CV. velocitò 80 Km/h,
consumo 2,2 litri per 100 Km











125 cc. L. 148.000
4,5 CV, velocità 75 Km/h
consumo 1,8 litri per 100 Km
L. 128.000
PIAGGIO

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LA SPEZIA - Ditta Dr..F. A GABBIO - Via Biassa, 5 - Telefono 22.685

LIVORNO - Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062







18

UN GRANDE CONCORSO

Sedici domande
ai nostri lettori

Primo premio: un frigorifero “Fiat”

Il 1.0 giugno prossimo « l’Ansaldino » inizierà il suo
quinto anno di vita. Abbiamo quindi pensato di fezteg-
giarlo degnamente, bandendo tra tutti i lettori un gran-
de concorso a « quiz ». Le domande, anche se ad una
prima lettura potranno sembrare difficilissime, non lo
sono poi tanto: anche perchè i più diligenti fra gli an-
saldini potranno, con molta comodità, sfogliare la rac-
colta dei numeri arretrati e trovare ivi la soluzione di
tutti i « quiz ». Infatti questi si riferiscono tutti a noti-
zie ed articoli pubblicati, a suo tempo, sul periodico,

Come si noterà, ad ogni domanda è stato attribuito
un punteggio, che varia a seconda della difficoltà pre-
sumibile della risposta: non è necessario rispondere a
tutte le domande; ma è logico che, alla fine, si formerà
una graduatoria calcolata sulla base del punteggio che
ogni solutore otterrà sommando il punteggiu parziale
di ogni risposta esatta,

Il concorso è dotato dei seguenti premi, che verranno
attribuiti tra tutti coloro che invieranno la loro solu-
zione entro il 15 giugno prossimo:

1) - Un frigorifero da 120 litri offerto dalla « Fiat ».

Dal 2) all’11) - Un lenzuolo con due federe ricamate
ciascuno.

12) - Il libro di fantascienza « Destinazione Univer-
vo », offerto dalla « Vallecchi ».

Dal 13) al 17) - Un pacco ciascuno di oggetti utili
offerti dalla « Pirelli ».

Dal 18) al 19) - Cinque volumi ciascuno offerti dalla
« Vallecchi » (* Siamo tutti bambini » di Carlo Berna-

« Dove abita il prossimo », di Giuseppe Cassieri; Il
museo delle figure viventi», di Bruno Cicognani,
« Giordano e la paura », di David Invrea; « Concerto
domenicale » di Nicola Lisi).

20) - Due scatole di cacao offerte dalla « Perugina ».

Ed ecco i « quiz »:

1) - In che anno è stata fondata l'Ansaldo? punti 10
2) - Come si chiamava la prima locomotiva



costruita al Meccanico? . e. sa a » 4
3) - In che anno il Cantiere di Sestri fu
trasferito all'attuale sede? . . . . » 15
4) - In che anno fu varato il «Cristobal
Colon»? . >» 12
5) - In che anno l'Ansaldo partecipò con le
sue automobili al Salone di Bruxelles? » 25
6) - In che anno il « Rex» conquistò il « Na-
stro azzurro»? . . » 5
7) - In che anno la Fonderia fuse la cinque
millesima elica? . . » 12
8) - In che anno il Meccanico ‘provò il primo
motore « Doxford >? . >» 25
9) - Come si chiamano le due posareti conse-
gnate di recente dal Cantiere di Livorno
alla Marina Italiana? È » 8
10) - Dove fu varato il rimorchiatore ‘fluviale
« Rio de la Plata »? . è » 8
11) - In che anno fu costituito il SAU? s È » 10
12) - Chi è l'« Ancora d'oro » 1957? . . » 4
13) - A chi venne assegnato il primo premio
per il modellismo alla Mostra d'arte del
maggio '57 organizzata da «l'Ansaldino»? » 10
14) - In quali giorni, mese ed anno avvenne la
crociera nel Tirreno sulla T/n. «Colom-
bo»? . » 6
15) - Quale Stabilimento vinse la terza tappa
dell'e Indianapolis ansaldina »? . » 25
16) - Chi è l'autore dell'articolo dal titolo «Co-
struzione numero 320»? di ae «ib te » 15
liano >», sintetizza sobriamente | fa-
| sti ed i nefasti passati, con un (ot-
Î timista) panorama finale sull’at-
BIBLIOTECA tuale momento cinematografico; di
| Pietro Bianchi, che analizza il « Ci-
nema straniero >, con opportuni
— — raffronti col nostro; di Marlo Sol.
dati, sul « Cinema e letteratura >
i . due termini per lui molto vicini —
Cinema d oggi e forse inscindibili; di Cesare Za-

vattini, in « Addio al cinema» —

l'interessante diario di una sun set-

«Cinema d'oggi» (Vallecchi, 1958)
riporta il testo delle conversazioni
tenute per i lunedì del Vieusseux
in palazzo Strozzi sull'argomento
nell'anno accademico 1954-55, Ter.
zo volume della collezione, sl in-
teressa del cinema come problema
di cultura attuale, vivo e quanto
mai sentito.

Non è un libro nel senso usuale
della parola, come già avverte Ser-
gio Frosali nella prefazione; perchè
Faccoglie solo Il testo delle confe-
renze tenute nel Gabinetto Vieus-
8tux-da quattro personalità del ci-
Mema,. Si tratta del critico Mario
Gromo che, sul tema « Cinema ita-

timana di lavoro.

Dopo ogni conferenza, segue un
certo numero di fotografie (32 in
totale), accuratamente scelte come
In tutte le edizioni della casa flo-
rentina. Per chi guarda, dunque, al
cinema non solo come un diversi.
vo domenicale, ma pluttosto come
a un <problema», la sua lettura
è d'obbligo.

(Collezione del Vieusseux - TIT:
« Cinema d'oggi »: Gromo, Bianchi,
Soldati, Zavattini; prefazione di Ser-
glo Frosali; 111 pagine, 32 illustra»
zioni; edizione Vallecchi, 1958; 1500
lire)

POSTA .IN ARRIVO

Caro Ansaldino,

sono un dipendente dell'An-
saldo partito dieci mesi or so-
no per compiere il servizio mi.
litare nelle truppe alpine.

Dopo tanto tempo sento la
nostalgia del mio cantiere e



del mio lavoro e desidero viva-
mente rivedere la mia città,
con le nostre navi che salpano
per lontane terre.

Quì fra queste montagne co-
perte di neve, nonostante sia-
no luoghi stupendi, sento spes-
so quella nostalgia e perciò
scrivo a te, caro Ansaldino, per
porgere il mio saluto a tutti
gli operai dell’Ansaldo, ma il
saluto più caro è per quelli del
Muggiano dai quali, essendo
orfano, un giorno fui accolto
con gioia, come un figlio. Un
saluto particolare al reparto
saldatori elettrici del quale ho
fatto parte, con la speranza di
tornare presto fra lora che mi
auguro si ricordino di me co-
me io mi ricordo sempre di
loro.

A te, caro Ansaldino, i miei
più cordiali saluti e auguri.

ADRIANO PUTTI
Cap.le Istr. 12.0 CAR - CAM Cadore
Montorlo Veronese (Verona)

| MEMENTO |



Pierino PACI

di 45 anni, dipendente dello
stabilimento CMI, deceduto ii
29-4-1958. Era stato assunto
nel 1935. Lascia la moglie e un
figlio.



GANDOLFO

di 52 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto ii 23-
4-1958. Era stato assunto nel
1933.

Emanuele



Filippo OTTAGGIO



di 49 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto i! 25-
4-1958. Era stato assunto nel
1945. Lascia la moglie e una
figlia.



Giacomo GAZZALE

di 54 anni, dipendente del
Meccanico, deceduto il 29-3-
1958. Era stato assunto nel
1941. Lascia la moglie e tre fi-
gli.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».



Moderna organizzazione vendita rateale
a favore di impiegati e lavoratori

LA S.M.I.T. SOG. MANIFATTURE ITALIANE TESSILI

con Sede in Genova, comunica ai dipendent
dell’ Ansaldo chafiha aperto il nuovo ingresso
ai propri magazzini in Piazza Scuole Pie, 19a
dotandolo di vetrine per l'esposizione dei propri
articoli di

Tessuti - Confezioni - Impermeabili - Calzature

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femminile e per ragazzo.

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I 'signori dipendenti dell’ Ansaldo che presenteranno
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19

La parte superiore, pronta per il montaggio, della cassa turbina

di alta pressione per il turboalternatore da 140.000 kW costruito

al Meccanico per la centrale di Civitavecchia della “S. T. T.”,


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ansaldino

QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO geno



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SITA}
SS RSI MdA 4
è. MSA IRIS da TO
DS eda) n,

ARESE SII) II IIISTT ue
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MATITA ECC ALU SATO)
al Meccanico per la Società “ Fertisa”
di Lima (Perù), in fase di montaggio

o —- vu



Pansaldino

QUINDICINALE
DEI



EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.

x

Responsabile: Lorenzo Rebora

Redazione: Via Fieschi, 10-11
Genova

%

sommario

2 PROVE DELLA “ MIRADOR" E
IDEL “SURAPATI"* |

4 CONSEGNA DELLERBORSE DI
{STUDIO A 250 STUDENTI

| PREMI{DI FEDELTÀ
PANORAMA AZIENDALE

“LA 1550 È PARTITA,, dî Fran-
co Cristofori

9 UOMINI ALLA CONQUISTA
DEL CIELO di L. 8.

10 LA MESSA DELL'ATEO dia]
Balzac

15 STELLE AL MERITO DEL LA-
voro

17 DOPOLAVORO

»%

Corrispondenti di Stabilimento ;

uttcia Diamante - MEC: Spar-
dini,“Giuseppe Rovegno -
CA Gn no Merlano - CMI:
(Voltri) Dina*Pasquino; (Fegino)
Aurelio Maggiolo «- FON: Michele
Montesoro «SAI ‘ardi -
MUG:Aldo Galli, Fran i»
ni - LIV: Dino Da














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Piazza delle Vigne, 6 * Autorizz.
Trib. di Genova n, 299, 6-5-1954

po-
Abbonamento





sio-
uffa
RES







G iovedì 8 maggio, alle 6,45,
saliamo a bordo della set-
tima T/e. da 31.500 tonnel-
late di portata lorda costrui-
ta al Cantiere di Sestri, la «Mi-
rador », ancorata alla « Calata
Olii Minerali» del Porto di
Genova e in procinto di parti-
re per le prove ufficiali a pie-
no carico, La giornata si pre-
senta nuvolosa, con molta fo-
schia sulla costa, il mare in bo-
naccia.

Incontriamo a bordo il Con-
direttore del Cantiere ing. Boe-
ro,che coadiuvato dal Condi-
rettore del Meccanico ing Za-
netti e dall'ing. Priano, fa gli

stiti dall'ingegnere De Jean.

Alle 7 tutto è pronto, si mol-
lano gli ormeggi e con l’aiuto
di quattro potenti rimorchia-
tori ci avviciniamo all’imboce-
catura orientale del porto. La
massa della « Mirador» sci-
vola lentamente sulle acque li-
macciose del porto, e sembra
‘un gigante tenuto a guinzaglio
da quattro pigmei.

Alle 7,30 i rimorchiatori la-
sciano libera la nave e rien-
trano affrettatamente in porto
e la « Mirador » volge la pro-
ra verso levante alla volta del-
ia base misurata di Portofino-
Punta Chiappa.

/



La passerella sopra la coperta e alcuni tecnici

onori di casa. Per il « Registro
Italiano Navale » è presente
l’ing. Di Macco, per il «Lloyd's
Register » l’ing, Grasselli, per
l’* American Bureau» il sig.
Van Ripper e per la « Vasca
Navale » l’ing. Cimmino. L’ar-
matore è rappresentato da al-
cuni ispettori, tra i quali il
signor Meletopoulos e l’ing.
Lyritsis. Notiamo pure il ca-
pitano d'armamento Georgia-
dis, il comandante designato
della nave Nikolaides, il Diret-
tore di macchina sig. Nomicos
ed altri. Gli ospiti sono assi-

La velocità aumenta grada-
tamente per arrivare a regime
sulla base ed iniziare le sei
ore previste a tutta forza. Alle
10,45 entriamo in base e ta-
gliamo il traguardo di Punta
Chiappa-Casa Raggio diretti
verso Portofino con rotta 95°
35'; impieghiamo 12 minuti a
percorrere i 6.030,5 m. della ba-
se fino ad attraversare l’altro
traguardo di Punta di Porto-
fino-Villa Spinola alla velocità
di nodi 16,280. Il ritorno viene
effettuato in 11'7” alla velocità
di nodi 17,574, passaggio che

sarà il più veloce della gior-
nata.

Alle 16,45 le prove a tutta
forza con potenza normale so-
no finite. La velocità media è
risultata di nodi 16,862 e quin-
di la velocità contrattuale è
stata brillantemente superata,
S'iniziano subito le prove di tre
ore ad extra potenza, sottopo-
nendo a dura prova i'apparato
motore. Anche queste prove
hanno un ottimo esito.

Alle 20 viene servita la cena,
preparata come la colazione
nel migliore dei modi. Du? ore
dopo si effettuano le prove del
timone a marcia indietro e al-



davanti al quadro di manovra

le 23 entriamo in contatto con
la stazione radio del Castellac-
cio. Poco dopo giunge sotto-
bordo la pilotina e inizia così
la manovra per il rientro. A
mezzanotte la nave è di nuovo
ormeggiata e le sue luci si ri-
flettono sulle acque buie del
porto tracciando luminose scie.

Raccogliamo il compiaci-
mento del com.te Beretta che
l'ha comandata in queste pro-
ve ed in quelle precedenti e,
mentre i rimorchiatori «Sirio »
e « Orione » ci trasportano a
Ponte dei Mille, diamo un ulti-

‘Le prove della “Mi

mo sguardo a questa bella na-
ve ansaldina, che tra qualche
giorno verrà consegnata al.
la Compagnia di navigazione
« Mirador » di Panama, formu-
lando il voto che la sua pro-
ra solchi felicemente tutti i
mari del mondo a testimonian-
za della capacità del lavoro
italiano.

Le caratteristiche principali
della nuova turbocisterna sono
le seguenti: lunghezza fuori
tutto, m.200; lunghezza fra le
perpendicolari, m. 188,80; lar.
ghezza massima fuori ossalura,
m. 26,20; altezza al ponte di

coperta, m. 13,90; stazza lorda,

della « Mirador >

19.000 tonn. L'apparato motore
è formato da un gruppo turbo-
riduttore tipo Ansaldo costrui-
to al Meccanico, composto di
una turbina di alta pressione
e una di bassa pressione azio-
nanti un riduttore ad ingranag-
gi a doppia riduzione, capace
di sviluppare 14500 cavalli as-
se a 110 giri al 1’ (potenza nor-
male), e 16000 cavalli asse a
114 giri (potenza massima).
Nella turbina di bassa pressio-
ne è incorporata la turbina per
la marcia indietro. Il gruppo è
alimentato da due caîdaie tipo

La turbocisterna « Mirador» di 21.500 t.d.w. in navigazione
























































«Ansaldo-Foster Wheeler» a
tubi d'acqua.

Sei giorni dopo le prove uf-
ficiali, cioè il 14 maggio, la tur-
bocisterna «Mirador» è sta.a
consegnata alla Compagnia ar-
matrice,

La cerimonia della firma dei
documenti relativi è avvenuta
alle 16 presso la sede del Con-
solato di Panama. Hanno fir-
mato per la Società « Mirador »
il dott. Panagiotis e il dott.
Cornaro, per l’Ansaldo l'ing.
Cristofori e l'ing. Casaccia.

1 30 aprile scorso anche l’ul-

tima delle quattro navi da
guerra commesse dal governo
indonesiano ha affrontato la
sua prova più importante, su-
perandola con gli stessi bril-
lanti risultati conseguiti dalle
altre unità,

Abbiamo più volte parlato
su queste colonne, del « Patti-
mura » e dell'« Hasanudin » —
le due corvette, dell’« Imam
Bondjol » e del « Surapati » —
i due caccia, sin dalla loro im-
postazione; li abbiamo visti
nascere sugli scali (1’«Umbria»
e il « Messina ») e scendere in
mare; li abbiam seguiti duran-
te i lavori di allestimento e
siamo stati numerose volte al-
le loro prove, fino a quella del
30 scorso.

Avremmo sempre voluto e
dovuto varlare più a lungo di
queste navi e citare tutti i tec-
nici che hanno collaborato a
queste realizzazioni, sempre
presenti a bordo, se lo spazio
ce lo avesse concesso: li acco-
muniamo ora in un'unica cita
zione, ora che anche il « Su-
rapati » ha ripetuto con suc-
cesso le prove già superate dal
gemello «+ Bondjol » rag-
giungendo i 32,012 nodi a
25.800 cavalli.

E' stato installato su questa
nave il nono apparato della se-
rie costruita al Meccanico (6
per il Venezuela, due per la
Indonesia, uno per il portoghe-
se « Pedro Escobar » che pro-
prio fra pochi giorni affronterà

ador?’ e del

“Surapati”



Una rapida accostata del « Surapati» traccia una ribollente scia curvilinea

le prove di fine garanzia a Ca-
stellammare di Stabia). Ci di-
ceva l’ing. Borghetti che gli
apparati - motore si differen-
ziano solo per affinamenti, per
cesellature, « eleganze stilisti.
che » se si vuole, ma che so-
stanzialmente sono tra di loro
identici, perchè riuscitissimi
sin dal primo.

Gli scafi hanno dato esiti più
che brillanti, e si sono dimo-
strati sempre quanto mai ma-
neggevoli e sicuri. Ricordiamo,
al proposito, che il 6 febbraio
scorso l’« Hasanudin » affrontò
l’inclemenza del cielo e dei
mare per provare l'armamento
per eseguire alcune corse di
prova e collaudare il funziona-
mento del timone. In tale oc-
casione sia il colonnello Marta -
dinata che l'ing. Rehder, che
il col. Tauran non mancarono
di esternare la loro viva sod-
disfazione per tutto il com-
portamento della nave e per i
risultati raggiunti, che confer-
mavano quelli già registrati
dalla « Pattimura » (le due
unità sono oggi a Giava) nel
precedente, severissimo ciclo
di prove impostole al termine
del 1957,

L'abitabilità di queste navi
è stata oggetto di particolare
studio, perchè dovranno af-
frontare spesso la navigazione
in climi tropicali: tutte e quat-
tro posseggono cabine munite
di aria condizionata, di venti-
latori e tutte sono notevolmen-
te comode per una nave da
guerra di ridotte dimensioni.
Posseggono, inoltre, un mo-
dernissimo armamento — che
le pone in posizione indiscuti.

bilmente di avanguardia tra le
unità simili. I due caccia, poi,
sono anche muniti di impianto
di stabilizzazione antirollio,
che è ormai entrato nell’uso
comune tra le unità di tale di-
slocamento (1300 tonnellate).

Infine la strumentazione di

bordo e le attrezzature ausilia-
rie, studiate per la sicurezza
della navigazione e per tutte
le necessità che presenta una
nave da guerra in pieno as-
setto di combattimento, com-
pletano queste veloci unità,
dall’elegant=a profilo slanciato.

« Pattimura », « Hasanudin »,
* Bondjol » e « Surapati » han-
no cessato ormai di essere il
« numero di costruzione » 1505
e seguenti. Saranno, fra poco,
soltanto un ricordo. E un giu-
sto motivo d'orgoglio per i tec-
nici e le maestranze livornesi.

Il cacciatorpediniere indonesiano « Surapati >» in navigazione





LE BORSE DI STUDIO

consegnate a 250) studenti

a cerimonia deiia conse-

gna delle « Borse di studio
Ansaldo » ai più i..eritevoli stu-
denti figli di lavoratori della
nostra Società, si è svolta an-
che questanno con la consue-
ta forma semplice, cordiale e
solenne insieme. Quesi’anno
inoltre ii numero cei benefi-
ciati ha superato largamente
quelio dell'anno scorso: 250 a
confronto dei 188 del 1957.

Al crescente cesiderio dei
genitori di far stuaiare i figli
e alla buona volontà di questi
ragazzi che si sono dimostrati
meritevoli déi sacrifici dei ge-
nitori, la nostra Azienda ha ri-
sposto infatti con aitrettanta
buona volontà, assumendosi
con piacere anch'essa un onere
ron indifferente.

La manifestazione ha avuto
come di consueto, tre edizioni
essendosi svo.ta domeniza 4
maggio alle 11 al «Teatro Eleo
nora Duse » di Genova per i fi-
gl. dei dipendenti degli stabi-
nenti genovesi, sabato 10
maggio alle 16 presso ij Can-
tiere di Muggiano per i figli
degli ansaldini spezzini, dome-
nica 11 maggio alle 11 presso
il Canti « Luigi Orlando »
per i figli degli ansaldini li-
vornesì,

A Genova i premiati sono
stati 191, presenti mons. Toraz-
za in rappresentanza del Car-
dinale Siri il Vice Prefetto
dottor Gibilaro, il Provvedito-
re agli Studi prof. Mazzulio e
i rappresertanti del Sindaco.
del Presidente dell’Ammini-
strazione Provinciale e del
Presidente della Camera di
Commercio.

A Muggiano e a Livorno sì
sono avuti rispettivamente 29
e 28 premiati. presenti autori-



















tà locali e i componenti delle
Direzioni degli Stabilimenti.

Ha consegnato personalmen-
te le borse di studio a cia-
scun studente il Presidente
dell'Ansaido avv. Federico De
Barbieri, assistito cal segreta-
rio della Commissione giudica-
trice delle borse di studio sig.
Ezio Bertacchi. Ai genitori dei
ragazzi e agli studenti l’avv.
De Barbieri ha rivolto il vivo
elogio dell’Ansaldo e suo per-
sonale per la bella prova di sa-
er'ficio, di buona volontà e di
amore allo studio degli uni e
degli altri. In partico'are il
Presidente si è ecmpiaciuto
per aver visto raccolta con en-
tusiasmo la sua esertazione a
migliorare sempre più in que-
sta nobile gara che ha per me-
ta un promettente avvenire e
la formazione di cittadini mi-
gliori.

Ecco l'elenco dei premiati:

CANTIERE DI SESTRI

Borse di 1.0 grado: Edilio Patro-
ne di Luigi (2.0 med. e chir
100,000). Roberto Romano di
neroso (60 med, e chit - L
100,000); Gian Carlo Michelotti di
Ezio (1.a ist, ind. - L, 50.000); Sil-
vana Mor di Vittorio (1.0 ma-
gistr. I 530.000); Pietro Mancini
di Giovanni (l1.a media - L, 24.000) »
Fiorino Curletto di Angelo (2,a me-
dia - L. 24.000); Giovanni Cofana
ij Raimondo (1. media - LL
24,000); S irdino di Lul-
zi (i.n avv, comm. » L. 24.000); Al.
bertina di Mario (La avv.
comm N00); Albertina Mie-
conì di Guglieimo (la avv. comm
- LL. 24.000)

Borse di 2.0 grado: Adriano Bor-

















di Paolo {ha lieco scient.
I 53.100); Roberto Eruceh di si:
doro (1.a liceo scient. - 1... 25,000);






la Elviana Bevegni di
o (4.1 ginnasio - 1, 25
Risso di Arm
25.000);

ist. ind
di € :
25.000); Lu gino Gallia-













La cerimonia al Teatro « Eleonora Duse» di Genova

Borse di 2,0 grado:















ran lo di Ma rio ( Lal



























SERVIZI AUSILIARI

Borse di 1,0 grado;











Marco Olivieri di G.B,



Borse di 1.0 grado: Sllvsi





Borse di 2.0 grado:

Arsenio Ballestrero dj ;
tonio (f.a liceo scient 0













Aldo Dellepiane di Roc-








stiano Bozzano di



N00); Lorenza Repetto di Lui.











Marcella Brisigotti di

NOBILE GESTO



L'assegno corrispondente alla



Klio Molfino di Ettore (
ia F

Pruno Palenzona,

DIREZIONE GENERALE
Federico De Barbie-
Bertacchi di Ezio (4.n ginnasio - LL. mara: O: DE

somma venga utilizzata a favore

. De Barbieri lo ha ringra-
ziato vivamente, riservandosi di
destinare la somma secondo

1 Caterina DERE ine di Emi- desideri espressigli,



di Ernesto (3.a media È
Emilio Farinotti di Novello (3.a me.
dia - L. 12.000); Laura Pagonis di
Antonio (1a s 000); Ir-
ma Postor a UE media +
L. 12.000); Emanuele Bozzo di Li.
1 Ma
Pi Pia Caroglio di ‘Giovanni (la
medin - L. 12.000); Elvira Carugi-
ni di Giuseppe (l.a avv, comm, -
Liliana Bastianello
Antonio avv. comm. »
12.000); a Cardi di Aldo (2a
avv, comm, - L. 12.000): Franca
Viterbori di Luigi (2.1 avv, comm.
- L. 12.000),

FONDERIA

Borse di lo grado: Luigl Pasto-
rino di Edoardo (la ist. naut. - 1
50.000); Giuseppina Pastorino «di
Edoardo (4a ist. comm. - IL.
50.000); Adriana Chiossone di Gia.
como ( avv. comm, = E. 24,000):
Anna Maria Pastorino di Benedetto






















ind, - L. 24.000); Enrica
di Bartolomeo (3a avv

comm, - I, 24.000),
Borse di 2.0 grado: Giuseppe Bus-




(1a ist. ind. - L.

Ceccon di Lina
magistr, - ha
Marla Burgl di Ma.
- L. 12.000); Anna
Adolfo (l.a medin
Enrica Merli di Lueu
3a avv. comm, . L. 12.000); Gio»
vanni ‘Torriglia di Agostino avv











ind Li 2,000); Franco Giabbani
di Mario ( avv. ind. - L. 12.000);
Giuseppe stavino di Ambrogio



(1.a media + I., 12,000),

CANTIERE DI MUGGIANO

Borse di 1.0 grado: Enrica Palen-
zona di Bruno (3,0 econ, e comm
- IL. 100.000): Sandro Bonatti di
Mario (i.a ist. ind. - L. 50.000),

Borse di 2.0 grado: Carla Summo
di Antonio (1.0 fisica - L. 50.000):
Glorgio Gr lo di Giovanni (4a
ginnasio - L ;ra







i Giuseppe Cresci Vra-
togna di Vittorio (2.a Ist. Ind, - È
5.000); Fnrico Tellini di Aldo
. comm, - l., 25.000): Franco An-
i di Aleide (5.a ist, comm. +
3.001); Pie: Predassi di Ettore
3.a ist, comm 25.000); Rosita
zo di
5.000); pvanmini ci
"sco (I.a media + L. 12.000);
Lida Ginesi di Nello (1 med
L, 12.000); Elvira Taverna di Bene
Lu










detto (la media - L
cia Cozzani di Aldo (2
L. 12.000); Maria Bertagna
rido (3.a media - I 12,000) +
vanna Vianelli di Giovanni
dia . IL. 12,000); Marlia An
fello di Attilio (La
12.000): Giulio S
ni (l.a media - L,
deschi di Indro ca
12.000); tuigi Cerri
media - IL, 12.000); n
di Aldo ( media -
Carlo Zanelli di Aldo (2.a media -
L. 12.000); Giovanna Truffello di
Attillo (3.a media - L, 12,000) + Rita
Zanello di Giuseppe (3a medina -
L. 12,000); Loredana Moretti di Lu-
celano (2.a media - L, 12.000), Ro-
berto Franc oni di Antamo (1a
media . L. 12.000); Giovanna Ratti
di Guido (2.,a media - L. 12.100)»
priella Solari di Alcide (l.a avv
comm, - 1. 12.000); Emilio Pug
di Aldo (2,a avv, ind, - TL, 12.600)

MECCANICO

Borse di 1.0 TA Olinda G.
ti di Domenico (î i
L. 50.000); ©
vanni (3a - L 3 mo):
Maura Gatto di € Mnetto (La me-
dia - L. 24,000); Teresa !
Angelo 3a media - L.
vanna Pastorino di
avv. comm. - I,
Grazia Bargoni di Bruno ci
comm. - L. 24.000)


























'pie novi di €




Borse di 2.0 grado: Emilio HRorgo
di Emilio (6,0 med, e chir, -
50.000); Sergio abuso di Otta-





vio (2.0 med. e chir. - L. 50.000);
Anna Ivaldi di Valerio (i.n liceo
class, - L. 25,000): Noemi Dassori



di Francesco (4 ginnasio - |)
25.000); Gabriella Mirabelli di Ca
lo (1.a liceo class, - L. 25.000): Ro-
berto Semeia di Ermanno (La ]i-
ceo class, - I 5.000); Pietro Mar-
telli di Lorenzo (4.a ginnasio - L.
25.000) an Franco Medri di Giu-
seppe ( liceo scient. - L. 25.000);
Anna Pia Dalle Vegre di Renzo (5.a
ginnasio -. L, 25.000); Enrico Figo-
li di Egidio (la liceo sclent. - L
25.000); Lorenzo Silengo di Att
ginnasio - L. 25,000): Gio
lidi di Mario (5.n ginnasio +
000): Gian Piero Collufio di
Emma Greppi (la ist, ind, - L
000); Giovanni Gar di Fran-
sco (2.a ist naut. - LL 00) : Al-
Da Scaruffi di Pietro ( ist ind.
5.000); Giorgio Cocchieri di Ame
o5


























ia (1.n ist. naut. . L, n
Laura Me dda di Egeo

comm. - L. 25.000); Mario Desire
lo di Paolo "si ist, comm. - L.



25.000); Fernanda Balbi di Anto.
nio (2.a ist, comm. - L. 25,000);
Rosalia Vetuschi di Ennio (1.a ist.
comm, - L. 25.000); Sfivia Bottino
«i Elisa Simonassi (5.a jst. comm
25.000); Beatrice Amato di
Osvi aldo (1.n maglistr. - L. 25.000);


















lole Greco di Giuseppe (3,a magistr,
eL. 25. 000); Maria ‘beresa Crovetto
n magister. — L. 25.000);
ardo di Lorenzo (3.a ist,
5.000); Ivana Rossi di
. prof. . L. 25.000):
b'Ambrosio Martini di Ar-
Martini (3a media - L.
12,000); Sergio Lanza di Giacomo
Ta 000); Rosalba
Mantiler di Luigi (1.a media . L.
12.000); Pi atagliata di Al-
do (1a med + 32.000); Silvana
Porati di Arn: (1a media - L.






















































































12.000); Adriana Dalle Vegre di
Renzo (2.a media - L, 12.000); Pa-
Irizia Indelicato di Vittorlo (1.a me-



Anna Marla Mo-
(l.a medi

È 090);
fando di atore





















12.000); Maria Luigia Trav
Tommaso (2.2 media - L. 12.000);
Andreino Mantero «di Felice (i
Media - L, 12.000); Raffaella
fanza di Alfonso (2.a media
12.000); Carla Guglielmini di

tro (3.a media + 100); Paolo
Cevini di Pietr media - 1
12.000); Silvano oso di Mar!
(3.a media - L, ,0000);

Giraldi di Mario da med

12.000); Sergio Cai di Vasco (1.a

media - L. 12.000): Fausto Rosi di
Bened.tto (1.a media . L, 12.000);
Paola Luechesi di Gino (2.a avv.
comm. - L. 12.000); Marisa Ricetti
si aa eppe (1a avv. comm, - L.
UU Cesare Corradi di Giorgio
ind, . L
Maria Laugelli di luzio 1
ind, 12.000); Rosanna Gaetti di
Domenico (La iv, comm. >» L.
12.000); Maria Grazia Piantini di
Gino (2,a avv. comm, - I. 12.000);
Anna Rodigari di Domenico (2.
comm. - L. 12.000}; Luciano
di Pierino (2.a avv. ind. -
Nadia Sardini di Cafiero
comm. . L. 12.000),

ANSALDO-COKE

Borse di 1.0 grado: Vilma Montu-
schi di Ettore (La media - L.
24.000)

Borse di 2.0 grado: G.B.
ne di Emanuele (3.a ist. prof
25.000)




Pia









vi a
12.000);
(2a avv

Bruzzo-
- I

OSSINITRICA

Borse di 1,0 grado: Piero Raffuel-
li di Diana Scotton (l.a media - L.
24.000)

CANTIERE DI LIVORNO

Borse di 1.0 grado: Aladino Clar-
dini di Angiolo (3.0 med, e chir. +
L. 100,000); Elda Cambi di }irunc
(2.a licco selent, - L. 50.000); Pao-
la Farulli di Enzo (4.a magistr. -
L. 50,000).

Borse di 2.0 grado: Graziella
Doddoli di Francis (1.0 lingue stran.
- L. 50,000); Alberto Soroga di
Bru (fa liceo scient. » L. 25.000);
Roberto Antonelli di Brunetto (1a
liceo selent. + L, 25.000); Alessan
dro Pilo di Marcello (1.a liceo class.
- L 25.000); Roberto di
Giorgio (1a ist. ind. - L.
Franco Romiti di Mario
., Ind, - L. 25.000); Carlo
Ugo ( ist. comm. - L.
Paola Falani di Ugo (1.a magistr, -
L. 25.000); Maria Luisa ziani di
Guaitiero magistr.
Gabriella Sacco di Vittorio (Za
prof. - L. 25.000); Pier Luigi Biliot-
ti di Mario (3.a ist. prof. L. 25.000);
Luciana Campera di Silvano (1.2
ist. prof, - L, 25,000); Paolo Soro-
ga di Bruno (3. media - L. 12.000):
Elena Predieri di Antonio (2.a me-
dia - L. 12.000); Maria Diciotti di
Alvaro a media - L. 12.000); Ma.
ria Paola Bargelli di Enrico (3a
media - L. 12.000); Tania Diamanti
di Vasco (2.a media - L, 12.000);
Mirla Gambis di Bruno (3.a media -
L. 12,000); Giuliana Antonelli di
Brunetto (1.a media - L, 12.000);
Rosella Stefanini di Bruno (1.2 me-
dia - L. 12,000); Filippo Rossetti
di Nario (3.8 avv, Ind, + L. 12.000);





























Roberto Enzo (1.a avv
Ind, - L. Fedora Pelosini
di Egidio comm, - Lire

12.000); Ruggero Ruggeri di Giovan.
ni (3a avv. ind. . L. 12.000); Gio-
vanni Ronceucei di Mario (2.a avv.
ind. - L. 12.000)

I PREMI

di

M illenovecentoottanta anni di
fedeltà al lavoro e all'An-
saldo sono stati premiati nei
giorni scorsi con la consegna dei

diplomi e dei premi ai 28 di-
pendenti che hanno raggiunto
i 35 anni di servizio ed ai 40

che sono arrivati al traguardo
dei 25.

La simpatica cerimonia si è
ripetuta anche quest'anno pres-
so tutti gli Stabilimenti e alla
Direzione — dove ha rivolto ai
premiati calde parole di congra-
tulazione e di augurio il Presi-
dente dell'Ansaldo, avv. Federi-
co De Barbieri, presenti il Di-
rettore Generale ing, Lombardi,
il Direttore Centrale ing, Zirilli,
il Capo dell'Ufficio personale
sig. Balbi,

AI Meccanico sono stati invi-
tati alla cerimonia — per l’oc-
casione — sette ex dipendenti

insigniti della Stella al Merito
del Lavoro, I premi sono stati
consegnati dal Direttore ing. Co-
minetti, presenti i Vice Diretto.
ri ingg. Russo, Saporito e dott.
Del Fraro, il Dirigente del per.
sonale avv. tore, del Capo
l'fficio personale sig. Cozzo e di
altri dirigenti e membri della
Commissione Interna.

Prima della premiazione il
Direttore ha illustrato con effi-
caci parole il significato della
cerimonia, elogiando e ringra-
ziando i premiati per la loro
esemplare opera di attaccamen-
to al lavoro, La cerimonia si è
conclusa, dopo l'offerta di un
wermouth d'onore, in una festo-
sa atmosfera di simpatia,

AI Muggiano, nel salone dei
modelli, alla cordiale riunione
ha partecipato anche una larga
rappresentanza di dipendenti
dello Stabilimento, Il Direttore
ing. Bruno Palenzona ha rivolto
agli anziani un breve discorso
per elogiare il loro attaccamen-
to alla Società e per additare ai
giovani l'esempio offerto loro
dagli anziani,

A Livorno i premi sono stati
consegnati dal Direttore ing.
Mauceri, che ha riunito i pre-
miandi nel proprio ufficio. Dopo
aver illustrato il significato al-
tamente umanitario e sociale di
questa festa del lavoro, ha ri-
volto simpatiche parole di cir-
costanza agli intervenuti, con-
gratulandosi vivamente per l'o-
pera fino ad oggi da essi svolta,
con l'augurio che ciò sia di
esempio e di sprone perchè la
nostra azienda raggiunga mete
sempre più alte.

AI CMI, per i dipendenti del-
le quattro sezioni, i premi sono






Gli impiegati < fedeli » del Muggiano (al centro l'ing. Palenzona)

fedeltà

stati consegnati dal Direttore
ing, Barbieri, e alla Fonderia dal
sig. Noris, alla presenza del-
l'ing. Zagnoli e del Capo del
personale sig, Pezzi.

Al Cantiere di Sestri, infine, in
sala riunioni. l'ing. Boero —
Condirettore dello Stabilimento
— presente il Dirigente del per-
sonale dott. Enrico e il Capo
dell'Ufficio personale sig. Bruz-
zo, ha fatto precedere la conse-
gna dei diplomi da un breve
discorso, nel quale ha inneg-
giato al lavoro compiuto e ha
formulato i migliori anguri per
un lieto avvenire sia per i pre-
senti che per la grande famiglia
dell’Ansaldo.

Ed ecco i premiati;

DIREZIONE GENERALE



35 anni di servizio; Federico
Cambiaso.
anni di serpizio: Michele



Briata, Umberto Papponetti, G.
B. Parodi, Lorenzo Pinasco, Wal-
ter Scatassi.

SERVIZI AUSILIARI

25 anni di servizio: Marco O

tone.

CANTIERE DI SESTRI
Pietro De
+ Nicolò Dellepiane, An-
gelo acobbe, Stefano Passio-
nello, Emanuele Patrone, Manlio
Pittalug Francesco Sini, Giu-
seppe Siri,

25 anni di
gnai, Gerolamo Barbacc
tonio Bonfiglio, Michele
va. Nicola arezzano,
Dagnino, Ferraro, Giu.
seppe Gambella, Amleto Gatto,
Francesco Giannilupo, Bartolo
meo Puppo, Teresio Ratti,
vatore Storace, Michele Strippo-
li, Angelo Vattuone, Ilio Vittori

C.M.I.

35 anni di »

35 anni di servizio:
Barbier







Ba
An
Canne-
Onorio

servizio:

Ilio









ì-

pizio:



Luigi Cos-





so, Stefano Parravicini
anni di servizio; Serafino
Bertolio, Paolo Bonini, Giacomo

Bovone, Battista Cervetto, Ulis-
se Ciccone, Aldo Lotti, Italo
Parodi, Raimondo Poggio, Eu-
genio Rossi.

FONDERIA
35 anni di servizio: Agostino
Chiappori, Bartolomeo Mantero.

MECCANICO

35 anni di servizio: Angelo
Dalla Bona, Felice Lupi, Alfredo
Mannucci, Giovanni Rossi, Na-
tale Viglino, Mario Vismara,

25 anni di servizio: Antonio
Palazzo.

CANTIERE DI LIVORNO

35 anni di servizio: Otello
Bartolini, Alberto Bartolozzi,
25 anni di servizio: Giorgio
Bertoli, Renato Bartoli, Tosello
Carmassi, Giuseppe Leoni, Fran-
cesco Lipitzer, Italiano Raffael-
li.

CANTIERE DI MUGGIANO

di servizio: Nemo
Nello Del Soldato,
Osvaldo Fornari, Alberto Ga-
lazzo, Fioravanti Gallinella,
Ferrante Michelini, Anselmo Pa-
triarca.

25 anni di servizio: Adriano
Greppi, rag. Duilio Maltinti.





35 anni
Brusacà,



A destra, dall'alto: l'ing. Maucerì
consegna i premi a Livorno; i « fe.
deli » della Direzione Generale (al
centro il Presidente e il Direttore
Generale); i premiati del Cantiere
di Sestri (al centro l'ing, Boero); il
Direttore ing. Cominetti consegna |
premi agli impiegati del Meccanico









FONDERIA



Commesse

Ecco l’elenco delle commesse
più importanti acquisite nel
mese di aprile:

Barrotti, boccoie e getti
vari di bronzo per lo Stabili-
mento « Ansaldo Fossati » di
Genova Sestri.

— Camicie di bronzo per le
Società «+ Carcano » di Como,

Guida pattino di ghisa, con pompa dell'aria incorporata, fusa
alla nostra Fonderia e destinata ad un motore Ansaldo-Fiat in
costruzione al nostro stabilimento Meccanico. ll
l'operaio sbavatore Vincenzino Carta

4.000 kg. A sinistra

4 > da, ;
“ : A

A destra, in primo piano, la nuova macchina sabbiatrice tipo

WT 23/1700 della Casa «Fischer» di Schiaffusa;
secondo piano il Reparto sbavatura dell’Officina piccoli pezzi

6

«Mongiardino» di Pegli e Ter-
ni» di Roma.

Anelli di bronzo per la
Società SIAC di Genova.

— Corontc elicoidali di bron-
zo per la Società « Nuova San
Giorgio » di Genova Sestri.

— Getti vari di ghisa e di
bronzo per la Società » Alfa
Romeo » di Milano.

— Eliche di bronzo e di ghi-





getto pesa

a sinistra in

sa per i « Cantieri del Mediter-
raneo » di Genova.

Dette forniture, ed altre per
conto dei nostri Stabilimenti
Meccanico e CMI e dei nostri
Cantieri di Sestri, Muggiano e
Livorno comportano circa 60
mila ore lavorative.

Consegne

Ai nostri Stabilimenti Mec-
canico e CMI e ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 325 tonn. di getti di
ghisa e bronzo per costruzioni
varie. - A clienti diversi : 67
tonn. di getti di ghisa e bron-
zo. - Alle Società « SIAC » e
« Cornigliano » di Genova: 340
tonn. di lingottiere di ghisa di
tipo vario, Alla « Compagnia
Internazionale delle Carrozze
con Letti» di Milano, alle
« Ferrovie dello Stato» e alle
Società «SIAC» e «Corniglia-
no» di Genova: 39 tonn. di
ceppi di ghisa per freno. - Al-
la Società « Alfa Romeo» di
Milano: 208 tonn. di getti di
ghisa meccanica per costruzio-
ni automobilistiche. - Al no-
stro stabilimento Meccanico, ai
Cantieri Navali Breda », alla
« Società Sicula Sarda » e alla
« Fiat »: 10 eliche di bronzo
al manganese per complessive
7 tonn.

LIVORNO

Movimento bacino

- Dal 6 al 7 marzo ha sosta-
to la motonave « Genepesca
IV. di 1.220 t.s.l. della So-
cietà « Genepesca » dì Livor-
no per carenaggio.

— Dal 20 al 21 marzo ha
sostato la motonave « Aegi-
lium » di 286 t.s.1, della « So-
cietà di Navigazione Toscana »
per carenaggio.

— Dal 23 al 26 marzo ha so-
stato lo S/S «Continental >»
di 7.056 t.s.l. della « Compa-
gnia de Navigation S. Augu-
stin » di Monrovia (Liberia)
per carenaggio e verifica assi
eliche da parte Ditte esterne.

Dal 27 al 28 marzo ha so-
stato l'avviso scorta «Bondjol»
di 1.150 tonn. di disl. della
Marina Militare Indonesiana,
per carenaggio e verifiche
varie,

— Dal 29 al 30 marzo ha so-
stato la m/n. « S. Nicolosio »
di 3.989 t.s.l. dell'armatore
Gennaro Iacomino di Napoli,
per carenaggio,

— Dal 30 marzo al 2 aprile
ha sostato il P/fo «R. Parodi»
di 7.160 t.s.l1. dell'armatore E-
manuele V. Parodi di Genova,
per sostituzione albero porta
elica.

— Dal 2 al 5 aprile ha so-
stato la m/n. « Pola » di 451
t.s.1. della Società « Navigazio-
ne Toscana » di Livorno, per
sostituzione eliche e assi por-
ta elica.

CASSETTA DELLE IDEE

Le PROPOSTE della 2° QUINDICINA di APRILE

Durante la seconda quindicina del mese di aprile
sono state esaminate dai comitati della « Cassetta delle
idee » 125 proposte, di cui 36 sono state premiate. Ecco
il dettaglio:

CANTIERE DI LIVORNO. Proposte esaminate 13, di cui

7 premiate.

CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 18, di cui 3
premiate.
MECCANICO. Proposte esaminate 94, di cui 26 premiate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di li-
re 79.000.

IL CONSUNTIVO DEL 1957
allo Stabilimento Fonderia

La « Cassetta delle idee » nello stabilimento Fon-
deria è stata istituita il 1.0 gennaio 1957. Ultimata la
procedura di risposta a tutte le proposte presentate
l'anno scorso, è stato tratto il consuntivo di questa
nuova attività. Tale consuntivo, come si può notare
dai prospetto qui sotto, può senz'altro definirsi soddi-
sfacente, tenuto conto che il primo anno di una nuova
attività ha sempre un carattere sperimentale.



Proposte presentate . n. 182
Proposte premiate . . . . . . . . mn. 68
Percentuale . cs sd ai 37,3
Ammontare totale dei premi L. 129.450
Premio massimo. . . . . . . LL. 6.000
Premio minimo = LR a: sea sE 750
Graduatoria dei reparti
1) MODE 26,8 15 37.000
2) MECC 13,8 Ss 15.000
3) GHIV 7,3 19 34.750
4) MAN 4,9 5 11.700
5) GHIS 4,2 10 14.000
65) BRON 3,3 2 7.000
7) ALTRI REPARTI 3,1 8 10.000
Argomenti trattati
1) Metodi di formatura e fusione .< . . n. 5
2) Tecnica della costruzione dei modelli . » 2
3) Lavorazione meccanica » 8
4) Miglioramento impianti >» 16
5) Miglioramento attrezzi » 14
6) Antinfortunistica . » 14
7) Organizzazione > 5
8) Riduzione sprechi >» 4





NTIERE





Verricelli elettrici di recente acquisto. Caratteristiche: potenz:
9 HP, tiro diretto 5.000 kg., 250 m. di cavo, velocità media d
traino 5 m./1'’, gruppo motoriduttore e freno elettromagnetici





Neila colonna di sinistra, dal-
l'alto: imbarco di uno dei do-
dici tronchi per forno rotante
da cemento costruito allo sta-

bilimento C.M.I. per la Società
statunitense « Colonial Sand &
Stone » di Kingstone (peso me-
dio di ogni tronco circa 30.000
kg.); lavorazione della testata
mobile del forno da cemento di
cui sopra; palettatura del ro-
tore di alta pressione per la
turbina tipo «G.E.Co.» da
62.000 kW. costruita al Mecca-
nico per la centrale di Bari
della « S.M.E. » - A destra, dal-
l'alto: montaggio del turboal.
ternatore tipo Ljungstròm

da 15.000 kW. costruito al Mec-
canico per la centrale « Ilva >»
di Piombino; visita al Cantiere
di Sestri di industriali porto-
ghesi; visita al Cantiere di Li-
vorno di giovani allievi dell'Ac-
cademia della Marina Militare



























7

sentito ripetutamente di-

re nel nostro Cantiere se-
strese che «la 1550 è par-
tita », quasi a comunicare
l’un l’altro nel gergo di
lavoro — che lo scafo della
« Leonardo Da Vinci », su-
perato il primo periodo di
lavorazione inevitabilmen-
te lento, ha ora assunto un
ritmo tale da consentire
giornalmente l’osservazio-
ne di ciò che proprio in
quello stesso giorno è stato
compiuto.

Il sensibile afflusso di
materiali ferrosi, la feb-
brile preparazione dei di-
segni di struttura, il co-
stante intensificarsi delle
lavorazioni sono difatti al-
trettanti elementi che ben
d'fficilmente potrebbero
sfuggire a chi vive in Can.
tiere tutta la sua giornata;
anche sintomi ben più lie-
vi sarebbero sufficienti per

| n questi ultimi tempi si è

additare alla maestranza
quella che sarà la nostra
«nave dell’anno », la na-
ve su cui per un cumuio di
circostanze non solo pro-
grammatiche, ma sopratut-
to affettive, si appunterà
verso la fine del corrente
anno l’attenzione e di chi
si interessa ai fatti della
nostra marina mercantile,
ed anche di tutti coloro
che non possono dimentica-
re come la nascita della
nuova unità sia principal.
mente scaturita da quella
grave sventura che fece
fremere l’intera nostra na-
zione alla perdita della
« Andrea Doria ».

Già ora il nostro sguardo
corre giornalmente agli
statini di produzione speci-
fica di quello scalo: sono
discorsi molto scheletrici
che parlano di strutture
tracciate, di piani di pre-
fabbricazione, di tonnellate



imbarcate — ma quegli
statini sono per tutti noi
dirigenti o lavoratori, il
termometro del nostro co-
mune lavoro e sono tali da
fare ben comprendere co-
me il nostro programma
sia tale da impegnarci,
in sommo grado, a quello
che costituisce ormai un
indiscusso traguardo per il
nostro Cantiere: il varo
della nave per la fine del
prossimo mese di novem-
bre; e ciò equivale ad un
imbarco mensile di un pon-
te completo della nave, pa-
ri a circa 800 tonnellate di
materiale ferroso.

Queste righe sono corre-
date con quattro fotogra-
fie, di cui le due più recen-
ti (a sinistra e a destra)
rappresentano lo scafo vi-
sto di poppa e di prora e
mostrano tutte le strutture
basse, il doppio fondo già
coperto, il labirinto delle
varie casse acqua e nafta e
le prime paratie principali
della nave.

Sono state scattate circa
tre settimane or sono, ed
oggi la visione panoramica
si presenta già completa-
mente mutata: tutto è sta-
to ormai coperto da un
ponte continuo da prora a
poppa e su di esso si stan-
no già montando altre pa-
ratie ed altre strutture at-
te a sostenere un secondo
ponte, le cui strutture sì
stanno già stendendo sui
vari piani di prefabbrica-
zione.

Con tale procedere si co-
mincerà fra poco a parla-
re anche di approntamen-



to di locali bassi, di prove
idrostatiche e di pitturazio-
ne del fasciame; e contem-
poraneamente si vedranno
le squadre di maestri di
ascia iniziare la sistemazio-
ne degli elementi di letto-
scalo per il sostegno della
invasatura, i cui calcoli so-
no già stati tempestiva-
mente approntati.

Fra i visitatori che si
avvicendano in Cantiere
in questa primavera, molti
guardano quasi increduli
quel grande scalo allorchè

Sopra: l'avanzamento ai 28 febbri
‘aprile. - Sotto: il trasporto sullo
fabbricati. - A destra: lo scafo,







*n RICE E





























































delle
come

conoscenze
si è in pre-
l’unico
uscire dalla

i llo stato
È attuali
‘cedenza accennato
mezzo idoneo per
atmosfera terrestre e poter ten-
tare di puntare su altri mondi
Misulta il razzo, vale a dire un
veicolo fondato sul principio
della reazione.

Ml valore di questo principio,
le sue pratiche possibilità di
| applicazione sono cose che ap-
paiono conosciute da ormai
lunghissima data, Anche in
questo caso, come in altri nu-
merosissimi, si può risalire al-
la più antica civiltà cinese per
*itrovare la fonte prima di
questa — importante scoperta.
Sembra al proposito provato
addirittura che sin dal 1232
prima dell'era volgare i figli
del Celeste Impero impiegassero
come ordigno bellico i razzi a
polvere. Un’antichissima crona-
ca riferisce infatti che i Cinesi
în quel tempo appunto, per
fronteggiare l’incalzante assedio
posto dai Mongoli alla città di
© Kai-Fung-Fu ricorsero all’im-
piego di « freceie di fuoco ala-
to». Tutto fa supporre che si
trattasse di freccie munite in
punta di sostanze capaci di
prendere rapidamente quanto
Violentemente fuoco e contenute
în astucci forniti di un'apertura
in una certa direzione, Quanto
al materiale incendiario esso
con ogni probabilità era rappre-
sentato da carbone o da zolfo.
Fu, per renderli più validi allo
scopo, con l'aggiunta a questi
elementi dapprima di sale co-
mune e in seguito di salnitro,
che si giunse all'invenzione del.
la polvere pirica, la quale — co-
T me è noto — è costituita preci-
‘samente di una miscela di tre
(parti di salnitro e una di pol.
vere di carbone e zolfo polve-
rizzato.

L’accensione della miscela de-
terminava lo svilupparsi di una
Motevole quantità di gas che,
fuoriuscendo dall’apertura po-
steriore dell’ordigno, agiva come
"forza di propulsione fn che











fuorisacco









8| UOMINI ALLA CONQUISTA DEL CIELO

L'atto di nascita del razzo





risale ad oltre 3000 anni fa

maniera? Ecco: i gas prodotti,
compressi entro il recipiente,
esercitano una notevole pressio-
ne in ogni punto delle pareti
di esso, solo non trovando resi
stenza laddove è praticata la
apertura, attraverso la quale av-
viene pertanto la loro violenta
fuoriuscita, Si verifica così che
nella direzione del getto viene
meno l’equilibrio col gas che
esercita la sua pressione sulla
parete opposta, e conseguente-
mente viene a generarsi una for-
te spinta proprio in quest'ulti-
ma direzione.

Agli stessi risultati si per-
viene così mediante la combu-
stione di una miscela esplosiva
originariamente soli come a
seguito della fuoriuscita di un
quaisi



iasi fluido che sia stato in
precedenza compresso. Una cal-
colata sagomatura del conteni-
tore, e una sorta di coda con il
quale lo si completa permetto-
no di conservare la voluta dire-
zione di spostamento dell’ordi-
gno,

Passata dai Cinesi agli Arabi,
l’invenzione dei razzi venne poi,
molti secoli dopo, probabilmen-
te attraverso appunto gli Arabi,
a conoscenza degli europei. Il





primo accenno che ad essi si
trova in un libro apparso nel
nostro continente è contenuto

nel « De Mirabilis Mundi» di
Alberto Magno, e da allora i ri-
ferimenti a questi particolari

strumenti bellici si fanno sem-
pre più frequenti, fanto che
nell’opera intitolata « Bellifor-

tis» pubblicata dallo serittore
tedesco Konrad Keysen von Ei-
chstadt nel 1405 si discorre già
di tre tipi diversi di razzi, e
cioè uno ad accensione vertica-

le, un secondo galleggiante ed
un terzo corrente lungo corde
tese.

Ma di tutte le pubblicazioni
apparse ‘in Europa nei secoli
trascorsi relative ai razzi certo
la più interessante è quella do-
vuta a Johann Schmitlap, data

alle stampe a Norimberga
nel 1591. In essa sono infatti

esposti, con precisione e comple-
tezza di particolari, tutti gli e-
lementi relativi alla tecnica co-
struttiva dei razzi, elementi che

— in verità — trovano, senza
alcuna modificazione sostanzia-
le, piena applicazione ancor
oggi.

Certo però che l'applicazione
del principio di reazione appare
più degna di interesse e di ri-
lievo se considerata non in rap-
porto alle sue possibilità di
sfruttamento a fini bellici, ma
piuttosto in connessione al suo
impiego a scopi pacifici.

Così, anche a tacere dei pre-
cedenti in materia che si posso-
no rintracciare nella storia ci-
nese o nell'antichità classica,
basterà ricordare il dettagliato
progetto di un veicolo spostan-
tesì per forza propria che nel
1721 fu elaborato dal Gravesan-
de e reso pubblico in un volu-

me dal titolo « Physica elementa
mathematica » dato alle stampe
a Leyda. Su tale veicolo era si-
stemata una grossa caldaia pie-
na d’acqua, sotto la quale si
accendeva del fuoco: il movi-
mento del veicolo era assicura-
to dalla spinta che ad esso ve-
niva impressa dalla fuoriuscita
da un tubo posteriore del va-
pore. prodotto dall’ ebollizione
dell’acqua appunto contenuta
nella caldaia,

Per ciò che riguarda poi in
particolare l'applicazione del
principio della reazione al cam-
po aeronautico c'è da ricordare
anche qui un precedente cinese,
quello di un alto ufficiale di
nome Wan-Hoo che nel 1500 pri-
ma dell'era volgare aveva esco-
gitato un’originale apparecchia-
tura costituita da due cervi vo-
lanti di grandi dimensioni uniti
tra di loro da una robusta sella

destinata ad accogliere l’aero-
nauta: la propulsione doveva
essere ssicurata dalla simul-



tancea esplosione di 47 razzi a
polvere sistemati sotto i cervi
volanti, Il piano teorico non fa-
ceva una grinza, ma la sua tra-
duzione in atto non corrispose
per nulla all’aspettativa dell’ar-
dito inventore e sperimentatore,
che nel tentativo lasciò la vita.

Ma per venire in luoghi e
tempi a noi più vicini, si po-
trebbero ricordare dalla fine del
Settecento in poi i molti pro-
getti per regolare, mediante il
principio della reazione, il volo
di palloni liberi,

Ancora più importanti appa-
fono però i progetti, che rappre-
sentano le prime formulazioni
dell'idea degli aerei a reazione,
da quello in data 1841 dell’in-
glese Golightly — che aveva e-
scogitato sotto il nome di ca-
vallo aereo a vapore un vero €
proprio aeroplano a reazione di
vapore —, a quelli del Siennens
che riecheggiando l’Ehren-
burg — preparò lo schema di
velivoli azionati con razzi che
utilizzavano come esplosivo il
fulmicotone.

Ma tra i precursori del veli-
volo a reazione altri progettisti
e tecnici vanno ancora ricordati.
Tra essi — a quanto ricorda il
Mennella — il generale statuni-
tense Russel Ihayer, il quale nel
1884 ideò un sistema di serba-
toi ad aria compressa per la
propulsione di navi, l'ingegnere
messicano Nicola Petersen che
nel 1892 propose di far ricorso
ad un dispositivo a tamburo ro-
tante, simile a quello impiegato
nel revolver Colt, utilizzante
razzi ad accensione automatica,
ed il Sunter Battey che nel 1839
escogitò «il ricorso ad un gran
numero di piccole cariche esplo-
sive, immesse automaticamente
nella camera di scoppio.

Impostato sui medesimi prin-
cipi fu anche il progetto che il
russo Nikolai Ivanoviteh Kibalt-
chiteh ebbe a stendere durante





la prigionia che precedette la
sua esecuzione capitale in quan.
to implicato in un complotto
contro la vita dello zar Nicola
II. Tale progetto gelosamente cu-
stodito negli archivi segreti del-
la polizia zarista non fu pub-
blicato che dopo la Rivoluzione
d'Ottobre, e precisamente nel
1918. Esso prevedeva la costru-
zione di un aereoplano a razzo
costituito da una piattaforma



Il « Bell X 13,

recante al centro un foro, al di
sopra del quale si apriva una
camera di scoppio in cui dove-
vano essere introdotte delle ap-
posite « candele » come le
definiva l'inventore — di pol-
vere pirica compressa. Il volo
dell'apparecchio avrebbe dovuto
iniziarsi verticalmente, ma su-
bito dopo, in un secondo tempo,
l'inclinazione della camera a
scoppio avrebbe consentito il

tramutarsi della traslazione in
senso orizzontale.

Questi, a grandi linee, i prin-
cipali progetti di aerei a rea- i
zione elaborati sino agli ultimi
anni del secolo scorso. Essi, nes-
suno eccettuato, erano stati con- :
cepiti in funzione soltanto delle
necessità del volo atmosferico,
ma i progetti che vennero in se-
guito di veicoli aerei destinati
invece a solcare gli spazi eterei

il primo aereo che superò la barriera del suono

puntando arditamente verso gli
altri pianeti, non rappresentano
che un'ulteriore elaborazione del
medesimo principio su cui pog-
gia il fondamento loro. Anche
per questo siffatti progetti pre-
sentano ben più che un sempli-
ce interesse storico: essi sono la
premessa, che ben potrebbe dirsi
necessaria, delle spettacolari
realizzazioni tecniche di oggi.

+ D.

IIUDIVOVTARAVEDIDETTUHKDIVVRNTITHVERNVARIVEOIDIEVURIARKLEVHMRUVEOIHEAURA VOM KOMVVHRTKRAVRA TORU MEANCTILRA VARA VERNE TIMIVIRHTABITKRIORTARORTNIAHRTHVRNANGAHRRT GARA

(da « N Giorno 3)



TUTTNBNVRTTVSTINOIMUENTULVNKIVATVKPNKKNAVARIV RNA VIA KR VARTADRTARNNVRTA DNV NK KRTKDRAKONNVENHERTAONKTRAOROUDEOCODUURUTOOVIBROSRIRNVRRIDROEDRACE TIBUINETIARAI Jiudanetnani

9

Honoré de Balzac nacque a Tours nel 1799. Andò giovanissimo a Parigi,
trovò, per campare, un impieguccio, e cominciò a scrivere romanzi (la
«febbre letteraria >» gli era entrata nel sangue fin dagli anni dell'adole-
scenza). Ne pubblicò parecchi, sotto diversi pseudonimi; «erano tutti
piuttosto brutti e decisamente insignificanti; passarono del tutto. inos-
servati, La delusione — è il desiderio di far quattrini,- che fu sempre
vivissimo in lui — lo spinsero ad abbandonare la letteratura e a darsi
sgli affari: tentò le vie dell'editoria, s'imbarcò in un'impresa tipografica.
Fu un disastro; In poco tempo accumulò quella tremenda massa di
debiti che non dovevano dargli respiro mal più, per tutto il resto della
sua vita. Assillato dal bisogno, si rimise a scrivere. Lavorò furiosa-
mente, «come un galcotto incatenato al remo >, fino a rovinarsi. irri-
mediabilmente la salute, Im vent'anni (dal 1830 al 1850) scrisse — oltre
a numerose opere teatrali, che peraltro non ottennero mai grande suc-
cesso — i quaranta volumi ch'egli poi riunl sotto il titolo generale di
< Comédie humaine >». A cinquantun anni, quand'era nel pieno del suo
vigore creativo, lo colse la morte, È

Balzac fu probabilmente il romanziere più geniale,
fondo della sun epoca, pur così fertile d'ingegni, Dotato d'una prodigiosa
capacità di osservazione @ di una fantasia inesauribile, egli volle tutto
abbracciare, tutto comprendere, tutto fondere e ‘plasmare nel crogiuolo
della sua arte potente. Tutto: non soltanto il singolo individuo — di
cui pur penetra a fondo l'animo, gli istinti, Il
carattere — ma anche l’ambiente in cui esso
vive e la società entro la quale la personalità
del personaggio s'espande e si inquadra, Non
c'è categoria. sociale, non c’è professione o
condizione del vivere umano che Balzac non
abbia profondamente analizzata e vivacemente
rappresentata; e soprattutto egli è il pittore
vigoroso e fedele del mondo borghese, di quel-
la borghesia parigina e provinciale del primo
Ottocento, laboriosa, intrigante, servile, egoi-
sta, avida di denaro e di potere, forte e vulne.
rabile al tempo stesso, capace di rapide fortu-
ne e di altrettanto rapida decadenza morale.
«Se si leggono le aride e noiose complilazioni
alle quali sl suol dare il nome di storia, si
vede che gli scrittori di tutti i pnesi e di
tutti 1 tempi hanno dimenticato di darci la
storia dei costumi. lo mi propongo, per quan-
to le mile forze lo consentano, di colmare
questa lacuna. Io voglio redigere l'inventario
delle. passioni, delle virtù e del vizi della
riunendo insieme un certo numero di. caratteri. omogenei,

più acuto e pro-



società e,
offrire dei*tipi e scrivere con pazienza e perseveranza sulla Fran-
ela del XIX secolo un libro quale sfortunatamente non ci tramandarono

nè Rome, nè Atene, nè Tiro, nè Menfi, nè la Persia, nè l'India».
Con queste parole Balzac tracciò Il michelangiolesco disegno della sua
«Commedia umana >. Leggendo gli innumerevoli romanzi e racconti
che compongono l'opera poderosa, non sl possono, naturalmente, mon
rilevare difetti, prolissità, momenti di stanchezza inventiva, sfasature.
Ma se si guarda nel suo insieme l'immenso affresco, allora 1! difetti
scompalono e si apre davanti al nostri occhi la visione di un mondo
straordinariamente ricco di passioni, di fermenti, di umanità, brulicante
di figure vive, persuasivo per la sua coerenza logica, affascinante per
Î <colòore> che lo anima e per l'intensa vitalità che lo pervade. Una
visione. quale soltanto Ja potenza creativa del genio può riuscire a
suscitare. ;

fisiologica, e che, ancor giovane d’anni, può essere anno-

verato fra i più illustri rappresentanti della Scuola di
Parigi, faro luminoso al quale rendono omaggio i medici del-
l’Europa intiera, il dottor Bianchon, praticò a lungo la chirur-
gia prima di dedicarsi alla medicina, I suoi primi studî furono
diretti da uno dei maggiori chirurghi francesi, dall’illustre
Desplein, che passò nella scienza come una meteora. Per con-
fessione dei suoi stessi nemici, egli portò nella tomba un metodo

U n medico al quale la scienza deve una geniale teoria

intrasmissibile. Come tutti gli uomini di genio, era senza eredi: .

tutto recava in sè e doveva portar via tutto con sè. La gloria
dei chirurghi è simile a quella degli attori, che esistono soltanto
finchè sono vivi, e la cui bravura sfugge ad ogni valutazione
appena sono scomparsi. Gli attori e i chirurghi, come pure 1
grandi cantanti, come i virtuosi che centuplicano con l’esecu-
zione il potere della musica, sono tutti gli eroi d’un attimo.
Desplein fornisce la prova di tale identità di destino per questi
genî transitorii. Il suo nome, tanto celebre ieri, oggi quasi di-
menticato, rimarrà nel suo campo specifico, senza varcarne i
limiti. Non occorrono peraltro circostanze del tutto eccezionali
perchè il nome di un dotto passi dal dominio della Scienza nella
storia generale dell'Umanità? Possedeva Desplein quell’univer-
salità di sapere che fa, di un uomo, il verbo o il volto d’un
secolo? Desplein possedeva una meravigliosa penetrazione di
sguardo: egli sapeva scendere nell'intimo del malato e della
malattia con un’intuizione acquisita o naturale che gli permel-
teva.di comprendere tutti gli elementi diagnostici proprii del-
l'individuo, di determinare il preciso momento, l’ora, il minuto
in cui bisognava operare, tenendo conto delle circostanze atmo-
sferiche e delle singolarità del temperamento. Per procedere
così di conserva con la natura aveva dunque studiato l’inin-
terrotta congiunzione degli esseri e delle sostanze elementari
contenute nell'atmosfera o fornite dalla terra all'uomo, che
le assorbe e le elabora per esprimerne una particolare forma di
vita? Procedeva con quella potenza di deduzione e di raffronto
analogico che costituiscono il genio di Cuvier? (1) Comunque
sia, quell’uomo si era fatto il confidente della carne, sapeva
rendersene padrone sia per il passato sia pel futuro, fordan-
dosi sul presente. Ma giunse mai a riassumere tutta la scienza
nella sua persona, come fecero Ippocrate, Galeno, Aristotele?
(2) Seppe condurre tutta una scuola verso mondi nuovi? No.
Se gli è impossibile negare a questo instancabile indagatore
della chimica umana ia scienza dell’antico magismo, cioè la
conoscenza dei principii in fusione, le cause della vita, la vita
prima della vita, il suo divenire quale determinato dalle elabo-
razioni preliminari, convien pur confessare che, disgraziata-
mente, tutto rimase in lui ristretto alla sua persona: isolato
nella vita dall’egoismo, l'egoismo ne distrugge oggi la gioria.
Sulla sua tomba non si erge la statua sonora che ridice ai
venturi i misteri indagati dal genio nel suo travaglio. Ma forse
la scienza e l'ingegno di Desplein erano conformi alle sue
credenze, e per conseguenza mortali. Per lui, l'atmosfera ter-
restre era un involucro generatore: la terra gli appariva come
un uovo nel guscio, e non potendo sapere chi era venuto pri-
ma, se l’uovo o la gallina, non ammetteva nè il gallo nè l’uovo.
Egli non credeva nè al predecessore animale, nè al sopravvi-
vente spirito dell’uomo. Desplein non viveva nel dubbio: aîfer-
mava. Il suo ateismo franco e schietto era simile a quello di

(1) Celebre naturalista francese (1769-1832).

(2) Esponenti! sommi della scienza e del pensiero greco; medici I
primi due, filosofo il terzo.

10

molti scienziati, la miglior gente del mondo, ma invincibil-
mente atei, atei come i credenti non ammettono che ce ne pos-
sano essere. Nè altrimenti avrebbe potuto opinare un uomo
avvezzo, sin dall’età giovanile, a notomizzare l’essere per eccel-
lenza, prima, durante e dopo la vita, a frugarlo in tutti i suoi
organi senza mai averci trovato quell’anima. esclusivamente
sua propria, che è presupposto indispensabile di ogni teoria
religiosa. Riconoscendovi un centro cerebrale, un centro ner-
voso e un centro circolatorio, i due primi così perfettamente
idonei a supplirsi l’un l’altro da fargli credere, negli ultimi
tempi della sua vita, che l'apparato uditivo non è strettamente
necessario per sentire, nè quello visivo per vedere, potendo
entrambi essere sostituiti, insospettatamente, dal plesso solare;
Desplein, trovando nell'uomo due anime, corroborò il suo
ateismo in forza di tale riconoscimento, sebbene questo non
pregiudichi ancora, in nessun modo, la questione dell’esistenza
di Dio. Quell'uomo, si dice, morì nell’impenitenza finale in cui
muoiono disgraziatamente tanti nobili ingegni, che Dio li perdoni

l

La vita di un uomo così grande comportava buon numero
di piccinerie, per usar l’espressione dei suoi nemici che s1
affannavano ad offuscarne la gloria; ma converrebbe assai me-
glio, qui, parlar soltanto di contraddizioni apparenti. Tutto

“ignorando delle determinazioni in base alle quali operano gli

spiriti superiori, gli invidiosi e gli sciocchi si fanno subito
un'arma di qualche superficiale incoerenza per formulare un
atto d'accusa sulle cui risultanze li sottopongono, lì per lì, a
sommario giudizio. Se, più tardi, l'esito favorevole arride ai
censurati divisamenti, dimostrando la correlazione tra i pre-
parativi e i risultati, rimane pur sempre in piedi qualcosa delle
calunnie messe anticipatamente in giro. Così, ai nostri giorni,
Napoleone fu biasimato dai contemporanei quando volse le ali
dell’aquila imperiale sull’Inghilterra: ci volle il 1822 per spie-
gare il 1804 e i battelli da sbarco di Boulogne.

Poichè in Desplein la fama e la scienza erano inattaccabili,
i suoi nemici si appligliavano al suo umore strambo, all’indole;
in verità egli era semplicemente impastato di quel modo di
essere che gli Inglesi chiamano excentricity. Talora splendida-
mente vestito come Crébillon il tragico (3), ostentava ad un
tratto una strana noncuranza in fatto di abbigliamento, lo si
vedeva talvolta in carrozza,altra volta a piedi. Duro e mite a
vicenda, in apparenza avido e avaro, ma capace di.offrire il
suo patrimonio ai suoi maestri esiliati, che gli fecero l'onore
di accettarlo per qualche giorno, nessun uomo più di lui porse
il fianco a contrastanti giudizi. Sebbene capace di lasciar cadere,
a corte, un libro di preghiere dalla sua tasca a fine di otte-
nere una di quelle patacche per cui nessun medico avrebbe
mai dovuto brigare, è nondimeno certissimo che dentro sè egli
si faceva beffa di tutto; aveva un profondo disprezzo degli
uomini, da poi che li aveva serutati di dentro e di fuori, da
poi che li aveva pesati al loro giusto valore, nelle più solenni
e nelle più meschine contingenze della vita. In un grand’uomo,
le doti sono spesso concorrenti e d'una medesima altezza. Se,
fra questi giganti, ce n'è qualcuno che ha più ingegno che spi-
rito, il suo spirito è tuttavia maggiore di quello posseduto dal-
l'uomo di cui si dice semplicemente: « Ha dello spirito ». In
ogni uomo di genio è da supporre una certa perspicacia di
fronte ai fatti morali. Questa perspicacia può aver occasione
di esercitarsi in qualche campo speciale; ma chi scorge un fiore,
deve pur riconoscere il clima che lo fa prosperare. Quegli che
si sentì chiedere da un diplomatico, salvato dalle sue cure:
« Come sta l’imperatore? » e che rispose: « Il cortigiano rin-
viene, ora arriverà l’uomo! » quegli non è soltanto un chirurgo
od un medico, è anche un uomo straordinariamente arguto. Così
l'osservatore paziente e assiduo dell'umanità potrà giustificare
le smodate pretese di Desplein e crederlo capace, come si cre-
deva egli stesso, d’entrat nei panni d’un grande ministro, altret-
tanto grande quanto il chirurgo.

Fra gli enigmi offerti agli occhi di tanti contempo-
ranei dalla vita di Desplein, ne abbiamo scelto uno dei più
appassionanti: se ne troverà la chiave nella conclusione di que-
sto racconto, che varrà a scagionarlo da qualche accusa av-
ventata.

Di tutti gli allievi che seguirono i corsi di Desplein al suo
osvedale, Orazio Bianchon fu tra coloro che s’ebbero il suo
affetto più vivo e tenace, Prima di essere interno all'Ospedale
Maggiore, Orazio Bianchon era uno studente allogato a doz-
zina in un’infima casa del quartiere latino, nota sotto il nome
di Casa Vauauer Tl povero giovane vi si trovava alle prese con
quella bruciante miseria, sorta di crogiuolo donde i grandi in-
gegni debbono uscire puri ed incorruttibili come il diamante,
che resiste senza intaccarsi a qualunque colpo. Nell'ardente
fiamma delle loro sfrenate passioni essi temprano la più inal-
terabile probità. e contraggono. nel lavoro costante col quale
tengono a segno i loro appetiti delusi, l'abitudine delle lotte
che attendono il genio come a un immancabile varco. Orazio
era un giovane retto, incapace di tersiversare nelle questioni
d'onore; andava dritto al fatto senza tanti discorsi sempre pronto
a dare in pegno, pei suoi amici, anche il mantello, come a pro-



(3) Prospero Jolliot de Crébillon, drammaturgo(1874-1762).

fo L A MESSA

Racconto di.

. cura d’acque; insomma gli)

, dida, le speranze dell’uoma













































































digare per essi il suo temp
insomma, uno di quegli a
ciò che ricevono in cambio
sempre sicuri che l’avere |
avevano per lui quell’intima
spoglia d’enfasi, e parecchi
doti, «poi, Orazio le manife
tano né amante dei predii
nel dare un consiglio, e
se l’occasione si presentav
pudibondo di un corazziere
marinaio, chè il marinaio di
come un bravo giovane chi
vita, marciava a testa alti
tutto in una parola, Ora:
dato che i creditori sono.
zione più reale delle anti
povertà con quella gaiezza

II DE 2450

genti di coraggio, e, come
nulla, faceva pochi debiti.
come un cervo, era costant
fortuna ebbe inizio dacchè
mano le doti e i difetti ch
doppiamente prezioso pei si
Quando un primario pren
zione, quel giovane si trova
nella staffa. Desplein con
stente, nelle case dei ricchi
deva nella scarsella dell’ini
ziava giorno per giorno ai)
teneva nel suo studio duran
talora lo mandava ad accor

tutto ciò, si fu che in capo
chirurgia ebbe un partigiaî
mini, l’uno al sommo degl
ricchezze e di gloria, l’altro
divennero intimi. Il gran DI
l'interno sapeva se tale o |
sedia vicino al maestro, 0
studio, dove Desplein don
segreti di quel temperame
di manifestarsi, finì per pi
nel torace di quel grand’uo
trofia del cuore. Bianchon
così affaccendata, i disegn

potè prevedere le delusioni
passione celata in quel a
di bronzo.
Un giorno Bianchon dit
tatore d’acqua del quartie
malattia cagionata dalle fi
montanaro d’Alvernia non
nel terribile inverno del 18
ammalati; a rischio di sfian
seguito da Bianchon, pressi
mente il trasporto alla casa
nel quartiere San Dionigi,
rimesso in piedi, il dena
e una botte, Quell’Alvernit
battuta. Caduto ammalato
da Desplein, per dire al s
— Non avrei tollerato
Per quanto burbero, D
tore d’acqua, dicendogli:
— Portameli tutti.

E fece entrare il figliù
dove gli prodigò le più ai
notato, più volte, presso il
gli Alverniesi e soprattuti
poichè Desplein si faceva,
cure all'Ospedale Maggio:
alla cosa.

Un giorno, attraversan
chon vide il suo principale
del mattino. Desplein, che
se non nel suo calessino, efi
piatto per la porta della vi
d'andare in un luogo sos
l'interno, che ben conosce
volò nella chiesa, e fu nol
gran Desplein, l’ateo senz
sottomettono al bisturi e.
gastriti, l’intrepido derisot
ve?.... nella cappella dell
d'ede per le spese del culi
come se si fosse trattato di













































































del sonno. Orazio era,
curano di commisurare
0; di quelli che son
el dare. 1 suoi amici
lè ispirato da una virtù
ino la censura. Queste
‘(pedanteria. Non puri-
mmiava piacevolmente
i due dita di bisboccia
e gioviale, non più
inco, non già come un
diplomatico astuto, ma
lla da celare della sua
ridente. Infine, per .dir
di più d’un Oreste,
tidì come l’'incarna-
gli sopportava la sua
ina delle maggiori sor-

DEI

oro che non posseggono
un cammello, svelto
iti e nell'azione. La sua
go potè toccar con
questi di quelle, fanno
ll dottor Orazio Bianchon,
izio sotto la sua »rote-
‘come suol dirsi, il piede
to Bianchon, come assi-
so una gratificazione ca-
bve il provinciale si ini-
lla vita parigina; lo trat-
ultazioni, e se ne giovava;
in ammalato ricco a una
luna clientela. Effett» di
ito tempo il tiranno della
mente devoto. I due uo-
‘della scienza, carico di
omega, povero e oscuro,
liceva tutto al suo interno;
jonna s'era seduta su una
oso divano collocato nello
nchon conosceva tutti 1
one e di toro che, libero
lo smisurato ampliamento
provocò la morte per iper-
stranezze di quella vita
l'avarizia addirittura sor-
osto nello scienziato;
evano al varco la sola
anto rivestito, non fatto,

plein che un povero por-
io soffriva di un’atroce
a miseria; quel povero
to nutrire che di patate
abbandonò tutti i suoi
‘cavallo, accorse di volo,
luomo, ne vigilò personal-
fondata dal celebre Dubois
‘gli diede, quando l’ebbe
te a comprare un cavallo
e notare per un'originale
loi amici, lo porta subito
attore:

se da un altro.

rinse la mano del porta-

all'Ospedale Maggiore,
. Bianchon aveva già
, una predilezione per
rtatori d’acqua; tuttavia,
modo, un vanto delle sue
d non diede maggior peso

za di San Sulpizio, Bian-
ella chiesa, verso le nove
npo non faceva un passo
le stava entrando di sop-
on, come se si trattasse
o da naturale curiosità,
îioni del suo maestro, sci-
favigliato quando vide il
tr gli angeli, che non si
possono avere fistole nè
: inginocchiato, e do-
Idove ascoltò una messa,
pei poveri, restando serio
zione.

— Se l’avessi visto, nella processione del Corpus Domini,
tenere uno dei cordoni del baldacchino — si disse Bianchon
sbalordito — non ci sarebbe che da ridere; ma a quest'ora, du
solo, senza testimoni, c'è di che far pensare!

Bianchon non volle apparire nell’atto di stare spiando il
chirurgo primario dell'Ospedale Maggiore, e se ne andò. Per
caso, Desplein lo invitò il giorno stesso a pranzare con lui,
fuori casa, in trattoria. Alle frutta, Bianchon fece cadere il
discorso, con abili mosse preparatorie, sulla messa. Despiein
si abbandonò con voluttà al suo estro di ateo demolitore, e
spalancò le chiuse a un torrente di arguzie volteriane, o, per
dir meglio, a una pessima contraffazione del Repertorio di
citazioni.

— Ohi! disse Bianchon fra sè, dov'è il mio devoto di que-
sta mane?

Serbò il silenzio, quasi dubitò d'aver veduto il suo prin-
cipale a San Sulpizio. Desplein non si sarebbe dato cura di
mentire a Bianchon: entrambi si conoscevano troppo a fondo,

D (Pit 3914 PRECARI

DELL'ATEO

pré de Balzac

si erano già scambiate le loro opinioni su argomenti altret-
tanto gravi; avevano discusso circa i sistemi de natura rerum
sondandoli e sezionandoli con lo scalpello dell’incredulità. Pas-
sarono tre mesi, Bianchon non si occupò più della cosa, che
pur gli era rimasta impressa nella memoria, Quell’anno stesso,
uno dei medici dell'Ospedale Maggiore prese una volta Desplein
per ‘un braccio, presente Bianchon, per interpellarlo.

— Che mai andavate a fara San Sulpizio, caro maestro?
gli disse.

— A vedere un prete che ha una carie al ginocchio, e
che la duchessa d'Angoulèéme ha avuto le benevolenza di
raccomandarmi, rispose Desplein. c

Il medico s’accontentò di questa scappatoia, non. così
Bianchon.

; — Ah! va in chiesa a veder dei ginocchi ammalati, lui?
Ci va per sentir la sua messa, si disse l'interno.

Bianchon si propose di spiare Desplein; si richiamò alla
memoria il giorno e l’ora in cui l'aveva sorpreso ad entrare in
San Sulpizio, e divisò d'andarci l’anno seguente, allo stesso
giorno e alla medesima ora, per vedere se ce l'avrebbe sor-
preso di nuovo. In tal caso, la periodicità della sua devozione
al culto avrebbe consentito e richiesto un’investigazione scien-
tifica, poichè non era pensabile una contraddizione diretta fra
il pensiero e il contegno di un uomo come quello. L'anno dopo,
al giorno e all'ora voluti, Bianchon, che già aveva compiuto il
suo internato presso Desplein, vide il calessino del chirurgo
arrestarsi all'angolo della via del Tournon con quella del
Petit-Lion; di qui, l’amico se ne andò, rasentando i muri, a
San Sulpizio, dove sentì ancora la sua messa all’altare della
Madonna. Era proprio Desplein! il chirurgo primario, l’ateo in
petto, il devoto per caso. La matassa si veniva imbrogliando.
La costanza dell’illustre scienziato ne faceva qualcosa di ine-
stricabile. Uscito Desplein, Bianchon s’accostò al sagrestano,
che veniva per rimuovere l'apparato del culto, e gli chiese se
que! signore era un frequentatore abituale.

— Sono qui da vent'anni, rispose il sagrestano, e, da aliora,
il signor Desplein ci viene quattro volte all'anno per sentir
questa messa; l’ha fondata lui.

Passò parecchio tempo senza che al dottor Bianchon, per
quanto amito di Desplein, si desse l'opportunità di intrattenerlo
su quel punto singolare della sua vita. Se si trovavano insieme
a consulto o in qualche adunanza mondana, era difficile trovare
quel momento di intimità e di calma che permette a due
uomini di dirsi i loro segreti, come si può fare quando si sta
tranquillamente coi piedi sugli alari e la testa appoggiata alla
spalliera d'una poltrona. Infine, dopo sette anni, con la rivo-
luzione del 1830 quando il popolo si avventava contro l’Arci-
vescovado, quando i suggerimenti dei repubblicani lo incita-
vano ad abbattere le croci dorate saettanti nel cielo, come
lampi, da quell'immenso mare di case: quando l’Incredulità,
a fianco della Rivolta, tumultuava per le vie e le piazze della
città. Bianchon sorprese Desplein che ancora entrava nella
chiesa di San Sulpizio. Il medico lo seguì, gli si mise d’accanto,
senza che il suo amico gli facesse il menomo cenno, o desse
indizio della più lieve sorpresa, Entrambi ascoltarono la messa
di fondazione.

— Mi direte ora, caro amico, disse Bianchon a Desplein
nell’uscir di chiesa, il perchè di cotesta bacchettoneria? Vi ho
già pescato tre volte a sentir messa, proprio voi! Ora mi darete
ragione di questo mistero, e mi spiegherete questo disaccordo
flagrante fra le vostre opinioni e il vostro contegno. Non cre-
dete in Dio. e andate a messa! Caro maestro, siete in obbligo
di rispondermi.

— Faccio come molti devoti. gente religiosissima in appa-
renza, ma tanto atei come potremmo esserlo voi ed io.

E qui un torrente di epigrammi all'indirizzo di non pochi
personaggi politici, il più noto dei quali offre al secolo nostro
una nuova edizione del Tartufo di Molière.

— Tutto questo non mi interessa affatto, disse Bianchon;
voglio sapere che cosa siete venuto a far qui, e perchè avete
fondato questa messa.

— Ebbene, caro amico, disse Desplein, la mia giornata
o ormai al tramonto, posso dunque parlarvi dei miei esordii

i vita,

in quel momento, Bianchon e il grand’uomo si trovavano
nella via dei Quattro Venti, una delle più sinistre vie di Pa-
rigi. Desplein indicò il sesto piano d'una di quelle case alte
e strette come torri, la cui porta si apre su un corridoio, in
capo al quale sorge una scela tortuosa illuminata da quelle
aperture che si soglion chiamare luci di tolleranza. Era ‘una
brutta casa di color verdastro: a terreno stava allogata una
meschina bottega di mobili, ogni altro piano sovrastante sem-
brava dare ricetto a una differente specie di miseria. Addi-
tando lassù col braccio teso in un atto pieno di forza, Desplein
disse a Bianchon:

— Sono vissuto colà per due anni!

— Lo so, anche d’Arthez c'è statò, ci venivo quasi ogni gior-
no quand’ero poco più che un ragazzo; noi lo chiamavamo allora
il vaso degli uomini celebri! E poi?

— La messa testè ascoltata si ricollega a cose accadute
quando abitavo la soffitta dove mi dite aver dimorato d’Arthez,
quella con una corda tesa davanti alla. finestra, sopra un vaso
da fiori, con della biancheria sciorinata. Ho avuto dei principli
così duri, caro Bianchon, che potrei contendere a chicchessia
la palma dei martirii della vita parigina. Ho sofferto di tutto:
fame, sete, privazione di denaro, d’abiti, di scarpe ‘e di bianche-:
ria, tutto ciò che la miseria ha di più penoso. Mi riscaldavo col
fiato le dita gelate, in quel vaso degli uomini celebri, che rivedrei
volentieri con voi. Ho studiato per tutto un inverno vedendo
la mia testa fumare come la pelle dei cavalli nei giorni di
gelo. Davvero non so dove la si trovi, la forza di resistere a
una simile vita. Ero solo, senz’aiuti, senza un soldo per com-
prare dei libri, per pagare le spese dei miei studi di medicina;
non avevo un amico: mi nuoceva l’indole irascibile, ombrosa,
irrequieta. Nessuno sapeva scorgere nella mia acredine lo stato
di malessere e la stanchezza d'un uomo che, dal fondo della
condizione sociale in cui si trova, si dibatte per salire alla
superficie. Eppur possedevo, posso ben affermarlo a chi, come
voi, è in grado di vedermi senza paludamenti nè maschera, pos-
sedevo ‘quel fondo di rettitudine e di fervida sensibilità che
sarà sempre il viatico degli uomini abbastanza forti per arram-
picarsi su di una cima qualunque, dopo essersi impantanati
per anni nel fango della miseria. Null’altro potevo cavare dalla
mia famiglia, dal mio paese oltre la retta scarsissima che mi
si forniva. Basta, a quel tempo mi sfamavo al mattino con una
pagnottella che il fornaio della via del Petit-Lion mi vendeva
a minor prezzo, perchè rafferma da un giorno 0 due, e la smi-
ruzzavo nel latte: la mia colazione non mi costava così che
due soldi. Cenavo poi a dozzina soltanto a giorni alterni, pa-
gando per ogni pasto sedici soldi, di modo che la spesa si ridu-
ceva a nove soldi al giorno. Potrete immaginare senza fatica
lo stato dei miei vestiti e delle mie scarpe. Non so se, arrivati
in porto, possiamo poi tanto addolorarci pel tradimento di un
collega quanto ci siamo addolorati, voi come me, scorgendo la
smorfia burlesca di una scarpa da cui si stacca la suola, o sen-
tendo il sinistro crepitio dei punti che si disfanno nel giro
di manica d’una giubba. Non bevevo che acqua, professavo il
più alto rispetto reverenziale per i caffè; Zoppi mi appariva
come una terra promessa, dove soltanto i Luculli del quartiere
latino avevano il diritto di penetrare. « Chi sa se potrò un
giorno o l’altro, mi dicevo talora, prenderci una tazza di caffè
colla panna, giocarci una partita di domino? ». Studiavo rabbio-
samente, con la rabbia della miseria. Cercavo di farmi un im-
menso bagaglio di conoscenze ‘per acquisire uno straordinario
valore personale, per meritare quel posto cui sarei pervenuto
il giorno che mi fosse riuscito di sbucar fuori dal nulla. Spen-
devo più in lucerna che in pane: l’olio delle mie notti ostinate
mi costava più caro del vitto. Questo duello fu lungo, tenace,
senza conforti. Nessuna simpatia mi assisteva. Per aver degli
amici non bisogna unirsi coi giovani. aver qualche soldo per
sbevacchiare insieme, andare in comitiva nei luoghi frequen-
tati dagli studenti? Io non avevo niente, zero via zero. E nes-
suno a Parigi capisce che zero vuol dire zero. Quando poi si
trattava di lasciar trapelare le mie miserie, mi sentivo alla
gola quella contrazione nervosa che fa credere ai nostri ma-
lati di sentirsi risalire una palla dall’esofago alla laringe. Ho
trovato più tardi della gente, nata ricca, cui non essendo mai
mancato nulla, ignora del tutto la regola e i termini di questa
equazione: Un giovane sta al delitto come una moneta da cin-
que franchi sta a X. Quei dorati imbecilli mi dicono:

<« — Perchè non facevate dei debiti? perchè non vi procu-
ravate del denaro a qualunque condizione onerosa? ».

Mi pare di poterli appaiare con quella certa principessa,
la quale, saputo che il popolo mancava di pane, diceva: « Per-
chè non comprano dei pasticcini? ». (4) Vorrei ben vederze
qualcuno di questi ricchi, uno che si lagna perchè gli faccio
pagar troppo caro se lo debbo operare, sì lo vorrei vedere solo
a Parigi, senza il becco d’un quattrino, senza un amico, senza
credito, e costretto a lavorare per vivere. Cosa farebbe? Dove
andrebbe a sfamarsi? Bianchon, se mi avete trovato qualche
volta duro ed amaro, si è perchè adagiavo allora quei miei
primi dolori sul fondo di insensibilità e di egoismo di cui la
gente altolocata mi ha fornito migliaia di esempi; oppure per-
chè pensavo agli ostacoli che l’odio, l'invidia, la gelosia e la
calunnia hanno frapposto fra me e il trionfo dei miei propositi.
C'è a Parigi una razza di brave persone, che quando ti vedono
col piede nella staffa, o ti tirano per la falda dell'abito, o
sganciano la fibbia del sottopancia per farti precipitare fracas-
sandoti la testa per terra: questo toglie un ferro al cavallo,
quell'altro ti porta via il frustino: il meno vile è colui che ti
vien dritto davanti per tirarti una pistolettata a bruciapelo.
Avete abbastanza ingegno, caro figliolo, per trovarvi' presto
alle prese con la battaglia terribile, incessante che i mediocri
scatenano contro gli uomini d’alto valore. Se una sera vi av-

(4) Frase attribuita — ma senza vero fondamento storico — a Ma.
ria Antonietta, moglie di Luigi XVI,

II



i SPINTI

fi ie e ite.



daino ario





viene di perdere venticinque luigi, sarete accusato il domani
di essere un giocatore, e i vostri migliori amici diranno che la
notte prima avete perduto venucinque mila franchi. Se avete
un mal di testa, diranno che siete un pazzo. Se vi sfuggirà
un atto di impazienza, sarete tenuto per un uomo incapace di
vivere coi suoi simili. Se per resistere a questo esercito di pig-
mei farete appello alle vostre forze più alte, i vostri migliori
amici protesteranno a grandi grida che volete divorar tutto
e tutti, che pretendete di soverchiare, di tiranneggiare. In-
somma, le vostre doti diventeranno difetti, i difetti vizii, le
virtù si trasformeranno in delitti. Se avete salvato un paziente,
l’avrete ammazzato; se l’'ammalato torna in circolazione, sarà
chiaro a tutti che lo avete salvato oggi a spese del domani; se
non è morto, creperà. Provatevi a fiatare, e vi metteranno per
terra. Escogitate una qualche difesa, fate valere i vostri diritti,
sarete un querulomane, o un furbacchione che vuol sbarrare
la strada ai giovani. E così caro amico, se non eredo in Dio,
credo ancor meno nell'uomo. Non conoscete forse in me un
Desplein del tutto diverso da quello che va in pasto ogni
giorno alla generale maldicenza?

Ma smettiamola di rimestare in questo mucchio di fango.
Vi dicevo dunque che abitavo questa casa, che stavo studiando
per presentarmi al mio primo esame, e che non avevo un
quattrino, Ero arrivato a quel punto di disperazione che ci fa
dire: « Vado ad arruolarmi!» Tuttavia mi si affacciò una spe-
ranza. Aspettavo da! mio paese una valigia di biancheria, dono
d'una di quelle vecchie zie che, beatamente ignare della
vita parigina, pensano alle vostre camicie, figurandosi che con
trenta franchi al mese il loro nipotino viva di quaglie arrosto.
La valigia arrivò mentre ero in Facoltà: era costata quaranta
franchi di trasporto; il portinaio, un ciabattino tedesco allog-
giato in un soppalco, li aveva pagati e serbava l’involto. Mi-
surai più volte coi passi la via di Saint-Germain-des-Prés e
quella della Scuola di Medicina senza riuscire ad escogitare
uno stratagemma per impossessarmi della valigia senza sbor-
sare i quaranta franchi, che avrei pagati, s'intende, dopo
aver ‘venduto la biancheria. La mia inettitudine mi lasciò in-
travvedere che la mia sola vocazione era la chirurgia. Gli
uomini scrupolosi, chiamati ad operare in una cerchia elevata,
mancano, caro amico, di astuzia; ad essi ripugnano le macchina-
zioni e le cabale; il loro genio protettore è il caso: essi non
cercano, ma incontrano, imbroccano.

Basta, rincasai che annottava, proprio insieme col mio
vicino, un certo Bourgeat, un portatore d’acqua, di Saint-Flour.
Ci conoscevamo come si conoscono due inquilini che hanno la
loro stanza sullo stesso ripiano, che si sentono russare, tossire
vestirsi, e che finiscono per assuefarsi l’un l’altro. Il vicino
mi disse che il proprietario, «al quale dovevo tre mesate, mi
aveva sfrattato: avrei dovuto sgombrare il domani. Anche lui
era sfrattato, per via del suo mestiere. Passai una notte d’in-
ferno. « Dove trovare un facchino che porti le mie povere
robe, i miei libri? Come pagarlo, lui e il portiere? Dove andrò
a ‘sbattere? ». Queste domande senza risposta me le ripetevo
nel pianto. come i pazzi ripetono le loro filastrocche. Infine
riuscii a dormire. La miseria ha pure il conforto di un sonno
divino. pieno di bel sogni. La mattina seguente, mentre man-
giavo la mia scodella di pane e latte. entra Bourgeat che mi
dice nel suo storpio parlare d’Alvernia:

« — Signor studente, sono un pover'uomo, trovatello del-
l’ospitale di Saint-Flour, senza padre nè madre,e non abba-
stanza ricco per prender moglie. Mi pare che non siete molto
più fornito di parenti, o scortato della rupa che serve, mica
vero? Sentite, ho giù un carretto a mano, che ho affittato a due
soldi l’ora; ci sta dentro tutta la nostra roba; se volete, pos-
siamo cercare un posto da alloggiare insieme, visto che siamo
cacciati via da qui. Dopotutto, non è il paradiso terrestre.

«— E' verissimo, risposi, mio caro Bourgeat. Ma sono in
un maledetto imbarazzo: ho qui sotto una valigia con della
biancheria per un centinaio di scudi: con questi potrei pagare
il proprietario e il portiere, e non ho in tasca neppur cinque
franchi.

<«— Poh! ho ben io qualche soldone, mi rispose allegra-
mente Bourgeat tirando fuori una vecchia borsa di cuoio su-
dicio. Serbate la biancheria ».

Bourgeat pagò le mie tre mesate, la sua, soddisfece il por-
tiere. Poi caricò i nostri mobili e la mia biancheria sulla sua
carretta, e se la trascinò dietro per le strade, fermandosi a
ogni casa con l’« affittasi» sulla porta. Io salivo a vedere se
le stanze da locare facevano per noi. A mezzogiorno ancor
si vagava pel quartiere latino, senza aver nulla trovato. Il
prezzo era il grande intoppo. Bourgeat mi condusse a far cola-
zione da un oste, lasciando il carretto alla porta. Verso sera,
scovai nel vicolo cieco di Rohan, presso la contrada del Com-
mercio, due camere sotto i tetti, separate \dalla scala. Ce la
cavammo con sessanta franchi di fitto all'anno, per ciascuno.
Fccoci a posto, io e il mio umile amico. Cenammo insieme.
Bourgeat, che guadagnava su per giù due franchi e mezzo al
giorno, aveva raggranellato un centinaio di scudi, il che gli
avrebbe permesso fra breve di soddisfare la sua grande aspi-
razione: comprare una botte e un cavallo. Saputo dei fatti
miei, poichè frattanto era riuscito a cavarmi fuori tutti i miei
segreti con un’astuzia incredibilmente perspicace e bonaria,
il cui ricordo mi scuote le fibre ancor oggi, egli rinunziò per
qualche tempo ancora alla grande ambizione della sua vita:
da ventidue anni Bourgeat lavorava per strada, portando a
spalla: egli consacrò al mio avvenire i suoi cento scudi.

Qui. Desplein strinse con forza il braccio di Bianchon.

— Mi diede il denaro occorrente pei miei esami! Quel-
l'uomo comprese, amico mio, che avevo una missione da adem-
piere, che i bisogni della mia vita intellettuale erano più
‘urgenti dei suoi, Ebbe cura di me, mi chiamava il suo bambino,
mi prestò il denaro che ci voleva per comprare i miei libri,
veniva talora pian piano a vedermi mentre studiavo; provvide
con sollecitudine davvero materna affinchè sostituissi Îl cibo
insufficiente e cattivo cui mi ero ridotto con un vitto abbon-
dante e sano. Bourgeat, ch'era un uomo di forse quarant’anni,
aveva una faccia di borghese del medioevo, con una fronte

12



a boccia, una testa che un pittore avrebbe potuto prendere a
modello per un Licurgo. Il pover’uomo aveva il cuore pesante
d’affetti senz’oggetto; non era mai stato amato altro che da
un cane, morto da qualche tempo, e di cui mi parlava spesso,
sempre chiedendomi se credevo che la Chiesa avrebbe con-
sentito a celebrar delle messe pel riposo della sua anima. Il
suo cane, diceva, era un vero cristiano, che per dodici anni
l'aveva accompagnato in chiesa senza aver abbaiato una volta,
che sentiva l'organo senza aprir bocca, accucciato vicino a lui
con un atteggiamento che faceva pensare che stesse pregando
col suo padrone. Quell'uomo radunò tutti i suoi affetti su me;
mi accolse come un essere solo e malato; divenne per me la
madre più vigilante, il benefattore più delicato, il supremo
ideale, insomma, di quella virtù che gioisce dell’opera sua.
Quando lo incontravo per strada, mi lanciava uno sguardo di
intesa colmo di una nobiltà inesprimibile: ostentava allora di
camminare come se non fosse gravato da nessun peso, sem-
brava felice di vedermi sano, florido e ben vestito. Fu quella,
insomma la devozione dell’uomo del popolo, l’amore della sar-
tina elevato a una cerchia più alta di sentimenti. Bourgeat
per me sbrigava incombenze, mi svegliava di notte alle ore
volute, puliva la mia Tucerna, scopava il pavimento; eccellente
come domestico non meno che come padre e lindo come una ra-
gazza inglese. Si occupava delle faccende di casa. Come Filo-
pèmene, segava il nostro legno, e improntava tutti i suoi atti
della maggiore semplicità, dignitosissimo sempre, poichè pa-
reva esser persuaso che il fine annobilisce ogni cosa. Quando
lasciai quel brav'uomo per entrare come interno all’ospedale, egli
fu preso da non so quale cupo dolore, al pensiero che non sa-
rebbe più vissuto con me; ma si confortò col proposito di ac-
cumulare il denaro occorrente per le spese della mia tesi, e
sì fece promettere che sarei andato a trovarlo nei miei giorni
di uscita. Bourgeat era fiero di me, mi amava per me e per sè.
Se vi venisse fra mano la mia tesi, vedreste che gli è dedicata.
Nell'ultimo anno del mio internato avevo guadagnato abba-
stanza per poter restituire al degno Alverniese tutto ciò che
gli dovevo, comperandogli un cavallo e una botte; andò molto
in collera quando seppe che mi privavo dei miei risparmi per
lui. ed era tuttavia felice nel veder attuati i suoi voti; mi
rimbrottava e rideva, ammirava il cavallo ed il carro, e di-
ceva, mentre s'asciugava una lacrima:

« — Male, malissimo! Ah! che bella botte! Avete avuto
torto... Questo cavallo è forte come un Alverniese ».

Non vidi mai mulla di più commovente di questa scena.
Bourgeat volle farmi dono a ogni costo di quella busta chi-
rurgica con strumenti d’argento che avete veduto nel mio
gabinetto, e che tengo fra le cose mie più preziose. Sebbene
esultante pei miei felici esordii nella carriera, non si lasciò mai
sfuggire una sillaba o un gesto che volessero dire: « E' a me
che si deve quest'uomo! ». Pure, senza lui la miseria mi avrebbe
ucciso. Il poveretto s'era ridotto a un’ombra, per me: s’era
nutrito di pan secco soffregato con l’aglio per farmi avere il
caffè che bastasse alle mie veglie notturne. Finì per amma-

larsi. Passai notti su notti al suo capezzale, come potete ben ,

credere, e riuscii una ‘prima volta a cavarlo d’impaccio; ma
s'ebbe una ricaduta due anni dopo, e, ad onta delle cure più
assidue e degli sforzi tenaci dell’arte, dovette soccombere.
Nessun ne fu curato mai come lo fu Bourgeat. Si, Bianchon. ho
tentato per strappare alla morte quell’uomo, cose inaudite. Vo-
levo tenerlo in vita abbastanza per farlo testimone dell’opera
sua, per compiere tutti i suoi voti, per soddisfare alla sola
riconoscenza che mi abbia riempito il cuore, per spegnere un
fuoco che mi consuma ancor oggi!

Bourgeat, riprese dopo una pausa Desplein visibilmente
commosso, il mio secondo padre, morì nelle mie braccia, la-
sciandomi tutto ciò che possedeva con un testamento che
aveva fatto redigere da uno scrivano pubblico, colla data del-
l’anno in cui avevamo preso insieme dimora nella via di Rohan.
Quell'uomo aveva la fede del pescatore, del carbonaio. Amava
la santa Vergine come avrebbe amato sua moglie. Cattolico
ardente, non mi aveva mai detto una parola sulla mia irreli-
gione. Quando fu in pericolo, mi pregò di non trascurar nulla
affinchè non avessero a mancargli i conforti della Chiesa. Feci
dir tutti i giorni una messa per lui. Spesso, lungo la notte, mi
confidava i suoi timori per la vita futura, gli pareva di non
esser vissuto abbastanza santamente. Pover’uomo! Lavorava
dall'alba al tramonto, A chi mai toccherebbe il paradiso, se
c'è? Ricevè i Sacramenti da santo, qual era, e la sua morte
fu degna della sua vita. Seguii, solo, il suo carro funebre.
Quand’ebbi sepolto il mio unico benefattore, cercai il modo
di sdebitarmi con lui, e vidi che non aveva parenti, nè amici,
nè moglie, nè figli. Ma era un credente! egli aveva una fede,
potevo discuterla? Mi aveva timidamente accennato a messe
celebrate pel riposo dei morti, ma non voleva gravarmene co-
me di un debito, quasi sembrandogli che si sarebbe fatto, così,
pagare pei suoi servigi. Non appena mi fu possibile disporre
per una fondazione, diedi alla chiesa di San Sulpizio la somma
voluta per far celebrare quattro messe perpetue ogni anno.
Poichè la sola cosa ch'io possa offrire a Bourgeat è la soddi-
sfazione dei suoi pii desiderii, il giorno della celebrazione di
questa messa, all’inizio di ogni stagione dell’anno, ci vado a
suo nome e recito per lui le preghiere di rito. Poi dico, con la
buona fede dello scettico: « Signore Iddio, se c'è una sfera dove
tu metti dopo la loro morte coloro che sono stati perfetti, pensa
a! buon Bourgeat; e se c'è qualche cosa da soffrire per lui,
carica su me le sue pene, per farlo entrare più presto in quei
posto che chiamano il paradiso ». Ecco, mio caro, tutto ciò che
un uomo che professa le mie opinioni si può permettere. Dio
dev'essere un buon diavolaccio, spero che non se l'avrà troppo
a male. Davvero ve lo giuro, darei il mio patrimonio perchè
la fede di Bourgeat mi potesse entrar nel cervello.

Bianchon, che curò Desplein nella sua ultima malattia,
non osa oggi affermare che l'illustre chirurgo sia morto ateo.
Ferchè un credente non si compiacerebbe di pensare che
l'umile Alverniese sarà andato ad aprirgli la porta del Cielo, co-
me già gli aveva aperto la porta del tempio terrestre, sul cui
frontone sta scritto: Agli uomini sommi la patria riconoscente?

sete siete


























| PERISCOPIO |

Attività dell’ I.R.I. |

M ministro delle Partecipazioni
statali ha recentemente fornito in-
teressanti dati sull’attività delle
aziende IRI. 3
La produzione siderurgica del
VIRI ha raggiunto nel '57 i 3,5 mi.
lioni di tonnellate, con un aume:
di misura più che doppia rispetto
all'anna precedente, e superiore del
50 per cento all'incremento che
rileva per le altre produzioni na-
zionali, Il fatturato del settore c:
tieristico - meccanico si è accre-
sciuto del 16 per cento, e cioè da
242 miliardi nel '56 a 281 del ‘57.
Lo sviluppo delle esportazioni
stato proporzionalmente superi:
a quello delle vendite all'in
ed è stato conseguito in massimi
parte nei settori automobilistico

macchinario industriale,






estero del gruppo TRI è salita, tri
1 “48 e il ‘57, dal 15 al 25 per
cento, Nel complesso, < le industrie
a partecipazione statale rappresen.
tano sempre più una forza propul-
siva nel sistema economico nazio
nale >, E

Basti considerare che nel ‘57
Ml gruppo IRI ha investito 175 mi.
Mardi, con un aumento dell'11,5 per
cento rispetto all'anno precedente.



Gli investimenti previsti per l’anno.

in corso ammontano ad oltre 249

miliardi. con w ulteriore incre-
mento del 14 per cento,

. . 2 o

Quanti siamo ?

Secondo una statistica compilata.
in Germania, al principio del 1957.
gli abitanti della Terra assommava-.
no a 2.770.000.000. L'Asia è il con-.
tinente che conta il maggior nume-
ro di abitanti: oltre 1 miliardo è
mezzo, L'Antartide quello che ne”
conta meno. Infatti è completamen-
disabitato. Tra le varie Nazioni, al
primo posto è la Cina con 630 mi-
lioni di abitanti. Seguono l'India.
con 392 milioni la Russia con 220
milioni, gli Stati Uniti con 171 mi-
Moni, il Giappone con 91 milioni,
l'Indonesia e il Pakistan che con-
tano 84 milioni di abitanti ciascu-
no.

E' probabile che verso il 1960 la
popolazione della Terra toccherà |
tre miliardi. Negli ultimi anni l'in-
cremento naturale (cioè l'eccedenza
dei nati vivi sui morti) è stato in
medina dell'1.7 per cento: questa
percentuale è la più alta registrata
nella storia del mondo.

In fatto di previsioni, particolar-
mente interessante è quella for-
mulata dnill'Organizzazione mon-
diale della sanità, la quale ha pub-
blicato recentemente un rapporto
sulle cause della mortalità nei va-
ri continenti della Terra. Consta-
tato come la mortalità. grazie al-
la migliorata assistenza sanitaria.
sia sensibilmente diminmita negli
conclude: « Se la mortalità con-
tinuerà nell'attuale proporzione al.
la fine di questo secolo la popola-
zione della Terra sarà. raddoppla-
ta ». In altre parole il globo avrà
nel. 2000 oltre 5 miliardi di abitanti.

N rapporto dell'O.M.S. precisa che
da qualche anno le malattie infet-
tive sono in forte regresso e che
un giorno o ISaltro si riuscirà qua-
si certamente a debellarle del tut-
to, Fino al "48 la malaria, per
esempio causava la morte di 300
milioni di esseri umani all'anno.
Negli ultimi dieci anni invece la
morti per malaria sono diminuite
nella misura del 30 per cento. In
notevole regresso sono pure fl co-
lera. la peste. Il valolo e fl tifo.

L'O.M.S. si mostra per contro
pessimista per quanto riguarda }l
cancro e le malattie del cuore: esse
non fanno che aumentare nei pace-
si con alto tenore di vita, Anche se
sì sono scoperti efficaci medicinali
contro di essa la tubercolosi conti.
nua tuttavia ad essere una delle più
gravi malattie infettive. M rappor.
to aggiunge altresì che gli incidenti:
della circolazione stanno diventan-
do una preoccuppante niaga per l:
umanità. L'aumento della popola
ozine terrestre si deve quasi uni.
camente alla diminuzione delli
mortalità in quanto le nascite s
mantengono da anni press’a pocc
sullo stesso livello. Nell'ultimo de.
cennio i nati sono stati in medit
44 miltoni all'anno,

Il reddito nel sud

Da un recente approfondito stu.
dio, si apprende che, soprattutti
per effetto degli investimenti dell:
Cassa per il Mezzogiorno, il red
dito nelle regioni meridionali ee
insulare è aumentato di oltre il %
per cento nel periodo 1950-1950
mentre nello stesso periodo tl red
dito del Nord è aumentato del 60-61
per cento.

Nell'agricoltura sono stati inve
stiti in opere ed iniziative privati
oltre 150 miliardi e circa 20 miliar
di nel settore dell'industria.

sizione ie ii si

diciamo loro che esso ritor-
nerà libero prima della fi-
ne di quest'anno pronto a
ricevere un’altra grande
nave. Essi non sanno inve.
ce quale fiducia noi nu-
triamo verso i nostri pr
grammi, convinti come sia.
mo che solo nel loro rispet-
to noi tutti possiamo con-
servare al nostro Cantiere
ed alla nostra Società quel-
la fama di orgogliosa se-
rietà che si sono sempre
saputi meritare.

Franco Cristofori
A sinistra: l'avanzamento al 22

di uno dei primi blocchi pre-
fa, com'era tre settimane fa













LE ANNUALI GITE SOCIALI



Le gite organizzate da «l'Ansaldino » per i dipen-

denti degli stabilimenti sociali e i loro famigliari si
svolgeranno quest'anno come segue:

8 giugno: a Montecatini in pullman per il Can-
tiere di Muggiano (sarà comunicato quanto prima il

programma definitivo);

29 giugno: a Lugano (Svizzera) in treno spe-
ciale per gli stabilimenti di Genova (il programma di
massima e le quote di partecipazione sono riportati
nei manifesti affissi nelle varie portinerie);

luglio: a Perugia o all'isola d'Elba per il Can-
tiere di Livorno (sarà comunicato quanto prima il pro-

gramma definitivo).







VISITA

alla “ Colombo”

Recentemente, profittando di
un sabato pomeriggio metereo-
logicamente clemente, 220 an-
saldini hanno potuto visitare
la turbonave passeggeri « Cri-
stoforo Colombo » in sosta nel
porto di Genova.











Come tutte le altre volte, la
visita è stata organizzata dal
nostro giornale, e gli ansaldi-
ni hanno condotto seco loro fa-





CINESELEZIONE

Sangue blu

M0srado le condizioni
del termometro il no-
leggio ha avvertito ormai
l'inizio della stagione esti-
va, e quindi comincia a
propinarci film di categoria
«B. 2 «C» con la consue-
ta disinvoltura. Ma, per for-
tuna, esso ha voluto questa
volta sfruttare gli otto
« Oscar » che hanno legato
il nome di Alec Guiness ai
film » ID Ponte sul fiume
Kwai » (da noi recensito su
queste colonne), 2 rilancia-
re il vecchio film « Sangue
blu ».

Ci è dato così di rivedere
un film estremamente di-
vertente 2 dal dialogo misu-
rato e spiritoso, dove appa-
re Alec Guiness in ben set-
te personaggi diversi, inter-
pretati tutti con la solita fi-
nezza. Ma va segnalata an-

l’ultimo rampollo di un ra-
mo cadetto di una famiglia
marchionale i! quale, per
giungere ad ereditare il ti-
tolo, deve uccidere almeno
una mezza dozzina di per-
sone, E lo fa con la più com-
nassata flemma britannica,
Le vittime sono appunto
interpretate da Alec Gui-
ness. Giuunto infine il flem-
matico giovane al tanto so-
spirato marchesato, viene
arrestato da Scotland Yard
per un delitto che non ave-
va commesso. Ma il finale

riserva un colno di scena
ancora più spettacolare, e
che non vogliamo svelare

n coloro che ancora
avessero visto il film.

Si tratta, come avrete già
capito, di una di quelle com-
medie tipicamente inglesi
che hanno insegnato al no-
stro pubblico una risata a
fior di labbra che non era

non

che ln recitazione del prota- certo nelle tradizioni del
gonista. Denis Price, vera- “'*?re latino,
mente a nosto, Si tratta del. IL PORTOGHESE

migliari, servendosi per il giro
dei camerieri-cicerone messi a
disposizione dalla Società «Ita-
lia ».



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Concorso letterario
Premi per 50 mila lire

dipendenti del-
dotato di
sottoposto alle

« L'Ansaldino », quindicinale dei
l’Ansaldo. bandisce un concorso letterario -
premi per un valore di lire 50.000
norme del presente

REGOLAMENTO

ART. 1) - Possono partecipare al concorso tutti i
dipendenti dell'Ansaldo, inviando alla redazione de
€ l'Ansaldino » il racconto di un fatto vero, realmente
accaduto all'autore 0, comunque, nell'ambito della sua
diretta esperienza. La lunghezza del lavoro non potrà
superare le sei normali cartelle dattiloscritte a « spa-
zio due».

ART. 2) - | lavori dovranno pervenire alla reda-
zione de « l'Ansaldino » entro e non oltre il 30 giugno
1958, e dovranno essere contrassegnati da un motto
ovvero da uno pseudonimo. Inoltre al lavoro dovrà
essere allegata una busta chiusa, sulla quale dovrà
chiaramente essere ripetuto lo stesso motto che con-
traddistingue il lavoro, e nella quale dovranno essere
specificati nome e cognome dell'autore, stabilimento
di appartenenza e numero di cartellino. Quest'ultima
verrà aperta, alla presenza di testimoni, solo dopo le
decisioni della giuria.

ART. 3) - Argomento e soggetti sono
miti posti dall'art. 1).

ART. 4) - Una commissione, nominata apposita-
mente da « l’Ansaldino », designerà, a suo insindaca-
bile giudizio, i migliori tre lavori, che verranno pub-
blicati su « l'Ansaldino » in edizione integrale. Nessun
lavoro comunque, anche se non pubblicato, verrà re-
stituito; e inoltre « l'Ansaldino >» si riserva il diritto
di pubblicare anche novelle non premiate.

ART. 5) - Premi: 1.0 premio, del valore di lire
25.000; 2.0 premio, del valore di lire 15.000; 3.0 pre-
mio, del valore di lire 10.000.

ART. 6) - La violazione anche di una sola clausola
del regolamento priva il violatore di ogni diritto di
partecipazione. Per ogni questione dubbia o non con-
templata dal presente regolamento deciderà inappel-
labilmente la giuria.

liberi nei li-



IS)

MOTOR OIL

BIANI RISAIE DIMARO
Simvontintaninieizzi mobiameninizisnnano paiono ian







7.000
volte

A un regime

le parti vitali del
di questo sforzo }

deve combattere:
tem perat ura.

batte la’ corrosio
qualsiasi tempera

facilita

fa rispx

l’olio per tutte le temperature

lindro viene percorso dal pistone
un minuto. Se non sono ben protette da un
olio particolarmente resistente all'attrito, do-
vuto alle elevate pressioni e allo stris

al minuto...

medio di 3500 giri, ogni ci-

7000 volte in




amento,
motore alla lunga risentono
poderoso. E ci sono insidie al-



trettanto pericolose, che un buon lubrificante

la corrosione e gli sbalzi di

Affidatevi a un olio speciale, come lo
Shell X -100 Motor Oil Multigrade, che com-

ne e
tura,

protegge il motore a

l'avviamento

protegge il motore
combatte la corrosione

immiare carburante











i

Stelle al merito
del lavoro

Anche quest'anno sono state solennemente conse-

gnate a Roma, in occasione del 1.0 maggio, le « stelle ;

al merito » ai lavoratori italiani che più hanno meri-
tato nel campo delle rispettive attività.

Tra questi benemeriti sono stati premiati il nostro
Direttore Generale ing. Federico Lombardi, i pensiona-

ti Giovanni Orengo e Luigi Coppellotti, e il caposqua- È

dra Simone Carlini del Meccanico
L’ing. Federico Lombardi è nato a Bra (Cuneo) il

24 luglio 1886. Laureatosi a Torino nel 1911, prestò È
quindi il servizio militare nel Genio Navale, congedan- |

dosi nel 1919 col grado di capitano. Fu poì alla Dire-
zione dei « Cantieri Navali e Acciaierie » di Venezia e
della « S. Eustacchio » di Brescia. Entrò all’Ansaldo
nel 1935 divenendo Direttore Generale nel 1949. Dal-
l’anno scorso è pure membro del Consiglio di Ammi-
nistrazione della nostra Società e inoltre è Presidente

dell’« Ansaldo Coke ». Attualmente ricopre pure il gra- !

do di colonnello della riserva del Genio Navale.

Il sig. Giovanni Orengo è nato il 24 settembre 1889
e fu assunto all’Ansaldo Meccanico il 7 dicembre 1903.
Lasciò il servizio nel 1953 con la qualifica di collauda-
tore capo. —-

Il sig. Luigi Coppeliotti è nato il 7 agosto 1875 e fu
assunto al Meccanico il 4 maggio 1899. Lasciò il servi-
zio nel 1949 con la qualifica di tornitore.

1l sig. Simone Carlini è nato il 7 febbraio 1894 ed
entrò all’Ansaldo Meccanico nel 1912. E’ in servizio con
la qualifica di capo squadra.

Ci felicitiamo vivamente con î nuovi decorati, che
al lavoro hanno dato tutte le loro forze e le loro capa-
cità, con l'augurio che il loro nobile esempio sia ruc-
colto da tutti i giovani lavoratori della nostra Azienda.

IL LAVORO NEI TEMPI

S iamo giunti al termine Sono scomparsi gli uomi-
di questa nostra rubri- ni seminudi che facevano
ca. Attraverso 41 puntate e strumento delle proprie
55 fotografie abbiamo pas- braccia: l'operaio di oggi è
sato in rassegna il lavoro di un tecnico che adopera del-
40 secoli: se il testo è stato le macchine, e si copre il
necessariamente conciso e volto con maschere avveni-
incompleto, il commento fo- ristiche. Già le macchine
tografico è stato però di no- lavorano spesso da sole per
tevole valore. Non abbiamo lui: macchine « transfer »,



trascurato alcuna epcca im- calcolatori elettronici; gia
portante e abbiamo pubbli- scrutiamo il segreto della
cato spesso tavole assai ra- siderurgia con le camere te-
re o addirittura inedite, levisive. già diagnostichia-

Abbiamo cominciato con mo i mali del metallo con
un cantiere egizio, e termi- apparecchi radiografici; già
niamo con questa fotografia volano i satelliti nel cielo.
che abbiamo sottratto al Il futuro è già comincia-
«Panorama Aziendale»: così to, ma al centro di questa
la storia si salda con la cro- rivoluzione tecnologica re-
naca, così voi diventate i sta l’uomo, con la sua vo-
continuatori di quella lunga lontà, col suo spirito, col
storia di progresso tecnico suo cervello, E, soprattutto,
che abbiamo quì esaminata. col suo lavoro.









ALBUM
DI FAMIGLIA



Antonio Fulgenzio è un grui-
sta di categoria B, nato rel
1921 e all’Ansaldo da diversi
anni — che gode molta stima
da parte dei suoi superiori.

Presta servizio, dal giorno in
cui è stato assunto, alla Car-
penteria; qui, dopo aver esple-
tato anche altre mansioni, è da
tempo addetto ad una gru a
ponte; da nove anni è sposato
ed è padre di una bambina che,
ad ottobre, siederà già sui ban
chi di scuola.

Dicevamo che gode molta
stima e considerazione da par-
te dei suoi superiori; perchè ha
acquistato nel campo specifico
della sua attività una invi-
diabile esperienza tecnica -
particolarmente utile nel caso
di imbragate difficoltose (la
sua gru, non lo avevamo anco-
ra detto, è in officina) e per-
chè compie con ammirevole
disciplina, zelo e senso di col-
laborazione, il lavoro che, di
volta in volta, gli viene affi-
dato.

Come tanti altri colleghi, del
resto: ma quello che ci ha
spinto a parlare di lui questa
volta è la pulizia che contrad-
distingue la sua gru da tutte le
altre: non v'è caso che rifiuti,
grassi, polvere, scorie o cose
del genere trovino asilo suila
sua gru o nella cabina, il che
porta come conseguenza un
sensibile vantaggio anche nel-
la manutenzione.

Sono queste, dunque, le
principali ragioni che hanno
valso ad Antonio Fulgenzio la
stima dei suoi superiori, cui
più sopra — e sia pur rapida-
mente — accennavamo.



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venientissimo, Rivolgersi al sig
Franco Guadagnini, Cantiere di
Muggiano,












ANSALDINI IN SEDICESIMO

(3 PART
4

de



Enzio e Bettina, nipoti di Giuseppe Canepa (CMI)

Luciana e Giuliano, nipoti di Carlo Longhi (MEC)



4



r È
Gian Luigi, figlio di Rosalba, figlia di
Mario Tamagno (Mec) Emanuele Vianello (Mec)



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CONTINI:

PORTICI XX SETTEMBRE, 172 r. ARTICOLI
VIAGGIO

mela lirA[e1

TUTTE le NOVITÀ

di STAGIONE di alta classe
CALZE

10 DI QUESTO AVVISO GUANTI ecc.

Pia Re ie]

15

CONCORSO
FOTOGRAFICO



Bruno Roncallo (CAN): « Ruscello di notte »





Umberto Paita (MUG): « Castello di Lerici »

Francesco Renna (MEC): « Tramonto alpino »



Battista Rovelli (CMI): « Neve sul lago del Gorzente » Giuseppe Rubis (MEC): « Portofino »

16



SEZIONE CALCIO

La squadra iseritta al Trofeo del lavoratore
si è piazzata al primo posto in classifica



Al Torneo fr



La squadra che partecipa al gli Stabilimenti









«Trofeo del Lavoratore» ha con- sociali, che av ‘o ai primi
seguito altre due vittorie, ri- di giugno, parle anno il
spettivamente contro la Con- Caniîiere, il Meccanico, la Fon-
sorzio del Porto » per 2-1 (reti deria ed il C,M.I. Il relativo ca

lendario e gli orari degli incon
tri verranno comunicati median-
te av alle portinerie degli
stab'limenti

MOTORISMO

di Merlotti e Cagna) c contro la
Dipendenti Provin per 1-0
rete di Bruzzone) piazzandosi
al comando della classifica,

SEZIONE




si



Ottima prova del gruppo motociclistico
al 3° Raduno nazionale di Quarto dei Mille

del tutto esauriti nelle tre loca-
lità, mentre sono ancora dispo-
nibili posti in bassa stagione.

Una buona notizia per i par-
tecipanti al soggiorno di Pinzolo
è che quest'anno il nostro Dopo-
lavoro invierà in quella località
oltre che ad Andalo) un cuoco
di classe di sua fiducia.

Il gruppo motociclistico della

Sezione motorismo » ha parte
<ipato domen 4 maggio al 3°
Raduno nazionale di Quarto
dei Mille, piazzandosi nelle pri-
me posizioni. I 42 centauri, di
retti dal loro Direttore sig. Man-
lio Barabino si sono assicurati
infatti la covnpa «RA.L.TV,










PRECISAZIONE

Alcuni soci hanno chiesto alla
Segreteria del Dopolavoro se al-
le manifestazioni promosse dal-
le varie Sezioni possono parte-
cipare gli aderenti alla Sezione
oppure tutti gli iscritti al Do-
polavoro.

Precisiamo: le manifestazioni
indette dal Dopolavoro sono tut-
te promosse dalle Sezioni, per
cui è diritto di ogni socio di
parteciparvi, indipendentemente
dall’adesione o meno data alla
Sezione,

Dare l'adesione alla Sezione
significa collaborare all'organiz-
zazione In un sano clima di su-
lidarietà sociale, che rientra
strettamente nello spirito del
Dopolavoro, e non soltanto par-
tecipare alla manifestazione.







SEZIONE BOCCE

Intensa partecipazione
alle principali gare

La « Sezione bocce » sta svol-
gendo una intensa attività, Re-

centemente ha partecipato alle

principali gare della Provincia,
fra le quali:
5 aprile: «



Trofeo 25 aprile

organizzato dall'Ufficio Sport
del Comune (con 4 terne); 27
aprile: Coppa « Carlini » a Chia-
vari (15 coppie); 4
Coppa» Cacchiani » a Sturla
(15 coppie); 11 maggio: Coppa
» Consorzio del Porto 16 cop-








pie)
in via di
« Trofeo del Lavoratore
to dal C,S.1) con 10 terne, Si
sono classificate per la finale
due terne; Burgassi - G ano -
Pastorino e Repetto - Paraggi -
Marcenaro.

svolgimento il
(indet-



SEZION:E MUSICA

Iniziati i corsi di solfeggio
pianoforte, canto e fisarmonica

Il 6 maggio, presso la Sede di
via Stennio a Sampierdarena
hanno avuto inizio le lezioni di



Magioncalda » e la coppa messa
în palio dalla « Gazzetta Moto
ristica » per il gruppo più nu-
meroso della Provincia
Ecco i nomi dei collaboratori
della « Sezione motorismo
funzioni loro assegnate,
Manlio i MEO); Di.
rettore tecnico; Aldo Sorzana
(SAU): Capo Gruppo Auto; Ame.
deo Caneva (CAN): Capo Gruppo
Moto; Mario Gambino (DIG): Se-
gretario; Rinaldo Repetti (CAN):
Tesoriere; Paolo Bonellj (CAN);
V. Segretario; Michele Monteso-
FON): V. Tesoriere; Gino
Pansecco (MEC); Stampa e ad-
detto sportivo auto; Angelo Ben-
si (CAN); Addetto sportivo auto;
Salvatore Porcaro (ME Addet.
to sportivo moto; Francesco Ge-
loso (MEC); Revisore conti; For-

e le







ro







tunato Lorenzini (SAU); Revi.
sore conti; Dante Martini (MEC):
Collaboratore; Alfredo Ciorfel-

la (COKE):
Tenconi (Mec):



riboratore; Nicolò
Collaboratore.

SEZIONE ATTIVITÀ MONTANE

Le gite del mese di giugno

Per i! mese di giugno sono in

programma le seguenti gite:
Monte Antola, Prà Rondanin,

Oropa (monte Camino e monte
Mucrone), Monte Antoroto, Ci.
liegiata sociale e Campionato
sociale di marcia in montagna.

I soggiorni alpini

Il 18 maggio hanno avuto ini-
zio le prenotazioni per i
giorni alpini di La Thuile, An-
dalo e Pinzolo,

Come si prevedeva i posti di
alta stagione sono andati quasi

sog



N 1.0 premio del concorso fotografico € Vecchia Genova » è stato vinto,
come è noto, dal sig. Vittorio Indelicato. Ecco la fotografia

vincente

maggio;

solfeggio e pianoforte imparti-
te dalla maestra Anna Luisa
Monti, e le lezioni di canto e
fisarmonica a cura del maestro
Giuseppe Sardi.

H.numero degli. ‘iscritti
polavoristi e familiari) è v
mente lusinghiero e si ha ra-
gione di ritenere che gli allievi
aumenteranno ancora,

Le lezioni si svolgono al mar-



(do.



tedi e al giovedì col seguente
orario: solfeggio e pianoforte
dalle 16,30 alle 18,30; canto e



fisarmonica dalle 18,15 alle 19,30,



SEZIONE FOTOGRAFIA E CINEMA A PASSO RIDOTIO

Allo studio il 1° concorso
cinematografico a passo ridotto

E' in fase di studio e pro-
grammazione il regolamento per
il «Primo concorso cinemato-
grafico a passo ridotto



Tutti i soci che si interessano
dell'argomento possono rivolg
si, per qualsiasi informazione €
per fornire eventuali suggeri-



menti, al sig, Augusto Frioli,
Direttore Tecnico della Sezione,

o al Capo del « Gruppo passo
ridotto » sig, Stelio Zoppini, che
sono in Sede a Sestri (via Sestri
53/5) dalle ore 21 alle ore 23
di mercoledì e venerdì di ogni
settimana.

SEZIONE PALLAVOLO

La squadra giovanile

al Trofeo Calasanzio

La squadra giovanile della

Sezione pallavolo » sta parteci.
pando al Torneo « Cala zio
comportandosi in maniera egre
gia. Daremo in seguito notizie
più particolareggiate sul torneo
al quale partecipano numerose
squadre giovanili.

Nel frattempo continuano,
sotto l'esperta guida dell’allena-
tore Luigi Gallo, gli allenamenti
della 1.a squadra, la quale pren-





derà parte al campionato di se-
rie C che avrà inizio il 1,0 giu-
gno,







E esc FAMOSO REALLA FAVORITA:
‘QUAL’E ILSEGRETO DELLATUA BELLEZZA,
LACEREMA © LA LOZIONE PREFERITA
&HETIDA QUESTA ETERNA dIoVINEZZA?,,

ISPOSE QUELLA SPLENDIDA DAMINA,

PL SECOLO MADAMA PONPADOUR:

“o Mio SIGNORE lo PRENDO OGNI MATTINA
LACELEBRE MANNITE o: DUFOUR!?,,



Usate anche voi

mannite Dufour!





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dalla creazione sino ai nostri tempi



17

Pensioni di guerra

Ricordiamo agli interessati che, che è in corso di apertura per la
poter usufruire del nostro ser- richiesta del fascicolo amministra-
vizio, occorre compilare le tivo alla Direzione Generale delle
schede in distribuzione presso Pensioni di Guerra. Passerà anco.



e ° Francesco Carlini (Fon) e di Do- zo (Can) e di Luigia Santoro . 10 to, Ta molto tempo prima che si giun-
Si sono sposati menica Ottonello - 18 marzo: ALES- aprile: MARCO, di Pietro Parodi i corrispondenti di stabilimento, ga alle conclusioni, poichè i ricor-
SANDRO, di Raffaello Tellini (Liv) (Mec) e di Maria Lina Credito - si da esaminare sono in numero

12 aprile: Carlo IDURELLI (Mec) è di Valeria Gallussi; GIANNI, di ll aprile: Luigi, di Franco Casta- PAOLO TOSCHI. A conclustone di Assai elevato.











«con Maria Rosalia Chiappori - 13 n.

una “” È = Eugenio Ossino (Mug) e di Lidia gnetto (Mug) e di Maria Castè - ig
aprile: Domenico PERUZZI (Mec) serra - 21 marzo: FAUSTO, di e di aritico Bari. SUanto detto sul n. @ del 15-4-1958: IVALDO ITALI, Per rintracelare il
con Lulsa Dellepiane - 16 Rolla - 14 siamo lieti di comunicarLe che il suo ricorso presso la Corte del



a ll
SOIN “* Osvaldo Mostocot M di An.
aprile: Tullio PECUNIA (Mug) con ceva LORI sotto: (Mus) e di è di apr Servizio Pagamenti del Ministero Conti, ci occorrono le Sue gene-

Adriana Franceschetti . 19 aprile: n e a l ì di r n
a PN È Di 7 Aldo Maggiani (Mug) e di Carla (Mug) e di Rina Fregoso - 15 apri. del Tesoro ha spedito il ruolo di ralità complete, oppure il numero
Giuseppe GOTTA (Can) con Ma- Maggiani; RENATO, di Giacomo Pa- le: ANGELO, di Blegio tane variazione n. 358967 (iscrizione n. del ricorso stesso.

'
e: LIDIA, di Paolo Testaferri

ria Bottino; Giuliano CASALI (Can) " " , yi
i Li pena E° rodi (Can) e di Maria Repetto - (Cmi) e di Elda Leva - 16 aprile: 2891133) all'Ufficio Provinelale del
Sira SONO I ppe FER- 5% marzo: MARISTELLA, di Cesa- MARCELLO, di Michele LE Previle Tesoro di Livorno 1’8-4-1958, con TERESA BOTTI. în riferimento alla
so. lugenia Morasso - rino Zoppi (Mug) e di Silvana Pon- (Mec) e di Matiide*Grosso - 17 elenco numero 103, con il quale Sua seconda richiesta Le comuni-
chiamo che il Suo ricorso n. 322779

i e i GROSSO (Ci) zaneiti - 28 marzo: BERNARDINO; di aprile: GIAMPAOLO, di Giuseppe Le viene concesso l'assegno d'incol- 0 € "
GANDINO (Cmi) con Marla Fer- Giacomo Peruzzo (Dig) e di Gia- Meirana (Can) e di Pasqualina locamento dall’1-2-1956 al 31-1- trovasi ancora in corso di istrutto.
rari: Ello PEDEMONTE (Can) ibi comina Giacchero - 29 marzo: AN- Grasso - 18 aprile: FABRIZIO, di 1958, fermo restando la pensione a ria. Non appena ci saranno altre
srazi E i olusto DREA. di Giuseppe Alberi (Mec) e Carlo Corvi (Mug) e di. Maria Pla vita di Tia «ig. ‘Frocso il corrispon- Novità non mancheremo di segna-
(Can) con Anna Bubici; Giovanni di Giuliana Danesi SIL aprile: BE- gneri - 20 aprile: BIANCA, di Ireno dente del suo Stabilimento potrà larglieLe.

BRUZZONE (Can) con Rosetta Fo- Musei e d 1 è Guidi passalacqua (Mug) e di Ivonne Con- ritirare la cartolina del Servizio Pa- NNI U ADD ù
rella; Osvaldo GISCARDO (Can) con (Mug) e di Anna Falanga - 6 apri i - 24 aprile: MASSIMO, di Ugo gamenti dove sono citati tutti gli teciieto "i lo Mia 7 1685











= È ì le: ROBERTO, di Mario Benassi , ; = a 7

Sor: FUDERIONARA. - 24 aprile: (Mug) e di Francesca Battolini - 7 © a (Mec) e di Rita Scala. elementi sopradetti utili a solleci- presso la Corte dei Conti. In que-
Angelo SCOT DI (Can) con Mirna aprile: RITA, di Adolfo Traverso A tutti i piccolissimi ansaldini ed tare presso l'Ufficio del Tesoro la sti giorni è stata avanzata la ri-
SCALA (Can di n ER) a I o BRIO pinta genitori 1 nestri più fervidi riscossione degli arretrati. chiesta del fascicolo amministrati.

È 9 = * le; A) NIO, Salvatore Mar- li ri Ps az jone

Salvatore NILAZZO (Can) con Fis È TULLIO: FRANORSCIENI. Ci riteria- 19, PrSSSO Im Direzione de Tor
rina Quaglia - 27 aprile: Sestilio mo a quanto pubblicato il 15-10 caslonà La iscclimno nni ue
BRILLI (Can) con Anna Biagienti; C o M M I A sn I 1957 per comunicarLe che 1l_Suo e L no p ci
Rocco DI GRUMO (Can) con Nico. ricorso presso la Corte dei Conti dato ll numero elevato di ricor-

è ora al completo del fascicolo am- si da esaminare, precedenti al Suo,
ministrativo pervenuto dalla Dire- occorrerà ancora del tempo prima

zione Generale Pensioni di Guerra. che si possa conoscere l'esito del.
ira Quanto prima sarà preso in esame la pratica stessa.

assunto il 24.2. Per la necessaria istruttoria. Co- ni
tornitore. munque passerà ancora molto tem. ROMOLO VOLPICELLI. Facciamo
BERTOCCHI, assunto Îl 4- P© prima che si possa giungere al. seguito alla nostra comunicazione

letta Massa; Giuseppe CHIEREGATO
(Can) con Elisa Grandicelli; Rena- Hanno lasciato {l servizio per rag- Andrea ROBA, assunto
to NARDINI (Can) con Angela Di giunti limiti di età i seguenti lavo- maestro d'as
Bori: Edmondo BIANCARDI (Can) ratori della nostra Azienda:
con Adele Vallati - 29 aprile: Fran-

cesco TRAVERSO (Can) con Giu- CANTIERE DI SESTRI
seppina Dondi. G. B. COMINCINI, assunto il 25-2-



Ml 9-9-1927,





assunto il 21.3-
























e -” D
Agli sposi i nostri vivissimi au- 1907, capo sala. 6-1934, scalpellatore, le conclusioni, dato il grande nu- del 15-5-1957 per darLe altre no-
guri. Felice ANDRIUOLI, assunto nel Antonio CAPPE assunto il 28- mero di ricorsi precedenti da esa- tizie E O quanto (ea enpa
1915, impiegato tecnico. 8-1939, moto a minare. circa il Suo ricorso n. 32 , La
Luigi GRIGGI, assunto l'8-10-1919, Giov i CALCAGNO, assunto il 7- Corte dei Conti. in data 18 maggio
Nuzze Stradella-Parmeggiani . : MOVRBNI SALA Re
, capo officina. 7-1941, maestro, d'ascia. ANGELO SANGUINETI. Con | dati 1957, ha chiesto il parere al Col-
Il 7 aprile, nella Chiesa parroc- Sebastiano CHIOCCA, assunto il 12- Luigi FERRO, assunto 18-10-1941, precisi trasmessici ci è stato pos- legio Medico Legale, Probabilmente
chiale di S. Giovanni Bosco a Sa 1-1920, fabbro, _ - , distributore materiali. sibile rintracciare il Suo ricorso fra qualche tempo sarà chiamato
pierdarena, il sig. Giuliano Stradella no I TERLEZZI: seunio il 20- Enrico GALANTINI, assunto Il 29- presso la Corte dei Conti, che por- per essere sottoposto n visita me-
del nostro Ufficio stampa sì è unito Sazicior so BRUS ZONE ai S=1943, _{racciatore 21 legno. _ ta il numero 473773. Abbiamo co- dica,
in matrimonio con la signorina Mil. ‘13-12-1921 tornitore.. 7 Olivie È _TASSIN ARI, assunto il 15- sg provveduto a sollecitare la ri- .
via Parmeggiani. d-10=2972, (01 " 11-1953, capo squadra chiesta del fascicolo amministra- DINO QUERCI, Le comunichiamo

che il Suo ricorso n, 358477 presso
la Corte dei Conti è completo del
fascicolo amministrativo pervenu-

Agostino PARODI, assunto il 4&-4-
RnS modellista, o n FONDERIA tivo che serve a completare la

Luigi GHILLINO, assunto il 23-B- Luigi PUPPO, assunto il 10-11-1924, pratica, prima di essere preso in

Agli sposi formuliamo | nostri
migliori votl augurali































1924, maestro d'ascia. collaudatore, me. Comunque passerà molto n È si
s x Attilio ANDRE”, assunto il 28.1- Ulisse LIPPI, assunto il 2-3.1953 tempo prima che si giunga alla to dalla Direzione Generale delle
Sono nall 1925, tracciatore scafo, po squadra conclusione della pratica stessa, în Pensioni di Guerra; quanto prima
Lu ROBELLO, assunto il 21-8- A questi benemeriti lavoratori, quanto il numero dei ricorsi da S59Fà preso In esame per la ne-
11 febbralo: GRAZIA, di Enzo Pa- impiegato tecnico. che hanno speso le loro migliori esaminare è di migliaia. cessaria istruttoria, Seguiamo sem-
nichi (Liv) e di Lida Del Corso - Edoardo CAVALLARI, assunto il 21- energie per l'affermazione dell’An- pre la pratica e non appena ci sa-
28 febbraio: LUIGI, di Bernardo 1090-1925, tienichiodi, saldo, giungano | ringraziamenti più EMILIA GAZZO ved, VOLPE. Abbia- ranno altre notizie, non manche-
Fabris (Fon) e di Angela Laviosa Marlo BADINO, assunto ll 19-2-1927, vivi e l'augurio di un sereno ri- mo rintracciato il Suo ricorso n remo di informarLa tempestiva-
- 4 marzo: FLAVIO MATTEO, di capo squadra, poso. 464745 presso la Corte dei Conti, mente.



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150 cc. G. S.

8 CV, velocità 100 Km/h.

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consumo 3 litri per 100 Km.
L. 178.000





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I

i
|
|

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j
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150 cc.
5.5 CV. velocitò 80 Km/h,
consumo 2,2 litri per 100 Km











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consumo 1,8 litri per 100 Km
L. 128.000
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LIVORNO - Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062







18

UN GRANDE CONCORSO

Sedici domande
ai nostri lettori

Primo premio: un frigorifero “Fiat”

Il 1.0 giugno prossimo « l’Ansaldino » inizierà il suo
quinto anno di vita. Abbiamo quindi pensato di fezteg-
giarlo degnamente, bandendo tra tutti i lettori un gran-
de concorso a « quiz ». Le domande, anche se ad una
prima lettura potranno sembrare difficilissime, non lo
sono poi tanto: anche perchè i più diligenti fra gli an-
saldini potranno, con molta comodità, sfogliare la rac-
colta dei numeri arretrati e trovare ivi la soluzione di
tutti i « quiz ». Infatti questi si riferiscono tutti a noti-
zie ed articoli pubblicati, a suo tempo, sul periodico,

Come si noterà, ad ogni domanda è stato attribuito
un punteggio, che varia a seconda della difficoltà pre-
sumibile della risposta: non è necessario rispondere a
tutte le domande; ma è logico che, alla fine, si formerà
una graduatoria calcolata sulla base del punteggio che
ogni solutore otterrà sommando il punteggiu parziale
di ogni risposta esatta,

Il concorso è dotato dei seguenti premi, che verranno
attribuiti tra tutti coloro che invieranno la loro solu-
zione entro il 15 giugno prossimo:

1) - Un frigorifero da 120 litri offerto dalla « Fiat ».

Dal 2) all’11) - Un lenzuolo con due federe ricamate
ciascuno.

12) - Il libro di fantascienza « Destinazione Univer-
vo », offerto dalla « Vallecchi ».

Dal 13) al 17) - Un pacco ciascuno di oggetti utili
offerti dalla « Pirelli ».

Dal 18) al 19) - Cinque volumi ciascuno offerti dalla
« Vallecchi » (* Siamo tutti bambini » di Carlo Berna-

« Dove abita il prossimo », di Giuseppe Cassieri; Il
museo delle figure viventi», di Bruno Cicognani,
« Giordano e la paura », di David Invrea; « Concerto
domenicale » di Nicola Lisi).

20) - Due scatole di cacao offerte dalla « Perugina ».

Ed ecco i « quiz »:

1) - In che anno è stata fondata l'Ansaldo? punti 10
2) - Come si chiamava la prima locomotiva



costruita al Meccanico? . e. sa a » 4
3) - In che anno il Cantiere di Sestri fu
trasferito all'attuale sede? . . . . » 15
4) - In che anno fu varato il «Cristobal
Colon»? . >» 12
5) - In che anno l'Ansaldo partecipò con le
sue automobili al Salone di Bruxelles? » 25
6) - In che anno il « Rex» conquistò il « Na-
stro azzurro»? . . » 5
7) - In che anno la Fonderia fuse la cinque
millesima elica? . . » 12
8) - In che anno il Meccanico ‘provò il primo
motore « Doxford >? . >» 25
9) - Come si chiamano le due posareti conse-
gnate di recente dal Cantiere di Livorno
alla Marina Italiana? È » 8
10) - Dove fu varato il rimorchiatore ‘fluviale
« Rio de la Plata »? . è » 8
11) - In che anno fu costituito il SAU? s È » 10
12) - Chi è l'« Ancora d'oro » 1957? . . » 4
13) - A chi venne assegnato il primo premio
per il modellismo alla Mostra d'arte del
maggio '57 organizzata da «l'Ansaldino»? » 10
14) - In quali giorni, mese ed anno avvenne la
crociera nel Tirreno sulla T/n. «Colom-
bo»? . » 6
15) - Quale Stabilimento vinse la terza tappa
dell'e Indianapolis ansaldina »? . » 25
16) - Chi è l'autore dell'articolo dal titolo «Co-
struzione numero 320»? di ae «ib te » 15
liano >», sintetizza sobriamente | fa-
| sti ed i nefasti passati, con un (ot-
Î timista) panorama finale sull’at-
BIBLIOTECA tuale momento cinematografico; di
| Pietro Bianchi, che analizza il « Ci-
nema straniero >, con opportuni
— — raffronti col nostro; di Marlo Sol.
dati, sul « Cinema e letteratura >
i . due termini per lui molto vicini —
Cinema d oggi e forse inscindibili; di Cesare Za-

vattini, in « Addio al cinema» —

l'interessante diario di una sun set-

«Cinema d'oggi» (Vallecchi, 1958)
riporta il testo delle conversazioni
tenute per i lunedì del Vieusseux
in palazzo Strozzi sull'argomento
nell'anno accademico 1954-55, Ter.
zo volume della collezione, sl in-
teressa del cinema come problema
di cultura attuale, vivo e quanto
mai sentito.

Non è un libro nel senso usuale
della parola, come già avverte Ser-
gio Frosali nella prefazione; perchè
Faccoglie solo Il testo delle confe-
renze tenute nel Gabinetto Vieus-
8tux-da quattro personalità del ci-
Mema,. Si tratta del critico Mario
Gromo che, sul tema « Cinema ita-

timana di lavoro.

Dopo ogni conferenza, segue un
certo numero di fotografie (32 in
totale), accuratamente scelte come
In tutte le edizioni della casa flo-
rentina. Per chi guarda, dunque, al
cinema non solo come un diversi.
vo domenicale, ma pluttosto come
a un <problema», la sua lettura
è d'obbligo.

(Collezione del Vieusseux - TIT:
« Cinema d'oggi »: Gromo, Bianchi,
Soldati, Zavattini; prefazione di Ser-
glo Frosali; 111 pagine, 32 illustra»
zioni; edizione Vallecchi, 1958; 1500
lire)

POSTA .IN ARRIVO

Caro Ansaldino,

sono un dipendente dell'An-
saldo partito dieci mesi or so-
no per compiere il servizio mi.
litare nelle truppe alpine.

Dopo tanto tempo sento la
nostalgia del mio cantiere e



del mio lavoro e desidero viva-
mente rivedere la mia città,
con le nostre navi che salpano
per lontane terre.

Quì fra queste montagne co-
perte di neve, nonostante sia-
no luoghi stupendi, sento spes-
so quella nostalgia e perciò
scrivo a te, caro Ansaldino, per
porgere il mio saluto a tutti
gli operai dell’Ansaldo, ma il
saluto più caro è per quelli del
Muggiano dai quali, essendo
orfano, un giorno fui accolto
con gioia, come un figlio. Un
saluto particolare al reparto
saldatori elettrici del quale ho
fatto parte, con la speranza di
tornare presto fra lora che mi
auguro si ricordino di me co-
me io mi ricordo sempre di
loro.

A te, caro Ansaldino, i miei
più cordiali saluti e auguri.

ADRIANO PUTTI
Cap.le Istr. 12.0 CAR - CAM Cadore
Montorlo Veronese (Verona)

| MEMENTO |



Pierino PACI

di 45 anni, dipendente dello
stabilimento CMI, deceduto ii
29-4-1958. Era stato assunto
nel 1935. Lascia la moglie e un
figlio.



GANDOLFO

di 52 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto ii 23-
4-1958. Era stato assunto nel
1933.

Emanuele



Filippo OTTAGGIO



di 49 anni, dipendente del Can-
tiere di Sestri, deceduto i! 25-
4-1958. Era stato assunto nel
1945. Lascia la moglie e una
figlia.



Giacomo GAZZALE

di 54 anni, dipendente del
Meccanico, deceduto il 29-3-
1958. Era stato assunto nel
1941. Lascia la moglie e tre fi-
gli.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».



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