Notiziario "C", n. 4 - 5, 1968

Contenuto

Notiziario "C", n. 4 - 5, 1968
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- Un progresso costante, p. 1
- Una casa per i nostri dipendenti, p. 2
- La squadra di calcio dell'Enrico C., p. 2
- Dai modellini nascono le grandi navi, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4
Data testuale
1968 luglio - ottobre
Estremi cronologici
luglio 1968 – ottobre 1968
Consistenza
pp. 4
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/40
Collocazione
Emeroteca
contenuto
NOTIZIARIO

Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno VIII . N. 4-5 . Luglio-Ottobre 1968.

Periodico bimestrale

Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

Un progresso costante

Queste pagine hanno avuto occasione di riportare le
principali notizie della vita della nostra Compagnia; a par-
tire dal 1924, con l'acquisto del s/s « Ravenna », nave co-
struita nel 1888 e della portata lorda di 1650 tonnellate,
sino all'entrata in linea della turbonave « Eugenio C.» di
30.500 tonnellate di stazza lorda e ai lavori di trasforma-
zione della « Carla C. », di tonnellate 20.500 di stazza lorda,
‘che entrerà in servizio nel prossimo novembre.

E’ una storia di quasi mezzo secolo, particolarmente
interessante per chi, interamente o in gran parte, l’ha vis-
suta, ma avente, per quanti collaborano con la LINEA C.,
‘alcuni aspetti che è bene ricordare, perché istruttivi.

La vita presenta, in ogni tempo, le sue difficoltà e le
sue caratteristiche: il dovere essenziale di ognuno è di
vivere all'altezza dei tempi.

Il confronto tra le caratteristiche di quelle prime navi
e le attuali è veramente stridente; ma le diverse epoche,
pur avendo richiesto impegni differenti come qualità, hanno
avuto le loro esigenze.

Le vecchie navi avevano una bassa velocità e macchi-
nari molto semplici; la lentezza del progresso fino al dopo-
guerra permetteva allora, alle navi, un lungo periodo di
servizio. Gli strumenti di bordo per la navigazione erano
ben limitati e ciò richiedeva ai Comandanti e agli Uffi-
ciali un impegno non semplice; tuttavia il livello di istru-
zione del personale di bordo era in genere ben inferiore,
tanto che nei gradi inferiori non mancavano gli analfabeti:
e infatti anche il migliore personale di allora è venuto a
trovarsi in serie difficoltà quando ha preso imbarco su
navi moderne.

Minore istruzione in quei tempi, ma una dedizione
alla fatica e al sacrificio maggiore di quella odierna: la
qualità dell'alloggio e del vitto, gli orari di lavoro, la capa-
cità nautica delle vecchie navi, erano senza dubbio infe-
riori e non di rado si aggiungevano, a causa delle norme
vigenti circa gli avvicendamenti, lunghe attese a terra ed
incertezze per il futuro.

La preparazione professionale

I servizi di linea, in particolare quelli per passeggeri,
la grandezza delle ‘navi e la loro velocità, la varietà e la
delicatezza degli impianti, la necessità di un intenso im-
piego delle navi per sopravvivere all'aumento dei costi di
esercizio e della concorrenza, richiedono, nei tempi attuali,
sia in coloro che hanno compiti a terra sia in quelli che
navigano, una preparazione professionale decisamente su-
periore e un impegno forse diverso ma non inferiore a

È iso gii Cia

x

quello dell’anteguerra. Infatti è sufficiente pensare alla
complessità di una sala macchine, ai vari servizi di sicu-
rezza, alle strumentazioni nautiche, o alle esigenze del ser-
vizio di camere e di cucina su una nave passeggeri; è noto
uanto, in questo settore, hanno significato le scuole pro-
esionali ENALC, specie quella di Lavagna e ora quella di
Rapallo, frequentate da molti giovani, in prevalenza pro-
venienti da famiglie di marittimi della Compagnia.

Ma il progresso non si arresta e, infatti, tutti dobbia-
mo preparati ad essere in grado di assolvere ad altri im-
pegni che saranno ulteriormente e necessariamente impo-
sti dal progresso tecnico.

Collaborazione e comprensione

Il progressivo sviluppo del numero e della qualità delle
navi ha favorito nella Compagnia la continuità di lavoro
per coloro che già ne facevano parte ed ha permesso mnume-
rose nuove assunzioni, per le quali i familiari dei maritti-
mi hanno avuto una particolare considerazione. Ciò ha
facilitato il permanere, in tutti e fra tutti, di un clima di
collaborazione e di comprensione e l’avvio ad una funzio-
nalità sempre più progredita: per esempio, è notorio che i
passeggeri trovano a bordo delle nostre navi un ambiente
e servizi di loro particolare soddisfazione.

Questo clima di collaborazione è sorto anche perché
chi naviga è consapevole dei gravi e impegnativi pro-
blemi che debbono affrontare e risolvere coloro che
‘operano a terra, titolari e collaboratori; il rapido pro-
gresso tecnico, che rende incerta la durata di servizio di
una nave; l'evoluzione del tipo e delle qualità dei servizi
passeggeri promossa dalla cessazione dell'emigrazione e
della concorrenza dell’aereo; la necessità di ricercare per
.queste navi nuovi e vari impieghi, con servizi di crociere;
una pesante concorrenza sofferta dalle linee commerciali
.da parte di navi estere protette da interventi dei loro
governi; gli onerosi finanziamenti bancari necessari all’ac-
quisto di navi di valore sempre più elevato; tutto questo
richiede una cura assidua, intelligente, coraggiosa, rischio-
sa, preveggente; ma ciò viene assolto con slancio e supe-
rando diuturne difficoltà, poiché soltanto con piena dedi-
zione al proprio dovere si difende oggi la vita delle aziende.

In articoli successivi esamineremo alcuni aspetti dei
servizi che le navi debbono curare nei riguardi della merce
trasportata e dei passeggeri: un buon servizio costituisce
la prima, migliore e doverosa propaganda che una Com-
pagnia deve poter presentare alla propria clientela. E ciò
‘costituisce una meta che la LINEA C. desidera conquistare,

“giorno per giorno, con spirito di ‘avanguardia.









5

A





Una casa

i

pendenti

La nostra Compagnia ha
cercato di facilitare ai suoi
dipendenti l’acquisto della
casa di abitazione ed infat-
titi i molti che hanno potu-
to prendere tale decisione
ne sono stati ben soddi-
sfatti.

Tra coloro che posseggo-
no l'appartamento di ubita-
zione a Genova, non pochi
hanno trovato condizioni
particolarmente favorevoli
presso la Cooperativa Edili-
zia Auxilium UCID Seconda,
di cui è Presidente il Dott.
Giacomo Costa fu Federico.

E’ una Cooperativa fonda-
ta nel 1952 per iniziativa del-
lAUXILIUM (Pontificia O-
pera Assistenza) e della U.
C.I.D. (Unione Cristiana Im-
prenditori Dirigenti) allo
scopo di costruire case per
lavoratori alle condizioni
più favorevoli: sono già ol-



Una veduta del modernissimo quartiere.

tre 700 gli appartamenti as-
segnati.

Quella Cooperativa ha ora
in programma altri due fab-

bricati, per n. 50 apparta-
menti, nel quartiere sociale
di Via Giovanni XXIII, dove
hanno trovato sistemazione





La squadra di calcio

Durante i tre mesi delle
crociere estive, ha preso vi-
ta sull’Enrico C. una simpa-
tica e combattiva squadra
di calcio. Nata dalla passio-
ne di tutti, posta sotto la di-
rezione (tecnica e organizza-
tiva) di Marco Di Sabatino,
ha iniziato l'attività con
grande entusiasmo, sognan-
do vittorie in serie... Natu-
ralmente, sul campo si sono
avute sconfitte (poche) e de-
lusioni, ma era naturale, da-
ta la mancanza di affiata-
mento e di preparazione.
L'importante, però, era quel-
lo di lottare lealmente: un
traguardo raggiunto in pieno.

Dopo il primo... disorien-
tamento, i giocatori hanno
puntato i... piedi, si sono al-
lenati con serietà (ricordia-
mo il «footing » attorno al-
la... ciminiera), hanno fatto
tesoro degli errori e si sono
ripresi. Le conseguenze? Do-
po i primi insuccessi inizia-
li, si sono avute ben cinque
vittorie consecutive. Che co-
sa si poteva pretendere di
più? Non solo, ma i nostri
giocatori (ai quali mandia-
mo un augurio di cuore)
hanno anche dato spettaco-
lo sul piano del gioco, strap-
pando ripetuti applausi.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due



dell’Enrico C.





La foto d’obbligo per la volitiva e simpatica squadra dell’Enrico C.

Ed ecco i nomi dei gioca-
tori (titolari e riserve): Po-
lo, Del Tedesco, Rossi, L'In-
nocente, Bonetti, Lazzari,
Cervia, Dentice, Morandi,
D'Istria, Marchetti, Gentile,
Di Napoli, Betti, Coruso,
Carminucci. Allenatore: Di
Sabatino.

Per la... storia, questi so-
no stati in ordine cronolo-
gico gli incontri disputati:

Casablanca: Gruppo C.
(formazione mista) batte
Enrico C. 3-2; Casablanca:
Gruppo C. batte Enrico C.

1-0 (formazione mista); Ca-
sablanca: Incrociatore San
Giorgio batte Enrico C. 2-1;
Tenerife: Enrico C. e Fruca-
sa (Spagna) 2-2; Casablan-
ca: Enrico C. batte turbona-
ve « Garibaldi » (URSS) 5-1;
Tenerife: Enrico C. batte
Frucasa (Spagna) 2-0); Ma-
laga: Enrico C. batte Sega-
lerba (Malaga) 4-2; Casa-
blanca: Enrico C. batte tur-
bonave « Ulambater » (U.R.
S.S.) 5-1; Casablanca: Enri-
co C. batte motonave (Vite-
grales » (URSS) 6-0.

già 200 famiglie, con centro
negozi, posteggi, zone verdi,
eccetera.

s

Nel quartiere è in costru-
zione la chiesa parrocchia-
le, mentre il Comune ha in
programma una scuola ma-
terna; nelle vicinanze si han-
no scuole elementari e
medie.

Gli appartamenti saranno
di 7-6 - 5% vani e questa
volta godranno la condizio-
ne del « Credito agevolato »
previsto dalla Legge 1/11/65
n. 1179, il che significa con-
cessione di mutuo fino al-
la concorrenza del 75% del
costo, con ammortamento
massimo entro 25 anni ed
un aggravio del 5,50% an-
nuo; ciò significa l’assunzio-
ne da parte dello Stato di
un ulteriore 2% a coprire il
costo reale del finanzia
mento.

Per esempio, se un appar-
tamento costasse L. 9 milio-
ni, il 75% di finanziamento
sarà di L. 6.750.000, e un
ammortamento mensile di
L. 42.480, anziché L. 50.930,
che pagherebbe una costru-
zione senza le facilitazioni
sopra ricordate. Il rimanen-
te 25% del costo dell’appar-
tamento, cioè L. 2.250.000,
dovrebbe essere versato dal
socio assegnatario nel corso
dei primi dieci mesi.

La disposizione di Legge
richiede però che i proprie-
tari nello stesso comune non
dispongano di altre abitazio-
ni adeguate al bisogno della
propria famiglia e che l’ap-
partamento debba essere oc-
cupato personalmente o da
parenti in primo o secondo
grado per non meno di un
quinquennio dalla data di
assegnazione.

Gli alloggi hanno vani am-
pi, muniti di riscaldamento,
ascensore, pavimenti alla
palladiana lucidati a piom-
bo, tappezzerie, attacchi per
lavatrici, TV centralizzata,
lavello alla genovese con mo-
bile di metallo, ecc.

La Cooperativa inizia in
questi giorni le prenotazio-
ni e l'avvio dei lavori sarà
deciso non appena verrà rag-
giunto un sufficiente nume-
ro di prenotazioni. Gli even-
tuali interessati debbono ri-
volgersi direttamente alla
Cooperativa Auxilium UCID
Seconda, via Serra n. 6/B,
Genova, facendo presente
che fanno parte della nostra
Compagnia. i







La FEDERICO C.

è stata protagonista
episodio

dun umano

















Una fase dell’« operazione salvezza ».

L'equipaggio della Federico C. è stato protagonista
di un commovente episodio di solidarietà. Mentre la turbo-
nave era in navigazione nell'Atlantico verso l’Italia, la radio
di bordo captava un S.0.S. lanciato dalla nave israeliana
«Tamar » che si trovava nelle vicinanze. L'appello spiegava
che sulla nave una giovane donna, in procinto di diventare
madre, era stata colta da fortissimi dolori causati da una
emorragia interna. La situazione era praticamente dispe-
rata, perché sulla « Tamar » le attrezzature mediche non
erano tali da consentire un immediato intervento.

Immediatamente la « Federico C.» rispondeva all’ap-
pello e si portava nelle vicinanze della « Tamar ». Veniva
calata in mare una scialuppa e poco dopo la giovane donna,
Rachel Berkovitch, di vent'anni, era issata a bordo della
nostra turbonave. Condotta in sala medica, era subito sot-
toposta alle cure del caso, tanto che la poveretta non tar-
dava molto a riprendersi.

I giornali, riportando l'episodio, hanno scritto che « la
storia è un altro degli infiniti esempi di umana solidarietà
che è legge sul mare ».



Il pericolo è scomparso: la signora Berkovitch ha ritrovato il sorriso.



Dai modellini

nascono

le grandi navi

Nella progettazione del ra-
mo armatoriale ha assunto
ormai basilare importanza
il procedimento sperimenta-
le che utilizza le « vasche na-
vali »; questo tipo di ricer-
ca, inizialmente condotta
soltanto su modelli di care-
ne e di eliche, è andato pro-
gressivamente estendendo il
proprio campo d'impiego fi-
no a comprendere ogni pro-
blema del moto di un navi-
glio, a qualsiasi tipo esso
appartenga, permettendone
il perfezionamento con gran-
de economia di tempo e di
mezzi.

In effetti, per costruire
moderne unità destinate alla
flotta militare o alla mari-
na mercantile, che siano suf-
ficientemente veloci, stabili
e sicure, occorrono, oltre ai
calcoli e ai disegni, numero-
se prove pratiche (che sono
d'altronde le sole a consenti.
re previsioni di una certa at-
tendibilità). Questi collaudi
vengono effettuati con mo-
delli trenta o quaranta volte
più piccoli della nave pro-
grammata; risolto in tal mo-
do il problema della spesa,
si presenta l’esigenza di tra-
sferire i risultati ottenuti con
il simulacro sul natante a
grandezza naturale, ciò che
si ottiene mediante opportu-
ne operazioni di calcolo, ap-
plicando la « legge di simili-
tudine meccanica ». Sulla
scorta di tale tecnica speri-
mentale — continuo oggetto
di studi che abbracciano l’in-
tero arco delle esperienze ar-
matoriali non escluse quelle
della navigazione a vela —
il modellino viene quindi
sottoposto nella « vasca » ad
una lunga serie di prove, mi-
nutamente disciplinate; esse
sono principalmente dirette
ad ottenere forme di carene
offrenti minima resistenza
all’avanzamento, nonché a
realizzare un ottimale fun-
zionamento dell’elica (e un

suo rispondente accoppia-
mento con lo scafo) e, infi-
ne, a definire la migliore di-
sposizione delle appendici di
carena e dei timoni.

Nel corso di tali prove di
vasca si sperimentano inol-
tre il rollìo, il beccheggio, le
qualità nautiche e di gover-
no del modello, esaminando-
ne il comportamento in «ma-
re ondoso» (le cui condizio-
ni vengono riprodotte da ap-
positi generatori di onde).
Oltre a queste, possono es-
sere eseguite, nella vasca na-
vale, numerose altre espe-
rienze a carattere nautico e
non; fra le tante, citeremo a
titolo di esempio le prove di
stabilità statica e dinamica,
di galleggiabilità, i problemi
di falla, la manovrabilità dei
timoni, nonché collaudi di
resistenza al moto in bassi
fondali o in mezzo a corren-
ti marine.

Un caso storico di ricorso
alle vasche navali si verificò
durante la seconda guerra
mondiale, quando gli alleati
furono costretti a impianta-
re, per lo sbarco in Norman-
dia, numerosi porti di fortu-
na; essi furono appunto pre-
ventivamente e minuziosa-
mente studiati tramite mo-
delli sperimentali nella «Va-
sca navale» di Londra.

Resta, infine, da ricordare
che tra gli impianti necessa-
ri alla competa efficienza di
ogni vasca navale figura una
specie di cantiere in minia-
tura, chiamato « macchina
sagomatrice », impiegato per
la costruzione dei modellini
in legno. Essa viene mano-
vrata seguendo le indicazio-
ni di un indice di controllo e
operando su due frese ché
incidono sul legno grezzo le
forme dello scafo, forman-
do una specie di gigantesco
pantografo «sui generis »,
ma provvisto dell’energia
necessaria a scalfire.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre





GIORNALE DI BORDO .

Tradizioni
sperimentali italiane
in campo navale

La Marina italiana è stata
la prima del mondo ad alli-
nearsi con quella inglese nel
campo della ricerca speri-
mentale con modelli di care-
ne e di eliche. Negli anni
1887-1889, per iniziativa di
Benedetto Brin e di Nabor
Soliani, venne infatti realiz-
zata a La Spezia la seconda
vasca sperimentale del mon-
do, dopo quella realizzata ol-
tre Manica.

Dopo la seconda guerra
mondiale, avendo perduto il
Centro navale di La Spezia,
la Marina italiana polarizzò
la propria attività di studio
e di ricerca sulla « Vasca na-
vale » di Roma, dell'Istituto
nazionale per studi ed espe-
rienze di architettura nava-
le; costruita nel 1928-29, es-
sa è costituita da un canale
d’acqua lungo 275 metri, lar-
go 12,50 e profondo 6,50; su
due binari, fissati ai bordi di
questo bacino, può correre
un grosso carrello costruito
in tralicci d'acciaio, che fun-
ge da centro motore dell’im-
pianto: traina il modellino
nelle prove di rimorchio, lo
segue in quelle di autopro-
pulsione, trasporta su una
plancia i tecnici sperimenta-
tori, alloga gli strumenti di
misura, tra cui il « gruppo
dinamometrico » (provvede
cioè a tutta la complessa
strumentazione atta a rileva-
re e a registrare i numerosi
dati di maggiore interesse).
Ad una estremità della vasca
è sistemato l’endogeno, ca-
pace di formare e di mante-
nere nello specchio d'acqua
antistante un treno d'onde
lunghe fra 6 e 56 centimetri
e alte da 2 a 80 centimetri,
cioè « marosi » che, riportati
al caso vero, superano i
trenta metri d'altezza.

Sulle rive del lago di Ne-
mi esiste, inoltre, una « di-
pendenza» appositamente at-
trezzata per prove di gover-
no e di evoluzione: questi
collaudi vengono fatti ser-
vendosi di modellini lunghi
dai sette ai nove metri, com-
pletamente autonomi, capaci
di portare a bordo uno o due
sperimentatori.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro

Festa sulla Eugenio C.

La festa di Sant'Eugenio,
patrono della Eugenio C.,
avrebbe dovuto svolgersi il
13 luglio, ma è stata sposta-
ta al 22, cioè dopo lo scalo
di Lisbona, allo scopo di
consentire una partecipazio-
ne di tutti, in considerazio-
ne del fatto che lo sbarco
dei passeggeri portoghesi a-
vrebbe permesso una mag-
giore libertà all’equipaggio.

La festa ha superato ogni
pur rosea previsione. Vo-
gliamo darne un resoconto?
Non tanto per noi, che era-
vamo a bordo, quanto per i
nostri amici sbarcati e, so-
prattutto, per le nostre fa-
miglie: esse potranno così
comprendere che i loro cari
« lupi di mare » sanno an-
cora essere uomini e si ri-
cordano di santificare le
feste.

Cominciamo col... pranzo
speciale alle ore 10, alle 11,
alle 12 e alle 13. Un menù
con i fiocchi: prosciutto cru-
do e pizza alla napoletana,
spaghetti alla marinara, fi-
letto di bue alla griglia con
patate al forno, dolce, frut-
ta fresca e secca, una botti-
glia di vino rosso ogni quat-
tro persone.

Alle 21,30 Messa nella sa-
la equipaggio con la parte-
cipazione quasi totale del
personale libero dal servi-
zio; lo Stato maggiore era
al completo; numerose le
Comunioni.

Poi, alle 22,10 per la cro-
naca, apertura della « Fiera
di Sant’Eugenio »: banco
della lotteria (per la preci-
sione nessun biglietto... bian-
co), tiro a segno, « Trattoria
Noli », « roulette » e grande
concorso di voci nuove con
la partecipazione dell’orche-
stra del M° Aldo Corsi. Il
banco della lotteria è stato
preso... d'assalto, con gran-
de lavoro per il personale
femminile: Pina Achenza,
Emilia Costa, Egle Faverla,
Maria Iodice, Mariarosa Ra-
schiatore, Maria Borlani,
Anna Rolla, Nella Calabret-
ta e Teresa Roncagliolo.

Intanto affollatissima era
la « Trattoria Noli » (Noli è
il paesino ligure dove morì
Sant'Eugenio); sotto la ma-
gistrale regia... napoletana
di Aniello Acampora veniva-
no offerti gratuitamente pa-



Un momento della solenne... premiazione.

nini, angurie e raffinati
cocktails. Altri si avvicenda-
vano alla « roulette » (di ti-
po familiare, non più di 50
lire per puntata) sotto lo
sguardo attento di un «crou-
pier» d'eccezione: quel Fer-
dinando Misuri sempre in
prima linea quando si tratta
di fare qualcosa per l’equi-
paggio.

E che dire del « Tiro a se-
gno », preparato e seguito
da Antonio Frappola e da
Camillo Pasinato? Per quan-
to sia stato un deficit eco-
nomico (si dice fosse trop-
po... facile) ha contribuito
a conferire alla festa quel
caratteristico aspetto da
«Luna Park ».

Ma sarà bene parlare del
concorso voci nuove, svolto-
si fra continui applausi. L’a-
pertura, fuori... programma,
è toccata a Giuseppe Bruc-
coleri con « Granada »; poi
la passerella di tutti i con-
correnti presentati da Anto-
nio Dentice. La giuria, com-
posta dagli orchestrali e dal
fotografo Italo Rainato, ha
assegnato il primo premio

a Raimondo Ottolengo con
«Fenestrella a. Marechiare»;
il secondo è andato a Gio-
vanni De Crescenzo, il terzo
a Costantino D'Urso. Dopo
una esibizione, fuori pro-
gramma, dello spagnolo dot-
tor José Maria Leon Gomez,
il comandante Piero Buatier
ha consegnato i premi ai
vincitori.

Una autentica « Sagra pae-
sana» in mezzo al mare:
ecco che cosa ha significato
la « Fiera » fin dalla vigilia,
piena di animazione e di at-
tesa. Il merito è di tutti, ma
in particolare del gruppo
« Amici della Bibbia» che
hanno davvero lavorato per
preparare tutto con cura.
Prima di chiudere vogliamo
ricordare gli elettricisti che,
guidati da Stefano Ciach,
hanno riempito il corridoio
di suggestive lampade colo-
rate; e un cenno anche al
carpentiere Lino Martini,
che ha preparato il bando
della lotteria. Chiediamo
scusa per involontarie omis-
sioni.

Il parrocchiano





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale

Anno VIII - N. 4-5 - Luglio-Ottobre 1968 16121 Genova, Via D'Amnunzio 2 (p. XX)





FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile

Tel. 58.18.51 - Casella postale 492



Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23-2-1961







Stampa: BI-ESSE Genova
extracted text
NOTIZIARIO

Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno VIII . N. 4-5 . Luglio-Ottobre 1968.

Periodico bimestrale

Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

Un progresso costante

Queste pagine hanno avuto occasione di riportare le
principali notizie della vita della nostra Compagnia; a par-
tire dal 1924, con l'acquisto del s/s « Ravenna », nave co-
struita nel 1888 e della portata lorda di 1650 tonnellate,
sino all'entrata in linea della turbonave « Eugenio C.» di
30.500 tonnellate di stazza lorda e ai lavori di trasforma-
zione della « Carla C. », di tonnellate 20.500 di stazza lorda,
‘che entrerà in servizio nel prossimo novembre.

E’ una storia di quasi mezzo secolo, particolarmente
interessante per chi, interamente o in gran parte, l’ha vis-
suta, ma avente, per quanti collaborano con la LINEA C.,
‘alcuni aspetti che è bene ricordare, perché istruttivi.

La vita presenta, in ogni tempo, le sue difficoltà e le
sue caratteristiche: il dovere essenziale di ognuno è di
vivere all'altezza dei tempi.

Il confronto tra le caratteristiche di quelle prime navi
e le attuali è veramente stridente; ma le diverse epoche,
pur avendo richiesto impegni differenti come qualità, hanno
avuto le loro esigenze.

Le vecchie navi avevano una bassa velocità e macchi-
nari molto semplici; la lentezza del progresso fino al dopo-
guerra permetteva allora, alle navi, un lungo periodo di
servizio. Gli strumenti di bordo per la navigazione erano
ben limitati e ciò richiedeva ai Comandanti e agli Uffi-
ciali un impegno non semplice; tuttavia il livello di istru-
zione del personale di bordo era in genere ben inferiore,
tanto che nei gradi inferiori non mancavano gli analfabeti:
e infatti anche il migliore personale di allora è venuto a
trovarsi in serie difficoltà quando ha preso imbarco su
navi moderne.

Minore istruzione in quei tempi, ma una dedizione
alla fatica e al sacrificio maggiore di quella odierna: la
qualità dell'alloggio e del vitto, gli orari di lavoro, la capa-
cità nautica delle vecchie navi, erano senza dubbio infe-
riori e non di rado si aggiungevano, a causa delle norme
vigenti circa gli avvicendamenti, lunghe attese a terra ed
incertezze per il futuro.

La preparazione professionale

I servizi di linea, in particolare quelli per passeggeri,
la grandezza delle ‘navi e la loro velocità, la varietà e la
delicatezza degli impianti, la necessità di un intenso im-
piego delle navi per sopravvivere all'aumento dei costi di
esercizio e della concorrenza, richiedono, nei tempi attuali,
sia in coloro che hanno compiti a terra sia in quelli che
navigano, una preparazione professionale decisamente su-
periore e un impegno forse diverso ma non inferiore a

È iso gii Cia

x

quello dell’anteguerra. Infatti è sufficiente pensare alla
complessità di una sala macchine, ai vari servizi di sicu-
rezza, alle strumentazioni nautiche, o alle esigenze del ser-
vizio di camere e di cucina su una nave passeggeri; è noto
uanto, in questo settore, hanno significato le scuole pro-
esionali ENALC, specie quella di Lavagna e ora quella di
Rapallo, frequentate da molti giovani, in prevalenza pro-
venienti da famiglie di marittimi della Compagnia.

Ma il progresso non si arresta e, infatti, tutti dobbia-
mo preparati ad essere in grado di assolvere ad altri im-
pegni che saranno ulteriormente e necessariamente impo-
sti dal progresso tecnico.

Collaborazione e comprensione

Il progressivo sviluppo del numero e della qualità delle
navi ha favorito nella Compagnia la continuità di lavoro
per coloro che già ne facevano parte ed ha permesso mnume-
rose nuove assunzioni, per le quali i familiari dei maritti-
mi hanno avuto una particolare considerazione. Ciò ha
facilitato il permanere, in tutti e fra tutti, di un clima di
collaborazione e di comprensione e l’avvio ad una funzio-
nalità sempre più progredita: per esempio, è notorio che i
passeggeri trovano a bordo delle nostre navi un ambiente
e servizi di loro particolare soddisfazione.

Questo clima di collaborazione è sorto anche perché
chi naviga è consapevole dei gravi e impegnativi pro-
blemi che debbono affrontare e risolvere coloro che
‘operano a terra, titolari e collaboratori; il rapido pro-
gresso tecnico, che rende incerta la durata di servizio di
una nave; l'evoluzione del tipo e delle qualità dei servizi
passeggeri promossa dalla cessazione dell'emigrazione e
della concorrenza dell’aereo; la necessità di ricercare per
.queste navi nuovi e vari impieghi, con servizi di crociere;
una pesante concorrenza sofferta dalle linee commerciali
.da parte di navi estere protette da interventi dei loro
governi; gli onerosi finanziamenti bancari necessari all’ac-
quisto di navi di valore sempre più elevato; tutto questo
richiede una cura assidua, intelligente, coraggiosa, rischio-
sa, preveggente; ma ciò viene assolto con slancio e supe-
rando diuturne difficoltà, poiché soltanto con piena dedi-
zione al proprio dovere si difende oggi la vita delle aziende.

In articoli successivi esamineremo alcuni aspetti dei
servizi che le navi debbono curare nei riguardi della merce
trasportata e dei passeggeri: un buon servizio costituisce
la prima, migliore e doverosa propaganda che una Com-
pagnia deve poter presentare alla propria clientela. E ciò
‘costituisce una meta che la LINEA C. desidera conquistare,

“giorno per giorno, con spirito di ‘avanguardia.









5

A





Una casa

i

pendenti

La nostra Compagnia ha
cercato di facilitare ai suoi
dipendenti l’acquisto della
casa di abitazione ed infat-
titi i molti che hanno potu-
to prendere tale decisione
ne sono stati ben soddi-
sfatti.

Tra coloro che posseggo-
no l'appartamento di ubita-
zione a Genova, non pochi
hanno trovato condizioni
particolarmente favorevoli
presso la Cooperativa Edili-
zia Auxilium UCID Seconda,
di cui è Presidente il Dott.
Giacomo Costa fu Federico.

E’ una Cooperativa fonda-
ta nel 1952 per iniziativa del-
lAUXILIUM (Pontificia O-
pera Assistenza) e della U.
C.I.D. (Unione Cristiana Im-
prenditori Dirigenti) allo
scopo di costruire case per
lavoratori alle condizioni
più favorevoli: sono già ol-



Una veduta del modernissimo quartiere.

tre 700 gli appartamenti as-
segnati.

Quella Cooperativa ha ora
in programma altri due fab-

bricati, per n. 50 apparta-
menti, nel quartiere sociale
di Via Giovanni XXIII, dove
hanno trovato sistemazione





La squadra di calcio

Durante i tre mesi delle
crociere estive, ha preso vi-
ta sull’Enrico C. una simpa-
tica e combattiva squadra
di calcio. Nata dalla passio-
ne di tutti, posta sotto la di-
rezione (tecnica e organizza-
tiva) di Marco Di Sabatino,
ha iniziato l'attività con
grande entusiasmo, sognan-
do vittorie in serie... Natu-
ralmente, sul campo si sono
avute sconfitte (poche) e de-
lusioni, ma era naturale, da-
ta la mancanza di affiata-
mento e di preparazione.
L'importante, però, era quel-
lo di lottare lealmente: un
traguardo raggiunto in pieno.

Dopo il primo... disorien-
tamento, i giocatori hanno
puntato i... piedi, si sono al-
lenati con serietà (ricordia-
mo il «footing » attorno al-
la... ciminiera), hanno fatto
tesoro degli errori e si sono
ripresi. Le conseguenze? Do-
po i primi insuccessi inizia-
li, si sono avute ben cinque
vittorie consecutive. Che co-
sa si poteva pretendere di
più? Non solo, ma i nostri
giocatori (ai quali mandia-
mo un augurio di cuore)
hanno anche dato spettaco-
lo sul piano del gioco, strap-
pando ripetuti applausi.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due



dell’Enrico C.





La foto d’obbligo per la volitiva e simpatica squadra dell’Enrico C.

Ed ecco i nomi dei gioca-
tori (titolari e riserve): Po-
lo, Del Tedesco, Rossi, L'In-
nocente, Bonetti, Lazzari,
Cervia, Dentice, Morandi,
D'Istria, Marchetti, Gentile,
Di Napoli, Betti, Coruso,
Carminucci. Allenatore: Di
Sabatino.

Per la... storia, questi so-
no stati in ordine cronolo-
gico gli incontri disputati:

Casablanca: Gruppo C.
(formazione mista) batte
Enrico C. 3-2; Casablanca:
Gruppo C. batte Enrico C.

1-0 (formazione mista); Ca-
sablanca: Incrociatore San
Giorgio batte Enrico C. 2-1;
Tenerife: Enrico C. e Fruca-
sa (Spagna) 2-2; Casablan-
ca: Enrico C. batte turbona-
ve « Garibaldi » (URSS) 5-1;
Tenerife: Enrico C. batte
Frucasa (Spagna) 2-0); Ma-
laga: Enrico C. batte Sega-
lerba (Malaga) 4-2; Casa-
blanca: Enrico C. batte tur-
bonave « Ulambater » (U.R.
S.S.) 5-1; Casablanca: Enri-
co C. batte motonave (Vite-
grales » (URSS) 6-0.

già 200 famiglie, con centro
negozi, posteggi, zone verdi,
eccetera.

s

Nel quartiere è in costru-
zione la chiesa parrocchia-
le, mentre il Comune ha in
programma una scuola ma-
terna; nelle vicinanze si han-
no scuole elementari e
medie.

Gli appartamenti saranno
di 7-6 - 5% vani e questa
volta godranno la condizio-
ne del « Credito agevolato »
previsto dalla Legge 1/11/65
n. 1179, il che significa con-
cessione di mutuo fino al-
la concorrenza del 75% del
costo, con ammortamento
massimo entro 25 anni ed
un aggravio del 5,50% an-
nuo; ciò significa l’assunzio-
ne da parte dello Stato di
un ulteriore 2% a coprire il
costo reale del finanzia
mento.

Per esempio, se un appar-
tamento costasse L. 9 milio-
ni, il 75% di finanziamento
sarà di L. 6.750.000, e un
ammortamento mensile di
L. 42.480, anziché L. 50.930,
che pagherebbe una costru-
zione senza le facilitazioni
sopra ricordate. Il rimanen-
te 25% del costo dell’appar-
tamento, cioè L. 2.250.000,
dovrebbe essere versato dal
socio assegnatario nel corso
dei primi dieci mesi.

La disposizione di Legge
richiede però che i proprie-
tari nello stesso comune non
dispongano di altre abitazio-
ni adeguate al bisogno della
propria famiglia e che l’ap-
partamento debba essere oc-
cupato personalmente o da
parenti in primo o secondo
grado per non meno di un
quinquennio dalla data di
assegnazione.

Gli alloggi hanno vani am-
pi, muniti di riscaldamento,
ascensore, pavimenti alla
palladiana lucidati a piom-
bo, tappezzerie, attacchi per
lavatrici, TV centralizzata,
lavello alla genovese con mo-
bile di metallo, ecc.

La Cooperativa inizia in
questi giorni le prenotazio-
ni e l'avvio dei lavori sarà
deciso non appena verrà rag-
giunto un sufficiente nume-
ro di prenotazioni. Gli even-
tuali interessati debbono ri-
volgersi direttamente alla
Cooperativa Auxilium UCID
Seconda, via Serra n. 6/B,
Genova, facendo presente
che fanno parte della nostra
Compagnia. i







La FEDERICO C.

è stata protagonista
episodio

dun umano

















Una fase dell’« operazione salvezza ».

L'equipaggio della Federico C. è stato protagonista
di un commovente episodio di solidarietà. Mentre la turbo-
nave era in navigazione nell'Atlantico verso l’Italia, la radio
di bordo captava un S.0.S. lanciato dalla nave israeliana
«Tamar » che si trovava nelle vicinanze. L'appello spiegava
che sulla nave una giovane donna, in procinto di diventare
madre, era stata colta da fortissimi dolori causati da una
emorragia interna. La situazione era praticamente dispe-
rata, perché sulla « Tamar » le attrezzature mediche non
erano tali da consentire un immediato intervento.

Immediatamente la « Federico C.» rispondeva all’ap-
pello e si portava nelle vicinanze della « Tamar ». Veniva
calata in mare una scialuppa e poco dopo la giovane donna,
Rachel Berkovitch, di vent'anni, era issata a bordo della
nostra turbonave. Condotta in sala medica, era subito sot-
toposta alle cure del caso, tanto che la poveretta non tar-
dava molto a riprendersi.

I giornali, riportando l'episodio, hanno scritto che « la
storia è un altro degli infiniti esempi di umana solidarietà
che è legge sul mare ».



Il pericolo è scomparso: la signora Berkovitch ha ritrovato il sorriso.



Dai modellini

nascono

le grandi navi

Nella progettazione del ra-
mo armatoriale ha assunto
ormai basilare importanza
il procedimento sperimenta-
le che utilizza le « vasche na-
vali »; questo tipo di ricer-
ca, inizialmente condotta
soltanto su modelli di care-
ne e di eliche, è andato pro-
gressivamente estendendo il
proprio campo d'impiego fi-
no a comprendere ogni pro-
blema del moto di un navi-
glio, a qualsiasi tipo esso
appartenga, permettendone
il perfezionamento con gran-
de economia di tempo e di
mezzi.

In effetti, per costruire
moderne unità destinate alla
flotta militare o alla mari-
na mercantile, che siano suf-
ficientemente veloci, stabili
e sicure, occorrono, oltre ai
calcoli e ai disegni, numero-
se prove pratiche (che sono
d'altronde le sole a consenti.
re previsioni di una certa at-
tendibilità). Questi collaudi
vengono effettuati con mo-
delli trenta o quaranta volte
più piccoli della nave pro-
grammata; risolto in tal mo-
do il problema della spesa,
si presenta l’esigenza di tra-
sferire i risultati ottenuti con
il simulacro sul natante a
grandezza naturale, ciò che
si ottiene mediante opportu-
ne operazioni di calcolo, ap-
plicando la « legge di simili-
tudine meccanica ». Sulla
scorta di tale tecnica speri-
mentale — continuo oggetto
di studi che abbracciano l’in-
tero arco delle esperienze ar-
matoriali non escluse quelle
della navigazione a vela —
il modellino viene quindi
sottoposto nella « vasca » ad
una lunga serie di prove, mi-
nutamente disciplinate; esse
sono principalmente dirette
ad ottenere forme di carene
offrenti minima resistenza
all’avanzamento, nonché a
realizzare un ottimale fun-
zionamento dell’elica (e un

suo rispondente accoppia-
mento con lo scafo) e, infi-
ne, a definire la migliore di-
sposizione delle appendici di
carena e dei timoni.

Nel corso di tali prove di
vasca si sperimentano inol-
tre il rollìo, il beccheggio, le
qualità nautiche e di gover-
no del modello, esaminando-
ne il comportamento in «ma-
re ondoso» (le cui condizio-
ni vengono riprodotte da ap-
positi generatori di onde).
Oltre a queste, possono es-
sere eseguite, nella vasca na-
vale, numerose altre espe-
rienze a carattere nautico e
non; fra le tante, citeremo a
titolo di esempio le prove di
stabilità statica e dinamica,
di galleggiabilità, i problemi
di falla, la manovrabilità dei
timoni, nonché collaudi di
resistenza al moto in bassi
fondali o in mezzo a corren-
ti marine.

Un caso storico di ricorso
alle vasche navali si verificò
durante la seconda guerra
mondiale, quando gli alleati
furono costretti a impianta-
re, per lo sbarco in Norman-
dia, numerosi porti di fortu-
na; essi furono appunto pre-
ventivamente e minuziosa-
mente studiati tramite mo-
delli sperimentali nella «Va-
sca navale» di Londra.

Resta, infine, da ricordare
che tra gli impianti necessa-
ri alla competa efficienza di
ogni vasca navale figura una
specie di cantiere in minia-
tura, chiamato « macchina
sagomatrice », impiegato per
la costruzione dei modellini
in legno. Essa viene mano-
vrata seguendo le indicazio-
ni di un indice di controllo e
operando su due frese ché
incidono sul legno grezzo le
forme dello scafo, forman-
do una specie di gigantesco
pantografo «sui generis »,
ma provvisto dell’energia
necessaria a scalfire.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre





GIORNALE DI BORDO .

Tradizioni
sperimentali italiane
in campo navale

La Marina italiana è stata
la prima del mondo ad alli-
nearsi con quella inglese nel
campo della ricerca speri-
mentale con modelli di care-
ne e di eliche. Negli anni
1887-1889, per iniziativa di
Benedetto Brin e di Nabor
Soliani, venne infatti realiz-
zata a La Spezia la seconda
vasca sperimentale del mon-
do, dopo quella realizzata ol-
tre Manica.

Dopo la seconda guerra
mondiale, avendo perduto il
Centro navale di La Spezia,
la Marina italiana polarizzò
la propria attività di studio
e di ricerca sulla « Vasca na-
vale » di Roma, dell'Istituto
nazionale per studi ed espe-
rienze di architettura nava-
le; costruita nel 1928-29, es-
sa è costituita da un canale
d’acqua lungo 275 metri, lar-
go 12,50 e profondo 6,50; su
due binari, fissati ai bordi di
questo bacino, può correre
un grosso carrello costruito
in tralicci d'acciaio, che fun-
ge da centro motore dell’im-
pianto: traina il modellino
nelle prove di rimorchio, lo
segue in quelle di autopro-
pulsione, trasporta su una
plancia i tecnici sperimenta-
tori, alloga gli strumenti di
misura, tra cui il « gruppo
dinamometrico » (provvede
cioè a tutta la complessa
strumentazione atta a rileva-
re e a registrare i numerosi
dati di maggiore interesse).
Ad una estremità della vasca
è sistemato l’endogeno, ca-
pace di formare e di mante-
nere nello specchio d'acqua
antistante un treno d'onde
lunghe fra 6 e 56 centimetri
e alte da 2 a 80 centimetri,
cioè « marosi » che, riportati
al caso vero, superano i
trenta metri d'altezza.

Sulle rive del lago di Ne-
mi esiste, inoltre, una « di-
pendenza» appositamente at-
trezzata per prove di gover-
no e di evoluzione: questi
collaudi vengono fatti ser-
vendosi di modellini lunghi
dai sette ai nove metri, com-
pletamente autonomi, capaci
di portare a bordo uno o due
sperimentatori.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro

Festa sulla Eugenio C.

La festa di Sant'Eugenio,
patrono della Eugenio C.,
avrebbe dovuto svolgersi il
13 luglio, ma è stata sposta-
ta al 22, cioè dopo lo scalo
di Lisbona, allo scopo di
consentire una partecipazio-
ne di tutti, in considerazio-
ne del fatto che lo sbarco
dei passeggeri portoghesi a-
vrebbe permesso una mag-
giore libertà all’equipaggio.

La festa ha superato ogni
pur rosea previsione. Vo-
gliamo darne un resoconto?
Non tanto per noi, che era-
vamo a bordo, quanto per i
nostri amici sbarcati e, so-
prattutto, per le nostre fa-
miglie: esse potranno così
comprendere che i loro cari
« lupi di mare » sanno an-
cora essere uomini e si ri-
cordano di santificare le
feste.

Cominciamo col... pranzo
speciale alle ore 10, alle 11,
alle 12 e alle 13. Un menù
con i fiocchi: prosciutto cru-
do e pizza alla napoletana,
spaghetti alla marinara, fi-
letto di bue alla griglia con
patate al forno, dolce, frut-
ta fresca e secca, una botti-
glia di vino rosso ogni quat-
tro persone.

Alle 21,30 Messa nella sa-
la equipaggio con la parte-
cipazione quasi totale del
personale libero dal servi-
zio; lo Stato maggiore era
al completo; numerose le
Comunioni.

Poi, alle 22,10 per la cro-
naca, apertura della « Fiera
di Sant’Eugenio »: banco
della lotteria (per la preci-
sione nessun biglietto... bian-
co), tiro a segno, « Trattoria
Noli », « roulette » e grande
concorso di voci nuove con
la partecipazione dell’orche-
stra del M° Aldo Corsi. Il
banco della lotteria è stato
preso... d'assalto, con gran-
de lavoro per il personale
femminile: Pina Achenza,
Emilia Costa, Egle Faverla,
Maria Iodice, Mariarosa Ra-
schiatore, Maria Borlani,
Anna Rolla, Nella Calabret-
ta e Teresa Roncagliolo.

Intanto affollatissima era
la « Trattoria Noli » (Noli è
il paesino ligure dove morì
Sant'Eugenio); sotto la ma-
gistrale regia... napoletana
di Aniello Acampora veniva-
no offerti gratuitamente pa-



Un momento della solenne... premiazione.

nini, angurie e raffinati
cocktails. Altri si avvicenda-
vano alla « roulette » (di ti-
po familiare, non più di 50
lire per puntata) sotto lo
sguardo attento di un «crou-
pier» d'eccezione: quel Fer-
dinando Misuri sempre in
prima linea quando si tratta
di fare qualcosa per l’equi-
paggio.

E che dire del « Tiro a se-
gno », preparato e seguito
da Antonio Frappola e da
Camillo Pasinato? Per quan-
to sia stato un deficit eco-
nomico (si dice fosse trop-
po... facile) ha contribuito
a conferire alla festa quel
caratteristico aspetto da
«Luna Park ».

Ma sarà bene parlare del
concorso voci nuove, svolto-
si fra continui applausi. L’a-
pertura, fuori... programma,
è toccata a Giuseppe Bruc-
coleri con « Granada »; poi
la passerella di tutti i con-
correnti presentati da Anto-
nio Dentice. La giuria, com-
posta dagli orchestrali e dal
fotografo Italo Rainato, ha
assegnato il primo premio

a Raimondo Ottolengo con
«Fenestrella a. Marechiare»;
il secondo è andato a Gio-
vanni De Crescenzo, il terzo
a Costantino D'Urso. Dopo
una esibizione, fuori pro-
gramma, dello spagnolo dot-
tor José Maria Leon Gomez,
il comandante Piero Buatier
ha consegnato i premi ai
vincitori.

Una autentica « Sagra pae-
sana» in mezzo al mare:
ecco che cosa ha significato
la « Fiera » fin dalla vigilia,
piena di animazione e di at-
tesa. Il merito è di tutti, ma
in particolare del gruppo
« Amici della Bibbia» che
hanno davvero lavorato per
preparare tutto con cura.
Prima di chiudere vogliamo
ricordare gli elettricisti che,
guidati da Stefano Ciach,
hanno riempito il corridoio
di suggestive lampade colo-
rate; e un cenno anche al
carpentiere Lino Martini,
che ha preparato il bando
della lotteria. Chiediamo
scusa per involontarie omis-
sioni.

Il parrocchiano





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale

Anno VIII - N. 4-5 - Luglio-Ottobre 1968 16121 Genova, Via D'Amnunzio 2 (p. XX)





FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile

Tel. 58.18.51 - Casella postale 492



Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23-2-1961







Stampa: BI-ESSE Genova

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