L'Ansaldino, n. 6, 1954
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 6, 1954
- Tipologia
- Rivista
- Descrizione
-
A p.1 (copertina), Roberta Cavallini sorride alle compagne di gioco, 1954
A p. 12 (quarta di copertina), Scorcio fotografico della prua della turbocisterna "Giulietti"
- Montemaggio: Roberta Cavallini sorride alle compagne di gioco , p. 1
- Ricordi e speranze di un vecchio Ansaldino, p. 2
- Bilancio, p. 3
- Panorama aziendale, p. 4
- Le bambine a Montemaggio, p. 6
- L'atomo speranza dell'avvenire, p. 8
- L'Ansaldino risponde, p. 9
- La ruota del tempo, p. 10
- Cassetta delle idee, p. 11
- Scorcio fotografico della prua della "Giulietti", p. 12 - Data testuale
- 1954 settembre 1-14
- Consistenza
- pp. 12
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/6
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
PERIODICIVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Periodico quindicinale a stampa
- contenuto
-
- NUMERO 6
rito. al'alpandenili = Preczo (di; (SY
vendita al pubblico L. 30
QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A.
NOVA, i SETTEMBRE 1954
$ zione in abbonamento postale
Montemaggio: Roberta Cavallini sorride alle compagne di gioco.
N
Ricordi e. speranze
di un vecchio Ansaldino
Nei pochi giorni di ferie
che mi sono potuto concedere
ho voluto rifare quest’anno,
con la mia famiglia, una ca-
patina neila Valle d’Aosta, ri-
chiamatovi oltrechè dalle sue
attrattive, da tanti cari ricordi
di un tempo purtroppo lon-
tano. Il piacere del breve ri-
poso e del pittoresco paesag-
gio si è commisto così alla
nostalgia, e vari sono stati i
pensieri e le sensazioni nel ri-
vedere particolarmente la Se-
de di quella Società degli An-
saldini della quale proprio io,
nel lontano 1917, fui uno dei
promotori.
Fu infatti in quell’anno gri-
gio di guerra che un nucleo di
dipendenti dell’Ansaldo-Siac,
e io ero fra quelli e molto mo-
destamente, venne trasferi-
to ad Aosta per por mano al-
l'impianto degli Stabilimenti
Ansaldo - Elettrosiderurgici
che le necessità nazionali e la
lungimiranza dei Fratelli Per-
rone dovevano far sorgere per
lo sfruttamento del minerale
ferroso nella vicina conca di
Cogne. E fu quello il primo
complesso di alti forni - forni
elettrici e laminatoio Trio De-
mag da 850 - che poi col pas-
sare degli anni, gradatamente
ampliato, si trasformò via via
fino ad essere quella che è
oggi la Società Nazionale Co-
gne, benemerita della produ-
zione di ottimi acciai nazio-
nali.
Ma allora... ci trovavamo,
noi Ansaldini, nella chiusa,
antica e anche modesta città
di Aosta, un po’ smarriti per-
chè spaesati, ad affrontare,
con le difficoltà del nuovo la-
voro, le difficoltà personali di
una sistemazione e quelle col-
lettive dell’ ambientamento.
Aosta e i suoi cittadini non
gradivano l’iniziativa dell’An-
saldo e non gradivano, nel lo-
ro modo di vita e nella loro
economia, l’intromissione in-
dustriale e principalmente
perchè essi dovettero subire
l’esproprio a lungo e legal-
mente contestato, di tutto il
terreno antistante la stazione
ferroviaria, l’unico terreno
piano su cui sorgeva il più
noto e bel frutteto della valle,
che dava alti redditi sopra-
tutto con l’esportazione degli
squisiti frutti valdostani al-
l'estero. Gli Ansaldini, per-
tanto, furono ospiti non gra-
diti e quindi non favoriti ed
essi dovettero sistemarsi, tutti
più o meno, alla bell’e meglio
e trovarono, in quei primi
giorni, conforto e forza prin-
cipalmente nel loro spirito di
colleganza. Son ricordi, ho
detto, di tempi lontani ma vi-
vi, perchè, allora, vive furo-
no la bontà reciprocamente
espressa, la fratellanza con-
cretamente sentita ed eserci-
tata, la lealtà, il disinteresse,
coi quali difficoltà e stati di
animo furono vinti fino a dar
vita, come ho detto, alla So-
cietà degli Ansaldini, per la.
vita degli Ansaldini ad Aosta.
In tanta penuria di alloggi
(non pochi dei nostri allora
avevano dovuto adattarsi,
esauriti o negati gli alberghi,
le pensioni, le case private, ad
una specie di accasamento in
baracche di legno!), ci venne
incontro un Sacerdote, Mons.
Tasso Vescovo di Aosta, il
quale mettendoci a disposi-
zione, e gratuitamente, parte
del giardino vescovile ed un
rustico già adibito a legnaia,
ci diede modo di prepararci
una sede, primo punto di ar-
rivo e di partenza e prime dif-
ficoltà da affrontare. E quella
sede rapidamente allestita di-
venne un luogo rinomato di
ritrovo, il terreno della na-
scente amicizia tra noi e i cit-
tadini di Aosta, l’orgoglio di
tutti i dipendenti dell’Ansal-
do. Ci aiutò la Direzione, na-
turalmente, e in modo parti-
colare il prof. Federico Gio-
litti (figlio dell’on.le Giovan-
ni) che aderì, commosso, alla
richiesta di contributi per
l'adattamento dei locali; il
comm, Pio Perrone, al quale
da buoni genovesi lontani da
Genova, « tirammo giù» un
bel biliardo; ma sopratutto ci
aiutò il nostro entusiasmo e
la nostra bella solidarietà.
Giuochi da bocce in giardino,
biliardo in sala, pregiati vini
nella fresca cantina: la socie-
tà degli Ansaldini divenne il
primo circolo della città, E
senza mezzi miracolistici, sen-
za eccessive spese, ma proprio
e sopratutto con la nostra buo-
na volontà fu annessa la coo-
perativa di consumo, sorse
una scuola professionale per
l'insegnamento del disegno,
corsero varie lodevoli inizia-
tive, ed ebbe pratica attua-
zione una Mutua Assistenziale
che dovette rivelarsi, quasi su-
bito, provvidenziale,
Fu il premio della nostra
autentica fratellanza e fu il
conforto nella calamità della
« spagnola » che sopravvenne
a colpire, con la nazione, an-
che duramente la nostra fa-
miglia. Qui i ricordi si fanno
tristi e molti particolari di
essi ancora mi commuovono e
mi turbano. Giorni tristi di
sofferenza, neri di lutto; ep-
pure oggi ancora cari per
tanto rivelarsi di umanità, di
abnegazione, di affetto. La
corsa nella notte a Torino
(che allora pareva ed era tan-
to distante) per prelevare il
prof. Pescarolo, illustre clini-
co, affinchè il giovanissimo
amato ing, Ghiotti avesse il
miglior medico al suo capez-
zale. Ghiotti fu il primo a la-
sciarci e gli fummo, in quel
supremo momento, tutti intor-
no. Poi Ambrosi, due giorni
prima felice per le nozze, di-
sperato nelle nostre braccia
per la perdita della sposa! Mo-
rirono i bimbi dell'operaio
Elibri, la mamma del geom.
Bellini, morirono tecnici, ope-
rai, impiegati. Oh quanti! E
quanto affanno, e quanto pro-
digarsi: non uno di noi si ri-
fiutò di porgere aiuto, Triste
inverno, lontani dalla lmnmino-
sa Riviera, col cuore piccolo,
eppure... Le veglie notturne,
l’assistenza rischiosa ai con-
tagiati, la cura delle salme, il
trasporto di esse. Oh! Chi po-
tesse, come me, rivedere certe
scene e rivivere certi episodi,
come benedirebbe la bontà di
allora e vorrebbe che si tra-
sfondesse in una più schiet-
ta, più personale, più libera
comprensione di oggi! Porre,
a notte alta, nel feretro un
compagno di lavoro, correre
nel freddo mattino alla stazio-
ne con l’angoscia nel cuore a
ricevere un parente accorso
ad un’ultima chiamata e poi
andare nello Stabilimento a
lavorare per sè e per gli altri,
senza recriminare e protesta-
re, ma imponendosi sempre
una calma esteriore, un abito
che fosse di conforto ai colle-
ghi e d’esempio agli estranei
e riscaldarsi poi con l’affetto
reciproco nella nostra casa
comune, la nostra società: ec-
co la vita quarant'anni fa de-
gli Ansaldini di Aosta! Ed ec-
co ciò che mi tormenta ora al
richiamo di questi ricordi.
Perchè non la vita, ma lo spi-
rito della vita di allora non
può più essere lo spirito di og-
gi? Abbiamo tanto di più, og-
gi! Chi poteva immaginare,
allora, tra le montagne val-
dostane, il progresso, le prov-
videnze che, sia pure tra guer-
ra e crisi, ci sono oggi? Eppu-
re con tanto meno, eravamo
più felici e più buoni e non
è detto che allora fossimo tut-
ti della... stessa parrocchia;
anzi! Ma eravamo prima di
tutto noi stessi; rispondevamo
prima che ad ogni altro, al
comando della nostra coscien-
za, del nostro buon senso per-
sonale; eravamo contenti del
lavoro compiuto e stimavamo,
volevamo bene ai nostri col-
leghi, perchè appunto erano
nostri colleghi. Ed ecco per-
chè il problema delle rela-
zioni umane mi si è ripre-
sentato al seguito dei ricordi
valdostani e mi ha lasciato
perplesso, mentre l’occhio va-
gava da una cima all’altra
delle magnifiche montagne al-
pine. La natura immutabile e
la mutabilità delle vicende e
dei sentimenti umani, Oggi
negli stabilimenti, è inutile
nasconderlo, c’è diffidenza, c’è
apatia, quando non c’è odio; il
lavoro diventa così pesante,
diventa così costrizione, e le
ideologie, che sono tutte one-
stamente discutibili finchè so-
no ideologie, diventano tal-
volta fomite di discordia,
Bisogna ritornare alla se-
renità, pace, armonia, amore.
Relazioni umane, non lotta di
classe!
Ed è per questo, per queste
considerazioni, che io che nel-
la mia lunga vita di lavoro ho
avuto la ventura, e non sem-
pre la fortuna, di avere molti
incarichi e molte cariche, pro-
vo, specialmente oggi, partico-
lare soddisfazione e profonda
ineffabile commozione nel ri-
cordare di essere stato presi-
dente della Società degli An-
saldini di Aosta.
Giuseppe Gennaro
Grandi
al banco
Il secondo Doxford e
Nei giorni 24 e 25 agosto,
alla presenza di tecnici del
Registro Navale Italiano e
dell’American Bureau of Ship-
ping, sono state effettuate le
prove ufficiali al banco del se-
condo motore Ansaldo-Dox-
ford costruito al Meccanico. Il
motore è del tipo 67LB5, a 5
cilindri, con stantuffi contrap-
posti ed ha le caratteristiche
seguenti:
diametro cilindri, mm. 670;
corsa totale dei due stantuffi,
mm. 2320; giri al minuto, 115;
potenza normale, HP, 5.700.
E° destinato ad una nave
mercantile di 11.000 Tonn.
D.W. in costruzione presso i
Cantieri del Mediterraneo di
Pietra Ligure per conto del-
l'armatore Angelo Scinicariel-
lo di Napoli.
Nella prima giornata le pro-
ve si sono svolte secondo le
modalità richieste dalla legge
per il concorso ai contributi
ministeriali ed è stato quindi
necessario far sviluppare al
motore, per la durata di 4 ore
consecutive, la potenza mas-
sima di 7195 cav. a 130 giri al
l’ e 6,1 Kg/cmq. di pressione
media effettiva.
Nella seconda giornata le
prove si sono svolte funzio-
nando con nafta pesante da
caldaie riscaldata, per la du-
rata di 6 ore a pieno carico
(5.700 cav, a 115 giri al 1°).
Il comportamento del motore
e di tutti gli organi della com-
bustione è stato pienamente
soddisfacente: nessuna anor-
malità ai polverizzatori, alle
pompe combustibile, ecc. e i
° gas di scarico sono risultati
praticamente incolori.
L’ing. Zaccaria ed il sig.
Iaccarino delegati dell’arma-
tore, gli ingg. Averame, Mu-
las e Dagliano per il Cantie-
re del Mediterraneo che han-
no assistito alle prove insieme
al cav. Innocenti del R.I.Na.
e al sig. Paoli dell’A. B., han-
no espresso alla Direzione del
Meccanico il loro compiaci-
mento per i risultati raggiunti.
°
motori
di prova
l'Ansaldo - Fiat B 366 È
Recentemente è stata effet-
tuata la prova del motore Die-
sel Fiat-Ansaldo B366E (con-
trassegnato col numero di ma-
tricola 366003) che per più di
sette ore ha offerto col suo
funzionamento regolarissimo
la prova ufficiale della sua
potenza e, insieme, della per-
fetta lavorazione del Mecca-
nico. Lungo metri 6,30, alto
3,80 e largo 1,60, raggiunge
un peso totale, senza alterna-
tore, di 42 tonnellate e svilup-
pa una forza effettiva di 1120
cavalli orari compiendo 250
giri al minuto. Per tutta la
prova ha funzionato perfetta-
mente con piena soddisfazione
del signor Bottinelli rappre-
sentante della « Empresa Na-
cional Transportes » di Bue-
nos Aires, committente di cin-
que gruppi (motore e alterna-
tore). Il B 366 E è il quarto
della serie: due sono già stati
consegnati, uno è in via di
spedizione e l’ultimo è in via
di costruzione, Ognuno di que-
sti motori, accoppiuto ad un
turbo alternatore, ha richiesto
circa un anno di lavoro e la
sua costruzione dai basamenti
alle incastellature, effettuate
dalla Fonderia, alla messa in
prova è tutta opera del Mec-
canico. A differenza degli al-
tri tre motori già costruiti del
tipo 364 (515 kW pari a 644
kVA) il 366 è da 760 kW pa-
ri a 950 kVA) questo è uno
dei tipi più sperimentati,
Alla prova ufficiale hanno
partecipato gli operai Adria-
no Passeri, Paride Pizzaferri,
Mario Ghiglione, Orberto
Benzi, Carlo Parodi e Adria-
no Massone, assistiti dal capo
reparto Nicola Beiso che ha
diretto la messa a punto e il
funzionamento del motore, dal
capo della sala prove Goffre-
do Tommasetti, dal vice capo
Fortunato Benazzi e dal tec-
nico d’officina Aldo Anfosso.
La prova del secondo Doxford. Da sinistra, gli operai Giambattista Cabella, Paolo Lassa,
Innocenti Barbieri.
BILANCIO,
Il giorno 31 luglio u.s.
l'Assemblea degli Azionisti
della ANSALDO S. p. A. ha
approvato il bilancio del-
l'esercizio 1953-54 che si è
chiuso con una perdita di
280 milioni dopo avere
stanziato la normale quota
di ammortamento prevista
dalla legge.
Nonostante il risultato an-
cora deficitario non è man-
cato in questa occasione, da
parte dell’azionista di mag-
gioranza, un cordiale rico-
noscimento dell’opera svolta
dalla Società durante que-
sto esercizio, riconoscimento
che è giunto tanto più gra-
dito in quanto i risultati di
questo bilancio hanno rap-
presentato il coronamento
di uno sforzo perseguito da
tutti i collaboratori della
Azienda per realizzare un
equilibrio economico che
pochi anni addietro poteva
sembrare irraggiungibile.
Può essere superflua una
ricapitolazione degli avveni-
menti di questi ultimi anni,
che ciascun ansaldino ha
profondamente vissuto e che
sono stati alternativamente
motivo di preoccupazione e
di soddisfazione per le rea-
lizzazioni raggiunte.
Sembra peraltro opportu-
no riassumere in pochi ele-
menti sintetici la strada per-
corsa paragonando i risulta-
ti dell’esercizio chiuso al 31
marzo 1954 con quello del
31 marzo 1951.
Il valore della produzione
annua è raddoppiato pas-
sando da miliardi 25.3 a mi-
liardi 50.6; le ore di mano
d'opera diretta alle commes-
se sono aumentate del 50%
passando da milioni 13.8 a
milioni 20,6, e poichè è ri-
masta pressocchè immutata
la quantità totale di mano
d’opera complessiva, si è ve-
rificata una riduzione del
36% nelle ore improduttive
e ausiliarie che sono passa-
te da milioni 18.8 a milioni
IZ
Queste cifre sono la pro-
va più evidente della vitali-
tà dell'Azienda e della cura
posta per assicurare agli
stabilimenti la massima
quantità di lavoro, sono
inoltre un indice della mi-
gliorata organizzazione che
ha consentito di trasforma-
re in un lavoro produttivo
una forte aliquota di ore
che prima gravavano sulle
spese generali.
Nè da meno è stato il po-
tenziamento dei mezzi di
lavoro perchè il valore de-
gli impianti è stato inere-
mentato di oltre 4 miliardi
al netto delle rivalutazioni
valutarie.
L’opera svolta segna una
tappa significativa nella ri-
presa dell’Ansaldo e deve
essere di sprone e monito a
tutti perchè ognuno apporti
quel suo contributo di atti-
vità e di collaborazione che
è necessario per assicurare a
questa vecchia Azienda le
immancabili affermazioni
che si merita per la genia-
lità dei suoi tecnici, per la
capacità e laboriosità delle
sue maestranze, per la po-
tenzialità dei suoi impianti.
Federico Lombardi
-
INTERVISTA LAMPO
GLI AUTOTRASPORTI
Il signor Antonio Consumi - Nell’e-
Piccardo, Capo Re- sercizio 1953-54, per
parto trasporti dei disimpegnare circa
Servizi Ausiliari, ci 9.000 servizi, sono
ha fornito, in una stati consumati litri
breve intervista, al- 67.358 di benzina, li-
cuni interessanti ele- tri 31.359 di gasolio e
menti del servizio au- Kg. 1.258 di olio. Ta-
totrasporti. le carburante sareb-
le be servito per far
s Tec SS Ro to funzionare, su un
è dotato di: 10 rercorso di 300 Km.,
trattori di cui uno da 2500 automobili e
100 HP; 14 autocarri, 3.200 moto scooters
da Percorrenze € carl.
DORita LE IROLICATE dini Nello ‘stesso #-
ri; 25 rimorchi, di cui sercizio gli automez-
7 be trasporti sPe- i del SAU hanno
ciali. . percorso 347.732 Km.
La potenza degli pari a poco meno del-
autoveicoli è com- ja distanza tra la Ter-
plessivamente di HP raela Luna, traspor-
1.250, pari alla po- tando 1.230.184 q.li,
tenza del motore di pari al peso di 4 navi
una motonave da due a pieno carico tipo
mila tonn. stazza lor- «Cristoforo Colom-
da. bo ».
Si L
Ricordo Ansaldino di Alcide De Gasperi. L’illustre statista presenzia al varo della « Colombo »
Lavoro in gruppo
Le recenti affermazioni dell' Ansaldo sono ili risultato della collaborazione fra migliaia di persone
Ormai il moderno svolgi-
mento di molte attività — e
di quelle industriali in par-
ticolare — impone l’adozione
del «lavoro in gruppo». Ri-
teniamo che sia superfluo
spiegare tale concezione dato
che di essa è permeata l’espe-
rienza non più recente della
nostra Società.
Alla base di un siffatto «la-
voro in gruppo» è evidente
che stanno la comunicazione
e il travaso alle persone, che
fanno parte del « gruppo »
stesso, delle notizie, specie di
quelle che hanno carattere di
novità,
Il buon senso e l’esperienza
insegnano che la cerchia del-
le persone, cui le notizie van-
no affidate, deve comprendere
non solo tutti coloro che oggi
sono direttamente interessati
a determinati problemi, ma e-
stendersi anche ad altri che
potranno nel futuro avere
eguale interesse agli stessi
problemi.
Per le ragioni esposte, gli
Ingegneri, i Tecnici, gli Am-
ministrativi, sono costante-
mente invitati dalla Direzione
a dare forma organica ai loro
pensieri e alle loro esperien-
ze, e specialmente alle espe-
rienze fatte fuori del nostro
ambiente (e in particolare al-
l’estero), in « Relazioni », le
più compiute e chiare, alle
quali si cerca di dare una con-
veniente diffusione.
Nel quadro di queste con-
siderazioni, allo Stabilimento
Meccanico l’ing, Guazzi ha re-
centemente illustrato ad un
gruppo di ingegneri e di tec-
nici una voluminosa, comple-
ta relazione che egli ha com-
pilata insieme all’ing. Sciaga-
ta, dono una lunga permanen-
za di entrambi presso la « Ge-
neral Electric Co.» a Sche-
nectady negli Stati Uniti,
La missione dell’ing. Guazzi
ha avuto lo scopo di rilevare
tutte le caratteristiche delle
lavorazioni meccaniche che la
GECO fa, nel citato suo Sta-
bilimento, ispirandosi a mo-
derni criteri ed usando mo-
dernissimi mezzi, nella co-
struzione dei grandi turboal-
ternatori a vapore per cen-
trali termiche; mentre la mis-
sione dell’ing, Sciagata ha a-
vuto lo scopo di rilevare tut-
te le regole, cautele ed at-
trezzature che la GECO ado-
pera per il montaggio e il
collaudo delle stesse mac-
chine.
In relazione alla lunga du-
rata della loro missione in
USA, i nostri due ingegneri
hanno avuto modo di esami-
nare ed assimilare non sol-
tanto le questioni specifiche
sopra dette, bensì anche molti
argomenti di ordine generale
come: organizzazione del la-
voro, impianti, collaborazione
esistente fra direzione e per-
sonale, competenza specifica
del personale e sua prepara-
zione, criteri secondo i quali
vengono affrontati, risolti e
successivamente affinati i pro-
blemi, ecc.
Con l’occasione segnaliamo
che alla missione a Schenec-
tady hanno preso parte anche
il sig. Bozzano, capo Gruppo
dell’UTO per le turbine a va-
pore e il sig. Cauda, collau-
datore di turbine.
Lo Stabilimento Meccani-
co che, come è noto, ha in
avanzata costruzione ia tur-
bina del turboalternatore da
60.000 Kw per la Centrale
SIP di Chivasso (insieme alle
relative caldaie e agli acces-
sori) ha già messo in atto i
metodi di lavoro della GECO.
Abbiamo ritenuto di dare
diffuse notizie circa queste
conversazioni, allo scopo di
far conoscere le particolari
direttive che abbiamo adotta-
te per la diffusione e l’assi-
milazione delle più interes-
santi novità tecniche, alla
quali è evidentemente affidato
il progresso futuro della no-
stra Società.
La nostra convinzione fon-
damentale è che non basta
che un ristretto e fortunato
numero di tecnici possieda
delle nozioni modernissime e
dei concetti eccellenti: oc-
corre che essi facciano parte
ad altri di ciò che possiedo-
no, che trasmettano, comuni-
chino le loro conoscenze al
personale che è in grado di
assorbirle, d’assimilarle e suc-
cessivamente di tradurre in
opera concreta le nozioni e i
concetti acquisiti, E’ anche in
questo senso che intendiamo
si possa realizzare la vera,
fattiva « collaborazione ». Pa-
rola grande questa che, rite-
niamo per fermo, cuando di-
venti profonda convinzione di
tutti e norma di pensiero e di
azione di ciascuno, può effet-
tivamente assicurare dei gran-
di risultati.
E, per quanto superfluo, vo-
gliamo rilevare che le recenti
brillanti affermazioni della
nostra Società, che portano
lontano e fanno grande il suo
nome, sono tutte affermazioni
di collaborazione fra migliaia
di persone.
Edgardo De Vito
& PANORAMA
“ae:
Per ragioni di spazio non
avevamo ancora potuto dar
notizia delle principali visite
effettuate presso i nostri Sta-
bilimenti ultimamente.
Eccone alcune:
CANTIERE.
Un gruppo di studenti della
Scuola Agraria di Pozzuolo
Miri
I n TU E
strativo della « Flota argenti-
na de Navegacion de Ultra-
mar» di Buenos Aires; Ri-
cardo E. Vasquez, ingegnere
civile e navale, accompagnati
dal marchese Blasco Hardouin
di Galese, della Ditta Scerni
di Genova,
Quattro componenti di una
missione militare israeliana
« Technicum Cantonat» di
Bienne.
L’Ammiraglio giapponese
Yoni Namura e i signori Yunji
Jinagaki e Kynzo Tamura, ac-
compagnati dal Magg. Mar-
chiani del Genio Navale di
Genova.
Cinquanta studenti francesi
del Centro di Cooperazione
Culturale e Sociale di Parigi,
guidati dal sig. Robert Bar-
thel,
Venti studenti del Politec-
nico di Atene, guidati dal
prof. Nicola Theofanopoulos.
E’ stato inoltre ospite del
Cantiere lo studente finlande-
se Salovaara Juhani Richard
del « Finland’s Institute of
Technology » per un periodo
di esperienza tecnica della
durata di cuaranta giorni.
FONDERIA.
Un gruppo di allievi model-
listi, formatori e brasatori
della Scuola Apprendisti di
Calcinara accompagnati dal-
l’ing. Quinzio e dall'istruttore
sig. Conte e guidati dai nostro
tecnico sig, Baldini.
MECCANICO,
Trenta laureandi in inge-
gneria dell’Università di Pa-
dova, guidati dal prof. Mario
Medici.
Dirigenti e tecnici dell’Al-
fa Romeo di Milano con un
gruppo di allievi del Corso
ministeriale di perfeziona-
mento.
Gli ingg, A. Dini e J. Rapo-
port rispettivamente delle So-
cietà « Burge y Born» e
« Grafa Ltda » di Buenos Ai-
res.
MUGGIANO.
Un gruppo di aviatori del-
FONDERIA |
Un getto non comune
Il getto che qui è rappre-
sentato durante le operazioni
di sbavatura nella nostra Fon-
deria, è destinato, assieme ad
altri ordinatici a suo tempo,
ad una nuova macchina per il
collaudo dinamico dei rotori,
in costruzione presso lo Sta-
te metallostatiche, che il me-
tallo liauido sviluppa nei pri-
mi momenti di riempimento
della forma.
Il getto, del peso lordo di
18 tonn., ha richiesto circa
2000 ore lavorative per l’ap-
prontamento della forma e la
esecuzione del ramolaggio del
veramente cospicuo numero di
anime (è stato infatti neces-
l'Aeronautica italiana, guidati
dall’ing. Du Jardin, Direttore
del Cantiere, e dagli ingg.
Praga e Annaloro, Essi hanno
visitato gli impianti e le of-
ficine meccaniche del Cantie-
Il giorno 18 dello scorso mese il Principe Fayed Abduilah
el Senussi, della Casa Reale di Libia. ha visitato il Cantiere
di Sestri ricevuto dagli ingg. Boero e Salomone. Il Principe
è salito sulla travata a monte delle teleferiche ed ha visi-
tato la sala modelli e le officine di allestimento. Prima di ri-
partire il Principe ha espresso parole di ammirazione e di
augurio ai dirigenti ed alle maestranze.
(Udine) accompagnati dal dr.
Di Gaspero,
Console Generale america-
no, accompagnato dall’Ammi-
nistratore Delegato ing. Ro-
sini.
Ottanta laureandi del Poli-
tecnico di Torino, guidati dal-
l'ing. A. Russo Frattasi.
Trenta studenti della Scuola
Navale di Genova.
Venti allievi dei Corsi di
specializzazione saldatura di
Milano e Lecco,
Gli ingegneri spagnoli An-
tonio Villanueva, Manuel De
Miro, Celso Penche e Jaime
Anglada, su richiesta del Con-
solato Generale di Spagna,
Preside, professori ed un
gruppo di allievi della Scuola
tecnica industriale «Pacinotti»
di Roma.
Venti allievi della Scuola
apprendisti di Calcinara, gui-
dati dall'ing. Quinzio e dal-
l'istruttore sig. Gaggero.
Quarantadue studenti della
scuola per ingegneri di Eklin-
gen am Neckar (Germania),
guidati dal prof. Linse.
Il senatore giapponese Ohya
e un ingegnere della « Teiko-
ku Ragon Co. » accompagnati
dal prof. Ferro e dal dr. In-
vernizzi, rispettivamente Se-
gretario Generale e delegato
ligure del « Centro economico
scambi italo-nipponici ».
I signori Silvio J, Leporace
e Miguel T. Crawley, rispetti-
vamente amministratore ge-
nerale e direttore commercia-
le della « Flota mercante del
Estado » argentina; Juan s.
Icardi,. sub-gerente ammini-
(Cap, di Vascello S. Tancus -
Addetto navale a Roma Z.
Kenan - Cap. di Fregata A.
Zachai - Cap. di Corvetta I.
Shapira) accompagnati dal-
l’ing. Mauceri della Direzione
Generale,
Una comitiva di trentuno
studenti svizzeri accompagna-
ti dal prof. Mieville del
re e sono saliti a bordo della
turbocisterna « Punta Spiga ».
Un gruppo di studenti della
Scuola superiore di commer-
cio di Tolosa, accompagnati
da nostri ingegneri. Essi han-
no visitato tutti gli impianti e
la turbocisterna « Punta Spi-
ga » completamente allestita.
Cinquecento allievi dei va-
rii Istituti Nautici Italiani, im-
barcati sulla nave scuola
« Giorgio (Cini ».
MECCANICO |
Durante il periodo di chiu-
sura dello stabilimento per le
ferie sono state comandate in
servizio circa 140 persone ad-
dette alla manutenzione, per
eseguire, oltre i normali lavo-
ri di manutenzione, quei la-
voòri indispensabili di revisio-
ne e riparazione di macchine
ed impianti che non sempre si
possono eseguire con lo sta-
bilimento in funzione.
Gli addetti alla centrale
termica hanno eseguito lavori
vari di riparazione, la sosti-
tuzione di una serpentina per
la nafta al serbatoio di 11
tonn. e lavori di manutenzio-
ne alle caldaie a bordo della
« Cristoforo Colombo ». I lat-
tonieri e i tubisti hanno, fra
l’altro, revisionato tutto l’im-
pianto per la produzione di
acetilene, trasformato l’im-
pianto di riscaldamento per le
doccie operai da carbone a
nafta, avplicato difese a una
nuova smerigliatrice, sostitui-
to pluviali, revisionati e ripa-
rati tubolature, valvole, rubi-
netti, revisionati scorrimenti
gru, ultimata la sistemazione
di stufe « Calidar », riparate
e preparate 16 stufe a carbo-
ne. Gli addetti alla riparazio-
ne macchine hanno provvedu-
to alla costruzione di un in-
granaggio in «rexilon », alla
riparazione di un tornio a
ghigliottina, alla riparazione
di particolari varii per mac-
chine e motori in riparazione,
alla barenatura di cilindri
per presse idrauliche, al mon-
taggio di una calandra e di
una refilatrice alla nuova cal-
dereria, al montaggio di un
trapano Buzzi, allo smontag-
gio di una pressa a 6 colonne
e ad altri lavori,
cai
Se
bilimento Ansaldo S. Giorgio
di Campi,
Sebbene dal punto di vista
della fonderia esso non pre-
senti difficoltà eccezionali, è
pur sempre un getto non co-
mune date le notevoli dimen-
sioni (mm. 4.500 x 3.500) e le
parti disuniformi di spessore
(spessore medio 30 mm. e
massimo 120 mm.).
Per la fabbricazione delle
forme è stata impiegata la
sabbia e cemento, secondo un
procedimento ormai da tempo
sperimentato nella Fonderia
Ansaldo, e generalmente im-
piegato duando si richieda una
perfetta sanezza in getti con
superfici molto estese,
Poichè le forti disuniformi-
tà di spessore avrebbero dato
luogo a tensioni interne e de-
formazioni permanenti e inac-
cettabili, si è provveduto a
stampare la forma con defor-
mazioni preventive tali da
compensare quelle che insor-
gono all’atto del raffredda-
mento del getto: queste corre-
zioni costituiscono sempre un
problema delicato per le dif-
ficoltà che si incontrano nella
loro predeterminazione.
Infine, è stato necessario
zavorrare le staffe, con 160
tonnellate di peso prima della
colata, per bilanciare le spin-
sario collocare ben 54 anime
con estrema accuratezza in
modo da rispettare le quote
imposte dal disegno) ed è riu-
scito, sia per le caratteristiche
del metallo (carico di rottura
raggiunto 27--28 Kg/mma.
contro i 22 Kg/mma, richie-
sti dal Cliente) che per la
qualità del getto, in tutto cor-
rispondente a quanto avevamo
previsto in sede di studio del-
la formatura e della fusione.
Manutenzione
Durante il periodo di chiu-
sura il reparto manutenzione
della Fonderia, rinforzato con
elementi della Carpenteria e
dei Servizi Ausiliari, ha fatto
quello che in gergo si chiama
un « grosso colzo di mano »:
sono stati modificati vecchi
impianti e messe in opera
nuove macchine, rimossi in-
castellature, macchine, forni e
linee elettriche, demolite e ri-
costruite fondazioni in ce-
mento armato. Questi lavori
si inguadrano in un vasto pro-
gramma di potenziamento del-
le attrezzature della nostra
Fonderia, specie per quanto
riguarda la produzione in se-
rie di getti e la produzione su
larga scala di ghisa sferoida-
le e getti centrifugati,
AZIENDALE
RRRROVIARIO
La decima locomotiva
per le Ferrovie greche
Il 27 luglio scorso è partita
da Milano, per eseguire le pro-
ve presso la Breda, la decima
locomotiva costruita per le
Ferrovie greche.
Si è chiusa così questa im-
portante commessa, per la qua-
le sono state impiegate centi-
naia di migliaia di ore lavora-
tive. Le autorità preposte al
controllo del lavoro eseguito
dal Ferroviario si sono compia.
ciute per la prova di partico-
lare perizia ed impegno fornita
da tecnici. e maestranze.
Ecco le caratteristiche prin-
cipali delle locomotive:
Schema della locomotiva del
tipo a 7 sale, di cui 5 fra di
loro accoppiate e 2 portanti,
una anteriore ed una posterio-
re. Delle 5 sale accoppiate la
terza è quella motrice;
Sala portante anteriore, co-
niugata alla prima sala accop-
piata, costituente un carrello
del tipo « Kraus-Helmholtz »;
Sala portante posteriore costi-
tuente un carrello del tipo «Bis-
sel»;
Cilindri esterni alle fiancate
del tipo a semplice espansione;
FI e
ha
Distribuzione sistema « Wal-
schaert » munita di servomo-
tore;
Apparecchiature per freno ad
aria compressa e per sabbiera
« Knorr »;
Scartamento delle sale: mm.
1.435;
Diametro del rotolamento
delle sale accoppiate: mm.
1.600;
Diametro al rotolamento del-
la sala del carrello anteriore:
mm. 850;
Diametro al rotolamento del-
la sala del carrello posteriore:
mm, 1.050;
Diametro dei cilindri: mm.
660;
Corsa degli stantuffi: mm.
750;
Caldaia con forno del tipo
avente camera di combustione;
Surriscaldatore del vapore del
tipo « Schmidt »;
Preriscaldatore dell’ acqua di
alimentazione « Worthington »;
Superficie della graticola: m2
5,60;
Superficie di riscaldamento
totale della caldaia: m2 316;
Pressione in caldaia: Kg/em2
18;
Superficie di surriscaldamen-
to: m2 128;
Temperatura del vapore sur-
riscaldato: gradi C. 400;
Cabina del personale con a-
datta sistemazione di tutti gli
apparecchi di manovra, di mi.
sura ‘ed installazioni varie per
la condotta della locomotiva;
Impianto elettrico per illumi-
nazione e segnalamento « Sto-
ne »;
Peso totale in servizio della
sola locomotiva: ca.Kg. 135.000;
Peso a vuoto della sola loco-
motiva: ca. Kg, 118.500;
Peso aderente (complesso del-
le 5 sale accoppiate): ca. Kg.
99.500;
Tender del tipo a due carrelli
a due sale ciascuno, munito di
casse d’acqua e casse carbone
per grande autonomia;
Diametro al rotolamento del-
le sale del tender: mm, 1:050;
Peso del tender vuoto: ca.
Kg. 28.750;
Capacità normale della cassa
carbone: ca. Kg. 12.00;
Capacità delle casse d’acqua:
ca, Kg. 24.250;
Peso totale in servizio del
tender: ca. Kg, 65.000;
Locomotiva e tender rigida-
mente accoppiati per consentire
anche la marcia della locomoti-
va con il tender avanti a 90
Km/h.;
Peso del complesso locomoti-
va con tender vuoto: ca, Kg.
148.250;
Peso del complesso locomoti-
va con tender in servizio: ca.
Kg. 200.000;
Velocità massima: Km/h. 90;
Potenza massima: ca. HP.
2.600,
Manutenzione
Al Ferroviario la manuten-
zione, durante la chiusura,
pur non avendo prestato ser-
vizio al completo, ha eseguito
svariati ed importanti lavori.
Eccone alcuni: una gru dota-
ta di nuova apparecchiatura
elettrica ed altre sette revisio-
nate, un carro trasbordatore
revisionato, messa in opera di
un nuovo impianto per ali-
mentazione saldatrici ad arco,
sostituzione di isolatori su li-
nee a bassa tensione, revisio-
ne di carrelli elettrici, revi-
sione impianto acqua indu-
striale, revisione scarichi e
tubazioni,
MOTORI MARINI
Nel periodo dall’1 al 20 lu-
glio sono state acquisite le se-
guenti forniture di motori ma-
rini: tre gruppi 2131/3 per gli
armatori Francesco Giarrata-
no, Antonino Gulotta e Anto-
nino Di Mino di Sciacca, due
gruppi 2131/4 per gli armatori
Filippo Sarcì di Palermo e
Aurelio Pomante di Pescara.
Sono state definite le trat-
tative per la fornitura di un
gruppo marino sovralimentato
della potenza di 900 Cav. alla
Ditta « Fratelli Neri» di Li-
vorno.
Il gruppo è destinato ad un
rimorchiatore in costruzione
per conto della Ditta suddetta
presso il Cantiere Benetti di
Viareggio, E’ questo il secon-
do motore sovralimentato che
verrà installato su rimorchia-
tore, dopo quello già in eser-
cizio per conto della Società
Rimorchiatori Laziali e di cui
è già stata data notizia nel
n. 3 de « L’Ansaldino ».
E’ con particolare compia-
cimento che vediamo così rea-
lizzarsi quelle prospettive che
già ci si presentavano dopo la
prima installazione. La Ditta
Neri di Livorno adibirà il ri-
morchiatore ai ricuperi ma-
rini.
LIVORNO
Impostata la
Lunedì 19 luglio alle ore 12
è stata impostata la posareti
« Filicudi », che presenta le
stesse caratteristiche della
« Alicudi », varata l’11 luglio.
Per sei condensatori prin-
cipali da 347 mq. per apparati
motori da 22 C.A. sono stati
costruiti i seguenti manufatti:
sei calotte anteriori da mm.
2.000 x 1.160 (altezza imbuti-
tura mm. 425); sei calotte po-
steriori da mm, 2.000 x 1.700
(altezza imbutitura mm. 425);
sei raccordi a gomito; due
giunti di dilatazione (diame-
tro interno mm. 564).
Le calotte sono state realiz-
zate con lastra di ottone OT.
63, dello spessore di mm. 5,
con flangie in bronzo salda-
bile. I giunti sono stati rica-
vati ciascuno da una sola la-
miera di rame, senza alcuna
saldatura.
La difficoltà della lavorazio-
ne è consistita nell'aver do-
vuto effettuare con battitura a
mano l’imbutitura delle la-
miere (a caldo per la sgros-
satura ed a freddo per la fini-
“Filicudi”
tura); tale procedimento, uni-
co possibile dato il disegno dei
pezzi a duplice curvatura e di
forma complessa, ha richiesto
conseguentemente notevole e
particolare abilità da parte
degli esecutori e si è potuto
adottare con brillanti risultati
in quanto il Cantiere dispone
di alcuni vecchi specialisti
nelle lavorazioni a mano del
rame. Siamo lieti di segnalar-
ne i nomi: Capo Reparto Va-
sco Mazzoni; Capo Squadra
Tripolino Caluri; tubisti Fran-
co Ferrari, Antonio Lelli, An-
tonio Mennella, Alfredo Pag-
gini,
COMMESSE
Recentemente sono state ac-
quisite per la Sezione Mecca-
nica le seguenti commesse per
conto della Società Pirelli di
Milano: una macchina mono-
posto per prova di consumo
pneumatici e due vulcanizza-
tori per pneumatici per com-
plessive 8.000 ore lavorative.
5
Navi iraniane in riparazione
Il 29 luglio. scorso, prove- circa tre mesi, presso il Can-
nienti da Abadan ne! Golfo
Persico, sono giunti a La
Spezia il cacciatorpediniere
« Babr » e la corvetta « Pa-
lang » della Marina Militare
Iranîana.
Le due unità, al comando
rispettivamente del Cap. di
Vascello M. Ardalan e del
Cap. di Fregata Fatemi Afga-
mi, si sono ormeggiate in Ar-
senale. Esse dovranno subire
notevoli lavori di revisione e
riparazione, della durata di
È
Î
È
L’addetto militare americano John Oddjers Miner visita il
tiere del Muggiano. Appena
terminate le operazioni di or-
meggio sono saliti a bordo del-
le due unità iraniane il Cap.
di Vascello Lusena e 11 Cap.
di Fregata Armato del Co-
mando Base Navale, l’ing. Cri-
stofori V. Direttore del Mug-
giano e il Comandante Beret-
ta nostro Capitano d'Arma-
mento, i cuali ultimi hanno
porto il saluto dell’Ansaldo al
Generale Raaft, Capo della
Missione Iraniana in Italia, ed
agli equipaggi delle due navi.
cantiere accompagnato dal Direttore ing. Du Jardin
Il 23 agosto una commissio-
ne di Ufficiali della Marina
degli Stati Uniti, proveniente
da Roma, ha visitato il Can-
tiere Navale del Muggiano.
Gli ospiti, accompagnati da
Ufficiali della Marina Italiana
e dai Dirigenti del Cantiere,
hanno effettuato una visita a-
gli impianti, alla sala a trac-
ciare, alle officine, ed è stato
loro brevemente illustrato il
metodo di lavorazione sui pla-
teaux di prefabbricazione ed
il funzionamento di alcune
macchine che, come il « ban-
co ossitaglio» di brevetto fran-
cese, offrono interessanti spun-
ti di innovazione tecnica.
Al termine della visita, che
ha compreso anche le navi
iraniane « Babr » e « Palang »,
l'addetto militare americano
sig. John Oddjers Miner, ha
rivolto parole d’elogio e d’in-
coraggiamento alla Direzione
del Cantiere.
Manutenzione
Ecco i principali lavori di ma-
nutenzione: preparazione dei
locali per una commissione
della Marina, sistemazione di
una spianatrice all’officina na-
vale, rinforzo e trasformazione
di gru, colata in cemento arma-
to per il basamento di una gru,
preparazione del locale per
l'impianto di 32 doccie,
CARPENTERIA
COMMESSE
Durante il mese di luglio
sono stati assunti i seguenti
lavori: un agitatore per la
Bombrini - Parodi - Delfino;
dieci torri per la Montecatini;
tre serbatoi per la Silomar;
raccordi per cementerie desti-
nati alla Montecatini; quattro
serbatoi per aria compressa
destinati a navi; nove appa-
recchi (serbatoi e torri» per
impianto Visbreaking; quat-
tro dilatatori per la Socony
Vacuum Italiana.
Per lo sviluppo dei suddetti
lavori sono necessarie 33.300
ore lavorative.
r
Sa
i
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i
Le bambin
Nei primi giorni di agosto,
ultimato il turno dei bambini,
sono salite a Montemaggio le
bambine. Sono 288, dai sette ai
dodici anni, e provengono da
Livorno, da La Spezia e da Ge-
nova. Nel vocìo di questa gran-
de nidiata si distinguono le va-
rie favelle dal caratteristico ge-
novese di Sampierdarena, di
Cornigliano e di Sestri, al to-
scano aperto e un po’ strascica-
to dei livornesi, alla cantilena
mezzo ligure mezzo apuana de-
gli spezzini. E sono tutte voci
chiare primaverili è musicali
che allietano il silenzio dei ver-
di boschi di castagni e quel
grande asilo sospeso nel cielo
che è la colonia tutta aria e lu-
ce di Montemaggio.
Se i maschietti danno molto
da fare per la loro vivacità sem-
pre clamorosa e a voite turbo-
lenta, le bambine danno da pen-
sare per il loro carattere delica-
to e mutevole incline ai bronci
improvvisi, ai capriccetti. E se
per le mamme la soluzione di
queste piccole burrasche è so-
vente problema di rapido mo-
mento, per il personale addetto
alla direzione di una colonia si
presenta assai più complesso e
difficile. Duecentottantotto bam-
bine, duecentottantotto caratte-
ri e, a volte, tanti capriccetti.
I giorni più difficili sono stati
i primi. Ogni bambina ha por-
tato a Montemaggio, col suo ca-
rattere, anche le sue abitudini
e c’è stata ad esempio una di-
secreta manifestazione di dissen-
so sul caffelatte mattutino. E’
opinione comune che il caffe-
latte sia il più gradito cibo di
tutti i bambini appena alzati
dal letto; ma è una opinione in
buona parte errata perchè c’è il
bimbo che è abituato a prende-
re solo il caffè e non può soffri-
re il latte, c'è quello che vuole
una banana o una pera o una
pesca, c’è. quello che vuole
l’uovo sbattuto e quello che vuo-
le il latte puro. Naturalmente
questi desideri o queste abitu-
dini portano qualche difficoltà
nell’amministrazione di una co-
munità così numerosa. Nono-
stante tutta la buona volontà
possibile non si possono accon-
tentare tutti questi desideri e
per la stessa regolarità del fun-
zionamento dei servizi è indi-
spensabile adottare un tratta-
mento uniforme.
In questa piccola battaglia del
caffelatte s'è trovato impegnato
Nella prima colonna, dal-
l'alto in basso: Renata Del- |
fino, Albertina Biordi, Gra- |
zia Giaccone, Gabriella |
Sallo. Nella seconda colon-
na: Franca Pradella, Maria
Rosa Gardella, Elvira Pai-
ta, Anna Maria Prato, Pao- |
la Giardi. }
nei primi giorni il personale,
diretto dalla signora Ambrogi-
na Canepa Oberti, e l’economo
signor Ettore Dal Torre che ha
il compito importante e non
semplice di provvedere all’ali-
mentazione di tutta la colonia.
Ma la vittoria non è stata diffi-
cile: l’affettuosa opera di per-
suasione della Direttrice, delle
due vice Direttrici signorine Lia
Picciau e Anna Maria Lanero,
e delle vigilatrici amorevolmen.
te prodigantesi fra tutte le bam-
bine, ha raggiunto presto il
suo scopo e nel breve volgere di
pochi giorni tutte le bambine
hanno trovato nel caffelatte ac-
compagnato dal consueto pani-
no il più gradevole dei cibi mat-
tutini.
Un sorriso, una parola buona
e un tenero ricordo della mam-
ma lontana hanno fatto il mira-
colo fra qualche dolce lacrimuce-
cia e tanti soddisfatti sorrisi.
Le mamme possono star tran-
quille perchè le loro bambine
all’aria purificata dei mille me-
tri di Montemaggio trascorrono
giornate di piena e serena leti-
zia. Squilla la sveglia alle 7,15
e dopo la pulizia personale esco-
no all’aperto dove trascorrono
una mezz'ora in esercizi ginna-
stici, assistono all’alza bandiera
e dopo aver cantato l’Inno di
Mameli, ed aver recitato una
preghiera, ritornano al refetto-
rio della colonia per la prima
colazione. Terminata la colazio-
ne le bimbe sono divise in 14
squadre a seconda dell’età, e
del luogo di provenienza; vanno
nei boschi accompagnate dalle
loro vigilatrici (una per squa-
dra) e trascorrono alcune ore
finchè verso mezzogiorno non
ritornano in Colonia per il de-
sinare. Dalle 13,30 alle 15,30
riposo e quindi passeggiata fino
alle 19. Dopo l’ammaina ban-
diera la cena, quindi un po’ di
ricreazione e a nanna. Vita sa-
na dunque e sempre controllata
da tutto il personale della Colo-
nia la cui vigilanza sulle bam-
bine non ha un attimo di sosta.
Poichè la Direzione dell’An-
saldo non lesina i mezzi, il fun-
zionamento della Colonia ri-
sponde in pieno a tutte le esi-
genze. Fondamentale è l’assi-
stenza sanitaria. Ogni mattina e
ogni sera infatti le ospiti
vengono visitate dal sanitario
dott. Bruno Roscioli che risiede
in permanenza nella Colonia
assistito dalle tre collaboratrici
sanitarie signorine Mirella Irol-
di, Lia Ceccarelli e Bruna Puli.
Ogni pericolo è quindi subito
individuato e circoscritto, ma
per fortuna il lavoro del repar-
to sanitario è stato minimo co-
me ognuno si augurava e si au-
gura ad ogni apertura di colo-
nia. Le bambine infatti godono
ottima salute e nessun fatto di
Un vivace gruppo di giovani Assistenti
iievo ha turbato la tranquil-
ità sanitaria della Colonia. Al-
o scarso lavoro del reparto sa-
hitario ha fatto invece contra-
sto l’accresciuta attività della
cina che ha dovuto sopperire
on tutto il suo personale ad un
lavoro assiduo per far fronte
alle richieste sempre crescenti
dell’appetito delle piccole ospiti.
Tuttavia la tabella dietetica
approvata dal direttore sanita-
io dott. Giuseppe Amelotti che
sovraintende al servizio sanita-
pae
rio della Colonia, è stata man-
tenuta con attenta cura dal si-
gnor Del Torre che di fronte al-
l'appetito crescente deve saper-
si destreggiare per non violare
le disposizioni del regime diete-
tico e ver non complicare il ser-
rizio approvvigionamento della
Colonia, che è fatto quasi ogni
giorno di generi di prima qua-
lità e sempre freschissimi.
Come abbiamo detto le bim-
be sono state divise in 14 squa-
dre. La Direttrice ha seguito un
Sindaco di Genova, on. Pertusio, che ha visitato la Colonia verso la fine
di agosto, distribuisce sacchetti di caramelle alle piccole ospiti.
a Montemaggio
criterio pratico e nello stesso
tempo intelligente di smista-
mento delle bambine, dividen-
dole nelle varie squadre a se-
conda della loro provenienza.
Infatti nella prima e nella se-
conda ha raggruppato quelle
della Spezia, nella terza quarta
e quinta quelle di Livorno, nel-
la sesta quelle del Ferroviario,
nella settima quelle della Dire-
zione generale e Carpenteria,
nella ottava e nella nona le più
grandicelle, nella decima e nel-
l'undicesima quelle del Cantie-
re, nella dodicesima Fonderia e
Cocke e nelle ultime due quelle
del Meccanico. In questa suddi-
visione le bambine provenendo
da famiglie per lo più in rappor-
to tra loro hanno trovato una
immediata possibilità di affiata-
mento e hanno reso quindi più
armoniosa fin da principio la vi-
ta della Colonia.
Con il turno delle bambine si
chiude quest’anno la Colonia di
Montemaggio, ma già si pensa
all’organizzazione dell’anno ven-
turo per offrire sempre maggio-
ri possibilità ai figli dei dipen-
denti della nostra Azienda di
trascorrere una lieta e salubre
vacanza nella bellissima colonia
di Montemaggio.
Pallacanestro
e pallavolo
Nel mese di luglio, durante la per-
manenza dei piccoli ansaldini nella
Colonia di Montemaggio, sono stati
disputati degli interessanti tornei di
pallacanestro e pallavolo.
Diamo qui l’elenco dei componen-
ti delle squadre vincenti che sono
state premiate dalla Direzione della
Colonia:
Pallacanestro - l.a classificata: X
squadra, composta da: Zambelli,
Manzoni, Di Fraia, Michelini (ca-
pitano) e Siciliano.
2.a classificata: squadra mista,
composta da: Sardelli, Soldaini,
Rodigari, Cusmanovich, Di Gru-
mo, Giudice, Tanese, Peruzzo.
Pallavolo - 1.a classificata: IX squa-
dra, composta da: Lauletta, Succu,
Pasquinelli, Tartarini, Bruzzese,
Bruzzone. Riserve: Vitale e Mor-
dini,
2.a classificata: III squadra, com-
posta da: Baldeschi, Biagini, Co-
sta, Biondi, Del Vivo, Belli (tut-
ti livornesi).
Sono stati inoltre premiati i se-
guenti giocatori di pallacanestro, di
altre squadre, per il maggior nume-
ro conseguito di cesti: Bruno Lenzi,
Scotto (detto Scottino), Salvatore
Rocco.
Dall'alto in basso: Liliana
Spadaro, Mina Chiappino,
Clara Vazzole, Roberta Sil-
\ vestri.
”
i
È
i 8
atomo speranza dell’ avvenire
Nella notte estiva, aa Sarzano
dove sorgeva la città quadra-
ta di duemila anni fa, attra-
verso il Mandraccio (voce fe-
nicia che significa porto) don-
de partivano quasi mille anni
fa le galee degli Embriaci e
dei Doria, costeggiando il no-
stro Duomo con ia sua fian-
cata romanica costruita nel
1100, arriviamo a Piazza Gia-
como Matteotti, già piazza
Umberto I, già Piazza Nuova,
gia Piazza dei Funghi (dal
commercio che ivi si faceva)
attirati dai fasci di luce
proiettati contro il cielo, come
quelli delle fotoelettriche du-
rante l’ultima guerra.
Si tratta della Mostra Ato-
mica, modernamente allestita
su carrozzoni viaggianti: al-
l'ingresso si proietta su un
piccolo schermo una pellico-
la a colori, a disegni animati.
Decisamente il mondo moder-
no, quando vuol esprimersi,
non può fare a meno del ci-
nema: quante pagine scritte,
o quante conferenze, sarebbe-
ro occorse per dare al passan-
te una sia pur vaga idea del
mondo atomico, coi suoi neu-
troni ed i suoi elettroni? E
con quale efficacia? Qui inve-
ce, avvalendosi del formida-
bile potere didattico delle im-
magini in movimento, il risul-
tato è raggiunto: tutti si fer-
mano interessati (esclusi i ra-
gazzini, che si allontanano ap-
pena si accorgono che non si
tratta di Disney) e cercano di
afferrare la sintetica lezione.
Certo, non è materia facile: si
tratta di dimostrare che l’ato-
mo, già ritenuto l’ultimo ed
indivisibile costituente della
materia, si compone di un nu-
cleo carico di elettricità po-
sitiva, costituito da neutroni
e protoni, e di elettroni, par-
ticelle di massa costante che
gli ruotano attorno, cariche di
elettricità negativa. (Dove
diavolo abbiamo letto che,
secondo la moderna meccani-
ca quantitistica, l’ atomo di
Rutherdorf è solo un modello
di comodo valore euristico,
ma non corrisponde alla real-
tà fisica dell’atomo?). Ma la
proiezione ci riprende con i
suoi disegni animati: si parla
della radioattività, ossia della
proprietà di certe sostanze di
presentare dissociazioni dei
gruppi atomici; e degli isotò-
pi, elementi di ugual numero
atomico ma di peso diverso
dovuto a differenze di massa
nel nucleo, cioè a diverso nu-
mero di neutroni; e del bom-
bardamento dell’atomo, pro-
cedimento diretto a disinte-
grare il nucleo atomico, pro-
vocando negli elementi radio-
attività artificiale,
Certo la cosa è un po’ com-
plicata, anzi troppo, e allora
pensiamo anche a questa con-
traddizione della nostra epo-
ca, che è evidentemente una
epoca di passaggi, di sviluppi
impensati: ha fatto la vita
sociale, ha fatto la filosofia, lo
stesso cammino rapido della
scienza?
Meglio entrare, cominciare
a girare i diversi reparti, che
ci introducono in questo mon-
do nuovo, avveniristico ma
tutt'altro che fantastico. Nei
primi si sviluppa assai con-
vincentemente il seguente as-
sunto: la popolazione della
terra è in continuo aumento
ed il suo consumo di energia
sale vorticosamente, non tan-
to per questo aumento quan-
titativo degli abitanti quanto
per le necessità sempre cre-
scenti della moderna civiltà.
Due esempi: negli Stati Uniti
il 50% del carbone bruciato
fino ad oggi è stato consumato
negli ultimi trent'anni ed il
50% del petrolio negli ultimi
litato la scoperta di nuove
varietà di piante resistenti al-
le malattie. Fino all’industria,
naturalmente, che come sem-
pre accade è la più interessata
ad una nuova scoperta scien-
tifica: oltre 150 varietà di iso-
zo per Marte, o quando con
un raggio a distanza comuni-
cheremo il pensiero alla per-
sona voluta, invece di riempi-
re il modulo telegrafico?
Inebriati dal volo fiiniremo
come Icaro?
Ingegneri e tecnici dell'’Ansaldo visitano la « Mostra atomica »
14 anni, In Italia la quantità
di petrolio consumata nel
1938 fu di 3.800.000 tonnella-
te, nel 1950 di 6.433.000 e nel
1953 di 10.500.000. Nello stes-
so tempo, però, le disponibi-
lità di petrolio e carbone van-
no paurosamente esaurendosi,
mentre l’acqua fornisce sol-
tanto un decimo dell’energia
occorrente.
Quindi necessità di trovare
una nuova fonte di energia
per il futuro e, trovatala nei
processi di disintegrazione
atomica, necessità di studiarne
lo sfruttamento. Che si tratti
di un potenziale enorme è in-
dubbio: un chilo di Uranio
235 fornisce altrettanta ener-
gia calorifica di 2.600.000 chili
(attento proto! due milioni e
seicentomila chili!) di car-
bone.
Che si tratti di un potenzia-
le utilizzabile a scopi pacifici
è ampiamente dimostrato, an-
che se siamo all’inizio di una
fase sperimentale: a Calder
Hall, nel Cumberland, la Gran
Bretagna ha già costruito una
centrale elettrica atomica che
entrerà presto in funzione,
fornendo energia elettrica ato-
mica a un penny l’unità. Sem-
pre in Inghilterra, ad Amer-
sham, esiste ed è in piena fun-
zione una fabbrica di isotopi,
che soddisfa le ordinazioni in
misura di quindicimila all’an-
no, delle quali oltre cinquemi-
la per l’estero.
Questi « isotopi radioatti-
vi » sono ormai entrati in fun-
zione nei campi più diversi:
dalla medicina, dove sovente
possono rilevare ciò che l’in-
dagine chimica e il microsco-
pio non possono, all’agricol-
tura dove esperimenti hanno
consentito uno studio sicuro
del comportamento dei diver-
si fertilizzanti e hanno faci-
topi radioattivi sono attual-
mente disponibili per l’impie-
go nell’industria.
Motori atomici: ecco il «Nau-
tilus» primo sommergibile a-
zionato ad energia atomica
(qui opportunamente un pan-
nello ricorda che anche il pri-
mo motore Diesel fu applica-
to su un sommergibile). E ci
sono pannelli con disegni di
aereorazzi, e navi del futuro
dalla forma fantasiosa,
Certo, siamo in pieno futu-
ro, e la mente si inorgoglisce,
la fantasia si scatena, la co-
abbiamo verniciato i vecchi
albums di Mandrake con la
vernice del dott. Lambicchi.
Il mondo di Giulio Verne che
abbiamo sognato bambini è
qui, e lo stiamo costruendo
noi, la nostra generazione. Gli
incubi di Poe, le visioni di
Hoffmann, il tappeto di Alì
Babà, il « Mondo Nuovo » di
Huxley, la fantascienza, i ro-
manzi galattici con la coper-
tina espressionista, tutto pos-
sibile, tutto a portata di mano,
tutto in costruzione, Poi ci
prende paura: Prometeo fu
condannato da Giove a resta-
re incatenato sulla cima più
scienza si spaventa. Pare che
alta del Caucaso, per aver do-
nato il fuoco agli uomini.
Pensiamo alla favola del-
l’ apprendista stregone, che
non riusciva più a dominare
le forze che aveva evocato e
ci ricordiamo della « Rivolta
delle macchine o il pensiero
scatenato » scenario di Ro-
main Rolland, realizzato col
pittore Masereel e del « Ro-
bot » di Capek.
Che cosa sarà di noi, delle’
nostre « categorie » morali,
come saranno i nostri rappor-
ti umani e spirituali, quando
invece di aspettare il trenino
di Casella aspetteremo il raz-
Una boccata d’aria nel pas-
sare da una carrozza all’altra
ci fa riprendere conoscenza,
anzi coscienza: col fuoco di
Prometeo l'umanità non si è
incenerita, ma ha creaio stru-
menti onde condurre più co-
modamente la propria esisten-
za e soddisfare le proprie cre-
scenti esigenze. Con la chimi-
ca che aveva svegliato a suo
tempo visioni sataniche l’uma-
nità ha compiuto progressi
incalcolabili onde alleviare i
propri dolori e rispondere al-
le proprie esigenze. I primi
treni hanno fatto gridare al-
l’« orribile mostro d’acciaio
dalle nari fiammeggianti » e si
sono avute manifestazioni di
contadini terrorizzati (a parte
le manovre dei proprietari dei
fondi che si ritenevano dan-
neggiati). La marcia in avan-
ti ha continuato, e l’uomo è
rimasto sempre padrore de-
gli strumenti che aveva crea-
to, anche quando li ha adope-
rati male. Lo ha fatto in vir-
tù di una propria decisione
intellettuale, morale, filosofi-
ca dunque.
La nostra filosofia dovrà
svilupparsi al livello della no-
stra scienza, la coscienza es-
sere pari alla responsabilità.
Se così sarà, non potrà acca-
de-e, come qualcuno ha scrit-
to, che un giorno una palla
schiacciata ai poli, completa-
mente disabitata, continui a
girare nell’eterno spazio.
La vita continuerà, e si par-
lerà di noi, della nostra ge-
nerazione, del nostro secolo,
Che cosa si dirà? Forse sem-
plicemente che il secolo XX
fu il secolo dell’ atomica.
Come oggi si legge che il se-
colo XV fu quello delle sco-
perte geografiche, e della ca-
duta di Costantinopoli non si
ricorda più nessuno.
Col padiglione della medi-
cina abbiamo finito il giro.
Sarà vero, come abbiamo let-
to da cualche parte, che gli
uomini fra qualche migliaio
di anni avranno una testa
enorme su un corpo piccolis-
simo? Mah!
Usciamo, e il primo che in-
contriamo è un ragazzino che
sta mangiando un gelato alla
fragola.
L. B.
r
Gita a
dipendente.
cipante.
rimane così stabilito:
ciale alle ore 5,18.
Per i bambini, L. 860.
CAN, sig. Merlano
\
UNA GRANDE INIZIATIVA DEL NOSTRO GIORNALE
Ai nostri lettori giungerà gradita la notizia che, in ac-
coglimento delle proposte formulateci da numerosi ansal-
dini, il nostro Periodico ha deciso di organizzare per il 26
settembre una gita a Stresa sul Lago Maggiore.
La Direzione Generale ha accordato tacilitazioni allo
scopo di consentire la partecipazione di tutti quanti lo de-
siderano. Infatti le quote di viaggio saranno rateizzate a
seconda del numero dei familiari partecipanti a carico del
Durante il viaggio l'Amministrazione del nostro Pe-
riodico farà sorteggiare dei premi abbinati al numero del
biglietto di viaggio che verrà rilasciato ad ogni parte-
La gita a Stresa è riservata, per evidenti ragioni, ai
soli dipendenti degli stabilimenti di Genova, mentre per i
colleghi di La Spezia e Livorno possiamo annunciare che
è in preparazione una gita a Genova con visita alla « Gri-
stoforo Colombo » e agli Stabilimenti Ansaldo.
Il programma della gita, salvo eventuali variazioni,
Partenza da Genova stazione Principe in treno spe-
Da Sampierdarena alle ore 5,22.
Arrivo a Stresa alle ore 9.30 circa.
Partenza da Stresa alle ore 20.
Arrivo a Genova alle ore 24.
Quota di viaggio per partecipante L. 1.720.
Le prenotazioni vengono effettuate presso i nostri cor-
rispondenti di Stabilimento:
(MOP); FON, rag. Montesoro (SES);
CAF, sig. Piardi (TEC); MEF, sig. Maggiolo (UTEN); DIG
e SAU, presso l'Amministrazione de «l’Ansaldino ».
x
Stresa
MEC, sig. Rovegno (MOP);
2
“i ANSALDINO, RISPONDE
Il sig. Carlo De Maria del-
lo Stabilimento Meccanico
chiede perchè i manovali co-
muni, dopo una certa anzia-
nità. non vengono promossi
specializzati. pur, se necessa-
rio, continuando a maneggia-
re la scopa.
L’organico aziendale preve-
de un certo numero di mano-
vali comuni in quanto vi so-
no da espletare esigenze di
lavoro tipiche di questa cate-
goria. Il trattamento economi-
co è regolato dal contratto di
lavoro, e quello praticato dal-
la nostra Società è largamen-
te superiore al minimo.
Quando si determinano der
posti nell’organico della cate-
goria manovali specializzati,
le Direzioni scelgono tra i co-
muni gli elementi idonei. Na-
turalmente in questo caso bi-
sogna lasciare la scopa per
l’attrezzo,
Ho letto del corso di ingle-
se promosso dall'Ansaldo. E'
una lingua che imparerei vo-
lentieri, data la mole del la-
voro orientata specialmente
su disegni scritti in tale lin-
gua. C'è probabilità che l’an-
no venturo il corso si ripeta?
Sarò in regola per esservi
ammesso? Ho 40 anni ed ap-
partengo all’ Ufficio Pro del
Ferroviario. In quanto a stu-
di ho frequentato il IIS corso
di avviamento industriale e
disegno meccanico.
ULISSE CICGCONE.
La questione dell’eventuale
ripresa dei corsi di inglese
per l’anno prossimo è ancora
allo. studio, soprattutto per
quanto riguarda l’impostazio-
ne da dare ai vari corsi. Pro-
babilmente sarà istituito un
corso apposito per quei dipen-
denti che, come Lei, deside-
rano soltanto perfezionare la
loro capacità di lettura di te-
sti tecnici. Non siamo però in
grado di dirLe se Lei potrà
essere ammesso a frequentare
tale corso, e ciò perchè ì po-
sti saranno certamente molto
limitati e la la scelta dei par-
tecipanti avverrà unicamente
sulla base del principio, più
volte ribadito dalla Direzione
della Società, dell’interesse
aziendale,
Possiamo pertanto solo con- è
sigliarLe di far presente a suo
tempo questa Sua aspirazione
alla Direzione del Ferroviario.
AC
Mia figlia Giuliana ha fre-
quentato le scuole di avvia-
mento professionale ed es-
sendo stata licenziata con ot-
timi voti avrei piacere di sa-
pere, se anche un po’ in ri-
tardo, potesse concorrere al-
la distribuzione dei premi.
DORINO TRAVERSO.
Le domande per concorrere
alle borse di studio vanno
presentate dopo l’affissione del
bando di concorso che Lei po-
trà leggere nella portineria
dello Stabilimento. Normal-
mente il bando viene reso
pubblico nei primi mesi del-
l’anno scolastico, quindi in ot-
tobre o novembre. Per concor-
rere bisogna frequentare de-
terminati corsi e scuole pre-
visti dal bando e aver conse-
guito nell’anno precedente la
promozione con medie non in-
feriori ai 7/10 (borse di 2.0
grado) e agli 8/10 (borse di
1.0 grado) e con singoli voti
non inferiori rispettivamente
a 6/10 e a 7/10, Perciò se Sua
figlia Giuliana ha conseguito
la promozione con i predetti
voti e nell’anno scolastico
1954/55 frequenterà uno degli
istituti scolastici previsti dal
bando, potrà naturalmente
concorrere. Come vede la Sua
domanda non è in ritardo, ma
è prematura. Più complete de-
lucidazioni Lei potrà chieder-
le alle assistenti sociali del
Suo Stabilimento, le sigg.
Parodi e Lepari, che a suo
tempo potranno darLe anche
il modulo per la domanda.
La prevenzione degli infortuni
Desidererei sapere con qua-
le criterio la Direzione Ge-
nerale regola in tutti gli sta-
bilimenti il «Servizio antin-
fortunistico e antincendi », se
il personale è specializzato e
se vi sono delle convenzioni
con Società assicuratrici,
quali sono e su quale base
viene distribuito il personale
relativo in ogni singolo sta-
bilimento.
CARLO LONGHI.
La prevenzione degli infor-
tuni e la prevenzione: degli
incendi sono due servizi di-
stinti. Il sig. Giorgio Stallo,
Capo dell’Ufficio assicurazioni
della Direzione Generale, Le
dà, qui di seguito, le notizie
che Lei chiede sulla preven-
zione infortuni. In un prossi-
mo numero Lei troverà quel-
le relative al servizio preven-
zione incendi,
* * *®
La prevenzione degli infor-
tuni è devoluta al « Comitato
di Sicurezza », che è stato
istituito presso ogni stabili-
mento il 24 marzo 1941 ed è
composto dalle seguenti per-
sone: direttore di officina o
chi per esso, capo servizio
manutenzione, capi sezione,
capi officina, medico di stabi-
limento e un incaricato del-
l'ufficio personale con funzio-
ni di segretario. Alle riunioni
del « Comitato di Sicurezza »
partecipa il dott. Ernesto Bo-
nura, quale consulente sani-
tario della Direzione Genera-
le e un funzionario dell’ufficio
assicurazioni.
I compiti del Comitato sono
i seguenti: a) proporre e sta-
bilire i mezzi atti ad istruire
le maestranze sull’esistenza
dei pericoli e sul modo di di-
fendersi; b) prospettare, di-
scutere e decidere i provvedi-
menti atti a completare e per-
fezionare l’attrezzatura antin-
fortunistica dello stabilimento.
Le degisioni del Comitato-
dovranno essere approvate
dalla Direzione di stabilimen-
to. I singoli membri devono
controllare personalmente che
in officina sia fatto l’uso pre-
scritto dei mezzi di difesa e il
capo della manutenzione è re-
sponsabile della situazione
dell’attrezzatura antinfortuni-
I DISEGNI DEL NOSTRO CONCORSO
Tullio Bisio: In Darsena
stica dello stabilimento, I ca-
pi sezione devono vigilare
sull’osservanza delle norme di
sicurezza. L’incaricato dell’uf-
ficio personale, segretario del
« Comitato di Sicurezza », ha
il compito di espletare le pra-
tiche inerenti all’assicurazio-
ne infortuni (sopraluoghi,
denuncie all’Istituto Nazionale
Infortuni, tenuta del registro
infortuni, ecc.) e quello di
raccogliere elementi statistici.
Il Comitato si riunisce in
via ordinaria una volta al me-
se ed in via straordinaria in
occasione di infortuni gravis-
simi o mortali.
Durante le riunioni vengono
esaminati i documenti degli
infortuni avvenuti nel mese
precedente e si discutono le
cause degli infortuni stessi.
Inoltre vengono discusse e sta-
bilite le direttive per intensi-
ficare l’azione di propaganda
antinfortunistica in officina
(cartelloni, segnalazioni di av-
vertimento nei luoghi più pe-
ricolosi, ecc.).
I verbali delle riunioni so-
no trasmessi in copia alla Di-
rezione Generale, alla Dire-
zione di stabilimento e a tutti
i membri del Comitato,
All’immediata realizzazione
dei mezzi di protezione appro-
vati dalla Direzione provvede
il capo della manutenzione.
L’ufficio assicurazioni della
Direzione Generale, informato
dal proprio funzionario e dal
dott. Bonura e presa cono-
scenza dei verbali, controlla
l'attuazione dei provvedimenti
stabiliti, sia dal lato tecnico
come da quello sanitario e
contribuisce a far conoscere a
tutti gli stabilimenti eventua-
li mezzi di protezione dimo-
stratisi efficaci in qualche sta-
bilimento.
Come si vede, il personale
addetto alla prevenzione degli
infortuni è quello stesso che
fa parte del « Comitato di si-
curezza » ed ogni componente
è logicamente specializzato
nella parte di sua competenza.
Tutti gli operai e coloro, tra
gli impiegati, che hanno la
qualifica di « sovraintenden-
te » (cioè che sovraintendono
direttamente ai lavori degli
operai) sono assicurati presso
VI.N.A.I.L. (Istituto Naziona-
le per l’assicurazione contro
gli infortuni sul lavoro). Gli
altri impiegati sono assicurati
presso la Società Mutua di As-
sicurazioni, con atto di libe-
ralità della Ditta.
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Sono nati
14 aprile: RITA, figlia di Naldi
Francesco (Mec) - 8 maggio: PIE-
TRO, figlio di Gatti Giacomo (Mec)
- 9 maggio: MAURA, figlia di Bor-
digone Sergio (Can) - 20 maggio:
RITA, figlia di Repetto Giuseppe
(Mec) - 12 giugno: SERGIO, figlio
di Gargiulo Vincenzo (Mec) - 14
giugno: UMBERTO, figlio di Mat-
teini Giorgio (Mec) - 19 giugno:
WALTER, figlio di Ferrando Gio-
vanni (Can) - 29 giugno: PIETRO,
figlio di Rosi Benedetto (Mec) - 3
luglio: GIOVANNI, figlio di Olivero
Giuliano (Mec) - 6 luglio: WAL-
TER, figlio di Granieri Donato (Dig)
- 7 luglio: ENZO, figlio di Ceragioli
Vinicio (Mug) - 9 luglio: LETIZIA,
figlia di Carlini Matteo (Fon) - 11
luglio: LAURA, figlia di Cesarini
Eugenio (Mec) - 12 luglio: MILVIA,
figlia di Casagrande Delio (Mec) -
CLAUDIO, figlio di Cafasso Adria-
no (Mec) - ERMANNO, figlio di
Peirani Fausto (Can) - MARCO, fi-
glio di Bozzolo Giacomo (Car) - 13
luglio: MAURIZIO, figlio di De Pil-
la Domenico (Mug) - MARIA A,, fi-
glia di Macciò Giuseppe (Mec) -
15 luglio: NADIA, figlia di Ghigliotti
Francesco (Can) - ROSANNA, figlia
di Vigo Angelo (Can) - 16 luglio:
RENZO, figlio di Turriano Ilario
(Mec) - LORIS, figlio di Viari Gino
(Mec) - FRANCESCO, figlio di Rol-
fini Ezio (Can) - 17 luglio: ALES-
SANDRA, figlia di Bernardi Pietro
(Liv) - GIUSEPPINA, figlia di Fan-
tini Antonio (Fon) - 19 luglio:
GIANCARLO, figlio di Tacconi Ezio
(Can) - 20 luglio: MARIA GRAZIA,
figlia di Franchini Enzo (Liv) - 22
luglio: ANGELA, figlia di Damonte
Angelo (Mec) 25 luglio: FERDI-
NANDA, figlia di Parodi Luciano
(Mec) - MAURIZIO, figlio di Pi-
gnone Vladimiro (Mec) - 26 luglio:
MAURO, figlio di Tebano Antonio
(Liv) - 27 luglio: BEATRICE, fi-
glia di Durante dott. Carlo (Dig) -
29 luglio: ROBERTO, figlio di Scot-
to Manlio (Mug) - ANNA, figlia di
Ottria Francesco (Mec) - GIOVAN-
NI, figlio di Casalino Giuseppe Giu-
seppe (Fon) - 4 agosto: MARINA,
figlia di Gastaldi Francesco (Mec) -
6 agosto: EUGENIO, figiio di Da-
gnino Giusevpe (Mec) - GIAMPIE-
RO, figlio di Rossi Mario (Mec) - 9
agosto: LAURA, figlia di Renieri
Renzo (Mec) - 10 agosto: ALBA, fi-
glia di Cordazzo Giovanni (Mec) -
11 agosto: ALFONSINA, figlia di
Provenzano Gaetano (Can) - 12
agosto: NEVIADA, figlia di Deodato
Sergio (Can).
A tutti î piccolissimi « ansal-
dinì » e ai loro genitori i nostri
auguri più fervidi.
Si sono sposati
30 maggio: CEPOLLINA Carlo
(Mec) con Macchia Carla - 31 mag-
gio: COSSO Giovanni (Fon) con Ol-
cese Jolanda - 2 giugno: PRATI ing.
Roberto (Mec) con Campolongo
Amalia - 6 giugno: CARLINI Fran-
cesco (Fon) con Ottonello Domeni-
ca - 26 giugno: COSTA Mario
(Mug) con Manca Elena - 3 luglio:
GIGLIO Alfredo (Dig) con Alati
Grazia - 4 luglio: DELLACASA
Giacomo (Dig) con Olivieri Anna -
18 luglio: SARTORI Giovanni (Can)
con Pedrazzi Lina - MORA Alberto
(Mec) con Picchio Ada - 25 luglio:
MASTINU Andrea (Dig) con Ba-
schieri Elsa - CASARINO rag. Ago-
stino (Can) con Giusio rag. Candida
- MANISCALCO Francesco (Mec)
con Giannazzo Maria - PRENCIPE
dott. Giona (Mec) con Bottino Irma
- 31 luglio: FAINA Adriano (Can)
con Tripodi Peppina - CESARI Fer-
Ruota
Tempo
dinando (Mec) con Badano Lidia -
l.o agosto: CARACCIOLO Franco
(Mec) con Ghelardini Maria Luisa
- BOVONE Elio (Mec) con Martinel
Jole - BALDINI geom. Luigi (Mef)
con Sivero Luciana - 7 agosto: SCA-
NIGLIA Armando (Mef) con Fer-
rando Maria 8 agosto: GRILLI Ma-
rio (Can) con Gasciarini Clelia -
FRANCHINI Stefano (Can) con
Lombardi Adele - GRONDONA Al.
do (Mec) con Leone Giuditta - 14
agosto: CURRELI Santo (Mec) con
Dolcino Luisa - 15 agosto: PITTA-
LUGA Luigi (Can) con Degola Te-
resa.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
PREMI DI ANZIANITI
MECCANICO.
Assereto Enrico; Bacherini Mi-
chele; Battioni Angelo; Boscolo De-
solina; Caleffi Attilio; Cereghini Lu-
ciano; Coda Giuseppe; Di Nicola
Antonio; Lazzarini Gino; Montefiori
Pietro; Piombo Pietro; Sala Bruno;
Scorza Edoardo; Silvestrini Paolo;
Tani Aldo; Villa Umberto.
FONDERIA.
Mannara Maurizio,
SEDE.
Bianchi G. B.; Lucchesi Silvano;
Torelli Rodolfo.
CARPENTERIA.
Magnani Sergio; Pampirio Dome-
nico; Vallarino Antonio.
FERROVIARIO.
Macrì Cosimo; Massiglia Giovan-
ni; Roccatagliata Rosa.
MUGGIANO.
Biancardi Arduino; Calzolari Sil-
vio; Cerri Elves; Costa Galliano;
Destri Vittorio; Fabbri Antonio;
Franceschini Emanuele; Ratti Carlo;
Ratti Giuseppe; Ratti Guido; Sal-
vetti Bruno; Saporiti Vincenzo; Tar-
tarini Osvaldo; Venturini Sergio.
CANTIERE.
Alearo Francesco; Bassi Elia;
Biondi Ernesto; Bonelli Paolo; Buf-
fa Ernesto; Calvia Vittorio; Casta-
gnola Ettore; Daffini Gaetano; Da-
meri Aldo; Fabbri Alfredo; Fenda-
tori Attilio; Fracchiolla Francesco;
Galletta Rosario; Gambolato Giu-
seppe; Ligabue Gustavo; Lodi Fer-
nando; Malvestiti Cesarino; Perno
Gina; Persico Giovanni; Sartori Gio-
vanni; Sugliano Giovanni; Tortello
Fioravanti; Valle Giuseppe; Vallone
Carmelo; Varone Michele.
Aì vecchi dipendenti dell’«An-
saldo» che con la loro attività
hanno contribuito allo sviluppo
dell’ azienda, le congratulazioni
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\ } partenza per diverse località. Le nostre colleghe hanno già
da sa scelto l'abbigliamento intonato alla località dove soggiorne-
APT — ———_—_—_—_—____" ranno. Sta alla sagacia dei nostri lettori indicare dove ciascuna
ate le numerose sollecita-
zioni che, tramite la
Cassetta delle Idee o diretta-
mente, pervengono da dipen-
denti per l’istituzione di cor-
si d'istruzione sia a carattere
generale sia di specifica prati-
ca professionale, si ritiene
opportuno precisare la posi-
zione al riguardo della Dire-
zione della Società.
Sia pur apprezzando nel suo
giusto valore lo spirito che
evidentemente anima queste
proposte, la Società rimane
necessariamente vincolata in
materia dai seguenti due cri-
teri fondamentali:
la cultura generale deve es-
sere acquisita dai singoli al di
fuori dell'ambito aziendale,
costituendo un patrimonio in-
dividuale del quale la Società
deve prendere atto e tener
conto, ma allo sviluppo del
quale non può contribuire se
non in modo molto limitato ed
in ogni caso indiretto (agevo-
lazioni ud enti come VENAL,
concessioni di locali in deter-
minate circostanze e simili);
l'istituzione di corsi a cura
e spese della Società può es-
sere prevista ed attuata solo
nel caso che essi rispondano
ad un preciso interesse azien-
dale, Tali corsi riguarderanno
pertanto soprattutto specifici
rami di preparazione profes-
sionale e ad essi potranno es-
sere ammessi solo quegli ele-
menti la cui partecipazione, a
giudizio della Società, può ri-
sultare di effettiva utilità per
il raggiungimento degli scopi
prefissisi dall’Azienda.
Nei limiti dei criteri su-
esposti la Società ha già preso
numerose iniziative (delle
principali di esse è già stata
data notizia in precedenti nu-
meri dell’Ansaldino) ed altre,
numerose e di vasta portata,
sono in programma o allo stu-
dio: ogni diversa impostazione
della questione non può in-
vece, per evidenti ragioni, es-
sere presa in considerazione.
PROPOSTA N. 4171.
Propone di adottare alla
parte inferiore dei micrometri
delle boccole porta sfera per
il controllo di spessori fra i
diametri interno ed esterno.
RISPOSTA.
La proposta è degna di con-
siderazione.
L’applicazione di una sfe-
ra al pedino fisso del micro-
metro offre effettivamente la
possibilità di misurare con
precisione gli spessori delle
corone costituenti ghiere, boc-
cole ecc, inoltre con facilità
si può rilevare l’eccentricità
tra foro ed esterno delle stes-
se; essa trova anche buon im-
piego per le misurazioni degli
spessori di particolari costitui-
ti da superfici concave e con-
vesse,
La DAT provvederà a far
costruire qualche campione
che metterà a disposizione per
le richieste degli interessati.
PROPOSTA N. 6398.
Propone che i vari manu-
fatti relativi a commesse este-
re vengano, allorchè sono ul-
timati, ritirati dalle officine e
depositati in luoghi adatti, per
evitare una lunga serie di in-
convenienti.
RISPOSTA.
E’ stato in tutti i tempi pro-
blema pressocchè insolubile
quello di riuscire a spedire
tempestivamente i materiali
pronti, sia per l’estero che per
l’Italia, E’ superfluo enumera-
re le cause che non permetto-
no di far partire subito î ma-
nufatti pronti. La più impor-
tante fra esse è la questione
doganale. Certe praticre co:
Ministeri possono aver segui-
to solo dopo che i manufatti
sono pronti, epperò trascor-
rono vari mesi prima che essi
possano partire. Sarebbe otti-
ma cosa raccogliere tutti i
manufatti finiti in appositi lo-
cali, in attesa della partenza,
ma per le nostre esigenze oc-
correrebbero vari e vasti ca-
pannoni che non abbiamo.
Col trasferimento della Cal-
dereria sono rimaste libere le
navate a ponente, che, come
tutti sanno, sono adibite alle
spedizioni delle Centrali U.R.
S.S, Alla fine del 1954 la com-
messa delle Centrali Russe sa-
rà chiusa e molti manufatti
che ora attendono nelle offici-
ne saranno raccolti nelle na-
vate della ex Caldereria.
PROPOSTA N. 4639.
Lamenta che nelle dispense
scarseggiano alcuni strumenti
di misura. Propone quindi che
se ne aumenti il numero e che
vengano sostituiti quelli che
non rispondono più al grado
di precisione desiderata.
RISPOSTA.
E’ stato già stabilito che,
compatibilmente con le possi-
bilità attuali, la DAT curi il
graduale aumento e rinnovo
della dotazione di strumenti
di misura in quelle dispense
nelle quali ciò è necessario.
Il proponente è invitato a
presentarsi al Capo DAT (Si-
gnor Collo) per dare chiari-
menti circa le manchevolezze
specifiche ch’egli ha notate,
PROPOSTA N. 4587.
Sarebbe bene che i formati
per disegni (specie’ quelli
grandi) avessero su ogni an-
golo un rettangolino su cui ri-
petere il No. del disegno. Ciò
faciliterebbe il rintraccio del
No. stesso in qualunque posi-
zione il disegno si trovi. Que-
sto è altrettanto utile se si
pensa che sovente, specie in
officina, il disegno soggetto a
logorio si strappa e più spes-
so ancora si strappa proprio
nell'angolo della tabella, non
rimanendo così alcuna traccia
per individuare il detto nu-
mero di disegno.
RISPOSTA.
Il suggerimento è accettato
e pertanto i nuovi fogli stam-
pati porteranno almeno due
quadratini per il numero di
disegno.
PROPOSTA N. 5173.
Propone che, a titolo di pro-
va, vengano imbiancate le la-
miere che costituiscono i tetti
dei capannoni, per vedere se
con questo sistema sarà possi-
bile abolire le girandole che
rovinano le lamiere stesse.
RISPOSTA.
Sarà fatta una prova sulle
lamiere di qualche capannone;
però la calce bianca non re-
siste all’azione della pioggia e
quindi sarà necessario dare
una mano di calce più volte
nella stessa stagione estiva,
con notevoli spese di mano
d’opera.
MEMENTO
Athos MATTEUCCI
di anni 47,. dipendente del
Muggiano, deceduto il 15-7-54.
Era stato assunto nel 1930.
Lascia la madre,
Mario BERTI
di anni 56, dipendente del
Meccanico, deceduto il 20-7-
54. Era all’Ansaldo dal 1922.
Lascia la moglie.
ltalo DELLACAVA
di anni 56, dipendente del
Ferroviario, deceduto il 2-8-54,
Era all’Ansaldo dal 1930. La-
scia moglie e tre figli,
Giuseppina TRINCHIERA
di anni 42, dipendente del
Meccanico, deceduta il 15-8-
54. Era all’Ansaldo dal 1942.
Lascia due figli.
Urbano MASSOBRIO
di anni 62, dipendente del
Cantiere, deceduto il 22-8-54.
Era all’Ansaldo dal 1918. La-
scia la moglie,
Ai familiari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».
s)
i [RESALDIRO
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.A.
*
) Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
“*%
DANTE JANNONE
Redattore responsabile
Autorizzazione del Tribunalo di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A,
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825
*
Pubblicità SIRA Concess.
Escl.- Genova - Piazza delle
Vigne, 6 - Telel. 22,342
SS
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uomo, oppure cambierei con
bicicletta bambino 7-8 anni.
Scrivere a Giuseppe Bargelli,
passo Barabini 24, Genova-
Bolzaneto.
delle villeggianti, contraddistinta da una lettera dell’alfabeto,
è diretta. 7
B c D E F G H I
Indicare nell'apposito tagliando l’esatta soluzione e spe-
dire a « l’ANSALDINO » - recapito Ansaldo, Piazza Carigna-
no 2 - Genova - oppure consegnarlo ai nostri corrispondenti
di STA: LIV, dr. Moriconi (PER) - MUG, sig. Guadagnini
(COI) - MEC, sig. Rovegno (MOP) - CAN, sig. Merlano (MOP)
- FON, rag. Montesoro (SES) - MEF, sig. Maggiolo (UTEN) -
CARP, sig. Piardi (TEC) - DIG, sig.na Gasparino (UPR),
Tra i solutori verranno estratti a sorte un orologio da
polso, un portafoglio in pelle. due pacchi di Deortalco.
Scadenza del concorso: 15 settembre 1954.
CONCORSO FERIALE
SCADENZA 15 SETTEMBRE
Le villeggianti sono dirette:
1954
Ai monti..
Al mare
In campagna ___.....
SPEDISCE:
STA
MAGAZZINI VITTORIA
GENOVA - VIA BRIGATA LIGURIA, 7 r.
SUCCURSALI:
SESTRI PONENTE : Via Ginocchio N. 20
CHIAVARI: Corso Dante N, 7
AL SERVIZIO DEL
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CON UN COSTANTE
MIGLIORAMENTO DELLA
PRODUZIONE E DEI PREZZI
GRADITISSIMI TUTTI I BUONI RATEALI
( Enal, Salea, Siac, Tranvieri, Eridania, etc.)
LE COMMISSIONI INTERNE SONO PREGATE DI
MESITTARICI
lietti ».
lu
idente da questo scorcio fotografico della prua della « G
L’analogia fra la forma della nave moderna e l'’affilata sagoma dello squalo risulta ev.
- extracted text
-
- NUMERO 6
rito. al'alpandenili = Preczo (di; (SY
vendita al pubblico L. 30
QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A.
NOVA, i SETTEMBRE 1954
$ zione in abbonamento postale
Montemaggio: Roberta Cavallini sorride alle compagne di gioco.
N
Ricordi e. speranze
di un vecchio Ansaldino
Nei pochi giorni di ferie
che mi sono potuto concedere
ho voluto rifare quest’anno,
con la mia famiglia, una ca-
patina neila Valle d’Aosta, ri-
chiamatovi oltrechè dalle sue
attrattive, da tanti cari ricordi
di un tempo purtroppo lon-
tano. Il piacere del breve ri-
poso e del pittoresco paesag-
gio si è commisto così alla
nostalgia, e vari sono stati i
pensieri e le sensazioni nel ri-
vedere particolarmente la Se-
de di quella Società degli An-
saldini della quale proprio io,
nel lontano 1917, fui uno dei
promotori.
Fu infatti in quell’anno gri-
gio di guerra che un nucleo di
dipendenti dell’Ansaldo-Siac,
e io ero fra quelli e molto mo-
destamente, venne trasferi-
to ad Aosta per por mano al-
l'impianto degli Stabilimenti
Ansaldo - Elettrosiderurgici
che le necessità nazionali e la
lungimiranza dei Fratelli Per-
rone dovevano far sorgere per
lo sfruttamento del minerale
ferroso nella vicina conca di
Cogne. E fu quello il primo
complesso di alti forni - forni
elettrici e laminatoio Trio De-
mag da 850 - che poi col pas-
sare degli anni, gradatamente
ampliato, si trasformò via via
fino ad essere quella che è
oggi la Società Nazionale Co-
gne, benemerita della produ-
zione di ottimi acciai nazio-
nali.
Ma allora... ci trovavamo,
noi Ansaldini, nella chiusa,
antica e anche modesta città
di Aosta, un po’ smarriti per-
chè spaesati, ad affrontare,
con le difficoltà del nuovo la-
voro, le difficoltà personali di
una sistemazione e quelle col-
lettive dell’ ambientamento.
Aosta e i suoi cittadini non
gradivano l’iniziativa dell’An-
saldo e non gradivano, nel lo-
ro modo di vita e nella loro
economia, l’intromissione in-
dustriale e principalmente
perchè essi dovettero subire
l’esproprio a lungo e legal-
mente contestato, di tutto il
terreno antistante la stazione
ferroviaria, l’unico terreno
piano su cui sorgeva il più
noto e bel frutteto della valle,
che dava alti redditi sopra-
tutto con l’esportazione degli
squisiti frutti valdostani al-
l'estero. Gli Ansaldini, per-
tanto, furono ospiti non gra-
diti e quindi non favoriti ed
essi dovettero sistemarsi, tutti
più o meno, alla bell’e meglio
e trovarono, in quei primi
giorni, conforto e forza prin-
cipalmente nel loro spirito di
colleganza. Son ricordi, ho
detto, di tempi lontani ma vi-
vi, perchè, allora, vive furo-
no la bontà reciprocamente
espressa, la fratellanza con-
cretamente sentita ed eserci-
tata, la lealtà, il disinteresse,
coi quali difficoltà e stati di
animo furono vinti fino a dar
vita, come ho detto, alla So-
cietà degli Ansaldini, per la.
vita degli Ansaldini ad Aosta.
In tanta penuria di alloggi
(non pochi dei nostri allora
avevano dovuto adattarsi,
esauriti o negati gli alberghi,
le pensioni, le case private, ad
una specie di accasamento in
baracche di legno!), ci venne
incontro un Sacerdote, Mons.
Tasso Vescovo di Aosta, il
quale mettendoci a disposi-
zione, e gratuitamente, parte
del giardino vescovile ed un
rustico già adibito a legnaia,
ci diede modo di prepararci
una sede, primo punto di ar-
rivo e di partenza e prime dif-
ficoltà da affrontare. E quella
sede rapidamente allestita di-
venne un luogo rinomato di
ritrovo, il terreno della na-
scente amicizia tra noi e i cit-
tadini di Aosta, l’orgoglio di
tutti i dipendenti dell’Ansal-
do. Ci aiutò la Direzione, na-
turalmente, e in modo parti-
colare il prof. Federico Gio-
litti (figlio dell’on.le Giovan-
ni) che aderì, commosso, alla
richiesta di contributi per
l'adattamento dei locali; il
comm, Pio Perrone, al quale
da buoni genovesi lontani da
Genova, « tirammo giù» un
bel biliardo; ma sopratutto ci
aiutò il nostro entusiasmo e
la nostra bella solidarietà.
Giuochi da bocce in giardino,
biliardo in sala, pregiati vini
nella fresca cantina: la socie-
tà degli Ansaldini divenne il
primo circolo della città, E
senza mezzi miracolistici, sen-
za eccessive spese, ma proprio
e sopratutto con la nostra buo-
na volontà fu annessa la coo-
perativa di consumo, sorse
una scuola professionale per
l'insegnamento del disegno,
corsero varie lodevoli inizia-
tive, ed ebbe pratica attua-
zione una Mutua Assistenziale
che dovette rivelarsi, quasi su-
bito, provvidenziale,
Fu il premio della nostra
autentica fratellanza e fu il
conforto nella calamità della
« spagnola » che sopravvenne
a colpire, con la nazione, an-
che duramente la nostra fa-
miglia. Qui i ricordi si fanno
tristi e molti particolari di
essi ancora mi commuovono e
mi turbano. Giorni tristi di
sofferenza, neri di lutto; ep-
pure oggi ancora cari per
tanto rivelarsi di umanità, di
abnegazione, di affetto. La
corsa nella notte a Torino
(che allora pareva ed era tan-
to distante) per prelevare il
prof. Pescarolo, illustre clini-
co, affinchè il giovanissimo
amato ing, Ghiotti avesse il
miglior medico al suo capez-
zale. Ghiotti fu il primo a la-
sciarci e gli fummo, in quel
supremo momento, tutti intor-
no. Poi Ambrosi, due giorni
prima felice per le nozze, di-
sperato nelle nostre braccia
per la perdita della sposa! Mo-
rirono i bimbi dell'operaio
Elibri, la mamma del geom.
Bellini, morirono tecnici, ope-
rai, impiegati. Oh quanti! E
quanto affanno, e quanto pro-
digarsi: non uno di noi si ri-
fiutò di porgere aiuto, Triste
inverno, lontani dalla lmnmino-
sa Riviera, col cuore piccolo,
eppure... Le veglie notturne,
l’assistenza rischiosa ai con-
tagiati, la cura delle salme, il
trasporto di esse. Oh! Chi po-
tesse, come me, rivedere certe
scene e rivivere certi episodi,
come benedirebbe la bontà di
allora e vorrebbe che si tra-
sfondesse in una più schiet-
ta, più personale, più libera
comprensione di oggi! Porre,
a notte alta, nel feretro un
compagno di lavoro, correre
nel freddo mattino alla stazio-
ne con l’angoscia nel cuore a
ricevere un parente accorso
ad un’ultima chiamata e poi
andare nello Stabilimento a
lavorare per sè e per gli altri,
senza recriminare e protesta-
re, ma imponendosi sempre
una calma esteriore, un abito
che fosse di conforto ai colle-
ghi e d’esempio agli estranei
e riscaldarsi poi con l’affetto
reciproco nella nostra casa
comune, la nostra società: ec-
co la vita quarant'anni fa de-
gli Ansaldini di Aosta! Ed ec-
co ciò che mi tormenta ora al
richiamo di questi ricordi.
Perchè non la vita, ma lo spi-
rito della vita di allora non
può più essere lo spirito di og-
gi? Abbiamo tanto di più, og-
gi! Chi poteva immaginare,
allora, tra le montagne val-
dostane, il progresso, le prov-
videnze che, sia pure tra guer-
ra e crisi, ci sono oggi? Eppu-
re con tanto meno, eravamo
più felici e più buoni e non
è detto che allora fossimo tut-
ti della... stessa parrocchia;
anzi! Ma eravamo prima di
tutto noi stessi; rispondevamo
prima che ad ogni altro, al
comando della nostra coscien-
za, del nostro buon senso per-
sonale; eravamo contenti del
lavoro compiuto e stimavamo,
volevamo bene ai nostri col-
leghi, perchè appunto erano
nostri colleghi. Ed ecco per-
chè il problema delle rela-
zioni umane mi si è ripre-
sentato al seguito dei ricordi
valdostani e mi ha lasciato
perplesso, mentre l’occhio va-
gava da una cima all’altra
delle magnifiche montagne al-
pine. La natura immutabile e
la mutabilità delle vicende e
dei sentimenti umani, Oggi
negli stabilimenti, è inutile
nasconderlo, c’è diffidenza, c’è
apatia, quando non c’è odio; il
lavoro diventa così pesante,
diventa così costrizione, e le
ideologie, che sono tutte one-
stamente discutibili finchè so-
no ideologie, diventano tal-
volta fomite di discordia,
Bisogna ritornare alla se-
renità, pace, armonia, amore.
Relazioni umane, non lotta di
classe!
Ed è per questo, per queste
considerazioni, che io che nel-
la mia lunga vita di lavoro ho
avuto la ventura, e non sem-
pre la fortuna, di avere molti
incarichi e molte cariche, pro-
vo, specialmente oggi, partico-
lare soddisfazione e profonda
ineffabile commozione nel ri-
cordare di essere stato presi-
dente della Società degli An-
saldini di Aosta.
Giuseppe Gennaro
Grandi
al banco
Il secondo Doxford e
Nei giorni 24 e 25 agosto,
alla presenza di tecnici del
Registro Navale Italiano e
dell’American Bureau of Ship-
ping, sono state effettuate le
prove ufficiali al banco del se-
condo motore Ansaldo-Dox-
ford costruito al Meccanico. Il
motore è del tipo 67LB5, a 5
cilindri, con stantuffi contrap-
posti ed ha le caratteristiche
seguenti:
diametro cilindri, mm. 670;
corsa totale dei due stantuffi,
mm. 2320; giri al minuto, 115;
potenza normale, HP, 5.700.
E° destinato ad una nave
mercantile di 11.000 Tonn.
D.W. in costruzione presso i
Cantieri del Mediterraneo di
Pietra Ligure per conto del-
l'armatore Angelo Scinicariel-
lo di Napoli.
Nella prima giornata le pro-
ve si sono svolte secondo le
modalità richieste dalla legge
per il concorso ai contributi
ministeriali ed è stato quindi
necessario far sviluppare al
motore, per la durata di 4 ore
consecutive, la potenza mas-
sima di 7195 cav. a 130 giri al
l’ e 6,1 Kg/cmq. di pressione
media effettiva.
Nella seconda giornata le
prove si sono svolte funzio-
nando con nafta pesante da
caldaie riscaldata, per la du-
rata di 6 ore a pieno carico
(5.700 cav, a 115 giri al 1°).
Il comportamento del motore
e di tutti gli organi della com-
bustione è stato pienamente
soddisfacente: nessuna anor-
malità ai polverizzatori, alle
pompe combustibile, ecc. e i
° gas di scarico sono risultati
praticamente incolori.
L’ing. Zaccaria ed il sig.
Iaccarino delegati dell’arma-
tore, gli ingg. Averame, Mu-
las e Dagliano per il Cantie-
re del Mediterraneo che han-
no assistito alle prove insieme
al cav. Innocenti del R.I.Na.
e al sig. Paoli dell’A. B., han-
no espresso alla Direzione del
Meccanico il loro compiaci-
mento per i risultati raggiunti.
°
motori
di prova
l'Ansaldo - Fiat B 366 È
Recentemente è stata effet-
tuata la prova del motore Die-
sel Fiat-Ansaldo B366E (con-
trassegnato col numero di ma-
tricola 366003) che per più di
sette ore ha offerto col suo
funzionamento regolarissimo
la prova ufficiale della sua
potenza e, insieme, della per-
fetta lavorazione del Mecca-
nico. Lungo metri 6,30, alto
3,80 e largo 1,60, raggiunge
un peso totale, senza alterna-
tore, di 42 tonnellate e svilup-
pa una forza effettiva di 1120
cavalli orari compiendo 250
giri al minuto. Per tutta la
prova ha funzionato perfetta-
mente con piena soddisfazione
del signor Bottinelli rappre-
sentante della « Empresa Na-
cional Transportes » di Bue-
nos Aires, committente di cin-
que gruppi (motore e alterna-
tore). Il B 366 E è il quarto
della serie: due sono già stati
consegnati, uno è in via di
spedizione e l’ultimo è in via
di costruzione, Ognuno di que-
sti motori, accoppiuto ad un
turbo alternatore, ha richiesto
circa un anno di lavoro e la
sua costruzione dai basamenti
alle incastellature, effettuate
dalla Fonderia, alla messa in
prova è tutta opera del Mec-
canico. A differenza degli al-
tri tre motori già costruiti del
tipo 364 (515 kW pari a 644
kVA) il 366 è da 760 kW pa-
ri a 950 kVA) questo è uno
dei tipi più sperimentati,
Alla prova ufficiale hanno
partecipato gli operai Adria-
no Passeri, Paride Pizzaferri,
Mario Ghiglione, Orberto
Benzi, Carlo Parodi e Adria-
no Massone, assistiti dal capo
reparto Nicola Beiso che ha
diretto la messa a punto e il
funzionamento del motore, dal
capo della sala prove Goffre-
do Tommasetti, dal vice capo
Fortunato Benazzi e dal tec-
nico d’officina Aldo Anfosso.
La prova del secondo Doxford. Da sinistra, gli operai Giambattista Cabella, Paolo Lassa,
Innocenti Barbieri.
BILANCIO,
Il giorno 31 luglio u.s.
l'Assemblea degli Azionisti
della ANSALDO S. p. A. ha
approvato il bilancio del-
l'esercizio 1953-54 che si è
chiuso con una perdita di
280 milioni dopo avere
stanziato la normale quota
di ammortamento prevista
dalla legge.
Nonostante il risultato an-
cora deficitario non è man-
cato in questa occasione, da
parte dell’azionista di mag-
gioranza, un cordiale rico-
noscimento dell’opera svolta
dalla Società durante que-
sto esercizio, riconoscimento
che è giunto tanto più gra-
dito in quanto i risultati di
questo bilancio hanno rap-
presentato il coronamento
di uno sforzo perseguito da
tutti i collaboratori della
Azienda per realizzare un
equilibrio economico che
pochi anni addietro poteva
sembrare irraggiungibile.
Può essere superflua una
ricapitolazione degli avveni-
menti di questi ultimi anni,
che ciascun ansaldino ha
profondamente vissuto e che
sono stati alternativamente
motivo di preoccupazione e
di soddisfazione per le rea-
lizzazioni raggiunte.
Sembra peraltro opportu-
no riassumere in pochi ele-
menti sintetici la strada per-
corsa paragonando i risulta-
ti dell’esercizio chiuso al 31
marzo 1954 con quello del
31 marzo 1951.
Il valore della produzione
annua è raddoppiato pas-
sando da miliardi 25.3 a mi-
liardi 50.6; le ore di mano
d'opera diretta alle commes-
se sono aumentate del 50%
passando da milioni 13.8 a
milioni 20,6, e poichè è ri-
masta pressocchè immutata
la quantità totale di mano
d’opera complessiva, si è ve-
rificata una riduzione del
36% nelle ore improduttive
e ausiliarie che sono passa-
te da milioni 18.8 a milioni
IZ
Queste cifre sono la pro-
va più evidente della vitali-
tà dell'Azienda e della cura
posta per assicurare agli
stabilimenti la massima
quantità di lavoro, sono
inoltre un indice della mi-
gliorata organizzazione che
ha consentito di trasforma-
re in un lavoro produttivo
una forte aliquota di ore
che prima gravavano sulle
spese generali.
Nè da meno è stato il po-
tenziamento dei mezzi di
lavoro perchè il valore de-
gli impianti è stato inere-
mentato di oltre 4 miliardi
al netto delle rivalutazioni
valutarie.
L’opera svolta segna una
tappa significativa nella ri-
presa dell’Ansaldo e deve
essere di sprone e monito a
tutti perchè ognuno apporti
quel suo contributo di atti-
vità e di collaborazione che
è necessario per assicurare a
questa vecchia Azienda le
immancabili affermazioni
che si merita per la genia-
lità dei suoi tecnici, per la
capacità e laboriosità delle
sue maestranze, per la po-
tenzialità dei suoi impianti.
Federico Lombardi
-
INTERVISTA LAMPO
GLI AUTOTRASPORTI
Il signor Antonio Consumi - Nell’e-
Piccardo, Capo Re- sercizio 1953-54, per
parto trasporti dei disimpegnare circa
Servizi Ausiliari, ci 9.000 servizi, sono
ha fornito, in una stati consumati litri
breve intervista, al- 67.358 di benzina, li-
cuni interessanti ele- tri 31.359 di gasolio e
menti del servizio au- Kg. 1.258 di olio. Ta-
totrasporti. le carburante sareb-
le be servito per far
s Tec SS Ro to funzionare, su un
è dotato di: 10 rercorso di 300 Km.,
trattori di cui uno da 2500 automobili e
100 HP; 14 autocarri, 3.200 moto scooters
da Percorrenze € carl.
DORita LE IROLICATE dini Nello ‘stesso #-
ri; 25 rimorchi, di cui sercizio gli automez-
7 be trasporti sPe- i del SAU hanno
ciali. . percorso 347.732 Km.
La potenza degli pari a poco meno del-
autoveicoli è com- ja distanza tra la Ter-
plessivamente di HP raela Luna, traspor-
1.250, pari alla po- tando 1.230.184 q.li,
tenza del motore di pari al peso di 4 navi
una motonave da due a pieno carico tipo
mila tonn. stazza lor- «Cristoforo Colom-
da. bo ».
Si L
Ricordo Ansaldino di Alcide De Gasperi. L’illustre statista presenzia al varo della « Colombo »
Lavoro in gruppo
Le recenti affermazioni dell' Ansaldo sono ili risultato della collaborazione fra migliaia di persone
Ormai il moderno svolgi-
mento di molte attività — e
di quelle industriali in par-
ticolare — impone l’adozione
del «lavoro in gruppo». Ri-
teniamo che sia superfluo
spiegare tale concezione dato
che di essa è permeata l’espe-
rienza non più recente della
nostra Società.
Alla base di un siffatto «la-
voro in gruppo» è evidente
che stanno la comunicazione
e il travaso alle persone, che
fanno parte del « gruppo »
stesso, delle notizie, specie di
quelle che hanno carattere di
novità,
Il buon senso e l’esperienza
insegnano che la cerchia del-
le persone, cui le notizie van-
no affidate, deve comprendere
non solo tutti coloro che oggi
sono direttamente interessati
a determinati problemi, ma e-
stendersi anche ad altri che
potranno nel futuro avere
eguale interesse agli stessi
problemi.
Per le ragioni esposte, gli
Ingegneri, i Tecnici, gli Am-
ministrativi, sono costante-
mente invitati dalla Direzione
a dare forma organica ai loro
pensieri e alle loro esperien-
ze, e specialmente alle espe-
rienze fatte fuori del nostro
ambiente (e in particolare al-
l’estero), in « Relazioni », le
più compiute e chiare, alle
quali si cerca di dare una con-
veniente diffusione.
Nel quadro di queste con-
siderazioni, allo Stabilimento
Meccanico l’ing, Guazzi ha re-
centemente illustrato ad un
gruppo di ingegneri e di tec-
nici una voluminosa, comple-
ta relazione che egli ha com-
pilata insieme all’ing. Sciaga-
ta, dono una lunga permanen-
za di entrambi presso la « Ge-
neral Electric Co.» a Sche-
nectady negli Stati Uniti,
La missione dell’ing. Guazzi
ha avuto lo scopo di rilevare
tutte le caratteristiche delle
lavorazioni meccaniche che la
GECO fa, nel citato suo Sta-
bilimento, ispirandosi a mo-
derni criteri ed usando mo-
dernissimi mezzi, nella co-
struzione dei grandi turboal-
ternatori a vapore per cen-
trali termiche; mentre la mis-
sione dell’ing, Sciagata ha a-
vuto lo scopo di rilevare tut-
te le regole, cautele ed at-
trezzature che la GECO ado-
pera per il montaggio e il
collaudo delle stesse mac-
chine.
In relazione alla lunga du-
rata della loro missione in
USA, i nostri due ingegneri
hanno avuto modo di esami-
nare ed assimilare non sol-
tanto le questioni specifiche
sopra dette, bensì anche molti
argomenti di ordine generale
come: organizzazione del la-
voro, impianti, collaborazione
esistente fra direzione e per-
sonale, competenza specifica
del personale e sua prepara-
zione, criteri secondo i quali
vengono affrontati, risolti e
successivamente affinati i pro-
blemi, ecc.
Con l’occasione segnaliamo
che alla missione a Schenec-
tady hanno preso parte anche
il sig. Bozzano, capo Gruppo
dell’UTO per le turbine a va-
pore e il sig. Cauda, collau-
datore di turbine.
Lo Stabilimento Meccani-
co che, come è noto, ha in
avanzata costruzione ia tur-
bina del turboalternatore da
60.000 Kw per la Centrale
SIP di Chivasso (insieme alle
relative caldaie e agli acces-
sori) ha già messo in atto i
metodi di lavoro della GECO.
Abbiamo ritenuto di dare
diffuse notizie circa queste
conversazioni, allo scopo di
far conoscere le particolari
direttive che abbiamo adotta-
te per la diffusione e l’assi-
milazione delle più interes-
santi novità tecniche, alla
quali è evidentemente affidato
il progresso futuro della no-
stra Società.
La nostra convinzione fon-
damentale è che non basta
che un ristretto e fortunato
numero di tecnici possieda
delle nozioni modernissime e
dei concetti eccellenti: oc-
corre che essi facciano parte
ad altri di ciò che possiedo-
no, che trasmettano, comuni-
chino le loro conoscenze al
personale che è in grado di
assorbirle, d’assimilarle e suc-
cessivamente di tradurre in
opera concreta le nozioni e i
concetti acquisiti, E’ anche in
questo senso che intendiamo
si possa realizzare la vera,
fattiva « collaborazione ». Pa-
rola grande questa che, rite-
niamo per fermo, cuando di-
venti profonda convinzione di
tutti e norma di pensiero e di
azione di ciascuno, può effet-
tivamente assicurare dei gran-
di risultati.
E, per quanto superfluo, vo-
gliamo rilevare che le recenti
brillanti affermazioni della
nostra Società, che portano
lontano e fanno grande il suo
nome, sono tutte affermazioni
di collaborazione fra migliaia
di persone.
Edgardo De Vito
& PANORAMA
“ae:
Per ragioni di spazio non
avevamo ancora potuto dar
notizia delle principali visite
effettuate presso i nostri Sta-
bilimenti ultimamente.
Eccone alcune:
CANTIERE.
Un gruppo di studenti della
Scuola Agraria di Pozzuolo
Miri
I n TU E
strativo della « Flota argenti-
na de Navegacion de Ultra-
mar» di Buenos Aires; Ri-
cardo E. Vasquez, ingegnere
civile e navale, accompagnati
dal marchese Blasco Hardouin
di Galese, della Ditta Scerni
di Genova,
Quattro componenti di una
missione militare israeliana
« Technicum Cantonat» di
Bienne.
L’Ammiraglio giapponese
Yoni Namura e i signori Yunji
Jinagaki e Kynzo Tamura, ac-
compagnati dal Magg. Mar-
chiani del Genio Navale di
Genova.
Cinquanta studenti francesi
del Centro di Cooperazione
Culturale e Sociale di Parigi,
guidati dal sig. Robert Bar-
thel,
Venti studenti del Politec-
nico di Atene, guidati dal
prof. Nicola Theofanopoulos.
E’ stato inoltre ospite del
Cantiere lo studente finlande-
se Salovaara Juhani Richard
del « Finland’s Institute of
Technology » per un periodo
di esperienza tecnica della
durata di cuaranta giorni.
FONDERIA.
Un gruppo di allievi model-
listi, formatori e brasatori
della Scuola Apprendisti di
Calcinara accompagnati dal-
l’ing. Quinzio e dall'istruttore
sig. Conte e guidati dai nostro
tecnico sig, Baldini.
MECCANICO,
Trenta laureandi in inge-
gneria dell’Università di Pa-
dova, guidati dal prof. Mario
Medici.
Dirigenti e tecnici dell’Al-
fa Romeo di Milano con un
gruppo di allievi del Corso
ministeriale di perfeziona-
mento.
Gli ingg, A. Dini e J. Rapo-
port rispettivamente delle So-
cietà « Burge y Born» e
« Grafa Ltda » di Buenos Ai-
res.
MUGGIANO.
Un gruppo di aviatori del-
FONDERIA |
Un getto non comune
Il getto che qui è rappre-
sentato durante le operazioni
di sbavatura nella nostra Fon-
deria, è destinato, assieme ad
altri ordinatici a suo tempo,
ad una nuova macchina per il
collaudo dinamico dei rotori,
in costruzione presso lo Sta-
te metallostatiche, che il me-
tallo liauido sviluppa nei pri-
mi momenti di riempimento
della forma.
Il getto, del peso lordo di
18 tonn., ha richiesto circa
2000 ore lavorative per l’ap-
prontamento della forma e la
esecuzione del ramolaggio del
veramente cospicuo numero di
anime (è stato infatti neces-
l'Aeronautica italiana, guidati
dall’ing. Du Jardin, Direttore
del Cantiere, e dagli ingg.
Praga e Annaloro, Essi hanno
visitato gli impianti e le of-
ficine meccaniche del Cantie-
Il giorno 18 dello scorso mese il Principe Fayed Abduilah
el Senussi, della Casa Reale di Libia. ha visitato il Cantiere
di Sestri ricevuto dagli ingg. Boero e Salomone. Il Principe
è salito sulla travata a monte delle teleferiche ed ha visi-
tato la sala modelli e le officine di allestimento. Prima di ri-
partire il Principe ha espresso parole di ammirazione e di
augurio ai dirigenti ed alle maestranze.
(Udine) accompagnati dal dr.
Di Gaspero,
Console Generale america-
no, accompagnato dall’Ammi-
nistratore Delegato ing. Ro-
sini.
Ottanta laureandi del Poli-
tecnico di Torino, guidati dal-
l'ing. A. Russo Frattasi.
Trenta studenti della Scuola
Navale di Genova.
Venti allievi dei Corsi di
specializzazione saldatura di
Milano e Lecco,
Gli ingegneri spagnoli An-
tonio Villanueva, Manuel De
Miro, Celso Penche e Jaime
Anglada, su richiesta del Con-
solato Generale di Spagna,
Preside, professori ed un
gruppo di allievi della Scuola
tecnica industriale «Pacinotti»
di Roma.
Venti allievi della Scuola
apprendisti di Calcinara, gui-
dati dall'ing. Quinzio e dal-
l'istruttore sig. Gaggero.
Quarantadue studenti della
scuola per ingegneri di Eklin-
gen am Neckar (Germania),
guidati dal prof. Linse.
Il senatore giapponese Ohya
e un ingegnere della « Teiko-
ku Ragon Co. » accompagnati
dal prof. Ferro e dal dr. In-
vernizzi, rispettivamente Se-
gretario Generale e delegato
ligure del « Centro economico
scambi italo-nipponici ».
I signori Silvio J, Leporace
e Miguel T. Crawley, rispetti-
vamente amministratore ge-
nerale e direttore commercia-
le della « Flota mercante del
Estado » argentina; Juan s.
Icardi,. sub-gerente ammini-
(Cap, di Vascello S. Tancus -
Addetto navale a Roma Z.
Kenan - Cap. di Fregata A.
Zachai - Cap. di Corvetta I.
Shapira) accompagnati dal-
l’ing. Mauceri della Direzione
Generale,
Una comitiva di trentuno
studenti svizzeri accompagna-
ti dal prof. Mieville del
re e sono saliti a bordo della
turbocisterna « Punta Spiga ».
Un gruppo di studenti della
Scuola superiore di commer-
cio di Tolosa, accompagnati
da nostri ingegneri. Essi han-
no visitato tutti gli impianti e
la turbocisterna « Punta Spi-
ga » completamente allestita.
Cinquecento allievi dei va-
rii Istituti Nautici Italiani, im-
barcati sulla nave scuola
« Giorgio (Cini ».
MECCANICO |
Durante il periodo di chiu-
sura dello stabilimento per le
ferie sono state comandate in
servizio circa 140 persone ad-
dette alla manutenzione, per
eseguire, oltre i normali lavo-
ri di manutenzione, quei la-
voòri indispensabili di revisio-
ne e riparazione di macchine
ed impianti che non sempre si
possono eseguire con lo sta-
bilimento in funzione.
Gli addetti alla centrale
termica hanno eseguito lavori
vari di riparazione, la sosti-
tuzione di una serpentina per
la nafta al serbatoio di 11
tonn. e lavori di manutenzio-
ne alle caldaie a bordo della
« Cristoforo Colombo ». I lat-
tonieri e i tubisti hanno, fra
l’altro, revisionato tutto l’im-
pianto per la produzione di
acetilene, trasformato l’im-
pianto di riscaldamento per le
doccie operai da carbone a
nafta, avplicato difese a una
nuova smerigliatrice, sostitui-
to pluviali, revisionati e ripa-
rati tubolature, valvole, rubi-
netti, revisionati scorrimenti
gru, ultimata la sistemazione
di stufe « Calidar », riparate
e preparate 16 stufe a carbo-
ne. Gli addetti alla riparazio-
ne macchine hanno provvedu-
to alla costruzione di un in-
granaggio in «rexilon », alla
riparazione di un tornio a
ghigliottina, alla riparazione
di particolari varii per mac-
chine e motori in riparazione,
alla barenatura di cilindri
per presse idrauliche, al mon-
taggio di una calandra e di
una refilatrice alla nuova cal-
dereria, al montaggio di un
trapano Buzzi, allo smontag-
gio di una pressa a 6 colonne
e ad altri lavori,
cai
Se
bilimento Ansaldo S. Giorgio
di Campi,
Sebbene dal punto di vista
della fonderia esso non pre-
senti difficoltà eccezionali, è
pur sempre un getto non co-
mune date le notevoli dimen-
sioni (mm. 4.500 x 3.500) e le
parti disuniformi di spessore
(spessore medio 30 mm. e
massimo 120 mm.).
Per la fabbricazione delle
forme è stata impiegata la
sabbia e cemento, secondo un
procedimento ormai da tempo
sperimentato nella Fonderia
Ansaldo, e generalmente im-
piegato duando si richieda una
perfetta sanezza in getti con
superfici molto estese,
Poichè le forti disuniformi-
tà di spessore avrebbero dato
luogo a tensioni interne e de-
formazioni permanenti e inac-
cettabili, si è provveduto a
stampare la forma con defor-
mazioni preventive tali da
compensare quelle che insor-
gono all’atto del raffredda-
mento del getto: queste corre-
zioni costituiscono sempre un
problema delicato per le dif-
ficoltà che si incontrano nella
loro predeterminazione.
Infine, è stato necessario
zavorrare le staffe, con 160
tonnellate di peso prima della
colata, per bilanciare le spin-
sario collocare ben 54 anime
con estrema accuratezza in
modo da rispettare le quote
imposte dal disegno) ed è riu-
scito, sia per le caratteristiche
del metallo (carico di rottura
raggiunto 27--28 Kg/mma.
contro i 22 Kg/mma, richie-
sti dal Cliente) che per la
qualità del getto, in tutto cor-
rispondente a quanto avevamo
previsto in sede di studio del-
la formatura e della fusione.
Manutenzione
Durante il periodo di chiu-
sura il reparto manutenzione
della Fonderia, rinforzato con
elementi della Carpenteria e
dei Servizi Ausiliari, ha fatto
quello che in gergo si chiama
un « grosso colzo di mano »:
sono stati modificati vecchi
impianti e messe in opera
nuove macchine, rimossi in-
castellature, macchine, forni e
linee elettriche, demolite e ri-
costruite fondazioni in ce-
mento armato. Questi lavori
si inguadrano in un vasto pro-
gramma di potenziamento del-
le attrezzature della nostra
Fonderia, specie per quanto
riguarda la produzione in se-
rie di getti e la produzione su
larga scala di ghisa sferoida-
le e getti centrifugati,
AZIENDALE
RRRROVIARIO
La decima locomotiva
per le Ferrovie greche
Il 27 luglio scorso è partita
da Milano, per eseguire le pro-
ve presso la Breda, la decima
locomotiva costruita per le
Ferrovie greche.
Si è chiusa così questa im-
portante commessa, per la qua-
le sono state impiegate centi-
naia di migliaia di ore lavora-
tive. Le autorità preposte al
controllo del lavoro eseguito
dal Ferroviario si sono compia.
ciute per la prova di partico-
lare perizia ed impegno fornita
da tecnici. e maestranze.
Ecco le caratteristiche prin-
cipali delle locomotive:
Schema della locomotiva del
tipo a 7 sale, di cui 5 fra di
loro accoppiate e 2 portanti,
una anteriore ed una posterio-
re. Delle 5 sale accoppiate la
terza è quella motrice;
Sala portante anteriore, co-
niugata alla prima sala accop-
piata, costituente un carrello
del tipo « Kraus-Helmholtz »;
Sala portante posteriore costi-
tuente un carrello del tipo «Bis-
sel»;
Cilindri esterni alle fiancate
del tipo a semplice espansione;
FI e
ha
Distribuzione sistema « Wal-
schaert » munita di servomo-
tore;
Apparecchiature per freno ad
aria compressa e per sabbiera
« Knorr »;
Scartamento delle sale: mm.
1.435;
Diametro del rotolamento
delle sale accoppiate: mm.
1.600;
Diametro al rotolamento del-
la sala del carrello anteriore:
mm. 850;
Diametro al rotolamento del-
la sala del carrello posteriore:
mm, 1.050;
Diametro dei cilindri: mm.
660;
Corsa degli stantuffi: mm.
750;
Caldaia con forno del tipo
avente camera di combustione;
Surriscaldatore del vapore del
tipo « Schmidt »;
Preriscaldatore dell’ acqua di
alimentazione « Worthington »;
Superficie della graticola: m2
5,60;
Superficie di riscaldamento
totale della caldaia: m2 316;
Pressione in caldaia: Kg/em2
18;
Superficie di surriscaldamen-
to: m2 128;
Temperatura del vapore sur-
riscaldato: gradi C. 400;
Cabina del personale con a-
datta sistemazione di tutti gli
apparecchi di manovra, di mi.
sura ‘ed installazioni varie per
la condotta della locomotiva;
Impianto elettrico per illumi-
nazione e segnalamento « Sto-
ne »;
Peso totale in servizio della
sola locomotiva: ca.Kg. 135.000;
Peso a vuoto della sola loco-
motiva: ca. Kg, 118.500;
Peso aderente (complesso del-
le 5 sale accoppiate): ca. Kg.
99.500;
Tender del tipo a due carrelli
a due sale ciascuno, munito di
casse d’acqua e casse carbone
per grande autonomia;
Diametro al rotolamento del-
le sale del tender: mm, 1:050;
Peso del tender vuoto: ca.
Kg. 28.750;
Capacità normale della cassa
carbone: ca. Kg. 12.00;
Capacità delle casse d’acqua:
ca, Kg. 24.250;
Peso totale in servizio del
tender: ca. Kg, 65.000;
Locomotiva e tender rigida-
mente accoppiati per consentire
anche la marcia della locomoti-
va con il tender avanti a 90
Km/h.;
Peso del complesso locomoti-
va con tender vuoto: ca, Kg.
148.250;
Peso del complesso locomoti-
va con tender in servizio: ca.
Kg. 200.000;
Velocità massima: Km/h. 90;
Potenza massima: ca. HP.
2.600,
Manutenzione
Al Ferroviario la manuten-
zione, durante la chiusura,
pur non avendo prestato ser-
vizio al completo, ha eseguito
svariati ed importanti lavori.
Eccone alcuni: una gru dota-
ta di nuova apparecchiatura
elettrica ed altre sette revisio-
nate, un carro trasbordatore
revisionato, messa in opera di
un nuovo impianto per ali-
mentazione saldatrici ad arco,
sostituzione di isolatori su li-
nee a bassa tensione, revisio-
ne di carrelli elettrici, revi-
sione impianto acqua indu-
striale, revisione scarichi e
tubazioni,
MOTORI MARINI
Nel periodo dall’1 al 20 lu-
glio sono state acquisite le se-
guenti forniture di motori ma-
rini: tre gruppi 2131/3 per gli
armatori Francesco Giarrata-
no, Antonino Gulotta e Anto-
nino Di Mino di Sciacca, due
gruppi 2131/4 per gli armatori
Filippo Sarcì di Palermo e
Aurelio Pomante di Pescara.
Sono state definite le trat-
tative per la fornitura di un
gruppo marino sovralimentato
della potenza di 900 Cav. alla
Ditta « Fratelli Neri» di Li-
vorno.
Il gruppo è destinato ad un
rimorchiatore in costruzione
per conto della Ditta suddetta
presso il Cantiere Benetti di
Viareggio, E’ questo il secon-
do motore sovralimentato che
verrà installato su rimorchia-
tore, dopo quello già in eser-
cizio per conto della Società
Rimorchiatori Laziali e di cui
è già stata data notizia nel
n. 3 de « L’Ansaldino ».
E’ con particolare compia-
cimento che vediamo così rea-
lizzarsi quelle prospettive che
già ci si presentavano dopo la
prima installazione. La Ditta
Neri di Livorno adibirà il ri-
morchiatore ai ricuperi ma-
rini.
LIVORNO
Impostata la
Lunedì 19 luglio alle ore 12
è stata impostata la posareti
« Filicudi », che presenta le
stesse caratteristiche della
« Alicudi », varata l’11 luglio.
Per sei condensatori prin-
cipali da 347 mq. per apparati
motori da 22 C.A. sono stati
costruiti i seguenti manufatti:
sei calotte anteriori da mm.
2.000 x 1.160 (altezza imbuti-
tura mm. 425); sei calotte po-
steriori da mm, 2.000 x 1.700
(altezza imbutitura mm. 425);
sei raccordi a gomito; due
giunti di dilatazione (diame-
tro interno mm. 564).
Le calotte sono state realiz-
zate con lastra di ottone OT.
63, dello spessore di mm. 5,
con flangie in bronzo salda-
bile. I giunti sono stati rica-
vati ciascuno da una sola la-
miera di rame, senza alcuna
saldatura.
La difficoltà della lavorazio-
ne è consistita nell'aver do-
vuto effettuare con battitura a
mano l’imbutitura delle la-
miere (a caldo per la sgros-
satura ed a freddo per la fini-
“Filicudi”
tura); tale procedimento, uni-
co possibile dato il disegno dei
pezzi a duplice curvatura e di
forma complessa, ha richiesto
conseguentemente notevole e
particolare abilità da parte
degli esecutori e si è potuto
adottare con brillanti risultati
in quanto il Cantiere dispone
di alcuni vecchi specialisti
nelle lavorazioni a mano del
rame. Siamo lieti di segnalar-
ne i nomi: Capo Reparto Va-
sco Mazzoni; Capo Squadra
Tripolino Caluri; tubisti Fran-
co Ferrari, Antonio Lelli, An-
tonio Mennella, Alfredo Pag-
gini,
COMMESSE
Recentemente sono state ac-
quisite per la Sezione Mecca-
nica le seguenti commesse per
conto della Società Pirelli di
Milano: una macchina mono-
posto per prova di consumo
pneumatici e due vulcanizza-
tori per pneumatici per com-
plessive 8.000 ore lavorative.
5
Navi iraniane in riparazione
Il 29 luglio. scorso, prove- circa tre mesi, presso il Can-
nienti da Abadan ne! Golfo
Persico, sono giunti a La
Spezia il cacciatorpediniere
« Babr » e la corvetta « Pa-
lang » della Marina Militare
Iranîana.
Le due unità, al comando
rispettivamente del Cap. di
Vascello M. Ardalan e del
Cap. di Fregata Fatemi Afga-
mi, si sono ormeggiate in Ar-
senale. Esse dovranno subire
notevoli lavori di revisione e
riparazione, della durata di
È
Î
È
L’addetto militare americano John Oddjers Miner visita il
tiere del Muggiano. Appena
terminate le operazioni di or-
meggio sono saliti a bordo del-
le due unità iraniane il Cap.
di Vascello Lusena e 11 Cap.
di Fregata Armato del Co-
mando Base Navale, l’ing. Cri-
stofori V. Direttore del Mug-
giano e il Comandante Beret-
ta nostro Capitano d'Arma-
mento, i cuali ultimi hanno
porto il saluto dell’Ansaldo al
Generale Raaft, Capo della
Missione Iraniana in Italia, ed
agli equipaggi delle due navi.
cantiere accompagnato dal Direttore ing. Du Jardin
Il 23 agosto una commissio-
ne di Ufficiali della Marina
degli Stati Uniti, proveniente
da Roma, ha visitato il Can-
tiere Navale del Muggiano.
Gli ospiti, accompagnati da
Ufficiali della Marina Italiana
e dai Dirigenti del Cantiere,
hanno effettuato una visita a-
gli impianti, alla sala a trac-
ciare, alle officine, ed è stato
loro brevemente illustrato il
metodo di lavorazione sui pla-
teaux di prefabbricazione ed
il funzionamento di alcune
macchine che, come il « ban-
co ossitaglio» di brevetto fran-
cese, offrono interessanti spun-
ti di innovazione tecnica.
Al termine della visita, che
ha compreso anche le navi
iraniane « Babr » e « Palang »,
l'addetto militare americano
sig. John Oddjers Miner, ha
rivolto parole d’elogio e d’in-
coraggiamento alla Direzione
del Cantiere.
Manutenzione
Ecco i principali lavori di ma-
nutenzione: preparazione dei
locali per una commissione
della Marina, sistemazione di
una spianatrice all’officina na-
vale, rinforzo e trasformazione
di gru, colata in cemento arma-
to per il basamento di una gru,
preparazione del locale per
l'impianto di 32 doccie,
CARPENTERIA
COMMESSE
Durante il mese di luglio
sono stati assunti i seguenti
lavori: un agitatore per la
Bombrini - Parodi - Delfino;
dieci torri per la Montecatini;
tre serbatoi per la Silomar;
raccordi per cementerie desti-
nati alla Montecatini; quattro
serbatoi per aria compressa
destinati a navi; nove appa-
recchi (serbatoi e torri» per
impianto Visbreaking; quat-
tro dilatatori per la Socony
Vacuum Italiana.
Per lo sviluppo dei suddetti
lavori sono necessarie 33.300
ore lavorative.
r
Sa
i
|
î
i
Le bambin
Nei primi giorni di agosto,
ultimato il turno dei bambini,
sono salite a Montemaggio le
bambine. Sono 288, dai sette ai
dodici anni, e provengono da
Livorno, da La Spezia e da Ge-
nova. Nel vocìo di questa gran-
de nidiata si distinguono le va-
rie favelle dal caratteristico ge-
novese di Sampierdarena, di
Cornigliano e di Sestri, al to-
scano aperto e un po’ strascica-
to dei livornesi, alla cantilena
mezzo ligure mezzo apuana de-
gli spezzini. E sono tutte voci
chiare primaverili è musicali
che allietano il silenzio dei ver-
di boschi di castagni e quel
grande asilo sospeso nel cielo
che è la colonia tutta aria e lu-
ce di Montemaggio.
Se i maschietti danno molto
da fare per la loro vivacità sem-
pre clamorosa e a voite turbo-
lenta, le bambine danno da pen-
sare per il loro carattere delica-
to e mutevole incline ai bronci
improvvisi, ai capriccetti. E se
per le mamme la soluzione di
queste piccole burrasche è so-
vente problema di rapido mo-
mento, per il personale addetto
alla direzione di una colonia si
presenta assai più complesso e
difficile. Duecentottantotto bam-
bine, duecentottantotto caratte-
ri e, a volte, tanti capriccetti.
I giorni più difficili sono stati
i primi. Ogni bambina ha por-
tato a Montemaggio, col suo ca-
rattere, anche le sue abitudini
e c’è stata ad esempio una di-
secreta manifestazione di dissen-
so sul caffelatte mattutino. E’
opinione comune che il caffe-
latte sia il più gradito cibo di
tutti i bambini appena alzati
dal letto; ma è una opinione in
buona parte errata perchè c’è il
bimbo che è abituato a prende-
re solo il caffè e non può soffri-
re il latte, c'è quello che vuole
una banana o una pera o una
pesca, c’è. quello che vuole
l’uovo sbattuto e quello che vuo-
le il latte puro. Naturalmente
questi desideri o queste abitu-
dini portano qualche difficoltà
nell’amministrazione di una co-
munità così numerosa. Nono-
stante tutta la buona volontà
possibile non si possono accon-
tentare tutti questi desideri e
per la stessa regolarità del fun-
zionamento dei servizi è indi-
spensabile adottare un tratta-
mento uniforme.
In questa piccola battaglia del
caffelatte s'è trovato impegnato
Nella prima colonna, dal-
l'alto in basso: Renata Del- |
fino, Albertina Biordi, Gra- |
zia Giaccone, Gabriella |
Sallo. Nella seconda colon-
na: Franca Pradella, Maria
Rosa Gardella, Elvira Pai-
ta, Anna Maria Prato, Pao- |
la Giardi. }
nei primi giorni il personale,
diretto dalla signora Ambrogi-
na Canepa Oberti, e l’economo
signor Ettore Dal Torre che ha
il compito importante e non
semplice di provvedere all’ali-
mentazione di tutta la colonia.
Ma la vittoria non è stata diffi-
cile: l’affettuosa opera di per-
suasione della Direttrice, delle
due vice Direttrici signorine Lia
Picciau e Anna Maria Lanero,
e delle vigilatrici amorevolmen.
te prodigantesi fra tutte le bam-
bine, ha raggiunto presto il
suo scopo e nel breve volgere di
pochi giorni tutte le bambine
hanno trovato nel caffelatte ac-
compagnato dal consueto pani-
no il più gradevole dei cibi mat-
tutini.
Un sorriso, una parola buona
e un tenero ricordo della mam-
ma lontana hanno fatto il mira-
colo fra qualche dolce lacrimuce-
cia e tanti soddisfatti sorrisi.
Le mamme possono star tran-
quille perchè le loro bambine
all’aria purificata dei mille me-
tri di Montemaggio trascorrono
giornate di piena e serena leti-
zia. Squilla la sveglia alle 7,15
e dopo la pulizia personale esco-
no all’aperto dove trascorrono
una mezz'ora in esercizi ginna-
stici, assistono all’alza bandiera
e dopo aver cantato l’Inno di
Mameli, ed aver recitato una
preghiera, ritornano al refetto-
rio della colonia per la prima
colazione. Terminata la colazio-
ne le bimbe sono divise in 14
squadre a seconda dell’età, e
del luogo di provenienza; vanno
nei boschi accompagnate dalle
loro vigilatrici (una per squa-
dra) e trascorrono alcune ore
finchè verso mezzogiorno non
ritornano in Colonia per il de-
sinare. Dalle 13,30 alle 15,30
riposo e quindi passeggiata fino
alle 19. Dopo l’ammaina ban-
diera la cena, quindi un po’ di
ricreazione e a nanna. Vita sa-
na dunque e sempre controllata
da tutto il personale della Colo-
nia la cui vigilanza sulle bam-
bine non ha un attimo di sosta.
Poichè la Direzione dell’An-
saldo non lesina i mezzi, il fun-
zionamento della Colonia ri-
sponde in pieno a tutte le esi-
genze. Fondamentale è l’assi-
stenza sanitaria. Ogni mattina e
ogni sera infatti le ospiti
vengono visitate dal sanitario
dott. Bruno Roscioli che risiede
in permanenza nella Colonia
assistito dalle tre collaboratrici
sanitarie signorine Mirella Irol-
di, Lia Ceccarelli e Bruna Puli.
Ogni pericolo è quindi subito
individuato e circoscritto, ma
per fortuna il lavoro del repar-
to sanitario è stato minimo co-
me ognuno si augurava e si au-
gura ad ogni apertura di colo-
nia. Le bambine infatti godono
ottima salute e nessun fatto di
Un vivace gruppo di giovani Assistenti
iievo ha turbato la tranquil-
ità sanitaria della Colonia. Al-
o scarso lavoro del reparto sa-
hitario ha fatto invece contra-
sto l’accresciuta attività della
cina che ha dovuto sopperire
on tutto il suo personale ad un
lavoro assiduo per far fronte
alle richieste sempre crescenti
dell’appetito delle piccole ospiti.
Tuttavia la tabella dietetica
approvata dal direttore sanita-
io dott. Giuseppe Amelotti che
sovraintende al servizio sanita-
pae
rio della Colonia, è stata man-
tenuta con attenta cura dal si-
gnor Del Torre che di fronte al-
l'appetito crescente deve saper-
si destreggiare per non violare
le disposizioni del regime diete-
tico e ver non complicare il ser-
rizio approvvigionamento della
Colonia, che è fatto quasi ogni
giorno di generi di prima qua-
lità e sempre freschissimi.
Come abbiamo detto le bim-
be sono state divise in 14 squa-
dre. La Direttrice ha seguito un
Sindaco di Genova, on. Pertusio, che ha visitato la Colonia verso la fine
di agosto, distribuisce sacchetti di caramelle alle piccole ospiti.
a Montemaggio
criterio pratico e nello stesso
tempo intelligente di smista-
mento delle bambine, dividen-
dole nelle varie squadre a se-
conda della loro provenienza.
Infatti nella prima e nella se-
conda ha raggruppato quelle
della Spezia, nella terza quarta
e quinta quelle di Livorno, nel-
la sesta quelle del Ferroviario,
nella settima quelle della Dire-
zione generale e Carpenteria,
nella ottava e nella nona le più
grandicelle, nella decima e nel-
l'undicesima quelle del Cantie-
re, nella dodicesima Fonderia e
Cocke e nelle ultime due quelle
del Meccanico. In questa suddi-
visione le bambine provenendo
da famiglie per lo più in rappor-
to tra loro hanno trovato una
immediata possibilità di affiata-
mento e hanno reso quindi più
armoniosa fin da principio la vi-
ta della Colonia.
Con il turno delle bambine si
chiude quest’anno la Colonia di
Montemaggio, ma già si pensa
all’organizzazione dell’anno ven-
turo per offrire sempre maggio-
ri possibilità ai figli dei dipen-
denti della nostra Azienda di
trascorrere una lieta e salubre
vacanza nella bellissima colonia
di Montemaggio.
Pallacanestro
e pallavolo
Nel mese di luglio, durante la per-
manenza dei piccoli ansaldini nella
Colonia di Montemaggio, sono stati
disputati degli interessanti tornei di
pallacanestro e pallavolo.
Diamo qui l’elenco dei componen-
ti delle squadre vincenti che sono
state premiate dalla Direzione della
Colonia:
Pallacanestro - l.a classificata: X
squadra, composta da: Zambelli,
Manzoni, Di Fraia, Michelini (ca-
pitano) e Siciliano.
2.a classificata: squadra mista,
composta da: Sardelli, Soldaini,
Rodigari, Cusmanovich, Di Gru-
mo, Giudice, Tanese, Peruzzo.
Pallavolo - 1.a classificata: IX squa-
dra, composta da: Lauletta, Succu,
Pasquinelli, Tartarini, Bruzzese,
Bruzzone. Riserve: Vitale e Mor-
dini,
2.a classificata: III squadra, com-
posta da: Baldeschi, Biagini, Co-
sta, Biondi, Del Vivo, Belli (tut-
ti livornesi).
Sono stati inoltre premiati i se-
guenti giocatori di pallacanestro, di
altre squadre, per il maggior nume-
ro conseguito di cesti: Bruno Lenzi,
Scotto (detto Scottino), Salvatore
Rocco.
Dall'alto in basso: Liliana
Spadaro, Mina Chiappino,
Clara Vazzole, Roberta Sil-
\ vestri.
”
i
È
i 8
atomo speranza dell’ avvenire
Nella notte estiva, aa Sarzano
dove sorgeva la città quadra-
ta di duemila anni fa, attra-
verso il Mandraccio (voce fe-
nicia che significa porto) don-
de partivano quasi mille anni
fa le galee degli Embriaci e
dei Doria, costeggiando il no-
stro Duomo con ia sua fian-
cata romanica costruita nel
1100, arriviamo a Piazza Gia-
como Matteotti, già piazza
Umberto I, già Piazza Nuova,
gia Piazza dei Funghi (dal
commercio che ivi si faceva)
attirati dai fasci di luce
proiettati contro il cielo, come
quelli delle fotoelettriche du-
rante l’ultima guerra.
Si tratta della Mostra Ato-
mica, modernamente allestita
su carrozzoni viaggianti: al-
l'ingresso si proietta su un
piccolo schermo una pellico-
la a colori, a disegni animati.
Decisamente il mondo moder-
no, quando vuol esprimersi,
non può fare a meno del ci-
nema: quante pagine scritte,
o quante conferenze, sarebbe-
ro occorse per dare al passan-
te una sia pur vaga idea del
mondo atomico, coi suoi neu-
troni ed i suoi elettroni? E
con quale efficacia? Qui inve-
ce, avvalendosi del formida-
bile potere didattico delle im-
magini in movimento, il risul-
tato è raggiunto: tutti si fer-
mano interessati (esclusi i ra-
gazzini, che si allontanano ap-
pena si accorgono che non si
tratta di Disney) e cercano di
afferrare la sintetica lezione.
Certo, non è materia facile: si
tratta di dimostrare che l’ato-
mo, già ritenuto l’ultimo ed
indivisibile costituente della
materia, si compone di un nu-
cleo carico di elettricità po-
sitiva, costituito da neutroni
e protoni, e di elettroni, par-
ticelle di massa costante che
gli ruotano attorno, cariche di
elettricità negativa. (Dove
diavolo abbiamo letto che,
secondo la moderna meccani-
ca quantitistica, l’ atomo di
Rutherdorf è solo un modello
di comodo valore euristico,
ma non corrisponde alla real-
tà fisica dell’atomo?). Ma la
proiezione ci riprende con i
suoi disegni animati: si parla
della radioattività, ossia della
proprietà di certe sostanze di
presentare dissociazioni dei
gruppi atomici; e degli isotò-
pi, elementi di ugual numero
atomico ma di peso diverso
dovuto a differenze di massa
nel nucleo, cioè a diverso nu-
mero di neutroni; e del bom-
bardamento dell’atomo, pro-
cedimento diretto a disinte-
grare il nucleo atomico, pro-
vocando negli elementi radio-
attività artificiale,
Certo la cosa è un po’ com-
plicata, anzi troppo, e allora
pensiamo anche a questa con-
traddizione della nostra epo-
ca, che è evidentemente una
epoca di passaggi, di sviluppi
impensati: ha fatto la vita
sociale, ha fatto la filosofia, lo
stesso cammino rapido della
scienza?
Meglio entrare, cominciare
a girare i diversi reparti, che
ci introducono in questo mon-
do nuovo, avveniristico ma
tutt'altro che fantastico. Nei
primi si sviluppa assai con-
vincentemente il seguente as-
sunto: la popolazione della
terra è in continuo aumento
ed il suo consumo di energia
sale vorticosamente, non tan-
to per questo aumento quan-
titativo degli abitanti quanto
per le necessità sempre cre-
scenti della moderna civiltà.
Due esempi: negli Stati Uniti
il 50% del carbone bruciato
fino ad oggi è stato consumato
negli ultimi trent'anni ed il
50% del petrolio negli ultimi
litato la scoperta di nuove
varietà di piante resistenti al-
le malattie. Fino all’industria,
naturalmente, che come sem-
pre accade è la più interessata
ad una nuova scoperta scien-
tifica: oltre 150 varietà di iso-
zo per Marte, o quando con
un raggio a distanza comuni-
cheremo il pensiero alla per-
sona voluta, invece di riempi-
re il modulo telegrafico?
Inebriati dal volo fiiniremo
come Icaro?
Ingegneri e tecnici dell'’Ansaldo visitano la « Mostra atomica »
14 anni, In Italia la quantità
di petrolio consumata nel
1938 fu di 3.800.000 tonnella-
te, nel 1950 di 6.433.000 e nel
1953 di 10.500.000. Nello stes-
so tempo, però, le disponibi-
lità di petrolio e carbone van-
no paurosamente esaurendosi,
mentre l’acqua fornisce sol-
tanto un decimo dell’energia
occorrente.
Quindi necessità di trovare
una nuova fonte di energia
per il futuro e, trovatala nei
processi di disintegrazione
atomica, necessità di studiarne
lo sfruttamento. Che si tratti
di un potenziale enorme è in-
dubbio: un chilo di Uranio
235 fornisce altrettanta ener-
gia calorifica di 2.600.000 chili
(attento proto! due milioni e
seicentomila chili!) di car-
bone.
Che si tratti di un potenzia-
le utilizzabile a scopi pacifici
è ampiamente dimostrato, an-
che se siamo all’inizio di una
fase sperimentale: a Calder
Hall, nel Cumberland, la Gran
Bretagna ha già costruito una
centrale elettrica atomica che
entrerà presto in funzione,
fornendo energia elettrica ato-
mica a un penny l’unità. Sem-
pre in Inghilterra, ad Amer-
sham, esiste ed è in piena fun-
zione una fabbrica di isotopi,
che soddisfa le ordinazioni in
misura di quindicimila all’an-
no, delle quali oltre cinquemi-
la per l’estero.
Questi « isotopi radioatti-
vi » sono ormai entrati in fun-
zione nei campi più diversi:
dalla medicina, dove sovente
possono rilevare ciò che l’in-
dagine chimica e il microsco-
pio non possono, all’agricol-
tura dove esperimenti hanno
consentito uno studio sicuro
del comportamento dei diver-
si fertilizzanti e hanno faci-
topi radioattivi sono attual-
mente disponibili per l’impie-
go nell’industria.
Motori atomici: ecco il «Nau-
tilus» primo sommergibile a-
zionato ad energia atomica
(qui opportunamente un pan-
nello ricorda che anche il pri-
mo motore Diesel fu applica-
to su un sommergibile). E ci
sono pannelli con disegni di
aereorazzi, e navi del futuro
dalla forma fantasiosa,
Certo, siamo in pieno futu-
ro, e la mente si inorgoglisce,
la fantasia si scatena, la co-
abbiamo verniciato i vecchi
albums di Mandrake con la
vernice del dott. Lambicchi.
Il mondo di Giulio Verne che
abbiamo sognato bambini è
qui, e lo stiamo costruendo
noi, la nostra generazione. Gli
incubi di Poe, le visioni di
Hoffmann, il tappeto di Alì
Babà, il « Mondo Nuovo » di
Huxley, la fantascienza, i ro-
manzi galattici con la coper-
tina espressionista, tutto pos-
sibile, tutto a portata di mano,
tutto in costruzione, Poi ci
prende paura: Prometeo fu
condannato da Giove a resta-
re incatenato sulla cima più
scienza si spaventa. Pare che
alta del Caucaso, per aver do-
nato il fuoco agli uomini.
Pensiamo alla favola del-
l’ apprendista stregone, che
non riusciva più a dominare
le forze che aveva evocato e
ci ricordiamo della « Rivolta
delle macchine o il pensiero
scatenato » scenario di Ro-
main Rolland, realizzato col
pittore Masereel e del « Ro-
bot » di Capek.
Che cosa sarà di noi, delle’
nostre « categorie » morali,
come saranno i nostri rappor-
ti umani e spirituali, quando
invece di aspettare il trenino
di Casella aspetteremo il raz-
Una boccata d’aria nel pas-
sare da una carrozza all’altra
ci fa riprendere conoscenza,
anzi coscienza: col fuoco di
Prometeo l'umanità non si è
incenerita, ma ha creaio stru-
menti onde condurre più co-
modamente la propria esisten-
za e soddisfare le proprie cre-
scenti esigenze. Con la chimi-
ca che aveva svegliato a suo
tempo visioni sataniche l’uma-
nità ha compiuto progressi
incalcolabili onde alleviare i
propri dolori e rispondere al-
le proprie esigenze. I primi
treni hanno fatto gridare al-
l’« orribile mostro d’acciaio
dalle nari fiammeggianti » e si
sono avute manifestazioni di
contadini terrorizzati (a parte
le manovre dei proprietari dei
fondi che si ritenevano dan-
neggiati). La marcia in avan-
ti ha continuato, e l’uomo è
rimasto sempre padrore de-
gli strumenti che aveva crea-
to, anche quando li ha adope-
rati male. Lo ha fatto in vir-
tù di una propria decisione
intellettuale, morale, filosofi-
ca dunque.
La nostra filosofia dovrà
svilupparsi al livello della no-
stra scienza, la coscienza es-
sere pari alla responsabilità.
Se così sarà, non potrà acca-
de-e, come qualcuno ha scrit-
to, che un giorno una palla
schiacciata ai poli, completa-
mente disabitata, continui a
girare nell’eterno spazio.
La vita continuerà, e si par-
lerà di noi, della nostra ge-
nerazione, del nostro secolo,
Che cosa si dirà? Forse sem-
plicemente che il secolo XX
fu il secolo dell’ atomica.
Come oggi si legge che il se-
colo XV fu quello delle sco-
perte geografiche, e della ca-
duta di Costantinopoli non si
ricorda più nessuno.
Col padiglione della medi-
cina abbiamo finito il giro.
Sarà vero, come abbiamo let-
to da cualche parte, che gli
uomini fra qualche migliaio
di anni avranno una testa
enorme su un corpo piccolis-
simo? Mah!
Usciamo, e il primo che in-
contriamo è un ragazzino che
sta mangiando un gelato alla
fragola.
L. B.
r
Gita a
dipendente.
cipante.
rimane così stabilito:
ciale alle ore 5,18.
Per i bambini, L. 860.
CAN, sig. Merlano
\
UNA GRANDE INIZIATIVA DEL NOSTRO GIORNALE
Ai nostri lettori giungerà gradita la notizia che, in ac-
coglimento delle proposte formulateci da numerosi ansal-
dini, il nostro Periodico ha deciso di organizzare per il 26
settembre una gita a Stresa sul Lago Maggiore.
La Direzione Generale ha accordato tacilitazioni allo
scopo di consentire la partecipazione di tutti quanti lo de-
siderano. Infatti le quote di viaggio saranno rateizzate a
seconda del numero dei familiari partecipanti a carico del
Durante il viaggio l'Amministrazione del nostro Pe-
riodico farà sorteggiare dei premi abbinati al numero del
biglietto di viaggio che verrà rilasciato ad ogni parte-
La gita a Stresa è riservata, per evidenti ragioni, ai
soli dipendenti degli stabilimenti di Genova, mentre per i
colleghi di La Spezia e Livorno possiamo annunciare che
è in preparazione una gita a Genova con visita alla « Gri-
stoforo Colombo » e agli Stabilimenti Ansaldo.
Il programma della gita, salvo eventuali variazioni,
Partenza da Genova stazione Principe in treno spe-
Da Sampierdarena alle ore 5,22.
Arrivo a Stresa alle ore 9.30 circa.
Partenza da Stresa alle ore 20.
Arrivo a Genova alle ore 24.
Quota di viaggio per partecipante L. 1.720.
Le prenotazioni vengono effettuate presso i nostri cor-
rispondenti di Stabilimento:
(MOP); FON, rag. Montesoro (SES);
CAF, sig. Piardi (TEC); MEF, sig. Maggiolo (UTEN); DIG
e SAU, presso l'Amministrazione de «l’Ansaldino ».
x
Stresa
MEC, sig. Rovegno (MOP);
2
“i ANSALDINO, RISPONDE
Il sig. Carlo De Maria del-
lo Stabilimento Meccanico
chiede perchè i manovali co-
muni, dopo una certa anzia-
nità. non vengono promossi
specializzati. pur, se necessa-
rio, continuando a maneggia-
re la scopa.
L’organico aziendale preve-
de un certo numero di mano-
vali comuni in quanto vi so-
no da espletare esigenze di
lavoro tipiche di questa cate-
goria. Il trattamento economi-
co è regolato dal contratto di
lavoro, e quello praticato dal-
la nostra Società è largamen-
te superiore al minimo.
Quando si determinano der
posti nell’organico della cate-
goria manovali specializzati,
le Direzioni scelgono tra i co-
muni gli elementi idonei. Na-
turalmente in questo caso bi-
sogna lasciare la scopa per
l’attrezzo,
Ho letto del corso di ingle-
se promosso dall'Ansaldo. E'
una lingua che imparerei vo-
lentieri, data la mole del la-
voro orientata specialmente
su disegni scritti in tale lin-
gua. C'è probabilità che l’an-
no venturo il corso si ripeta?
Sarò in regola per esservi
ammesso? Ho 40 anni ed ap-
partengo all’ Ufficio Pro del
Ferroviario. In quanto a stu-
di ho frequentato il IIS corso
di avviamento industriale e
disegno meccanico.
ULISSE CICGCONE.
La questione dell’eventuale
ripresa dei corsi di inglese
per l’anno prossimo è ancora
allo. studio, soprattutto per
quanto riguarda l’impostazio-
ne da dare ai vari corsi. Pro-
babilmente sarà istituito un
corso apposito per quei dipen-
denti che, come Lei, deside-
rano soltanto perfezionare la
loro capacità di lettura di te-
sti tecnici. Non siamo però in
grado di dirLe se Lei potrà
essere ammesso a frequentare
tale corso, e ciò perchè ì po-
sti saranno certamente molto
limitati e la la scelta dei par-
tecipanti avverrà unicamente
sulla base del principio, più
volte ribadito dalla Direzione
della Società, dell’interesse
aziendale,
Possiamo pertanto solo con- è
sigliarLe di far presente a suo
tempo questa Sua aspirazione
alla Direzione del Ferroviario.
AC
Mia figlia Giuliana ha fre-
quentato le scuole di avvia-
mento professionale ed es-
sendo stata licenziata con ot-
timi voti avrei piacere di sa-
pere, se anche un po’ in ri-
tardo, potesse concorrere al-
la distribuzione dei premi.
DORINO TRAVERSO.
Le domande per concorrere
alle borse di studio vanno
presentate dopo l’affissione del
bando di concorso che Lei po-
trà leggere nella portineria
dello Stabilimento. Normal-
mente il bando viene reso
pubblico nei primi mesi del-
l’anno scolastico, quindi in ot-
tobre o novembre. Per concor-
rere bisogna frequentare de-
terminati corsi e scuole pre-
visti dal bando e aver conse-
guito nell’anno precedente la
promozione con medie non in-
feriori ai 7/10 (borse di 2.0
grado) e agli 8/10 (borse di
1.0 grado) e con singoli voti
non inferiori rispettivamente
a 6/10 e a 7/10, Perciò se Sua
figlia Giuliana ha conseguito
la promozione con i predetti
voti e nell’anno scolastico
1954/55 frequenterà uno degli
istituti scolastici previsti dal
bando, potrà naturalmente
concorrere. Come vede la Sua
domanda non è in ritardo, ma
è prematura. Più complete de-
lucidazioni Lei potrà chieder-
le alle assistenti sociali del
Suo Stabilimento, le sigg.
Parodi e Lepari, che a suo
tempo potranno darLe anche
il modulo per la domanda.
La prevenzione degli infortuni
Desidererei sapere con qua-
le criterio la Direzione Ge-
nerale regola in tutti gli sta-
bilimenti il «Servizio antin-
fortunistico e antincendi », se
il personale è specializzato e
se vi sono delle convenzioni
con Società assicuratrici,
quali sono e su quale base
viene distribuito il personale
relativo in ogni singolo sta-
bilimento.
CARLO LONGHI.
La prevenzione degli infor-
tuni e la prevenzione: degli
incendi sono due servizi di-
stinti. Il sig. Giorgio Stallo,
Capo dell’Ufficio assicurazioni
della Direzione Generale, Le
dà, qui di seguito, le notizie
che Lei chiede sulla preven-
zione infortuni. In un prossi-
mo numero Lei troverà quel-
le relative al servizio preven-
zione incendi,
* * *®
La prevenzione degli infor-
tuni è devoluta al « Comitato
di Sicurezza », che è stato
istituito presso ogni stabili-
mento il 24 marzo 1941 ed è
composto dalle seguenti per-
sone: direttore di officina o
chi per esso, capo servizio
manutenzione, capi sezione,
capi officina, medico di stabi-
limento e un incaricato del-
l'ufficio personale con funzio-
ni di segretario. Alle riunioni
del « Comitato di Sicurezza »
partecipa il dott. Ernesto Bo-
nura, quale consulente sani-
tario della Direzione Genera-
le e un funzionario dell’ufficio
assicurazioni.
I compiti del Comitato sono
i seguenti: a) proporre e sta-
bilire i mezzi atti ad istruire
le maestranze sull’esistenza
dei pericoli e sul modo di di-
fendersi; b) prospettare, di-
scutere e decidere i provvedi-
menti atti a completare e per-
fezionare l’attrezzatura antin-
fortunistica dello stabilimento.
Le degisioni del Comitato-
dovranno essere approvate
dalla Direzione di stabilimen-
to. I singoli membri devono
controllare personalmente che
in officina sia fatto l’uso pre-
scritto dei mezzi di difesa e il
capo della manutenzione è re-
sponsabile della situazione
dell’attrezzatura antinfortuni-
I DISEGNI DEL NOSTRO CONCORSO
Tullio Bisio: In Darsena
stica dello stabilimento, I ca-
pi sezione devono vigilare
sull’osservanza delle norme di
sicurezza. L’incaricato dell’uf-
ficio personale, segretario del
« Comitato di Sicurezza », ha
il compito di espletare le pra-
tiche inerenti all’assicurazio-
ne infortuni (sopraluoghi,
denuncie all’Istituto Nazionale
Infortuni, tenuta del registro
infortuni, ecc.) e quello di
raccogliere elementi statistici.
Il Comitato si riunisce in
via ordinaria una volta al me-
se ed in via straordinaria in
occasione di infortuni gravis-
simi o mortali.
Durante le riunioni vengono
esaminati i documenti degli
infortuni avvenuti nel mese
precedente e si discutono le
cause degli infortuni stessi.
Inoltre vengono discusse e sta-
bilite le direttive per intensi-
ficare l’azione di propaganda
antinfortunistica in officina
(cartelloni, segnalazioni di av-
vertimento nei luoghi più pe-
ricolosi, ecc.).
I verbali delle riunioni so-
no trasmessi in copia alla Di-
rezione Generale, alla Dire-
zione di stabilimento e a tutti
i membri del Comitato,
All’immediata realizzazione
dei mezzi di protezione appro-
vati dalla Direzione provvede
il capo della manutenzione.
L’ufficio assicurazioni della
Direzione Generale, informato
dal proprio funzionario e dal
dott. Bonura e presa cono-
scenza dei verbali, controlla
l'attuazione dei provvedimenti
stabiliti, sia dal lato tecnico
come da quello sanitario e
contribuisce a far conoscere a
tutti gli stabilimenti eventua-
li mezzi di protezione dimo-
stratisi efficaci in qualche sta-
bilimento.
Come si vede, il personale
addetto alla prevenzione degli
infortuni è quello stesso che
fa parte del « Comitato di si-
curezza » ed ogni componente
è logicamente specializzato
nella parte di sua competenza.
Tutti gli operai e coloro, tra
gli impiegati, che hanno la
qualifica di « sovraintenden-
te » (cioè che sovraintendono
direttamente ai lavori degli
operai) sono assicurati presso
VI.N.A.I.L. (Istituto Naziona-
le per l’assicurazione contro
gli infortuni sul lavoro). Gli
altri impiegati sono assicurati
presso la Società Mutua di As-
sicurazioni, con atto di libe-
ralità della Ditta.
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alain
10
Sono nati
14 aprile: RITA, figlia di Naldi
Francesco (Mec) - 8 maggio: PIE-
TRO, figlio di Gatti Giacomo (Mec)
- 9 maggio: MAURA, figlia di Bor-
digone Sergio (Can) - 20 maggio:
RITA, figlia di Repetto Giuseppe
(Mec) - 12 giugno: SERGIO, figlio
di Gargiulo Vincenzo (Mec) - 14
giugno: UMBERTO, figlio di Mat-
teini Giorgio (Mec) - 19 giugno:
WALTER, figlio di Ferrando Gio-
vanni (Can) - 29 giugno: PIETRO,
figlio di Rosi Benedetto (Mec) - 3
luglio: GIOVANNI, figlio di Olivero
Giuliano (Mec) - 6 luglio: WAL-
TER, figlio di Granieri Donato (Dig)
- 7 luglio: ENZO, figlio di Ceragioli
Vinicio (Mug) - 9 luglio: LETIZIA,
figlia di Carlini Matteo (Fon) - 11
luglio: LAURA, figlia di Cesarini
Eugenio (Mec) - 12 luglio: MILVIA,
figlia di Casagrande Delio (Mec) -
CLAUDIO, figlio di Cafasso Adria-
no (Mec) - ERMANNO, figlio di
Peirani Fausto (Can) - MARCO, fi-
glio di Bozzolo Giacomo (Car) - 13
luglio: MAURIZIO, figlio di De Pil-
la Domenico (Mug) - MARIA A,, fi-
glia di Macciò Giuseppe (Mec) -
15 luglio: NADIA, figlia di Ghigliotti
Francesco (Can) - ROSANNA, figlia
di Vigo Angelo (Can) - 16 luglio:
RENZO, figlio di Turriano Ilario
(Mec) - LORIS, figlio di Viari Gino
(Mec) - FRANCESCO, figlio di Rol-
fini Ezio (Can) - 17 luglio: ALES-
SANDRA, figlia di Bernardi Pietro
(Liv) - GIUSEPPINA, figlia di Fan-
tini Antonio (Fon) - 19 luglio:
GIANCARLO, figlio di Tacconi Ezio
(Can) - 20 luglio: MARIA GRAZIA,
figlia di Franchini Enzo (Liv) - 22
luglio: ANGELA, figlia di Damonte
Angelo (Mec) 25 luglio: FERDI-
NANDA, figlia di Parodi Luciano
(Mec) - MAURIZIO, figlio di Pi-
gnone Vladimiro (Mec) - 26 luglio:
MAURO, figlio di Tebano Antonio
(Liv) - 27 luglio: BEATRICE, fi-
glia di Durante dott. Carlo (Dig) -
29 luglio: ROBERTO, figlio di Scot-
to Manlio (Mug) - ANNA, figlia di
Ottria Francesco (Mec) - GIOVAN-
NI, figlio di Casalino Giuseppe Giu-
seppe (Fon) - 4 agosto: MARINA,
figlia di Gastaldi Francesco (Mec) -
6 agosto: EUGENIO, figiio di Da-
gnino Giusevpe (Mec) - GIAMPIE-
RO, figlio di Rossi Mario (Mec) - 9
agosto: LAURA, figlia di Renieri
Renzo (Mec) - 10 agosto: ALBA, fi-
glia di Cordazzo Giovanni (Mec) -
11 agosto: ALFONSINA, figlia di
Provenzano Gaetano (Can) - 12
agosto: NEVIADA, figlia di Deodato
Sergio (Can).
A tutti î piccolissimi « ansal-
dinì » e ai loro genitori i nostri
auguri più fervidi.
Si sono sposati
30 maggio: CEPOLLINA Carlo
(Mec) con Macchia Carla - 31 mag-
gio: COSSO Giovanni (Fon) con Ol-
cese Jolanda - 2 giugno: PRATI ing.
Roberto (Mec) con Campolongo
Amalia - 6 giugno: CARLINI Fran-
cesco (Fon) con Ottonello Domeni-
ca - 26 giugno: COSTA Mario
(Mug) con Manca Elena - 3 luglio:
GIGLIO Alfredo (Dig) con Alati
Grazia - 4 luglio: DELLACASA
Giacomo (Dig) con Olivieri Anna -
18 luglio: SARTORI Giovanni (Can)
con Pedrazzi Lina - MORA Alberto
(Mec) con Picchio Ada - 25 luglio:
MASTINU Andrea (Dig) con Ba-
schieri Elsa - CASARINO rag. Ago-
stino (Can) con Giusio rag. Candida
- MANISCALCO Francesco (Mec)
con Giannazzo Maria - PRENCIPE
dott. Giona (Mec) con Bottino Irma
- 31 luglio: FAINA Adriano (Can)
con Tripodi Peppina - CESARI Fer-
Ruota
Tempo
dinando (Mec) con Badano Lidia -
l.o agosto: CARACCIOLO Franco
(Mec) con Ghelardini Maria Luisa
- BOVONE Elio (Mec) con Martinel
Jole - BALDINI geom. Luigi (Mef)
con Sivero Luciana - 7 agosto: SCA-
NIGLIA Armando (Mef) con Fer-
rando Maria 8 agosto: GRILLI Ma-
rio (Can) con Gasciarini Clelia -
FRANCHINI Stefano (Can) con
Lombardi Adele - GRONDONA Al.
do (Mec) con Leone Giuditta - 14
agosto: CURRELI Santo (Mec) con
Dolcino Luisa - 15 agosto: PITTA-
LUGA Luigi (Can) con Degola Te-
resa.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
PREMI DI ANZIANITI
MECCANICO.
Assereto Enrico; Bacherini Mi-
chele; Battioni Angelo; Boscolo De-
solina; Caleffi Attilio; Cereghini Lu-
ciano; Coda Giuseppe; Di Nicola
Antonio; Lazzarini Gino; Montefiori
Pietro; Piombo Pietro; Sala Bruno;
Scorza Edoardo; Silvestrini Paolo;
Tani Aldo; Villa Umberto.
FONDERIA.
Mannara Maurizio,
SEDE.
Bianchi G. B.; Lucchesi Silvano;
Torelli Rodolfo.
CARPENTERIA.
Magnani Sergio; Pampirio Dome-
nico; Vallarino Antonio.
FERROVIARIO.
Macrì Cosimo; Massiglia Giovan-
ni; Roccatagliata Rosa.
MUGGIANO.
Biancardi Arduino; Calzolari Sil-
vio; Cerri Elves; Costa Galliano;
Destri Vittorio; Fabbri Antonio;
Franceschini Emanuele; Ratti Carlo;
Ratti Giuseppe; Ratti Guido; Sal-
vetti Bruno; Saporiti Vincenzo; Tar-
tarini Osvaldo; Venturini Sergio.
CANTIERE.
Alearo Francesco; Bassi Elia;
Biondi Ernesto; Bonelli Paolo; Buf-
fa Ernesto; Calvia Vittorio; Casta-
gnola Ettore; Daffini Gaetano; Da-
meri Aldo; Fabbri Alfredo; Fenda-
tori Attilio; Fracchiolla Francesco;
Galletta Rosario; Gambolato Giu-
seppe; Ligabue Gustavo; Lodi Fer-
nando; Malvestiti Cesarino; Perno
Gina; Persico Giovanni; Sartori Gio-
vanni; Sugliano Giovanni; Tortello
Fioravanti; Valle Giuseppe; Vallone
Carmelo; Varone Michele.
Aì vecchi dipendenti dell’«An-
saldo» che con la loro attività
hanno contribuito allo sviluppo
dell’ azienda, le congratulazioni
più cordiali.
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| 2 va Un gruppo di Ansaldine è stato sorpreso alla stazione di
\ } partenza per diverse località. Le nostre colleghe hanno già
da sa scelto l'abbigliamento intonato alla località dove soggiorne-
APT — ———_—_—_—_—____" ranno. Sta alla sagacia dei nostri lettori indicare dove ciascuna
ate le numerose sollecita-
zioni che, tramite la
Cassetta delle Idee o diretta-
mente, pervengono da dipen-
denti per l’istituzione di cor-
si d'istruzione sia a carattere
generale sia di specifica prati-
ca professionale, si ritiene
opportuno precisare la posi-
zione al riguardo della Dire-
zione della Società.
Sia pur apprezzando nel suo
giusto valore lo spirito che
evidentemente anima queste
proposte, la Società rimane
necessariamente vincolata in
materia dai seguenti due cri-
teri fondamentali:
la cultura generale deve es-
sere acquisita dai singoli al di
fuori dell'ambito aziendale,
costituendo un patrimonio in-
dividuale del quale la Società
deve prendere atto e tener
conto, ma allo sviluppo del
quale non può contribuire se
non in modo molto limitato ed
in ogni caso indiretto (agevo-
lazioni ud enti come VENAL,
concessioni di locali in deter-
minate circostanze e simili);
l'istituzione di corsi a cura
e spese della Società può es-
sere prevista ed attuata solo
nel caso che essi rispondano
ad un preciso interesse azien-
dale, Tali corsi riguarderanno
pertanto soprattutto specifici
rami di preparazione profes-
sionale e ad essi potranno es-
sere ammessi solo quegli ele-
menti la cui partecipazione, a
giudizio della Società, può ri-
sultare di effettiva utilità per
il raggiungimento degli scopi
prefissisi dall’Azienda.
Nei limiti dei criteri su-
esposti la Società ha già preso
numerose iniziative (delle
principali di esse è già stata
data notizia in precedenti nu-
meri dell’Ansaldino) ed altre,
numerose e di vasta portata,
sono in programma o allo stu-
dio: ogni diversa impostazione
della questione non può in-
vece, per evidenti ragioni, es-
sere presa in considerazione.
PROPOSTA N. 4171.
Propone di adottare alla
parte inferiore dei micrometri
delle boccole porta sfera per
il controllo di spessori fra i
diametri interno ed esterno.
RISPOSTA.
La proposta è degna di con-
siderazione.
L’applicazione di una sfe-
ra al pedino fisso del micro-
metro offre effettivamente la
possibilità di misurare con
precisione gli spessori delle
corone costituenti ghiere, boc-
cole ecc, inoltre con facilità
si può rilevare l’eccentricità
tra foro ed esterno delle stes-
se; essa trova anche buon im-
piego per le misurazioni degli
spessori di particolari costitui-
ti da superfici concave e con-
vesse,
La DAT provvederà a far
costruire qualche campione
che metterà a disposizione per
le richieste degli interessati.
PROPOSTA N. 6398.
Propone che i vari manu-
fatti relativi a commesse este-
re vengano, allorchè sono ul-
timati, ritirati dalle officine e
depositati in luoghi adatti, per
evitare una lunga serie di in-
convenienti.
RISPOSTA.
E’ stato in tutti i tempi pro-
blema pressocchè insolubile
quello di riuscire a spedire
tempestivamente i materiali
pronti, sia per l’estero che per
l’Italia, E’ superfluo enumera-
re le cause che non permetto-
no di far partire subito î ma-
nufatti pronti. La più impor-
tante fra esse è la questione
doganale. Certe praticre co:
Ministeri possono aver segui-
to solo dopo che i manufatti
sono pronti, epperò trascor-
rono vari mesi prima che essi
possano partire. Sarebbe otti-
ma cosa raccogliere tutti i
manufatti finiti in appositi lo-
cali, in attesa della partenza,
ma per le nostre esigenze oc-
correrebbero vari e vasti ca-
pannoni che non abbiamo.
Col trasferimento della Cal-
dereria sono rimaste libere le
navate a ponente, che, come
tutti sanno, sono adibite alle
spedizioni delle Centrali U.R.
S.S, Alla fine del 1954 la com-
messa delle Centrali Russe sa-
rà chiusa e molti manufatti
che ora attendono nelle offici-
ne saranno raccolti nelle na-
vate della ex Caldereria.
PROPOSTA N. 4639.
Lamenta che nelle dispense
scarseggiano alcuni strumenti
di misura. Propone quindi che
se ne aumenti il numero e che
vengano sostituiti quelli che
non rispondono più al grado
di precisione desiderata.
RISPOSTA.
E’ stato già stabilito che,
compatibilmente con le possi-
bilità attuali, la DAT curi il
graduale aumento e rinnovo
della dotazione di strumenti
di misura in quelle dispense
nelle quali ciò è necessario.
Il proponente è invitato a
presentarsi al Capo DAT (Si-
gnor Collo) per dare chiari-
menti circa le manchevolezze
specifiche ch’egli ha notate,
PROPOSTA N. 4587.
Sarebbe bene che i formati
per disegni (specie’ quelli
grandi) avessero su ogni an-
golo un rettangolino su cui ri-
petere il No. del disegno. Ciò
faciliterebbe il rintraccio del
No. stesso in qualunque posi-
zione il disegno si trovi. Que-
sto è altrettanto utile se si
pensa che sovente, specie in
officina, il disegno soggetto a
logorio si strappa e più spes-
so ancora si strappa proprio
nell'angolo della tabella, non
rimanendo così alcuna traccia
per individuare il detto nu-
mero di disegno.
RISPOSTA.
Il suggerimento è accettato
e pertanto i nuovi fogli stam-
pati porteranno almeno due
quadratini per il numero di
disegno.
PROPOSTA N. 5173.
Propone che, a titolo di pro-
va, vengano imbiancate le la-
miere che costituiscono i tetti
dei capannoni, per vedere se
con questo sistema sarà possi-
bile abolire le girandole che
rovinano le lamiere stesse.
RISPOSTA.
Sarà fatta una prova sulle
lamiere di qualche capannone;
però la calce bianca non re-
siste all’azione della pioggia e
quindi sarà necessario dare
una mano di calce più volte
nella stessa stagione estiva,
con notevoli spese di mano
d’opera.
MEMENTO
Athos MATTEUCCI
di anni 47,. dipendente del
Muggiano, deceduto il 15-7-54.
Era stato assunto nel 1930.
Lascia la madre,
Mario BERTI
di anni 56, dipendente del
Meccanico, deceduto il 20-7-
54. Era all’Ansaldo dal 1922.
Lascia la moglie.
ltalo DELLACAVA
di anni 56, dipendente del
Ferroviario, deceduto il 2-8-54,
Era all’Ansaldo dal 1930. La-
scia moglie e tre figli,
Giuseppina TRINCHIERA
di anni 42, dipendente del
Meccanico, deceduta il 15-8-
54. Era all’Ansaldo dal 1942.
Lascia due figli.
Urbano MASSOBRIO
di anni 62, dipendente del
Cantiere, deceduto il 22-8-54.
Era all’Ansaldo dal 1918. La-
scia la moglie,
Ai familiari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».
s)
i [RESALDIRO
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.A.
*
) Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
“*%
DANTE JANNONE
Redattore responsabile
Autorizzazione del Tribunalo di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A,
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825
*
Pubblicità SIRA Concess.
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Scrivere a Giuseppe Bargelli,
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Indicare nell'apposito tagliando l’esatta soluzione e spe-
dire a « l’ANSALDINO » - recapito Ansaldo, Piazza Carigna-
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di STA: LIV, dr. Moriconi (PER) - MUG, sig. Guadagnini
(COI) - MEC, sig. Rovegno (MOP) - CAN, sig. Merlano (MOP)
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polso, un portafoglio in pelle. due pacchi di Deortalco.
Scadenza del concorso: 15 settembre 1954.
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( Enal, Salea, Siac, Tranvieri, Eridania, etc.)
LE COMMISSIONI INTERNE SONO PREGATE DI
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lietti ».
lu
idente da questo scorcio fotografico della prua della « G
L’analogia fra la forma della nave moderna e l'’affilata sagoma dello squalo risulta ev.
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