L'Ansaldino, n. 23, 1956

Contenuto

L'Ansaldino, n. 23, 1956
Tipologia
Rivista
Descrizione
A p. 1 (copertina), il cacciatorpediniere venezuelano "Almirante Josè Garcia", subito dopo il varo al nostro Cantiere de Livorno, il 12 ottobre 1956
A p. 28 (quarta di copertina), alcuni scali con nuove costruzioni sullo sfondo della darsena del Cantiere del Muggiano

- Il cacciatorpediniere venezuelano "Almirante Josè Garcia", subito dopo il varo al nostro Cantiere de Livorno, il 12 ottobre 1956, p. 1
- Foto dei bambini a Montemaggio e di alcune gite organizzate dal nostro giornale, p. 2
- Perseverare, p. 3
- Le prove della "Angela Fassio", p. 4
- I trattamenti termici presso i clienti nei montaggi delle grandi centrali termiche, p. 5
- Panorama aziendale, p. 8
- Ali Ansaldo, p. 10
- Il montaggio all S.I.A.C. del laminatoio 3750, p. 12
- Varie fotografie dei Cantieri al lavoro, p. 13
- La ricostruzione del "Marhoussa", p. 17
- I corsi di addestramento per gli allievi delle Scuole ENEM, p. 18
- Volo a New York, p. 19
- La befana de "L'Ansaldino", p. 20
- Incontri con gli Ansaldini, p. 21
- La perla del vecchio Corrado, p. 22
- Ansaldini alle Olimpiadi, p. 23
- "L'Ansaldino" risponde, p. 24
- La ruota del tempo, p. 25
- Cassetta delle idee, p. 26
- Alcuni scali con nuove costruzioni sullo sfondo della darsena del Cantiere del Muggiano, p. 28
Data testuale
1956-1957 dicembre-gennaio 25-14
Consistenza
pp. 28
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/58
Formato
Periodico quindicinale a stampa
contenuto
NUMERO SPECIALE




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Il cacciatorpediniere venezuelano « Almirante Josè Garcia », subito dopo il varo al nostro Cantiere di Livorno, il 12 ottobre di quest'anno

Nelle due fotografie sopra: gruppi di bambini alla Colonia montana
di Montemaggio. In questa modernissima Colonia, che sorge sull'Appennino
ligure in una zona ricca di boschi, sono ospitati, l'estate di ogni anno, 650
fanciulli genovesi, spezzini e livornesi, figli di dipendenti dell'Ansaldo. Il
soggiorno viene effettuato in due turni, ciascuno della durata di un mese,
una volta per i maschi e una volta per le femmine. | bimbi sono amore-
volmente assistiti fisicamente e spirituaimente da un gruppo di maestre,
da un insegnante di educazione fisica, da un medico e da un sacerdote.







n

ERRO

|: RRELITT |
I cmall A

Molte migliaia di persone hanno partecipato quest'anno all
varie manifestazioni organizzate dal nostro giornale. Nell
foto gruppi di ansaldini durante la crociera sul transatlan.
tico « Cristoforo Colombo » e in gita a Venezia e a Roma







PERSEVERARE Le prove preliminari

dell’ avviso - scorta “Centauro”

n altro anno si è chiu-
(Bla un altro anno si
apre. Il centesimoquarto, do-
po quello nel quale nacque
l’Ansaldo.

L’anno, del quale abbia-
mo strappato dal calendario
l’ultima data, rimarrà nel
nostro ricordo come quello
durante il quale lo sviluppo
del lavoro e la acquisizione
di nuove commesse ci con-
sentono ragionate previsioni
su un futuro abbastanza fa-
vorevole.

Un concorso di molte cir-
costanze propizie si è veri-
ficato: la legge sulle nuove
costruzioni navali ha trovato
un terreno particolarmente
fertile sul quale operare, es-
sendo intervenuta in un pe-
riodo caratterizzato da un
aumento velocissimo dei traf-
fici e da uno spostamento di
essi, in misure veramente
imponenti.

Così nel campo dei petroli
come in quello dei minerali
solidi, consumi rapidamente
crescenti ed apertura di nuo-
ve fonti di produzione, non
soltanto hanno provocato la
richiesta attuale di maggiori
mezzi di trasporto, ma la-
sciano prevedere il perdu-
rare di tale richiesta almeno
per un periodo di tempo pa-
ri a quello al quale deve
limitarsi ragionevole
previsione del futuro.

Tuttociò porta ad un certo
ottimismo, che, però, non
può disgiungersi da un fer-
mo impegno: se oggi la no-
stra grande Azienda è in
grado di adempiere alle
proprie funzioni, lo è in
diretta conseguenza di uno
sforzo organizzativo, tecni-
co, produttivo e commercia-
le, che è costato grandi
fatiche e notevoli sacrifici.
Soltanto perseverando nel

ogni

nostro sforzo comune, pos-
siamo sperare di mantenere
quel costante ritmo di pro-
gresso e di affinamento,
senza del quale qualsiasi
organismo, per robusto e

potente che sia, sarebbe
destinato ad essere ineso-
rabilmente stritolato dalle
ferree ed invincibili leggi
economiche.

L’incitamento che vi rivol-
go, perciò, è di perseverare
insieme nella nostra comune
fatica, operando in un clima
di sempre migliore collabo-
razione, a fini non egoistici,
ma di mutuo interesse, per
la vita e lo sviluppo della
nostra Ansaldo.

L’augurio è di vedere la
nostra Azienda operare in
un mondo nel quale a ciascun
essere umano sia consentito
di onestamente lavorare nel-
la pace e nella libertà.

Buon anno!

FEDERICO DE BARBIERI

rima unità costruita dal-

l’Ansaldo nel dopoguerra
per la Marina Militare Italia-
na, l’A. S. « Centauro » è usci-
to, nelle prime ore di martedì
11 dicembre, nelle acque del
Tirreno, per le prove prelimi-
nari e delle attrezzature di
bordo.

A bordo erano il comandan-
te Murzi, presidente della
Commissione di collaudo, il
vice presidente e comandante
di Marinalles. comandante
Baroni; il comandante di fre-
gata Azzoni, membro della
Commissione di collaudo e co-
mandante designato della na-
ve; il colonnello Gazzo, diret-
tore del Navalgenarmi; i te-
nenti - colonnelli Rossi, Inna-
morato ed Izzo; i tenenti Gal-
bo, direttore VIP di Taranto
e Maltinti di Marinalles di
Roma; i capitani di corvetta
Cristani e Bedeschi ed i mag-
giori Conforti e Giuliana, tutti
di Marinalles.

Per la nostra Società erano
a bordo il direttore del Can-
tiere « Luigi Orlando» ing.
Francesco Rovetto, i vice-di-
rettori ingg. Ettore Di Pietran-

tony e Giancarlo Grillo, l’ing.
Bozzo e numerosi tecnici del
Cantiere stesso e degli altri
stabilimenti genovesi diretta-
mente interessati.

Agli ordini del comandante
Aimone Simonetti, capitano di
armamento dell’ Ansaldo, la
nave si è avviata rapidamente
verso il golfo di La Spezia,
mantenendo una costante velo-
cità di crociera. Lo scopo prin-
cipale era, infatti, quello di ac-
certare la funzionalità delle
attrezzature di bordo, e quindi
il comando non ha ritenuto op-
portuno spingere al massimo
del rendimento i due gruppi
di turbine.

Giornata plumbea e fredda,

senza quasi totale di vento in
mattinata, abbastanza sensibi-
le, invece, nel pomeriggio.
L’unità è stata costantemente
« scortata » da un folto gruppo
di elegantissimi gabbiani, che
ha voluto divertirsi a ripetere
le stesse leggiere evoluzioni
del « Centauro ».

Primo ad essere sottoposto
al collaudo è stato il timone,
seguito dall’argano a salpare;

la manovra ha visto riunirsi a
prora buona parte dei presenti
ed è riuscita in maniera per-
fetta. E così via via sono state

provate le varie attrezzature
marinaresche e gli impianti
nebbiogeni.

Verso le 13 venivano esegui-
ti tiri di prova, cominciando
dal castello di prora.

E, nel tardo pomeriggio, lie-
ti tutti del più che soddisfa-



Come è ormai consuetu-
dine «| Ansaldino» non
uscirà alla data del 1.0
gennaio. Le pubblicazioni
saranno riprese il 15 gen-
naio.



cente esito delle prove, il co-
mandante Simonetti ha diretto
di nuovo la prora verso il Can-
tiere livornese. « E° una nave
che ha ottime qualità tecni-
che e manovriere, veloce, ra-
zionalissima, dalla linea ele-
gante: è, insomma, una nave
fatta... per navigare », ci ha
detto.

e. |.



Sul nero pavimento della
Sala Tracciato del Cantiere
Navale è in corso di lavora-
zione la parte preliminare
di una nuova nave, la « Co-
struzione 1550». Dietro la
maschera di un numero è
però un nome caro a tutti,
alle maestranze, ai dirigen-
ti e al popolo italiano:
« ANDREA DORIA >». Biso-
gna ritornare a quel non



“COSTRUZIONE

lontano giorno, quando an-

cora notizie non precise
sulla tragedia circolavano
per il Cantiere, per com-
prendere come le maestran-
ze tutte erano orgogliose di
quella loro opera, come
le erano affezionate! Ora
l’« Andrea Doria » ritorna,
anzi risorge; infatti sarà la
Costruzione 1550 che andrà
a colmare il grande vuoto





lasciato sia nella flotta mer-
cantile italiana, sia nei cuo-
ri di coloro che l’avevano
ideata, studiata e costruita.
La fotografia che presentia-
mo rappresenta il tracciato
del verticale della nuova
costruzione. Da questo trac-
ciato, con l’ausilio dei di-
segni costruttivi delle strut-
ture dello scafo, si passerà
successivamente alla lavo-

1990”

razione preparatoria nelle
officine e infine, nel pros-
mo anno, l'impostazione.
Per gli stessi sentimenti
che hanno legato maestran-
ze e dirigenti, in occasione
della grande perdita, siamo
certi che l’«Andrea Doria»
che sorgerà, a somiglianza
della prima, costituirà van-
to e orgoglio per noi e de-
sterà sempre maggiore am-
mirazione in terre lontane,







Le prove della “Angela Fassio”

i sono dei romantici che

salgono sulle cime delle
montagne e si alzano alle
quattro per assistere allo spet-
tacolo del giorno che scaccia
la notte.

Ci sono anche dei giovani,
entusiasti della tecnica, che
implorano un ingresso in uno
stabilimento o in una centrale
per osservare da vicino le me-
raviglie del mondo nuovo.

Tali categorie di persone po-
trebbero soddisfare interamen-
te le loro esigenze, in una mi-
sura che li meraviglierebbe
tanto più in quanto sarebbe
totalmente inattesa, se potes-
sero ottenere un invito a par-
tecipare alle prove in mare di
una nave dell’Ansaldo.

Come ho fatto io venerdì 7
dicembre, sulla M/n. « Ange-
la Fassio ».

Sapevo che la cosa era im-
portante, che si trattava di
una motonave da carico alla
rinfusa costruita secondo gli
ultimissimi ritrovati della tec-
nica, la prima di una serie di
sette gemelle ordinate dall’ar-
matore Fassio ai Cantieri An-
saldo; che si dovevano realiz-
zare in quel giorno quelli che
erano stati i calcoli dei pro-
gettisti, che si doveva « pro-
vare » se il comportamento
reale della nave era quello
dimostrato dalla « vasca » e
così via.

Ma non sapevo certo quale
meravigliosa avventura tale
prova comportasse,

La nave era al bacino n. 4
delle Grazie, che io ho rag-
giunto percorrendo nel buio
ancora fitto le viuzze e le ca-
late dell’antico « mandraccio »,
culla delle gloriose galee del-
la Repubblica.

Nell’acqua che già aveva
riempito il bacino si riflette-
vano le luci di bordo e dei
fari, disegnando quasi una
danza di lucciole. Sulla ban-
china arrivavano ogni tanto
delle auto, e le persone che
ne scendevano salivano in fret-
ta il lungo scalandrone. Nel
cielo ancora buio sciabolavano
le luci della Lanterna.

In coperta i marinai del
Cantiere erano indaffarati at-
torno a grosse gomene attor-
cigliate come pitoni.

Ho visto, attraverso le sa-
gome dei picchi di prora, im-
pallidire a levante l’ultima

stella. Poi ho visto il rosso
diffuso dell’aurora attraverso
i tralicci di una gru lunga co-
me una giraffa; e attraverso le
bocche di redancia ho visto il
sole sorgere dietro le cupole di
Carignano, e scontornare i ri-
lievi del colle di Sarzano come
fossero deliziose «silhouettes».
Guardando da poppa, ho visto
il porto come un gigantesco
anfiteatro con la corona dei
monti sopra le prore dei piro-
scafi all'ancora, cinque, sei,
sette prore rosse, verdi, bian-
che, nere, come in un quadro
di Luxoro.

A questo punto, erano ormai
le sette e mezza, si ode un fi-
schietto e un ordine secco:
« Mollare il cavo! — Tirare a
bordo il cavo!». La nave si
stacca dalla terra, ma non è
ancora sola: ci sono quattro
poderosi rimorchiatori (leggo
due nomi sulla poppa « Vorti-
ce » e « Canadà ») che la trai-
nano fino all'ingresso del por-
to. Poi se ne tornano indietro,
con l’aria di dire « t'ho messo
innante, ora per te ti ciba».

La nave comincia ad allon-
tanarsi con i propri mezzi: si
sentono brontolare i motori.

Inerociamo il piroscafo «Pal-
maiola» che sta entrando: fa
sempre un certo effetto, incro-
ciare un’altra nave sul mare.
Si sente un senso di vicinanza
e di solidarietà umana che
a terra, diciamo la verità,
manca spesso. Laggiù, Genova
sorge sopra un leggero banco
di foschia, e i suoi palazzi
sembrano davvero la «sky
line », Solo da qui si può ca-
pire che uno scrittore ameri-
cano l’abbia paragonata a New
York.

Naturalmente, dietro di noi
abbiamo già una ventina di
gabbiani che planano grazio-
samente.

A bordo sono tutti indaffa-
rati, nelle macchine, in plan-
cia, in coperta: uomini in tuta
blu, bianca, nera, osservano gli
strumenti.

Sono a bordo il dott. Alber-
to Fassio col conte Perzolo e
l’ing. Donnini; per l’Ansaldo,
il Direttore Centrale ing. Rou-
gier, l’ing. Cristofori Direttore
dei Cantieri di Sestri, il co-
mandante Beretta coadiuvato
dal sig. Longobardi; per la
Fiat, che ha fornito l'apparato
motore, gli ingg. Filippini e

Gregoretti, e i tecnici del
«RINA», del «Lloyd’s Register»
e della «Vasca Navale».

La nave gira e rigira su sè
stessa, e i grattacieli appaiono
e scompaiono ora alla mia de-
stra, ora a sinistra. Salgo in
plancia, lucida e accogliente
come un salotto, anche se in-
gombra di persone indaffarate:
si sta procedendo alla taratura
del radiogoniometro e alla
compensazione delle bussole.
Un uomo guarda attraverso
uno strumento che a me pare
un telemetro, graduato, e gri-
da degli ordini che sono tra-
smessi di sopra: punto di rife-
rimento il radio -faro della
Lanterna. Io ascolto in reli-
gioso silenzio: « Attenti! Le-
sta! Stop! Venti! — Attenti!
Lesta! Stop! Trenta! — Atten-
ti! Lesta! Stop! Quaranta! » e
così via. Il comandante Be-
retta, in dignitosa serietà con
un giaccone di pelle e un ba-
sco nero, osserva dalla plancia
con occhi mobilissimi, ogni
tanto guarda col binocolo, poi
ordina: « Leva due gradi di
barra! » e ancora « Nave a
prua, cinque gradi a sinistra!
Via così! Ora centro! Via co-
sÌ! ».

Alla ruota del timone, scul-
torei, i nostri timonieri Vin-
cenzo Caminita e Carmine
Cotugno, con maglione nero
e scritta rossa « Cantieri Na-
vali Ansaldo - Genova Sestri»,
Appena ricevono un ordine si
passano le caviglie della ruota
da una mano all’altra, con ge-
sto pacato e sicuro, antico.

Scendo in macchina, dove
mi fa piacere ritrovare un po’
di caldo. L'ambiente è amplis-
simo, alto, pulito nei suoi co-
lori chiari: il bianco delle pa-
reti, dei tubi, delle scalette, il
verde pisello del grosso motore,

Si sente il pulsare ritmico
dei cilindri: gli uomini osser-
vano la grande lavagna nera
con quadranti, numeri, leve.
Un gigantesco cruscotto che ci
dice tutto quello che avviene
dentro le impenetrabili pareti
del motore.

Mi fermo a leggere un foglio
di servizio, appiccicato in al-
to: indica i posti di guardia.
« Motore principale, piano su-
periore Rezzagno e Barza-
ghi, piano intermedio Parodi,
piano manovra Mantero, linea
assi Gaggero e Pastor, macchi-

nari ausiliari - gruppi elettro-
geni Olivari e Roccatagliata,
compressori aria Gaggero e
Basetti, circolazione acqua MP
Langella e Garrone, filtri olio
Puppo e Cantuzzi, EP incendio
Gentile, depuratori d'olio Ga-
sperini e Ferrando, Il perso-
nale prenderà imbarco alle
ore 5. Firmato: Cantiere Na-
vale - Sezione Montaggi Appa-
rati Motori - Caorsi ».

Sulla tabella degli indicatori
leggo (sono le otto e trenta)
che andiamo «Avanti adagio»,
il motore fa 50 giri al minuto,
il contagiri che scorre veloce
segna già 69.983 giri, ma ap-
pena ho scritto segna già
70.004. Alle 9,50 siamo « Avan-
ti mezza » e il motore è a 70
giri al minuto. Tutto bene, na-
turalmente, si sente il solito
ritmico ronzio e un leggero

odore di olio, come quando
uno si frigge due uova al
tegame.

Guardando in alto si vedono
fuggire le nubi, attraverso i
« finestroni » sollevati: pare di
essere nel fondo di un cortile
urbano. Ad un certo momento
mi trovo vicino a due cilindri
« di rispetto »: hanno Ja mia
stessa statura,

Risalgo e vado a curiosare
negli alloggi dell’equipaggio:
non credo esista di meglio sul-
le navi da carico di qualsiasi
bandiera. Cabine a due posti,
ampie (dico ampie), linde in
colori verde chiaro e mobili
col piano di formaica, oserei
dire addirittura eleganti. Così
alcune sale e salette che ho
visitato. Queste attrezzature
sono quanto di più riposante
si possa dare al marinaio, dopo
le fatiche dei turni.

Alle ore 11 si inizia l’andiri-
vieni «in base », cioè l’inizio
ufficiale delle sei ore prescrit-
te, col motore a « tutta forza ».
La nave percorrerà fino alle
ore 17 le basi stabilite, che
sono Punta di Portofino - Villa
Spinola e Punta Chiappa -
Casa Raggio, per una lunghez-
za di metri lineari 6.030,5, con
rotta 95° 35°,

In plancia continuo a incon-
trare visi ben noti, persone
che, per quanto abbiano tutte
qualche cosa da fare, trovano
il modo di conversare gentil-
mente con me, che sono l’uni-
co disoccupato a bordo. Ho
parlato con l’ing. Rougier, dal-

l’aria sicura di « uno che ne
ha viste tante », e abbiamo
parlato di quelle lontane e or-
mai famose prove di macchi-
na del « Taskent» davanti a
Sebastopolij; ho parlato con
l'ing. Cristofori, colla sua
espressione di giovanile « top-
man », e mi son fatto raccon-
tare di tutto il lavoro che fer-
ve nei cantieri, con tutte
quelle navi in preparazione, e
le cisterne « colosso »; ho in-
contrato l’ing. Mori, del Mug-
giano, e l'ing. Fanfani, col
quale abbiamo parlato di im-
pianti elettrici e di tante altre
cose.

Intanto le prove continuava-
no, ed io posso dire soltanto
che la nave correva come un
levriero, e che dal comporta-
mento di tutti capivo che le
cose andavano nel migliore dei
modi. Alle 16,50 la lavagnetta
nera appesa in macchina se-
gnava i primi risultati: « Cor-
sa l.a: giri al minuto 127, ve-
locità 16,057; Corsa 2.a: giri
al minuto 127,08, velocità
16,464; Corsa 3.a: giri al mi-
nuto 125,92, velocità 15,948;
Corsa 4.a: giri 125,83, velocità
16,349 ».

Nella cabina radio si parla
al radiotelefono, e si sente me-
glio che a stare a terra. Qual-
cuno parla con Milano. La ca-
bina radio, con tutti i suoi
modernissimi impianti auto-
matici, assieme al « radar» in
plancia, è quella che attira di
più l’attenta curiosità dei 24
studenti universitari di inge-
gneria che il « Convegno » ha
portato a bordo.

Poi calano le tenebre, in
plancia si ordina: « pronti i fa-
nali di via», e quindi, allo
scadere delle sei ore, tutti si
dichiarano soddisfatti. Tor-
niamo a Genova che si avvi-
cina rapidamente con le sue
collane di luci splendenti, e ho
appena il tempo di intervista-
re rapidamente il dott. Alber-
to Fassio, che sottolinea l’im-
portanza di queste nuove navi,
la loro caratteristica di mo-
dernità e velocità, e si compli-
menta con il Cantiere che ha
dimostrato ancora una volta,
anche su di una nave da cari-
co come questa, di possedere
una inconfondibile « persona-
lità » di costruttore di gran

classe.
LB:

I TRATTAMENTI TERMICI PRESSO I CLIENTI
NEI MONTAGGI DELLE GRANDI CENTRALI TERMICHE

L'efficienza delle costruzio- sviluppando in quest'ultimo

ni meccaniche moderne è le- ventennio della storia della
gata, come è noto, essenzial- tecnica moderna,

mente ai trattamenti termici L’Ansaldo Meccanico ha
dei metalli che le compon- sempre più esteso questo
gono, Non si parla qui dei genere di lavorazione con

sici

si
;

trattamenti termici clas.
effettuati dai ” siderurgici
noi ci riferiamo a tutta una

una specializzazione minutis-
sima negli impianti e nel
personale, secondo la neces-



altra classe di trattamenti sità della propria produzio-
termici, quelli di origine ben ne, in qualche caso anche
più recente che si può dire per un singolo pezzo di pro-
siano propri dei ” meccani- duzione,

ci”; essi. si sono andati Si ritiene utile far cono-



Nd
i ALI I7

FIG. 1. - Prove sperimentali per lo sviluppo dei trattamenti

termici nelle giunzioni saldate (1940-41). Tubi piegati comple-
tamente dopo ricottura razionale. Tubi fragili senza ricottura

i,



FIG. 2.

- Ricerca sul metodo più efficiente dei cicli termici
per ridurre la fragilità nelle giunzioni saldate. Acciai al 5%
di cromo e al molibdeno. Sopra: giunzioni fragili (senza trat-
tamento). Sotto: giunzioni efficienti con studiati cicli termici

scere questa specialità al-
meno per gli impianti più
particolari, illustrando so-

pratutto le ragioni tecniche
che li hanno determinati.
Incominciamo con un ar-
ticolo riguardante impianti
di grande attualità, del tipo
a carattere mobile, per com-

piere trattamenti termici
presso i clienti per i mon-
taggi razionali delle grandi

Centrali termiche,

Nel presentare queste note,
dobbiamo ricordare il nome
di Demetrio Calabrò, Vice
C. Sezione dei Trattamenti
Termici dell'Ansaldo Mecca-
nico, che da oltre 15 anni si
occupa di tale branca di at-
tività con particolare com-
petenza e che ha curato fra
tutti i nuovi impianti creati,
anche quelli ora in descri-
zione per il trattamento ra-
zionale delle giunzioni sal-
date con la migliore intesa
fra accorgimenti costruttivi
e utilizzazione pratica,

“% li acciai, come è noto,
quanto più sono legati o
con carbonio, o con altri

elementi idi lega, tanto più
sono sensibili ai cicli termici;
ossia a quei cicli che compor-
tano riscaldamenti a tempera-
ture piuttosto elevate con
raffreddamenti e con tempi
diversi di permanenza a tali
elevate temperature.

La saldatura degli acciai
comporta nei pressi del giunto
delle temperature elevatissi-
me che provocano delle alte-
razioni strutturali assai rile-
vanti quando si tratta di acciai
molto legati come quelli che
debbono resistere a caldo per
le tubolature di vapore delle
Centrali termiche.

Nei pezzi saldati si possono
generare, o sul cordone di sal-
datura o nel materiale base,
delle strutture irregolari per
elevata durezza, o, per surri-
scaldamento dei grani degli
stati di tensioni interne anche
con deformazione del pezzo
per effetto degli sforzi di riti-
ro che diminuiscono la resi-
stenza del giunto in servizio e
nei casi più gravi provocano
l’inefficienza ed anche il peri-



FIG. 4.

- Metodo a «camera » con resistenze elettriche



FIG. 3.
di altezza,

colo dell'organo. per incrina
ture più o meno evidenti.
Per evitare tali inconvenien-
ti oltre a molti altri accorgi-
menti come speciali mezzi di
controllo, oculata scelta dei
materiali, del metodo di sal
datura, della preparazione del
giunto e simili, si ricorre ad
appropriate operazioni di trat-
tamento termico quasi per go-
vernare i cicli termici che av-
vengono nella saldatura con
altri cicli termici razional-
mente studiati caso per ca
tanto da attenuare e rene











per
giunti saldati dei surriscaldatori

la ricottura a

- Montaggio dei tubi surriscaldatori a 25 e 39 m.
con gravose condizioni di

ricottura in posto

tsenicamente accettabili le al-
orazioni strutturali e le ten
sioni interne subite dall’ac-
ciaio per opera della saldatu

Tali operazioni che consisto-
no praticamente in preriscal-
c enti e successive ricotture
cei giunti saldati vengono ge-
neralmente eseguite in forni
per trattamenti termici anche
sull’intero complesso saldato.

L’Ansaldo nel caso delle co-
struzioni riguardanti le caldaie
ed in particolare per le Cen-
trali termiche ha afîfirontato
questo problema da antica





a







arse

«gruppo» dei

6

data. Sedici anni or sono
quando si trattò della costru-
zione delle caldaie Benson-
Ansaldo e furono introdotti
gli acciai legati resistenti al
calore per i tubi dei surriscal-
datori e per tutte le parti sog-
gette alle più alte temperatu-
re, dopo esaurienti prove spe-
rimentali, furono studiati «
quindi sviluppati i trattamenti
termici più razionali per l’ef-
ficienza delle giunzioni saldate
(fig. 1).

Da qui la creazione di una
tecnica e di impianti, come
forni speciali, che mano mano
si sono andati sviluppando
con gli anni presso lo Stabili-
mento Meccanico.

Con l'aumentare poi delle
dimensioni delle Centrali e
con l’aumentare delle tempe-
rature in esercizio di esse, nel
dopo guerra sono sorti dei
nuovi problemi.

Le grandi dimensioni degli
impianti, gli aumentati’ spes-
sori e diametri dei tubi, l’im-

FIG. 5.

dall’Ansaldo stesso delle par-
ticolari attrezzature per per-
mettere dei razionali cicli ter-
mici durante e dopo la salda-
tura in modo da ottenere in
esercizio quei risultati che
erano stati richiesti dai pro-
gettisti e che erano stati pre-
visti dalle prove sperimentali
di Laboratorio (fig. 2).

Occorre fare presente che le
condizioni di lavoro in tale
genere di montaggi sono par-
ticolarmente gravose e difficili
data anche l’altezza a cui spes-
so occorre operare (25-30 me-
tri e anche più dal livello del
terreno) e con difficile acces-
sibilità trattandosi alle volte
di vere selve di tubazioni fra
le quali occorre addentrarsi
per compiere, non solo le sal-
dature, ma sopratutto i tratta-
menti termici razionali ad esse
collegati (fig. 3).

Quindi furono studiati degli
appositi forni a resistenza
elettrica che potessero com-
piere due tipi di trattamento



- Metodo di ricottura « singola a manicotto » con con-

trollo e regolazione della temperatura seguiti e corretti
dall'operatore con l’indicazione dei pirometri

piego di acciai sempre più dif-
ficilmente saldabili per gli
elementi di lega in essi con-
tenuti, la necessità di com-
piere trattamenti localizzati
presso le sole giunzioni e non
sull’intero complesso saldato
ed infine la necessità di com-
piere tali operazioni anche al
montaggio, presso il cliente,
per l’unione dei vari tubi e
relativi raccordi, valvole, ecc.
ha indotto a creare qualche
cosa di nuovo per compiere
quei trattamenti termici così
indispensabili non più soltanto
in stabilimento ma anche pres-
so i clienti stessi con appro-
priati mezzi.

In occasione della Centrale
termica dello Stabilimento Si-
derurgico della Società Corni-
gliano (che alla data attuale
resta sempre la costruzione più
spinta fatta dall’Ansaldo nel
campo degli impianti termici
per temperatura e pressione
del vapore e per impiego di
acciai pregiati e di difficile ap-
plicazione), furono studiati

diverso; uno per i tubi dei sur-
riscaldatori riuniti a gruppi in
modo da accelerare il lavoro
stesso attraverso delle vere e
proprie camere a resistenze
elettriche ed un altro per il
trattamento singolo delle tu-
bazioni principali di vapore
di maggior diametro ed im-
portanza con installazione di
mezzi di riscaldo appositi per
ogni tipo di giunzione (figg. 4
e 5).

Nelle figure allegate, si pos-
sono vedere questi sistemi di
riscaldamento come furono al-
lora adottati tenendo presente
che il problema non è tanto
quello del riscaldo quanto
quello per la regolazione dei
mezzi di riscaldo e della re-
gistrazione secondo program-
mi ben prestabiliti con velo-
cità di riscaldamento e di raf-
freddamento razionali. Allora
tutto ciò fu realizzato attra-
verso l’opera e la collabora-
zione dell’uomo in quanto le
regolazioni e le registrazioni
furono fatte singolarmente a













FiG. 6. - Nuovo impianto con riscaldo ad induzione completamente
utilizzazione con

























termici di saldatura presso i clienti. A sinistra due posti di

mano operando giorno e notte
con turni di lavoro continua-
tivi. Il metodo impiegato si di-
mostrò ‘tecnicamente adatto;
oggi alla distanza di parecchi

condizioni di taratura

Però dal punto di vista in-
dustriale ed anche umano tale
metodo è risultato troppo gra-
voso; troppo tempo impiegato,
troppo sacrificio da parte degli

cicli
spirali in

automatico per i

problema della Centrale ter-
mica da 60.000 kW per la SIP
di Chivasso, pur avendo acciai
leggermente più facili di quel-
li già usati per l'impianto della



FIG. 7. - Cuore e cervello della nuova apparecchiatura
l’autoregolazione a programma dei cicli termici prefissati

anni possiamo dire che quelle

giunzioni sono state e sono
tuttora efficientissime rispon-
dendo pienamente allo scopo.

_Spire_riscaldanti

lubo in seciaio

drolomento con
amianto

uomini, nel seguire con la
massima attenzione e nel co-
mandare i cicli termici voluti.
Quando nel 1952 si presentò il







Giunzione
saldati





elettronica per il

controllo e

Società Cornigliano, fu vista
la necessità di rivedere tutto il
metodo di lavoro e pertanto
creare un impianto apposito

cari dell'importo
FIG. 8. - Schema di utilizzatore attorno a un giunto saldato per effettuare cieli termici
con riscaldo ad induzione

che rispondesse alle nuove
esigenze moderne. Queste esi-
genze possono essere riassunte
in quantità enormi di lavoro
per il numero elevatissimo di
giunzioni da saldare e da trat-
tare termicamente data la
grandiosità dell’impianto, la
precisione e la velocità richie-
sta ed infine una certa como-
dità di lavoro a garanzia della
riuscita del lavoro stesso.

La soluzione del problema
risiedeva su un impianto di ri-
scaldamento ad induzione a
bassa frequenza del tipo tra-
sportabile con regolazione,
temperatura e tempi, automa-
tica a programma (fig, 6).

Tali impianti vengono pro-
dotti negli Stati Uniti d’Ame-
rica e le Società termoelettri-
che italiane che hanno acqui-
stato direttamente Centrali in
America sono state dotate di
tali tipi di forni.

L’Ansaldo pur avendo a di-
sposizione uno di questi forni
americani ha dovuto acquistar-
ne un secondo per necessità
di lavoro ed ha preferito farlo
costruire in Italia sotto i pro-
pri dettami. Con la collabora-
zione di esperti nella costru-
zione dei forni e nel campo di





FIG. 11. - Diagramma dei cicli termici per la saldatura razionale dei giunti di tubazioni d’acciaio legato resistente al calore

mando e di regolazione è mon-
tata in una robusta cabina
metallica chiusa, carreggiabile,
provvista di un sistema di
areazione forzata per il raf-
freddamento. Esso oltre a po-
ter funzionare con qualunque
tensione di rete, permette di
variare la tensione di esercizio
con commutazioni a più posi-

FIG. 9. - Apparecchiatura volante per i cicli termici di salda-

tura con

regolazione e registrazione del-
le temperature, è stato creato
un impianto che è servito per
la costruzione della Centrale
di 60.000 kW della SIP di Chi-
vasso, impianto che ha lavo-
rato in tandem con il forno
americano con il vantaggio
però di eseguire da solo con-
temporaneamente il tratta-
mento di due giunti saldati
con circuiti elettrici e di au-
toregolazione separati ed in-
dipendenti e quindi con mag-
gior produzione ed elasticità
di impiego.

Senza entrare nei particolari
costruttivi di tale impianto è
bene precisare che la questio-
ne tecnica investe due proble-
mi distinti, quello che riguar-
da la creazione del mezzo di
riscaldo ad induzione con tem-
peratura e con programma vo-
luto e quello di utilizzare tale
calore a mezzo di apposite spi-
re tanto da realizzare il ciclo
termico voluto sul pezzo nella
posizione e nella forma voluta.
Questo secondo problema an-
che se sembra assai modesto
rispetto al precedente, è di
fatto molto importante dal
punto di vista operativo ed è
stato risolto esclusivamente
dall’Ansaldo.

L’impianto vero e proprio,
come si vede nella fig. 6, è
stato costruito da una impor-
tante ditta italiana; tutta l’ap-
parecchiatura elettrica, di co-

riscaldo a resistenza per giunzioni

particolari

zioni e lavorare con due cir-
cuiti distinti di lavoro fino a
1000 Ampère ciascuno,

Per ogni ciclo termico, da
operare su una giunzione sal-
data, si possono installare fino

FIG. 12. - Saldatura con ciclo termico controllato (ad induzione) di
vapore principale della Centrale della S.I.P. a Chivasso

a 6 termocoppie da fissare
nell’interno del giunto stesso.

Ma la parte più delicata ed
importante dell’impianto risie-
de nelle apparecchiature di
controllo e la autoregolazione
delle temperature compren-
denti i pirometri autoregola-
tori a programma, con dischi
graduati in temperatura e
tempo, ove è possibile inta-
gliare il profilo a camma volu-
to per tutte le velocità e i
tempi di riscaldamento richie-
sti (fig. 7).

La sicurezza poi del trat-
tamento contro il pericolo dei
surriscaldamenti è data da un
pirometro elettronico, sempre
a due linee indipendenti, che
registra la temperatura e che
dispone di un contatto di si-
curezza tale da arrestare il
funzionamento, qualora, per un
disservizio, il valore massimo
della temperatura superasse
quello previsto dai regolatori
a programma.

Gli utilizzatori, studiati dal
personale dell’Ansaldo, prati-
camente consistono in condut-
tori flessibili, generalmente ca-
vi di rame, che possono realiz-
zare un determinato numero di
spire attorno al tubo da trat-
tare, a cavallo del giunto sal-
dato come in fig. 8, Si deve
notare che questa semplice
attrezzatura comporta però
vari problemi, come l’isola-
mento delle spire, la rapidità
e la flessibilità della manovra
per tutte le necessità del la-





voro dovute ai diversi diame-
tri dei tubi ed ai diversi rac-

cordi con figure complesse,
distanze, alcune volte anche
notevoli, del giunto saldato

da trattare, del generatore di
corrente e sopratutto problemi
inerenti alla durata di questi
utilizzatori. Quando si tratta
di compiere centinaia e centi-



tarne la durata in esercizio,
con gli inevitabili inconve-
nienti per la avvolgibilità dei
cavi stessi intorno ai tubi, ed
i cavi a semplice treccia che
invece semplificano tale avvol-
gibilità. Anche l’isolamento di
tali cavi ha formato oggetto di
particolare attenzione e studio.

Senza dilungarci ancora sul-

FIG. 10. - Apparecchiatura speciale per riscaldo a resistenza
di giunzioni in posizioni complesse

naia di trattamenti per durate
di migliaia di ore il problema
diventa sempre più complesso.

Da qui sono sorti gli studi
dei cavi raffreddati interna-
mente ad acqua per aumen-

una tubazione del

l'argomento desideriamo solo
far presente come la tecnica
costruttiva moderna imponga
dei problemi importanti spes-
so molto gravosi nella loro
soluzione e che richiedono ol-
tre che una sufficiente speri-
mentazione per la messa a
punto, una fattiva collabora-
zione di esperti di vario ge-
nere partendo sopratutto dalla
esperienza e dai consigli che
possono venire da chi usa e
deve praticamente compiere ij
trattamenti stessi.

E così l’Ansaldo ha avuto
l'occasione di trarre ancora
una volta dalla sua annosa
esperienza, gli elementi per
determinare un progresso ed
una realizzazione anche in im-
pianti così specializzati che
finora era possibile acquistare
soltanto all’estero.

Con questo si è voluto illu-
strare, anche se in maniera
sommaria, l’importanza indu-
striale di tali metodi di trat-
tamenti termici nei montaggi
razionali delle grandi Centrali
termiche, che offrono tutte le
garanzie per la sicurezza dei
giunti saldati in qualunque
posizione essi si trovino e per
lo sviluppo degli acciai più
complessi secondo le necessità
più spinte della tecnica attuale
con ampia visione per il fu-
turo.

G. E. Rappini

(È)





I MECCANICO



NUOVE C

OMMESSE

per 3 milioni di ore lavorative

Ecco l’elenco delle commes-
se più importanti acquisite dal
bre al 6 dicembre:

— Cinque apparati motori
a turbine cella potenza nor-
male di 14.500 C.A. a 110 giri
e della potenza massima di
16.000 C.A. a 114 giri per cin-
que TUDO ierno da 31.500
T.D.W. (tre da costruirsi al
nostro Canti di Sestri e
due è nostro Cantiere di
Muggiano)

— Quattro apparati motori
a turbine della potenza nor-
male di 21.000 C.A. a 115 giri
e della potenza massima alle
prove di 23.000 C.A. a 119 giri
per quattro turbocisterne cda
52.000 T.D.W. (due da co-
struirsi al nostro Cantiere di
Sestri e due nostro Can-
tiere di Livorno), ,
Due apparati motori a
turbine della potenza normale
di 14.500 C.A, a 110 giri e del-
la potenza massima di 16.000
C.A. a 114 giri per due turbo-
cisterne da 34.500 T.D.W. (da
costruirsi al nostro Cantiere
di Sestri).

— Riparazione turbine del
piroscafo « Nassau » della So-
cietà « Incres Nassau Lines »
(agente Paolo Scerni di Ge-
nova).

— Un apparato motore Die-
sel Ansaldo - Fiat tipo 757 S
per una motonave da costruir-
si al nostro Cantiere di Mug-
giano.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q 265/7 R, sovra-
limentato, della potenza di
600 cav. eff. a 410 giri al 1’,










al

per un peschereccio in costru-
zione presso il Cantiere « Gar-
dano & Giampieri » di Porto
Recanati,

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q 370/9 R, so-
vralimentato, della potenza di
1350 cav, eff. a 275 giri al 1’,
per la motonave « Punta Sti-
lo » della Società di naviga-
zione « Sant'Elmo » di Geno-
va, in trasformazione.

— Un motore marino Die-
Ansaldo tivo 2131/4, ad
aspirazione atmosferica, da
110 cav. eff. a 390 giri al 1’,
per il peschereccio « Livia »
degli armatori Angelo Paoluc-

sel

ci, Domenico e Girio Recchi
e Angelo Recchi di Termoli.
— Un motore industriale

Diesel Ansaldo tipo Q 150/2
ad aspirazione atmosferica, da
27 cav. eff. a 650 giri al 1’, per
la nave «Lucrino» della
« Flotta Lauro » di Napoli.

Dette commesse comporta-
no un carico di lavoro di
circa 3.000.000 di ore.

CONSEGNE

Il materiale più importante
spedito dal 23 novembre al 6
dicembre è il seguente:

Al nostro Cantiere di Livor-
no: due condensatori princi-
pali per gruppo turboridutto-
re, due refrigeranti olio da 52
me., due pompe d’alimento
Weir, due pompe verticali
Weir per estrazione, due eiet-
tori d’aria a vapore Weir a
tre stadi, destinati all’ A. S.



«Iman Bondjol» in allesti-
mento per la Marina Militare
Indonesiana; quattro comples-
si assieme contr’albero, una
ruota lenta, un pignone veloce
di 1.a riduzione, pattini reggi-
spinta ed altri particolari per
turboriduttori principali, de-
stinati al C. T. « Indomito » in
allestimento per la Marina
Militare Italiana, - Al nostro
Cantiere di Muggiano: una
pompa acqua salata, una pom-
pa accua dolce e due pompe
sentina (giunte al MEC per la
rimessa in efficienza), destina-
te alla M/n. « Daronia » in ri-
parazione. - Al nostro Cantie-
re di Sestri: una rotopompa a
vite ad asse verticale per ser-
vizio circolazione olio lubrifi-
cante, un gruppo svinta nafta
un evaporatore distillatore, un
raffreddatore acqua distillata
uno sfioratore regolatore di li-
vello, un pozzetto acqua di-
stilata, per la T/c. « Fina Ca-
nadà »; due gruppi Diesel -
dinamo costituiti da motore
Ansaldo tipo Q. 265/6 da 310
HP accoppiato a dinamo da
200 kW e un gruppo Diesel -
dinamo costituito da motore
Ansaldo tipo 2131/3 da 80 HP

accoppiato a dinamo da 50
kW, destinati alla M/n. « Elet-
tra Fassio »; particolari. per

accoppiamento caldaie, mate-
riale coibente per muratura

fronte caldaie e mattoni re-
frattari, destinati alla T/c.
« Italia Martelli Fassio ». - Ai

« Cantieri del Mediterraneo »
di Pietra Ligure: un aspirato-
re pompa aria, cuadro mano-
metri con tachimetro, polve-
rizzatori, un serbatoio aria
compressa da 500 lt., collet-
tore gas di scarico, riscalda-



CANTIERE]





, tante esterno



Lavorazione di un rocchetto
Meccanico dalla Ditta

tori nafta, due filtri doppi per
olio, casse valvole aria com-
pressa, porte di visita, guide
stantuffo superiori con bilan-
cieri, grigliato e scale per mo-
tore, pompa premente, pompe
combustibili, valvole avvia-
mento e sicurezza, fasce ela-
stiche ed altri particolari per
motore Diesel Ansaldo - Dox-
ford tino 67 LB 5, destinati a
una motonave in costruzione
per conto della « Panarea S.
p. A. » di Venezia. - Alla «Bre-
da S. p. A.» (Cantiere Navale
di Venezia): un collettore aria
lavaggio, un collettore gas di
scarico, volano, stantuffo, cu-
scinetti testa biella motrice e
pompa aria, viradore comple-
to di motore elettrico, gruppo
manovra ed avviamento, mon-
lato manovra

(completo di prigionieri) ed

RISULTATI DE

Pit rn

$

per laminatoio ordinato al
« Innocenti » di Milano
altri particolari per motore

Diesel Ansaldo - Fiat tipo 757,
destinato alla M/n. « Alba-
tros » in allestimento per la
« Compagnia Marittima Napo-
letana » di Napoli. - Alla « Na-
valmeccanica » di Castellam-
mare di Stabia: collettore aria
lavaggio, collettore gas di sca-
rico, tubazione completa per
servizio nafta, olio ed acqua,
basamento motore in tre tron-
chi (completo di albero a ma-
novelle e cuscinetti), incastel-
latura in tre tronchi (completa
di guide pattino ed altri par-
ticolari inerenti), gruppo ci-
lindri (completo di testate ci-
lindro e camicie), volano, co-
lonne montanti, stantuffi mo-
tore, teste a c-oce complete di
pattino, bielle motrici, biella
pompa aria, copertura ingra-
naggi, supporto completo di

LLE ELEZIONI

per la Commissione Interna del MEC

Nei giorni 28 e 29 novembre si sono svolte, presso lo Sta-
bilimento Meccanico, le operazioni di voto per l’elezione della
Commissione Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati
dello scrutinio, comparati con quelli del 1955:



















IMPIEGATI OPERAI E: ETTI
1955 | 1956 1955 1956 | impiez. | persi
no] % |nof% [no | % | n° | oo [1955 1986 1955) 1050
[al er D | |
Iseriti . . .[9341 — [9641 — [3481 da
Votanti... 7 a o 92,2213289|94, 148 321292,38| | |
Schede bianche. } 36) 405) ,, | | 126) 3,92 |
6,06 125% 3,80
Schede nulle _.( | | 80,90) 3 | 47) 1,46)

. |822|93, 594 845 95,05 bai 96,20)3039 94,62

|
Boe

|

|

Voti validi .



VOTI DI LISTA “



CGIL-FIOM. . 314 38,20 278, ‘39 90|2375,75,07 2209,72,€9) 1| 1| 7) 7
CISL-FILM . . 285 34,67 297 35, 15) 449 14,19) 40713,39| 1) 1| 1| 1
UIL-UILM . . 223/27,13 270 31,95) 340 10,74) 423:13,92|)—|—| 1| 1

Nuovo portale ossitaglio
cannelli trasversali







entrato recentemente in funzione al Cantiere di Sestri. Ha cinque |
e offre ogni possibilità ditaglio longitudinale delle lamiere







viradore, pompa aria lavaggio
completa, fasce elastiche, pom-
pe combustibili ed altri par-
ticolari riguardanti motori
Diesel Ansaldo - Fiat tipo 487
destinati a una motonave in
costruzione per conto. della
Società di navigazione « Tir-
renia » di Napoli. - Al Cantiere
« De Ceglie » di Molfetta: un
motore marino Diesel Ansal-
do tipo 2131/4 S, della poten-
za di 165 HP, completo di
tutti i particolari, per un mo-
topeschereccio in costruzione
per gli armatori Adolfo, Mi-
chele, Matteo e Luigi Salve-
mini di Manfredonia - Al
sig. Ignazio Blandina di Lam-
pedusa: un albero a manovelle
per motore Q, 265/3. - Alla
S.T.E.S. di Palermo: tubazione
acqua alimento caldaia, tuba-
zione ripresa condensa, tuba-
zione vapore 12° stadio, tuba-
zione acqua circolazione con-
densatore, tubazione acqua di
raffreddamento locale turbine,
condensatore per degasatore,
particolari per apparecchiatu-
ra degasatore acqua alimento

caldaia ed altri materiali per
la Centrale da 30.000 kW. -
All’« ENDE Combustibles So-
lidos Minerales » di Buenos
Aires: un gruppo turboalterna-
tore Ansaldo tipo assiale a
condensazione, con tre spilla-
menti intermedi di vapore,
per la produzione del distillato
d’integrazione e per il preri-
scaldamento dell’acqua di ali-
mento caldaia (previsto per le
seguenti condizioni di funzio-
namento: potenza normale con-
tinua 6.000 kW, corrente al-
ternata trifase, tensione 6.600
Volts, fattore di potenza cosfiì
0,8, frequenza 50 per/sec.),
materiale refrattario per mu-
ratura caldaie, pompe centri-
fughe verticali di circolazione,
pompe centrifughe a disposi-
zione orizzontale per alimento
caldaie, mattoni refrattari per
muratura caldaie ed altri ma-
teriali per la centrale termo-
elettrica da 6.000 kW.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 600 tonnellate.



| MUGGIANO



RIPA RAZIONI

— Ha lasciato recentemente
il Cantiere di Muggiano il pi-
roscafo « Rayo » di 7.000 T.D.
W., della « Compafia de Nave-
gacion Gaviota » di Panama. Il
« Rayo » era arrivato al Mug-
giano il 26 ottobre per subire
importanti riparazioni.

— ll 24 novembre è giunto
nella darsena del Cantiere il
piroscafo « Pietro Bibolini »
di 10.000 T.D.W. della « Com-

Il piroscafo « Cadore » di 5.575 tonn.

pagnia Transatlantica Genove-
se », per essere sottoposto a
lavori di riclassifica e di ripa-
razioni varie.

— Il mattino del 27 novem-
bre è stata immessa in un ba-
cino dell'Arsenale di La Spezia
la motocisterna « Daronia »
della Società « Shell Tankers
Ltd. » di Londra, per impor-
tanti lavori di riparazione
della durata di oltre un mese.



di

durante i

stazza,

lavori terminati il 10 dicembre

- stro Cantiere di



FONDERIA |



COMMESSE arnsaso il dr. Davide Masperi. all’Officina bronzo ed infine

Ecco l’elenco delle commes-
se più importanti acquisite nel
mese di novembre:

— Lingottiere di ghisa tipo
L. 4, placche e griglie di ghi-
sa, travi di sostegno di ghisa
ematite per la Società « Corni-
gliano ».

Boccole e barrotti di
bronzo BZN 7/6 per la So-
cietà « Ansaldo - Fossati ».

— Elica di bronzo al man-
ganese a quattro pale per la
Società « Lo Faro » di Napoli.

— Getti di ghisa meccanica
per la Società « Alfa Romeo ».

— Camicie di ghisa Meeha-
nite per la Società « CAI » di
Milano.

— Travi di serraggio per la
Società « Terni » di Roma.

— Settori di ghisa ANC per
la Società « Ansaldo - San
Giorgio ».

Dette forniture ed altre di
minore entità comportano cir-
ca 197.000 ore lavorative.

CONSEGNE

Il materiale più importante
consegnato nel mese di no-
vembre è il seguente:

Un’elica a quattro pale di
bronzo al manganese, del peso
di 30 tonn. circa, ai « Cantieri
Riuniti dell'Adriatico »; quat-
tro eliche di bronzo al manga-
nese, del peso complessivo di
43 tonn., ai « Cantieri Navali
Riuniti », alla Società « Cam-
panella », al nostro Stabili-
mento Meccanico e alla Socie-
tà « Italia»; dodici eliche di
bronzo al manganese, del peso
complessivo di 7 tonn. al no-
stro Stabilimento Meccanico;
262 tonn. di getti di ghisa e
bronzo al nostro Stabilimento
Meccanico per motori Diesel e
costruzioni varie; 16 tonn. di
getti di ghisa e bronzo al no-
Sestri e al
nostro Stabilimento CMI; 56
tonn. di getti varii di ghisa e
bronzo alle Società «S.LA.C.»,
« Ansaldo - S. Giorgio », « An-
saldo - Fossati» e a clienti
varii; 249 tonn. di getti di
ghisa meccanica alla Società
« Alfa Romeo » per costruzio-
ni automobilistiche; 582 tonn.
di lingottiere di ghisa alla
« Fiat » e alla « Cornigliano ».

VISSE. E

Nella mattinata del 29 no-
vembre, un gruppo di tecnici
appartenenti a diverse Fon-
derie liguri, al termine di un
corso di aggiornamento sulla
tecnica di fonderia — organiz-
zato dall’Associazione Indu-
striali della Provincia di Ge-
nova per conto del Comitato
Nazionale della Produttività
— ha effettuato una visita al
nostro Stabilimento Fonderia.

I graditi ospiti, che erano
accompagnati dal sig. O’Con-
nor, consulente tecnico ameri-
cano, e dall’ing. Morgani del
Comitato Nazionale della Pro-
duttività, sono stati ricevuti
dal V. Direttore dott. Davide
Masperi, dal Capo Fonderia
ing. Vincenzo Zagnoli e da al-
cuni tecnici dello stabilimen-
to. Ha porto loro il benvenuto
e ha illustrato la storia e la
organizzazione della Fonderia

Successivamente i visitatori
si sono recati al Labor i
chimico metallografico, all’Of-
ficina ghisa grandi e medi pez-
zi, all’Officina piccoli pezzi,







L’operaio Giuseppe Statiglio mentre prepara una
da 40 tonnellate per il completamento della



Camicie centrifugate per motori
Giacomo Gaggero estrae un

all’Officina modellisti.

Al termine della visita gli
ospiti hanno esternato il loro
compiacimento per le realiz-
zazioni tecniche constatate.

lingottiera

pra

« Alfa Romeo ». L’ operaio
getto dalla conchiglia

r
1

smatterozzatura '

TIRO

uando nell'album di fami-
(Qui ci sono pagine come

questa, esso non può più
rimanere in un cassetto di
casa a far storia di azienda,
perchè appartiene alla storia
del Paese e della civiltà.

La conquista del cielo fu
una delle più belle conquiste
umane, con la quale si realiz-
zavano finalmente i sogni di
Icaro e le visioni di Leonardo,
affrontando un cammino nuovo
che ancora oggi non sappiamo
dove ci porterà.

Ebbene, all’apparire dell’ar-
ma nuovissima (come fu detta
allora, quando noi per primi
la impiegammo nell’impresa
libica e quindi sui fronti del-
la prima guerra mondiale, af-
fiancandoci alle potenze del-
l’Intesa), quando l’uomo osava
veramente affrontare il cielo
su un guscio di compensato,
con ali di tela e l’elica di noce
stagionata, quando la gente
girava il naso all’aria con stu-
pore, ogni volta che quel mo-
scone ronzante si disegnava
nel cielo, con le doppie ali dai
cavi robusti, simile ad una
cavalletta spaventata, il nome
« Ansaldo » fu presente e sta-
bilì una tradizione che, per
quanto relativamente breve, fu
gloriosissima.

Per affrontare in grande ta-
le produzione d’avanguardia
(dati i tempi, costruire aerei
era come oggi costruire una
centrale atomica, affrontando
con mezzi totalmente nuovi
una produzione nuovissima, in
un campo ancora bambino)
l’Ansaldo dovette nel 1917
creare tutta una serie di im-
pianti nuovi, cantieri, campi di
volo, quindi specializzare tut-
ta la mano d’opera, creare sta-
bilimenti collaterali e se è ve-
ro che per le parti metalliche
qualcosa era già stato anpron-
tato dall’industria automobili-
stica, per le parti in legno e
per i rivestimenti in tessuto il
problema fu affrontato parten-
do da zero.

L’album presenta a questo



punto alcuni nomi che vanno
segnalati: i fratelli Perrone,
che nel loro slancio instanca-
bile per fornire armi alla Pa-
tria vollero affrontare senza
risparmio anche tale nuovissi-
mo campo, e l'ing. Giuseppe
Brezzi, direttore generale dei





precisamente a Calcinara, là
dove in seguito furono i depo-
siti della Ford ed ora è la
Scuola Apprendisti, su un'area
fabbricabile di circa 60.000
maq., con una superficie coper-
ta di 35.000 mq.

Tra i reparti più notevoli,

taggio degli apparecchi di ol-
tre 5.000 mq. e dove potevano
essere allineate oltre trecento
fusoliere.

Il Cantiere Aeronautico n. 2
sorse a Bolzaneto, in riva al
Polcevera, per il montaggio e
il collaudo degli apparecchi









sione, ciminiere e costruzioni,
e battuto da vento quasi pe-
renne, furono collaudati oltre
mille apparecchi senza alcun
incidente importante.

Il Cantiere n, 3 sorse a To-
rino, di proporzioni grandiose,
sopra un'area di circa 1.600.000

de Wu Fog
E









Cantiere Aeronautico n. 1 - Collegamento della tela alle centine

cantieri aeronautici, che vide
chiaramente le possibilità fu-
ture del nuovo mezzo. L’idea-
zione del primo nostro appa-
recchio si deve ai maggiori
Savoia e Verduzio, della Di-
rezione Tecnica dell'Aviazione
Militare; da qui il nome SVA:
Savoia - Verduzio - Ansaldo.

Il Cantiere Aeronautico n. 1
sorse a Borzoli mare, e più

vanno segnalati l’hangar con
scalo per il varo degli idrovo-
lanti in collaudo, il grande
magazzino legnami, i padiglio-
ni. per la lavorazione delle
parti metalliche e quelli per
la lavorazione delle parti in
legno collegati dal salone cen-
trale di montaggio ali, della
superficie di circa 4.000 mq., e
il vastissimo salone di mon-

La preparazione dei rivestimenti in tela per le ali

che in regolare produzione
di serie uscivano dal Cantiere
ml.

Con i caratteri orografici
della riviera ligure non fu fa-
cile trovare il posto adatto,
che si ottenne infine spianan-
do e livellando un’area di ol-
tre centomila metri quadrati.
Va notato che su tale campo,
circondato da cavi di alta ten-







mq., con una superficie co-
perta di 61.100 mq. e con un
grandissimo campo di avia-
zione per i collaudìi in volo.

Il Cantiere Aeronautico n. 4
sorse a Cadimare, nel golfo
della Spezia, soprattutto per-
chè tale specchio di mare, pe-
rennemente tranquillo, con-
sentiva il collaudo degli idro-
volanti in qualsiasi stagione.
Il Cantiere sorse su 65.000 mq.
di terreno, e il prospiciente
arenile fu adattato con una
gettata su palafitte. Si costrui-
rono anche cinque hangars
aventi ciascuno una luce netta
di venti metri per un'altezza
di m. 9,50 che avrebbero con-
sentito il varo giornaliero di
almeno dieci idrovolanti.

Il Cantiere Aeronautico n. 5
infine, sorse fra Torino e Ri-
voli, su un’area coperta di cir-
ca 31.000 mq, e con annesso
un vasto campo di volo.

La produzione vide parecchi
tipi, per gli usi più diversi
richiesti dal sempre maggior
impiego bellico della nuova
arma, e si impose all’ammira-
zione mondiale, stabilendo pa-
recchi records e partecipando
a diverse imprese memorabili
in guerra e in pace.

Primo apparecchio prodotto
fu il biplano « SVA », un ap-
parecchio ad ali ineguali e a
cellula rigida, con motore
« Spa 6 A » da 210 Cv. o « LF.
V. 6» alquanto più potente.
Lo «SVA » aveva una auto-
nomia di volo da tre a nove
ore, e poteva servire per rico-
gnizione, con due macchine fo-
tografiche con telai di soste-
gno dietro il serbatoio della
benzina e per bombardamento,
con installazioni di lancia-
bombe e lancia-spezzoni al
posto delle macchine fotogra-
fiche. Lo « SVA » fu prodotto
in due tipi: sul monoposto

l'armamento consisteva in due
mitragliatrici Vickers, con ti-
ro attraverso la rosa dell’elica;
nel biposto vi era una sola
mitragliatrice Vickers anterio-
re în caccia ed una posteriore
Lewis montata su cerchio o su
supporto a snodo, per il tiro
in ritirata.

L’aereo « A 1» o « Balilla»
come fu chiamato, era un bi-
plano da caccia a fusoliera,
monoposto, monomotore, con
ali uguali e con cellula a mon-
tanti e cavi. Aveva una ecce-
zionale capacità ascensionale,
tanto da poter raggiungere la
quota di 4.000 metri in soli
10 minuti e 20”, 5.000 metri in
14 minuti e 10”.

L’aereo « A 300 » era un bi-
posto da ricognizione, con mo-
tore Fiat A. 12 bis. Cellula
biplana ad ali uguali, fusoliera
completamente in legno for-
mata da due longheroni supe-
riori semplici e da uno infe-
riore biforcato a circa un ter-
zo dall’estremità di coda. Una
serie di ordinate in compen-
sato completavano l’ossatura.
L’armamento era formato da
una mitragliatrice Vickers fis-
sa, col tiro attraverso l’elica,
comandata dal pilota, e da una
mitragliatrice Fiat o Lewis su
torretta girevole comandata
dall’osservatore.

Sull’« A 300» si potevano
installare macchine fotografi-
che e apparecchio radiotele-
grafico.

Il tipo « A. 5» era un appa-
recchio a grande autonomia
(oltre duemila chilometri) che
poteva raggiungere la velocità
effettiva di duecento chilome-
tri orari. Era cioè un appa-
recchio che si prestava ottima-
mente per il bombardamento,
anche di obiettivi lontani, ed
era quanto di meglio esistesse
per.un servizio postale di pace
e trasporto di un passeggero,
potendo oltre tutto atterrare
con velocità bassissima, Aveva
un motore « Ansaldo E 14» da
300 Cv., cellula biplana con 4
serie di montanti in tubi di
acciaio e crociera in cavi di
acciaio, le ali con rivestimento
in seta « Avisine » Ansaldo.

L’idrovolante « AM» (An-
saldo Marino) era un apparec-
chio biplano molto simile nel-
la fusoliera, nella cellula e
nelle disposizioni generali allo
SVA monoposto. Caratteristi-
ca principale, naturalmente,
erano i galleggianti, di due
tipi: il primo costituito da ci-
lindri in legno compensato
con estremità sagomata e con
alette in acciaio fissate alla
parte cilindrica del galleggian-

te, in modo da rendere facile
il decollaggio; il secondo a
fondo piatto, con « redan » di
forma analoga a quella degli
ordinari idrovolanti «a flot-
teurs ». Due timoni applicati
all'estremità poppiera dei gal-
leggianti servivano per la di-
rezione in acqua. La velocità
era (malgrado i pesanti gal-
leggianti) di duecento chilo-
metri orari, mentre in poco più
di mezzora l’idro poteva rag-
giungere la quota massima di
6 mila metri.

Quanto alle imprese, dive-
nute digià quasi leggendarie,
di guerra e di pace, esse sono
tali e tante da meritare un di-
scorso a parte. Basterà accen-
nare qui che nel solo 1918 si
ebbero i voli su Innsbruck e
la Valle dell’Inn; su Cettigne,
Scutari, Durazzo; su Costanza-
Bregenz, Lindau e Friedrich-
shafen; su Sebenico, Spalato,
Metkovic; su Trieste e Pola;
sull’Istria e Trieste; il famo-
so «raid» della «Serenissima»
su Vienna; su Bressanone -
Innsbruck e il volo Padova -
Torino - traversata delle Alpi -
Campi della Champagne e ri-
torno.

Tra i «raids» di pace più
famosi, ricorderemo quelli To-
rino - Barcellona, Salonicco -
Roma, Roma - Costantinopoli,
Buenos Aires - Cordova, Bue-
nos Aires - Mendoza, Madrid -
Roma, la duplice traversata
della Cordigliera delle Ande,
e il « raid» delle capitali eu-
ropee. Tutta una messe di al-
lori e di «record» di risonan-
za mondiale, ottenuti dagli ap-
parecchi che uscivano in so-
stanza dal triangolo tra la
Polcevera e il Chiaravagna,
dove il valore dei tecnici e
delle maestranze riuscivano a
trasformare in ali d’aquila
dei materiali che oggi, a soli
quarant'anni di distanza, fanno
già sorridere.

Guardateli, questi uomini in
paglietta e coi lunghi baffi:
guardatele, queste donne con
la cuffietta, al lavoro dietro le
macchine da cucire, che paio-
no uscite da un quadro di
Delleani o di Toma; osservate
questo artigiano che picozzan-
do un pezzo di noce sembra
che faccia una « lippa », e ne
caverà invece un'elica che tra-
svolerà le Alpi; tutti quadri
romantici che ci ‘dicono, con
commovente linguaggio, quale
cammino la civiltà meccanica
abbia fatto in pochi anni, e
quale posto, in tale cammino,
occupi il nome fatidico di
« Ansaldo ».

Lucio Bozzano

L’idrovolante Ansaldo

Lo « S.V.A.» monoposto visto di fronte

Il monoposto da caccia « Balilla » A. 1

L'apparecchio da ricognizione « A. 300»

Lo « S.V.A. » biposto da ricognizione









12

Il montaggio alla SIA, F
del laminatoio 3/90

* di questi giorni la no-
tizia apparsa sui giorna-
li dell'entrata in funzione del
grosso laminatoio da mm. 3750
presso lo Stabilimento di Cam-
pi della S.L.A.C. Del grande
complesso, comprendente mac-
chinari diversi, sia per mole
che per prestazione, il mon-
taggio della parte più impor-
tante, rappresentata dalla li-
nea di laminazione, è stato af-
fidato alla perizia dei tecnici
e delle maestranze del nostro
stabilimento CMI, Il lavoro,
iniziato a giugno, si è conclu-
so verso metà novembre con
la prova generale dell’impian-
ito, prova riuscita di piena sod-
disfazione del committente.
Nel corso del montaggio non
sono mancati problemi presen-
tanti qualche difficoltà. Uno
di questi, relativo al colloca-
mento in sito dei due mon-
tanti da 135 tonnellate della
così detta gabbia orizzontale,
è stato risolto con gli accor-
gimenti esposti in appresso.
Tali montanti si dovevano
trasportare dal vagone (un
carro speciale a 12 assi fatto
giungere all’inizio della nava-
ta) fino alle fondazioni predi-
sposte in fondo alla navata
stessa ed unico mezzo allora
disponibile per il sollevamento
era un carro ponte della por-
tata di 80 tonnellate. Che fa-
re? Si sono costruiti due gros-
si piedistalli di lamiera salda-
ta; gli stessi, muniti di ralle
e controralle, si sono applicati
uno al piede e uno alla testa
dei montanti. Facendo grava-
re il pezzo ora su una ralla,
ora sull’altra, e sostenendolo
all'estremità opposta col gan-



cio del carro ponte, si è riu-
sciti a dividere il peso del
montante in due, circa 70 ton-
nellate per parte. Conseguen-
temente, col far perno sulle
ralle e mettendo in moto il
carro ponte, si è fatto descri-
vere al pezzo un semicerchio
di raggio uguale alla lunghez-
za del montante (circa 9 me-
tri). In tal modo si è ottenuto,
mediante un movimento a
compasso, di far compiere ai
montanti il percorso dell’inte-
ra navata.

Altro problema da risolvere
è stato quello della erezione
dei montanti. Data la portata
insufficiente e la limitata al-
tezza del tiro del gancio della
gru, non era possibile metter-
li in posizione verticale uti-
lizzando soltanto questa. Si è
allora ricorsi a due armature,
aventi la forma di mezzelune,
che, applicate alle basi di ap-
poggio dei montanti, hanno
creato un insieme che può ri-
cordare la sedia a dondolo.

Trasportato il montante nel
modo sopra descritto nella giu-
sta posizione su delle taccate
erette in prossimità del vano
formato dalle fondazioni, il
pezzo si è innalzato con una
semplice manovra di rotola-
mento, manovra che ha avuto
svolgimento in pochi minuti.
Lo sforzo di sollevamento si
è così ridotto a poche tonnel-
late e l’altezza disponibile del
gancio della gru è risultata
sufficiente perchè la parte in-
feriore del montante è entra-
ta nel vano della fondazione.
Successivamente, per portare
alla giusta altezza i montanti,
si sono dovute eliminare le

Linea

taccate su cui appoggiavano.
Questa operazione di calaggio
è stata eseguita con l’impiego
di grossi martinetti idraulici,
eliminando di mano in mano
le travi di legno costituenti le
taccate stesse.

Aggiungiamo ora alcune no-
tizie riguardanti il laminatoio,
E’ stato chiesto perchè veniva
chiamato anche « treno quar-

di laminazione del lam inatoio 3750








sat





Montante in fase di sollevamento

to ». Tale denominazione de-
riva dal fatto che il complesso
principale, a cui vien dato il
nome di gabbia, è costituito
da quattro cilindri, due funzio-
nanti da sostegno e due for-
manti i veri e propri cilindri
di lavoro, fra i quali sono co-
stretti ad introdursi i lingotti
incandescenti con un movi-
mento di va e vieni. I lingotti

id partecipato e

ad ogni passata si riducono di
spessore mentre ad intervalli
vengono investiti da potenti
getti d’acqua per essere libe-
rati dalle scorie. I due cilindri
di lavoro sono azionati da due
motori indipendenti, soluzione
questa che ha portato a sem-
plificazioni meccaniche offren-
do notevoli vantaggi tecnici.

Dati i 3750 mm. corrispon-
denti alla lunghezza dei cilin-
dri, dal nuovo laminatoio si
possono ottenere lamiere della
larghezza di mm. 3600, mentre
fino ad oggi la misura massima
delle lamiere prodotte dagli
stabilimenti nazionali non sor-
passava i mm, 2800.

Il poter disporre di lamiere
aventi maggior larghezza con-
sente di risparmiare sulle sal-
dature; di ciò trarranno bene-
ficio i nostri Cantieri, i quali
si avvantaggeranno di un mi-
nor dispendio nella costruzione
degli scafi e anche di una
maggior celerità durante il
ciclo produttivo.

Il laminatoio, testè entrato
in funzione, rappresenta la
ricostruzione dell'impianto già
funzionante durante l’ultima
guerra, smontato e trasferito
nella zona Est della Germania
sul finire del conflitto.

Del macchinario asportato,
quasi niente è stato possibile
ricuperare e la ricostruzione si
è fatta perciò a nuovo adottan-
do, quindi, macchine ed appa-
rècchiature le più moderne ed
aggiornate alle sempre cre-
scenti esigenze industriali.

Il nuovo complesso è quindi
risultato tale da essere il mag-
giore e il più moderno d’Italia
e da poter competere con gli
analoghi laminatoi europei.

Gli ansaldini, che hanno
collaborato a
cuesta realizzazione per la
S.LA.C., devono essere soddi-
sfatti di aver contribuito ad
un’opera che torna di vantag-
gio al Paese e, di riflesso, alla
nostra Azienda.

A. M.

sopri il o forno rotante costruit 5 2 me Ila CEMENTIROSS
di 4 metri, ato acceso il 30 giugno di qu precedenti, funziona a gas metano. rito lare del gruppo
sezione da 70.000 kW. fornita dall’Ansal alla « Società Idroelettrica Piemonte per la Centrale di Chivasso. Il gruppo è





inistra: la nm
S.I.P. a Chivasso
argano a salpare





tonave Carmela Fassio di 10.670 T.D.W.,il giorno precedente al varo, avvenuto l’8 luglio scorso a Sestri. Sopra: la sala dei turboalternatori della Centrale della
in primo piano il gruppo da 70.000 kW. costruito allo Stabilimento Meccanico. Sotto a sinistra: una veduta parziale del Cantiere di Sestri:
: sullo sfondo la motonave svedese « Gripsholm ». Sotto a destra: parte di incastellatura di un motore Ansaldo-Doxford 67 LB in fase di assiematura a!

in primo piano un
Meccanico






È Mg TSE ri a
Mina Via vio) Vai Fide
LOTTE ia TT
i =

TE pa



giugno 1955;
ica quadripale

di 15.800 tonnellate di portata lorda, avvenuto al Cantiere di Muggiano
‘a: una fase della s nazione dell’

a Marittima Palerm

sinistri
Illo a vapo

di Sestri per la « Compa

. Sotto a
in primo piano un verri

e da carico secco « Oscar Sinigaglia
ta la prima di una serie detta dei
di 31.500 tonnellate di portata lorda, costruita al nostro Cant
stimento della turbocisterna « Purfina Italia

Capitani del lavoro
re

sercizio, a

Purfina Italia >
operai al lavoro per l'al

della turbocisterna
a destra

di Palermo. Sotto

Ci ISI"",



UNA INTERESSANTE REALIZZAZIONE DEL CANTIERE DI MUGGIANO

la ricostruzione del Maliroussa:

A causa delle passate e re-
centissime vicende che
hanno investito l’Egitto molti si
sono domandati che fine avrà
fatto il magnifico yacht reale
« Mahroussa » quasi completa-
mente ricostruito nel Cantiere
Ansaldo di Muggiano nel 1951.

Qualche tempo addietro, se le
nostre informazioni sono esatte,
lo yacht, con a bordo allievi uf-
ficiali dell’esercito egiziano, ha
compiuto un viaggio a Beirut
ed ora dovrebbe essere relegata
in qualche baia del Mar Rosso
in attesa di tempi migliori an-
che per gli yacht...

Quando con il suo alto fu-
maiolo giallo il grande panfilo
giunse nelle acque del (Golfo
della Spezia, nell’ormai lontano
ottobre del 1950, a chi non
aveva ancora dimenticato le let-
ture salgariane, quella nave
bianca con la prora slanciata a
veliero, fece tornare subito alla
memoria il « Re dei Mari » isul
quale il diabolico portoghese
Yanez, « accendendo. l’ennesima
sigaretta », ordinava bordate di
fuoco sugli inglesi.

Dopo aver risposto alle salve
d’uso la nave andò ad attrac-
carsi ad un molo del Cantiere
spezzino e trascorsi alcuni gior-
ni, amma'inata la verde bandie-
ra con la mezzaluna bianea,
I equipaggio sbarcò per fare
ritorno in patria, La nave rima-
se qualche ‘tempo come abban-
a bordo salirono

donata, poi

alcuni tecnici ed operai e l’ope-
ra di demolizione cominciò
subito,

Su quella vecchia nave lunga
142 metri e larga circa 14, co-
struita nel 1862 a Greenoch in
Inghilterra e che stazzava 3.470
tonn., col tempo si erano adden-
sati numerosi ricordi, molti dei
quali storici, Sul finire del se-
colo scorso gli inglesi l'avevano
donata al nonno di Faruk, il
Kedivè Ismail che la destinò ai
suoi viaggi di diporto. In segui-

to, dopo varie modifiche, passò
a re Fuad e quindi a Faruk, il
quale oltre al « Mahroussa »,
che in arabo vuol dire « protetto
da Allah », possedeva altri due
panfili,

Con il « Mahroussa », fra l’al-
tro, Ismail il 17 novembre 1869
seguì l’« Aigle» sulla quale
l’imperatrice di Francia Euge-
nia inaugurò la navigazione nel
Canale di Suez, Storico avveni-
mento al quale, secondo le ero-
nache del tempo, parteciparono
illustri personaggi imbarcati su
68 navi di ogni nazionalità e
l’eccezionale fatto venne anche
ricordato in una interessante
serie di stampe a colori conser-
vate a bordo del panfilo reale,

I problemi che il Cantiere di
Muggiano dovette risolvere per
soddisfare le richieste del Clien-
te furono vari e complessi, Il
panfilo doveva essere rimesso
completamente a nuovo con cri-
teri di modernità e signorilità
e, tuttavia, nelle sue grandi li-
nee esterne e, possibilmente
anche nell'arredamento, avreb-
be dovuto conservare talune ca-
ratteristiche primitive, appunto
per quei ricordi storici che erano
legati alla nave,

Il vecchio « Mahroussa », co-
me si è detto, era già stato in
precedenza sottoposto a trasfor-
mazioni; infatti in origine era
fornito di ruote laterali, ma i
lavori compiuti nel Cantiere di
Muggiano furono veramente ra-
dicali. Demolite completamente
le sovrastrutture, il fumaiolo,
parte del ponte di coperta,
asportate le macchine e le cal-
daie, demoliti vari corsi di fa-
sciame, i ponti, ecc. ecc., dello
yacht non rimase altro che la
parte metallica dello scafo, Con
un lavoro di vari mesi — se-
guendo le istruzioni del Cliente
— terminata la fase, diciamo,
demolitoria, si iniziò la rico-

struzione che presentò difficoltà
di varia natura dovendo rispet-



A sinistra:

tare, come si è detto, certi ele-
menti fondamentali intesi a
non alterare sostanzialmente,
almeno nella linea generale, le
caratteristiche puincipali della
nave.

Altro arduo problema fu quel-
lo di arredare, in vari stili, de-
gli ambienti la cui altezza supe-
rava di poco i due metri, ma la
Ditta Quarti, avvalendosi del-
l’opera di illustri artisti e pro-
vetti artigiani, seguendo le di-
rettive dei tecnici dell’Ansaldo,
riuscì pienamente a superare
anclie codesto preoccupante pro-
blema.

Cambiate macchine e caldaie
si procedette poi a ricostruire
interamente la compartimenta-
zione dei ponti inferiori, si rife-
cero le sovrastrutture adattan-
dole alle nuove esigenze, quindi
si ricostruirono i saloni per gli
alloggi dei Reali e per il seguito,
i quattro appartamenti del Re e
della Regina (due sul ponte di
passeggiata e due sul ponte di
corridoio) e gli alloggi degli uf-
ficiali e dell’intero equipaggio.

La nave fu fornita di appa-
recchiature igieniche modernis-
sime, le cucine furono dotate
di impianti elettrici e a nafta
e furono altresì rifatte riposte-
rie, frigoriferi e cambuse isecon-
do gli ultimi criteri della tec-
nica relativa, Del pari curata la
timoneria dotata di girobussola,
giropilota, radar,

Furono anche realizzate ma-
gnifiche passeggiate e verande
a prora e a poppa e fornite
nuove imbarcazioni di salva
taggio e due potenti motoscafi
capaci di « filare» a 32 miglia
orarie, Alle prove in mare lo
yacht superò brillantemente i
18 nodi orari.

Un lungo discorso meritereb-
be l'arredamento curato in par-
te dalla ditta sopracitata, ma lo
spazio non ce lo consente,

Non si può però non soffer-
marsi, seppure brevemente, sul
complesso degli appartamenti
reali costituiti da quattro ca-
mere da letto e altrettanti sa-
lotti privati. Questi locali sono
stati realizzati con legni pregia-
ti quali l’acero,
«citronnier » con intarsi in
« bois de rose » e il mogano di
Cuba e con stoffe di seta dai
colori smorzati di delicato ef-
fetto policromo,



















il rovere, il.













L'elegante prua del panfilo

Molto originale la sala da
musica sul ponte di passeggiata:
al centro del salone, tutto bian-
co con decorazioni in azzurro,
fu posto un candido pianoforte
a coda e attorno divani, poltro-
ne e sgabelli in stile moresco
che riprendevano i colori domi-
nanti, grandi stelle ad otto
punte erano gli elementi della
decorazione del soffitto. Da tut-
to l’insieme, monostante i ri-
ehiami orientali, ne sortiva però
un’atmosfera di occidentale mi-
nuetto. Dal ponte di coperta
per un solenne scalone con rin-
ithiere rinascimentali in argento
arabescato (le stesse che esiste-
rano già nel vecchio « Mahrous-
sa ») si scende al vestibolo che
precede il salone delle feste:
quello « faraonico » che è il più
caratteristico e significativo del-
la nave, Le pareti di questo
furono ricoperte di pannelli
di seta arancione intercalati
da lesene decorate con an-
tichi motivi egiziani e la
illuminazione fu ottenuta oltre
che da oblò nel soffitto, da lam-
pade a testa di zebù in bron-























scala moresca - A destra: il salotto poppiero detto sala faraonica.

zo e dischi di vetro giallo.

Altra cosa di notevole inte-
resse, la scala « arabesca » che
congiunge quattro ponti, da
quello inferiore a quello supe
riore, colorata in bianco, grigio
e verde e decorata con motivi in
ottone lucido.

Un antico « portolano » del-
l'Egitto, della Persia e dell’In-
dia, aspetti della giungla, scene
di caccia e di vita dell’antico
Egitto con altri quadri di vario
gusto e tendenza completano
l'arredamento di varie pareti
del panfilo.

Tutto, in definitiva, sul «Mah-
roussa » è stato rinnovato con
estrema cura tanto da farne una
« cosa » degna di rappresentare
nel modo più degno ic »ossibi-
lità dell’arte e della tecnica na-

vali italiane,
E non solamente per fare del
colore la stampa nazionale,

quando verso la fine del 1951
la nave è salpata per Alessan-
iria, l'ha definita una nave da
« Mille e una notte »,

Aldo Galli



18

S abato 1° dicembre si sono
chiusi, dopo due mesi di du-

rata, i corsi di perfezionamento

per marittimi addetti alla con-

duzione di apparati motori e

motopescherecci.

E° la terza volta che la no-
stra Direzione, su iniziativa del
Ministro della Marina Mercan-
tile, ha aderito a svolgere pres-
so lo Stabilimento Meccanico
questo corso che ya assumendo
sempre maggiore e sempre più
alta ispirazione sociale,

Attraverso itali corsi i gio-
ni meccanici navali, che annual-
mente lasciano le scuole profes-
sionali, vengono messi in con-
dizione di approfondire la loro
conoscenza pratica, sui motori
marini e sulla loro condotta e
di elevare il loro livello pro-
fessionale e culturale a contat-
to con i problemi vivi del la-
voro, Con tale intento la no-
stra Direzione ha messo a di-
sposizione di questi corsi una
vera schiera di tecnici, sia per
intrattenere i giovani, con le-
zioni di carattere tecnico-pra-
tico, sia per illustrare loro le
diverse fasi della messa a pun-
to dei motori nelle sale di mon-
taggio e di prova e sia infine
per far sì ch'essi prendano at-
tiva parte al lavoro, inseren-
dosi nella stessa produzione.

Ai primi corsi svolti negli
ultimi due anni, hanno parte-
cipato complessivamente 45 gio-
vani, di età non superiore ai 22
anni, Oltre allo scopo di aver
perfezionata la conoscenza mo-
toristica pratica e ad aver ar-
ricchito il loro bagaglio cultura-
le di nozioni che, in avvenire, si
dimostreranno assai utili, se ne
è ottenuto un altro, forse altret-
tanto importante: quello di
aver affezionato gli allievi al-
l’ambiente dello Stabilimento,
alle maestranze che ne fanno
parte e a quanti hanno contri-
buito con spirito di abnegazione
alla buona riuscita dei corsi,

E’ opportuno ssi sappia anche
che per creare maggiori collega-
menti diretti fra la scuola e
l'industria, l’Ansaldo ha già
fatto effettuare da due suoi
funzionari (l’ing, G. B. Gabbia e
il macch, nav, L. Colombara)
un ciclo di dodici visite ad al-
trettante scuole ENEM dei mag-
giori centri di pesca italiani.

Dur-ute tali visite mediante
conterenze sono Ss portate
agli allievi informazioni aggior-
nate, d’ordine soprattutto pra-
tico, sui problemi che i tecnici
dell’industria si pongono e sul-
le soluzioni raggiunte e puntua-
lizzate nelle officine, nelle sale
di prova, nella sistemazione dei
motori a bordo dei moderni pe-
scherecci, ecc. Sono stati forniti
a queste scuole persino dieci
motori funzionanti da 12 cav,
« Ansaldo », ed un vero baga-
glio di tabelloni illustrativi e
di materiale didattico,

Se si tiene conto che le scuole





Il gruppo

dei giovani meccanici navali

I corsi di addestramento

per gli allievi delle Scuole ENEM



L’ing. De Vito e il dott. Campailla alla cerimonia di chiusura

professionali di educazione ma-
rinara ospitano gratuitamente
centinaia di allievi, in genere
figli di pescatori e di marittimi,
si rileva facilmente l’importan-

za morale e tecnica dell’opera
che è stata isvolta in questo
campo,

In una atmosfera di sincera

cordialità il 1° dicembre con un
rinfresco offerto. ai 25 allievi,
all'istruttore dell’ ENEM sig.
Bruno Burini, ed ai tre istrut-
tori dell’Ansaldo, sigg. Ottavio
Tarabuso (al suo terzo corso),
Luigi Galeotti (al suo secondo
corso) e Rosolino Giordo (al
primo corso), si è svolta la ce-





rimonia di chiusura del corso
stesso,
Sono intervenuti, in rappre-

sentanza del Ministro della Ma-
rina Mercantile on, Cassiani, il
dr, Campailla, del Ministero
stesso e il nostro V, Direttore
Generale ing. Edgardo De Vito.

Il dr. Campailla ha porto agli
allievi il saluto del Ministro ed
il ringraziamento all’Ansaldo
per la sua opera, con un caldo
augurio agli allievi perchè da
questi due ultimi mesi di lavoro
abbiano tratto il maggior pro-
fitto.

Gli ha risposto l’ing. De Vito,
ringraziandolo anche a nome
della nostra Società, e richia-
mando l’attenzione dei presenti
sulla necessità « che si intensifi-
chi sempre più il concetto, che
sta ormai traducendosi in pra-
tica, di una sempre maggiore
qualificazione del personale che
svolge compiti tecnici, E questo
corso, che è stato isvolto e se-
guito con vivo interesse, è esso



fotografati in un piazzale

stesso un contributo che la no-
stra Azienda ha dato al sano
principio della qualificazione
anche al di fuori del suo am-
bito e del suo personale, Un’al-
tra necessità molto sentita è che

lare di collaborazione e come
sia difficile realizzarla, Sono
lieto pertanto di rilevare che il
corso che oggi si chiude è una
dimostrazione di vera, fattiva
e pratica collaborazione »,

Infine il simpatico e spigliato
giovane Mario Gatti, di Marina
di Carrara, ha risposto a nome
degli allievi:

« Signori,

vi porgo il saluto di tutti gli
allievi del corso meccanici na-
vali testè concluso,‘

Noi tutti Vi siamo grati per
le attenzioni che ci avete pre-
stato fino dal primo giorno che
siamo venuti in questo gran-
dioso e moderno Stabilimento.

Accolti in una atmosfera di
intima cordialità, diremo quasi
fraternità, dagli istruttori a cui
siamo stati assegnati, sotto la
loro guida esperta abbiamo ar-
riechito il nostro fragile baga-
glio di esperienza motoristica.

Ci auguriamo che da ora in
poi possiamo mettere in pratica
tutto ciò che abbiamo imparato
in questi due mesi, sperando di
avere un avvenire, pieno di la-
voro e di felicità,

Sin dai primi giorni di visita



Gli istruttori dei corsi

le forze attive dal lavoro si
ispirino ad un più alto con-
cetto di collaborazione giacchè
in questo momento i fatti della
vita dei isingoli e delle nazioni
dimostrano come sia facile par-

ai vari reparti dello Stabilimen-
to rimanemmo meravigliati. e
diciamo la pura verità, nell’os-
servare la perfetta organizza-
zione tecnica, Lo svolgersi del
lavoro delle colossali macchine



















dello Stabilimento Meccanico

e pur sempre perfetto nell’ese-
guirlo, macchine e strumenti di
misura mai visti nella nostra
giovane vita e persino macchine
che serutano nell’interno dei
materiali come nell'interno di
un corpo umano, Il profitto da
noi ottenuto in questo magni-
fico corso, ci proponiamo di ado-
perarlo per propagandare il no-
me dell'Ansaldo nelle nostre re-
gioni e in qualunque località
dove dovremo svolgere il nostro
lavoro,

Ringraziamo la Direzione An-
saldo, le maestranze che in tut-
te le occasioni, avendo lavorato
fra loro, ci hanno dato prezio-
si consigli, in particolare i no-
stri istruttori che ammiriamo
e apprezziamo con molta stima
e quando, uscendi di qua, ci
avvieremo verso il nostro nuovo
lavoro, serberemo e porteremo
sempre nel cuore un grato ri-
cordo di loro.

Viva l’Ansaldo! »,

G. Castaldi



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Volo a New York

on meta New York, il Vice

Direttore Generale ing. De
Vito ed io, domenica 11 no-
vembre u, s., siamo partiti
alla volta di Milano per pren-
dere l’aereo per Parigi e di là
la coincidenza del volo diretto
per New York. Partiti da Mi-
lano alle 17, abbiamo raggiun-
to Parigi dopo un’ora e 50 mi-
nuti di volo.

All’aeroporto di Parigi ci
attendeva il Direttore Centra-
le ing. Lo Monaco che per ur-
genti trattative in Francia ci
aveva preceduti.

L’ing. De Vito, l'ing. Lo Mo-
naco ed io costituivamo la
missione dell’Ansaldo che già
da tempo era stata preparata
per stringere più stretti con-
tatti di collaborazione tecnica
con la Società « General Elec-
tric Co. » di New York della
quale, com’è noto, l’Ansaldo è
licenziataria dal 1949 per la
costruzione di grandi centrali
termiche presso il Meccanico.

Il volo Parigi - New York è
compiuto da apparecchi « Su-
per G. Constellation » alla ve-
locità media di crociera di
450 km. all’ora ed all’altezza
di circa 8.000 metri. Ogni ap-
parecchio può trasportare fino
a 68 passeggeri.

Partiti la sera da Parigi, ab-
biamo raggiunto New York
dopo diciotto ore di volo effet-
tivo. L’aereo, dopo aver attra-
versato l'Atlantico, fa scalo per
il rifornimento di carburante
nell’isola di Terranova, a Gan-
der, un villaggio sperduto in
una landa piatta ove la sola
apparenza di vita è l’arrivo
continuo di aerei, Nell’aero-
porto di Gander, uno dei più
grandi esistenti, vi è per i
passeggeri un enorme salone
nel quale si va volentieri a
sgranchire le gambe dopo le
molte ore di volo.

Vi s'incontrano persone di
tutte le razze; uno spettacolo
sorprendente di universalità.
Ho visto persone in pelliccia
bianca e cappello di pelliccia
bianco; ho visto dei sud-ame-
ricani in giacchetta ed altri
con il cappello alla cow-boy
ed ho ascoltato lingue le più
diverse, fra le quali alcune
che non sono riuscito ad indi-
viduare.

Una cosa era comune, una
certa cordialità negli sguardi;
gli uomini comuni di tutte le
nazionalità, nonostante tutto,
simpatizzano!

Ogni qualche minuto si sen-
te la radio dell’aeroporto chia-
mare i passeggeri del volo nu-
mero X per destinazione Li-
bano, del volo numero Y de-
stinazione Svezia, eccetera; e
finalmente sentiamo chiamare
i passeggeri del « volo 571 >»
per New York: il nostro aereo.

Ripreso il volo ci viene ser-
vita la colazione. Davanti ad
ogni passeggero seduto nella
propria poltrona viene appli-
cato uno speciale vassoio con
delle guide che s'inseriscono
nella poltrona stessa e la ho-
stess distribuisce una scatola
di latte indurito nella ghiac-
ciaia e caffè caldo per scio-
glierlo.

Verso le 16, ora italiana,
dopo ben 19 ore di volo arri-
viamo a New York, ove, per
la differenza del fuso orario,
sono le 11 del mattino. Final-
mente non sentiamo più il ru-
more dei motori che ci ha in-
tontiti e, sbrigate le pratiche

doganali, raggiungiamo l’al-
berdgo.
Nelle giornate successive,

molto intense, sono state visi-
tate varie società e si sono
avuti vari incontri con per-

Da sinistra:
naco; il V.D.G. ing. De Vito;
sonalità del mondo industriale
americano.

E° molto significativo il fat-
to che varie note Società anche
nostre. concorrenti, avendo sa-
puto della visita di due alti
dirigenti dell’Ansaldo, abbiano
sollecitato un iacontro per
proporre e discutere eventuali
contatti. Non è la prima volta
che ciò avviene in questi ul-
timi tempi.

Il mio compito alla Direzio-
ne Commerciale del Settore
Meccanico della nostra Socie-
tà è, fra l’altro, quello di rice-
vere ed ascoltare le persone,
molto spesso straniere, che

il sig. J, E, Tyll, della « T.Ge.Co. »;

il dott.



il D.C. ing. Lo Mo-
Chiola della « Finmeccanica »

vengono a visitarci per pro-
porre ed intavolare trattative,
le più disparate. Con cogni-
zione di fatto, quindi, posso
affermare che da un certo pe-
riodo a questa parte importan-
ti Società all’avanguardia nel
mondo commerciale e tecnico
sono venute a proporre accor-
di, a sollecitare scambi d’infor-
mazioni tecniche e commercia-
li. Non vi è alcun dubbio; que-
sto è il risultato della politica
lungimirante, a largo raggio,
che da vari anni è stata intra-
presa dalla Direzione della no-
stra Società.

Pietro Donati



L’ accordo per il premio
di produzione al Cantiere

Ecco il testo del recente ac-
cordo sindacale che regola la
corresponsione del premio di
produzione agli impiegati del
Cantiere:

« Premesso che a termini del
punto 4°) dell'Accordo stipu-
lato in data 6 marzo 1956 tra
la Direzione Generale della
Società Ansaldo e la Rappre-
sentanza dei Lavoratori della
Società Ansaldo aderenti alla
CSIL - FIM e UIL - UILM, as-
sistita dalle rispettive Segre-
terie Provinciali era stato pre-
visto un riesame del Premio
di Produzione per il personale
impiegatizio del Cantiere Na-
vale di Genova Sestri, dopo
che si fosse potuto esaminare
in concreto l’entità del premio
in un periodo di piena produ-
zione dello Stabilimento,

il giorno 12 dicembre 1956
presso la Direzione Generale
dell’Ansaldo si sono riuniti i
signori: dr. ing. Domenico Zi-
rilli e avv. Alberto Boyer, in
rappresentanza della stessa So-
cietà Ansaldo; sig. Luigi Brol-
pasino, Segretario Provinciale
del Sindacato Metalmeccanici
CISL di Genova; sig. Sergio
Serena, Segretario Responsa-
bile dell’Unione Sindacale del-
la UIL; con la partecipazione
dei signori: Onorio Cavallino,
Agostino Casarino, Fausto Ga-
sparini, Aurelio Canepa, in
rappresentanza degli impiegati
del Cantiere Navale di Sestri.

Dopo ampia discussione e
approfondito esame della que-
stione, le parti si sono date
reciprocamente atto di quanto
segue:

1) Fermi restando i criteri
e le formule in atto per la de-
terminazione del Premio di
Produzione degli impiegati,
l'ammontare del premio come
risultante in base alle formule
e criteri sopra indicati, sarà
moltiplicato per un coffieciente
di 1,30 (uno, trenta).

2°) La quota di premio di
produzione che viene lasciata
a disposizione della Direzione
per essere distribuita a suo
insindacabile giudizio agli im-
piegati particolarmente meri-
tevoli, viene ridotta dal 10 al
7,50% (dal dieci al sette e cin-
quanta per cento), dell’am-
montare complessivo.

3°) Il presente accordo
avrà vigore dal trimestre Lu-
glio - Settembre 1956.

4°) I Rappresentanti de-
gli Impiegati ed i Segretari
Provinciali delle Organizza-
zioni Sindacali, firmatari del
presente Accordo, si riservano
di riproporre eventualmente
un riesame del premio di pro-
duzione del Cantiere dopo ave-
re preso conoscenza dei risul-
tati che il premio con le mo-
difiche sopra indicate avrà
conseguito praticamente nei
primi due trimestri dell’anno
1957».





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20









de “I Ansaldino”

v



Anche quest'anno il nostro periodico organizza, per il giorno dell’Epifania,
una distribuzione di doni ai piccoli ansaldini nati negli anni 1948 e successivi.

Ecco il programma della festa:

a Genova

TEATRO MASSIMO (Sampierdarena) - Appuntamento alle ore 8,30 per i residenti
nelle delegazioni di Sampierdarena e Valpolcevera.

TEATRO SPLENDOR (Sampierdarena) - Appuntamento alle ore 8,30 per i residenti
a Genova Centro, delegazioni di levante e Val Bisagno e per i residenti fuori
provincia.

TEATRO EDEN (Cornigliano) - Appuntamento alle ore 9 per i residenti nelle
delegazioni della riviera di ponente (esclusa Sestri).

TEATRO VITTORIA (Sestri) - Appuntamento alle ore 9 per i residenti nella
delegazione di Sestri.

Dopo alcune parole di benvenuto agli intervenuti verranno proiettati, come di
consueto, divertenti films; indi in ogni locale si procederà al sorteggio tra i fami-
liari presenti dei seguenti premi: cucina a gas con forno - batteria da cucina in
alluminio - posaterie per 6 persone - ferro da stiro elettrico - plaid di lana -
tovagliato per 6 persone - volume rilegato « L'uomo e la tecnica >».

Ultimato il sorteggio si procederà alla distribuzione dei doni. Ogni bambino rice-
verà un pacco-dono contrassegnato dallo stesso colore del biglietto d’invito che a
suo tempo avrà ricevuto a mezzo del genitore.

Per agevolare l'afflusso nei teatri è stato predisposto, per il solo viaggio di
andata, un servizio tramviario con vettura speciale riservata; i bambini e un fami-
liare potranno usufruirne presentando il biglietto di invito. Poichè il servizio tram-
viario così predisposto è evidentemente insufficiente a trasportare tutti gli invitati,
si raccomanda vivamente, a tutti coloro che possono farlo, di raggiungere i teatri
con i mezzi normali.

Per la zona di ponente partiranno dal capolinea di Voltri 4 vetture tramviarie,
la prima delle quali alle ore 8 proseguendo per Cornigliano (teatro Eden) con un
intervallo di 5 minuti tra una vettura e l’altra.

Per la zona della Val Polcevera partiranno dal capolinea di Pontedecimo 3 vet-
ture tramviarie, la prima delle quali alle ore 8 proseguendo per Sampierdarena
(teatro Massimo) con un intervallo di 5 minuti tra una vettura e l’altra.

Per la zona della Val Bisagno partirà una autovettura dal capolinea di Prato
alle ore 7,55 diretta a Sampierdarena (teatro Splendor) con il seguente itinerario:
Val Bisagno fino a piazza Verdi indi via XX Settembre - Piazza Corvetto - Piazza
Acquaverde - Sampierdarena. Partirà inoltre alle 8,10 una vettura tramviaria dal
capolinea di Quezzi con il percorso del tram 26 diretta a Sampierdarena (teatro
Splendor).

Per la zona di levante partirà una vettura tramviaria dal capolinea di Nervi
alle ore 7,50 (linea 15) proseguendo per Sampierdarena (teatro Splendor).

Coloro che intendono usufruire del servizio suddetto sono pregati di trovarsi
per tempo alle fermate tramviarie.

a La Spezia

CINEMA ASTRA - Appuntamento alle 9; programma identico a quello di Genova.

a Livorno

L'appuntamento è fissato alle ore 9 nel nuovo edificio della mensa aziendale
di Piazza L. Orlando. Per i familiari saranno estratti i seguenti premi: servizio di
posate per 6 persone - rasoio elettrico - ferro da stiro elettrico - plaid di lana -
i per bagno - impastatrice - lenzuola e federe - bat-

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21

Incontri con gli Ansaldini

Ta a fine dell’anno è una tap-

pa necessaria al nostro
spirito: lo ristora con la pace
del Natale, lo allieta con la
sua aria festosa, lo incoraggia
con le nuove speranze, lo sod-
disfa col ricordo delle mete
raggiunte.

Ognuno di noi si differenzia
dagli altri per abitudini, per
sensibilità, per temperamento,
per educazione; ognuno di noi
ha dei problemi diversi dagli
altri, delle aspirazioni diverse
dagli altri. E quindi per ognu-
no di noi la fine dell’anno ha
un aspetto psicologico tutto
particolare. Ma all’infuori di
questo abbiamo qualcosa in
comune, in quanto dipendenti
della stessa Società: il nostro
lavoro. Nelle sue infinite for-
me il nostro lavoro è indiriz-
zato allo stesso fine, ma una





visione panoramica delle atti-
vità della nostra Azienda oggi
non sarebbe possibile alla
maggioranza di noi se non
avessimo un mezzo di informa-
zione e di incontro: il nostro
giornale.

Abbiamo sott'occhio la rac-
colta completa del 1956; la vo-
gliamo sfogliare un po’ insie-
me? articoli, fotografie, crona-
che della produzione, cerimo-
nie, lettere, tabelle, elenchi: il



quadro completo di ciò che
nelle nostre officine è stato
realizzato e di ciò che si farà
nel prossimo futuro. I dipen-
denti dell’Ansaldo lo sanno, e
sarebbe inutile, oltrechè im-
possibile, parlarne in questo
articolo. Ma c’è qualche altra
cosa che ci ha fatto trascor-
rere lieti momenti, che ha co-
stituito per molti di mnoì un
passatempo, uno svago, un di-
versivo: le iniziative a carat-
tere ricreativo.

E poichè siamo sotto le fe-
ste, parliamo di questo: ci ser-
virà per evocare piacevoli ri-
cordi e per formulare nuovi
programmi.

Il nostro primo incontro
quest'anno è stato con i bam-
bini, una legione di seimila



bambini che hanno fatto sgob-
bare non poco la nostra Be-
fana, malgrado fosse fornita
di autocarri per il trasporto di
tonnellate di doni e di nume-
rosi aiutanti per l’organizza-
zione della festa. Come non
ripensare ogni tanto a tutti
quei piccini — che poi si sono
ripresentati a Pasqua per le
uova di cioccolatto — con gli
occhi lucidi di contentezza e

le braccine protese per affer-
rare î giocattoli e i dolci? Co-
me potrà non desiderare anco-
ra questa festa chi, come noi,
possiede uno di questi mar-
mocchi che rompono sì i gio-
cattoli per vedere cosa c’è
dentro, che frignano sì per
avere il «cucco» (lo zucche-
ro) e il (la cara-

« bombo »



mella), che urlano sì per pa-
sticciare con la «cicì» (l’ac-
qua) e il « papumma » (il sa-
pone), ma che poi riescono a
farci sorridere anche quando
non ne abbiamo voglia?

Poi è venuta la riuscitissima
gita a Venezia: mille ansaldini
genovesi alla scoperta della
città lagunare. Chi ha parte-
cipato a questa gita non fa che
riparlarne, come di un bel so-
gno troppo fugace, anche se è
durato tre giorni.

Quelli del Muggiano sono
andati a Firenze e, non con-
tenti di ciò, anche ad Assisi.
I livornesi hanno combinato
un po’ meno, una sola gita a
Roma. Il programma del pros-
simo anno sarà, speriamo, più
nutrito.

Ed eccoci alla crociera sulla

« Cristoforo Colombo ». Se ne
parlava da tempo, dentro e
fuori l’Ansaldo, Si temeva di
non ottenere la disponibilità
della superba nave, si insiste-
va per forzare in tutti i modi
le eventuali difficoltà. Siamo
riusciti ad averla ed è stato
un viaggio indimenticabile,
Due giorni e una notte in ma-
re, col tempo magnifico, con
la gioia nel cuore, dimentichi
di ogni fastidio della vita nor-
male, liberi da ogni consuetu-
dine.

Nel quadro delle nostre ini-
ziative di quest'anno sono que-
ste le pennellate più appari-
scenti, quelle che risaltano a
prima vista. Ma c’è dell’altro,
c'è tutto il riempitivo, meno
vivace, ma non meno impor-
tante. Abbiamo offerto a tutti
i dipendenti un calendario -
almanacco dotato di premi



mensili, e tra luna e l’altra
gita ci siamo divertiti con i
concorsi, tra cui uno pasquale,
uno scolastico, tre antinfortu-
nistici e uno natalizio. Questi
concorsi hanno fatto vincere
innumerevoli premi, qualcu-
no veramente cospicuo: una

« Lambretta 125 ld », un « Pa-
perino » superlusso, trenini
elettrici, bambole giganti, mac-
chine fotografiche, 10 soggior-
ni alpini di una settimana per
due persone, due fucili auto-
matici da caccia « Breda », ap-
parecchi radio, cassette nata-
lizie. Ai concorsi si è aggiunto



un « Referendum antinfortuni-
stico » anch’esso dotato di ric-
chi premi.

I nostri amici del CRAL
non sono stati dimenticati ed
abbiamo collaborato ad alcune
loro manifestazioni, come la
gita a Milano per la Fiera
Campionaria, la « Mostra Fila-
telica Provinciale », il Cam-
pionato ed il Torneo biennale
di bocce, il Torneo di scopone.
Per queste gare sono stati of-
ferti vistosi premi. Al CRAL
è stato donato inoltre un tele-
visore.

Abbiamo voluto poi far co-
noscere agli ansaldini ed ai
loro famigliari le più belle
navi della Società « Italia » in
sosta nel porto di Genova. Mi-
gliaia di persone hanno richie-
sto i biglietti per queste visite
che sono state molto apprezza-
te. Alle visite a mavi sono
seguite le visite agli impianti



| CONCORSO A

PREMI

| L'ANNO VECCHIO E L'ANNO NUOVO



La nostra vignetta rappresenta una tradizionale scena simbolica: il vecchio anno che se ne va, curvo
e stanco, col suo fardello di gioie e di dolori e il nuovo anno che arriva, svelto e contento, col suo
leggero bagaglio di promesse e di speranze, Il nostro «lisegnatore però, nella fretta di terminare la sua
opera, ha commesso un errore, I dipendenti dell’Ansaldo, per partecipare al concorso, dovranno trovare
l'errore commesso e comunicarlo per iscritto ai no;tri corrispondenti di stabilimento, oppure alla nostra
Redazione, entro il 15 gennaio, specificando nome, cognome, cartellino e stabilimento di appartenenza,
Fra i solutori saranno sorteggiati i seguenti premi: una piccola radio e una penna « Aurora 88» per
i dipendenti di tutti gli stabilimenti; quattro copie del libro « L'uomo e la tecnica » e quattro sacchetti
di cacao « Perugina » per i dipendenti dei Cantieri di Muggiano e Livorno; 80 biglietti di poltrona per
il Piccolo Teatro « Eleonora Duse » per i dipendenti degli stabilimenti genovesi, I corrispondenti di Sta
la presentazione del

consegneranno agli interessati,

a richiesta,

(Ca 1957 7
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ui ANSALDINI

DICEMBRE

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| 365*GIORN0de21956.|

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concorso.





portuali, anch’esse
istruttive e divertenti.

Poi sono venuti l'autunno e
le giornate fredde. Cosa si po-
teva fare? Le visite ai Musei
ed alle Gallerie d’Arte. Oltre
trecento ansaldini hanno aper-
to la serie con le visite al Mu-
seo di Storia Naturale « Gia-
como Doria » sotto la guida di
valenti professori.

Infine sono state distribuite
centinaia di biglietti per il
Teatro dei Parchi a Nervi, per
il Piccolo Teatro della Città
di Genova « Eleonora Duse » e
molti abbonamenti ai concerti

gradite,



del Teatro Comunale dell’Ope-
ra,

Tutto questo abbiamo ricor-
dato sfogliando la raccolta de
« l’Ansaldino » 1956, così come
si sfoglia — non senza un’om-



bra di rimpianto — un calen-
dario arrivato ormai alla sua
ultima pagina.

Ma l’aver ceduto per un mo-
mento al gusto dolceamaro dei
ricordi non ci impedirà di ri-
metterci subito al lavoro per



preparare nuove occasioni di

svago, nuovi appuntamenti
con l'allegria.
Chiuso il vecchio calenda-

rio, un altro se ne apre da-
vanti ai nostri occhi, con i suoi
fogli intatti. Arrivederci, ami-
ci, ai prossimi incontri.

Dante Jannone

Risultato del “3° Concorso anlinfortunistico”

L'operaio lavora al trapano senza
rispettare alcune norme di sicurezza
in quanto ha una sciarpa svolazzan»
te che potrebbe essere afferrata dal-
le parti rotanti della macchina e
regge ll pezzo da trapanare con le
mani.

Tra i numerosi lettori che hanno
inviato l'esatta soluzione, la sorte
ha favorito i seguenti signori: 1)
Mario Nardelli della Dig (vince un
servizio di piatti per sei persone) -
2) Domenico Collo del Cmì (vince
una penna « Aurora 88») - 3) Do-
nato Granieri della Dig (vince due
astucci di cacao « Perugina ») - 4)
Glovanni Grasso della Dig (vince
due astucci di cacao « (Perugina >»).

Sono stati inoltre sorteggiati nu-
merosi biglietti per il Piccolo Tea-
tro « Fleonora Duse », che sono an-
dati, due per ciascuno, ai seguenti
ansaldini: Osiride Accornero - Um-
berto Arecco . Alberto Banchero -
Michelina Bersanetti - Bruna Bisio
- Anna Briasco Molle - Ennio Cam.
pagnoli - Giuseppe M. Capurro -
Carla Cassani - Giovanni Cavallo -
Giovanni D'Antonio - Manlio Del
Borghi - Guido Di Francesco . Adol-
fo Elefanti - Giovanni Lareto - Mi.
chele Montesoro - Isidoro Pesenti
- Agenore Pisani - Ines Pittaluga +
Emilia Poggi - Benito Pullacino +
Giovanni Rizzo - Diva Robotti -
Arrigo Rogina - Luigi Roncallo +
Sergio Santernecchi . Dallo Scotti
- Renzo Tacchino . Pasquale Tesoro
- Gregorio Triestino.





ny

La perla del vecchio Corrado

E° dicembre inoltrato, ma
l’aria è tiepida e umidic-
cia di scirocco, e Corrado e Pa-
squale si trovano ogni mattina
sulla solita panchina di Piaz-
za Mazzini, vicino al Cantiere.

Da qualche anno ormai, dai
primi tepori della primavera
all’autunno inoltrato, quella
panchina ospita i due vecchi
lavoratori, che si ritrovano li
perchè non riescono a resistere
al richiamo di quelle sirene
che per oltre cinquant'anni li

ha chiamati alla quotidiana
fatica,
E restano seduti ad assistere



al passaggio frettoloso di coloro
che vanno al lavoro (loro arri-
vano sempre prima che si
apra il cancello) perchè fra
tanti conoscenti che rivolgono
loro un saluto, uno si ferma
sempre a scambiar quattro pa-
role: è Beppe il loro ragazzo di
un tempo, ora uomo fatto, che
informa i vecchi « maestri » su
ciò che avviene « dentro »,

E rimangono silenziosi anche
quando ormai è passato l’ultimo
ritardatario e ad essi arriva,
soffocato dai rumori della stra-
da, il caratteristico martellare
sulle lamiere che segna l’inizio
del lavoro,

Ma è un silenzio popolato di
tanti ricordi...

Si rivedono giovani forti
e bisognava esser forti allora:
tutto si faceva a forza di mu-
scoli e rifanno, ognuno a
modo suo, il cammino a ritroso
nel tempo.

Sono stati sempre amici, sul
lavoro e fuori,

Corrado, da uomo assennato,
s'era formato una famiglia e
Pasquale era rimasto scapolo,
forse non per sua volontà, Era
un gigante un po’ sgraziato nel-
le forme, con dei baffacci folti
e una voce roca, punto invitante
e non possiamo immaginare
come avrebbe potuto pronun-
ciare qualche parola amorosa.
Aveva un aspetto rude ed uno
sguardo che poteva sembrar
(cattivo ed era ‘invece il più
mite, sottomesso ed affettuoso
degli uomini. La sua amicizia
per Corrado era, ed è ancora,
profonda e rispettosa.

Corrado, uomo equilibrato nel
fisico e nel morale, ha per que-
sto omaccione una fraterna af-
fezione, Ha cercato di guidarlo
nella sua vita di scapolo ed i
suoi consigli sono stati sempre
accolti da Pasquale senza solle-







vare eccezioni, talvolta solle-
citati,

Rosa, la moglie di Corrado,
che nascessero i figlioli
ogni giorno a portargli
il desinare; così poteva stare
con lui finchè non rientrava al
lavoro,

Anche Pasquale la ricordava
la Rosa, quella bella e prospe-
rosa popolana, sempre sorri-
dente che infondeva gaiezza al
solo vederla. Si estasiava a
guardarla, mai però un pensie-
ro men che onesto sfiorò la sua



mente. Godeva della gioia di
quei suoi amici che non gli
lesinavano mai una affettuosa
parola.

Ma venne un giorno terribile
per Corrado,

L’ultimo figliolo che doveva
nascere e si sarebbe chiamato

Michelino — così avevano già
deciso — morì prima di venire

al mondo e si portò al cimi-
tero anche la Rosa, Che strazio
poveretti!

Corrado rimase con tre figlioli
e la Marietta, che aveva appena
14 anni, a far da mamma ai
fratellini più piccoli. In quel
triste periodo la bontà d'animo
di Pasqualone si rivelò appieno,

Si faceva in quattro per es-
sere utile a quella povera fami-
glia così duramente colpita.

Il secchio dell’acqua era trop-
po pesante per quella povera
bimba e lui — mentre Corrado
si dava da fare per preparare

la cena — faceva tre o quattro
viaggi alla fonte...
è È

— Ieri — disse una mattina

Pasquale — ho visto Gigino, il

mi’ nipote dell’Ardenza, e m’ha
detto di andare a passare il
Natale da loro: te che ne
dici?

— Vai, che diamine — rispo-
se pronto Corrado — o che vor-
resti fa' il Natale solo come un
cane? Sai, ora anch’io sono un
ospite in casa del mi’ genero,
se no t’'avrei detto di venire
da me... —

— Toh, ci mancherebbe...
forse mi deciderò e andrò al-
l’Ardenza, certo non potrò an-
dare a mani vuote.., —

Ma lo sanno che con la
pensione non puoi fare i salti
mortali — disse Corrado — ma
con poco fai la tu’ bella figura,
Senti: prima d’andare passi dal
vinaio e pigli un bel fiasco di
quello bono, compri un po’ di
caramelle a’ bimbi e sta’ tran-



quillo, Del resto se t’ha invi-
tato è segno che gli fa piacere,
no?



— Forse hai ragione — bo-
fonchiò Pasquale con la sua
vociacecia,

+.

ato il Natale da qual-
che giorno e Corrado approfitta
della bella giornata per fare la
solita capatina in Piazza Maz-
zini.

Pasquale non c'è, E° da prima
di Natale che non lo vede... Che
sia sempre da Gigino all’Ar-
denza?

Passa anche Beppe, si ferma
un attimo e Corrado gli doman-
da subito se ha visto Pasquale,
ma Beppe risponde che no e poi,
con la seusa che deve ancora
comprarsi da fumare, se ne va.
Nemmeno l'indomani Pasquale
è al solito posto e a Corrado
sorge il sospetto che sia malato,

Ed è la domanda che rivolge
a Beppe.

Beppe si siede; stamani c'è

tempo, ma per rispondere non
sa come cominciare...
Sa, Corrado, all’Ardenza
Pasquale non ci andò pi Vata-
le e il su’ nipote verso sera
andò a casa a cercarlo... bussò
due o tre volte ma nessuno ri-
spose... allora dette una spallata
all’uscio... e, così dicendo,
Beppe tacque un momento, for-
se gli tremava la voce...



2



— Allora? — sollecitò Cor-
rado,

— Pasquale — riprese Beppe
con un filo di voce — era
sdraiato sul letto, di traverso,

col vestito bono addosso, ma era
morto. Sul comò c’era un fiasco
di vino di Chianti e du’ sac-
chetti di ’aramelle,.. — Queste
ultime parole gli uscirono come
un soffio.

Sollevò lo sguardo verso Cor.
rado e vide il suo maestro col
viso contratto.

Allora, per interrompere quel
silenzio penoso, continuò:

— L’han portato via il giorno
di Santo Stefano, c’era poca
gente, poveretto, cosa vole era
mezza festa... —.

Poi si alzò e disse: — Biso-
gna che vada, è tardi — e, bat-
tendo affettuosamente una mano
sulla spalla di quel povero vec-
chio: — Arrivederci Corrado, si
faccia coraggio, — E non sa-
pendo cosa dire di più se ne
andò,

Corrado rimase ancora qual.
che tempo in silenzio, con un
nodo alla gola.., chiuse gli occhi
e qualcosa di caldo gli scese
giù per le guance... li riaprì e
vide sul risvolto della giacca
una grossa laerima che, al ri-
flesso del primo sole di quel
mattino decembrino, sembrava
una grossa perla.

Ma come era possibile, si dis-
se, nemmeno per la Rosa era
riuscito a versare una lacrima,
pur rimanendo impietrito dal
dolore ed ora per quel vecchio...



Ebbe vergogna di sè stesso e
con gesto quasi rabbioso fece

scomparire, col dorso della ma-
no, quel segno della sua debo-
lezza.

Poi volle andarsene. Forse
l'aria era troppo fredda, Un
brivido gli corse giù per la

schiena, si rialzò il bavero del-
la giacca e volse lo sguardo
verso quel posto vuoto accanto
a-lui,

Si alzò e lentamente si avviò.

Fece pochi passi e si volse
ancora verso quella panchina
vuota,

Una profonda malinconia era
segnata sul suo volto,

A primavera avrebbe avuto il
coraggio di sedervi ancora?

Emilio Mattei
(disegnatore LIV/STU)



“Guerra e pace,,
uesto è il film del gior-

Q no, col quale si è voluto
ripetere il successo mondia-
le di « Via col vento » pro-
ducendo un « colosso » che
dura in proiezione ben tre
ore e mezza, che è costato
due miliardi e mezzo, che ha
interpreti di sicuro richia-
mo come Audrey Hepburn,
Henry Fonda e Mel Ferrer.

Indubbiamente il successo
di pubblico e di cassetta non
mancherà, e î soldi spesi
rientreranno con largo mar-
gine e gran soddisfazione
per tutti quanti, forse com-
preso il pubblico. Perchè,
in fondo, tra la durata, le
scene di massa in « scope »
e colore, i costumi, la reci-
tazione e l’appassionata
umanità delle vicende (Tol-
stoi è una tale fonte che,
per quanto maltrattata e
ridotta, qualcosa resta sem-
pre!) ne resta per tutti i
gusti.

Se il compito affidato al
regista era quello di fare
un film che avesse tali re-
quisiti, King Vidor, con la
sua ben nota esperienza, è
riuscito nell’intento.

Se invece l'ambizione (e
già era ambizioso rievocare
Tolstoi) era quella di fare
un’opera valida e degna di
figurare nella storia del ci-
nema, allora il discorso
cambia.

Nè vale parlare delle dif-
ficoltà di «tradurre» in
linguaggio cinematografico
un testo letterario, e di
racchiuderlo in poche ore.
(Griffith, Olivier, Visconti,
Manckievitz insegnano).
Basta pensare che, con tan-
ta roba che resta fuori, il

ATTO DI ONESTÀ

Il sig. Palamede Tonelli, ad-
detto alla mensa aziendale del
Cantiere di Muggiano, rinve-
nuto nello stabilimento un por-
tafogli contenente 13.300 lire,
si affrettava e consegnarlo al-
l'Ufficio di Vigilanza perchè lo
restituisse al proprietario.

Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, l’onestà del
sig. Tonelli.



DIPLOMA

Il disegnatore Sergio Carmi-
gnani del Cantiere di Muggia-
no ha recentemente consegui-
to, presso l’« Istituto Nautico
San Giorgio » di Genova, il
diploma di costruttore navale.

Al neo diplomato le più
vive congratulazioni de «l’An-
saldino».

CINESELEZIONE



regista ha trovato modo di
aggiungerci un patetico ca-
gnolino che non c’ entra
niente,

Intanto, già è indicativa
la decisione di centrare il
racconto sulla figura di Na-
tascia Rostov, ridotta co-
munque nel film a propor-
zioni da « edizioni Salani »,
col risultato di porre l’ac-
cento sulle vicende senti-
mentali e galanti, di spin-
gere ai margini due colos-
sali figure come quella di
Pietro Bezukoff e di An-
drea Bolkonski.

Che cosa resta, infatti,
della tragedia interiore di
Pietro Bezukoff, alla ricer-
ca delle ragioni delle cose
e delle qualità dell’essere,
e dell’imperativo della co-
scienza?

Che cosa del principe
Andrea che insegue per
tutta la vita un obbligato-
rio obbiettivo di gloria per
accorgersi, alla fine, che
non valeva la pena?

Che cosa dell’acre pittu-
ra della società di Pietro-
burgo, che «rovina la
Russia » e cospira contro
Kutusoff? Che cosa della
immane tragedia del popo-
lo russo, e dei soldati fran-
cesi portati al macello?

Il film si limita a coglie-
re gli aspetti più esteriori
e spettacolari della vicen-
da (se la battaglia di Au-
stelitz è girata almeno con
gusto, quella di Borodino
sa troppo di «arrivano i
nostri ») e finisce per di-
ventare spettacolo fine a
sè stesso, cioè quanto di
meno tolstoiano sì potesse
realizzare.

IL PORTOGHESE



Franca Irrera impiegata della DIG,

vincitrice del 1° premio del «2°

concorso antinfortunistico » (un
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IL TAGLIANDO
QUESTO AVVISO

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Ansaldini alle Olimpiadi

2? all'anno 776 avanti Cristo

che si fa risalire l’inizio
dei giochi olimpici. Ed è da
quella data che il sogno di
tutti gli atleti è quello di par-
tecipare alle Olimpiadi, di po-
ter coronare la carriera del-
l'alloro più ambito.

Olimpiadi, oggi: potervi par-
tecipare significa essere i mi-
gliori della specialità in una
nazione, significa difendere i
patrii colori, significa la gloria.

Abbiamo già parlato su que-
ste colonne di Mario Capio,
dello stabilimento Meccanico
di Sampierdarena, quando, lo
scorso anno, vinse a Santan-
der il campionato mondiale di
vela per la classe « snipe ».

Capio è nato a Nervi il 3
agosto del 1924. Entrato giova-
nissimo all’Ansaldo, divenne
uno dei migliori tornitori del-
lo stabilimento sampierdare-
nese. Alto un metro e settan-
tacinque, è il vero tipo del-
l'atleta. Nero «come il car-
bone », ha i capelli, più che
ondulati, ricci; è molto espan-
sivo e modesto, ha una gra-
ziosa bambina di otto anni.
Cominciò la sua carriera di
sportivo come ciclista (e fallì
subito).

Questi i suoi principali dati
biografici. Ma va aggiunto che
— ciclismo a parte — fin da
piccolo aveva la passione per
la vela. Gli amici ricordano
volentieri una giovanile sim-
patica « ragazzata » di Mario:
lo accusano, cioè, di essersi co-
struito uno scafo utilizzando
una cassetta di liquori e di
aver adattato come vela un
lenzuolo, sottratto alla madre!

Doveva, quindi, ben « averla
nel sangue » la vela; e, infatti,
oltre al campionato di Santan-
der, ha vinto il campionato
italiano F.D., quello beccacci-
ni e quello derive serie « U »
nel 1956; già nel 1952 andò ad

Manlio Di

Helsinki come riserva (perchè
troppo giovane); e, qualche
giorno fa, si è piazzato al
quarto posto alle Olimpiadi di
Melbourne, al timone di una
vela serie Sarphie,

E’ stata la prima volta che
l’Italia si è presentata alle
Olimpiadi per quella serie.
Capio (con Massino) ha tenu-
to una condotta di gara più
che regolare, piazzandosi, nelle
sette prove, sempre nelle pri-
missime posizioni.

Per mettere nel giusto risal-
to il risultato, si pensi che
erano quindici le nazioni par-
tecipanti e che i primi tre po-
sti sono stati conquistati da
concorrenti specializzatissimi:
nell’ordine, i neozelandesi, gli
australiani, gli inglesi,

L’Ansaldo, sia pur in via
meno diretta, ha tratto da
Melbourne un’altra soddisfa-
zione, dovuta a Manlio Di Ro-
sa che, a quarant'anni, ha vin-
to le Olimpiadi di fioretto con
la squadra azzurra.

Di Rosa nacque a Livorno e
frequentò l’Istituto Commer-
ciale; ma, prima di iscriversi,
aveva già salito la pedana fio-
rettistica: a nove anni!

Solo tre anni dopo disputava
la prima gara in campo nazio-
nale; a 17 anni esordiva in
campo internazionale con la
squadra giovanile.

Poi le vittorie si sono sus-
seguite, di pari passo col per-
fezionarsi della sua tecnica.
Ancor oggi, afferma con soddi-
sfazione il suo antico maestro,
gli anni per lui non contano.
Ha una agilità formidabile,
una tecnica perfetta e — so-
prattutto — una dinamica oggi
ineguagliata.

Lisbona, Il Cairo, Bruxelles,
Lussemburgo: tante fulgide
tappe. 1936, Berlino: vittoria
alle Olimpiadi; 1951: Stoccol-
ma lo laurea campione del



Rosa

mondo nella specialità «indivi-
duale ». 1956, Melbourne: bis,
ancora più bello, di Berlino.
Di Rosa oggi abita di fronte
al Cantiere Orlando, con la
moglie ed un figlio. Ancora
oggi ricorda con grande sim-
patia i suoi colleghi di ufficio

Mario Capio

(del PRO del Meccanico, dove
è stato nel biennio 1939-40) e
specie il capo, dottor Castello.
Dimenticherà molto difficil-
mente questa Olimpiade, forse
l’ultima per lui, che resterà
come quella degli incontri « ti-

rati » fino all’ultimo colpo.
Di Rosa ha, dunque, al suo
attivo sette campionati mon-
diali a squadre, due olimpio-
nici ed uno individuale. E
non ha detto ancora l’ultima
parola: contando sulla sua for-
ma e sulla classe, intende
chiudere in bellezza la sua
carriera ai prossimi campio-
nati mondiali individuali di
Filadelfia. Con ogni augurio da

parte dei suoi ex-colleghi.
emlos

Per i protughi
ungheresi

Pubblichiamo un primo elenco di
dipendenti che hanno aderito al no-
stro appello per una sottoscrizione
a favore dei profughi ungheresi:

Francesca Lamberti L. 1000 -
Giuseppina Veglio 500 - N. N. 500
- Anna Molle 200 - Fidenza Besagni
500 - Concetta Serpe 1000 - Bruna
Storace 500 - Teresa Traverso 500
- Luciana Mori 300 - Carlo Valla-
rino 500 - Tama Belloni 500 -
Licia Rumi 500 - Ottorino Lanza
500 - Nicolò Sciaccaluga 1.000 - C.
Aletti 500 - dr. Teresio Zunino 500
- Walter Scatassi 1000 - Aldina Ma-
ri 500 - Francisca Bocca 200 -
Fulvia Paschetta 200 - Tullio Bo-
nadeo 1000 - N. N. 500 - Luigi e
Mariella Vacchetto 1000 - Bruna
Cavicchini 500 - Angela Laviosa
200 - Maddalena Pesce 300 - rag.
Ottavio Ottonello 1000 - Carla Bruz-
zone 200 - Franca Irrera 200 - rag.
Andrea Ferrari 500 - avv. Amedeo
Castellani 1000 - Michele Briata 500.

Con il contributo de € l’Ansaldi-
no > e dei lettori che cl avevano
inviato la loro offerta prima del no.
stro invito, la somma già sottoscerit=
ta è di lire 68.200,

La sottoscrizione continua presso
i corrispondenti di Stabilimento,

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LIBRI SCOLASTICI
a pagamento rateale

Anche quest’anno il Dopo-
lavoro Interaziendale « Ansal-
do e Consociate » ha effettua-
to, per i propri iscritti, la di-
stribuzione dei libri scolastici
a pagamento rateale, con il
beneficio di uno sconto del
15% sul prezzo di copertina.
Complessivamente sono stati
distribuiti 9.489 volumi, per
un importo complessivo di
8.956.000 lire, così suddivisi:





SEZIONE BOCCE

LA GARA NATALIZIA

Il Consiglio della Sezione
organizza per domenica 23 di-
cembre la tradizionale « Gara
natalizia » alle bocce, dotan-
dola di ricchi premi gastrono-
mici per tutti i partecipanti.

La gara, libera a tutti i
dipendenti dell’ Ansaldo, si
svolgerà a terne, con forma-





STABILIMENTI Operai | Impieg.. Totate
Direzione Generale. 79 450 520 LL Dopolavoro Ansaldo au-
Meccanico . . |1.358 | 816 [2.174 gura a tutti i dipendenti
Cantiere di Sesti =. |1.680| 755 |2.435 dell’ Ansaldo ed ai loro
Fonderia 148 | 100) 248 f faliari
| amigliari buon Natale e
C.MI | 552 | 417) 969 £ 9g
Cantiere di Muggiano. [essi a 25 felice anno nuovo.
Servizi Ausiliari . | 66 63 | 129
Dirigenti . s | - _ 24
Ansaldo-S.Giorgio[Sestri) | 419 280 | 699 è ; i PRECARI
Ansalio- Seite | 452 | 303 | 755 Zione a sorteggio. Le iscrizioni
Ansaldo-Coke | 66] 78 si ricevono presso la Sede del-
Delta | 262 | 489 la Sezione (Bocciodromo di
fossati . . . | 216) 312| 528 Villa Maria a Genova Sestri)
SR | 312] 68! 380 fino alle ore 21 di sabato 22
Ossinitrica i -|- Vri = È nela
s corr. La gara avrà inizio alle
Totale Generale |5.521 |3.968 9.489 ore 8,30 precise.
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“L’ANSALDINO” RISPONDE



AUGURIO

Sestri, dicembre 1956
Alla Redazione de «l’Ansaldino»

Ho ricevuto il numero del
vostro giornale che vi avevo
richiesto. Ve ne ringrazio mol-
to; e nel ringraziarvi vorrei
pregarvi, in occasione del pros-
simo Natale, di voler pubbli-
care due righe di saluto e di
augurio che vorrei giunges-
sero a tutti i lavoratori Ansal-
dini.

Buon Natale!

Questo è l’augurio che di
bocca in bocca ci si scambia
reciprocamente in questi gior-
ni, E' come una parola d’or-
dine; ma è più semplicemente
un richiamo alla bontà e alla
fraterna comprensione. Desi-
dero che anche il mio augurio
giunga al vostro cuore; e per-
chè questo avvenga affido le
mie parole al vostro giornale.
Anch'io ero con voi prima, e
so, per provata esperienza,
quanta gioia può donare il la-
voro. Amatelo e conservatelo
con cura. Dio non voglia che
dobbiate perderlo, prima del
meritato riposo.

Buon Natale a voi tutti, ami-
ci e compagni di lavoro. Buon
Natale anche alle vostre fami-
glie, e a tutti coloro che nel
lavoro trovano una ragione di
vita e di immancabile progres-
so sociale.

Il vostro ex-compagno di
lavoro RAFFAELE SA-
CERDOTE, grande invali-
do civile di guerra.

è

Windsor (Canadà) dic. 1956

Caro direttore,

mi permetta ancora di giun-
gere con una mia corrispon-
denza d'oltreoceano ai cari
Ansaldini tutti. Questa volta
vorrei tralasciare ciò che è

tecnica o problema sociale e
parlare soltanto del mio sin-
cero affetto e ricordo. Siamo
vicini alle solennità di Natale
e di Capodanno, feste tradi-
zionali che specialmente per
noi genovesi hanno un carat-
tere molto sentimentale e tipi-
camente casalingo. Ricordo
quando nel fragore delle mac-
chine, attraverso le navate
della MAGR del Meccanico, nei
giorni vicini al Natale sembra-
va che l'odore del grasso mi-
nerale o degli ingredienti in-
dustriali di consumo, fosse so-
stituito da un profumo fami-
liare di pandolce!... 1 brevi
intervalli di un incontro fortui-
to allo sportello di un magaz-
zino o all’affilatura di un
utensile, lo scambio di una
parola con un compagno vici-
no, tutto aveva un riferimento
alle prossime solennità, Ci si
preparava insomma alla sagra
universale delia felicità dei
bimbi e dei grandi! Ci si pre-
parava e le promesse più belle
e più care venivano legate con
fili d’oro e di grandi affetti.
Ancora quest'anno, lontano da
Genova, mi piace ricordare, e
ci tengo a inviare queste brevi
note affinchè tutti, dirigenti,
ingegneri, tecnici e compagni
di lavoro, rechino alle proprie
famiglie un augurio di più, un
modesto augurio, semplice ma
grande, di un ansaldino in
Canadà.

Questo quindicinale che ha
fatto e fa passi da gigante nel-
l'organizzazione culturale e ri-
creativa del complesso Ansal-
do, trascriverà con piacere
questo augurio e questo com-
plimento.

Come nella crociera della
«Colombo » seppe unire nella
gioia familiare migliaia di an-
saldini, così oggi quella alle-
gria entri in tutte le case e
porti felicità sia nelle solennità
di Natale e Capodanno che nel-
la serenità dell’esistenza stessa.

A Lei, egregio direttore, ed
ai suoi collaboratori tutti infi-
niti auguri di ogni bene.

ALFREDO MORANDO

A questi due Ansaldini che
— pur lontani da tanto tempo,
ormai, dal loro antico posto di
lavoro — conservano un così
tenace e affettuoso ricordo del-
la loro azienda e dei loro vec-
chi compagni, rispondiamo con
una sola, commossa parola:
grazie!

Grazie di cuore, a nome di
tutti gli Ansaldini. E buon Na-
tale a voi e ai vostri cari!

Premi di produzione

al Cantiere

Caro Ansaldino,

ti sembra giusto che mentre
il ritmo produttivo del nostro
Cantiere aumenta, le percen-
tuali calcolate per il premio di
produzione impiegati diminui-
scano costantemente come puoi
tu stesso rilevare dal seguente
dettaglio:

3.0 trimestre 1955:
4.0 trimestre 1955:
1.0 trimestre 1956: 6,12%;
2.0 trimestre 1956: 5,88%;
3.0 trimestre 1956: 5.20%.

Come si spiega inoltre che
questa precaria situazione del
premio di produzione degli im-
piegati si verifica solo al CAN
e non presso altri Confratelli,
DIG compresa? Dobbiamo forse
dubitare sull’equità del crite-
rio adottato nei riguardi del
Can?

Nell'attesa di un tuo chiari-
mento sull'argomento cordial-
mente ti salutiamo ringrazian-
doti anticipatamente.

Seguono le firme

8,50%;
7,13%;

La questione è stata risolta
(e speriamo con soddisfazione

di tutti) proprio in questi gior-
ni. Pubblichiamo in altra pa-
gina del giornale il testo del-
l'accordo sindacale relativo ai
premi di produzione al Can-
tiere.

Gli scatti biennali

degli impiegati anziani

Caro Ansaldino,

siamo un gruppo di impiegati
anziani e desideriamo richia-
mare l’attenzione della Dire-
zione Generale in merito alla
questione appresso specificata.

Col 1.0 gennaio 1957, per gli
impiegati che hanno venti anni
e oltre di anzianità e la cui
data di appartenenza alla ri-
spettiva categoria è anteriore
al 1947, viene a maturare il
decimo e ultimo scatto bien-
nale (5% dello stipendio base).
Quindi, col raggiungimento di
tale traguardo la quota rela-
tiva agli scatti di anzianità
dovrebbe logicamente raggiun-
gere il 50% dello stipendio
base.

Mentre tale condizione verrà
a verificarsi in seguito per i
colleghi più giovani, per noi
anziani purtroppo la massima

quota relativa agli scatti bien-
nali raggiungerà col 1.0 gen-
naio 1957 solo il 40,5% dello
stipendio base attuale, dato che
buona parte di detti scatti ci
vengono conteggiati sul vec-
chio minimo di stipendio.

Col passare degli anni si ve-
rificherà quindi una sensibile
sperequazione (9,5% dello sti-
pendio base) a danno degli im-
piegati anziani relativamente
agli scatti biennali.

Riteniamo che tale problema
meriti di essere preso in esame
e di essere equamente risolto
dalla nostra Direzione Genera-
le, poichè sarebbe assurdo che
la nostra maggiore anzianità di
diligente servizio alle dipen-
denze della Società, normal-
mente considerata come un
punto di merito, venisse a tra-
sformarsi in uno svantaggio
economico rispetto ai colleghi
più giovani.

UN GRUPPO DI IMPIEGATI

ANZIANI DEL MECCANICO

(seguono 47 firme)

La questione posta dagli
impiegati anziani del Mecca-
nico è già stata sollevata pres-
so gli organi competenti dalla
C.I.S.L. (Confederazione Ita-
liana Sindacati Lavoratori) e
dalla U.I.L. (Unione Italiana
del Lavoro) ed è attualmente
in corso di studio.

Non appena verremo a co-
noscenza di elementi precisi
non mancheremo di informar-
ne gli interessati.





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Sono nati

29 settembre: LUIGI, fi-
glio di Alessandro Marcenaro
(Mec) e di Giulia Puppo - 5
ottobre: MAILA, figlia di Vit-
torio Puccini (Liv) e di Ma-
ria Soncini - 8 ottobre: AN-
TONELLA, figlia di Giorgio
Pitto (Liv) e di Miranda Cam-
pigli - 15 ottobre: LORENZO,
figiio dell'ing. Ettore Gabetta
(Dig) e di Emma Drago - 20
ottobre: LIVIO, figlio di Luigi
Basso (Mec) e di Maria Sar-
della - GIOVANNA, figlia
dell’ing. Francesco Casaretto
(Dig) e di Angelica Rossi —
21 ottobre: VINCENZO, figlio
di Pasquale Surace e di Mar-
gherita Zoccheddu (Dig) — 3
novembre: ANTONIO, figlio di
Vayro Maestri (Can) e di Ip-
polita De Cillis - 5 novembre:
PIERA MARIA, figlia di Car-
mine Cerqueti (Dig) e di Te-
resa Boccaccio -— 8 novembre:
MAURO, figlio di Pietro Ber-
nardi (Liv) e di Mara Albano
— MARINA, figlia di Mario
Ferrari (Mec) e di Margherita
Costagnolo 9 novembre:
FULVIO, figlio di Mario Serra
(Mec) e di Anna Maria Bra-
gagnolo — MAURO, figlio di
Giuseppe Nicorelli (Mec) e di
Idelma Cepollina - 10 novem-
bre: CLAUDIO, figlio di Gino
Stefani (Mec) e di Caterina
Campanele — ll novembre:
VLADIMIRO, figlio di Alber-

to Lemmi (Liv) e di Anna
Gioli — CORRADO, figlio del-
l'ing. Francesco Garbuglia

(Dig) e di Liliana Bosoni —
16 novembre: LOREDANA, fi-
glia di Tommaso Greco (Can)
e di Concetta Morino - ANNA-
MARIA, figlia di Giovanni
Fiorot (Can) e di Eugenia Fo-
gliano - 17 novembre: LUISA,
figlia di Sincero Bassi (Cmi)
e di Ilda Bolzoni - 25 novem-
bre: GIORGINA, figlia di Giu-
seppe Visconti (Liv) e di Te-
resa Musso.

A tutti i piccoiissimi « ansal-
dini » ed ai loro genitori i no-
stri auguri più fervidi.

Si sono sposati

6 ottobre: Enrico BIONDI
(Liv) con Sara Nannipieri —
20 ottobre: Giuseppe RIXI
(Fon) con Lazzara Pizzimbo-
ne — 21 ottobre: Giovanni
PINTORE (Liv) con Mirella
Tarami — 27 ottobre: Fran-
cesco FRISONE (Mec) con
Francesca Cama — 28 ottobre:
Giuseppe DE PALO (Mec) con
Lucia Vadalà — Luciano BAR-
TOLOZZI (Liv) con Bianca
Pieracci — 31 ottobre: Giaco-
mo DE BERNARDO (Liv) con
Lina Carrara — 7 novembre:
Guido BISIO (Mec) con Anna
Schiazza — 15 novembre: El-
sa DEL BO (Dig) con Silvio
Di Fraia — 17 novembre:
Bruno MORTARA (Can) con

25



|ANSALDINI N SEDICCSIMA





Anna Maria, figlia di
Luigi Turolla del CAN



PREMIO “ALMANACCO”

Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di di-
cembre abbinato ad un nu-
mero dell'«Almanacco 1956»,
consistente in un libro
rilegato su «L'uomo e la
tecnica ». Nel prossimo nu-
mero pubblicheremo il ri-
sultato del sorteggio.



Maria Tirce Garibbo — 18
novembre: Rosolino GIORDO
(Mec) con Miriana Barabino
— 20 novembre: Vinicio DIO-
MEDI (Mec) con Ines Cambi
- 25 novembre: Pietro NIED-
DU (Can) con Gina Borat-
to — Sergio CAMPAGNOLI
(Can) con Maria Rosa Gua-
stavino.

Agli sposi i nostri vivissimi
auguri,

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Un altro importante risultato al Meccanico

Una proposta premiata con 100.000 lire

Due anni fa fu presentata
alla «Cassetta delle idee» una
proposta che suggeriva di ri-
durre il numero dei bulloni
calibrati da impiegarsi nella
operazione di taratura degli
alberi intermedi.

La modifica fu oggetto di
prove nell’Officina MOTU e
successivamente fu attuata; ai
proponenti fu assegnato un
premio di 20.000 lire.

I vantaggi conseguiti in un
anno con l’applicazione della
proposta sono stati ora messi
nel loro esatto rilievo da uno
studio consuntivo, e pertanto
ai proponenti è stato assegna-
to un premio supplementare di
lire 100.000.

* *s *

Un ulteriore premio di lire
18.000 è stato assegnato alla
proposta n. 13656 presentata
l’anno scorso.

Il proponente suggeriva la
costruzione di un attrezzo per
la lavorazione di smicatura
dei collettori dei motori elet-
trici e V’UTO si incaricavya di
disegnarlo.

Successivamente, poichè l’at-
trezzo risponde bene allo sco-
po, ne veniva decisa la costru-
zione in sostituzione di quello
già esistente, con conseguente
riconoscimento del pieno va-
lore della proposta.

PROPOSTA N. 20652.

Commessa 36023 - Disegno
090233 - Pos. 1 - Motore May-
bach MD. 430/B - Ingranag-
gio intermedio (bolla 73695).

Propone che sia eliminata
dal ciclo di lavorazione l’ope-
zione 5/11.

Risposta.
La proposta è accettata. Il

PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.

PROPOSTA N. 19141.

Propone che le maschere
antipolvere prelevate al MAG
Benetollo, siano complete di
custodia simile a quella degli
occhiali per mole « Protector ».
Si avrà un vantaggio dal pun-
to di vista igienico e le ma-
schere dureranno di più.

Risposta.

La DAT sta esaminando la
possibilità di acquistare le ma-
schere colla relativa custodia.

e
PROPOSTA N. 19956.

Propone che siano costruite
almeno altre due serie di ca-
libri per controllo profondità
canali e camere di casse tur-
bine rotori.

Quando la lavorazione è in
corso, gli stessi calibri servono
in diverse navate della gran-
de torneria ed anche al
MAME.

Risposta.

La proposta è accettata. La
DAT provvederà a far costrui-
re altre due serie di calibri.

®
PROPOSTA N. 20359.

Al rep. MAGR (3.a navata)
esistono due torni « Ceruti»
che sul retro portano un vo-
lano che gira molto veloce-
mente. Propone che esso ven-

ga protetto da una custodia
prima che succeda qualche di-
sgrazia.
Risposta.

Il riparo proposto era già
programmato dalla MAN ed è

stato esteso ad altri due torni
Ceruti,
®

PROPOSTA N. 18958.

Nella collettrice CALD, scor-
rimento alto lato mare, due
grandi interruttori a coltello
sono privi di protezioni. Invita
a costruire per essi una cas-
setta in legno per difesa.
Risposta.

I separatori di linea citati
dal proponente non dovreb-
bero provocare nulla di anor-
male; ad ogni modo sarà prov-
veduto alla sistemazione di
una protezione in legno.

PROPOSTA N. 19678.

Perno di collegamento Mot.
67 LB Doxford C. 35546, B.
63665 dis. 78350/13.

Propone che l’operazione
5/6, anzichè su stozzatrice
venga eseguita su fresatrice.
Si risparmierà tempo ed il la-
voro risulterà più accurato.
Infatti, dopo l’esecuzione dei
fori al trapano, la fresa trova
già lo svuotamento necessario
per procedere rapidamente.

Risposta.
La proposta è accettata. Il

PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.

PROPOSTA N. 20529.

Propone che siano esamina-
ti i giramaschi a « T» costruiti
per l'officina MOME, perchè
sono troppo grossi e poco pra-
tici. Occorre ridurre molto i
tubi perchè sono troppo pesan-
ti. Disegno UTO 310/19/18/
16/15/13.

Risposta.

Si conviene con il propo-
nente che il dimensionamento
dei giramaschi in oggetto deve
essere migliorato. UTO modi-

ficherà opportunamente la ta-
bella UTO 310.

PROPOSTA N. 20881.

Motore Maybach - Vite di
regolazione per dispositivo di
iniezione - Dis, 090359 - Pos. 6
- Comm. 36023 - Bolla 59737
- Op. 1/10.

Per controllare lo sferico
diam. 13 è stata costruita una
sagoma con matricola 50129 -
1/2. Essa non tiene conto dei
2 mm. di s. m. esistenti sul
rasamento; di conseguenza ri-
sulta inutilizzabile. Propone
che ne sia costruita un’altra
tenendo conto del s. m. esi-
stente sul rasamento.
Risposta.

La sagoma indicata sarà mo-
dificata per eliminare l’incon-
veniente segnalato dal propo-

nente.
©

PROPOSTA N. 20889.

Propone che sia eliminata
l'operazione 2/2 di lamatura,
perchè i piani per sede dadi
sono già torniti con l’operazio-

ne 1/2; quindi la lamatura è
inutile.

Mot. Q. 215/4 - Flangia -
Mat. G. 18 gf. (dis. 20504
pos. B - Comm. 74440 - Bolla
80775).

Risposta.

La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.

®°
PROPOSTA N. 20485.

Ponte per staffe di smontag-
gio per apparecchio - Dis.

,244006 n. 20 pezzi - Particola-

ri dis. 520007-520008.

Il proponente ha costruito e
sperimentato uno stampo per
saldare il pezzo allo scopo di
impedire svergolamenti; col-
l’impiego di tale attrezzo si
risparmiano 20 minuti per
pezzo.

Risposta.

La proposta è accettata, Al-
l'attrezzo costruito dal propo-
nente è stato assegnato il nu-
mero di disegno A. 34474.

PRO/TEMP provvederà a
segnalare sul ciclo di lavora-
zione all’operazione di salda-
tura l’attrezzo citato, modifi-
cando nel contempo il tempo
di lavorazione.

©
PROPOSTA N. 20546.

Propone una difesa agli in-
granaggi della stozzatrice che
si trova alla 4.a navata vicino
al reparto Palette.

Risposta.

Al più presto sarà sistemata

la difesa proposta.
°
PROPOSTA N. 19730.

Propone che venga eliminata
l'operazione 3/15 dal ciclo di
lavorazione Comm. 35998 -
Dis. 478978-460757 pos. 582-
582 e dis, 478978-492379 pos.
583-583.

Risposta.

La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.

| MEMENTO |



Emilio CADENASSO

di anni 46, dipendente del CMI,
deceduto il 24-11-1956. Era al-
l’Ansaldo dal 1933. Lascia la
moglie.

Giuseppe PIAZZI
di anni 59, dipendente del

Meccanico, deceduto il 16-11-
1956, Era all’Ansaldo dal 1942.





Settimio SANNA
di anni 46, dipendente del

Meccanico, deceduto il 22-11-
1956. Era all’Ansaldo dal 1946.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».

(RESALDIEO

QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.

Edito dall’ Ansaldo $. A.
P. Carignano, 2 - Genova

LURENZO REBORA
Responsabile
*
Autorizzazione del ‘Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

P.Ili PAGANO - TIP. EDIT. S.p. 4.
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| Nella pagina accanto:

veduta parziale dell’im-
pianto « Reforming cata-
litico » costruito dal-
l' Ansaldo per la Raffi-

neria «Italia» di Cremona



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sullo sfondo alcuni scali con nuove costruzioni

La darsena del nostro Cantiere di Muggiano;
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NUMERO SPECIALE




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Il cacciatorpediniere venezuelano « Almirante Josè Garcia », subito dopo il varo al nostro Cantiere di Livorno, il 12 ottobre di quest'anno

Nelle due fotografie sopra: gruppi di bambini alla Colonia montana
di Montemaggio. In questa modernissima Colonia, che sorge sull'Appennino
ligure in una zona ricca di boschi, sono ospitati, l'estate di ogni anno, 650
fanciulli genovesi, spezzini e livornesi, figli di dipendenti dell'Ansaldo. Il
soggiorno viene effettuato in due turni, ciascuno della durata di un mese,
una volta per i maschi e una volta per le femmine. | bimbi sono amore-
volmente assistiti fisicamente e spirituaimente da un gruppo di maestre,
da un insegnante di educazione fisica, da un medico e da un sacerdote.







n

ERRO

|: RRELITT |
I cmall A

Molte migliaia di persone hanno partecipato quest'anno all
varie manifestazioni organizzate dal nostro giornale. Nell
foto gruppi di ansaldini durante la crociera sul transatlan.
tico « Cristoforo Colombo » e in gita a Venezia e a Roma







PERSEVERARE Le prove preliminari

dell’ avviso - scorta “Centauro”

n altro anno si è chiu-
(Bla un altro anno si
apre. Il centesimoquarto, do-
po quello nel quale nacque
l’Ansaldo.

L’anno, del quale abbia-
mo strappato dal calendario
l’ultima data, rimarrà nel
nostro ricordo come quello
durante il quale lo sviluppo
del lavoro e la acquisizione
di nuove commesse ci con-
sentono ragionate previsioni
su un futuro abbastanza fa-
vorevole.

Un concorso di molte cir-
costanze propizie si è veri-
ficato: la legge sulle nuove
costruzioni navali ha trovato
un terreno particolarmente
fertile sul quale operare, es-
sendo intervenuta in un pe-
riodo caratterizzato da un
aumento velocissimo dei traf-
fici e da uno spostamento di
essi, in misure veramente
imponenti.

Così nel campo dei petroli
come in quello dei minerali
solidi, consumi rapidamente
crescenti ed apertura di nuo-
ve fonti di produzione, non
soltanto hanno provocato la
richiesta attuale di maggiori
mezzi di trasporto, ma la-
sciano prevedere il perdu-
rare di tale richiesta almeno
per un periodo di tempo pa-
ri a quello al quale deve
limitarsi ragionevole
previsione del futuro.

Tuttociò porta ad un certo
ottimismo, che, però, non
può disgiungersi da un fer-
mo impegno: se oggi la no-
stra grande Azienda è in
grado di adempiere alle
proprie funzioni, lo è in
diretta conseguenza di uno
sforzo organizzativo, tecni-
co, produttivo e commercia-
le, che è costato grandi
fatiche e notevoli sacrifici.
Soltanto perseverando nel

ogni

nostro sforzo comune, pos-
siamo sperare di mantenere
quel costante ritmo di pro-
gresso e di affinamento,
senza del quale qualsiasi
organismo, per robusto e

potente che sia, sarebbe
destinato ad essere ineso-
rabilmente stritolato dalle
ferree ed invincibili leggi
economiche.

L’incitamento che vi rivol-
go, perciò, è di perseverare
insieme nella nostra comune
fatica, operando in un clima
di sempre migliore collabo-
razione, a fini non egoistici,
ma di mutuo interesse, per
la vita e lo sviluppo della
nostra Ansaldo.

L’augurio è di vedere la
nostra Azienda operare in
un mondo nel quale a ciascun
essere umano sia consentito
di onestamente lavorare nel-
la pace e nella libertà.

Buon anno!

FEDERICO DE BARBIERI

rima unità costruita dal-

l’Ansaldo nel dopoguerra
per la Marina Militare Italia-
na, l’A. S. « Centauro » è usci-
to, nelle prime ore di martedì
11 dicembre, nelle acque del
Tirreno, per le prove prelimi-
nari e delle attrezzature di
bordo.

A bordo erano il comandan-
te Murzi, presidente della
Commissione di collaudo, il
vice presidente e comandante
di Marinalles. comandante
Baroni; il comandante di fre-
gata Azzoni, membro della
Commissione di collaudo e co-
mandante designato della na-
ve; il colonnello Gazzo, diret-
tore del Navalgenarmi; i te-
nenti - colonnelli Rossi, Inna-
morato ed Izzo; i tenenti Gal-
bo, direttore VIP di Taranto
e Maltinti di Marinalles di
Roma; i capitani di corvetta
Cristani e Bedeschi ed i mag-
giori Conforti e Giuliana, tutti
di Marinalles.

Per la nostra Società erano
a bordo il direttore del Can-
tiere « Luigi Orlando» ing.
Francesco Rovetto, i vice-di-
rettori ingg. Ettore Di Pietran-

tony e Giancarlo Grillo, l’ing.
Bozzo e numerosi tecnici del
Cantiere stesso e degli altri
stabilimenti genovesi diretta-
mente interessati.

Agli ordini del comandante
Aimone Simonetti, capitano di
armamento dell’ Ansaldo, la
nave si è avviata rapidamente
verso il golfo di La Spezia,
mantenendo una costante velo-
cità di crociera. Lo scopo prin-
cipale era, infatti, quello di ac-
certare la funzionalità delle
attrezzature di bordo, e quindi
il comando non ha ritenuto op-
portuno spingere al massimo
del rendimento i due gruppi
di turbine.

Giornata plumbea e fredda,

senza quasi totale di vento in
mattinata, abbastanza sensibi-
le, invece, nel pomeriggio.
L’unità è stata costantemente
« scortata » da un folto gruppo
di elegantissimi gabbiani, che
ha voluto divertirsi a ripetere
le stesse leggiere evoluzioni
del « Centauro ».

Primo ad essere sottoposto
al collaudo è stato il timone,
seguito dall’argano a salpare;

la manovra ha visto riunirsi a
prora buona parte dei presenti
ed è riuscita in maniera per-
fetta. E così via via sono state

provate le varie attrezzature
marinaresche e gli impianti
nebbiogeni.

Verso le 13 venivano esegui-
ti tiri di prova, cominciando
dal castello di prora.

E, nel tardo pomeriggio, lie-
ti tutti del più che soddisfa-



Come è ormai consuetu-
dine «| Ansaldino» non
uscirà alla data del 1.0
gennaio. Le pubblicazioni
saranno riprese il 15 gen-
naio.



cente esito delle prove, il co-
mandante Simonetti ha diretto
di nuovo la prora verso il Can-
tiere livornese. « E° una nave
che ha ottime qualità tecni-
che e manovriere, veloce, ra-
zionalissima, dalla linea ele-
gante: è, insomma, una nave
fatta... per navigare », ci ha
detto.

e. |.



Sul nero pavimento della
Sala Tracciato del Cantiere
Navale è in corso di lavora-
zione la parte preliminare
di una nuova nave, la « Co-
struzione 1550». Dietro la
maschera di un numero è
però un nome caro a tutti,
alle maestranze, ai dirigen-
ti e al popolo italiano:
« ANDREA DORIA >». Biso-
gna ritornare a quel non



“COSTRUZIONE

lontano giorno, quando an-

cora notizie non precise
sulla tragedia circolavano
per il Cantiere, per com-
prendere come le maestran-
ze tutte erano orgogliose di
quella loro opera, come
le erano affezionate! Ora
l’« Andrea Doria » ritorna,
anzi risorge; infatti sarà la
Costruzione 1550 che andrà
a colmare il grande vuoto





lasciato sia nella flotta mer-
cantile italiana, sia nei cuo-
ri di coloro che l’avevano
ideata, studiata e costruita.
La fotografia che presentia-
mo rappresenta il tracciato
del verticale della nuova
costruzione. Da questo trac-
ciato, con l’ausilio dei di-
segni costruttivi delle strut-
ture dello scafo, si passerà
successivamente alla lavo-

1990”

razione preparatoria nelle
officine e infine, nel pros-
mo anno, l'impostazione.
Per gli stessi sentimenti
che hanno legato maestran-
ze e dirigenti, in occasione
della grande perdita, siamo
certi che l’«Andrea Doria»
che sorgerà, a somiglianza
della prima, costituirà van-
to e orgoglio per noi e de-
sterà sempre maggiore am-
mirazione in terre lontane,







Le prove della “Angela Fassio”

i sono dei romantici che

salgono sulle cime delle
montagne e si alzano alle
quattro per assistere allo spet-
tacolo del giorno che scaccia
la notte.

Ci sono anche dei giovani,
entusiasti della tecnica, che
implorano un ingresso in uno
stabilimento o in una centrale
per osservare da vicino le me-
raviglie del mondo nuovo.

Tali categorie di persone po-
trebbero soddisfare interamen-
te le loro esigenze, in una mi-
sura che li meraviglierebbe
tanto più in quanto sarebbe
totalmente inattesa, se potes-
sero ottenere un invito a par-
tecipare alle prove in mare di
una nave dell’Ansaldo.

Come ho fatto io venerdì 7
dicembre, sulla M/n. « Ange-
la Fassio ».

Sapevo che la cosa era im-
portante, che si trattava di
una motonave da carico alla
rinfusa costruita secondo gli
ultimissimi ritrovati della tec-
nica, la prima di una serie di
sette gemelle ordinate dall’ar-
matore Fassio ai Cantieri An-
saldo; che si dovevano realiz-
zare in quel giorno quelli che
erano stati i calcoli dei pro-
gettisti, che si doveva « pro-
vare » se il comportamento
reale della nave era quello
dimostrato dalla « vasca » e
così via.

Ma non sapevo certo quale
meravigliosa avventura tale
prova comportasse,

La nave era al bacino n. 4
delle Grazie, che io ho rag-
giunto percorrendo nel buio
ancora fitto le viuzze e le ca-
late dell’antico « mandraccio »,
culla delle gloriose galee del-
la Repubblica.

Nell’acqua che già aveva
riempito il bacino si riflette-
vano le luci di bordo e dei
fari, disegnando quasi una
danza di lucciole. Sulla ban-
china arrivavano ogni tanto
delle auto, e le persone che
ne scendevano salivano in fret-
ta il lungo scalandrone. Nel
cielo ancora buio sciabolavano
le luci della Lanterna.

In coperta i marinai del
Cantiere erano indaffarati at-
torno a grosse gomene attor-
cigliate come pitoni.

Ho visto, attraverso le sa-
gome dei picchi di prora, im-
pallidire a levante l’ultima

stella. Poi ho visto il rosso
diffuso dell’aurora attraverso
i tralicci di una gru lunga co-
me una giraffa; e attraverso le
bocche di redancia ho visto il
sole sorgere dietro le cupole di
Carignano, e scontornare i ri-
lievi del colle di Sarzano come
fossero deliziose «silhouettes».
Guardando da poppa, ho visto
il porto come un gigantesco
anfiteatro con la corona dei
monti sopra le prore dei piro-
scafi all'ancora, cinque, sei,
sette prore rosse, verdi, bian-
che, nere, come in un quadro
di Luxoro.

A questo punto, erano ormai
le sette e mezza, si ode un fi-
schietto e un ordine secco:
« Mollare il cavo! — Tirare a
bordo il cavo!». La nave si
stacca dalla terra, ma non è
ancora sola: ci sono quattro
poderosi rimorchiatori (leggo
due nomi sulla poppa « Vorti-
ce » e « Canadà ») che la trai-
nano fino all'ingresso del por-
to. Poi se ne tornano indietro,
con l’aria di dire « t'ho messo
innante, ora per te ti ciba».

La nave comincia ad allon-
tanarsi con i propri mezzi: si
sentono brontolare i motori.

Inerociamo il piroscafo «Pal-
maiola» che sta entrando: fa
sempre un certo effetto, incro-
ciare un’altra nave sul mare.
Si sente un senso di vicinanza
e di solidarietà umana che
a terra, diciamo la verità,
manca spesso. Laggiù, Genova
sorge sopra un leggero banco
di foschia, e i suoi palazzi
sembrano davvero la «sky
line », Solo da qui si può ca-
pire che uno scrittore ameri-
cano l’abbia paragonata a New
York.

Naturalmente, dietro di noi
abbiamo già una ventina di
gabbiani che planano grazio-
samente.

A bordo sono tutti indaffa-
rati, nelle macchine, in plan-
cia, in coperta: uomini in tuta
blu, bianca, nera, osservano gli
strumenti.

Sono a bordo il dott. Alber-
to Fassio col conte Perzolo e
l’ing. Donnini; per l’Ansaldo,
il Direttore Centrale ing. Rou-
gier, l’ing. Cristofori Direttore
dei Cantieri di Sestri, il co-
mandante Beretta coadiuvato
dal sig. Longobardi; per la
Fiat, che ha fornito l'apparato
motore, gli ingg. Filippini e

Gregoretti, e i tecnici del
«RINA», del «Lloyd’s Register»
e della «Vasca Navale».

La nave gira e rigira su sè
stessa, e i grattacieli appaiono
e scompaiono ora alla mia de-
stra, ora a sinistra. Salgo in
plancia, lucida e accogliente
come un salotto, anche se in-
gombra di persone indaffarate:
si sta procedendo alla taratura
del radiogoniometro e alla
compensazione delle bussole.
Un uomo guarda attraverso
uno strumento che a me pare
un telemetro, graduato, e gri-
da degli ordini che sono tra-
smessi di sopra: punto di rife-
rimento il radio -faro della
Lanterna. Io ascolto in reli-
gioso silenzio: « Attenti! Le-
sta! Stop! Venti! — Attenti!
Lesta! Stop! Trenta! — Atten-
ti! Lesta! Stop! Quaranta! » e
così via. Il comandante Be-
retta, in dignitosa serietà con
un giaccone di pelle e un ba-
sco nero, osserva dalla plancia
con occhi mobilissimi, ogni
tanto guarda col binocolo, poi
ordina: « Leva due gradi di
barra! » e ancora « Nave a
prua, cinque gradi a sinistra!
Via così! Ora centro! Via co-
sÌ! ».

Alla ruota del timone, scul-
torei, i nostri timonieri Vin-
cenzo Caminita e Carmine
Cotugno, con maglione nero
e scritta rossa « Cantieri Na-
vali Ansaldo - Genova Sestri»,
Appena ricevono un ordine si
passano le caviglie della ruota
da una mano all’altra, con ge-
sto pacato e sicuro, antico.

Scendo in macchina, dove
mi fa piacere ritrovare un po’
di caldo. L'ambiente è amplis-
simo, alto, pulito nei suoi co-
lori chiari: il bianco delle pa-
reti, dei tubi, delle scalette, il
verde pisello del grosso motore,

Si sente il pulsare ritmico
dei cilindri: gli uomini osser-
vano la grande lavagna nera
con quadranti, numeri, leve.
Un gigantesco cruscotto che ci
dice tutto quello che avviene
dentro le impenetrabili pareti
del motore.

Mi fermo a leggere un foglio
di servizio, appiccicato in al-
to: indica i posti di guardia.
« Motore principale, piano su-
periore Rezzagno e Barza-
ghi, piano intermedio Parodi,
piano manovra Mantero, linea
assi Gaggero e Pastor, macchi-

nari ausiliari - gruppi elettro-
geni Olivari e Roccatagliata,
compressori aria Gaggero e
Basetti, circolazione acqua MP
Langella e Garrone, filtri olio
Puppo e Cantuzzi, EP incendio
Gentile, depuratori d'olio Ga-
sperini e Ferrando, Il perso-
nale prenderà imbarco alle
ore 5. Firmato: Cantiere Na-
vale - Sezione Montaggi Appa-
rati Motori - Caorsi ».

Sulla tabella degli indicatori
leggo (sono le otto e trenta)
che andiamo «Avanti adagio»,
il motore fa 50 giri al minuto,
il contagiri che scorre veloce
segna già 69.983 giri, ma ap-
pena ho scritto segna già
70.004. Alle 9,50 siamo « Avan-
ti mezza » e il motore è a 70
giri al minuto. Tutto bene, na-
turalmente, si sente il solito
ritmico ronzio e un leggero

odore di olio, come quando
uno si frigge due uova al
tegame.

Guardando in alto si vedono
fuggire le nubi, attraverso i
« finestroni » sollevati: pare di
essere nel fondo di un cortile
urbano. Ad un certo momento
mi trovo vicino a due cilindri
« di rispetto »: hanno Ja mia
stessa statura,

Risalgo e vado a curiosare
negli alloggi dell’equipaggio:
non credo esista di meglio sul-
le navi da carico di qualsiasi
bandiera. Cabine a due posti,
ampie (dico ampie), linde in
colori verde chiaro e mobili
col piano di formaica, oserei
dire addirittura eleganti. Così
alcune sale e salette che ho
visitato. Queste attrezzature
sono quanto di più riposante
si possa dare al marinaio, dopo
le fatiche dei turni.

Alle ore 11 si inizia l’andiri-
vieni «in base », cioè l’inizio
ufficiale delle sei ore prescrit-
te, col motore a « tutta forza ».
La nave percorrerà fino alle
ore 17 le basi stabilite, che
sono Punta di Portofino - Villa
Spinola e Punta Chiappa -
Casa Raggio, per una lunghez-
za di metri lineari 6.030,5, con
rotta 95° 35°,

In plancia continuo a incon-
trare visi ben noti, persone
che, per quanto abbiano tutte
qualche cosa da fare, trovano
il modo di conversare gentil-
mente con me, che sono l’uni-
co disoccupato a bordo. Ho
parlato con l’ing. Rougier, dal-

l’aria sicura di « uno che ne
ha viste tante », e abbiamo
parlato di quelle lontane e or-
mai famose prove di macchi-
na del « Taskent» davanti a
Sebastopolij; ho parlato con
l'ing. Cristofori, colla sua
espressione di giovanile « top-
man », e mi son fatto raccon-
tare di tutto il lavoro che fer-
ve nei cantieri, con tutte
quelle navi in preparazione, e
le cisterne « colosso »; ho in-
contrato l’ing. Mori, del Mug-
giano, e l'ing. Fanfani, col
quale abbiamo parlato di im-
pianti elettrici e di tante altre
cose.

Intanto le prove continuava-
no, ed io posso dire soltanto
che la nave correva come un
levriero, e che dal comporta-
mento di tutti capivo che le
cose andavano nel migliore dei
modi. Alle 16,50 la lavagnetta
nera appesa in macchina se-
gnava i primi risultati: « Cor-
sa l.a: giri al minuto 127, ve-
locità 16,057; Corsa 2.a: giri
al minuto 127,08, velocità
16,464; Corsa 3.a: giri al mi-
nuto 125,92, velocità 15,948;
Corsa 4.a: giri 125,83, velocità
16,349 ».

Nella cabina radio si parla
al radiotelefono, e si sente me-
glio che a stare a terra. Qual-
cuno parla con Milano. La ca-
bina radio, con tutti i suoi
modernissimi impianti auto-
matici, assieme al « radar» in
plancia, è quella che attira di
più l’attenta curiosità dei 24
studenti universitari di inge-
gneria che il « Convegno » ha
portato a bordo.

Poi calano le tenebre, in
plancia si ordina: « pronti i fa-
nali di via», e quindi, allo
scadere delle sei ore, tutti si
dichiarano soddisfatti. Tor-
niamo a Genova che si avvi-
cina rapidamente con le sue
collane di luci splendenti, e ho
appena il tempo di intervista-
re rapidamente il dott. Alber-
to Fassio, che sottolinea l’im-
portanza di queste nuove navi,
la loro caratteristica di mo-
dernità e velocità, e si compli-
menta con il Cantiere che ha
dimostrato ancora una volta,
anche su di una nave da cari-
co come questa, di possedere
una inconfondibile « persona-
lità » di costruttore di gran

classe.
LB:

I TRATTAMENTI TERMICI PRESSO I CLIENTI
NEI MONTAGGI DELLE GRANDI CENTRALI TERMICHE

L'efficienza delle costruzio- sviluppando in quest'ultimo

ni meccaniche moderne è le- ventennio della storia della
gata, come è noto, essenzial- tecnica moderna,

mente ai trattamenti termici L’Ansaldo Meccanico ha
dei metalli che le compon- sempre più esteso questo
gono, Non si parla qui dei genere di lavorazione con

sici

si
;

trattamenti termici clas.
effettuati dai ” siderurgici
noi ci riferiamo a tutta una

una specializzazione minutis-
sima negli impianti e nel
personale, secondo la neces-



altra classe di trattamenti sità della propria produzio-
termici, quelli di origine ben ne, in qualche caso anche
più recente che si può dire per un singolo pezzo di pro-
siano propri dei ” meccani- duzione,

ci”; essi. si sono andati Si ritiene utile far cono-



Nd
i ALI I7

FIG. 1. - Prove sperimentali per lo sviluppo dei trattamenti

termici nelle giunzioni saldate (1940-41). Tubi piegati comple-
tamente dopo ricottura razionale. Tubi fragili senza ricottura

i,



FIG. 2.

- Ricerca sul metodo più efficiente dei cicli termici
per ridurre la fragilità nelle giunzioni saldate. Acciai al 5%
di cromo e al molibdeno. Sopra: giunzioni fragili (senza trat-
tamento). Sotto: giunzioni efficienti con studiati cicli termici

scere questa specialità al-
meno per gli impianti più
particolari, illustrando so-

pratutto le ragioni tecniche
che li hanno determinati.
Incominciamo con un ar-
ticolo riguardante impianti
di grande attualità, del tipo
a carattere mobile, per com-

piere trattamenti termici
presso i clienti per i mon-
taggi razionali delle grandi

Centrali termiche,

Nel presentare queste note,
dobbiamo ricordare il nome
di Demetrio Calabrò, Vice
C. Sezione dei Trattamenti
Termici dell'Ansaldo Mecca-
nico, che da oltre 15 anni si
occupa di tale branca di at-
tività con particolare com-
petenza e che ha curato fra
tutti i nuovi impianti creati,
anche quelli ora in descri-
zione per il trattamento ra-
zionale delle giunzioni sal-
date con la migliore intesa
fra accorgimenti costruttivi
e utilizzazione pratica,

“% li acciai, come è noto,
quanto più sono legati o
con carbonio, o con altri

elementi idi lega, tanto più
sono sensibili ai cicli termici;
ossia a quei cicli che compor-
tano riscaldamenti a tempera-
ture piuttosto elevate con
raffreddamenti e con tempi
diversi di permanenza a tali
elevate temperature.

La saldatura degli acciai
comporta nei pressi del giunto
delle temperature elevatissi-
me che provocano delle alte-
razioni strutturali assai rile-
vanti quando si tratta di acciai
molto legati come quelli che
debbono resistere a caldo per
le tubolature di vapore delle
Centrali termiche.

Nei pezzi saldati si possono
generare, o sul cordone di sal-
datura o nel materiale base,
delle strutture irregolari per
elevata durezza, o, per surri-
scaldamento dei grani degli
stati di tensioni interne anche
con deformazione del pezzo
per effetto degli sforzi di riti-
ro che diminuiscono la resi-
stenza del giunto in servizio e
nei casi più gravi provocano
l’inefficienza ed anche il peri-



FIG. 4.

- Metodo a «camera » con resistenze elettriche



FIG. 3.
di altezza,

colo dell'organo. per incrina
ture più o meno evidenti.
Per evitare tali inconvenien-
ti oltre a molti altri accorgi-
menti come speciali mezzi di
controllo, oculata scelta dei
materiali, del metodo di sal
datura, della preparazione del
giunto e simili, si ricorre ad
appropriate operazioni di trat-
tamento termico quasi per go-
vernare i cicli termici che av-
vengono nella saldatura con
altri cicli termici razional-
mente studiati caso per ca
tanto da attenuare e rene











per
giunti saldati dei surriscaldatori

la ricottura a

- Montaggio dei tubi surriscaldatori a 25 e 39 m.
con gravose condizioni di

ricottura in posto

tsenicamente accettabili le al-
orazioni strutturali e le ten
sioni interne subite dall’ac-
ciaio per opera della saldatu

Tali operazioni che consisto-
no praticamente in preriscal-
c enti e successive ricotture
cei giunti saldati vengono ge-
neralmente eseguite in forni
per trattamenti termici anche
sull’intero complesso saldato.

L’Ansaldo nel caso delle co-
struzioni riguardanti le caldaie
ed in particolare per le Cen-
trali termiche ha afîfirontato
questo problema da antica





a







arse

«gruppo» dei

6

data. Sedici anni or sono
quando si trattò della costru-
zione delle caldaie Benson-
Ansaldo e furono introdotti
gli acciai legati resistenti al
calore per i tubi dei surriscal-
datori e per tutte le parti sog-
gette alle più alte temperatu-
re, dopo esaurienti prove spe-
rimentali, furono studiati «
quindi sviluppati i trattamenti
termici più razionali per l’ef-
ficienza delle giunzioni saldate
(fig. 1).

Da qui la creazione di una
tecnica e di impianti, come
forni speciali, che mano mano
si sono andati sviluppando
con gli anni presso lo Stabili-
mento Meccanico.

Con l'aumentare poi delle
dimensioni delle Centrali e
con l’aumentare delle tempe-
rature in esercizio di esse, nel
dopo guerra sono sorti dei
nuovi problemi.

Le grandi dimensioni degli
impianti, gli aumentati’ spes-
sori e diametri dei tubi, l’im-

FIG. 5.

dall’Ansaldo stesso delle par-
ticolari attrezzature per per-
mettere dei razionali cicli ter-
mici durante e dopo la salda-
tura in modo da ottenere in
esercizio quei risultati che
erano stati richiesti dai pro-
gettisti e che erano stati pre-
visti dalle prove sperimentali
di Laboratorio (fig. 2).

Occorre fare presente che le
condizioni di lavoro in tale
genere di montaggi sono par-
ticolarmente gravose e difficili
data anche l’altezza a cui spes-
so occorre operare (25-30 me-
tri e anche più dal livello del
terreno) e con difficile acces-
sibilità trattandosi alle volte
di vere selve di tubazioni fra
le quali occorre addentrarsi
per compiere, non solo le sal-
dature, ma sopratutto i tratta-
menti termici razionali ad esse
collegati (fig. 3).

Quindi furono studiati degli
appositi forni a resistenza
elettrica che potessero com-
piere due tipi di trattamento



- Metodo di ricottura « singola a manicotto » con con-

trollo e regolazione della temperatura seguiti e corretti
dall'operatore con l’indicazione dei pirometri

piego di acciai sempre più dif-
ficilmente saldabili per gli
elementi di lega in essi con-
tenuti, la necessità di com-
piere trattamenti localizzati
presso le sole giunzioni e non
sull’intero complesso saldato
ed infine la necessità di com-
piere tali operazioni anche al
montaggio, presso il cliente,
per l’unione dei vari tubi e
relativi raccordi, valvole, ecc.
ha indotto a creare qualche
cosa di nuovo per compiere
quei trattamenti termici così
indispensabili non più soltanto
in stabilimento ma anche pres-
so i clienti stessi con appro-
priati mezzi.

In occasione della Centrale
termica dello Stabilimento Si-
derurgico della Società Corni-
gliano (che alla data attuale
resta sempre la costruzione più
spinta fatta dall’Ansaldo nel
campo degli impianti termici
per temperatura e pressione
del vapore e per impiego di
acciai pregiati e di difficile ap-
plicazione), furono studiati

diverso; uno per i tubi dei sur-
riscaldatori riuniti a gruppi in
modo da accelerare il lavoro
stesso attraverso delle vere e
proprie camere a resistenze
elettriche ed un altro per il
trattamento singolo delle tu-
bazioni principali di vapore
di maggior diametro ed im-
portanza con installazione di
mezzi di riscaldo appositi per
ogni tipo di giunzione (figg. 4
e 5).

Nelle figure allegate, si pos-
sono vedere questi sistemi di
riscaldamento come furono al-
lora adottati tenendo presente
che il problema non è tanto
quello del riscaldo quanto
quello per la regolazione dei
mezzi di riscaldo e della re-
gistrazione secondo program-
mi ben prestabiliti con velo-
cità di riscaldamento e di raf-
freddamento razionali. Allora
tutto ciò fu realizzato attra-
verso l’opera e la collabora-
zione dell’uomo in quanto le
regolazioni e le registrazioni
furono fatte singolarmente a













FiG. 6. - Nuovo impianto con riscaldo ad induzione completamente
utilizzazione con

























termici di saldatura presso i clienti. A sinistra due posti di

mano operando giorno e notte
con turni di lavoro continua-
tivi. Il metodo impiegato si di-
mostrò ‘tecnicamente adatto;
oggi alla distanza di parecchi

condizioni di taratura

Però dal punto di vista in-
dustriale ed anche umano tale
metodo è risultato troppo gra-
voso; troppo tempo impiegato,
troppo sacrificio da parte degli

cicli
spirali in

automatico per i

problema della Centrale ter-
mica da 60.000 kW per la SIP
di Chivasso, pur avendo acciai
leggermente più facili di quel-
li già usati per l'impianto della



FIG. 7. - Cuore e cervello della nuova apparecchiatura
l’autoregolazione a programma dei cicli termici prefissati

anni possiamo dire che quelle

giunzioni sono state e sono
tuttora efficientissime rispon-
dendo pienamente allo scopo.

_Spire_riscaldanti

lubo in seciaio

drolomento con
amianto

uomini, nel seguire con la
massima attenzione e nel co-
mandare i cicli termici voluti.
Quando nel 1952 si presentò il







Giunzione
saldati





elettronica per il

controllo e

Società Cornigliano, fu vista
la necessità di rivedere tutto il
metodo di lavoro e pertanto
creare un impianto apposito

cari dell'importo
FIG. 8. - Schema di utilizzatore attorno a un giunto saldato per effettuare cieli termici
con riscaldo ad induzione

che rispondesse alle nuove
esigenze moderne. Queste esi-
genze possono essere riassunte
in quantità enormi di lavoro
per il numero elevatissimo di
giunzioni da saldare e da trat-
tare termicamente data la
grandiosità dell’impianto, la
precisione e la velocità richie-
sta ed infine una certa como-
dità di lavoro a garanzia della
riuscita del lavoro stesso.

La soluzione del problema
risiedeva su un impianto di ri-
scaldamento ad induzione a
bassa frequenza del tipo tra-
sportabile con regolazione,
temperatura e tempi, automa-
tica a programma (fig, 6).

Tali impianti vengono pro-
dotti negli Stati Uniti d’Ame-
rica e le Società termoelettri-
che italiane che hanno acqui-
stato direttamente Centrali in
America sono state dotate di
tali tipi di forni.

L’Ansaldo pur avendo a di-
sposizione uno di questi forni
americani ha dovuto acquistar-
ne un secondo per necessità
di lavoro ed ha preferito farlo
costruire in Italia sotto i pro-
pri dettami. Con la collabora-
zione di esperti nella costru-
zione dei forni e nel campo di





FIG. 11. - Diagramma dei cicli termici per la saldatura razionale dei giunti di tubazioni d’acciaio legato resistente al calore

mando e di regolazione è mon-
tata in una robusta cabina
metallica chiusa, carreggiabile,
provvista di un sistema di
areazione forzata per il raf-
freddamento. Esso oltre a po-
ter funzionare con qualunque
tensione di rete, permette di
variare la tensione di esercizio
con commutazioni a più posi-

FIG. 9. - Apparecchiatura volante per i cicli termici di salda-

tura con

regolazione e registrazione del-
le temperature, è stato creato
un impianto che è servito per
la costruzione della Centrale
di 60.000 kW della SIP di Chi-
vasso, impianto che ha lavo-
rato in tandem con il forno
americano con il vantaggio
però di eseguire da solo con-
temporaneamente il tratta-
mento di due giunti saldati
con circuiti elettrici e di au-
toregolazione separati ed in-
dipendenti e quindi con mag-
gior produzione ed elasticità
di impiego.

Senza entrare nei particolari
costruttivi di tale impianto è
bene precisare che la questio-
ne tecnica investe due proble-
mi distinti, quello che riguar-
da la creazione del mezzo di
riscaldo ad induzione con tem-
peratura e con programma vo-
luto e quello di utilizzare tale
calore a mezzo di apposite spi-
re tanto da realizzare il ciclo
termico voluto sul pezzo nella
posizione e nella forma voluta.
Questo secondo problema an-
che se sembra assai modesto
rispetto al precedente, è di
fatto molto importante dal
punto di vista operativo ed è
stato risolto esclusivamente
dall’Ansaldo.

L’impianto vero e proprio,
come si vede nella fig. 6, è
stato costruito da una impor-
tante ditta italiana; tutta l’ap-
parecchiatura elettrica, di co-

riscaldo a resistenza per giunzioni

particolari

zioni e lavorare con due cir-
cuiti distinti di lavoro fino a
1000 Ampère ciascuno,

Per ogni ciclo termico, da
operare su una giunzione sal-
data, si possono installare fino

FIG. 12. - Saldatura con ciclo termico controllato (ad induzione) di
vapore principale della Centrale della S.I.P. a Chivasso

a 6 termocoppie da fissare
nell’interno del giunto stesso.

Ma la parte più delicata ed
importante dell’impianto risie-
de nelle apparecchiature di
controllo e la autoregolazione
delle temperature compren-
denti i pirometri autoregola-
tori a programma, con dischi
graduati in temperatura e
tempo, ove è possibile inta-
gliare il profilo a camma volu-
to per tutte le velocità e i
tempi di riscaldamento richie-
sti (fig. 7).

La sicurezza poi del trat-
tamento contro il pericolo dei
surriscaldamenti è data da un
pirometro elettronico, sempre
a due linee indipendenti, che
registra la temperatura e che
dispone di un contatto di si-
curezza tale da arrestare il
funzionamento, qualora, per un
disservizio, il valore massimo
della temperatura superasse
quello previsto dai regolatori
a programma.

Gli utilizzatori, studiati dal
personale dell’Ansaldo, prati-
camente consistono in condut-
tori flessibili, generalmente ca-
vi di rame, che possono realiz-
zare un determinato numero di
spire attorno al tubo da trat-
tare, a cavallo del giunto sal-
dato come in fig. 8, Si deve
notare che questa semplice
attrezzatura comporta però
vari problemi, come l’isola-
mento delle spire, la rapidità
e la flessibilità della manovra
per tutte le necessità del la-





voro dovute ai diversi diame-
tri dei tubi ed ai diversi rac-

cordi con figure complesse,
distanze, alcune volte anche
notevoli, del giunto saldato

da trattare, del generatore di
corrente e sopratutto problemi
inerenti alla durata di questi
utilizzatori. Quando si tratta
di compiere centinaia e centi-



tarne la durata in esercizio,
con gli inevitabili inconve-
nienti per la avvolgibilità dei
cavi stessi intorno ai tubi, ed
i cavi a semplice treccia che
invece semplificano tale avvol-
gibilità. Anche l’isolamento di
tali cavi ha formato oggetto di
particolare attenzione e studio.

Senza dilungarci ancora sul-

FIG. 10. - Apparecchiatura speciale per riscaldo a resistenza
di giunzioni in posizioni complesse

naia di trattamenti per durate
di migliaia di ore il problema
diventa sempre più complesso.

Da qui sono sorti gli studi
dei cavi raffreddati interna-
mente ad acqua per aumen-

una tubazione del

l'argomento desideriamo solo
far presente come la tecnica
costruttiva moderna imponga
dei problemi importanti spes-
so molto gravosi nella loro
soluzione e che richiedono ol-
tre che una sufficiente speri-
mentazione per la messa a
punto, una fattiva collabora-
zione di esperti di vario ge-
nere partendo sopratutto dalla
esperienza e dai consigli che
possono venire da chi usa e
deve praticamente compiere ij
trattamenti stessi.

E così l’Ansaldo ha avuto
l'occasione di trarre ancora
una volta dalla sua annosa
esperienza, gli elementi per
determinare un progresso ed
una realizzazione anche in im-
pianti così specializzati che
finora era possibile acquistare
soltanto all’estero.

Con questo si è voluto illu-
strare, anche se in maniera
sommaria, l’importanza indu-
striale di tali metodi di trat-
tamenti termici nei montaggi
razionali delle grandi Centrali
termiche, che offrono tutte le
garanzie per la sicurezza dei
giunti saldati in qualunque
posizione essi si trovino e per
lo sviluppo degli acciai più
complessi secondo le necessità
più spinte della tecnica attuale
con ampia visione per il fu-
turo.

G. E. Rappini

(È)





I MECCANICO



NUOVE C

OMMESSE

per 3 milioni di ore lavorative

Ecco l’elenco delle commes-
se più importanti acquisite dal
bre al 6 dicembre:

— Cinque apparati motori
a turbine cella potenza nor-
male di 14.500 C.A. a 110 giri
e della potenza massima di
16.000 C.A. a 114 giri per cin-
que TUDO ierno da 31.500
T.D.W. (tre da costruirsi al
nostro Canti di Sestri e
due è nostro Cantiere di
Muggiano)

— Quattro apparati motori
a turbine della potenza nor-
male di 21.000 C.A. a 115 giri
e della potenza massima alle
prove di 23.000 C.A. a 119 giri
per quattro turbocisterne cda
52.000 T.D.W. (due da co-
struirsi al nostro Cantiere di
Sestri e due nostro Can-
tiere di Livorno), ,
Due apparati motori a
turbine della potenza normale
di 14.500 C.A, a 110 giri e del-
la potenza massima di 16.000
C.A. a 114 giri per due turbo-
cisterne da 34.500 T.D.W. (da
costruirsi al nostro Cantiere
di Sestri).

— Riparazione turbine del
piroscafo « Nassau » della So-
cietà « Incres Nassau Lines »
(agente Paolo Scerni di Ge-
nova).

— Un apparato motore Die-
sel Ansaldo - Fiat tipo 757 S
per una motonave da costruir-
si al nostro Cantiere di Mug-
giano.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q 265/7 R, sovra-
limentato, della potenza di
600 cav. eff. a 410 giri al 1’,










al

per un peschereccio in costru-
zione presso il Cantiere « Gar-
dano & Giampieri » di Porto
Recanati,

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q 370/9 R, so-
vralimentato, della potenza di
1350 cav, eff. a 275 giri al 1’,
per la motonave « Punta Sti-
lo » della Società di naviga-
zione « Sant'Elmo » di Geno-
va, in trasformazione.

— Un motore marino Die-
Ansaldo tivo 2131/4, ad
aspirazione atmosferica, da
110 cav. eff. a 390 giri al 1’,
per il peschereccio « Livia »
degli armatori Angelo Paoluc-

sel

ci, Domenico e Girio Recchi
e Angelo Recchi di Termoli.
— Un motore industriale

Diesel Ansaldo tipo Q 150/2
ad aspirazione atmosferica, da
27 cav. eff. a 650 giri al 1’, per
la nave «Lucrino» della
« Flotta Lauro » di Napoli.

Dette commesse comporta-
no un carico di lavoro di
circa 3.000.000 di ore.

CONSEGNE

Il materiale più importante
spedito dal 23 novembre al 6
dicembre è il seguente:

Al nostro Cantiere di Livor-
no: due condensatori princi-
pali per gruppo turboridutto-
re, due refrigeranti olio da 52
me., due pompe d’alimento
Weir, due pompe verticali
Weir per estrazione, due eiet-
tori d’aria a vapore Weir a
tre stadi, destinati all’ A. S.



«Iman Bondjol» in allesti-
mento per la Marina Militare
Indonesiana; quattro comples-
si assieme contr’albero, una
ruota lenta, un pignone veloce
di 1.a riduzione, pattini reggi-
spinta ed altri particolari per
turboriduttori principali, de-
stinati al C. T. « Indomito » in
allestimento per la Marina
Militare Italiana, - Al nostro
Cantiere di Muggiano: una
pompa acqua salata, una pom-
pa accua dolce e due pompe
sentina (giunte al MEC per la
rimessa in efficienza), destina-
te alla M/n. « Daronia » in ri-
parazione. - Al nostro Cantie-
re di Sestri: una rotopompa a
vite ad asse verticale per ser-
vizio circolazione olio lubrifi-
cante, un gruppo svinta nafta
un evaporatore distillatore, un
raffreddatore acqua distillata
uno sfioratore regolatore di li-
vello, un pozzetto acqua di-
stilata, per la T/c. « Fina Ca-
nadà »; due gruppi Diesel -
dinamo costituiti da motore
Ansaldo tipo Q. 265/6 da 310
HP accoppiato a dinamo da
200 kW e un gruppo Diesel -
dinamo costituito da motore
Ansaldo tipo 2131/3 da 80 HP

accoppiato a dinamo da 50
kW, destinati alla M/n. « Elet-
tra Fassio »; particolari. per

accoppiamento caldaie, mate-
riale coibente per muratura

fronte caldaie e mattoni re-
frattari, destinati alla T/c.
« Italia Martelli Fassio ». - Ai

« Cantieri del Mediterraneo »
di Pietra Ligure: un aspirato-
re pompa aria, cuadro mano-
metri con tachimetro, polve-
rizzatori, un serbatoio aria
compressa da 500 lt., collet-
tore gas di scarico, riscalda-



CANTIERE]





, tante esterno



Lavorazione di un rocchetto
Meccanico dalla Ditta

tori nafta, due filtri doppi per
olio, casse valvole aria com-
pressa, porte di visita, guide
stantuffo superiori con bilan-
cieri, grigliato e scale per mo-
tore, pompa premente, pompe
combustibili, valvole avvia-
mento e sicurezza, fasce ela-
stiche ed altri particolari per
motore Diesel Ansaldo - Dox-
ford tino 67 LB 5, destinati a
una motonave in costruzione
per conto della « Panarea S.
p. A. » di Venezia. - Alla «Bre-
da S. p. A.» (Cantiere Navale
di Venezia): un collettore aria
lavaggio, un collettore gas di
scarico, volano, stantuffo, cu-
scinetti testa biella motrice e
pompa aria, viradore comple-
to di motore elettrico, gruppo
manovra ed avviamento, mon-
lato manovra

(completo di prigionieri) ed

RISULTATI DE

Pit rn

$

per laminatoio ordinato al
« Innocenti » di Milano
altri particolari per motore

Diesel Ansaldo - Fiat tipo 757,
destinato alla M/n. « Alba-
tros » in allestimento per la
« Compagnia Marittima Napo-
letana » di Napoli. - Alla « Na-
valmeccanica » di Castellam-
mare di Stabia: collettore aria
lavaggio, collettore gas di sca-
rico, tubazione completa per
servizio nafta, olio ed acqua,
basamento motore in tre tron-
chi (completo di albero a ma-
novelle e cuscinetti), incastel-
latura in tre tronchi (completa
di guide pattino ed altri par-
ticolari inerenti), gruppo ci-
lindri (completo di testate ci-
lindro e camicie), volano, co-
lonne montanti, stantuffi mo-
tore, teste a c-oce complete di
pattino, bielle motrici, biella
pompa aria, copertura ingra-
naggi, supporto completo di

LLE ELEZIONI

per la Commissione Interna del MEC

Nei giorni 28 e 29 novembre si sono svolte, presso lo Sta-
bilimento Meccanico, le operazioni di voto per l’elezione della
Commissione Interna. Nella tabella che segue diamo i risultati
dello scrutinio, comparati con quelli del 1955:



















IMPIEGATI OPERAI E: ETTI
1955 | 1956 1955 1956 | impiez. | persi
no] % |nof% [no | % | n° | oo [1955 1986 1955) 1050
[al er D | |
Iseriti . . .[9341 — [9641 — [3481 da
Votanti... 7 a o 92,2213289|94, 148 321292,38| | |
Schede bianche. } 36) 405) ,, | | 126) 3,92 |
6,06 125% 3,80
Schede nulle _.( | | 80,90) 3 | 47) 1,46)

. |822|93, 594 845 95,05 bai 96,20)3039 94,62

|
Boe

|

|

Voti validi .



VOTI DI LISTA “



CGIL-FIOM. . 314 38,20 278, ‘39 90|2375,75,07 2209,72,€9) 1| 1| 7) 7
CISL-FILM . . 285 34,67 297 35, 15) 449 14,19) 40713,39| 1) 1| 1| 1
UIL-UILM . . 223/27,13 270 31,95) 340 10,74) 423:13,92|)—|—| 1| 1

Nuovo portale ossitaglio
cannelli trasversali







entrato recentemente in funzione al Cantiere di Sestri. Ha cinque |
e offre ogni possibilità ditaglio longitudinale delle lamiere







viradore, pompa aria lavaggio
completa, fasce elastiche, pom-
pe combustibili ed altri par-
ticolari riguardanti motori
Diesel Ansaldo - Fiat tipo 487
destinati a una motonave in
costruzione per conto. della
Società di navigazione « Tir-
renia » di Napoli. - Al Cantiere
« De Ceglie » di Molfetta: un
motore marino Diesel Ansal-
do tipo 2131/4 S, della poten-
za di 165 HP, completo di
tutti i particolari, per un mo-
topeschereccio in costruzione
per gli armatori Adolfo, Mi-
chele, Matteo e Luigi Salve-
mini di Manfredonia - Al
sig. Ignazio Blandina di Lam-
pedusa: un albero a manovelle
per motore Q, 265/3. - Alla
S.T.E.S. di Palermo: tubazione
acqua alimento caldaia, tuba-
zione ripresa condensa, tuba-
zione vapore 12° stadio, tuba-
zione acqua circolazione con-
densatore, tubazione acqua di
raffreddamento locale turbine,
condensatore per degasatore,
particolari per apparecchiatu-
ra degasatore acqua alimento

caldaia ed altri materiali per
la Centrale da 30.000 kW. -
All’« ENDE Combustibles So-
lidos Minerales » di Buenos
Aires: un gruppo turboalterna-
tore Ansaldo tipo assiale a
condensazione, con tre spilla-
menti intermedi di vapore,
per la produzione del distillato
d’integrazione e per il preri-
scaldamento dell’acqua di ali-
mento caldaia (previsto per le
seguenti condizioni di funzio-
namento: potenza normale con-
tinua 6.000 kW, corrente al-
ternata trifase, tensione 6.600
Volts, fattore di potenza cosfiì
0,8, frequenza 50 per/sec.),
materiale refrattario per mu-
ratura caldaie, pompe centri-
fughe verticali di circolazione,
pompe centrifughe a disposi-
zione orizzontale per alimento
caldaie, mattoni refrattari per
muratura caldaie ed altri ma-
teriali per la centrale termo-
elettrica da 6.000 kW.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 600 tonnellate.



| MUGGIANO



RIPA RAZIONI

— Ha lasciato recentemente
il Cantiere di Muggiano il pi-
roscafo « Rayo » di 7.000 T.D.
W., della « Compafia de Nave-
gacion Gaviota » di Panama. Il
« Rayo » era arrivato al Mug-
giano il 26 ottobre per subire
importanti riparazioni.

— ll 24 novembre è giunto
nella darsena del Cantiere il
piroscafo « Pietro Bibolini »
di 10.000 T.D.W. della « Com-

Il piroscafo « Cadore » di 5.575 tonn.

pagnia Transatlantica Genove-
se », per essere sottoposto a
lavori di riclassifica e di ripa-
razioni varie.

— Il mattino del 27 novem-
bre è stata immessa in un ba-
cino dell'Arsenale di La Spezia
la motocisterna « Daronia »
della Società « Shell Tankers
Ltd. » di Londra, per impor-
tanti lavori di riparazione
della durata di oltre un mese.



di

durante i

stazza,

lavori terminati il 10 dicembre

- stro Cantiere di



FONDERIA |



COMMESSE arnsaso il dr. Davide Masperi. all’Officina bronzo ed infine

Ecco l’elenco delle commes-
se più importanti acquisite nel
mese di novembre:

— Lingottiere di ghisa tipo
L. 4, placche e griglie di ghi-
sa, travi di sostegno di ghisa
ematite per la Società « Corni-
gliano ».

Boccole e barrotti di
bronzo BZN 7/6 per la So-
cietà « Ansaldo - Fossati ».

— Elica di bronzo al man-
ganese a quattro pale per la
Società « Lo Faro » di Napoli.

— Getti di ghisa meccanica
per la Società « Alfa Romeo ».

— Camicie di ghisa Meeha-
nite per la Società « CAI » di
Milano.

— Travi di serraggio per la
Società « Terni » di Roma.

— Settori di ghisa ANC per
la Società « Ansaldo - San
Giorgio ».

Dette forniture ed altre di
minore entità comportano cir-
ca 197.000 ore lavorative.

CONSEGNE

Il materiale più importante
consegnato nel mese di no-
vembre è il seguente:

Un’elica a quattro pale di
bronzo al manganese, del peso
di 30 tonn. circa, ai « Cantieri
Riuniti dell'Adriatico »; quat-
tro eliche di bronzo al manga-
nese, del peso complessivo di
43 tonn., ai « Cantieri Navali
Riuniti », alla Società « Cam-
panella », al nostro Stabili-
mento Meccanico e alla Socie-
tà « Italia»; dodici eliche di
bronzo al manganese, del peso
complessivo di 7 tonn. al no-
stro Stabilimento Meccanico;
262 tonn. di getti di ghisa e
bronzo al nostro Stabilimento
Meccanico per motori Diesel e
costruzioni varie; 16 tonn. di
getti di ghisa e bronzo al no-
Sestri e al
nostro Stabilimento CMI; 56
tonn. di getti varii di ghisa e
bronzo alle Società «S.LA.C.»,
« Ansaldo - S. Giorgio », « An-
saldo - Fossati» e a clienti
varii; 249 tonn. di getti di
ghisa meccanica alla Società
« Alfa Romeo » per costruzio-
ni automobilistiche; 582 tonn.
di lingottiere di ghisa alla
« Fiat » e alla « Cornigliano ».

VISSE. E

Nella mattinata del 29 no-
vembre, un gruppo di tecnici
appartenenti a diverse Fon-
derie liguri, al termine di un
corso di aggiornamento sulla
tecnica di fonderia — organiz-
zato dall’Associazione Indu-
striali della Provincia di Ge-
nova per conto del Comitato
Nazionale della Produttività
— ha effettuato una visita al
nostro Stabilimento Fonderia.

I graditi ospiti, che erano
accompagnati dal sig. O’Con-
nor, consulente tecnico ameri-
cano, e dall’ing. Morgani del
Comitato Nazionale della Pro-
duttività, sono stati ricevuti
dal V. Direttore dott. Davide
Masperi, dal Capo Fonderia
ing. Vincenzo Zagnoli e da al-
cuni tecnici dello stabilimen-
to. Ha porto loro il benvenuto
e ha illustrato la storia e la
organizzazione della Fonderia

Successivamente i visitatori
si sono recati al Labor i
chimico metallografico, all’Of-
ficina ghisa grandi e medi pez-
zi, all’Officina piccoli pezzi,







L’operaio Giuseppe Statiglio mentre prepara una
da 40 tonnellate per il completamento della



Camicie centrifugate per motori
Giacomo Gaggero estrae un

all’Officina modellisti.

Al termine della visita gli
ospiti hanno esternato il loro
compiacimento per le realiz-
zazioni tecniche constatate.

lingottiera

pra

« Alfa Romeo ». L’ operaio
getto dalla conchiglia

r
1

smatterozzatura '

TIRO

uando nell'album di fami-
(Qui ci sono pagine come

questa, esso non può più
rimanere in un cassetto di
casa a far storia di azienda,
perchè appartiene alla storia
del Paese e della civiltà.

La conquista del cielo fu
una delle più belle conquiste
umane, con la quale si realiz-
zavano finalmente i sogni di
Icaro e le visioni di Leonardo,
affrontando un cammino nuovo
che ancora oggi non sappiamo
dove ci porterà.

Ebbene, all’apparire dell’ar-
ma nuovissima (come fu detta
allora, quando noi per primi
la impiegammo nell’impresa
libica e quindi sui fronti del-
la prima guerra mondiale, af-
fiancandoci alle potenze del-
l’Intesa), quando l’uomo osava
veramente affrontare il cielo
su un guscio di compensato,
con ali di tela e l’elica di noce
stagionata, quando la gente
girava il naso all’aria con stu-
pore, ogni volta che quel mo-
scone ronzante si disegnava
nel cielo, con le doppie ali dai
cavi robusti, simile ad una
cavalletta spaventata, il nome
« Ansaldo » fu presente e sta-
bilì una tradizione che, per
quanto relativamente breve, fu
gloriosissima.

Per affrontare in grande ta-
le produzione d’avanguardia
(dati i tempi, costruire aerei
era come oggi costruire una
centrale atomica, affrontando
con mezzi totalmente nuovi
una produzione nuovissima, in
un campo ancora bambino)
l’Ansaldo dovette nel 1917
creare tutta una serie di im-
pianti nuovi, cantieri, campi di
volo, quindi specializzare tut-
ta la mano d’opera, creare sta-
bilimenti collaterali e se è ve-
ro che per le parti metalliche
qualcosa era già stato anpron-
tato dall’industria automobili-
stica, per le parti in legno e
per i rivestimenti in tessuto il
problema fu affrontato parten-
do da zero.

L’album presenta a questo



punto alcuni nomi che vanno
segnalati: i fratelli Perrone,
che nel loro slancio instanca-
bile per fornire armi alla Pa-
tria vollero affrontare senza
risparmio anche tale nuovissi-
mo campo, e l'ing. Giuseppe
Brezzi, direttore generale dei





precisamente a Calcinara, là
dove in seguito furono i depo-
siti della Ford ed ora è la
Scuola Apprendisti, su un'area
fabbricabile di circa 60.000
maq., con una superficie coper-
ta di 35.000 mq.

Tra i reparti più notevoli,

taggio degli apparecchi di ol-
tre 5.000 mq. e dove potevano
essere allineate oltre trecento
fusoliere.

Il Cantiere Aeronautico n. 2
sorse a Bolzaneto, in riva al
Polcevera, per il montaggio e
il collaudo degli apparecchi









sione, ciminiere e costruzioni,
e battuto da vento quasi pe-
renne, furono collaudati oltre
mille apparecchi senza alcun
incidente importante.

Il Cantiere n, 3 sorse a To-
rino, di proporzioni grandiose,
sopra un'area di circa 1.600.000

de Wu Fog
E









Cantiere Aeronautico n. 1 - Collegamento della tela alle centine

cantieri aeronautici, che vide
chiaramente le possibilità fu-
ture del nuovo mezzo. L’idea-
zione del primo nostro appa-
recchio si deve ai maggiori
Savoia e Verduzio, della Di-
rezione Tecnica dell'Aviazione
Militare; da qui il nome SVA:
Savoia - Verduzio - Ansaldo.

Il Cantiere Aeronautico n. 1
sorse a Borzoli mare, e più

vanno segnalati l’hangar con
scalo per il varo degli idrovo-
lanti in collaudo, il grande
magazzino legnami, i padiglio-
ni. per la lavorazione delle
parti metalliche e quelli per
la lavorazione delle parti in
legno collegati dal salone cen-
trale di montaggio ali, della
superficie di circa 4.000 mq., e
il vastissimo salone di mon-

La preparazione dei rivestimenti in tela per le ali

che in regolare produzione
di serie uscivano dal Cantiere
ml.

Con i caratteri orografici
della riviera ligure non fu fa-
cile trovare il posto adatto,
che si ottenne infine spianan-
do e livellando un’area di ol-
tre centomila metri quadrati.
Va notato che su tale campo,
circondato da cavi di alta ten-







mq., con una superficie co-
perta di 61.100 mq. e con un
grandissimo campo di avia-
zione per i collaudìi in volo.

Il Cantiere Aeronautico n. 4
sorse a Cadimare, nel golfo
della Spezia, soprattutto per-
chè tale specchio di mare, pe-
rennemente tranquillo, con-
sentiva il collaudo degli idro-
volanti in qualsiasi stagione.
Il Cantiere sorse su 65.000 mq.
di terreno, e il prospiciente
arenile fu adattato con una
gettata su palafitte. Si costrui-
rono anche cinque hangars
aventi ciascuno una luce netta
di venti metri per un'altezza
di m. 9,50 che avrebbero con-
sentito il varo giornaliero di
almeno dieci idrovolanti.

Il Cantiere Aeronautico n. 5
infine, sorse fra Torino e Ri-
voli, su un’area coperta di cir-
ca 31.000 mq, e con annesso
un vasto campo di volo.

La produzione vide parecchi
tipi, per gli usi più diversi
richiesti dal sempre maggior
impiego bellico della nuova
arma, e si impose all’ammira-
zione mondiale, stabilendo pa-
recchi records e partecipando
a diverse imprese memorabili
in guerra e in pace.

Primo apparecchio prodotto
fu il biplano « SVA », un ap-
parecchio ad ali ineguali e a
cellula rigida, con motore
« Spa 6 A » da 210 Cv. o « LF.
V. 6» alquanto più potente.
Lo «SVA » aveva una auto-
nomia di volo da tre a nove
ore, e poteva servire per rico-
gnizione, con due macchine fo-
tografiche con telai di soste-
gno dietro il serbatoio della
benzina e per bombardamento,
con installazioni di lancia-
bombe e lancia-spezzoni al
posto delle macchine fotogra-
fiche. Lo « SVA » fu prodotto
in due tipi: sul monoposto

l'armamento consisteva in due
mitragliatrici Vickers, con ti-
ro attraverso la rosa dell’elica;
nel biposto vi era una sola
mitragliatrice Vickers anterio-
re în caccia ed una posteriore
Lewis montata su cerchio o su
supporto a snodo, per il tiro
in ritirata.

L’aereo « A 1» o « Balilla»
come fu chiamato, era un bi-
plano da caccia a fusoliera,
monoposto, monomotore, con
ali uguali e con cellula a mon-
tanti e cavi. Aveva una ecce-
zionale capacità ascensionale,
tanto da poter raggiungere la
quota di 4.000 metri in soli
10 minuti e 20”, 5.000 metri in
14 minuti e 10”.

L’aereo « A 300 » era un bi-
posto da ricognizione, con mo-
tore Fiat A. 12 bis. Cellula
biplana ad ali uguali, fusoliera
completamente in legno for-
mata da due longheroni supe-
riori semplici e da uno infe-
riore biforcato a circa un ter-
zo dall’estremità di coda. Una
serie di ordinate in compen-
sato completavano l’ossatura.
L’armamento era formato da
una mitragliatrice Vickers fis-
sa, col tiro attraverso l’elica,
comandata dal pilota, e da una
mitragliatrice Fiat o Lewis su
torretta girevole comandata
dall’osservatore.

Sull’« A 300» si potevano
installare macchine fotografi-
che e apparecchio radiotele-
grafico.

Il tipo « A. 5» era un appa-
recchio a grande autonomia
(oltre duemila chilometri) che
poteva raggiungere la velocità
effettiva di duecento chilome-
tri orari. Era cioè un appa-
recchio che si prestava ottima-
mente per il bombardamento,
anche di obiettivi lontani, ed
era quanto di meglio esistesse
per.un servizio postale di pace
e trasporto di un passeggero,
potendo oltre tutto atterrare
con velocità bassissima, Aveva
un motore « Ansaldo E 14» da
300 Cv., cellula biplana con 4
serie di montanti in tubi di
acciaio e crociera in cavi di
acciaio, le ali con rivestimento
in seta « Avisine » Ansaldo.

L’idrovolante « AM» (An-
saldo Marino) era un apparec-
chio biplano molto simile nel-
la fusoliera, nella cellula e
nelle disposizioni generali allo
SVA monoposto. Caratteristi-
ca principale, naturalmente,
erano i galleggianti, di due
tipi: il primo costituito da ci-
lindri in legno compensato
con estremità sagomata e con
alette in acciaio fissate alla
parte cilindrica del galleggian-

te, in modo da rendere facile
il decollaggio; il secondo a
fondo piatto, con « redan » di
forma analoga a quella degli
ordinari idrovolanti «a flot-
teurs ». Due timoni applicati
all'estremità poppiera dei gal-
leggianti servivano per la di-
rezione in acqua. La velocità
era (malgrado i pesanti gal-
leggianti) di duecento chilo-
metri orari, mentre in poco più
di mezzora l’idro poteva rag-
giungere la quota massima di
6 mila metri.

Quanto alle imprese, dive-
nute digià quasi leggendarie,
di guerra e di pace, esse sono
tali e tante da meritare un di-
scorso a parte. Basterà accen-
nare qui che nel solo 1918 si
ebbero i voli su Innsbruck e
la Valle dell’Inn; su Cettigne,
Scutari, Durazzo; su Costanza-
Bregenz, Lindau e Friedrich-
shafen; su Sebenico, Spalato,
Metkovic; su Trieste e Pola;
sull’Istria e Trieste; il famo-
so «raid» della «Serenissima»
su Vienna; su Bressanone -
Innsbruck e il volo Padova -
Torino - traversata delle Alpi -
Campi della Champagne e ri-
torno.

Tra i «raids» di pace più
famosi, ricorderemo quelli To-
rino - Barcellona, Salonicco -
Roma, Roma - Costantinopoli,
Buenos Aires - Cordova, Bue-
nos Aires - Mendoza, Madrid -
Roma, la duplice traversata
della Cordigliera delle Ande,
e il « raid» delle capitali eu-
ropee. Tutta una messe di al-
lori e di «record» di risonan-
za mondiale, ottenuti dagli ap-
parecchi che uscivano in so-
stanza dal triangolo tra la
Polcevera e il Chiaravagna,
dove il valore dei tecnici e
delle maestranze riuscivano a
trasformare in ali d’aquila
dei materiali che oggi, a soli
quarant'anni di distanza, fanno
già sorridere.

Guardateli, questi uomini in
paglietta e coi lunghi baffi:
guardatele, queste donne con
la cuffietta, al lavoro dietro le
macchine da cucire, che paio-
no uscite da un quadro di
Delleani o di Toma; osservate
questo artigiano che picozzan-
do un pezzo di noce sembra
che faccia una « lippa », e ne
caverà invece un'elica che tra-
svolerà le Alpi; tutti quadri
romantici che ci ‘dicono, con
commovente linguaggio, quale
cammino la civiltà meccanica
abbia fatto in pochi anni, e
quale posto, in tale cammino,
occupi il nome fatidico di
« Ansaldo ».

Lucio Bozzano

L’idrovolante Ansaldo

Lo « S.V.A.» monoposto visto di fronte

Il monoposto da caccia « Balilla » A. 1

L'apparecchio da ricognizione « A. 300»

Lo « S.V.A. » biposto da ricognizione









12

Il montaggio alla SIA, F
del laminatoio 3/90

* di questi giorni la no-
tizia apparsa sui giorna-
li dell'entrata in funzione del
grosso laminatoio da mm. 3750
presso lo Stabilimento di Cam-
pi della S.L.A.C. Del grande
complesso, comprendente mac-
chinari diversi, sia per mole
che per prestazione, il mon-
taggio della parte più impor-
tante, rappresentata dalla li-
nea di laminazione, è stato af-
fidato alla perizia dei tecnici
e delle maestranze del nostro
stabilimento CMI, Il lavoro,
iniziato a giugno, si è conclu-
so verso metà novembre con
la prova generale dell’impian-
ito, prova riuscita di piena sod-
disfazione del committente.
Nel corso del montaggio non
sono mancati problemi presen-
tanti qualche difficoltà. Uno
di questi, relativo al colloca-
mento in sito dei due mon-
tanti da 135 tonnellate della
così detta gabbia orizzontale,
è stato risolto con gli accor-
gimenti esposti in appresso.
Tali montanti si dovevano
trasportare dal vagone (un
carro speciale a 12 assi fatto
giungere all’inizio della nava-
ta) fino alle fondazioni predi-
sposte in fondo alla navata
stessa ed unico mezzo allora
disponibile per il sollevamento
era un carro ponte della por-
tata di 80 tonnellate. Che fa-
re? Si sono costruiti due gros-
si piedistalli di lamiera salda-
ta; gli stessi, muniti di ralle
e controralle, si sono applicati
uno al piede e uno alla testa
dei montanti. Facendo grava-
re il pezzo ora su una ralla,
ora sull’altra, e sostenendolo
all'estremità opposta col gan-



cio del carro ponte, si è riu-
sciti a dividere il peso del
montante in due, circa 70 ton-
nellate per parte. Conseguen-
temente, col far perno sulle
ralle e mettendo in moto il
carro ponte, si è fatto descri-
vere al pezzo un semicerchio
di raggio uguale alla lunghez-
za del montante (circa 9 me-
tri). In tal modo si è ottenuto,
mediante un movimento a
compasso, di far compiere ai
montanti il percorso dell’inte-
ra navata.

Altro problema da risolvere
è stato quello della erezione
dei montanti. Data la portata
insufficiente e la limitata al-
tezza del tiro del gancio della
gru, non era possibile metter-
li in posizione verticale uti-
lizzando soltanto questa. Si è
allora ricorsi a due armature,
aventi la forma di mezzelune,
che, applicate alle basi di ap-
poggio dei montanti, hanno
creato un insieme che può ri-
cordare la sedia a dondolo.

Trasportato il montante nel
modo sopra descritto nella giu-
sta posizione su delle taccate
erette in prossimità del vano
formato dalle fondazioni, il
pezzo si è innalzato con una
semplice manovra di rotola-
mento, manovra che ha avuto
svolgimento in pochi minuti.
Lo sforzo di sollevamento si
è così ridotto a poche tonnel-
late e l’altezza disponibile del
gancio della gru è risultata
sufficiente perchè la parte in-
feriore del montante è entra-
ta nel vano della fondazione.
Successivamente, per portare
alla giusta altezza i montanti,
si sono dovute eliminare le

Linea

taccate su cui appoggiavano.
Questa operazione di calaggio
è stata eseguita con l’impiego
di grossi martinetti idraulici,
eliminando di mano in mano
le travi di legno costituenti le
taccate stesse.

Aggiungiamo ora alcune no-
tizie riguardanti il laminatoio,
E’ stato chiesto perchè veniva
chiamato anche « treno quar-

di laminazione del lam inatoio 3750








sat





Montante in fase di sollevamento

to ». Tale denominazione de-
riva dal fatto che il complesso
principale, a cui vien dato il
nome di gabbia, è costituito
da quattro cilindri, due funzio-
nanti da sostegno e due for-
manti i veri e propri cilindri
di lavoro, fra i quali sono co-
stretti ad introdursi i lingotti
incandescenti con un movi-
mento di va e vieni. I lingotti

id partecipato e

ad ogni passata si riducono di
spessore mentre ad intervalli
vengono investiti da potenti
getti d’acqua per essere libe-
rati dalle scorie. I due cilindri
di lavoro sono azionati da due
motori indipendenti, soluzione
questa che ha portato a sem-
plificazioni meccaniche offren-
do notevoli vantaggi tecnici.

Dati i 3750 mm. corrispon-
denti alla lunghezza dei cilin-
dri, dal nuovo laminatoio si
possono ottenere lamiere della
larghezza di mm. 3600, mentre
fino ad oggi la misura massima
delle lamiere prodotte dagli
stabilimenti nazionali non sor-
passava i mm, 2800.

Il poter disporre di lamiere
aventi maggior larghezza con-
sente di risparmiare sulle sal-
dature; di ciò trarranno bene-
ficio i nostri Cantieri, i quali
si avvantaggeranno di un mi-
nor dispendio nella costruzione
degli scafi e anche di una
maggior celerità durante il
ciclo produttivo.

Il laminatoio, testè entrato
in funzione, rappresenta la
ricostruzione dell'impianto già
funzionante durante l’ultima
guerra, smontato e trasferito
nella zona Est della Germania
sul finire del conflitto.

Del macchinario asportato,
quasi niente è stato possibile
ricuperare e la ricostruzione si
è fatta perciò a nuovo adottan-
do, quindi, macchine ed appa-
rècchiature le più moderne ed
aggiornate alle sempre cre-
scenti esigenze industriali.

Il nuovo complesso è quindi
risultato tale da essere il mag-
giore e il più moderno d’Italia
e da poter competere con gli
analoghi laminatoi europei.

Gli ansaldini, che hanno
collaborato a
cuesta realizzazione per la
S.LA.C., devono essere soddi-
sfatti di aver contribuito ad
un’opera che torna di vantag-
gio al Paese e, di riflesso, alla
nostra Azienda.

A. M.

sopri il o forno rotante costruit 5 2 me Ila CEMENTIROSS
di 4 metri, ato acceso il 30 giugno di qu precedenti, funziona a gas metano. rito lare del gruppo
sezione da 70.000 kW. fornita dall’Ansal alla « Società Idroelettrica Piemonte per la Centrale di Chivasso. Il gruppo è





inistra: la nm
S.I.P. a Chivasso
argano a salpare





tonave Carmela Fassio di 10.670 T.D.W.,il giorno precedente al varo, avvenuto l’8 luglio scorso a Sestri. Sopra: la sala dei turboalternatori della Centrale della
in primo piano il gruppo da 70.000 kW. costruito allo Stabilimento Meccanico. Sotto a sinistra: una veduta parziale del Cantiere di Sestri:
: sullo sfondo la motonave svedese « Gripsholm ». Sotto a destra: parte di incastellatura di un motore Ansaldo-Doxford 67 LB in fase di assiematura a!

in primo piano un
Meccanico






È Mg TSE ri a
Mina Via vio) Vai Fide
LOTTE ia TT
i =

TE pa



giugno 1955;
ica quadripale

di 15.800 tonnellate di portata lorda, avvenuto al Cantiere di Muggiano
‘a: una fase della s nazione dell’

a Marittima Palerm

sinistri
Illo a vapo

di Sestri per la « Compa

. Sotto a
in primo piano un verri

e da carico secco « Oscar Sinigaglia
ta la prima di una serie detta dei
di 31.500 tonnellate di portata lorda, costruita al nostro Cant
stimento della turbocisterna « Purfina Italia

Capitani del lavoro
re

sercizio, a

Purfina Italia >
operai al lavoro per l'al

della turbocisterna
a destra

di Palermo. Sotto

Ci ISI"",



UNA INTERESSANTE REALIZZAZIONE DEL CANTIERE DI MUGGIANO

la ricostruzione del Maliroussa:

A causa delle passate e re-
centissime vicende che
hanno investito l’Egitto molti si
sono domandati che fine avrà
fatto il magnifico yacht reale
« Mahroussa » quasi completa-
mente ricostruito nel Cantiere
Ansaldo di Muggiano nel 1951.

Qualche tempo addietro, se le
nostre informazioni sono esatte,
lo yacht, con a bordo allievi uf-
ficiali dell’esercito egiziano, ha
compiuto un viaggio a Beirut
ed ora dovrebbe essere relegata
in qualche baia del Mar Rosso
in attesa di tempi migliori an-
che per gli yacht...

Quando con il suo alto fu-
maiolo giallo il grande panfilo
giunse nelle acque del (Golfo
della Spezia, nell’ormai lontano
ottobre del 1950, a chi non
aveva ancora dimenticato le let-
ture salgariane, quella nave
bianca con la prora slanciata a
veliero, fece tornare subito alla
memoria il « Re dei Mari » isul
quale il diabolico portoghese
Yanez, « accendendo. l’ennesima
sigaretta », ordinava bordate di
fuoco sugli inglesi.

Dopo aver risposto alle salve
d’uso la nave andò ad attrac-
carsi ad un molo del Cantiere
spezzino e trascorsi alcuni gior-
ni, amma'inata la verde bandie-
ra con la mezzaluna bianea,
I equipaggio sbarcò per fare
ritorno in patria, La nave rima-
se qualche ‘tempo come abban-
a bordo salirono

donata, poi

alcuni tecnici ed operai e l’ope-
ra di demolizione cominciò
subito,

Su quella vecchia nave lunga
142 metri e larga circa 14, co-
struita nel 1862 a Greenoch in
Inghilterra e che stazzava 3.470
tonn., col tempo si erano adden-
sati numerosi ricordi, molti dei
quali storici, Sul finire del se-
colo scorso gli inglesi l'avevano
donata al nonno di Faruk, il
Kedivè Ismail che la destinò ai
suoi viaggi di diporto. In segui-

to, dopo varie modifiche, passò
a re Fuad e quindi a Faruk, il
quale oltre al « Mahroussa »,
che in arabo vuol dire « protetto
da Allah », possedeva altri due
panfili,

Con il « Mahroussa », fra l’al-
tro, Ismail il 17 novembre 1869
seguì l’« Aigle» sulla quale
l’imperatrice di Francia Euge-
nia inaugurò la navigazione nel
Canale di Suez, Storico avveni-
mento al quale, secondo le ero-
nache del tempo, parteciparono
illustri personaggi imbarcati su
68 navi di ogni nazionalità e
l’eccezionale fatto venne anche
ricordato in una interessante
serie di stampe a colori conser-
vate a bordo del panfilo reale,

I problemi che il Cantiere di
Muggiano dovette risolvere per
soddisfare le richieste del Clien-
te furono vari e complessi, Il
panfilo doveva essere rimesso
completamente a nuovo con cri-
teri di modernità e signorilità
e, tuttavia, nelle sue grandi li-
nee esterne e, possibilmente
anche nell'arredamento, avreb-
be dovuto conservare talune ca-
ratteristiche primitive, appunto
per quei ricordi storici che erano
legati alla nave,

Il vecchio « Mahroussa », co-
me si è detto, era già stato in
precedenza sottoposto a trasfor-
mazioni; infatti in origine era
fornito di ruote laterali, ma i
lavori compiuti nel Cantiere di
Muggiano furono veramente ra-
dicali. Demolite completamente
le sovrastrutture, il fumaiolo,
parte del ponte di coperta,
asportate le macchine e le cal-
daie, demoliti vari corsi di fa-
sciame, i ponti, ecc. ecc., dello
yacht non rimase altro che la
parte metallica dello scafo, Con
un lavoro di vari mesi — se-
guendo le istruzioni del Cliente
— terminata la fase, diciamo,
demolitoria, si iniziò la rico-

struzione che presentò difficoltà
di varia natura dovendo rispet-



A sinistra:

tare, come si è detto, certi ele-
menti fondamentali intesi a
non alterare sostanzialmente,
almeno nella linea generale, le
caratteristiche puincipali della
nave.

Altro arduo problema fu quel-
lo di arredare, in vari stili, de-
gli ambienti la cui altezza supe-
rava di poco i due metri, ma la
Ditta Quarti, avvalendosi del-
l’opera di illustri artisti e pro-
vetti artigiani, seguendo le di-
rettive dei tecnici dell’Ansaldo,
riuscì pienamente a superare
anclie codesto preoccupante pro-
blema.

Cambiate macchine e caldaie
si procedette poi a ricostruire
interamente la compartimenta-
zione dei ponti inferiori, si rife-
cero le sovrastrutture adattan-
dole alle nuove esigenze, quindi
si ricostruirono i saloni per gli
alloggi dei Reali e per il seguito,
i quattro appartamenti del Re e
della Regina (due sul ponte di
passeggiata e due sul ponte di
corridoio) e gli alloggi degli uf-
ficiali e dell’intero equipaggio.

La nave fu fornita di appa-
recchiature igieniche modernis-
sime, le cucine furono dotate
di impianti elettrici e a nafta
e furono altresì rifatte riposte-
rie, frigoriferi e cambuse isecon-
do gli ultimi criteri della tec-
nica relativa, Del pari curata la
timoneria dotata di girobussola,
giropilota, radar,

Furono anche realizzate ma-
gnifiche passeggiate e verande
a prora e a poppa e fornite
nuove imbarcazioni di salva
taggio e due potenti motoscafi
capaci di « filare» a 32 miglia
orarie, Alle prove in mare lo
yacht superò brillantemente i
18 nodi orari.

Un lungo discorso meritereb-
be l'arredamento curato in par-
te dalla ditta sopracitata, ma lo
spazio non ce lo consente,

Non si può però non soffer-
marsi, seppure brevemente, sul
complesso degli appartamenti
reali costituiti da quattro ca-
mere da letto e altrettanti sa-
lotti privati. Questi locali sono
stati realizzati con legni pregia-
ti quali l’acero,
«citronnier » con intarsi in
« bois de rose » e il mogano di
Cuba e con stoffe di seta dai
colori smorzati di delicato ef-
fetto policromo,



















il rovere, il.













L'elegante prua del panfilo

Molto originale la sala da
musica sul ponte di passeggiata:
al centro del salone, tutto bian-
co con decorazioni in azzurro,
fu posto un candido pianoforte
a coda e attorno divani, poltro-
ne e sgabelli in stile moresco
che riprendevano i colori domi-
nanti, grandi stelle ad otto
punte erano gli elementi della
decorazione del soffitto. Da tut-
to l’insieme, monostante i ri-
ehiami orientali, ne sortiva però
un’atmosfera di occidentale mi-
nuetto. Dal ponte di coperta
per un solenne scalone con rin-
ithiere rinascimentali in argento
arabescato (le stesse che esiste-
rano già nel vecchio « Mahrous-
sa ») si scende al vestibolo che
precede il salone delle feste:
quello « faraonico » che è il più
caratteristico e significativo del-
la nave, Le pareti di questo
furono ricoperte di pannelli
di seta arancione intercalati
da lesene decorate con an-
tichi motivi egiziani e la
illuminazione fu ottenuta oltre
che da oblò nel soffitto, da lam-
pade a testa di zebù in bron-























scala moresca - A destra: il salotto poppiero detto sala faraonica.

zo e dischi di vetro giallo.

Altra cosa di notevole inte-
resse, la scala « arabesca » che
congiunge quattro ponti, da
quello inferiore a quello supe
riore, colorata in bianco, grigio
e verde e decorata con motivi in
ottone lucido.

Un antico « portolano » del-
l'Egitto, della Persia e dell’In-
dia, aspetti della giungla, scene
di caccia e di vita dell’antico
Egitto con altri quadri di vario
gusto e tendenza completano
l'arredamento di varie pareti
del panfilo.

Tutto, in definitiva, sul «Mah-
roussa » è stato rinnovato con
estrema cura tanto da farne una
« cosa » degna di rappresentare
nel modo più degno ic »ossibi-
lità dell’arte e della tecnica na-

vali italiane,
E non solamente per fare del
colore la stampa nazionale,

quando verso la fine del 1951
la nave è salpata per Alessan-
iria, l'ha definita una nave da
« Mille e una notte »,

Aldo Galli



18

S abato 1° dicembre si sono
chiusi, dopo due mesi di du-

rata, i corsi di perfezionamento

per marittimi addetti alla con-

duzione di apparati motori e

motopescherecci.

E° la terza volta che la no-
stra Direzione, su iniziativa del
Ministro della Marina Mercan-
tile, ha aderito a svolgere pres-
so lo Stabilimento Meccanico
questo corso che ya assumendo
sempre maggiore e sempre più
alta ispirazione sociale,

Attraverso itali corsi i gio-
ni meccanici navali, che annual-
mente lasciano le scuole profes-
sionali, vengono messi in con-
dizione di approfondire la loro
conoscenza pratica, sui motori
marini e sulla loro condotta e
di elevare il loro livello pro-
fessionale e culturale a contat-
to con i problemi vivi del la-
voro, Con tale intento la no-
stra Direzione ha messo a di-
sposizione di questi corsi una
vera schiera di tecnici, sia per
intrattenere i giovani, con le-
zioni di carattere tecnico-pra-
tico, sia per illustrare loro le
diverse fasi della messa a pun-
to dei motori nelle sale di mon-
taggio e di prova e sia infine
per far sì ch'essi prendano at-
tiva parte al lavoro, inseren-
dosi nella stessa produzione.

Ai primi corsi svolti negli
ultimi due anni, hanno parte-
cipato complessivamente 45 gio-
vani, di età non superiore ai 22
anni, Oltre allo scopo di aver
perfezionata la conoscenza mo-
toristica pratica e ad aver ar-
ricchito il loro bagaglio cultura-
le di nozioni che, in avvenire, si
dimostreranno assai utili, se ne
è ottenuto un altro, forse altret-
tanto importante: quello di
aver affezionato gli allievi al-
l’ambiente dello Stabilimento,
alle maestranze che ne fanno
parte e a quanti hanno contri-
buito con spirito di abnegazione
alla buona riuscita dei corsi,

E’ opportuno ssi sappia anche
che per creare maggiori collega-
menti diretti fra la scuola e
l'industria, l’Ansaldo ha già
fatto effettuare da due suoi
funzionari (l’ing, G. B. Gabbia e
il macch, nav, L. Colombara)
un ciclo di dodici visite ad al-
trettante scuole ENEM dei mag-
giori centri di pesca italiani.

Dur-ute tali visite mediante
conterenze sono Ss portate
agli allievi informazioni aggior-
nate, d’ordine soprattutto pra-
tico, sui problemi che i tecnici
dell’industria si pongono e sul-
le soluzioni raggiunte e puntua-
lizzate nelle officine, nelle sale
di prova, nella sistemazione dei
motori a bordo dei moderni pe-
scherecci, ecc. Sono stati forniti
a queste scuole persino dieci
motori funzionanti da 12 cav,
« Ansaldo », ed un vero baga-
glio di tabelloni illustrativi e
di materiale didattico,

Se si tiene conto che le scuole





Il gruppo

dei giovani meccanici navali

I corsi di addestramento

per gli allievi delle Scuole ENEM



L’ing. De Vito e il dott. Campailla alla cerimonia di chiusura

professionali di educazione ma-
rinara ospitano gratuitamente
centinaia di allievi, in genere
figli di pescatori e di marittimi,
si rileva facilmente l’importan-

za morale e tecnica dell’opera
che è stata isvolta in questo
campo,

In una atmosfera di sincera

cordialità il 1° dicembre con un
rinfresco offerto. ai 25 allievi,
all'istruttore dell’ ENEM sig.
Bruno Burini, ed ai tre istrut-
tori dell’Ansaldo, sigg. Ottavio
Tarabuso (al suo terzo corso),
Luigi Galeotti (al suo secondo
corso) e Rosolino Giordo (al
primo corso), si è svolta la ce-





rimonia di chiusura del corso
stesso,
Sono intervenuti, in rappre-

sentanza del Ministro della Ma-
rina Mercantile on, Cassiani, il
dr, Campailla, del Ministero
stesso e il nostro V, Direttore
Generale ing. Edgardo De Vito.

Il dr. Campailla ha porto agli
allievi il saluto del Ministro ed
il ringraziamento all’Ansaldo
per la sua opera, con un caldo
augurio agli allievi perchè da
questi due ultimi mesi di lavoro
abbiano tratto il maggior pro-
fitto.

Gli ha risposto l’ing. De Vito,
ringraziandolo anche a nome
della nostra Società, e richia-
mando l’attenzione dei presenti
sulla necessità « che si intensifi-
chi sempre più il concetto, che
sta ormai traducendosi in pra-
tica, di una sempre maggiore
qualificazione del personale che
svolge compiti tecnici, E questo
corso, che è stato isvolto e se-
guito con vivo interesse, è esso



fotografati in un piazzale

stesso un contributo che la no-
stra Azienda ha dato al sano
principio della qualificazione
anche al di fuori del suo am-
bito e del suo personale, Un’al-
tra necessità molto sentita è che

lare di collaborazione e come
sia difficile realizzarla, Sono
lieto pertanto di rilevare che il
corso che oggi si chiude è una
dimostrazione di vera, fattiva
e pratica collaborazione »,

Infine il simpatico e spigliato
giovane Mario Gatti, di Marina
di Carrara, ha risposto a nome
degli allievi:

« Signori,

vi porgo il saluto di tutti gli
allievi del corso meccanici na-
vali testè concluso,‘

Noi tutti Vi siamo grati per
le attenzioni che ci avete pre-
stato fino dal primo giorno che
siamo venuti in questo gran-
dioso e moderno Stabilimento.

Accolti in una atmosfera di
intima cordialità, diremo quasi
fraternità, dagli istruttori a cui
siamo stati assegnati, sotto la
loro guida esperta abbiamo ar-
riechito il nostro fragile baga-
glio di esperienza motoristica.

Ci auguriamo che da ora in
poi possiamo mettere in pratica
tutto ciò che abbiamo imparato
in questi due mesi, sperando di
avere un avvenire, pieno di la-
voro e di felicità,

Sin dai primi giorni di visita



Gli istruttori dei corsi

le forze attive dal lavoro si
ispirino ad un più alto con-
cetto di collaborazione giacchè
in questo momento i fatti della
vita dei isingoli e delle nazioni
dimostrano come sia facile par-

ai vari reparti dello Stabilimen-
to rimanemmo meravigliati. e
diciamo la pura verità, nell’os-
servare la perfetta organizza-
zione tecnica, Lo svolgersi del
lavoro delle colossali macchine



















dello Stabilimento Meccanico

e pur sempre perfetto nell’ese-
guirlo, macchine e strumenti di
misura mai visti nella nostra
giovane vita e persino macchine
che serutano nell’interno dei
materiali come nell'interno di
un corpo umano, Il profitto da
noi ottenuto in questo magni-
fico corso, ci proponiamo di ado-
perarlo per propagandare il no-
me dell'Ansaldo nelle nostre re-
gioni e in qualunque località
dove dovremo svolgere il nostro
lavoro,

Ringraziamo la Direzione An-
saldo, le maestranze che in tut-
te le occasioni, avendo lavorato
fra loro, ci hanno dato prezio-
si consigli, in particolare i no-
stri istruttori che ammiriamo
e apprezziamo con molta stima
e quando, uscendi di qua, ci
avvieremo verso il nostro nuovo
lavoro, serberemo e porteremo
sempre nel cuore un grato ri-
cordo di loro.

Viva l’Ansaldo! »,

G. Castaldi



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Volo a New York

on meta New York, il Vice

Direttore Generale ing. De
Vito ed io, domenica 11 no-
vembre u, s., siamo partiti
alla volta di Milano per pren-
dere l’aereo per Parigi e di là
la coincidenza del volo diretto
per New York. Partiti da Mi-
lano alle 17, abbiamo raggiun-
to Parigi dopo un’ora e 50 mi-
nuti di volo.

All’aeroporto di Parigi ci
attendeva il Direttore Centra-
le ing. Lo Monaco che per ur-
genti trattative in Francia ci
aveva preceduti.

L’ing. De Vito, l'ing. Lo Mo-
naco ed io costituivamo la
missione dell’Ansaldo che già
da tempo era stata preparata
per stringere più stretti con-
tatti di collaborazione tecnica
con la Società « General Elec-
tric Co. » di New York della
quale, com’è noto, l’Ansaldo è
licenziataria dal 1949 per la
costruzione di grandi centrali
termiche presso il Meccanico.

Il volo Parigi - New York è
compiuto da apparecchi « Su-
per G. Constellation » alla ve-
locità media di crociera di
450 km. all’ora ed all’altezza
di circa 8.000 metri. Ogni ap-
parecchio può trasportare fino
a 68 passeggeri.

Partiti la sera da Parigi, ab-
biamo raggiunto New York
dopo diciotto ore di volo effet-
tivo. L’aereo, dopo aver attra-
versato l'Atlantico, fa scalo per
il rifornimento di carburante
nell’isola di Terranova, a Gan-
der, un villaggio sperduto in
una landa piatta ove la sola
apparenza di vita è l’arrivo
continuo di aerei, Nell’aero-
porto di Gander, uno dei più
grandi esistenti, vi è per i
passeggeri un enorme salone
nel quale si va volentieri a
sgranchire le gambe dopo le
molte ore di volo.

Vi s'incontrano persone di
tutte le razze; uno spettacolo
sorprendente di universalità.
Ho visto persone in pelliccia
bianca e cappello di pelliccia
bianco; ho visto dei sud-ame-
ricani in giacchetta ed altri
con il cappello alla cow-boy
ed ho ascoltato lingue le più
diverse, fra le quali alcune
che non sono riuscito ad indi-
viduare.

Una cosa era comune, una
certa cordialità negli sguardi;
gli uomini comuni di tutte le
nazionalità, nonostante tutto,
simpatizzano!

Ogni qualche minuto si sen-
te la radio dell’aeroporto chia-
mare i passeggeri del volo nu-
mero X per destinazione Li-
bano, del volo numero Y de-
stinazione Svezia, eccetera; e
finalmente sentiamo chiamare
i passeggeri del « volo 571 >»
per New York: il nostro aereo.

Ripreso il volo ci viene ser-
vita la colazione. Davanti ad
ogni passeggero seduto nella
propria poltrona viene appli-
cato uno speciale vassoio con
delle guide che s'inseriscono
nella poltrona stessa e la ho-
stess distribuisce una scatola
di latte indurito nella ghiac-
ciaia e caffè caldo per scio-
glierlo.

Verso le 16, ora italiana,
dopo ben 19 ore di volo arri-
viamo a New York, ove, per
la differenza del fuso orario,
sono le 11 del mattino. Final-
mente non sentiamo più il ru-
more dei motori che ci ha in-
tontiti e, sbrigate le pratiche

doganali, raggiungiamo l’al-
berdgo.
Nelle giornate successive,

molto intense, sono state visi-
tate varie società e si sono
avuti vari incontri con per-

Da sinistra:
naco; il V.D.G. ing. De Vito;
sonalità del mondo industriale
americano.

E° molto significativo il fat-
to che varie note Società anche
nostre. concorrenti, avendo sa-
puto della visita di due alti
dirigenti dell’Ansaldo, abbiano
sollecitato un iacontro per
proporre e discutere eventuali
contatti. Non è la prima volta
che ciò avviene in questi ul-
timi tempi.

Il mio compito alla Direzio-
ne Commerciale del Settore
Meccanico della nostra Socie-
tà è, fra l’altro, quello di rice-
vere ed ascoltare le persone,
molto spesso straniere, che

il sig. J, E, Tyll, della « T.Ge.Co. »;

il dott.



il D.C. ing. Lo Mo-
Chiola della « Finmeccanica »

vengono a visitarci per pro-
porre ed intavolare trattative,
le più disparate. Con cogni-
zione di fatto, quindi, posso
affermare che da un certo pe-
riodo a questa parte importan-
ti Società all’avanguardia nel
mondo commerciale e tecnico
sono venute a proporre accor-
di, a sollecitare scambi d’infor-
mazioni tecniche e commercia-
li. Non vi è alcun dubbio; que-
sto è il risultato della politica
lungimirante, a largo raggio,
che da vari anni è stata intra-
presa dalla Direzione della no-
stra Società.

Pietro Donati



L’ accordo per il premio
di produzione al Cantiere

Ecco il testo del recente ac-
cordo sindacale che regola la
corresponsione del premio di
produzione agli impiegati del
Cantiere:

« Premesso che a termini del
punto 4°) dell'Accordo stipu-
lato in data 6 marzo 1956 tra
la Direzione Generale della
Società Ansaldo e la Rappre-
sentanza dei Lavoratori della
Società Ansaldo aderenti alla
CSIL - FIM e UIL - UILM, as-
sistita dalle rispettive Segre-
terie Provinciali era stato pre-
visto un riesame del Premio
di Produzione per il personale
impiegatizio del Cantiere Na-
vale di Genova Sestri, dopo
che si fosse potuto esaminare
in concreto l’entità del premio
in un periodo di piena produ-
zione dello Stabilimento,

il giorno 12 dicembre 1956
presso la Direzione Generale
dell’Ansaldo si sono riuniti i
signori: dr. ing. Domenico Zi-
rilli e avv. Alberto Boyer, in
rappresentanza della stessa So-
cietà Ansaldo; sig. Luigi Brol-
pasino, Segretario Provinciale
del Sindacato Metalmeccanici
CISL di Genova; sig. Sergio
Serena, Segretario Responsa-
bile dell’Unione Sindacale del-
la UIL; con la partecipazione
dei signori: Onorio Cavallino,
Agostino Casarino, Fausto Ga-
sparini, Aurelio Canepa, in
rappresentanza degli impiegati
del Cantiere Navale di Sestri.

Dopo ampia discussione e
approfondito esame della que-
stione, le parti si sono date
reciprocamente atto di quanto
segue:

1) Fermi restando i criteri
e le formule in atto per la de-
terminazione del Premio di
Produzione degli impiegati,
l'ammontare del premio come
risultante in base alle formule
e criteri sopra indicati, sarà
moltiplicato per un coffieciente
di 1,30 (uno, trenta).

2°) La quota di premio di
produzione che viene lasciata
a disposizione della Direzione
per essere distribuita a suo
insindacabile giudizio agli im-
piegati particolarmente meri-
tevoli, viene ridotta dal 10 al
7,50% (dal dieci al sette e cin-
quanta per cento), dell’am-
montare complessivo.

3°) Il presente accordo
avrà vigore dal trimestre Lu-
glio - Settembre 1956.

4°) I Rappresentanti de-
gli Impiegati ed i Segretari
Provinciali delle Organizza-
zioni Sindacali, firmatari del
presente Accordo, si riservano
di riproporre eventualmente
un riesame del premio di pro-
duzione del Cantiere dopo ave-
re preso conoscenza dei risul-
tati che il premio con le mo-
difiche sopra indicate avrà
conseguito praticamente nei
primi due trimestri dell’anno
1957».





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20









de “I Ansaldino”

v



Anche quest'anno il nostro periodico organizza, per il giorno dell’Epifania,
una distribuzione di doni ai piccoli ansaldini nati negli anni 1948 e successivi.

Ecco il programma della festa:

a Genova

TEATRO MASSIMO (Sampierdarena) - Appuntamento alle ore 8,30 per i residenti
nelle delegazioni di Sampierdarena e Valpolcevera.

TEATRO SPLENDOR (Sampierdarena) - Appuntamento alle ore 8,30 per i residenti
a Genova Centro, delegazioni di levante e Val Bisagno e per i residenti fuori
provincia.

TEATRO EDEN (Cornigliano) - Appuntamento alle ore 9 per i residenti nelle
delegazioni della riviera di ponente (esclusa Sestri).

TEATRO VITTORIA (Sestri) - Appuntamento alle ore 9 per i residenti nella
delegazione di Sestri.

Dopo alcune parole di benvenuto agli intervenuti verranno proiettati, come di
consueto, divertenti films; indi in ogni locale si procederà al sorteggio tra i fami-
liari presenti dei seguenti premi: cucina a gas con forno - batteria da cucina in
alluminio - posaterie per 6 persone - ferro da stiro elettrico - plaid di lana -
tovagliato per 6 persone - volume rilegato « L'uomo e la tecnica >».

Ultimato il sorteggio si procederà alla distribuzione dei doni. Ogni bambino rice-
verà un pacco-dono contrassegnato dallo stesso colore del biglietto d’invito che a
suo tempo avrà ricevuto a mezzo del genitore.

Per agevolare l'afflusso nei teatri è stato predisposto, per il solo viaggio di
andata, un servizio tramviario con vettura speciale riservata; i bambini e un fami-
liare potranno usufruirne presentando il biglietto di invito. Poichè il servizio tram-
viario così predisposto è evidentemente insufficiente a trasportare tutti gli invitati,
si raccomanda vivamente, a tutti coloro che possono farlo, di raggiungere i teatri
con i mezzi normali.

Per la zona di ponente partiranno dal capolinea di Voltri 4 vetture tramviarie,
la prima delle quali alle ore 8 proseguendo per Cornigliano (teatro Eden) con un
intervallo di 5 minuti tra una vettura e l’altra.

Per la zona della Val Polcevera partiranno dal capolinea di Pontedecimo 3 vet-
ture tramviarie, la prima delle quali alle ore 8 proseguendo per Sampierdarena
(teatro Massimo) con un intervallo di 5 minuti tra una vettura e l’altra.

Per la zona della Val Bisagno partirà una autovettura dal capolinea di Prato
alle ore 7,55 diretta a Sampierdarena (teatro Splendor) con il seguente itinerario:
Val Bisagno fino a piazza Verdi indi via XX Settembre - Piazza Corvetto - Piazza
Acquaverde - Sampierdarena. Partirà inoltre alle 8,10 una vettura tramviaria dal
capolinea di Quezzi con il percorso del tram 26 diretta a Sampierdarena (teatro
Splendor).

Per la zona di levante partirà una vettura tramviaria dal capolinea di Nervi
alle ore 7,50 (linea 15) proseguendo per Sampierdarena (teatro Splendor).

Coloro che intendono usufruire del servizio suddetto sono pregati di trovarsi
per tempo alle fermate tramviarie.

a La Spezia

CINEMA ASTRA - Appuntamento alle 9; programma identico a quello di Genova.

a Livorno

L'appuntamento è fissato alle ore 9 nel nuovo edificio della mensa aziendale
di Piazza L. Orlando. Per i familiari saranno estratti i seguenti premi: servizio di
posate per 6 persone - rasoio elettrico - ferro da stiro elettrico - plaid di lana -
i per bagno - impastatrice - lenzuola e federe - bat-

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21

Incontri con gli Ansaldini

Ta a fine dell’anno è una tap-

pa necessaria al nostro
spirito: lo ristora con la pace
del Natale, lo allieta con la
sua aria festosa, lo incoraggia
con le nuove speranze, lo sod-
disfa col ricordo delle mete
raggiunte.

Ognuno di noi si differenzia
dagli altri per abitudini, per
sensibilità, per temperamento,
per educazione; ognuno di noi
ha dei problemi diversi dagli
altri, delle aspirazioni diverse
dagli altri. E quindi per ognu-
no di noi la fine dell’anno ha
un aspetto psicologico tutto
particolare. Ma all’infuori di
questo abbiamo qualcosa in
comune, in quanto dipendenti
della stessa Società: il nostro
lavoro. Nelle sue infinite for-
me il nostro lavoro è indiriz-
zato allo stesso fine, ma una





visione panoramica delle atti-
vità della nostra Azienda oggi
non sarebbe possibile alla
maggioranza di noi se non
avessimo un mezzo di informa-
zione e di incontro: il nostro
giornale.

Abbiamo sott'occhio la rac-
colta completa del 1956; la vo-
gliamo sfogliare un po’ insie-
me? articoli, fotografie, crona-
che della produzione, cerimo-
nie, lettere, tabelle, elenchi: il



quadro completo di ciò che
nelle nostre officine è stato
realizzato e di ciò che si farà
nel prossimo futuro. I dipen-
denti dell’Ansaldo lo sanno, e
sarebbe inutile, oltrechè im-
possibile, parlarne in questo
articolo. Ma c’è qualche altra
cosa che ci ha fatto trascor-
rere lieti momenti, che ha co-
stituito per molti di mnoì un
passatempo, uno svago, un di-
versivo: le iniziative a carat-
tere ricreativo.

E poichè siamo sotto le fe-
ste, parliamo di questo: ci ser-
virà per evocare piacevoli ri-
cordi e per formulare nuovi
programmi.

Il nostro primo incontro
quest'anno è stato con i bam-
bini, una legione di seimila



bambini che hanno fatto sgob-
bare non poco la nostra Be-
fana, malgrado fosse fornita
di autocarri per il trasporto di
tonnellate di doni e di nume-
rosi aiutanti per l’organizza-
zione della festa. Come non
ripensare ogni tanto a tutti
quei piccini — che poi si sono
ripresentati a Pasqua per le
uova di cioccolatto — con gli
occhi lucidi di contentezza e

le braccine protese per affer-
rare î giocattoli e i dolci? Co-
me potrà non desiderare anco-
ra questa festa chi, come noi,
possiede uno di questi mar-
mocchi che rompono sì i gio-
cattoli per vedere cosa c’è
dentro, che frignano sì per
avere il «cucco» (lo zucche-
ro) e il (la cara-

« bombo »



mella), che urlano sì per pa-
sticciare con la «cicì» (l’ac-
qua) e il « papumma » (il sa-
pone), ma che poi riescono a
farci sorridere anche quando
non ne abbiamo voglia?

Poi è venuta la riuscitissima
gita a Venezia: mille ansaldini
genovesi alla scoperta della
città lagunare. Chi ha parte-
cipato a questa gita non fa che
riparlarne, come di un bel so-
gno troppo fugace, anche se è
durato tre giorni.

Quelli del Muggiano sono
andati a Firenze e, non con-
tenti di ciò, anche ad Assisi.
I livornesi hanno combinato
un po’ meno, una sola gita a
Roma. Il programma del pros-
simo anno sarà, speriamo, più
nutrito.

Ed eccoci alla crociera sulla

« Cristoforo Colombo ». Se ne
parlava da tempo, dentro e
fuori l’Ansaldo, Si temeva di
non ottenere la disponibilità
della superba nave, si insiste-
va per forzare in tutti i modi
le eventuali difficoltà. Siamo
riusciti ad averla ed è stato
un viaggio indimenticabile,
Due giorni e una notte in ma-
re, col tempo magnifico, con
la gioia nel cuore, dimentichi
di ogni fastidio della vita nor-
male, liberi da ogni consuetu-
dine.

Nel quadro delle nostre ini-
ziative di quest'anno sono que-
ste le pennellate più appari-
scenti, quelle che risaltano a
prima vista. Ma c’è dell’altro,
c'è tutto il riempitivo, meno
vivace, ma non meno impor-
tante. Abbiamo offerto a tutti
i dipendenti un calendario -
almanacco dotato di premi



mensili, e tra luna e l’altra
gita ci siamo divertiti con i
concorsi, tra cui uno pasquale,
uno scolastico, tre antinfortu-
nistici e uno natalizio. Questi
concorsi hanno fatto vincere
innumerevoli premi, qualcu-
no veramente cospicuo: una

« Lambretta 125 ld », un « Pa-
perino » superlusso, trenini
elettrici, bambole giganti, mac-
chine fotografiche, 10 soggior-
ni alpini di una settimana per
due persone, due fucili auto-
matici da caccia « Breda », ap-
parecchi radio, cassette nata-
lizie. Ai concorsi si è aggiunto



un « Referendum antinfortuni-
stico » anch’esso dotato di ric-
chi premi.

I nostri amici del CRAL
non sono stati dimenticati ed
abbiamo collaborato ad alcune
loro manifestazioni, come la
gita a Milano per la Fiera
Campionaria, la « Mostra Fila-
telica Provinciale », il Cam-
pionato ed il Torneo biennale
di bocce, il Torneo di scopone.
Per queste gare sono stati of-
ferti vistosi premi. Al CRAL
è stato donato inoltre un tele-
visore.

Abbiamo voluto poi far co-
noscere agli ansaldini ed ai
loro famigliari le più belle
navi della Società « Italia » in
sosta nel porto di Genova. Mi-
gliaia di persone hanno richie-
sto i biglietti per queste visite
che sono state molto apprezza-
te. Alle visite a mavi sono
seguite le visite agli impianti



| CONCORSO A

PREMI

| L'ANNO VECCHIO E L'ANNO NUOVO



La nostra vignetta rappresenta una tradizionale scena simbolica: il vecchio anno che se ne va, curvo
e stanco, col suo fardello di gioie e di dolori e il nuovo anno che arriva, svelto e contento, col suo
leggero bagaglio di promesse e di speranze, Il nostro «lisegnatore però, nella fretta di terminare la sua
opera, ha commesso un errore, I dipendenti dell’Ansaldo, per partecipare al concorso, dovranno trovare
l'errore commesso e comunicarlo per iscritto ai no;tri corrispondenti di stabilimento, oppure alla nostra
Redazione, entro il 15 gennaio, specificando nome, cognome, cartellino e stabilimento di appartenenza,
Fra i solutori saranno sorteggiati i seguenti premi: una piccola radio e una penna « Aurora 88» per
i dipendenti di tutti gli stabilimenti; quattro copie del libro « L'uomo e la tecnica » e quattro sacchetti
di cacao « Perugina » per i dipendenti dei Cantieri di Muggiano e Livorno; 80 biglietti di poltrona per
il Piccolo Teatro « Eleonora Duse » per i dipendenti degli stabilimenti genovesi, I corrispondenti di Sta
la presentazione del

consegneranno agli interessati,

a richiesta,

(Ca 1957 7
lausura aTUmiI
ui ANSALDINI

DICEMBRE

sE

LUNEDI -|
d° S.SILVESTRO PAPA °

| 365*GIORN0de21956.|

do





appositi moduli per

concorso.





portuali, anch’esse
istruttive e divertenti.

Poi sono venuti l'autunno e
le giornate fredde. Cosa si po-
teva fare? Le visite ai Musei
ed alle Gallerie d’Arte. Oltre
trecento ansaldini hanno aper-
to la serie con le visite al Mu-
seo di Storia Naturale « Gia-
como Doria » sotto la guida di
valenti professori.

Infine sono state distribuite
centinaia di biglietti per il
Teatro dei Parchi a Nervi, per
il Piccolo Teatro della Città
di Genova « Eleonora Duse » e
molti abbonamenti ai concerti

gradite,



del Teatro Comunale dell’Ope-
ra,

Tutto questo abbiamo ricor-
dato sfogliando la raccolta de
« l’Ansaldino » 1956, così come
si sfoglia — non senza un’om-



bra di rimpianto — un calen-
dario arrivato ormai alla sua
ultima pagina.

Ma l’aver ceduto per un mo-
mento al gusto dolceamaro dei
ricordi non ci impedirà di ri-
metterci subito al lavoro per



preparare nuove occasioni di

svago, nuovi appuntamenti
con l'allegria.
Chiuso il vecchio calenda-

rio, un altro se ne apre da-
vanti ai nostri occhi, con i suoi
fogli intatti. Arrivederci, ami-
ci, ai prossimi incontri.

Dante Jannone

Risultato del “3° Concorso anlinfortunistico”

L'operaio lavora al trapano senza
rispettare alcune norme di sicurezza
in quanto ha una sciarpa svolazzan»
te che potrebbe essere afferrata dal-
le parti rotanti della macchina e
regge ll pezzo da trapanare con le
mani.

Tra i numerosi lettori che hanno
inviato l'esatta soluzione, la sorte
ha favorito i seguenti signori: 1)
Mario Nardelli della Dig (vince un
servizio di piatti per sei persone) -
2) Domenico Collo del Cmì (vince
una penna « Aurora 88») - 3) Do-
nato Granieri della Dig (vince due
astucci di cacao « Perugina ») - 4)
Glovanni Grasso della Dig (vince
due astucci di cacao « (Perugina >»).

Sono stati inoltre sorteggiati nu-
merosi biglietti per il Piccolo Tea-
tro « Fleonora Duse », che sono an-
dati, due per ciascuno, ai seguenti
ansaldini: Osiride Accornero - Um-
berto Arecco . Alberto Banchero -
Michelina Bersanetti - Bruna Bisio
- Anna Briasco Molle - Ennio Cam.
pagnoli - Giuseppe M. Capurro -
Carla Cassani - Giovanni Cavallo -
Giovanni D'Antonio - Manlio Del
Borghi - Guido Di Francesco . Adol-
fo Elefanti - Giovanni Lareto - Mi.
chele Montesoro - Isidoro Pesenti
- Agenore Pisani - Ines Pittaluga +
Emilia Poggi - Benito Pullacino +
Giovanni Rizzo - Diva Robotti -
Arrigo Rogina - Luigi Roncallo +
Sergio Santernecchi . Dallo Scotti
- Renzo Tacchino . Pasquale Tesoro
- Gregorio Triestino.





ny

La perla del vecchio Corrado

E° dicembre inoltrato, ma
l’aria è tiepida e umidic-
cia di scirocco, e Corrado e Pa-
squale si trovano ogni mattina
sulla solita panchina di Piaz-
za Mazzini, vicino al Cantiere.

Da qualche anno ormai, dai
primi tepori della primavera
all’autunno inoltrato, quella
panchina ospita i due vecchi
lavoratori, che si ritrovano li
perchè non riescono a resistere
al richiamo di quelle sirene
che per oltre cinquant'anni li

ha chiamati alla quotidiana
fatica,
E restano seduti ad assistere



al passaggio frettoloso di coloro
che vanno al lavoro (loro arri-
vano sempre prima che si
apra il cancello) perchè fra
tanti conoscenti che rivolgono
loro un saluto, uno si ferma
sempre a scambiar quattro pa-
role: è Beppe il loro ragazzo di
un tempo, ora uomo fatto, che
informa i vecchi « maestri » su
ciò che avviene « dentro »,

E rimangono silenziosi anche
quando ormai è passato l’ultimo
ritardatario e ad essi arriva,
soffocato dai rumori della stra-
da, il caratteristico martellare
sulle lamiere che segna l’inizio
del lavoro,

Ma è un silenzio popolato di
tanti ricordi...

Si rivedono giovani forti
e bisognava esser forti allora:
tutto si faceva a forza di mu-
scoli e rifanno, ognuno a
modo suo, il cammino a ritroso
nel tempo.

Sono stati sempre amici, sul
lavoro e fuori,

Corrado, da uomo assennato,
s'era formato una famiglia e
Pasquale era rimasto scapolo,
forse non per sua volontà, Era
un gigante un po’ sgraziato nel-
le forme, con dei baffacci folti
e una voce roca, punto invitante
e non possiamo immaginare
come avrebbe potuto pronun-
ciare qualche parola amorosa.
Aveva un aspetto rude ed uno
sguardo che poteva sembrar
(cattivo ed era ‘invece il più
mite, sottomesso ed affettuoso
degli uomini. La sua amicizia
per Corrado era, ed è ancora,
profonda e rispettosa.

Corrado, uomo equilibrato nel
fisico e nel morale, ha per que-
sto omaccione una fraterna af-
fezione, Ha cercato di guidarlo
nella sua vita di scapolo ed i
suoi consigli sono stati sempre
accolti da Pasquale senza solle-







vare eccezioni, talvolta solle-
citati,

Rosa, la moglie di Corrado,
che nascessero i figlioli
ogni giorno a portargli
il desinare; così poteva stare
con lui finchè non rientrava al
lavoro,

Anche Pasquale la ricordava
la Rosa, quella bella e prospe-
rosa popolana, sempre sorri-
dente che infondeva gaiezza al
solo vederla. Si estasiava a
guardarla, mai però un pensie-
ro men che onesto sfiorò la sua



mente. Godeva della gioia di
quei suoi amici che non gli
lesinavano mai una affettuosa
parola.

Ma venne un giorno terribile
per Corrado,

L’ultimo figliolo che doveva
nascere e si sarebbe chiamato

Michelino — così avevano già
deciso — morì prima di venire

al mondo e si portò al cimi-
tero anche la Rosa, Che strazio
poveretti!

Corrado rimase con tre figlioli
e la Marietta, che aveva appena
14 anni, a far da mamma ai
fratellini più piccoli. In quel
triste periodo la bontà d'animo
di Pasqualone si rivelò appieno,

Si faceva in quattro per es-
sere utile a quella povera fami-
glia così duramente colpita.

Il secchio dell’acqua era trop-
po pesante per quella povera
bimba e lui — mentre Corrado
si dava da fare per preparare

la cena — faceva tre o quattro
viaggi alla fonte...
è È

— Ieri — disse una mattina

Pasquale — ho visto Gigino, il

mi’ nipote dell’Ardenza, e m’ha
detto di andare a passare il
Natale da loro: te che ne
dici?

— Vai, che diamine — rispo-
se pronto Corrado — o che vor-
resti fa' il Natale solo come un
cane? Sai, ora anch’io sono un
ospite in casa del mi’ genero,
se no t’'avrei detto di venire
da me... —

— Toh, ci mancherebbe...
forse mi deciderò e andrò al-
l’Ardenza, certo non potrò an-
dare a mani vuote.., —

Ma lo sanno che con la
pensione non puoi fare i salti
mortali — disse Corrado — ma
con poco fai la tu’ bella figura,
Senti: prima d’andare passi dal
vinaio e pigli un bel fiasco di
quello bono, compri un po’ di
caramelle a’ bimbi e sta’ tran-



quillo, Del resto se t’ha invi-
tato è segno che gli fa piacere,
no?



— Forse hai ragione — bo-
fonchiò Pasquale con la sua
vociacecia,

+.

ato il Natale da qual-
che giorno e Corrado approfitta
della bella giornata per fare la
solita capatina in Piazza Maz-
zini.

Pasquale non c'è, E° da prima
di Natale che non lo vede... Che
sia sempre da Gigino all’Ar-
denza?

Passa anche Beppe, si ferma
un attimo e Corrado gli doman-
da subito se ha visto Pasquale,
ma Beppe risponde che no e poi,
con la seusa che deve ancora
comprarsi da fumare, se ne va.
Nemmeno l'indomani Pasquale
è al solito posto e a Corrado
sorge il sospetto che sia malato,

Ed è la domanda che rivolge
a Beppe.

Beppe si siede; stamani c'è

tempo, ma per rispondere non
sa come cominciare...
Sa, Corrado, all’Ardenza
Pasquale non ci andò pi Vata-
le e il su’ nipote verso sera
andò a casa a cercarlo... bussò
due o tre volte ma nessuno ri-
spose... allora dette una spallata
all’uscio... e, così dicendo,
Beppe tacque un momento, for-
se gli tremava la voce...



2



— Allora? — sollecitò Cor-
rado,

— Pasquale — riprese Beppe
con un filo di voce — era
sdraiato sul letto, di traverso,

col vestito bono addosso, ma era
morto. Sul comò c’era un fiasco
di vino di Chianti e du’ sac-
chetti di ’aramelle,.. — Queste
ultime parole gli uscirono come
un soffio.

Sollevò lo sguardo verso Cor.
rado e vide il suo maestro col
viso contratto.

Allora, per interrompere quel
silenzio penoso, continuò:

— L’han portato via il giorno
di Santo Stefano, c’era poca
gente, poveretto, cosa vole era
mezza festa... —.

Poi si alzò e disse: — Biso-
gna che vada, è tardi — e, bat-
tendo affettuosamente una mano
sulla spalla di quel povero vec-
chio: — Arrivederci Corrado, si
faccia coraggio, — E non sa-
pendo cosa dire di più se ne
andò,

Corrado rimase ancora qual.
che tempo in silenzio, con un
nodo alla gola.., chiuse gli occhi
e qualcosa di caldo gli scese
giù per le guance... li riaprì e
vide sul risvolto della giacca
una grossa laerima che, al ri-
flesso del primo sole di quel
mattino decembrino, sembrava
una grossa perla.

Ma come era possibile, si dis-
se, nemmeno per la Rosa era
riuscito a versare una lacrima,
pur rimanendo impietrito dal
dolore ed ora per quel vecchio...



Ebbe vergogna di sè stesso e
con gesto quasi rabbioso fece

scomparire, col dorso della ma-
no, quel segno della sua debo-
lezza.

Poi volle andarsene. Forse
l'aria era troppo fredda, Un
brivido gli corse giù per la

schiena, si rialzò il bavero del-
la giacca e volse lo sguardo
verso quel posto vuoto accanto
a-lui,

Si alzò e lentamente si avviò.

Fece pochi passi e si volse
ancora verso quella panchina
vuota,

Una profonda malinconia era
segnata sul suo volto,

A primavera avrebbe avuto il
coraggio di sedervi ancora?

Emilio Mattei
(disegnatore LIV/STU)



“Guerra e pace,,
uesto è il film del gior-

Q no, col quale si è voluto
ripetere il successo mondia-
le di « Via col vento » pro-
ducendo un « colosso » che
dura in proiezione ben tre
ore e mezza, che è costato
due miliardi e mezzo, che ha
interpreti di sicuro richia-
mo come Audrey Hepburn,
Henry Fonda e Mel Ferrer.

Indubbiamente il successo
di pubblico e di cassetta non
mancherà, e î soldi spesi
rientreranno con largo mar-
gine e gran soddisfazione
per tutti quanti, forse com-
preso il pubblico. Perchè,
in fondo, tra la durata, le
scene di massa in « scope »
e colore, i costumi, la reci-
tazione e l’appassionata
umanità delle vicende (Tol-
stoi è una tale fonte che,
per quanto maltrattata e
ridotta, qualcosa resta sem-
pre!) ne resta per tutti i
gusti.

Se il compito affidato al
regista era quello di fare
un film che avesse tali re-
quisiti, King Vidor, con la
sua ben nota esperienza, è
riuscito nell’intento.

Se invece l'ambizione (e
già era ambizioso rievocare
Tolstoi) era quella di fare
un’opera valida e degna di
figurare nella storia del ci-
nema, allora il discorso
cambia.

Nè vale parlare delle dif-
ficoltà di «tradurre» in
linguaggio cinematografico
un testo letterario, e di
racchiuderlo in poche ore.
(Griffith, Olivier, Visconti,
Manckievitz insegnano).
Basta pensare che, con tan-
ta roba che resta fuori, il

ATTO DI ONESTÀ

Il sig. Palamede Tonelli, ad-
detto alla mensa aziendale del
Cantiere di Muggiano, rinve-
nuto nello stabilimento un por-
tafogli contenente 13.300 lire,
si affrettava e consegnarlo al-
l'Ufficio di Vigilanza perchè lo
restituisse al proprietario.

Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, l’onestà del
sig. Tonelli.



DIPLOMA

Il disegnatore Sergio Carmi-
gnani del Cantiere di Muggia-
no ha recentemente consegui-
to, presso l’« Istituto Nautico
San Giorgio » di Genova, il
diploma di costruttore navale.

Al neo diplomato le più
vive congratulazioni de «l’An-
saldino».

CINESELEZIONE



regista ha trovato modo di
aggiungerci un patetico ca-
gnolino che non c’ entra
niente,

Intanto, già è indicativa
la decisione di centrare il
racconto sulla figura di Na-
tascia Rostov, ridotta co-
munque nel film a propor-
zioni da « edizioni Salani »,
col risultato di porre l’ac-
cento sulle vicende senti-
mentali e galanti, di spin-
gere ai margini due colos-
sali figure come quella di
Pietro Bezukoff e di An-
drea Bolkonski.

Che cosa resta, infatti,
della tragedia interiore di
Pietro Bezukoff, alla ricer-
ca delle ragioni delle cose
e delle qualità dell’essere,
e dell’imperativo della co-
scienza?

Che cosa del principe
Andrea che insegue per
tutta la vita un obbligato-
rio obbiettivo di gloria per
accorgersi, alla fine, che
non valeva la pena?

Che cosa dell’acre pittu-
ra della società di Pietro-
burgo, che «rovina la
Russia » e cospira contro
Kutusoff? Che cosa della
immane tragedia del popo-
lo russo, e dei soldati fran-
cesi portati al macello?

Il film si limita a coglie-
re gli aspetti più esteriori
e spettacolari della vicen-
da (se la battaglia di Au-
stelitz è girata almeno con
gusto, quella di Borodino
sa troppo di «arrivano i
nostri ») e finisce per di-
ventare spettacolo fine a
sè stesso, cioè quanto di
meno tolstoiano sì potesse
realizzare.

IL PORTOGHESE



Franca Irrera impiegata della DIG,

vincitrice del 1° premio del «2°

concorso antinfortunistico » (un
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IL TAGLIANDO
QUESTO AVVISO

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Ansaldini alle Olimpiadi

2? all'anno 776 avanti Cristo

che si fa risalire l’inizio
dei giochi olimpici. Ed è da
quella data che il sogno di
tutti gli atleti è quello di par-
tecipare alle Olimpiadi, di po-
ter coronare la carriera del-
l'alloro più ambito.

Olimpiadi, oggi: potervi par-
tecipare significa essere i mi-
gliori della specialità in una
nazione, significa difendere i
patrii colori, significa la gloria.

Abbiamo già parlato su que-
ste colonne di Mario Capio,
dello stabilimento Meccanico
di Sampierdarena, quando, lo
scorso anno, vinse a Santan-
der il campionato mondiale di
vela per la classe « snipe ».

Capio è nato a Nervi il 3
agosto del 1924. Entrato giova-
nissimo all’Ansaldo, divenne
uno dei migliori tornitori del-
lo stabilimento sampierdare-
nese. Alto un metro e settan-
tacinque, è il vero tipo del-
l'atleta. Nero «come il car-
bone », ha i capelli, più che
ondulati, ricci; è molto espan-
sivo e modesto, ha una gra-
ziosa bambina di otto anni.
Cominciò la sua carriera di
sportivo come ciclista (e fallì
subito).

Questi i suoi principali dati
biografici. Ma va aggiunto che
— ciclismo a parte — fin da
piccolo aveva la passione per
la vela. Gli amici ricordano
volentieri una giovanile sim-
patica « ragazzata » di Mario:
lo accusano, cioè, di essersi co-
struito uno scafo utilizzando
una cassetta di liquori e di
aver adattato come vela un
lenzuolo, sottratto alla madre!

Doveva, quindi, ben « averla
nel sangue » la vela; e, infatti,
oltre al campionato di Santan-
der, ha vinto il campionato
italiano F.D., quello beccacci-
ni e quello derive serie « U »
nel 1956; già nel 1952 andò ad

Manlio Di

Helsinki come riserva (perchè
troppo giovane); e, qualche
giorno fa, si è piazzato al
quarto posto alle Olimpiadi di
Melbourne, al timone di una
vela serie Sarphie,

E’ stata la prima volta che
l’Italia si è presentata alle
Olimpiadi per quella serie.
Capio (con Massino) ha tenu-
to una condotta di gara più
che regolare, piazzandosi, nelle
sette prove, sempre nelle pri-
missime posizioni.

Per mettere nel giusto risal-
to il risultato, si pensi che
erano quindici le nazioni par-
tecipanti e che i primi tre po-
sti sono stati conquistati da
concorrenti specializzatissimi:
nell’ordine, i neozelandesi, gli
australiani, gli inglesi,

L’Ansaldo, sia pur in via
meno diretta, ha tratto da
Melbourne un’altra soddisfa-
zione, dovuta a Manlio Di Ro-
sa che, a quarant'anni, ha vin-
to le Olimpiadi di fioretto con
la squadra azzurra.

Di Rosa nacque a Livorno e
frequentò l’Istituto Commer-
ciale; ma, prima di iscriversi,
aveva già salito la pedana fio-
rettistica: a nove anni!

Solo tre anni dopo disputava
la prima gara in campo nazio-
nale; a 17 anni esordiva in
campo internazionale con la
squadra giovanile.

Poi le vittorie si sono sus-
seguite, di pari passo col per-
fezionarsi della sua tecnica.
Ancor oggi, afferma con soddi-
sfazione il suo antico maestro,
gli anni per lui non contano.
Ha una agilità formidabile,
una tecnica perfetta e — so-
prattutto — una dinamica oggi
ineguagliata.

Lisbona, Il Cairo, Bruxelles,
Lussemburgo: tante fulgide
tappe. 1936, Berlino: vittoria
alle Olimpiadi; 1951: Stoccol-
ma lo laurea campione del



Rosa

mondo nella specialità «indivi-
duale ». 1956, Melbourne: bis,
ancora più bello, di Berlino.
Di Rosa oggi abita di fronte
al Cantiere Orlando, con la
moglie ed un figlio. Ancora
oggi ricorda con grande sim-
patia i suoi colleghi di ufficio

Mario Capio

(del PRO del Meccanico, dove
è stato nel biennio 1939-40) e
specie il capo, dottor Castello.
Dimenticherà molto difficil-
mente questa Olimpiade, forse
l’ultima per lui, che resterà
come quella degli incontri « ti-

rati » fino all’ultimo colpo.
Di Rosa ha, dunque, al suo
attivo sette campionati mon-
diali a squadre, due olimpio-
nici ed uno individuale. E
non ha detto ancora l’ultima
parola: contando sulla sua for-
ma e sulla classe, intende
chiudere in bellezza la sua
carriera ai prossimi campio-
nati mondiali individuali di
Filadelfia. Con ogni augurio da

parte dei suoi ex-colleghi.
emlos

Per i protughi
ungheresi

Pubblichiamo un primo elenco di
dipendenti che hanno aderito al no-
stro appello per una sottoscrizione
a favore dei profughi ungheresi:

Francesca Lamberti L. 1000 -
Giuseppina Veglio 500 - N. N. 500
- Anna Molle 200 - Fidenza Besagni
500 - Concetta Serpe 1000 - Bruna
Storace 500 - Teresa Traverso 500
- Luciana Mori 300 - Carlo Valla-
rino 500 - Tama Belloni 500 -
Licia Rumi 500 - Ottorino Lanza
500 - Nicolò Sciaccaluga 1.000 - C.
Aletti 500 - dr. Teresio Zunino 500
- Walter Scatassi 1000 - Aldina Ma-
ri 500 - Francisca Bocca 200 -
Fulvia Paschetta 200 - Tullio Bo-
nadeo 1000 - N. N. 500 - Luigi e
Mariella Vacchetto 1000 - Bruna
Cavicchini 500 - Angela Laviosa
200 - Maddalena Pesce 300 - rag.
Ottavio Ottonello 1000 - Carla Bruz-
zone 200 - Franca Irrera 200 - rag.
Andrea Ferrari 500 - avv. Amedeo
Castellani 1000 - Michele Briata 500.

Con il contributo de € l’Ansaldi-
no > e dei lettori che cl avevano
inviato la loro offerta prima del no.
stro invito, la somma già sottoscerit=
ta è di lire 68.200,

La sottoscrizione continua presso
i corrispondenti di Stabilimento,

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23



LIBRI SCOLASTICI
a pagamento rateale

Anche quest’anno il Dopo-
lavoro Interaziendale « Ansal-
do e Consociate » ha effettua-
to, per i propri iscritti, la di-
stribuzione dei libri scolastici
a pagamento rateale, con il
beneficio di uno sconto del
15% sul prezzo di copertina.
Complessivamente sono stati
distribuiti 9.489 volumi, per
un importo complessivo di
8.956.000 lire, così suddivisi:





SEZIONE BOCCE

LA GARA NATALIZIA

Il Consiglio della Sezione
organizza per domenica 23 di-
cembre la tradizionale « Gara
natalizia » alle bocce, dotan-
dola di ricchi premi gastrono-
mici per tutti i partecipanti.

La gara, libera a tutti i
dipendenti dell’ Ansaldo, si
svolgerà a terne, con forma-





STABILIMENTI Operai | Impieg.. Totate
Direzione Generale. 79 450 520 LL Dopolavoro Ansaldo au-
Meccanico . . |1.358 | 816 [2.174 gura a tutti i dipendenti
Cantiere di Sesti =. |1.680| 755 |2.435 dell’ Ansaldo ed ai loro
Fonderia 148 | 100) 248 f faliari
| amigliari buon Natale e
C.MI | 552 | 417) 969 £ 9g
Cantiere di Muggiano. [essi a 25 felice anno nuovo.
Servizi Ausiliari . | 66 63 | 129
Dirigenti . s | - _ 24
Ansaldo-S.Giorgio[Sestri) | 419 280 | 699 è ; i PRECARI
Ansalio- Seite | 452 | 303 | 755 Zione a sorteggio. Le iscrizioni
Ansaldo-Coke | 66] 78 si ricevono presso la Sede del-
Delta | 262 | 489 la Sezione (Bocciodromo di
fossati . . . | 216) 312| 528 Villa Maria a Genova Sestri)
SR | 312] 68! 380 fino alle ore 21 di sabato 22
Ossinitrica i -|- Vri = È nela
s corr. La gara avrà inizio alle
Totale Generale |5.521 |3.968 9.489 ore 8,30 precise.
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“L’ANSALDINO” RISPONDE



AUGURIO

Sestri, dicembre 1956
Alla Redazione de «l’Ansaldino»

Ho ricevuto il numero del
vostro giornale che vi avevo
richiesto. Ve ne ringrazio mol-
to; e nel ringraziarvi vorrei
pregarvi, in occasione del pros-
simo Natale, di voler pubbli-
care due righe di saluto e di
augurio che vorrei giunges-
sero a tutti i lavoratori Ansal-
dini.

Buon Natale!

Questo è l’augurio che di
bocca in bocca ci si scambia
reciprocamente in questi gior-
ni, E' come una parola d’or-
dine; ma è più semplicemente
un richiamo alla bontà e alla
fraterna comprensione. Desi-
dero che anche il mio augurio
giunga al vostro cuore; e per-
chè questo avvenga affido le
mie parole al vostro giornale.
Anch'io ero con voi prima, e
so, per provata esperienza,
quanta gioia può donare il la-
voro. Amatelo e conservatelo
con cura. Dio non voglia che
dobbiate perderlo, prima del
meritato riposo.

Buon Natale a voi tutti, ami-
ci e compagni di lavoro. Buon
Natale anche alle vostre fami-
glie, e a tutti coloro che nel
lavoro trovano una ragione di
vita e di immancabile progres-
so sociale.

Il vostro ex-compagno di
lavoro RAFFAELE SA-
CERDOTE, grande invali-
do civile di guerra.

è

Windsor (Canadà) dic. 1956

Caro direttore,

mi permetta ancora di giun-
gere con una mia corrispon-
denza d'oltreoceano ai cari
Ansaldini tutti. Questa volta
vorrei tralasciare ciò che è

tecnica o problema sociale e
parlare soltanto del mio sin-
cero affetto e ricordo. Siamo
vicini alle solennità di Natale
e di Capodanno, feste tradi-
zionali che specialmente per
noi genovesi hanno un carat-
tere molto sentimentale e tipi-
camente casalingo. Ricordo
quando nel fragore delle mac-
chine, attraverso le navate
della MAGR del Meccanico, nei
giorni vicini al Natale sembra-
va che l'odore del grasso mi-
nerale o degli ingredienti in-
dustriali di consumo, fosse so-
stituito da un profumo fami-
liare di pandolce!... 1 brevi
intervalli di un incontro fortui-
to allo sportello di un magaz-
zino o all’affilatura di un
utensile, lo scambio di una
parola con un compagno vici-
no, tutto aveva un riferimento
alle prossime solennità, Ci si
preparava insomma alla sagra
universale delia felicità dei
bimbi e dei grandi! Ci si pre-
parava e le promesse più belle
e più care venivano legate con
fili d’oro e di grandi affetti.
Ancora quest'anno, lontano da
Genova, mi piace ricordare, e
ci tengo a inviare queste brevi
note affinchè tutti, dirigenti,
ingegneri, tecnici e compagni
di lavoro, rechino alle proprie
famiglie un augurio di più, un
modesto augurio, semplice ma
grande, di un ansaldino in
Canadà.

Questo quindicinale che ha
fatto e fa passi da gigante nel-
l'organizzazione culturale e ri-
creativa del complesso Ansal-
do, trascriverà con piacere
questo augurio e questo com-
plimento.

Come nella crociera della
«Colombo » seppe unire nella
gioia familiare migliaia di an-
saldini, così oggi quella alle-
gria entri in tutte le case e
porti felicità sia nelle solennità
di Natale e Capodanno che nel-
la serenità dell’esistenza stessa.

A Lei, egregio direttore, ed
ai suoi collaboratori tutti infi-
niti auguri di ogni bene.

ALFREDO MORANDO

A questi due Ansaldini che
— pur lontani da tanto tempo,
ormai, dal loro antico posto di
lavoro — conservano un così
tenace e affettuoso ricordo del-
la loro azienda e dei loro vec-
chi compagni, rispondiamo con
una sola, commossa parola:
grazie!

Grazie di cuore, a nome di
tutti gli Ansaldini. E buon Na-
tale a voi e ai vostri cari!

Premi di produzione

al Cantiere

Caro Ansaldino,

ti sembra giusto che mentre
il ritmo produttivo del nostro
Cantiere aumenta, le percen-
tuali calcolate per il premio di
produzione impiegati diminui-
scano costantemente come puoi
tu stesso rilevare dal seguente
dettaglio:

3.0 trimestre 1955:
4.0 trimestre 1955:
1.0 trimestre 1956: 6,12%;
2.0 trimestre 1956: 5,88%;
3.0 trimestre 1956: 5.20%.

Come si spiega inoltre che
questa precaria situazione del
premio di produzione degli im-
piegati si verifica solo al CAN
e non presso altri Confratelli,
DIG compresa? Dobbiamo forse
dubitare sull’equità del crite-
rio adottato nei riguardi del
Can?

Nell'attesa di un tuo chiari-
mento sull'argomento cordial-
mente ti salutiamo ringrazian-
doti anticipatamente.

Seguono le firme

8,50%;
7,13%;

La questione è stata risolta
(e speriamo con soddisfazione

di tutti) proprio in questi gior-
ni. Pubblichiamo in altra pa-
gina del giornale il testo del-
l'accordo sindacale relativo ai
premi di produzione al Can-
tiere.

Gli scatti biennali

degli impiegati anziani

Caro Ansaldino,

siamo un gruppo di impiegati
anziani e desideriamo richia-
mare l’attenzione della Dire-
zione Generale in merito alla
questione appresso specificata.

Col 1.0 gennaio 1957, per gli
impiegati che hanno venti anni
e oltre di anzianità e la cui
data di appartenenza alla ri-
spettiva categoria è anteriore
al 1947, viene a maturare il
decimo e ultimo scatto bien-
nale (5% dello stipendio base).
Quindi, col raggiungimento di
tale traguardo la quota rela-
tiva agli scatti di anzianità
dovrebbe logicamente raggiun-
gere il 50% dello stipendio
base.

Mentre tale condizione verrà
a verificarsi in seguito per i
colleghi più giovani, per noi
anziani purtroppo la massima

quota relativa agli scatti bien-
nali raggiungerà col 1.0 gen-
naio 1957 solo il 40,5% dello
stipendio base attuale, dato che
buona parte di detti scatti ci
vengono conteggiati sul vec-
chio minimo di stipendio.

Col passare degli anni si ve-
rificherà quindi una sensibile
sperequazione (9,5% dello sti-
pendio base) a danno degli im-
piegati anziani relativamente
agli scatti biennali.

Riteniamo che tale problema
meriti di essere preso in esame
e di essere equamente risolto
dalla nostra Direzione Genera-
le, poichè sarebbe assurdo che
la nostra maggiore anzianità di
diligente servizio alle dipen-
denze della Società, normal-
mente considerata come un
punto di merito, venisse a tra-
sformarsi in uno svantaggio
economico rispetto ai colleghi
più giovani.

UN GRUPPO DI IMPIEGATI

ANZIANI DEL MECCANICO

(seguono 47 firme)

La questione posta dagli
impiegati anziani del Mecca-
nico è già stata sollevata pres-
so gli organi competenti dalla
C.I.S.L. (Confederazione Ita-
liana Sindacati Lavoratori) e
dalla U.I.L. (Unione Italiana
del Lavoro) ed è attualmente
in corso di studio.

Non appena verremo a co-
noscenza di elementi precisi
non mancheremo di informar-
ne gli interessati.





F.lli GRADINO

FABBRICA

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ARGENTERIA - OROLOGI
GENOVA - PIAZZA VIGNE, 6-3 - TEL. 22.273

Sei



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In ogni casa non manchi la

MANNITE
DUFOUR







Sono nati

29 settembre: LUIGI, fi-
glio di Alessandro Marcenaro
(Mec) e di Giulia Puppo - 5
ottobre: MAILA, figlia di Vit-
torio Puccini (Liv) e di Ma-
ria Soncini - 8 ottobre: AN-
TONELLA, figlia di Giorgio
Pitto (Liv) e di Miranda Cam-
pigli - 15 ottobre: LORENZO,
figiio dell'ing. Ettore Gabetta
(Dig) e di Emma Drago - 20
ottobre: LIVIO, figlio di Luigi
Basso (Mec) e di Maria Sar-
della - GIOVANNA, figlia
dell’ing. Francesco Casaretto
(Dig) e di Angelica Rossi —
21 ottobre: VINCENZO, figlio
di Pasquale Surace e di Mar-
gherita Zoccheddu (Dig) — 3
novembre: ANTONIO, figlio di
Vayro Maestri (Can) e di Ip-
polita De Cillis - 5 novembre:
PIERA MARIA, figlia di Car-
mine Cerqueti (Dig) e di Te-
resa Boccaccio -— 8 novembre:
MAURO, figlio di Pietro Ber-
nardi (Liv) e di Mara Albano
— MARINA, figlia di Mario
Ferrari (Mec) e di Margherita
Costagnolo 9 novembre:
FULVIO, figlio di Mario Serra
(Mec) e di Anna Maria Bra-
gagnolo — MAURO, figlio di
Giuseppe Nicorelli (Mec) e di
Idelma Cepollina - 10 novem-
bre: CLAUDIO, figlio di Gino
Stefani (Mec) e di Caterina
Campanele — ll novembre:
VLADIMIRO, figlio di Alber-

to Lemmi (Liv) e di Anna
Gioli — CORRADO, figlio del-
l'ing. Francesco Garbuglia

(Dig) e di Liliana Bosoni —
16 novembre: LOREDANA, fi-
glia di Tommaso Greco (Can)
e di Concetta Morino - ANNA-
MARIA, figlia di Giovanni
Fiorot (Can) e di Eugenia Fo-
gliano - 17 novembre: LUISA,
figlia di Sincero Bassi (Cmi)
e di Ilda Bolzoni - 25 novem-
bre: GIORGINA, figlia di Giu-
seppe Visconti (Liv) e di Te-
resa Musso.

A tutti i piccoiissimi « ansal-
dini » ed ai loro genitori i no-
stri auguri più fervidi.

Si sono sposati

6 ottobre: Enrico BIONDI
(Liv) con Sara Nannipieri —
20 ottobre: Giuseppe RIXI
(Fon) con Lazzara Pizzimbo-
ne — 21 ottobre: Giovanni
PINTORE (Liv) con Mirella
Tarami — 27 ottobre: Fran-
cesco FRISONE (Mec) con
Francesca Cama — 28 ottobre:
Giuseppe DE PALO (Mec) con
Lucia Vadalà — Luciano BAR-
TOLOZZI (Liv) con Bianca
Pieracci — 31 ottobre: Giaco-
mo DE BERNARDO (Liv) con
Lina Carrara — 7 novembre:
Guido BISIO (Mec) con Anna
Schiazza — 15 novembre: El-
sa DEL BO (Dig) con Silvio
Di Fraia — 17 novembre:
Bruno MORTARA (Can) con

25



|ANSALDINI N SEDICCSIMA





Anna Maria, figlia di
Luigi Turolla del CAN



PREMIO “ALMANACCO”

Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di di-
cembre abbinato ad un nu-
mero dell'«Almanacco 1956»,
consistente in un libro
rilegato su «L'uomo e la
tecnica ». Nel prossimo nu-
mero pubblicheremo il ri-
sultato del sorteggio.



Maria Tirce Garibbo — 18
novembre: Rosolino GIORDO
(Mec) con Miriana Barabino
— 20 novembre: Vinicio DIO-
MEDI (Mec) con Ines Cambi
- 25 novembre: Pietro NIED-
DU (Can) con Gina Borat-
to — Sergio CAMPAGNOLI
(Can) con Maria Rosa Gua-
stavino.

Agli sposi i nostri vivissimi
auguri,

BERTORELLO RADIO

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Un altro importante risultato al Meccanico

Una proposta premiata con 100.000 lire

Due anni fa fu presentata
alla «Cassetta delle idee» una
proposta che suggeriva di ri-
durre il numero dei bulloni
calibrati da impiegarsi nella
operazione di taratura degli
alberi intermedi.

La modifica fu oggetto di
prove nell’Officina MOTU e
successivamente fu attuata; ai
proponenti fu assegnato un
premio di 20.000 lire.

I vantaggi conseguiti in un
anno con l’applicazione della
proposta sono stati ora messi
nel loro esatto rilievo da uno
studio consuntivo, e pertanto
ai proponenti è stato assegna-
to un premio supplementare di
lire 100.000.

* *s *

Un ulteriore premio di lire
18.000 è stato assegnato alla
proposta n. 13656 presentata
l’anno scorso.

Il proponente suggeriva la
costruzione di un attrezzo per
la lavorazione di smicatura
dei collettori dei motori elet-
trici e V’UTO si incaricavya di
disegnarlo.

Successivamente, poichè l’at-
trezzo risponde bene allo sco-
po, ne veniva decisa la costru-
zione in sostituzione di quello
già esistente, con conseguente
riconoscimento del pieno va-
lore della proposta.

PROPOSTA N. 20652.

Commessa 36023 - Disegno
090233 - Pos. 1 - Motore May-
bach MD. 430/B - Ingranag-
gio intermedio (bolla 73695).

Propone che sia eliminata
dal ciclo di lavorazione l’ope-
zione 5/11.

Risposta.
La proposta è accettata. Il

PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.

PROPOSTA N. 19141.

Propone che le maschere
antipolvere prelevate al MAG
Benetollo, siano complete di
custodia simile a quella degli
occhiali per mole « Protector ».
Si avrà un vantaggio dal pun-
to di vista igienico e le ma-
schere dureranno di più.

Risposta.

La DAT sta esaminando la
possibilità di acquistare le ma-
schere colla relativa custodia.

e
PROPOSTA N. 19956.

Propone che siano costruite
almeno altre due serie di ca-
libri per controllo profondità
canali e camere di casse tur-
bine rotori.

Quando la lavorazione è in
corso, gli stessi calibri servono
in diverse navate della gran-
de torneria ed anche al
MAME.

Risposta.

La proposta è accettata. La
DAT provvederà a far costrui-
re altre due serie di calibri.

®
PROPOSTA N. 20359.

Al rep. MAGR (3.a navata)
esistono due torni « Ceruti»
che sul retro portano un vo-
lano che gira molto veloce-
mente. Propone che esso ven-

ga protetto da una custodia
prima che succeda qualche di-
sgrazia.
Risposta.

Il riparo proposto era già
programmato dalla MAN ed è

stato esteso ad altri due torni
Ceruti,
®

PROPOSTA N. 18958.

Nella collettrice CALD, scor-
rimento alto lato mare, due
grandi interruttori a coltello
sono privi di protezioni. Invita
a costruire per essi una cas-
setta in legno per difesa.
Risposta.

I separatori di linea citati
dal proponente non dovreb-
bero provocare nulla di anor-
male; ad ogni modo sarà prov-
veduto alla sistemazione di
una protezione in legno.

PROPOSTA N. 19678.

Perno di collegamento Mot.
67 LB Doxford C. 35546, B.
63665 dis. 78350/13.

Propone che l’operazione
5/6, anzichè su stozzatrice
venga eseguita su fresatrice.
Si risparmierà tempo ed il la-
voro risulterà più accurato.
Infatti, dopo l’esecuzione dei
fori al trapano, la fresa trova
già lo svuotamento necessario
per procedere rapidamente.

Risposta.
La proposta è accettata. Il

PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.

PROPOSTA N. 20529.

Propone che siano esamina-
ti i giramaschi a « T» costruiti
per l'officina MOME, perchè
sono troppo grossi e poco pra-
tici. Occorre ridurre molto i
tubi perchè sono troppo pesan-
ti. Disegno UTO 310/19/18/
16/15/13.

Risposta.

Si conviene con il propo-
nente che il dimensionamento
dei giramaschi in oggetto deve
essere migliorato. UTO modi-

ficherà opportunamente la ta-
bella UTO 310.

PROPOSTA N. 20881.

Motore Maybach - Vite di
regolazione per dispositivo di
iniezione - Dis, 090359 - Pos. 6
- Comm. 36023 - Bolla 59737
- Op. 1/10.

Per controllare lo sferico
diam. 13 è stata costruita una
sagoma con matricola 50129 -
1/2. Essa non tiene conto dei
2 mm. di s. m. esistenti sul
rasamento; di conseguenza ri-
sulta inutilizzabile. Propone
che ne sia costruita un’altra
tenendo conto del s. m. esi-
stente sul rasamento.
Risposta.

La sagoma indicata sarà mo-
dificata per eliminare l’incon-
veniente segnalato dal propo-

nente.
©

PROPOSTA N. 20889.

Propone che sia eliminata
l'operazione 2/2 di lamatura,
perchè i piani per sede dadi
sono già torniti con l’operazio-

ne 1/2; quindi la lamatura è
inutile.

Mot. Q. 215/4 - Flangia -
Mat. G. 18 gf. (dis. 20504
pos. B - Comm. 74440 - Bolla
80775).

Risposta.

La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.

®°
PROPOSTA N. 20485.

Ponte per staffe di smontag-
gio per apparecchio - Dis.

,244006 n. 20 pezzi - Particola-

ri dis. 520007-520008.

Il proponente ha costruito e
sperimentato uno stampo per
saldare il pezzo allo scopo di
impedire svergolamenti; col-
l’impiego di tale attrezzo si
risparmiano 20 minuti per
pezzo.

Risposta.

La proposta è accettata, Al-
l'attrezzo costruito dal propo-
nente è stato assegnato il nu-
mero di disegno A. 34474.

PRO/TEMP provvederà a
segnalare sul ciclo di lavora-
zione all’operazione di salda-
tura l’attrezzo citato, modifi-
cando nel contempo il tempo
di lavorazione.

©
PROPOSTA N. 20546.

Propone una difesa agli in-
granaggi della stozzatrice che
si trova alla 4.a navata vicino
al reparto Palette.

Risposta.

Al più presto sarà sistemata

la difesa proposta.
°
PROPOSTA N. 19730.

Propone che venga eliminata
l'operazione 3/15 dal ciclo di
lavorazione Comm. 35998 -
Dis. 478978-460757 pos. 582-
582 e dis, 478978-492379 pos.
583-583.

Risposta.

La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.

| MEMENTO |



Emilio CADENASSO

di anni 46, dipendente del CMI,
deceduto il 24-11-1956. Era al-
l’Ansaldo dal 1933. Lascia la
moglie.

Giuseppe PIAZZI
di anni 59, dipendente del

Meccanico, deceduto il 16-11-
1956, Era all’Ansaldo dal 1942.





Settimio SANNA
di anni 46, dipendente del

Meccanico, deceduto il 22-11-
1956. Era all’Ansaldo dal 1946.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».

(RESALDIEO

QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.

Edito dall’ Ansaldo $. A.
P. Carignano, 2 - Genova

LURENZO REBORA
Responsabile
*
Autorizzazione del ‘Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

P.Ili PAGANO - TIP. EDIT. S.p. 4.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825

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veduta parziale dell’im-
pianto « Reforming cata-
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l' Ansaldo per la Raffi-

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La darsena del nostro Cantiere di Muggiano;

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