L'Ansaldino, n. 9, 1954
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 9, 1954
- Tipologia
- Rivista
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), la bandiera italiana torna a sventolare a Trieste, 1954
A p. 12 (quarta di copertina), l'operaio Armando Scaniglia manovra un escavatore universale
- La bandiera italiana torna a sventolare a Trieste, p. 1
- La sala a tracciare del Cantiere del Muggiano, p. 2
- L'organizzazione della Direzione Generale, p. 3
- Panorama aziendale, p. 4
- L'Ansaldo alle Fiere, p. 6
- Cral, p. 8
- Vita di casa, p. 9
- La ruota del tempo, p. 10
- Relazioni umane, p. 11
- L'operaio Armando Scaniglia manovra un escavatore universale, p. 12 - Data testuale
- 1954 ottobre 15-31
- Consistenza
- pp. 12
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/9
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
PERIODICIVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Periodico quindicinale a stampa
- contenuto
-
NUMERO 9
ANNO I -
Abb. gratuito ai dipendenti - Prezzo di
vendita al pubblico L. 30
x» QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. ©
5 ottobre: la bandiera italiana torna a sventolare a Trieste
7
GENOVA, 15 OTTOBRE 1954 |
Spedizione aliene postale |
|
SN
2
“La sala a tracciare
del Cantiere del Muggiano
La sala a tracciare del Can-
tiere Navale del Muggiano è
situata nel piano superiore
ricavato in una delle tettoie
costituenti il centro delle of-
ficine di carpenteria in ferro.
Quando pochi anni or sono
si studiò ed attuò il rimoder-
namento del Cantiere del
Muggiano, fra i vari problemi
che si presentavano si inseri-
va, e con una certa preminen-
za, quello della costruzione
della nuova sala a tracciare.
Dopo diverse proposte si ad-
divenne alla decisione di tra-
sportare nel nuovo centro di
carpenteria il vecchio capan-
none scalo che si ergeva su
uno dei lati della darsena di
allestimento — sotto il quale
furono costruiti molti som-
mergibili ed anche le motona-
vi « Veio » ed « Arborea » e la
casse, anche in relazione ai
diversi coefficenti di dilatazio-
ne termica dei materiali im-
piegati. In unione alla Socie-
tà del Linoleum anche questo
timore fu superato e dopo
aver ben livellato con una
gettata di cemento dello spes-
sore di circa 30 millimetri,
con interposizione di rete me-
tallica, la suoletta, la Società
stessa provvide a far incollare
dai propri esperti sul cemento
il tappeto di linoleum di color
bianco in fogli a giunture tra-
sversali.
Tutti i vetri perimetrali e i
lucernai della sala sono di
termolux e l’illuminazione per
il servizio notturno è molto
ben rispondente: anche il ri-
scaldamento con stufe elettri-
che è in via di essere perfe-
zionato.
La nuova sala a tracciare è
in funzione da circa cinque
x
SEZ. AA
StaLd 126
scala 1:100
Sezione trasversale della Sala
cisterna « Vigor» — e di in-
terporre un piano ad una cer-
ta altezza per ricavare la sala
a tracciare. La sala sarebbe
venuta così a trovarsi sopra
la tettoia dei fucinatori in an-
golare e lamiera, stabilita nel
capannone trasportato.
Questo progetto suscitava
però diversi timori: quello
della possibilità che le vibra-
zioni delle strutture in ferro
del capannone, con le grue in
moto, potessero ripercuotersi
in alto, sulla suoletta, e di-
sturbare le operazioni di di-
segno,
A fronteggiare questo pos-
sibile inconveniente fu conve-
nuto di creare la suoletta di
« sap », lasciandola staccata, a
mezzo di interposizione di
zappoli di legno e gom-
ma, dalle strutture: si doveva
insomma ottenere un tavolo
di disegno, delle dimensioni di
metri 142,50 x 23,80, sempli-
cemente posato sulle strutture
in acciaio. Dal disegno che
pubblichiamo si desume il cri-
terio col quale fu costruita la
suoletta.
Un secondo timore era quel-
lo di non poter trovare un
adatto rivestimento della suo-
letta, che permettesse di ben
disegnarvi sopra e non si stac-
anni e possiamo affermare che
tutto quanto era stato previ-
sto si è perfettamente avvera-
to e che le operazioni di di-
segno si svolgono egregia-
mente sul tappeto linoleum
che è rimasto solidamente in
posto senza palesare movimen-
ti, Oggi quindi la sala a trac-
ciare del Cantiere del Mug-
giano è un buon cervello re-
golatore di tutte le operazio-
ni geometriche atte a fornire
ai costruttori gli elementi per
la realizzazione in perfetta
forma degli scafi delle navi.
Nella sala a tracciare di
massima gli scafi delle navi s1
disegnano in vera grandezza
e dal disegno si ricavano tutte
le seste, i righelli, gli schizzi,
che servono ai tracciatori di
officina per tracciare le lamie-
re e i profilati. La sala a trac-
ciare è quindi la sola respon-
sabile della forma esatta dello
scafo, che deve essere una ri-
produzione rigorosamente ri-
spondente, dal punto di vista
geometrico, del tracciato alla
sala,
Gli operai tracciatori di of-
ficina, sono quindi dei tra-
sportatori di indicazioni dai
righelli alle lamiere e ai pro-
filati e non si richiede perciò
Gli spe
ad essi nessuna specializza-
zione; gli specializzati sono
invece quelli che nella sala
a tracciare ricavano e prepa-
rano tutti gli elementi per
l’officina.
Al Cantiere del Muggiano
quindi la sala, ripetiamo, è
l'ente massimo per la costru-
zione dello scafo. Anzi, si è
andati ancora più oltre, con
molto notevoli vantaggi: la
sala a tracciare controlla lo
RITRATT
IL GRUISTA
NO
ANZI
cializzati della Sala a tracciare
sviluppo del montaggio a bor-
do ed è responsabile anche
della forma della nave sullo
scalo,
Questo indirizzo ha spazza-
to via ogni possibilità di di-
scussione fra coloro che sullo
scalo erigevano lo scafo e co-
loro che dalla sala avevano
inviato gli elementi geometri-
ci per la costruzione di esso.
Naturalmente l’incaricato del-
la sala ad eseguire e control-
I Per il fatto di essere
abituato a passare le sue
giornate, sospeso, a pa-
recchi metri di altezza
da terra in una solitudi-
ne da antico eremita, il
sem-
gruista potrebbe
727
all'opera
lare il lavoro in posto è uno
di quelli che hanno coopera-
to al tracciato e quindi è per-
sona in possesso di tutti i re-
quisiti e di tutti i dati e di
tutti gli strumenti per poter
procedere rapidamente senza
titubanze.
La sala a tracciare del Can-
tiere del Muggiano è oggi un
reparto, in complesso, sicuro
ed efficace, sul quale si può
fare pieno affidamento,
brare un tipo poco rac-
comandabile in quanto
per il suo mestiere, non
fa che guardare la gen-
te dall'alto in basso.
Invece non è così.
Lassù, nonostante l’ì-
solamento della sua ae-
rea cabina, dove talvol-
% ta vanno a fargli fugge-
voli visite i passeri sper-
duti, non perde i con-
| tatti con i compagni di
lavoro: infatti egli è
sempre attento ai segni
' eairichiami che vengo-
no dal basso. Con le sue
leve che manovra rapi-
i do e pur cauto, pronto
e servizievole, allevia la
fatica di chi da terra
ricorre a lui.
j Gli basta solamente
un fischio o un sempli-
ce cenno per « pescare »
grossi pesi da sollevare
e spostare. Nell’arte non
“ sempre facile di « im-
* bragare » i materiali ne
sa quasi quanto un vec-
chio marinaio. Con un
8 colpo d'occhio valuta il
i peso di un fusto, di un
asse, di un macchinario
e suggerisce spesso, con
precisione, il punto do-
ve è necessario « stroz-
zare » uno « sbirro » 6 il
modo esatto nel quale
vanno collocate le gaffe
di un «bilancino» ai
lati di una grossa la-
miera di acciaio.
Il aruistn è. insomma,
un amico fedele del ona-
lo ci si può senz'altro
fidare durante il Invoro
merchè — non c’è che
dire — cali vede le eo-
se dall’alto... ALGA
organizzativi della Direzione
della Società, il Direttore
Generale ci ha concesso la se-
seguente intervista.
Gore funzioni e gli aspetti
Quali sono î compiti del-
la Direzione Generale nel-
l’attuale ordinamento del-
l'Azienda?
Col distacco degli Sta-
bilimenti Elettrotecnico,
Delta e Fossati e con l’as-
sorbimento dei Cantieri di
La Spezia e di Livorno ef-
fettuato nel 1950, l’Ansal-
do assumeva, in conformi-
tà alle direttive fissate dal:
la Finmeccanica, la nuova
fisionomia di azienda e-
sclusivamente orientata al-
le produzioni « navale » e
« meccanica ».
Ridotte le attività a que-
ste due sole branche, fu
possibile procedere ad al-
cune unificazioni che in
passato non apparivano
realizzabili per la coesi-
stenza di produzioni ete-
rogenee, e conseguente-
mente divenne possibile e
fu giudicato opportuno im-
postare la organizzazione
della Direzione Generale
su basi diverse da quelle
del passato.
La nuova fisionomia
aziendale ha infatti con-
Direzione Generale anche
la responsabilità dei risul-
tati economici delle com-
messe che in passato face-
va formalmente carico ai
singoli Stabilimenti anche
se, nella maggior parte dei
casi, l'assunzione del lavo-
ro e la definizione delle re-
lative condizioni economi-
che veniva trattata e con-
clusa all’infuori degli Sta-
bilimenti.
La Direzione Generale
ha assunto quindi la dop-
pia fisionomia di « organo
di controllo e di coordina-
mento » e di « organo ope-
rante» con responsabilità
diretta sui risultati econo-
mici delle commesse.
La Direzione Generale,
quale « organo di controllo
e di coordinamento» è per-
sonificata dall’ Ammini-
stratore Delegato e dal Di-
rettore Generale.
Come «organo operante»
la Direzione Generale di-
spone di due Settori cor-
rispondenti alle due attivi-
tà navale e meccanica,
— nonchè di un Settore Am-
ministrativo e di una Di-
sentito di fare risalire alla .
rezione Centrale che riu-
nisce tutti i servizi ausi-
liari di interesse comune ai
vari stabilimenti.
I due settori produttivi
sono posti ciascuno alle
dirette immediate dipen-
denze di un Vice Direttore
Generale il quale riassume
per il suo Settore di atti-
vità tutte le funzioni e re-
sponsabilità che prima era-
no deferite ai singoli Sta-
bilimenti.
La unificazione dei set-
tori operanti della Direzio-
ne Generale ha portato al-
la necessità di dare ad essi
gli organi occorrenti per
poter svolgere il loro com-
pito e assumerne la rela-
tiva responsabilità.
Si potrebbe pensare ad
un criterio di accentra-
mento?
Si è molto parlato di un
indirizzo di accentramento
di funzioni che sarebbe ap-
parso in contrasto con la
politica di decentramento
precedentemente seguita.
Ciò è vero solo in parte
in quanto l'autonomia tec-
nica ed economica degli
Stabilimenti è rimasta di
fatto quale era prima, sal-
vo che per gli acquisti. In-
fatti in passato l’autono-
mia e quindi la responsa-
bilità sui risultati econo-
mici delle commesse era
più apparente che reale,
poichè non poteva essere
fatto carico agli Stabili-
menti dei risultati econo-
mici di lavori che nella
massima parte dei casi era-
no assunti dalla Direzione
Generale in vista di inte-
ressi di carattere superio-
re aziendale, che talora
apparivano in contrasto
con gli interessi specifici
dei singoli stabilimenti.
Si è pertanto ritenuto
più opportuno non lascia-
re agli Stabilimenti una
responsabilità economica
generica della quale non
potevano ovviamente ri-
spondere, ma di rendere
più concreta la loro respon-
sabilità limitandola a que-
gli elementi di spesa che
gli Stabilimenti possono
effettivamente controllare,
e cioè l’impiego della ma-
no d’opera e dei materiali
nei limiti fissati dai pre-
ventivi.
Le conseguenze derivan-
ti da altri fattori che inci-
dono sulla commessa ven-
gono oggi a ricadere non
più sugli Stabilimenti, ma
sui competenti Settori pro-
duttivi della Direzione Ge-
nerale, la sole che ha la
facoltà di assumere, in re-
lazione alle circostanze, la-
vori con coperture ridotte
quando ciò sia giudicato
nell’interesse aziendale.
L’accentramento degli
acquisti e delle vendite
presso i Settori produttivi
della Direzione Generale
ha rappresentato quindi
una conseguenza diretta
ed immediata del trasferi-
mento di queste responsa-
bilità economiche dai sin-
goli Stabilimenti ai com-
petenti Settori. Era infatti
necessario che questi set-
tori potessero non solo
avere il controllo commer-
ciale degli impegni assun-
ti, ma potessero anche, at-
traverso il controllo degli
acquisti, governare l’ele-
mento che può avere pre-
ponderante influenza su ri-
sultati economici delle
commesse.
D'altra parte il criterio
del decentramento degli
acquisti aveva purtroppo
dato nei precedenti eserci-
zi risultati assai poco con-
fortevoli.
Quali erano gli incon-
venienti?
La completa autonomia
lasciata agli Stabilimenti
in questa materia aveva
consentito ai medesimi di
accrescere le loro scorte
incontrollate in misura
anormale e tale da costi-
tuire, com'è ben noto, un
grave onere finanziario
per l'Azienda, che si trova-
va con i magazzini sovrac-
carichi di materiali che in
alcuni casi sono risultati di
impossibile utilizzazione
nello sviluppo dei lavori.
La ingente consistenza
delle scorte createsi in
quegli esercizi e che do-
vettero essere realizzate
con sacrifici economici non
indifferenti, è ben nota per
essere messa in rilievo.
L'attuale organizzazione
della Direzione Generale
non rappresenta quindi un
capovolgimento delle pre-
cedenti direttive, ma rap-
presenta piuttosto un com-
pletamento ed un riordina-
mento di organi che ave-
vano cessato di essere effi-
cienti per carenza di uomi-
ni e per modifiche di situa-
zioni aziendali.
Vuole dettagliare ì com-
piti dei settorì?
Settore Navale - La com-
petenza del « Settore Na-
vale » della Direzione Ge-
nerale è completa su tutto
quanto si riferisce alla
produzione dei tre Cantie-
ri, di Sestri, Muggiano, Li-
vorno, essendo demandata
a questo Settore la piena
responsabilità per tutto
quanto riguarda la proget-
tazione, la fabbricazione e
la corrispondenza delle na-
vi ai capitolati ed alle spe-
cifiche contrattuali e ciò
sia dal punto di vista tec-
nico che da quello econo-
mico.
Per il suo funzionamen-
to il Settore Navale dispo-
ne di:
1) un Ufficio Progetti
che provvede alla elabora-
zione degli studi di massi-
ma delle nuove unità, ne
determina le caratteristi-
che di potenza, velocità,
ecc. in base alle quali deb-
bono essere compilate le
specifiche di fornitura;
2) un Ufficio per la
elaborazione tecnica ed e-
conomica dei progetti pre-
ventivi che si avvale, per
quanto riguarda l’impiego
di mano d’opera, degli ele-
menti forniti dagli Stabili-
menti;
3) una Direzione Com-
merciale alla quale è devo-
luta la ricerca del lavoro e
lo svolgimento delle trat-
tative colla clientela e la
formulazione dei capitolati
contrattuali;
4) una Direzione Ac-
quisti che provvede, attra-
verso ad un’oculata azione,
a realizzare quelle econo-
mie che possono nella mag-
gior parte dei casi decide-
re dei risultati economici
del lavoro.
Settore Meccanico - Fan-
no parte dell’attività di
questo Settore la costru-
zione degli apparati moto-
ri sia navali che per im-
pianti fissi e loro parti
(meccanica termica) non-
chè tutte le altre produzio-
ni dello Stabilimento Mec-
canico, dello Stabilimento
Costruzioni Ferroviarie,
della Carpenteria e della
Fonderia le quali ultime
due sono infatti attività
3
L° ORGANIZZAZIONE
della Direzione Generale
ausilierie dello Stabili-
mento Meccanico.
La competenza del Set-
tore Meccanico della Dire-
zione Generale è completa
per quanto si riferisce alla
produzione degli Stabili-
menti sopra nominati, sia
per quanto riguarda l’indi-
rizzo della produzione, la
fabbricazione ed il rispetto
degli impegni verso la
clientela e ciò sia dal pun-
to di vista tecnico che da
quello economico.
A somiglianza del Set-
tore Navale, anche il Set-
tore Meccanico dispone di:
1) uan Ufficio Commer-
ciale al quale è devoluta la
ricerca del lavoro e lo
svolgimento delle trattati-
ve con la clientela e la
formulazione dei contratti,
nonchè il controllo delle
vendite da magazzino e
dei prodotti di serie per le
quali si è ritenuto oppor-
tuno lasciare facoltà agli
Stabilimenti interessati di
provvedere direttamente;
2) un Ispettorato Tec-
nico il quale deve control
lare lo sviluppo delle fasi
esecutive presso gli Stabi-
limenti, coordinarne il la-
voro e accertare, durante
la costruzione, il progres-
sivo avanzamento;
3) un Ufficio Acquisti
che provvede agli acquisti
di carattere generale co-
muni dei vari Stabilimenti
meccanici e controlla quel-
li che per ragioni tecniche
dovessero essere diretta-
mente fatti dagli Stabili-
menti interessati.
Manca per contro un uf-
ficio accentrato dei pro-
getti data la natura varia
della produzione degli sta-
bilimenti meccanici, che
vanno dalle macchine ter-
miche, turbine, motori a
combustione, ponti, serba-
toi, materiali ferroviari,
impianti chimici, ecc., per
cui si è ritenuto opportu-
no lasciare presso gli sta-
bilimenti stessi gli uffici di
progettazione di questi
prodotti.
Alle singole Direzioni
degli Siabilimenti è stata
lasciata l'autonomia che
avevano limitatamente al-
la sola fase esecutiva del
lavoro comprendente cioè
l’organizzazione interna
per lo sviluppo delle com-
messe e la responsabilità
(continua a pagina 10)
ì)
57
MECCANICO,
Le prove del gruppo propulsore
della. turbocisterna
I tecnici seguono l'andamento delle
Sabato 25 settembre hanno
avuto luogo nella Sala Prove
turbine dello Stabilimento
Meccanico le prove ufficiali
del Gruppo propulsore della
Turbocisterna « Argea» di
proprietà dell’ Armatore Ca-
meli. Erano presenti alle pro-
ve oltre ai funzionari dei tre
Registri di Classificazione
American Bureau, Lloyd’s
Register, RINa., l’Armatore
dott, Cameli con i suoi colla-
boratori, il Direttore dello
Stabilimento Meccanico ing.
Cominetti, l’ing. Bozzo ed il
V. D. ing. Russo,
Il gruppo propulsore è co-
stituito da due turbine, una di
alta pressione ed una di bassa
pressione accoppiate ad un ri-
duttore del tipo a doppia ri-
duzione. Il vapore entra nella
turbina di alta pressione a 43
ata e 450° C. e scarica al con-
densatore ad una pressione di
0,05 ata. La potenza normale
sviluppata dall’apparato moto-
re è di 14,500 CV. asse a 110
giri/1’ dell’elica, mentre la po-
tenza massima è di 16.000 CV.
asse con 114 giri/l’ dell’elica.
E’ interessante notare che il
rotore di bassa pressione, la
cassa turbina di bassa pres-
sione, la cassa riduttore con
la ruota di seconda riduzione
sono costruiti con elementi
saldati. Si tratta di una ardita
progettazione che non costitui-
sce però una novità per lo
Stabilimento Meccanico essen-
do questo tipo di costruzione
entrato ormai nell’uso comu-
ne della nostra tecnica di
fabbricazione.
Le prove che si sono svolte
nella mattinata di sabato 25
settembre hanno avuto esito
soddisfacente ed hanno servito
a controllare il funzionamento
meccanico del gruppo limita-
tamente alle temperature dei
cuscinetti, alle vibrazioni del-
le turbine ed a tarare i dispo-
sitivi di sicurezza che devono
intervenire quando i giri del-
l’elica superano un determina-
to valore al di sopra di quello
normale.
G.M.S.
COMMESSE
Dal 25 settembre al 10 otto-
bre sono state acquisite varie
commesse, tra cui possiamo
segnalare:
Parte vapore e varie
Lavorazione per le
« Nuove Reggiane >» di 33 in-
telaiature per carrelli locomo-
tori.
— Lavorazione e ricottura
di 25 quadri di base in acciaio
per «Stabilimento Ferrovia-
rio ».
— Lavorazione di 28 eliche
per « Stabilimento Fonderia ».
Motori e complementi A.M.
— un Gruppo Marino Diesel
Ansaldo tipo Q 370/6R della
potenza di 600 cav. eff. a 275
giri al 1’ destinato all’Impre-
sa Cesare Davanzati di Anco-
na, per rimorchiatore in co-
struzione presso il Cantiere
« Navalmeccanica » di Seni-
gallia;
— un Gruppo Marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 della po-
tenza di 110 cav. eff. a 390 gi-
ri al 1’, destinato al Consor-
zio Calabro fra Cooperative
Pescatori, per un peschereccio
in costruzione presso il Can-
tiere Navale « Alla Via» di
Molfetta;
— un Gruppo Marino Die-
“Argea”
prove
sel Ansaldo tipo Q 265/4 della
potenza di 200 cav. eff. a 360
giri al 1’, con gruppo ausilia-
rio Diesel Dinamo compres-
sore pomva da 10 kW. desti-
nati all’armatore sig. Galatolo
Giuseppe di Livorno, per es-
sere sistemati su Mp. in co-
struzione presso il Cantiere
« Benetti » di Viareggio;
tre gruppi elettrogeni
D.A. tipo Ansaldo Maybach,
ognuno della potenza di 250
KVA. - 440 Volta - 1200 giri
al l’ per costruzione 207 -
A.S. Nato - in costruzione
presso C.R.D.A. - Cantiere di
Palermo.
AMA
Con
O 7° - E = ]
SI essl
tecnici
a Firenze e a Genova
Dal 19 al 26 settembre ha
avuto luogo a Firenze il XXI
Congresso Internazionale del-
le Associazioni Tecniche di
Fonderia, organizzato dal
Centro Fonderia dell’Associa-
zione Italiana di Metallurgia
(A.I.M.). Al congresso hanno
partecipato oltre mille dele-
gati in rappresentanza delle
principali fonderie del mondo.
Nella giornata dedicata al
convegno tecnico -internazio-
nale dei licenziatari della
« Mond Nickel », è stata di-
scussa, fra le altre, la relazio-
ne « Produzione della ghisa a
grafite sferoidale nella Fon-
deria Ansaldo » presentata dal
dr. Davide Masperi e dal p.i.
Carlo Ricci.
Nella mattinata di lunedì 27
un primo gruppo di circa 40
congressisti ha fatto una visi-
ta all’Ansaldo, recandosi alla
Fonderia, al Meccanico e al
Cantiere.
*
Nei giorni 30 settembre, 1,
2, 3 ottobre si è riunito in Ge-
nova il Congresso dell’Asso-
ciazione Termotecnica Italia-
na. Per l’Ansaldo sono state
presentate le seguenti memo-
rie: ing. G. Rappini: « Un pro-
blema attuale sulla qualità
delle nafte per i motori Die-
sel di grande potenza »; ing.
Ferrari Leuzzi: « Alcune con-
siderazioni sulle caldaie con
combustione in pressione »;
ing. Zancani: « Studio sulla
combustione sommersa ».
Una visita del congressisti
alla nostra Fonderia
Nel pomeriggio del giorno
29 settembre hanno visitato la
Fonderia alcuni tecnici di dit-
te estere licenziatarie della
« Mond Nickel », reduci dal
21.0 Congresso Internazionale
della Fonderia tenutosi a Fi-
renze dal 19 al 26 setiembre.
I visitatori, particolarmente
interessati alla produzione
della ghisa a grafite sferoida-
Il turboalternatore per la
Nella Sala Prove Turbine
del Meccanico sono state ef-
fettuate negli scorsi giorni le
prove al banco di un Turbo-
alternatore a contropressione
destinato alla Centrale Elet-
trica della Società Fibracolor
di Tordera (Spagna).
Le caratteristiche tecniche
del gruppo sono le seguenti:
potenza continua sviluppata
dalla macchina kW. 1000; con-
dizione del vapore all’ammis-
sione 34 Ata 410° C; condizio-
ne del vapore allo scarico 7 fl
Ata 244° C.
La corrente elettrica pro-
dotta è alternata trifase a 6000
Volts - 50 periodi.
Le prove sono durate com-
plessivamente tre giorni e
l'esito di esse è stato del tut-
to soddisfacente. Il gruppo è
ora in partenza per la Spagna
dove sarà raggiunto da nostri
le, oltre a compiere una visita
a tutto lo stabilimento, hanno
assistito ad alcuni trattamenti
dimostrativi per la produzio-
ne di questo tipo speciale di
ghisa, eseguiti secondo il pro-
cedimento brevettato Ansaldo,
La visita si è conclusa con
un’ampia e animata discussio-
ne nella sala riunioni del la-
boratorio, durante la quale
sono stati esaminati tutti i
problemi tecnici ed economici
del procedimento Ansaldo. Le
conclusioni sono state illustra-
te con particolare rilievo da
Mr. Gagnebin della « Interna-
tional Nickel Co» di New
York, da Mr. Braidwood, del-
la «Mond Nickel Co.» di
Londra, e da Mr. Ballay, del
« Centre d’Information du
Nickel » di Parigi.
ani
CARPENTERIA]
La nuova travata
della Chivasso-Aosta
Il 6 ottobre, durante l’'in-
tervallo fra il passaggio di due
treni passeggeri, è stata posta
in opera al km. 88,785 della
linea Chivasso-Aosta la nuova
travata sulla Dora costruita
dalla nostra Carpenteria e del
cui collaudo è stata data no-
tizia nel 2.0 numero de l’«An-
saldino». La travata, lunga 52
metri, è stata sistemata dalla
impresa Pietro Moglia, da _noi
incaricata per tale compito. La
delicata operazione di sostitu-
zione della vecchia travata con
‘la nuova si è svolta regolar-
mente con piena soddisfazio-
ne delle F.S. e senza che il
traffico ferroviario abbia su-
bìto intralci. Per le F.S. erano
presenti gli ingg. Viglini, Dra-
gone, Fatuzzo, Mascheretti,
Ballatore ed il geom. Schiavi;
per la Carpenteria Ansaldo il
tecnico Lorenzo Scagliarini.
“Fibracolor”
Tecnici che provvederanno a
montarlo definitivamente ed a
metterlo in esercizio.
AZIENDALE >
SFODERA
bre sono state acquisite ordi-
nazioni ner complessive 70.000
ore circa di mano d'opera. So-
no degne di maggior rilievo
le ordinazioni di tamburi in
ghisa Meehanite per la Socie-
tà Fergat di Torino, di car-
| ters per la Società Meccanica
della Melara di La Spezia, di
lingottiere per la Siac, di getti
vari in ghisa per la Società
| Motomeccanima di Milano e
di eliche in bronzo al manga-
nese per conto dei Cantieri
Baglietto di Varazze e Pic-
chiotti di Viareggio.
Il corso di “primo intervento”
Nell'ambito dell’attività del
Comitato Antinfortunistico
della Fonderia, si è concluso
recentemente un corso di pri-
mo intervento tenuto dal dott.
Torriggia.
Al corso hanno partecipato
operai volontari scelti nei va-
rii Reparti. Ecco i nomi: Pao-
lo Gallinotti, Giovanni Fat-
tone, Marco Passalacqua, Giu-
| seppe Odone, Giacomo Di Bel-
la, Emanuele Fiorito, Marcel-
lo Pavesi, Salvatore Selis,
. Gaetano Vigo, Giovanni Bruz-
zone, Luigi Lavagetto, Gio-
vanni Giannini, Elidio Betag-
gio, Natalino Tagliati.
COMMESSE
Durante il mese di Settem-
(n motore dell'Ansaldo
alla Scuola di Porto S. Stefano
Con l’assistenza del Mini.
stero della Marina Mercantile
(Direzione generale pesca e
demanio marittimo) e con la
collaborazione del Ministero
agricoltura e foreste, l'’ENEM
istituirà, presso la sua Scuola
professionale di Porto S. Ste-
fano, speciali corsi pratici di
navigazione, per motoristi,
capi barca e marinai da impie-
garsi sul naviglio minore.
Alla bella realizzazione ha
concorso la nostra Società che
ha dotato gratuitamente di un
motore da 225 Cav. sovrali-
mentato, il Motopesca « Ma-
donna della Fiducia » — di 70
tonn. — di proprietà del-
l’ENEM, che è poi il vecchio
e glorioso S. Teodoro, sul qua-
le già fecero il « piede mari-
no » e si educarono alle ma.
novre della pesca e della vela
molti giovani, oggi anziani la-
voratori del mare.
Rimesso a nuovo il « S. Teo-
doro », e modernamente moto-
rizzato, sarà adibito anche a
campagne sperimentali di pe-
sca, a studi e a ricerche. Avrà
base a Porto S Stefano che,
con le vicine marinerie di Por-
toercole, Castiglione della Pe-
scaia e Follonica, rappresenta
il più importante complesso
armatoriale peschereccio del
Tirreno.
Il Reparto modellisti della Fonderia ha costruito, per lo
‘ delle
FERROVIARIO
La prova delle locomotive greche
Le locomotive nel parco ferroviario di
Il 26 agosto si è svolta in
Grecia la prova ufficiale delle
locomotive che l’Ansaldo e la
Breda, con la collaborazione
delle Reggiane, hanno proget-
tato e costruito per le Ferro-
vie dello Stato Greco (SEK).
La principali caratteristiche di
queste locomotive sono state
già date nel n. 6. Integriamo e
proseguiamo l’argomento con
alcune notizie riguardanti la
prova ufficiale, prova che,
unitamente al relativo verbale
di collaudo, ha rappresentato
la formale ed ufficiale accetta-
zione delle macchine da parte
Ferrovie dello Stato
Greco. La prova è stata effet-
tuata da una locomotiva tipo
2-10-2 trainante un convoglio
di 451 tonn. sul percorso Ate-
ne-Larissa di km. 344, percor-
so severo nel suo andamento
sia planimetrico che altime-
trico. Circa le velocità dicia-
mo subito che sono state de-
cisamente sorpassate quelle
contrattuali, per quel carico
rimorchiato, che erano di 90
km-ora in pianura e 40 km.
ora su pendenza del 20 per
rà prossimamente nella fase
di realizzazione.
Infatti negli scorsi mesi si è
fatto molto lavoro, sulla base
dei disegni che via via ci sono
stati inviati dalla Compagnia
Internazionale Vagoni Letto,
per la preparazione delle at-
trezzature e gli approvvigio-
namenti dei materiali.
L’ allestimento interno di
queste carrozze, e così pure
gli arredamenti, saranno di
nuovo tipo, con l’impiego di
moderni materiali intonati al-
l'acciaio inossidabile impie-
gato nella costruzione della
cassa. Nel programma di fat-
tiva ed amichevole collabora-
zione che la nostra Azienda
intende sviluppare con l’O.A.
R.N., sono stati affidati alla
Salonicco
O.A.R.N. stessa tutti gli spe-
ciali arredamenti interni di
queste carrozze.
Il giorno 23 settembre ab-
biamo avuto la gradita visita
del Presidente dell’O.A.R.N.
ing. Cerruti, accompagnato
dai suoi collaboratori rag. Del
Brenna, ing. Badano e sig.
Parodi, con i quali si è fatto
il punto della complessa si-
tuazione di lavoro. Questa vi-
sita ci ha fatto particolar-
mente piacere in quanto è in-
dice dell'impegno con il qua-
le l’O.A.R.N. svolge l’incarico
affidatole e ci è di buon au-
spicio per la felice conclusio-
ne di questa collaborazione
nei riguardi della Compagnia
Internazionale Vagoni Letto,
nostra ottima cliente.
LIVORNO
Stabilimento Meccanico, un modello di formatura di un com-
pressore assiale per l’estrazione di gas incondensabili dai
condensatori di due gruppi turbogeneratori ciascuno della po-
‘tenza di 12500 kW. destinati agli impianti di Larderello. La
foto rappresenta una cassa d'anima in legno facente parte
del modello, a cui sta lavorando l'operaio Riccardo Campi.
mille: nel primo caso sono
stati quasi raggiunti i 100 km.-
ora e, nel secondo, circa i 50
km.-ora.
La prova, col suo risultato che
potremmo definire. brillante
| MUGGIANO |
Un documentario
Durante i lavori di ripara-
zione subiti dalle navi irania-
le « Babr» e « Palang» nel
antiere di Muggiano, è stato
irato un documentario sulle
sta e dell’uscita delle navi
esse da un bacino di care-
naggio dell'Arsenale M.M. Il
Im è stato diretto dal Coman-
nte Marc’Antonio Bragadin,
soggettista e sceneggiatore di
vari films di notevole interes-
se. Oltre a scene di lavoro so-
no state anche effettuate ri-
prese della vita degli Ufficiali
e degli equipaggi del « Babr »
e del « Palang » durante la lo-
ro permanenza alla Spezia, ri-
prese alle cuali hanno presen-
ziato il Generaie Raafat, Capo
della Missione navale iraniana
in Italia, e il Capo di S. M.
Ammiraglio Shahin,
ha destato l’ammirazione ed il
plauso dei presenti, tra cui
erano le maggiori Autorità
delle Ferrovie dello Stato
Greco (SEK) e rappresen
tanti del Ministero Greco dei
Rifornimenti (EPA). L’Ansal-
do Ferroviario aveva inviato.
in occasione della prova, il
proprio ing. Campanile. Si è
conclusa così, per la parte la-
voro, questa importante com-
messa, onore e vanto della
nostra industria,
Le 19 vetture letto
La costruzione delle 15 vet-
ture letto in acciaio inossida-
bile che, come è noto, sono
state assegnate in commessa
al nostro Stabilimento, entre-
CITTA
UITIRENTO CT
creo
Per la Centrele termoelettrica da 3000 kW. della Società
Elettrica dell'Elba (S.E.D.E.) il Cantiere di Livorno ha co-
struito un evaporatore, due condensatori. cinque riscaldatori,
un degasatore e un raffreddatore.
L' Ansaldo:
alle ere.
Anche quest'anno l’Ansaldo ha partecipato al-
le varie Fiere che, tanto in Italia quanto all’este-
ro, hanno presentato un particolare interesse per
la valorizzazione della sua produzione.
Tra i mezzi propagandistici quello che viene
offerto dalle Fiere è fuor di dubbio fra i più pra-
tici ed efficaci. Il prodotto viene direttamente
esposto all’attenzione del pubblico e coloro che
hanno interesse a farne acquisto sono posti nella
più favorevole condizione di valutazione e di
scelta. Le fiere sono i punti di convegno delle at-
tività più varie e offrono quindi, tra gli altri van-
taggi, anche quello di formare una vasta cono-
scenza dei prodotti che vi si espongono e di con-
seguenza un’apertura sempre più importante del
mercato.
L’Ansaldo ad esempio ha un interesse parti-
colare a rendere sempre maggiore la conoscenza
di quei motori marini che costituiscono una delle
sue produzioni specializzate tra le più apprezzate
Ed è proprio sui motori che essa ha concentrato la
sua attività propagandistica esponendoli in tutte
le Fiere alle quali ha partecipato. Il gruppo Diesel
marino 2131/45 è stato infatti presentato a Pa-
lermo alla Fiera del Mediterraneo (25 maggio-
10 giugno); a Napoli all'Esposizione Internaziona-
le della Navigazione (15 maggio-17 ottobre); alla
Fiera di Ancona (7-25 luglio); alla Mostra Mer-
cato del centro peschereccio di Mazara del Vallo
(22-29 agosto); alla Fiera del Levante a Bari (9-27
settembre) e alla Fiera di Zagabria (3-14 settem-
bre). Col motore è stato presentato il gruppo elet-
trogeno 1620/4 e mentre a Palermo sono stati
anche esposti i modelli della « Sampierdarena »
(la famosa prima locomotiva uscita cento anni or
sono dalle officine Ansaldo) e della T/c. « Tena-
cia », a Napoli il motore sovralimentato è stato
messo in mostra con un montaggio in legno di un
peschereccio. A Zagabria infine un vasto assorti-
mento di utensileria meccanica costituiva una in-
teressante cornice ai nostri Diesel. A proposito di
Zagabria è da rilevarsi che il padiglione ansal-
dino ha ottenuto un successo particolare attirando
l’attenzione dei privati e degli agenti ufficiali del
Governo di Belgrado.
Le varie città nominate in questa rapida ras-
segna indicano anche al lettore meno attento che
la propaganda dei prodotti Ansaldo si è rivolta
a quelle zone dove i già noti motori Diesel pos-
sono conseguire un sempre più largo colloca-
mento, e ciò specialmente laddove si vanno svi-
luppando e potenziando le flottiglie dei motope-
scherecci.
Alla Mostra Nazionale del Metano poi, svol-
tasi a Piacenza tra il 9 e il 19 settembre, l’Ansal-
do ha voluto essere presente con un motore 2131/6
a metano, che ha funzionato con assoluta regola-
rità per tutto il tempo della mostra, direttamente
allacciato al metanodotto e suscitando il più vivo
interesse. Padiglioni ansaldini sono stati allestiti
anche alla « Esposizione Europea della Macchina
Utensile », svoltasi a Milano dal 14 al 23 settem-
bre e alla « Mostra delle Macchine di Fonderia »
a Firenze (19-28 settembre).
Un particolare cenno merita la partecipazione
dell’Ansaldo, nel padiglione del Gruppo Finmare-
Finmeccanica, alla Triennale di Milano, poichè in
questa sede altamente qualificata si sono potuti
valorizzare gli arredamenti e le attrezzature del-
la modernissima « Cristoforo Colombo ».
L’ultima e più notevole manifestazione è stata
recentemente compiuta al « Salon Nautique Inter-
national» che si è aperto a Parigi il lo ottobre.
Le stand dell’Ansaldo, allestito completamente
dal Servizio Propaganda su progetto del nostro di-
pendente pittore Rocco Borella, ha riscosso up
caloroso consenso da parte del pubblico parigino,
presentando numerosi modelli di motori marini e
industriali. Il giorno dell’inaugurazione lo stand
è stato visitato dal Presidente della Repubblica
Francese M, Coty e dal nostro Ambasciatore a
Parigi Quaroni, che hanno formulato i migliori
apprezzamenti sull'opera della nostra Società.
> tt
si
= ANSALMEO
In alto da sinistra: Il Presidente della Repubblica Francese M. Coty (a sinistra) e l'Am:
basciatore Quaroni al nostro stand del «Salon Nautique ». Lo stand Ansaldo a Parigi. Ur
modello sezionato della « CrIstoforo Colombo » alla Triennale di Milano (sopra) e il grup.
po elettrogeno 1620/4 a Zagaoria (sotto). In basso da sinistra: Il padiglione Finmare
Finmeccanica alla Triennale. Il Presidente del Consiglio on. Scelba, ricevuto dal V. Di-
rettore Centrale dr. Bima, al nostro stand alla Fiera del Levante
Libri scolastici
a pagamento rateale
Per il corrente anno scola-
stico i nostri iscritti potranno
godere del beneficio di acqui-
stare libri scolastici con pa-
gamento in cinque rate, usu-
fruendo di uno sconto che ver-
rà in seguito stabilito. Coloro
che desiderano
della facilitazione debbono
attenersi alle seguenti preseri-
zioni: 1) compilare in ogni
sua parte l’apposito modulo. I
moduli sono disponibili pres-
so i delegati di stabilimento e
presso la segreteria del Cral
— Villa Maria — Ge-Sestri,
Tel. 40564; 2) far vistare i
moduli dall’ufficio personale o
mano d’opera di stabilimento;
3) presentare i moduli, com-
pilati e vistati come sopra-
detto, al delegato di stabili-
mento per il benestare della
segreteria del Cral; 4) prov-
vedere personalmente con i
buoni vistati all'acquisto dei
libri presso la libreria che
verrà loro indicata.
Si raccomanda agli interes-
sati di accertarsi che la libre-
ria fornitrice segni sul modu-
lo, in corrispondenza di cia-
scun volume consegnato, il co-
sto relativo e depenni i volu-
mi richiesti che non potesse
fornire.
Gita a Napoli
Pompei e Capri
Ecco il programma di massì-
ma della gita che si effettuerà
dal 31 ottobre al 4 novembre:
Domenica 31 ottobre: ore
6,10 partenza da Genova Bri-
gnole - dalle 13,15 alle 15,35
sosta a Roma - ore 18,30 ar-
rivo a Napoli Centrale, siste-
mazione in albergo, cena, se-
rata libera.
Lunedì 1.o novembre: gior-
nata libera.
Martedì 2 novembre: ore
7,05 partenza da Napoli Cen-
trale per Pompei (visita agli
scavi e al Santuario) - ore
18,01 partenza da Pompei
(Santuario) - ore 18,40 arrivo
a Napoli, Piazza Garibaldi.
Mercoledì 3 novembre: gior-
nata libera (gita facoltativa a
Capri).
Giovedì 4 novembre: ore
8,16 partenza da Napoli Cen-
trale - dalle 10,50 alle 16,50
sosta a Roma - ore 24 arrivo
a Genova Brignole.
Sistemazione in albergo a
Napoli: Albergo Nazionale,
Via Alessandro Boerio 11 {ca-
mera a 1, 2, 3 letti). Pasti a
Napoli: Ristorante Vincenzo,
Via Alessandro Boerio, 39
(minestra o pasta asciutta,
Mu»
beneficiare. |
i
K sa To 2 ce
ITDISEGNEDERINOSTRO: CON EG;RSO
Danilo Morgantini: Naviglio di Milano.
secondo con contorno, frutta,
1/4 di vino).
Quote di partecipazione
(comprendono viaggio Geno-
va - Napoli - Pompei e ritor-
no, pernottamenti, pasti, in-
gresso agli scavi, percentuali
di servizio, tasse, mance, ecc.).
E’ escluso il pasto del 2 no-
vembre a Pompei. Ansaldini e
familiari: L. 13.500 (in con-
tanti) oppure L. 15.300 (Buoni
Enal). - Non ansaldini: Lire
14.000 (in contanti) oppure
L. 15.800 (Buoni Enal). - Ra-
gazzî (inferiori ai 14 anni) L.
10.500 (in contanti) oppure
L. 12.000 (Buoni Enal). - Solo
soggiorno (per chi fruisce di
biglietto ferroviario proprio)
L. 7.500 (in contanti) oppure
L. 8.500 (Buoni Enal). - Quo-
te extra (facoltative) da pre-
notare all’atto dell’iscrizione:
colazioni in camera (caffè lat-
te, brioches, burro, marmella-
ta) L. 200 giornaliere. - Gita
a Capri (viaggio in motonave,
visita alla Grotta Azzurra e
ad Anacapri, pranzo in alber-
go a Capri, trasporto in pul-
mann dall’albergo Nazionale
al Porto e viceversa, mance,
ingressi, guide, ecc.) L. 3.400.
- Pasti nelle soste a Roma: L.
700 per pasto presso il Risto-
rante Barile d’Oro, via Del
Biscione 71.
Per informazioni ed iscri-
zioni (accompagnate dalla
quota di partecipazione) ri-
volgersi al Direttore di gita,
sig. Bartolini (MEC/SAM)
non oltre il 20 ottobre corren-
te. Numero minimo di parte-
cipanti: 50.
Biglietti a riduzione
per le partite di calcio
Si avvertono gli associati
che, allo scono di avere mag-
giori possibilità di soddisfare
tutte le richieste di biglietti
a riduzione Enal per le par-
tite di calcio della Sampdoria
e del Genoa, è necessario far
pervenire le prenotazioni alla
sede del Cral (Villa Maria) a
Sestri, tramite il delegato di
Stabilimento, entro e non ol-
tre il giovedì — ore 17 — di
ogni settimana. Si avverte
inoltre che all’ingresso del
campo sportivo, unitamente al
biglietto a riduzione, verrà ri-
chiesta la tessera dell’Enal.
Sezione bocce
La sezione bocce del Cral
Ansaldo ha cominciato la sua
attività di quest'anno verso
la metà del mese di febbraio.
Sono state effettuate 22 gare
provinciali nell’ambito della
F.I.G.B., con la partecipazio-
ne di 110 giocatori che si so-
no affermati brillantemente,
vincendo diverse coppe e più
di 100 medaglie d’oro.
Sono state inoltre svolte 3
gare sociali di bocce, 1 gara a
carte (cirulla) e 1 al calcio
balilla,
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SAVONA - CORO ITALIA - VIA VEGERIO - VIA N. SAURO
Con questo tagliando sconto speciale
ichiamare l’attenzione sul-
l’importanza della tavola
in un paese iatino mi sem-
bra inutile. Qui da noi quel-
la del cucinare è un’arte
che, contrariamente a quan-
to si potrebbe superficialmen-
te pensare, ha le sue radici
più profonde nella tradizione
popolare che ha dato vita ad
una inalienabile tradizione.
Se, infatti, la cucina da grand-
hétel è proprio la più cosmo-
polita e meno nazionale, quel-
la popolare è la più caratte-
ristica e, in fondo, quella che
più risponde ai bisogni della
maggioranza.
Si potrebbe facilmente 0s-
servare che per le nostre mas-
saie il « problema » della ta-
vola si riduce a un problema
di « cassa »: ma appunto te-
nendo conto dei limiti del bi-
lancio io vorrei invitare le no-
stre brave massaie ad alcune
considerazioni di carattere
generale e, quindi, a consi-
gliarsi reciprocamente alcune
ricette che, senza essere par-
ticolarmente dispendiose, val-
gano a variare il tradizionale
menu. Che tale esigenza sia
sentita è dimostrato anche
dalla lettera che ci hanno
scritto alcune lavoratrici del
Fossati e che abbiamo pubbli-
cato nel numero scorso.
Vorrei cominciare coll’am-
monire quelle donne che pre-
tendono di ripresentare a ta-
vola gli avanzi del pasto pre-
cedente così come si trovano,
credendo di compiere una ope.
razione economica. Il risulta-
to cui vanno incontro è quello
di esasperare gli uomini che
«non vogliono mangiare gli
avanzi » e spesso la cosa fi-
nisce in una lite, in cui la
donna crede ancora di aver
ragione e ha torto marcio. Con
un po’ di fantasia e un po’ di
applicazione, invece, si può
utilizzare quello che è rima-
sto, con buona pace di tutti:
il risotto rimasto a mezzo-
giorno, ad esempio, mescolato
ad un uovo con l'aggiunta di
qualche droga, appallottolato
con le mani, avvoltolato nel
pane grattugiato e quindi frit-
to, si trasforma per la sera
in squisiti « croquettes »; la
rimanenza dell’arrosto, taglia-
ta a quadrettini, con qualche
patata pure tagliata a qua-
drettini e un po’ di piselli me-
scolati col sugo dell’arrosto
stesso e posto in una sfoglia
si trasforma, messo al forno,
in un eccellente ed appetitoso
piatto.
Non mi inoltrerò poi a par-
lare di calorie e di vitamine,
ma ricorderò empiricamente
che il pesce, le uova e il for-
maggio sono ottimi sostituti
della carne, che l’olio è più
facilmente assimilabile del
burro e che i cibi naturali,
poco drogati, sono i più salu-
tari.
Ed ora veniamo alle ricette.
Io penso che sarebbe utilis-
simo uno scambio di ricette
tra le nostre massaie, che in-
vitiamo appunto a mandarci
. le proprie.
Io comincerò col prospettar-
ne due, ma invito le gentili
lettrici a comunicarmi le loro
ricette preferite, affinchè pos-
sano essere così rese note e
servano a promuovere tra noi
uno « scambio delle cucine ».
Sarà un sistema utilissimo,
perchè voi sapete che spesso
in alcune famiglie si sono tra-
mandate nel tempo delle ri-
cette che sono presso altri
completamente sconosciute.
1) « Fricassea alla genove-
se ». - Per una tavola di quat-
tro persone occorrono tre etti
di carne di vitello o maiale;
mezzo etto di pignoli; 1 seda-
no; 1 cipolla; olio e burro.
Si taglia la carne @ pezzetti
e si fa rosolare nell’olio e bur-
ro. Si aggiungano poi i pigno-
li, in parte interi e in parte
tritati. Quando il tutto comin-
cia ad assumere una tinta do-
rata, si aggiunga il sedano
bianco a pezzettini.
Intanto, da parte, si farà ro-
solare una cipolla tritata fi-
nemente, che ora sì verserà
nel tutto. Quindi sì sorveglie-
rà la cottura aggiungendo bro-
do o acqua, fino ad ottenere
un piatto squisito e odoroso,
che piacerà a tutti.
2) «Uova a pipetta». -
Questo piatto che così erg
chiamato in casa mia, può co-
stituire una cena gustosa e nu-
triente. Si preparano le uova
(diciamo una a testa) nel mo-
do seguente: si fanno bollire
finchè siano sode, poi si to-
glie naturalmente il guscio, e
si tagliano a metà, quindi si
mettono a friggere in una pa-
della con olio, avendo cura
® VITA DI CASA *
che la parte tagliata resti ver-
so il basso, quando acquistano
un colore dorato si girano e sì
lasciano ancora un momento
al fuoco aggiungendo, a que-
sto punto, prezzemolo tritato
finemente con uno spicchio di
aglio, egualmente tritato, sale
e pepe. A parte si sarà pre-
parato intanto un bel piatto
di patate fritte, attorno al
quale si me teranno ora le
uova « a pipetta » e sì servirà
il tutto caldo.
Buon lavoro, dunque, e
buon appetito, e... mandatemi
tante ricette.
LILIANA
Î
Questo film ha avuto il
leone d’argento alla recen-
te Mostra di Venezia, ed
una segnalazione speciale
del Centro Cattolico Inter-
nazionale del Cinema.
Zampanò (Anthony
Quinn) è un girovago, di
quelli che spezzano le ca-
tene col torace nudo, e,
con diecimila lire date al-
la madre, vedova con quat-
tro figli che si stanno mo-
rendo di stenti, si porta via
una ragazza un po’ tocca-
ta, Gelsomina (Giulietta
Masiero, moglie del regi-
sta del film) che In segui-
rà come un cagnolino, fc
cendo da manaiare, suo-
nando un po? la tromba. fa-
cendo il airo col pinttino,
buscandosi dal bestiale
Zamnanò (lui non ha colpa,
è così, come un cane che
ti auarda e sembra voglia
parlare, e innece abbaia...)
busse e insulti.
LUN OST
CINESELEZIONE
“La slrada”
L’umanità della ragazza,
soffocata dagli stenti e dal-
la paura del bruto, è schiu-
sa dal violino del « matto »
(Richard Basehart) un
simpatico acrobata un po’
filosofo che sfotte quel
« bestione » di Zampanò il
quale, un giorno, lo percuo-
te così brutalmente da uc-
ciderlo.
La ragazza, inorridita
dal crimine al quale ha as-
sistito, brancolando nel
buio della mente malata,
resta ossessinnata dal ricor-
do del « matto » e Zam-
panò la abbandona perciò
lungo una strada coperta
di neve, e continua, solo
come un lunpo, la propria
vita di girovago. Dopo mol-
ti anni viene a sapere ca-
RI
sualmente che Gelsomina è
morta, e ciò squarcia le te-
nebre della sua incallita
brutalità e fa penetrare in
lui un lampo di umanità:
Zampanò piange.
Tutto quello che è stato
creato da Dio serve: anche |
la povera Gelsomina, la ra- |
gazza « toccata» è stata |
uno strumento per parlare |
alla coscienza abbrutita di
un uomo. La coscienza
umana, anche la più incal-
lita, è sempre accessibile
ad un raggio di bontà, sem-
pre. Questa la morale del
film, diretto con impegno
da quel Federico Fellini
che ci diede « I Vitelloni »,
film premiato a Venezia
l’anno scorso e che sta pre-
parando, appunto, la con-
tinuazione di quei « Vitel-
loni » con il film « Moral-
do in città ».
IL PORTOGHESE
Z
CONCORSI
Ecco un’altra fotografia tagliata a pezzi e il cui soggetto scopriranno quei lettori che ricom-
porranno lo scompigliato mosaico. Fra coloro che ci invieranno la fotografia ricostruita, ver-
ranno estratti: un orologio da polso, una penna « Aurora », due portafogli in pelle, Inviare
le soluzioni entro il 5 novembre,
SOLUZIONE DEI DUE REBUS PUBBLICATI SUL N. "7: 1) Stabilimenti Ansaldo, 2) Coro natali-
zio di pastorelle. I/ sorteggio tra coloro che hanno inviato la soluzione ha favorito gli ansal-
dini: Vito Calogero (Mec): un vaso di cristallo; Delia Saba (Mec): una matita d’argento a quat-
tro colori; Mario Calvia (Can): un posacenere di cristallo e una matita automatica; Agostino
Rovegno (Mec): un portafogli in pelle e una matita automatica.
nei francobolli
Come annunziato nel
precedente articolo, sone u-
sciti i cataloghi per la sta-
gione 1955. Sia il Sassone
che l’Yvert-Tellier si pre-
sentano notevolmente mi.
gliorati rendendo più age-
vole la consultazione,
Il prezzo di mercato del
Sassòne completo è di Lit.
1.250 (il medio L. 800 ed il
piccolo L. 125) e dell’Yvert
Tellier Lit. 4.800. La no- |
stra Sezione li ha ottenuti
a Lit. 1.100 e Lit. 3.900. |
Sfogliando il Sassòne si
nota che il prezzo minimo
è di L. 5, ogni quotazione
è aumentata in media del
5-10%, esclusa Trieste che
ha aumenti ben superiori.
Il prezzo più caro è sem-
pre il 3 lire giallo-ocra di
Toscana emesso nel 1860
che, nuovo, costa 3 milioni.
Anche l’Yvert- Tellier
quota il prezzo minimo di
5 franchi francesi; le altre
quotazioni sono tutte mul-
tiple di 5 (addio lirette e
franchetti!). Ecco le quo-
tazioni massime:
1) USA - Posta locale di
Alexandria (Virginia) -
1846 - 5 cents. nero su car-
ta blu, timbrato: 6 milioni
di franchi - non si conosce
nuovo,
2) Isola di Maurizic -
1847 - 1 d. vermiglio e 2 d.
indaco; ogni esemplare
nuovo: 5 milioni di franchi
- ne esistono solo due per
ogni valore.
Il tanto decantato « più
raro francobollo del mon-
do », il Guyana inglese 2 c.
rosa del 1850, rimane anco-
rato a 3 milioni di franchi,
timbrato; non si conosce
nuovo.
Curiosità: il più piccolo
francobollo del mondo è il
* d. rosa di Terra Vitto-
ria, 1874, e misura mm.
10,5 x 19.
I più grandi formano una
serie di 3 valori, delle stes-
se dimensioni, emessa negli
USA, per i giornali, nel
1866, e misurano ciascuno
mm. 53 x 96.
CERVETTI.
PT ———_ò
Il Moto- Club Ansaldo
al Raduno di (anelli
Domenica 19 settembre un
folto gruppo di motociclisti
del moto-club Ansaldo ha par-
tecipato al Raduno dell’« Asti
Spumante » a Canelli. I soci,
partiti alle 7 da Sampierda-
rena, sono giunti a Canelli al-
le 10,30, ricevuti calorosamen-
te dalle autorità cittadine e
dai dirigenti del moto-club lo-
cale. Dopo una minuziosa vi-
sita allo Stabilimento Gancia,
dove signorilmente accolti
hanno potuto degustare i pre-
giati vini della zona, i motoci-
clisti si sono recati a visitare
la caratteristica cittadina. Nel
pomeriggio il moto-club ha
ricevuto un’artistica targa,
quale 4.0 premio del raduno,
offerta dall’Ente del Turismo
di Asti. Il ritorno ha avuto
luogo in perfetto ordine.
10
L'ORGANIZZAZIONE
della Direzione Generale
(continuaz. dalla pag. 3)
sul buon impiego della mano
d’opera e dei materiali nelle
quantità e nei tempi stabiliti in
sede preventiva.
Settore Amministrazione Ge-
nerale - Nel campo amministra-
tivo la Direzione Generale deve
esplicare un’attività che può
considerarsi «operante» per
quanto concerne la contabilità
generale aziendale e la com-
partecipazione nelle aziende af-
filiate, e «di controllo» per
quanto si riferisce alle funzioni
ispettive sui magazzini, sulla
contabilità industriale ed ammi-
nistrativa degli Stabilimenti.
Le innovazioni apportate nel
campo amministrativo consisto-
no essenzialmente nell’avere ri-
costituito l’Ispettorato Ammini-
strativo quale organo di control-
lo sugli Stabilimenti e di avere
avocato al centro le funzioni di
«incassi e pagamenti » che nel
periodo di autonomia degli Sta-
bilimenti avevano dato luogo a
numerosi inconvenienti deri-
vanti da difformità nei criteri
usati dai singoli Stabilimenti
verso gli stessi clienti e forni-
tori.
Direzione Centrale - Nella Di-
rezione Centrale sono stati riu-
niti tutti i servizi centrali che
interessano e sono a comune coi
vari Stabilimenti nonchè ie fun-
zioni di coordinamento del per-
sonale, sia dal nunto di vista
economico che sindacale.
Restano pertanto nella sua
competenza: 3
1) l'Ufficio Impianti, per lo
studio, l’attuazione ed il collau-
do dei progetti di grande tra-
sformazione e di nuovi im-
pianti;
2) l'Ufficio Personale, che
si occupa di tutte le pratiche di
carattere economico e sindacale
relativo al personale dipenden-
te, impiegati ed operai, e svolge
opera di controllo sugli Stabili-
menti per la applicazione delle
disposizioni emanate in mate-
ria;
3) VUfficio Coordinamento
Personale di Vigilanza;
4) i Servizi di Assistenza
Sociale;
5) i Servizi Ausiliari comu-
ni (trasporti, manutenzione e-
lettrica, manutenzione edile,
servizio telefonico, ecc.).
Sono nati
26 agosto: LOREDANA, figlia di
Della Casa Enea (Mec) - 27 agosto:
FRANCA, figlia di Andreani Alde-
maro (Mug) - 28 agosto: CLIZIA,
figlia di Milo Pasquale (Fon) - 29
agosto: GIOVANNA, figlia di Tad-
dei G. B. (Mug) - 31 agosto: AFRA,
figlia di Gaggero Agostino (Can) -
3 settembre: BENEDETTA, figlia di
Cavallino Pietro (Mec) - GRAZIA,
figlia di Chelossi Gerolamo (Can) -
9 settembre: GIUSEPPE, figlio di
Muzio Pietrino (Mug) - 12 settem-
bre: LAURA, figlia di Zumerle Emi-
lio (Mef) - PAOLO, figlio di Cavi-
glia Luciano (Can) - STEFANO, fi-
glio di Lubrano Aldo (Liv) - 15
settembre: MAURIZIA, figlia di
Chiacchio Prospero (Mef) - MARIA,
figlia di Ferrari Bruno (Can) - 21
settembre: MARA, figlia di Ponte
Giuseppe (Dig) - ROSA, figlia di
Filiberti Luigi (Can) - 29 settembre:
GIULIANA, figlia di Tartarini Fran-
cesco (Mug) - 30 settembre: DO-
MENICO, figlio di Gaggero Pietro
(Fon).
A tutti i piccolissimi « ansaldini »
e ai loro genitori i nostri auguri più
fervidi,
uota
Tempo
Si sono sposati
21 agosto: GASPAROTTI Elio
(Mug) con Bertolani Maria - 30 ago-
sto: BOCCONE Luciano (Mec) con
Musso Angela - CARASSALE Gino
(Mug) con Corigliano Antonina - 5
settembre: CAVALCA Giovanni
(Mec) con Greco Bianca - 6 settem-
bre: NISTA Sergio (Liv) con Ma-
rinari Cosetta - 16 settembre: CHE-
SI Dino (Liv) con Ferrucci Marisa
- 18 settembre: RIZZELLI Giovanni
(Mef) con Piano Anna - REGGIANI
Gino (Mec) con Saracina Lucia -
19 settembre: BRUCIANI Azeglio
(Mec) con Bergonzini Rina - DEL-
LEPIANE Carlo (Can) con Poggi
Maria - MINAFRA Donato (Can)
con Calderoni Rosa - 25 settembre:
BOTTARO Cesare (Can) con Cot-
tini Carla - 26 settembre: PAMPI-
RIO Pietro (Can) con Molinari Ma-
ria - TRAVERSO Luciano (Can)
con Levaggi Anna - 2 ottobre: CAR-
TASEGNA Eugenio (Mec) con Ca-
nessa Colomba.
Agli sposi i nostri vivissimi auguri.
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erre ez; FOSNFESERNE ANTE
Pubblichiamo per dovere di
obiettività il seguente artico-
lo del nostro impiegato signor
Antonino Dispenza, pur non
condividendo ‘alcuni dei suoi
punti di vista e soprattutto
non approvando certe sue fa-
cili generalizzazioni.
Approfitto del quindicinale che la
Societa ha messo a disposizione dei
suoi dipendenti per esprimere il
mio punto di vista su un argo-
mento d'attualità che sembra de-
stinato a prendere campo, ed al
quale auguro che non rimanga al-
lo stato di slogan: si tratta delle
Relazioni Umane.
ALCUNE PREMESSE,
Da qualche tempo nella fabbrica
si parla di « Relazioni Umane »; in
nome di esse ngono tenuti al
capi i corsi « T.W.l. »; di esse si
parla agli incontri di AJ)nssio. An-
che la stampa si occupa della co-
sa, riportando commenti più o me-
no dilfusi di convegni e riunioni
avvenuti in varie città d'Italia.
Tuttavia la massa dei lavoratori
è all'oscuro del reale signilicato
delle Kelazioni Umane, sia per la
poca chiarezza d'espressione della
stampa più o meno indipendente,
sia per la faziosità di quella dichia-
ratamente di parte, e considera
l'argomento continuazione del « ca-
pitalismo imperialista e reaziona-
rio », per sfruttare più elegante-
mente i prestatori d'opera a re-
sponsabilità limitata. Da qui è sor-
to l'equivoco, la diffidenza e, per
conseguenza, l'avversione alla dif-
fusione delle Relazioni Umane.
Vorrei che gli italiani si per-
suadessero a non valutare le buo-
ne idee e le buone azioni in fun-
zione della mazionalità d'origine
che esse hanno, ma poichè la men-
talità di un popolo non si può mo-
dificare in pochi mesi, sarebbe an-
che opportuno che coloro che trat-
tano argomenti educativi e morali
si astenessero dal fare riferimento,
nei limiti delle possibilità, a nazioni
le cui ideologie non sono bene ac-
colte dalle nostre masse lavoratri-
ci. Così, nella citazione di esempi,
sempre che non sia possibile ri-
manere nei conlini della penisola,
ritengo opportuno ricordare che
esiste la Svizzera, la Danimarca, la
Svezia, la Norvegia ed altre na-
socialmente progre:lite, che
zioni, )
hanno il vantaggio di non offrire
facili spunti polemici alle etero-
genee ideologie politiche nostrane.
Penso anche che non sia conve-
niente dare agli stranieri che ci
ascoltano l’impressione che noi
stessi ci consideriamo degli « zu-
lù » da civilizzare, nè alla classe
lavoratrice italiana l’impressione
che si propaghi questa 0 quella
concezione, anche se umanitaria,
per far piacere 0 dispetto all'una
o all'altra nazione straniera. Sia-
mo impulsivi, è vero, ed avremo
anche degli altri difetti da correg-
gere, ma non per questo dobbiamo
considerarci un popolo incivile, che
ha tutto da imparare dagli altri.
La povertà di materie prime del
nostro sottosuolo non deve som-
marsi all'autodenigrazione per av-
vilirci e scoraggiarei maggiormente.
Siamo universalmente riconosciuti
per un popolo intelligente e la-
borioso: è dunque necessario porre
l'intelligenza al servizio della ra-
gione e del lavoro.
L'USO DELLA RAGIONE.
Nell'ambiente in cui noi lavo-
ratori operiamo non è facile, per
le ragioni già esposte, la diffusione
del concetto di Relazioni Umane,
che in definitiva dovrebbe mirare a
rendere possibile un più cordiale
colloquio tra la base e il vertice
aziendale e viceversa. E' anche ve-
ro però che le difficoltà non si
superano se non si comincia ad af-
frontarle, e che una meta non sa-
rà mai raggiunta se non sl inizia
la marcia di avvicinamento,
Su questi concetti informatori
ha avuto inizio un movimento che
ha organizzato ed organizza degli
incontri settimanali, ospitanti da 25
a 30 lavoratori per turno in una
cittadina ligure. Così un certo nu-
mero di prestatori d'opera apparte-
nenti al più svariati settori di pro-
duzione, ed esclusi dat corsi T.W.L.,
ha la possibilità d'apprendere gli
elementi basilari sui qual! poggia
il movimento delle relazioni umane.
Confesso che prima di parteci-
parvi avevo espresso le mie buo-
ne riserve sull’utilità e finalità di
queste riunioni: riserve dovute in
buona parte all'atmosfera di mi-
stero che cingeva l'orsan!izzazione
medesima. Dopo qualche giornata
di conversazioni e scambio di idee
non solo è svanita ogni diMdenza,
ma sl è manifestato l'entusiasmo
della quasi totalità dei partecipanti.
Uno dei concetti inizialmente trat-
tati si riferisce 81 riconoscimento
della personalità umana, riconosci
mento che non va inteso come
elargizione benevola degli alti pa-
paveri della Società, bensì quale
diritto spettante ai singoli ingivi-
dui per effetto della medesima na-
tura umana cui essi appartengono.
Ma affinchè i singoli possano for-
marsi tale coscienza, è mecessario
che ognuno si convinca che è do-
tato di un proprio cervello, ben
separato e distinto da quello degli
altri, di una propria ragione, e che
di questa pertanto l'uomo deve ser-
virsi in ogni circostanza e luogo, E*
necessario che noi italiani si im-
pari a distinguere la ragione dal-
l'istinto: la prima è una preroga-
tiva dell'uomo, qualunque «ia il suo
colore, e l'altro della besiia. For-
se perchè siamo impulsivi per tem-
peramento spesso agiamo senza
una .ragionata ponderazione degli
elementi di cui disponiamo. e, peg-
gio, talvolta preferiamo ron cono-
scerli,
Sovente si dà ragione a chi gri-
da per primo o a chi fa più bac-
cano, 0 ci si lascia trascinare dalle
passioni di parte, senza riflettere
che tutto ciò che danneggia il sin-
golo va a scapito della massa, €
viceversa, Troppo spesso si tende
ad emulare le cattive azioni delle
persone più « grandi » di noi, con
la giustificazione che se le fanno
« quelli» possono farle anche gli
altri. Coscienza puerile, perchè
ognuno ha una personalità propria,
e deve sentirsi responsabile delle
proprie azioni. Perciò è necessario
imparare a dominarsi, a control
lare le nostre azioni, e ciò è pos-
sibile soltanto mediante l'uso della
ragione, della propria ragione.
Quando avremo compreso ciò,
potremo considerare superato il
primo gradino delle relazioni
umane.
LE RELAZIONI UMANE NELLE
AZIENDE.
Quotidianamente nell'interno del-
la fabbrica si viene a conoscenza di
fatti che sbalordiscono: il senso di
disagio aumenta sistematicamente
e noi ce ne accorgiamo da tante
manifestazioni che, per quanto ap-
parentemente insignificanti, grava-
no sul nostro spirito come una
cappa di piombo. Tariamo pure del
50 per cento tutte je lagnanze dei
lavoratori, le mie comprese, ma
rimane ancora scoperta una per-
centuale eccessiva. Attraverso le
relazioni umane si invitano i dipen-
denti a collaborare per il buon
andamento dell'azienda, per il mi
glioramento della produzione, per
l'osservanza delle forme di educa-
zione necessarie in ogni conviven-
za civile, ma nulla o ben nulla si
fa nel campo applicativo per favo-
rirle; si ha l'impressione, anzi, che
gli organi aziendali responsabili si
siano passati una parola d'ordine:
applicare le relazioni umane in sen-
so inverso!
Collaborare significa «lavorare
insieme », ripartire le fatiche, le
responsabilità e i meriti o i de-
meriti, e non distribuire il lavo-
ro, fare lavorare, scaricare le pro-
prie responsabilità sulle spalle al-
trui, senza infine riconoscere i me-
riti. Oggi nelle fabbriche si gioca a
rimpiattina: se le cose vanno bene
è merito esclusivo del « vertice » e
se vanno male la colpa è della
« base ».
Noi, fautori convinti del con-
cetto di relazioni umane, che non
abbiamo paura di mettere a nudo
certe verità, desideriamo che sia-
no bandite dalle aziende le cattive
abitudini siano esse annidate nei
dirigenti quanto nelle maestranze.
E’ evidente però che per far ciò
è necessario parlarci chiaro, da
uomini senza falsi pudorî. E al-
lora, chiediamoci: « Vogliamo ve-
ramente che siano applicate le re-
lazioni umane nell'azienda? Vo-
gliamo collaborare per il benessere
della massa che vi opera?
I lavoratori risponderanno sì
sinceramente.
Ebbene, poichè l'esempio viene
dall'alto, la smettano i dirigenti
con i loro atteggiamenti paterna-
listici che offendono i dipendenti;
la smettano, ogni qualvolta un di-
sgraziato si presenta loro per il
riconoscimento di un merito o di
un diritto che potrebbe anche es-
sere infondato, d'atteggiarsi a pre-
sidenti di sezioni penali, di sfo-
derare codici e consigliare o scon-
sigliare tribunali: non fanno che
seminare irritazioni, rapidamente
comunicate e diffuse all’interno e
all'esterno della fabbrica. La smet-
tano, i dirigenti, di considerare i
dipendenti degli anonimi matrico-
lati qualsiasi: anche il dipendente
manovale, al pari del dirigente, è
un essere umano, dotato di una
propria personalità e dignità, che
il più delle volte preferisce una
parola di incoraggiamento e di ri-
conoscimento ad un premio in de-
naro. Infine, le direzioni si scrolli-
no di dosso il malcostume di nega-
re un merito od un diritto al di-
pendente, con il puerile pretesto
di non volere creare un « prece-
dente ».
iPer contro, la smettano i lavo-
ratori di trattare con i superiori
battendo i pugni sulle lero sceri-
vanie od usando altre forme scor-
rette. Inoltre, è l'ora che ogni pre-
statore d'opera si abitui a ponde-
rare coscienziosamente le sue ri-
chieste, in funzione della perso-
nale diligenza, capacità e rendi
mento di lavoro e del comporta
mento in servizio;è l'ora che ognu-
no s'astenga da quelle manifesta-
zioni di intolleranza e di insoffe-
renza, tanto nei confronti dei su-
periori quanto in quelli dei com-
pagni di fabbrica. Occorre che
ognuno si renda conto che si reca
alla fabbrica per lavorare, e che
per lavoro si intende quello che
viene affidato e non quello che si
vorrebbe.
In definitiva ognuno, dal diret-
tore al manovale, si dia da fare
per smussare i propri spigoli: è
questione di comprensione e di
buona volontà
In nome della franchezza, tanto
necessaria per intenderci, ho
espresso il mio pensiero sull'ar-
gomento, che gradirei non venis-
se censurato,
Antonino Dispenza
“CASS
ITA DELLE
DEE =
PROPOSTA N. 6190.
Ogni reparto dovrebbe ave-
re un proprio ripostigiio, pos-
sibilmente ben visibile, ove
gli imbragatori potessero de-
porre ben sistemati i loro at-
trezzi da lavoro, braghe, gan-
ci, ecc,
Ve ne sono alcuni che han-
no detto ripostiglio ed allora
il vantaggio è maggiore poi-
chè si sa ove è custodito il
materiale. Ve ne sono altri
che sono mancanti ed allora
ogni qual volta si ha bisogno
per ragioni di lavoro di detti
oggetti, vi è una perdita sen-
sibile di tempo poichè detto
materiale è sparso un po’ do-
vunque per l’officina,
RISPOSTA.
Il proponente riconosce che
in certe officine esistono scaf-
fali, ripostigli ecc. per la qu-
stodia di braghe, ganci, ecc.
Ciò riteniamo significhi che
quegli imbragatori che hanno
fatto note le loro esigenze so-
no stati accontentati. Non re-
sta quindi che gli interessati
facciano le debite richieste ai
rispettivi Capi, i quali hanno
mezzo di ottenere ciò che ef-
fettivamente è necessario nel-
le officine.
Il proponente è comunque
invitato a presentarsi al suo
Capo Sezione per precisargli
a quale officina la sua propo-
sta si riferisce.
PROPOSTA N. €775.
Propone che le due putrelle
sporgenti dal pavimento siano
collocate sul lato sinistro del-
la stozzatrice N. 90596 IV na-
vata MAGR in modo che pos-
sano servire di base e riferi-
mento per l'estremità degli al-
beri a manovella durante la
operazione di tornitura.
RISPOSTA.
Si ritiene che la richiesta
possa tornare utile. La MAN
provvederà a sistemare le due
putrelle come consiglia il
proponente.
PROPOSTA N. 5379.
La corrosione dei crogiuoli
del TRAT avviene maggior-
mente sulla corona saldata
del fondello, poichè il dardo
della fiamma investe in pieno
lo spigolo. Per evitare questo
inconveniente e prolungare
così la durata dei crogiuoli,
lo scrivente propone due mo-
difiche, di cui la migliore con-
siglia di rivestire la parte che
riguarda lo spigolo colpito
dal dardo con un anello che si
prolunghi in basso. La pro-
posta è illustrata da 4 figure.
RISPOSTA.
Il concreto interessamento
del proponente è motivo di
compiacimento per la Dire
zione.
Ogni suggerimento sul pro-
blema della durata dei cro-
giuoli è bene accetto. Pertan-
to l’Officina TRAT avrà cura
che fin dalle prossime esecu-
zioni i crogiuoli vengano co-
struiti come indicati dalla
proposta N. 5379.
MEMENTO]
rr.—————€€&
G. B. DURANTE
di anni 36, dipendente della
Fonderia, deceduto il 6-9-54.
Era all’Ansaldo dal 1939. La-
scia la moglie e un figlio.
——@6<&
Alberto PIERONI
di anni 50, dipendente del
Muggiano, deceduto il 16-9 54.
Era stato assunto nel 1928, La-
scia la moglie e un figlio.
_ rr
Ottavio GIOVANNETTI
di anni 57, dipendente del
Cantiere, deceduto il 17-9-54.
Era all’Ansaldo dal 1947. La-
scia la moglie.
._—r—
* G. B. TULLO
di anni 54, dipendente del
Cantiere, deceduto il 24-9-54.
Era all’Ansaldo dal 1945. La-
scia la moglie.
Ai familiari le commosse condoglianze
de ‘* l' Ansaldino”’.
[(RESALDINO
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.A.
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Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
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LORENZO REBORA
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Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
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5 ottobre: la bandiera italiana torna a sventolare a Trieste
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GENOVA, 15 OTTOBRE 1954 |
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SN
2
“La sala a tracciare
del Cantiere del Muggiano
La sala a tracciare del Can-
tiere Navale del Muggiano è
situata nel piano superiore
ricavato in una delle tettoie
costituenti il centro delle of-
ficine di carpenteria in ferro.
Quando pochi anni or sono
si studiò ed attuò il rimoder-
namento del Cantiere del
Muggiano, fra i vari problemi
che si presentavano si inseri-
va, e con una certa preminen-
za, quello della costruzione
della nuova sala a tracciare.
Dopo diverse proposte si ad-
divenne alla decisione di tra-
sportare nel nuovo centro di
carpenteria il vecchio capan-
none scalo che si ergeva su
uno dei lati della darsena di
allestimento — sotto il quale
furono costruiti molti som-
mergibili ed anche le motona-
vi « Veio » ed « Arborea » e la
casse, anche in relazione ai
diversi coefficenti di dilatazio-
ne termica dei materiali im-
piegati. In unione alla Socie-
tà del Linoleum anche questo
timore fu superato e dopo
aver ben livellato con una
gettata di cemento dello spes-
sore di circa 30 millimetri,
con interposizione di rete me-
tallica, la suoletta, la Società
stessa provvide a far incollare
dai propri esperti sul cemento
il tappeto di linoleum di color
bianco in fogli a giunture tra-
sversali.
Tutti i vetri perimetrali e i
lucernai della sala sono di
termolux e l’illuminazione per
il servizio notturno è molto
ben rispondente: anche il ri-
scaldamento con stufe elettri-
che è in via di essere perfe-
zionato.
La nuova sala a tracciare è
in funzione da circa cinque
x
SEZ. AA
StaLd 126
scala 1:100
Sezione trasversale della Sala
cisterna « Vigor» — e di in-
terporre un piano ad una cer-
ta altezza per ricavare la sala
a tracciare. La sala sarebbe
venuta così a trovarsi sopra
la tettoia dei fucinatori in an-
golare e lamiera, stabilita nel
capannone trasportato.
Questo progetto suscitava
però diversi timori: quello
della possibilità che le vibra-
zioni delle strutture in ferro
del capannone, con le grue in
moto, potessero ripercuotersi
in alto, sulla suoletta, e di-
sturbare le operazioni di di-
segno,
A fronteggiare questo pos-
sibile inconveniente fu conve-
nuto di creare la suoletta di
« sap », lasciandola staccata, a
mezzo di interposizione di
zappoli di legno e gom-
ma, dalle strutture: si doveva
insomma ottenere un tavolo
di disegno, delle dimensioni di
metri 142,50 x 23,80, sempli-
cemente posato sulle strutture
in acciaio. Dal disegno che
pubblichiamo si desume il cri-
terio col quale fu costruita la
suoletta.
Un secondo timore era quel-
lo di non poter trovare un
adatto rivestimento della suo-
letta, che permettesse di ben
disegnarvi sopra e non si stac-
anni e possiamo affermare che
tutto quanto era stato previ-
sto si è perfettamente avvera-
to e che le operazioni di di-
segno si svolgono egregia-
mente sul tappeto linoleum
che è rimasto solidamente in
posto senza palesare movimen-
ti, Oggi quindi la sala a trac-
ciare del Cantiere del Mug-
giano è un buon cervello re-
golatore di tutte le operazio-
ni geometriche atte a fornire
ai costruttori gli elementi per
la realizzazione in perfetta
forma degli scafi delle navi.
Nella sala a tracciare di
massima gli scafi delle navi s1
disegnano in vera grandezza
e dal disegno si ricavano tutte
le seste, i righelli, gli schizzi,
che servono ai tracciatori di
officina per tracciare le lamie-
re e i profilati. La sala a trac-
ciare è quindi la sola respon-
sabile della forma esatta dello
scafo, che deve essere una ri-
produzione rigorosamente ri-
spondente, dal punto di vista
geometrico, del tracciato alla
sala,
Gli operai tracciatori di of-
ficina, sono quindi dei tra-
sportatori di indicazioni dai
righelli alle lamiere e ai pro-
filati e non si richiede perciò
Gli spe
ad essi nessuna specializza-
zione; gli specializzati sono
invece quelli che nella sala
a tracciare ricavano e prepa-
rano tutti gli elementi per
l’officina.
Al Cantiere del Muggiano
quindi la sala, ripetiamo, è
l'ente massimo per la costru-
zione dello scafo. Anzi, si è
andati ancora più oltre, con
molto notevoli vantaggi: la
sala a tracciare controlla lo
RITRATT
IL GRUISTA
NO
ANZI
cializzati della Sala a tracciare
sviluppo del montaggio a bor-
do ed è responsabile anche
della forma della nave sullo
scalo,
Questo indirizzo ha spazza-
to via ogni possibilità di di-
scussione fra coloro che sullo
scalo erigevano lo scafo e co-
loro che dalla sala avevano
inviato gli elementi geometri-
ci per la costruzione di esso.
Naturalmente l’incaricato del-
la sala ad eseguire e control-
I Per il fatto di essere
abituato a passare le sue
giornate, sospeso, a pa-
recchi metri di altezza
da terra in una solitudi-
ne da antico eremita, il
sem-
gruista potrebbe
727
all'opera
lare il lavoro in posto è uno
di quelli che hanno coopera-
to al tracciato e quindi è per-
sona in possesso di tutti i re-
quisiti e di tutti i dati e di
tutti gli strumenti per poter
procedere rapidamente senza
titubanze.
La sala a tracciare del Can-
tiere del Muggiano è oggi un
reparto, in complesso, sicuro
ed efficace, sul quale si può
fare pieno affidamento,
brare un tipo poco rac-
comandabile in quanto
per il suo mestiere, non
fa che guardare la gen-
te dall'alto in basso.
Invece non è così.
Lassù, nonostante l’ì-
solamento della sua ae-
rea cabina, dove talvol-
% ta vanno a fargli fugge-
voli visite i passeri sper-
duti, non perde i con-
| tatti con i compagni di
lavoro: infatti egli è
sempre attento ai segni
' eairichiami che vengo-
no dal basso. Con le sue
leve che manovra rapi-
i do e pur cauto, pronto
e servizievole, allevia la
fatica di chi da terra
ricorre a lui.
j Gli basta solamente
un fischio o un sempli-
ce cenno per « pescare »
grossi pesi da sollevare
e spostare. Nell’arte non
“ sempre facile di « im-
* bragare » i materiali ne
sa quasi quanto un vec-
chio marinaio. Con un
8 colpo d'occhio valuta il
i peso di un fusto, di un
asse, di un macchinario
e suggerisce spesso, con
precisione, il punto do-
ve è necessario « stroz-
zare » uno « sbirro » 6 il
modo esatto nel quale
vanno collocate le gaffe
di un «bilancino» ai
lati di una grossa la-
miera di acciaio.
Il aruistn è. insomma,
un amico fedele del ona-
lo ci si può senz'altro
fidare durante il Invoro
merchè — non c’è che
dire — cali vede le eo-
se dall’alto... ALGA
organizzativi della Direzione
della Società, il Direttore
Generale ci ha concesso la se-
seguente intervista.
Gore funzioni e gli aspetti
Quali sono î compiti del-
la Direzione Generale nel-
l’attuale ordinamento del-
l'Azienda?
Col distacco degli Sta-
bilimenti Elettrotecnico,
Delta e Fossati e con l’as-
sorbimento dei Cantieri di
La Spezia e di Livorno ef-
fettuato nel 1950, l’Ansal-
do assumeva, in conformi-
tà alle direttive fissate dal:
la Finmeccanica, la nuova
fisionomia di azienda e-
sclusivamente orientata al-
le produzioni « navale » e
« meccanica ».
Ridotte le attività a que-
ste due sole branche, fu
possibile procedere ad al-
cune unificazioni che in
passato non apparivano
realizzabili per la coesi-
stenza di produzioni ete-
rogenee, e conseguente-
mente divenne possibile e
fu giudicato opportuno im-
postare la organizzazione
della Direzione Generale
su basi diverse da quelle
del passato.
La nuova fisionomia
aziendale ha infatti con-
Direzione Generale anche
la responsabilità dei risul-
tati economici delle com-
messe che in passato face-
va formalmente carico ai
singoli Stabilimenti anche
se, nella maggior parte dei
casi, l'assunzione del lavo-
ro e la definizione delle re-
lative condizioni economi-
che veniva trattata e con-
clusa all’infuori degli Sta-
bilimenti.
La Direzione Generale
ha assunto quindi la dop-
pia fisionomia di « organo
di controllo e di coordina-
mento » e di « organo ope-
rante» con responsabilità
diretta sui risultati econo-
mici delle commesse.
La Direzione Generale,
quale « organo di controllo
e di coordinamento» è per-
sonificata dall’ Ammini-
stratore Delegato e dal Di-
rettore Generale.
Come «organo operante»
la Direzione Generale di-
spone di due Settori cor-
rispondenti alle due attivi-
tà navale e meccanica,
— nonchè di un Settore Am-
ministrativo e di una Di-
sentito di fare risalire alla .
rezione Centrale che riu-
nisce tutti i servizi ausi-
liari di interesse comune ai
vari stabilimenti.
I due settori produttivi
sono posti ciascuno alle
dirette immediate dipen-
denze di un Vice Direttore
Generale il quale riassume
per il suo Settore di atti-
vità tutte le funzioni e re-
sponsabilità che prima era-
no deferite ai singoli Sta-
bilimenti.
La unificazione dei set-
tori operanti della Direzio-
ne Generale ha portato al-
la necessità di dare ad essi
gli organi occorrenti per
poter svolgere il loro com-
pito e assumerne la rela-
tiva responsabilità.
Si potrebbe pensare ad
un criterio di accentra-
mento?
Si è molto parlato di un
indirizzo di accentramento
di funzioni che sarebbe ap-
parso in contrasto con la
politica di decentramento
precedentemente seguita.
Ciò è vero solo in parte
in quanto l'autonomia tec-
nica ed economica degli
Stabilimenti è rimasta di
fatto quale era prima, sal-
vo che per gli acquisti. In-
fatti in passato l’autono-
mia e quindi la responsa-
bilità sui risultati econo-
mici delle commesse era
più apparente che reale,
poichè non poteva essere
fatto carico agli Stabili-
menti dei risultati econo-
mici di lavori che nella
massima parte dei casi era-
no assunti dalla Direzione
Generale in vista di inte-
ressi di carattere superio-
re aziendale, che talora
apparivano in contrasto
con gli interessi specifici
dei singoli stabilimenti.
Si è pertanto ritenuto
più opportuno non lascia-
re agli Stabilimenti una
responsabilità economica
generica della quale non
potevano ovviamente ri-
spondere, ma di rendere
più concreta la loro respon-
sabilità limitandola a que-
gli elementi di spesa che
gli Stabilimenti possono
effettivamente controllare,
e cioè l’impiego della ma-
no d’opera e dei materiali
nei limiti fissati dai pre-
ventivi.
Le conseguenze derivan-
ti da altri fattori che inci-
dono sulla commessa ven-
gono oggi a ricadere non
più sugli Stabilimenti, ma
sui competenti Settori pro-
duttivi della Direzione Ge-
nerale, la sole che ha la
facoltà di assumere, in re-
lazione alle circostanze, la-
vori con coperture ridotte
quando ciò sia giudicato
nell’interesse aziendale.
L’accentramento degli
acquisti e delle vendite
presso i Settori produttivi
della Direzione Generale
ha rappresentato quindi
una conseguenza diretta
ed immediata del trasferi-
mento di queste responsa-
bilità economiche dai sin-
goli Stabilimenti ai com-
petenti Settori. Era infatti
necessario che questi set-
tori potessero non solo
avere il controllo commer-
ciale degli impegni assun-
ti, ma potessero anche, at-
traverso il controllo degli
acquisti, governare l’ele-
mento che può avere pre-
ponderante influenza su ri-
sultati economici delle
commesse.
D'altra parte il criterio
del decentramento degli
acquisti aveva purtroppo
dato nei precedenti eserci-
zi risultati assai poco con-
fortevoli.
Quali erano gli incon-
venienti?
La completa autonomia
lasciata agli Stabilimenti
in questa materia aveva
consentito ai medesimi di
accrescere le loro scorte
incontrollate in misura
anormale e tale da costi-
tuire, com'è ben noto, un
grave onere finanziario
per l'Azienda, che si trova-
va con i magazzini sovrac-
carichi di materiali che in
alcuni casi sono risultati di
impossibile utilizzazione
nello sviluppo dei lavori.
La ingente consistenza
delle scorte createsi in
quegli esercizi e che do-
vettero essere realizzate
con sacrifici economici non
indifferenti, è ben nota per
essere messa in rilievo.
L'attuale organizzazione
della Direzione Generale
non rappresenta quindi un
capovolgimento delle pre-
cedenti direttive, ma rap-
presenta piuttosto un com-
pletamento ed un riordina-
mento di organi che ave-
vano cessato di essere effi-
cienti per carenza di uomi-
ni e per modifiche di situa-
zioni aziendali.
Vuole dettagliare ì com-
piti dei settorì?
Settore Navale - La com-
petenza del « Settore Na-
vale » della Direzione Ge-
nerale è completa su tutto
quanto si riferisce alla
produzione dei tre Cantie-
ri, di Sestri, Muggiano, Li-
vorno, essendo demandata
a questo Settore la piena
responsabilità per tutto
quanto riguarda la proget-
tazione, la fabbricazione e
la corrispondenza delle na-
vi ai capitolati ed alle spe-
cifiche contrattuali e ciò
sia dal punto di vista tec-
nico che da quello econo-
mico.
Per il suo funzionamen-
to il Settore Navale dispo-
ne di:
1) un Ufficio Progetti
che provvede alla elabora-
zione degli studi di massi-
ma delle nuove unità, ne
determina le caratteristi-
che di potenza, velocità,
ecc. in base alle quali deb-
bono essere compilate le
specifiche di fornitura;
2) un Ufficio per la
elaborazione tecnica ed e-
conomica dei progetti pre-
ventivi che si avvale, per
quanto riguarda l’impiego
di mano d’opera, degli ele-
menti forniti dagli Stabili-
menti;
3) una Direzione Com-
merciale alla quale è devo-
luta la ricerca del lavoro e
lo svolgimento delle trat-
tative colla clientela e la
formulazione dei capitolati
contrattuali;
4) una Direzione Ac-
quisti che provvede, attra-
verso ad un’oculata azione,
a realizzare quelle econo-
mie che possono nella mag-
gior parte dei casi decide-
re dei risultati economici
del lavoro.
Settore Meccanico - Fan-
no parte dell’attività di
questo Settore la costru-
zione degli apparati moto-
ri sia navali che per im-
pianti fissi e loro parti
(meccanica termica) non-
chè tutte le altre produzio-
ni dello Stabilimento Mec-
canico, dello Stabilimento
Costruzioni Ferroviarie,
della Carpenteria e della
Fonderia le quali ultime
due sono infatti attività
3
L° ORGANIZZAZIONE
della Direzione Generale
ausilierie dello Stabili-
mento Meccanico.
La competenza del Set-
tore Meccanico della Dire-
zione Generale è completa
per quanto si riferisce alla
produzione degli Stabili-
menti sopra nominati, sia
per quanto riguarda l’indi-
rizzo della produzione, la
fabbricazione ed il rispetto
degli impegni verso la
clientela e ciò sia dal pun-
to di vista tecnico che da
quello economico.
A somiglianza del Set-
tore Navale, anche il Set-
tore Meccanico dispone di:
1) uan Ufficio Commer-
ciale al quale è devoluta la
ricerca del lavoro e lo
svolgimento delle trattati-
ve con la clientela e la
formulazione dei contratti,
nonchè il controllo delle
vendite da magazzino e
dei prodotti di serie per le
quali si è ritenuto oppor-
tuno lasciare facoltà agli
Stabilimenti interessati di
provvedere direttamente;
2) un Ispettorato Tec-
nico il quale deve control
lare lo sviluppo delle fasi
esecutive presso gli Stabi-
limenti, coordinarne il la-
voro e accertare, durante
la costruzione, il progres-
sivo avanzamento;
3) un Ufficio Acquisti
che provvede agli acquisti
di carattere generale co-
muni dei vari Stabilimenti
meccanici e controlla quel-
li che per ragioni tecniche
dovessero essere diretta-
mente fatti dagli Stabili-
menti interessati.
Manca per contro un uf-
ficio accentrato dei pro-
getti data la natura varia
della produzione degli sta-
bilimenti meccanici, che
vanno dalle macchine ter-
miche, turbine, motori a
combustione, ponti, serba-
toi, materiali ferroviari,
impianti chimici, ecc., per
cui si è ritenuto opportu-
no lasciare presso gli sta-
bilimenti stessi gli uffici di
progettazione di questi
prodotti.
Alle singole Direzioni
degli Siabilimenti è stata
lasciata l'autonomia che
avevano limitatamente al-
la sola fase esecutiva del
lavoro comprendente cioè
l’organizzazione interna
per lo sviluppo delle com-
messe e la responsabilità
(continua a pagina 10)
ì)
57
MECCANICO,
Le prove del gruppo propulsore
della. turbocisterna
I tecnici seguono l'andamento delle
Sabato 25 settembre hanno
avuto luogo nella Sala Prove
turbine dello Stabilimento
Meccanico le prove ufficiali
del Gruppo propulsore della
Turbocisterna « Argea» di
proprietà dell’ Armatore Ca-
meli. Erano presenti alle pro-
ve oltre ai funzionari dei tre
Registri di Classificazione
American Bureau, Lloyd’s
Register, RINa., l’Armatore
dott, Cameli con i suoi colla-
boratori, il Direttore dello
Stabilimento Meccanico ing.
Cominetti, l’ing. Bozzo ed il
V. D. ing. Russo,
Il gruppo propulsore è co-
stituito da due turbine, una di
alta pressione ed una di bassa
pressione accoppiate ad un ri-
duttore del tipo a doppia ri-
duzione. Il vapore entra nella
turbina di alta pressione a 43
ata e 450° C. e scarica al con-
densatore ad una pressione di
0,05 ata. La potenza normale
sviluppata dall’apparato moto-
re è di 14,500 CV. asse a 110
giri/1’ dell’elica, mentre la po-
tenza massima è di 16.000 CV.
asse con 114 giri/l’ dell’elica.
E’ interessante notare che il
rotore di bassa pressione, la
cassa turbina di bassa pres-
sione, la cassa riduttore con
la ruota di seconda riduzione
sono costruiti con elementi
saldati. Si tratta di una ardita
progettazione che non costitui-
sce però una novità per lo
Stabilimento Meccanico essen-
do questo tipo di costruzione
entrato ormai nell’uso comu-
ne della nostra tecnica di
fabbricazione.
Le prove che si sono svolte
nella mattinata di sabato 25
settembre hanno avuto esito
soddisfacente ed hanno servito
a controllare il funzionamento
meccanico del gruppo limita-
tamente alle temperature dei
cuscinetti, alle vibrazioni del-
le turbine ed a tarare i dispo-
sitivi di sicurezza che devono
intervenire quando i giri del-
l’elica superano un determina-
to valore al di sopra di quello
normale.
G.M.S.
COMMESSE
Dal 25 settembre al 10 otto-
bre sono state acquisite varie
commesse, tra cui possiamo
segnalare:
Parte vapore e varie
Lavorazione per le
« Nuove Reggiane >» di 33 in-
telaiature per carrelli locomo-
tori.
— Lavorazione e ricottura
di 25 quadri di base in acciaio
per «Stabilimento Ferrovia-
rio ».
— Lavorazione di 28 eliche
per « Stabilimento Fonderia ».
Motori e complementi A.M.
— un Gruppo Marino Diesel
Ansaldo tipo Q 370/6R della
potenza di 600 cav. eff. a 275
giri al 1’ destinato all’Impre-
sa Cesare Davanzati di Anco-
na, per rimorchiatore in co-
struzione presso il Cantiere
« Navalmeccanica » di Seni-
gallia;
— un Gruppo Marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 della po-
tenza di 110 cav. eff. a 390 gi-
ri al 1’, destinato al Consor-
zio Calabro fra Cooperative
Pescatori, per un peschereccio
in costruzione presso il Can-
tiere Navale « Alla Via» di
Molfetta;
— un Gruppo Marino Die-
“Argea”
prove
sel Ansaldo tipo Q 265/4 della
potenza di 200 cav. eff. a 360
giri al 1’, con gruppo ausilia-
rio Diesel Dinamo compres-
sore pomva da 10 kW. desti-
nati all’armatore sig. Galatolo
Giuseppe di Livorno, per es-
sere sistemati su Mp. in co-
struzione presso il Cantiere
« Benetti » di Viareggio;
tre gruppi elettrogeni
D.A. tipo Ansaldo Maybach,
ognuno della potenza di 250
KVA. - 440 Volta - 1200 giri
al l’ per costruzione 207 -
A.S. Nato - in costruzione
presso C.R.D.A. - Cantiere di
Palermo.
AMA
Con
O 7° - E = ]
SI essl
tecnici
a Firenze e a Genova
Dal 19 al 26 settembre ha
avuto luogo a Firenze il XXI
Congresso Internazionale del-
le Associazioni Tecniche di
Fonderia, organizzato dal
Centro Fonderia dell’Associa-
zione Italiana di Metallurgia
(A.I.M.). Al congresso hanno
partecipato oltre mille dele-
gati in rappresentanza delle
principali fonderie del mondo.
Nella giornata dedicata al
convegno tecnico -internazio-
nale dei licenziatari della
« Mond Nickel », è stata di-
scussa, fra le altre, la relazio-
ne « Produzione della ghisa a
grafite sferoidale nella Fon-
deria Ansaldo » presentata dal
dr. Davide Masperi e dal p.i.
Carlo Ricci.
Nella mattinata di lunedì 27
un primo gruppo di circa 40
congressisti ha fatto una visi-
ta all’Ansaldo, recandosi alla
Fonderia, al Meccanico e al
Cantiere.
*
Nei giorni 30 settembre, 1,
2, 3 ottobre si è riunito in Ge-
nova il Congresso dell’Asso-
ciazione Termotecnica Italia-
na. Per l’Ansaldo sono state
presentate le seguenti memo-
rie: ing. G. Rappini: « Un pro-
blema attuale sulla qualità
delle nafte per i motori Die-
sel di grande potenza »; ing.
Ferrari Leuzzi: « Alcune con-
siderazioni sulle caldaie con
combustione in pressione »;
ing. Zancani: « Studio sulla
combustione sommersa ».
Una visita del congressisti
alla nostra Fonderia
Nel pomeriggio del giorno
29 settembre hanno visitato la
Fonderia alcuni tecnici di dit-
te estere licenziatarie della
« Mond Nickel », reduci dal
21.0 Congresso Internazionale
della Fonderia tenutosi a Fi-
renze dal 19 al 26 setiembre.
I visitatori, particolarmente
interessati alla produzione
della ghisa a grafite sferoida-
Il turboalternatore per la
Nella Sala Prove Turbine
del Meccanico sono state ef-
fettuate negli scorsi giorni le
prove al banco di un Turbo-
alternatore a contropressione
destinato alla Centrale Elet-
trica della Società Fibracolor
di Tordera (Spagna).
Le caratteristiche tecniche
del gruppo sono le seguenti:
potenza continua sviluppata
dalla macchina kW. 1000; con-
dizione del vapore all’ammis-
sione 34 Ata 410° C; condizio-
ne del vapore allo scarico 7 fl
Ata 244° C.
La corrente elettrica pro-
dotta è alternata trifase a 6000
Volts - 50 periodi.
Le prove sono durate com-
plessivamente tre giorni e
l'esito di esse è stato del tut-
to soddisfacente. Il gruppo è
ora in partenza per la Spagna
dove sarà raggiunto da nostri
le, oltre a compiere una visita
a tutto lo stabilimento, hanno
assistito ad alcuni trattamenti
dimostrativi per la produzio-
ne di questo tipo speciale di
ghisa, eseguiti secondo il pro-
cedimento brevettato Ansaldo,
La visita si è conclusa con
un’ampia e animata discussio-
ne nella sala riunioni del la-
boratorio, durante la quale
sono stati esaminati tutti i
problemi tecnici ed economici
del procedimento Ansaldo. Le
conclusioni sono state illustra-
te con particolare rilievo da
Mr. Gagnebin della « Interna-
tional Nickel Co» di New
York, da Mr. Braidwood, del-
la «Mond Nickel Co.» di
Londra, e da Mr. Ballay, del
« Centre d’Information du
Nickel » di Parigi.
ani
CARPENTERIA]
La nuova travata
della Chivasso-Aosta
Il 6 ottobre, durante l’'in-
tervallo fra il passaggio di due
treni passeggeri, è stata posta
in opera al km. 88,785 della
linea Chivasso-Aosta la nuova
travata sulla Dora costruita
dalla nostra Carpenteria e del
cui collaudo è stata data no-
tizia nel 2.0 numero de l’«An-
saldino». La travata, lunga 52
metri, è stata sistemata dalla
impresa Pietro Moglia, da _noi
incaricata per tale compito. La
delicata operazione di sostitu-
zione della vecchia travata con
‘la nuova si è svolta regolar-
mente con piena soddisfazio-
ne delle F.S. e senza che il
traffico ferroviario abbia su-
bìto intralci. Per le F.S. erano
presenti gli ingg. Viglini, Dra-
gone, Fatuzzo, Mascheretti,
Ballatore ed il geom. Schiavi;
per la Carpenteria Ansaldo il
tecnico Lorenzo Scagliarini.
“Fibracolor”
Tecnici che provvederanno a
montarlo definitivamente ed a
metterlo in esercizio.
AZIENDALE >
SFODERA
bre sono state acquisite ordi-
nazioni ner complessive 70.000
ore circa di mano d'opera. So-
no degne di maggior rilievo
le ordinazioni di tamburi in
ghisa Meehanite per la Socie-
tà Fergat di Torino, di car-
| ters per la Società Meccanica
della Melara di La Spezia, di
lingottiere per la Siac, di getti
vari in ghisa per la Società
| Motomeccanima di Milano e
di eliche in bronzo al manga-
nese per conto dei Cantieri
Baglietto di Varazze e Pic-
chiotti di Viareggio.
Il corso di “primo intervento”
Nell'ambito dell’attività del
Comitato Antinfortunistico
della Fonderia, si è concluso
recentemente un corso di pri-
mo intervento tenuto dal dott.
Torriggia.
Al corso hanno partecipato
operai volontari scelti nei va-
rii Reparti. Ecco i nomi: Pao-
lo Gallinotti, Giovanni Fat-
tone, Marco Passalacqua, Giu-
| seppe Odone, Giacomo Di Bel-
la, Emanuele Fiorito, Marcel-
lo Pavesi, Salvatore Selis,
. Gaetano Vigo, Giovanni Bruz-
zone, Luigi Lavagetto, Gio-
vanni Giannini, Elidio Betag-
gio, Natalino Tagliati.
COMMESSE
Durante il mese di Settem-
(n motore dell'Ansaldo
alla Scuola di Porto S. Stefano
Con l’assistenza del Mini.
stero della Marina Mercantile
(Direzione generale pesca e
demanio marittimo) e con la
collaborazione del Ministero
agricoltura e foreste, l'’ENEM
istituirà, presso la sua Scuola
professionale di Porto S. Ste-
fano, speciali corsi pratici di
navigazione, per motoristi,
capi barca e marinai da impie-
garsi sul naviglio minore.
Alla bella realizzazione ha
concorso la nostra Società che
ha dotato gratuitamente di un
motore da 225 Cav. sovrali-
mentato, il Motopesca « Ma-
donna della Fiducia » — di 70
tonn. — di proprietà del-
l’ENEM, che è poi il vecchio
e glorioso S. Teodoro, sul qua-
le già fecero il « piede mari-
no » e si educarono alle ma.
novre della pesca e della vela
molti giovani, oggi anziani la-
voratori del mare.
Rimesso a nuovo il « S. Teo-
doro », e modernamente moto-
rizzato, sarà adibito anche a
campagne sperimentali di pe-
sca, a studi e a ricerche. Avrà
base a Porto S Stefano che,
con le vicine marinerie di Por-
toercole, Castiglione della Pe-
scaia e Follonica, rappresenta
il più importante complesso
armatoriale peschereccio del
Tirreno.
Il Reparto modellisti della Fonderia ha costruito, per lo
‘ delle
FERROVIARIO
La prova delle locomotive greche
Le locomotive nel parco ferroviario di
Il 26 agosto si è svolta in
Grecia la prova ufficiale delle
locomotive che l’Ansaldo e la
Breda, con la collaborazione
delle Reggiane, hanno proget-
tato e costruito per le Ferro-
vie dello Stato Greco (SEK).
La principali caratteristiche di
queste locomotive sono state
già date nel n. 6. Integriamo e
proseguiamo l’argomento con
alcune notizie riguardanti la
prova ufficiale, prova che,
unitamente al relativo verbale
di collaudo, ha rappresentato
la formale ed ufficiale accetta-
zione delle macchine da parte
Ferrovie dello Stato
Greco. La prova è stata effet-
tuata da una locomotiva tipo
2-10-2 trainante un convoglio
di 451 tonn. sul percorso Ate-
ne-Larissa di km. 344, percor-
so severo nel suo andamento
sia planimetrico che altime-
trico. Circa le velocità dicia-
mo subito che sono state de-
cisamente sorpassate quelle
contrattuali, per quel carico
rimorchiato, che erano di 90
km-ora in pianura e 40 km.
ora su pendenza del 20 per
rà prossimamente nella fase
di realizzazione.
Infatti negli scorsi mesi si è
fatto molto lavoro, sulla base
dei disegni che via via ci sono
stati inviati dalla Compagnia
Internazionale Vagoni Letto,
per la preparazione delle at-
trezzature e gli approvvigio-
namenti dei materiali.
L’ allestimento interno di
queste carrozze, e così pure
gli arredamenti, saranno di
nuovo tipo, con l’impiego di
moderni materiali intonati al-
l'acciaio inossidabile impie-
gato nella costruzione della
cassa. Nel programma di fat-
tiva ed amichevole collabora-
zione che la nostra Azienda
intende sviluppare con l’O.A.
R.N., sono stati affidati alla
Salonicco
O.A.R.N. stessa tutti gli spe-
ciali arredamenti interni di
queste carrozze.
Il giorno 23 settembre ab-
biamo avuto la gradita visita
del Presidente dell’O.A.R.N.
ing. Cerruti, accompagnato
dai suoi collaboratori rag. Del
Brenna, ing. Badano e sig.
Parodi, con i quali si è fatto
il punto della complessa si-
tuazione di lavoro. Questa vi-
sita ci ha fatto particolar-
mente piacere in quanto è in-
dice dell'impegno con il qua-
le l’O.A.R.N. svolge l’incarico
affidatole e ci è di buon au-
spicio per la felice conclusio-
ne di questa collaborazione
nei riguardi della Compagnia
Internazionale Vagoni Letto,
nostra ottima cliente.
LIVORNO
Stabilimento Meccanico, un modello di formatura di un com-
pressore assiale per l’estrazione di gas incondensabili dai
condensatori di due gruppi turbogeneratori ciascuno della po-
‘tenza di 12500 kW. destinati agli impianti di Larderello. La
foto rappresenta una cassa d'anima in legno facente parte
del modello, a cui sta lavorando l'operaio Riccardo Campi.
mille: nel primo caso sono
stati quasi raggiunti i 100 km.-
ora e, nel secondo, circa i 50
km.-ora.
La prova, col suo risultato che
potremmo definire. brillante
| MUGGIANO |
Un documentario
Durante i lavori di ripara-
zione subiti dalle navi irania-
le « Babr» e « Palang» nel
antiere di Muggiano, è stato
irato un documentario sulle
sta e dell’uscita delle navi
esse da un bacino di care-
naggio dell'Arsenale M.M. Il
Im è stato diretto dal Coman-
nte Marc’Antonio Bragadin,
soggettista e sceneggiatore di
vari films di notevole interes-
se. Oltre a scene di lavoro so-
no state anche effettuate ri-
prese della vita degli Ufficiali
e degli equipaggi del « Babr »
e del « Palang » durante la lo-
ro permanenza alla Spezia, ri-
prese alle cuali hanno presen-
ziato il Generaie Raafat, Capo
della Missione navale iraniana
in Italia, e il Capo di S. M.
Ammiraglio Shahin,
ha destato l’ammirazione ed il
plauso dei presenti, tra cui
erano le maggiori Autorità
delle Ferrovie dello Stato
Greco (SEK) e rappresen
tanti del Ministero Greco dei
Rifornimenti (EPA). L’Ansal-
do Ferroviario aveva inviato.
in occasione della prova, il
proprio ing. Campanile. Si è
conclusa così, per la parte la-
voro, questa importante com-
messa, onore e vanto della
nostra industria,
Le 19 vetture letto
La costruzione delle 15 vet-
ture letto in acciaio inossida-
bile che, come è noto, sono
state assegnate in commessa
al nostro Stabilimento, entre-
CITTA
UITIRENTO CT
creo
Per la Centrele termoelettrica da 3000 kW. della Società
Elettrica dell'Elba (S.E.D.E.) il Cantiere di Livorno ha co-
struito un evaporatore, due condensatori. cinque riscaldatori,
un degasatore e un raffreddatore.
L' Ansaldo:
alle ere.
Anche quest'anno l’Ansaldo ha partecipato al-
le varie Fiere che, tanto in Italia quanto all’este-
ro, hanno presentato un particolare interesse per
la valorizzazione della sua produzione.
Tra i mezzi propagandistici quello che viene
offerto dalle Fiere è fuor di dubbio fra i più pra-
tici ed efficaci. Il prodotto viene direttamente
esposto all’attenzione del pubblico e coloro che
hanno interesse a farne acquisto sono posti nella
più favorevole condizione di valutazione e di
scelta. Le fiere sono i punti di convegno delle at-
tività più varie e offrono quindi, tra gli altri van-
taggi, anche quello di formare una vasta cono-
scenza dei prodotti che vi si espongono e di con-
seguenza un’apertura sempre più importante del
mercato.
L’Ansaldo ad esempio ha un interesse parti-
colare a rendere sempre maggiore la conoscenza
di quei motori marini che costituiscono una delle
sue produzioni specializzate tra le più apprezzate
Ed è proprio sui motori che essa ha concentrato la
sua attività propagandistica esponendoli in tutte
le Fiere alle quali ha partecipato. Il gruppo Diesel
marino 2131/45 è stato infatti presentato a Pa-
lermo alla Fiera del Mediterraneo (25 maggio-
10 giugno); a Napoli all'Esposizione Internaziona-
le della Navigazione (15 maggio-17 ottobre); alla
Fiera di Ancona (7-25 luglio); alla Mostra Mer-
cato del centro peschereccio di Mazara del Vallo
(22-29 agosto); alla Fiera del Levante a Bari (9-27
settembre) e alla Fiera di Zagabria (3-14 settem-
bre). Col motore è stato presentato il gruppo elet-
trogeno 1620/4 e mentre a Palermo sono stati
anche esposti i modelli della « Sampierdarena »
(la famosa prima locomotiva uscita cento anni or
sono dalle officine Ansaldo) e della T/c. « Tena-
cia », a Napoli il motore sovralimentato è stato
messo in mostra con un montaggio in legno di un
peschereccio. A Zagabria infine un vasto assorti-
mento di utensileria meccanica costituiva una in-
teressante cornice ai nostri Diesel. A proposito di
Zagabria è da rilevarsi che il padiglione ansal-
dino ha ottenuto un successo particolare attirando
l’attenzione dei privati e degli agenti ufficiali del
Governo di Belgrado.
Le varie città nominate in questa rapida ras-
segna indicano anche al lettore meno attento che
la propaganda dei prodotti Ansaldo si è rivolta
a quelle zone dove i già noti motori Diesel pos-
sono conseguire un sempre più largo colloca-
mento, e ciò specialmente laddove si vanno svi-
luppando e potenziando le flottiglie dei motope-
scherecci.
Alla Mostra Nazionale del Metano poi, svol-
tasi a Piacenza tra il 9 e il 19 settembre, l’Ansal-
do ha voluto essere presente con un motore 2131/6
a metano, che ha funzionato con assoluta regola-
rità per tutto il tempo della mostra, direttamente
allacciato al metanodotto e suscitando il più vivo
interesse. Padiglioni ansaldini sono stati allestiti
anche alla « Esposizione Europea della Macchina
Utensile », svoltasi a Milano dal 14 al 23 settem-
bre e alla « Mostra delle Macchine di Fonderia »
a Firenze (19-28 settembre).
Un particolare cenno merita la partecipazione
dell’Ansaldo, nel padiglione del Gruppo Finmare-
Finmeccanica, alla Triennale di Milano, poichè in
questa sede altamente qualificata si sono potuti
valorizzare gli arredamenti e le attrezzature del-
la modernissima « Cristoforo Colombo ».
L’ultima e più notevole manifestazione è stata
recentemente compiuta al « Salon Nautique Inter-
national» che si è aperto a Parigi il lo ottobre.
Le stand dell’Ansaldo, allestito completamente
dal Servizio Propaganda su progetto del nostro di-
pendente pittore Rocco Borella, ha riscosso up
caloroso consenso da parte del pubblico parigino,
presentando numerosi modelli di motori marini e
industriali. Il giorno dell’inaugurazione lo stand
è stato visitato dal Presidente della Repubblica
Francese M, Coty e dal nostro Ambasciatore a
Parigi Quaroni, che hanno formulato i migliori
apprezzamenti sull'opera della nostra Società.
> tt
si
= ANSALMEO
In alto da sinistra: Il Presidente della Repubblica Francese M. Coty (a sinistra) e l'Am:
basciatore Quaroni al nostro stand del «Salon Nautique ». Lo stand Ansaldo a Parigi. Ur
modello sezionato della « CrIstoforo Colombo » alla Triennale di Milano (sopra) e il grup.
po elettrogeno 1620/4 a Zagaoria (sotto). In basso da sinistra: Il padiglione Finmare
Finmeccanica alla Triennale. Il Presidente del Consiglio on. Scelba, ricevuto dal V. Di-
rettore Centrale dr. Bima, al nostro stand alla Fiera del Levante
Libri scolastici
a pagamento rateale
Per il corrente anno scola-
stico i nostri iscritti potranno
godere del beneficio di acqui-
stare libri scolastici con pa-
gamento in cinque rate, usu-
fruendo di uno sconto che ver-
rà in seguito stabilito. Coloro
che desiderano
della facilitazione debbono
attenersi alle seguenti preseri-
zioni: 1) compilare in ogni
sua parte l’apposito modulo. I
moduli sono disponibili pres-
so i delegati di stabilimento e
presso la segreteria del Cral
— Villa Maria — Ge-Sestri,
Tel. 40564; 2) far vistare i
moduli dall’ufficio personale o
mano d’opera di stabilimento;
3) presentare i moduli, com-
pilati e vistati come sopra-
detto, al delegato di stabili-
mento per il benestare della
segreteria del Cral; 4) prov-
vedere personalmente con i
buoni vistati all'acquisto dei
libri presso la libreria che
verrà loro indicata.
Si raccomanda agli interes-
sati di accertarsi che la libre-
ria fornitrice segni sul modu-
lo, in corrispondenza di cia-
scun volume consegnato, il co-
sto relativo e depenni i volu-
mi richiesti che non potesse
fornire.
Gita a Napoli
Pompei e Capri
Ecco il programma di massì-
ma della gita che si effettuerà
dal 31 ottobre al 4 novembre:
Domenica 31 ottobre: ore
6,10 partenza da Genova Bri-
gnole - dalle 13,15 alle 15,35
sosta a Roma - ore 18,30 ar-
rivo a Napoli Centrale, siste-
mazione in albergo, cena, se-
rata libera.
Lunedì 1.o novembre: gior-
nata libera.
Martedì 2 novembre: ore
7,05 partenza da Napoli Cen-
trale per Pompei (visita agli
scavi e al Santuario) - ore
18,01 partenza da Pompei
(Santuario) - ore 18,40 arrivo
a Napoli, Piazza Garibaldi.
Mercoledì 3 novembre: gior-
nata libera (gita facoltativa a
Capri).
Giovedì 4 novembre: ore
8,16 partenza da Napoli Cen-
trale - dalle 10,50 alle 16,50
sosta a Roma - ore 24 arrivo
a Genova Brignole.
Sistemazione in albergo a
Napoli: Albergo Nazionale,
Via Alessandro Boerio 11 {ca-
mera a 1, 2, 3 letti). Pasti a
Napoli: Ristorante Vincenzo,
Via Alessandro Boerio, 39
(minestra o pasta asciutta,
Mu»
beneficiare. |
i
K sa To 2 ce
ITDISEGNEDERINOSTRO: CON EG;RSO
Danilo Morgantini: Naviglio di Milano.
secondo con contorno, frutta,
1/4 di vino).
Quote di partecipazione
(comprendono viaggio Geno-
va - Napoli - Pompei e ritor-
no, pernottamenti, pasti, in-
gresso agli scavi, percentuali
di servizio, tasse, mance, ecc.).
E’ escluso il pasto del 2 no-
vembre a Pompei. Ansaldini e
familiari: L. 13.500 (in con-
tanti) oppure L. 15.300 (Buoni
Enal). - Non ansaldini: Lire
14.000 (in contanti) oppure
L. 15.800 (Buoni Enal). - Ra-
gazzî (inferiori ai 14 anni) L.
10.500 (in contanti) oppure
L. 12.000 (Buoni Enal). - Solo
soggiorno (per chi fruisce di
biglietto ferroviario proprio)
L. 7.500 (in contanti) oppure
L. 8.500 (Buoni Enal). - Quo-
te extra (facoltative) da pre-
notare all’atto dell’iscrizione:
colazioni in camera (caffè lat-
te, brioches, burro, marmella-
ta) L. 200 giornaliere. - Gita
a Capri (viaggio in motonave,
visita alla Grotta Azzurra e
ad Anacapri, pranzo in alber-
go a Capri, trasporto in pul-
mann dall’albergo Nazionale
al Porto e viceversa, mance,
ingressi, guide, ecc.) L. 3.400.
- Pasti nelle soste a Roma: L.
700 per pasto presso il Risto-
rante Barile d’Oro, via Del
Biscione 71.
Per informazioni ed iscri-
zioni (accompagnate dalla
quota di partecipazione) ri-
volgersi al Direttore di gita,
sig. Bartolini (MEC/SAM)
non oltre il 20 ottobre corren-
te. Numero minimo di parte-
cipanti: 50.
Biglietti a riduzione
per le partite di calcio
Si avvertono gli associati
che, allo scono di avere mag-
giori possibilità di soddisfare
tutte le richieste di biglietti
a riduzione Enal per le par-
tite di calcio della Sampdoria
e del Genoa, è necessario far
pervenire le prenotazioni alla
sede del Cral (Villa Maria) a
Sestri, tramite il delegato di
Stabilimento, entro e non ol-
tre il giovedì — ore 17 — di
ogni settimana. Si avverte
inoltre che all’ingresso del
campo sportivo, unitamente al
biglietto a riduzione, verrà ri-
chiesta la tessera dell’Enal.
Sezione bocce
La sezione bocce del Cral
Ansaldo ha cominciato la sua
attività di quest'anno verso
la metà del mese di febbraio.
Sono state effettuate 22 gare
provinciali nell’ambito della
F.I.G.B., con la partecipazio-
ne di 110 giocatori che si so-
no affermati brillantemente,
vincendo diverse coppe e più
di 100 medaglie d’oro.
Sono state inoltre svolte 3
gare sociali di bocce, 1 gara a
carte (cirulla) e 1 al calcio
balilla,
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ichiamare l’attenzione sul-
l’importanza della tavola
in un paese iatino mi sem-
bra inutile. Qui da noi quel-
la del cucinare è un’arte
che, contrariamente a quan-
to si potrebbe superficialmen-
te pensare, ha le sue radici
più profonde nella tradizione
popolare che ha dato vita ad
una inalienabile tradizione.
Se, infatti, la cucina da grand-
hétel è proprio la più cosmo-
polita e meno nazionale, quel-
la popolare è la più caratte-
ristica e, in fondo, quella che
più risponde ai bisogni della
maggioranza.
Si potrebbe facilmente 0s-
servare che per le nostre mas-
saie il « problema » della ta-
vola si riduce a un problema
di « cassa »: ma appunto te-
nendo conto dei limiti del bi-
lancio io vorrei invitare le no-
stre brave massaie ad alcune
considerazioni di carattere
generale e, quindi, a consi-
gliarsi reciprocamente alcune
ricette che, senza essere par-
ticolarmente dispendiose, val-
gano a variare il tradizionale
menu. Che tale esigenza sia
sentita è dimostrato anche
dalla lettera che ci hanno
scritto alcune lavoratrici del
Fossati e che abbiamo pubbli-
cato nel numero scorso.
Vorrei cominciare coll’am-
monire quelle donne che pre-
tendono di ripresentare a ta-
vola gli avanzi del pasto pre-
cedente così come si trovano,
credendo di compiere una ope.
razione economica. Il risulta-
to cui vanno incontro è quello
di esasperare gli uomini che
«non vogliono mangiare gli
avanzi » e spesso la cosa fi-
nisce in una lite, in cui la
donna crede ancora di aver
ragione e ha torto marcio. Con
un po’ di fantasia e un po’ di
applicazione, invece, si può
utilizzare quello che è rima-
sto, con buona pace di tutti:
il risotto rimasto a mezzo-
giorno, ad esempio, mescolato
ad un uovo con l'aggiunta di
qualche droga, appallottolato
con le mani, avvoltolato nel
pane grattugiato e quindi frit-
to, si trasforma per la sera
in squisiti « croquettes »; la
rimanenza dell’arrosto, taglia-
ta a quadrettini, con qualche
patata pure tagliata a qua-
drettini e un po’ di piselli me-
scolati col sugo dell’arrosto
stesso e posto in una sfoglia
si trasforma, messo al forno,
in un eccellente ed appetitoso
piatto.
Non mi inoltrerò poi a par-
lare di calorie e di vitamine,
ma ricorderò empiricamente
che il pesce, le uova e il for-
maggio sono ottimi sostituti
della carne, che l’olio è più
facilmente assimilabile del
burro e che i cibi naturali,
poco drogati, sono i più salu-
tari.
Ed ora veniamo alle ricette.
Io penso che sarebbe utilis-
simo uno scambio di ricette
tra le nostre massaie, che in-
vitiamo appunto a mandarci
. le proprie.
Io comincerò col prospettar-
ne due, ma invito le gentili
lettrici a comunicarmi le loro
ricette preferite, affinchè pos-
sano essere così rese note e
servano a promuovere tra noi
uno « scambio delle cucine ».
Sarà un sistema utilissimo,
perchè voi sapete che spesso
in alcune famiglie si sono tra-
mandate nel tempo delle ri-
cette che sono presso altri
completamente sconosciute.
1) « Fricassea alla genove-
se ». - Per una tavola di quat-
tro persone occorrono tre etti
di carne di vitello o maiale;
mezzo etto di pignoli; 1 seda-
no; 1 cipolla; olio e burro.
Si taglia la carne @ pezzetti
e si fa rosolare nell’olio e bur-
ro. Si aggiungano poi i pigno-
li, in parte interi e in parte
tritati. Quando il tutto comin-
cia ad assumere una tinta do-
rata, si aggiunga il sedano
bianco a pezzettini.
Intanto, da parte, si farà ro-
solare una cipolla tritata fi-
nemente, che ora sì verserà
nel tutto. Quindi sì sorveglie-
rà la cottura aggiungendo bro-
do o acqua, fino ad ottenere
un piatto squisito e odoroso,
che piacerà a tutti.
2) «Uova a pipetta». -
Questo piatto che così erg
chiamato in casa mia, può co-
stituire una cena gustosa e nu-
triente. Si preparano le uova
(diciamo una a testa) nel mo-
do seguente: si fanno bollire
finchè siano sode, poi si to-
glie naturalmente il guscio, e
si tagliano a metà, quindi si
mettono a friggere in una pa-
della con olio, avendo cura
® VITA DI CASA *
che la parte tagliata resti ver-
so il basso, quando acquistano
un colore dorato si girano e sì
lasciano ancora un momento
al fuoco aggiungendo, a que-
sto punto, prezzemolo tritato
finemente con uno spicchio di
aglio, egualmente tritato, sale
e pepe. A parte si sarà pre-
parato intanto un bel piatto
di patate fritte, attorno al
quale si me teranno ora le
uova « a pipetta » e sì servirà
il tutto caldo.
Buon lavoro, dunque, e
buon appetito, e... mandatemi
tante ricette.
LILIANA
Î
Questo film ha avuto il
leone d’argento alla recen-
te Mostra di Venezia, ed
una segnalazione speciale
del Centro Cattolico Inter-
nazionale del Cinema.
Zampanò (Anthony
Quinn) è un girovago, di
quelli che spezzano le ca-
tene col torace nudo, e,
con diecimila lire date al-
la madre, vedova con quat-
tro figli che si stanno mo-
rendo di stenti, si porta via
una ragazza un po’ tocca-
ta, Gelsomina (Giulietta
Masiero, moglie del regi-
sta del film) che In segui-
rà come un cagnolino, fc
cendo da manaiare, suo-
nando un po? la tromba. fa-
cendo il airo col pinttino,
buscandosi dal bestiale
Zamnanò (lui non ha colpa,
è così, come un cane che
ti auarda e sembra voglia
parlare, e innece abbaia...)
busse e insulti.
LUN OST
CINESELEZIONE
“La slrada”
L’umanità della ragazza,
soffocata dagli stenti e dal-
la paura del bruto, è schiu-
sa dal violino del « matto »
(Richard Basehart) un
simpatico acrobata un po’
filosofo che sfotte quel
« bestione » di Zampanò il
quale, un giorno, lo percuo-
te così brutalmente da uc-
ciderlo.
La ragazza, inorridita
dal crimine al quale ha as-
sistito, brancolando nel
buio della mente malata,
resta ossessinnata dal ricor-
do del « matto » e Zam-
panò la abbandona perciò
lungo una strada coperta
di neve, e continua, solo
come un lunpo, la propria
vita di girovago. Dopo mol-
ti anni viene a sapere ca-
RI
sualmente che Gelsomina è
morta, e ciò squarcia le te-
nebre della sua incallita
brutalità e fa penetrare in
lui un lampo di umanità:
Zampanò piange.
Tutto quello che è stato
creato da Dio serve: anche |
la povera Gelsomina, la ra- |
gazza « toccata» è stata |
uno strumento per parlare |
alla coscienza abbrutita di
un uomo. La coscienza
umana, anche la più incal-
lita, è sempre accessibile
ad un raggio di bontà, sem-
pre. Questa la morale del
film, diretto con impegno
da quel Federico Fellini
che ci diede « I Vitelloni »,
film premiato a Venezia
l’anno scorso e che sta pre-
parando, appunto, la con-
tinuazione di quei « Vitel-
loni » con il film « Moral-
do in città ».
IL PORTOGHESE
Z
CONCORSI
Ecco un’altra fotografia tagliata a pezzi e il cui soggetto scopriranno quei lettori che ricom-
porranno lo scompigliato mosaico. Fra coloro che ci invieranno la fotografia ricostruita, ver-
ranno estratti: un orologio da polso, una penna « Aurora », due portafogli in pelle, Inviare
le soluzioni entro il 5 novembre,
SOLUZIONE DEI DUE REBUS PUBBLICATI SUL N. "7: 1) Stabilimenti Ansaldo, 2) Coro natali-
zio di pastorelle. I/ sorteggio tra coloro che hanno inviato la soluzione ha favorito gli ansal-
dini: Vito Calogero (Mec): un vaso di cristallo; Delia Saba (Mec): una matita d’argento a quat-
tro colori; Mario Calvia (Can): un posacenere di cristallo e una matita automatica; Agostino
Rovegno (Mec): un portafogli in pelle e una matita automatica.
nei francobolli
Come annunziato nel
precedente articolo, sone u-
sciti i cataloghi per la sta-
gione 1955. Sia il Sassone
che l’Yvert-Tellier si pre-
sentano notevolmente mi.
gliorati rendendo più age-
vole la consultazione,
Il prezzo di mercato del
Sassòne completo è di Lit.
1.250 (il medio L. 800 ed il
piccolo L. 125) e dell’Yvert
Tellier Lit. 4.800. La no- |
stra Sezione li ha ottenuti
a Lit. 1.100 e Lit. 3.900. |
Sfogliando il Sassòne si
nota che il prezzo minimo
è di L. 5, ogni quotazione
è aumentata in media del
5-10%, esclusa Trieste che
ha aumenti ben superiori.
Il prezzo più caro è sem-
pre il 3 lire giallo-ocra di
Toscana emesso nel 1860
che, nuovo, costa 3 milioni.
Anche l’Yvert- Tellier
quota il prezzo minimo di
5 franchi francesi; le altre
quotazioni sono tutte mul-
tiple di 5 (addio lirette e
franchetti!). Ecco le quo-
tazioni massime:
1) USA - Posta locale di
Alexandria (Virginia) -
1846 - 5 cents. nero su car-
ta blu, timbrato: 6 milioni
di franchi - non si conosce
nuovo,
2) Isola di Maurizic -
1847 - 1 d. vermiglio e 2 d.
indaco; ogni esemplare
nuovo: 5 milioni di franchi
- ne esistono solo due per
ogni valore.
Il tanto decantato « più
raro francobollo del mon-
do », il Guyana inglese 2 c.
rosa del 1850, rimane anco-
rato a 3 milioni di franchi,
timbrato; non si conosce
nuovo.
Curiosità: il più piccolo
francobollo del mondo è il
* d. rosa di Terra Vitto-
ria, 1874, e misura mm.
10,5 x 19.
I più grandi formano una
serie di 3 valori, delle stes-
se dimensioni, emessa negli
USA, per i giornali, nel
1866, e misurano ciascuno
mm. 53 x 96.
CERVETTI.
PT ———_ò
Il Moto- Club Ansaldo
al Raduno di (anelli
Domenica 19 settembre un
folto gruppo di motociclisti
del moto-club Ansaldo ha par-
tecipato al Raduno dell’« Asti
Spumante » a Canelli. I soci,
partiti alle 7 da Sampierda-
rena, sono giunti a Canelli al-
le 10,30, ricevuti calorosamen-
te dalle autorità cittadine e
dai dirigenti del moto-club lo-
cale. Dopo una minuziosa vi-
sita allo Stabilimento Gancia,
dove signorilmente accolti
hanno potuto degustare i pre-
giati vini della zona, i motoci-
clisti si sono recati a visitare
la caratteristica cittadina. Nel
pomeriggio il moto-club ha
ricevuto un’artistica targa,
quale 4.0 premio del raduno,
offerta dall’Ente del Turismo
di Asti. Il ritorno ha avuto
luogo in perfetto ordine.
10
L'ORGANIZZAZIONE
della Direzione Generale
(continuaz. dalla pag. 3)
sul buon impiego della mano
d’opera e dei materiali nelle
quantità e nei tempi stabiliti in
sede preventiva.
Settore Amministrazione Ge-
nerale - Nel campo amministra-
tivo la Direzione Generale deve
esplicare un’attività che può
considerarsi «operante» per
quanto concerne la contabilità
generale aziendale e la com-
partecipazione nelle aziende af-
filiate, e «di controllo» per
quanto si riferisce alle funzioni
ispettive sui magazzini, sulla
contabilità industriale ed ammi-
nistrativa degli Stabilimenti.
Le innovazioni apportate nel
campo amministrativo consisto-
no essenzialmente nell’avere ri-
costituito l’Ispettorato Ammini-
strativo quale organo di control-
lo sugli Stabilimenti e di avere
avocato al centro le funzioni di
«incassi e pagamenti » che nel
periodo di autonomia degli Sta-
bilimenti avevano dato luogo a
numerosi inconvenienti deri-
vanti da difformità nei criteri
usati dai singoli Stabilimenti
verso gli stessi clienti e forni-
tori.
Direzione Centrale - Nella Di-
rezione Centrale sono stati riu-
niti tutti i servizi centrali che
interessano e sono a comune coi
vari Stabilimenti nonchè ie fun-
zioni di coordinamento del per-
sonale, sia dal nunto di vista
economico che sindacale.
Restano pertanto nella sua
competenza: 3
1) l'Ufficio Impianti, per lo
studio, l’attuazione ed il collau-
do dei progetti di grande tra-
sformazione e di nuovi im-
pianti;
2) l'Ufficio Personale, che
si occupa di tutte le pratiche di
carattere economico e sindacale
relativo al personale dipenden-
te, impiegati ed operai, e svolge
opera di controllo sugli Stabili-
menti per la applicazione delle
disposizioni emanate in mate-
ria;
3) VUfficio Coordinamento
Personale di Vigilanza;
4) i Servizi di Assistenza
Sociale;
5) i Servizi Ausiliari comu-
ni (trasporti, manutenzione e-
lettrica, manutenzione edile,
servizio telefonico, ecc.).
Sono nati
26 agosto: LOREDANA, figlia di
Della Casa Enea (Mec) - 27 agosto:
FRANCA, figlia di Andreani Alde-
maro (Mug) - 28 agosto: CLIZIA,
figlia di Milo Pasquale (Fon) - 29
agosto: GIOVANNA, figlia di Tad-
dei G. B. (Mug) - 31 agosto: AFRA,
figlia di Gaggero Agostino (Can) -
3 settembre: BENEDETTA, figlia di
Cavallino Pietro (Mec) - GRAZIA,
figlia di Chelossi Gerolamo (Can) -
9 settembre: GIUSEPPE, figlio di
Muzio Pietrino (Mug) - 12 settem-
bre: LAURA, figlia di Zumerle Emi-
lio (Mef) - PAOLO, figlio di Cavi-
glia Luciano (Can) - STEFANO, fi-
glio di Lubrano Aldo (Liv) - 15
settembre: MAURIZIA, figlia di
Chiacchio Prospero (Mef) - MARIA,
figlia di Ferrari Bruno (Can) - 21
settembre: MARA, figlia di Ponte
Giuseppe (Dig) - ROSA, figlia di
Filiberti Luigi (Can) - 29 settembre:
GIULIANA, figlia di Tartarini Fran-
cesco (Mug) - 30 settembre: DO-
MENICO, figlio di Gaggero Pietro
(Fon).
A tutti i piccolissimi « ansaldini »
e ai loro genitori i nostri auguri più
fervidi,
uota
Tempo
Si sono sposati
21 agosto: GASPAROTTI Elio
(Mug) con Bertolani Maria - 30 ago-
sto: BOCCONE Luciano (Mec) con
Musso Angela - CARASSALE Gino
(Mug) con Corigliano Antonina - 5
settembre: CAVALCA Giovanni
(Mec) con Greco Bianca - 6 settem-
bre: NISTA Sergio (Liv) con Ma-
rinari Cosetta - 16 settembre: CHE-
SI Dino (Liv) con Ferrucci Marisa
- 18 settembre: RIZZELLI Giovanni
(Mef) con Piano Anna - REGGIANI
Gino (Mec) con Saracina Lucia -
19 settembre: BRUCIANI Azeglio
(Mec) con Bergonzini Rina - DEL-
LEPIANE Carlo (Can) con Poggi
Maria - MINAFRA Donato (Can)
con Calderoni Rosa - 25 settembre:
BOTTARO Cesare (Can) con Cot-
tini Carla - 26 settembre: PAMPI-
RIO Pietro (Can) con Molinari Ma-
ria - TRAVERSO Luciano (Can)
con Levaggi Anna - 2 ottobre: CAR-
TASEGNA Eugenio (Mec) con Ca-
nessa Colomba.
Agli sposi i nostri vivissimi auguri.
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MEP II:1:
* MAGAZZINI VITTORIA
SOPRABITI
MAGAZZINI VITTORIA
erre ez; FOSNFESERNE ANTE
Pubblichiamo per dovere di
obiettività il seguente artico-
lo del nostro impiegato signor
Antonino Dispenza, pur non
condividendo ‘alcuni dei suoi
punti di vista e soprattutto
non approvando certe sue fa-
cili generalizzazioni.
Approfitto del quindicinale che la
Societa ha messo a disposizione dei
suoi dipendenti per esprimere il
mio punto di vista su un argo-
mento d'attualità che sembra de-
stinato a prendere campo, ed al
quale auguro che non rimanga al-
lo stato di slogan: si tratta delle
Relazioni Umane.
ALCUNE PREMESSE,
Da qualche tempo nella fabbrica
si parla di « Relazioni Umane »; in
nome di esse ngono tenuti al
capi i corsi « T.W.l. »; di esse si
parla agli incontri di AJ)nssio. An-
che la stampa si occupa della co-
sa, riportando commenti più o me-
no dilfusi di convegni e riunioni
avvenuti in varie città d'Italia.
Tuttavia la massa dei lavoratori
è all'oscuro del reale signilicato
delle Kelazioni Umane, sia per la
poca chiarezza d'espressione della
stampa più o meno indipendente,
sia per la faziosità di quella dichia-
ratamente di parte, e considera
l'argomento continuazione del « ca-
pitalismo imperialista e reaziona-
rio », per sfruttare più elegante-
mente i prestatori d'opera a re-
sponsabilità limitata. Da qui è sor-
to l'equivoco, la diffidenza e, per
conseguenza, l'avversione alla dif-
fusione delle Relazioni Umane.
Vorrei che gli italiani si per-
suadessero a non valutare le buo-
ne idee e le buone azioni in fun-
zione della mazionalità d'origine
che esse hanno, ma poichè la men-
talità di un popolo non si può mo-
dificare in pochi mesi, sarebbe an-
che opportuno che coloro che trat-
tano argomenti educativi e morali
si astenessero dal fare riferimento,
nei limiti delle possibilità, a nazioni
le cui ideologie non sono bene ac-
colte dalle nostre masse lavoratri-
ci. Così, nella citazione di esempi,
sempre che non sia possibile ri-
manere nei conlini della penisola,
ritengo opportuno ricordare che
esiste la Svizzera, la Danimarca, la
Svezia, la Norvegia ed altre na-
socialmente progre:lite, che
zioni, )
hanno il vantaggio di non offrire
facili spunti polemici alle etero-
genee ideologie politiche nostrane.
Penso anche che non sia conve-
niente dare agli stranieri che ci
ascoltano l’impressione che noi
stessi ci consideriamo degli « zu-
lù » da civilizzare, nè alla classe
lavoratrice italiana l’impressione
che si propaghi questa 0 quella
concezione, anche se umanitaria,
per far piacere 0 dispetto all'una
o all'altra nazione straniera. Sia-
mo impulsivi, è vero, ed avremo
anche degli altri difetti da correg-
gere, ma non per questo dobbiamo
considerarci un popolo incivile, che
ha tutto da imparare dagli altri.
La povertà di materie prime del
nostro sottosuolo non deve som-
marsi all'autodenigrazione per av-
vilirci e scoraggiarei maggiormente.
Siamo universalmente riconosciuti
per un popolo intelligente e la-
borioso: è dunque necessario porre
l'intelligenza al servizio della ra-
gione e del lavoro.
L'USO DELLA RAGIONE.
Nell'ambiente in cui noi lavo-
ratori operiamo non è facile, per
le ragioni già esposte, la diffusione
del concetto di Relazioni Umane,
che in definitiva dovrebbe mirare a
rendere possibile un più cordiale
colloquio tra la base e il vertice
aziendale e viceversa. E' anche ve-
ro però che le difficoltà non si
superano se non si comincia ad af-
frontarle, e che una meta non sa-
rà mai raggiunta se non sl inizia
la marcia di avvicinamento,
Su questi concetti informatori
ha avuto inizio un movimento che
ha organizzato ed organizza degli
incontri settimanali, ospitanti da 25
a 30 lavoratori per turno in una
cittadina ligure. Così un certo nu-
mero di prestatori d'opera apparte-
nenti al più svariati settori di pro-
duzione, ed esclusi dat corsi T.W.L.,
ha la possibilità d'apprendere gli
elementi basilari sui qual! poggia
il movimento delle relazioni umane.
Confesso che prima di parteci-
parvi avevo espresso le mie buo-
ne riserve sull’utilità e finalità di
queste riunioni: riserve dovute in
buona parte all'atmosfera di mi-
stero che cingeva l'orsan!izzazione
medesima. Dopo qualche giornata
di conversazioni e scambio di idee
non solo è svanita ogni diMdenza,
ma sl è manifestato l'entusiasmo
della quasi totalità dei partecipanti.
Uno dei concetti inizialmente trat-
tati si riferisce 81 riconoscimento
della personalità umana, riconosci
mento che non va inteso come
elargizione benevola degli alti pa-
paveri della Società, bensì quale
diritto spettante ai singoli ingivi-
dui per effetto della medesima na-
tura umana cui essi appartengono.
Ma affinchè i singoli possano for-
marsi tale coscienza, è mecessario
che ognuno si convinca che è do-
tato di un proprio cervello, ben
separato e distinto da quello degli
altri, di una propria ragione, e che
di questa pertanto l'uomo deve ser-
virsi in ogni circostanza e luogo, E*
necessario che noi italiani si im-
pari a distinguere la ragione dal-
l'istinto: la prima è una preroga-
tiva dell'uomo, qualunque «ia il suo
colore, e l'altro della besiia. For-
se perchè siamo impulsivi per tem-
peramento spesso agiamo senza
una .ragionata ponderazione degli
elementi di cui disponiamo. e, peg-
gio, talvolta preferiamo ron cono-
scerli,
Sovente si dà ragione a chi gri-
da per primo o a chi fa più bac-
cano, 0 ci si lascia trascinare dalle
passioni di parte, senza riflettere
che tutto ciò che danneggia il sin-
golo va a scapito della massa, €
viceversa, Troppo spesso si tende
ad emulare le cattive azioni delle
persone più « grandi » di noi, con
la giustificazione che se le fanno
« quelli» possono farle anche gli
altri. Coscienza puerile, perchè
ognuno ha una personalità propria,
e deve sentirsi responsabile delle
proprie azioni. Perciò è necessario
imparare a dominarsi, a control
lare le nostre azioni, e ciò è pos-
sibile soltanto mediante l'uso della
ragione, della propria ragione.
Quando avremo compreso ciò,
potremo considerare superato il
primo gradino delle relazioni
umane.
LE RELAZIONI UMANE NELLE
AZIENDE.
Quotidianamente nell'interno del-
la fabbrica si viene a conoscenza di
fatti che sbalordiscono: il senso di
disagio aumenta sistematicamente
e noi ce ne accorgiamo da tante
manifestazioni che, per quanto ap-
parentemente insignificanti, grava-
no sul nostro spirito come una
cappa di piombo. Tariamo pure del
50 per cento tutte je lagnanze dei
lavoratori, le mie comprese, ma
rimane ancora scoperta una per-
centuale eccessiva. Attraverso le
relazioni umane si invitano i dipen-
denti a collaborare per il buon
andamento dell'azienda, per il mi
glioramento della produzione, per
l'osservanza delle forme di educa-
zione necessarie in ogni conviven-
za civile, ma nulla o ben nulla si
fa nel campo applicativo per favo-
rirle; si ha l'impressione, anzi, che
gli organi aziendali responsabili si
siano passati una parola d'ordine:
applicare le relazioni umane in sen-
so inverso!
Collaborare significa «lavorare
insieme », ripartire le fatiche, le
responsabilità e i meriti o i de-
meriti, e non distribuire il lavo-
ro, fare lavorare, scaricare le pro-
prie responsabilità sulle spalle al-
trui, senza infine riconoscere i me-
riti. Oggi nelle fabbriche si gioca a
rimpiattina: se le cose vanno bene
è merito esclusivo del « vertice » e
se vanno male la colpa è della
« base ».
Noi, fautori convinti del con-
cetto di relazioni umane, che non
abbiamo paura di mettere a nudo
certe verità, desideriamo che sia-
no bandite dalle aziende le cattive
abitudini siano esse annidate nei
dirigenti quanto nelle maestranze.
E’ evidente però che per far ciò
è necessario parlarci chiaro, da
uomini senza falsi pudorî. E al-
lora, chiediamoci: « Vogliamo ve-
ramente che siano applicate le re-
lazioni umane nell'azienda? Vo-
gliamo collaborare per il benessere
della massa che vi opera?
I lavoratori risponderanno sì
sinceramente.
Ebbene, poichè l'esempio viene
dall'alto, la smettano i dirigenti
con i loro atteggiamenti paterna-
listici che offendono i dipendenti;
la smettano, ogni qualvolta un di-
sgraziato si presenta loro per il
riconoscimento di un merito o di
un diritto che potrebbe anche es-
sere infondato, d'atteggiarsi a pre-
sidenti di sezioni penali, di sfo-
derare codici e consigliare o scon-
sigliare tribunali: non fanno che
seminare irritazioni, rapidamente
comunicate e diffuse all’interno e
all'esterno della fabbrica. La smet-
tano, i dirigenti, di considerare i
dipendenti degli anonimi matrico-
lati qualsiasi: anche il dipendente
manovale, al pari del dirigente, è
un essere umano, dotato di una
propria personalità e dignità, che
il più delle volte preferisce una
parola di incoraggiamento e di ri-
conoscimento ad un premio in de-
naro. Infine, le direzioni si scrolli-
no di dosso il malcostume di nega-
re un merito od un diritto al di-
pendente, con il puerile pretesto
di non volere creare un « prece-
dente ».
iPer contro, la smettano i lavo-
ratori di trattare con i superiori
battendo i pugni sulle lero sceri-
vanie od usando altre forme scor-
rette. Inoltre, è l'ora che ogni pre-
statore d'opera si abitui a ponde-
rare coscienziosamente le sue ri-
chieste, in funzione della perso-
nale diligenza, capacità e rendi
mento di lavoro e del comporta
mento in servizio;è l'ora che ognu-
no s'astenga da quelle manifesta-
zioni di intolleranza e di insoffe-
renza, tanto nei confronti dei su-
periori quanto in quelli dei com-
pagni di fabbrica. Occorre che
ognuno si renda conto che si reca
alla fabbrica per lavorare, e che
per lavoro si intende quello che
viene affidato e non quello che si
vorrebbe.
In definitiva ognuno, dal diret-
tore al manovale, si dia da fare
per smussare i propri spigoli: è
questione di comprensione e di
buona volontà
In nome della franchezza, tanto
necessaria per intenderci, ho
espresso il mio pensiero sull'ar-
gomento, che gradirei non venis-
se censurato,
Antonino Dispenza
“CASS
ITA DELLE
DEE =
PROPOSTA N. 6190.
Ogni reparto dovrebbe ave-
re un proprio ripostigiio, pos-
sibilmente ben visibile, ove
gli imbragatori potessero de-
porre ben sistemati i loro at-
trezzi da lavoro, braghe, gan-
ci, ecc,
Ve ne sono alcuni che han-
no detto ripostiglio ed allora
il vantaggio è maggiore poi-
chè si sa ove è custodito il
materiale. Ve ne sono altri
che sono mancanti ed allora
ogni qual volta si ha bisogno
per ragioni di lavoro di detti
oggetti, vi è una perdita sen-
sibile di tempo poichè detto
materiale è sparso un po’ do-
vunque per l’officina,
RISPOSTA.
Il proponente riconosce che
in certe officine esistono scaf-
fali, ripostigli ecc. per la qu-
stodia di braghe, ganci, ecc.
Ciò riteniamo significhi che
quegli imbragatori che hanno
fatto note le loro esigenze so-
no stati accontentati. Non re-
sta quindi che gli interessati
facciano le debite richieste ai
rispettivi Capi, i quali hanno
mezzo di ottenere ciò che ef-
fettivamente è necessario nel-
le officine.
Il proponente è comunque
invitato a presentarsi al suo
Capo Sezione per precisargli
a quale officina la sua propo-
sta si riferisce.
PROPOSTA N. €775.
Propone che le due putrelle
sporgenti dal pavimento siano
collocate sul lato sinistro del-
la stozzatrice N. 90596 IV na-
vata MAGR in modo che pos-
sano servire di base e riferi-
mento per l'estremità degli al-
beri a manovella durante la
operazione di tornitura.
RISPOSTA.
Si ritiene che la richiesta
possa tornare utile. La MAN
provvederà a sistemare le due
putrelle come consiglia il
proponente.
PROPOSTA N. 5379.
La corrosione dei crogiuoli
del TRAT avviene maggior-
mente sulla corona saldata
del fondello, poichè il dardo
della fiamma investe in pieno
lo spigolo. Per evitare questo
inconveniente e prolungare
così la durata dei crogiuoli,
lo scrivente propone due mo-
difiche, di cui la migliore con-
siglia di rivestire la parte che
riguarda lo spigolo colpito
dal dardo con un anello che si
prolunghi in basso. La pro-
posta è illustrata da 4 figure.
RISPOSTA.
Il concreto interessamento
del proponente è motivo di
compiacimento per la Dire
zione.
Ogni suggerimento sul pro-
blema della durata dei cro-
giuoli è bene accetto. Pertan-
to l’Officina TRAT avrà cura
che fin dalle prossime esecu-
zioni i crogiuoli vengano co-
struiti come indicati dalla
proposta N. 5379.
MEMENTO]
rr.—————€€&
G. B. DURANTE
di anni 36, dipendente della
Fonderia, deceduto il 6-9-54.
Era all’Ansaldo dal 1939. La-
scia la moglie e un figlio.
——@6<&
Alberto PIERONI
di anni 50, dipendente del
Muggiano, deceduto il 16-9 54.
Era stato assunto nel 1928, La-
scia la moglie e un figlio.
_ rr
Ottavio GIOVANNETTI
di anni 57, dipendente del
Cantiere, deceduto il 17-9-54.
Era all’Ansaldo dal 1947. La-
scia la moglie.
._—r—
* G. B. TULLO
di anni 54, dipendente del
Cantiere, deceduto il 24-9-54.
Era all’Ansaldo dal 1945. La-
scia la moglie.
Ai familiari le commosse condoglianze
de ‘* l' Ansaldino”’.
[(RESALDINO
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DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.A.
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Edito dall’ Ansaldo S. A.
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Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
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