Contenuti
- Cerca in tutto il testo https://www.galaxus.ch/en/sector/showdiscussion/hack-my-eyes-only-visit-kunghaccom-62fges60-222555
-
Segnatura: NZ.000739America Export Lines - The mediterranean gateway to the USA Opuscolo a stampaPubblicazione in lingua inglese della compagnia di navigazione American Export Lines relativa alle crociere da Napoli, Genova e Cannes con destinazione New York delle navi "Indipendence" e "Constitution"; da Palermo e Napoli con destinazione Halifax e New York della nave "Laguardia"; da Napoli, Livorno, Genova, Marsiglia e Barcellona con destinazione Boston e New York delle navi "Excalibur", "Exochorda", "Excambion" e "Exeter" definite "i quattro assi" e prospetto tariffe
-
Segnatura: OP.000014Ansaldo - Produzione aeronautica - SVA Opuscolo a stampaOpuscolo in lingua inglese edito dalla società inglese Profile pubblications e scritto da Gianni Cattaneo sulla produzione Ansaldo di aeroplani SVA e le loro caratteristiche tecniche.
-
Segnatura: DOS.000001Arturo Ferrarin e il volo Roma Tokyo Il raid Roma-Tokyo fu un viaggio aereo compiuto attraverso l'Eurasia, la cui realizzazione fu auspicata da Gabriele D'Annunzio e Harukichi Shimoi, e che venne portato a termine dagli aviatori Guido Masiero e Arturo Ferrarin insieme ai rispettivi motoristi Roberto Maretto e Gino Cappannini. Il raid venne compiuto tra il 14 febbraio e il 31 maggio 1920.
Gabriele D'Annunzio lanciò l'idea del raid Roma-Tokyo nel marzo 1919: essa nacque dall'incontro, durante la Grande Guerra, tra il Vate ed il poeta giapponese Harukichi Shimoi, arruolatosi negli Arditi dell'Esercito Italiano. Il primo, già protagonista del volo su Vienna era inizialmente intenzionato a realizzare l'impresa in prima persona e per tale motivo venne aiutato e sostenuto dal governo italiano, che vedeva in questo volo la possibilità di distrarre D'Annunzio dall'avventura di Fiume.
Nonostante poi D'Annunzio, che proseguì nell'impresa fiumana, avesse rinunciato a partecipare direttamente all'impresa, l'organizzazione del raid venne comunque portata a termine e coinvolse, tra gli altri, i piloti Arturo Ferrarin e Guido Masiero, che furono i soli, tra undici velivoli, a giungere a Tokyo. Tutti gli altri equipaggi non riuscirono a portare a termine il viaggio e addirittura un velivolo precipitò e morirono i due componenti l'equipaggio. Il raid fu compiuto in 112 ore effettive di volo. -
Segnatura: NZ.000724Athens Hilton Opuscolo a stampaPubblicazione in lingua inglese a cura dell'hotel Hilton di Atene relativo ai servizi offerti agli ospiti -
Segnatura: PER.000077/42Civiltà delle Macchine n. 3, 1960 Periodico a stampaCopertina - Aviorimessa della Dalmine a traliccio tubolare
Editoriale - Si rinnova la nostra scuola? Di Marcello Peretti
Sommario:
-Marcello Peretti, "Si rinnova la nostra scuola?", p. 3
-Guido Pugliaro, "Macchine e giochi olimpici", p. 6
-Federica Di Castro, "La macchina personaggio della pittura: 5. Gli inglesi", p. 13
-Enrico Gianeri (GEC), "Il mondo delle macchine e l'uomo: la caricatura", p. 21
-Domenico Tarizzo, "Dall'Inghilterra di Dickens all'America degli immigrati", p. 32
-Raoul Maria de Angelis, "Gli automi questi sconosciuti", p. 40
-Franco E. Fiorio, "Pioneer, Tiros e Transit", p. 45
-Edoardo Fadini, "Editori del nostro tempo: Paolo Boringhieri", p. 53
-"L'uomo dell'organizzazione", p. 55
-Rassegna delle riviste, p. 56
-Libri d'oggi - Rubrica illustrata di novità bibliografiche, p. 58 -
Segnatura: PER.000077/1Civiltà delle Macchine, n. 1, 1953 Periodico a stampaIn copertina: "Volo di uccelli", di Leonardo da Vinci, gennaio 1953, anno I, n. 1
Seconda di copertina di Riccardo Manzi
Editoriale di Giuseppe Ungaretti
Terza di copertina: "Amici della Salmoiraghi" di Riccardo Manzi
Sommario:
- Giuseppe Ungaretti, "Lettera", p. 7
- Pasquale Saraceno, "L'industria meccanica italiana", p. 8
- Rivista "Flight", "Alla velocità del sole", p. 12
- Raoul Maria De Angelis, "La Reggia di Portici si meccanizza", p. 15
- Renato Teani, "El Nihuil", p. 18
- Carloantonio De Grossi Mazzorin, "Memorabili nozze", p. 20
- Sagredo, "Matematica e industria", p. 24
- Giorgio Caproni, "Un poeta e pittore visitano l'Ansaldo", p. 27
- Giulio Carlo Argan, "A chi spetta il comando", p. 31
- Carlo L.Calosi, "L'elettronica e i controlli automatici", p. 33
- Vincenzo Lacorazza, "Nizzoli e la forma standard", p. 36
- Leonardo Sinisgalli, "Calder, scultore ingegnoso", p. 39
- Valerio Bochi, "Vetustà delle macchine", p. 41
- Antonio Boggeri, "Pubblicità esemplare", p. 48
- Lamberti Sorrentino, "Trattori in Maremma", p. 49
- Leo Solari, "Il capo operaio", p. 52
- Franco Vegliani, "Mestieri vecchi e nuovi", p. 55
- Davide Cittone, "Il vescovo e le stilografiche", p. 57
- Umberto De Franciscis, "La massaia automatica", p. 60
- Galiano, "Germania 1953", p. 62
- Vittorio Somenzi, "Leonardo restituito", p. 66
- Francesco Voltolini, "Il tornio parallelo della S. Eustacchio", p. 70 -
Segnatura: PER.000077/43Civiltà delle Macchine, n. 4, 1960 Periodico a stampaCopertina - Pannello nel salone centrale della Leonardo da Vinci, di Emilio Scanavino
Editoriale - La scuola matematica italiana, di Luca Lauriola
Sommario:
-Luca Lauriola, "La scuola matematica italiana", p. 3
-Franco E. Fiorio, "Il progetto Saturno", p. 8
-Domenico Tarizzo, "Il Novecento fra due guerre mondiali", p. 15
-"Arte moderna sulla Leonardo", p. 22
-Alberto Mondini, "Il mondo delle macchine e l'uomo: la fantasia", p. 28
-Guido Guarda, "Pubblicità cinematografica e televisiva", p. 36
-Giuseppe d'Ayala Valva, "Radiazioni infrarosse", p. 43
-Emilio Valcurone, "Editori del nostro tempo: Garzanti", p. 57
-Rassegna delle riviste, p. 60
-Libri d'oggi - Rubrica illustrata di novità bibliografiche, p. 62 -
Segnatura: PER.000077/45Civiltà delle Macchine, n. 6, 1960 Periodico a stampaCopertina - Ala, bronzo (Museo dell'Automobile-Torino) di Carmelo Cappello
Editoriale - Considerazioni sull'alternativa dei programmi radiotelevisivi, di Guido Guarda
Sommario:
-Guido Guarda, "Considerazioni sull'alternativa dei programmi radiotelevisivi", p. 3
-Glauco Partel, "Satelliti da navigazione", p. 10
-Luca Lauriola, "Matematica e calcolatrici elettroniche", p. 16
-Tavola riassuntiva dei lanci nello spazio, p. 20
-Giuseppe d'Ayala Valva, "L'energia solare", p. 25
-Cosimo Pistoia, "Lo stato e la ricerca scientifica", p. 36
-Libri d'oggi - Rubrica illustrata di novità bibliografiche, p. 39
-"Strenne industria e cultura", p. 42
-Rassegna delle riviste, p. 44
-Indice 1960, p. 46 -
Segnatura: PER.000342/22Cornigliano - Rivista di informazione aziendale, n. 4, 1960 Periodico a stampaIn copertina: Cesar - Plaque Murale, 1959 (m. 1,73x1,35), collezione Galerie Claude Bernard, Parigi
Seconda di copertina: acciaieria Thomas all'Ilva di Bagnoli, fotografia di Kurt Blum
Terza di copertina: siviera dopo la colata nell'acciaieria di uno stabilimento Ilva, fotografia di Kurt Blum
Illustrazioni interne di Riccardo Manzi
Sommario:
- Linguaggio e dinamica del colore, p. 7
- La psicologia nel mondo del lavoro, p. 12
- La scultura negra, p. 19
- Le vicende dell'industria italiana dall'unificazione del Regno alla prima guerra mondiale, p. 24 -
Segnatura: BRA.000058Dispositivo di pompaggio di miscele liquido solide particolarmente abrasive (EPO) FascicoloCorrispondenza tra Ansaldo (avv. Salvadè, ing. Bozzoni, rag. Merciari) e Ufficio Professionale Proprietà Intellettuale Vettor Galletti, studio di consulenza Jacobacci, Casetta& Perani.
Specifiche del brevetto
Titolare: Ansaldo Spa
Inventori: Ivo Ognibene
Riassunto: L’invenzione si riferisce ad un dispositivo di pompaggio per miscele liquido-solide particolarmente abrasive ed aggressive.
Detto dispositivo comprende un corpo di pompa diviso in due camere da una sacca flessibile ed inestensibile.
La prima camera contiene un liquido abrasivo ed è provvista di condotti di aspirazione e di mandata per lo stesso, dotati di valvole, opportunamente comandate ed automatiche.
La seconda camera contiene un liquido non comprimibile e non aggressivo.
Per realizzare, all’interno della prima camera, l’effetto di pompaggio desiderato, sono inoltre previsti mezzi di spostamento della membrana flessibile, che comportano ciclicamente una variazione del suo volume nei due sensi.
Definizione del campo della tecnica in cui si colloca l’invenzione: Forma oggetto della presente invenzione un dispositivo di pompaggio di miscele liquido-solide particolarmente abrasive.
Problema da risolvere: Il pompaggio di fluidi estremamente abrasivi, quali, ad esempio, le miscele acqua-carbone, pone il problema della vita delle pompe utilizzate per la spinta e/o per il travaso.
Tecnica nota: Le pompe utilizzate attualmente, per le quali si hanno dei riscontri sperimentali, sono dei due tipi indicati nel seguito:
1) pompe mono con rotore in acciaio indurito e statore in gomma;
2) pompe alternative a pistoni tuffanti.
Limiti della tecnica nota: Le pompe mono, a causa della forte abrasività del fluido, sono soggette ad un degrado rapido del rotore e dello statore, che riduce a poche migliaia di ore la loro possibilità d’impiego come pompe di spinta; pertanto, il loro impiego in impianti di generazione di energia o in forni a ciclo continuo è improponibile.
Le pompe alternative hanno problemi di usura a livello delle tenute e, dato il lavaggio con acqua che deve essere continuamente effettuato, devono essere sottoposte a particolari accorgimenti.
Definizione del problema tecnico risolto dall’invenzione: Scopo della presente invenzione è quello di diminuire i problemi oggetto della tecnica nota, eliminando qualsiasi contatto tra la miscela abrasiva e gli organi rigidi mutuamente mobili del dispositivo di pompaggio.
Esposizione dell’idea inventiva: Forma oggetto della presente invenzione un dispositivo di pompaggio di miscele liquido-solide particolarmente abrasive, comprendente un corpo di pompa diviso in due camere da una sacca flessibile ed inestensibile.
La prima camera contiene il liquido abrasivo ed è provvista di condotti di aspirazione e di mandata per il liquido suddetto, dotati di valvole opportunamente comandate ed automatiche.
La seconda camera contiene un liquido non comprimibile e non aggressivo.
Sono previsti, inoltre, mezzi di spostamento della membrana flessibile, che comportano ciclicamente una variazione del volume della prima camera nei due sensi, creando così un effetto di pompaggio.
Secondo una prima forma di realizzazione, lo spostamento della membrana flessibile è ottenuto mediante un pistone tuffante, che agisce all’interno della seconda camera; infatti il pistone attraversa a tenuta la parte del corpo di pompa adiacente alla seconda camera, provocando in tal modo lo spostamento della membrana flessibile.
La tenuta è realizzata mediante un anello di tenuta.
Una parete cilindrica, montata sopra l’orlo del corpo pompa, crea un serbatoio parzialmente riempito con lo stesso liquido che si trova nella seconda camera, avente funzione di riserva e di controllo della tenuta.
Una forma di realizzazione alternativa prevede mezzi di immissione e di aspirazione del liquido non abrasivo contenuto nella seconda camera, la quale, pertanto, è a volume variabile e comprende:
• una pompa per il liquido non abrasivo;
• mezzi a valvola per connettere la seconda camera alternativamente alla mandata ed all’aspirazione della pompa.
La sacca flessibile, nella forma alternativa suddetta, è guidata da un piatto sostenuto da un’asta, che attraversa la parete del corpo di pompa in corrispondenza della seconda camera.
Descrizione di almeno un esempio di realizzazione: Secondo una prima forma di realizzazione, il corpo pompa è dotato di un condotto di aspirazione e di un condotto di mandata per un liquido abrasivo.
I condotti suddetti sono dotati di valvole di non ritorno opportune.
Il corpo di pompa è chiuso superiormente da un coperchio, dotato di un foro centrale, attraversato a tenuta da un pistone tuffante.
Tra il coperchio e il bordo superiore del corpo pompa è serrato a tenuta l’orlo periferico di una sacca flessibile e stagna, che divide il volume interno del corpo pompa in due camere, una prima esterna, contenete il liquido abrasivo ed una seconda interna, coassiale alla prima, nella quale è contenuto un liquido non abrasivo.
Al di sopra del coperchio, attorno al foro per il passaggio del pistone tuffante, è disposto un anello di tenuta; inoltre, una parete cilindrica, montata sopra l’orlo del corpo pompa, crea un serbatoio parzialmente riempito con lo stesso liquido non abrasivo, che si trova nella camera interna. Il serbatoio ha una funzione di riserva e di mezzo di controllo della tenuta dell’anello.
Durante il movimento alternativo del pistone, comandato attraverso un’asta, il volume della camera interna rimane costante; pertanto il movimento alternative del pistone tuffante è accompagnato da variazioni di volume periodiche della camera esterna, che, accompagnate ad un controllo opportuno delle valvole dei condotti di aspirazione e di mandata del liquido abrasivo, creano nella camera esterna un effetto pompante.
Si nota che l’organo rigido in movimento, in questo caso il pistone tuffante, non è mai in contatto col liquido abrasivo.
La costanza del volume del liquido non aggressivo nella camera interna, che è la condizione di corretto funzionamento, nonostante le perdite invitabili attraverso l’anello di tenuta, è garantita dal liquido contenuto nel serbatoio: infatti, ad ogni ciclo, la camera interna è messa in comunicazione col serbatoio mediante una leggera riduzione del diametro del pistone tuffante, quando quest’ultimo è al punto morto superiore e questo permette di compensare le eventuali perdite che si sono verificate attraverso l’anello di tenuta in fase di compressione.
Vantaggi:
1) Assenza di usura nella parti immerse nel fluido aggressivo per mancanza di contatto e quindi di sfregamento tra le stesse;
2) Usura molto limitata dell’elemento pompante a causa della bassa velocità relativa tra fluido e sacca;
resistenza molto elevata della sacca flessibile pompante, essendo quest’ultima sempre in equilibrio di pressione;
3) Tenute dinamiche di tipo convenzionale in quanto lambite da un fluido non aggressivo;
4) Facilità di manutenzione e di sostituzione delle parti usurate con conseguente riduzione dei tempi di fermata;
5) Assenza di trafilamento del fluido da pompare dalla mandata verso l’aspirazione;
6) Possibilità di realizzare sia pompe per grandi portate e basse prevalenze per travasi o spostamenti di grandi masse, sia pompe con alta prevalenza, come, ad esempio, è richiesto per la spinta delle miscele acqua-carbone nei bruciatori. -
Segnatura: BRA.000043Dispositivo intrinseco di stabilizzazione della potenza di un reattore nucleare termico (EPO) FascicoloCorrispondenza tra Ansaldo (avv. Aldo Salvadè, ing. Tullio Bozzoni, Ing. Luigi Criscuolo, ing. Salvatore Amato) e studio di consulenza Jacobacci, Casetta & Perani
Specifiche del brevetto
Titolare: Ansaldo Spa
Inventori: Luigi Criscuolo, Salvatore Amato
Riassunto: Oggetto della presente invenzione è un dispositivo intrinseco di stabilizzazione della potenza di un reattore nucleare termico.
Secondo l’invenzione, il dispositivo comprende una molteplicità di capsule metalliche, distribuite nel nocciolo del reattore; all’interno di ogni capsula è presente una quantità opportuna di un assorbitore neutronico in regime bifase (liquido-vapore).
Definizione del campo della tecnica in cui si colloca l’invenzione e problema da risolvere: Nei reattori nucleari è di fondamentale importanza la stabilizzazione della loro potenza.
La stabilità di un reattore può essere vista in termini di risposta di potenza e di variazione di reattività, generate da varie cause, quali il movimento delle barre di controllo, la variazione di portata del refrigerante, ecc.
Un reattore è instabile se una variazione di reattività fa aumentare senza limiti la sua potenza; l’aumento di potenza può avvenire con continuità o tramite oscillazioni con ampiezza crescente.
Un reattore è stabile se una variazione di reattività lo porta da uno stato stazionario ad un altro con continuità oppure con oscillazioni smorzate.
Nei reattori nucleari sono comunemente presenti alcuni meccanismi intrinseci di controreazione alle variazioni di reattività, che, con il loro intervento, operano un’azione stabilizzatrice sui transitori di potenza.
L’efficacia di una controreazione dipende dalla sua intensità e dalla sua prontezza d’intervento.
Limiti della tecnica nota: Nei reattori nucleari sono normalmente presenti alcuni meccanismi intrinseci di controreazione alla variazione di reattività, che, con il loro intervento, operano un’azione stabilizzatrice sui transitori di potenza.
I meccanismi di controreazione più familiari presenti nei noccioli nucleari sono legati alla variazione di temperatura del combustibile, detta effetto Doppler, la cui rapidità d’intervento è immediata e del moderatore, la cui rapidità d’intervento è invece lenta, in quanto si verifica in ritardo a causa dei tempi di trasferimento del calore dal combustibile al moderatore.
I meccanismi di controreazione legati alla temperatura, tuttavia, durante i transitori di raffreddamento del nocciolo, inseriscono reattività positiva, contrastando le diminuzioni di potenza.
Definizione del problema tecnico risolto dall’invenzione: Il dispositivo oggetto della presente invenzione utilizza fenomeni fisici elementari ed è in grado di inserire in un nocciolo di un rettore nucleare, in maniera intrinseca, una controreazione negativa di reattività (CNR) all’aumentare della potenza e, pertanto, di contribuire ad aumentare la stabilità del reattore.
Esposizione dell’idea inventiva: La presente invenzione riguarda un dispositivo intrinseco di stabilizzazione della potenza di un reattore nucleare termico, che comprende una molteplicità di capsule metalliche, realizzate con un metallo o con una lega (acciaio inossidabile, Zircaloy, Molibdeno, Tungsteno), avente una resistenza meccanica ed una resistenza all’attacco dell’assorbitore elettronico elevate, una densità elevata ed un basso assorbimento neutronico.
Le capsule sopraccitate sono distribuite nel nocciolo del reattore e presentano, al loro interno, una quantità opportuna di un assorbitore neutronico in regime bifase (liquido-vapore), la cui quantità è scelta in modo tale che, alla massima temperatura di lavoro, quando tutto l’assorbitore è allo stato di vapore, la pressione all’interno della capsula sia inferiore alla sua pressione di collasso.
L’assorbitore neutronico è, preferibilmente, Mercurio, Cloruro di Mercurio, Ioduro di Boro.
Le capsule metalliche sono impilate nel nocciolo del reattore, all’interno di tubi metallici chiusi ermeticamente, disposti nei tubi di guida degli elementi di combustibile non impegnati nelle barre di controllo.
Quando la densità di potenza nelle zone di combustibile circostanti una capsula aumenta, la sorgente di calore nell’assorbitore aumenta e, a causa dell’evaporazione del liquido, atomi assorbenti passano dalla zona liquida della capsula a quella occupata dal vapore, che, normalmente, è sottoposta ad un flusso neutronico più elevato.
Descrizione di almeno un esempio di realizzazione: All’interno di una capsula metallica è contenuta una quantità opportuna di assorbitore, in parte liquido (zona L) ed in parte allo strato di vapore (zona V).
Una possibile sistemazione delle capsule in un nocciolo di un reattore ad acqua in pressione secondo il dispositivo rivendicato è data dai seguenti elementi:
• un tubo di guida di un elemento di combustibile, utilizzato in questo caso per l’alloggiamento delle capsule;
• un'intercapedine percorsa da un flusso d’acqua;
• un involucro metallico ermeticamente chiuso, in genere d’acciaio, all’interno del quale sono impilate le capsule;
• un’intercapedine posta tra la superficie esterna delle capsule e la superficie interna dell’involucro metallico.
Rispetto al flusso neutronico nel combustibile circostante la capsula, la zona (L), con assorbitore neutronico in fase liquida (alto valore di densità atomica), al di là di una data estensione assiale, è sempre caratterizzata da un flusso neutronico depresso rispetto a quello della zona (V) con assorbitore in fase vapore.
I fenomeni fisici che intervengono sono i seguenti:
• evaporazione dell’assorbitore liquido per il trasferimento da (L) a (V);
• condensazione del vapore dell’assorbitore per il trasferimento da (V) a (L).
Detti fenomeni sono controllati dalla temperatura della capsula, che dipenda dalla trasmissione del calore, generato dalla capsula, ad un refrigerante esterno.
Vantaggi:
Il dispositivo aggiunge nel nocciolo un nuovo meccanismo di controreazione di reattività negativa all’incremento di potenza; pertanto:
1) Rende più facilmente negativo il coefficiente di potenza in alcuni reattori particolari;
2) Contribuisce con gli altri meccanismi di controreazione a contenere le escursioni di potenza nei transitori “overpower”, causati da errori dell’operatore o da un cattivo funzionamento delle barre di controllo;
3) Potenzia il coefficiente di reattività Doppler soprattutto alle alte potenze, dove esso diventa negativo;
4) Concorre, con il Doppler, ad arrestare le escursioni di potenza innescate da una rapida inserzione di reattività positiva, dovuta all’espulsione di una barra di controllo;
5) Contrasta le oscillazioni di potenza dovute alla ridistribuzione dello Xeno;
6) Facilita il controllo del reattore. -
Fondazione Ansaldo - Gruppo Leonardo Fondazione Ansaldo è un’istituzione che si colloca idealmente tra il mondo della cultura e il mondo dell’impresa, dedicandosi a temi connessi all’economia, all’impresa e al lavoro, nel convincimento che progresso civile e sviluppo economico possano generare un rapporto sinergico capace di accrescere la competitività delle imprese e, insieme, contribuire alla qualità della vita delle comunità e dei loro territori. Tale ruolo può essere sviluppato solo se fondato sulla partnership, sul consenso e sul coinvolgimento delle cosiddette componenti sociali.
La Fondazione è stata costituita il 18 febbraio 2000 da Leonardo (allora Finmeccanica), Regione Liguria, Comune di Genova e Città Metropolitana di Genova (allora Provincia di Genova). Rappresenta il risultato di un percorso iniziato il 23 maggio 1980, giorno in cui venne aperto al pubblico l’Archivio Storico Ansaldo, il primo caso di archivio d’impresa in Italia.
Fondazione Ansaldo beneficia dell’apporto di altri importanti soggetti istituzionali quali: il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Camera di Commercio di Genova, Confindustria Genova, la Compagnia di San Paolo. Inoltre riceve sostegno da parte di imprese per le quali la Fondazione mette a disposizione la propria sede per convegni, iniziative, riunioni aziendali, corsi di formazione ed altre tipologie di eventi. Esse sono: Ansaldo Energia, Rina, San Giorgio – Seigen; Costa Edutainment, Azienda Mobilità e Trasporti di Genova e Carmagnani.
Le attività principali della Fondazione riguardano l’acquisizione, la conservazione, la digitalizzazione e la valorizzazione di archivi storici propri e di terzi ed organizzare eventi ed esposizioni culturali ed artistiche. Inoltre la Fondazione si occupa anche di ricerca storico industriale, di didattica per le scuole e di formazione manageriale e tecnologica.
La Fondazione si propone infine quale “catalizzatore” di iniziative che siano funzionali alla diffusione della cultura d’impresa a livello nazionale e allo sviluppo socio-economico e dell’attrattività del territorio ligure. -
Segnatura: NOS.000003Francesco Padre (brigantino) - Libro dei conti relativi alla costruzione RegistroResoconto delle spese sostenute per la costruzione del brigantino Francesco Padre, costruito da Francesco Sonziola (menzionato a p. 14 del registro) a Finalmarina.
Sono rendicontate sia le voci di costo relative alle maestranze, ai materiali necessari per la costruzione, alle spese di viaggio da Genova a Finale degli armatori Giuseppe Nossardi e del figlio Gerolamo e ai costi per l'espletamento delle varie pratiche amministrative.
-
Giovanni Ansaldo (1819 - 1859) Persona fisicaGiovanni Ansaldo nacque a Genova da Giovanni Battista Ansaldo e Antonietta Traverso in una famiglia della piccola nobiltà genovese con scarse risorse finanziarie.
Secondo di quattro fratelli intraprese gli studi d'ingegneria dopo una passione iniziale per la pittura. Laureatosi nel 1840 in ingegneria civile e nel 1841 in ingegneria idraulica ottenne l'anno successivo il titolo di Ingegnere idraulico e architetto civile. Tra il 1847 e il 1850 tenne lezioni di geometria descrittiva, meccanica applicata alle arti e analisi infinitesimale presso l'ateneo genovese e ricoprì diverse cariche pubbliche per il comune. Nel 1852 fondò insieme a Carlo Bombrini e Raffaele Rubattino e Giacomo Filippo Penco la società in accomandita semplice "Gio. Ansaldo & C." che diede vita a un plesso industriale navalmeccanico nello stabilimento di Sampierdarena appartenuto in precedenza alla ditta Taylor&Prandi.
Sposatosi nel 1845 con Giuditta Muratori, una ragazza proveniente da una ricca famiglia d'imprenditori tessili, ebbe da lei quattro figli: Giovanni Battista, Anna, Antonietta e Francesco Gerolamo.
Morì nel 1859 in seguito a un'emorragia cerebrale. E' sepolto a Genova nel cimitero monumentale di Staglieno, nel Pantheon degli Uomini illustri. -
Segnatura: NZ.000722Grace Line - Two exciting new ships - new Santa Rosa - new Santa Paula Opuscolo a stampaPubblicazione in lingua inglese a cura della società di navigazione Grace Line relativo alle crociere nei Caraibi, Sud America, Jamaica, Bahamas e Florida delle navi da crociera Santa Rosa e Santa Paula -
Segnatura: BRA.000049Impianto per lo smaltimento passivo del calore all’interno della struttura di contenimento di un reattore nucleare FascicoloCorrispondenza tra Ansaldo (avv. Salvadè, ing. Di Capua, ing. Locatelli, ing. Cinotti, ing. Proto, dott. Beltrami) ed ENEL, Consorzio Genesy, studio di consulenza Jacobacci, Casetta & Perani.
Specifiche del brevetto
Titolare: ENEL Spa (ceduto a ENEL da Finmeccanica Spa Azienda Ansaldo)
Inventori: Luciano Cinotti, Giuseppe Proto
Riassunto: Forma oggetto della presente invenzione un impianto per lo smaltimento del calore dall’ambiente interno della struttura di contenimento di un reattore nucleare, che comprende quanto segue:
un primo scambiatore esterno alla struttura di contenimento e immerso verticalmente in una piscina associata esternamente alla parete di sommità della struttura di contenimento;
un secondo scambiatore, posto nell’ambiente interno.
Il primo ed il secondo scambiatore sono collegati idraulicamente tra loro su circuito chiuso con tubazioni contenenti un fluido termovettore.
La piscina è provvista di una copertura che definisce un primo condotto in comunicazione con una presa d’aria esterna ed un secondo condotto in comunicazione con un camino.
Il collegamento dei due circuiti tra loro è impedito dall’acqua presente nella piscina quando essa si trova ad un livello predeterminato.
Definizione del campo della tecnica in cui si colloca l’invenzione: I reattori nucleari insieme al loro circuito di raffreddamento primario sono posti all’interno di una struttura di contenimento primario, fatta di acciaio e di calcestruzzo, che è usualmente costituito da diversi strati o pareti. Detta struttura di contenimento primario è a sua volta posta all’interno di un edificio le cui pareti laterali ed il cui tetto sono in comunicazione con l’atmosfera esterna.
Qualora si verifichi una condizione di emergenza, il calore generato dal reattore nucleare all’interno della struttura di contenimento primario deve essere dissipato all’esterno dell’edificio senza rilasciare all’esterno qualsiasi fluido contenuto nella struttura primaria.
Si osserva che, per raggiungere gli eventuali requisiti di sicurezza, il modo di dissipare il calore deve essere passivo, per esempio non deve fare affidamento su mezzi di controllo automatici o manuali, sull’uso di pompe o simili e deve essere attivato intrinsecamente da fenomeni fisici naturali, collegati a caratteristiche strutturali.
Questa invenzione riguarda un sistema per dissipare il calore generato all’interno dell’edificio di contenimento di un reattore nucleare, in particolare per dissipare qualsiasi calore generato per l’improvviso verificarsi di un malfunzionamento del dispositivo di raffreddamento.
Tecnica nota e limiti della tecnica nota: È noto un metodo di smaltimento del calore in cui è impiegato uno scambiatore di calore esterno in comunicazione termica con l’interno del circuito da raffreddare. Lo scambiatore di calore esterno rilascia nell’atmosfera il calore proveniente dall’interno. Lo scambiatore di calore utilizza un fluido vettore di calore in circolazione naturale per trasferire calore da dentro e, inoltre, è posto all’interno di un condotto aperto provvisto di un camino a tiraggio naturale, per cui è realizzata una dissipazione più efficiente aumentando la velocità del fluido d’aria nelle vicinanze dello scambiatore di calore.
L’approccio della tecnica nota, tuttavia, comporta l’uso di uno scambiatore di calore esterno avente ampie superfici finalizzate a trasferire il calore di decadimento, generato durante lo stadio iniziale dell’emergenza, all’aria circostante e, pertanto, il costo è elevato; inoltre, quando l’acqua è utilizzata per portare calore, devono essere installate delle griglie nella ciminiera per impedire all’acqua interna dello scambiatore di calore di congelarsi quando la temperatura è bassa. La presenza delle griglie sopraccitate è in conflitto con la necessità suddetta di operazione passiva.
Definizione del problema risolto dall’invenzione: Forma oggetto della presente invenzione un sistema per dissipare il calore, generato all’interno del contenimento di un reattore nucleare, qualora si verifichi un incidente.
Esposizione dell’idea inventiva: Forma oggetto della presente invenzione un impianto per lo smaltimento passivo del calore, che dovesse svilupparsi particolarmente in caso di incidente, all’interno della struttura di contenimento di un reattore nucleare; detta struttura di contenimento è costituita da un basamento, da pareti laterali e da almeno una parete di sommità ed è provvista di un camino la cui sommità è in comunicazione con l’ambiente esterno.
L’impianto comprende un primo scambiatore di calore, posto all’esterno della struttura di contenimento ed un secondo scambiatore di calore posto all’interno della struttura di contenimento del reattore.
Il primo ed il secondo scambiatore sono collegati idraulicamente tra loro su circuito chiuso con tubazioni contenenti un fluido termovettore ed attraversanti la struttura di contenimento.
L’impianto per lo smaltimento passivo del calore oggetto dell’invenzione ha le caratteristiche indicate nel seguito.
Include una piscina contenente acqua ad un livello predeterminato; la piscina è associata alla struttura di contenimento ed è posta in prossimità della sua parete di sommità.
Il primo scambiatore di calore è immerso nell’acqua della piscina e si estende verticalmente da una base adiacente al fondo della piscina ad una parte di sommità, suddividendo la piscina in due parti idraulicamente connesse tra loro.
La piscina è provvista di una copertura, che comprende almeno un setto divisore esteso tra la parete da base del camino e la parte di sommità del primo scambiatore; detta copertura definisce un primo ed un secondo condotto ciascuno sovrastante una rispettiva zona.
Uno dei condotti è in comunicazione con una presa d’aria esterna e l’altro è in comunicazione col camino suddetto.
Il collegamento dei condotti tra loro è impedito dall’acqua presente nella piscina quando l’acqua si trova ad un livello predeterminato
Il secondo scambiatore comprende un fascio di tubi alettati, interposti tra un collettore inferiore ed u collettore superiore, posti a quote differenti e connessi idraulicamente attraverso almeno un tubo liscio.
Il primo scambiatore comprende elementi a fascio tubiero, formati da tubi alettati in modo elicoidale.
Descrizione di almeno un esempio di realizzazione: L’impianto per lo smaltimento del calore oggetto della presente invenzione è associato all’edificio di contenimento di un reattore nucleare.
L’impianto per lo smaltimento del calore suddetto comprende una piscina colma d’acqua fino ad un livello predeterminato, sostenuta dalla superficie esterna della parete di sommità. La piscina ha uno sviluppo anulare sull’intera parete di sommità.
La piscina è interposta tra una pluralità di primi condotti con una presa d’aria dall’atmosfera esterna dell’edificio di contenimento e una pluralità di secondi condotti d’uscita, ciascuno terminante con un camino, il quale presenta una parete di base. I primi ed i secondi condotti sono definiti da una copertura che sovrasta la piscina. La coppia di condotti costituisce un insieme che si ripete lungo uno sviluppo anulare della piscina a distanze regolari.
La descrizione che segue è riferita ad una coppia di primi e di secondi condotti restando sottinteso che ogni componente citato, se non diversamente indicato, è presente per ogni coppia di condotti presenti nell’edificio di contenimento.
Un primo scambiatore di calore è costituito da una pluralità di elementi a fasci tubieri completamente immersi nella piscina. Ciascun elemento è disposto in modo da dividere la piscina geometricamente in due parti distinte; una parte rappresenta il termine del primo condotto, l’altra parte rappresenta l’inizio del condotto di uscita.
Un setto divisorio, che è parete di separazione tra i primi ed i secondi condotti ed è compreso nella copertura, si estende tra la parete di base del camino e la parte di sommità del primo scambiatore, in modo tale che la circolazione d’aria attraverso i condotti ed il camino è impedita dalla presenza dell’acqua della piscina quando essa è al massimo del livello predeterminato.
Il setto divisorio termina con una canaletta a forma di U e rivolta verso il basso, che accoglie la parte di sommità dello scambiatore ed interseca il livello predeterminato dell’acqua.
Gli elementi del primo scambiatore sono disposti trasversalmente ai condotti e sono costituiti da fasci tubieri piegati a U, collegati ad un collettore di mandata e ad un collettore di scarico, definiti all’interno di un recipiente cilindrico verticale, che li sostengono a sbalzo.
I collettori hanno una sezione d’ingresso e una sezione d’uscita; a dette sezioni sono collegati, rispettivamente, un condotto di mandata ed un condotto di scarico, che attraversano le strutture di contenimento in corrispondenza delle rispettive pareti di sommità.
Il secondo scambiatore è sospeso alla superficie interna della parete di sommità della struttura di contenimento; pertanto, esso è contenuto nell’ambiente interno della struttura di contenimento interna, ove è alloggiato il reattore nucleare.
I due scambiatori e i condotti definiscono un circuito chiuso, opportunamente svuotato di gas incondensabili e riempito di un fluido termovettore che, ad esempio, può essere costituito da acqua o da una miscela bifase di acqua e vapore.
Il fluido termovettore opera in circolazione naturale nel circuito chiuso non essendo presenti mezzi di circolazione forzata quali, ad esempio, pompe.
Il circuito chiuso determina quindi una comunicazione termica tra la piscina e l’ambiente interno della struttura di contenimento del reattore.
Il secondo scambiatore interno, in base ad una versione preferita dell’invenzione, è costituito da un fascio di tubi diritti e alettati, disposti su più schiere. Il fascio è disposto tra un collettore inferiore ed un collettore superiore, messi a quote differenti e rispettivamente connessi al condotto di scarico ed al condotto di mandata.
I collettori sono inoltre collegati idraulicamente tra di loro tramite un tubo ulteriore, liscio, diritto e di diametro maggiore rispetto ai tubi del fascio.
Il secondo scambiatore è posto all’interno di un canale verticale aperto, realizzato, ad esempio, in lamiere metalliche ed è sorretto dalla parete interna del tetto interno, che definisce una via di circolazione naturale per l’aria ed il vapore contenuti nell’ambiente interno.
In condizioni di attesa, ovvero in assenza di situazioni incidentali che comportino la generazione di calore all’interno del contenimento del reattore, la piscina è colma al massimo della sua capienza fino ad un livello tale da intersecare il setto divisorio; in questo modo, la circolazione naturale di aria attraverso la via definita dal primo e dal secondo condotto è impedita dal battente dell’acqua.
La temperatura dell’acqua della piscina è mantenuta intorno a valori simili a quelli della temperatura dell’ambiente interno della struttura di contenimento attraverso lo scambio termico assicurato dal circuito chiuso e dai due scambiatori.
Al verificarsi di una situazione incidentale l’aria interna alla struttura di contenimento del reattore subisce un forte riscaldamento; in particolare, se il reattore nucleare è del tipo ad acqua è molto probabile che si verifichi anche la liberazione di una grande quantità di vapore.
A questo punto, la differenza di temperatura esistente tra l’ambiente interno della struttura di contenimento dell’acqua della piscina innesca la circolazione del fluido termovettore all’interno del circuito; ne consegue il trasferimento di calore tra detto ambiente interno e l’acqua della piscina , la quale entra in ebollizione, mentre il vapore presente nell’ambiente interno condensa nello scambiatore; anche il fluido termovettore evapora parzialmente nel secondo scambiatore e condensa parzialmente nei fasci tubieri del primo scambiatore.
È importante quindi notare come i meccanismi di scambio termico coinvolti presentino tutti alti coefficienti di trasferimento del calore; questo fatto rende l’impianto di smaltimento in grado di smaltire una grande quantità di calore proprio nel momento in cui ciò è più necessario, ovvero negli istanti che seguono l’incidente.
L’ebollizione dell’acqua della piscina ne fa abbassare il livello al di sotto del setto divisorio e, quindi, è aperta la via di circolazione naturale dell’aria, definita dai due circuiti.
La circolazione naturale si innesca prevalentemente perché il camino si riempie di vapore d’acqua, che ha una densità inferiore a quella dell’aria; questo fatto provoca un tiraggio naturale rilevante che impone la circolazione dell’aria nei condotti.
L’aria circolante investe una porzione scoperta del primo scambiatore; detta porzione è rimasta scoperta a causa dell’abbassamento del livello della piscina, il quale definisce anche una porzione immersa del primo scambiatore nell’acqua della piscina.
Nella porzione scoperta del primo scambiatore il meccanismo di scambio termico esterno passa dall’ebollizione alla convezione forzata in aria secca.
Superata la porzione scoperta del primo scambiatore, l’aria circolante, secondo una versione preferita dell’impianto, è indotta a lambire il pelo libero dell’acqua della piscina per tutta la sua lunghezza da un prolungamento del setto divisorio, che contribuisce a definire il percorso del secondo condotto. Questo accorgimento permette di asportare con maggior efficienza il vapore che si genera nella piscina, causando il raffreddamento della piscina stessa al di sotto dei 100 ⁰C, aumentando ulteriormente l’efficienza del trasferimento complessivo di calore.
Con il progredire della situazione incidentale, in assenza di alcun intervento esterno finalizzato a rifornire di acqua la piscina, questa si svuota; in questo caso, lo smaltimento di calore è comunque garantito a tempo indeterminato dalla circolazione dell’aria nei condotti. Il tiraggio naturale in detti condotti è ora determinato dalla differenza di densità dell’aria contenuta nei due condotti ed è favorito dall’altezza del camino.
Il secondo scambiatore è strutturato per inviare vapore al primo scambiatore a fasci tubieri: infatti, all’interno dei tubi, l’acqua bolle ma non evapora completamente. Essendo il collettore superiore ad un livello sopraelevato rispetto al collettore inferiore, esso invia vapore attraverso il condotto di mandata mentre l’acqua rimanente torna, attraverso un tubo ulteriore, al collettore inferiore insieme all’acqua condensata del primo scambiatore. Questo accorgimento costruttivo rende l’acqua del secondo scambiatore più fredda. Il tubo ulteriore si comporta come un camino, benchè sia percorso dall’alto verso il basso, aumentando così il tiraggio naturale determinato dall’ebollizione nei tubi e quindi la velocità del fluido nei tubi, con un miglioramento del coefficiente di scambio termico all’interno del fascio tubiero, dove, a causa della pressione dell’acqua, l’ebollizione non può avvenire.
Vantaggi:
1) Lo smaltimento è realizzato per un periodo di tempo indeterminato senza che siano necessari interventi esterni per ripristinare la quantità di acqua contenuta nella piscina.
2) È possibile smaltire una grande quantità di calore negli istanti seguenti al verificarsi della situazione incidentale senza che siano necessarie superfici di scambio grandi e costose.
3) La temperatura interna alla struttura di contenimento del reattore può essere ridotta progressivamente dopo il verificarsi della situazione incidentale, anche fino a valori al di sotto dei 100 ⁰C.
4) È prevenuta la formazione del ghiaccio sia all’interno del circuito chiuso sia nella piscina quando l’impianto è in condizioni di attesa.
5) L’impianto, a funzionamento totalmente passivo, si presta ad essere integrato con alcuni dispositivi a funzionamento attivo in grado di migliorare le sue prestazioni nel caso sia possibile utilizzarli. -
Segnatura: PER.000205/50L'Ansaldino, n. 15, 1956 RivistaA p. 1 (copertina), la maestosa slanciata prora della turbonave "Andrea Doria"
A p. 24 (quarta di copertina), lo scafo dell'ultimo cacciatorpediniere venezuelano in costruzione al Cantiere di Livorno
- La nave della rinascita, p. 1
- Varati a Livorno il "General de Austria" e la "Carlo Canepa" al Cantiere di Muggiano, p. 2
- La produzione del Meccanico nell'ultimo triennio, p. 4
- Da Livorno a La Guaira nel Venezuela con l'"Almirante" e il "General Josè Flores", p. 6
- Le tubolature delle navi, p. 7
- Il nuovo fabbricato servizi del Cantiere di Livorno, p. 8
- La caldereria e il problema dei rumori, p. 9
- Panorama aziendale, p. 10
- I vari al Cantiere di Sestri, p. 12
- L'energia nucleare: il reattore, p. 14
- Un pugno di marinai, p. 15
- Visite ai maggiori stabilimenti europei, p. 16
- Taccuino di un alpinista, p. 17
- Opinioni, p. 18
- I nostri concorsi: una grande battuta di caccia, p. 19
- Cral, p. 20
- La visita all'"Augustus", p. 21
- La ruota del tempo, p. 22
- Cassetta delle idee, p. 23
- Lo scafo dell'ultimo cacciatorpediniere venezuelano in costruzione al Cantiere di Livorno, p. 24 -
Segnatura: PER.000205/43L'Ansaldino, n. 8, 1956 RivistaA p. 1 (copertina), april 8th, 12 o'clock: M/s "Gripsholm" slides down into the waters of the Ansaldo Shipyard in Genoa-Sestri
A p. 12 (quarta di copertina), H.R.H. Princess Margaretha is on the royal tribune, while the last preparations are being made for the launching
- M/s "Gripsholm" slides down into the waters of the Ansaldo Shipyard in Genoa-Sestri, p. 1
- M/s "Gripsholm" slides down into the waters, p. 2
- Accomodation fo 844 passengers, p. 3
- "Thy name is Gripsholm...", p. 4
- Building of "Gripsholm", p. 11
- H.R.H. Princess Margaretha is on the royal tribune, while the last preparations are being made for the launching, p. 12 -
Segnatura: NZ.000711Leonardo da Vinci (t/n) - Art on board Opuscolo a stampaPubblicazione in lingua inglese a cura della società Italia di Navigazione relativo alle opere d'arte presenti a bordo del transatlantico Leonardo da Vinci -
Segnatura: BRA.000039Modulo di commutazione per coppie di processori omologhi connessi ad almeno un bus di comunicazione (IT) FascicoloCorrispondenza tra Ansaldo (ing. Bozzoni, avv. Salvadè, ing. Santangelo, rag. Merciari, ing. Nardini, ing. G. Repetto, ing. Sobrino, ing. Devoto) e Ufficio Professionale Proprietà Intellettuale Vettor Galletti, studio di consulenza Jacobacci, Casetta & Perani
Specifiche del brevetto
Titolare: Ansaldo Spa
Inventori: Giovanni Repetto, Mauro Nardini
Riassunto: L’invenzione si riferisce a un modulo di commutazione per almeno un processore connesso a un bus di comunicazione; detto modulo di commutazione prevede quanto segue:
• mezzi di rilievo di un eventuale funzionamento anomalo del processore e conseguente sua tacitazione;
• mezzi di interruzione ella linea di comunicazione tra detto processore e i bit-bus associati;
• mezzi di interruzione dell’alimentazione del processore.
Allo scopo di realizzare una ridondanza modulare, detto modulo di commutazione è inserito tra una coppia di processori omologhi “master” e “slave”, connessi in parallelo a un bus di comunicazione comune MB; il modulo di commutazione, inoltre, è connesso con coppie omologhe di schede di isolamento inserite tra ciascun processore e il bus di comunicazione comune quando si voglia ottenere una ridondanza almeno modulare.
Definizione del campo della tecnica in cui si colloca l’invenzione e problema da risolvere: Commutazione per coppie di processori omologhi connessi ad almeno un bus di comunicazione.
Tecnica nota e limiti della tecnica nota: Sono noti sistemi computerizzati, formati da una pluralità di processori dedicati, connessi tra loro in parallelo a un bus di comunicazione.
Sistemi del tipo suddetto comprendono, in generale, un bus di comunicazione (PSB), che comunica con una serie di processori dedicati (SC), che, a loro volta, sono preposti alla gestione di singole porzioni di un impianto industriale a intelligenza distribuita, attraverso linee di comunicazione seriale (bit-bus).
Una struttura del tipo sopraccitato, a processori indipendenti, consente il frazionamento delle funzioni, garantendone nel contempo il coordinamento verso la struttura gerarchica superiore; ad esempio, i diversi processori (SC) possono essere dedicati a diversi sottoinsiemi funzionali di impianto come detto sopra.
Una tale sistemazione non è sufficiente da un punto di vista dell’affidabilità dell’intero sistema, per quanto il guasto di un modulo (SC) comporti soltanto la perdita di una porzione di impianto delimitata: infatti i bit-bus dipendenti dal processore in avaria possono essere numerosi e svolgere funzioni di notevole importanza.
Anche se i singoli bit-bus possono svolgere autonomamente in “stand alone” le regolazioni analogiche e digitali per le quali sono stati programmati, la funzionalità del processore (SC) è indispensabile per quanto segue:
• coordinare le regolazioni più complesse che non possono essere confinate in un singolo nodo bit-bus per l’elevato numero di I/O o per la complessità dell’elaborazione;
• coordinare i nodi bit-bus insistenti su bit-bus diversi tramite colloqui con altri processori (SC);
• realizzare il collegamento con le strutture gerarchiche superiori;
• fornire informazioni di carattere diagnostico sul bit-bus sotteso;
• garantire che un particolare modo di guasto del processore (SC), influendo negativamente sul funzionamento dell’espansione bit-bus associata, seppure funzionalmente indipendente, pregiudichi il collegamento nodo bit-bus/interfaccia uomo-macchina associato.
Da quanto affermato sopra, appare evidente che un grado di affidabilità sufficiente può essere associato ad una ridondanza degli elementi componenti il sistema e, in particolare, da una ridondanza dei singoli processori (SC).
Definizione del problema tecnico risolto dall’invenzione: Lo scopo della presente invenzione è quello di realizzare un modulo di commutazione che, in presenza di una coppia di processori, di cui uno “master” e l’altro “slave”, sia in grado di rilevare eventuali condizioni di avaria e commuti le funzioni di controllo dall’uno all’altro di detti processori, senza interruzioni nel funzionamento dei nodi bit-bus associati.
Esposizione dell’idea inventiva: Forma oggetto della presente invenzione un modulo di commutazione per almeno un processore connesso a un bus di comunicazione; il modulo di commutazione prevede quanto segue:
• mezzi di rilievo di un eventuale funzionamento anomalo del processore e conseguente sua tacitazione;
• mezzi di interruzione della linea di comunicazione tra detto processore e i bit-bus associati;
• mezzi di interruzione dell’alimentazione del processore.
Il modulo di commutazione secondo l’invenzione può essere inserito nel sistema di processori connessi, da un lato, ad almeno un bus di comunicazione e, dall’altro, ai relativi nodi bit-bus, secondo configurazioni differenti, che danno luogo ad una ridondanza totale o modulare.
Per ridondanza totale si intende la completa commutazione di una struttura composta da un bus di comunicazione associato con vari processori (SC), aventi funzione di “master”, di cui uno andato in avaria, ad un’altra struttura identica, completamente funzionante; in questo caso, ogni coppia di processori omologhi (SC) è monitorata da un modulo di commutazione secondo l’invenzione, dedicato a detta coppia di processori.
Quando uno dei moduli di commutazione secondo l’invenzione rileva un’anomalia nel funzionamento del processore “master” associato, tutti i nodi bit-bus sottesi ai vari processori “master” sono commutati sulla struttura “slave”, formata da un proprio bus di comunicazione e da corrispondenti processori (SC).
La ridondanza totale può essere ottenuta, a mezzo della scheda di commutazione secondo l’invenzione anche in modo che il processore in avaria possa essere sostituito senza l’interruzione dell’alimentazione agli altri processori; in tal caso, ogni processore (SC) è associato a una scheda di isolamento (SWI).
Per ridondanza modulare si intende la commutazione singola da uno dei vari processori (SC) “master”, andato in avaria, a un processore (SC) “slave” connesso al medesimo bus di comunicazione.
Il modulo di commutazione secondo l’invenzione può essere infine utilizzato, in combinazione con la scheda di isolamento (SWI) sopraccitata in assenza di ridondanza di processori (SC); in tal caso, il modulo di commutazione, in combinazione con la scheda di isolamento suddetta, consente soltanto la sconnessione del processore in avaria e la sua sostituzione senza interrompere le alimentazioni del sistema.
Descrizione di almeno un esempio di realizzazione: Secondo una forma di realizzazione dell’invenzione, in sostituzione del bus di comunicazione (PSB) oggetto della tecnica nota è utilizzato un bus di comunicazione modificato (MB) connesso in parallelo a (n) processori (SC1, SC2, ... SCn).
Tra ciascun processore (PC) e il bus di comunicazione (MB) è inserita una corrispondente scheda di isolamento (SWI1, SWI2, … SWIn)
Tra ciascun processore (SC) e la corrispondente scheda di isolamento (SW) è inoltre inserito un modulo di commutazione (SWA1, SWA2, ... SWAn) secondo la presente invenzione.
La tipologia dei segnali tra il bus di comunicazione, la scheda di isolamento, i processori e i moduli di commutazione è descritta nel seguito.
(A) Segnale utilizzato per il colloquio parallelo tra bus di comunicazione (MB) e processore (SC).
(B) Segnale utilizzato per il colloquio parallelo tra bus di comunicazione (MB) e scheda di isolamento (SWI) per l’inizializzazione automatica del processore (SC) dopo il suo inserimento.
(C) Alimentazione proveniente dal bus di comunicazione (MB) ed orientata verso il processore (SC) attraverso la scheda di isolamento (SWI) per cui può essere sezionata da questa
(D) Porzione della linea di alimentazione del processore (SC) compresa tra il processore (SC) e la scheda di isolamento (SWI).
(E) Linea di trasmissione dei segnali di inizializzazione contenuti nella scheda di isolamento (SWI) al processore (SC).
(F) Linea di comunicazione tra la scheda di isolamento (SWI) e il processore (SC) per la trasmissione di un segnale significativo della presenza fisica del processore (SC) e per la trasmissione del segnale di reset per tacitare il processore in funzionamento anomalo.
(G) Linea di comunicazione tra il modulo di commutazione (SWA) e il processore (SC) a scopo diagnostico onde valutare quando la scheda di comunicazione deve intervenire.
(H) Linea di comunicazione tra il modulo di commutazione (SWA) e la scheda di isolamento (SWI) per eseguire le funzioni logiche associate alle operazioni di inserimento e disinserimento del processore.
La funzione del modulo di commutazione è quella di effettuare le seguenti operazioni:
• rilevare un’eventuale anomalia del processore (SC);
• comunicare con la scheda di isolamento (SWI) per la tacitazione del processore (SC) e per il controllo delle alimentazioni;
• alloggiare fisicamente i comandi e le segnalazioni a frontale per la logica INSERT/REMOVE dato che, preferibilmente, la scheda di isolamento è priva di frontale.
Per quanto riguarda la scheda di isolamento (SWI) essa è indispensabile per effettuare le seguenti operazioni:
• tacitare il processore (SC) rilevato guasto dal modulo di commutazione (SWA) e controllare le alimentazioni;
• sezionare le alimentazioni del processore, quando questo è rilevato guasto, per consentirne l’estrazione;
• sezionare e ripristinare le alimentazioni per consentire il reinserimento del processore;
• memorizzare le informazioni di inizializzazione del processore (SC) per trasmetterle, dopo il reinserimento di quest’ultimo, allo scopo di renderlo operativo.
Nel caso in cui si voglia applicare il modulo di commutazione per realizzare una ridondanza modulare, nella definizione delle schede di isolamento (SWI) e nei processori (SC) compaiono l’indice “A” e l’indice “B”, che rappresentano elementi omologhi attivati e rispettivamente disattivati dall’unico modulo di commutazione associato (SWAI), dove i è un indice progressiva; inoltre, sono presenti le seguenti ulteriori linee di comunicazione:
(I) linea di comunicazione diretta tra processori omologhi “A” e “B” per l’aggiornamento dei dati;
(J) (L) e (M) linee di comunicazione bit-bus tra il processore “A” e il processore “B” verso bit-bus d’impianto, che, in questo caso, deve passare attraverso il modulo di commutazione (SWA) in modo da realizzare la più semplice condizione di ridondanza.
Vantaggi:
Il modulo di commutazione secondo l’invenzione ha i vantaggi indicati nel seguito:
1) monitora il funzionamento di due processori (SC) associati, rilevandone tempestivamente l’anomalia;
2) consente la commutazione del bit-bus sotteso al processore (SC) “master” andato in avaria all’altro processore (SC) “slave”;
3) garantisce un’elevata affidabilità della propria circuiteria tramite quanto segue:
• sovradimensionamento elettrico dei componenti per minimizzare lo stress;
• ridondanza dei componenti con limitati valori di affidabilità;
• uso dei componenti “critici” che abbiano elementi equivalenti compatibili “pin to pin” ad affidabilità garantita. -
Segnatura: NZ.000715Oceanic (s/s) and glorious Nassau in the Bahamas Opuscolo a stampaPubblicazione in lingua inglese a cura della società di navigazione Home Lines relativo alle crociere nei Caraibi del transatlantico Oceanic -
Segnatura: NOS.000014Pastifici - macchinari industriali Opuscolo a stampaCatalogo bilingue (italiano - inglese) dei macchinari per la produzione industriale di diversi formati di pasta e relativa lettera di accompagnamento indirizzata alla Ditta Nossardi & F.
-
Segnatura: NZ.000723Queen Elizabeth (r.m.s.) Opuscolo a stampaPubblicazione in lingua inglese a cura della società The Mond Nickel Company Ltd. relativa alle caratteristiche tecniche e all'allestimento in nickel del transatlantico Queen Elizabeth -
Segnatura: MD.000120Rex (t/n) - classe speciale e classe turistica Opuscolo a stampaOpuscolo pubblicitario a cura della Italian Line - Genova, in lingua inglese, relativo alla vita di bordo sul transatlantico Rex.
-
Segnatura: MD.000065Rex (t/n) - titolo di viaggio da New York a Napoli a bordo del transatlantico Rex Opuscolo a stampaTitolo di viaggio n. 54862 della Italian Line da New York a Napoli a bordo del transatlantico Rex in classe turistica datato 12 dicembre 1936
-
Segnatura: PER.000354/16Rivista Italsider, n. 3, 1963 Periodico a stampaIn copertina: Achille Perilli: "La transmutation" 1962.
Seconda di copertina: un "fumetto" di quattrocento anni fa, tratto dal "Bambergische Pelinche Halsgerichts-Ordung", un'opera giuridica del XVI secolo.
Terza di copertina: un divertente fumetto americano su una giornata della famiglia Kennedy, tratto dal "Mad".
Quarta di copertina: il fumo del buon tabacco orientale. Insegna in lamiera dipinta di una rivendita di sali e tabacchi torinese.
Immagini in evidenza:
- L'ing. Franco Tammaro, primo assistente altiforni, col capoforno Migliaccio (p. 8)
- Il "piccolo Nemo", un fumetto iniziato nel 1905 (p. 13)
- Un gruppo di ragazzini e un cane sono i personaggi dei "Peanuts" (p. 17)
- Un'immagine medioevale di un fabbro che lamina un pezzo di ferro (p. 19)
- Leonardo da Vinci, tra i suoi innumerevoli disegni di macchine ci ha lasciato anche un progetto di laminatoio per lamiere (p. 19)
- La fine del Medioevo vide l'avvento di un importantissima innovazione tecnica: il maglio a ruota idraulica, che sfruttava l'energia prodotta dalla caduta dell'acqua (p. 21)
- I sistemi di laminazione progrediscono e si meccanicizzano con l'avvento del motore a vapore (p. 22)
- Strumenti modernissimi e stentata vita di pescatori (p. 25)
- Piet Mondrian: "Composizione" con rosso, giallo e blu - 1927 (p. 31)
Sommario:
- L'ingegnere Oscar Sinigaglia, p. 2
- Un discorso di Sinigaglia, p. 5
- Da Bagnoli a Taranto, p. 8
- Fumetti e cultura, p. 12
- Breve storia della lamiera, p. 18
- Lamierino al microscopio, p. 23
- Pianificare, p. 24
- La lotta contro la fame, p. 25
- L'astrattismo, p. 28
- L'inchiesta sulla nostra stampa aziendale, p. 34
- Il nuovo punto di partenza, p. 38 -
Segnatura: PER000.354/13Rivista Italsider, n. 6, 1962 Periodico a stampaIn copertina: Marc Chagall - "Il Re Davide" - olio su tela - proprietà dell'artista.
Seconda di copertina: calendario dell'800.
Terza di copertina: calendario dell'800.
Quarta di copertina: Angelo con la colomba (antica banderuola in ferro sul campanile della chiesa parrocchiale di Varigotti - Savona).
In evidenza:
- "Davanti a casa" (disegno a penna del periodo russo) (p. 6)
- Calendario che ebbe molto successo ristampato per anni (p. 8)
- Calendario che ebbe molto successo ristampato per anni (p. 9)
- "La festa del mese di maggio" nel libro d'ore della duchessa di Borgogna (p.11)
- Cornigliano a scacchi (p. 19)
- "Le muse inquietanti", forse il più famoso dipinto di Giorgio De Chirico (p. 26)
- "Trionfo della morte" di Brugel il Vecchio - 1560 (p. 34)
- "Diavolo e strega", incisione del "De Laniis" di Ulruch Molitor (p. 35)
- "Una fine del mondo" del giornalista-pittore Dino Buzzati (p. 38)
- "Sant'Elmo e Pizzofalcone del mare", disegno a penna acquarellato di Gaspare Vanvitelli (p. 41)
- Il Ponte di Carignano, costruito da Gherardo Langlade nel '700 a spese della famiglia Sauli (p. 43)
Sommario:
- L'Italsider nel 1962, p. 1
- Il favoloso Chagall, p. 6
- I calendari, p. 8
- Programmazione in Olanda e Danimarca, p. 15
- Diecimila notizie su di noi, p. 20
- La pittura metafisica, p. 24
- Il laminato "più bello d'Europa", p. 30
- Le grandi paure, p. 34
- Vecchie "sopraelevate" di Genova, p. 42 -
Segnatura: BRA.000012Schermo termico a nido d'ape per scambiatori di calore (IT) FascicoloCorrispondenza tra Ansaldo (rag. Merciari, dott. Migliore, ing. Santangelo, ing. Avanzini, ing. Elia, avv. De Guglielmi) e Ufficio Professionale Proprietà Intellettuale Vettor Galletti.
Specifiche del brevetto
Titolare: Ansaldo Spa
Inventori: Nino Elia
Riassunto: L’invenzione ha come oggetto uno schermo termico per scambiatori di calore, ad esempio un generatore di vapore.
Detto schermo è formato da una virola cilindrica posta all’interno del mantello dello scambiatore in modo da definire un’intercapedine per il fluido primario.
La virola è posizionata in prossimità della piastra tubiera ed è dotata di finestrature, attraverso le quali una frazione del flusso del fluido primario entra in contatto con la superficie esterna dei tubi del fascio tubiero.
Internamente detta virola prevede una doppia serie di lamelle che si incrociano in modo da formare celle prismatiche, al centro delle quali passa un tubo del fascio tubiero.
Definizione del campo della tecnica in cui si colloca l’invenzione: Forma oggetto della presente invenzione uno schermo termico a nido d’ape per scambiatori da calore.
Problema da risolvere: Gli scambiatori da calore (generatori di vapore o altri), indipendentemente dalla loro concezione, che può essere a tubi diritti, a tubi a “U”, a tubi elicoidali, ecc., possono richiedere, in corrispondenza di zone particolari del fascio tubiero, schermi termici o altri dispositivi per la protezione del fascio tubiero a fronte di fenomeni diversi, legati agli stati di funzionamento del componente.
Definizione del problema tecnico risolto dall’invenzione
Scopo della presente invenzione è proteggere parti del fascio tubiero, che presentano uno stato tensionale elevato o particolarità costruttive, quali saldature o altri tipi di giunzione, da variazioni di temperatura o di portata del fluido, che circola all’esterno del fascio tubiero, al fine di impedire che tali variazioni creino tensioni non ammissibili e, quindi, dei danni.
Esposizione dell’idea inventiva: Forma oggetto della presente invenzione uno schermo termico per scambiatori di calore, sistemato in prossimità di una piastra tubiera, che prevede almeno una doppia serie di lamelle, che si incrociano e formano vani prismatici a nidi d’ape, ciascuno dei quali è attraversato da uno dei tubi del fascio tubiero.
Le lamelle sopraccitate sono sostenute alle estremità da una virola cilindrica, coassiale con l’involucro dello scambiatore e di diametro inferiore rispetto a quello di quest’ultimo, in modo da creare un’intercapedine anulare attorno alla virola; nelle pareti di quest’ultima sono predisposte finestrature opportune per consentire l’ingresso di un fluido scambiatore, che circola attorno ai tubi del fascio tubiero.
Le lamelle sono sistemate in due strati, uno inferiore e l’altro superiore rispetto alla zona di virola interessata dalla finestratura.
Nella più semplice delle realizzazioni le due serie di lamelle che si incrociano formano, in pianta, losanghe romboidali.
Ciascuna delle due serie di lamelle prevede degli intagli, che interessano metà altezza e sono adatti ad accogliere lo spessore selle lamelle della seconda serie anch’esse intagliate per metà della loro altezza.
In alternativa, il collegamento delle due serie di lamelle può essere realizzato mediante saldatura o con altri mezzi di collegamento.
La perdita di carico, prodotta dalla presenza dello schermo termico sopraccitato consente la riduzione del calore ceduto dal fluido primario ai tubi in corrispondenza dello schermo termico.
Descrizione di almeno un esempio di realizzazione: Il mantello di un generatore di vapore è dotato di un fascio tubiero a tubi verticali che attraversano una piastra tubiera superiore, oltre la quale è previsto un collettore di vapore, dotato di un bocchello di scarico.
L’ingresso del fluido primario, che circola attraverso i tubi del fascio, avviene attraverso un bocchello situato, grosso modo, a metà altezza del generatore di vapore.
Il flusso A del fluido primario, in ingresso nel generatore di vapore, non investe direttamente il fascio tubiero, per evitare shock termici ai tubi dello stesso; a tal fine, il fascio tubiero è circondato da una virola, detta virola inferiore, che crea tra la superficie esterna della virola stessa e la superficie del mantello un’intercapedine anulare, nella quale si incanala, diretta verso l’alto, l’intera portata A del fluido primario entrante dal bocchello.
La virola inferiore termina ad una distanza opportuna dalla piastra tubiera superiore, dalla quale sporge verso il basso una seconda virola, detta virola superiore, il cui bordo inferiore è separato dal bordo superiore della virola inferiore da una finestratura, attraverso la quale una porzione B della portata A del fluido primario si riversa tra i tubi del fascio tubiero diretta verso il basso.
La portata B suddetta corrisponde alla quasi totalità della portata A.
La porzione rimanente C della portata A risale verso l’alto lungo l’intercapedine esistente tra la virola superiore ed il mantello ed entra all’interno della virola superiore attraverso delle finestrature predisposte immediatamente al di sotto della piastra tubiera nella virola superiore.
La frazione C della portata A viene a contatto con i tubi del fascio tubiero in corrispondenza della loro posizione superiore e, quindi, scende verso il basso fino a congiungersi con la frazione principale B in corrispondenza della finestratura più superiore; già in questo modo le estremità superiori dei tubi del fascio tubiero sono in qualche misura protette da contatto diretto col fluido primario entrante dal bocchello, in quanto dette estremità sono investite da una corrente ridotta del fluido primario che deve fare un percorso più lungo rispetto alla corrente principale B.
Volendo ridurre ulteriormente la quantità di calore che il fluido primario cede ai tubi del fascio tubiero in corrispondenza della loro porzione superiore, che termina contro la piastra tubiera superiore, all’interno della virola superiore è previsto uno schermo termico, formato da almeno due ordini di lamelle incrociate, fissate alle estremità della virola superiore e dotate di intagli, che, per le prime, si estendono dall’alto fino alla metà della loro altezza e, per le seconde, si estendono dal basso fino alla metà della loro altezza; quindi, è possibile incrociare a pettine le lamelle della prima e della seconda serie, in modo da formare una sorta di nido d’ape, in questo caso, con cellette a sezione trasversale romboidale.
Ciascuna celletta, aperta inferiormente e superiormente, è attraversata da un tubo del fascio tubiero, per cui, a causa della presenza dello schermo rivendicato, la sezione di passaggio per la frazione C della corrente di fluido primario risulta minore della sezione di passaggio presentata da una sezione trasversale in corrispondenza della virola inferiore, non dotata di schermo termico.
Il valore minore della sezione C della portata del fluido primario nella parte superiore del generatore di vapore è dovuto alla corrente ridotta menzionata sopra, ad una lunghezza maggiore di percorso e alla presenza delle finestrature superiori, di estensione ridotta rispetto a quelle inferiori, che sono praticamente continue.
La frazione C della portata di fluido che attraversa lo schermo termico rivendicato è tuttavia sufficiente ad evitare ristagni di fluido primario nella parte superiore del fascio tubiero.
Si evidenzia che i vani prismatici, definiti dalle lamelle dello schermo termico, possono avere forme diverse da quella romboidale; inoltre, le lamelle possono essere tre invece di due e, in questo caso, le celle prismatiche realizzabili possono essere triangolari o esagonali.
Va infine ricordato che, secondo una forma di realizzazione preferita, è bene che le finestrature superiori siano ad una certa distanza dalla faccia inferiore della piastra tubiera; in questo caso, lo schermo termico è diviso in due parti, di cui quella superiore ha un’altezza minore di quella inferiore.
Vantaggi:
1) Il calore ceduto dal fluido primario ai tubi della piastra tubiera è ridotto a causa della perdita di carico provocata dalla presenza dello schermo termico.
2)Le estremità superiori dei tubi del fascio tubiero sono in qualche misura protette dal contatto diretto del fluido primario, in quanto investite da una corrente ridotta di fluido primario. -
Segnatura: NZ.000717Stella Solaris (m/s) Opuscolo a stampaPubblicazione in lingua inglese a cura della società di navigazione Sun Line relativo alle crociere nel Mediterraneo -
Segnatura: NZ.000718Sun Line compagnia di navigazione Opuscolo a stampaPubblicazione in lingua inglese a cura della società di navigazione Sun Line relativo alle navi da crociera Stella Solaris e Stella Maris II -
Segnatura: NZ.000721Sun Line. Stella Solaris and Stella Oceanis Caribbean cruises winter 1975 - 1976 Opuscolo a stampaOpuscolo in lingua inglese a cura della società di navigazione Sun Line relativo alle crociere invernali delle navi da crociera Stella Solaris e Stella Oceanis -
Segnatura: NZ.000719Sun Line. 3 - 4 - 7 day Odyssey Cruises Opuscolo a stampaPubblicazione in lingua inglese a cura della società di navigazione Sun Line relativo alle crociere dell'Odissea sulle navi da crociera Stella Solaris, Stella Oceanis e Stella Maris -
Segnatura: MD.000056The Daily Mirror, 16 aprile 1912 Periodico a stampaA p. 1 (copertina): "Disaster to the Titanic: word's largest liner sink after colliding with an iceberg during her maiden voyage", immagine del Titanic mentre lascia il porto di Southampton
A p. 16 (quarta di copertina): "Wonderful new invention for the ruptured", Elec-Truss appliance society coupon- Feared loss of 1,600 lives in sinking of the Titanic, p. 3
- Government's wild dream of home rule for all, p. 4
- Liner that cost £ 1,500,000 - Titanic's two miles of walks and beds of roses on board, p. 5
- One touch of nature, p. 7
- The magnificence of the Titanic and some of the well-known passengers on board the ill-fated vessel, p. 8 - 9
- Of interest to women, p. 10
- Route taken by the Titanic during her first and last voyage, p. 11
- Skin deep. The story of an ugly woman, p. 12
- Stock and shares. Rapid fluctuations in the home railway market, p. 13
- Waiting for news of the Titanic, p. 14 -
Segnatura: MD.000057Titanic - una storia immortale Periodico a stampaA p. 1 (copertina): The deathless story of the Titanic, complete narrative with many illustrations. Issued by "Lloyd's weekly news"
A p. 42 (quarta di copertina): The remarkable body-building power of Bovril- The deathless story of the "Titanic" by Philip Gibbs, pp. 1 - 28 (si segnala a p. 15 la presenza dello spartito musicale dell'inno "Nearer, my god, to thee" suonato al momento dell'affondamento
- Passengers who were saved, pp. 28 - 30
- Officers and members of crew who were saved, pp. 30 - 31
- Officers and crew of the "Titanic", pp. 32 - 38
- Lord Charles Beresford's tribute to the "Black Squad", p. 38
- Statement by committee of survivors, p. 39
- Survivor who was sucked down with the ship, p. 40 -
Segnatura: MD.000055Titanic (t/n) - spartito musicale commemorativo Opuscolo a stampaSpartito musicale in lingua inglese scritto e composto da F. V. St. Clair in occasione di una raccolta fondi per le vittime del naufragio.