L'Ansaldino, n. 2, 1956
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 2, 1956
- Tipologia
- Rivista
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), l'operaio Lorenzo Bozzano al lavoro su un girante di bronzo al manganese per turbina "Francis", destinato alla società "Riva Costruzioni Meccaniche" di Milano
A p. 16 (quarta di copertina), imbarco, ai Cantieri di Sestri Ponente, dell'elica di bronzo al manganese fusa dalle nostre Fonderie e Acciaierie di Campi per una turbocisterna
- L'operaio Lorenzo Bozzano al lavoro su un girante di bronzo al manganese per turbina "Francis", p. 1
- Borse di studio e assistenza scolastica per l'anno 1955-1956, p. 2
- Le prove della "Mioraflores", p. 3
- Gli ingranaggi dei riduttori marini, p. 4
- Storia del Cantiere "Orlando": dalla distruzione alla rinascita, p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- 204 medaglie d'oro: 103 secoli di fedeltà al lavoro, p. 8
- Concorso fotografico, p. 10
- Album di famiglia, p. 11
- Vita di casa, p. 12
- L'ansaldino risponde, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- Imbarco, ai Cantieri di Sestri Ponente, dell'elica di bronzo al manganese fusa dalle nostre Fonderie e Acciaierie di Campi per una turbocisterna, p. 16 - Data testuale
- 1956 febbraio 1-14
- Consistenza
- pp. 16
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/37
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
PERIODICIVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Periodico quindicinale a stampa
- contenuto
-
Gr
Nes
puo i; MMAtto : > QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. s° fitte. smun it
ed ai penslonat secondo
le — - — ù i
Girante di bronzo al manganese del peso di 4386 Kg., per turbina « Francis ». Il pezzo, fuso dalla nostra Fonderia, è destinato alla Società «Riva -
Costruzioni Meccaniche » di Milano. A destra l'operaio Lorenzo Bozzano.
I n
2
Borse di studio e assistenza scolastica
per l’anno 1955 - 1956
Borse di studio
Norme generali
1. - Istituzione di Borse di Stu-
dio, — Per l'anno scolastico 195
1956 l'Ansaldo S. A. mette a con-
corso le seguenti borse di stuaio
allo scopo dai offrire al più meri
tevoli lgli dei dipendenil dell’A-
zienda la possibilità di fruire di un
tangibile aiuto per frequentare i
corsi d'istruzione media e superio-
re dei seguenti ordini di scuola:
— Scuola di avviamento Professio-
nale Industriale e Commerciale
- Scuola Media,
— Liceo Classico e Scientifico - Li-
ceo Artistico.
-- Istituto Commerciale per Ragio-
nieri - Istituti per Geometri -
Istituto Magistrale,
- Istituto Tecnico Industriale -
Istituto Tecnico Nautico.
-— Università (Facoltà d'Ingegneria
e ogni altra Facoltà).
2, - Persone ammesse a concor-
rere. — Potranno concorrere i figli
(maschi e femmine) di coloro che
siano alle dipendenze dell’Ansaldo
da non meno di due anni,
3. - Natura delle borse, — Le
borse messe a concorso per l'an-
no scolastico 1955-1956 sono di due
tipi: borse di 1,0 grado e borse di
2.0 grado, Qualora non risultassero
assegnate borse di 1.0 grado, l’am-
montare cdi esse potrà essere de-
voluto a costituire borse di 2.0
grado per lo stesso ordine di studi
ed in numero adeguato alla somma
disponibilc, Se le borse destinate
ad un certo ordine di studi non
venissero assegnate, i relativi im-
porti potranno essere destinati, a
giudizio della Commissione, a bor-
se supplementari per gli altri or-
dini di studi,
4. » Commissione Giudicatrice.
—- L'assegnazione delle borse sarà
fatta in seguito alle decisioni di una
Commissione presieduta da un Di-
rigente dell’ ldo S, A, e sarà
basata sui meriti scolastici dei con-
correnti. A_ parità di meriti saran-
no presi in considerazione lo stato
di famiglia del dipendente e la sua
anzianità di servizio. Qualora il
numero dei concorrenti alle borse
di 1,0 grado superi quello delle
borse messe a concorso, gli even-
tuali esclusi avranno la precedenza
neli’assegnazione delle borse di 2.0
grado.
5. - Pagamento delle Borse,
N pagamento delle borse ver
fettuato ai dipendenti dell'An
do S. A., genitori dei beneficiari
in data da stabilirsi,
fi. - Presentazione delle domande,
Le domande, redatte sugli ap-
positi moduli a disposizione degli
interessati presso le Assistenti So-
ciali di Stabilimento, dovranno es-
sere inviate entro il 15 Febbraio
1956 all'Ansaldo S. A, - Direzione
Generale - Ufficio ASA - Genova -
corredate dello stato di famiglia
(in carta libera) del richiedente, e
del certificato scolastico richiesto
per il tipo di borsa a cui il con
corrente aspira, dal quale risu
le votazioni ottenute nello serutinio
finale o negli esami di ammissione
dell'anno scolastico 1954-55 e del
certificato d'iscrizione della Scuola
frequentata dal concorrente nell'an-
no 1955-56.
7.- Disposizioni finali. — Gli or-
fani di dipendenti, deceduti da non
oltre due anni e che al momento
della morte avevano un'anzianità di
servizio non inferiore ad anni 10,
saranno ammessi a concorrere al-
le borse, alle stesse condizioni e
con parità di trattamento con i fi-
gli dei dipendenti viventi.
Per tutte le questioni di interpre-
tazione delle presenti norme e per
qualsiasi questione che da tali nor-
me non sia contemplata, deciderà la
suddetta Commissione, z
Norme particolari
a) Borse di studio per la Fa-
coltà di Ingegneria e ogni altra Fa-
coltà,
1. - Subordinatamente alle norme
generali sopra indicate, 1° Ansal-
do S. A. mette a concorso per l’an-
no accademico 1955-1956 le se-
guenti borse di studio:
Ingegneria: 2 borse di studio di
1.0 grado da L. 100.000; 2 borse
di studio di 2.0 grado da L. 50.000.
Altre Facoltà: 2 borse di studio
di 1.0 grado da L. 100.000; 5 borse
di studio di 2.0 grado da L. 50,000.
2, - Le borse di studio di 1.0 gra-
do (L, 100.000) sono messe a con-
corso fra tutti quei giovani che
non siano mai stati e non siano
fuori corso, e abbiano sostenuti tut-
ti gli esami prescritti per il corso
che hanno frequentato nell’anno
scolastico precedente entro le ses-
sioni previste dai regolamenti ri-
portando una classifica media gene-
rale non inferiore ai 27/30, con
un minimo di 24/30, per ciascuna
materia.
Quelle di 2.0 grado (L. 50.000),
fra tutti coloro che nelle stesse
condizioni abbiano riportato una
classifica media generale non in-
feriore ai 24/30, con un minimo di
21/30 per ciascuna materia,
ber gli iscritti al Lo anno alle
Facoltà, le borse verranno messe a
concorso sulla base dei risultati
degli esami di maturità classica 0
entifica le cui medie generali
dovranno essere non inferiori agli
8/10 per il 1,0 grado con un mi-
nimo di 7/10 per ogni voto par-
ziale ed ai 7/10 per il 2.0 grado
con un minimo di 6/10 per ogni
voto parziale,
b) Borse di studio per Liceo
Classico, Scientifico e Artistico -
Istituto Professionale Industriale -
Istituto Tecnico Nautico - Istituto
Tecnico Commerciale per Ragio-
nieri - Istituto per Geometri e Isti-
tuto Magistrale.
1. - Subordinatamente alle norme
generali sopra indicate, 1’ Ansal-
do S, A. mette a concorso per l’an-
no scolastico 1955-1956 le seguenti
borse di studio:
Liceo Classico e Scientifico; 2
borse di studio di 1.0 grado da Li-
re 50.000; 10 borse di studio di 2.0
grado da L. 25.000,
Istituto Professionale e Istituto
Nautico: 2 borse di studio di 1.0
grado da L, 50.000; 10 borse di stu-
dio di 2.0 grado da L. 25.000.
Istituto Tecnico Commerciale
per Ragionieri e Istituto Tecnico
per Geometri: 2 borse di studio di
lo grado da L, 50,000; 4 borse di
studio di 2.0 grado da L. 25.000.
Istituto Magistrale e Liceo Arti-
stico: 2 borse di studio di 1.0 gra-
do da L. 50.000; 6 borse di studio
di 2.0 grado da L. 25.000,
2, - Le borse di 1.0 grado (Li-
re 50,000) sono messe a concors
fra tutti quei giovani che nello
scrutinio finale ciell'anno scolastico
precedente abbiano riportato una
media non inferiore agli 8/10 sem-
pre quando nessun voto parziale
sia inferiore ai 7/10.
Quelle di 2,0 grado (L. 25,000),
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
ai 7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10.
€) Borse di studio per Scuola
Media, i
1. - Subordinatamente
me generali sopra indi
saldo S. A. mette a
alle
nor-
VAn-
l'anno scolastico 1955-1956 le
guenti borse di studio:
4 borse di studio di Lo grado da
L. 24,090; 18 borse di studio di 2,0
grado da L. 12.000,
2, - Le borse di 1.0 grado (Lire
24.000) sono messe a concorso fra
se-
tutti quei giovani che abbiano ri-
portato allo scrutinio finale del-
l'anno precedente una media non
inferiore agli 8/10, sempre quando
nessun voto parziale sia inferiore
ai 7/10.
Quelle di 2,0 grado (I., 12.000),
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
ai 7/10, sempre quando nessun
voto parziale sia inferiore ai 6/10,
d) Scuola di Avviamento Profes-
sionale Industriale e Commerciale.
1. - Subordinatamente alle nor-
me generali sopra indicate | An-
saldo S. A. mette concorso per
l'anno scolastico 15 19568 le se-
guenti borse di studio:
1 borsa di studio di L.o grado da
L. 24.000; 7 borse di studio di 2.0
grado da L. 12.000,
2, - Le borse di 10 grado (Li-
re 24.000) sono messe a concorso
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato allo serutinio finale @el-
l’anno precedente una media non
inferiore agli 8/10, sempre onando
nessun voto parziale sia inferiore
al 7/10.
Quelle di 2.0 grado (Lire 12.000),
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
al 7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10
Assistenza scolastica
Norme generali
1) Istituzione, - Per l'anno »
lustico 1955-1956 l'Ansaldo S.
allo scopo di fornire un aiuto tan-
gibile ai dipendenti studenti
tuisce ia presente forma di assi.
stenza scolastica,
2) Persone che hanno diritto a
tale assistenza. - Saranno ammessi
a tale assistenza i dipendenti del-
Ansaldo i quali dimostrino a fine
di ciascun anno scolastico, di aver
seguito con profitto gli studi
sottoindicati ordini di scuola.
1) Università. - Facoltà di Inge-
gneria - Scienze Economiche e
Uommerciali.
b) Scuole Medie, . Scuola me-
din unica - Avviamento al lavoro
- Ginnasio - Liceo classico e scien-
tifico - Istituuo Tecnico per Perito
Industriale - Istituto "‘fecnico per
Ragionieri - Istituto Nautico,
€) Corsi per il conseguimento
dell'attestato di comptometris
lisegnawre costruttore e mec
co - Corsiì di lingue straniere,
2) Modalità di pagamento. - ll
pagamento delle quoie della pre-
sente forma oi assistenza viene ef-
fewuaro aireuamente agli Interes-
sai da liu/ASA dietro presenta-
zione del ceruncato di promozione,
conseguito anene in due sessioni,
Se l'interessato av frequenta-
to un corso regolare ui stuaio la
quota annuale Gi assistenza potrà
essere erogaca ratealmente alla il-
ne di ogni vrimesire purchè lo stu»
dente abbia conseguito nel trime-
stre tutte te suflicienze e ne faccia
espressa domanda, l" ovvio che lo
studente il quale alla fine di ogni
trimestre non avrà ottenuto le sufi.
cienze e pertanto non avrà potuto
godere dei ratei, avrà diritto al-
l'intero ammontare della quota an-
nuale purchè tali sufficienze abbia
ottenuto a fine d'anno anche in due
sessioni di esami,
4) Sospensione del beneficio. -
Gli studenti respinti alla fine del-
l'anno non avranno diritto alla pre-
sente assistenza. Qualora gli stes-
si però, l'anno successivo, anche
in qualità di ripetenti, abbiano ot-
tenuto la promozione, potranno u-
gualmente percepire lin quota an-
Mnuale di assistenza,
Nell'eventualità in cui l'anno pri-
ma avessero già percepito, a ter-
mini dell'art. 5 (comma 2), uno 0
più ratei trimestrali, tali ratei, na-
turalmente saranno detratti dz
l'ammontare della quota annu:
loro corrisposta a promozione ot-
tenuta.
5) Non cumulabilità delle quote,
- Le quote di assistenza previste
per ogni anno scolastico non s0-
no cumulabili,
nei
ani
—_
T el V secolo a. C.,
nel periodo della
democrazia ateniese di
Pericle, abbiamo il pie
no splendore dell’ arte
greca classica, col Par.
tenone, col Tempio di
Olimpia, con Fidia. E°
il culto della biellezza
pura, idealizzata, che
esalta soprattutto le sce
ne della mitologia, del-
le leggendarie imprese
achee, dei sacrifici reli-
giosi e delle guerre. Si
farà quindi difficile tro-
vare, in quello che ce
ne è restato, una valida
documentazione del la
voro manuale, rappre
sentato realisticamente
Esso viene spesso
rappresentato in forme
idealizzate e riferite
miti leggendari.
La scultura, comun
que, ci fornisce la più
valida testimonianza
della civiltà dell’epoca.
Ma in essa bisogna diì-
stinguere tra il rilievo
e la statuaria, perchè il
loro sviluppo è del tut-
to differente. Ambedue
come la pittura,
opere in metallo.
le arti progrediscono di pa
coltà del lavoro in pietra o in metallo è alquanto più inceppato.
risale già all’epoca egea; alla sua applicazione in opere d’arte
i omerici nelle loro parti più recenti, specia!
mente nella decorazione di armi. Anche se lo scudo di Achille, forgiato dal:
stesso dio Vuccano, con la sua ricca rappresentazione di scene di tutta la vita
umana, non è che una semplice fantasia artistica, esso si appoggia tuttavia a crea
zioni reali dell’arte egea oppure dell’arte orientale, importate nel mondo greco
dai fenici. Sidorne e Cipro erano vantate come centro d’esportazione di tali antiche
Qui vediamo appunto una scultura che rappresenta l'officina dei
industriale accennano spesso i poem
IL LAVORO NEI TEMPI
dio Vulcano mentre si prepara il famoso scudo di Achille.
se la scena è mitologica, essa si rifà ad esempi reali della metallurgia del tempo.
ri passo, soltanto che lo sviluppo del rilievo per la diffi-
Anche il rilieve
Indubbiamente, anche
SE
In conseguenza anche quegli stu-
denti, che effettuando studi acce-
lerati, in un solo anno, abbiano
compiuto due o più anni di stu-
dio, ottenendone la relativa promo.
zione, avranno diritto esclusiva-
mente alla quota di assistenza pre.
vista per un solo anno scolastico
regolare,
6) Presentazione domande, - Le
domande redatte sugli appositi mo-
duli a disposizione degli interessati
presso le A: tenti Sociali di STA
covranno essere inviate all'Ansaldo
S. p. A. - Direzione Generale - Uf-
ficio ASA - Genova.
Norme parìicolari
Subordinatamente alle norme ge-
nerali sopra indicate e limitata-
imenie ai tipi di scuola specilicati
nelle norme generali, l’Ansaldo S,
A, erogherà le seguenti cifre:
Università:
L. 40.000 pagabili alla fine di
ogni anno accademico a quegli stu-
denti che abbiano superato entro
le due sessioni ordinarie (ed even-
tuali joni o appelli straordinari)
dell'anno medesimo — in ogni ca-
so non oltre il 15 Marzo — almeno
5 esami fra cui non più di uno
complementare tra quelli consiglia-
ti dai rispettivi ordinamenti.
Scuole Medie:
1.0 Anno: L, 15.000 a promozio-
ne ottenuta.
Tale cifra è
pagabile anche a
rate trimestrali purchè lo studen-
te abbia conseguito nel trimestre
tutte le sufficienze,
A dipendenti studenti che hanno
diritto alla presente assistenza so-
no tenuti a presentare a DIG/ASA
le documentazioni relative,
2.0 e 3.0 come sopra.
20.000 a promozione
Anno:
4.0 Anno: L,
ottenuta,
Tale cifra è pagabile anche a ra-
te trimestrali purchè lo studente
ubbia conseguito nel trimestre tut
te le sufficienze.
I dipendenti studenti che hanno
diritto alla presente assistenza so-
no tenuti a presentare a DIG/ASA
le documentazioni relative.
Anno:
8.0 Anno: È.
ne ottenuia,
Tale cifra è pagabile anche a ra-
te trimestrali purchè lo studente
abbia conseguito nel trimestre tut-
te le sufficienze,
1 dipendenti studenti che hanno
diritto alla presente assistenza s0-
no tenuti a presentare a DIG/ASA
le documentazioni relative.
7.0 e 8,0 Anno:
5.0 come sopra,
25.000 a promozio-
come sopra.
Limitatamente ni dipendenti stu-
denti che frequentano. l'Istituto
Tecnico per Periti Industriali e lo
Istituto Nautico per Periti Navali e
Macchinisti Navali le quote dal 4,0
all'8.0 anno verranno maggiorate
di 1,, 5.000 (cinquemila) annuali,
I dipendenti che nell'anno 1955
1956 abbiano frequentato con esito
positivo corsi di cui al punto ce)
dell'art, 2) avranno diritto ad una
quota di a tenza di L. 10.000
(diecimila) alla fine di ogni anno
se il corso ha la durata di più
anni o alla fine del corso se ha la
durata di un solo anno.
Tale cifra è pagabile dietro pre-
sentazione a DIG/ASA dei relativi
documenti.
L'Ansaldo si riserva l'esclusivo
diritto di
troverso,
giudicare ogni caso con-
I tecnici dell’automobile
sì riuniranno a congresso
dal 3 al 6 maggio a Roma
Sotto l’alto Patronato del
Ministero dei Trasporti e del
Consiglio Nazionale delle Ri-
cerche, dal 3 al 6 maggio 1956
si svolgerà a Roma il VI Con-
gresso tecnico internazionale
della FISITA (Federazione
Internazionale tecnici dell’Au-
tomobile).
Come tema da trattare e di-
scutere nelle riunioni tecniche
è stato scelto il seguente argo-
mento: « Ricerche per far pro-
gredire la sicurezza e l’econo-
mia dei trasporti meccanizza-
ti su strada ».
Alle giornate di studio del
Congresso, cui sono invitati
tutti i membri delle Associa-
zioni federate alla FISITA, se-
guiranno escursioni e visite
alle più importanti fabbriche
italiane dell’industria dell’au-
tomobile e del motociclo.
Le prove della «Miraflores?
iciassette gennaio 1956.
D Dalla zona orientale del
Porto, la « Miraflores » si
accinge ad iniziare le prove
ufficiali che la inseriranno tra
le più moderne turbocisterne
Il quadro di manovra della
della flotia
diale.
Il cielo è plumbeo; il mare
assolutamente calmo. Usciamo
dal porto con l’aiuto di quat-
tro potenti rimorchiatori, che
ci lasciano augurandoci buona
navigazione. Mentre ci diri-
giamo verso la base di Porto-
fino Casaspinola e Punta
Chiappa - Villa Raggio, incro-
ciamo il « Lykes Lines» e la
« Cristoforo Colombo »,, nata
sugli stessi scali della « Mira-
flores ». Entrambe ci salutano,
abbassando la bandiera. Noi
rispondiamo, traendo dall’in-
contro i migliori auspici.
A bordo notiamo: l’agente
dell'armatore, dr, Filippo Ca-
meli, il conte Paolo Gerli, il
senatore Pasetti, il Comandan-
te Antola, che l’indomani
prenderà in consegna la nave;
il comm. Ugo Fassio. Insieme
agli altri funzionari, è presente
il dr. ing. Erasmo Di Marco,
ispettore superiore del « Regi-
stro Italiano Navale »; l’ing.
Verner dell’«American Bureau
of Shipping »; Mr. John Ale-
xander Mavor del « Lloyd's
Register of Shipping». Per
l’Ansaldo sono presenti l’Am.-
ministratore Delegato, ing.
Rosini; il Direttore Generale,
ing. Federico Lombardi; i Di-
rettori Centrali, ingg. Carne-
vale e Rougier; il Direttore
del Cantiere Navale di Sestri,
ing. Franco Cristofori insieme
petrolifera mon
al V. Direttore ing. Boero; il
Condirettore del Meccanico
ing. Zanetti, l'ing. Bozzo, mol
ti altri tecnici e l’onnipresente
sig. Emanuelli, capo della se-
greteria de! Cantiere.
« Miraflores »
Cominciano subito le prove
di velocità sulla base. Il Co-
mandante Beretta ripete l’or-
dine di controllare i tempi. La
« Miraflores », docile, ubbidi.
sce, impeccabilmente eseguen-
do le manovre e lascia dietro
di sè una iarga scia che fa on-
deggiare le poche barche di
pescatori avventurate al lar-
go.
Tutto si svolge con una re-
golarità che impressiona i pro-
fani, che vedono manovrare
questo nuovo colosso dei mari
con la leggerezza di un gab-
biano.
I risultati sono brillanti. La
velocità a mezzo carico supera
le clausole contrattuali e rag-
giunge i 17,26 nodi.
Mentre stiamo per rientra-
re, abbiamo voluto chiedere ai
presenti le impressioni lascia-
te dalla « Miraflores ». Comin-
ciamo coll’Agente dell’armato-
re, che ci sembra soddisfatto.
Non ci inganniamo; infatti ci
dichiara: «Le impressioni?
magnifiche. La nave è perfet-
ta, completa sotto tutti i pun-
ti di vista, malgrado l’antici-
pata consegna. Gli armatori
sono assolutamente soddisfat-
ti».
Il Comandante Antola, che
domani porterà la nave in tut-
ti i mari: « Sono molto soddi-
sfatto; la nave risponde per-
fettamente ai requisiti con-
trattuali, Non solo: ma possie-
de quella praticità e conforts
che ne fanno una moderna e-
spressione della tecnica italia-
na e che le consentono di por-
tare con orgoglio il nome dei
costruttori oltre i confini del
la Patria ».
La parola al Comandante
Beretta, che ha guidato l’uni-
tà in queste sue prime uscite:
« La velocità è superiore a
quella dell’« Argea » e il fun-
zionamento di tutto il com-
plesso è più che soddisfacente
La è» Miraflores» ha soprat-
tutto ottime qualità sia tecni.
che che manovriere ».
Il cap. Caorsi, che ha di
retto il montaggio dell'appa
rato motore: « L'apparato in
argomento è a tre caldaie del
tipo Foster Wheeler che danno
vapore ad una turbina di alta
e ad una di bassa pressione
con marcia indietro incorpo-
rata per una potenza di 15.000
cav. a circa 110 giri. Questa è
la terza unità uscita dai Can-
tieri di Sestri con l’apparato
motore di questo tipo, e per
ognuna sono stati fatti passi
da gigante nei risultati, attra-
verso la più razionale dispo-
sizione, che l’espezienza consi-
glia necessaria in fase di mon-
ne
In sala macchine. A destra: gli operai M. Orsi e S. Arena e
taggio, di ogni singolo elemen-
to dell'apparato motore ».
L’ing. Giripaldi si interessa
particolarmente degli evapo-
ratori. Malgrado l’infernale
rumore che regna sovrano in
sala, ci spiega che questi, J.
Weir, funzionano con vapore
spillato dalla turbina di bassa
pressione, e danno una produ-
zione superiore al previsto,
anche se più ingombranti di
quelli installati sulle prece-
denti unità ».
La parola all’ing. Bozzo:
Zavorrata, la « Miraflores »
raggiunge una velocità di cir-
ca 17,35-17,40 miglia orarie,
velocità notevolmente superio-
re alle clausole contrattuali.
Il consumo di nafta è di circa
250 grammi per cav/h, abbas-
sando il precedente limite sta-
bilito dall’« Argea »,
Radiotelegrafisti: « Questa
stazione radio è stata instal-
lata dalla « Compagnia Gene-
rale Telemar» e le apparec-
chiature consentono un co-
stante collegamento con tutti
i Paesi del mondo. La stazio-
ne dispone di un trasmettitore
e di un ricevitore costruiti
dalla Magneti Marelli su li
cenza della Telemar. Ambedue
sono la più moderna espres.
sione tecnica per consentire
un continuo contatto radio in
pratica con l’intero globo, Mi-
glioramenti tecnici? Lievi, ma
sensibili. La « Telemar» ha
ancora sistemato a bordo il
radar (tipo Decca di Londra)
e l’ecometro, Il primo consen-
te una distanza minima di 0,5
e massima di 45 miglia. Il se-
condo consente di registrare
profondità fino a 1.350 metri ».
Il medico di bordo ci infor-
ma che sulla nave è installa-
ta una completa attrezzatura
medico-chirurgica, di cui, for-
tunatamente, nessuno abbiso-
gna mai. Nemmeno la distri-
buzione delle pillole anti -
nausea raggiunge, in questa
come in altre accasioni, cifre
consistenti. « Un po’ — spiega
— perchè le occupazioni di
varia natura distraggono e
molto perchè la stabilità delle
navi è il più sicuro antidoto ».
E’ notte ormai. Ore 21, I ri-
morchiatori riprendono in
consegna l’unità. Genova bril-
la dalle sue colìiine, mentre si
spegne l’ultima scia lasciata
dall’elica della « Miraflores »
che domattina scriverà la pri-
ma parola sul libro bianco del
suo destino,
Emiddio Loscalzo
l’ing. indonesiano Sutopo
i indranaooi dei riduttori marini
no dei problemi più im-
| | portanti e delicati che
occorre risolvere nella
progettazione e nella lavora.
zione degli apparati motori
navali a vapore è indubbia-
mente quello degli ingranaggi
che costituiscono il riduttore.
E’ un problema che era attuale
il giorno in cui s’iniziò la co-
struzione dei turboriduttori,
ed è attuale oggi, più che mai,
anche se sotto aspetti diversi.
Se si dice che nelle svariate
lavorazioni meccaniche carat-
teristiche dell’Ansaldo, quella
relativa agl’ingranaggi per ri-
duttori marini è la più delica-
ta ed esigente, si afferma una
verità incontestabile. Per far-
vi fronte l'Ansaldo ha provve-
duto, com'è noto, ad installare
nello Stabilimento Meccanico
una Officina ad aria termore-
golata, corredata del più mo-
derno macchinario che oggi
esiste nel mondo.
E’ un’Officina unica ed è la
migliore in Europa, che ha
messo il nostro Paese in con-
dizioni di non essere più tri-
butario dell’estero, non solo,
ma di porsi all'avanguardia
delle Nazioni più qualificate
nel campo delle costruzioni
navali.
Ma la tecnica è in una fase
d’evoluzione e d’affinamento
veramente assai rapida e l’at.
tenzione dei costruttori deve
essere quindi rivolta al doma-
ni, per essere pronti a rispon-
dere a richieste sempre più
esigenti.
Le turbine a vapore che og-
gi si progettano vengono spin-
te verso numero di giri al 1’
sempre maggiori, così come si
tende continuamente ad au-
mentare le pressioni specifiche
sui denti degli ingranaggi.
Concomitanza, quindi, di due
fattori importanti per gl’ingra-
naggi: velocità periferiche ele-
vate e carichi specifici sempre
crescenti.
Nel considerare le possibilità
d’incremeniare la potenza che
un riduttore può trasmettere
a forti velocità periferiche, ri-
sultano preminenti: la preci-
sione con la quale si realizza-
no le dentature e le caratte-
ristiche degli acciai impiegati.
Mentre i pignoni, essendo di
piccole dimensioni, possono
essere costruiti di un solo pez-
zo e di acciai legati pregiati
e pertanto non presentano gra-
vi difficoltà tecnologiche, le
ruote lente costituiscono un
organo nella cui difficile ese-
cuzione giocano seri problemi
metallurgici e di lavorazione.
D'altra parte il carico (po-
tenza) che un riduttore può
trasmettere dipende (a parte
eventuali inconvenienti deri-
vanti dal disegno e dalla la-
vorazione delle casse) dalla
pressione «pecifica che i denti
possono sopportare. La presen-
te specifica a sua volta è lega-
ta alle caratteristiche dell’ac-
ciaio di minore resistenza
della coppia di dentature, ac-
ciaio che è sempre quello del-
le ruote.
Parlare d’aumentare la po-
tenza che un riduttore può
trasmettere equivale dunque
a parlare di costruire ruote
con corone di acciai di carat-
teristiche più elevate.
Nella costruzione delle ruo-
te ha oggi prevalenza indi-
scussa il metodo saldato, di
cui si distinguono due varietà:
quella in cui le corone den-
tate sono calettate forzate (a
caldo) sulla struttura portan-
te saldata, e quella in cui le
corone dentate fanno parte in- .
tegrante della struttura salda-
ta della ruota stessa.
La prima soluzione ha pre-
ceduto l’altra, in ordine di
tempo, e va gradatamente
scomparendo tanto che oggi
poche sonu le Ditte che la pra-
ticano, Essa può essere consi-
derata come una costruzione
di transizione fra il vecchio si-
stema con corpo di ghisa e
corone di acciaio (Aq. 50) e
quello, oggi prevalente, di co-
rone direttamente saldate alla
struttura portante,
Mentre per il passato il li-
mite nelle caratteristiche mec-
caniche dell’acciaio delle co-
rone era clettato dalle neces-
sità della saldatura, oggi si
riesce a costruire ruote con co-
rone di acciai legati bonificati,
ed il nuovo limite è definito
dalle possibilità di taglio degli
utensili (creatori).
Il metodo di taglio della
dentatura di gran lunga prefe-
rito è quello continuo con
creatore, per il quale le mac-
chine dentatrici sono giunte
ad un grado di precisione ve-
ramente notevole.
Qualche costruttore ricorre
al taglio con utensili stozza-
tori, ma questo metodo è ge-
neralmente giudicato meno
buono, per la presenza di mo-
vimenti alterni ed a scatti.
Le caratteristiche meccani
che dei materiali da tagliare
dipendono come si è detto,
dalle caratteristiche dei crea-
tori che fresano la denta-
tura, in quanto occorre garan-
tire che l’utensile riesca a por-
tare a termine l’operazione
senza interruzione e senza
usurarsi apprezzabilmente in
modo da non provocare varia-
zioni nei denti tagliati.
Siccome anche i migliori
acciai per utensili non sono
in grado di garantire quest’ul.
tima condizione oltre un cer-
to limite nelle caratteristiche
degli acciai da tagliare, gli a-
mericani per primi introdus-
sero la pratica di far subire
un'ulteriore lavorazione di fi-
nitura ai denti a mezzo della
rasatura. La perfezione della
dentatura viene in tale caso
realizzata, quanto a precisione
di passo ed angolo della spira,
dalla dentatrice, e quanto ad
esattezza di profilo, uniformità
della superficie ed estensione
del contatto dalla rasatrice.
Le ruote di grandi diametri,
che una volta si costruivano
con acciai di 50-60 kg/mmî di
resistenza, grazie alla rasatura
oggi si possono fare con acciai
aventi carichi di rottura di
70 + 80 kg/mmî, passando
contemporaneamente con le
pressioni specifiche da 25 + 26
kg/mm? a 29 + 30 kg/mmî,
ciò che porta ad una riduzione
di peso nei riduttori fino al
25 per cento.
Si è cercato anche d’impie-
gare acciai a caratteristiche
iniziali più basse, sottoponen-
do i denti, dopo il taglio, ad
un trattamento termico inteso
ad aumentare le caratteristi
che superficiali, per ultimarli
poi di lavorazione a mezzo
della rasatura.
Il primo metodo di tratta-
mento superficiale fu quello
della flammatura, ma nono-
stante i grandi progressi fatti
da questo metodo, i risultati
non danno quell’assoluta uni-
formità che è tassativa per
questo tipo d’ingranaggi.
S’introdusse successivamen-
te la tempera superficiale a
induzione, che dà risultati mi-
gliori e più uniformi. Per i pi-
gnoni dei riduttori per turbine
si potrebbe senz’altro adottare
la tempera a induzione, ma ciò
non porterebbe alcun vantag-
gio se contemporaneamente
non si potessero elevare le
caratteristiche meccaniche su-
perficiali dei denti delle ruote
lente.
La tempera ad induzione dei
denti delle ruote lente di gran-
de diametro è stata tentata,
ma da quanto risulta finora,
con esito negativo, Tale tem-
pera dei denti provoca tensio-
ni interne nelle corone, che
possono essere pericolose in
funzionamento e che occorre-
rebbe eliminare con un trat-
tamento di rinvenimento e di
distensione, trattamento che a
sua volta snnullerebbe la pre-
cisione della dentatura.
Anche la sola tempera ad
induzione, in se stessa, provo-
ca deformazioni permanenti
nelle corone che, pur essendo
di piccola entità, sono sempre
tali da distruggere la preci-
sione della dentatura (anche
se di grado B).
Gli errori prodotti dalla
tempera ad induzione risulta-
no inoltre di grandezza tale da
non poter essere corretti con
la susseguente rasatura.
Per superare questo ostaco-
lo sono stati fatti all’estero
tentativi -di ricorrere ad altri
procedimenti di lavorazione, i
quali permetterebbero addirit-
tura d'impiegare acciai di ca-
ratteristiche ancor più elevate
di quelle lavorabili con la ra-
satrice.
Questi tentativi si sono di-
+
| RITRATTI
I VERNICIATORI
di colore,
infischiarsene della
\
N
perniciatori di Stabilimento non seguono, nel loro lavo-
ro, criteri di scuola post-impressionista, e non hanno,
quindi, privati ammiratori o critici ufficiali. Hanno, bensì,
un grande pubblico, quello dei vari e una parte degli ap-
plausi alla nave scintillante di minio che scende in mare è
anche per loro. Poi ci sarà l’altro pubblico, quello che viag=
gia a bordo, il quale si sentirà a suo agio se tutto ciò che lo
circonda è verniciato, smaltato e stuccato a puntino,
1 verniciatori hanno anche loro un critico spietato, il
mare, che corrode, intacca la tela d'acciaio sulla quale è
spalmato il colore. Ma essi lavorano sereni, chè conoscono
il segreto del minio dell’antivegetativo, dell’anticorrosivo,
conoscono cioè il tempo di durata, sulle carene, d'ogni tipo
Uno scafo pitturato a caldo con antimoravia, dal vago
riflesso verdolino, spennellata a lisca di pesce a 1000°, potrà
critica...
Quanti pittori, di monotipi astratti, possono garantire i
loro effetti per altrettanto tempo?
Opera, questa dei verniciatori di Stabilimento, veramen-
te mirabile, dove tutto vibra in vaste proporzioni, dal con-
sumo della pittura che non si calcola in tubetti ma in
tonnellate, al tempo, che macina col bicocco, rosso, celeste,
verde o nero, per migliaia di ore, remote fantasie d'altri de-
stini, sigillati in un sogno, che la nave porterà, con altre
cose, lontano, al di là dell'orizzonte.
iN
ì
marina per cinque anni!
EFFEGI
T,
mostrati però poco pratici, ed
in ogni caso non sono riusciti
ad imporsi in modo decisivo,
soppiantando il taglio con
creatore.
In conclusione, benchè si
parli molto di aumentare i ca-
richi dei riduttori e siano sta-
Riduttore per gruppi di propulsione fino a 16.000 cav. in corso di montaggio al MEC
ti fatti esperimenti pratici in
diverse direzioni, allo stato
attuale della tecnica si può di-
re che migiioramenti concreti
siano stati ottenuti col proce-
dimento della rasatura, ma
sempre su acciai ancora la-
vorabili col creatore.
Per questa serie di conside.
razioni e per eseguire più che
è possibile, da vicino, i pro-
gressi delia tecnica in questo
importante campo, l’Ansaldo
ha deciso di arricchire la sua
Officina grandi dentatrici di
una nuova macchina (la MH.
100) per il taglio e la rasatura
dei denti delle ruote fino a
tre metri di diametro. Questa
dentatrice metterà in condi-
zione lo Stabilimento Mecca-
nico non solo di fare fronte
al carico di lavoro che segna
un’insistente punta proprio
nella zona dei diametri fino a
circa tre metri, ma di adope-
rare altresì, per le fasce delle
ruote lente, acciai legati boni-
ficati di caratteristiche supe-
riori e le cui superfici allo
stato attuale degli acciai da
utensili, possono essere finite
con tutta tranquillità solo me.
diante l'operazione di rasa-
tura.
Dino Conti Barbaran
li Orlando erano ormai
talmente sicuri di sè e
delle proprie maestranze
che nel 1910 costruirono un
incrociatore corazzato da 11
mila 500 tonnellate, sicuri che
qualcuno l’avrebbe comprato.
Infatti si fece avanti la Gre-
cia, dato che i Balcani anda-
vano a fuoco, e la nave prese
il nome di « Averofî ».
Nel 1912 fu costruito il som-
mergibile « Espadarte » per la
marina portoghese, mentre la
Marina Italiana ebbe, da allo
ra fino alla fine della prima
guerra mondiale, i sommergi-
bili « Fisalia » e « Zoea »; nel
*13 quattro caccia tipo « Au-
dace » muniti del nuovo tipo
di turbine « Zoelly-Orlando »,
nel *16 quattro sommergibili
tipo « F», dal ’16 al "18 sei
caccia costieri, due torpedi.
niere a turbina, ventotto mas,
una nuova cannoniera « Cap-
pellini =. Da notare che qui
furono costruiti i famosi Mas
della beffa di RBuccari. Frat-
tanto erano stati varati nel
1913 il piroscafo « Zar Ferdi-
nando » per la Bulgaria e nel
#14 lo yacht « Makooh » per il
Kedivè d’Egitto.
Nel dopoguerra furono co-
struiti quattro caccia del tipo
« Palestro » e quattro del tipo
«Curtatone» con apparato mo-
tore da 24.000 Cv., e il piro-
scafo « Crispi » per la Soc.
F.lli Orlando & C. Va segna-
lata, nel 1926, la costruzione
dello yatch « Flying Cloud »
di 1.800 tonnellate, per il Du-
ca di Westminster, che fu co-
struito in ferro riproducendo
esattamente il vecchio yatch
in legno.,.
Durante gli anni del primo
conflitto lavorava in cantiere
quell’ing. Wissiak di Sestri
Levante che doveva poi im-
piantare la prima fabbrica di
modelli navali. Ò
Nel 1925 il cantiere vinse il
concorso per la costruzione dei
grandi incrociatori da 10.000
tonnellate detti del tipo « Wa-
shington » che avevano un ap-
parato motore di oltre 150.000
Cv
Il «Trento» fu la prima nave
impostata sul nuovo scalo che
era sorto fuori della darsena,
verso levante, e che si chia-
mò «scalo Morosini », e fu
varato nel 1927, costituendo
per i nuovi tempi giusto mo-
tivo di orgoglio, come la « Le-
panto » l’aveva costituito nei
tempi vecchi. Il « Trento » al.
le prove sorpassò i trentotto
nodi; il suo gemello = Trie-
ste» fu costruito su disegni
livornesi nei cantieri San
Marco di Trieste. Nel ’30 e nel
'31 furono varati altri incro-
ciatori gemelli, il. « Gorizia »
e il « Pola» e ie tre sagome
troneggiano giustamente nel.
la grande bacheca centrale del
Museo Navale del Cantiere.
Il « Pola» fu realizzato in
soli venti mesi e consegnato
con otto mesi di anticipo sul
termine stabilito. Subito dopo
fu varato l’incrociatore « Ema-
nuele Filiberto » di 7.400 ton-
nellate.
Il merito della progettazio-
ne del « Trento » va ricono-
sciuto all’ing. Rougier, che è
attualmente Direttore Centra-
le alla nostra Sede.
Va ricordato che, alla par-
| tenza di Giuseppe Orlando, gli
successe come direttore il fi-
glio ing. Luigi e Amministra-
| tore Delegato fu l’ing. Deoda-
| to Figari, che proveniva dai
| cantieri Odero della Foce.
| Poi, subentrata l’OTO (Ode-
‘ro - Terni - Orlando che dove.
| STORIA DEL CANTIERE “ORLANDO” |
Dalla distruzione alla rimaseita
La turbonave « Achillefs » varata nel
va rimanere la denominazione
del cantiere fino al ’49) fu di-
rettore l'ing. Serra, sostituito
poi dallo stesso ing. Rougier.
Così
si presentava
I tradizionali successi del
cantiere presso ic Marine este-
re continuavano, e nel "29 in-
fatti fu varato il bellissimo
incrociatore corazzato « 25 de
Mayo » per la marina argen-
tina, da 8.700 tonnellate con
apparato motore da 110.000
Cv.
il Cantiere di Livorno alla fine
Ma i grandi successi non
erano finiti. Nel 1937 fu varato
per la Russia l’incrociatore
leggero « Taskent », la nave
più veloce del mondo. Il con-
1952
tratto richiedeva nodi 42,5 ma
alle prove si
443. I Russi vollero ripetere
la prova nel Mar Nero, e là,
Bree DLL
5 & dat
dell’ultimo conflitto
davanti alla storica base di
Sebastopoli, il «Taskent» rag-
giunse i nodi 45,3.
Nel ’36-’37 il cantiere costruì
i famosi caccia tipo « Oriani »
Li
L’incrociatore corazzato argentino « 25 de Mayo » varato nel 1929
ottennero nodi
e durante il periodo della se-
conda guerra mondiale, oltre
a una decina di detti caccia,
ebbe l’ordinazione di 4 inero-
ciatori leggeri tipo + Attilio
Regolo » dei quali due furono
consegnati mentre per gli al-
tri due venne sospesa la co-
struzione. Gli furono ordinate
anche 9 corvette delle quali
tre consegnate, le altre ancora
sullo scalo all’8 settembre, Fu-
rono inoltre costruiti due piro-
scafi da carico ed eseguite
estese riparazioni a circa 40
unità.
Il cantiere fu ripetutamente
danneggiato da massicce in-
cursioni aeree ed infine spo-
gliato dai tedeschi di tutti i
materiali ricchi e di parte del
macchinario. Nel momento
della ritirata da Livorno, nel
luglio ’44, i tedeschi fecero
saltare colle mine le gru degli
scali e delle banchine di alle-
stimento, danneggiando pure
gli scali e i bacini di carenag-
gio.
Il cantiere era ridotto come
un colabrodo: basta pensare
che su 60.000 mq. di area,
50.000 erano distrutti; 2/3 de-
gli edifici a terra; su 748 mac-
chine, 435 erano state aspor-
tate, 200 distrutte e 113 dan.
neggiate. Tutte le centrali ‘di
produzione e trasformazione
annientate, un terzo delle gru
perdute.
La ricostruzione toccò qui
le proprie punte più dramma-
tiche e commoventi, ed i ri-
sultati più lusinghieri. Sono
stati ripristinati e potenziati
gli scali di costruzione, le ban-
chine e il bacino, e le attrez-
zature sono più moderne e di
maggior potenzialità delle
preesistenti. Sono aumentati
i mezzi di sollevamento, e si
sono installate due gru scorre-
voli da 35 tonnellate e una
da 25 che consentono di mon-
tare in blocco le intere strut-
ture pre-fabbricate. Tutti gli
impianti sono stati completa-
mente ripristinati, e si sono
compiuti ingenti e difficili la-
vori, come il ricupero e il ri-
pristino di cinque piroscafi e
di tre motonavi che giacevano
sul fondo, lo stesso per due
grandi pontoni e tre rimor-
chiatori, oltre a due grandi
peschereccì oceanici. Sono sta-
te costruite, oltre a due spe-
ciali motochiatte fluviali per
l'Argentina e al peschereccio
d’alto mare « Santa Mafalda »
per il Portogallo, le lussuose
navi passeggeri « Karaiska-
kis» e « Achillefs» per la
Grecia, le motonavi « Udine »
e « Enotria » per l’Adriatica e
la turbocisterna «Mina D’Ami.
co » per la soc. « Lilibeo », da
31.500 tonnellate.
Ma questa è cronaca di oggi
che sapete tutti, come sapete
che col 1.0 novembre 1949 il
cantiere entrò a far parte del
Gruppo Ansaldo in seguito al
riordinamento dei diversi set-
tori della Finmeccanica.
Ora il cantiere ferve di la-
voro e di opere, e la darsena
di allestimento è letteralmen-
te «invasa »: caccia e avviso
scorta per la Marina Italiana,
cacciatorpediniere per il Ve-
nezuela, corvette e avvisi per
l'Indonesia.
Le gru che si stagliano nel
cielo e si muovono operose
sembrano bandiere agitate a
festa: il tempo delle distruzio-
ni è ormai lontano, ed evi-
dentemente il sole sorge an-
cora.
NEPGGANICGO
Nuova Îresatrice multipla idrocopia
La nuova fresatrice in funzione, A sinistra:
Reggiani del Meccanico; a destra: ‘il montatore Gino Cappel-
lotti della Casa costruttrice della macchina.
La costruzione dei motori
Ansaldo - Maybach al Mecca-
nico ha richiesto, attraverso
alcuni anni di preparazione,
un programma di acquisto di
macchinari e attrezzature che
è in piena fase di realizzazio-
ne, Lo Stabilimento Mecca-
nico è certamente dotato di
mezzi importantissimi e di
prim’ordine, ma con ciò non
si vuol dire che sia in grado di
eseguire qualsiasi lavorazione
e in condizioni di economia
favorevoli, Oggi per riuscire
a produrre nella qualità desi
derata e al tempo stesso eco
nomicamente, occorrono mac
chine e mezzi appositamente
studiati e organizzati, specie
poi auando si tratta di mo-
tori del tipo veloce, come è il
Maybach, che ha delle carat-
teristiche di prestazione molto
spinte e quindi richiede una
lavorazione precisa ed accu
rata.
Nel mettere a punto il ci-
clo di lavorazione di questi
motori, l’attenzione non pote-
va non essere posta, fra le al
tre cose, sulle bielle che sono
un organo di vitale importan-
za e che ricorrono in numero
piuttosto rilevante.
Una nuova fresatrice, « La
Rigide » tipo KA 200/4, è sta-
ta appositamente acquistata e
destinata principalmente alla
lavorazione di tali bielle. La
settimana scorsa è entrata in
regolare produzione dopo una
rapida messa a punto.
Caratteristica principale del-
la macchina è la possibilità di
fresare ben quattro bielle
contemporaneamente. I quat-
tro mandrini porta-frese, si-
stemati in posizione reciproca
fissa, sono mossi da due moto-
ri della potenza di 10 HP cia-
scuno, il che consente di ese-
guire fresature con forti pro-
fondità di passata.
La macchina è inoltre do-
tata di un dispositivo idroco-
pia universale, vale a dire se-
condo i tre assi coordinati, in
modo che, attrezzata con fre-
se di forma appropriata, può
eseguire la fresatura di super-
ficie di forma qualunque.
La precisione della macchi-
na è tale che, durante il col-
laudo, nella ‘fresatura con
idrocopia, di un disco, ha da-
to un errore sui diametro di
mm. 0,1, valore ottimo se si
tiene conto del rigore di que-
sta prova, ove gli avanzamenti
longitudinale e trasversale so-
no simultanei e variano con-
tinuamente.
Naturalmente, esiste la pos-
sibilità di fresare sia col meto-
do bidirezionale che unidire-
zionale, ed ancora, in previsio-
ne di lavori particolari, la ta-
il fresatore Gino
vola può essere mossa mecca
nicamente.
Con questa nuova macchina
i lunghi tempi di fresatura
delle bielle risultano estre-
mamente ridotti e sopratutto
risultano minime le differen-
ze fra biella e biella: ciò è di
estrema importanza in quanto,
come è noto, per la particola-
re funzione di questi organi,
la differenza di peso ammes-
sa fra di essi è di pochi gram.
mi,
Naturalmente su questa
nuova macchina che segna
realmente un importante pas-
so avanti nei nostri mezzi di
produzione, potranno essere
eseguite altre lavorazioni co-
me quella delle camme ed in
genere tutte quelle di fresatu-
ra di numerosi pezzi piccoli
e particolarmente delicati.
LUCIANO GRASSI
CONSEGNE
Il materiale più importante
spedito dal 7 al 21 gennaio è il
seguente:
— Caldaia per locomotive
indiane al nostro stabilimen-
to Ferroviario; due caldaie
principali per il cacciatorpedi-
niere « Indomito » in allesti-
mento per la Marina Militare
Italiana e due eliche di bron-
zo con relativi cappucci per
un cacciatorpediniere in alle-
stimento per la Marina Mili-
tare Venezuelana, al nostro
Cantiere di Livorno; un a-
stuccio per linea d’asse della
turbocisterna «Purfina Italia»
in allestimento per la « Com-
pagnia Marittima Palermita
na» di Palermo, al nostro
Cantiere di Sestri,
— Riduttore per gruppo si-
nistro, turbina di media pres-
sione destra, turbina di media
pressione sinistra e turbina di
alta pressione destra per tre
cacciatorpediniere in allesti-
mento per la Marina Militare
Venezuelana, al nostro Can-
tiere di Livorno; due refrige-
ranti olio e un refrigerante
acqua per la motonave « Gri-
psholm » in costruzione per la
« Svenska Amerika Liniens »
di Goteborg (Svezia), al no-
stro Cantiere di Sestri; im-
pianti combustione nafta, ce-
mento e mattoni refrattari
per due motonavi in costru-
zione per la « Carbocoke S. p.
A.» di Palermo, al nostro
Cantiere di Muggiano.
— Apparato motore princi-
pale e relativi ausiliari (in-
viati al Mec per riparazione,
revisione e rimessa in cffi-
cienza) per la turbonave « Lu-
cania » della Società «F.lli
Grimaldi » di Genova, a bor
do della nave stessa in sosta
nel porto di Genova; due tron-
chi albero a manovella (invia-
ti al Mec per riparazione, re-
visione e rimessa in efficien-
za) per motore Doxford 67LB5
per la motonave «Kongstank»
in riparazione, all’O.A.R.N. di
Genova.
— Basamento motore Diesel
Ansaldo tipo Q 370/6 RS ed
altre parti relative a detto
motore e gruppi Diesel-dina
mo per una motonave in co
struzione, al « Cantiere Nava-
le Cassaro » di Messina; par-
ticolari per motore Diesel An-
saldo Fiat tipo 757, un gruppo
Diesel-dinamo con motore
Ansaldo tipo Q 265/4 da 200
HP e dinamo da 125 kW per
la motonave « Giacinto Mot-
ta» in allestimento per la
« Carbogas S. p. A.» di Pa-
lermo, al nostro Cantiere di
Muggiano.
Iì peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 380 tonnellate.
FERROVIARIO
PER LA “CORNIGLIANO,,
TERMINATO IL MONTAGGIO
del treno a freddo
Il giorno 12 dicembre 1955
è stata effettuata la consegna
ufficiale, con la firma di appo-
sito verbale, dei lavori di
montaggio in opera e verni-
ciatura dei macchinari costi-
tuenti i laminatoi a freddo
della Cornigliano, affidati al
MEF,
Al montaggio hanno parte-
cipato centinaia di specializ-
zati (aggiustatori, tubisti,
montatori, ecc.).
Il peso del macchinario tu-
bazioni ed attrezzature mon-
tate, ammonta complessiva
mente a kg. 4.843.756.
Le ore di manodopera im-
piegate sono state circa 150
mila.
A seguito dell'esperienza
acquisita dal personale del
MEF, che in precedenza ave-
va già effettuato il montaggio
del treno a caldo, la Corni-
gliano ha affidato all’Ansaldo
ed in massima parte a MEF,
con un apposito contratto fi-
duciario, le prestazioni, lavo-
razioni e forniture inerenti la
manutenzione del suo Stabi-
limento.
CANTIERE
Cantiere di Sestri:
la poppa prefabbricata di una turbocisterna di 31.509 T.D.W. viene sol-
levata dai cavi di un pontone galleggiante per essere saldata allo scafo in costruzione
NEGLI STABILIMENTI DEL
SETTORE MECCANICO
I manufatti consegnati nel 1959
Ecco un consuntivo delle consegne di manufatti effettuate
| dagli stabilimenti del Settore Meccanico nel 1955:
CARPENTERIA
Gru a braccio retrattile ed a ponte
Gasometri e serbatoi i
Cementerie RT
Costruzioni varie di carpenteria
FERROVIARIO
Lavori di meccanica varia . . —.
Materiale ferroviario e tramviario
Costruzioni varie meta
Utensileria
FONDERIA
Ghisa RE Bara ci
Bronzo
Leghe leggere
MECCANICO
ì j marine aa
Caldaie | terrestri
i { marine
Turbine | terrestri
Motori { marini
Diesel | terrestri
Lavori di meccanica varia
tonn.
tonn.
140
2950
4300
1050
8440
650
3700
320
so
4725
7100
860
18
7975
975
1400
750
260
2400
625
265
6675
Complessivamente sono state consegnate, dai quattro sta-
bilimenti del Settore Meccanico, 27815 tonnellate di manufatti.
Sono state recentemente
concluse le trattative con i
« Cantieri Riuniti dell’Adria-
tico » di Trieste per l’acquisi-
zione di una fornitura riguar-
dante due eliche a quattro pa-
le in bronzo al manganese.
Tale fornitura rappresenta
un carico di lavoro di circa
4.000 ore per i reparti grandi
pezzi ed eliche della Fonde
ria.
PREVENZIONE INFORTUNI
RIUNIONI PER CAPI
E’ stato iniziato presso lo
stabilimento Fonderia il pro
gramma di riunioni per capì
dedicato allo studio dei pro-
blemi e delle tecniche della
sicurezza e della prevenzione
degli infortuni.
Alle riunioni che, come il
solito, si svolgono durante
l'orario di lavoro, partecipano
tutti i capi particolarmente
interessati al problema.
VISITE AGLI STABILIMENTI
Un gruppo di dipendenti della Società « Alfa Romeo » di Milano
nella sala a tracciare del Cantiere di Sestri
L'on. Josè Pedroso e l’ing. Almiro Olivera, personalità politiche
brasiliane, al Cantiere di Sestri.
Da sinistra:
il sig. Porcelli
della Direzione Generale, l'on. Pedroso, il capo ufficio segreteria
del Cantiere sig. Emanuelli
e
l'ing. Olivera.
Uitimamente i nostri stabi-
limenti, in particolare il Mec-
canico e il Cantiere, sono stati
oggetto di numerose visite, tra
cui segnaliamo le seguenti:
— L'ing. Molina dell’Empre-
sa Nacional El Cano » di Ma-
drid.
— Lo scultore belga Con-
rad e signora.
— Il prof. ing. Albiach di
Parigi, accompagnato dall’ing.
Fernando Attoma del « Bureau
Veritas ».
— Un gruppo di studenti
universitari brasiliani, accom-
pagnati dal dr. Cetta della Ca-
mera di Commercio Italo-Bra-
siliana e dai V. Consoli del
Brasile Guimaras ed Esposito.
SEE
CONSEGNATA LA‘ MIRAFLORES”
Il 18 gennaio alle ore 12,
presso la Direzione Generale,
ha avuto luogo la cerimonia
della consegna della turboci-
sterna « Miraflores» alla
« Compafiia Naviera Pana-
mefia » di Panama.
I documenti relativi alla
consegna sono stati firmati,
per la Compagnia armatrice,
dal V. Presidente dott. Vitto-
rio Cornaro e dal Procuratore
dott. Bruno Venturini e, per
l’Ansaldo, dal Direttore Ge-
nerale ing. Lombardi e dal
Capo dell’Esercizio Navale
ing. Carnevale.
Poichè la nave è stata con-
segnata con dodici giorni di
anticipo sul termine convenu-
to, la nostra Società ha perce-
pito il premio contrattuale,
che in questo caso è di 18.000
dollari.
Gruppo di lingottiere tipo L4, fuse dalla nostra Fonderia
per conto della «Cornigliano S.p.A. >, in corso di sbavatura
Premi di
MUGGIANO.
Dionisio BAUDINELLI - Lo-
renzo CABANO . Antonio CA-
NESE - Maria CHIAPPINI -
Flavio COZZANI Nunzio
DELLA PERUTA - Amilcare
ERCOLINI - Beniamino MA-
GNI . Maria MALONI - Lu-
ciano PEONI - Giacomo PRA-
TOLONGO Giovanni RA-
VENNA - Bruno TURI - Ser-
gio VARSI . Angelo ZAVANI.
FONDERIA.
Domenico BALLOTTI . Eli-
dio BESAGGIO - Dario DA-
GNINO - Carlo FERRANDO -
Giuseppe GIORDANO - Ste
fano REPETTO - Giuseppe
SANFILIPPO - Gerolamo
VALLARINO - Ugo SIRI,
MECCANICO.
Giovanni ACCORNERO -
Polibio ASIOLI - G. B. BA-
BNASCO - Francesco BAR-
ZAGHI - Virginio BISIO -
Candeloro BONANNO - Egi-
dio BOTTICELLI - Federico
BRAGGIO - Luciano BREA -
Vincenzo BRUZZESE .- Gio-
vanni CARLINI - Domenica
CAVALLARI - Giacomo CAZ-
ZURINO - Paoio COMITI -
Alfonso CRISTOFANI - Emi-
lio FELCE - Bruno FIMO-
GNARI - Biagio FONSECA -
Aldo GATTO - Delio GAVA -
Pietro GINOCCHI - France-
sco GIORDANO - Emma
GREPPI - Pietro ISETTA -
Alessandro MARCENARO -
Giuseppe MICHELINI - Ennio
MORA - Antonio PAFFUMI -
Luigi PAMPURI - Mario PA-
TRONE - Eugenio QUAGLIA
Antonio REPETTO - Maria
RIDOLFI - Agostino ROVE-
GNO - Antonio SCAPOLLA -
Teofilo SIMONI - Alessandro
SOBRERO - Mario SUCCI -
Salvatore ZANO.
LIVORNO.
Rinaldo BELLANI Luigi
BENEDETTI - Amedeo BEN-
VENUTI - Alberto CANIGIA-
NI - Ivo CARLESI - Manlio
DAL CANTO - Mauro DEL
CORSO - Ubaldo DE VANNI
- Giuseppe FAVINI - Renato
0 © n
anzianità
FALLENI - Dino FERRETTI
-° Bruno FOLENA Pietro
FONTANA - Luigi GALLI -
Vasco GROSSI - Luciano
LEONARDI - Alvaro MACE-
RA - Renzo MENCARI - Asca-
nio MORELLI - Cinico PAO.
LETTI - Mario PARDINI - Fi-
renze POZZI - Arturo SILVE-
STRI Gino SIMONCINI .
Renato TOGNOZZI - Mario
VACCAI - Ottorino VALEN-
"TI
FERROVIARIO.
Antonietta COMIDA - Vit-
torio CONTI - Luigi DELOVO
- Italo LUCARDI - Liborio
MUGGIANI Secondo PA-
STORINO.
CANTIERE.
Vittorio AZZI - Alfredo
BALLETTO - Amleto BAR-
ZAGHI Giuseppe BASSI -
Giuseppe BASTIANINI .- Ar-
turo BENVENUTO - Primo
BERTOLI - Anna BONDA-
NELLI - Eraldo BRUSCHI -
Dante CABONA - Ernesto
CALVI - Flavio CAMPAGNO.
LI - Francesco CAPPELLI -
Giuseppe CASCISCIA - Osval.
do CELEMBRINI - Stefano
CERVETTO - Sincero CHIAP.
PORI - Sara CIABATTI - Ida
COLOMBELLI - Tomaso DAL-
L’OSSO - Antonio DI VACRI
- Umberto FERRARI . Luigi
FIASCHI - Edelmo GAFFUR-
RI - Bruno GALEOTTI - Va-
lentino GRAFFIONE - Maria
LANTERO - Lidia LISBO -
Luciano LORENZETTI - Fer-
ruccio MALERBA . Domenico
MAZZARELLO - Lea MOR-
SELLI - Egidio OLIVARI -
G. B. PASTORINO - Pierino
PEDINI - Emilia PILO - Dina
RISSO - Ernesto ROBBIANO
Egidio SAVIO - Stefano
SERVETTO - Giuseppe SPI-
NA - Mario TASSISTRO -
Romeo TONELLI - Luciano
TRAVERSO - Giuseppe VER-
NAZZA.
SERVIZI AUSILIARI.
Guido BONELLI . Antonio
LAVIOSA - Luigi ROSSI -
Gioacchino TOLLOT.
Dall'alto in basso:
ecoli di lavoro, secoli di
instancabile e fervida at-
tività esplicata in ogni
settore della vita industriale e
commerciale di Genova, erano
rappresentati sabato scorso, 28
gennaio, al Teatro Comunale
dell'Opera, dai 1007 fedeli
del lavoro che la Camer
Commercio e Industria di Ge-
nova, con l’alto patrocinio del
Comune, aveva convocato per
consegnare loro la medaglia
d'oro e l'attestato di beneme-
nde manifestazione; au-
tentica celebrazione del lavoro
nella sua più alta e nobile e-
spressione. La vasta sala era
stata riservata ai premiandi ed
era gremita; nelle gallerie, si
erano affollati famigliari e in-
vitati; e sul palcoscenico oltre
alle Autorità avevano preso po-
sto varie rappresentanze, Il
Governo era rappresentato dal
Sottosegretario all’Industria on,
Micheli, Fra le autorità rano
presenti il Prefetto dott. Vica-
ri, il Sindaco di Genova on.
Vittorio Pertusio, il Presiden-
te della Provincia avv, Maggio,
il Rettore dell'Università, prof.
Cereti, Mons. Storace in rap-
presentanza del Cardinale Siri,
l’ing. De Negri per il Consorzio
Autonomo del Porto, il gen.
Soldani, numerosi parlamentari
e le maggiori personalità citta-
dine. L’Ansaldo era rappresen-
tato dal Direttore Generale ing.
Lombardi,
Nella foltissima schiera dei
premiandi gli ansaldini, costi-
tuivano, naturalmente la rap-
presentanza più numerosa, Es-
si, infatti erano 240 e rappre-
sentavano tutti gli stabilimenti
del complesso aziendale. Delle
240 medaglie d’oro, 138 sono
state consegnate al Meccanico,
61 al Cantiere, 21 al Ferrovia-
rio, 7 alla Fonderia, 3 alla Car-
penteria 2 ai Servizi ausiliari
e 8 alla Direzione Generale.
Il più anziano dei nostri, era
l’ottantenne Sebastiano Cane-
pa, del Meccanico, con 62 an-
ni di anzianità, Ancor vegeto,
nonostante il cospicuo numero
di anni, Canepa ha voluto es-
sere presente alla cerimonia €
ricevere lui personalmente la
medaglia e il diploma. Poichè
da parecchi anni ormai, è in
pensione, si è ritrovato d’im-
provviso in mezzo agli antichi
compagni di lavoro e tra cor-
diali e commoventi incontri, ha
potuto rivivere gli anni belli
e fecondi della sua attività,
Con lui, tutti gli anziani e-
rano presenti. Giobatta uta-
maria, che ha lavorato 60 anni
al Ferroviario; Marco Carcano
che ne ha trascorsi 55 al Mec-
canico e che rappresentava con
i suoi compagni di stabilimento
Sebastiano Canepa - Bartolomeo Moreno
240 medaglie d° or«
Francesco Gallino, Luigi Fer-
rarese e Bartolomeo Moreno
con 52 anni di anzianità e Lui-
gi Cappellotti, con 50, la pat-
tuglia di punta della nostra
famiglia degli anziani. Eppoi,
scalando negli anni di anziani-
tà, erano presenti Costante
rodi della Fonderia con 48 an-
ni di anzianità, Cesare Gron-
dona del Meccanico con 47,
Abramo Lupi, Basilio Pavan e
Luigi Ferrando, del Cantiere,
con 46 e ancora del Meccanico
Giacomo Pittaluga con la stes-
sa anzianità e, con 45 anni: Al-
do Bisi, Edoardo Boero, Giu-
seppe Ferrando, Pietro Chiap-
pa, Amedeo Orsi, Antonio Sca-
ramuccia, Eugenio Patrone,
Giovanni Folco, Giovanni Az-
zali, (Cesare Pugno, Riccardo
Rizzo, Ricaldo Montaldo e Gio-
Pa-
vanni Chiappe. A quota 45 è
giunto anche Carlo Sterza del
Cantiere.
Tra i numerosi che hanno
raggiunto i 44 anni, degno di
menzione è Francesco Ferrari
che è entrato all’Ansaldo a 16
anni succedendo al padre pre-
maturamente scomparso,
Fra questi che possiamo chia-
mare gli anzianissimi e i fede-
lissimi, ne mancava uno che
però viveva nel ricordo atfet-
tuoso di tutti: Nicolò Olmo, del
Meccanico, recentemente scom-
parso. A ricevere la medaglia e
l'attestato di benemerenza dei
suoi 52 anni di lavoro al Mec-
:anico c’era ‘il figlio che ha ri-
cevuto commosso forse il più
caro ricordo di suo padre.
Complessivamente le 240 me-
d’oro dell’Ansaldo rap-
daglie
presentano centotre secoli d
lavoro e di fedeltà al lavoro,
Dopo l’ingresso in teatro de
Sottosegretario all’ Industria
che è stato accolto, da un cor
diale applauso, ha avuto inizi
la manifestazion
Il dott. Mariano Trombetti
presidente della Camera d
Commercio e Industria ha pre
so per primo Ja parola per e
sprimere ai premiandi il su
vivo compiacimento e il su
sardiale saluto. Ricordando i
150” anniversario della fonda
zione dell’ente da lui presiedu
to - e che tanta importanza h:
avuto nello sviluppo commer
ciale e industriale di Genova
il dott, Trombetta ha detto ch
la ricorrenza contribuiva a con
ferire maggiore irilievo all
manifestazione, in quanto li
- Francesco Gallino. - Da sinistra a destra: Ferruccio Ghelarducci - Luigi |
i
di ME
: 103 secoli di fedeltà al lavoro
lo spirito di sacrificio
i la dirittura morale dei be-
\emeriti lavoratori, trovava di-
etta aderenza nello stesso spi-
ito di alacrità, di tenacia e di
acrificio di coloro che per
mezzo della Camera di Com-
nercio tanto hanno contribuito
lla fortuna economica di Ge-
nova.
Dopo il dott, Trombetta ha
varlato il Sindaco di Genova
’n, Vittorio Pertusio il quale
na esaltato il significato morale
» sociale della celebrazione af-
fermando che il lavoro, essen-
lo la ragione della nostra vi-
a, è un diritto imprescindibile
dell'individuo in ragione dei
suoi obblighi e dei suoi doveri
la famiglia e verso le so-
ietà. Ponendo la celebrazione
sotto i propri auspici, ha poi
v
©
detto il Sindaco di Genova —
il Comune ha inteso riconos
re pubblicamente le beneme-
renze dei cittadini che per
lunghi anni hanno contribuito
ad affermare sempre più la tra-
dizionale operosità del popo-
lo genovese.
A nome del Governo, il sotto-
segretario Micheli, ha salutato
i lavoratori genovesi dicendosi
lieto di aver potuto partecipa-
re ad un così imponente e si-
gnificativa sagra del lavoro.
Dopo aver rievocati, in una ra-
pida sintesi storica i fatti sa-
lienti della vita politica ed eco-
nomica di Genova, il rappre-
sentante del Governo ha enun-
ciato i problemi che attualmen-
te assillano la vita genovese ed
ha assicurato che il Governo,
tenendoli nella massima consi-
derazione, trove 1
guati per risolverli, Ha conclu- GRONDONA Cesare,
à Giacomo, calderaio,
suo cordiale sa-
luto e dicendosi lieto che le lo-
I nostri premiati
Ecco i nomi degli ansaldini che
hanno ricevuto la medaglia d'oro:
FOLCO Giovanni,
) Antonio, aggiustatore,
anzianità 62 anni e zIF LI
CANO Marco, addetto presse,
Giuseppe, aggiustatore, e SIDRI Ed.
r
"apo officina, 52 anni e 7 UPPI Gaetano, capo offi-
ni,
BRUSATI Rinaldo,
T A iseppe, tracciatore mec
canico, BRUSATI Edoardo, pre-
venti , 43 anni e 10 mesi - BIF
FIGNANDI Aurelio, capo officina,
BISIO Gaetano, aggiustatore, POR-
CILE Carlo, addetto magazzino, e
SECCO Luigi, barenatore, 43 anni
e 9 mesi - TORIELLI Giovanni
fresatore, 43 anni e 8 mesi - BE
ZI Ubaldo, operatore, 43 anni e 7
mesi - FANTONI Giacomo, calds»-
raio, 43 anni e 5 m - BOLDRINI
Corrado, tornitore, h
anni e 4
mesi - DOTTO Emilio, collauda-
tore, e COLLO Marco, capo re-
parto, 43 anni e 1 mese - BOTT:
Guglielmo, sotto capo officina, e
RIFALDI Carlo, piallatore, 43 anni,
ENRIETTO Luigi, aggiustatore, 42
anni e 9 mesi - FOSSATI Pietro,
collaudatore, 42 anni e 7 mesi -
MARCHES
RIGHI Carlo,
e 6 mesi -
battima ; i =
TRAVERSO Emilio, fresatore, 42
anni e 4 mesì - ZUNINO Giacomo,
aggiustatore, MAESTRI Luigi, tec-
nico, e DALLAVIA Umberto, im-
(continua a pag. 10)
ri
pellotti - Natale Marcenaro - Marco Carcano - Giovanni Maretti - Luigi Ferrarese - Antonio Pittaluga - Francesco Ferrari - Giuseppe Olmo.
10,
I nostri premiati;
(continunzione da
CONCORSO FOTOGRAEICO )
pag. 9)
\u
anni e 3 mesi - TO-
ppe, fresatore, MICH
capo gruppo, CASSIS-
Pietro, collaudatore, CARLINI
, fresatore, BALLI Giulio, tsc-
nico, e BALBIANO Giuseppe, cal-
deraio, 42 any
PORCILIS iPrancesco, trafilatore,
PASIURINO Gerolamo, fresature,
CAVALLESRO Pieiro, fresatore, €
RISSO Sirio, montatore, 4i anni ‘e
11 mesì - BAIUNNI Francesco, ag-
giustatore, 41 anni 1U mesi -
Gaetano, squadra,
Altilio, ustatore, e
aggiustatore,
bragatore, 42
RiELLI Gi
Chi veTIO Antonio,
41 anni e 9 mesi - SUCALAMBRA
Rutilio, capo reparto, 41 anni e
8 mesi - TRAVERSO Tommaso,
, @ CAMPEOL Giacomo,
anni e 6 mesi - MAN-
attrezzista, 41 anni
MARE Giuseppe, ag-
41 anni e 3 mesi -
Vincenzo, aggiustatore,
LLO Emanuele, impiegato
tecnico, e. ARATA Agostino, tubi
sta, 41 anni e 2 mesi.
CARMINATI Agostino, addetto
magazzino, 40 anni e 11 mesi -
BHKUSCUHI Alfredo, addetto distrìbu-
torio lavoro, 40 anni e 10 mesi -
BHISIGUTII Antonio, capo squadra,
40 anni e 8 mesi - REPETTO Cur-
zio, tornitore, e DAGHE' TI Luigi,
sotto capo officina, 40 anni e 7
mesi - SACCO Edoardo, tornitore,
@ JFERLENGA Angelo, temperato-
re, 40 anni e 6 mesi - CUPPEL-
LOTTI Ettore, tornitore, 40 anni e
5 mesì - BARABINO Luigi, calde
raio, 40 anni e 4 mesi - BARABL
NO Franco Luigî, addetto magaz-
zino, e SPRIANO Luigi, sotto capo
officina, 40 anni e 3 mesl - SPAZ-
ZARINI Secondo, saldatore elettri-
co, PASTORINO Giulio, contabile, e
NARIA Carlo, scalpellatore, 40 an-
ni e 2 mesi - REPETTO Federico,
calderaio, 40 anni e 1 mese
COSTA Luigi, capo reparto, G
LINI Giuseppe, capo commess
PITTALUGA Carlo, capo comm
39 anni e ll mesi - CLEM
Virgilio, capo sezione, e V
fano, capo squadra, 39 ann G
mesi - SANTAMARIA Marcello, ff.
capo reparto, 539 anni e 8 mesi -
BIANCHI Armando, aggiustatore, 39
anni e 6 mesi - DI BARI France-
sco, capo commessa, 39 anni e 4
mesi - FELLETTI Mario, tornitore,
39 anni e 3 mesi - SCAZZOLA Eu-
genio, ff, capo squadra, e SIMONE
Giovanni, contabile, 39 anni e 2 me-
si - MARETTI Giovanni, impiegato
e CAPRA G.B., piallatore, 39 anni e
1 mese - MORENO Serafino, addetto
magazzino, e SEGHETTO Pietro,
tecnico, 39 anni.
COZZO Adolfo, capo ufficio perso.
nale, GIANUZZI Pietro, stozzatore,
38 anni e 10 mesi - TRAVERSO Sil-
vio, impiegato amministrativo, 38
anni e 9 mesi - FERRARIO Augusto,
barenatore, 38 anni e 6 mesi - PA-
DI Agostino, tracciatore, 38 anni
e 5 mesì - CE Alfonso, capo
squadra, REASSO Luigi, capo repar-
to, e ROLLE Paolo, manovale, 38
anni e 4 mesi - PRONZATO Tom-
maso, addetto compressori, 38 an-
ni e 3 mesi - GONINO Carlo, torni-
tore, 38 anni e 1 mese - MONGIAR-
DINO Giuseppe, sotto capo officina,
38 anni
RONCALLO Antonio, gruista, €
DILETTO Maurizio, caldera 37
anni e 10 mesì - AVVENENT
re Giacomo, ribaditore,
Tomaso, salditore elettrico, GHIGLI-
NO Luigi,, calderaio, e ORENGO Lui-
Ri, operatore, 37 anni e 9 mesi -
PALAZZO Amedeo, addetto monta-
carichi, e SOLIANI Fermo, impie-
gato amministrativo, anni e 8
mesi - OLMO Giuseppe, aggiustato-
re, 37 anni.
BAIARDI Antonio, impiegato am-
ministrativò, 36 anni e 8 mesi -
MONTALDO Giovanni, collaudatore,
36 anni e 6 mesi - MONTORSI Bon-
figlio, distributore materiali, 36 an-
ni e 5 mesi - MATTIOLI Eligio, fon-
ditore, 36 anni e 4 mesi - MATT
NI Anselmo, aggiustatore ORIO.
Ferdinando, aggiustatore, e TESSIER
Emilio, brasatore, 36 anni e 3 me-
si - TADDEI Angelo, operatore e
TRAVI G. B., addetto magazzino, 36
anni e 2 mesi - DE CARO Rocco,
aggiustatore 36 anni,
ARECCO Andrea, tubista, e
STELLO Arturo, manovale,
e 8 mesì - LOMBARDO Arm:
preventivista, 35 anni e 6 mesi -
CA-
BERTORELLO Emanuele, addetto
compressore, e ZAGHI Francesco,
aggiustatore, 35 anni e 5 mesi -
POGGI Giulio, tornitore, 35 anni e
1 mese.
CANTIERE.
LUPI Abramo, capo reparto, €
PAVAN Ba impiegato, 46 anni
e 11 mesi - 2RANDO Luigi, capo
squadra, 46 anni e 4 mesi,
STERZA Carlo, disegnatore
struttore, 45 anni e 7 mesi,
VENTRE Frnesto, capo squadra,
MORTARINI suero, aggiustatore, e
CHIOCCA Sebastiano, fabbro, 44 an-
ni e 11 mesi - ARDUINO Lazzaro,
impiegato tecnico, 43 anni e 7 mesi
- ONETO Giacomo, capo squadra,
43 anni e 5 mesi.
VIGNOLO Michele, fabbro, 42 anni
e 8 mesi - PAVANELLO Lamberto,
co.
mesi.
capo sezione, 42 anni e 4
3 anni
'I Carlo, impiegato, 4l
Giacinto, carpentiere in
ferro, 40 anni e 11 mesì - ALE-
MANNI Giovanni, manovale, 40 an-
ni e 9 mesi - DAMONTE Bartolo-
meo, tracciaiore, 40 anni e 5 mesi +
STROPPI Giovanni, montatore,
- CANEPA Casimiro, capo officina,
e CASALBONI Edmondo, tecnico, 49
al e 2 mesi - MERELLO France-
sco, v. capo ufficio - CHIOZZA Pie.
tro, disegnatore, e CACITTI Alfredo
montatore, 40 anni e 1 mese- LU-
GEN Francesco, ingegnere, 40 an-
ni
‘GRAFFIGNA Angelo, calderaio, 39
anni e 11 mesi - MARCENARO Na-
tale, distributore, 39 anni e 10 mesi
Ti
- PIERINI Mireno, impiegato, e PA-
NERO G. I impiegato, 39 anni e
10 mesi - PIS
ANO G, B., capo squa-
A
dra, 39 anni e 8 mesi - C/
Carlo, guardiano, e LANCELLA Giu-
seppe, aggiustatore, 9 anni e 5 me-
si - PITTALUGA Antonio, addetto
macchine legno - PRINI Giuseppe,
capo gruppo - RAZORE Giuseppe.
impiegato tecnico, e VALDARCHI
Ermelindo, aggiustatore, 39 anni e
3 mesi - CHIOZZA Ignazio, falegna-
me, 39 anni e 1 mese - BRUNO Gio-
vanni, aggiustatore, 39 anni.
SIRI Giulio, montatore, 38 anni e
11 mesi - LANZA Edoardo, mano-
vale, 38 anni e 9 mesi - CASELLA
Amedeo, capo squadra - ANDREOT-
TI Federico, distributore, e MAL-
"ETTI Michele, capo reparto, 38 an-
ni e 8 mesi - GHIO Giovanni, cal-
dernio, 38 anni e 2 mesì - AME-
GLIO ‘Teobaldo, capo fattorino, 38
anni.
BRUZZONE G, B., carradore
GRAFFIONE Giovanni, impiegato, e
MICE INI Alceste, aggiustatore, 37
anni e ]1 mesi - GALLIANO Carlo,
criccatore, 37 anni e 10 mesi - RI-
VANO Attilio, manovale, 37 anni.
DUGINI Alfredo, aggiustatore, 36
anni e 11 mesi - MARTINENGO Se-
condo, montatore, 36 anni e 9 mesi
- RICCARDI Virgilio, capo repart
RAMASSA Domenico, addetto m
chine COSMELLI Domenico, fab-
br nni
o, 36 È
FERRANDO Giusep calafato, 35
anni e 10 mesi - BRUZZONE Giusep-
pe, calderaio, e MAGLIANO Attilio,
fucinatore, 35 anni e 6 mesi - OLI-
VIERI Giacomo, aqidetto macchine, 2
PICCARDO Francesco, capo officina,
35 anni e 4 mesi - PARODI Mario.
montatore, e RATTI Giacomo, impie-
gato tecnico, + anni e 3 mesi -
LIMBERTI Giovanni, carpentiere, e
ROCCA Amedeo, montat., 35 anni.
FERROVIARIO.
SANTAMARIA G, B,, tornitore, 60
anni e 10 mesì - GGERO Raffae-
le, tracciatore, 45 anni e 3 mesì -
CAPPANERA Mario, sotto capo offi-
cina, 43 anni e 2 mesi - DODI Pie-
tro, capo sezione, 42 anni e 5 mesi
- PIU Stefano, fucinatore, 2 anni e
si - VISMARA Angelo, vice capo
4 mes
ufficio, 41 anni e 7 mesi - CATTONI
Luigi, temperatore, BIONI Angelo,
fucinatore, e VETRANO Angelo, capo
officina, 41 anni e 4 mesi - COM-
PAGNONI Mario, sotto capo officina,
41 anni - DELLA CIANA Alfredo,
capo ufficio, 39 anni - BIANCHI Gio-
vanni, capo reparto, BRUNO Olivie-
ro, disegnatore progettista, e TESTA
Aldo, capo reparto, 38 anni e 9 mesi
- MUTTI Carlo, fattorino, 38 anni
e 8 mesi - TIMONE Mario, aggiusta-
tore, 37 anni e 5 mesi - BOTTAZZI
Teresio, tornitore, 37 anni e 1 mese
- FERRINANDO Pasquale, piallatore,
36 anni e 5 mesi - LOZZA Carlo.
aggiustatore, 36 anni e 2 mesì -
CIAC ante, impiegato, e RAPAL-
LO Attilio, impiegato, 35 anni,
FONDERIA.
MORENO Bartolomeo, modellista,
52 anni e 2 mesi - PARODI Costan-
te, impiegato, 48 anni - LUPANO
Pietro, tecnico, 43 anni e 9 mesi -
PORCILE Luigi, formatore, 39 anni
e 4 mesi - TRAVERSO Beniamino,
ramolatore, 37 anni e 1 mese -
BIGNONE Edoardo, tornitore, 36 an-
ni e 11 mesì - FERRANDO Luigi,
formatore, 35 anni e 8 mesì.
CARPENTERIA.
SCOTTI Giuseppe, cassiere, 41
anni e 7 mesi - DELLEPIANE Fe-
derico, spedizioniere, 41 anni e 5
mesì - DURANTE Enrico, capo grup-
po, 35 anni e 7 mesi.
SERVIZI AUSILIARI.
DALL'ACQUA Francescc
5
re, anni e 7 mesi - B A ran.
cesco, ponteggiatore, 35 anni e Di
mesi.
DIREZIONE GENERALE >
FERRARI Francesco, capo uffi-
cio, 45 anni e 5 mesi - SCOTTO
Antonio, disegnatore progettista,
44 anni e 2 mesi - GRE-
GOTTI Carlo, istruttore, 43 anni e
3 mesi - LAVAGNINO Angelo, istrut-
tore, 42 anni e 5 mesi - MAGNONE
Pietro, capo ufficio, 40 anni e 8
mesi - RIGAMONTI Onorio, capo
ispettore amministrativo, 38 anni e
e 8‘mesi - LATTES Manlio, impie-
gato, 27 anni - NEGRI Giuseppe.
impiegato, 35 anni e 2 mesi.
tate Pat pet ide dita it
DINO BARBIERI « Danza campestre »
TL de cit iam
{ALBUM DI FAMIGLIA |
Figlia di un ansaldino la prima donna palombara
x li operai italiani, inutile
(Guire hanno non poco da
spremersi le meningi per
far bastare il modesto salario
alle esigenze della vita fami-
gliare. Facile immaginare,
quindi, con quanto sollievo il
signor Francesco Sereno, ope-
raro del nostro Stabilimento
Ferroviario e da poco in pen-
sione, accolse, una sera di due
anni fa, la grande notizia che
sua figlia Liliana gli portava,
raggiante di gioia e di emozio-
ne: « Papà, ho trovato un la-
voro! », Ma quale non fu la
sua sorpresa e il suo compren-
sibile e costernato stupore,
quando, chiesto alla figlia ven-
tenne di che lavoro si traltas-
se, si sentì candidamente ri-
spondere: « La palombara ».
Quel che successe dopo ve lo
lasciamo immaginare, Una sce-
na simile accadde solo, forse, in
casa di quel tale che, avendo
vagheggiato ardentemente per
anni che il suo figliolo si sareb-
be fatto sacrestano, venne in-
vece a sapere improvvisamente
che il suo candido « pupo» a-
veva già fatto la prima prova
come domatore di belve,
Ripresisi dalla. « mazzata »
con l’aiuto di qualche biechie-
rino di «brandy», i non più se-
reni componenti della fami-
glia Sereno — padre, madre e
un fratello di Liliana — si mi-
sero a ponzare sullo strano ca-
so che la sorte aveva riserva-
to proprio a loro, gente norma-
le e con la testa sul collo. I
tentativi per dissuadere la gio-
vane dall’intraprendere una
così «pazzesca » carriera furo-
no condotti con tutti i mezzi
forniti dalla « patria potestas »
e dalla tecnica della controri-
voluzione; ma Liliana aveva
già preparato con cura il suo
«colpo di Stato » e fu irremo-
vibile. D'altra parte suo pa-
dre, ricordandosi di aver fatto
anche lui per quaiche tempo il
palombaro quando era militare
in Marina e considerato che,
dopo tutto, non c’è nessun
ragionevole motivo perchè a
una donna sia inibito questo
mestiere, accettò il fatto com-
piuto e le acque si calmarono.
Quando venne l’idea, a Li-
liana Sereno, di diventare pa-
lombara? Fu un giorno che,
esercitandosiî alla pesca subac-
quea, ebbe occasione di osser-
vare il lavoro di alcuni palom-
bari all'imboccatura del porto
di Genova e volle provare ad
immergersi con lo scafandro.
Ci si trovò benissimo e riprovò
ancora con entusiasmo, Capì
che avrebbe potuto, se fosse di-
ventata palombara, soddisfare
la sua curiosità per i vaghi mi-
steri. del, mare; capì, soprat-
tutto, che con quel lavoro duro
e rischioso avrebbe potuto com-
piere imprese di grande utili-
tà. E prese la grande decisione.
Abbiamo avuto occasione di
vedere all'opera la signorina
Sereno al cantiere di Sestri, per
la preparazione dell’avanscalo
sommerso della turbocisterna
« Purfina Italia ». Era la prama
volta che si occupava di un la-
voro del genere, e vi collabo-
rava sia pure modestamente,
ma con tutte le sue forze e con
la più grande naturalezza, agli
ordini del suo maestro e capo
palombaro Mario Ferrando, ben
noto all’Ansaldo per essersi
occupato con eccezionale peri-
zia di preparare gli avanscali
di quasi tutte le navi varate
dal 1928 in poi a Sestri, e co-
nosciuto in tutta Italia come
uno dei palombari di più sicu-
ro affidamento.
Liliana Sereno è una simpa-
tica e modesta ragazza che
prende molto sul serio il suo
lavoro, rifuggendo da ogni
forma di esibizionismo, Per
quanto abbia già compiuto cir-
ca 200 immersioni, rimanendo
sott'acqua anche fino ad un’o-
ra e mezza per volta, non si ri-
tiene affatto un’eroina, e tanto
meno superiore agli altri pa-
lombari dai quali ancora ha
molto da imparare; a questo
proposito ella ha tenuto a pre-
cisare che troppi elogi le sono
stati elargiti e troppe esagera-
zioni e notizie inesatte sono
state pubblicate dalla stampa
sui casi accorsile durante due
anni di attività. D'accordo che
chi va a curiosare sul fondo
del mare, sia pure per compier-
vi un lavoro necessario, può
dare sui nervi a certi tipi che
si chiamano polipi e pesceca-
ni; ma che poi un polipo di 10
kg. sia diventato una piovra
mostruosa in virtù della magi-
ca lente di ingrandimento
posseduta da qualche giornali-
sta, questo Liliana Sereno non
lo trova simpatico. In quanto
ai ipescecani, poi. è risaputo
che essi esprimono il loro ma-
quella specie di marziani sot-
tomarini, senza molestarli.
Abbiamo chiesto alla « pa-
lombara » altri particolari ine-
renti alla sua attività, ma la
ragazza — sia pure risponden-
do assaì gentilmente — ha mo-
strato un certo riserbo, quali-
tà non disprezzabile in una
donna che, suo malgrado, è en-
trata nell'atmosfera dorata
della notorietà. Ad ogni modo
tutti sanno che i palombari
che lavorano in proprio, co-
me Mario Ferrando e la sua
allieva Liliana, si occupano dei
più svariati lavori, che vanno
dalle operazioni di ricupero al-
le riparazioni navali, ai con-
trolli subacquei, ecc,
Su un altro argomento la
« palombara » è stata più lo-
quace: le sue aspirazioni e i
suoi desideri di donna. Ciò del
resto si spiega facilmente per-
chè questa giovane genovese ha
sun concetto assai dignitoso del
suo mestiere, che le impone
una disciplina durissima e non
le permette di anteporre le pa-
role ai fatti, Sembra infatti
che la prudenza estrema che
da questi lavoratori si richiede
si rifletta inconsciamente sulle
loro parole quando parlano di
lavoro,
Nella vita privata la signo-
me tante altre; essa sa cucire
e cucinare, ama la musica ©
soprattutto le piace la danza,
di cui è una entusiasta tifosa
Non è difficile infatti, che a
qualche ora dall'aver deposto
il pesante scafandro e le scar-
pe di piombo, la « palombara »
indossi un leggero abito da se-
ra e le scarpe con il tacco a
spillo e si rechi, tornata fra-
gile e gentile, in una « music-
hall », dove i suoi sogni lun-
gamente rinchiusi nel silenzio
grigio dei fondi marini, posso-
no liberamente vagare al r'tmo
appassionante di un valzer
Dante Jannone
lumore girando alla larga da rina Liliana è una ragazza co-
f Di
LA RUBRICA DEL MEDICO
\
individuo a individuo; essi
Senescenza
e lavoro
]
a senescenza, questa fase
L conclusiva della vita uma-
na, che pone tanti im-
portanti e gravi problemi di
natura sociale, è essenzialmen-
te caratterizzata da una più o
meno rapida involuzione di
tutte le funzioni organiche, €
si manifesta in modo assai va-
riabile nei diversi soggetti, an-
che perchè le modificazioni che
l'accompagnano sono spesso
mascherate da alterazioni di
chiaro significato patologico,
quasi sempre in modo più evi-
dente a carico del circolo, ed
in primo luogo fra queste dal-
l’arteriosclerosi.
Nella senescenza possono 0$-
servarsi interessanti modifica-
zioni riguardanti la sfera neu-
ropsichica, caratterizzate da
indebolimento mentale con di-
minuzione della capacità di la-
voro, da diminuzione della
memoria, ora per fatti vicini,
ora per quelli remoti. Posso-
no aversi difficoltà nella rievo-
cazione dei ricordi, mutamen-
ti nel carattere con facile ira-
seibilità, talvolta intolleranza
per la compagnia dei bambini,
anche se alfezionatissimi; le
più piccole avversità assumono
importanza grandissima, negli
affari si nota talvolta l’abban-
dono della abituale prudenza,
e nella vita familiare, profes-
sionale e sociale un perenne
disaccordo con le persone più
giovani nella valutazione di
uomini e fatti.
Ma fortunatamente questi fe-
nomeni soltanto in singoli rari
casi assumono una entità pre-
ocenpante, essendo soggetti a
variazioni molto sensibili da
inoltre non sembrano avere al-
cun preciso e tassativo riferi-
mento con l’età reale.
Non è quindi l’età cronolo-
gica, che indica la vera effi-
cienza fisica e la vera attitudi-
ne lavorativa. Questi attributi
infatti debbono essere conside-
rati come fenomeni di natura
squisitamente individuale, pre-
sentando essi le più ampie va-
riazioni mei diversi soggetti,
onde molto più propriamente
ci sì dovrebbe sempre riferire
negli apprezzamenti clinici ©
medico-sociali all’età cosidetta
« biologica » o « fisiologica »,
piuttosto che all’età « cronolo-
gica »; la prima di queste con-
siderata espressione dei varia-
bilissimi ed indeterminabili
fattori biologici ‘individuali, e-
reditari ed acquisiti, la secon-
da invece regolata dal rigido,
ben determinato ed immutabile
volgere del tempo,
La durata della vita umana
col migliorare delle condizio-
ni igienico sociali delle popo-
lazioni è andata sensibilmente
prolungandosi. Basti ricordare
a questo proposito che nel no-
stro Paese la durata media del-
la vita era nel 1900 intorno ai
43 anni, mentre nel 1937 ave-
va già raggiunto i 57 anni e
mezzo, ed oggi è di poco infe-
riore ai 66 anni,
In altri Paesi sono stati rag-
giunti limiti anche più elevati:
ad esempio in Svezia ed in
Norvegia la durata media del-
la vita ha attualmente supe-
rato i 70 anni, negli Stati Uniti
ed in Inghilterra i 68 anni.
Tale importante constatazio-
ne è generalmente attribuita ai
progressi della medicina, che
hanno consentito di evitare
molti mali, di renderne altri
meno gravi e quindi di dimi-
nuire la mortalità provocata da
diverse forme morbose, sia
combattendo gli agenti esterni
delle malattie, sia provvedendo
con adaite misure e con cure
opportune a rendere meno vul-
nerabile l’organismo umano,
Tuttavia non si può afferma-
re che questo sia il fattore de-
terminante unico ed esclusivo:
è infatti molto probabile che
anche altri fattori contribui-
scano a determinare questo
prolungamento della vita uma-
na, e sopratutto fra questi i
progressi di ordine sociale ed
economico, per la conseguente
elevazione del tenore di vita
presso vaste collettività con
migliorate condizioni di am-
biente, alimentazione, sicurez-
za, ecc.
Ma vien fatto qui di porsi
la domanda se questo movi-
mento ascensionale verso una
più tarda vecchiezza sia
Nuova organizzazione vendite rateali
da considerarsi come un feno-
meno continuo e costante. Vo-
lendoci basare sul noto rap-
porto fra la durata dello svi-
luppo corporeo e la durata to-
tale della vita, quale si osserva
in molti animali, l’uomo, fi-
sicamente maturo all’età di 25
anni, dovrebbe avere una vita
probabile di ben 150 anni. Ma
un simile traguardo, almeno
nelle condizioni di vita attua-
li, appare assolutamente utopi-
stico; si può tuttavia ritenere
probabile, d'accordo con stu-
diosi moderni, un graduale ul-
teriore allungamento della du-
rata media della vita anche si-
no a 80 anni, limite questo,
che, secondo Steg, potrebbe es-
sere raggiunto abbastanza ra-
pidamente.
prof. Francesco Molfino
|
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12
SEZIONE PALLAVOLO
Brillante successo
della nostra squadra
Nei giorni 3 e 4 dicembre
1955 si è svolto a Parma il
Campionato Italiano di palla-
volo e la squadra del CRAL
Ansaldo ha ottenuto un meri-
tatissimo terzo posto batten-
dosi con animosità contro le
agguerrite squadre di altre
tredici regioni.
Se si pensa che la nostra
Sezione ha un anno o poco più
di vita, si potrà comprendere
con quanta buona volontà i
Nel numero scorso ab-
biamo pubblicato una co-
municazione del CRAL in
cui si diceva che la quota
mensile di associazione è
di lire 25. Il CRAL precisa
ora che la quota è, invece,
di lire 20, come negli anni
precedenti.
nostri ragazzi si sono prepa-
rati per questo duro campio-
nato. Con un pizzico di fortu-
na in più ed un errore mador-
nale in meno commesso dal-
l'arbitro a nostro danno, il se-
condo posto sarebbe stato
senz'altro conquistato. Ad o-
gni modo vada un plauso a
questi giovani che con grande
ardore tengono alto il nome
dell’Ansaldo nello sport e por-
tano spesso i colori sociali al-
la vittoria.
SEZ. ESCURSIONISMO
La «Sezione escursioni.
smo » organizza, tutte le do-
meniche, gite in autopullman
verso centri sciistici, a prez-
zi ridottissimi.
I programmi saranno stabi-
liti di volta in volta, in rela-
zione alla presenza di neve
sciabile in località vicine.
Per informazioni e prenota-
zioni gli interessati devono
rivolgersi alla « Sezione escur-
sionismo » del CRAL (Genova
Sampierdarena, via Achille
Stennio 5/1, tel 41959) il mar-
tedì o il venerdì dalle ore 21
alle 22,30.
Presso la Sezione è anche
possibile effettuare il noleg-
gio di sci al prezzo di lire 300.
Riduzioni al “Togni”
Per tutti i giorni della set-
timana, con l’esclusione del
sabato e della domenica e per
i due spettacoli giornalieri
(pomeridiano ore 16,15; sera-
le ore 21,15), il Circo Togni,
dietro presentazione della tes-
sera ENAL ai botteghini, con-
cederà le seguenti riduzioni:
Primi posti lire 1100, anzi-
chè lire 1300; sedie di platea
lire 900, anzichè 1100; prima
tribuna lire 600, anzichè 800;
seconda tribuna lire 400, an-
zichè 600; terza tribuna lire
300, anzichè 400.
Gita a Viareggio
per il Carnevale
In occasione del « Carne-
vale di Viareggio » è stata or-
ganizzata, per domenica 12
febbraio, una gita turistica in
autopullmans da gran turi-
smo; muniti di impianto di ri-
scaldamento, L’orario è il se-
guente:
Andata: partenza ore 7,30 da
Genova Sestri (piazza Poch);
ore 7,40 da Sampierdarena
(piazza Montano); ore 7,50 da
piazza Principe; ore 8 da piaz-
za Brignole.
Ritorno; partenza da Via-
reggio ore 20; arrivo a Genova
ore 24.
Le quote di partecipazione
sono di lire 800 per i soci del
CRAL e loro famigliari; di li-
re 1200 per i non soci. Verran-
no forniti a richiesta, per as-
sistere alle manifestazioni car-
nevalesche, i biglietti al prez-
zo speciale di lire 400.
Le iscrizioni si ricevono
presso i delegati di stabilimen-
to e presso la segreteria del
CRAL (Genova Sampierdare-
na, via Achille Stennio 5/1,
tel. 41959) e si chiuderanno
improrogabilmente venerdì 10
febbraio.
Riduzioni speciali
per il Carnevale di Savona
Per il « Carnevale di Savo-
na » sono in vendita, presso la
segreteria del CRAL, i bigliet-
ti di ingresso ai corsi carne-
valeschi del 5, 12, 14 febbra
io, al prezzo di lire 170 an-
zichè lire 300. Prenotarsi
subito!
rà certamente lungo e
grigio. Guardando con un
po’ dì nostalgia le vostre pian-
te sul balcone, leggermente
ingiallite, non potrete fare a
meno però di pensare con
gioia alla prossima primave.
ra in cui tutto sì risveglia. Ma
quale risveglio più bello, me-
raviglioso, di quello della na-
tura nelle sue molteplici ma-
nifestazioni?
Cars l'inverno vi par-
Ogni donna, nella sua inna-
ta gentilezza, non può manca-
re di avere una particolare
disposizione nella cura di
piante e fiori. Questo è ap-
punto l'argomento che voglio
trattare questa volta.
Prima di passare ad alcuni
consigli, che qui voglio darvi
sui diversi tipi ornamentali
per la casa, voglio rammen-
tarvi le fondamentali regole
necessarie per il buon gover.
no delle piante:
La terra dei vasi deve es-
sere morbida per consentire
la penetrazione dell’acqua e
ben concimata.
Le piante debbono godere di
aria e luce in abbondanza.
Le innaffiature devono esse-
re periodiche usando lo spruz-
zatore e mai innaffiare a getto.
I vasi devono essere porosi,
non verniciati e proporzionati
alle radici che devono conte-
nere.
Non dimenticate di porre in
fondo al vaso un sassolino 0
un coccio che regolerà l’usci-
ta dell’acqua. A
Il trapianto da un vaso al-
l’altro deve avvenire grada-
I NOSTRI CONCORSI
NELLA MIA
OPERA CI
sono DUE
NELLA MIA OPi
SPACCIO MIA
mogniz!
LA Fi@LIA!
La vignetta rappresenta il
zioni (con
tellino e dello stabilimento di
consegnarte ai nostri
febbraio. Sono in palio,
« Eleonora Duse »
a ciascuno dei
Genova
dini,
al Muggiano;
bar di uno stabilimento cinematografico
dove si stanno riprendendo, contemporaneamente, le scene di quattro
opere liriche. Quattro attori, uno per opera, si sono trovati casual-
mente nel bar e ciascuno di loro pronuncia una frase, In base agli
elementi forniti dalla vignetta i lettori, per partecipare al concorso,
dovranno saperci dire i titoli delle quattro opere ed inviare le solu-
l'indicazione del nome e cognome, del numero di car-
appartenenza)
corrispondenti di
per sorteggio,
divisi: 120 biglietti di poltrona per il Piccolo Teatro della Città di
(saranno sorteggiati
quali andranno due biglietti, come segue:
biglietti al MEC, 36 al CAN, 10 alla FON, 14 al MFF, 8 alla DIG,
8 alla CAR, 8 al SAU e al COKE); un volume sulla fisica dell'atomo
un volume sulla fisica dell'atomo a Livorno.
in Redazione, oppure
stabilimento, entro il 15
numerosi premi così sud-
di ansal-
36
60 nomi
tamente dal più piccolo a
quello più grande, via via che
la pianta cresce e sempre pri-
ma che inizi la vegetazione.
Ricoprire bene le radici di
terra dopo eseguito il trapian-
to e innaffiare abbondante-
mente.
Concimando il terreno ab-
biate l'avvertenza di non met-
tere il concime a contatto con
le radici.
Per le poggiolate, oltre ai
gerani di svariate tinte e qua-
Il premio “Almanacco,
Come è noto, gli almanac-
chi 1956 offerti da «l'An-
saldino » sono numerati e
ogni mese sarà sorteggiato
un premio abbinato al nu-
mero di un almanacco. !l
numero sorteggiato per il
mese di gennaio è
6157
e il premio consiste in un
rasoio elettrico « Philips » a
due teste.
Il vincitore potrà ritirare
il premio in Redazione entro
il 29 febbraio, presentando
l'almanacco completo della
pagina numerata. Non pre-
sentandosi entro tale data,
non avrà più diritto al pre-
mio.
lità: semplici e doppi, che so-
no facili a coltivarsi, belli so-
no i garofani, î gelsomini, le
petunie che resistono al fred-
do e adornano molto, l’edera
verde e quella striata, le fel-
ci, le azalee, i rododendri, le
cappuccine e le campanelle
nelle loro tinte delicate, le ro-
se, comprese quelle rampican-
ti, sempre assai belle e le por-
tulache che crescono rigoglio-
se în terreno piuttosto sabbio-
so e anche con una certa tra»
scuratezza.
Per l’ ornamento della casa
invece, in tutte le stagioni so-
no consigliabili le piante gras-
se nelle loro svariate qualità.
Il terreno di esse deve esse-
re sempre fresco e, ricordate,
mescolato a sabbia. Per esse
non occorre molta acqua. Ba-
sta innaffiarle una volta alla
settimana.
Molto belle, eleganti e assai
ornamentali, anche se un po’
vistose, ma in compenso di
lunga durata, sono il « ficus »,
le « S. Siverie », il « Capelve-
nere », la begonia poi indica-
tissima per la bellezza delle
sue foglie e per i suoi graziosi
fiori nel periodo estivo.
In inverno si prestano molto
ad essere coltivate le piante
in bulbo: tulipani, narcisi, gia-
cinti, ranuncoli, giunchiglie,
îris, ciclamini. Il periodo più
indicato per queste coltivazio.
ni va da settembre a febbraio.
I bulbi dello scorso anno,
che avete accuratamente con-
servato in luogo non umido e
possibilmente alla stessa tem-
peratura, o che avete compe-
rato in negozio, vanno messi
in modo che la punta sia ap-
pena alla superficie della ter-
ra, Si lasciano per 15-20 gior-
ni all’aria aperta, riparati dal.
la corrente. Durante questo
periodo bisognerà bagnare re-
golarmente la terra.
A fioritura ultimata tagliate
la pianta rasente alla terra,
lasciate quindi che la stessa si
asciughi, rovesciate il vaso e
togliete il bulbo che conser-
verete.
Gli stessi bulbi possono es-
sere coltivati in vasi di vetro:
allora occorrerà mettere l’ac-
qua nel vaso e fare in modo
che solo le radici del bulbo
siano immerse. Tenete il vaso
preferibilmente al buio finchè
il germoglio sarà alto 6 cm. e
cambiate spesso l’acqua. A fi-
ne fioritura però il bulbo non
servirà più per il prossimo
anno.
Queste piante, sistemate nei
vasi, daranno alla vostra casa
una nota allegra ed elegante
e per voi, brave massaie, co.
stituirà un piacevole svago
tra le innumerevoli faccende
che la stessa richiede.
LILIANA
LA DONNA IN CUCINA
Minestra con palline di pane ©
salsiccia, Mescolare 2 uova con
quanto pane grattugiato possono as-
sorbire, unirvi da 50 a 100 gr. di
salsiccia sminuzzata e 25 gr. di
parmigiano grattugiato. Mescolare
bene, Preparare in una pentola de!
buon brodo bollente, gettare in es-
so l'impasto a pezzetti, alutandosi
con due cucchiai e lasciar cuocere
pochi minuti.
Merluzzo fritto. Mettere. il mer-
luzzo, rammollito, disliscato, striz-
zato e tagliato a pezzi, nel latte tie-
pido in modo che ne sia appena
ricoperto e lasciarvelo per parec-
chie ore. Sgocciolarlo. Passarlo
nell'uovo sbattuto e pangrattato, op-
pure in una pastella morbida fat
ta con farina, acqua e, se occorre,
sale, Volendo si può anche met-
tere un uovo nella pastella. Friu-
gerlo in olio.
Pasticcini. Inizierò prossimamen»
te una serie di ricette per pasticci.
ni, biscotti, piccole paste che tor-
neranno tanto utili e opportune per
preparare un bel vassoio di squi-
siti e sopratutto genuîni dolci nel-
l'occasione di una festa in famiglia
e le brave massale ansaldine ne
avranno soddisfazione e elogi.
Zuppa alla pavese. Far rosolare
delle fette di pane raffermo nel
burro e far prendere ad esse un
bel colore dorato, Mettere una o
due fette di pane in ciascuna fon-
dina e su di esse rompere un uovo
per persona e cospargere .di par-
migiano grattugiato, Versarvi so-
pra brodo caldissimo.
NINA
(GINESELEZIONE
Sette mogli per un marito
Ancora una gustosa com-
media inglese, presentata
con un piacevole colore, Si
tratta di una trama para-
dossale: un uomo perde
completamente la memoria,
non sa più chi sia, che cosa
faccia, da dove venga. Aiu-
tato da uno psichiatra si
mette alla ricerca di sè stes-
so, ma invece di trovarsi
con un nome, una professio?
ne e magari una moglie, si
trova con selte nomi, sette
professioni, sette mogli,
Sette mogli carine, intra-
pendenti, ciascuna delle
quali lo vuole tutto per sè.
Processato per poligamia
l’uomo, che si dichiara col-
pevole ed esige la condanna
onde ottenere in carcere si-
lenzio e solitudine, varca le
soglie della prigione, ma
quando ne esce trova le set-
te mogli pronte a riagguan-
tarlo.
Riuscirà a sfuggire loro,
ma cadrà nella rete di una
ottava donna, l’avvocatessa
che lo aveva difeso,
La vicenda si regge su u-
na serie di situazioni sottili,
magari su un particolare,
come è nelle tradizioni del-
l'umorismo britannico, ed è
ottimamente interpretata dal
simpatico ed abile Rex Har-
rison.
« The coustant husband »
girato nel ’55 con la regia
di Sidney Gilliat è stato
presentato all'ultimo festi-
val di Berlino.
IL PORTOGHESE
=
13,
“L’ ANSALDINO” RISPONDE
‘Caro Ansaldino,
questa è la voce lontana de-
gli impiegati tecnici ed ammi-
nistrativi dislocati al MEF che
prestano servizio all’USAS, vo-
ce lontana che ti preghiamo
ascoltare e pubblicare e che
riflette la seguente nostra mo-
desta e umana richiesta.
Tu conosci Fegino dove è
ubicato il MEF, zona mal ser-
vita dai mezzi di trasporto
pubblici tale che moltissimi di
noi per venire al lavoro e rin-
casare debbono utilizzare due
ed anche tre linee tranviarie
così da rendere impossibile
all’ 80% di noi di usufruire
delle 2 ore di intervallo dalle
12 alle 14 per recarsi a casa
per la colazione.
ll nostro orario di lavoro è
così fissato: al mattino 8,30 -
12; al pomeriggio 14 - 18,30.
Molti di noi abitano lontano,
altri molto lontano nelle ri-
viere di ponente (Voltri) e le-
vante (Sturla, Quarto) ed al
mattino verso le 7 iniziano il
viaggio di trasferimento con
l'assalto al primo tramvai (pri-
mo della serie).
Alla sera alle ore 18,30 viag-
gio inverso per il ritorno che
si conclude alle ore 19,30-20.
Come vedi sono circa 12-13
ore che restiamo lontani da
casa per fare 8 ore di lavoro;
partiamo a notte fonda, tor-
niamo a notte fonda e vedia-
mo i nostri cari sempre alla
luce di... 25 o 50 candele.
Usufruiamo della mensa del
MEF e chiediamo una piccola
ma per noi grande cosa: per-
chè non concederci di iniziare
l'orario di lavoro pomeridiana
alle ore 13 anzichè alle 14?
Questo nuovo orario allevie-
rebbe sensibilmente il nostra
attuale disagio permettendoci
di rincasare con un’ora di an-
ticipo e di conseguenza ridur-
re di un'ora la lontananza da
casa e la permanenza a Fe-
gino.
Pubblica questa lettera e in-
tercedi per noi presso la DIG;
come vedi non chiediamo mol-
to e del poco che riusciremo
ad ottenere ne saremo grati a
te ed alla nostra Direzione.
(seguono le firme)
Abbiamo passato la lettera
degli impiegati che ' prestano
servizio al'U.S.A.S., alla Dire-
zione, la quale, accogliendo le
ragioni in essa addotte, ha di-
sposto che, a far data al 1.0
febbraio, gli impiegati del-
VU.S.A.S. facciano lo stesso
orario degli impiegati ammi-
nistrativi del MEF, cioè dalle
8 alle 12 e dalle 12,45 alle
16,45.
®
Siamo due fattorini del Can-
tiere navale di Sestri con an-
zianità superiore agli anni 20.
Vorremmo sapere il perchè non
ci viene riconosciuto il pas-
saggio alla categoria R. B., mal-
grado le nostre mansioni di
servizio esterno, che sono in-
quadrate, appunto, in detta ca-
tegoria. A. OLIVIERI E
V. MAGNONE (CAN)
Da una indagine effettuata
presso i superiori diretti de-
gli interessati, è risultato che
i sigg. Angelo Olivieri e Vir-
ginio Magnone sono addetti al
ritiro ed alla consegna di do-
cumenti diversi (corrispon-
denza, disegni, plichi, ecc.)
presso i varii uffici dello Sta-
bilimento; solo eccezional-
mente essi si recano presso
Stabilimenti confratelli o uf-
fici esterni,
E’ evidente che, date queste
mansioni, i sigg. Olivieri e
Magnone sono giustamente
inquadrati nel raggruppamen-
to C degli operai discontinui,
in applicazione di quanto di-
sposto dall’art. 6 delle norme
integrative (stipulate il
14-7-50) del Contratto collet-
tivo nazionale di lavoro per
l'industria metalmeccanica del
25-6-48., Infatti, ai fini dell’in-
quadramento mella categoria
superiore, il fatto che gli in-
teressati solo in qualche caso
svolgono all’esterno il loro
servizio non può essere preso
in considerazione, in quanto
ciò non varia sostanzialmente
la natura e Vimportanza delle
mansioni normalmente svolte
all’interno dello stabilimento.
Desidererei sapere perchè il
Complesso Folkloristico Geno-
vese del CRAL Ansaldo, la cui
partecipazione allo spettacolo
del 4 dicembre al Palazzo Du-
cale era già in programma,
non si è esibito.
COSTANTINO ANGRISANI
E’ stato necessario abolire la
parte folkloristica dello spet-
tacolo, dato dalla competente
Sezione del CRAL Ansaldo il
4 dicembre al Palazzo Ducale
di Genova, perchè la Prefet-
tura non ha concesso il neces-
sario permesso per detta par-
te della rappresentazione.
D'altra parte i dirigenti del-
l'ente benefico, a favore del
quale la nostra «+ Sezione spet-
tacolo » si produceva, erano
stati tempestivamente infor-
mati di ciò e si erano dichia-
rati perfettamente d’accordo,
tenuto conto delle ragioni che
avevano causato l'abolizione.
Caro Ansaldino.
lo scrivente lavora al Can-
tiere di Muggiano in qualità
di operaio congegnatore di al-
lestimento. Come tu sai, al
Muggiano, sul molo dell’alle-
stimento, non esistono officine
e ogni qualvolta un operaio
ha bisogno di lavorare alla
morsa cosa che succede
spesso — deve recarsi in offi-
cina oppure al magazzino con-
gegnatori dove esistono due
morse, e non buone.
A me pare che la Direzione
dovrebbe far costruire diversi
banchi con morse e farli piaz-
zare a bordo, in modo che
quando gli operai si trovano
sulle navi abbiano la possibi-
lità di lavorare con risparmio
di tempo e denaro.
Ringrazio per l’ospitalità e
distintamente saluto.
GIUSEPPE BATTAGLIA (MUG)
Caro Ansaldino,
sono un operaio montatore
del Cantiere di Muggiano e
chiedo il tuo interessamento
affinchè ai miei colleghi di re-
parto ed a me sia concesso un
locale dove depositare le casse
degli attrezzi di lavoro, che at-
tualmente vengono abbandona-
te sotto la tettoia Mahroussa
con conseguenti e continui
spostamenti e rotture.
Grazie e cordiali saluti.
UN OPERAIO (MUG)
Già in passato si era prov-
veduto a sistemare qualche
morsa a bordo delle navi in
allestimento, ma poi tale prov-
vedimento era caduto in disu-
so perchè presentava alcune
difficoltà, quali mancanza di
spazio specialmente al coper-
to, complicazioni per la custo-
dia degli attrezzi, ecc. Ad ogni
modo la Direzione del Cantie-
re di Muggiano ha disposto
per sistemare nuovamente un
banco con morsa per uso dei
congegnatori su ciascuna del-
le due carboniere in allesti-
mento, con qualche accorgi-
mento particolare affinchè il
provvedimento risulti efficace
e duraturo.
Per quanto riguarda il de-
posito per le casse contenenti
attrezzi del personale lavoran.
te al molo Mahroussa è stato
disposto per adibirvi un appo-
sito localetto sotto la tettoia
citata dall’anonimo autore del-
la seconda lettera.
Caro Ansaldino,
sono un operaio del « Mec-
canico » ed ho un figlio che
studia da perito industriale.
Mi rivolgo a te, che già altre
volte sei venuto incontro a
comprensibili richieste, per-
chè mio figlio ha bisogno di un
tavolo da disegno ed io non ho
la possibilità economica di pro-
curarglielo facilmente. Sareb-
be possibile averne uno, anche
usato purchè utilizzabile, e ad-
debitarmelo a rate mensili?
Certo del tuo cortese inte-
ressamento ti ringrazio e ti sa-
luto cordialmente.
EMILIO BORCHI (MEC)
Passiamo la sua richiesta
alla Direzione del Meccanico
che certamente la prenderà in
esame. Non appena sapremo
l’esito sarà nostra premura in-
formarla.
®
Siamo un gruppo di sorve-
glianti del Cantiere di Livor-
no e ci rivolgiamo a « l’Ansal-
dino » perchè si renda inter-
prete, presso chi di competen-
za, di un nostro desiderio.
che in caso di pioggia possono
essere indossate dai sorve-
glianti che prestano servizio
allo scoperto; soltanto i Capi
vigilanza ed i Capi turno han.
no l’impermeabile in dotazione
individuale. Non appena le
condizioni finanziarie dell’A-
zienda saranno più floride e
le disponibilità di bilancio lo
consentiranno, verrà esamina-
ta la possibilità di estendere
la distribuzione di tale indu-
mento anche a tutti i sorve-
glianti.
Per quanto concerne gli sti-
vali di gomma — calzatura,
questa, il cui uso presuppone
particolari condizioni di am.
biente e di terreno, che so-
lo eccezionalmente potrebbe-
ro verificarsi in pochissime
zone dei nostri stabilimenti —
si ritiene che la ingente spesa
necessaria per distribuirli a
tutti in dotazione individuale,
si dimostrerebbe eccessiva-
mente sproporzionata alla
scarsa utilità che i guardiani
potrebbero trarne.
L’indumento invernale che
meglio ripara dal vento e dal
freddo è il pastrano di lana,
usato da tutti i Corpi di poli-
zia; soltanto il personale che
non può indossare tale indu-
mento — per speciali servizi
cui fosse adibito o perchè
montato su biciclette, motoci-
clette, ecc. — viene dotato di
giacchettoni, o giubbe che
possano, sia pure parzialmen-
te, ripararlo dai rigori inver-
nali. IT personale di vigilan-
za che presta servizio negli
stabilimenti sociali, in zone
costituite nella maggior parte
dei casi da portinerie, cancel-
li, varchi e aree scoperte, è
indubbiamente meglio rico-
perto dal pastrano di lana, che
non può recare sensibile im-
paccio nei movimenti a quei
pochi sorveglianti che, nei so-
li Cantieri navali, prestano
servizio agli scalandroni e sul-
la coperta delle navi.
| POSTA IN ARRIVO
Caro Ansaldino,
con ritardo, ma di vero
cuore, ringrazio te ed il tuo
rappresentante per le cortesie
usatemi in occasione della
mia degenza nell’Ospedale di
S. Martino.
Anche se non perfettamente
guarito ho ripreso il lavoro;
ti assicuro che tanto mì fu
gradito vedere pubblicata la
mia prima lettera.
Non voglio far passare il
tempo e pertanto mi affretto
ad inviare a voi tutti collabo-
ratori de « l’Ansaldino » i più
sinceri auguri.
ENRICO DELLA GATTA
Lo scrivente ha letto con
piacere su «l’Ansaldino » del
1.0 dicembre 1955 di essere
stato prescelto e premiato.
(1.0 premio) per la soluzione.
del concorso « L’errore del re.
gista » e ringrazia sentitamen-
te la Redazione per quanto
sopra. È
Lo scrivente ha già ricevuto.
il premio — un rasoio elettri-.
co — ed è soddisfatto perchè,
fra l’altro, costituiva un am-
bito desiderio.
Nella speranza di potersi.
affermare im altri concorsi suc-
cessivi, ringrazia ancora ed 0s-
sequia la Spettabile Direzione.
AUGUSTO FERRETTI
In relazione allo svolg
to delle nostre mansioni noi
dobbiamo sorvegliare vaste
zone e quando, come spesso
succede d’inverno, le nottate
sono piovose e vi è fango, il
nostro servizio si svolge in
condizioni assai disagiate, in
quanto siamo sprovvisti di
impermeabili e stivali di gom-
ma. Sarebbe pertanto oppor-
tuno che la Ditta acquistasse,
previa prenotazione da parte
degli interessati, questi ogget-
ti che ci mancano, addebitan-
doci magari una parte della
spesa. Facendo ciò ci sarebbe
il vantaggio di un migliore ser-
vizio da parte nostra e nello
stesso tempo, con l’uniformità
del nostro abbigliamento, fa-
remmo miglior figura.
Anche per quanto riguarda i
cappotti desideriamo avanzare
una proposta. | nostri cappot-
ti, essendo lunghi, intralciano
i mostri movimenti quando
dobbiamo salire a bordo delle
navi per mezzo di scale a vol-
te assai ripide, o discenderne.
Suggeriamo pertanto di sosti-
tuirli con giacchettoni di pel-
le, anche per il fatto che si
adattano meglio per il cintu-
rone di cui, come sembra, sa-
remo dotati. Inoltre il giac-
chettone di pelle dura di più
del cappotto che ci passa la
Ditta, e che deve durare tre
anni.
Nel ringraziare per l’inte-
ressamento che da parte de
« l'’Ansaldino » certamente non
mancherà, distintamente salu-
tiamo.
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STORINO (Mec) con Cateri-
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(Mec) con Olga Poggi - 26 di
cembre: Giuseppe PUCCIO
(Car) con Maria Caterina Fa
rina - Antonio CAMOIRANO
(Car) con Geronima Piccardo
- 5 gennaio; Tommaso CAVI
GLIA (Can) con Santina Del-
lepiane - 14 gennaio: Gerola
mo DAMONTE (Can) con Ma-
ria Delpino - 15 gennaio: Vin.
cenzo RIZZI (Can) con Paola
Annaclerio.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
Sono nati
4 dicembre: SANDRA, figlia
di Gavino Idini (Can) e di
Aurora Soffioti - SOFIA, figlia
di Goffredo Santoro (Fon) e
di Ernesta Rossi - 11 e 12 di-
NOZZE D’ ORO
Il cavaliere del lavoro e me-
daglia d’oro Giovanni Rober
ti, già capo reparto presso il
Cantiere di Livorno ed ora in
pensione dopo oltre cinquanta
anni di ininterrotto servizio, e
la sua gentile signora Enri-
chetta Brondi hanno recente-
mente festeggiato le loro noz-
ze d’oro.
Ai fortunati coniugi, da
mezzo secolo uniti dall’affetto
e da una esemplare vita di la-
voro, giungano le più vive fe-
licitazioni de « l’Ansaldino ».
NOZZE D’ ARGENTO
Il sig. Luigi Mongiardino,
operaio del Cantiere di Sestri
e la sua gentile signora Ma-
falda Grasso hanno festeggia-
to le nozze d’argento.
Alla coppia felice, qui foto-
grafata col nipotino Sandro,
esprimiamo le nostre congra-
tulazioni più sentite.
sati (Uro) e di Maria Bunari
- 28 dicembre: CARLO, figlio
di Piero Donati (Liv) e di
Vanda Antonelli - 1.0 gennaio:
PATRIZIA, figlia di Santino
Meloncelli (Can) e di Lice
Gattòli 4 gennaio: CLAU
cembre: SONIA e STEFANIA. Maria Virdis 24 dicembre: DIO, figlio di Michele Mastro
AE " Arturo Silvestri (Liv) PAOLA, figlia di Giovanni .illi (Can) e ‘di Luisa Mag
e di ittoria Cantini 16 di- Ruzza (Mec) e di Germana sjani ER A
cembre: SAVERIO, figlio di Fiore - 25 dicembre: RENA- £30 ‘i; Michele ar
ico Paffumi (Can) e di TA, figlia di Giovanni Bruzzo ‘5.0 T SR 1861 Si
stina Vitale RC E (Can) e di Luciana Guecino - © 4 Maria Montalbano.
figlia di Dino Traversi 27 dicembre: LUCIANO, figlio
(Liv) e di Giovanna Boiîs . 17 (Can) e di A tutti i piccolissimi « an
dicembre: PA IZIA, figlia oglio EU. saldini ed ai lero genitori i
di Giuseppe Cero (Mecì e di Mario Fos. nostri auguri piu fervidi.
volete Elsa Cisa)
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LIVORNO - Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062
PROPOSTA N. 15400.
Nonostante tutti i divieti e
le norme per la prevenzione
infortuni, gli operai continua-
no a lavorare alle mole senza
usare gli occhiali.
Propone che le mole siano
dotate d’uno schermo di vetro
ribaltabile.
RISPOSTA.
Le norme dell’ ENPI, che
stabiliscono l’uso degli occhia-
li di protezione per gli operai
che lavorano alle mole, sono
sufficienti a garantire l’incolu-
mità degli occhi. E gli operai,
nel loro stesso interesse, han-
no l'obbligo di rispettare tali
norme. La proposta pertanto
non può essere accettata.
PROPOSTA N. 15448.
Propone che ai magazzini i
martelli siano consegnati col
manico, per evitare all’ope-
raio di perdere tempo per ese-
guirne l’applicazione.
RISPOSTA.
Per il futuro saranno ordi-
nati i martelli col manico già
innestato.
e
PROPOSTA N. 15329.
Si verifica che sulle bolle
di cottimo un gruppo. come
per esempio quello della T/c
« Miraflores », viene indicato
in modi diversi: T/e Miraflo-
res; T/c 2a Cameli; T/c
31.500; costr. 1499; T/c Came-
li; T/e 31.500 Navimar; co-
struzione 1499.
Si dovrebbe scegliere una
unica denominazione.
RISPOSTA.
L'osservazione è giusta. Sa-
rà provveduto ad indicare la
stessa costruzione con un’uni-
ca denominazione.
©
PROPOSTA N. 14589.
Capita spesso che nei dise-
gni di attrezzatura sono elen-
cate viti Umbrako di varie
misure.
Siccome il MAG non è prov-
visto di tutti i tipi e dimen-
sioni di tali viti, bisogna ta-
gliarle e filettarle secondo le
quote volute, rovinando lame
da seghetto, utensili e filiere,
perchè queste viti sono molto
dure.
Propone che il MAG si prov-
veda di tutti i tipi di vite, op-
pure che i disegnatori, prima
di elencarle, diano uno sguar-
do alla dispensa.
RISPOSTA.
E’ stato consegnato a tutti i
Capi disegnatori un elenco
delle viti Umbrako esistenti
a MAG e sono' state date di-
sposizioni di prevedere l’im-
piego di quelle esistenti.
PROPOSTA N. 15265.
Propone la modifica del
modello del coperchio P. D.
64056 pos. 10 in due punti, che
indica su uno schizzo, perchè
occorre sempre riportare su
essi del materiale con salda-
tura.
RISPOSTA.
Non sempre nei pezzi messi
in lavorazione sono state ne-
cessarie le riparazioni con ap-
porto di saldatura; comunque
per avere una maggiore sicu-
CASSETTA: DELLE IDEE ©
rezza, si provvederà a modifi-
care opportunamente il mo-
dello.
®
PROPOSTA N, 15832.
Coll’andata in vigore dei
nuovi tempi il reparto MARB
ha aumentato la produzione e
gli operai cottimisti hanno a-
vuto un Sensibile beneficio fi-
nanziario. I percentualisti pro-
duttivi invece no. pur essendo
anche per loro aumentato il
lavoro da eseguire.
Propone che siano presi
provvedimenti al riguardo.
RISPOSTA.
La Direzione Generale ha
allo studio il problema dello
aggiornamento delle norme e
dei premi da corrispondersi ai
salariati che non lavorano a
cottimo. Dette norme devono
avere un carattere generale
per tutti gli stabilimenti An-
saldo e richiedono perciò di
essere definite quando si sa-
ranno normalizzate le condi-
zioni di lavoro e quando sarà
stato raggiunto un sufficiente
distacco fra la retribuzione
dell’operaio che lavora a cot-
timo e quella percepita dal-
l’operaio che può essere legato
strettamente al ritmo di lavoro
dell’operaio cottimista.
©
PROPOSTA N. 15338.
Propone che alle mazze di
legno d’ogni misura siano ap-
plicati due cerchi di ferro per
evitarne la rottura e prolun-
garne in tal modo la durata.
RISPOSTA.
La DAT, d'ora in avanti,
ordinerà alla dittà fornitrice
le mazze con le cerchiature
proposte.
®
PROPOSTA N. 15094.
Propone che :lla rudimen-
tale pedana che sorregge il
tubo dell’aspiratore della ret-
tifica piana del MAPI (Chur-
chill 91317) sia sostituito un
cavalletto con rullo. (Allega
uno schizzo).
RISPOSTA.
La MAN ha avuto disposi-
zioni perchè eseguisca quanto
proposto.
PROPOSTA N. 14294.
Si verifica che i lavori di
manutenzione ordinaria delle
macchine operatrici ausiliarie
ed impianti in genere vengo-
no eseguiti senza alcun accor-
do preventivo tra la MAN e
l'officina interessata, per quan-
to riguarda il costo. Propone
che per questi lavori venga
preparato un preventivo da
sottoporre al giudizio del Ca-
po Officina interessato.
Ottenuto il nullaosta, si pro-
cederà al lavoro addebitando
tutte le spese relative (mano
d’opera, materiali) sulla com-
messa fittizia costituita dal
numero di matricola catasta-
le della macchina o dell’im-
pianto, rispettando, per quan-
to possibile, il preventivo ap-
provato. A lavoro ultimato, la
contabilità effettuerà il con-
suntivo che sarà registrato
sulla scheda della macchina o
dell'impianto, in modo da po-
ter conoscere fil costo effettivo
di manutenzione per ogni sin-
gola macchina.
Contemporaneamente questo
costo verrà segnalato al Capo
È
dell’officina alla quale la mac-
china appartiene.
Procedendo in tal modo si
potrebbero eliminare molte
spese superflue,
RISPOSTA.
Per lavori di manutenzione
ordinaria è consuetudine con-
siderare le riparazioni il cui
costo è relativamente mode-
sto. i
I lavori che richiedono una
spesa superiore alle 100.000 li-
re devono essere considerati
di manutenzione straordinaria
e per essi è necessario redige-
re un apposito « Progetto Pre-
ventivo » da sottoporre alla
approvazione della Direzione
Generale. E’ giusto il concet-
to che anche per lavori di mi-
nore entità si debba compi-
lare un preventivo che per-
metterà di avere un termine
di paragone per il controllo
del costo della riparazione
stessa; però tale compilazione
richiede del tempo ed in molti
casi tale tempo non è disponi-
bile: cioè quando le macchine
devono essere riparate con la
massima sollecitudine, per non
interrompere il ritmo della
produzione.
Comunque sarà data dispo-
sizione alla MAN perchè an-
che nei casi di modeste ripa-
razioni o di riparazioni ur-
genti comunichi, nei limiti del
possibile, cì Capi responsabili
una previsione di massima cir-
ca le spese che si dovranno
sostenere.
PROPOSTA N. 15344.
Propone per gli addetti al-
la scalpellatura pneumatica
l’uso di guantoni in pelle che
salvaguardino anche l’avam-
braccio oltre la mano.
RISPOSTA.
La DAT verrà approvvigio-
nata di manicotti in tela olona
pesante per la protezione del
braccio. Gli scalpellatori po-
tranno prelevarli mediante
buono firmato dal Capo Offi-
cina.
°
PROPOSTA N. 14383.
Le eliche dei motori prele-
vate a MAG devono essere ri-
pulite dell’ossido formatosi du-
rante la loro giacenza,
Propone che esse vengano
verniciate (prima di essere
versate a MAG) dopo che il
collaudo/arrivi le ha accet-
tate.
RISPOSTA.
Per le eliche in arrivo ulti-
mate di lavorazione il MAG/
arrivi provvederà ad interes-
sare il reparto verniciatori
perchè applichi sulle eliche la
vernice protettiva. Per le eli-
che da inviare in officina per
la finitura, la verniciatura sa-
rà richiesta dal Capo Officina.
RISULTATI DEL CONCORSO:
Ii messaggio di Babbo Natale
NM messaggio scritto sulla slitta
di Babbo Natale e in parte ricoper-
to di neve era i! seguente: « Buon
Natale a tutti gli ansaldini ed alle
loro famiglie », Il sorteggio tra i
numerosi partecipanti che hanno
inviato l'esatta soluzione ha dato i
seguenti risultati:
a) Premi per gli
tutti gli stabilimenti sociali:
lio Carlevaro della FON (1° pre-
mio: una cassetta natalizia); Gero-
lamo Raffetto della FON; (2° pre-
mio: una penna «Aurora 88»
cappuccio oro); Amalia Badini del
MEC (3° premio: una borsa di pel-
le); Clemente Pesce del CAN (4°
premio: una sveglia da viaggio);
Angelo Caviglia della FON (5° pre-
mio: un portafogli di pelle).
») Biglietti di poltrona (due per
ciascuno dei 100 sorteggiati) per
il Piccolo Teatro «Eleonora Duse»,
riservati agli ansaldini degli stabi-
limenti genovesi: Tullio Bisio; Gio-
vanni Tomat; Osiride Accornero;
Francesco Ferrari; dr. Tullio Mus-
si; Edilio Repetto; Francesco Pe-
demonte; Alberto Cavalli; Pasqua-
le Fabiocchi; Elsa Pezzina; Manri-
co Norci; Piana; Guerrino Costa;
Serafino Bertoglio; Antonino Co-
sta; Milvio Puppo; A. Cavallo; Sin-
cero Bassi; Giordano Lucchesi;
Carlo Andorno; Fortunato Atesi;
Vittoria Giachi; Orlando Lenzi;
Giuseppe Carlini; L. Garrone; Ce-
sare Clerici; Francesco Delfino;
Maria Piccardo; Carlo Ferrando;
Luigi Gallia; Giuseppe Cervetto;
Giuseppe Gerardo; Amabile Savà:;
Ireo Conte; Vittorio Ciollini; Adol-
fo Neri; Vincenzo Milani; Pietro
Ottonello; Giacomo Nervi; Osvaldo
Martini; Ernesto Cattaneo; France.
sco Mazzoni; Maria Cotella; Paolo
Bormida; Giovanni Bignone; Paolo
Petta; Mario Parodi; Angelo Rocca-
tagliata; Pietro Sacco; Renzo Bac-
chi; Alberto Peruzzi; Vittorio Sal-
lustro; Ferdinando Molinari; Giu-
seppe Rovegno; Giovanni Soriano;
Francesco Priano; Giuseppe Ragu-
sa; Luigi Bronzo; Antonietta For-
nai; Giuseppe Mongiardino; Giu-
seppe Di Battista; Santino Poggi;
Bernardo Tagliafico; Gaetano De
Luca; Luigi Mazzarello; Erminia
Serracchioli; Pietro Repetto; Rosa
Zebolino; Luigi De Menech; Paolo
Spallarossa; Amerigo Casassa; Giu-
seppe Arata; Graziano Ghiglino;
Carlo Pini; Luigi Carzino; G, Al-
liani; Onorato Assandri; Luigi Pal-
lotti; Libero Bozzo; Silvia Dente;
Primo Curti; Gino Rocca; Seba-
stiano Tinna; Giulio Penengo; Giu-
seppe Baratta; Guido Zini; Nello
Guglielmi; Angelo Consigliere; En-
nio Vigna; Giorgio Cresta: Mario
Bizi; Bruno Nervo; Angelo Sciut-
to; Anna Drago; Angelo Bianchi;
Carlo Scazzola; Diva Robotti; Luigi
Cetti; Giuseppe Ghiglieri; Maria
Luisa Gili.
e) Due libri sulla fisica dell'ato-
mo per gli ansaldini di Muggiano
e Livorno: Aldo Galli di MUG e
Italia Galletta di LIV.
ansaldini di
Emi-
INFLUENZA
prima precauzione : subito una vera squisita
ARDUIN
la specialità medicinale che da
28 anni ha prevenuto fanti ma-
lanni e contribuito a s'‘roncare
sul nascere fante infermità.
Ma... state attenti alle
contraffazioni
Esigete bene la vera “ARDUIN,,
al Limone, all’ Arancio o al Ribes
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15
‘
[MEMENT 0]
Lorenzo LOMBARDO
di anni 55, dipendente del
Meccanico, deceduto il 30-12-
1955. Era all’Ansaldo dal 1925.
Lascia la moglie e una figlia.
Augusto GRANZAROLO
di anni 41, dipendente dei
Servizi Ausiliari, deceduto il
18-12-1955. Era all’Ansaldo dal
1937. Lascia la moglie e un fi-
glio.
Corrado CHIELLINI
di anni 60, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 13-12-1955. Era stato assun-
to nel 1936. Lascia la moglie
e una sorella.
Alberto CICALO
di anni 58, dipendente’ del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 2-1-1956. Era stato assunto
nel 1935. Lascia la moglie e
due figli.
Mario BOCCINI
di anni 50, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 17-1-1956. Era stato assunto
nel 1934. Lascia la moglie e
un figlio,
Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».
Piccoli annunci
Le inserzioni in questa rubrica
sono riservate nai dipendenti del-
l'’Ansaldo e sono gratuite, Rivol-
gersi ai nostri. corrispondenti di
stabilimento,
VENDESI moto Guzzi 250 tipo
« Airone sport», anno 1949, in
ottimo stato. Prezzo L. 300.000
trattabili. Telefonare al nume-
ro 453064.
SMARRIMENTI
Sono stati depositati, pres-
so la nostra Redazione, un
berretto di lana celeste (smar-
rito durante la nostra festa
della Befana), e un paio di
guanti di pelle marron. | pro-
prietari di detti oggetti potran-
no ritirarli presentandosi per-
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QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.
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Edito dall’® Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
*
LORENZO REBORA
Responsabile
*
Aatorizzazione del Tribunale di
Genova =, 299 - 6 Maygio 1954
»*
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
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ed ha un diametro di 6,300 metri.
Imbarco,
- extracted text
-
Gr
Nes
puo i; MMAtto : > QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. s° fitte. smun it
ed ai penslonat secondo
le — - — ù i
Girante di bronzo al manganese del peso di 4386 Kg., per turbina « Francis ». Il pezzo, fuso dalla nostra Fonderia, è destinato alla Società «Riva -
Costruzioni Meccaniche » di Milano. A destra l'operaio Lorenzo Bozzano.
I n
2
Borse di studio e assistenza scolastica
per l’anno 1955 - 1956
Borse di studio
Norme generali
1. - Istituzione di Borse di Stu-
dio, — Per l'anno scolastico 195
1956 l'Ansaldo S. A. mette a con-
corso le seguenti borse di stuaio
allo scopo dai offrire al più meri
tevoli lgli dei dipendenil dell’A-
zienda la possibilità di fruire di un
tangibile aiuto per frequentare i
corsi d'istruzione media e superio-
re dei seguenti ordini di scuola:
— Scuola di avviamento Professio-
nale Industriale e Commerciale
- Scuola Media,
— Liceo Classico e Scientifico - Li-
ceo Artistico.
-- Istituto Commerciale per Ragio-
nieri - Istituti per Geometri -
Istituto Magistrale,
- Istituto Tecnico Industriale -
Istituto Tecnico Nautico.
-— Università (Facoltà d'Ingegneria
e ogni altra Facoltà).
2, - Persone ammesse a concor-
rere. — Potranno concorrere i figli
(maschi e femmine) di coloro che
siano alle dipendenze dell’Ansaldo
da non meno di due anni,
3. - Natura delle borse, — Le
borse messe a concorso per l'an-
no scolastico 1955-1956 sono di due
tipi: borse di 1,0 grado e borse di
2.0 grado, Qualora non risultassero
assegnate borse di 1.0 grado, l’am-
montare cdi esse potrà essere de-
voluto a costituire borse di 2.0
grado per lo stesso ordine di studi
ed in numero adeguato alla somma
disponibilc, Se le borse destinate
ad un certo ordine di studi non
venissero assegnate, i relativi im-
porti potranno essere destinati, a
giudizio della Commissione, a bor-
se supplementari per gli altri or-
dini di studi,
4. » Commissione Giudicatrice.
—- L'assegnazione delle borse sarà
fatta in seguito alle decisioni di una
Commissione presieduta da un Di-
rigente dell’ ldo S, A, e sarà
basata sui meriti scolastici dei con-
correnti. A_ parità di meriti saran-
no presi in considerazione lo stato
di famiglia del dipendente e la sua
anzianità di servizio. Qualora il
numero dei concorrenti alle borse
di 1,0 grado superi quello delle
borse messe a concorso, gli even-
tuali esclusi avranno la precedenza
neli’assegnazione delle borse di 2.0
grado.
5. - Pagamento delle Borse,
N pagamento delle borse ver
fettuato ai dipendenti dell'An
do S. A., genitori dei beneficiari
in data da stabilirsi,
fi. - Presentazione delle domande,
Le domande, redatte sugli ap-
positi moduli a disposizione degli
interessati presso le Assistenti So-
ciali di Stabilimento, dovranno es-
sere inviate entro il 15 Febbraio
1956 all'Ansaldo S. A, - Direzione
Generale - Ufficio ASA - Genova -
corredate dello stato di famiglia
(in carta libera) del richiedente, e
del certificato scolastico richiesto
per il tipo di borsa a cui il con
corrente aspira, dal quale risu
le votazioni ottenute nello serutinio
finale o negli esami di ammissione
dell'anno scolastico 1954-55 e del
certificato d'iscrizione della Scuola
frequentata dal concorrente nell'an-
no 1955-56.
7.- Disposizioni finali. — Gli or-
fani di dipendenti, deceduti da non
oltre due anni e che al momento
della morte avevano un'anzianità di
servizio non inferiore ad anni 10,
saranno ammessi a concorrere al-
le borse, alle stesse condizioni e
con parità di trattamento con i fi-
gli dei dipendenti viventi.
Per tutte le questioni di interpre-
tazione delle presenti norme e per
qualsiasi questione che da tali nor-
me non sia contemplata, deciderà la
suddetta Commissione, z
Norme particolari
a) Borse di studio per la Fa-
coltà di Ingegneria e ogni altra Fa-
coltà,
1. - Subordinatamente alle norme
generali sopra indicate, 1° Ansal-
do S. A. mette a concorso per l’an-
no accademico 1955-1956 le se-
guenti borse di studio:
Ingegneria: 2 borse di studio di
1.0 grado da L. 100.000; 2 borse
di studio di 2.0 grado da L. 50.000.
Altre Facoltà: 2 borse di studio
di 1.0 grado da L. 100.000; 5 borse
di studio di 2.0 grado da L. 50,000.
2, - Le borse di studio di 1.0 gra-
do (L, 100.000) sono messe a con-
corso fra tutti quei giovani che
non siano mai stati e non siano
fuori corso, e abbiano sostenuti tut-
ti gli esami prescritti per il corso
che hanno frequentato nell’anno
scolastico precedente entro le ses-
sioni previste dai regolamenti ri-
portando una classifica media gene-
rale non inferiore ai 27/30, con
un minimo di 24/30, per ciascuna
materia.
Quelle di 2.0 grado (L. 50.000),
fra tutti coloro che nelle stesse
condizioni abbiano riportato una
classifica media generale non in-
feriore ai 24/30, con un minimo di
21/30 per ciascuna materia,
ber gli iscritti al Lo anno alle
Facoltà, le borse verranno messe a
concorso sulla base dei risultati
degli esami di maturità classica 0
entifica le cui medie generali
dovranno essere non inferiori agli
8/10 per il 1,0 grado con un mi-
nimo di 7/10 per ogni voto par-
ziale ed ai 7/10 per il 2.0 grado
con un minimo di 6/10 per ogni
voto parziale,
b) Borse di studio per Liceo
Classico, Scientifico e Artistico -
Istituto Professionale Industriale -
Istituto Tecnico Nautico - Istituto
Tecnico Commerciale per Ragio-
nieri - Istituto per Geometri e Isti-
tuto Magistrale.
1. - Subordinatamente alle norme
generali sopra indicate, 1’ Ansal-
do S, A. mette a concorso per l’an-
no scolastico 1955-1956 le seguenti
borse di studio:
Liceo Classico e Scientifico; 2
borse di studio di 1.0 grado da Li-
re 50.000; 10 borse di studio di 2.0
grado da L. 25.000,
Istituto Professionale e Istituto
Nautico: 2 borse di studio di 1.0
grado da L, 50.000; 10 borse di stu-
dio di 2.0 grado da L. 25.000.
Istituto Tecnico Commerciale
per Ragionieri e Istituto Tecnico
per Geometri: 2 borse di studio di
lo grado da L, 50,000; 4 borse di
studio di 2.0 grado da L. 25.000.
Istituto Magistrale e Liceo Arti-
stico: 2 borse di studio di 1.0 gra-
do da L. 50.000; 6 borse di studio
di 2.0 grado da L. 25.000,
2, - Le borse di 1.0 grado (Li-
re 50,000) sono messe a concors
fra tutti quei giovani che nello
scrutinio finale ciell'anno scolastico
precedente abbiano riportato una
media non inferiore agli 8/10 sem-
pre quando nessun voto parziale
sia inferiore ai 7/10.
Quelle di 2,0 grado (L. 25,000),
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
ai 7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10.
€) Borse di studio per Scuola
Media, i
1. - Subordinatamente
me generali sopra indi
saldo S. A. mette a
alle
nor-
VAn-
l'anno scolastico 1955-1956 le
guenti borse di studio:
4 borse di studio di Lo grado da
L. 24,090; 18 borse di studio di 2,0
grado da L. 12.000,
2, - Le borse di 1.0 grado (Lire
24.000) sono messe a concorso fra
se-
tutti quei giovani che abbiano ri-
portato allo scrutinio finale del-
l'anno precedente una media non
inferiore agli 8/10, sempre quando
nessun voto parziale sia inferiore
ai 7/10.
Quelle di 2,0 grado (I., 12.000),
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
ai 7/10, sempre quando nessun
voto parziale sia inferiore ai 6/10,
d) Scuola di Avviamento Profes-
sionale Industriale e Commerciale.
1. - Subordinatamente alle nor-
me generali sopra indicate | An-
saldo S. A. mette concorso per
l'anno scolastico 15 19568 le se-
guenti borse di studio:
1 borsa di studio di L.o grado da
L. 24.000; 7 borse di studio di 2.0
grado da L. 12.000,
2, - Le borse di 10 grado (Li-
re 24.000) sono messe a concorso
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato allo serutinio finale @el-
l’anno precedente una media non
inferiore agli 8/10, sempre onando
nessun voto parziale sia inferiore
al 7/10.
Quelle di 2.0 grado (Lire 12.000),
fra tutti quei giovani che abbiano
riportato una media non inferiore
al 7/10, sempre quando nessun vo-
to parziale sia inferiore ai 6/10
Assistenza scolastica
Norme generali
1) Istituzione, - Per l'anno »
lustico 1955-1956 l'Ansaldo S.
allo scopo di fornire un aiuto tan-
gibile ai dipendenti studenti
tuisce ia presente forma di assi.
stenza scolastica,
2) Persone che hanno diritto a
tale assistenza. - Saranno ammessi
a tale assistenza i dipendenti del-
Ansaldo i quali dimostrino a fine
di ciascun anno scolastico, di aver
seguito con profitto gli studi
sottoindicati ordini di scuola.
1) Università. - Facoltà di Inge-
gneria - Scienze Economiche e
Uommerciali.
b) Scuole Medie, . Scuola me-
din unica - Avviamento al lavoro
- Ginnasio - Liceo classico e scien-
tifico - Istituuo Tecnico per Perito
Industriale - Istituto "‘fecnico per
Ragionieri - Istituto Nautico,
€) Corsi per il conseguimento
dell'attestato di comptometris
lisegnawre costruttore e mec
co - Corsiì di lingue straniere,
2) Modalità di pagamento. - ll
pagamento delle quoie della pre-
sente forma oi assistenza viene ef-
fewuaro aireuamente agli Interes-
sai da liu/ASA dietro presenta-
zione del ceruncato di promozione,
conseguito anene in due sessioni,
Se l'interessato av frequenta-
to un corso regolare ui stuaio la
quota annuale Gi assistenza potrà
essere erogaca ratealmente alla il-
ne di ogni vrimesire purchè lo stu»
dente abbia conseguito nel trime-
stre tutte te suflicienze e ne faccia
espressa domanda, l" ovvio che lo
studente il quale alla fine di ogni
trimestre non avrà ottenuto le sufi.
cienze e pertanto non avrà potuto
godere dei ratei, avrà diritto al-
l'intero ammontare della quota an-
nuale purchè tali sufficienze abbia
ottenuto a fine d'anno anche in due
sessioni di esami,
4) Sospensione del beneficio. -
Gli studenti respinti alla fine del-
l'anno non avranno diritto alla pre-
sente assistenza. Qualora gli stes-
si però, l'anno successivo, anche
in qualità di ripetenti, abbiano ot-
tenuto la promozione, potranno u-
gualmente percepire lin quota an-
Mnuale di assistenza,
Nell'eventualità in cui l'anno pri-
ma avessero già percepito, a ter-
mini dell'art. 5 (comma 2), uno 0
più ratei trimestrali, tali ratei, na-
turalmente saranno detratti dz
l'ammontare della quota annu:
loro corrisposta a promozione ot-
tenuta.
5) Non cumulabilità delle quote,
- Le quote di assistenza previste
per ogni anno scolastico non s0-
no cumulabili,
nei
ani
—_
T el V secolo a. C.,
nel periodo della
democrazia ateniese di
Pericle, abbiamo il pie
no splendore dell’ arte
greca classica, col Par.
tenone, col Tempio di
Olimpia, con Fidia. E°
il culto della biellezza
pura, idealizzata, che
esalta soprattutto le sce
ne della mitologia, del-
le leggendarie imprese
achee, dei sacrifici reli-
giosi e delle guerre. Si
farà quindi difficile tro-
vare, in quello che ce
ne è restato, una valida
documentazione del la
voro manuale, rappre
sentato realisticamente
Esso viene spesso
rappresentato in forme
idealizzate e riferite
miti leggendari.
La scultura, comun
que, ci fornisce la più
valida testimonianza
della civiltà dell’epoca.
Ma in essa bisogna diì-
stinguere tra il rilievo
e la statuaria, perchè il
loro sviluppo è del tut-
to differente. Ambedue
come la pittura,
opere in metallo.
le arti progrediscono di pa
coltà del lavoro in pietra o in metallo è alquanto più inceppato.
risale già all’epoca egea; alla sua applicazione in opere d’arte
i omerici nelle loro parti più recenti, specia!
mente nella decorazione di armi. Anche se lo scudo di Achille, forgiato dal:
stesso dio Vuccano, con la sua ricca rappresentazione di scene di tutta la vita
umana, non è che una semplice fantasia artistica, esso si appoggia tuttavia a crea
zioni reali dell’arte egea oppure dell’arte orientale, importate nel mondo greco
dai fenici. Sidorne e Cipro erano vantate come centro d’esportazione di tali antiche
Qui vediamo appunto una scultura che rappresenta l'officina dei
industriale accennano spesso i poem
IL LAVORO NEI TEMPI
dio Vulcano mentre si prepara il famoso scudo di Achille.
se la scena è mitologica, essa si rifà ad esempi reali della metallurgia del tempo.
ri passo, soltanto che lo sviluppo del rilievo per la diffi-
Anche il rilieve
Indubbiamente, anche
SE
In conseguenza anche quegli stu-
denti, che effettuando studi acce-
lerati, in un solo anno, abbiano
compiuto due o più anni di stu-
dio, ottenendone la relativa promo.
zione, avranno diritto esclusiva-
mente alla quota di assistenza pre.
vista per un solo anno scolastico
regolare,
6) Presentazione domande, - Le
domande redatte sugli appositi mo-
duli a disposizione degli interessati
presso le A: tenti Sociali di STA
covranno essere inviate all'Ansaldo
S. p. A. - Direzione Generale - Uf-
ficio ASA - Genova.
Norme parìicolari
Subordinatamente alle norme ge-
nerali sopra indicate e limitata-
imenie ai tipi di scuola specilicati
nelle norme generali, l’Ansaldo S,
A, erogherà le seguenti cifre:
Università:
L. 40.000 pagabili alla fine di
ogni anno accademico a quegli stu-
denti che abbiano superato entro
le due sessioni ordinarie (ed even-
tuali joni o appelli straordinari)
dell'anno medesimo — in ogni ca-
so non oltre il 15 Marzo — almeno
5 esami fra cui non più di uno
complementare tra quelli consiglia-
ti dai rispettivi ordinamenti.
Scuole Medie:
1.0 Anno: L, 15.000 a promozio-
ne ottenuta.
Tale cifra è
pagabile anche a
rate trimestrali purchè lo studen-
te abbia conseguito nel trimestre
tutte le sufficienze,
A dipendenti studenti che hanno
diritto alla presente assistenza so-
no tenuti a presentare a DIG/ASA
le documentazioni relative,
2.0 e 3.0 come sopra.
20.000 a promozione
Anno:
4.0 Anno: L,
ottenuta,
Tale cifra è pagabile anche a ra-
te trimestrali purchè lo studente
ubbia conseguito nel trimestre tut
te le sufficienze.
I dipendenti studenti che hanno
diritto alla presente assistenza so-
no tenuti a presentare a DIG/ASA
le documentazioni relative.
Anno:
8.0 Anno: È.
ne ottenuia,
Tale cifra è pagabile anche a ra-
te trimestrali purchè lo studente
abbia conseguito nel trimestre tut-
te le sufficienze,
1 dipendenti studenti che hanno
diritto alla presente assistenza s0-
no tenuti a presentare a DIG/ASA
le documentazioni relative.
7.0 e 8,0 Anno:
5.0 come sopra,
25.000 a promozio-
come sopra.
Limitatamente ni dipendenti stu-
denti che frequentano. l'Istituto
Tecnico per Periti Industriali e lo
Istituto Nautico per Periti Navali e
Macchinisti Navali le quote dal 4,0
all'8.0 anno verranno maggiorate
di 1,, 5.000 (cinquemila) annuali,
I dipendenti che nell'anno 1955
1956 abbiano frequentato con esito
positivo corsi di cui al punto ce)
dell'art, 2) avranno diritto ad una
quota di a tenza di L. 10.000
(diecimila) alla fine di ogni anno
se il corso ha la durata di più
anni o alla fine del corso se ha la
durata di un solo anno.
Tale cifra è pagabile dietro pre-
sentazione a DIG/ASA dei relativi
documenti.
L'Ansaldo si riserva l'esclusivo
diritto di
troverso,
giudicare ogni caso con-
I tecnici dell’automobile
sì riuniranno a congresso
dal 3 al 6 maggio a Roma
Sotto l’alto Patronato del
Ministero dei Trasporti e del
Consiglio Nazionale delle Ri-
cerche, dal 3 al 6 maggio 1956
si svolgerà a Roma il VI Con-
gresso tecnico internazionale
della FISITA (Federazione
Internazionale tecnici dell’Au-
tomobile).
Come tema da trattare e di-
scutere nelle riunioni tecniche
è stato scelto il seguente argo-
mento: « Ricerche per far pro-
gredire la sicurezza e l’econo-
mia dei trasporti meccanizza-
ti su strada ».
Alle giornate di studio del
Congresso, cui sono invitati
tutti i membri delle Associa-
zioni federate alla FISITA, se-
guiranno escursioni e visite
alle più importanti fabbriche
italiane dell’industria dell’au-
tomobile e del motociclo.
Le prove della «Miraflores?
iciassette gennaio 1956.
D Dalla zona orientale del
Porto, la « Miraflores » si
accinge ad iniziare le prove
ufficiali che la inseriranno tra
le più moderne turbocisterne
Il quadro di manovra della
della flotia
diale.
Il cielo è plumbeo; il mare
assolutamente calmo. Usciamo
dal porto con l’aiuto di quat-
tro potenti rimorchiatori, che
ci lasciano augurandoci buona
navigazione. Mentre ci diri-
giamo verso la base di Porto-
fino Casaspinola e Punta
Chiappa - Villa Raggio, incro-
ciamo il « Lykes Lines» e la
« Cristoforo Colombo »,, nata
sugli stessi scali della « Mira-
flores ». Entrambe ci salutano,
abbassando la bandiera. Noi
rispondiamo, traendo dall’in-
contro i migliori auspici.
A bordo notiamo: l’agente
dell'armatore, dr, Filippo Ca-
meli, il conte Paolo Gerli, il
senatore Pasetti, il Comandan-
te Antola, che l’indomani
prenderà in consegna la nave;
il comm. Ugo Fassio. Insieme
agli altri funzionari, è presente
il dr. ing. Erasmo Di Marco,
ispettore superiore del « Regi-
stro Italiano Navale »; l’ing.
Verner dell’«American Bureau
of Shipping »; Mr. John Ale-
xander Mavor del « Lloyd's
Register of Shipping». Per
l’Ansaldo sono presenti l’Am.-
ministratore Delegato, ing.
Rosini; il Direttore Generale,
ing. Federico Lombardi; i Di-
rettori Centrali, ingg. Carne-
vale e Rougier; il Direttore
del Cantiere Navale di Sestri,
ing. Franco Cristofori insieme
petrolifera mon
al V. Direttore ing. Boero; il
Condirettore del Meccanico
ing. Zanetti, l'ing. Bozzo, mol
ti altri tecnici e l’onnipresente
sig. Emanuelli, capo della se-
greteria de! Cantiere.
« Miraflores »
Cominciano subito le prove
di velocità sulla base. Il Co-
mandante Beretta ripete l’or-
dine di controllare i tempi. La
« Miraflores », docile, ubbidi.
sce, impeccabilmente eseguen-
do le manovre e lascia dietro
di sè una iarga scia che fa on-
deggiare le poche barche di
pescatori avventurate al lar-
go.
Tutto si svolge con una re-
golarità che impressiona i pro-
fani, che vedono manovrare
questo nuovo colosso dei mari
con la leggerezza di un gab-
biano.
I risultati sono brillanti. La
velocità a mezzo carico supera
le clausole contrattuali e rag-
giunge i 17,26 nodi.
Mentre stiamo per rientra-
re, abbiamo voluto chiedere ai
presenti le impressioni lascia-
te dalla « Miraflores ». Comin-
ciamo coll’Agente dell’armato-
re, che ci sembra soddisfatto.
Non ci inganniamo; infatti ci
dichiara: «Le impressioni?
magnifiche. La nave è perfet-
ta, completa sotto tutti i pun-
ti di vista, malgrado l’antici-
pata consegna. Gli armatori
sono assolutamente soddisfat-
ti».
Il Comandante Antola, che
domani porterà la nave in tut-
ti i mari: « Sono molto soddi-
sfatto; la nave risponde per-
fettamente ai requisiti con-
trattuali, Non solo: ma possie-
de quella praticità e conforts
che ne fanno una moderna e-
spressione della tecnica italia-
na e che le consentono di por-
tare con orgoglio il nome dei
costruttori oltre i confini del
la Patria ».
La parola al Comandante
Beretta, che ha guidato l’uni-
tà in queste sue prime uscite:
« La velocità è superiore a
quella dell’« Argea » e il fun-
zionamento di tutto il com-
plesso è più che soddisfacente
La è» Miraflores» ha soprat-
tutto ottime qualità sia tecni.
che che manovriere ».
Il cap. Caorsi, che ha di
retto il montaggio dell'appa
rato motore: « L'apparato in
argomento è a tre caldaie del
tipo Foster Wheeler che danno
vapore ad una turbina di alta
e ad una di bassa pressione
con marcia indietro incorpo-
rata per una potenza di 15.000
cav. a circa 110 giri. Questa è
la terza unità uscita dai Can-
tieri di Sestri con l’apparato
motore di questo tipo, e per
ognuna sono stati fatti passi
da gigante nei risultati, attra-
verso la più razionale dispo-
sizione, che l’espezienza consi-
glia necessaria in fase di mon-
ne
In sala macchine. A destra: gli operai M. Orsi e S. Arena e
taggio, di ogni singolo elemen-
to dell'apparato motore ».
L’ing. Giripaldi si interessa
particolarmente degli evapo-
ratori. Malgrado l’infernale
rumore che regna sovrano in
sala, ci spiega che questi, J.
Weir, funzionano con vapore
spillato dalla turbina di bassa
pressione, e danno una produ-
zione superiore al previsto,
anche se più ingombranti di
quelli installati sulle prece-
denti unità ».
La parola all’ing. Bozzo:
Zavorrata, la « Miraflores »
raggiunge una velocità di cir-
ca 17,35-17,40 miglia orarie,
velocità notevolmente superio-
re alle clausole contrattuali.
Il consumo di nafta è di circa
250 grammi per cav/h, abbas-
sando il precedente limite sta-
bilito dall’« Argea »,
Radiotelegrafisti: « Questa
stazione radio è stata instal-
lata dalla « Compagnia Gene-
rale Telemar» e le apparec-
chiature consentono un co-
stante collegamento con tutti
i Paesi del mondo. La stazio-
ne dispone di un trasmettitore
e di un ricevitore costruiti
dalla Magneti Marelli su li
cenza della Telemar. Ambedue
sono la più moderna espres.
sione tecnica per consentire
un continuo contatto radio in
pratica con l’intero globo, Mi-
glioramenti tecnici? Lievi, ma
sensibili. La « Telemar» ha
ancora sistemato a bordo il
radar (tipo Decca di Londra)
e l’ecometro, Il primo consen-
te una distanza minima di 0,5
e massima di 45 miglia. Il se-
condo consente di registrare
profondità fino a 1.350 metri ».
Il medico di bordo ci infor-
ma che sulla nave è installa-
ta una completa attrezzatura
medico-chirurgica, di cui, for-
tunatamente, nessuno abbiso-
gna mai. Nemmeno la distri-
buzione delle pillole anti -
nausea raggiunge, in questa
come in altre accasioni, cifre
consistenti. « Un po’ — spiega
— perchè le occupazioni di
varia natura distraggono e
molto perchè la stabilità delle
navi è il più sicuro antidoto ».
E’ notte ormai. Ore 21, I ri-
morchiatori riprendono in
consegna l’unità. Genova bril-
la dalle sue colìiine, mentre si
spegne l’ultima scia lasciata
dall’elica della « Miraflores »
che domattina scriverà la pri-
ma parola sul libro bianco del
suo destino,
Emiddio Loscalzo
l’ing. indonesiano Sutopo
i indranaooi dei riduttori marini
no dei problemi più im-
| | portanti e delicati che
occorre risolvere nella
progettazione e nella lavora.
zione degli apparati motori
navali a vapore è indubbia-
mente quello degli ingranaggi
che costituiscono il riduttore.
E’ un problema che era attuale
il giorno in cui s’iniziò la co-
struzione dei turboriduttori,
ed è attuale oggi, più che mai,
anche se sotto aspetti diversi.
Se si dice che nelle svariate
lavorazioni meccaniche carat-
teristiche dell’Ansaldo, quella
relativa agl’ingranaggi per ri-
duttori marini è la più delica-
ta ed esigente, si afferma una
verità incontestabile. Per far-
vi fronte l'Ansaldo ha provve-
duto, com'è noto, ad installare
nello Stabilimento Meccanico
una Officina ad aria termore-
golata, corredata del più mo-
derno macchinario che oggi
esiste nel mondo.
E’ un’Officina unica ed è la
migliore in Europa, che ha
messo il nostro Paese in con-
dizioni di non essere più tri-
butario dell’estero, non solo,
ma di porsi all'avanguardia
delle Nazioni più qualificate
nel campo delle costruzioni
navali.
Ma la tecnica è in una fase
d’evoluzione e d’affinamento
veramente assai rapida e l’at.
tenzione dei costruttori deve
essere quindi rivolta al doma-
ni, per essere pronti a rispon-
dere a richieste sempre più
esigenti.
Le turbine a vapore che og-
gi si progettano vengono spin-
te verso numero di giri al 1’
sempre maggiori, così come si
tende continuamente ad au-
mentare le pressioni specifiche
sui denti degli ingranaggi.
Concomitanza, quindi, di due
fattori importanti per gl’ingra-
naggi: velocità periferiche ele-
vate e carichi specifici sempre
crescenti.
Nel considerare le possibilità
d’incremeniare la potenza che
un riduttore può trasmettere
a forti velocità periferiche, ri-
sultano preminenti: la preci-
sione con la quale si realizza-
no le dentature e le caratte-
ristiche degli acciai impiegati.
Mentre i pignoni, essendo di
piccole dimensioni, possono
essere costruiti di un solo pez-
zo e di acciai legati pregiati
e pertanto non presentano gra-
vi difficoltà tecnologiche, le
ruote lente costituiscono un
organo nella cui difficile ese-
cuzione giocano seri problemi
metallurgici e di lavorazione.
D'altra parte il carico (po-
tenza) che un riduttore può
trasmettere dipende (a parte
eventuali inconvenienti deri-
vanti dal disegno e dalla la-
vorazione delle casse) dalla
pressione «pecifica che i denti
possono sopportare. La presen-
te specifica a sua volta è lega-
ta alle caratteristiche dell’ac-
ciaio di minore resistenza
della coppia di dentature, ac-
ciaio che è sempre quello del-
le ruote.
Parlare d’aumentare la po-
tenza che un riduttore può
trasmettere equivale dunque
a parlare di costruire ruote
con corone di acciai di carat-
teristiche più elevate.
Nella costruzione delle ruo-
te ha oggi prevalenza indi-
scussa il metodo saldato, di
cui si distinguono due varietà:
quella in cui le corone den-
tate sono calettate forzate (a
caldo) sulla struttura portan-
te saldata, e quella in cui le
corone dentate fanno parte in- .
tegrante della struttura salda-
ta della ruota stessa.
La prima soluzione ha pre-
ceduto l’altra, in ordine di
tempo, e va gradatamente
scomparendo tanto che oggi
poche sonu le Ditte che la pra-
ticano, Essa può essere consi-
derata come una costruzione
di transizione fra il vecchio si-
stema con corpo di ghisa e
corone di acciaio (Aq. 50) e
quello, oggi prevalente, di co-
rone direttamente saldate alla
struttura portante,
Mentre per il passato il li-
mite nelle caratteristiche mec-
caniche dell’acciaio delle co-
rone era clettato dalle neces-
sità della saldatura, oggi si
riesce a costruire ruote con co-
rone di acciai legati bonificati,
ed il nuovo limite è definito
dalle possibilità di taglio degli
utensili (creatori).
Il metodo di taglio della
dentatura di gran lunga prefe-
rito è quello continuo con
creatore, per il quale le mac-
chine dentatrici sono giunte
ad un grado di precisione ve-
ramente notevole.
Qualche costruttore ricorre
al taglio con utensili stozza-
tori, ma questo metodo è ge-
neralmente giudicato meno
buono, per la presenza di mo-
vimenti alterni ed a scatti.
Le caratteristiche meccani
che dei materiali da tagliare
dipendono come si è detto,
dalle caratteristiche dei crea-
tori che fresano la denta-
tura, in quanto occorre garan-
tire che l’utensile riesca a por-
tare a termine l’operazione
senza interruzione e senza
usurarsi apprezzabilmente in
modo da non provocare varia-
zioni nei denti tagliati.
Siccome anche i migliori
acciai per utensili non sono
in grado di garantire quest’ul.
tima condizione oltre un cer-
to limite nelle caratteristiche
degli acciai da tagliare, gli a-
mericani per primi introdus-
sero la pratica di far subire
un'ulteriore lavorazione di fi-
nitura ai denti a mezzo della
rasatura. La perfezione della
dentatura viene in tale caso
realizzata, quanto a precisione
di passo ed angolo della spira,
dalla dentatrice, e quanto ad
esattezza di profilo, uniformità
della superficie ed estensione
del contatto dalla rasatrice.
Le ruote di grandi diametri,
che una volta si costruivano
con acciai di 50-60 kg/mmî di
resistenza, grazie alla rasatura
oggi si possono fare con acciai
aventi carichi di rottura di
70 + 80 kg/mmî, passando
contemporaneamente con le
pressioni specifiche da 25 + 26
kg/mm? a 29 + 30 kg/mmî,
ciò che porta ad una riduzione
di peso nei riduttori fino al
25 per cento.
Si è cercato anche d’impie-
gare acciai a caratteristiche
iniziali più basse, sottoponen-
do i denti, dopo il taglio, ad
un trattamento termico inteso
ad aumentare le caratteristi
che superficiali, per ultimarli
poi di lavorazione a mezzo
della rasatura.
Il primo metodo di tratta-
mento superficiale fu quello
della flammatura, ma nono-
stante i grandi progressi fatti
da questo metodo, i risultati
non danno quell’assoluta uni-
formità che è tassativa per
questo tipo d’ingranaggi.
S’introdusse successivamen-
te la tempera superficiale a
induzione, che dà risultati mi-
gliori e più uniformi. Per i pi-
gnoni dei riduttori per turbine
si potrebbe senz’altro adottare
la tempera a induzione, ma ciò
non porterebbe alcun vantag-
gio se contemporaneamente
non si potessero elevare le
caratteristiche meccaniche su-
perficiali dei denti delle ruote
lente.
La tempera ad induzione dei
denti delle ruote lente di gran-
de diametro è stata tentata,
ma da quanto risulta finora,
con esito negativo, Tale tem-
pera dei denti provoca tensio-
ni interne nelle corone, che
possono essere pericolose in
funzionamento e che occorre-
rebbe eliminare con un trat-
tamento di rinvenimento e di
distensione, trattamento che a
sua volta snnullerebbe la pre-
cisione della dentatura.
Anche la sola tempera ad
induzione, in se stessa, provo-
ca deformazioni permanenti
nelle corone che, pur essendo
di piccola entità, sono sempre
tali da distruggere la preci-
sione della dentatura (anche
se di grado B).
Gli errori prodotti dalla
tempera ad induzione risulta-
no inoltre di grandezza tale da
non poter essere corretti con
la susseguente rasatura.
Per superare questo ostaco-
lo sono stati fatti all’estero
tentativi -di ricorrere ad altri
procedimenti di lavorazione, i
quali permetterebbero addirit-
tura d'impiegare acciai di ca-
ratteristiche ancor più elevate
di quelle lavorabili con la ra-
satrice.
Questi tentativi si sono di-
+
| RITRATTI
I VERNICIATORI
di colore,
infischiarsene della
\
N
perniciatori di Stabilimento non seguono, nel loro lavo-
ro, criteri di scuola post-impressionista, e non hanno,
quindi, privati ammiratori o critici ufficiali. Hanno, bensì,
un grande pubblico, quello dei vari e una parte degli ap-
plausi alla nave scintillante di minio che scende in mare è
anche per loro. Poi ci sarà l’altro pubblico, quello che viag=
gia a bordo, il quale si sentirà a suo agio se tutto ciò che lo
circonda è verniciato, smaltato e stuccato a puntino,
1 verniciatori hanno anche loro un critico spietato, il
mare, che corrode, intacca la tela d'acciaio sulla quale è
spalmato il colore. Ma essi lavorano sereni, chè conoscono
il segreto del minio dell’antivegetativo, dell’anticorrosivo,
conoscono cioè il tempo di durata, sulle carene, d'ogni tipo
Uno scafo pitturato a caldo con antimoravia, dal vago
riflesso verdolino, spennellata a lisca di pesce a 1000°, potrà
critica...
Quanti pittori, di monotipi astratti, possono garantire i
loro effetti per altrettanto tempo?
Opera, questa dei verniciatori di Stabilimento, veramen-
te mirabile, dove tutto vibra in vaste proporzioni, dal con-
sumo della pittura che non si calcola in tubetti ma in
tonnellate, al tempo, che macina col bicocco, rosso, celeste,
verde o nero, per migliaia di ore, remote fantasie d'altri de-
stini, sigillati in un sogno, che la nave porterà, con altre
cose, lontano, al di là dell'orizzonte.
iN
ì
marina per cinque anni!
EFFEGI
T,
mostrati però poco pratici, ed
in ogni caso non sono riusciti
ad imporsi in modo decisivo,
soppiantando il taglio con
creatore.
In conclusione, benchè si
parli molto di aumentare i ca-
richi dei riduttori e siano sta-
Riduttore per gruppi di propulsione fino a 16.000 cav. in corso di montaggio al MEC
ti fatti esperimenti pratici in
diverse direzioni, allo stato
attuale della tecnica si può di-
re che migiioramenti concreti
siano stati ottenuti col proce-
dimento della rasatura, ma
sempre su acciai ancora la-
vorabili col creatore.
Per questa serie di conside.
razioni e per eseguire più che
è possibile, da vicino, i pro-
gressi delia tecnica in questo
importante campo, l’Ansaldo
ha deciso di arricchire la sua
Officina grandi dentatrici di
una nuova macchina (la MH.
100) per il taglio e la rasatura
dei denti delle ruote fino a
tre metri di diametro. Questa
dentatrice metterà in condi-
zione lo Stabilimento Mecca-
nico non solo di fare fronte
al carico di lavoro che segna
un’insistente punta proprio
nella zona dei diametri fino a
circa tre metri, ma di adope-
rare altresì, per le fasce delle
ruote lente, acciai legati boni-
ficati di caratteristiche supe-
riori e le cui superfici allo
stato attuale degli acciai da
utensili, possono essere finite
con tutta tranquillità solo me.
diante l'operazione di rasa-
tura.
Dino Conti Barbaran
li Orlando erano ormai
talmente sicuri di sè e
delle proprie maestranze
che nel 1910 costruirono un
incrociatore corazzato da 11
mila 500 tonnellate, sicuri che
qualcuno l’avrebbe comprato.
Infatti si fece avanti la Gre-
cia, dato che i Balcani anda-
vano a fuoco, e la nave prese
il nome di « Averofî ».
Nel 1912 fu costruito il som-
mergibile « Espadarte » per la
marina portoghese, mentre la
Marina Italiana ebbe, da allo
ra fino alla fine della prima
guerra mondiale, i sommergi-
bili « Fisalia » e « Zoea »; nel
*13 quattro caccia tipo « Au-
dace » muniti del nuovo tipo
di turbine « Zoelly-Orlando »,
nel *16 quattro sommergibili
tipo « F», dal ’16 al "18 sei
caccia costieri, due torpedi.
niere a turbina, ventotto mas,
una nuova cannoniera « Cap-
pellini =. Da notare che qui
furono costruiti i famosi Mas
della beffa di RBuccari. Frat-
tanto erano stati varati nel
1913 il piroscafo « Zar Ferdi-
nando » per la Bulgaria e nel
#14 lo yacht « Makooh » per il
Kedivè d’Egitto.
Nel dopoguerra furono co-
struiti quattro caccia del tipo
« Palestro » e quattro del tipo
«Curtatone» con apparato mo-
tore da 24.000 Cv., e il piro-
scafo « Crispi » per la Soc.
F.lli Orlando & C. Va segna-
lata, nel 1926, la costruzione
dello yatch « Flying Cloud »
di 1.800 tonnellate, per il Du-
ca di Westminster, che fu co-
struito in ferro riproducendo
esattamente il vecchio yatch
in legno.,.
Durante gli anni del primo
conflitto lavorava in cantiere
quell’ing. Wissiak di Sestri
Levante che doveva poi im-
piantare la prima fabbrica di
modelli navali. Ò
Nel 1925 il cantiere vinse il
concorso per la costruzione dei
grandi incrociatori da 10.000
tonnellate detti del tipo « Wa-
shington » che avevano un ap-
parato motore di oltre 150.000
Cv
Il «Trento» fu la prima nave
impostata sul nuovo scalo che
era sorto fuori della darsena,
verso levante, e che si chia-
mò «scalo Morosini », e fu
varato nel 1927, costituendo
per i nuovi tempi giusto mo-
tivo di orgoglio, come la « Le-
panto » l’aveva costituito nei
tempi vecchi. Il « Trento » al.
le prove sorpassò i trentotto
nodi; il suo gemello = Trie-
ste» fu costruito su disegni
livornesi nei cantieri San
Marco di Trieste. Nel ’30 e nel
'31 furono varati altri incro-
ciatori gemelli, il. « Gorizia »
e il « Pola» e ie tre sagome
troneggiano giustamente nel.
la grande bacheca centrale del
Museo Navale del Cantiere.
Il « Pola» fu realizzato in
soli venti mesi e consegnato
con otto mesi di anticipo sul
termine stabilito. Subito dopo
fu varato l’incrociatore « Ema-
nuele Filiberto » di 7.400 ton-
nellate.
Il merito della progettazio-
ne del « Trento » va ricono-
sciuto all’ing. Rougier, che è
attualmente Direttore Centra-
le alla nostra Sede.
Va ricordato che, alla par-
| tenza di Giuseppe Orlando, gli
successe come direttore il fi-
glio ing. Luigi e Amministra-
| tore Delegato fu l’ing. Deoda-
| to Figari, che proveniva dai
| cantieri Odero della Foce.
| Poi, subentrata l’OTO (Ode-
‘ro - Terni - Orlando che dove.
| STORIA DEL CANTIERE “ORLANDO” |
Dalla distruzione alla rimaseita
La turbonave « Achillefs » varata nel
va rimanere la denominazione
del cantiere fino al ’49) fu di-
rettore l'ing. Serra, sostituito
poi dallo stesso ing. Rougier.
Così
si presentava
I tradizionali successi del
cantiere presso ic Marine este-
re continuavano, e nel "29 in-
fatti fu varato il bellissimo
incrociatore corazzato « 25 de
Mayo » per la marina argen-
tina, da 8.700 tonnellate con
apparato motore da 110.000
Cv.
il Cantiere di Livorno alla fine
Ma i grandi successi non
erano finiti. Nel 1937 fu varato
per la Russia l’incrociatore
leggero « Taskent », la nave
più veloce del mondo. Il con-
1952
tratto richiedeva nodi 42,5 ma
alle prove si
443. I Russi vollero ripetere
la prova nel Mar Nero, e là,
Bree DLL
5 & dat
dell’ultimo conflitto
davanti alla storica base di
Sebastopoli, il «Taskent» rag-
giunse i nodi 45,3.
Nel ’36-’37 il cantiere costruì
i famosi caccia tipo « Oriani »
Li
L’incrociatore corazzato argentino « 25 de Mayo » varato nel 1929
ottennero nodi
e durante il periodo della se-
conda guerra mondiale, oltre
a una decina di detti caccia,
ebbe l’ordinazione di 4 inero-
ciatori leggeri tipo + Attilio
Regolo » dei quali due furono
consegnati mentre per gli al-
tri due venne sospesa la co-
struzione. Gli furono ordinate
anche 9 corvette delle quali
tre consegnate, le altre ancora
sullo scalo all’8 settembre, Fu-
rono inoltre costruiti due piro-
scafi da carico ed eseguite
estese riparazioni a circa 40
unità.
Il cantiere fu ripetutamente
danneggiato da massicce in-
cursioni aeree ed infine spo-
gliato dai tedeschi di tutti i
materiali ricchi e di parte del
macchinario. Nel momento
della ritirata da Livorno, nel
luglio ’44, i tedeschi fecero
saltare colle mine le gru degli
scali e delle banchine di alle-
stimento, danneggiando pure
gli scali e i bacini di carenag-
gio.
Il cantiere era ridotto come
un colabrodo: basta pensare
che su 60.000 mq. di area,
50.000 erano distrutti; 2/3 de-
gli edifici a terra; su 748 mac-
chine, 435 erano state aspor-
tate, 200 distrutte e 113 dan.
neggiate. Tutte le centrali ‘di
produzione e trasformazione
annientate, un terzo delle gru
perdute.
La ricostruzione toccò qui
le proprie punte più dramma-
tiche e commoventi, ed i ri-
sultati più lusinghieri. Sono
stati ripristinati e potenziati
gli scali di costruzione, le ban-
chine e il bacino, e le attrez-
zature sono più moderne e di
maggior potenzialità delle
preesistenti. Sono aumentati
i mezzi di sollevamento, e si
sono installate due gru scorre-
voli da 35 tonnellate e una
da 25 che consentono di mon-
tare in blocco le intere strut-
ture pre-fabbricate. Tutti gli
impianti sono stati completa-
mente ripristinati, e si sono
compiuti ingenti e difficili la-
vori, come il ricupero e il ri-
pristino di cinque piroscafi e
di tre motonavi che giacevano
sul fondo, lo stesso per due
grandi pontoni e tre rimor-
chiatori, oltre a due grandi
peschereccì oceanici. Sono sta-
te costruite, oltre a due spe-
ciali motochiatte fluviali per
l'Argentina e al peschereccio
d’alto mare « Santa Mafalda »
per il Portogallo, le lussuose
navi passeggeri « Karaiska-
kis» e « Achillefs» per la
Grecia, le motonavi « Udine »
e « Enotria » per l’Adriatica e
la turbocisterna «Mina D’Ami.
co » per la soc. « Lilibeo », da
31.500 tonnellate.
Ma questa è cronaca di oggi
che sapete tutti, come sapete
che col 1.0 novembre 1949 il
cantiere entrò a far parte del
Gruppo Ansaldo in seguito al
riordinamento dei diversi set-
tori della Finmeccanica.
Ora il cantiere ferve di la-
voro e di opere, e la darsena
di allestimento è letteralmen-
te «invasa »: caccia e avviso
scorta per la Marina Italiana,
cacciatorpediniere per il Ve-
nezuela, corvette e avvisi per
l'Indonesia.
Le gru che si stagliano nel
cielo e si muovono operose
sembrano bandiere agitate a
festa: il tempo delle distruzio-
ni è ormai lontano, ed evi-
dentemente il sole sorge an-
cora.
NEPGGANICGO
Nuova Îresatrice multipla idrocopia
La nuova fresatrice in funzione, A sinistra:
Reggiani del Meccanico; a destra: ‘il montatore Gino Cappel-
lotti della Casa costruttrice della macchina.
La costruzione dei motori
Ansaldo - Maybach al Mecca-
nico ha richiesto, attraverso
alcuni anni di preparazione,
un programma di acquisto di
macchinari e attrezzature che
è in piena fase di realizzazio-
ne, Lo Stabilimento Mecca-
nico è certamente dotato di
mezzi importantissimi e di
prim’ordine, ma con ciò non
si vuol dire che sia in grado di
eseguire qualsiasi lavorazione
e in condizioni di economia
favorevoli, Oggi per riuscire
a produrre nella qualità desi
derata e al tempo stesso eco
nomicamente, occorrono mac
chine e mezzi appositamente
studiati e organizzati, specie
poi auando si tratta di mo-
tori del tipo veloce, come è il
Maybach, che ha delle carat-
teristiche di prestazione molto
spinte e quindi richiede una
lavorazione precisa ed accu
rata.
Nel mettere a punto il ci-
clo di lavorazione di questi
motori, l’attenzione non pote-
va non essere posta, fra le al
tre cose, sulle bielle che sono
un organo di vitale importan-
za e che ricorrono in numero
piuttosto rilevante.
Una nuova fresatrice, « La
Rigide » tipo KA 200/4, è sta-
ta appositamente acquistata e
destinata principalmente alla
lavorazione di tali bielle. La
settimana scorsa è entrata in
regolare produzione dopo una
rapida messa a punto.
Caratteristica principale del-
la macchina è la possibilità di
fresare ben quattro bielle
contemporaneamente. I quat-
tro mandrini porta-frese, si-
stemati in posizione reciproca
fissa, sono mossi da due moto-
ri della potenza di 10 HP cia-
scuno, il che consente di ese-
guire fresature con forti pro-
fondità di passata.
La macchina è inoltre do-
tata di un dispositivo idroco-
pia universale, vale a dire se-
condo i tre assi coordinati, in
modo che, attrezzata con fre-
se di forma appropriata, può
eseguire la fresatura di super-
ficie di forma qualunque.
La precisione della macchi-
na è tale che, durante il col-
laudo, nella ‘fresatura con
idrocopia, di un disco, ha da-
to un errore sui diametro di
mm. 0,1, valore ottimo se si
tiene conto del rigore di que-
sta prova, ove gli avanzamenti
longitudinale e trasversale so-
no simultanei e variano con-
tinuamente.
Naturalmente, esiste la pos-
sibilità di fresare sia col meto-
do bidirezionale che unidire-
zionale, ed ancora, in previsio-
ne di lavori particolari, la ta-
il fresatore Gino
vola può essere mossa mecca
nicamente.
Con questa nuova macchina
i lunghi tempi di fresatura
delle bielle risultano estre-
mamente ridotti e sopratutto
risultano minime le differen-
ze fra biella e biella: ciò è di
estrema importanza in quanto,
come è noto, per la particola-
re funzione di questi organi,
la differenza di peso ammes-
sa fra di essi è di pochi gram.
mi,
Naturalmente su questa
nuova macchina che segna
realmente un importante pas-
so avanti nei nostri mezzi di
produzione, potranno essere
eseguite altre lavorazioni co-
me quella delle camme ed in
genere tutte quelle di fresatu-
ra di numerosi pezzi piccoli
e particolarmente delicati.
LUCIANO GRASSI
CONSEGNE
Il materiale più importante
spedito dal 7 al 21 gennaio è il
seguente:
— Caldaia per locomotive
indiane al nostro stabilimen-
to Ferroviario; due caldaie
principali per il cacciatorpedi-
niere « Indomito » in allesti-
mento per la Marina Militare
Italiana e due eliche di bron-
zo con relativi cappucci per
un cacciatorpediniere in alle-
stimento per la Marina Mili-
tare Venezuelana, al nostro
Cantiere di Livorno; un a-
stuccio per linea d’asse della
turbocisterna «Purfina Italia»
in allestimento per la « Com-
pagnia Marittima Palermita
na» di Palermo, al nostro
Cantiere di Sestri,
— Riduttore per gruppo si-
nistro, turbina di media pres-
sione destra, turbina di media
pressione sinistra e turbina di
alta pressione destra per tre
cacciatorpediniere in allesti-
mento per la Marina Militare
Venezuelana, al nostro Can-
tiere di Livorno; due refrige-
ranti olio e un refrigerante
acqua per la motonave « Gri-
psholm » in costruzione per la
« Svenska Amerika Liniens »
di Goteborg (Svezia), al no-
stro Cantiere di Sestri; im-
pianti combustione nafta, ce-
mento e mattoni refrattari
per due motonavi in costru-
zione per la « Carbocoke S. p.
A.» di Palermo, al nostro
Cantiere di Muggiano.
— Apparato motore princi-
pale e relativi ausiliari (in-
viati al Mec per riparazione,
revisione e rimessa in cffi-
cienza) per la turbonave « Lu-
cania » della Società «F.lli
Grimaldi » di Genova, a bor
do della nave stessa in sosta
nel porto di Genova; due tron-
chi albero a manovella (invia-
ti al Mec per riparazione, re-
visione e rimessa in efficien-
za) per motore Doxford 67LB5
per la motonave «Kongstank»
in riparazione, all’O.A.R.N. di
Genova.
— Basamento motore Diesel
Ansaldo tipo Q 370/6 RS ed
altre parti relative a detto
motore e gruppi Diesel-dina
mo per una motonave in co
struzione, al « Cantiere Nava-
le Cassaro » di Messina; par-
ticolari per motore Diesel An-
saldo Fiat tipo 757, un gruppo
Diesel-dinamo con motore
Ansaldo tipo Q 265/4 da 200
HP e dinamo da 125 kW per
la motonave « Giacinto Mot-
ta» in allestimento per la
« Carbogas S. p. A.» di Pa-
lermo, al nostro Cantiere di
Muggiano.
Iì peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 380 tonnellate.
FERROVIARIO
PER LA “CORNIGLIANO,,
TERMINATO IL MONTAGGIO
del treno a freddo
Il giorno 12 dicembre 1955
è stata effettuata la consegna
ufficiale, con la firma di appo-
sito verbale, dei lavori di
montaggio in opera e verni-
ciatura dei macchinari costi-
tuenti i laminatoi a freddo
della Cornigliano, affidati al
MEF,
Al montaggio hanno parte-
cipato centinaia di specializ-
zati (aggiustatori, tubisti,
montatori, ecc.).
Il peso del macchinario tu-
bazioni ed attrezzature mon-
tate, ammonta complessiva
mente a kg. 4.843.756.
Le ore di manodopera im-
piegate sono state circa 150
mila.
A seguito dell'esperienza
acquisita dal personale del
MEF, che in precedenza ave-
va già effettuato il montaggio
del treno a caldo, la Corni-
gliano ha affidato all’Ansaldo
ed in massima parte a MEF,
con un apposito contratto fi-
duciario, le prestazioni, lavo-
razioni e forniture inerenti la
manutenzione del suo Stabi-
limento.
CANTIERE
Cantiere di Sestri:
la poppa prefabbricata di una turbocisterna di 31.509 T.D.W. viene sol-
levata dai cavi di un pontone galleggiante per essere saldata allo scafo in costruzione
NEGLI STABILIMENTI DEL
SETTORE MECCANICO
I manufatti consegnati nel 1959
Ecco un consuntivo delle consegne di manufatti effettuate
| dagli stabilimenti del Settore Meccanico nel 1955:
CARPENTERIA
Gru a braccio retrattile ed a ponte
Gasometri e serbatoi i
Cementerie RT
Costruzioni varie di carpenteria
FERROVIARIO
Lavori di meccanica varia . . —.
Materiale ferroviario e tramviario
Costruzioni varie meta
Utensileria
FONDERIA
Ghisa RE Bara ci
Bronzo
Leghe leggere
MECCANICO
ì j marine aa
Caldaie | terrestri
i { marine
Turbine | terrestri
Motori { marini
Diesel | terrestri
Lavori di meccanica varia
tonn.
tonn.
140
2950
4300
1050
8440
650
3700
320
so
4725
7100
860
18
7975
975
1400
750
260
2400
625
265
6675
Complessivamente sono state consegnate, dai quattro sta-
bilimenti del Settore Meccanico, 27815 tonnellate di manufatti.
Sono state recentemente
concluse le trattative con i
« Cantieri Riuniti dell’Adria-
tico » di Trieste per l’acquisi-
zione di una fornitura riguar-
dante due eliche a quattro pa-
le in bronzo al manganese.
Tale fornitura rappresenta
un carico di lavoro di circa
4.000 ore per i reparti grandi
pezzi ed eliche della Fonde
ria.
PREVENZIONE INFORTUNI
RIUNIONI PER CAPI
E’ stato iniziato presso lo
stabilimento Fonderia il pro
gramma di riunioni per capì
dedicato allo studio dei pro-
blemi e delle tecniche della
sicurezza e della prevenzione
degli infortuni.
Alle riunioni che, come il
solito, si svolgono durante
l'orario di lavoro, partecipano
tutti i capi particolarmente
interessati al problema.
VISITE AGLI STABILIMENTI
Un gruppo di dipendenti della Società « Alfa Romeo » di Milano
nella sala a tracciare del Cantiere di Sestri
L'on. Josè Pedroso e l’ing. Almiro Olivera, personalità politiche
brasiliane, al Cantiere di Sestri.
Da sinistra:
il sig. Porcelli
della Direzione Generale, l'on. Pedroso, il capo ufficio segreteria
del Cantiere sig. Emanuelli
e
l'ing. Olivera.
Uitimamente i nostri stabi-
limenti, in particolare il Mec-
canico e il Cantiere, sono stati
oggetto di numerose visite, tra
cui segnaliamo le seguenti:
— L'ing. Molina dell’Empre-
sa Nacional El Cano » di Ma-
drid.
— Lo scultore belga Con-
rad e signora.
— Il prof. ing. Albiach di
Parigi, accompagnato dall’ing.
Fernando Attoma del « Bureau
Veritas ».
— Un gruppo di studenti
universitari brasiliani, accom-
pagnati dal dr. Cetta della Ca-
mera di Commercio Italo-Bra-
siliana e dai V. Consoli del
Brasile Guimaras ed Esposito.
SEE
CONSEGNATA LA‘ MIRAFLORES”
Il 18 gennaio alle ore 12,
presso la Direzione Generale,
ha avuto luogo la cerimonia
della consegna della turboci-
sterna « Miraflores» alla
« Compafiia Naviera Pana-
mefia » di Panama.
I documenti relativi alla
consegna sono stati firmati,
per la Compagnia armatrice,
dal V. Presidente dott. Vitto-
rio Cornaro e dal Procuratore
dott. Bruno Venturini e, per
l’Ansaldo, dal Direttore Ge-
nerale ing. Lombardi e dal
Capo dell’Esercizio Navale
ing. Carnevale.
Poichè la nave è stata con-
segnata con dodici giorni di
anticipo sul termine convenu-
to, la nostra Società ha perce-
pito il premio contrattuale,
che in questo caso è di 18.000
dollari.
Gruppo di lingottiere tipo L4, fuse dalla nostra Fonderia
per conto della «Cornigliano S.p.A. >, in corso di sbavatura
Premi di
MUGGIANO.
Dionisio BAUDINELLI - Lo-
renzo CABANO . Antonio CA-
NESE - Maria CHIAPPINI -
Flavio COZZANI Nunzio
DELLA PERUTA - Amilcare
ERCOLINI - Beniamino MA-
GNI . Maria MALONI - Lu-
ciano PEONI - Giacomo PRA-
TOLONGO Giovanni RA-
VENNA - Bruno TURI - Ser-
gio VARSI . Angelo ZAVANI.
FONDERIA.
Domenico BALLOTTI . Eli-
dio BESAGGIO - Dario DA-
GNINO - Carlo FERRANDO -
Giuseppe GIORDANO - Ste
fano REPETTO - Giuseppe
SANFILIPPO - Gerolamo
VALLARINO - Ugo SIRI,
MECCANICO.
Giovanni ACCORNERO -
Polibio ASIOLI - G. B. BA-
BNASCO - Francesco BAR-
ZAGHI - Virginio BISIO -
Candeloro BONANNO - Egi-
dio BOTTICELLI - Federico
BRAGGIO - Luciano BREA -
Vincenzo BRUZZESE .- Gio-
vanni CARLINI - Domenica
CAVALLARI - Giacomo CAZ-
ZURINO - Paoio COMITI -
Alfonso CRISTOFANI - Emi-
lio FELCE - Bruno FIMO-
GNARI - Biagio FONSECA -
Aldo GATTO - Delio GAVA -
Pietro GINOCCHI - France-
sco GIORDANO - Emma
GREPPI - Pietro ISETTA -
Alessandro MARCENARO -
Giuseppe MICHELINI - Ennio
MORA - Antonio PAFFUMI -
Luigi PAMPURI - Mario PA-
TRONE - Eugenio QUAGLIA
Antonio REPETTO - Maria
RIDOLFI - Agostino ROVE-
GNO - Antonio SCAPOLLA -
Teofilo SIMONI - Alessandro
SOBRERO - Mario SUCCI -
Salvatore ZANO.
LIVORNO.
Rinaldo BELLANI Luigi
BENEDETTI - Amedeo BEN-
VENUTI - Alberto CANIGIA-
NI - Ivo CARLESI - Manlio
DAL CANTO - Mauro DEL
CORSO - Ubaldo DE VANNI
- Giuseppe FAVINI - Renato
0 © n
anzianità
FALLENI - Dino FERRETTI
-° Bruno FOLENA Pietro
FONTANA - Luigi GALLI -
Vasco GROSSI - Luciano
LEONARDI - Alvaro MACE-
RA - Renzo MENCARI - Asca-
nio MORELLI - Cinico PAO.
LETTI - Mario PARDINI - Fi-
renze POZZI - Arturo SILVE-
STRI Gino SIMONCINI .
Renato TOGNOZZI - Mario
VACCAI - Ottorino VALEN-
"TI
FERROVIARIO.
Antonietta COMIDA - Vit-
torio CONTI - Luigi DELOVO
- Italo LUCARDI - Liborio
MUGGIANI Secondo PA-
STORINO.
CANTIERE.
Vittorio AZZI - Alfredo
BALLETTO - Amleto BAR-
ZAGHI Giuseppe BASSI -
Giuseppe BASTIANINI .- Ar-
turo BENVENUTO - Primo
BERTOLI - Anna BONDA-
NELLI - Eraldo BRUSCHI -
Dante CABONA - Ernesto
CALVI - Flavio CAMPAGNO.
LI - Francesco CAPPELLI -
Giuseppe CASCISCIA - Osval.
do CELEMBRINI - Stefano
CERVETTO - Sincero CHIAP.
PORI - Sara CIABATTI - Ida
COLOMBELLI - Tomaso DAL-
L’OSSO - Antonio DI VACRI
- Umberto FERRARI . Luigi
FIASCHI - Edelmo GAFFUR-
RI - Bruno GALEOTTI - Va-
lentino GRAFFIONE - Maria
LANTERO - Lidia LISBO -
Luciano LORENZETTI - Fer-
ruccio MALERBA . Domenico
MAZZARELLO - Lea MOR-
SELLI - Egidio OLIVARI -
G. B. PASTORINO - Pierino
PEDINI - Emilia PILO - Dina
RISSO - Ernesto ROBBIANO
Egidio SAVIO - Stefano
SERVETTO - Giuseppe SPI-
NA - Mario TASSISTRO -
Romeo TONELLI - Luciano
TRAVERSO - Giuseppe VER-
NAZZA.
SERVIZI AUSILIARI.
Guido BONELLI . Antonio
LAVIOSA - Luigi ROSSI -
Gioacchino TOLLOT.
Dall'alto in basso:
ecoli di lavoro, secoli di
instancabile e fervida at-
tività esplicata in ogni
settore della vita industriale e
commerciale di Genova, erano
rappresentati sabato scorso, 28
gennaio, al Teatro Comunale
dell'Opera, dai 1007 fedeli
del lavoro che la Camer
Commercio e Industria di Ge-
nova, con l’alto patrocinio del
Comune, aveva convocato per
consegnare loro la medaglia
d'oro e l'attestato di beneme-
nde manifestazione; au-
tentica celebrazione del lavoro
nella sua più alta e nobile e-
spressione. La vasta sala era
stata riservata ai premiandi ed
era gremita; nelle gallerie, si
erano affollati famigliari e in-
vitati; e sul palcoscenico oltre
alle Autorità avevano preso po-
sto varie rappresentanze, Il
Governo era rappresentato dal
Sottosegretario all’Industria on,
Micheli, Fra le autorità rano
presenti il Prefetto dott. Vica-
ri, il Sindaco di Genova on.
Vittorio Pertusio, il Presiden-
te della Provincia avv, Maggio,
il Rettore dell'Università, prof.
Cereti, Mons. Storace in rap-
presentanza del Cardinale Siri,
l’ing. De Negri per il Consorzio
Autonomo del Porto, il gen.
Soldani, numerosi parlamentari
e le maggiori personalità citta-
dine. L’Ansaldo era rappresen-
tato dal Direttore Generale ing.
Lombardi,
Nella foltissima schiera dei
premiandi gli ansaldini, costi-
tuivano, naturalmente la rap-
presentanza più numerosa, Es-
si, infatti erano 240 e rappre-
sentavano tutti gli stabilimenti
del complesso aziendale. Delle
240 medaglie d’oro, 138 sono
state consegnate al Meccanico,
61 al Cantiere, 21 al Ferrovia-
rio, 7 alla Fonderia, 3 alla Car-
penteria 2 ai Servizi ausiliari
e 8 alla Direzione Generale.
Il più anziano dei nostri, era
l’ottantenne Sebastiano Cane-
pa, del Meccanico, con 62 an-
ni di anzianità, Ancor vegeto,
nonostante il cospicuo numero
di anni, Canepa ha voluto es-
sere presente alla cerimonia €
ricevere lui personalmente la
medaglia e il diploma. Poichè
da parecchi anni ormai, è in
pensione, si è ritrovato d’im-
provviso in mezzo agli antichi
compagni di lavoro e tra cor-
diali e commoventi incontri, ha
potuto rivivere gli anni belli
e fecondi della sua attività,
Con lui, tutti gli anziani e-
rano presenti. Giobatta uta-
maria, che ha lavorato 60 anni
al Ferroviario; Marco Carcano
che ne ha trascorsi 55 al Mec-
canico e che rappresentava con
i suoi compagni di stabilimento
Sebastiano Canepa - Bartolomeo Moreno
240 medaglie d° or«
Francesco Gallino, Luigi Fer-
rarese e Bartolomeo Moreno
con 52 anni di anzianità e Lui-
gi Cappellotti, con 50, la pat-
tuglia di punta della nostra
famiglia degli anziani. Eppoi,
scalando negli anni di anziani-
tà, erano presenti Costante
rodi della Fonderia con 48 an-
ni di anzianità, Cesare Gron-
dona del Meccanico con 47,
Abramo Lupi, Basilio Pavan e
Luigi Ferrando, del Cantiere,
con 46 e ancora del Meccanico
Giacomo Pittaluga con la stes-
sa anzianità e, con 45 anni: Al-
do Bisi, Edoardo Boero, Giu-
seppe Ferrando, Pietro Chiap-
pa, Amedeo Orsi, Antonio Sca-
ramuccia, Eugenio Patrone,
Giovanni Folco, Giovanni Az-
zali, (Cesare Pugno, Riccardo
Rizzo, Ricaldo Montaldo e Gio-
Pa-
vanni Chiappe. A quota 45 è
giunto anche Carlo Sterza del
Cantiere.
Tra i numerosi che hanno
raggiunto i 44 anni, degno di
menzione è Francesco Ferrari
che è entrato all’Ansaldo a 16
anni succedendo al padre pre-
maturamente scomparso,
Fra questi che possiamo chia-
mare gli anzianissimi e i fede-
lissimi, ne mancava uno che
però viveva nel ricordo atfet-
tuoso di tutti: Nicolò Olmo, del
Meccanico, recentemente scom-
parso. A ricevere la medaglia e
l'attestato di benemerenza dei
suoi 52 anni di lavoro al Mec-
:anico c’era ‘il figlio che ha ri-
cevuto commosso forse il più
caro ricordo di suo padre.
Complessivamente le 240 me-
d’oro dell’Ansaldo rap-
daglie
presentano centotre secoli d
lavoro e di fedeltà al lavoro,
Dopo l’ingresso in teatro de
Sottosegretario all’ Industria
che è stato accolto, da un cor
diale applauso, ha avuto inizi
la manifestazion
Il dott. Mariano Trombetti
presidente della Camera d
Commercio e Industria ha pre
so per primo Ja parola per e
sprimere ai premiandi il su
vivo compiacimento e il su
sardiale saluto. Ricordando i
150” anniversario della fonda
zione dell’ente da lui presiedu
to - e che tanta importanza h:
avuto nello sviluppo commer
ciale e industriale di Genova
il dott, Trombetta ha detto ch
la ricorrenza contribuiva a con
ferire maggiore irilievo all
manifestazione, in quanto li
- Francesco Gallino. - Da sinistra a destra: Ferruccio Ghelarducci - Luigi |
i
di ME
: 103 secoli di fedeltà al lavoro
lo spirito di sacrificio
i la dirittura morale dei be-
\emeriti lavoratori, trovava di-
etta aderenza nello stesso spi-
ito di alacrità, di tenacia e di
acrificio di coloro che per
mezzo della Camera di Com-
nercio tanto hanno contribuito
lla fortuna economica di Ge-
nova.
Dopo il dott, Trombetta ha
varlato il Sindaco di Genova
’n, Vittorio Pertusio il quale
na esaltato il significato morale
» sociale della celebrazione af-
fermando che il lavoro, essen-
lo la ragione della nostra vi-
a, è un diritto imprescindibile
dell'individuo in ragione dei
suoi obblighi e dei suoi doveri
la famiglia e verso le so-
ietà. Ponendo la celebrazione
sotto i propri auspici, ha poi
v
©
detto il Sindaco di Genova —
il Comune ha inteso riconos
re pubblicamente le beneme-
renze dei cittadini che per
lunghi anni hanno contribuito
ad affermare sempre più la tra-
dizionale operosità del popo-
lo genovese.
A nome del Governo, il sotto-
segretario Micheli, ha salutato
i lavoratori genovesi dicendosi
lieto di aver potuto partecipa-
re ad un così imponente e si-
gnificativa sagra del lavoro.
Dopo aver rievocati, in una ra-
pida sintesi storica i fatti sa-
lienti della vita politica ed eco-
nomica di Genova, il rappre-
sentante del Governo ha enun-
ciato i problemi che attualmen-
te assillano la vita genovese ed
ha assicurato che il Governo,
tenendoli nella massima consi-
derazione, trove 1
guati per risolverli, Ha conclu- GRONDONA Cesare,
à Giacomo, calderaio,
suo cordiale sa-
luto e dicendosi lieto che le lo-
I nostri premiati
Ecco i nomi degli ansaldini che
hanno ricevuto la medaglia d'oro:
FOLCO Giovanni,
) Antonio, aggiustatore,
anzianità 62 anni e zIF LI
CANO Marco, addetto presse,
Giuseppe, aggiustatore, e SIDRI Ed.
r
"apo officina, 52 anni e 7 UPPI Gaetano, capo offi-
ni,
BRUSATI Rinaldo,
T A iseppe, tracciatore mec
canico, BRUSATI Edoardo, pre-
venti , 43 anni e 10 mesi - BIF
FIGNANDI Aurelio, capo officina,
BISIO Gaetano, aggiustatore, POR-
CILE Carlo, addetto magazzino, e
SECCO Luigi, barenatore, 43 anni
e 9 mesi - TORIELLI Giovanni
fresatore, 43 anni e 8 mesi - BE
ZI Ubaldo, operatore, 43 anni e 7
mesi - FANTONI Giacomo, calds»-
raio, 43 anni e 5 m - BOLDRINI
Corrado, tornitore, h
anni e 4
mesi - DOTTO Emilio, collauda-
tore, e COLLO Marco, capo re-
parto, 43 anni e 1 mese - BOTT:
Guglielmo, sotto capo officina, e
RIFALDI Carlo, piallatore, 43 anni,
ENRIETTO Luigi, aggiustatore, 42
anni e 9 mesi - FOSSATI Pietro,
collaudatore, 42 anni e 7 mesi -
MARCHES
RIGHI Carlo,
e 6 mesi -
battima ; i =
TRAVERSO Emilio, fresatore, 42
anni e 4 mesì - ZUNINO Giacomo,
aggiustatore, MAESTRI Luigi, tec-
nico, e DALLAVIA Umberto, im-
(continua a pag. 10)
ri
pellotti - Natale Marcenaro - Marco Carcano - Giovanni Maretti - Luigi Ferrarese - Antonio Pittaluga - Francesco Ferrari - Giuseppe Olmo.
10,
I nostri premiati;
(continunzione da
CONCORSO FOTOGRAEICO )
pag. 9)
\u
anni e 3 mesi - TO-
ppe, fresatore, MICH
capo gruppo, CASSIS-
Pietro, collaudatore, CARLINI
, fresatore, BALLI Giulio, tsc-
nico, e BALBIANO Giuseppe, cal-
deraio, 42 any
PORCILIS iPrancesco, trafilatore,
PASIURINO Gerolamo, fresature,
CAVALLESRO Pieiro, fresatore, €
RISSO Sirio, montatore, 4i anni ‘e
11 mesì - BAIUNNI Francesco, ag-
giustatore, 41 anni 1U mesi -
Gaetano, squadra,
Altilio, ustatore, e
aggiustatore,
bragatore, 42
RiELLI Gi
Chi veTIO Antonio,
41 anni e 9 mesi - SUCALAMBRA
Rutilio, capo reparto, 41 anni e
8 mesi - TRAVERSO Tommaso,
, @ CAMPEOL Giacomo,
anni e 6 mesi - MAN-
attrezzista, 41 anni
MARE Giuseppe, ag-
41 anni e 3 mesi -
Vincenzo, aggiustatore,
LLO Emanuele, impiegato
tecnico, e. ARATA Agostino, tubi
sta, 41 anni e 2 mesi.
CARMINATI Agostino, addetto
magazzino, 40 anni e 11 mesi -
BHKUSCUHI Alfredo, addetto distrìbu-
torio lavoro, 40 anni e 10 mesi -
BHISIGUTII Antonio, capo squadra,
40 anni e 8 mesi - REPETTO Cur-
zio, tornitore, e DAGHE' TI Luigi,
sotto capo officina, 40 anni e 7
mesi - SACCO Edoardo, tornitore,
@ JFERLENGA Angelo, temperato-
re, 40 anni e 6 mesi - CUPPEL-
LOTTI Ettore, tornitore, 40 anni e
5 mesì - BARABINO Luigi, calde
raio, 40 anni e 4 mesi - BARABL
NO Franco Luigî, addetto magaz-
zino, e SPRIANO Luigi, sotto capo
officina, 40 anni e 3 mesl - SPAZ-
ZARINI Secondo, saldatore elettri-
co, PASTORINO Giulio, contabile, e
NARIA Carlo, scalpellatore, 40 an-
ni e 2 mesi - REPETTO Federico,
calderaio, 40 anni e 1 mese
COSTA Luigi, capo reparto, G
LINI Giuseppe, capo commess
PITTALUGA Carlo, capo comm
39 anni e ll mesi - CLEM
Virgilio, capo sezione, e V
fano, capo squadra, 39 ann G
mesi - SANTAMARIA Marcello, ff.
capo reparto, 539 anni e 8 mesi -
BIANCHI Armando, aggiustatore, 39
anni e 6 mesi - DI BARI France-
sco, capo commessa, 39 anni e 4
mesi - FELLETTI Mario, tornitore,
39 anni e 3 mesi - SCAZZOLA Eu-
genio, ff, capo squadra, e SIMONE
Giovanni, contabile, 39 anni e 2 me-
si - MARETTI Giovanni, impiegato
e CAPRA G.B., piallatore, 39 anni e
1 mese - MORENO Serafino, addetto
magazzino, e SEGHETTO Pietro,
tecnico, 39 anni.
COZZO Adolfo, capo ufficio perso.
nale, GIANUZZI Pietro, stozzatore,
38 anni e 10 mesi - TRAVERSO Sil-
vio, impiegato amministrativo, 38
anni e 9 mesi - FERRARIO Augusto,
barenatore, 38 anni e 6 mesi - PA-
DI Agostino, tracciatore, 38 anni
e 5 mesì - CE Alfonso, capo
squadra, REASSO Luigi, capo repar-
to, e ROLLE Paolo, manovale, 38
anni e 4 mesi - PRONZATO Tom-
maso, addetto compressori, 38 an-
ni e 3 mesi - GONINO Carlo, torni-
tore, 38 anni e 1 mese - MONGIAR-
DINO Giuseppe, sotto capo officina,
38 anni
RONCALLO Antonio, gruista, €
DILETTO Maurizio, caldera 37
anni e 10 mesì - AVVENENT
re Giacomo, ribaditore,
Tomaso, salditore elettrico, GHIGLI-
NO Luigi,, calderaio, e ORENGO Lui-
Ri, operatore, 37 anni e 9 mesi -
PALAZZO Amedeo, addetto monta-
carichi, e SOLIANI Fermo, impie-
gato amministrativo, anni e 8
mesi - OLMO Giuseppe, aggiustato-
re, 37 anni.
BAIARDI Antonio, impiegato am-
ministrativò, 36 anni e 8 mesi -
MONTALDO Giovanni, collaudatore,
36 anni e 6 mesi - MONTORSI Bon-
figlio, distributore materiali, 36 an-
ni e 5 mesi - MATTIOLI Eligio, fon-
ditore, 36 anni e 4 mesi - MATT
NI Anselmo, aggiustatore ORIO.
Ferdinando, aggiustatore, e TESSIER
Emilio, brasatore, 36 anni e 3 me-
si - TADDEI Angelo, operatore e
TRAVI G. B., addetto magazzino, 36
anni e 2 mesi - DE CARO Rocco,
aggiustatore 36 anni,
ARECCO Andrea, tubista, e
STELLO Arturo, manovale,
e 8 mesì - LOMBARDO Arm:
preventivista, 35 anni e 6 mesi -
CA-
BERTORELLO Emanuele, addetto
compressore, e ZAGHI Francesco,
aggiustatore, 35 anni e 5 mesi -
POGGI Giulio, tornitore, 35 anni e
1 mese.
CANTIERE.
LUPI Abramo, capo reparto, €
PAVAN Ba impiegato, 46 anni
e 11 mesi - 2RANDO Luigi, capo
squadra, 46 anni e 4 mesi,
STERZA Carlo, disegnatore
struttore, 45 anni e 7 mesi,
VENTRE Frnesto, capo squadra,
MORTARINI suero, aggiustatore, e
CHIOCCA Sebastiano, fabbro, 44 an-
ni e 11 mesi - ARDUINO Lazzaro,
impiegato tecnico, 43 anni e 7 mesi
- ONETO Giacomo, capo squadra,
43 anni e 5 mesi.
VIGNOLO Michele, fabbro, 42 anni
e 8 mesi - PAVANELLO Lamberto,
co.
mesi.
capo sezione, 42 anni e 4
3 anni
'I Carlo, impiegato, 4l
Giacinto, carpentiere in
ferro, 40 anni e 11 mesì - ALE-
MANNI Giovanni, manovale, 40 an-
ni e 9 mesi - DAMONTE Bartolo-
meo, tracciaiore, 40 anni e 5 mesi +
STROPPI Giovanni, montatore,
- CANEPA Casimiro, capo officina,
e CASALBONI Edmondo, tecnico, 49
al e 2 mesi - MERELLO France-
sco, v. capo ufficio - CHIOZZA Pie.
tro, disegnatore, e CACITTI Alfredo
montatore, 40 anni e 1 mese- LU-
GEN Francesco, ingegnere, 40 an-
ni
‘GRAFFIGNA Angelo, calderaio, 39
anni e 11 mesi - MARCENARO Na-
tale, distributore, 39 anni e 10 mesi
Ti
- PIERINI Mireno, impiegato, e PA-
NERO G. I impiegato, 39 anni e
10 mesi - PIS
ANO G, B., capo squa-
A
dra, 39 anni e 8 mesi - C/
Carlo, guardiano, e LANCELLA Giu-
seppe, aggiustatore, 9 anni e 5 me-
si - PITTALUGA Antonio, addetto
macchine legno - PRINI Giuseppe,
capo gruppo - RAZORE Giuseppe.
impiegato tecnico, e VALDARCHI
Ermelindo, aggiustatore, 39 anni e
3 mesi - CHIOZZA Ignazio, falegna-
me, 39 anni e 1 mese - BRUNO Gio-
vanni, aggiustatore, 39 anni.
SIRI Giulio, montatore, 38 anni e
11 mesi - LANZA Edoardo, mano-
vale, 38 anni e 9 mesi - CASELLA
Amedeo, capo squadra - ANDREOT-
TI Federico, distributore, e MAL-
"ETTI Michele, capo reparto, 38 an-
ni e 8 mesi - GHIO Giovanni, cal-
dernio, 38 anni e 2 mesì - AME-
GLIO ‘Teobaldo, capo fattorino, 38
anni.
BRUZZONE G, B., carradore
GRAFFIONE Giovanni, impiegato, e
MICE INI Alceste, aggiustatore, 37
anni e ]1 mesi - GALLIANO Carlo,
criccatore, 37 anni e 10 mesi - RI-
VANO Attilio, manovale, 37 anni.
DUGINI Alfredo, aggiustatore, 36
anni e 11 mesi - MARTINENGO Se-
condo, montatore, 36 anni e 9 mesi
- RICCARDI Virgilio, capo repart
RAMASSA Domenico, addetto m
chine COSMELLI Domenico, fab-
br nni
o, 36 È
FERRANDO Giusep calafato, 35
anni e 10 mesi - BRUZZONE Giusep-
pe, calderaio, e MAGLIANO Attilio,
fucinatore, 35 anni e 6 mesi - OLI-
VIERI Giacomo, aqidetto macchine, 2
PICCARDO Francesco, capo officina,
35 anni e 4 mesi - PARODI Mario.
montatore, e RATTI Giacomo, impie-
gato tecnico, + anni e 3 mesi -
LIMBERTI Giovanni, carpentiere, e
ROCCA Amedeo, montat., 35 anni.
FERROVIARIO.
SANTAMARIA G, B,, tornitore, 60
anni e 10 mesì - GGERO Raffae-
le, tracciatore, 45 anni e 3 mesì -
CAPPANERA Mario, sotto capo offi-
cina, 43 anni e 2 mesi - DODI Pie-
tro, capo sezione, 42 anni e 5 mesi
- PIU Stefano, fucinatore, 2 anni e
si - VISMARA Angelo, vice capo
4 mes
ufficio, 41 anni e 7 mesi - CATTONI
Luigi, temperatore, BIONI Angelo,
fucinatore, e VETRANO Angelo, capo
officina, 41 anni e 4 mesi - COM-
PAGNONI Mario, sotto capo officina,
41 anni - DELLA CIANA Alfredo,
capo ufficio, 39 anni - BIANCHI Gio-
vanni, capo reparto, BRUNO Olivie-
ro, disegnatore progettista, e TESTA
Aldo, capo reparto, 38 anni e 9 mesi
- MUTTI Carlo, fattorino, 38 anni
e 8 mesi - TIMONE Mario, aggiusta-
tore, 37 anni e 5 mesi - BOTTAZZI
Teresio, tornitore, 37 anni e 1 mese
- FERRINANDO Pasquale, piallatore,
36 anni e 5 mesi - LOZZA Carlo.
aggiustatore, 36 anni e 2 mesì -
CIAC ante, impiegato, e RAPAL-
LO Attilio, impiegato, 35 anni,
FONDERIA.
MORENO Bartolomeo, modellista,
52 anni e 2 mesi - PARODI Costan-
te, impiegato, 48 anni - LUPANO
Pietro, tecnico, 43 anni e 9 mesi -
PORCILE Luigi, formatore, 39 anni
e 4 mesi - TRAVERSO Beniamino,
ramolatore, 37 anni e 1 mese -
BIGNONE Edoardo, tornitore, 36 an-
ni e 11 mesì - FERRANDO Luigi,
formatore, 35 anni e 8 mesì.
CARPENTERIA.
SCOTTI Giuseppe, cassiere, 41
anni e 7 mesi - DELLEPIANE Fe-
derico, spedizioniere, 41 anni e 5
mesì - DURANTE Enrico, capo grup-
po, 35 anni e 7 mesi.
SERVIZI AUSILIARI.
DALL'ACQUA Francescc
5
re, anni e 7 mesi - B A ran.
cesco, ponteggiatore, 35 anni e Di
mesi.
DIREZIONE GENERALE >
FERRARI Francesco, capo uffi-
cio, 45 anni e 5 mesi - SCOTTO
Antonio, disegnatore progettista,
44 anni e 2 mesi - GRE-
GOTTI Carlo, istruttore, 43 anni e
3 mesi - LAVAGNINO Angelo, istrut-
tore, 42 anni e 5 mesi - MAGNONE
Pietro, capo ufficio, 40 anni e 8
mesi - RIGAMONTI Onorio, capo
ispettore amministrativo, 38 anni e
e 8‘mesi - LATTES Manlio, impie-
gato, 27 anni - NEGRI Giuseppe.
impiegato, 35 anni e 2 mesi.
tate Pat pet ide dita it
DINO BARBIERI « Danza campestre »
TL de cit iam
{ALBUM DI FAMIGLIA |
Figlia di un ansaldino la prima donna palombara
x li operai italiani, inutile
(Guire hanno non poco da
spremersi le meningi per
far bastare il modesto salario
alle esigenze della vita fami-
gliare. Facile immaginare,
quindi, con quanto sollievo il
signor Francesco Sereno, ope-
raro del nostro Stabilimento
Ferroviario e da poco in pen-
sione, accolse, una sera di due
anni fa, la grande notizia che
sua figlia Liliana gli portava,
raggiante di gioia e di emozio-
ne: « Papà, ho trovato un la-
voro! », Ma quale non fu la
sua sorpresa e il suo compren-
sibile e costernato stupore,
quando, chiesto alla figlia ven-
tenne di che lavoro si traltas-
se, si sentì candidamente ri-
spondere: « La palombara ».
Quel che successe dopo ve lo
lasciamo immaginare, Una sce-
na simile accadde solo, forse, in
casa di quel tale che, avendo
vagheggiato ardentemente per
anni che il suo figliolo si sareb-
be fatto sacrestano, venne in-
vece a sapere improvvisamente
che il suo candido « pupo» a-
veva già fatto la prima prova
come domatore di belve,
Ripresisi dalla. « mazzata »
con l’aiuto di qualche biechie-
rino di «brandy», i non più se-
reni componenti della fami-
glia Sereno — padre, madre e
un fratello di Liliana — si mi-
sero a ponzare sullo strano ca-
so che la sorte aveva riserva-
to proprio a loro, gente norma-
le e con la testa sul collo. I
tentativi per dissuadere la gio-
vane dall’intraprendere una
così «pazzesca » carriera furo-
no condotti con tutti i mezzi
forniti dalla « patria potestas »
e dalla tecnica della controri-
voluzione; ma Liliana aveva
già preparato con cura il suo
«colpo di Stato » e fu irremo-
vibile. D'altra parte suo pa-
dre, ricordandosi di aver fatto
anche lui per quaiche tempo il
palombaro quando era militare
in Marina e considerato che,
dopo tutto, non c’è nessun
ragionevole motivo perchè a
una donna sia inibito questo
mestiere, accettò il fatto com-
piuto e le acque si calmarono.
Quando venne l’idea, a Li-
liana Sereno, di diventare pa-
lombara? Fu un giorno che,
esercitandosiî alla pesca subac-
quea, ebbe occasione di osser-
vare il lavoro di alcuni palom-
bari all'imboccatura del porto
di Genova e volle provare ad
immergersi con lo scafandro.
Ci si trovò benissimo e riprovò
ancora con entusiasmo, Capì
che avrebbe potuto, se fosse di-
ventata palombara, soddisfare
la sua curiosità per i vaghi mi-
steri. del, mare; capì, soprat-
tutto, che con quel lavoro duro
e rischioso avrebbe potuto com-
piere imprese di grande utili-
tà. E prese la grande decisione.
Abbiamo avuto occasione di
vedere all'opera la signorina
Sereno al cantiere di Sestri, per
la preparazione dell’avanscalo
sommerso della turbocisterna
« Purfina Italia ». Era la prama
volta che si occupava di un la-
voro del genere, e vi collabo-
rava sia pure modestamente,
ma con tutte le sue forze e con
la più grande naturalezza, agli
ordini del suo maestro e capo
palombaro Mario Ferrando, ben
noto all’Ansaldo per essersi
occupato con eccezionale peri-
zia di preparare gli avanscali
di quasi tutte le navi varate
dal 1928 in poi a Sestri, e co-
nosciuto in tutta Italia come
uno dei palombari di più sicu-
ro affidamento.
Liliana Sereno è una simpa-
tica e modesta ragazza che
prende molto sul serio il suo
lavoro, rifuggendo da ogni
forma di esibizionismo, Per
quanto abbia già compiuto cir-
ca 200 immersioni, rimanendo
sott'acqua anche fino ad un’o-
ra e mezza per volta, non si ri-
tiene affatto un’eroina, e tanto
meno superiore agli altri pa-
lombari dai quali ancora ha
molto da imparare; a questo
proposito ella ha tenuto a pre-
cisare che troppi elogi le sono
stati elargiti e troppe esagera-
zioni e notizie inesatte sono
state pubblicate dalla stampa
sui casi accorsile durante due
anni di attività. D'accordo che
chi va a curiosare sul fondo
del mare, sia pure per compier-
vi un lavoro necessario, può
dare sui nervi a certi tipi che
si chiamano polipi e pesceca-
ni; ma che poi un polipo di 10
kg. sia diventato una piovra
mostruosa in virtù della magi-
ca lente di ingrandimento
posseduta da qualche giornali-
sta, questo Liliana Sereno non
lo trova simpatico. In quanto
ai ipescecani, poi. è risaputo
che essi esprimono il loro ma-
quella specie di marziani sot-
tomarini, senza molestarli.
Abbiamo chiesto alla « pa-
lombara » altri particolari ine-
renti alla sua attività, ma la
ragazza — sia pure risponden-
do assaì gentilmente — ha mo-
strato un certo riserbo, quali-
tà non disprezzabile in una
donna che, suo malgrado, è en-
trata nell'atmosfera dorata
della notorietà. Ad ogni modo
tutti sanno che i palombari
che lavorano in proprio, co-
me Mario Ferrando e la sua
allieva Liliana, si occupano dei
più svariati lavori, che vanno
dalle operazioni di ricupero al-
le riparazioni navali, ai con-
trolli subacquei, ecc,
Su un altro argomento la
« palombara » è stata più lo-
quace: le sue aspirazioni e i
suoi desideri di donna. Ciò del
resto si spiega facilmente per-
chè questa giovane genovese ha
sun concetto assai dignitoso del
suo mestiere, che le impone
una disciplina durissima e non
le permette di anteporre le pa-
role ai fatti, Sembra infatti
che la prudenza estrema che
da questi lavoratori si richiede
si rifletta inconsciamente sulle
loro parole quando parlano di
lavoro,
Nella vita privata la signo-
me tante altre; essa sa cucire
e cucinare, ama la musica ©
soprattutto le piace la danza,
di cui è una entusiasta tifosa
Non è difficile infatti, che a
qualche ora dall'aver deposto
il pesante scafandro e le scar-
pe di piombo, la « palombara »
indossi un leggero abito da se-
ra e le scarpe con il tacco a
spillo e si rechi, tornata fra-
gile e gentile, in una « music-
hall », dove i suoi sogni lun-
gamente rinchiusi nel silenzio
grigio dei fondi marini, posso-
no liberamente vagare al r'tmo
appassionante di un valzer
Dante Jannone
lumore girando alla larga da rina Liliana è una ragazza co-
f Di
LA RUBRICA DEL MEDICO
\
individuo a individuo; essi
Senescenza
e lavoro
]
a senescenza, questa fase
L conclusiva della vita uma-
na, che pone tanti im-
portanti e gravi problemi di
natura sociale, è essenzialmen-
te caratterizzata da una più o
meno rapida involuzione di
tutte le funzioni organiche, €
si manifesta in modo assai va-
riabile nei diversi soggetti, an-
che perchè le modificazioni che
l'accompagnano sono spesso
mascherate da alterazioni di
chiaro significato patologico,
quasi sempre in modo più evi-
dente a carico del circolo, ed
in primo luogo fra queste dal-
l’arteriosclerosi.
Nella senescenza possono 0$-
servarsi interessanti modifica-
zioni riguardanti la sfera neu-
ropsichica, caratterizzate da
indebolimento mentale con di-
minuzione della capacità di la-
voro, da diminuzione della
memoria, ora per fatti vicini,
ora per quelli remoti. Posso-
no aversi difficoltà nella rievo-
cazione dei ricordi, mutamen-
ti nel carattere con facile ira-
seibilità, talvolta intolleranza
per la compagnia dei bambini,
anche se alfezionatissimi; le
più piccole avversità assumono
importanza grandissima, negli
affari si nota talvolta l’abban-
dono della abituale prudenza,
e nella vita familiare, profes-
sionale e sociale un perenne
disaccordo con le persone più
giovani nella valutazione di
uomini e fatti.
Ma fortunatamente questi fe-
nomeni soltanto in singoli rari
casi assumono una entità pre-
ocenpante, essendo soggetti a
variazioni molto sensibili da
inoltre non sembrano avere al-
cun preciso e tassativo riferi-
mento con l’età reale.
Non è quindi l’età cronolo-
gica, che indica la vera effi-
cienza fisica e la vera attitudi-
ne lavorativa. Questi attributi
infatti debbono essere conside-
rati come fenomeni di natura
squisitamente individuale, pre-
sentando essi le più ampie va-
riazioni mei diversi soggetti,
onde molto più propriamente
ci sì dovrebbe sempre riferire
negli apprezzamenti clinici ©
medico-sociali all’età cosidetta
« biologica » o « fisiologica »,
piuttosto che all’età « cronolo-
gica »; la prima di queste con-
siderata espressione dei varia-
bilissimi ed indeterminabili
fattori biologici ‘individuali, e-
reditari ed acquisiti, la secon-
da invece regolata dal rigido,
ben determinato ed immutabile
volgere del tempo,
La durata della vita umana
col migliorare delle condizio-
ni igienico sociali delle popo-
lazioni è andata sensibilmente
prolungandosi. Basti ricordare
a questo proposito che nel no-
stro Paese la durata media del-
la vita era nel 1900 intorno ai
43 anni, mentre nel 1937 ave-
va già raggiunto i 57 anni e
mezzo, ed oggi è di poco infe-
riore ai 66 anni,
In altri Paesi sono stati rag-
giunti limiti anche più elevati:
ad esempio in Svezia ed in
Norvegia la durata media del-
la vita ha attualmente supe-
rato i 70 anni, negli Stati Uniti
ed in Inghilterra i 68 anni.
Tale importante constatazio-
ne è generalmente attribuita ai
progressi della medicina, che
hanno consentito di evitare
molti mali, di renderne altri
meno gravi e quindi di dimi-
nuire la mortalità provocata da
diverse forme morbose, sia
combattendo gli agenti esterni
delle malattie, sia provvedendo
con adaite misure e con cure
opportune a rendere meno vul-
nerabile l’organismo umano,
Tuttavia non si può afferma-
re che questo sia il fattore de-
terminante unico ed esclusivo:
è infatti molto probabile che
anche altri fattori contribui-
scano a determinare questo
prolungamento della vita uma-
na, e sopratutto fra questi i
progressi di ordine sociale ed
economico, per la conseguente
elevazione del tenore di vita
presso vaste collettività con
migliorate condizioni di am-
biente, alimentazione, sicurez-
za, ecc.
Ma vien fatto qui di porsi
la domanda se questo movi-
mento ascensionale verso una
più tarda vecchiezza sia
Nuova organizzazione vendite rateali
da considerarsi come un feno-
meno continuo e costante. Vo-
lendoci basare sul noto rap-
porto fra la durata dello svi-
luppo corporeo e la durata to-
tale della vita, quale si osserva
in molti animali, l’uomo, fi-
sicamente maturo all’età di 25
anni, dovrebbe avere una vita
probabile di ben 150 anni. Ma
un simile traguardo, almeno
nelle condizioni di vita attua-
li, appare assolutamente utopi-
stico; si può tuttavia ritenere
probabile, d'accordo con stu-
diosi moderni, un graduale ul-
teriore allungamento della du-
rata media della vita anche si-
no a 80 anni, limite questo,
che, secondo Steg, potrebbe es-
sere raggiunto abbastanza ra-
pidamente.
prof. Francesco Molfino
|
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12
SEZIONE PALLAVOLO
Brillante successo
della nostra squadra
Nei giorni 3 e 4 dicembre
1955 si è svolto a Parma il
Campionato Italiano di palla-
volo e la squadra del CRAL
Ansaldo ha ottenuto un meri-
tatissimo terzo posto batten-
dosi con animosità contro le
agguerrite squadre di altre
tredici regioni.
Se si pensa che la nostra
Sezione ha un anno o poco più
di vita, si potrà comprendere
con quanta buona volontà i
Nel numero scorso ab-
biamo pubblicato una co-
municazione del CRAL in
cui si diceva che la quota
mensile di associazione è
di lire 25. Il CRAL precisa
ora che la quota è, invece,
di lire 20, come negli anni
precedenti.
nostri ragazzi si sono prepa-
rati per questo duro campio-
nato. Con un pizzico di fortu-
na in più ed un errore mador-
nale in meno commesso dal-
l'arbitro a nostro danno, il se-
condo posto sarebbe stato
senz'altro conquistato. Ad o-
gni modo vada un plauso a
questi giovani che con grande
ardore tengono alto il nome
dell’Ansaldo nello sport e por-
tano spesso i colori sociali al-
la vittoria.
SEZ. ESCURSIONISMO
La «Sezione escursioni.
smo » organizza, tutte le do-
meniche, gite in autopullman
verso centri sciistici, a prez-
zi ridottissimi.
I programmi saranno stabi-
liti di volta in volta, in rela-
zione alla presenza di neve
sciabile in località vicine.
Per informazioni e prenota-
zioni gli interessati devono
rivolgersi alla « Sezione escur-
sionismo » del CRAL (Genova
Sampierdarena, via Achille
Stennio 5/1, tel 41959) il mar-
tedì o il venerdì dalle ore 21
alle 22,30.
Presso la Sezione è anche
possibile effettuare il noleg-
gio di sci al prezzo di lire 300.
Riduzioni al “Togni”
Per tutti i giorni della set-
timana, con l’esclusione del
sabato e della domenica e per
i due spettacoli giornalieri
(pomeridiano ore 16,15; sera-
le ore 21,15), il Circo Togni,
dietro presentazione della tes-
sera ENAL ai botteghini, con-
cederà le seguenti riduzioni:
Primi posti lire 1100, anzi-
chè lire 1300; sedie di platea
lire 900, anzichè 1100; prima
tribuna lire 600, anzichè 800;
seconda tribuna lire 400, an-
zichè 600; terza tribuna lire
300, anzichè 400.
Gita a Viareggio
per il Carnevale
In occasione del « Carne-
vale di Viareggio » è stata or-
ganizzata, per domenica 12
febbraio, una gita turistica in
autopullmans da gran turi-
smo; muniti di impianto di ri-
scaldamento, L’orario è il se-
guente:
Andata: partenza ore 7,30 da
Genova Sestri (piazza Poch);
ore 7,40 da Sampierdarena
(piazza Montano); ore 7,50 da
piazza Principe; ore 8 da piaz-
za Brignole.
Ritorno; partenza da Via-
reggio ore 20; arrivo a Genova
ore 24.
Le quote di partecipazione
sono di lire 800 per i soci del
CRAL e loro famigliari; di li-
re 1200 per i non soci. Verran-
no forniti a richiesta, per as-
sistere alle manifestazioni car-
nevalesche, i biglietti al prez-
zo speciale di lire 400.
Le iscrizioni si ricevono
presso i delegati di stabilimen-
to e presso la segreteria del
CRAL (Genova Sampierdare-
na, via Achille Stennio 5/1,
tel. 41959) e si chiuderanno
improrogabilmente venerdì 10
febbraio.
Riduzioni speciali
per il Carnevale di Savona
Per il « Carnevale di Savo-
na » sono in vendita, presso la
segreteria del CRAL, i bigliet-
ti di ingresso ai corsi carne-
valeschi del 5, 12, 14 febbra
io, al prezzo di lire 170 an-
zichè lire 300. Prenotarsi
subito!
rà certamente lungo e
grigio. Guardando con un
po’ dì nostalgia le vostre pian-
te sul balcone, leggermente
ingiallite, non potrete fare a
meno però di pensare con
gioia alla prossima primave.
ra in cui tutto sì risveglia. Ma
quale risveglio più bello, me-
raviglioso, di quello della na-
tura nelle sue molteplici ma-
nifestazioni?
Cars l'inverno vi par-
Ogni donna, nella sua inna-
ta gentilezza, non può manca-
re di avere una particolare
disposizione nella cura di
piante e fiori. Questo è ap-
punto l'argomento che voglio
trattare questa volta.
Prima di passare ad alcuni
consigli, che qui voglio darvi
sui diversi tipi ornamentali
per la casa, voglio rammen-
tarvi le fondamentali regole
necessarie per il buon gover.
no delle piante:
La terra dei vasi deve es-
sere morbida per consentire
la penetrazione dell’acqua e
ben concimata.
Le piante debbono godere di
aria e luce in abbondanza.
Le innaffiature devono esse-
re periodiche usando lo spruz-
zatore e mai innaffiare a getto.
I vasi devono essere porosi,
non verniciati e proporzionati
alle radici che devono conte-
nere.
Non dimenticate di porre in
fondo al vaso un sassolino 0
un coccio che regolerà l’usci-
ta dell’acqua. A
Il trapianto da un vaso al-
l’altro deve avvenire grada-
I NOSTRI CONCORSI
NELLA MIA
OPERA CI
sono DUE
NELLA MIA OPi
SPACCIO MIA
mogniz!
LA Fi@LIA!
La vignetta rappresenta il
zioni (con
tellino e dello stabilimento di
consegnarte ai nostri
febbraio. Sono in palio,
« Eleonora Duse »
a ciascuno dei
Genova
dini,
al Muggiano;
bar di uno stabilimento cinematografico
dove si stanno riprendendo, contemporaneamente, le scene di quattro
opere liriche. Quattro attori, uno per opera, si sono trovati casual-
mente nel bar e ciascuno di loro pronuncia una frase, In base agli
elementi forniti dalla vignetta i lettori, per partecipare al concorso,
dovranno saperci dire i titoli delle quattro opere ed inviare le solu-
l'indicazione del nome e cognome, del numero di car-
appartenenza)
corrispondenti di
per sorteggio,
divisi: 120 biglietti di poltrona per il Piccolo Teatro della Città di
(saranno sorteggiati
quali andranno due biglietti, come segue:
biglietti al MEC, 36 al CAN, 10 alla FON, 14 al MFF, 8 alla DIG,
8 alla CAR, 8 al SAU e al COKE); un volume sulla fisica dell'atomo
un volume sulla fisica dell'atomo a Livorno.
in Redazione, oppure
stabilimento, entro il 15
numerosi premi così sud-
di ansal-
36
60 nomi
tamente dal più piccolo a
quello più grande, via via che
la pianta cresce e sempre pri-
ma che inizi la vegetazione.
Ricoprire bene le radici di
terra dopo eseguito il trapian-
to e innaffiare abbondante-
mente.
Concimando il terreno ab-
biate l'avvertenza di non met-
tere il concime a contatto con
le radici.
Per le poggiolate, oltre ai
gerani di svariate tinte e qua-
Il premio “Almanacco,
Come è noto, gli almanac-
chi 1956 offerti da «l'An-
saldino » sono numerati e
ogni mese sarà sorteggiato
un premio abbinato al nu-
mero di un almanacco. !l
numero sorteggiato per il
mese di gennaio è
6157
e il premio consiste in un
rasoio elettrico « Philips » a
due teste.
Il vincitore potrà ritirare
il premio in Redazione entro
il 29 febbraio, presentando
l'almanacco completo della
pagina numerata. Non pre-
sentandosi entro tale data,
non avrà più diritto al pre-
mio.
lità: semplici e doppi, che so-
no facili a coltivarsi, belli so-
no i garofani, î gelsomini, le
petunie che resistono al fred-
do e adornano molto, l’edera
verde e quella striata, le fel-
ci, le azalee, i rododendri, le
cappuccine e le campanelle
nelle loro tinte delicate, le ro-
se, comprese quelle rampican-
ti, sempre assai belle e le por-
tulache che crescono rigoglio-
se în terreno piuttosto sabbio-
so e anche con una certa tra»
scuratezza.
Per l’ ornamento della casa
invece, in tutte le stagioni so-
no consigliabili le piante gras-
se nelle loro svariate qualità.
Il terreno di esse deve esse-
re sempre fresco e, ricordate,
mescolato a sabbia. Per esse
non occorre molta acqua. Ba-
sta innaffiarle una volta alla
settimana.
Molto belle, eleganti e assai
ornamentali, anche se un po’
vistose, ma in compenso di
lunga durata, sono il « ficus »,
le « S. Siverie », il « Capelve-
nere », la begonia poi indica-
tissima per la bellezza delle
sue foglie e per i suoi graziosi
fiori nel periodo estivo.
In inverno si prestano molto
ad essere coltivate le piante
in bulbo: tulipani, narcisi, gia-
cinti, ranuncoli, giunchiglie,
îris, ciclamini. Il periodo più
indicato per queste coltivazio.
ni va da settembre a febbraio.
I bulbi dello scorso anno,
che avete accuratamente con-
servato in luogo non umido e
possibilmente alla stessa tem-
peratura, o che avete compe-
rato in negozio, vanno messi
in modo che la punta sia ap-
pena alla superficie della ter-
ra, Si lasciano per 15-20 gior-
ni all’aria aperta, riparati dal.
la corrente. Durante questo
periodo bisognerà bagnare re-
golarmente la terra.
A fioritura ultimata tagliate
la pianta rasente alla terra,
lasciate quindi che la stessa si
asciughi, rovesciate il vaso e
togliete il bulbo che conser-
verete.
Gli stessi bulbi possono es-
sere coltivati in vasi di vetro:
allora occorrerà mettere l’ac-
qua nel vaso e fare in modo
che solo le radici del bulbo
siano immerse. Tenete il vaso
preferibilmente al buio finchè
il germoglio sarà alto 6 cm. e
cambiate spesso l’acqua. A fi-
ne fioritura però il bulbo non
servirà più per il prossimo
anno.
Queste piante, sistemate nei
vasi, daranno alla vostra casa
una nota allegra ed elegante
e per voi, brave massaie, co.
stituirà un piacevole svago
tra le innumerevoli faccende
che la stessa richiede.
LILIANA
LA DONNA IN CUCINA
Minestra con palline di pane ©
salsiccia, Mescolare 2 uova con
quanto pane grattugiato possono as-
sorbire, unirvi da 50 a 100 gr. di
salsiccia sminuzzata e 25 gr. di
parmigiano grattugiato. Mescolare
bene, Preparare in una pentola de!
buon brodo bollente, gettare in es-
so l'impasto a pezzetti, alutandosi
con due cucchiai e lasciar cuocere
pochi minuti.
Merluzzo fritto. Mettere. il mer-
luzzo, rammollito, disliscato, striz-
zato e tagliato a pezzi, nel latte tie-
pido in modo che ne sia appena
ricoperto e lasciarvelo per parec-
chie ore. Sgocciolarlo. Passarlo
nell'uovo sbattuto e pangrattato, op-
pure in una pastella morbida fat
ta con farina, acqua e, se occorre,
sale, Volendo si può anche met-
tere un uovo nella pastella. Friu-
gerlo in olio.
Pasticcini. Inizierò prossimamen»
te una serie di ricette per pasticci.
ni, biscotti, piccole paste che tor-
neranno tanto utili e opportune per
preparare un bel vassoio di squi-
siti e sopratutto genuîni dolci nel-
l'occasione di una festa in famiglia
e le brave massale ansaldine ne
avranno soddisfazione e elogi.
Zuppa alla pavese. Far rosolare
delle fette di pane raffermo nel
burro e far prendere ad esse un
bel colore dorato, Mettere una o
due fette di pane in ciascuna fon-
dina e su di esse rompere un uovo
per persona e cospargere .di par-
migiano grattugiato, Versarvi so-
pra brodo caldissimo.
NINA
(GINESELEZIONE
Sette mogli per un marito
Ancora una gustosa com-
media inglese, presentata
con un piacevole colore, Si
tratta di una trama para-
dossale: un uomo perde
completamente la memoria,
non sa più chi sia, che cosa
faccia, da dove venga. Aiu-
tato da uno psichiatra si
mette alla ricerca di sè stes-
so, ma invece di trovarsi
con un nome, una professio?
ne e magari una moglie, si
trova con selte nomi, sette
professioni, sette mogli,
Sette mogli carine, intra-
pendenti, ciascuna delle
quali lo vuole tutto per sè.
Processato per poligamia
l’uomo, che si dichiara col-
pevole ed esige la condanna
onde ottenere in carcere si-
lenzio e solitudine, varca le
soglie della prigione, ma
quando ne esce trova le set-
te mogli pronte a riagguan-
tarlo.
Riuscirà a sfuggire loro,
ma cadrà nella rete di una
ottava donna, l’avvocatessa
che lo aveva difeso,
La vicenda si regge su u-
na serie di situazioni sottili,
magari su un particolare,
come è nelle tradizioni del-
l'umorismo britannico, ed è
ottimamente interpretata dal
simpatico ed abile Rex Har-
rison.
« The coustant husband »
girato nel ’55 con la regia
di Sidney Gilliat è stato
presentato all'ultimo festi-
val di Berlino.
IL PORTOGHESE
=
13,
“L’ ANSALDINO” RISPONDE
‘Caro Ansaldino,
questa è la voce lontana de-
gli impiegati tecnici ed ammi-
nistrativi dislocati al MEF che
prestano servizio all’USAS, vo-
ce lontana che ti preghiamo
ascoltare e pubblicare e che
riflette la seguente nostra mo-
desta e umana richiesta.
Tu conosci Fegino dove è
ubicato il MEF, zona mal ser-
vita dai mezzi di trasporto
pubblici tale che moltissimi di
noi per venire al lavoro e rin-
casare debbono utilizzare due
ed anche tre linee tranviarie
così da rendere impossibile
all’ 80% di noi di usufruire
delle 2 ore di intervallo dalle
12 alle 14 per recarsi a casa
per la colazione.
ll nostro orario di lavoro è
così fissato: al mattino 8,30 -
12; al pomeriggio 14 - 18,30.
Molti di noi abitano lontano,
altri molto lontano nelle ri-
viere di ponente (Voltri) e le-
vante (Sturla, Quarto) ed al
mattino verso le 7 iniziano il
viaggio di trasferimento con
l'assalto al primo tramvai (pri-
mo della serie).
Alla sera alle ore 18,30 viag-
gio inverso per il ritorno che
si conclude alle ore 19,30-20.
Come vedi sono circa 12-13
ore che restiamo lontani da
casa per fare 8 ore di lavoro;
partiamo a notte fonda, tor-
niamo a notte fonda e vedia-
mo i nostri cari sempre alla
luce di... 25 o 50 candele.
Usufruiamo della mensa del
MEF e chiediamo una piccola
ma per noi grande cosa: per-
chè non concederci di iniziare
l'orario di lavoro pomeridiana
alle ore 13 anzichè alle 14?
Questo nuovo orario allevie-
rebbe sensibilmente il nostra
attuale disagio permettendoci
di rincasare con un’ora di an-
ticipo e di conseguenza ridur-
re di un'ora la lontananza da
casa e la permanenza a Fe-
gino.
Pubblica questa lettera e in-
tercedi per noi presso la DIG;
come vedi non chiediamo mol-
to e del poco che riusciremo
ad ottenere ne saremo grati a
te ed alla nostra Direzione.
(seguono le firme)
Abbiamo passato la lettera
degli impiegati che ' prestano
servizio al'U.S.A.S., alla Dire-
zione, la quale, accogliendo le
ragioni in essa addotte, ha di-
sposto che, a far data al 1.0
febbraio, gli impiegati del-
VU.S.A.S. facciano lo stesso
orario degli impiegati ammi-
nistrativi del MEF, cioè dalle
8 alle 12 e dalle 12,45 alle
16,45.
®
Siamo due fattorini del Can-
tiere navale di Sestri con an-
zianità superiore agli anni 20.
Vorremmo sapere il perchè non
ci viene riconosciuto il pas-
saggio alla categoria R. B., mal-
grado le nostre mansioni di
servizio esterno, che sono in-
quadrate, appunto, in detta ca-
tegoria. A. OLIVIERI E
V. MAGNONE (CAN)
Da una indagine effettuata
presso i superiori diretti de-
gli interessati, è risultato che
i sigg. Angelo Olivieri e Vir-
ginio Magnone sono addetti al
ritiro ed alla consegna di do-
cumenti diversi (corrispon-
denza, disegni, plichi, ecc.)
presso i varii uffici dello Sta-
bilimento; solo eccezional-
mente essi si recano presso
Stabilimenti confratelli o uf-
fici esterni,
E’ evidente che, date queste
mansioni, i sigg. Olivieri e
Magnone sono giustamente
inquadrati nel raggruppamen-
to C degli operai discontinui,
in applicazione di quanto di-
sposto dall’art. 6 delle norme
integrative (stipulate il
14-7-50) del Contratto collet-
tivo nazionale di lavoro per
l'industria metalmeccanica del
25-6-48., Infatti, ai fini dell’in-
quadramento mella categoria
superiore, il fatto che gli in-
teressati solo in qualche caso
svolgono all’esterno il loro
servizio non può essere preso
in considerazione, in quanto
ciò non varia sostanzialmente
la natura e Vimportanza delle
mansioni normalmente svolte
all’interno dello stabilimento.
Desidererei sapere perchè il
Complesso Folkloristico Geno-
vese del CRAL Ansaldo, la cui
partecipazione allo spettacolo
del 4 dicembre al Palazzo Du-
cale era già in programma,
non si è esibito.
COSTANTINO ANGRISANI
E’ stato necessario abolire la
parte folkloristica dello spet-
tacolo, dato dalla competente
Sezione del CRAL Ansaldo il
4 dicembre al Palazzo Ducale
di Genova, perchè la Prefet-
tura non ha concesso il neces-
sario permesso per detta par-
te della rappresentazione.
D'altra parte i dirigenti del-
l'ente benefico, a favore del
quale la nostra «+ Sezione spet-
tacolo » si produceva, erano
stati tempestivamente infor-
mati di ciò e si erano dichia-
rati perfettamente d’accordo,
tenuto conto delle ragioni che
avevano causato l'abolizione.
Caro Ansaldino.
lo scrivente lavora al Can-
tiere di Muggiano in qualità
di operaio congegnatore di al-
lestimento. Come tu sai, al
Muggiano, sul molo dell’alle-
stimento, non esistono officine
e ogni qualvolta un operaio
ha bisogno di lavorare alla
morsa cosa che succede
spesso — deve recarsi in offi-
cina oppure al magazzino con-
gegnatori dove esistono due
morse, e non buone.
A me pare che la Direzione
dovrebbe far costruire diversi
banchi con morse e farli piaz-
zare a bordo, in modo che
quando gli operai si trovano
sulle navi abbiano la possibi-
lità di lavorare con risparmio
di tempo e denaro.
Ringrazio per l’ospitalità e
distintamente saluto.
GIUSEPPE BATTAGLIA (MUG)
Caro Ansaldino,
sono un operaio montatore
del Cantiere di Muggiano e
chiedo il tuo interessamento
affinchè ai miei colleghi di re-
parto ed a me sia concesso un
locale dove depositare le casse
degli attrezzi di lavoro, che at-
tualmente vengono abbandona-
te sotto la tettoia Mahroussa
con conseguenti e continui
spostamenti e rotture.
Grazie e cordiali saluti.
UN OPERAIO (MUG)
Già in passato si era prov-
veduto a sistemare qualche
morsa a bordo delle navi in
allestimento, ma poi tale prov-
vedimento era caduto in disu-
so perchè presentava alcune
difficoltà, quali mancanza di
spazio specialmente al coper-
to, complicazioni per la custo-
dia degli attrezzi, ecc. Ad ogni
modo la Direzione del Cantie-
re di Muggiano ha disposto
per sistemare nuovamente un
banco con morsa per uso dei
congegnatori su ciascuna del-
le due carboniere in allesti-
mento, con qualche accorgi-
mento particolare affinchè il
provvedimento risulti efficace
e duraturo.
Per quanto riguarda il de-
posito per le casse contenenti
attrezzi del personale lavoran.
te al molo Mahroussa è stato
disposto per adibirvi un appo-
sito localetto sotto la tettoia
citata dall’anonimo autore del-
la seconda lettera.
Caro Ansaldino,
sono un operaio del « Mec-
canico » ed ho un figlio che
studia da perito industriale.
Mi rivolgo a te, che già altre
volte sei venuto incontro a
comprensibili richieste, per-
chè mio figlio ha bisogno di un
tavolo da disegno ed io non ho
la possibilità economica di pro-
curarglielo facilmente. Sareb-
be possibile averne uno, anche
usato purchè utilizzabile, e ad-
debitarmelo a rate mensili?
Certo del tuo cortese inte-
ressamento ti ringrazio e ti sa-
luto cordialmente.
EMILIO BORCHI (MEC)
Passiamo la sua richiesta
alla Direzione del Meccanico
che certamente la prenderà in
esame. Non appena sapremo
l’esito sarà nostra premura in-
formarla.
®
Siamo un gruppo di sorve-
glianti del Cantiere di Livor-
no e ci rivolgiamo a « l’Ansal-
dino » perchè si renda inter-
prete, presso chi di competen-
za, di un nostro desiderio.
che in caso di pioggia possono
essere indossate dai sorve-
glianti che prestano servizio
allo scoperto; soltanto i Capi
vigilanza ed i Capi turno han.
no l’impermeabile in dotazione
individuale. Non appena le
condizioni finanziarie dell’A-
zienda saranno più floride e
le disponibilità di bilancio lo
consentiranno, verrà esamina-
ta la possibilità di estendere
la distribuzione di tale indu-
mento anche a tutti i sorve-
glianti.
Per quanto concerne gli sti-
vali di gomma — calzatura,
questa, il cui uso presuppone
particolari condizioni di am.
biente e di terreno, che so-
lo eccezionalmente potrebbe-
ro verificarsi in pochissime
zone dei nostri stabilimenti —
si ritiene che la ingente spesa
necessaria per distribuirli a
tutti in dotazione individuale,
si dimostrerebbe eccessiva-
mente sproporzionata alla
scarsa utilità che i guardiani
potrebbero trarne.
L’indumento invernale che
meglio ripara dal vento e dal
freddo è il pastrano di lana,
usato da tutti i Corpi di poli-
zia; soltanto il personale che
non può indossare tale indu-
mento — per speciali servizi
cui fosse adibito o perchè
montato su biciclette, motoci-
clette, ecc. — viene dotato di
giacchettoni, o giubbe che
possano, sia pure parzialmen-
te, ripararlo dai rigori inver-
nali. IT personale di vigilan-
za che presta servizio negli
stabilimenti sociali, in zone
costituite nella maggior parte
dei casi da portinerie, cancel-
li, varchi e aree scoperte, è
indubbiamente meglio rico-
perto dal pastrano di lana, che
non può recare sensibile im-
paccio nei movimenti a quei
pochi sorveglianti che, nei so-
li Cantieri navali, prestano
servizio agli scalandroni e sul-
la coperta delle navi.
| POSTA IN ARRIVO
Caro Ansaldino,
con ritardo, ma di vero
cuore, ringrazio te ed il tuo
rappresentante per le cortesie
usatemi in occasione della
mia degenza nell’Ospedale di
S. Martino.
Anche se non perfettamente
guarito ho ripreso il lavoro;
ti assicuro che tanto mì fu
gradito vedere pubblicata la
mia prima lettera.
Non voglio far passare il
tempo e pertanto mi affretto
ad inviare a voi tutti collabo-
ratori de « l’Ansaldino » i più
sinceri auguri.
ENRICO DELLA GATTA
Lo scrivente ha letto con
piacere su «l’Ansaldino » del
1.0 dicembre 1955 di essere
stato prescelto e premiato.
(1.0 premio) per la soluzione.
del concorso « L’errore del re.
gista » e ringrazia sentitamen-
te la Redazione per quanto
sopra. È
Lo scrivente ha già ricevuto.
il premio — un rasoio elettri-.
co — ed è soddisfatto perchè,
fra l’altro, costituiva un am-
bito desiderio.
Nella speranza di potersi.
affermare im altri concorsi suc-
cessivi, ringrazia ancora ed 0s-
sequia la Spettabile Direzione.
AUGUSTO FERRETTI
In relazione allo svolg
to delle nostre mansioni noi
dobbiamo sorvegliare vaste
zone e quando, come spesso
succede d’inverno, le nottate
sono piovose e vi è fango, il
nostro servizio si svolge in
condizioni assai disagiate, in
quanto siamo sprovvisti di
impermeabili e stivali di gom-
ma. Sarebbe pertanto oppor-
tuno che la Ditta acquistasse,
previa prenotazione da parte
degli interessati, questi ogget-
ti che ci mancano, addebitan-
doci magari una parte della
spesa. Facendo ciò ci sarebbe
il vantaggio di un migliore ser-
vizio da parte nostra e nello
stesso tempo, con l’uniformità
del nostro abbigliamento, fa-
remmo miglior figura.
Anche per quanto riguarda i
cappotti desideriamo avanzare
una proposta. | nostri cappot-
ti, essendo lunghi, intralciano
i mostri movimenti quando
dobbiamo salire a bordo delle
navi per mezzo di scale a vol-
te assai ripide, o discenderne.
Suggeriamo pertanto di sosti-
tuirli con giacchettoni di pel-
le, anche per il fatto che si
adattano meglio per il cintu-
rone di cui, come sembra, sa-
remo dotati. Inoltre il giac-
chettone di pelle dura di più
del cappotto che ci passa la
Ditta, e che deve durare tre
anni.
Nel ringraziare per l’inte-
ressamento che da parte de
« l'’Ansaldino » certamente non
mancherà, distintamente salu-
tiamo.
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(Mec) con Olga Poggi - 26 di
cembre: Giuseppe PUCCIO
(Car) con Maria Caterina Fa
rina - Antonio CAMOIRANO
(Car) con Geronima Piccardo
- 5 gennaio; Tommaso CAVI
GLIA (Can) con Santina Del-
lepiane - 14 gennaio: Gerola
mo DAMONTE (Can) con Ma-
ria Delpino - 15 gennaio: Vin.
cenzo RIZZI (Can) con Paola
Annaclerio.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
Sono nati
4 dicembre: SANDRA, figlia
di Gavino Idini (Can) e di
Aurora Soffioti - SOFIA, figlia
di Goffredo Santoro (Fon) e
di Ernesta Rossi - 11 e 12 di-
NOZZE D’ ORO
Il cavaliere del lavoro e me-
daglia d’oro Giovanni Rober
ti, già capo reparto presso il
Cantiere di Livorno ed ora in
pensione dopo oltre cinquanta
anni di ininterrotto servizio, e
la sua gentile signora Enri-
chetta Brondi hanno recente-
mente festeggiato le loro noz-
ze d’oro.
Ai fortunati coniugi, da
mezzo secolo uniti dall’affetto
e da una esemplare vita di la-
voro, giungano le più vive fe-
licitazioni de « l’Ansaldino ».
NOZZE D’ ARGENTO
Il sig. Luigi Mongiardino,
operaio del Cantiere di Sestri
e la sua gentile signora Ma-
falda Grasso hanno festeggia-
to le nozze d’argento.
Alla coppia felice, qui foto-
grafata col nipotino Sandro,
esprimiamo le nostre congra-
tulazioni più sentite.
sati (Uro) e di Maria Bunari
- 28 dicembre: CARLO, figlio
di Piero Donati (Liv) e di
Vanda Antonelli - 1.0 gennaio:
PATRIZIA, figlia di Santino
Meloncelli (Can) e di Lice
Gattòli 4 gennaio: CLAU
cembre: SONIA e STEFANIA. Maria Virdis 24 dicembre: DIO, figlio di Michele Mastro
AE " Arturo Silvestri (Liv) PAOLA, figlia di Giovanni .illi (Can) e ‘di Luisa Mag
e di ittoria Cantini 16 di- Ruzza (Mec) e di Germana sjani ER A
cembre: SAVERIO, figlio di Fiore - 25 dicembre: RENA- £30 ‘i; Michele ar
ico Paffumi (Can) e di TA, figlia di Giovanni Bruzzo ‘5.0 T SR 1861 Si
stina Vitale RC E (Can) e di Luciana Guecino - © 4 Maria Montalbano.
figlia di Dino Traversi 27 dicembre: LUCIANO, figlio
(Liv) e di Giovanna Boiîs . 17 (Can) e di A tutti i piccolissimi « an
dicembre: PA IZIA, figlia oglio EU. saldini ed ai lero genitori i
di Giuseppe Cero (Mecì e di Mario Fos. nostri auguri piu fervidi.
volete Elsa Cisa)
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LIVORNO - Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062
PROPOSTA N. 15400.
Nonostante tutti i divieti e
le norme per la prevenzione
infortuni, gli operai continua-
no a lavorare alle mole senza
usare gli occhiali.
Propone che le mole siano
dotate d’uno schermo di vetro
ribaltabile.
RISPOSTA.
Le norme dell’ ENPI, che
stabiliscono l’uso degli occhia-
li di protezione per gli operai
che lavorano alle mole, sono
sufficienti a garantire l’incolu-
mità degli occhi. E gli operai,
nel loro stesso interesse, han-
no l'obbligo di rispettare tali
norme. La proposta pertanto
non può essere accettata.
PROPOSTA N. 15448.
Propone che ai magazzini i
martelli siano consegnati col
manico, per evitare all’ope-
raio di perdere tempo per ese-
guirne l’applicazione.
RISPOSTA.
Per il futuro saranno ordi-
nati i martelli col manico già
innestato.
e
PROPOSTA N. 15329.
Si verifica che sulle bolle
di cottimo un gruppo. come
per esempio quello della T/c
« Miraflores », viene indicato
in modi diversi: T/e Miraflo-
res; T/c 2a Cameli; T/c
31.500; costr. 1499; T/c Came-
li; T/e 31.500 Navimar; co-
struzione 1499.
Si dovrebbe scegliere una
unica denominazione.
RISPOSTA.
L'osservazione è giusta. Sa-
rà provveduto ad indicare la
stessa costruzione con un’uni-
ca denominazione.
©
PROPOSTA N. 14589.
Capita spesso che nei dise-
gni di attrezzatura sono elen-
cate viti Umbrako di varie
misure.
Siccome il MAG non è prov-
visto di tutti i tipi e dimen-
sioni di tali viti, bisogna ta-
gliarle e filettarle secondo le
quote volute, rovinando lame
da seghetto, utensili e filiere,
perchè queste viti sono molto
dure.
Propone che il MAG si prov-
veda di tutti i tipi di vite, op-
pure che i disegnatori, prima
di elencarle, diano uno sguar-
do alla dispensa.
RISPOSTA.
E’ stato consegnato a tutti i
Capi disegnatori un elenco
delle viti Umbrako esistenti
a MAG e sono' state date di-
sposizioni di prevedere l’im-
piego di quelle esistenti.
PROPOSTA N. 15265.
Propone la modifica del
modello del coperchio P. D.
64056 pos. 10 in due punti, che
indica su uno schizzo, perchè
occorre sempre riportare su
essi del materiale con salda-
tura.
RISPOSTA.
Non sempre nei pezzi messi
in lavorazione sono state ne-
cessarie le riparazioni con ap-
porto di saldatura; comunque
per avere una maggiore sicu-
CASSETTA: DELLE IDEE ©
rezza, si provvederà a modifi-
care opportunamente il mo-
dello.
®
PROPOSTA N, 15832.
Coll’andata in vigore dei
nuovi tempi il reparto MARB
ha aumentato la produzione e
gli operai cottimisti hanno a-
vuto un Sensibile beneficio fi-
nanziario. I percentualisti pro-
duttivi invece no. pur essendo
anche per loro aumentato il
lavoro da eseguire.
Propone che siano presi
provvedimenti al riguardo.
RISPOSTA.
La Direzione Generale ha
allo studio il problema dello
aggiornamento delle norme e
dei premi da corrispondersi ai
salariati che non lavorano a
cottimo. Dette norme devono
avere un carattere generale
per tutti gli stabilimenti An-
saldo e richiedono perciò di
essere definite quando si sa-
ranno normalizzate le condi-
zioni di lavoro e quando sarà
stato raggiunto un sufficiente
distacco fra la retribuzione
dell’operaio che lavora a cot-
timo e quella percepita dal-
l’operaio che può essere legato
strettamente al ritmo di lavoro
dell’operaio cottimista.
©
PROPOSTA N. 15338.
Propone che alle mazze di
legno d’ogni misura siano ap-
plicati due cerchi di ferro per
evitarne la rottura e prolun-
garne in tal modo la durata.
RISPOSTA.
La DAT, d'ora in avanti,
ordinerà alla dittà fornitrice
le mazze con le cerchiature
proposte.
®
PROPOSTA N. 15094.
Propone che :lla rudimen-
tale pedana che sorregge il
tubo dell’aspiratore della ret-
tifica piana del MAPI (Chur-
chill 91317) sia sostituito un
cavalletto con rullo. (Allega
uno schizzo).
RISPOSTA.
La MAN ha avuto disposi-
zioni perchè eseguisca quanto
proposto.
PROPOSTA N. 14294.
Si verifica che i lavori di
manutenzione ordinaria delle
macchine operatrici ausiliarie
ed impianti in genere vengo-
no eseguiti senza alcun accor-
do preventivo tra la MAN e
l'officina interessata, per quan-
to riguarda il costo. Propone
che per questi lavori venga
preparato un preventivo da
sottoporre al giudizio del Ca-
po Officina interessato.
Ottenuto il nullaosta, si pro-
cederà al lavoro addebitando
tutte le spese relative (mano
d’opera, materiali) sulla com-
messa fittizia costituita dal
numero di matricola catasta-
le della macchina o dell’im-
pianto, rispettando, per quan-
to possibile, il preventivo ap-
provato. A lavoro ultimato, la
contabilità effettuerà il con-
suntivo che sarà registrato
sulla scheda della macchina o
dell'impianto, in modo da po-
ter conoscere fil costo effettivo
di manutenzione per ogni sin-
gola macchina.
Contemporaneamente questo
costo verrà segnalato al Capo
È
dell’officina alla quale la mac-
china appartiene.
Procedendo in tal modo si
potrebbero eliminare molte
spese superflue,
RISPOSTA.
Per lavori di manutenzione
ordinaria è consuetudine con-
siderare le riparazioni il cui
costo è relativamente mode-
sto. i
I lavori che richiedono una
spesa superiore alle 100.000 li-
re devono essere considerati
di manutenzione straordinaria
e per essi è necessario redige-
re un apposito « Progetto Pre-
ventivo » da sottoporre alla
approvazione della Direzione
Generale. E’ giusto il concet-
to che anche per lavori di mi-
nore entità si debba compi-
lare un preventivo che per-
metterà di avere un termine
di paragone per il controllo
del costo della riparazione
stessa; però tale compilazione
richiede del tempo ed in molti
casi tale tempo non è disponi-
bile: cioè quando le macchine
devono essere riparate con la
massima sollecitudine, per non
interrompere il ritmo della
produzione.
Comunque sarà data dispo-
sizione alla MAN perchè an-
che nei casi di modeste ripa-
razioni o di riparazioni ur-
genti comunichi, nei limiti del
possibile, cì Capi responsabili
una previsione di massima cir-
ca le spese che si dovranno
sostenere.
PROPOSTA N. 15344.
Propone per gli addetti al-
la scalpellatura pneumatica
l’uso di guantoni in pelle che
salvaguardino anche l’avam-
braccio oltre la mano.
RISPOSTA.
La DAT verrà approvvigio-
nata di manicotti in tela olona
pesante per la protezione del
braccio. Gli scalpellatori po-
tranno prelevarli mediante
buono firmato dal Capo Offi-
cina.
°
PROPOSTA N. 14383.
Le eliche dei motori prele-
vate a MAG devono essere ri-
pulite dell’ossido formatosi du-
rante la loro giacenza,
Propone che esse vengano
verniciate (prima di essere
versate a MAG) dopo che il
collaudo/arrivi le ha accet-
tate.
RISPOSTA.
Per le eliche in arrivo ulti-
mate di lavorazione il MAG/
arrivi provvederà ad interes-
sare il reparto verniciatori
perchè applichi sulle eliche la
vernice protettiva. Per le eli-
che da inviare in officina per
la finitura, la verniciatura sa-
rà richiesta dal Capo Officina.
RISULTATI DEL CONCORSO:
Ii messaggio di Babbo Natale
NM messaggio scritto sulla slitta
di Babbo Natale e in parte ricoper-
to di neve era i! seguente: « Buon
Natale a tutti gli ansaldini ed alle
loro famiglie », Il sorteggio tra i
numerosi partecipanti che hanno
inviato l'esatta soluzione ha dato i
seguenti risultati:
a) Premi per gli
tutti gli stabilimenti sociali:
lio Carlevaro della FON (1° pre-
mio: una cassetta natalizia); Gero-
lamo Raffetto della FON; (2° pre-
mio: una penna «Aurora 88»
cappuccio oro); Amalia Badini del
MEC (3° premio: una borsa di pel-
le); Clemente Pesce del CAN (4°
premio: una sveglia da viaggio);
Angelo Caviglia della FON (5° pre-
mio: un portafogli di pelle).
») Biglietti di poltrona (due per
ciascuno dei 100 sorteggiati) per
il Piccolo Teatro «Eleonora Duse»,
riservati agli ansaldini degli stabi-
limenti genovesi: Tullio Bisio; Gio-
vanni Tomat; Osiride Accornero;
Francesco Ferrari; dr. Tullio Mus-
si; Edilio Repetto; Francesco Pe-
demonte; Alberto Cavalli; Pasqua-
le Fabiocchi; Elsa Pezzina; Manri-
co Norci; Piana; Guerrino Costa;
Serafino Bertoglio; Antonino Co-
sta; Milvio Puppo; A. Cavallo; Sin-
cero Bassi; Giordano Lucchesi;
Carlo Andorno; Fortunato Atesi;
Vittoria Giachi; Orlando Lenzi;
Giuseppe Carlini; L. Garrone; Ce-
sare Clerici; Francesco Delfino;
Maria Piccardo; Carlo Ferrando;
Luigi Gallia; Giuseppe Cervetto;
Giuseppe Gerardo; Amabile Savà:;
Ireo Conte; Vittorio Ciollini; Adol-
fo Neri; Vincenzo Milani; Pietro
Ottonello; Giacomo Nervi; Osvaldo
Martini; Ernesto Cattaneo; France.
sco Mazzoni; Maria Cotella; Paolo
Bormida; Giovanni Bignone; Paolo
Petta; Mario Parodi; Angelo Rocca-
tagliata; Pietro Sacco; Renzo Bac-
chi; Alberto Peruzzi; Vittorio Sal-
lustro; Ferdinando Molinari; Giu-
seppe Rovegno; Giovanni Soriano;
Francesco Priano; Giuseppe Ragu-
sa; Luigi Bronzo; Antonietta For-
nai; Giuseppe Mongiardino; Giu-
seppe Di Battista; Santino Poggi;
Bernardo Tagliafico; Gaetano De
Luca; Luigi Mazzarello; Erminia
Serracchioli; Pietro Repetto; Rosa
Zebolino; Luigi De Menech; Paolo
Spallarossa; Amerigo Casassa; Giu-
seppe Arata; Graziano Ghiglino;
Carlo Pini; Luigi Carzino; G, Al-
liani; Onorato Assandri; Luigi Pal-
lotti; Libero Bozzo; Silvia Dente;
Primo Curti; Gino Rocca; Seba-
stiano Tinna; Giulio Penengo; Giu-
seppe Baratta; Guido Zini; Nello
Guglielmi; Angelo Consigliere; En-
nio Vigna; Giorgio Cresta: Mario
Bizi; Bruno Nervo; Angelo Sciut-
to; Anna Drago; Angelo Bianchi;
Carlo Scazzola; Diva Robotti; Luigi
Cetti; Giuseppe Ghiglieri; Maria
Luisa Gili.
e) Due libri sulla fisica dell'ato-
mo per gli ansaldini di Muggiano
e Livorno: Aldo Galli di MUG e
Italia Galletta di LIV.
ansaldini di
Emi-
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28 anni ha prevenuto fanti ma-
lanni e contribuito a s'‘roncare
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15
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[MEMENT 0]
Lorenzo LOMBARDO
di anni 55, dipendente del
Meccanico, deceduto il 30-12-
1955. Era all’Ansaldo dal 1925.
Lascia la moglie e una figlia.
Augusto GRANZAROLO
di anni 41, dipendente dei
Servizi Ausiliari, deceduto il
18-12-1955. Era all’Ansaldo dal
1937. Lascia la moglie e un fi-
glio.
Corrado CHIELLINI
di anni 60, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 13-12-1955. Era stato assun-
to nel 1936. Lascia la moglie
e una sorella.
Alberto CICALO
di anni 58, dipendente’ del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 2-1-1956. Era stato assunto
nel 1935. Lascia la moglie e
due figli.
Mario BOCCINI
di anni 50, dipendente del
Cantiere di Livorno, deceduto
il 17-1-1956. Era stato assunto
nel 1934. Lascia la moglie e
un figlio,
Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».
Piccoli annunci
Le inserzioni in questa rubrica
sono riservate nai dipendenti del-
l'’Ansaldo e sono gratuite, Rivol-
gersi ai nostri. corrispondenti di
stabilimento,
VENDESI moto Guzzi 250 tipo
« Airone sport», anno 1949, in
ottimo stato. Prezzo L. 300.000
trattabili. Telefonare al nume-
ro 453064.
SMARRIMENTI
Sono stati depositati, pres-
so la nostra Redazione, un
berretto di lana celeste (smar-
rito durante la nostra festa
della Befana), e un paio di
guanti di pelle marron. | pro-
prietari di detti oggetti potran-
no ritirarli presentandosi per-
sonalmente.
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ENAL
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.
*
Edito dall’® Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
*
LORENZO REBORA
Responsabile
*
Aatorizzazione del Tribunale di
Genova =, 299 - 6 Maygio 1954
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F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli. 11 - Genora
Telefono 83.825
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