L'Ansaldino, n. 18, 1956
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 18, 1956
- Tipologia
- Rivista
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), in primo piano un rotore per turboalternatore in approntamento allo stabilimento Meccanico di Sampierdarena, mentre in secondo piano una ruota lenta per turboriduttore
A p. 16 (quarta di copertina), gasometro da 100000 mc. costruito dal nostro Stabilimento CMI per l'"Azienda Municipalizzata Gas e Acqua" di Genova
- Un rotore per turboalternatore in approntamento allo stabilimento Meccanico di Sampierdarena, p. 1
- La produzione dei motori Diesel, p. 2
- La centrale di Rio Turbio, p. 4
- Fotocronaca, p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- Velieri, poesia di un secolo, p. 8
- Opinioni, p. 10
- Attività antinfortunistica al Cantiere, p. 11
- Cral, p. 12
- "L'Ansaldino" risponde, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- Gasometro da 100000 mc. costruito dal nostro Stabilimento CMI, p. 16 - Data testuale
- 1956 ottobre 1-14
- Consistenza
- pp. 16
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/53
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Periodico quindicinale a stampa
- contenuto
-
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HI, 11/2995;
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La produzione dei motori Diesel
Uno dei motori Diesel Ansaldo-Fiat 75/10 costruiti al Meccanico per la motonave « Europa »
a
La motonave per pesca atlantica « N. Marcheggiani »
el luglio del 1936, venti
anni or sono, promosso
dalla Federazione Nazio-
nale degli Industriali della Pe-
sca aderente alla Confindu-
stria, ebbe luogo il 1° Raduno
Nazionale degli ingegneri per
lo studio dei problemi tecnici
relativi all'industria della pe-
sca, ad Ancona, nella sede di
quella Fiera della Pesca.
Per la prima volta veniva-
no, in Italia, esaminati da tec-
nici qualificati, da specialisti
cioè, gli aspetti, vieppiù com-
plessi per via dell’avanzare
del progresso meccanico e mo-
toristico, dell’industria pe-
schereccia ‘vera e propria, cioè
della pesca meccanica, Tema
preminente del Convegno fu
quello della trattazione dei
« motori marini in rapporto
allo sviluppo dell’industria
del motore marino italiano ».
Alla fine dei costruttivi dibat-
titi, il Convegno esprimeva il
voto che « l’industria mecca-
nica nazionale intervenga con
azione decisa per assicurare le
forniture dei motori all’arma-
mento peschereccio ».
Successivamente, a seguito
di analogo voto della Corpo-
razione della zootecnia e della
pesca, una commissione sotto-
poneva all’amministratore de-
legato dell’Ansaldo dell’epoca,
la opportunità e l’urgenza di
un intervento dell’industria
motomeccanica nazionale nel
campo del motore marino per
la pesca.
Nel 1936 la quasi totalità dei
motopescherecci d'altura cra
dotata di motori Diesel di
provenienza estera, in gran
parte Deutsche Werke, Deutz,
Benz.
di 140 T.S.L., munita di motore Ansaldo da 450 cav.
Le potenze impiegate per la
propulsione e lo strascico delle
reti erano comprese fra i 90 e
i 120 cavalli effettivi.
Fino da allora l’Ansaldo a-
veva costruito, per piccole
barche da pesca, in maggio-
ranza non pontate, motori
Diesel a due e tre cilindri ver-
ticali, a due tempi, le cui po-
tenze erano di 11 e 23 caval-
li effettivi per cilindro.
Per navi da traffico in ge-
nere (non se ne costruivano
molte con propulsione Diesel)
e per impianti industriali, la
Ansaldo era presente sul mer-
cato con motori Diesel co-
struiti su licenza MAN e con-
siderati i più progrediti. Le
potenze di essi erano comprese
fra 10 e 900 cavalli effettivi
per cilindro.
L’Ansaldo si mostrava com-
prensiva e sollecita verso le
istanze espresse dalla catego-
ria armatoriale e concretando
studi già in corso da tempo,
provvide nell’anno 1936 a co-
struire i primi quindici moto-
ri Diesel a quattro tempi, a
semplice effetto, a quattro ci-
lindri verticali la cui potenza
effettiva era di 100 cav. a 375
giri/1’, Tali motori furono su-
bito venduti per motopesche-
recci e, dopo la rapida messa
a punto a bordo, il loro eser-
cizio risultò soddisfacente, sia
dal punto di vista tecnico e sia
da quello economico.
La progettazione di questi
motori era stata basata su
concetti di robustezza e di
grande semplicità di meccani-
smi, allo scopo di poterli affi-
dare anche a personale ine-
sperto e non sufficientemente
preparato alla condotta di mo-
tori Diesel, come era quello
che formava allora gli equi-
paggi dei motopescherecci.
Nascono così in sede storica
(data la particolare assisten-
za tecnica, organizzata fin da
allora dall’Ansaldo sulle varie
piazze marittime e la rapidità
con la quale si potevano ave-
re i pezzi di ricambio, con
grande vantaggio economico
dei pescatori) le premesse per
la formazione dell’attuale flot-
ta nazionale da pesca, che è
dotata in maggioranza di mo-
tori Ansaldo.
Nel 1937 l’Ansaldo costruì
infatti 50 motori a quattro
cilindri e 9 motori dello stesso
tipo ma a sei cilindri: questi
ultimi per gruppi elettrogeni
destinati a nuove navi della
A.G.I.P.
Intanto la pesca richiedeva,
per scafi più grandi, motori
sempre più potenti, e già nel
1937 si costruivano 14 motori
a 3 cilindri e 20 motori a 4
cilindri rispettivamente da 150
e 200 cav. eff. Essi erano in
tutto simili ai precedenti e con
le stesse caratteristiche di ro-
bustezza e di funzionamento
sicuro.
Le possibilità della pesca
sia per le distanze dalla base,
la quantità del pescato e il
tempo impiegato come naviga-
zione, aumentavano via via
notevolmente, creando anche
motivi di sana rivalità fra gli
armatori, che a mano a mano
abbandonavano le forniture
estere, dando esplicita prefe-
renza ai motori Ansaldo.
Successivamente nel 1938 -
1939 l’Ansaldo costruì 130 mo-
tori del suo tipo con alesaggio
215 mm, e 75 motori del suo
tipo con alesaggio 265 mm.
I due tipi di motori erano
progettati con l'obbiettivo di
avere il massimo numero degli
organi in comune, sia col va-
riare del numero di cilindri
dello stesso tipo sia anche col
variare dell’alesaggio, otte-
nendo così grandi vantaggi, sia
nella produzione e sia nel ri-
stretto numero di parti di ri-
cambio necessarie e nelle con-
seguenti esigenze del magaz-
zino centrale e dei depositi re-
gionali ricambi.
Sulla base dell’esperienza di
esercizio dei succitati motori
gli uffici studi, seguendo il
comportamento funzionale in
esercizio di tutti gli organi,
maturarono nel 1939-1940 del-
le nuove macchine, contenenti
tutte le migliorie atte a conse-
guire i seguenti obbiettivi: in-
tensificare l’unificazione delie
parti comuni; diminuire ulîe-
riormente i costi di lavorazio-
ne (semplificare); aumentare
la sicurezza di buon funzio-
namento e la facilità di smon-
taggi e manutenzioni; dimi-
nuire i consumi di combusti-
bile e di olio lubrificante.
Cosicchè nel 1941 entrarono
sul mercato gli stessi tipi di
motori sopra detti, con le se-
guenti migliorie: nuovi rege-
latori di velocità; nuovo tipe
di pompe di raffreddamento ©
sentina, a stantuffo tuffante;
nuove incastellature con al-
bero a camme sistemato ir
cassa smontabile; nuove cam-
me d’iniezione registrabili; ri-
dimensionamento delle cami-
cie e degli stantuffi; bielle
stampate; nuova forma infe-
riore della coppa del basa-
mento (per adattarsi meglio
agli scafi in legno).
Nello stesso anno 1941 ven-
nero altresì soddisfatte le e-
sigenze del mercato per mo-
tori di piccola potenza piut-
tosto veloci, adatti per imbar-
cazioni e per piccoli gruppi
elettrogeni di bordo.
Si costruirono a questi sco-
pi i seguenti tipi di motori a
4 tempi, semplice effetto, che
in seguito, sia pure migliorati
in molti particolari, si fabbri-
carono in grande numero:
— 10 cav. a 1.500 giri/l’
— 20 cav. a 1.500 »
— 35 cav. a 850 »
— 52 cav. a 850 »
— 70 cav. a 850 »
Abbandonata nel 1941 la li-
cenza MAN, s’iniziava inoltre
la costruzione dei grandi mo-
tori su licenza FIAT, che tan-
to sviluppo ebbero nel dopo-
guerra ed hanno tutt’ora.
Dopo la parentesi del con-
flitto mondiale, nel 1945 e ne-
gli anni successivi, l’Ansaldo
ha potuto mettere sul mercato
forti quantità di motori Diesel
nelle migliori condizioni, ag-
giungendo ai tipi già noti e
citati, i motori dei nuovi ti-
pi da 100 cav. per cilindro,
motori questi che hanno avuto
esito lusinghiero sia per la
propulsione di navi e sia per
centrali elettriche.
AI di fuori dell'ambiente re-
lativo alle navi da pesca e di
piccolo cabotaggio, già nello
immediato dopoguerra (1946 -
1947) si era accentuata nel
mercato in genere la tendenza
a preferire motori Diesel di
minimo peso e ingombro, pur
avendo forte erogazione di
potenza.
A tale orientamento l’An-
saldo ha risposto con una nuo-
va serie di motori Diesel della
potenza di 25 cav. per cilindro
adatti per propulsione navale
e per gruppi elettrogeni di
bordo.
Dal 1952 i motori Ansaldo
si forniscono anche sovrali-
mentati, col conseguente au-
mento di potenza del 50%, rea-
lizzando le potenze per cilin-
dro esposte in tabella. Gli
stessi motori, con particolari
accorgimenti agli organi do-
tati di moto alterno (stantuffi
di speciale lega leggera) si
forniscono anche, con e sen-
za sovralimentazione, ad un
più elevato numero di giri al
minuto rispetto alle soluzioni
normali.
Ai motori citati si è infine
aggiunto un nuovissimo tipo
della potenza normale di 170
Cav. per cilindro e della po-
tenza di 255 Cav, per cilindro
se sovralimentato.
Le importanti centrali elet-
triche del transatlantico « C.
COLOMBO » sono costituite
da gruppi elettrogeni con tali
motori a 7 cilindri e così pure
sarà la centrale elettrica del
transatlantico svedese « GRIP-
SHOLM >».
Nei grandi motori l’Ansal-
do, da vari anni, ha aggiunto
alla licenza FIAT la costru-
zione dei motori « Doxford »
a stantuffi contrapposti, adat-
ti per grandi motonavi da pas-
seggeri e soprattutto da traf-
fico.
Gli sforzi per arrivare a co-
struire motori Diesel sempre
più potenti, con minimo peso
ed ingombro e per impieghi
particolari, hanno portato alla
costruzione dei motori Ansal-
do Maybach aventi caratteri
stiche particolari sì da conse-
guire un peso variabile del
motore da 3,8 a 2,6 kg. per ca-
vallo effettivo.
Tutti i tipi di motori sum-
menzionati sono stati larga-
mente forniti anche all’estero
(Argentina - Brasile - Vene-
zuela - Norvegia - Svezia - Ju-
goslavia - Egitto - Grecia).
Questo breve excursus non
può non confermare, sulla
scorta di fondati elementi di
giudizio e in base ad una do-
cumentata cronistoria, la fun-
zione pioneristica e pilota del-
l’Ansaldo anche nel concreto
contributo al progresso ed al-
lo sviluppo dell’industria na-
zionale della pesca meccanica.
Giuseppe Castaldi
Motori Diese! a 4 tempi di progetto e costruzione Ansaldo
|
Tipo Sovralimentazione | Alesaggio mm Corsa mm. ra Numero cilindri | Giri al minuto
1620 _ 160 200 25 2.3.4.6.8. 1000
1620 S si 160 200 37.5 3.4,6.8. 1000
2131 —_ 215 310 30 3.4.6. 430
2131 S si 215 310 45 3.4.6. 430
Q. 265 —_ 265 410 50 3.4,6.7. 360
Q. 265 S sì 265 410 75 3.4.6.7. 360
Q. 370 —_ 370 560 100 6.9. 275
Q. 370 S si 370 560 150 6.9. 275
Q. 460 _ 460 660 170 6.7.8. 250
Q 6.7.8. 250
. 460 S si 460 660 255
Motori Ansaldo-Maybach
I motori Diesel - veloci Maybach, 4 tempi semplice effetto costruiti su licenza
dall’Ansaldo, sono standardizzati in un unico tipo di cilindro: 185 mm. di alesaggio,
200 mm. di corsa.
La potenza normale sviluppata è di 60 Cv.
90 Cv. per cilindro circa.
Si possono avere varie soluzioni: dai tre cilindri in linea ai 16 cilindri disposti a V.
Motori Ansaldo-Fiat
I motori Diesel Fiat a due tempi semplice effetto costruiti
sviluppano, secondo i tipi, dai 200 agli 800 Cv. per cilindro circa.
E’ stato recentemente messo a punto un motore sovralimentato che sviluppa 1100
Cv. per cilindro.
per cilindro; con sovralimentazione,
dall’Ansaldo su licenza
Motori Ansaldo-Doxford
I motori Doxford: due tempi, semplice effetto, a stantuffi contrapposti, costruiti su li-
cenza dall’Ansaldo sviluppano, secondo i tipi, dai 900 ai 1400 Cv. per cilindro circa.
Con la sovralimentazione alcuni tipi possono sviluppare oltre 1400 Cv. per cilindro.
Motore Ansaldo tipo Q 370/9 RS sovralimentato da 1350 cav. a 275 giri/1°.
LA CENTRALE
DI RIO TURBIO
Le prove del turboalternatore
Veduta parziale del turboalternatore in prova.
@ ià qualche altra volta si
—' è fatto accenno da queste
colonne, sia »mure indiretta-
mente, alla Centrale termo-
elettrica di Rio Turbio (Ar-
gentina), che lo Stabilimen-
to Meccanico sta costruen-
do per la Società « Combu-
stibles Solidos Minerales »
(Ende) di Buenos Aires.
Diamo ora, in occasione del-
le prove in officina del turbo-
alternatore, aualche no4izia
che meglio valga ad illustra-
re ai nostri lettori l’entità e le
caratteristiche di questo im-
pianto.
La Centrale sarà installata a
bocca di una miniera di car-
bone nel territorio di S. Cruz,
allo scopo di fornire energia
elettrica per forza motrice e
illuminazione, Il progetto è
stato elaborato dall’Ansaldo
PREMIO
“ALMANACCO”
Per il numero di settem-
bre dell’« Almanacco 1956 »
è stato estratto il numero
4674
Il possessore dell’ alma-
nacco contrassegnato con
detto numero ha vinto una
penna «Aurora 88». Egli
potrà ritirare il premio in
Redazione entro il 31 otto-
bre, presentando l’alma-
nasco completo della pagi-
na numerata. Non presen-
tandosi entro tale data non
avrà più diritto al premio.
prevedendo l’installazione in
aue tempi, e precisamente:
1.0 TEMPO. Potenza elettri-
ca trifase con un gruppo tur-
boalternatore; 6000 kW,
2.0 TEMPO. Potenza su due
gruppi turboalternatori: 24.000
KW.
L’attuale prima parte della
fornitura è costituita dai se-
guenti principali elementi:
— Due catdaie Ansaldo -
Babcock & Wilcox (di cui
una di riserva) a tubi d’acqua
sub-orizzontali, ciascuna per
la produzione di 30-35 t/h di
vapore alla pressione di 33
kg./emq. e alla temperatura di
4U5"C, con combustione di car-
bone su griglia meccanica
completa di accessori,
— Un gruppo turboalterna-
tore Ansaldo di tipo assiale a
congdensazione, con tre spilla-
menti di vapore per la produ-
zione del distillato d’integra-
zione e per il preriscaldamen-
to e il degasaggio dell’acqua
d’alimento, della potenza nor-
ale continua ai morsetti di
}00 KW. Questo gruppo pro-
duce corrente alternata trifa-
se, avente una tensione di
6600 Volta, un fattore di po-
tenza cosfì = 0,8 e una fre-
quenza di 50 periodi/sec., è
completo di impianti di acqua
circolazione condensatore ed
estrazione condensa, ed è mu-
nito di quadri alta tensione e
bassa tensione con apparec-
chiature elettriche e di due
trasformatori ausiliari, ciascu-
no da 1000 KVA, 68600/405-230
Volta.
Complementi della Centra-
le: imvianto di depurazione
dell’acqua greggia di fiume
per l’integrazione alimento
caldaia, compieto di ca di
r
{
riserva; impianto di distilla-
zione dell’acqua d’alimento
del tipo a vapore; impianto di
scambiatori di calore e di de-
gasaggio dell’acqua di alimen-
to; mezzi di alimentazione del-
le caldaie e pompe servizi va-
ri; impianto per la ripresa e
messa a silos del carbone, co-
stituito .da tramoggia, alimen-
tatore automatico, elevatore
verticale a tazze, nastro tra-
sportatore orizzontale. bilance
automatiche; impianto di sca-
rico e trasporto ceneri costi-
tuito da: frantumatore, tra-
portatore orizzontale a catene
raschianti, elevatore verticale
a tazze (per la discarica in ap-
nosito silos): centralino olio in
pressione per l'impianto con-
trollo automatico della tempe-
ratura vapore; gru elettrica a
vonte scorrevole della portata
nl gancio di 40 tonn.. tubazio-
ni per tutti i servizi della Cen-
trale, complete di ogni acces-
sorio e fasciamenti coibenti.
Il condensatore in fase di ultimazione.
Veduta completa dei gruppo turboa!lternatore, della potenza normale continua di 6000 kW.
CCA Ni
behtE
Lavori di manutenzione
La fase iniziale dei lavori di sistemazione
I piloni delle teleferiche del
Cantiere di Sestri sono co-
struiti in calcestruzzo armato
e per l’importanza che essi
rappresentano nella comples-
sità di tutto l'impianto sono
oggetto di continua sorve-
glianza da parte dei tecnici
interessati.
Col passar degli anni gli
agenti atmosferici, in special
modo l’aria umida provenien-
te dal mare (salino), hanno
attaccato alcune parti di que-
st'opera gigantesca fino a la-
sciare scoperti, in alcune z0-
ne, i ferri perimetrali dei pilo-
ni rendendo così indispensabi-
le un intervento per eliminare
gl'inconvenienti creatisi,
ai piloni delle teleleriche
Il lavoro di riparazione è
stato affidato ad una Ditta
specializzata che ha condotto
il lavoro con un’attrezzatura
adeguata.
La riparazione s'è svolta
nel seguente modo: l.a fase.
sabbiatura asciutta a pressio-
ne per scrostare e ravvivare
la superficie di calcestruzzo e
ulteriore spazzolatura dei fer-
ri per essere sicuri di aver
eliminato completamente l’os-
sido formatosi. 2.a fase. E’
consistita nell'operazione di
« gunitazione », cioè è stata
formata una miscela di sabbia
asciutta e di cemento nella
proporzione di circa 6 qli. di
cemento per ogni me. di sab-
bia. La miscela così formata
è stata immessa in una mac-
china di forma simile a una
clessidra. Nella parte superio-
re è stata versata la miscela
cemento e sabbia che ad un
determinato momento è pas-
sata nel cono inferiore dove,
sotto l’azione dell’aria com-
pressa asciutta, (circa 4 atm.)
è stata spinta in un tubo di
gomma. Dall’uscita del tubo di
gomma (la cui lunghezza è va-
riabile a seconda della distan-
za fra macchina e zona da gu-
nitare), questa miscela, in-
contrando uno spruzzo di ac-
qua si è umidificata ed è sta-
ta spinta contro le parti da
ricoprire. L'operazione è stata
ripetuta fino a raggiungere lo
spessore desiderato da * cm.
a2cm.)
Dopo la gunitazione a di-
stanza di 12 ore circa è stata
eseguita la tinteggiatura a ce-
mento, dando così un ‘colore
uniforme a tutta l’opera.
Questa tinteggiatura (Bo-
iacca) consiste in cemento li-
quido spruzzato con aria com-
pressa oppure con pompa a
mano.
MEC
CO
COMMESSE
Ecco le commesse più im-
portanti acquisite dall’8 luglio
al 7 settembre:
— Una centrale termoelet-
trica da 7000 - 8000 kW per
la Società « Montecatini » di
Milano, da installarsi nella
città di Lima (Perù).
— Un apparato motore a
turbine della potenza normale
di 2x17630 cav./asse a circa
144 giri al 1’, per una turbo-
nave passeggeri della Società
di navigazione «Italia » di
imminente costruzione al no-
stro Cantiere di Sestri,
— Una serie di completa-
menti per apparato motore de-
stinato ad una motonave di
prossima costruzione al nostro
Cantiere di Muggiano.
— Due serie di completa-
menti per apparati motori de-
stinati a due navi di prossima
costruzione al nostro Cantiere
di Livorno.
— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali-
mentato, della potenza di 165
cav. eff. a 390 giri al 1’, da si-
stemare su peschereccio di
proprietà degli armatori fra-
telli Fanesi di S. Benedetto
del Tronto; il peschereccio è
in costruzione presso il Can-
tiere Navale « Elio Gaetani »
di Porto Civitanova.
— Un gruppo marino Diesel
Ansado tivo Q 265/4 sovrali-
mentato, della potenza di 300
cav. eff. a 360 giri al 1’, da
sistemare su peschereccio di
proprietà degli armatori G. B.,
Francesco e Nicolò Quinci e
Francesco Asaro di Mazara
del Vallo.
— Un motore industriale
Diesel Ansaldo tipo 2131/2 ad
aspirazione atmosferica, della
potenza di 70 cav. eff. a 500
giri al 1’, da accoppiare ad al-
ternatore tipo B 3, per la So-
cietà « Ercole Marelli & C. »
di Milano,
Le suddette forniture com-
portano circa 825.000 ore la-
vorative.
CONSEGNE
Il materiale più importante
spedito dal 7 al 22 settembre
è il seguente:
AI nostro Stabilimento CMI:
una caldaia per locomotive in-
diane completa di particolari
e quattro intelaiature per car-
relli locomotori tipo E 636
(giunte al Mec per la ricottu-
ra). - Al nostro Cantiere di
Muggiano: mensole per gri-
gliato, bulloni acciaio, tronchi
collettori acqua, giunto unione
reggispinta, testata cilindro,
valvola avviamento, valvola
sicurezza e cuscinetti di ri-
spetto per motore Ansaldo -
Fiat 757, destinato alla moto-
nave « Carlo Canepa ». - Al
nostro Cantiere di Livorno:
tre compressori a stantuffo a
due cilindri e tre serbatoi per
aria compressa con relativi ri-
cambi per i cacciatorpediniere
«Almirante Brion», « General
De Austria» e «José Garcia» in
costruzione; due pompe ali-
mento crociera complete di ac-
cessori e due autoregolatori
per l’A. S. « Iman Bondiol » e
due autoregolatori per l'A. S.
« Surapati » ambedue in co-
struzione per conto della Ma-
rina Militare Indonesiana. - Al
nostro Cantiere Navale di Se-
stri: un impianto spinta nafta
tipo «Todd» completo, un ap-
parecchio di accensione elet-
trico, un apparecchio di ac-
censione a mano, un gruppo
valvole di manovra ed un ser-
vomotore per valvola rapida
chiusura per la T/c « Purfina
7
C.
Montaggio in serie
M.
i
di escavatori « AMT» e «AM12»
Italia» in allestimento; un
ruotismo intermedio per grup-
po turboriduttore principale,
motore elettrico con accoppia-
toio e gruppi accessori per
pompe per la T/c «Fina Cana-
dà » in allestimento; due ro-
topompe a vite ad asse verti-
cale per servizio circolazione
olio lubrificante alle motonavi
« Angela Fassio » e « Carmela
Fassio » in allestimento. - Al-
le « Nuove Reggiane » di Reg-
gio Emilia: tre intelaiature per
carrelli locomotori tipo E 636
(giunte al Mec per la ricottu-
ra). - Alla Galleria del Genio
Marina Militare di Carrino
(Taranto): un gruppo Diesel
alternatore composto da un
motore Ansaldo tipo 1620/6,
della potenza di 185 HP, ac-
copviato ad alternatore Pelliz-
zari da 150 kW, per conto del-
la Ditta «Giuseppe De Miche-
li. di Firenze. - Ai Cantieri
Riuniti dell'Adriatico di Mon-
falcone: due desurriscaldatori
in tubo acciaio con guarni-
zioni, per conto della loro se-
de di Trieste. - Al Comune di
Recanati: un motore industria-
le Diesel Ansaldo tivo 2131/4S
della potenza di 185 HP, ac-
coppiato ad alternatore trifa-
se «Ansaldo-S. Giorgio» della
potenza di 160 kW, un motore
industriale Diesel Ansaldo ti-
po Q. 150/2 della potenza di
32 HP, accoppiato ad alterna-
tore trifase «Ansaldo-S. Gior-
gio» della potenza di 25 kW.
per conto della «Ansaldo - S.
Giorgio» di Genova - Alla Soc.
Chimica dell'Aniene di Ro-
signano Solvay: un serba-
toio acciaio (giunto al Mec
per l’esame radiografico, la ri-
cottura e la verniciatura per
conto della Ditta « Massobrio»
di Genova-Sestri). - AI Can-
tiere Navale della «Navalmec-
canica » di Castellammare di
Stabia: un gruppo Diesel di-
namo con motore Ansaldo tipo
Q. 265/7 sovralimentato, della
potenza di 475 HP, accoppiato
a dinamo della potenza di 320
kW, destinato alla costr.
«616» della «Tirrenia», Socie-
tà di navigazione di Napoli;
un gruppo cilindri completo,
supporto con viratore, coper-
tura ingranaggi, impianti te-
letachimetri, colonne montan-
ti, volano, teste a croce, col-
lettore gas di scarico, stantuf-
fi, bielle motrici, fasce ‘elasti-
che per motori Diesel Ansaldo
Fiat tipo 487, destinati alla
costr. « 615 + della « Tirrenia »
Società di Navigazione di Na-
poli. - All« Ilva » Società Alti
Forni e Acciaierie d’Italia di
Piombino: serpentine in tur
bo acciaio per surriscaldatore
a caldo da 410 m. 2, distanzia-
tori e bulloneria per conto
della sua Sede di Genov:
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 400 tonnellate.
=
'
LIVORNO |
Un’ immagine della Madonna di Montenero in Gantiere
La mattina di sabato 8 set-
tembre, mentre le maestranze
facevano il loro ingresso nel-
lo stabilimento, al Cantiere
« Luigi Orlando » è stata sco-
perta una lapide con l’imma-
gine della Madonna di Mon-
tenero, murata sulla facciata
interna del fabbricato servi-
zi. Alla cerimonia hanno assi-
stito il Direttore del Cantie-
re ing. Rovetto col Condiretto-
re dott. Scalari e i V. Direttori
ingg. Di Pietrantony e Grillo,
un folto gruppo di operai ed
impiegati, e il rag. Falleni,
Presidente delle « Conferenze
di S. Vincenzo » di Livorno,
alla icui iniziativa è dovuta
l’ apposizione della lapide.
Ai piedi della sacra immagi-
ne era stato innalzato un al-
tare da campo, sul quale Pa-
dre Bianchini ha celebrato la
Messa, commentata dal Vesco-
vo Coadiutore di Livorno
Mons, Pangrazio.
Il Presule ha poi pronun-
ciato elevate parole, benedi-
cendo quindi la lapide,
| MUGGIA
NO |
Nuova gru a braccio retrattile
Una nuova gru scorrevole a
braccio retrattile, della porta-
ta massima di 35 tonn., è sta-
ta installata al Cantiere di
Muggiano fra lo scalo n. 5 e
uno dei piani di prefabbrica-
zione,
Il nuovo mezzo di solleva-
mento è stato costruito per la
parte relativa alla carpente-
ria, dal personale del Muggia-
no, che ha provveduto, natu-
ralmente, anche al montag-
gio, mentre l’equipaggiamento
elettromeccanico è stato for-
nito dai «CRDA=.
L’incastellatura, che ha una
altezza massima di circa 60
metri, scorre su un binarione
di 9 metri di scartamento e
pesa complessivamente 210
tonnellate. Il braccio princi-
pale è lungo metri 28,40 e su
di essa è articolata una « vo-
lata» che sporge per metri
14.60, ciò che consente uno
« sbraccio » massimo di mt. 43
per lato. Considerando la lun-
ghezza del binarione, che è di
oltre 200 metri, la nuova gru
può quindi operare in una zo-
na rettangolare di notevoli di-
mensioni.
I vari movimenti di questo
moderno mezzo di solleva-
mento, che viene ad arricchi-
re le attrezzature del Cantie-
re spezzino, sono impressi da
cinque motori elettrici della
forza complessiva di 332 cav.
La gru è dotata di due gan-
ci di sollevamento: uno della
portata di 35 tonnellate e l’al-
tro della portata di 5 tonnel-
late.
RIPARAZIONI
Il giorno 8 settembre è
giunta al Cantiere di Muggia-
no la motocisterna «Daronia»
di 12.000 T.D.W., della Socie
tà « Shell Tankers L.td.» di
Londra.
Durante la permanenza in
Cantiere la « Daronia » subirà
lavori per riclassificazione
dello scafo e dell'apparato mo-
tore e lavori vari di riparazio-
ne che avranno la durata di
oltre tre mesi.
&
VISITA DI GIORNALISTI
Il mattino del 13 settembre
un gruppo di giornalisti accre-
ditati presso la «NATO», ac-
compagnato dal dr. Cana-
vesio del Ministero degli Este-
ri, dal col. Pagnani della
«CIT» e dal cap. Beltrame del
«Navalgenarmi» di Livorno,
ha visitato il Cantiere « Luigi
Orlando », guidato dal Diret-
tore ing. Rovetto, dal Condi-
rettore dr. Scalari, dal Vice
Direttore ing. Di Pietrantony
e dall’ing. Zampetti.
I giornalisti si sono viva-
mente interessati degli im-
pianti e delle costruzioni in
corso, trattenendosi a lungo,
tra l'altro, in una minuziosa
visita al museo navale.
A chiusura della visita agli
ospiti è stato offerto un rin-
fresco. Gurante il cuale il Di-
rettore e gli altri dirigenti del
Cantiere hanno fatto gli onori
di casa.
Terminata la terza stufa
asciugatrice per la Pirelli
E’ stata recentemente ulti-
mata la costruzione, presso il
Cantiere di Livorno, della
terza delle stufe asciugatrici
per rayon e nylon ordinate
dalla Società «Pirelli» di Mi-
lano.
Le caratteristiche principali
della stufa sono le seguenti:
lunghezza m. 20, altezza m. 7,
larghezza m. 5, peso tonn. 60.
Di qgueste ultime, 22 tonn. so-
no costituite dalle diverse na-
reti dezii involucri e le re-
stanti 38 tonn. dai rotori
(grandi, medi e piccoli) in ac-
ciaio comune e inossidabile.
Il montaggio della stufa, la
cui costruzione ha richiesto
20.000 ore lavorative, è attual-
mente in atto presso lo stabi-
limento « Pirelli » di Tivoli.
8
Velieri, poesia d'un secol
ome sembra già lontana,
l'epoca dei gloriosi alcioni
ae: mare, cone essi ci ap-
paiono gia quasi pianchi fan-
tasmi con l’inve.ata al vento,
perdentisi lontano, nelle neb-
bie della preistoria!
Come invece essi sono vici-
ni in reaità, una, due genera-
zioni, tre al n.assimo; e come
sono vicini a noi ansaldini,
come fanno parte del nostro
mondo di costruttori navali!
La loro storia segna gli albori
della nostra, che non ne è che
il prolungamento, senza sulu-
zioni di continuità.
Parlare del Cantiere di Se-
stri (come già abbiamo rile-
vato nella storia dell’Ansa!do)
significa parlare di Cadenac-
cio; parlare di Cadenaccio si-
gnifica parlare di Agostino
Briasco, un uomo che al tra-
monto deil'era napoleonica,
proveniente da Tolone dove
era stato cano mastro d'ascia,
mastro di cartabono e paten-
tato « fabricant des navires »,
se ne venne sulla spiaggia di
Sestri a fondare un cantiere
che doveva varare più di 600
« barchi ». A fianco di Briasco
appunto sorse Cadenaccio, a
fianco di Cadenaccio, Wester-
mann. All'ombra dei pennoni
levantisi al cielo da questi
scali, sorse la Sestri operosa
e « navale », con le botteghe
dei borsellari, dei remieri, dei
fabbri da ancore e da catene,
degli stonpieri, dei calafati,
dei chiodatori in rame, dei
fabbricanti di vele. Le donne
fabbricavano anch’esse vele,
bandiere, incerate per i ma-
rinai.
Così sorse la Sestri dei can-
tieri, dei cuali tutti noi oggi
riassumiamo e continuiamo la
tradizione, Ma giacchè abbia-
mo fatto dei nomi di precur-
sori, bisogna metterli tutti,
questi nostri « avi ». perchè
abbiano il nosto che loro com-
pete. Come tacere del cavalier
xmarcenaro, e dei Tixi, e di
Peragallo, e Bartolomeo Cele-
sia, e Bruzzone, e Nicolò Ca-
sanova, Carlevaro, Boasi, Cal-
cagno e, in particolare, del
cav. Stefano Carlo Bozzano?
I Bozzano costruirono, tra
gli altri, i famosissimi velieri
« Prospero » e « Ricordo » per
i camogliesi, da 1000 tonnel-
late, il « Beatrice Benvenuto »
e il « Lisa » da 1.250 tonnella-
te, il maestoso « Precursore »
e «l’Oropa », cauasi gemello
del « Cosmos ».
Ma coi nomi degli « scippe »
(noi li pronunciavamo così,
con la «e» finale dei geno-
vesi) entriamo addirittura in
quel mondo già quasi leggen-
dario e irresistibilmente ro-
mantico, quando un « barco »
di 400 tonnellate partiva per
gli oceani, con un capitano so-
‘o padrone a bordo dopo Dio
ed un nostromo che aveva
sulle spalle almeno sei tempe-
ste al Capo Horn; quando si
affrontava il Pacifico con un
medesto « portolano », una
bussola e un « ottante » an-
cor privo di cristalli a colore,
e la riserva d’acqua nei bari-
lotti in coperta, e un « gioco »
di vele di riserva.
Allora le polizze di carico
erano scritte così: « Ha cari-
cato con il nome di Dio e di
buon salvamento, in questo
porto... — Nostro Signore lo
accompagni a salvamento.
Amen ».
I velieri partivano, ad esem-
pio, per il Mar d’Azof senza
che il capitano armatore si
prendesse la briga di passare
dallo spedizioniere a firmare
il contratto: si sapeva che il
nolo era di 90 lire nuove del
Piemonte. C'era stata la pa-
rola di un Fravega, di un Da-
novaro, di un Casareto e ba-
stava.
; ;
=.
Ma prima di scrivere i rac-
conti strabilianti che siamo
andati a spulciare negli archi-
vi, è bene inquadrare storica-
mente le varie tappe, anche se
in modo sommario.
Nell'era napoleonica si co-
struì molto, dati i premi go-
vernativi che incoraggiavano
la messa in cantiere di navi-
gli, ma com'è noto la guerra
degli inglesi finì per distrug-
gere quasi interamente i no-
stri velieri (molti barchi ge-
novesi furono perduti nella
storica battaglia di Abukir).
Dopo l’annessione al Pie-
monte, Sestri e Camogli (la
prima per i cantieri, la secon-
da per gli armatori) ebbero
un ruolo di primo piano nella
ricostruzione della nostra flot-
ta, che fu prodigiosamente ra-
pida. Ve n’era bisogno, per il
crescere dei traffici e anche
perchè, con la caduta di Alge-
ri nel 1830, cessò il flagello
dei corsari e nacque la marina
mercantile vera e propria.
Con la guerra di Crimea gli
ermatori camoglini fecero sol-
di a palate (si pensi che, men-
tre la Russia era in guerra col
Piemonte, consentiva ai no-
stri barchi di caricare grano
nei suoi porti purchè si impe-
gnassero a trasportarlo oltre
gli stretti!) e di qui nacque la
più formidabile flotta veliera
di tutti i tempi, che raggiunse
nel 1875-80 il suo anogeo. e
riuscì poi, all'apparizione del
vapore, a trascinare la sua
lunga agonia fino alla prima
guerra mondiale.
Va detto che. se attorno al
1840 i pinchi, le golette 2 le
tartane cedevano il posto ad
ottime « bombarde, polacche
e scune ». nel 1870 già si se-
parava nettamente il trasnorto
merci da cuello vasseggeri, e
si avevano importanti innova-
r*oni, come maggiore dimen-
sione, alberature più basse e
più larghe, introuuzione dei
veiacci doppi. Vengono in vo-
ga i prigantini a paio, detti
aa noi «scippe », e ie navi
goletta, dette « barchi bestia ».
Nacquero così i velocissimi
« ciippers », capaci ai traver-
sare l'Atlantico in tre mesi!
I Cantieri Cadenaccio nel
1865 vararono ii famosissimo
« Cosmos », di 1716 tonnella-
te, la più bella e grande nave
dei Frassinetti. Era lungo 70
metri, largo 12,70 e auto 9,
portava 2.400 tonnellate, la
costruzione durò 16 mesi, e
vide impiegati 4900 fogli di
rame, ossatura tutta in rovere,
finimenti in teak; scafo nero
e alberatura bianca: il iutto
per il costo allora eccezionale
oi 735.000 lire!
Il « Cosmos» partì per ii
viaggio inaugurale il 15 feb-
braio 1866 al comardo dell’ar-
matore ca». Fi.invo Frassinet-
ti, con 635 passeggeri di 3.a
classe e 23 di classe distinta,
e raggiunse Montevideo in 83
giorni, e da Montevideo a Cal-
lao impiegò 33 giorni e 13
ore!
Gli inglesi lo chiamarone la
« Freccia del Mare ». Poi fu
comandato dal cap. Celasia:
nel 1859 in mezzo a freddi
atroci, fu preso ca nevischio e
uragano a Capo Horn, ebbe
avarie e riuscì a tornare in-
dietro e a giungere di avpog-
giata a Montevideo donde,
rabberciato, votè proseguire
per Genova. Finì distrutto da
un incendio alla Spezia.
Altra magnifica costruzione
di Cadenaccio fu il « Ganges »
costruito per la «Soc. Mercan-
tile Genovese », Era un mae-
stoso veliero dalla grande al-
beratura, che aveva però un
difetto: durante le burrasche
appoppava fortemente. Tanto
che il timoniere doveva esse-
re legato al timone mediante
una cinghia di cuoio perchè la,
poppa, sul beccheggio, anda-
va sott'acqua. Per i. timonie-
re, cinque « mutte » di sopras-
soido ogni guardia.
Il difetto fu eliminato nel
gemello del « Ganges », l’« In-
dus », varato pochi anni dopo.
I Casanova costruirono *
l’« Elvezia », una delle navi,
più belle e veloci deli tempo.
Per gli armatori Pratolongo e
Rische faceva i viaggi dal Pa-
cifico all'Inghilterra, comanda-
ta dal cap. Pagliano.
ll più bel barco fu l’« An-
drea Danovaro », varato nel
1868: aveva a poppa una sala
da ricevimento, cabine lussuo-
se fasciate in teak, buona bi-
blioteca nautica e scientifica
(sic) e posateria d'argento!
Per la « camera » Nicolò Ba-
rabino pitturò un S. Andrea.
Al suo viaggio inaugurale nel
Mar Nero il « barco » fu vi-
sitato da autorità e persona-
lità, riscuotendo i più vivi
complimenti.
A proposito dei Danovaro,
avvenne un episodio che, sen-
za retorica alcuna, segna una
linea impressionante di conti-
nuità nella storia della tena-
cia dei costruttori e dei mari-
nai genovesi, e fa pensare al-
la nostra « Andrea Doria » e
a quella « Andrea Dotia»
nuova che metteremo sugli
scali.
La « Luigia Danovaro » era
in porto, alle Grazie, quando
nella saletia di poppa giunse
notizia che la nave gemella,
« Ermenegilda Danovaro » era;
affondata nell’arcipelago gre-
co. Si pianse, ma presto capi-
tan Danovaro disse: « Non
piangete, faremo una « Gilda »
più bella e più veloce ». Infat-
ti i cantieri di Sestri costrui-
rono la nuova « Ermenegilda
Danovaro », di maggior ton-
nellaggio e di forme affinate,
e sulla prua vi misero una
splendida polena finemente in-
tagliata dal Visentin. La po-
lena era tanto bella che i ma-
rinai la chiamavano « la bam-
boccia dei Danovaro »,
I marinai erano soliti affib-
biare nomi ai varii « barchi »,
e va ricordato a questo pro-
posito il « Luigi Accame » che
portava sulla prua una stra-
na polena, che raffigurava
appunto il « padre Luigi » con
la sua lunga barba.a « Chan-
tillon»; i marinai lo chiama-
vano « il Barbaccame ».
Gli Accame, che ebbero tan-
ta parte negli ultimi anni del-
la marina velica, erano una
famiglia proveniente da Po-
nente, che dal 1869 all’81 eb-
bero quindici velieri « oltre i
Capi ». S'intendeva dire negli
oceani, oltre il Capo di Buona
Speranza e il Capo Horn.
Per loro a Sestri si costrui-,
rono moltissimi velieri, tra i
quali va ricordato 1’« Emanue-
le Accame », varato nel 1872,
con salone fasciato in teak,
fregio tutto scolvito, servizio
di argenteria con la sigla, fi-
nissimo corredo di tovaglieria
di Fiandra, ricamato in casa
da nuore e nipoti «du Sciu
Manuelu ».
L’ultimo veliero in legno
costruito per questa casa fu
l’« Enrichetta Accame ». il
viù veloce della flotta, Fece
un viaggio Genova - New
In alto a destra: un « quattro a
le vele al vento. - A sinistra: il
testimonianza dell’epoca eroi
un « brigantino a palo» in cost
York - Anjer in 100 giorni, 7
ore e 12 minuti.
Della flotta dei Frassinetti
(quelli del « Cosmos ») va se-
gnalato il «Sicilia » ottimo
barco di l.a classe. La flotta
Frassinetti ebbe fine con il
« Maria Sofia », che nel 1875
foce viaggi famosissimi, come
Genova-Callao in 82 giorni e
Callao-Genova in 102! Poi an-
dò in Birmania, e navigò fino
1 1881. Il capitano Filippo
Frassinetti si ritirò a vita pri-
vata a Buenos Aires, dove
morì nel 1904.
| Altri armatori famosissimi
furono i Ciampa, casa sorren-
tina che ebbe una grande flot-
ta in legno, che subito con-
vertì in ferro, e che amava or-
idinare i suoi « barchi » ai
cantieri di Sestri.
| Ma quello che va sottolinea-
“ è il fatto che a Sestri si co-
struirono già in quei tempi
famosi velieri per armatori
stranieri, e proprio per paesi
dall'ottima tradizione marina-
ra. Nel 1872-73 Briasco costruì
Ù « General Von Wermer »,
l’» Hermann» e 1’ Ophir »: i
primi due per ia Germania,
l'ultimo per la Norvegia. Gua-
stavino costruì il « Relios »
per la Norvegia, Craviotto il
maestoso « Samen » e Briasco
‘ancora lo « Jupiter » grande e
velocissimo, per la Svezia.
| Ma la storia dei vari velie-
ri è densa di episodi di ogni
sgenere: come raccontarli tut-
ti? Prendiamo ad esempio lo
« Elvetico », un brigantiro a
palo di 635 tonnellate varato
nel 1876 da Peragallo, finissi-
mo per forme di carena e alta
alberatura. Va a Cardiff a ca-
ricare carbone per Hong-Kong
ove giunge in soli 134 giorni;
da Hong Kong in 29 giorni va
a S. Francisco e riparte per
Callao. Per 12 anni naviga fra
Cina. Australia e California.
Nel 1890, comprata da arma-
tori della Spezia, fa i viaggi
dell'Atlantico col nome di
,
beri» in navigazione con tutte
Porto di Genova nel 1870: una
a dei velieri. - A destra:
ruzione a Sestri nell'anno 1874
«Geronima Bianchi», nel 1902
torna in Pacifico a caricare
merci varie e fa Genova-Val-
paraiso in 160 giorni, avendo
sofferto uragani al Capo Horn.
Poi venne l'epoca dei velieri
in ferro, nella cuale abbiamo
una parte diretta anche roi
come Ansaldo. Ii primo basti-
mento nazionale in acciaio fu
il brigantino a palo «Aspasia»
costruito da Rolla a Lerici;
poi la casa Ciampa, quella
dalla caratteristica bandiera
azzurra, ordina ai cantieri An-
saldo, nel 1889, tre magnifiche
navi da 1.700 tonnellate: « Ca-
valier Ciampa », « Francesco
Ciampa » e « Salvatore Ciam-
pa ». Sono lunghe metri 73,10
e larghe mt. 11,95.
L’anno seguente la casa Ac-
came ordina il « Caterina Ac-
came» di eguale tonnellaggio.
Quest'ultimo navigò fino al
1912 sulle rotte della Califor-
nia, delle Indie Olandesi, fra
Inghilterra e Cile, e ancora fra
o i
Genova e Buenos Aires nel
1908-9. Fu infine disalberata
da una tempesta nel golfo del
Leone. Questa nave, sulle rot-
te della California, ha battu-
to i più famosi « clippers » in-
glesi e fece una traversata
Golden Gate - Queenstown in
126 giorni e 9 ore.
Nel 1891-94 a Sestri furono
infine varati due famosi ve-
lieri gemelli: il « Saturnina
Fanny » e l’« Australia » di
1.594 tonnellate. Il primo fece
Germania - New York in 37
giorni, Genova - New York in
57 giorni, Azzorre - New York
in 18 giorni! L’« Australia »
invece battè in gara dall’Au-
stralia a Londra il clipper in-
glese « Westland ».
Tutte imprese che somiglia-
no a quella del capitano San-
guineti di Portofino, al coman-
do dell’« Enrichetta Raggio »
di 3.000 tonnellate, al passag-
(continua a pag. 11)
Lucio Bozzano
10
‘O PINIONI
Industria
e relazioni umane
3 certamente per una natura-
le legge di compenso che il
progresso nel campo tecnico, il
perfezionamento dei mezzi
meccanici e lo sviluppo di nuo-
ve energie hanno favorito, sia
pure per ora in modo incipien-
te, un più rapido evolversi degli
studi riguardanti l'uomo, il fat-
tore umano nel mondo del Ja-
voro e i suoi rapporti con l’in-
dustria.
Il fattore umano ed i rappor-
ti di convivenza umana nello
ambito dell’industria stanno ri-
chiamando l’attenzione degli
studiosi anche e sopratutto per i
problemi sociali ch’essi investo-
no, problemi sempre più eviden-
ti e gravi specie ora che l’auto-
mazione insiste sempre più alle
soglie della produzione, Forse
sono da considerare tentativi
gli studi in corso sulle relazioni
umane, specie presso di noi,
perchè su quest'argomento mol-
to cammino dovrà essere fatto
sia in superficie che in profon-
dità,
E° comunque indubbio che
l'uomo è il protagonista dello
sforzo produttivo, non solo per-
chè ne è la dominatrice intelli-
genza, ma perchè ne rappresen-
ta lo spirito; ne rappresenta
cioè quella parte che sfugge al-
la giustizia del salario, che non
si calcola nella contabilità in-
dustriale, ma che pure è il ce-
mento connettivo che tiene sal-
de e prospere le aziende, Chec-
chè avvenga, qualunque sia il
progresso che attende l’Umani-
tà, l'uomo è destinato ad avere
il dominio dell’industria per-
ch’esso solo possiede insieme e
i mezzi e lo spirito per rendere
produttiva ogni attività,
E l’attività umana,
esprime nell’industria ed in
particolare nell’Azienda attra-
verso organi che hanno fun-
zioni direttive ed esecutive,
crea, nell’esplicare dette funzio-
ni, rapporti di dipendenza fra
organo ed organo, fra uomo ed
uomo, In qualunque organizza-
zione tali rapporti nascono dal-
la natura stessa delle cose e co-
sì nelle Aziende, nelle quali
sono in gioco interessi economi-
ci e di funzionalità di vasta
portata. Sono i rapporti di di-
pendenza che permettono di
stabilire per ognuno compiti e
responsabilità ben definite e
ben distinte.
che si
Di qui un superiore concetto
di divisione del lavoro, cioè di
organizzazione del lavoro, che
si attua mediante un perfezio-
namento dei mezzi a disposizio-
ne congiunto ad una maggiore
specializzazione del personale.
A mano a mano però che si
sale nella scala delle responsa-
bilità e nella specializzazione,
l'apporto di doti. individuali si
inserisce sempre più nel pro-
cesso produttivo ed il singolo
individuo acquista sempre più
autonomia, e cioè sempre mag-
giori iniziative, in funzione
della sua maggiore prepara-
zione.
Ogni individuo apporta quin-
di qualcosa di personale nel la-
voro, in relazione alla sua in-
dole, alla sua natura e alla sua
funzione, trasfondendovi i ea-
ratteri della sua anima e la-
sciandovi l’impronta della sua
intelligenza, Questi complessi e
vari rapporti danno l’idea del-
le relazioni che nascono fra le
‘persone e fra queste e le Azien-
de. Sono rapporti che si svol-
gono fra organi direttivi ed ese-
cutivi agenti tanto su di un pia-
no orizzoniale che verticale e
che danno nome alle « relazioni
umane » cui oggi si sta final-
mente volgendo l’attenzione di
quanti hanno a cuore la sorte
non solo delle industrie, ma del-
la stessa odierna società, Le re-
lazioni umane oggi non si iden-
tificano solo con quei sistemi
di ammorbidimento che sull'a-
spro terreno della disciplina e
degli interessi devono continua-
mente regolare i rapporti fra
uomini che comandano ed uo-
mini che eseguono, allo scopo
di creare nell’ambito del lavo-
ro un clima di sincera e fattiva
collaborazione, ma vanno assu-
mendo sempre più caratteri di
socialità, o meglio di giustizia
sociale,
E° quindi chiaro che nell’eco-
nomia moderna, al rigido con-
cetto del comando autoritario e
della cieca disciplina, si è so-
stituito quello più elevato e più
umano di comando intelligente,
comprensivo, ma allo stesso
tempo preciso e severo, che ri-
chiede a tutti l'autocontrollo,
cioè il controllo dell’indirizzo
delle proprie azioni secondo le
direttive di chi guida l’attività
nell’interesse comune,
All’antico concetto di disci-
plina ed obbedienza deve a ma-
no a mano sostituirsi il concet-
to della collaborazione totale
del dipendente. Questa collabo-
razione presuppone come con-
tro partita, sul piano della re-
ciproca fiducia, un'altrettanto
alta comprensione da parte del
superiore che assume una figura
molto più umana e sociale ri-
spetto al capo di vecchio stam-
po, attaccato alle vecchie tra-
dizioni e chiuso alle moderne
esigenze del lavoro,
Qui sta l'essenza delle rela-
zioni umane che pongono da
una parte l'intelligente lavora-
tore e dall’altro il superiore,
dotato, oltre che di molta ca-
pacità, di un sempre maggiore
senso di responsabilità e di ri-
spetto,
Non è possibile però pensare
alle relazioni umane senza col-
legarle con il problema orga-
nizzativo dell'Azienda: è pro-
prio nel clima di calma, di col-
laborazione e di comprensione
fra il personale tutto che ger-
mogliano le idee e si applicano
i principi più sani nell’interesse
del lavoro.
La coscienza del lavoratore
nel distinguere bene tra doveri
e diritti, impegnandosi a fon-
do ad osservare i primi e ri-
chiedendo gli altri nelle debite
forme, come conseguenza del
dovere compiuto, permette di
operare con tranquillità per la
perfetta riuscita del lavoro,
La collaborazione totale fra
gli elementi dell'Azienda, con-
seguente all'applicazione del
principio di relazioni umane,
consente al lavoratore di agire
in condizione di equilibrio fisico
e psichico, Egli, in un tale clima
di collaborazione, evita perdite
di tempo per produrre di più,
si assoggetta alla disciplina
senza bisogno di sorveglianza,
offre la sua esperienza e si de-
dica allo studio per poter con-
seguire una specializzazione
sempre più aggiornata ed effi-
ciente.
Molti sono quindi gli apporti,
nelle comunità industriali, che
derivano dalla buona interpre-
tazione ed applicazione delle
relazioni umane, Sono apporti
che influiscono in maniera de-
sulla perfettibilità del-
zione e quindi sugli
cisiva
l’organi
\ Icorsial Meccanico
per gli allievi delle Scuole ENEM
Anche quest'anno, nel mese
di ottobre, avranno inizio per
la terza volta, e per la dura-
ta di due mesi, i corsi di per-
fezionamento per marittimi
addetti alla conduzione di ap-
parati motori e motopesche-
recci.
E’ il terzo anno che la Di-
rezione, su iniziativa del Mi-
nistro della Marina Mercantile
ha aderito a svolgere presso
lo Stabilimento Meccanico
questo corso di somma impor-
tanza e di ispirazione alta-
mente sociale.
Scopo di tale manifestazio-
ne è quello di mettere in gra-
do i giovani meccanici navali,
che annualmente lasciano le
scuole professionali, di appro-
fondire la loro conoscenza,
specialmente pratica, sui mo-
tori marini e la loro condotta.
Sarebbe anzi desiderabile,
secondo lo scrivente, che que-
sti problemi di preparazione
al lavoro fossero sentiti da
tutta l'industria italiana poi-
chè, oltre ad un’opera di rin-
novamento sociale, rappresen-
tano un vero e proprio inte-
resse industriale. L’elevare il
livello professionale significa
dare al lavoro una nuova fi-
sionomia che ben si addice al
rimodernamento ed al poten-
ziamento dell'industria stessa.
Con tale intento la nostra
Direzione ha messo a disposi-
zione di questi corsi una vera
schiera di tecnici, onde intrat-
tenere i giovani allievi sia con
lezioni teorico-pratiche, sia
con illustrare loro le diverse
fasi della messa a punto dei
motori nelle sale di montaggio
e di prova e sia per farli par-
tecipare attivamente al lavoro
A romana e sotto la pres-
sione barbarica, come già
accennato, l’arte trova ri-
fugio e nuovo splendore
nell’Impero d’Oriente. La
forma più diffusa e più co-
mosciuta dell’arte bizantina
è il mosaico.In Italia, l’em-
porio dell’arte bizantina è
Ravenna, che dal IV al VII
secolo è praticamente la
capitale dei territori bizan-
tini nella penisola, prima
come capitale dei re bar-
bari e quindi come capita-
le dell’Esarcato. I mosaici
tutti i mosaici
rappresentano
scene sacre, o figure di
Corte, quelle note figure
frontali e stilizzate che e-
manano un fascino inegua-
gliabile. Nella basilica ra-
vennate di S. Apollinare
Nuovo, tra î magnifici mo-
saici del VI sec., abbiamo
scelto questo, che rappre-
bizantini,
solitamente
scono il porto di
(fuori Ravenna) inquadra-
te tra due torri da faro. No-
tevole l’architettura nava-
le, evidentemente post-ro-
mana, con l’alto albero cen-
trale a quattro sartie, e i
due remi a poppa che face-
vano da timone.
1 calare della potenza
di Ravenna, come del resto ;
senta tre navi che riforni- i
Classe È
IL LAVORO NEI
stessi risultati economici e mo- inserendoli nella produzione
rali dell’Azienda. stessa,
Ù ipa Ai primi due corsi svolti
Giovanni Misurale presso il « Meccanico » negli
CER dura ; » Pig sug
È prg, so
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anni 1954 e 1955 hanno par-
tecipato complessivamente 45
giovani di età non superiore ai
22 anni.
Oltre allo scopo di perfezio-
nare la loro conoscenza moto-
ristica pratica e culturale, se
ne è ottenuto forse un altro
importante quanto il primo:
quello di aver affezionato gli
allievi allo Stabilimento ed a
tutti coloro che hanno contri-
buito al corso stesso. Il ten-
dere la mano in segno d'aiuto
a chi, ancora inesperto, af-
fronta la vita ed un mestiere
costituisce, secondo lo scriven-
te, un dovere sociale.
Questo dovere l’Ansaldo l’ha
sentito prima di tutti. Anzi, a
tale proposito, onde creare
maggiori collegamenti diretti
tra la scuola e l’industria la
nostra Direzione ha fatto ef-
fettuare da due suoi funzio-
nari, tra il maggio ed il giu-
gno di quest'anno, un ciclo di
12 visite ad altrettante scuole
ENEM dei maggiori centri
della marina da pesca italiana.
Durante tali visite abbiamo
fornito agli allievi, attraverso
conferenze, molte informazio-
ni aggiornate d’ordine sopra-
tutto pratico sui problemi che
i tecnici dell’industria si
pongono e sulle soluzioni che
essi hanno trovate e messe a
punto nelle officine, nelle sale
prove, nelle sistemazioni dei
motori a bordo dei nuovi mo-
derni pescherecci. Abbiamo
fornito a queste scuole un ve-
ro bagaglio di tabelloni illu-
strativi, di materiale didattico
e persino 10 motori ad un ci-
lindro, da 12 Cav, « Ansaldo »
funzionanti, per le loro eser-
citazioni.
Se si tiene conto che queste
scuole professionali di educa-
zione marinara ospitano gra-
tuitamente centinaia di allie-
vi, figli di pescatori e di ma-
rittimi in genere, si rileva sen-
za bisogro di commento, quale
proficua opera abbiamo svolto
in questo campo.
Le lettere di ricordo, di rin-
graziamento e di gratitudine
che giornalmente riceviamo
da questi giovani ci compen-
sano della nostra fatica e ci
dicono quanto saldi siano i
legami che li uniscono all’An-
saldo. Non chiedevamo di più.
G. B. Gabbia
BREVETTI d'INVENZIONE
Marchi di Fabbrica
Utticio Internazionale
GENOVA
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LICENZA SCUOLA MEDIA
RAGIONIERI
GEOMETRI
NAUTICO
IDONEITA'
2% CLASSE
e ai Corsi professionali:
RADIOTELEGRAFIA
RADIORIPARATORI
ELETTROTECNICA - TELEVISIONE
DISEGNO MECCANICO
Attività antinfortunistica. ‘9*poesiadiunsecolo
al Cantiere
C ompito dell’antifortunisti-
ca e quello di provvedere
i mezzi necessari per preveni-
re l'infortunio e in un Cantie-
re navale la protezione si e-
stende non solo nelle ctficine
ma dappertutto al di fuori di
esse, nell'ambiente in cui l'o-
peraio lavora, ambiente molto
più vasto e complesso delle
officine stesse sia che ii po-
sto di lavoro sia a bordo oppu-
re sui piazzali di prefabbri-
cazione,
Pure compito preminente
dell’antifortunistica è quello
di costituire presso gli operai
una coscienza antifortunistica
ed è per formare questa co-
scienza che vengono sistemati
rei vari reparti scritte a gros-
so carattere che tengono sve-
glia nell’operaio l’attenzione,
come pure, con lo stesso in-
tento, ma con maggior diffu-
sione vengono disseminati car-
telli ammonitori ed istruttori.
Ammonire ed istruire per
garantire la sicurezza dell’o-
peraio nel suo lavoro è un
compito nel quale l’antifortu-
nistica trova un ausilio nel
T.W.I., sistema che disciplina
le relazioni tra capo e operaio,
sia quando detto T.W.I. esige
da parte dei Capi l’attenzione
a che siano mantenuti in effi-
cienza impianti e strumenti
protettivi, sia quando esige
che i Capi stessi si adoperino
ad insegnare agli operai le
precauzioni necessarie.
Nel nostro Cantiere la pre-
venzione giunge dovunque:
dal gancio che sovrasta con il
suo carico il piano di prefab-
bricazione ai ponteggi che at-
torniano nel loro sviluppo tut-
te le strutture della nave per
portare l'operaio a compiere
la sua opera costruttiva in 0-
gni angolo, in ogni giuntura.
A garantire l’operaio con
ponteggi semplici e sicuri tan-
to nei lavori del fasciame co-
me nelle sistemazioni interne
della nave, i tubi Innocenti
hanno realizzato un compito
soddisfacente, ma nel nostro
Cantiere si sono studiati an-
che sistemi di ponti prefabbri-
cati con tubi o con catene che
offrono la massima garanzia
di sicurezza all’operaio.
Se si sale a bordo tutto il
complesso di scale e scalette
provvisorie di legno richiede
una cura particolare perchè
occorre che le scale siano
sempre assicurate.
Altra cura sono le protezio-
ni da sistemare alle aperture
provvisorie sui ponti che con-
sistono in parapetti quando
esse sono vaste, oppure in gri-
gliati provvisori di legno
quando esse hanno le dimen-
sioni di un passo d’uomo
Nel nostro Cantiere si è
provveduto a sistemare nei
passaggi sotto gli scali tavo-
lati protettivi a forma di pal-
chi per salvaguardare il per-
sonale che transita dalla even-
tuale caduta di chiodi, rondel-
le e bulloni; inoltre comodi
scalandroni fanno accedere il
personale a bordo tanto per le
navi sugli scali come per le
navi ormeggiate nella darsena
di allestimento.
Sul piazzale di prefabbrica-
zione strutture, antistante le
costruzioni, la sicurezza è ga-
rantita da ganci muniti di re-
golamentare chiusura giacchè
tutti i carrelli delle teleferiche
sono serviti da ganci a cui è
stato fissato tale dispositivo.
Una cura veramente ammi-
revole è stata data alla pavi-
mentazione razionale delle of-
ficine dei piazzali in modo da
garantire una circolazione
senza incidenti.
Ma dove il nostro Cantiere
presenta una particolarità pe-
culiare è nella protezione dei
passaggi a livello della ferro-
via ed è qui che si è resa ef-
ficientissima la sicurezza del
personale sia con l’applicazio-
ne di catene munite di un ùi-
spositivo che le rende removi
bili solo quando il treno è pas-
sato, sia con l’ausilio di avvi-
satori acustici, e soprattutto
con la vigilanza del personale
del Cantiere e di quello delle
FF.SS.
Ci si preoccupa anche di
creare ambienti d’aria condi-
zionata al personale con mez-
zi di rinnovamento dell’aria
stessa a bordo sia che si ope-
ri con estrattori, sia che si u-
sino manichette d’aria com-
pressa per praticare una più
rapida circolazione. Per tale
condizionamento anche nelle
officine si sono sistemati sfia-
tatoi sui colmi dei capannoni
come nell’officina tubisti, op-
pure si è provveduto ad isola-
re l’ambiente dal calore del
sole con opportuni soffitti di
legno come si è praticato nel-
l'officina falegnami.
A bordo ancora sono state
prese tutte le misure necessa-
rie per l'isolamento degli im-
pianti elettrici volanti e si è
avuto cura speciale per gli at-
tacchi delle lampade portatili.
Nelle officine la protezione è
giunta in capillarità su tutte
le macchine ver le quali ven-
gono costruiti ripari e siste-
mazioni di sicurezza.
Altro compito molto vasto
nel quale il nostro Cantiere
si è nrodigato senza risparmio
è la protezione individuale
dell’operaio per cuel che ri-
guarda il suo abbigliamento,
dagli occhiali, alle maschere,
ai guanti, alle scarpe, ai grem-
biuli e alle cappotte.
Per poter attuare una vigi-
le prevenzione contro gli in-
fortuni occorre ancora segui-
re con attenta analisi ogni più
piccolo incidente il quale tal-
volta può essere in grado di
dare delle indicazioni atte ad
evitare conseguenze più gravi.
Ma oltre a tutto ciò, bisogna
soprattutto ripetiamo, eserci-
tare presso gli operai la per-
suasione che è assolutamente
doveroso per ciascun lavorato-
re formarsi una vera coscien-
za antinfortunistica.
Guido Bisacchi
gio da Capo Horn con vento
fortissimo: « Molla velaccio di
mezzana, molia contra di mae-
stra, molla contra a prua e
quella di mezzana! A mollare
la cassa randa e a ghindare il
contrafiocco!!!» La nave si im-
pennava come un corsiero, a
corsa pazza con tutta quella
invelatura e il vento che ere-
sceva, e il sartiame strideva
come posseduto dal demonio.
La nave raggiunse così i sedi-
ci nodi, e giunse a rilevare il
quattro alberi « Cuba », ame-
ricano, che in quel vento na-
vigava solo con le vele mag-
giori, ed era partito 12 giorni
prima!
Molta di questa nostra ma-
rineria velica trovò la sua
tomba, quasi simbolico desti-
no di un tramonto glorioso,
nella prima guerra mondiale,
al servizio della Patria.
I primi caduti sul mare fu-
rono appunto nove marinai
che col can. Bianchi perirono
con la nave camoglina «Sar-
domene » silurata da un som-
mergibile tedesco nel 1915,
Nella guerra furono colati
a picco 425 velieri, per un to-
tale di 104.314 tonnellate.
Per tutti ci piace ricordare
l’« Australia », silurato nel
maggio 1916 dopo aver reso
preziosi servigi nel riforni-
mento delle forze alleate dal-
l'America, e affondato con
tutte le vele al vento e la ban-
diera italiana sul picco più
alto.
Questa è, in un sunto trop-
po succinto, la storia della no-
stra gloriosa marina velica,
che è un no’ anche storia di
casa nostra, Storia di quella
che un nostro scrittore definì
«la poesia di un secolo ».
(Tra i libri più consultati per
questa storia, segnaliamo quelli di
cap. Groppallo e di cap. Gio. Bono
Ferrari).
GITA AD ASSISI
PER | DIPENDENTI
DEL MUGGIANO
Per i giorni 20 e 21 otto-
bre p. v., il nostro perio-
dico organizza per i dipen-
denti del Cantiere Navale
del Muggiano la IV Gita so-
ciale ad Assisi.
Il programma completo
verrà da noi pubblicato sul
prossimo numero e conse-
gnato personalmente ai par-
tecipanti.
Le prenotazioni sono rac-
colte dai nostri corrispon-
denti sigg. Franco Guada-
gnini (COI) ed Aldo Galli
(ECO) e si chiuderanno
improrogabilmente il gior-
no 10 ottobre p. v.
Per i figli dei Caduti di Marcinelle
Pubblichiamo un primo elen-
co di dipendenti che hanno
risposto al nostro appello lan-
ciato lo scorso numero a fa-
vore dei figli dei minatori pe-
riti nella sciagura di Marci-
nelle:
«l'Ansaldino » L. 100.000 -
Un ansaldino 200 - Altro ansal-
dino 200 - Luigi Pollastro
1.000 - N. N. 500 - N. N. 1.000
- Settimio Rossi 200 - Luigi
Traverso 200 - G. B. Gaggero
500 - Angelo Cavanna 25î -
Luigi Piardi 500 - Domenico
Manna 500 - Aurelio Maggiolo
300 - Vincenzo Casalino 400 -
Domenico Collo 200 - Nando
Pierucci 300 - Milvio Puppo
200 - Luciano Lusvardi 200 -
Rolando Grillo 200 - Luigi
Bruzzone 200 - Eugenio Soli-
mene 200 - Francesco Olivieri
100 - Giuseppe Puppo 300 -
Luigi Traverso 500 - Vincenzo
Marotta 200 - Un cooperatore
S. Vincenzo 500 - Cav. Carlo
Da Massa 2.000 - Dott. Mario
Enrico 1.000 - Rolando Grillo
200 - Luigi Bruzzone 200 -
Eugenio Solimene 200 - Gen-
naro Bina 200 - Martino Rizzo
200 - Luigi Santamaria 250 -
Carlo Gastaldi 250 - Mario Se-
rafini 250 - Giacomo Gamenara
500 - Luciana Crispatzu 200 -
Mario Olivieri 300 - Ercole Pa-
sini 300 - Enzo Buosi 300 - Al-
ma Quartero 200 - Bruno
Giorgi 200 - Ildebrando Villa
500 - Antonio Oliva 200 - An-
gelo Gattorno 100 - Aristide
Sommariva 200 - Alma Moran-
do 100.
Totale: L. 116.700.
La sottoscrizione continua
presso i corrispondenti di Sta-
bilimento. Daremo un ulteriore
elenco-di offerte nel prossimo
numero.
1l
fi
( concorso FOTOGRAFICO |
HA.
ALBERTO CAVALLI (Dig):
« Cave di Carrara »
FEDELE RONCALLO
dott. VINCENZO COLAJACOMO (Dig):
(Fon):
« Certosa di Pavia »
« Tramonto »
CRAL
Col patrocinio del Comune e de “i’ Ansaldino,,
I campionati di bocce
al Bocciodromo
I campionati bocciofili a re-
golamento internazionale, che
vedevano in palio il titolo di
campione italiano per le specia-
lità « quadrette », « terne », «in-
dividuali » e «coppie », hanno
avuto luogo sul Bocciodromo
del CRAL Aziendale di Villa
Maria a Sestri il 15 e il 16 set-
di Villa Maria
soddisfacenii, un ottimo tempo
ed il gruppo arbitri (tutti desi-
gnati dalla FIGB) meticoloso,
attentissimo: cose tutte che
hanno favorito notevolmente il
preciso e regolare svolgersi de-
gli incontri che sono comin-
ciati nel pomeriggio di sabato.
I giocatori hanno subito scelto
Una fase delle combattutissime gare
tembre, riportando un esito,
possiamo ben dirlo, brillante,
Se ne parlava già da qualche
settimana e già, un paio di nu-
meri addietro, ne avevamo dato
l'annuncio, quando ancora era-
no aperte le iscrizioni, Indetti
dalla Presidenza Nazionale del-
la FIGB, in collaborazione con
il Comitato Provinciale, orga-
nizzati dall’ENAL di Genova,
con il patrocinio dell’Assessora-
to Sport e Turismo del Comu-
ne, nonchè de «l’Ansaldino» (la
coppa offerta dal nostro quindi-
cinale è andata ad una squadra
genovese) hanno visto affluire
96 giocatori, appartenenti a 19
Provincie. Provincie che vanno
da Catania — ia più lontana —
a Verona, da Ancona a Bellu-
no, Bergamo, Bologna, Bolzano,
Como, Genova, Imperia, La Spe-
zia, Livorno, Milano, Novara,
Pesaro, Piacenza, Rovigo, Va-
rese. Numero notevole, se si
pensa al regolamento interna-
zionale.
Enti. società sportive e com-
merciali, giornali hanno a loro
volta collaborato alla riuscita
della manifestazione, con nu.
merosi premi. E dobbiamo an-
cora citare la partecipazione ai
campionati di Giulio, Gherardi,
decano della squadra del Rovi-
ha quasi 76 anni e gioca
a bocce, perfettamente «in pal-
la »,-da 13 lustri! Un primato
invidiabile, premiato, onore al
merito, con medaglia d’oro. Una
unica donna, la. bella e gentile
signora Luciana Vergani è sta-
ta. la rappresentante del sesso
gentile allo. svolgimento dei
campionati ed alla premiazione.
I giocatori hanno trovato un
terreno di condizioni
go:
gioco in
una prudenziale tattica di atte-
sa, e, conseguentemente le gare
eliminatorie sono state incerte
e combattutissime fino alla fine,
Esse sono continuate fino alla
una circa, rimandando così la
disputa delle finali per le prime
specialità e l'inizio delle elimi-
natorie per le « quadrette »
all’indomani,
Domenica l’agonismo, sempre
contenuto in limiti di estrema
correttezza si è andato acuendo,
fino a raggiungere i classici con-
fini con la drammaticità negli
ultimi incontri, quando squadre
di valore pressochè uguale, si
sono disputate la coppa di cam-
pione nazionale sul «filo del ra-
soio ». Insomma domenica, i
giocatori usciti indenni da una
dura selezione, hanno dato il
meglio delle loro possibilità:
astuzia, potenza e precisione di
tiro, eleganti «a punto », per-
fette bocciate hanno costituito
un’attrattiva magnifica per un
pubblico forse non eccessivo,
ma certamente competente, E’
stato anche notato 1’ intervento
di personalità e di loro rappre-
sentanti, come di S. Em, il Car-
dinale Siri, de! Prefetto e del
Sindaco di Genova, dell’Ammi-
nistratore Delegato della nostra
Società ing, Rosini e del Presi-
dente del nostro CRAL dr. En-
rico, della FIGC, della FIGB,
dell’ENAL e di molti CRAL
Aziendali.
Gli organizzatori hanno offer-
to un pranzo ufficiale agli ospi-
ti, e in serata, sulla terrazza del
Mediterranée di Pegli ha :
luogo la premiazione dei
tori, Hanno preso la parola
comm, Piecardo, il dr. Bertoni
ed il prof. Bonomi, il quale ul-
timo ha, come gli altri, rivolto
il suo ringraziamento agli or-
ganizzatori ed ai partecipanti,
riassumendo l'attività disinte-
ressata dei dirigenti della FIGB
augurando infine a tutti gli ap-
passionati il più brillante av-
venire, Prima di dare la classi-
fica finale, ci sia concesso asso-
ciarci al prof, Bonomi e felici-
tarci con organizzatori e gioca-
tori.
Le elassifiche.
Comitati: 1) Como, p. 6 (cop-
pa Presidenza Nazionale
FIGB):; 2) Bolzano e Piacenza,
p. 5 (coppa Presidenza Nazio-
nale ENAL e coppa ENAL Pro-
vinciale; 3) Varese e Bergamo,
p. 4.
I Campioni.
Individuali: 1) Varese (Arri-
ghi) (al cui Comitato Provincia.
Trittico d’amore
Lec'era un film che do-
— veva mantenere il tito-
lo originale (Invitation to
the dance) era proprio que-
sto: un film dedicato alla
danza classico-moderna, al
balletto mimato; affidato e-
sclusivamente alle proprie-
tà poetiche ed espressive
della danza.
Grande ambizione, quel-
la di Gene Kelly, il balle-
rino americano che abban-
dona coraggiosamente il
tradizionale clichet del film
musicale holliwcodiano, del
« fredastairismo » della
«broadway-rivista» per im-
bastire (egli interprete
soggettista, sceneggiatore)
un intero film senza dialo-
go, condotte esclusivamen-
te sulla musica e sulla dan-
za. Uno spettacolo incon-
sueto, per gli schermi, e
pienamente riuscito per i
primi due episodi, che pos-
sono addirittura far pensa-
re a precedenti francesi
(tipo « Les enfants du Pa-
radis », per intenderci, e
la differenza che corre tra
i due è la differenza che
corre tra la Francia e VA-
merica).
Il film è a tre episodi: il
CINESELEZIONE |
primo, «Il Circo», con
partitura di Jacques Ibert.
ci commuove con la pateti-
ca storia del Pierrot suici-
da per amore, ottimamente
interpretata (sarebbe il ca-
so di dire mimata e balla-
ta) dallo stesso Gene Kel-
lu, da Claire Sombert e da
Igor Jouskevitch, in una
indovinata scenografia e
con calcolato uso del colo-
re; il secondo episodio
« Giro girotondo » con mu-
sica di Andrè Previn è for-
se il più originale, denso di
trovate, con una diverten-
te satira del mondo ameri-
cano dei ricevimenti, di
Johnny Ray e dei suoi
«fans», delle «donne pan-
tora » alla Veronica Lake.
Il terzo episodio è a no-
stro parere completamente
sbagliato, nerchè ha cedu-
to alla maniera « holliwoo-
diana » e « fredastairiana ».
e lo stesso inserimento di
cartoni animati. che pote-
va risultare brillante, è in-
vece sprecato in una sbia-
dita maniera disnevana,
Comunque i primi due e-
pisodi sono degni del pre-
mio ricevuto a Berlino nel.
lo scorso giugno, e vanno
segnalati con soddisfazione
IL PORTOGHESE
Il Commissario Provinciale dell’Enal, comm. Iginio Piccardo,
consegna la coppa de
le va la coppa del Comune di
Genova); 2) Verona {Bonamen-
te) (coppa CRAL dipendenti del
Comune),
Coppie: 1) Como
Rigamonti) (coppa Amministra-
zione Provinciale di Genova);
2) Piacenza (Gobbi e Mazza)
(coppa Comitato Provinciale
FIGB).
« l'’Ansaldino » al
(Giacconi,
giocatore Volvera
Terne; 1) Bolzano (Faldella,
Ginsaola, Bacchilega) (coppa
ERG) 2) Imperia (Persico, Sche-
none, Chiappara) (coppa CRAL
Aziendale San Giorgio),
Quadrette: 1) Bergamo (Piaz-
zoli, Paoli, Maioli, Merati)
(coppa Armatori Liberi); 2) Ge-
nova (Volvera, Prigioni, Visog-
gia, Picasso) (coppa «l’Ansaldi-
no »). emlos
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io sottoscritto Libero Dalle
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re di Muggiano, in qualità di
disegnatore di 3.a categoria A,
con età di anni 38, mi rivolgo
a te, perchè mi informi quale
paga mi spetta in base al « pa-
rametro » semprechè esso fun-
zioni, come mi dicono, in base
all’età dell’individuo. Ringra-
zio e saluto.
LIBERO DALLE DONNE (MUG)
L'argomento della determi-
nazione degli stipendi è stato
già ampiamente trattato su
« l’Ansaldino » (n. 3, anno I,
del 1 luglio 1954; n. 7, anno I,
del 15 settembre 1954) in due
interviste con il Direttore Ge-
nerale.
Per quanto riguarda il suo
quesito possiamo dirLe che lo
stipendio di ciascun impiegato
dipende oltre che dall’età, an-
che dalle mansioni svolte e
dal giudizio di merito dato
dai superiori in relazione alla
capacità, al rendimento ed al-
lo spirito di collaborazione.
(6)
Caro Ansaldino,
sono anch’io un appassiona-
to di caccia, ma purtroppo non
posso praticarla perchè non mi
è mai stato possibile possedere
un fucile (e chissà quanti an-
saldini si trovano nelle mie
condizioni),
Visto che dei tre fucili do-
nati dalla « Breda » ne riman-
gono due, mi permetto di
proporre che almeno uno di
essi sia destinato ad un pros-
simo concorso aperto anche a
coloro che non hanno porto
d’armi, in modo da appagare
il sogno anche di uno di noi.
Chiedo troppo?
PIETRO SCARAMUCCIA (CAN)
Siamo perfettamente d’ac-
cordo col signor Scaramuccia
e pertanto il secondo fucile
« Breda » è stato messo in pa-
lio per il secondo concorso
antinfortunistico, ’ pubblicato
in questo numero, a cui po-
tranno partecipare tutti gli
ansaldini.
Spettabile Redazione,
sono un saldatore elettrico
del Cantiere di Sestri e attual-
mente presto servizio al Re-
parto tubisti.
Poichè a volte occorre sol-
levare dei pesanti tubi per po-
terli saldare, e dato che detta
manovra viene eseguita a for-
za di braccia — con dispendio
di energia e di tempo — riten-
go utile, anzi necessario ai fi-
ni della produzione, dotare il
reparto di almeno un paranco
elettrico della portata di 80 -
190 Kg. Ciò per il fatto che le
tre gru attualmente in dotazio-
ne servono per tubi di peso
maggiore.
LUIGI GIANELLO (CAN)
Poichè il Reparto tubisti ha
diversi saldatori elettrici, già
da tempo si era pensato di do-
tare i loro posti di lavoro di
paranchinetti a mano ed elet-
crici. Nel frattempo, però, è
stato deciso l'acquisto di tre
posizionatori di saldatura e
pertanto solo dopo il montag-
gio di detti posizionatori sarà
possibile esaminare in qual
modo e di quale entità com-
pletare l'attrezzatura dei sal-
datori del Reparto tubisti.
PICCOL! ANNUNCI
inserzioni in questa rubrica
Le
sono riservate ai dipendenti del-
l'Ansaldo e sono gratuite, Rivolger-
si ni nostri corrispondenti di Sta.
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bilimento Meccanico.
CORSO ANTINFORTUNISTICO
(Tra i premi un fucile Breda da caccia )
ll CON
Un cianfrinatore e un saldatore elettrico stanno eseguendo il proprio lavoro senza rispet-
tare, però, alcune norme di sicurezza. Per partecipare al concorso i lettori dovranno
saperci dire quali sono le infrazioni commesse ca ciascun operaio, inviando le soluzioni
(con l'indicazione del nome e cognome, del numero di cartellino e dello stabilimento di
appartenenza) in Redazione, oppure consegnandole ai nostri corrispondenti di stabili-
mento, entro il 15 ottobre. Sono in palio, per sorteggio, i seguenti premi: 1) un fucile
automatico « Breda » da caccia; 2) una caffettiera moderna; 3) un ombrello per uomo.
RISULTATI DEL 1° CONCORSO
ANTINFORTUNISTICO
Le infrazioni alle norme di sicu-
rezza commesse dai ‘îre operai
incaricati di praticare dei fori nelle
pareti di una stanza sono le se-
guenti:
Primo operaio (a sinistra della
vignetta): è troppo in basso rispet-
to al foro, e i detriti possono col-
pirlo al viso; secondo operaio (al
F.lli GRADINO
FABBRICA
È : i 1 t
giusto. 1° manico del | martello: OREFICERIA - GIOIELLERIA
terzo operaio (a destra): invece OS
del martello adopera una chiave
ARGENTERIA - OROLOGI
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inglese,
Tra i numerosi lettori che hanno
inviato l'esatta soluzione la sorte
ha favorito i seguenti signori: 1)
Ottorino Lanza della Dig (vince una
penna <« Aurora’ 88» cappuccio
oro) - 2) Michele Morasso del
Mec (vince una caffettiera moder-
na) - 3) Ferdinando Ferrando del
Mec (vince un servizio da frutta).
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Piazza D. Chiesa 14r = Telefono 24.266
14
Sono nati
2 aprile: ANNA MARIA, fi-
glia di Adriano Massa (Fon)
e di Maria Bagnasco - 8 lu-
glio: MARIA, figlia di Giusep-
pe Rossi (Fon) e di Isabella
Damonte - 13 luglio: MASSI.
MO, figlio di Leopoldo De Mi-
chelis (Can) e di Teresa Spe-
ranza - 18 luglio: SANTO, fi-
glio di Vincenzo Rizzi (Can) e
di Paolina Anacleria - 24 lu-
glio: GIORGIO, figlio di Carlo
Boriasco (Can) e di Amalia
Maestrini - 2 agosto: GIULIO,
figlio di Dardo Cardi (Can) e
di Giorgetta Giacometti - MA-
RINA, figlia di Liberato Mas-
saro (Mec) e di Maria Lava-
getto - 3 agosto: ARANA, fi-
glia di Ardelio Frilli (Liv) e
di Ilia Gambis - 7 agosto. PIE-
TRO, figlio dell’ing. Nando
Guazzi (Mec) e di Maria La-
vagnino - IVANA, figlia di
Roberto Cinti (Cmi) e di Ma-
ria Sorrentino - PATRIZIA,
figlia di Domenico Pastorino
(Mec) e di Enza Pucci - 8
agosto: MARISA, figlia di Sil-
vio Gualtieri (Mec) e di An-
tonia Montolti - ORNELLA,
figlia di Davide Battistelli
(Mug) e di Maria Cervia - 9
agosto: ORIANA, figlia di Sil-
vio Prampolini (Mug) e di
Elvira Salvadorini - 10 agosto:
ENRICO, figlio di Egidio Testa
(Mec) e di Caterina Risso -
CLAUDIO, figlio di Ciro De
Angelis (Mug) e di Amabile
Gandolfi - NADIA, figlia di
Riccardo Benzi (Mec) e di Lu-
cia Guala - 11 agosto: EMI-
LIANO, figlio di Casimiro
Bernardini (Mug) e di Ermi-
nia Guastini - 12 agosto: MA-
RIA ROSA, figlia di Domenico
Grondona (Fon) e di Iris
Alocci - JOLANDA, figlia di
Sergio Santarnecchi (Mec) e
di Concetta Loiercio - 13 ago-
sto: MAURIZIO, figlio di Gio-
vanni Cinti (Mec) e di Giu-
seppina Bagni - MARIO, figlio
di Desiderio Lanzi (Can) e di
Anna Schiaffino - 14 agosto:
ILIA, figlia di Elio Michelotti
(Mec) e di Irene Bassetti -
15 agosto: GIULIANA, figlia
di Sirio Pellegrino (Cmi) e di
Angiolina Danovaro - 16 ago-
sto: CLAUDIA, figlia di Bar-
tolomeo Cabona (Can) e di
Maddalena Ferrari - 17 ago-
sto: FRANCA, figlia di Franco
Martelli (Mec) e di Maria Va-
lente - 18 agosto: GIANCAR-
LO, figlio di Carlo Palchetti
(Can) e di Anna Pievani -
PAOLA, figlia di Giuseppe
Fulgoni (Mec) e di Rosa Ca-
nonero - 19 agosto: OMBRET-
TA, figlia di Vittorio Dari
(Liv) e di Marisa Caroti - 20
agosto: IRENE, figlia di An-
tioco Seu (Can) e di Angela
Galbiati - 21 agosto: ANGE-
LA, figlia di Nicola Morelli
(Mec) e di Antonietta Amitra-
no - FLAVIA, figlia di Attilio
Vitantoni (Mec) e di Rosa O-
livieri - 23 agosto: GIOVAN-
NI, figlio di Bruno Civano
(Fon) e di Maria Trinchero -
MARGHERITA, figlia gi Bru-
no Tomassetti (Mec) e di Ida
Degoli - 26 agosto; CRISTI-
NA, figlia di Aldo Basso (Dig)
e di Andreina Arena - 28 ago-
sto: SILVIO, figlio di Giusep-
pe Carlini (Mec) e di Anna
Parodi - 31 agosto: MARIA,
figlia di Tommaso Casarino
(Can) e di Maria Ferrari - 1
settembre: IVANA, figlia di
Albertino Roggerone (Can) e
di Adolfa Ponte - 2 settembre:
ENRICO, figlio di Felice Ga-
riglio (Mec) e di Maria Pelis-
sa - 3 settembre: STEFANO,
figlio di Sergio Pierattini
(Liv) e di Idia Guerrini - 5
settembre: PAOLO e PAOLA,
figli di Angelo Galli (Liv) e
di Marina Stefanini - 8 set-
tembre: GIOVANNI, figlio di
Mario Tardito (Can) e di Cle-
lia Ferrando - GIULIO, figlio
di Osman Ranalli (Cmi) e di
Rosaria Molino.
A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.
Si sono sposati
23 giugno: Marco MARUFFI
(Fon) con Luciana Fascioli -
29 luglio: Giuseppe MAR-
CHETTI (Liv) con Fernanda
Benetti - 5 agosto: Omero
FRESCO (Mec) con Anna Ma-
ria Flamigni - 11 agosto: An-
tonio PATTERI (Fon) con
Franca Gatti - 12 agosto: Gior-
gio MALTESE (Mec) con Ful-
via Picasso - 13 agosto: Lino
RADICCHI (Cmi) con Maria
Bonetta - 16 agosto: Lorenzino
MACCIO' (Mec) con Nicoletta
Ravera - 18 agosto: Archime-
de QUINTILLI (Mec) con
Concetta Bonavita -
AFRICH (Fon) con Elda Bab-
bi - 19 agosto: Carmelo LA
ROSA (Cmi) con Rosina Pe-
dulla - 20 agosto: Augusto
CRINOLDI (Mec) con Angela
Catalano - 26 agosto: Ferdi-
nando BARROERO (Sau) con
Maria Rosa Graziani - Santo
BOCCARDO (Mec) con Ame-
lia Giarretto - Guido BALDI
(Mec) con Leda Campagnoli
- Renato PISANO (Mec) con
Anna Barsanti - 2 settembre:
Eugenio SOLDAINI (Can)
con Isabelia Furno - Mario
FORNACIARI (Mec) con An-
na Ravaschio - 3 settembre:
Francesco LOPRESTI (Mec)
con Saveria Giordano - 9 set-
tembre: Renato MILANESI
(Mec) con Andreina Perasso
- 20 settembre: G, B. LUPI
(Can) con Teresa Ferrero.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri,
PREMI DI
MECCANICO
Patrizio ARIANO - Adriano
ARIMANE - Remo BIANCHI
- Domenico BOMBAGI - Fer-
ruccio BOSCOLI - Genziano
BURATTI - Mario GANDOL-
FO - Antonio GHIGLIONE -
Mario IACONO - Vittorio RA-
PETTI - Alberto RICCAREL-
LI - Pietro VALSERI - An-
tonio VELLA - Giuseppe ZA-
VAGLIA.
CMI
Giulio CARDI
TAVELLA.
- Armando
MUGGIANO
Mario BACCHI - Renzo BO-
LOGNA - Rolando DE GRE-
GORIO - Aldo FRANCESCHI-
NI - Emilio GODANI - Mar-
cello MEZZANI - Franco NE-
RINI - Enrico NOSEI - Giu-
lio ROMANINI.
LIVORNO
Gino BARGIGLI - Vinicio
BARGIGLI - Pietro BER-
NARDI - Aldo BIMBOCCI -
Natale BIONDI - Mario BO-
NELLI - Ivano BORGHINI -
Giovanni BRONDI - Mario
BRUNETTI - Luciano CALI-
STRI - Luigi CAPARRINI -
Elio CAPITANI - Domenico
ANZIANITÀ”
CAPPELLI - Mario CAVAL-
LINI - Dino CHIOCCHI - Iva-
no CIARDI - Paolo CIOMPI -
Emilio COSTAGLIOLI - Ma-
rio DEMI - Piero DONATI -
Germano FABIANI - Spartaco
FIORINI - Nullo FRANCHI -
Franco FRANCHINI - Raoul
FRESCHI - Elisa GATTO -
Paris GIACOMELLI - Manri-
co GIUSTI - Sante GUAL-
TIERI - Mario MAGNELLI -
Ferdinando MARINAI - Mau-
ro MARTINELLI - Bruno
MAZZONI - Sestilio MINUTI
- Ivo MONACCI - Ermete
MONTIBENI - Renato ONO-
FRI - Giovanni PINTORE -
Alfredo PUPILLI - Egisto RO-
SELLINI - Natalina SATUR-
NI - Leonardo SORBO - Gian-
franco TOSI - Luigi TOZZI -
Romano TRASTULLO - An-
tonio UGHI - Emo VAL-
TRIANI.
CANTIERE DI SESTRI
Luigi BORDONE - Giusep-
pe CASADEI - Adriano COC-
CONCELLI - Giorgio D'A-
LUISIO - Renato DELFINO -
Salvatore MARINO - Mario
PASTOR - Otello QUARAN-
TELLI - Duilio SALVADORI
- Danilo TRABUCCO.
Ervino |*
Viviana Pacciani, nipote di Agostino Parodi,
dipendente del Cantiere di Sestri
NOZZE D’ ARGENTO
Il signor Alessandro Ciari,
dipendente del Cantiere di Li-
vorno, e la sua gentile signora
Maria Arsbrosi hanno festeg-
giato recentemente le nozze
d’argento.
Ai fortunati coniugi giunga-
no le più vive felicitazioni de
« l’Ansaldino ».
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PROPOSTA N. 18648.
Matrice per punzonare —
Perno — Dis. 418233 — Pos.
78 a 124.
Propone che sia eliminata
la tracciatura della nicchia al
perno delle matrici per pun-
zonare, perchè essa è inutile;
infatti, piazzato il pezzo sul
platò della fresatrice a di-
stanza giusta, le nicchie ven-
gono ad essere tutte uguali
senza bisogno di tracciatura
op. 2/3.
RISPOSTA.
La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.
PROPOSTA N. 18839.
C.R.D.A. — Costruzioni 283-
284 - 297 - 298 Branco diam.
100 Dis. M, 61350/6 pos. 2 C.
36973 — Bolle R. 50299.
Propone che dall’operazio-
ne 3/5 sia tolta l’operazione
di <« Collarinare » perchè il
pezzo è già stato lavorato di
TO/O con l’operazione 1/5.
L’osservazione va fatta an-
che per tutti gli altri branchi
del disegno se anche per quel-
li è prevista la collarinatura a
ciclo.
RISPOSTA.
La proposta è giusta. Il PRO
TEMP ha provveduto a modi-
ficare il ciclo.
PROPOSTA N. 18987.
Costruzione 1521 - T/C. da
31.500 Tonn. Valvole di par-
zializzazione - Crociera Dis.
TM. 61088 pos. 29 - Comm.
35282,
Propone che sia modificato
il tratto di mm. 10 filettato,
cioè da 24 MA a 24 ME.
RISPOSTA.
La proposta è giusta e ne
sarà tenuto conto nelle co-
struzioni future.
Per le costruzioni in corso
fino al n. 1521 - Commessa
n. 35282 non sarà però esegui-
ta alcuna variazione.
PROPOSTA N. 17255.
Per l’esecuzione di una sca-
nalatura lungo una generatri-
ce dei tondini di ottone che
servono da bordini per i qua-
dri strumenti per i motori
Doxford 67 LB. 6, secondo i
disegni 78358 - 78266/3 sono
stati costruiti al MAPI n. 5
supporti come da schizzo al-
legato per rendere rapido e
sicuro il lavoro.
RISPOSTA.
I supportini sono stati co-
struiti e rispondono allo scopo.
Sono stati interessati VUTO
per eseguire il rilievo dei
supportini e dare un numero
d’attrezzatura e il PRO-TEMP
per rivedere il ciclo.
®
PROPOSTA N, 19408.
Suggerisce l’impiego di un
dispositivo a corrente accumu-
lata da applicare ai platò ma-
gnetici, per aver la garanzia
di non incorrere in infortuni
nei casi di interruzione della
corrente.
RISPOSTA.
Ripetutamente la « Casset-
ta delle idee » ha risposto alle
più svariate proposte tendenti
ad eliminare ogni possibilità
di infortunio per chi lavora al-
le rettifiche piane od ai lapi-
delli attrezzati con plateaux
elettromagnetici.
Si teme infatti che, per una
improvvisa interruzione di
corrente, il pezzo, non più
trattenuto dal plateau possa
venire afferrato dalla mola
nella sua rotazione per inerzia
e lanciato attraverso l’officina.
A questo possibile inconve-
niente, conosciuto ed esami-
nato presso molte officine e
industrie nazionali, sono stati
proposti vari rimedi, ma nes-
suno ha dato sicure garanzie.
Esso è tuttora allo studio e fi-
gura al primo punto dell’or-
dine del giorno della prossima
riunione del Comitato Regio-
nale per la Prevenzione degli
Infortuni.
Appena lVENPI si sarà e-
spresso definitivamente in
proposito, la Direzione adotte-
rà tutti i sistemi preventivi
che lo stesso Ente consiglierà.
PROPOSTA N. 14959.
Propone una migliore orga-
nizzazione per il passaggio e
lo spostamento dei materiali
al reparto ex MOLO.
RISPOSTA.
A seguito del colloquio tra
il proponente ed il Capo MAN
(sig. Barbin) sono stati presi
i provvedimenti per eliminare
gl’inconvenienti segnalati.
Si riconosce l’interessamen-
to.
PROPOSTA N. 19648.
Propone l’impiego delle vi-
ti a testa piatta anzichè di
quelle a testa sferica per il
fissaggio dei fasciamenti alle
turbine, perchè quelle sferiche
in uso sono deboli nel taglio
e sotto lo sforzo del cacciavite
possono facilmente slabbrarsi.
RISPOSTA.
L’osservazione è giusta; ver-
ranno impartite disposizioni
per l’impiego esclusivo delle
viti a testa piatta per il fissag-
gio dei fasciamenti, piastrine.
targhette e simili in luogo
delle viti a testa sferica, ov-
viamente dopo aver esaurita
la scorta a MAG di queste ul-
time.
L’Ufficio NOR curerà Vap-
plicazione esclusiva della ta-
bella adottata,
°
PROPOSTA N. 18690.
Porta frese — Dis. A. 66998
— 21 — 24. Propone di mo-
dificare la lunghezza dei di-
stanziali da mm. 150, a due
da 75 a 80 mm,, per facilitare
l'operazione di stozzatura del-
la cava per chiavette e la ret-
tifica interna.
RISPOSTA.
La proposta è accettata. I
disegni saranno modificati e
la lunghezza dei distanziali
limitata a 80 mm.
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| LORENZO REBORA
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
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La motonave per pesca atlantica « N. Marcheggiani »
el luglio del 1936, venti
anni or sono, promosso
dalla Federazione Nazio-
nale degli Industriali della Pe-
sca aderente alla Confindu-
stria, ebbe luogo il 1° Raduno
Nazionale degli ingegneri per
lo studio dei problemi tecnici
relativi all'industria della pe-
sca, ad Ancona, nella sede di
quella Fiera della Pesca.
Per la prima volta veniva-
no, in Italia, esaminati da tec-
nici qualificati, da specialisti
cioè, gli aspetti, vieppiù com-
plessi per via dell’avanzare
del progresso meccanico e mo-
toristico, dell’industria pe-
schereccia ‘vera e propria, cioè
della pesca meccanica, Tema
preminente del Convegno fu
quello della trattazione dei
« motori marini in rapporto
allo sviluppo dell’industria
del motore marino italiano ».
Alla fine dei costruttivi dibat-
titi, il Convegno esprimeva il
voto che « l’industria mecca-
nica nazionale intervenga con
azione decisa per assicurare le
forniture dei motori all’arma-
mento peschereccio ».
Successivamente, a seguito
di analogo voto della Corpo-
razione della zootecnia e della
pesca, una commissione sotto-
poneva all’amministratore de-
legato dell’Ansaldo dell’epoca,
la opportunità e l’urgenza di
un intervento dell’industria
motomeccanica nazionale nel
campo del motore marino per
la pesca.
Nel 1936 la quasi totalità dei
motopescherecci d'altura cra
dotata di motori Diesel di
provenienza estera, in gran
parte Deutsche Werke, Deutz,
Benz.
di 140 T.S.L., munita di motore Ansaldo da 450 cav.
Le potenze impiegate per la
propulsione e lo strascico delle
reti erano comprese fra i 90 e
i 120 cavalli effettivi.
Fino da allora l’Ansaldo a-
veva costruito, per piccole
barche da pesca, in maggio-
ranza non pontate, motori
Diesel a due e tre cilindri ver-
ticali, a due tempi, le cui po-
tenze erano di 11 e 23 caval-
li effettivi per cilindro.
Per navi da traffico in ge-
nere (non se ne costruivano
molte con propulsione Diesel)
e per impianti industriali, la
Ansaldo era presente sul mer-
cato con motori Diesel co-
struiti su licenza MAN e con-
siderati i più progrediti. Le
potenze di essi erano comprese
fra 10 e 900 cavalli effettivi
per cilindro.
L’Ansaldo si mostrava com-
prensiva e sollecita verso le
istanze espresse dalla catego-
ria armatoriale e concretando
studi già in corso da tempo,
provvide nell’anno 1936 a co-
struire i primi quindici moto-
ri Diesel a quattro tempi, a
semplice effetto, a quattro ci-
lindri verticali la cui potenza
effettiva era di 100 cav. a 375
giri/1’, Tali motori furono su-
bito venduti per motopesche-
recci e, dopo la rapida messa
a punto a bordo, il loro eser-
cizio risultò soddisfacente, sia
dal punto di vista tecnico e sia
da quello economico.
La progettazione di questi
motori era stata basata su
concetti di robustezza e di
grande semplicità di meccani-
smi, allo scopo di poterli affi-
dare anche a personale ine-
sperto e non sufficientemente
preparato alla condotta di mo-
tori Diesel, come era quello
che formava allora gli equi-
paggi dei motopescherecci.
Nascono così in sede storica
(data la particolare assisten-
za tecnica, organizzata fin da
allora dall’Ansaldo sulle varie
piazze marittime e la rapidità
con la quale si potevano ave-
re i pezzi di ricambio, con
grande vantaggio economico
dei pescatori) le premesse per
la formazione dell’attuale flot-
ta nazionale da pesca, che è
dotata in maggioranza di mo-
tori Ansaldo.
Nel 1937 l’Ansaldo costruì
infatti 50 motori a quattro
cilindri e 9 motori dello stesso
tipo ma a sei cilindri: questi
ultimi per gruppi elettrogeni
destinati a nuove navi della
A.G.I.P.
Intanto la pesca richiedeva,
per scafi più grandi, motori
sempre più potenti, e già nel
1937 si costruivano 14 motori
a 3 cilindri e 20 motori a 4
cilindri rispettivamente da 150
e 200 cav. eff. Essi erano in
tutto simili ai precedenti e con
le stesse caratteristiche di ro-
bustezza e di funzionamento
sicuro.
Le possibilità della pesca
sia per le distanze dalla base,
la quantità del pescato e il
tempo impiegato come naviga-
zione, aumentavano via via
notevolmente, creando anche
motivi di sana rivalità fra gli
armatori, che a mano a mano
abbandonavano le forniture
estere, dando esplicita prefe-
renza ai motori Ansaldo.
Successivamente nel 1938 -
1939 l’Ansaldo costruì 130 mo-
tori del suo tipo con alesaggio
215 mm, e 75 motori del suo
tipo con alesaggio 265 mm.
I due tipi di motori erano
progettati con l'obbiettivo di
avere il massimo numero degli
organi in comune, sia col va-
riare del numero di cilindri
dello stesso tipo sia anche col
variare dell’alesaggio, otte-
nendo così grandi vantaggi, sia
nella produzione e sia nel ri-
stretto numero di parti di ri-
cambio necessarie e nelle con-
seguenti esigenze del magaz-
zino centrale e dei depositi re-
gionali ricambi.
Sulla base dell’esperienza di
esercizio dei succitati motori
gli uffici studi, seguendo il
comportamento funzionale in
esercizio di tutti gli organi,
maturarono nel 1939-1940 del-
le nuove macchine, contenenti
tutte le migliorie atte a conse-
guire i seguenti obbiettivi: in-
tensificare l’unificazione delie
parti comuni; diminuire ulîe-
riormente i costi di lavorazio-
ne (semplificare); aumentare
la sicurezza di buon funzio-
namento e la facilità di smon-
taggi e manutenzioni; dimi-
nuire i consumi di combusti-
bile e di olio lubrificante.
Cosicchè nel 1941 entrarono
sul mercato gli stessi tipi di
motori sopra detti, con le se-
guenti migliorie: nuovi rege-
latori di velocità; nuovo tipe
di pompe di raffreddamento ©
sentina, a stantuffo tuffante;
nuove incastellature con al-
bero a camme sistemato ir
cassa smontabile; nuove cam-
me d’iniezione registrabili; ri-
dimensionamento delle cami-
cie e degli stantuffi; bielle
stampate; nuova forma infe-
riore della coppa del basa-
mento (per adattarsi meglio
agli scafi in legno).
Nello stesso anno 1941 ven-
nero altresì soddisfatte le e-
sigenze del mercato per mo-
tori di piccola potenza piut-
tosto veloci, adatti per imbar-
cazioni e per piccoli gruppi
elettrogeni di bordo.
Si costruirono a questi sco-
pi i seguenti tipi di motori a
4 tempi, semplice effetto, che
in seguito, sia pure migliorati
in molti particolari, si fabbri-
carono in grande numero:
— 10 cav. a 1.500 giri/l’
— 20 cav. a 1.500 »
— 35 cav. a 850 »
— 52 cav. a 850 »
— 70 cav. a 850 »
Abbandonata nel 1941 la li-
cenza MAN, s’iniziava inoltre
la costruzione dei grandi mo-
tori su licenza FIAT, che tan-
to sviluppo ebbero nel dopo-
guerra ed hanno tutt’ora.
Dopo la parentesi del con-
flitto mondiale, nel 1945 e ne-
gli anni successivi, l’Ansaldo
ha potuto mettere sul mercato
forti quantità di motori Diesel
nelle migliori condizioni, ag-
giungendo ai tipi già noti e
citati, i motori dei nuovi ti-
pi da 100 cav. per cilindro,
motori questi che hanno avuto
esito lusinghiero sia per la
propulsione di navi e sia per
centrali elettriche.
AI di fuori dell'ambiente re-
lativo alle navi da pesca e di
piccolo cabotaggio, già nello
immediato dopoguerra (1946 -
1947) si era accentuata nel
mercato in genere la tendenza
a preferire motori Diesel di
minimo peso e ingombro, pur
avendo forte erogazione di
potenza.
A tale orientamento l’An-
saldo ha risposto con una nuo-
va serie di motori Diesel della
potenza di 25 cav. per cilindro
adatti per propulsione navale
e per gruppi elettrogeni di
bordo.
Dal 1952 i motori Ansaldo
si forniscono anche sovrali-
mentati, col conseguente au-
mento di potenza del 50%, rea-
lizzando le potenze per cilin-
dro esposte in tabella. Gli
stessi motori, con particolari
accorgimenti agli organi do-
tati di moto alterno (stantuffi
di speciale lega leggera) si
forniscono anche, con e sen-
za sovralimentazione, ad un
più elevato numero di giri al
minuto rispetto alle soluzioni
normali.
Ai motori citati si è infine
aggiunto un nuovissimo tipo
della potenza normale di 170
Cav. per cilindro e della po-
tenza di 255 Cav, per cilindro
se sovralimentato.
Le importanti centrali elet-
triche del transatlantico « C.
COLOMBO » sono costituite
da gruppi elettrogeni con tali
motori a 7 cilindri e così pure
sarà la centrale elettrica del
transatlantico svedese « GRIP-
SHOLM >».
Nei grandi motori l’Ansal-
do, da vari anni, ha aggiunto
alla licenza FIAT la costru-
zione dei motori « Doxford »
a stantuffi contrapposti, adat-
ti per grandi motonavi da pas-
seggeri e soprattutto da traf-
fico.
Gli sforzi per arrivare a co-
struire motori Diesel sempre
più potenti, con minimo peso
ed ingombro e per impieghi
particolari, hanno portato alla
costruzione dei motori Ansal-
do Maybach aventi caratteri
stiche particolari sì da conse-
guire un peso variabile del
motore da 3,8 a 2,6 kg. per ca-
vallo effettivo.
Tutti i tipi di motori sum-
menzionati sono stati larga-
mente forniti anche all’estero
(Argentina - Brasile - Vene-
zuela - Norvegia - Svezia - Ju-
goslavia - Egitto - Grecia).
Questo breve excursus non
può non confermare, sulla
scorta di fondati elementi di
giudizio e in base ad una do-
cumentata cronistoria, la fun-
zione pioneristica e pilota del-
l’Ansaldo anche nel concreto
contributo al progresso ed al-
lo sviluppo dell’industria na-
zionale della pesca meccanica.
Giuseppe Castaldi
Motori Diese! a 4 tempi di progetto e costruzione Ansaldo
|
Tipo Sovralimentazione | Alesaggio mm Corsa mm. ra Numero cilindri | Giri al minuto
1620 _ 160 200 25 2.3.4.6.8. 1000
1620 S si 160 200 37.5 3.4,6.8. 1000
2131 —_ 215 310 30 3.4.6. 430
2131 S si 215 310 45 3.4.6. 430
Q. 265 —_ 265 410 50 3.4,6.7. 360
Q. 265 S sì 265 410 75 3.4.6.7. 360
Q. 370 —_ 370 560 100 6.9. 275
Q. 370 S si 370 560 150 6.9. 275
Q. 460 _ 460 660 170 6.7.8. 250
Q 6.7.8. 250
. 460 S si 460 660 255
Motori Ansaldo-Maybach
I motori Diesel - veloci Maybach, 4 tempi semplice effetto costruiti su licenza
dall’Ansaldo, sono standardizzati in un unico tipo di cilindro: 185 mm. di alesaggio,
200 mm. di corsa.
La potenza normale sviluppata è di 60 Cv.
90 Cv. per cilindro circa.
Si possono avere varie soluzioni: dai tre cilindri in linea ai 16 cilindri disposti a V.
Motori Ansaldo-Fiat
I motori Diesel Fiat a due tempi semplice effetto costruiti
sviluppano, secondo i tipi, dai 200 agli 800 Cv. per cilindro circa.
E’ stato recentemente messo a punto un motore sovralimentato che sviluppa 1100
Cv. per cilindro.
per cilindro; con sovralimentazione,
dall’Ansaldo su licenza
Motori Ansaldo-Doxford
I motori Doxford: due tempi, semplice effetto, a stantuffi contrapposti, costruiti su li-
cenza dall’Ansaldo sviluppano, secondo i tipi, dai 900 ai 1400 Cv. per cilindro circa.
Con la sovralimentazione alcuni tipi possono sviluppare oltre 1400 Cv. per cilindro.
Motore Ansaldo tipo Q 370/9 RS sovralimentato da 1350 cav. a 275 giri/1°.
LA CENTRALE
DI RIO TURBIO
Le prove del turboalternatore
Veduta parziale del turboalternatore in prova.
@ ià qualche altra volta si
—' è fatto accenno da queste
colonne, sia »mure indiretta-
mente, alla Centrale termo-
elettrica di Rio Turbio (Ar-
gentina), che lo Stabilimen-
to Meccanico sta costruen-
do per la Società « Combu-
stibles Solidos Minerales »
(Ende) di Buenos Aires.
Diamo ora, in occasione del-
le prove in officina del turbo-
alternatore, aualche no4izia
che meglio valga ad illustra-
re ai nostri lettori l’entità e le
caratteristiche di questo im-
pianto.
La Centrale sarà installata a
bocca di una miniera di car-
bone nel territorio di S. Cruz,
allo scopo di fornire energia
elettrica per forza motrice e
illuminazione, Il progetto è
stato elaborato dall’Ansaldo
PREMIO
“ALMANACCO”
Per il numero di settem-
bre dell’« Almanacco 1956 »
è stato estratto il numero
4674
Il possessore dell’ alma-
nacco contrassegnato con
detto numero ha vinto una
penna «Aurora 88». Egli
potrà ritirare il premio in
Redazione entro il 31 otto-
bre, presentando l’alma-
nasco completo della pagi-
na numerata. Non presen-
tandosi entro tale data non
avrà più diritto al premio.
prevedendo l’installazione in
aue tempi, e precisamente:
1.0 TEMPO. Potenza elettri-
ca trifase con un gruppo tur-
boalternatore; 6000 kW,
2.0 TEMPO. Potenza su due
gruppi turboalternatori: 24.000
KW.
L’attuale prima parte della
fornitura è costituita dai se-
guenti principali elementi:
— Due catdaie Ansaldo -
Babcock & Wilcox (di cui
una di riserva) a tubi d’acqua
sub-orizzontali, ciascuna per
la produzione di 30-35 t/h di
vapore alla pressione di 33
kg./emq. e alla temperatura di
4U5"C, con combustione di car-
bone su griglia meccanica
completa di accessori,
— Un gruppo turboalterna-
tore Ansaldo di tipo assiale a
congdensazione, con tre spilla-
menti di vapore per la produ-
zione del distillato d’integra-
zione e per il preriscaldamen-
to e il degasaggio dell’acqua
d’alimento, della potenza nor-
ale continua ai morsetti di
}00 KW. Questo gruppo pro-
duce corrente alternata trifa-
se, avente una tensione di
6600 Volta, un fattore di po-
tenza cosfì = 0,8 e una fre-
quenza di 50 periodi/sec., è
completo di impianti di acqua
circolazione condensatore ed
estrazione condensa, ed è mu-
nito di quadri alta tensione e
bassa tensione con apparec-
chiature elettriche e di due
trasformatori ausiliari, ciascu-
no da 1000 KVA, 68600/405-230
Volta.
Complementi della Centra-
le: imvianto di depurazione
dell’acqua greggia di fiume
per l’integrazione alimento
caldaia, compieto di ca di
r
{
riserva; impianto di distilla-
zione dell’acqua d’alimento
del tipo a vapore; impianto di
scambiatori di calore e di de-
gasaggio dell’acqua di alimen-
to; mezzi di alimentazione del-
le caldaie e pompe servizi va-
ri; impianto per la ripresa e
messa a silos del carbone, co-
stituito .da tramoggia, alimen-
tatore automatico, elevatore
verticale a tazze, nastro tra-
sportatore orizzontale. bilance
automatiche; impianto di sca-
rico e trasporto ceneri costi-
tuito da: frantumatore, tra-
portatore orizzontale a catene
raschianti, elevatore verticale
a tazze (per la discarica in ap-
nosito silos): centralino olio in
pressione per l'impianto con-
trollo automatico della tempe-
ratura vapore; gru elettrica a
vonte scorrevole della portata
nl gancio di 40 tonn.. tubazio-
ni per tutti i servizi della Cen-
trale, complete di ogni acces-
sorio e fasciamenti coibenti.
Il condensatore in fase di ultimazione.
Veduta completa dei gruppo turboa!lternatore, della potenza normale continua di 6000 kW.
CCA Ni
behtE
Lavori di manutenzione
La fase iniziale dei lavori di sistemazione
I piloni delle teleferiche del
Cantiere di Sestri sono co-
struiti in calcestruzzo armato
e per l’importanza che essi
rappresentano nella comples-
sità di tutto l'impianto sono
oggetto di continua sorve-
glianza da parte dei tecnici
interessati.
Col passar degli anni gli
agenti atmosferici, in special
modo l’aria umida provenien-
te dal mare (salino), hanno
attaccato alcune parti di que-
st'opera gigantesca fino a la-
sciare scoperti, in alcune z0-
ne, i ferri perimetrali dei pilo-
ni rendendo così indispensabi-
le un intervento per eliminare
gl'inconvenienti creatisi,
ai piloni delle teleleriche
Il lavoro di riparazione è
stato affidato ad una Ditta
specializzata che ha condotto
il lavoro con un’attrezzatura
adeguata.
La riparazione s'è svolta
nel seguente modo: l.a fase.
sabbiatura asciutta a pressio-
ne per scrostare e ravvivare
la superficie di calcestruzzo e
ulteriore spazzolatura dei fer-
ri per essere sicuri di aver
eliminato completamente l’os-
sido formatosi. 2.a fase. E’
consistita nell'operazione di
« gunitazione », cioè è stata
formata una miscela di sabbia
asciutta e di cemento nella
proporzione di circa 6 qli. di
cemento per ogni me. di sab-
bia. La miscela così formata
è stata immessa in una mac-
china di forma simile a una
clessidra. Nella parte superio-
re è stata versata la miscela
cemento e sabbia che ad un
determinato momento è pas-
sata nel cono inferiore dove,
sotto l’azione dell’aria com-
pressa asciutta, (circa 4 atm.)
è stata spinta in un tubo di
gomma. Dall’uscita del tubo di
gomma (la cui lunghezza è va-
riabile a seconda della distan-
za fra macchina e zona da gu-
nitare), questa miscela, in-
contrando uno spruzzo di ac-
qua si è umidificata ed è sta-
ta spinta contro le parti da
ricoprire. L'operazione è stata
ripetuta fino a raggiungere lo
spessore desiderato da * cm.
a2cm.)
Dopo la gunitazione a di-
stanza di 12 ore circa è stata
eseguita la tinteggiatura a ce-
mento, dando così un ‘colore
uniforme a tutta l’opera.
Questa tinteggiatura (Bo-
iacca) consiste in cemento li-
quido spruzzato con aria com-
pressa oppure con pompa a
mano.
MEC
CO
COMMESSE
Ecco le commesse più im-
portanti acquisite dall’8 luglio
al 7 settembre:
— Una centrale termoelet-
trica da 7000 - 8000 kW per
la Società « Montecatini » di
Milano, da installarsi nella
città di Lima (Perù).
— Un apparato motore a
turbine della potenza normale
di 2x17630 cav./asse a circa
144 giri al 1’, per una turbo-
nave passeggeri della Società
di navigazione «Italia » di
imminente costruzione al no-
stro Cantiere di Sestri,
— Una serie di completa-
menti per apparato motore de-
stinato ad una motonave di
prossima costruzione al nostro
Cantiere di Muggiano.
— Due serie di completa-
menti per apparati motori de-
stinati a due navi di prossima
costruzione al nostro Cantiere
di Livorno.
— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 sovrali-
mentato, della potenza di 165
cav. eff. a 390 giri al 1’, da si-
stemare su peschereccio di
proprietà degli armatori fra-
telli Fanesi di S. Benedetto
del Tronto; il peschereccio è
in costruzione presso il Can-
tiere Navale « Elio Gaetani »
di Porto Civitanova.
— Un gruppo marino Diesel
Ansado tivo Q 265/4 sovrali-
mentato, della potenza di 300
cav. eff. a 360 giri al 1’, da
sistemare su peschereccio di
proprietà degli armatori G. B.,
Francesco e Nicolò Quinci e
Francesco Asaro di Mazara
del Vallo.
— Un motore industriale
Diesel Ansaldo tipo 2131/2 ad
aspirazione atmosferica, della
potenza di 70 cav. eff. a 500
giri al 1’, da accoppiare ad al-
ternatore tipo B 3, per la So-
cietà « Ercole Marelli & C. »
di Milano,
Le suddette forniture com-
portano circa 825.000 ore la-
vorative.
CONSEGNE
Il materiale più importante
spedito dal 7 al 22 settembre
è il seguente:
AI nostro Stabilimento CMI:
una caldaia per locomotive in-
diane completa di particolari
e quattro intelaiature per car-
relli locomotori tipo E 636
(giunte al Mec per la ricottu-
ra). - Al nostro Cantiere di
Muggiano: mensole per gri-
gliato, bulloni acciaio, tronchi
collettori acqua, giunto unione
reggispinta, testata cilindro,
valvola avviamento, valvola
sicurezza e cuscinetti di ri-
spetto per motore Ansaldo -
Fiat 757, destinato alla moto-
nave « Carlo Canepa ». - Al
nostro Cantiere di Livorno:
tre compressori a stantuffo a
due cilindri e tre serbatoi per
aria compressa con relativi ri-
cambi per i cacciatorpediniere
«Almirante Brion», « General
De Austria» e «José Garcia» in
costruzione; due pompe ali-
mento crociera complete di ac-
cessori e due autoregolatori
per l’A. S. « Iman Bondiol » e
due autoregolatori per l'A. S.
« Surapati » ambedue in co-
struzione per conto della Ma-
rina Militare Indonesiana. - Al
nostro Cantiere Navale di Se-
stri: un impianto spinta nafta
tipo «Todd» completo, un ap-
parecchio di accensione elet-
trico, un apparecchio di ac-
censione a mano, un gruppo
valvole di manovra ed un ser-
vomotore per valvola rapida
chiusura per la T/c « Purfina
7
C.
Montaggio in serie
M.
i
di escavatori « AMT» e «AM12»
Italia» in allestimento; un
ruotismo intermedio per grup-
po turboriduttore principale,
motore elettrico con accoppia-
toio e gruppi accessori per
pompe per la T/c «Fina Cana-
dà » in allestimento; due ro-
topompe a vite ad asse verti-
cale per servizio circolazione
olio lubrificante alle motonavi
« Angela Fassio » e « Carmela
Fassio » in allestimento. - Al-
le « Nuove Reggiane » di Reg-
gio Emilia: tre intelaiature per
carrelli locomotori tipo E 636
(giunte al Mec per la ricottu-
ra). - Alla Galleria del Genio
Marina Militare di Carrino
(Taranto): un gruppo Diesel
alternatore composto da un
motore Ansaldo tipo 1620/6,
della potenza di 185 HP, ac-
copviato ad alternatore Pelliz-
zari da 150 kW, per conto del-
la Ditta «Giuseppe De Miche-
li. di Firenze. - Ai Cantieri
Riuniti dell'Adriatico di Mon-
falcone: due desurriscaldatori
in tubo acciaio con guarni-
zioni, per conto della loro se-
de di Trieste. - Al Comune di
Recanati: un motore industria-
le Diesel Ansaldo tivo 2131/4S
della potenza di 185 HP, ac-
coppiato ad alternatore trifa-
se «Ansaldo-S. Giorgio» della
potenza di 160 kW, un motore
industriale Diesel Ansaldo ti-
po Q. 150/2 della potenza di
32 HP, accoppiato ad alterna-
tore trifase «Ansaldo-S. Gior-
gio» della potenza di 25 kW.
per conto della «Ansaldo - S.
Giorgio» di Genova - Alla Soc.
Chimica dell'Aniene di Ro-
signano Solvay: un serba-
toio acciaio (giunto al Mec
per l’esame radiografico, la ri-
cottura e la verniciatura per
conto della Ditta « Massobrio»
di Genova-Sestri). - AI Can-
tiere Navale della «Navalmec-
canica » di Castellammare di
Stabia: un gruppo Diesel di-
namo con motore Ansaldo tipo
Q. 265/7 sovralimentato, della
potenza di 475 HP, accoppiato
a dinamo della potenza di 320
kW, destinato alla costr.
«616» della «Tirrenia», Socie-
tà di navigazione di Napoli;
un gruppo cilindri completo,
supporto con viratore, coper-
tura ingranaggi, impianti te-
letachimetri, colonne montan-
ti, volano, teste a croce, col-
lettore gas di scarico, stantuf-
fi, bielle motrici, fasce ‘elasti-
che per motori Diesel Ansaldo
Fiat tipo 487, destinati alla
costr. « 615 + della « Tirrenia »
Società di Navigazione di Na-
poli. - All« Ilva » Società Alti
Forni e Acciaierie d’Italia di
Piombino: serpentine in tur
bo acciaio per surriscaldatore
a caldo da 410 m. 2, distanzia-
tori e bulloneria per conto
della sua Sede di Genov:
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 400 tonnellate.
=
'
LIVORNO |
Un’ immagine della Madonna di Montenero in Gantiere
La mattina di sabato 8 set-
tembre, mentre le maestranze
facevano il loro ingresso nel-
lo stabilimento, al Cantiere
« Luigi Orlando » è stata sco-
perta una lapide con l’imma-
gine della Madonna di Mon-
tenero, murata sulla facciata
interna del fabbricato servi-
zi. Alla cerimonia hanno assi-
stito il Direttore del Cantie-
re ing. Rovetto col Condiretto-
re dott. Scalari e i V. Direttori
ingg. Di Pietrantony e Grillo,
un folto gruppo di operai ed
impiegati, e il rag. Falleni,
Presidente delle « Conferenze
di S. Vincenzo » di Livorno,
alla icui iniziativa è dovuta
l’ apposizione della lapide.
Ai piedi della sacra immagi-
ne era stato innalzato un al-
tare da campo, sul quale Pa-
dre Bianchini ha celebrato la
Messa, commentata dal Vesco-
vo Coadiutore di Livorno
Mons, Pangrazio.
Il Presule ha poi pronun-
ciato elevate parole, benedi-
cendo quindi la lapide,
| MUGGIA
NO |
Nuova gru a braccio retrattile
Una nuova gru scorrevole a
braccio retrattile, della porta-
ta massima di 35 tonn., è sta-
ta installata al Cantiere di
Muggiano fra lo scalo n. 5 e
uno dei piani di prefabbrica-
zione,
Il nuovo mezzo di solleva-
mento è stato costruito per la
parte relativa alla carpente-
ria, dal personale del Muggia-
no, che ha provveduto, natu-
ralmente, anche al montag-
gio, mentre l’equipaggiamento
elettromeccanico è stato for-
nito dai «CRDA=.
L’incastellatura, che ha una
altezza massima di circa 60
metri, scorre su un binarione
di 9 metri di scartamento e
pesa complessivamente 210
tonnellate. Il braccio princi-
pale è lungo metri 28,40 e su
di essa è articolata una « vo-
lata» che sporge per metri
14.60, ciò che consente uno
« sbraccio » massimo di mt. 43
per lato. Considerando la lun-
ghezza del binarione, che è di
oltre 200 metri, la nuova gru
può quindi operare in una zo-
na rettangolare di notevoli di-
mensioni.
I vari movimenti di questo
moderno mezzo di solleva-
mento, che viene ad arricchi-
re le attrezzature del Cantie-
re spezzino, sono impressi da
cinque motori elettrici della
forza complessiva di 332 cav.
La gru è dotata di due gan-
ci di sollevamento: uno della
portata di 35 tonnellate e l’al-
tro della portata di 5 tonnel-
late.
RIPARAZIONI
Il giorno 8 settembre è
giunta al Cantiere di Muggia-
no la motocisterna «Daronia»
di 12.000 T.D.W., della Socie
tà « Shell Tankers L.td.» di
Londra.
Durante la permanenza in
Cantiere la « Daronia » subirà
lavori per riclassificazione
dello scafo e dell'apparato mo-
tore e lavori vari di riparazio-
ne che avranno la durata di
oltre tre mesi.
&
VISITA DI GIORNALISTI
Il mattino del 13 settembre
un gruppo di giornalisti accre-
ditati presso la «NATO», ac-
compagnato dal dr. Cana-
vesio del Ministero degli Este-
ri, dal col. Pagnani della
«CIT» e dal cap. Beltrame del
«Navalgenarmi» di Livorno,
ha visitato il Cantiere « Luigi
Orlando », guidato dal Diret-
tore ing. Rovetto, dal Condi-
rettore dr. Scalari, dal Vice
Direttore ing. Di Pietrantony
e dall’ing. Zampetti.
I giornalisti si sono viva-
mente interessati degli im-
pianti e delle costruzioni in
corso, trattenendosi a lungo,
tra l'altro, in una minuziosa
visita al museo navale.
A chiusura della visita agli
ospiti è stato offerto un rin-
fresco. Gurante il cuale il Di-
rettore e gli altri dirigenti del
Cantiere hanno fatto gli onori
di casa.
Terminata la terza stufa
asciugatrice per la Pirelli
E’ stata recentemente ulti-
mata la costruzione, presso il
Cantiere di Livorno, della
terza delle stufe asciugatrici
per rayon e nylon ordinate
dalla Società «Pirelli» di Mi-
lano.
Le caratteristiche principali
della stufa sono le seguenti:
lunghezza m. 20, altezza m. 7,
larghezza m. 5, peso tonn. 60.
Di qgueste ultime, 22 tonn. so-
no costituite dalle diverse na-
reti dezii involucri e le re-
stanti 38 tonn. dai rotori
(grandi, medi e piccoli) in ac-
ciaio comune e inossidabile.
Il montaggio della stufa, la
cui costruzione ha richiesto
20.000 ore lavorative, è attual-
mente in atto presso lo stabi-
limento « Pirelli » di Tivoli.
8
Velieri, poesia d'un secol
ome sembra già lontana,
l'epoca dei gloriosi alcioni
ae: mare, cone essi ci ap-
paiono gia quasi pianchi fan-
tasmi con l’inve.ata al vento,
perdentisi lontano, nelle neb-
bie della preistoria!
Come invece essi sono vici-
ni in reaità, una, due genera-
zioni, tre al n.assimo; e come
sono vicini a noi ansaldini,
come fanno parte del nostro
mondo di costruttori navali!
La loro storia segna gli albori
della nostra, che non ne è che
il prolungamento, senza sulu-
zioni di continuità.
Parlare del Cantiere di Se-
stri (come già abbiamo rile-
vato nella storia dell’Ansa!do)
significa parlare di Cadenac-
cio; parlare di Cadenaccio si-
gnifica parlare di Agostino
Briasco, un uomo che al tra-
monto deil'era napoleonica,
proveniente da Tolone dove
era stato cano mastro d'ascia,
mastro di cartabono e paten-
tato « fabricant des navires »,
se ne venne sulla spiaggia di
Sestri a fondare un cantiere
che doveva varare più di 600
« barchi ». A fianco di Briasco
appunto sorse Cadenaccio, a
fianco di Cadenaccio, Wester-
mann. All'ombra dei pennoni
levantisi al cielo da questi
scali, sorse la Sestri operosa
e « navale », con le botteghe
dei borsellari, dei remieri, dei
fabbri da ancore e da catene,
degli stonpieri, dei calafati,
dei chiodatori in rame, dei
fabbricanti di vele. Le donne
fabbricavano anch’esse vele,
bandiere, incerate per i ma-
rinai.
Così sorse la Sestri dei can-
tieri, dei cuali tutti noi oggi
riassumiamo e continuiamo la
tradizione, Ma giacchè abbia-
mo fatto dei nomi di precur-
sori, bisogna metterli tutti,
questi nostri « avi ». perchè
abbiano il nosto che loro com-
pete. Come tacere del cavalier
xmarcenaro, e dei Tixi, e di
Peragallo, e Bartolomeo Cele-
sia, e Bruzzone, e Nicolò Ca-
sanova, Carlevaro, Boasi, Cal-
cagno e, in particolare, del
cav. Stefano Carlo Bozzano?
I Bozzano costruirono, tra
gli altri, i famosissimi velieri
« Prospero » e « Ricordo » per
i camogliesi, da 1000 tonnel-
late, il « Beatrice Benvenuto »
e il « Lisa » da 1.250 tonnella-
te, il maestoso « Precursore »
e «l’Oropa », cauasi gemello
del « Cosmos ».
Ma coi nomi degli « scippe »
(noi li pronunciavamo così,
con la «e» finale dei geno-
vesi) entriamo addirittura in
quel mondo già quasi leggen-
dario e irresistibilmente ro-
mantico, quando un « barco »
di 400 tonnellate partiva per
gli oceani, con un capitano so-
‘o padrone a bordo dopo Dio
ed un nostromo che aveva
sulle spalle almeno sei tempe-
ste al Capo Horn; quando si
affrontava il Pacifico con un
medesto « portolano », una
bussola e un « ottante » an-
cor privo di cristalli a colore,
e la riserva d’acqua nei bari-
lotti in coperta, e un « gioco »
di vele di riserva.
Allora le polizze di carico
erano scritte così: « Ha cari-
cato con il nome di Dio e di
buon salvamento, in questo
porto... — Nostro Signore lo
accompagni a salvamento.
Amen ».
I velieri partivano, ad esem-
pio, per il Mar d’Azof senza
che il capitano armatore si
prendesse la briga di passare
dallo spedizioniere a firmare
il contratto: si sapeva che il
nolo era di 90 lire nuove del
Piemonte. C'era stata la pa-
rola di un Fravega, di un Da-
novaro, di un Casareto e ba-
stava.
; ;
=.
Ma prima di scrivere i rac-
conti strabilianti che siamo
andati a spulciare negli archi-
vi, è bene inquadrare storica-
mente le varie tappe, anche se
in modo sommario.
Nell'era napoleonica si co-
struì molto, dati i premi go-
vernativi che incoraggiavano
la messa in cantiere di navi-
gli, ma com'è noto la guerra
degli inglesi finì per distrug-
gere quasi interamente i no-
stri velieri (molti barchi ge-
novesi furono perduti nella
storica battaglia di Abukir).
Dopo l’annessione al Pie-
monte, Sestri e Camogli (la
prima per i cantieri, la secon-
da per gli armatori) ebbero
un ruolo di primo piano nella
ricostruzione della nostra flot-
ta, che fu prodigiosamente ra-
pida. Ve n’era bisogno, per il
crescere dei traffici e anche
perchè, con la caduta di Alge-
ri nel 1830, cessò il flagello
dei corsari e nacque la marina
mercantile vera e propria.
Con la guerra di Crimea gli
ermatori camoglini fecero sol-
di a palate (si pensi che, men-
tre la Russia era in guerra col
Piemonte, consentiva ai no-
stri barchi di caricare grano
nei suoi porti purchè si impe-
gnassero a trasportarlo oltre
gli stretti!) e di qui nacque la
più formidabile flotta veliera
di tutti i tempi, che raggiunse
nel 1875-80 il suo anogeo. e
riuscì poi, all'apparizione del
vapore, a trascinare la sua
lunga agonia fino alla prima
guerra mondiale.
Va detto che. se attorno al
1840 i pinchi, le golette 2 le
tartane cedevano il posto ad
ottime « bombarde, polacche
e scune ». nel 1870 già si se-
parava nettamente il trasnorto
merci da cuello vasseggeri, e
si avevano importanti innova-
r*oni, come maggiore dimen-
sione, alberature più basse e
più larghe, introuuzione dei
veiacci doppi. Vengono in vo-
ga i prigantini a paio, detti
aa noi «scippe », e ie navi
goletta, dette « barchi bestia ».
Nacquero così i velocissimi
« ciippers », capaci ai traver-
sare l'Atlantico in tre mesi!
I Cantieri Cadenaccio nel
1865 vararono ii famosissimo
« Cosmos », di 1716 tonnella-
te, la più bella e grande nave
dei Frassinetti. Era lungo 70
metri, largo 12,70 e auto 9,
portava 2.400 tonnellate, la
costruzione durò 16 mesi, e
vide impiegati 4900 fogli di
rame, ossatura tutta in rovere,
finimenti in teak; scafo nero
e alberatura bianca: il iutto
per il costo allora eccezionale
oi 735.000 lire!
Il « Cosmos» partì per ii
viaggio inaugurale il 15 feb-
braio 1866 al comardo dell’ar-
matore ca». Fi.invo Frassinet-
ti, con 635 passeggeri di 3.a
classe e 23 di classe distinta,
e raggiunse Montevideo in 83
giorni, e da Montevideo a Cal-
lao impiegò 33 giorni e 13
ore!
Gli inglesi lo chiamarone la
« Freccia del Mare ». Poi fu
comandato dal cap. Celasia:
nel 1859 in mezzo a freddi
atroci, fu preso ca nevischio e
uragano a Capo Horn, ebbe
avarie e riuscì a tornare in-
dietro e a giungere di avpog-
giata a Montevideo donde,
rabberciato, votè proseguire
per Genova. Finì distrutto da
un incendio alla Spezia.
Altra magnifica costruzione
di Cadenaccio fu il « Ganges »
costruito per la «Soc. Mercan-
tile Genovese », Era un mae-
stoso veliero dalla grande al-
beratura, che aveva però un
difetto: durante le burrasche
appoppava fortemente. Tanto
che il timoniere doveva esse-
re legato al timone mediante
una cinghia di cuoio perchè la,
poppa, sul beccheggio, anda-
va sott'acqua. Per i. timonie-
re, cinque « mutte » di sopras-
soido ogni guardia.
Il difetto fu eliminato nel
gemello del « Ganges », l’« In-
dus », varato pochi anni dopo.
I Casanova costruirono *
l’« Elvezia », una delle navi,
più belle e veloci deli tempo.
Per gli armatori Pratolongo e
Rische faceva i viaggi dal Pa-
cifico all'Inghilterra, comanda-
ta dal cap. Pagliano.
ll più bel barco fu l’« An-
drea Danovaro », varato nel
1868: aveva a poppa una sala
da ricevimento, cabine lussuo-
se fasciate in teak, buona bi-
blioteca nautica e scientifica
(sic) e posateria d'argento!
Per la « camera » Nicolò Ba-
rabino pitturò un S. Andrea.
Al suo viaggio inaugurale nel
Mar Nero il « barco » fu vi-
sitato da autorità e persona-
lità, riscuotendo i più vivi
complimenti.
A proposito dei Danovaro,
avvenne un episodio che, sen-
za retorica alcuna, segna una
linea impressionante di conti-
nuità nella storia della tena-
cia dei costruttori e dei mari-
nai genovesi, e fa pensare al-
la nostra « Andrea Doria » e
a quella « Andrea Dotia»
nuova che metteremo sugli
scali.
La « Luigia Danovaro » era
in porto, alle Grazie, quando
nella saletia di poppa giunse
notizia che la nave gemella,
« Ermenegilda Danovaro » era;
affondata nell’arcipelago gre-
co. Si pianse, ma presto capi-
tan Danovaro disse: « Non
piangete, faremo una « Gilda »
più bella e più veloce ». Infat-
ti i cantieri di Sestri costrui-
rono la nuova « Ermenegilda
Danovaro », di maggior ton-
nellaggio e di forme affinate,
e sulla prua vi misero una
splendida polena finemente in-
tagliata dal Visentin. La po-
lena era tanto bella che i ma-
rinai la chiamavano « la bam-
boccia dei Danovaro »,
I marinai erano soliti affib-
biare nomi ai varii « barchi »,
e va ricordato a questo pro-
posito il « Luigi Accame » che
portava sulla prua una stra-
na polena, che raffigurava
appunto il « padre Luigi » con
la sua lunga barba.a « Chan-
tillon»; i marinai lo chiama-
vano « il Barbaccame ».
Gli Accame, che ebbero tan-
ta parte negli ultimi anni del-
la marina velica, erano una
famiglia proveniente da Po-
nente, che dal 1869 all’81 eb-
bero quindici velieri « oltre i
Capi ». S'intendeva dire negli
oceani, oltre il Capo di Buona
Speranza e il Capo Horn.
Per loro a Sestri si costrui-,
rono moltissimi velieri, tra i
quali va ricordato 1’« Emanue-
le Accame », varato nel 1872,
con salone fasciato in teak,
fregio tutto scolvito, servizio
di argenteria con la sigla, fi-
nissimo corredo di tovaglieria
di Fiandra, ricamato in casa
da nuore e nipoti «du Sciu
Manuelu ».
L’ultimo veliero in legno
costruito per questa casa fu
l’« Enrichetta Accame ». il
viù veloce della flotta, Fece
un viaggio Genova - New
In alto a destra: un « quattro a
le vele al vento. - A sinistra: il
testimonianza dell’epoca eroi
un « brigantino a palo» in cost
York - Anjer in 100 giorni, 7
ore e 12 minuti.
Della flotta dei Frassinetti
(quelli del « Cosmos ») va se-
gnalato il «Sicilia » ottimo
barco di l.a classe. La flotta
Frassinetti ebbe fine con il
« Maria Sofia », che nel 1875
foce viaggi famosissimi, come
Genova-Callao in 82 giorni e
Callao-Genova in 102! Poi an-
dò in Birmania, e navigò fino
1 1881. Il capitano Filippo
Frassinetti si ritirò a vita pri-
vata a Buenos Aires, dove
morì nel 1904.
| Altri armatori famosissimi
furono i Ciampa, casa sorren-
tina che ebbe una grande flot-
ta in legno, che subito con-
vertì in ferro, e che amava or-
idinare i suoi « barchi » ai
cantieri di Sestri.
| Ma quello che va sottolinea-
“ è il fatto che a Sestri si co-
struirono già in quei tempi
famosi velieri per armatori
stranieri, e proprio per paesi
dall'ottima tradizione marina-
ra. Nel 1872-73 Briasco costruì
Ù « General Von Wermer »,
l’» Hermann» e 1’ Ophir »: i
primi due per ia Germania,
l'ultimo per la Norvegia. Gua-
stavino costruì il « Relios »
per la Norvegia, Craviotto il
maestoso « Samen » e Briasco
‘ancora lo « Jupiter » grande e
velocissimo, per la Svezia.
| Ma la storia dei vari velie-
ri è densa di episodi di ogni
sgenere: come raccontarli tut-
ti? Prendiamo ad esempio lo
« Elvetico », un brigantiro a
palo di 635 tonnellate varato
nel 1876 da Peragallo, finissi-
mo per forme di carena e alta
alberatura. Va a Cardiff a ca-
ricare carbone per Hong-Kong
ove giunge in soli 134 giorni;
da Hong Kong in 29 giorni va
a S. Francisco e riparte per
Callao. Per 12 anni naviga fra
Cina. Australia e California.
Nel 1890, comprata da arma-
tori della Spezia, fa i viaggi
dell'Atlantico col nome di
,
beri» in navigazione con tutte
Porto di Genova nel 1870: una
a dei velieri. - A destra:
ruzione a Sestri nell'anno 1874
«Geronima Bianchi», nel 1902
torna in Pacifico a caricare
merci varie e fa Genova-Val-
paraiso in 160 giorni, avendo
sofferto uragani al Capo Horn.
Poi venne l'epoca dei velieri
in ferro, nella cuale abbiamo
una parte diretta anche roi
come Ansaldo. Ii primo basti-
mento nazionale in acciaio fu
il brigantino a palo «Aspasia»
costruito da Rolla a Lerici;
poi la casa Ciampa, quella
dalla caratteristica bandiera
azzurra, ordina ai cantieri An-
saldo, nel 1889, tre magnifiche
navi da 1.700 tonnellate: « Ca-
valier Ciampa », « Francesco
Ciampa » e « Salvatore Ciam-
pa ». Sono lunghe metri 73,10
e larghe mt. 11,95.
L’anno seguente la casa Ac-
came ordina il « Caterina Ac-
came» di eguale tonnellaggio.
Quest'ultimo navigò fino al
1912 sulle rotte della Califor-
nia, delle Indie Olandesi, fra
Inghilterra e Cile, e ancora fra
o i
Genova e Buenos Aires nel
1908-9. Fu infine disalberata
da una tempesta nel golfo del
Leone. Questa nave, sulle rot-
te della California, ha battu-
to i più famosi « clippers » in-
glesi e fece una traversata
Golden Gate - Queenstown in
126 giorni e 9 ore.
Nel 1891-94 a Sestri furono
infine varati due famosi ve-
lieri gemelli: il « Saturnina
Fanny » e l’« Australia » di
1.594 tonnellate. Il primo fece
Germania - New York in 37
giorni, Genova - New York in
57 giorni, Azzorre - New York
in 18 giorni! L’« Australia »
invece battè in gara dall’Au-
stralia a Londra il clipper in-
glese « Westland ».
Tutte imprese che somiglia-
no a quella del capitano San-
guineti di Portofino, al coman-
do dell’« Enrichetta Raggio »
di 3.000 tonnellate, al passag-
(continua a pag. 11)
Lucio Bozzano
10
‘O PINIONI
Industria
e relazioni umane
3 certamente per una natura-
le legge di compenso che il
progresso nel campo tecnico, il
perfezionamento dei mezzi
meccanici e lo sviluppo di nuo-
ve energie hanno favorito, sia
pure per ora in modo incipien-
te, un più rapido evolversi degli
studi riguardanti l'uomo, il fat-
tore umano nel mondo del Ja-
voro e i suoi rapporti con l’in-
dustria.
Il fattore umano ed i rappor-
ti di convivenza umana nello
ambito dell’industria stanno ri-
chiamando l’attenzione degli
studiosi anche e sopratutto per i
problemi sociali ch’essi investo-
no, problemi sempre più eviden-
ti e gravi specie ora che l’auto-
mazione insiste sempre più alle
soglie della produzione, Forse
sono da considerare tentativi
gli studi in corso sulle relazioni
umane, specie presso di noi,
perchè su quest'argomento mol-
to cammino dovrà essere fatto
sia in superficie che in profon-
dità,
E° comunque indubbio che
l'uomo è il protagonista dello
sforzo produttivo, non solo per-
chè ne è la dominatrice intelli-
genza, ma perchè ne rappresen-
ta lo spirito; ne rappresenta
cioè quella parte che sfugge al-
la giustizia del salario, che non
si calcola nella contabilità in-
dustriale, ma che pure è il ce-
mento connettivo che tiene sal-
de e prospere le aziende, Chec-
chè avvenga, qualunque sia il
progresso che attende l’Umani-
tà, l'uomo è destinato ad avere
il dominio dell’industria per-
ch’esso solo possiede insieme e
i mezzi e lo spirito per rendere
produttiva ogni attività,
E l’attività umana,
esprime nell’industria ed in
particolare nell’Azienda attra-
verso organi che hanno fun-
zioni direttive ed esecutive,
crea, nell’esplicare dette funzio-
ni, rapporti di dipendenza fra
organo ed organo, fra uomo ed
uomo, In qualunque organizza-
zione tali rapporti nascono dal-
la natura stessa delle cose e co-
sì nelle Aziende, nelle quali
sono in gioco interessi economi-
ci e di funzionalità di vasta
portata. Sono i rapporti di di-
pendenza che permettono di
stabilire per ognuno compiti e
responsabilità ben definite e
ben distinte.
che si
Di qui un superiore concetto
di divisione del lavoro, cioè di
organizzazione del lavoro, che
si attua mediante un perfezio-
namento dei mezzi a disposizio-
ne congiunto ad una maggiore
specializzazione del personale.
A mano a mano però che si
sale nella scala delle responsa-
bilità e nella specializzazione,
l'apporto di doti. individuali si
inserisce sempre più nel pro-
cesso produttivo ed il singolo
individuo acquista sempre più
autonomia, e cioè sempre mag-
giori iniziative, in funzione
della sua maggiore prepara-
zione.
Ogni individuo apporta quin-
di qualcosa di personale nel la-
voro, in relazione alla sua in-
dole, alla sua natura e alla sua
funzione, trasfondendovi i ea-
ratteri della sua anima e la-
sciandovi l’impronta della sua
intelligenza, Questi complessi e
vari rapporti danno l’idea del-
le relazioni che nascono fra le
‘persone e fra queste e le Azien-
de. Sono rapporti che si svol-
gono fra organi direttivi ed ese-
cutivi agenti tanto su di un pia-
no orizzoniale che verticale e
che danno nome alle « relazioni
umane » cui oggi si sta final-
mente volgendo l’attenzione di
quanti hanno a cuore la sorte
non solo delle industrie, ma del-
la stessa odierna società, Le re-
lazioni umane oggi non si iden-
tificano solo con quei sistemi
di ammorbidimento che sull'a-
spro terreno della disciplina e
degli interessi devono continua-
mente regolare i rapporti fra
uomini che comandano ed uo-
mini che eseguono, allo scopo
di creare nell’ambito del lavo-
ro un clima di sincera e fattiva
collaborazione, ma vanno assu-
mendo sempre più caratteri di
socialità, o meglio di giustizia
sociale,
E° quindi chiaro che nell’eco-
nomia moderna, al rigido con-
cetto del comando autoritario e
della cieca disciplina, si è so-
stituito quello più elevato e più
umano di comando intelligente,
comprensivo, ma allo stesso
tempo preciso e severo, che ri-
chiede a tutti l'autocontrollo,
cioè il controllo dell’indirizzo
delle proprie azioni secondo le
direttive di chi guida l’attività
nell’interesse comune,
All’antico concetto di disci-
plina ed obbedienza deve a ma-
no a mano sostituirsi il concet-
to della collaborazione totale
del dipendente. Questa collabo-
razione presuppone come con-
tro partita, sul piano della re-
ciproca fiducia, un'altrettanto
alta comprensione da parte del
superiore che assume una figura
molto più umana e sociale ri-
spetto al capo di vecchio stam-
po, attaccato alle vecchie tra-
dizioni e chiuso alle moderne
esigenze del lavoro,
Qui sta l'essenza delle rela-
zioni umane che pongono da
una parte l'intelligente lavora-
tore e dall’altro il superiore,
dotato, oltre che di molta ca-
pacità, di un sempre maggiore
senso di responsabilità e di ri-
spetto,
Non è possibile però pensare
alle relazioni umane senza col-
legarle con il problema orga-
nizzativo dell'Azienda: è pro-
prio nel clima di calma, di col-
laborazione e di comprensione
fra il personale tutto che ger-
mogliano le idee e si applicano
i principi più sani nell’interesse
del lavoro.
La coscienza del lavoratore
nel distinguere bene tra doveri
e diritti, impegnandosi a fon-
do ad osservare i primi e ri-
chiedendo gli altri nelle debite
forme, come conseguenza del
dovere compiuto, permette di
operare con tranquillità per la
perfetta riuscita del lavoro,
La collaborazione totale fra
gli elementi dell'Azienda, con-
seguente all'applicazione del
principio di relazioni umane,
consente al lavoratore di agire
in condizione di equilibrio fisico
e psichico, Egli, in un tale clima
di collaborazione, evita perdite
di tempo per produrre di più,
si assoggetta alla disciplina
senza bisogno di sorveglianza,
offre la sua esperienza e si de-
dica allo studio per poter con-
seguire una specializzazione
sempre più aggiornata ed effi-
ciente.
Molti sono quindi gli apporti,
nelle comunità industriali, che
derivano dalla buona interpre-
tazione ed applicazione delle
relazioni umane, Sono apporti
che influiscono in maniera de-
sulla perfettibilità del-
zione e quindi sugli
cisiva
l’organi
\ Icorsial Meccanico
per gli allievi delle Scuole ENEM
Anche quest'anno, nel mese
di ottobre, avranno inizio per
la terza volta, e per la dura-
ta di due mesi, i corsi di per-
fezionamento per marittimi
addetti alla conduzione di ap-
parati motori e motopesche-
recci.
E’ il terzo anno che la Di-
rezione, su iniziativa del Mi-
nistro della Marina Mercantile
ha aderito a svolgere presso
lo Stabilimento Meccanico
questo corso di somma impor-
tanza e di ispirazione alta-
mente sociale.
Scopo di tale manifestazio-
ne è quello di mettere in gra-
do i giovani meccanici navali,
che annualmente lasciano le
scuole professionali, di appro-
fondire la loro conoscenza,
specialmente pratica, sui mo-
tori marini e la loro condotta.
Sarebbe anzi desiderabile,
secondo lo scrivente, che que-
sti problemi di preparazione
al lavoro fossero sentiti da
tutta l'industria italiana poi-
chè, oltre ad un’opera di rin-
novamento sociale, rappresen-
tano un vero e proprio inte-
resse industriale. L’elevare il
livello professionale significa
dare al lavoro una nuova fi-
sionomia che ben si addice al
rimodernamento ed al poten-
ziamento dell'industria stessa.
Con tale intento la nostra
Direzione ha messo a disposi-
zione di questi corsi una vera
schiera di tecnici, onde intrat-
tenere i giovani allievi sia con
lezioni teorico-pratiche, sia
con illustrare loro le diverse
fasi della messa a punto dei
motori nelle sale di montaggio
e di prova e sia per farli par-
tecipare attivamente al lavoro
A romana e sotto la pres-
sione barbarica, come già
accennato, l’arte trova ri-
fugio e nuovo splendore
nell’Impero d’Oriente. La
forma più diffusa e più co-
mosciuta dell’arte bizantina
è il mosaico.In Italia, l’em-
porio dell’arte bizantina è
Ravenna, che dal IV al VII
secolo è praticamente la
capitale dei territori bizan-
tini nella penisola, prima
come capitale dei re bar-
bari e quindi come capita-
le dell’Esarcato. I mosaici
tutti i mosaici
rappresentano
scene sacre, o figure di
Corte, quelle note figure
frontali e stilizzate che e-
manano un fascino inegua-
gliabile. Nella basilica ra-
vennate di S. Apollinare
Nuovo, tra î magnifici mo-
saici del VI sec., abbiamo
scelto questo, che rappre-
bizantini,
solitamente
scono il porto di
(fuori Ravenna) inquadra-
te tra due torri da faro. No-
tevole l’architettura nava-
le, evidentemente post-ro-
mana, con l’alto albero cen-
trale a quattro sartie, e i
due remi a poppa che face-
vano da timone.
1 calare della potenza
di Ravenna, come del resto ;
senta tre navi che riforni- i
Classe È
IL LAVORO NEI
stessi risultati economici e mo- inserendoli nella produzione
rali dell’Azienda. stessa,
Ù ipa Ai primi due corsi svolti
Giovanni Misurale presso il « Meccanico » negli
CER dura ; » Pig sug
È prg, so
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anni 1954 e 1955 hanno par-
tecipato complessivamente 45
giovani di età non superiore ai
22 anni.
Oltre allo scopo di perfezio-
nare la loro conoscenza moto-
ristica pratica e culturale, se
ne è ottenuto forse un altro
importante quanto il primo:
quello di aver affezionato gli
allievi allo Stabilimento ed a
tutti coloro che hanno contri-
buito al corso stesso. Il ten-
dere la mano in segno d'aiuto
a chi, ancora inesperto, af-
fronta la vita ed un mestiere
costituisce, secondo lo scriven-
te, un dovere sociale.
Questo dovere l’Ansaldo l’ha
sentito prima di tutti. Anzi, a
tale proposito, onde creare
maggiori collegamenti diretti
tra la scuola e l’industria la
nostra Direzione ha fatto ef-
fettuare da due suoi funzio-
nari, tra il maggio ed il giu-
gno di quest'anno, un ciclo di
12 visite ad altrettante scuole
ENEM dei maggiori centri
della marina da pesca italiana.
Durante tali visite abbiamo
fornito agli allievi, attraverso
conferenze, molte informazio-
ni aggiornate d’ordine sopra-
tutto pratico sui problemi che
i tecnici dell’industria si
pongono e sulle soluzioni che
essi hanno trovate e messe a
punto nelle officine, nelle sale
prove, nelle sistemazioni dei
motori a bordo dei nuovi mo-
derni pescherecci. Abbiamo
fornito a queste scuole un ve-
ro bagaglio di tabelloni illu-
strativi, di materiale didattico
e persino 10 motori ad un ci-
lindro, da 12 Cav, « Ansaldo »
funzionanti, per le loro eser-
citazioni.
Se si tiene conto che queste
scuole professionali di educa-
zione marinara ospitano gra-
tuitamente centinaia di allie-
vi, figli di pescatori e di ma-
rittimi in genere, si rileva sen-
za bisogro di commento, quale
proficua opera abbiamo svolto
in questo campo.
Le lettere di ricordo, di rin-
graziamento e di gratitudine
che giornalmente riceviamo
da questi giovani ci compen-
sano della nostra fatica e ci
dicono quanto saldi siano i
legami che li uniscono all’An-
saldo. Non chiedevamo di più.
G. B. Gabbia
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Attività antinfortunistica. ‘9*poesiadiunsecolo
al Cantiere
C ompito dell’antifortunisti-
ca e quello di provvedere
i mezzi necessari per preveni-
re l'infortunio e in un Cantie-
re navale la protezione si e-
stende non solo nelle ctficine
ma dappertutto al di fuori di
esse, nell'ambiente in cui l'o-
peraio lavora, ambiente molto
più vasto e complesso delle
officine stesse sia che ii po-
sto di lavoro sia a bordo oppu-
re sui piazzali di prefabbri-
cazione,
Pure compito preminente
dell’antifortunistica è quello
di costituire presso gli operai
una coscienza antifortunistica
ed è per formare questa co-
scienza che vengono sistemati
rei vari reparti scritte a gros-
so carattere che tengono sve-
glia nell’operaio l’attenzione,
come pure, con lo stesso in-
tento, ma con maggior diffu-
sione vengono disseminati car-
telli ammonitori ed istruttori.
Ammonire ed istruire per
garantire la sicurezza dell’o-
peraio nel suo lavoro è un
compito nel quale l’antifortu-
nistica trova un ausilio nel
T.W.I., sistema che disciplina
le relazioni tra capo e operaio,
sia quando detto T.W.I. esige
da parte dei Capi l’attenzione
a che siano mantenuti in effi-
cienza impianti e strumenti
protettivi, sia quando esige
che i Capi stessi si adoperino
ad insegnare agli operai le
precauzioni necessarie.
Nel nostro Cantiere la pre-
venzione giunge dovunque:
dal gancio che sovrasta con il
suo carico il piano di prefab-
bricazione ai ponteggi che at-
torniano nel loro sviluppo tut-
te le strutture della nave per
portare l'operaio a compiere
la sua opera costruttiva in 0-
gni angolo, in ogni giuntura.
A garantire l’operaio con
ponteggi semplici e sicuri tan-
to nei lavori del fasciame co-
me nelle sistemazioni interne
della nave, i tubi Innocenti
hanno realizzato un compito
soddisfacente, ma nel nostro
Cantiere si sono studiati an-
che sistemi di ponti prefabbri-
cati con tubi o con catene che
offrono la massima garanzia
di sicurezza all’operaio.
Se si sale a bordo tutto il
complesso di scale e scalette
provvisorie di legno richiede
una cura particolare perchè
occorre che le scale siano
sempre assicurate.
Altra cura sono le protezio-
ni da sistemare alle aperture
provvisorie sui ponti che con-
sistono in parapetti quando
esse sono vaste, oppure in gri-
gliati provvisori di legno
quando esse hanno le dimen-
sioni di un passo d’uomo
Nel nostro Cantiere si è
provveduto a sistemare nei
passaggi sotto gli scali tavo-
lati protettivi a forma di pal-
chi per salvaguardare il per-
sonale che transita dalla even-
tuale caduta di chiodi, rondel-
le e bulloni; inoltre comodi
scalandroni fanno accedere il
personale a bordo tanto per le
navi sugli scali come per le
navi ormeggiate nella darsena
di allestimento.
Sul piazzale di prefabbrica-
zione strutture, antistante le
costruzioni, la sicurezza è ga-
rantita da ganci muniti di re-
golamentare chiusura giacchè
tutti i carrelli delle teleferiche
sono serviti da ganci a cui è
stato fissato tale dispositivo.
Una cura veramente ammi-
revole è stata data alla pavi-
mentazione razionale delle of-
ficine dei piazzali in modo da
garantire una circolazione
senza incidenti.
Ma dove il nostro Cantiere
presenta una particolarità pe-
culiare è nella protezione dei
passaggi a livello della ferro-
via ed è qui che si è resa ef-
ficientissima la sicurezza del
personale sia con l’applicazio-
ne di catene munite di un ùi-
spositivo che le rende removi
bili solo quando il treno è pas-
sato, sia con l’ausilio di avvi-
satori acustici, e soprattutto
con la vigilanza del personale
del Cantiere e di quello delle
FF.SS.
Ci si preoccupa anche di
creare ambienti d’aria condi-
zionata al personale con mez-
zi di rinnovamento dell’aria
stessa a bordo sia che si ope-
ri con estrattori, sia che si u-
sino manichette d’aria com-
pressa per praticare una più
rapida circolazione. Per tale
condizionamento anche nelle
officine si sono sistemati sfia-
tatoi sui colmi dei capannoni
come nell’officina tubisti, op-
pure si è provveduto ad isola-
re l’ambiente dal calore del
sole con opportuni soffitti di
legno come si è praticato nel-
l'officina falegnami.
A bordo ancora sono state
prese tutte le misure necessa-
rie per l'isolamento degli im-
pianti elettrici volanti e si è
avuto cura speciale per gli at-
tacchi delle lampade portatili.
Nelle officine la protezione è
giunta in capillarità su tutte
le macchine ver le quali ven-
gono costruiti ripari e siste-
mazioni di sicurezza.
Altro compito molto vasto
nel quale il nostro Cantiere
si è nrodigato senza risparmio
è la protezione individuale
dell’operaio per cuel che ri-
guarda il suo abbigliamento,
dagli occhiali, alle maschere,
ai guanti, alle scarpe, ai grem-
biuli e alle cappotte.
Per poter attuare una vigi-
le prevenzione contro gli in-
fortuni occorre ancora segui-
re con attenta analisi ogni più
piccolo incidente il quale tal-
volta può essere in grado di
dare delle indicazioni atte ad
evitare conseguenze più gravi.
Ma oltre a tutto ciò, bisogna
soprattutto ripetiamo, eserci-
tare presso gli operai la per-
suasione che è assolutamente
doveroso per ciascun lavorato-
re formarsi una vera coscien-
za antinfortunistica.
Guido Bisacchi
gio da Capo Horn con vento
fortissimo: « Molla velaccio di
mezzana, molia contra di mae-
stra, molla contra a prua e
quella di mezzana! A mollare
la cassa randa e a ghindare il
contrafiocco!!!» La nave si im-
pennava come un corsiero, a
corsa pazza con tutta quella
invelatura e il vento che ere-
sceva, e il sartiame strideva
come posseduto dal demonio.
La nave raggiunse così i sedi-
ci nodi, e giunse a rilevare il
quattro alberi « Cuba », ame-
ricano, che in quel vento na-
vigava solo con le vele mag-
giori, ed era partito 12 giorni
prima!
Molta di questa nostra ma-
rineria velica trovò la sua
tomba, quasi simbolico desti-
no di un tramonto glorioso,
nella prima guerra mondiale,
al servizio della Patria.
I primi caduti sul mare fu-
rono appunto nove marinai
che col can. Bianchi perirono
con la nave camoglina «Sar-
domene » silurata da un som-
mergibile tedesco nel 1915,
Nella guerra furono colati
a picco 425 velieri, per un to-
tale di 104.314 tonnellate.
Per tutti ci piace ricordare
l’« Australia », silurato nel
maggio 1916 dopo aver reso
preziosi servigi nel riforni-
mento delle forze alleate dal-
l'America, e affondato con
tutte le vele al vento e la ban-
diera italiana sul picco più
alto.
Questa è, in un sunto trop-
po succinto, la storia della no-
stra gloriosa marina velica,
che è un no’ anche storia di
casa nostra, Storia di quella
che un nostro scrittore definì
«la poesia di un secolo ».
(Tra i libri più consultati per
questa storia, segnaliamo quelli di
cap. Groppallo e di cap. Gio. Bono
Ferrari).
GITA AD ASSISI
PER | DIPENDENTI
DEL MUGGIANO
Per i giorni 20 e 21 otto-
bre p. v., il nostro perio-
dico organizza per i dipen-
denti del Cantiere Navale
del Muggiano la IV Gita so-
ciale ad Assisi.
Il programma completo
verrà da noi pubblicato sul
prossimo numero e conse-
gnato personalmente ai par-
tecipanti.
Le prenotazioni sono rac-
colte dai nostri corrispon-
denti sigg. Franco Guada-
gnini (COI) ed Aldo Galli
(ECO) e si chiuderanno
improrogabilmente il gior-
no 10 ottobre p. v.
Per i figli dei Caduti di Marcinelle
Pubblichiamo un primo elen-
co di dipendenti che hanno
risposto al nostro appello lan-
ciato lo scorso numero a fa-
vore dei figli dei minatori pe-
riti nella sciagura di Marci-
nelle:
«l'Ansaldino » L. 100.000 -
Un ansaldino 200 - Altro ansal-
dino 200 - Luigi Pollastro
1.000 - N. N. 500 - N. N. 1.000
- Settimio Rossi 200 - Luigi
Traverso 200 - G. B. Gaggero
500 - Angelo Cavanna 25î -
Luigi Piardi 500 - Domenico
Manna 500 - Aurelio Maggiolo
300 - Vincenzo Casalino 400 -
Domenico Collo 200 - Nando
Pierucci 300 - Milvio Puppo
200 - Luciano Lusvardi 200 -
Rolando Grillo 200 - Luigi
Bruzzone 200 - Eugenio Soli-
mene 200 - Francesco Olivieri
100 - Giuseppe Puppo 300 -
Luigi Traverso 500 - Vincenzo
Marotta 200 - Un cooperatore
S. Vincenzo 500 - Cav. Carlo
Da Massa 2.000 - Dott. Mario
Enrico 1.000 - Rolando Grillo
200 - Luigi Bruzzone 200 -
Eugenio Solimene 200 - Gen-
naro Bina 200 - Martino Rizzo
200 - Luigi Santamaria 250 -
Carlo Gastaldi 250 - Mario Se-
rafini 250 - Giacomo Gamenara
500 - Luciana Crispatzu 200 -
Mario Olivieri 300 - Ercole Pa-
sini 300 - Enzo Buosi 300 - Al-
ma Quartero 200 - Bruno
Giorgi 200 - Ildebrando Villa
500 - Antonio Oliva 200 - An-
gelo Gattorno 100 - Aristide
Sommariva 200 - Alma Moran-
do 100.
Totale: L. 116.700.
La sottoscrizione continua
presso i corrispondenti di Sta-
bilimento. Daremo un ulteriore
elenco-di offerte nel prossimo
numero.
1l
fi
( concorso FOTOGRAFICO |
HA.
ALBERTO CAVALLI (Dig):
« Cave di Carrara »
FEDELE RONCALLO
dott. VINCENZO COLAJACOMO (Dig):
(Fon):
« Certosa di Pavia »
« Tramonto »
CRAL
Col patrocinio del Comune e de “i’ Ansaldino,,
I campionati di bocce
al Bocciodromo
I campionati bocciofili a re-
golamento internazionale, che
vedevano in palio il titolo di
campione italiano per le specia-
lità « quadrette », « terne », «in-
dividuali » e «coppie », hanno
avuto luogo sul Bocciodromo
del CRAL Aziendale di Villa
Maria a Sestri il 15 e il 16 set-
di Villa Maria
soddisfacenii, un ottimo tempo
ed il gruppo arbitri (tutti desi-
gnati dalla FIGB) meticoloso,
attentissimo: cose tutte che
hanno favorito notevolmente il
preciso e regolare svolgersi de-
gli incontri che sono comin-
ciati nel pomeriggio di sabato.
I giocatori hanno subito scelto
Una fase delle combattutissime gare
tembre, riportando un esito,
possiamo ben dirlo, brillante,
Se ne parlava già da qualche
settimana e già, un paio di nu-
meri addietro, ne avevamo dato
l'annuncio, quando ancora era-
no aperte le iscrizioni, Indetti
dalla Presidenza Nazionale del-
la FIGB, in collaborazione con
il Comitato Provinciale, orga-
nizzati dall’ENAL di Genova,
con il patrocinio dell’Assessora-
to Sport e Turismo del Comu-
ne, nonchè de «l’Ansaldino» (la
coppa offerta dal nostro quindi-
cinale è andata ad una squadra
genovese) hanno visto affluire
96 giocatori, appartenenti a 19
Provincie. Provincie che vanno
da Catania — ia più lontana —
a Verona, da Ancona a Bellu-
no, Bergamo, Bologna, Bolzano,
Como, Genova, Imperia, La Spe-
zia, Livorno, Milano, Novara,
Pesaro, Piacenza, Rovigo, Va-
rese. Numero notevole, se si
pensa al regolamento interna-
zionale.
Enti. società sportive e com-
merciali, giornali hanno a loro
volta collaborato alla riuscita
della manifestazione, con nu.
merosi premi. E dobbiamo an-
cora citare la partecipazione ai
campionati di Giulio, Gherardi,
decano della squadra del Rovi-
ha quasi 76 anni e gioca
a bocce, perfettamente «in pal-
la »,-da 13 lustri! Un primato
invidiabile, premiato, onore al
merito, con medaglia d’oro. Una
unica donna, la. bella e gentile
signora Luciana Vergani è sta-
ta. la rappresentante del sesso
gentile allo. svolgimento dei
campionati ed alla premiazione.
I giocatori hanno trovato un
terreno di condizioni
go:
gioco in
una prudenziale tattica di atte-
sa, e, conseguentemente le gare
eliminatorie sono state incerte
e combattutissime fino alla fine,
Esse sono continuate fino alla
una circa, rimandando così la
disputa delle finali per le prime
specialità e l'inizio delle elimi-
natorie per le « quadrette »
all’indomani,
Domenica l’agonismo, sempre
contenuto in limiti di estrema
correttezza si è andato acuendo,
fino a raggiungere i classici con-
fini con la drammaticità negli
ultimi incontri, quando squadre
di valore pressochè uguale, si
sono disputate la coppa di cam-
pione nazionale sul «filo del ra-
soio ». Insomma domenica, i
giocatori usciti indenni da una
dura selezione, hanno dato il
meglio delle loro possibilità:
astuzia, potenza e precisione di
tiro, eleganti «a punto », per-
fette bocciate hanno costituito
un’attrattiva magnifica per un
pubblico forse non eccessivo,
ma certamente competente, E’
stato anche notato 1’ intervento
di personalità e di loro rappre-
sentanti, come di S. Em, il Car-
dinale Siri, de! Prefetto e del
Sindaco di Genova, dell’Ammi-
nistratore Delegato della nostra
Società ing, Rosini e del Presi-
dente del nostro CRAL dr. En-
rico, della FIGC, della FIGB,
dell’ENAL e di molti CRAL
Aziendali.
Gli organizzatori hanno offer-
to un pranzo ufficiale agli ospi-
ti, e in serata, sulla terrazza del
Mediterranée di Pegli ha :
luogo la premiazione dei
tori, Hanno preso la parola
comm, Piecardo, il dr. Bertoni
ed il prof. Bonomi, il quale ul-
timo ha, come gli altri, rivolto
il suo ringraziamento agli or-
ganizzatori ed ai partecipanti,
riassumendo l'attività disinte-
ressata dei dirigenti della FIGB
augurando infine a tutti gli ap-
passionati il più brillante av-
venire, Prima di dare la classi-
fica finale, ci sia concesso asso-
ciarci al prof, Bonomi e felici-
tarci con organizzatori e gioca-
tori.
Le elassifiche.
Comitati: 1) Como, p. 6 (cop-
pa Presidenza Nazionale
FIGB):; 2) Bolzano e Piacenza,
p. 5 (coppa Presidenza Nazio-
nale ENAL e coppa ENAL Pro-
vinciale; 3) Varese e Bergamo,
p. 4.
I Campioni.
Individuali: 1) Varese (Arri-
ghi) (al cui Comitato Provincia.
Trittico d’amore
Lec'era un film che do-
— veva mantenere il tito-
lo originale (Invitation to
the dance) era proprio que-
sto: un film dedicato alla
danza classico-moderna, al
balletto mimato; affidato e-
sclusivamente alle proprie-
tà poetiche ed espressive
della danza.
Grande ambizione, quel-
la di Gene Kelly, il balle-
rino americano che abban-
dona coraggiosamente il
tradizionale clichet del film
musicale holliwcodiano, del
« fredastairismo » della
«broadway-rivista» per im-
bastire (egli interprete
soggettista, sceneggiatore)
un intero film senza dialo-
go, condotte esclusivamen-
te sulla musica e sulla dan-
za. Uno spettacolo incon-
sueto, per gli schermi, e
pienamente riuscito per i
primi due episodi, che pos-
sono addirittura far pensa-
re a precedenti francesi
(tipo « Les enfants du Pa-
radis », per intenderci, e
la differenza che corre tra
i due è la differenza che
corre tra la Francia e VA-
merica).
Il film è a tre episodi: il
CINESELEZIONE |
primo, «Il Circo», con
partitura di Jacques Ibert.
ci commuove con la pateti-
ca storia del Pierrot suici-
da per amore, ottimamente
interpretata (sarebbe il ca-
so di dire mimata e balla-
ta) dallo stesso Gene Kel-
lu, da Claire Sombert e da
Igor Jouskevitch, in una
indovinata scenografia e
con calcolato uso del colo-
re; il secondo episodio
« Giro girotondo » con mu-
sica di Andrè Previn è for-
se il più originale, denso di
trovate, con una diverten-
te satira del mondo ameri-
cano dei ricevimenti, di
Johnny Ray e dei suoi
«fans», delle «donne pan-
tora » alla Veronica Lake.
Il terzo episodio è a no-
stro parere completamente
sbagliato, nerchè ha cedu-
to alla maniera « holliwoo-
diana » e « fredastairiana ».
e lo stesso inserimento di
cartoni animati. che pote-
va risultare brillante, è in-
vece sprecato in una sbia-
dita maniera disnevana,
Comunque i primi due e-
pisodi sono degni del pre-
mio ricevuto a Berlino nel.
lo scorso giugno, e vanno
segnalati con soddisfazione
IL PORTOGHESE
Il Commissario Provinciale dell’Enal, comm. Iginio Piccardo,
consegna la coppa de
le va la coppa del Comune di
Genova); 2) Verona {Bonamen-
te) (coppa CRAL dipendenti del
Comune),
Coppie: 1) Como
Rigamonti) (coppa Amministra-
zione Provinciale di Genova);
2) Piacenza (Gobbi e Mazza)
(coppa Comitato Provinciale
FIGB).
« l'’Ansaldino » al
(Giacconi,
giocatore Volvera
Terne; 1) Bolzano (Faldella,
Ginsaola, Bacchilega) (coppa
ERG) 2) Imperia (Persico, Sche-
none, Chiappara) (coppa CRAL
Aziendale San Giorgio),
Quadrette: 1) Bergamo (Piaz-
zoli, Paoli, Maioli, Merati)
(coppa Armatori Liberi); 2) Ge-
nova (Volvera, Prigioni, Visog-
gia, Picasso) (coppa «l’Ansaldi-
no »). emlos
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“IL ANSALDINO” RISPONDE
Caro Ansaldino,
io sottoscritto Libero Dalle
Donne, dipendente del Cantie-
re di Muggiano, in qualità di
disegnatore di 3.a categoria A,
con età di anni 38, mi rivolgo
a te, perchè mi informi quale
paga mi spetta in base al « pa-
rametro » semprechè esso fun-
zioni, come mi dicono, in base
all’età dell’individuo. Ringra-
zio e saluto.
LIBERO DALLE DONNE (MUG)
L'argomento della determi-
nazione degli stipendi è stato
già ampiamente trattato su
« l’Ansaldino » (n. 3, anno I,
del 1 luglio 1954; n. 7, anno I,
del 15 settembre 1954) in due
interviste con il Direttore Ge-
nerale.
Per quanto riguarda il suo
quesito possiamo dirLe che lo
stipendio di ciascun impiegato
dipende oltre che dall’età, an-
che dalle mansioni svolte e
dal giudizio di merito dato
dai superiori in relazione alla
capacità, al rendimento ed al-
lo spirito di collaborazione.
(6)
Caro Ansaldino,
sono anch’io un appassiona-
to di caccia, ma purtroppo non
posso praticarla perchè non mi
è mai stato possibile possedere
un fucile (e chissà quanti an-
saldini si trovano nelle mie
condizioni),
Visto che dei tre fucili do-
nati dalla « Breda » ne riman-
gono due, mi permetto di
proporre che almeno uno di
essi sia destinato ad un pros-
simo concorso aperto anche a
coloro che non hanno porto
d’armi, in modo da appagare
il sogno anche di uno di noi.
Chiedo troppo?
PIETRO SCARAMUCCIA (CAN)
Siamo perfettamente d’ac-
cordo col signor Scaramuccia
e pertanto il secondo fucile
« Breda » è stato messo in pa-
lio per il secondo concorso
antinfortunistico, ’ pubblicato
in questo numero, a cui po-
tranno partecipare tutti gli
ansaldini.
Spettabile Redazione,
sono un saldatore elettrico
del Cantiere di Sestri e attual-
mente presto servizio al Re-
parto tubisti.
Poichè a volte occorre sol-
levare dei pesanti tubi per po-
terli saldare, e dato che detta
manovra viene eseguita a for-
za di braccia — con dispendio
di energia e di tempo — riten-
go utile, anzi necessario ai fi-
ni della produzione, dotare il
reparto di almeno un paranco
elettrico della portata di 80 -
190 Kg. Ciò per il fatto che le
tre gru attualmente in dotazio-
ne servono per tubi di peso
maggiore.
LUIGI GIANELLO (CAN)
Poichè il Reparto tubisti ha
diversi saldatori elettrici, già
da tempo si era pensato di do-
tare i loro posti di lavoro di
paranchinetti a mano ed elet-
crici. Nel frattempo, però, è
stato deciso l'acquisto di tre
posizionatori di saldatura e
pertanto solo dopo il montag-
gio di detti posizionatori sarà
possibile esaminare in qual
modo e di quale entità com-
pletare l'attrezzatura dei sal-
datori del Reparto tubisti.
PICCOL! ANNUNCI
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Le
sono riservate ai dipendenti del-
l'Ansaldo e sono gratuite, Rivolger-
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DUE CAMERE da letto costru-
zione antica, una cucina eco-
nomica « Rex» quasi nuova e
una pelliccia di agnello nero
vendonsi. Telefonare nelle ore
dei pasti al n, 292,143.
VENDO letto di legno, semi-
nuovo, ner bambino. Telefona-
re al n, interno 280 dello sta-
bilimento Meccanico.
CORSO ANTINFORTUNISTICO
(Tra i premi un fucile Breda da caccia )
ll CON
Un cianfrinatore e un saldatore elettrico stanno eseguendo il proprio lavoro senza rispet-
tare, però, alcune norme di sicurezza. Per partecipare al concorso i lettori dovranno
saperci dire quali sono le infrazioni commesse ca ciascun operaio, inviando le soluzioni
(con l'indicazione del nome e cognome, del numero di cartellino e dello stabilimento di
appartenenza) in Redazione, oppure consegnandole ai nostri corrispondenti di stabili-
mento, entro il 15 ottobre. Sono in palio, per sorteggio, i seguenti premi: 1) un fucile
automatico « Breda » da caccia; 2) una caffettiera moderna; 3) un ombrello per uomo.
RISULTATI DEL 1° CONCORSO
ANTINFORTUNISTICO
Le infrazioni alle norme di sicu-
rezza commesse dai ‘îre operai
incaricati di praticare dei fori nelle
pareti di una stanza sono le se-
guenti:
Primo operaio (a sinistra della
vignetta): è troppo in basso rispet-
to al foro, e i detriti possono col-
pirlo al viso; secondo operaio (al
F.lli GRADINO
FABBRICA
È : i 1 t
giusto. 1° manico del | martello: OREFICERIA - GIOIELLERIA
terzo operaio (a destra): invece OS
del martello adopera una chiave
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inglese,
Tra i numerosi lettori che hanno
inviato l'esatta soluzione la sorte
ha favorito i seguenti signori: 1)
Ottorino Lanza della Dig (vince una
penna <« Aurora’ 88» cappuccio
oro) - 2) Michele Morasso del
Mec (vince una caffettiera moder-
na) - 3) Ferdinando Ferrando del
Mec (vince un servizio da frutta).
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14
Sono nati
2 aprile: ANNA MARIA, fi-
glia di Adriano Massa (Fon)
e di Maria Bagnasco - 8 lu-
glio: MARIA, figlia di Giusep-
pe Rossi (Fon) e di Isabella
Damonte - 13 luglio: MASSI.
MO, figlio di Leopoldo De Mi-
chelis (Can) e di Teresa Spe-
ranza - 18 luglio: SANTO, fi-
glio di Vincenzo Rizzi (Can) e
di Paolina Anacleria - 24 lu-
glio: GIORGIO, figlio di Carlo
Boriasco (Can) e di Amalia
Maestrini - 2 agosto: GIULIO,
figlio di Dardo Cardi (Can) e
di Giorgetta Giacometti - MA-
RINA, figlia di Liberato Mas-
saro (Mec) e di Maria Lava-
getto - 3 agosto: ARANA, fi-
glia di Ardelio Frilli (Liv) e
di Ilia Gambis - 7 agosto. PIE-
TRO, figlio dell’ing. Nando
Guazzi (Mec) e di Maria La-
vagnino - IVANA, figlia di
Roberto Cinti (Cmi) e di Ma-
ria Sorrentino - PATRIZIA,
figlia di Domenico Pastorino
(Mec) e di Enza Pucci - 8
agosto: MARISA, figlia di Sil-
vio Gualtieri (Mec) e di An-
tonia Montolti - ORNELLA,
figlia di Davide Battistelli
(Mug) e di Maria Cervia - 9
agosto: ORIANA, figlia di Sil-
vio Prampolini (Mug) e di
Elvira Salvadorini - 10 agosto:
ENRICO, figlio di Egidio Testa
(Mec) e di Caterina Risso -
CLAUDIO, figlio di Ciro De
Angelis (Mug) e di Amabile
Gandolfi - NADIA, figlia di
Riccardo Benzi (Mec) e di Lu-
cia Guala - 11 agosto: EMI-
LIANO, figlio di Casimiro
Bernardini (Mug) e di Ermi-
nia Guastini - 12 agosto: MA-
RIA ROSA, figlia di Domenico
Grondona (Fon) e di Iris
Alocci - JOLANDA, figlia di
Sergio Santarnecchi (Mec) e
di Concetta Loiercio - 13 ago-
sto: MAURIZIO, figlio di Gio-
vanni Cinti (Mec) e di Giu-
seppina Bagni - MARIO, figlio
di Desiderio Lanzi (Can) e di
Anna Schiaffino - 14 agosto:
ILIA, figlia di Elio Michelotti
(Mec) e di Irene Bassetti -
15 agosto: GIULIANA, figlia
di Sirio Pellegrino (Cmi) e di
Angiolina Danovaro - 16 ago-
sto: CLAUDIA, figlia di Bar-
tolomeo Cabona (Can) e di
Maddalena Ferrari - 17 ago-
sto: FRANCA, figlia di Franco
Martelli (Mec) e di Maria Va-
lente - 18 agosto: GIANCAR-
LO, figlio di Carlo Palchetti
(Can) e di Anna Pievani -
PAOLA, figlia di Giuseppe
Fulgoni (Mec) e di Rosa Ca-
nonero - 19 agosto: OMBRET-
TA, figlia di Vittorio Dari
(Liv) e di Marisa Caroti - 20
agosto: IRENE, figlia di An-
tioco Seu (Can) e di Angela
Galbiati - 21 agosto: ANGE-
LA, figlia di Nicola Morelli
(Mec) e di Antonietta Amitra-
no - FLAVIA, figlia di Attilio
Vitantoni (Mec) e di Rosa O-
livieri - 23 agosto: GIOVAN-
NI, figlio di Bruno Civano
(Fon) e di Maria Trinchero -
MARGHERITA, figlia gi Bru-
no Tomassetti (Mec) e di Ida
Degoli - 26 agosto; CRISTI-
NA, figlia di Aldo Basso (Dig)
e di Andreina Arena - 28 ago-
sto: SILVIO, figlio di Giusep-
pe Carlini (Mec) e di Anna
Parodi - 31 agosto: MARIA,
figlia di Tommaso Casarino
(Can) e di Maria Ferrari - 1
settembre: IVANA, figlia di
Albertino Roggerone (Can) e
di Adolfa Ponte - 2 settembre:
ENRICO, figlio di Felice Ga-
riglio (Mec) e di Maria Pelis-
sa - 3 settembre: STEFANO,
figlio di Sergio Pierattini
(Liv) e di Idia Guerrini - 5
settembre: PAOLO e PAOLA,
figli di Angelo Galli (Liv) e
di Marina Stefanini - 8 set-
tembre: GIOVANNI, figlio di
Mario Tardito (Can) e di Cle-
lia Ferrando - GIULIO, figlio
di Osman Ranalli (Cmi) e di
Rosaria Molino.
A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.
Si sono sposati
23 giugno: Marco MARUFFI
(Fon) con Luciana Fascioli -
29 luglio: Giuseppe MAR-
CHETTI (Liv) con Fernanda
Benetti - 5 agosto: Omero
FRESCO (Mec) con Anna Ma-
ria Flamigni - 11 agosto: An-
tonio PATTERI (Fon) con
Franca Gatti - 12 agosto: Gior-
gio MALTESE (Mec) con Ful-
via Picasso - 13 agosto: Lino
RADICCHI (Cmi) con Maria
Bonetta - 16 agosto: Lorenzino
MACCIO' (Mec) con Nicoletta
Ravera - 18 agosto: Archime-
de QUINTILLI (Mec) con
Concetta Bonavita -
AFRICH (Fon) con Elda Bab-
bi - 19 agosto: Carmelo LA
ROSA (Cmi) con Rosina Pe-
dulla - 20 agosto: Augusto
CRINOLDI (Mec) con Angela
Catalano - 26 agosto: Ferdi-
nando BARROERO (Sau) con
Maria Rosa Graziani - Santo
BOCCARDO (Mec) con Ame-
lia Giarretto - Guido BALDI
(Mec) con Leda Campagnoli
- Renato PISANO (Mec) con
Anna Barsanti - 2 settembre:
Eugenio SOLDAINI (Can)
con Isabelia Furno - Mario
FORNACIARI (Mec) con An-
na Ravaschio - 3 settembre:
Francesco LOPRESTI (Mec)
con Saveria Giordano - 9 set-
tembre: Renato MILANESI
(Mec) con Andreina Perasso
- 20 settembre: G, B. LUPI
(Can) con Teresa Ferrero.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri,
PREMI DI
MECCANICO
Patrizio ARIANO - Adriano
ARIMANE - Remo BIANCHI
- Domenico BOMBAGI - Fer-
ruccio BOSCOLI - Genziano
BURATTI - Mario GANDOL-
FO - Antonio GHIGLIONE -
Mario IACONO - Vittorio RA-
PETTI - Alberto RICCAREL-
LI - Pietro VALSERI - An-
tonio VELLA - Giuseppe ZA-
VAGLIA.
CMI
Giulio CARDI
TAVELLA.
- Armando
MUGGIANO
Mario BACCHI - Renzo BO-
LOGNA - Rolando DE GRE-
GORIO - Aldo FRANCESCHI-
NI - Emilio GODANI - Mar-
cello MEZZANI - Franco NE-
RINI - Enrico NOSEI - Giu-
lio ROMANINI.
LIVORNO
Gino BARGIGLI - Vinicio
BARGIGLI - Pietro BER-
NARDI - Aldo BIMBOCCI -
Natale BIONDI - Mario BO-
NELLI - Ivano BORGHINI -
Giovanni BRONDI - Mario
BRUNETTI - Luciano CALI-
STRI - Luigi CAPARRINI -
Elio CAPITANI - Domenico
ANZIANITÀ”
CAPPELLI - Mario CAVAL-
LINI - Dino CHIOCCHI - Iva-
no CIARDI - Paolo CIOMPI -
Emilio COSTAGLIOLI - Ma-
rio DEMI - Piero DONATI -
Germano FABIANI - Spartaco
FIORINI - Nullo FRANCHI -
Franco FRANCHINI - Raoul
FRESCHI - Elisa GATTO -
Paris GIACOMELLI - Manri-
co GIUSTI - Sante GUAL-
TIERI - Mario MAGNELLI -
Ferdinando MARINAI - Mau-
ro MARTINELLI - Bruno
MAZZONI - Sestilio MINUTI
- Ivo MONACCI - Ermete
MONTIBENI - Renato ONO-
FRI - Giovanni PINTORE -
Alfredo PUPILLI - Egisto RO-
SELLINI - Natalina SATUR-
NI - Leonardo SORBO - Gian-
franco TOSI - Luigi TOZZI -
Romano TRASTULLO - An-
tonio UGHI - Emo VAL-
TRIANI.
CANTIERE DI SESTRI
Luigi BORDONE - Giusep-
pe CASADEI - Adriano COC-
CONCELLI - Giorgio D'A-
LUISIO - Renato DELFINO -
Salvatore MARINO - Mario
PASTOR - Otello QUARAN-
TELLI - Duilio SALVADORI
- Danilo TRABUCCO.
Ervino |*
Viviana Pacciani, nipote di Agostino Parodi,
dipendente del Cantiere di Sestri
NOZZE D’ ARGENTO
Il signor Alessandro Ciari,
dipendente del Cantiere di Li-
vorno, e la sua gentile signora
Maria Arsbrosi hanno festeg-
giato recentemente le nozze
d’argento.
Ai fortunati coniugi giunga-
no le più vive felicitazioni de
« l’Ansaldino ».
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PROPOSTA N. 18648.
Matrice per punzonare —
Perno — Dis. 418233 — Pos.
78 a 124.
Propone che sia eliminata
la tracciatura della nicchia al
perno delle matrici per pun-
zonare, perchè essa è inutile;
infatti, piazzato il pezzo sul
platò della fresatrice a di-
stanza giusta, le nicchie ven-
gono ad essere tutte uguali
senza bisogno di tracciatura
op. 2/3.
RISPOSTA.
La proposta è accettata. Il
PRO/TEMP ha provveduto a
modificare il ciclo.
PROPOSTA N. 18839.
C.R.D.A. — Costruzioni 283-
284 - 297 - 298 Branco diam.
100 Dis. M, 61350/6 pos. 2 C.
36973 — Bolle R. 50299.
Propone che dall’operazio-
ne 3/5 sia tolta l’operazione
di <« Collarinare » perchè il
pezzo è già stato lavorato di
TO/O con l’operazione 1/5.
L’osservazione va fatta an-
che per tutti gli altri branchi
del disegno se anche per quel-
li è prevista la collarinatura a
ciclo.
RISPOSTA.
La proposta è giusta. Il PRO
TEMP ha provveduto a modi-
ficare il ciclo.
PROPOSTA N. 18987.
Costruzione 1521 - T/C. da
31.500 Tonn. Valvole di par-
zializzazione - Crociera Dis.
TM. 61088 pos. 29 - Comm.
35282,
Propone che sia modificato
il tratto di mm. 10 filettato,
cioè da 24 MA a 24 ME.
RISPOSTA.
La proposta è giusta e ne
sarà tenuto conto nelle co-
struzioni future.
Per le costruzioni in corso
fino al n. 1521 - Commessa
n. 35282 non sarà però esegui-
ta alcuna variazione.
PROPOSTA N. 17255.
Per l’esecuzione di una sca-
nalatura lungo una generatri-
ce dei tondini di ottone che
servono da bordini per i qua-
dri strumenti per i motori
Doxford 67 LB. 6, secondo i
disegni 78358 - 78266/3 sono
stati costruiti al MAPI n. 5
supporti come da schizzo al-
legato per rendere rapido e
sicuro il lavoro.
RISPOSTA.
I supportini sono stati co-
struiti e rispondono allo scopo.
Sono stati interessati VUTO
per eseguire il rilievo dei
supportini e dare un numero
d’attrezzatura e il PRO-TEMP
per rivedere il ciclo.
®
PROPOSTA N, 19408.
Suggerisce l’impiego di un
dispositivo a corrente accumu-
lata da applicare ai platò ma-
gnetici, per aver la garanzia
di non incorrere in infortuni
nei casi di interruzione della
corrente.
RISPOSTA.
Ripetutamente la « Casset-
ta delle idee » ha risposto alle
più svariate proposte tendenti
ad eliminare ogni possibilità
di infortunio per chi lavora al-
le rettifiche piane od ai lapi-
delli attrezzati con plateaux
elettromagnetici.
Si teme infatti che, per una
improvvisa interruzione di
corrente, il pezzo, non più
trattenuto dal plateau possa
venire afferrato dalla mola
nella sua rotazione per inerzia
e lanciato attraverso l’officina.
A questo possibile inconve-
niente, conosciuto ed esami-
nato presso molte officine e
industrie nazionali, sono stati
proposti vari rimedi, ma nes-
suno ha dato sicure garanzie.
Esso è tuttora allo studio e fi-
gura al primo punto dell’or-
dine del giorno della prossima
riunione del Comitato Regio-
nale per la Prevenzione degli
Infortuni.
Appena lVENPI si sarà e-
spresso definitivamente in
proposito, la Direzione adotte-
rà tutti i sistemi preventivi
che lo stesso Ente consiglierà.
PROPOSTA N. 14959.
Propone una migliore orga-
nizzazione per il passaggio e
lo spostamento dei materiali
al reparto ex MOLO.
RISPOSTA.
A seguito del colloquio tra
il proponente ed il Capo MAN
(sig. Barbin) sono stati presi
i provvedimenti per eliminare
gl’inconvenienti segnalati.
Si riconosce l’interessamen-
to.
PROPOSTA N. 19648.
Propone l’impiego delle vi-
ti a testa piatta anzichè di
quelle a testa sferica per il
fissaggio dei fasciamenti alle
turbine, perchè quelle sferiche
in uso sono deboli nel taglio
e sotto lo sforzo del cacciavite
possono facilmente slabbrarsi.
RISPOSTA.
L’osservazione è giusta; ver-
ranno impartite disposizioni
per l’impiego esclusivo delle
viti a testa piatta per il fissag-
gio dei fasciamenti, piastrine.
targhette e simili in luogo
delle viti a testa sferica, ov-
viamente dopo aver esaurita
la scorta a MAG di queste ul-
time.
L’Ufficio NOR curerà Vap-
plicazione esclusiva della ta-
bella adottata,
°
PROPOSTA N. 18690.
Porta frese — Dis. A. 66998
— 21 — 24. Propone di mo-
dificare la lunghezza dei di-
stanziali da mm. 150, a due
da 75 a 80 mm,, per facilitare
l'operazione di stozzatura del-
la cava per chiavette e la ret-
tifica interna.
RISPOSTA.
La proposta è accettata. I
disegni saranno modificati e
la lunghezza dei distanziali
limitata a 80 mm.
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