Contenuti
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Segnatura: NZ.000151Anna C. - Cabina di prima classe - Zona giorno PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la zona giorno di una cabina di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000152Anna C. - Cabina di prima classe - Zona giorno PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la zona giorno di una cabina di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000148Anna C. - Cappella PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la cappella di bordo della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000147Anna C. - Parrucchiere di prima classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante il parrucchiere di prima classe della motonave Anna C. -
Segnatura: NZ.000156Anna C. - Sala da pranzo di prima classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la sala da pranzo di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000157Anna C. - Sala da pranzo di seconda classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la sala da pranzo di seconda classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000158Anna C. - Sala da pranzo di seconda classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la sala da pranzo di seconda classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000155Anna C. - Sala gioco di prima classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la sala gioco di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000159Anna C. - Sala soggiorno di prima classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la sala soggiorno di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000161Anna C. - Sala soggiorno di prima classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la sala soggiorno di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000160Anna C. - Sala soggiorno di prima classe, dettaglio PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la porta d'ingresso alla sala soggiorno di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000153Anna C. - Sala soggiorno di seconda classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la sala soggiorno di seconda classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000154Anna C. - Sala soggiorno di seconda classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la sala soggiorno di seconda classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000162Anna C. - Scalone di prima classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante lo scalone di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000164Anna C. - Veranda di prima classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la veranda di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000165Anna C. - Veranda di prima classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante la veranda di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: NZ.000163Anna C. - Vestibolo di prima classe PositivoRiproduzione fotografica raffigurante il vestibolo di prima classe della m/n Anna C -
Segnatura: OP.000013Ansaldo - Catalogo ufficiale dell'Esposizione Internazionale di Genova 1914 Opuscolo a stampaCatalogo ufficiale dell'Esposizione Internazionale tenuta nel 1914 a Genova.
La tradizionale Esposizione di Igiene si trasformò in una Mostra di Marina in onore della città di Genova, assumento il nome di: "Esposizione Internazionale di Marina - Igiene marinara - Mostra coloniale italiana e Mostra italo Americana". I temi dell’Esposizione, infatti, non si limitarono alla sola igiene e alla Marina, sia mercantile che militare, ma si affrontarono anche il colonialismo, per la recente annessione della Libia (1911) e i legami industriali e sociali con le Americhe. Quest'ultima tematica fu decisa dal Comitato come atto di riguardo per il grande favore con cui la notizia di una Esposizione genovese era stata accolta in America, conferendo valore anche al legame sentimentale che era stato creato dal fenomeno dell'emigrazione.L'Esposizione Internazionale di Marina e Igiene si tenne nel 1914 a Genova, nell'allora enorme spianata antistante la stazione ferroviaria di Brignole.
L'inaugurazione avvenne il 23 maggio 1914 al cospetto del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena di Montenegro. L’allestimento fu curato dall'architetto fiorentino Gino Coppedè, che ebbe l'incarico di architetto capo e progettò sia il piano generale sia la maggior parte dei padiglioni.
Sotto la guida di Coppedè la spianata si trasformò in una vera e propria articolata cittadella, dotata persino di uno stadium utilizzato per le più svariate tipologie di manifestazioni. Egli si servì dei materiali cardine dell’architettura effimera, costruendo le sue eclettiche strutture in legno o cartongesso: una straordinaria mescolanza di stili destinata ad essere rimossa al termine dell'esposizione.
L’esposizione era collegata sia al mare che alle colline: vennero costruite una funivia, che dall’expo saliva nell’area panoramica del colle di Carignano, e un’innovativa ferrovia elettrica sospesa ad un’unica rotaia, che collegava l’area espositiva al porto della città.
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Segnatura: OP.000032Ansaldo - Produzione aeronautica Opuscolo a stampaPubblicazione relativa alla produzione di aerei dei Cantiere Aeronautici Ansaldo
.Il primo Cantiere Aeronautico fu quello di Borzoli e sorse nel gennaio 1917, su volontà di Pio e Mario Perrone che ne affidarono la guida all'ingegnere Brezzi. Il cantiere era stato costruito sopra un'area fabbricabile di circa 60.000 mq. di cui ne coprirono circa 35.000 mq. La porta d'accesso al grande salone fu decorata in ricordo del volo su Vienna di D'Annunzio (p. 61)
In seguito fu necessario edificare un Campo di collaudo il più vicino possibile, sorse così il Cantiere Aeronautico di Bolzaneto, sulla sponda del Polcevera, per il montagio e collaudo di apparecchi. Sopra un'area completamente spianata e livellata di oltre 100.000 mq.
Il Cantiere Aeronautico numero 3 fu realizzato a Torino (ex S.I.T.), sopra un'area fabbricabile di circa 1.600.000 mq. presentava un grande campo di aviazione per i collaudi in volo.
Il Cantiere Aeonautico numero 4 fu allestito nell'insennatura di Cadimare nel Golfo di Spezia. L'aumento delle commesse belliche esigeva una nuova sede di produzione e collaudo di apparecchi idrovolanti per i quali la Società Anonima Italiano Gio Ansaldo & C. assumeva impegno rilevante nei confronti dell'Autorità militare.
Il Cantiere Aeronautico numero 5 sorgeva lungo la strada di Francia tra Torino e Rivoli, occupava un'area di 31.000 mq. e annsso allo stabilimento vi era un campo di volo.
Tra gli esemplari prodotti dall'Ansaldo e menzionati nella pubblicazione, si segnala:
- Aeroplano "S.V.A", biplano ad ali ineguali, monoposto e biposto da ricognizione;
- Aeroplano "A.1" (Balilla) biplano da caccia a fusoliera, con ali uguali, monoposto da caccia;
- Aeroplano "A. 300" biposto da ricognizione con motore Fiat
- Aeroplano "A. 5" apparecchioo co motore Ansaldo
- Idrovolante Ansaldo "Am" apparecchio biplano monomotore simile allo SVA
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Segnatura: DAG.000001Ansaldo - Produzione aeronautica Album fotograficoAlbum fotografico relativo ai cantieri aeronautici della Gio. Ansaldo & C. di Borzoli (indentificato come cantiere n. 1), di Bolzaneto (cantiere n. 2) e di Torino (cantiere n. 3) e alla produzione di aeroplani e idrovolanti Ansaldo, e più in particolare allo S.V.A.
Si segnalano in particolare lo stemma dei Cantieri aeronautici Ansaldo presente in copertina con il gladio alato e il motto "Ibis redibis" (= andrai, ritornerai) e alcune belle immagini delle prove di volo di fronte a Castello Raggio di fronte al litorale di Cornigliano (GE).
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Segnatura: OP.000014Ansaldo - Produzione aeronautica - SVA Opuscolo a stampaOpuscolo in lingua inglese edito dalla società inglese Profile pubblications e scritto da Gianni Cattaneo sulla produzione Ansaldo di aeroplani SVA e le loro caratteristiche tecniche.
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Segnatura: OP.000039Ansaldo - Produzione automobilistica Opuscolo a stampaPubblicazione relativa alla produzione di automobili della S.A. Automobili Ansaldo nello stabilimento di Torino di Corso Peschiera.
Tavole illustrate di Carlo Nicco
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Segnatura: OP.000042Ansaldo - Produzione ferroviaria Opuscolo a stampaCatalogo multilingue (italiano, francese, inglese, spagnolo, tedesco) delle locomotive a vapore prodotte dalla Gio. Ansaldo & C., poi Ansaldo S.A.
Sono presenti le tavole e le relative specifiche tecniche delle locomotive:
- FS 290 (anno di progettazione: 1898; costruita dal 1899 al 1913), tav. 1 - 3
- FS 630 (anno progettazione: 1905; costruita dal 1906 al 1908), tav. 4 - 10
- FS 625 (anno progettazione: 1909; costruita dal 1910 al 1922), tav. 11 - 12
- FS 630 (anno progettazione: 1905; costruita dal 1906 al 1908), tav. 13 - 14
- FS 650 (anno progettazione: 1883; costruita dal 1884 al 1896), tav. 15 - 16
- FS 680 (anno progettazione: 1906; costruita dal 1907 - 1911), tav. 17 - 18
- FS 730 (anno progettazione: 1905; costruita dal 1906 - 1910), tav. 21 - 23
- FS 745 (anno di progettazione: 1912; costruita dal 1913 - 1923), tav. 24 - 25
- FS 745 (anno di progettazione: 1912; costruita dal 1913 - 1923), tav. 26 - 27
- FS 895 (anno di progettazione: 1906 - 1907; costruita dal 1908 - 1916), tav. 36 - 37 -
Segnatura: FP.00000AAnsaldo - Produzione navale Album fotograficoAlbum fotografico in lingua francese relativo alle produzioni navali all'interno dei Cantieri Navali della Gio. Ansaldo & C. a Sestri Ponente.
Le immagini, relative sia al comparto bellico sia a quello civile, documentano la transizione tra gli ultimi velieri prodotti da Casa Ansaldo e le prime navi a vapore.
Sono attestati:
- Incrociatore protetto Liguria, varato nel 1893, lunghezza 80 m, larghezza 12 m, altezza (opera viva più bordo libero) 8,63 m, potenza HP 6.500, velocità 20 nodi (FP.031856, FP.031857, FP.031858);
- incrociatore torpediniere Minerva, varato nel 1892, lunghezza 70 m, larghezza 8,23 m, altezza (opera viva più bordo libero) 5,43 m, potenza HP 4.000, velocità 19 nodi (FP.031859, FP.031860);
- torpediniere da alto mare, data di varo non specificata, lunghezza 39 m, larghezza 4,8 m, altezza (opera viva più bordo libero) 2 m, potenza HP 1.000, velocità 21 nodi (FP.031861);
- piroscafo misto Giulio Cesare, varato nel 1891, lunghezza 97,60 m, larghezza 12,20 m, altezza (opera viva più bordo libero) 8 m, potenza HP 1.700, velocità 12 nodi (FP.031862);
- rimorchiatore Foce, varato nel 1890 (FP.031864);
- piroscafo misto Michele Lazzaroni, varato nel 1891, lunghezza 97,6 m, larghezza 12,2 m, altezza (opera viva più bordo libero) 8 m, potenza HP 1.700, velocità 12 nodi (FP.031865);
- piroscafo misto Re Umberto, varato nel 1892, lunghezza 97,6 m, larghezza 12,2 m, altezza (opera viva più bordo libero) 8 m, potenza HP 1.700, velocità 12 nodi (FP.031866);
- piroscafo misto Calabria, varato nel 1892, lunghezza 42,12 m, larghezza 6 m, altezza (opera viva più bordo libero) 3,8 m, potenza HP 420, velocità 12 nodi (FP.031867);
- rimorchiatore Sestri Ponente, varato nel 1888, lunghezza 22 m, larghezza 4,85 m, altezza (opera viva più bordo libero) 2,5 m, potenza HP 130, velocità 9 nodi (FP.031868);
- rimorchiatore Albaro, varato nel 1890, lunghezza 17,78 m, larghezza 4 m, altezza (opera viva più bordo libero) 2,04 m, potenza HP 80, velocità 8 nodi (FP.031869);
- pontone gru Polcevera, varato nel 1889, lunghezza 29 m. larghezza 13 m, altezza (opera viva più bordo libero) 3,5 m, gru da 120 t, trazione a vapore da 50 HP (FP.031870, FP.031871);
- veliero Caterina Accame, varato nel 1889, lunghezza 72,5 m, larghezza 11,95 m, altezza (opera viva più bordo libero) 6,98 m, scafo in acciaio, carico 2.620 t (FP.31872);
- veliero Cavaliere Ciampa, varato nel 1889, lunghezza 72,5 m, larghezza 11,95 m, altezza (opera viva più bordo libero) 6,98 m, scafo in acciaio, carico 2.597 t (FP.031873);
- veliero Francesco Ciampa, varato nel 1890, lunghezza 72,5 m, larghezza 11,95 m, altezza (opera viva più bordo libero) 6,98 m, scafo in acciaio, carico 2.597 t (FP.031874)
- veliero Garibaldi, varato nel 1890, lunghezza 67 m, larghezza 10,75 m, altezza (opera viva più bordo libero) 6,42 m, scafo in acciaio, carico 2.004 t (FP.031875);
- veliero Salvatore Ciampa, varato nel 1890, lunghezza 72,5 m, larghezza 11,95 m, altezza (opera viva più bordo libero) 6,98 m, scafo in acciaio, carico 2.597 t (FP.031876);
- veliero Avanti Savoia, varato nel 1891, lunghezza 67 m, larghezza 10,75 m, altezza (opera viva più bordo libero) 6,42 m, scafo in acciaio, carico 1.965 t (FP.031877). -
Segnatura: AP.000P18Ansaldo - progetti architettonici di Adolfo Ravinetti Album fotograficoRaccolta realizzata dall'arc. Adolfo Ravinetti contenente i prospetti di tutti gli stabilimenti progettati per l'Ansaldo nel periodo 1915-1918, comprese le varianti e i progetti non realizzati.
Per ulteriori approfondimenti sull'opera di Adolfo Ravinetti e sui rapporti tra l'architetto e l'Ansaldo si veda: Paolo Cevini, Beatrice Torre, Architettura e Industria. Il caso Ansaldo (1915-1921). Adolfo Ravinetti archietto (1884-1967), Sagep Editrice, Genova 1994.
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Ansaldo (1853 - ***) SocietàL’Ansaldo ha legato il suo nome alla storia della navalmeccanica, della cantieristica, della siderurgia e dell’elettromeccanica italiane in centoquarant’anni di trasformazioni societarie, concentrazioni industriali e finanziarie le più varie.
Durante una prima fase che va dalla fondazione del 1853 agli anni Novanta, la società in accomandita semplice “Gio. Ansaldo & C.” – frutto della collaborazione di esponenti di punta del mondo economico genovese quali Giovanni Ansaldo, Raffaele Rubattino, Giacomo Filippo Penco, Carlo Bombrini, e orientata alla costruzione ed alla riparazione di materiale ferroviario – si trasforma in una organizzazione industriale che impiega circa 10.000 dipendenti, distribuiti in sette stabilimenti, la cui attività si rivolge al settore ferroviario, cantieristico e ad altre produzioni meccaniche.
Al nome di Ferdinando Maria Perrone e dei suoi figli, Mario e Pio, è legata la seconda fase, che corrisponde all’incirca al primo ventennio del XX secolo. Perseguendo l’obiettivo di completa autonomia produttiva sia nel campo siderurgico sia in quello degli armamenti, attraverso un intenso processo di integra zione verticale e grazie alla congiuntura bellica, l’Ansaldo dei Perrone arriva ad impiegare nel 1918 ben 80.000 addetti, distribuiti in diverse decine di stabilimenti e società controllate, e a disporre di un capitale sociale cresciuto nel giro di quattro anni (dal 1914 al 1918) da 30 a 500 milioni di lire. Negli anni seguenti, tuttavia, la crisi finanziaria conseguente agli irrisolti problemi di riconversione postbellica mette a nudo la strutturale debolezza di un complesso industriale che aveva legato le sue sorti, in maniera troppo univoca, alla congiuntura bellica.
Segue l’intervento di un consorzio di salvataggio promosso dalla Banca d’Italia, che comporta l’allontanamento dei Perrone (nel 1921) e un drastico ridimensionamento delle strategie e delle strutture dell’impresa.
Nel corso degli anni Venti, pur contrassegnati da una notevole crescita delle produzioni elettromeccaniche, maturano le premesse per ulteriori difficoltà, che richiederanno il passaggio di questa impresa sotto il controllo dell’Istituto Industriale per la Ricostruzione Industriale. L’IRI,
appunto, e il riarmo, restituiranno all’Ansaldo un respiro ed un impulso all’altezza delle grandi trasformazioni allora in atto a livello internazionale nel mondo industriale; figura di punta di una profonda ridefinizione strutturale-organizzativa è l’ing. Agostino Rocca, amministratore delegato della società dal 1935 alla fine della guerra. La notevole crescita tecnico-produttiva e occupazionale legata alle commesse belliche (i 22.000 dipendenti del 1939 salgono a 35.000 nel 1943) riproporrà tuttavia alla fine del conflitto nuovi e gravi problemi di riconversione, la cui gestione verrà affidata dall’IRI alla società finanziaria Finmeccanica, costituita nel 1948. Altri riaggiustamenti di struttura si dovranno ancora registrare nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta tanto che nel 1966, con il trasferimento delle attività navali all’Italcantieri di Trieste, il nome Ansaldo cesserà, dopo un secolo, di essere collegato alle attività cantieristiche.
A partire dal 1966, attraverso un complesso processo di riassetto dell’impresa, si perverrà nel 1980 alla costituzione del principale gruppo termoelettromeccanico italiano e, nel 1993, alla sua incorporazione nella Finmeccanica SpA.
Le complesse vicende della Società hanno determinato una dispersione degli archivi aziendali che ha costretto la Fondazione ad un lavoro di recupero laborioso e tutt’ora in corso. -
Segnatura: GBA.000123 (arc.)Ansaldo Giovanni e Francesco Gerolamo - scritture aziendali e famigliari RegistroScritture di Giovanni Ansaldo (1819 - 1859) legate alla gestione aziendale della Gio. Ansaldo & C. a cui fa seguito un memoriale redatto da Francesco Gerolamo Ansaldo.
L'unità è così composta:
- Scritture aziendali di Giovanni Ansaldo (2-8 giugno 1856), pp. 1- 18.
- Ricostruzione storica della famiglia Ansaldo redatta da Francesco Gerolamo, redatta utilizzando diverse fonti archivistiche e bibliografiche: O. Ganduccio, "Origini e fasti delle famiglie della Liguria"; Raffaele Sopranis, "Vite dei scultori pittori e architetti genovesi". Per la vita dei parenti più prossimi utilizza i dati ricavati dagli Atti della società ligure di Storia Patria e dalle tombe di famiglia, pp. 19 - 26
- "Memorie e ricordi di famiglia - i primi anni della mia vita", scritto nel 1889; si segnala la presenza di tre lettere cucite all'interno del registro, la prima di Giovanni Ansaldo a Carlo Bombrini (30 dicembre 1857) e due indirizzate a Giovanni Ansaldo da "un certo Spiergassi" del 1857, pp. 27-35
- "I primi anni della mia vita": riflessioni di Francesco Gerolamo Ansaldo sulla sua infanzia e la sua formazione, pp. 38 - 86
- "A bordo dei bastimenti a vela dai 14 ai 24 anni. Parte prima Campagna con il brigantino Pietro Cerruti fu Pietro di Varazze", pp. 87-114
- "Primo soggiorno a Genova in famiglia", pp. 114-133.
- Campagna con il brigantino a palo "Adelina" di Genova, pp. 133-172. Contiene, cucito tra le pp. 153 e 154, l'inserto "Un viaggio alle Indie a bordo alla barca italiana Adelina capitano C. Piazza, vecchia caracciola di 750 tonnellate (aa. 1877-1878)" di 107 pagine
- "Secondo soggiorno in famiglia", pp. 172-207
- "Campagna col brigantino a palo Negrisuola di Camogli", pp. 207-286.
- "A bordo dei piroscafi della Società Raggio & co dai 24 ai 34 anni", pp. 287- 314
Si segnala la presenza all'inizio del registro di un riepilogo di tutti gli imbarchi di Francesco Gerolamo Ansaldo, dal 1871 (brigantino a palo Pietro Cerrui, qualifica mozzo) al 1909 (Duca d'Aosta, qualifica comandante) -
Segnatura: GBA.000014 (fot.)Antonio Fratti Carta all'albuminaRitratto del deputato Antonio Fratti -
Segnatura: MD.000112Antonio Porcella - conferimento titolo di Capitano di lungo corso da parte della Marina Mercantile Italiana DocumentoMarina Mercantile Italiana - conferimento del titolo di Capitano di lungo corso a Antonio Porcella firmato dal Ministro della Marina Italiana Federico Pescetto. Registrato al n. 2498 della Matricola del Ministero. Registrato all'Ufficio del Compartimento di La Spezia n. 96.
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Segnatura: GBA.000343 (fot.)Antonio Segni gelatina sali d'argentoRitratto del presidente Antonio Segni con dedica per Giovanni Ansaldo -
Segnatura: GBA.000213 (arc.)Aponte Ferdinando FascicoloLettera scritta da Ferdinando Aponte a Giovanni Ansaldo -
Segnatura: BRA.000047Apparato per la mappatura in tempo reale della temperatura di una fiamma (IT) FascicoloCorrispondenza tra Ansaldo (ing. Masella, dott. Beltrami, sig.ra Repetto, avv. Salvadè, ing. Bozzoni, ing. Fornari, ing. Olivieri) e studio di consulenza Jacobacci, Casetta & Perani
Specifiche del brevetto
Titolare: Finmeccanica Spa Azienda Ansaldo
Inventori: Riccardo Parenti, Giorgio Bosia, Paolo Verrecchia
Riassunto: Forma oggetto della presente invenzione un apparato per la mappatura in tempo reale della temperatura di una fiamma comprendente una coppia di convertitori analogico/digitali per convertire due segnali di luminanza in bande spettrali distinte in una coppia di codici binari applicati come indirizzo ad una memoria che produce in uscita un codice di temperatura associato alla coppia di codici di indirizzamento in base ad una relazione nota, definita da leggi fisiche.
La conversione analogico-digitale e la lettura di memoria hanno luogo ciascuna entro un intervallo temporale inferiore al periodo di esplorazione dei punti d’immagine di fiamma.
Definizione del campo della tecnica in cui si colloca l’invenzione: I processi industriali sono controllati a partire da parametri di tipo globale (potenza erogata, pressione, ecc.).
Possono esistere più condizioni di impianto capaci di fornire gli stessi valori delle grandezze di interesse tali da ottimizzare contemporaneamente le sollecitazioni dell’impianto o, eventualmente, altri parametri accessori quali, ad esempio, nel caso delle caldaie degli inceneritori, la produzione di inquinanti.
Gli studi relativi ai sistemi di mappatura tridimensionale (“3D map”) della temperatura di una fiamma si inseriscono in questo filone dello sviluppo tecnologico che mira ad una più completa conoscenza e/o ad un più completo controllo dei parametri di interesse per la condotta di una caldaia.
Tecnica nota e limiti della tecnica nota: Sono noti sistemi di mappatura tridimensionale della temperatura di una fiamma, che generano, partendo da un’immagine rilevata tramite telecamera, un vettore o un’immagine elaborata indicativa della temperatura dei diversi punti di fiamma. L’immagine di temperatura è ottenuta con un’elaborazione essenzialmente via software utilizzando algoritmi opportuni.
Il processo di elaborazione, estremamente laborioso ed eseguito in modo ripetitivo su ogni punto dell’immagine rilevata dalla telecamera, porta alla generazione di una mappa termica, effettuata “off line” e, quindi, disponibile ad un tempo differito rispetto all’evento immagine, molto maggiore del periodo di generazione delle immagini successive rilevate dalla telecamera.
I sistemi di mappatura suddetti, se idonei almeno in parte a soddisfare esigenze di stadio e di progettazione che non richiedono una reazione immediata all’evoluzione del processo di combustione e di generazione della fiamma, non sono assolutamente adatti a seguire e descrivere dinamicamente il processo di generazione della fiamma per consentirne un controllo o anche solo l’osservazione o monitoraggio delle conseguenza derivanti da interventi sul processo, come ad esempio un orientamento diverso dei bruciatori.
In base a quanto affermato sopra, è particolarmente sentita l’esigenza di disporre di un sistema di elaborazione d’immagini che operi in tempo reale.
Anche con l’impiego dei sistemi di elaborazione dati moderni, l’elaborazione di immagini è un’operazione che richiede un tempo macchina considerevole, che può essere abbreviato solo ricorrendo a processori aventi una potenza di calcolo adeguata o un’architettura particolarmente complessa, il cui costo è così alto da risultare sproporzionato ai benefici risultanti dalla loro applicazione.
In caso di elaborazione d’immagini in tempo reale e di monitoraggio “on line” è necessario elaborare una mole di dati estremamente elevata (occorre elaborare le informazioni relative a circa 262.144 pixel prevedendo, ad esempio, la scomposizione di un’immagine in 512 x 512 pixel).
Se le elaborazioni sono svolte in successione, il tempo di elaborazione di ogni singoli pixel deve essere minore o uguale a 150 nsec.
L’elaborazione con algoritmi opportuni di una tale mole di dati, nei limiti di tempo imposti, richiederebbe la disponibilità di una potenza di calcolo dell’ordine di centinaia di milioni di istruzioni al secondo, conseguibile solo con supercalcolatori.
Definizione del problema risolto dall’invenzione: L’invenzione consente di superare le limitazioni presenti nei dispositivi oggetto della tecnica nota e si basa sulle considerazioni indicate nel seguito.
La temperatura di ogni punto di una fiamma come rilevata da una telecamera a colori può essere determinata misurando l’emissione luminosa del punto in due lunghezze d’onda distinte e non dipende da altri fattori variabili e dalle caratteristiche degli altri punti.
La relazione tra emissione e temperatura è univoca e rispetta una legge nota.
La presentazione delle temperature misurate per ogni punto come immagine elaborata e rappresentata in falsi colori è essa pure univoca e risulta da un processo indipendente dal processo di determinazione delle temperature.
Esposizione dell’idea inventiva: L’apparato oggetto dell’invenzione comprende quanto segue.
Mezzi d’ingresso per ricevere una coppia di segnali analogici, variabili nel tempo e rappresentativi ciascuno dell’emissione in due bande distinte di punti di fiamma, esplorati ad istanti successivi da mezzi di rilevazione di emissione spettrale. I segnali analogici suddetti sono variabili in una banda di frequenza con un massimo.
Mezzi di temporizzazione per la generazione di almeno un primo segnale di temporizzazione avente una prima frequenza non inferiore a detto massimo di frequenza.
Mezzi di conversione analogico/digitale attivati da detto primo segnale per il campionamento di detti segnali analogici alla prima frequenza sopraccitata e per la conversione di tali segnali campionati in una coppia di segnali digitali.
Primi mezzi di staticizzazione, temporizzati da un primo segnale di stabilizzazione a detta prima frequenza, per stabilizzare detta coppia di segnali digitali.
Primi mezzi di memoria indirizzati da detta coppia di codici staticizzata in detti primi mezzi di staticizzazione, per produrre in uscita, nell’ambito di periodo di detta prima frequenza, un terzo codice rappresentativo di una temperatura associata a detta coppia di codici e corrispondentemente a detti segnali campionati.
Secondi mezzi di staticizzazione, temporizzati da un secondo segnale di staticizzazione a detta prima frequenza, per staticizzare detto terzo codice.
L’apparato per la mappatura in tempo reale della temperatura di una fiamma oggetto della presente invenzione è strutturato in un’architettura del tipo a intubamento o “pipelining” in cui diverse unità funzionali operano in cascata, ciascuna nell’ambito di un periodo predeterminato, per eseguire una fase predeterminata del processo di elaborazione ed in cui le elaborazioni numeriche sono condotte ad operazioni di transcodifica.
I segnali generati da una telecamera, convenientemente filtrati e sommati ad una componente di tensione costante di “offset” sono campionati e digitalizzati in tempo reale ad una frequenza maggiore della frequenza massima di segnale (corrispondente alla sequenza di presentazione dei diversi pixel d’immagine).
I segnali digitalizzati corrispondenti sono memorizzati alla stessa frequenza di campionamento, in registri di uscita o “buffer” ed usati congiuntamente come indirizzo di lettura ad una memoria veloce che associa, come informazione letta ad ogni indirizzo di lettura, un corrispondente codice binario rappresentativo di una temperatura.
Il codice di uscita dalla memoria è memorizzato, alla frequenza di campionamento, in un registro di uscita o “buffer” che indirizza una pluralità di memorie veloci, o tavole di conversione, che associano ciascuna ad ogni valore di temperatura ricevuto come indirizzo di lettura, un codice di colore predeterminato.
I codici di colore sono usati ciascuno come codice d’ingresso di un corrispondente convertitore digitale/analogico che genera un segnale analogico di colore utilizzabile per il pilotaggio di un segnale televisivo.
Secondo ulteriori aspetti della presente invenzione, l’apparato comprende circuiti di “clamping” o messa a terra periodica dei segnali d’ingresso, sincronizzati su sincronismo di riga della telecamera, per assicurare un livello di segnale corrispondente al nero, effettivamente uguale al livello elettrico 0 e circuiti di compressione dei codici di colore in uscita dal convertitori analogico/digitali per minimizzare le capacità di memoria richieste per la generazione del codice di temperatura, rendendo quindi possibile l’impiego di memorie di capacità ridotta intrinsecamente più veloci.
Descrizione di almeno un esempio di realizzazione: L’apparato oggetto della presente invenzione comprende una coppia di filtri passo basso, ciascuno con un’uscita accoppiata ad un circuito analogico di amplificazione/adattamento di impedenza o buffer.
L’uscita dei due buffer è connessa capacitivamente, tramite due capacità, all’ingresso rispettivamente di due circuiti di azzeramento e messa a terra periodica di segnale, denominati “circuiti di clamp”, comandati da un segnale periodico SYNC1.
L’uscita dei due circuiti di “clamp” è connessa rispettivamente ad un ingresso di due circuiti analogici con funzione di sommatori algebrici, che sottraggono al segnale d’ingresso una tensione di riferimento VOFFS.
L’uscita dei sommatori è connessa rispettivamente all’ingresso di due convertitori analogico/digitali temporizzati da un segnale CK di frequenza opportuna, che convertono il segnale d’ingresso in un codice binario a 10 bit.
Le uscite dei due convertitori sono connesse rispettivamente all’ingresso di due registri di staticizzazione, controllati dal segnale CK.
Le uscite dei due registri, ciascuna a 10 bit, sono connesse ad un canale o bus di indirizzamento a venti fili, connesso agli ingressi di indirizzamento di una memoria; quest’ultima può essere una memoria a sola lettura (del tipo ROM) programmabile(EEROM) o anche una memora statica a lettura e scrittura (RAM); in quest’ultimo caso il canale o bus di indirizzamento può essere usato come canale di indirizzamento della memoria per operazioni di programmazione e/o scrittura e, in questo caso, è connesso a un’unità di interfaccia INT UNIT, che, attraverso il canale o bus di indirizzamento, invia alla RAM degli indirizzi di selezione in scrittura e , attraverso un canale ulteriore, invia alla RAM dei dati da scrivere.
Le informazioni lette dalla memoria sono caricate in un registro di staticizzazione, temporizzato dal segnale CK.
Le informazioni in uscita dal registro sono immesse su un canale distributore, che le distribuisce a una pluralità di memorie con funzione di tabelle di traduzione “LOOK UP TABLE” (LUT).
Anche le memorie con funzione di tabelle di traduzione possono essere del tipo a lettura oppure a lettura e scrittura, nel qual caso possono ricevere indirizzi di scrittura attraverso il canale di distribuzione, connesso a questo scopo all’unità di interfaccia, dalla quale possono essere ricevuti anche i segnali di selezione e dati.
Le uscite delle diverse LUT sono connesse all’ingresso di una pluralità di convertitori digitali/analogici temporizzati in ingresso del segnale CK e con uscite poste a massa in occasione del ricevimento di un segnale di comanda TTLSYNC.
L’uscita analogica dei diversi convertitori è connessa ad un filtro passo basso e da qui all’ingresso di circuiti disaccoppiatori e adattatori di livello/impedenza.
Completano l’apparato un circuito di disaccoppiatori/amplificatori con guadagno regolabile, che riceve in ingresso un segnale SYNC di sincronismo di riga e un’unità di temporizzazione provvista di un oscillatore interno con ingresso connesso all’uscita del circuito per ricevere il segnale SYNC.
L’unità di temporizzazione genera un primo segnale SYNC1 convenientemente ritardato rispetto a SYNC e con caratteristiche elettriche adatte al comando dei convertitori in funzione della tecnologia con cui questi sono realizzati ed un segnale periodico CK di frequenza opportuna.
Il segnale TTL SYNC, oltre che ai convertitori, è applicato in ingresso ad un elemento di ritardo ed adattamento di livello, che produce in uscita un segnale SYNC2 con caratteristiche elettriche adatte al comando di un monitor televisivo. L’unità di interfaccia è connessa al bus di sistema di un sistema di acquisizione ed elaborazione dati, per ricevere comandi e informazioni di predisposizione, ad esempio per caricare le memorie con informazioni opportune, per regolare le tensioni do OFFSET secondo le esigenze, eccetera nonché per trasferire verso l’esterno le informazioni in uscita dal registro o da una o più delle memorie.
Vantaggi:
L’apparato oggetto dell’invenzione è semplice, di basso costo, in grado di operare in tempo reale, realizzabile come una singola piastra a circuito stampato, integrabile in sistemi di acquisizione dati di basso costo. -
Segnatura: FS.000009Appassionatamente FascicoloCopia dattiloscritta del testo in oggetto. -
Segnatura: GBA.000214 (arc.)Appiani Giovanni FascicoloLettera scritta dal senatore Giovanni Appiani a Giovanni Ansaldo -
Segnatura: GBA.000028 (arc.)Appunti di architettura RegistroTesto di appunti manoscritti realizzato da Giovanni Battista Ansaldo, intitolato "Appunti ricavati […] elementi di architettura gotica del cavalier Edoardo Mella – Milano tipografia Cabetta" -
Segnatura: GBA.000029 (arc.)Appunti di architettura RegistroQuaderno di appunti di Giovanni Battista Ansaldo (seconda metà del XIX secolo) bipartito in due sezioni tematiche: I° Stile Bramantesco – II Politecnico 1864 Stoppani Petrolio. Sono presenti illustrazioni a mano libera eseguite dall’autore -
Segnatura: FS.000010Appunti manoscritti FascicoloManoscritto senza titolo, quaderni con riassunti e tracce di romanzi, schemi relativi all'intreccio e ai personaggi -
Segnatura: FS.000029Appunti manoscritti FascicoloAppunti, bozze di articoli, promemoria, biglietti da visita. Contiene inoltre alcune note sulla storia de "Il Secolo XIX" dalla fondazione all'autunno 1897 -
Segnatura: GBA.000024 (arc.)Appunti sull’architettura di alcune chiese genovesi e su Palazzo Ducale FascicoloAppunti sull’architettura di Alcune chiese genovesi e su Palazzo Ducale. Sono descritte le chiese di S. Lorenzo, Santa Sabina, San Cosmo, San Matteo, Basilica di Carignano) -
Segnatura: MD.000164Aquileia - nave ospedale PositivoImmagine della nave ospedale Aquileia. In basso a sinistra è stato ritagliato uno spazio dove è stata inserita una medaglia coniata, emessa per i soldati in ricordo del sacrificio compiuto per l'unità dell'Italia, sul verso reca la scritta "coniata nel bronzo nemico" e la figura allegorica della Vittoria.
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Segnatura: GBA.000022 (arc.)Architettura - appunti Fascicolo -
Segnatura: GBA.000215 (arc.)Ardemagni Mirko FascicoloLettere e cartoline inviate dal politico e diplomatico Mirko Ardemagni a Giovanni Ansaldo -
Segnatura: GBA.000216 (arc.)Ardizzone Pirri Pietro FascicoloLettera inviata a Giovanni Ansaldo da Pietro Pirri Ardizzone co-direttore de "Il Giornale di Sicilia" -
Segnatura: LOM.000087Argea (t/c) - varo PositivoLa turbocisterna Argea costruita per la omonima società di navigazione palermitana dai Cantieri Navali Ansaldo di Sestri Ponente, ove fu anche varata.
Del varo ne parla diffusamente L'Ansaldino, n. 10 del 1954
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Segnatura: BER.000004Argomenti. Gli anniversari. Genova: i 125 anni dell'Ansaldo colore; sonoroAttraverso le spiegazioni di Carlo castellano, direttore Pianificazioni e Studi Raggruppamento Ansaldo, Paride Rugafiori (storico, Università di Torino) e Vito Carlo fedeli (giornalista) viene illustrata la mostra cartacea e fotografica organizzata dall'Archivio Storico Ansaldo in occasione dei primi 125 anni dell'Ansaldo.
Viene così offerto un quadro storico, sociale ed economico della storia d'Italia dalla metà dell'Ottocento agli albori degli anni Ottanta del Novecento.
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Segnatura: DTA.A46693Arma automatica - sezione longitudinale laterale Sezione longitudinale/lateraleSi segnala la presenza di una nota di rinvio: "Per le altre sezioni vedi dis. G°-01-03-04" -
Segnatura: DTA.A45564Arma automatica - sezione longitudinale laterale del caricatore e particolari Sezione longitudinale/lateraleSi segnala annotazione a matita sul lato destro del disegno che specifica il peso di un caricatore 5,010 kg e alleggerito 4,330 kg -
Segnatura: DTA.A45420Arma automatica - sezione longitudinale orizzontale Sezione longitudinale/lateraleSi segnala la presenza di una nota di rinvio: "Per le altre sezioni vedi dis. G°-01-03-07" -
Segnatura: DTA.A45685Arma automatica - sezione longitudinale orizzontale Sezione longitudinale/lateraleSi segnala la presenza di una nota di rinvio: "Per le altre sezioni vedi dis. Gruppo 01-03-07" -
Segnatura: DTA.A46088Arma automatica di tipo "A" - schema Sezioni del complessivo -
Segnatura: DTA.A46087Arma automatica tipo "A" - vista esterna Vista in pianta -
Segnatura: PAR.000073Aro (r.m.s.) PositivoLa nave Aro alla fonda con pilotina affiancata