Famiglia Parodi

Titolo

Famiglia Parodi

Natura giuridica

Famiglia

Descrizione

La Famiglia Parodi è un perfetto esempio di capitalismo famigliare che partendo da Genova, città d’origine della famiglia, si estende attraverso numerose ramificazioni imprenditoriali su tutto il territorio nazionale e persino oltreconfine.

Capostipite della famiglia fu Angelo Parodi (1827-1921), nato a Pino Sottano frazione dell’allora Comune di Molassana, aggregato nel 1926 con altri 18 Comuni a formare la “Grande Genova”.

Tra le prime attività di carattere imprenditoriale troviamo la lavorazione del pesce e l’importazione di merluzzo e stoccafisso dal Nord America e dalla Norvegia; gli affari andavano molto bene, così arrivarono gli stabilimenti per lavorazione del pescato, tra cui ricordiamo quelli di Villa Real in Portogallo, del porto di Looe in Cornovaglia, della città di Bermeo nei Paesi Bassi e Sidi Daoud in Tunisia. Successivamente nel 1937, per mano del figlio di Angelo, Emanuele Vittorio Parodi, verranno definitivamente acquisiti gli stabilimenti e le tonnare della Famiglia Florio a Favignana.

Dal commercio e lavorazione del pescato al suo trasporto il passo fu breve, arrivarono chiatte e pescherecci per poi trasformarsi nella grande flotta armatoriale dei Parodi.
Dei numerosi figli di Angelo, ricordiamo Emanuele Vittorio, attivissimo in molti campi, nella sua vita armò ben 63 navi. Dopo gli studi ginnasiali entrò nell’azienda paterna (Angelo Parodi fu Bartolomeo) e si recò giovanissimo in Norvegia, Inghilterra e Germania per curare l’importazione del pesce salato dal Nord, operazione che costituiva la principale attività della ditta paterna. Nel 1888 si trasferì da Genova a Venezia per dirigere la filiale veneziana; fattosi conoscere ed apprezzare negli ambienti locali fu nominato Consigliere del Banco di San Marco di Venezia nel 1894 e, nel 1895 Consigliere Comunale di Venezia e Consigliere della Cassa di Risparmio di Venezia. Ritornato nel 1901 a Genova, decideva di dedicarsi al ramo marittimo della ditta paterna a cui diede grande impulso e sviluppo. Quando il padre morì, nel 1921 fu nominato presidente della S.A. Angelo Parodi fu Bartolomeo, rimanendo tale fino al 1926, anno in cui il ramo marittimo si staccò, dando vita alla S.A. Emanuele V. Parodi, di cui rimase presidente vita natural durante. Fu socio della Famiglia Baglietto nell’avventura della CIVES - Costruzione Idrovolanti Varazze e Scuola Pilotaggio e presidente degli Armatori Liberi Italiani dal 1914 al 1925.

Nel 1920 Emanuele Vittorio decide e avvia, per il figlio Giorgio, la costituzione di una nuova società per la produzione di motocicli: la Moto Guzzi. L'atto sarà firmato qualche tempo dopo a Genova, il 15 marzo 1921, con sede principale a Genova e succursale di produzione a Mandello Tonzanico (oggi Mandello del Lario). Tra i soci fondatori compaiono in atto, oltre a Emanuele V., il figlio Giorgio, il nipote Angelo Parodi (figlio di Cesare), Gaetano Belviglieri, uomo di fiducia della famiglia Parodi, e il progettista Carlo Guzzi.
Emanuele Vittorio Parodi ne divenne primo presidente, il figlio Giorgio vice presidente e nel 1945, alla morte del padre, ne prese il posto. Nel 1953, poco prima della sua prematura scomparsa, Giorgio rassegnò le sue dimissioni pur rimanendo dietro le quinte. Il fratello Enrico divenne quindi presidente dell’azienda. Enrico Parodi fu l’ultimo dei Parodi ad amministrare l’azienda: nel 1969, con il passaggio alla Società Esercizio Industria Moto Meccaniche - SEIMM, la Moto Guzzi usciva definitivamente dall’orbita della famiglia Parodi.
Navi, moto ma anche aerei, oltre alla partecipazione nella CIVES non si può non ricordare l’importante impulso dato da Giorgio Parodi al volo. Nel 1928 fondò, insieme al fratello Enrico e a Giorgio Profumo, l’Aeroclub di Genova, di cui ne divenne presidente ed istruttore. Intrepido aviatore, conquistò nel 1939 il primato di velocità in circuito chiuso.

Congedato nel 1943, tornò alla testa delle sue aziende, mentre a Mandello alcuni dipendenti militavano nelle formazioni partigiane della zona. Trattando con i Comandi tedeschi, prima della liberazione, fu in grado di impedire che il personale fosse deportato o richiamato alle armi, facendolo dichiarare “indispensabile all’attività lavorativa”. Sostenne con le sue azioni il Comando di Liberazione Nazionale, appoggiandone sempre le attività, proteggendone i membri e negoziando con il Comando Alleato affinché la fabbrica, divenuta obiettivo strategico di guerra, non venisse bombardata. In tal modo riuscì a tutelare i lavoratori e le famiglie, attraverso la prosecuzione dell’attività.

Terminata la guerra, Giorgio Parodi si dedicò alle attività di famiglia, a quella armatoriale e alla Moto Guzzi, a cui diede immediatamente il suo imprinting puntando sulle corse e sulle competizioni. Dalla fondazione al 1957 (anno di ritiro dalle competizioni sportive) la Guzzi collezionerà 3329 vittorie in gare ufficiali, 14 titoli mondiali e 11 Tourist Trophy, oltre ad aver immesso sul mercato decine di modelli che hanno cambiato il motociclismo e la storia della motorizzazione italiana.

Guidò la Moto Guzzi insieme al fratello Enrico fino al 1955, anno della sua scomparsa. Si ricordano gli anni della sua presidenza come gli anni delle grandi vittorie e delle grandi opere, a lui si devono prodigi come la Galleria del Vento, la prima al mondo nel settore motociclistico, importanti iniziative nel welfare aziendale come la costruzione di alloggi per i propri dipendenti, i circoli ricreativi, l’assistenza sanitaria, le colonie estive per i figli dei dipendenti e tutto quanto potesse favorire il benessere di chi lavorava nelle proprie aziende.

Il marchio “Angelo Parodi” oggi appartiene alla Icat Food.

Data

1827 - 1955

Complessi archivistici prodotti

Riferimenti bibliografici

Elena Bagnasco (a cura di), "Giorgio Parodi. Le ali dell’aquila", Tormena, Genova, 2021

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