Notiziario "C", n. 4, 1967

Contenuto

Notiziario "C", n. 4, 1967
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- La vita a bordo dell'"Eugenio C.", p. 2
- Il meraviglioso romanzo del mare, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4
Data testuale
1967 luglio - agosto
Estremi cronologici
luglio 1967 – agosto 1967
Consistenza
pp. 4
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/34
Collocazione
Emeroteca
contenuto
Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno VII - N. 4 - Luglio-Agosto 1967 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

Sesto grado in mezzo
all'Oceano. Sullo sfondo
della tradizionale « C »
oli uomini sono impe-
onati nella periodica
« toelette » della grande
ciminiera. Anche le navi
sono civettuole e ambi-
ziose, amano fare sfog-
vio di eleganza e di bel-
ezza.

Un'operazione, dun-
jue, necessaria, quella
che gli uomini della
‘ Federico C» stanno
yortando a termine sul-



a levigata parete.

Fra poco la nave si ri-
yresenterà linda, pulita
» bella.



A \

x 4
e ===" ===
NT__ ieri lie —



Riproduciamo integralmen-
te l'articolo che il giornale
« LAVORO SUL MARE », or-
gano della FILM C.G.I.L., ha
pubblicato sotto il titolo «La
vita a bordo dell’Eugenio C.»
nel numero di Agosto del
1967.

Un vivo malcontento cresce
tra i marittimi dell’« Eugenio
C.», la tanto declamata nave
ammiraglia dellarmamento pri-
vato, la beniamina del dott. An-
gelo Costa.

Non c’è dubbio che si tratti di
una magnifica nave, dotata di
attrezzature moderne, di servizi
adeguati per i passeggeri. Ma se
guardiamo dietro la facciata e
indaghiamo sullo svolgimento del
lavoro dei marittimi a bordo,
mettiamo a nudo le brutture di
uno sfruttamento, per alcuni a-
spetti spietati e certamente poco
cristiano.

Abbiamo letto nell’albo di bor-
do dedicato alle comunicazioni
della «Parrocchia S. Eugenio »,
una frase di Papa Paolo VI, che
ci è rimasta in mente: « Nulla di
umano mi è estraneo ».

Ma in realtà, nella vita dei ma-
rittimi dell’« Eugenio C.» manca
spesso il rispetto umano del la-
VOro.

Prendiamo assieme tre aspet-
ti dell’esistenza di bordo:

1) Lo sfruttamento dei giova-
nissimi.

Colpisce in primo luogo la
presenza a bordo di numerose
diecine, forse centinia, di giova-
nissimi, di piccoli garzoni. Non
si tratta di apprendisti venuti a
completare con la pratica la pre-
parazione iniziata nei corsi al-
berghieri.

Sono invece degli adolescenti
reclutati nelle scuole situate nei
centri più disparati del paese e
costretti a sobbarcarsi il peso
durissimo di un servizio este-
nuante.

Ai piccoli, ai garzoni è stata af-
fidata sull’« Eugenio C. » la man-
sione normalmente spettante ai
più esperti, maturi camerieri.
Naturalmente la retribuzione
corrisponde a quella delle cate-
gorie inferiori. Si assiste così al
fenomeno che piccoli e garzoni
costituiscono sull’« Eugenio C.»
la maggioranza nettissima del
personale di camera, a differen-
za di quanto avviene su molte
altre navi passeggeri, dove si re-
gistra la prevalenza numerica dei
camerieri.

E’ questa la sensibilità umana
verso i giovani? La realtà ha fat-
to crollare le promesse illusorie
fatte dai vari dott. Lanzoni che,
nelle loro peregrinazioni dal La-
go di Como alle vallate Altoate-

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due



sine, prospettavano ai giovani al-
lievi in termini esaltanti la car-
riera, il lavoro sull’«Eugenio C.».

2) Gli scarsi guadagni

La fatica, su questa nave, è cer-
ta. I guadagni, invece, sono in-
certi e, spesso, scarsi.

Abbiamo visto i fogli paga dei
garzoni con retribuzioni mensili
complessive 80.000-85.000 lire,
straordinario compreso. Non vo-
gliamo fare paragoni con le navi
dell’armamento FINMARE, dove
per un servizio non così pesante
(basato su due turni in sala di 11
passeggeri) i marittimi perce-
piscono 6 ore di straordinario al
giorno.

Sull’« Eugenio C.», nel salone
di classe turistica B, con due tur-
ni di 16 passeggeri i piccoli e i
garzoni ricevono a malapena 3
ore di straordinario al giorno.

E’ un trattamento poco uma-
no, allorché si pensi che a pari-
tà di passeggeri e servizi gli ar-
matori (non certo citabili ad
esempio) delle flotte LAURO,
COGEDAR, SIMAR, corrispondo-
no il doppio di straordinario al
giorno.

3) Il diritto al riposo

Come se tutto quanto sopra
non bastasse gli armatori nel-
la ricerca del più elevato gua-
dagno, non hanno esitato a im-
porre itinerari tali da logorare
definitivamente gli equipaggi.

I viaggi dell’« Eugenio C. » so-
no congegnati da molti mesi in
modo tale da non consentire la
possibilità di soste minime indi-
spensabili, sia per eliminare la
stanchezza fisica, sia per consen-
tire ai marittimi di riabbraccia-
re i propri familiari.

Le leggi italiane prescrivono
l'obbligatorietà del riposo setti-
manale; se questa disposizione è
ovviamente non applicabile in
navigazione, occorre però attuar-
la nel porto capolinea.

Invece l’« Eugenio C.» è giun-
to a Genova alle 7 del 4 giugno
proveniente da Buenos Aires ed
è ripartito poche ore dopo per
un altro viaggio in Argentina. A
causa dello sbarco e il successi-
vo reimbarco di passeggeri a di-
versi marittimi non è stato pos-
sibile neppure di scendere dalla
nave per telefonare a casa.

E’ questo il diritto al riposo?
E’ questo il rispetto umano?

Certamente non basta la de-
nuncia, che pure è indispensabi-
le, di questo stato di cose

Non è sufficiente il mugugno,
la protesta per sfruttamento, che
noi ascoltiamo quando veniamo
a bordo.

La prima necessità per l’equi-
paggio dell’« Eugenio C. » è quel.
la di organizzarsi per chiedere

La vita a bordo
7 dell’ Eugenio C.»p

la modifica delle attuali insoste-
nibili condizioni di lavoro.

Siamo alla vigilia del contrat-
to di lavoro e l’indagine sullo
sfruttamento di bordo ha messo
in rilievo le richieste da presen-
tare:

1) aumento del numero dei
marittimi al fine di diminuire la
pesante fatica;

2) corresponsione di maggior
numero di ore straordinarie;

3) attuazione di soste prolun-
gate per consentire il diritto al
riposo.

Solo con una massiccia ade
sione al sindacato sarà possibile
iniziare una trattativa con gli
armatori per ottenere un tratta-
mento migliore.

Facciamo rilevare:

1) Lo sfruttamento dei
giovanissimi.

Il dare impiego ai giovani
che escono dalle scuole alber-
ghiere è il miglior modo per
soddisfare quelli che preferi-
scono il lavoro sul mare che
è molto più rimunerativo di
quello di terra. Crediamo che
questo rappresenti una sen-
sibilità umana verso i giova-
ni maggiore di chi vorrebbe
che restassero a terra.

2) Parlare di guadagni
« incerti » quando è assicu-
rato non solo il mensile ma
anche lo straordinario, è ri-
dicolo. Le rimunerazioni di
80-85.000 lire mensili, che
non sarebbero poi tanto po-
che per dei giovani, tanto più
se si aggiunge la panatica e
le provvidenze assicurative,
sono invece per i piccoli sot-
to i 18 anni:

— paga L. 49.100

— straordinari L. 32.100

— compensi per riposi ed
istituti contrattuali

Li 29:753

L. 110.953

Non crediamo che ci sia-
no in alcun settore giovani
sotto i 18 anni così ben pa-
gati.

Relativamente, a nostro
avviso, i giovani sono meglio
pagati che i marittimi an-
ziani.

Lo straordinario è di 100
ore mensili quando la nave
viaggia ad occupazione infe-
riore ai 2/3 circa della ca-
pienza; diventano 145 ore
quando l'occupazione rag-
giunge l'87% della capienza.

Con la forfaitizzazione ab-
biamo inteso corrispondere

— Totale

compenso di ore straordina-
rie superiore a quelle in me-
dia effettivamente prestate.
Se c'è chi corrisponde tal-
volta maggiori straordinari,
non ne dà alcuno quando la
nave ha scarsi passeggeri.

3) Diritto al riposo.

Il costo delle navi è tanto
elevato che non è ragionevo-
le né economicamente possi-
bile che navi passeggeri, par-
ticolarmente se nuove, sosti-
no nei porti più del neces-
sario.

Esclusa la possibilità che
lo Stato (che è poi il popolo
italiano) paghi sovvenzioni
anche all’armamento privato
come paga con decine di mi-
liardi all'anno per le navi
della Finmare, non c'è scel
ta che tra ridurre al minimo
le soste o rinunciare ad eser-
cire navi passeggeri.

Le soste in porto dell’Eu-
genio C. sono necessariamen-
te ridotte al minimo anche
se il caso citato è stato ecce-
zionale e non è vero che i ma-
rittimi non abbiano potuto
telefonare a casa.

Quando un marittimo ha
chiesto di sbarcare per ripo-
so abbiamo sempre cercato
di soddisfare la richiesta e
così cerchiamo di dare più
riposi possibili durante il
tempo che la nave va da Ge-
nova a Napoli e ritorno.

Abbiamo sempre cercato
di non caricare i turni parti-
colari per fare in modo che
i marittimi possano sbarca-
re per riposo senza il perico-
lo di prolungate attese di re-
imbarco come succede per
altre compagnie.

Appunto per questi motivi
noi dobbiamo continuamen-
te rifiutare richieste di iscri-
zione ai nostri turni partico-
lari di marittimi di ogni ca-
tegoria imbarcati su navi di
altri armatori.

Al di fuori della marina
degli S.U. d'America che vi-
ve esclusivamente su prefe-
renze e sovvenzioni gli equi-
paggi italiani sono i più co-
stosi al mondo: pensare di
voler aumentare il personale
a bordo, di imporre ulteriori
gravami, significa voler pre-
giudicare l'avvenire della ma-
rina mercantile italiana e co-
sì le possibilità di lavoro dei
marittimi italiani.



Il meraviglioso romanzo del mare

i
| Al di là della preistoria, quan-
«do la vita non aveva un volto,
sulla Terra si udivano solo due
voci: il mare e il vento. Due for.
ze sprigionate dalla natura, due
espressioni di una sola bellezza
selvaggia, due elementi di uno
stesso moto senza principio e
senza fine. Ma nel mare esisteva
già la prima molecola degli es-
seri viventi, nel mare c’era già la
vita, la condizione prima del di-
venire di tutto il creato.

Quieto o ruggente, in bonac-
cia o in tempesta, azzurro o cu-
po, setoso o sfrangiato in una
miriade di spruzzi, ma sempre
il mare, così grande, così miste-
rioso, così mutevole, affascinan-
te. Il mare che è il padrone as-
soluto dell’estate. Così, del resto,
è sempre stato, come ce ne dà
conferma una vecchia filastrocca
popolare: « Di gennaio, la neve;
a maggio, le rose; e l’autunno la
vendemmia. Ma in estate? Il
mare ».

E cominciamo dall’età. A quan-
do risale l'origine del mare?
Forse è vecchio di quattro mi-
liardi d’anni, forse è un po’ più
giovane, ma non tanto. Certo è
assai meno «adulto » della Ma-
dre Terra che pare abbia com-
piuto felicemente il suo cinque
miliardesimo genetliaco.

Il mare nacque allorché il no-
stro pianeta, in epoca geologica,
ruotando nello spazio a poco a
poco si raffreddò e liberò un im-
mane calore dalle rocce che, su-
bito condensandosi in vapore, si
mutò in nube. Con il passare dei
millenni, la crosta terrestre rag-
giunse una temperatura non su-
periore ai cento gradi; e solo al-
lora la pioggia che precipitava
dalle nuvole non evaporò imme-
diatamente cadendo al suolo, ma
cominciò a scorrere lentamente
sulla rugosa pelle del nostro
globo.

Si formò cos la prima pozzan-
ghera e la volta celeste per la
prima volta vi si specchiò. Poi
la pozza ingrandì, divenne uno
stagno, un ruscello, un torrente,
un fiume, un lago, un mare.
Quanto tempo trascorse da quel-
la prima pozzanghera, da quella
prima vanità del cielo che in
quel palmo d’acqua volle cono-
scersi, all’'immensa vastità dell’o-
ceano? Probabilmente non meno
di un miliardo d’anni; e poi ne
passarono forse altri tre per
giungere sino a noi. Ma fu pro-
prio da quell’istante, da quando
l’acqua si posò sulla Terra e vi
si fermò, raccogliendosi in spec-
chi limpidi e luminosi, fu in quel
periodo comprendente milioni
di millenni, che si manifestò ad
un certo momento il fenomeno
della « vita ».

E infatti le prime molecole in





tracce di Radon.



Ossigeno 967.000.000 t.
Idrogeno 125.000.000 »
Cloro 21.500.000 »
Sodio 11.500.000 »
Magnesio 1.500.000 »
Zolfo 1.000.000 »
Calcio 420.000 »
Potassio 410.000 »
Bromo 75.000 »
Carbonio 32.000 »
Stronzio 9.000 »
Boro 5.500 »
Silicio 3.500 »
Fluoro 1.500 »
Argo 700 »
Azoto 600 »
Litio 220 »
Rubidio 135 »
Fosforo 80 »
Jodio 55 »



Indio 23 Le
Zinco TIA»
Ferro 11,2 »
Alluminio LR"
Molibdeno 112%
Bario T »
Piombo 33»
Stagno 3,3»
Rame 33»
Arsenico 33° »
Protoattinio 3,3 »
Selenio 39
Vanadio 2,2.»
Manganese 22 »
Titanio 12 »
Torio 0,8»
Cesio 5,597 »
Antimonio 0,57 »
Cobalto 0,56 »
Nichel 0,56 »



Oltre questi sessanta elementi chimici le acque dei mari e degli oceani contengono anche

ELEMENTI CHIMICI CONTENUTI NELL'ACQUA MARINA

(I mari e gli oceani sono composti dagli elementi chimici che qui riportiamo, con a fianco
il rispettivo dato ponderale per ogni chilometro cubo d’acqua).

Cerio 0,43 t.
Ittrio 0,42 »
Argento 0,33 »
Lantanio 0,33 »
Cripton 0,33 »
Neon 0,33 »
Bismuto 200 kg.
Tungsteno 100 »
Xeno 100 »
Germanio 60 »
Cadmio 56 »
Cromo 52 »
Scandio 41 »
{ Mercurio 30 »
Gallio 30 »
Tellurio 11 »
Niobio DE
Elio 5 »
Oro 4 »
Radio 0,03 gr.





grado di riprodursi, soltanto nel.
l'elemento liquido marino, pote-
vano trovare le condizioni neces-
sarie al compiersi di quel mira-
colo chimico che è alla base
della natura vivente. Dapprima
gli animali e la vegetazione del
mare furono di tipo del tutto
speciale: esseri primordiali, uni-
cellulari, che attraverso muta-
menti infinitesimi ma continui,
durante migliaia e migliaia di se-
coli, videro cambiare la propria
struttura; e in una graduale e
complessa trasformazione si con-
vertirono in molluschi, in crosta-
cei, anfibi, pesci, insetti, rettili
e mammiferi.

Intanto le epoche geologiche
si erano susseguite con la loro
immutabile cadenza fino a giun-
gere a un milione di anni prima
di quella attuale, allorché si re-
gistrò l’evento più importante
dell’uomo sulla faccia della
Terra.

Dalla costituzione della prima
molecola vivente erano già pas-
sati circa settecento milioni di
anni; e intanto il mare aveva
continuato il suo lentissimo mo-
to di onde e di maree, aveva con
tinuato a respirare il suo imma-
ne respiro, che è un po’ come il
battere di un cuore.

E la Terra era lì, pronta a ri-
cevere la carezza benefica della

sua spumeggiante risacca, oppu-
re, quando era infuriato, la sfer-
za dei marosi; e il cielo, final-
mente, si poteva specchiare nel
mare. Gli astri lo avvolgono nel-
la impercettibile quanto colossa-
le forza della propria gravitazio-
ne, la vita comincia a definirsi
nel moto incessante delle sue ac-
que. E l’uomo inizia a trarne
vantaggio, ma anche a mettere in
balìa dei suoi capricci la propria
vita: appaiono, infatti, fin dagli
albori della preistoria, le prime
imbarcazioni.

Dapprima fu solo la necessità
di galleggiare, magari su un
tronco; poi furono dieci i fusti
d’albero legati insieme e forma-
re una zattera; e infine ci si ac-
corse che anche una sola pianta
scavata, dal fulmine e dal tem-
po, si reggeva benissimo sulle
onde e consentiva all’uomo una
più comoda posizione e il più
facile trasporto della selvaggina
dal bosco alla capanna.

O poteva essere, questa primi:
tiva barca, un otre gonfio d’aria;
ma era pur sempre l’inizio di
andare, di un andare per il mon-
do, di un cercare il contatto con
altre genti o con terre diverse.
Era, insomma, l’inizio della ci-
viltà.

Mentre gli uomini andavano
sul filo della corrente, aiutando-

NOTIZIARIO ‘’C,,:

si col faticoso moto delle pagaie
o delle pertiche, guardavano a
lungo i palmipedi che seguivano
dappresso le imbarcazioni. Dap-
prima lo fecero solo per curiosi-
tà, quindi del nuoto armonioso
degli uccelli videro la possibili-
tà di un diverso modo di spinge-
re il natante, allargando la base
di quei remi primordiali: ne ap-
poggiarono una estremità al bor-
do dell’imbarcazione, e ne tras-
sero giovamento.

La fatica di navigare diventa-
va così minore e gli uomini si
potevano distrarre un poco a
guardare la lussureggiante vege-
tazione delle rive. Il vento qual-
che volta la piegava dolcemente,
ma a tratti ne curvava le chiome
gonfie fino a terra. Quelle raf-
fiche, insomma, erano una forza
viva e l’uomo la raccolse e la
sfruttò: nacque così la prima ve-
la, un semplice telo, capostipite
di una lunga serie di perfeziona-
menti che portarono, attraverso
i secoli, alle più sottili e compli-
cate strutturazioni, tanto da per-
mettere ai vascelli del primo Ot-
tocento di trarre profitto da ogni
più lieve bava di vento, grazie al-
la elaboratissima velatura dei lo-
ro alberi, alti perfino trenta
metri.

(Segue)

pagina tre






Tre candeline

per Hl Timoney

«Il Timone», quotidiano dell'e-
quipaggio della turbonave « Fede-
rico C.»; è giunto felicemente al
terzo anno di vita. Nella sua sem-
plicità, vorremmo dire nella sua
modestia, costituisce un esempio
unico: ed è pertanto con soddisfa-
zione che « Notiziario C.» ne par-
la ancora una volta, certo che lo
spazio destinato ad una iniziativa
quanto mai degna di essere inco-
raggiata e di essere additata come
esempio a tutti gli altri.

Parlare de «Il Timone» — per
noi che lo abbiamo già citato —
potrebbe anche apparire superfluo;
diciamo « potrebbe» perché, nella
reltà, questo insolito «quotidiano»,
pur restando fedele alle origini, è
sempre nuovo, sempre vario, sem-
pre interessante.

Prendiamone, a caso, un nume-
ro, il 94 del 22 aprile 1967. Si
apre col Santo del giorno, cioè con
Sant'Anselmo, la cui biografia, ri-
dotta a poche righe, è tuttavia
completa ed essenziale: quanto ba-
sta perché i Santi che ogni gior-
no ci ricorda il calendario non sia-
no un fatto astratto, ma giunga-
no a noi, attraverso la loro vita,
con un preciso insegnamento.

Subito dopo troviamo la conti-
nuazione degli articoli dedicati al-
l'illustrazione dell’Enciclica «Po-
pulorum Progressio» di Paolo VI.
Il commento è stringato ma inte-
gro nella sostanza del grande do-
cumento pontificio. Sotto «Verso
una condizione più umana », per e-
sempio: «Se il proseguimento del-
lo sviluppo richiede un numero
sempre più grande di tecnici, esige
ancor di più uomini di pensiero ca-
paci di riflessione profonda, votati
alla ricerca di un umanesimo nuo-
vo che permetta all'uomo moder-
no di ritrovare se stesso, assumen-
do i valori superiori d'amore, di
amicizia, di preghiera, di contem-
plazione. In tal modo potrà com-
piersi in pienezza il vero svilup-
po, che è il passaggio, per ciascu-
no di noi, e per tutti, da condi-
zioni meno umane a condizioni più
umane ».

In seconda e terza pagina prose-
gue l'illustrazione della «Divina
Commedia »; siamo all’undicesima
puntata: un rapido viaggio attra-
verso l'ottava bolgia, con le «fiam-
me» di Ulisse e di Diomede, di Gui-
do da Montefeltro, di Maometto,
del califfo Alì, Mosca degli Uber-
ti e via dicendo. Due illustrazioni,
molto intonate, illustrano la de-
scrizione, fornendo un eloquente
senso del pensiero dantesco.

Si chiude, in quarta pagina, con
una bella poesia di Trilussa, con
due significativi aneddoti e con una
gustosa berzelletta.

Sfogliando la collezione a ritro-
so, troviamo, nel n. 87 del primo a-
prile, un breve ritratto del santo
del giorno (Sant'Ugo), un « pensie-
ro spirituale» dall’« Imitazione di
Cristo », una piccola « nozioncella

di geografia sul Pase che ci ospita »,
e nel caso specifico si tratta del-
le Antille Olandesi. Il giornale si
chiude, e non poteva essere altri-
menti dato il giorno di pubblica-
zione, con una... importante noti-
zia: « Attenzione! Avviso importan-
te. Come già saprete la LINEA C.
si è arricchita di una nuova uni-
tà: la turbonave «Vicello C.» di
recente acquisto. La nuova nave
viene adibita esclusivamente per
crociere. Nel periodo estivo queste
hanno per meta la visita delle co-
ste scandinava e mel periodo in-
vernale i porti del Mediterraneo.
Ogni crociera dura in media quin»
dici giorni con lunghe soste nei
porti italiani di Napoli e di Geno-
va. La crociera inaugurale per il
«Sole a mezzanotte» partirà da
Napoli il primo giugno. Quanti de-
siderano, dal « Federico C.» passa-
re a far parte dell'equipaggio della
nuova nave, devono in giornata
presentarsi e farne richiesta, alla
segreteria della rispettiva categoria.
Per il personale di camera prov-
vede a raccogliere le richieste il
signor Casiccia, ufficiale commis-
sario ponte B. Affrettarsi! ».
Abbiamo letto il giornale del
giorno seguente; ma non abbiamo
trovato notizia del numero dei
« prenotati» per la «Vicello C.»:
forse che nessuno ha... abboccato
all’amo del primo d'aprile?



Nascite

GABRIELLA, di Tony e Tina
Autieri. Genova, 10 gennaio 1967.

ALESSANDRO, di Raffaello
Nordio. Dolo, 20 giugno 1967.

Ai genitori vive felicitazioni; ai
piccoli tanti auguri.

Matrimoni

Salvatore SIMONETTI e Ma-
ria Luisa SCOTTO. Carloforte,
chiesa di San Carlo Borromeo,
4 giugno 1967.

Luciano D’URSO e Fausta GUI.
DETTI, Parrocchia di Sant’Anto-
nio, Novi Ligure, 10 giugno 1967.

Giuliano GIUNTINI e Bianca
SANNA. Genova, chiesa parroc-
chiale di San Michele Arcangelo,
12 giugno 1967.

Alcide FERRO e Mara SCA-
GLIETTO. Imperia, chiesa par-
rocchiale di Cristo Re, 22 luglio
1967.

Alle coppie felici giungano i
più fervidi voti augurali di «No-
tiziario C.».

Prima Comunione

Il 30 aprile a Genova, nella
chiesa della Santissima Annun-
ziata a Sturla, ha ricevuto la Pri-
ma Comunione e la Cresima Fa-
bio GHERSI, figlio del primo uf-
ficiale della «Enrico C.», Claudio.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



Portofino lancia
un premio letterari(
per i naviganti

L’Azienda Autonoma di Soggiorno di Portofino ha indetto la prima
edizione del Premio Letterario Nazionale «Il Navigante » per testi.
inediti di narrativa ispirati all’ambiente marinaro.

La novità del Premio è costituita dal fatto che è diviso in due.
Sezioni: entrambe hanno un premio indivisibile di mezzo milione.
Una di queste Sezioni — ed è quella che a noi interessa — è dedicata
a un racconto riservato agli uomini di mare componenti gli equipaggi,
di navi mercantili.

Il racconto non dovrà essere inferiore alle 15 e superiore alle 40.
cartelle dattiloscritte a spazio due.

La Giuria è composta da Carlo Bo, Manlio Cancogni, Tullio Cie.
ciarelli, Salvator Gotta, Ugo Mursia Editore, Nino Palumbo, Leone Pie-
cioni, Fed Ferrari (presidente dell’ Azienda "Autonoma di Portofino).

I dattiloscritti in 9 copie, ben leggibili, dovranno essere inviati.
entro il 20 settembre alla Segreteria del Premio, presso l’Azienda Auto-
noma di Portofino.

I dattiloscritti dovranno essere accompagnati da una dichiarazione
del Comandante della nave, oppure della Società Armatrice, che com-
provi l'appartenenza del concorrente al ruolo di navigante.

Le opere concorrenti non dovranno essere state premiate o segna»
late ad altri concorsi e dovranno portare su ogni copia il nome, cogno-
me, indirizzo dell’autore.

La Segreteria del Premio non si impegna alla restituzione dei dat-
tiloscritti. î

La proclamazione ufficiale dei premi avverrà nel pomeriggio del
4 novembre 1967 a Portofino, nel corso di una solenne cerimonia, cui
parteciperanno rappresentanti del Governo, esponenti della cultura e.
della Marina mercantile.

























La posizione delle navi.
della nostra Compagnia

Ecco la situazione delle navi passeggeri della Linea « C ».

LINEA SUD AMERICA

EUGENIO C: partita il 4 settembre da Buenos Aires per Santos (6/9),
Rio de Janeiro (7/9), Lisbona (14/9), (Barcellona (16/9), Cannes (16/9),
Napoli (17/9) e (Genova (18/9) da dove inizierà il 19/9 una crociera, Con
scali a (Cadice - Lisbona - Funchal - Casablanca.

LINEA CENTRO AMERICA

FEDERICO C.: partita il 5 settembre da La Guayra per Miami (8/9),
Funchal (15/9), Lisbona (17/9), Barcellona (19/9), Cannes \20/9), Genova
(20/9) e Napoli (21/9), da dove inizierà il 23 il viaggio N. %

CROCIERE

ENRICO C.: attualmente in crociera. Riprenderà ila linea del Sud \Ame-
rica da Genova il 9/9.

ANDREA C.: partita il 5/9 per la crociera N. 7 che terminerà a
Genova il 16/9.

ANNA C.: partita il 2/9 per la crociera iN. 17, giungerà a Genova il 9/9
da dove ripartirà lo stesso giorno per la crociera N. 18.

FRANCA C.: partita da Venezia il 28/8 per la crociera N, 12, giungerà
a Venezia il 7/9 da dove inizierà lo stesso giorno la crociera N. 13.





NOTIZIARIO «C» FLAVIO MAGNARIN
Periodico aziendale bimestrale Direttore responsabile
Anno VII - Num. 4 - luglio-agosto 1967 Genova, Via D'Annnunzio 2 (p. XX)

Spediz. In abb. post., Gruppo _IV__ Tel. 58.18.51 - Casella post. 492
Aut. Trib. di Genova N. 526 del 23-2-61 Stampa: BI-ESSE - Genova


















extracted text
Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno VII - N. 4 - Luglio-Agosto 1967 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

Sesto grado in mezzo
all'Oceano. Sullo sfondo
della tradizionale « C »
oli uomini sono impe-
onati nella periodica
« toelette » della grande
ciminiera. Anche le navi
sono civettuole e ambi-
ziose, amano fare sfog-
vio di eleganza e di bel-
ezza.

Un'operazione, dun-
jue, necessaria, quella
che gli uomini della
‘ Federico C» stanno
yortando a termine sul-



a levigata parete.

Fra poco la nave si ri-
yresenterà linda, pulita
» bella.



A \

x 4
e ===" ===
NT__ ieri lie —



Riproduciamo integralmen-
te l'articolo che il giornale
« LAVORO SUL MARE », or-
gano della FILM C.G.I.L., ha
pubblicato sotto il titolo «La
vita a bordo dell’Eugenio C.»
nel numero di Agosto del
1967.

Un vivo malcontento cresce
tra i marittimi dell’« Eugenio
C.», la tanto declamata nave
ammiraglia dellarmamento pri-
vato, la beniamina del dott. An-
gelo Costa.

Non c’è dubbio che si tratti di
una magnifica nave, dotata di
attrezzature moderne, di servizi
adeguati per i passeggeri. Ma se
guardiamo dietro la facciata e
indaghiamo sullo svolgimento del
lavoro dei marittimi a bordo,
mettiamo a nudo le brutture di
uno sfruttamento, per alcuni a-
spetti spietati e certamente poco
cristiano.

Abbiamo letto nell’albo di bor-
do dedicato alle comunicazioni
della «Parrocchia S. Eugenio »,
una frase di Papa Paolo VI, che
ci è rimasta in mente: « Nulla di
umano mi è estraneo ».

Ma in realtà, nella vita dei ma-
rittimi dell’« Eugenio C.» manca
spesso il rispetto umano del la-
VOro.

Prendiamo assieme tre aspet-
ti dell’esistenza di bordo:

1) Lo sfruttamento dei giova-
nissimi.

Colpisce in primo luogo la
presenza a bordo di numerose
diecine, forse centinia, di giova-
nissimi, di piccoli garzoni. Non
si tratta di apprendisti venuti a
completare con la pratica la pre-
parazione iniziata nei corsi al-
berghieri.

Sono invece degli adolescenti
reclutati nelle scuole situate nei
centri più disparati del paese e
costretti a sobbarcarsi il peso
durissimo di un servizio este-
nuante.

Ai piccoli, ai garzoni è stata af-
fidata sull’« Eugenio C. » la man-
sione normalmente spettante ai
più esperti, maturi camerieri.
Naturalmente la retribuzione
corrisponde a quella delle cate-
gorie inferiori. Si assiste così al
fenomeno che piccoli e garzoni
costituiscono sull’« Eugenio C.»
la maggioranza nettissima del
personale di camera, a differen-
za di quanto avviene su molte
altre navi passeggeri, dove si re-
gistra la prevalenza numerica dei
camerieri.

E’ questa la sensibilità umana
verso i giovani? La realtà ha fat-
to crollare le promesse illusorie
fatte dai vari dott. Lanzoni che,
nelle loro peregrinazioni dal La-
go di Como alle vallate Altoate-

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due



sine, prospettavano ai giovani al-
lievi in termini esaltanti la car-
riera, il lavoro sull’«Eugenio C.».

2) Gli scarsi guadagni

La fatica, su questa nave, è cer-
ta. I guadagni, invece, sono in-
certi e, spesso, scarsi.

Abbiamo visto i fogli paga dei
garzoni con retribuzioni mensili
complessive 80.000-85.000 lire,
straordinario compreso. Non vo-
gliamo fare paragoni con le navi
dell’armamento FINMARE, dove
per un servizio non così pesante
(basato su due turni in sala di 11
passeggeri) i marittimi perce-
piscono 6 ore di straordinario al
giorno.

Sull’« Eugenio C.», nel salone
di classe turistica B, con due tur-
ni di 16 passeggeri i piccoli e i
garzoni ricevono a malapena 3
ore di straordinario al giorno.

E’ un trattamento poco uma-
no, allorché si pensi che a pari-
tà di passeggeri e servizi gli ar-
matori (non certo citabili ad
esempio) delle flotte LAURO,
COGEDAR, SIMAR, corrispondo-
no il doppio di straordinario al
giorno.

3) Il diritto al riposo

Come se tutto quanto sopra
non bastasse gli armatori nel-
la ricerca del più elevato gua-
dagno, non hanno esitato a im-
porre itinerari tali da logorare
definitivamente gli equipaggi.

I viaggi dell’« Eugenio C. » so-
no congegnati da molti mesi in
modo tale da non consentire la
possibilità di soste minime indi-
spensabili, sia per eliminare la
stanchezza fisica, sia per consen-
tire ai marittimi di riabbraccia-
re i propri familiari.

Le leggi italiane prescrivono
l'obbligatorietà del riposo setti-
manale; se questa disposizione è
ovviamente non applicabile in
navigazione, occorre però attuar-
la nel porto capolinea.

Invece l’« Eugenio C.» è giun-
to a Genova alle 7 del 4 giugno
proveniente da Buenos Aires ed
è ripartito poche ore dopo per
un altro viaggio in Argentina. A
causa dello sbarco e il successi-
vo reimbarco di passeggeri a di-
versi marittimi non è stato pos-
sibile neppure di scendere dalla
nave per telefonare a casa.

E’ questo il diritto al riposo?
E’ questo il rispetto umano?

Certamente non basta la de-
nuncia, che pure è indispensabi-
le, di questo stato di cose

Non è sufficiente il mugugno,
la protesta per sfruttamento, che
noi ascoltiamo quando veniamo
a bordo.

La prima necessità per l’equi-
paggio dell’« Eugenio C. » è quel.
la di organizzarsi per chiedere

La vita a bordo
7 dell’ Eugenio C.»p

la modifica delle attuali insoste-
nibili condizioni di lavoro.

Siamo alla vigilia del contrat-
to di lavoro e l’indagine sullo
sfruttamento di bordo ha messo
in rilievo le richieste da presen-
tare:

1) aumento del numero dei
marittimi al fine di diminuire la
pesante fatica;

2) corresponsione di maggior
numero di ore straordinarie;

3) attuazione di soste prolun-
gate per consentire il diritto al
riposo.

Solo con una massiccia ade
sione al sindacato sarà possibile
iniziare una trattativa con gli
armatori per ottenere un tratta-
mento migliore.

Facciamo rilevare:

1) Lo sfruttamento dei
giovanissimi.

Il dare impiego ai giovani
che escono dalle scuole alber-
ghiere è il miglior modo per
soddisfare quelli che preferi-
scono il lavoro sul mare che
è molto più rimunerativo di
quello di terra. Crediamo che
questo rappresenti una sen-
sibilità umana verso i giova-
ni maggiore di chi vorrebbe
che restassero a terra.

2) Parlare di guadagni
« incerti » quando è assicu-
rato non solo il mensile ma
anche lo straordinario, è ri-
dicolo. Le rimunerazioni di
80-85.000 lire mensili, che
non sarebbero poi tanto po-
che per dei giovani, tanto più
se si aggiunge la panatica e
le provvidenze assicurative,
sono invece per i piccoli sot-
to i 18 anni:

— paga L. 49.100

— straordinari L. 32.100

— compensi per riposi ed
istituti contrattuali

Li 29:753

L. 110.953

Non crediamo che ci sia-
no in alcun settore giovani
sotto i 18 anni così ben pa-
gati.

Relativamente, a nostro
avviso, i giovani sono meglio
pagati che i marittimi an-
ziani.

Lo straordinario è di 100
ore mensili quando la nave
viaggia ad occupazione infe-
riore ai 2/3 circa della ca-
pienza; diventano 145 ore
quando l'occupazione rag-
giunge l'87% della capienza.

Con la forfaitizzazione ab-
biamo inteso corrispondere

— Totale

compenso di ore straordina-
rie superiore a quelle in me-
dia effettivamente prestate.
Se c'è chi corrisponde tal-
volta maggiori straordinari,
non ne dà alcuno quando la
nave ha scarsi passeggeri.

3) Diritto al riposo.

Il costo delle navi è tanto
elevato che non è ragionevo-
le né economicamente possi-
bile che navi passeggeri, par-
ticolarmente se nuove, sosti-
no nei porti più del neces-
sario.

Esclusa la possibilità che
lo Stato (che è poi il popolo
italiano) paghi sovvenzioni
anche all’armamento privato
come paga con decine di mi-
liardi all'anno per le navi
della Finmare, non c'è scel
ta che tra ridurre al minimo
le soste o rinunciare ad eser-
cire navi passeggeri.

Le soste in porto dell’Eu-
genio C. sono necessariamen-
te ridotte al minimo anche
se il caso citato è stato ecce-
zionale e non è vero che i ma-
rittimi non abbiano potuto
telefonare a casa.

Quando un marittimo ha
chiesto di sbarcare per ripo-
so abbiamo sempre cercato
di soddisfare la richiesta e
così cerchiamo di dare più
riposi possibili durante il
tempo che la nave va da Ge-
nova a Napoli e ritorno.

Abbiamo sempre cercato
di non caricare i turni parti-
colari per fare in modo che
i marittimi possano sbarca-
re per riposo senza il perico-
lo di prolungate attese di re-
imbarco come succede per
altre compagnie.

Appunto per questi motivi
noi dobbiamo continuamen-
te rifiutare richieste di iscri-
zione ai nostri turni partico-
lari di marittimi di ogni ca-
tegoria imbarcati su navi di
altri armatori.

Al di fuori della marina
degli S.U. d'America che vi-
ve esclusivamente su prefe-
renze e sovvenzioni gli equi-
paggi italiani sono i più co-
stosi al mondo: pensare di
voler aumentare il personale
a bordo, di imporre ulteriori
gravami, significa voler pre-
giudicare l'avvenire della ma-
rina mercantile italiana e co-
sì le possibilità di lavoro dei
marittimi italiani.



Il meraviglioso romanzo del mare

i
| Al di là della preistoria, quan-
«do la vita non aveva un volto,
sulla Terra si udivano solo due
voci: il mare e il vento. Due for.
ze sprigionate dalla natura, due
espressioni di una sola bellezza
selvaggia, due elementi di uno
stesso moto senza principio e
senza fine. Ma nel mare esisteva
già la prima molecola degli es-
seri viventi, nel mare c’era già la
vita, la condizione prima del di-
venire di tutto il creato.

Quieto o ruggente, in bonac-
cia o in tempesta, azzurro o cu-
po, setoso o sfrangiato in una
miriade di spruzzi, ma sempre
il mare, così grande, così miste-
rioso, così mutevole, affascinan-
te. Il mare che è il padrone as-
soluto dell’estate. Così, del resto,
è sempre stato, come ce ne dà
conferma una vecchia filastrocca
popolare: « Di gennaio, la neve;
a maggio, le rose; e l’autunno la
vendemmia. Ma in estate? Il
mare ».

E cominciamo dall’età. A quan-
do risale l'origine del mare?
Forse è vecchio di quattro mi-
liardi d’anni, forse è un po’ più
giovane, ma non tanto. Certo è
assai meno «adulto » della Ma-
dre Terra che pare abbia com-
piuto felicemente il suo cinque
miliardesimo genetliaco.

Il mare nacque allorché il no-
stro pianeta, in epoca geologica,
ruotando nello spazio a poco a
poco si raffreddò e liberò un im-
mane calore dalle rocce che, su-
bito condensandosi in vapore, si
mutò in nube. Con il passare dei
millenni, la crosta terrestre rag-
giunse una temperatura non su-
periore ai cento gradi; e solo al-
lora la pioggia che precipitava
dalle nuvole non evaporò imme-
diatamente cadendo al suolo, ma
cominciò a scorrere lentamente
sulla rugosa pelle del nostro
globo.

Si formò cos la prima pozzan-
ghera e la volta celeste per la
prima volta vi si specchiò. Poi
la pozza ingrandì, divenne uno
stagno, un ruscello, un torrente,
un fiume, un lago, un mare.
Quanto tempo trascorse da quel-
la prima pozzanghera, da quella
prima vanità del cielo che in
quel palmo d’acqua volle cono-
scersi, all’'immensa vastità dell’o-
ceano? Probabilmente non meno
di un miliardo d’anni; e poi ne
passarono forse altri tre per
giungere sino a noi. Ma fu pro-
prio da quell’istante, da quando
l’acqua si posò sulla Terra e vi
si fermò, raccogliendosi in spec-
chi limpidi e luminosi, fu in quel
periodo comprendente milioni
di millenni, che si manifestò ad
un certo momento il fenomeno
della « vita ».

E infatti le prime molecole in





tracce di Radon.



Ossigeno 967.000.000 t.
Idrogeno 125.000.000 »
Cloro 21.500.000 »
Sodio 11.500.000 »
Magnesio 1.500.000 »
Zolfo 1.000.000 »
Calcio 420.000 »
Potassio 410.000 »
Bromo 75.000 »
Carbonio 32.000 »
Stronzio 9.000 »
Boro 5.500 »
Silicio 3.500 »
Fluoro 1.500 »
Argo 700 »
Azoto 600 »
Litio 220 »
Rubidio 135 »
Fosforo 80 »
Jodio 55 »



Indio 23 Le
Zinco TIA»
Ferro 11,2 »
Alluminio LR"
Molibdeno 112%
Bario T »
Piombo 33»
Stagno 3,3»
Rame 33»
Arsenico 33° »
Protoattinio 3,3 »
Selenio 39
Vanadio 2,2.»
Manganese 22 »
Titanio 12 »
Torio 0,8»
Cesio 5,597 »
Antimonio 0,57 »
Cobalto 0,56 »
Nichel 0,56 »



Oltre questi sessanta elementi chimici le acque dei mari e degli oceani contengono anche

ELEMENTI CHIMICI CONTENUTI NELL'ACQUA MARINA

(I mari e gli oceani sono composti dagli elementi chimici che qui riportiamo, con a fianco
il rispettivo dato ponderale per ogni chilometro cubo d’acqua).

Cerio 0,43 t.
Ittrio 0,42 »
Argento 0,33 »
Lantanio 0,33 »
Cripton 0,33 »
Neon 0,33 »
Bismuto 200 kg.
Tungsteno 100 »
Xeno 100 »
Germanio 60 »
Cadmio 56 »
Cromo 52 »
Scandio 41 »
{ Mercurio 30 »
Gallio 30 »
Tellurio 11 »
Niobio DE
Elio 5 »
Oro 4 »
Radio 0,03 gr.





grado di riprodursi, soltanto nel.
l'elemento liquido marino, pote-
vano trovare le condizioni neces-
sarie al compiersi di quel mira-
colo chimico che è alla base
della natura vivente. Dapprima
gli animali e la vegetazione del
mare furono di tipo del tutto
speciale: esseri primordiali, uni-
cellulari, che attraverso muta-
menti infinitesimi ma continui,
durante migliaia e migliaia di se-
coli, videro cambiare la propria
struttura; e in una graduale e
complessa trasformazione si con-
vertirono in molluschi, in crosta-
cei, anfibi, pesci, insetti, rettili
e mammiferi.

Intanto le epoche geologiche
si erano susseguite con la loro
immutabile cadenza fino a giun-
gere a un milione di anni prima
di quella attuale, allorché si re-
gistrò l’evento più importante
dell’uomo sulla faccia della
Terra.

Dalla costituzione della prima
molecola vivente erano già pas-
sati circa settecento milioni di
anni; e intanto il mare aveva
continuato il suo lentissimo mo-
to di onde e di maree, aveva con
tinuato a respirare il suo imma-
ne respiro, che è un po’ come il
battere di un cuore.

E la Terra era lì, pronta a ri-
cevere la carezza benefica della

sua spumeggiante risacca, oppu-
re, quando era infuriato, la sfer-
za dei marosi; e il cielo, final-
mente, si poteva specchiare nel
mare. Gli astri lo avvolgono nel-
la impercettibile quanto colossa-
le forza della propria gravitazio-
ne, la vita comincia a definirsi
nel moto incessante delle sue ac-
que. E l’uomo inizia a trarne
vantaggio, ma anche a mettere in
balìa dei suoi capricci la propria
vita: appaiono, infatti, fin dagli
albori della preistoria, le prime
imbarcazioni.

Dapprima fu solo la necessità
di galleggiare, magari su un
tronco; poi furono dieci i fusti
d’albero legati insieme e forma-
re una zattera; e infine ci si ac-
corse che anche una sola pianta
scavata, dal fulmine e dal tem-
po, si reggeva benissimo sulle
onde e consentiva all’uomo una
più comoda posizione e il più
facile trasporto della selvaggina
dal bosco alla capanna.

O poteva essere, questa primi:
tiva barca, un otre gonfio d’aria;
ma era pur sempre l’inizio di
andare, di un andare per il mon-
do, di un cercare il contatto con
altre genti o con terre diverse.
Era, insomma, l’inizio della ci-
viltà.

Mentre gli uomini andavano
sul filo della corrente, aiutando-

NOTIZIARIO ‘’C,,:

si col faticoso moto delle pagaie
o delle pertiche, guardavano a
lungo i palmipedi che seguivano
dappresso le imbarcazioni. Dap-
prima lo fecero solo per curiosi-
tà, quindi del nuoto armonioso
degli uccelli videro la possibili-
tà di un diverso modo di spinge-
re il natante, allargando la base
di quei remi primordiali: ne ap-
poggiarono una estremità al bor-
do dell’imbarcazione, e ne tras-
sero giovamento.

La fatica di navigare diventa-
va così minore e gli uomini si
potevano distrarre un poco a
guardare la lussureggiante vege-
tazione delle rive. Il vento qual-
che volta la piegava dolcemente,
ma a tratti ne curvava le chiome
gonfie fino a terra. Quelle raf-
fiche, insomma, erano una forza
viva e l’uomo la raccolse e la
sfruttò: nacque così la prima ve-
la, un semplice telo, capostipite
di una lunga serie di perfeziona-
menti che portarono, attraverso
i secoli, alle più sottili e compli-
cate strutturazioni, tanto da per-
mettere ai vascelli del primo Ot-
tocento di trarre profitto da ogni
più lieve bava di vento, grazie al-
la elaboratissima velatura dei lo-
ro alberi, alti perfino trenta
metri.

(Segue)

pagina tre






Tre candeline

per Hl Timoney

«Il Timone», quotidiano dell'e-
quipaggio della turbonave « Fede-
rico C.»; è giunto felicemente al
terzo anno di vita. Nella sua sem-
plicità, vorremmo dire nella sua
modestia, costituisce un esempio
unico: ed è pertanto con soddisfa-
zione che « Notiziario C.» ne par-
la ancora una volta, certo che lo
spazio destinato ad una iniziativa
quanto mai degna di essere inco-
raggiata e di essere additata come
esempio a tutti gli altri.

Parlare de «Il Timone» — per
noi che lo abbiamo già citato —
potrebbe anche apparire superfluo;
diciamo « potrebbe» perché, nella
reltà, questo insolito «quotidiano»,
pur restando fedele alle origini, è
sempre nuovo, sempre vario, sem-
pre interessante.

Prendiamone, a caso, un nume-
ro, il 94 del 22 aprile 1967. Si
apre col Santo del giorno, cioè con
Sant'Anselmo, la cui biografia, ri-
dotta a poche righe, è tuttavia
completa ed essenziale: quanto ba-
sta perché i Santi che ogni gior-
no ci ricorda il calendario non sia-
no un fatto astratto, ma giunga-
no a noi, attraverso la loro vita,
con un preciso insegnamento.

Subito dopo troviamo la conti-
nuazione degli articoli dedicati al-
l'illustrazione dell’Enciclica «Po-
pulorum Progressio» di Paolo VI.
Il commento è stringato ma inte-
gro nella sostanza del grande do-
cumento pontificio. Sotto «Verso
una condizione più umana », per e-
sempio: «Se il proseguimento del-
lo sviluppo richiede un numero
sempre più grande di tecnici, esige
ancor di più uomini di pensiero ca-
paci di riflessione profonda, votati
alla ricerca di un umanesimo nuo-
vo che permetta all'uomo moder-
no di ritrovare se stesso, assumen-
do i valori superiori d'amore, di
amicizia, di preghiera, di contem-
plazione. In tal modo potrà com-
piersi in pienezza il vero svilup-
po, che è il passaggio, per ciascu-
no di noi, e per tutti, da condi-
zioni meno umane a condizioni più
umane ».

In seconda e terza pagina prose-
gue l'illustrazione della «Divina
Commedia »; siamo all’undicesima
puntata: un rapido viaggio attra-
verso l'ottava bolgia, con le «fiam-
me» di Ulisse e di Diomede, di Gui-
do da Montefeltro, di Maometto,
del califfo Alì, Mosca degli Uber-
ti e via dicendo. Due illustrazioni,
molto intonate, illustrano la de-
scrizione, fornendo un eloquente
senso del pensiero dantesco.

Si chiude, in quarta pagina, con
una bella poesia di Trilussa, con
due significativi aneddoti e con una
gustosa berzelletta.

Sfogliando la collezione a ritro-
so, troviamo, nel n. 87 del primo a-
prile, un breve ritratto del santo
del giorno (Sant'Ugo), un « pensie-
ro spirituale» dall’« Imitazione di
Cristo », una piccola « nozioncella

di geografia sul Pase che ci ospita »,
e nel caso specifico si tratta del-
le Antille Olandesi. Il giornale si
chiude, e non poteva essere altri-
menti dato il giorno di pubblica-
zione, con una... importante noti-
zia: « Attenzione! Avviso importan-
te. Come già saprete la LINEA C.
si è arricchita di una nuova uni-
tà: la turbonave «Vicello C.» di
recente acquisto. La nuova nave
viene adibita esclusivamente per
crociere. Nel periodo estivo queste
hanno per meta la visita delle co-
ste scandinava e mel periodo in-
vernale i porti del Mediterraneo.
Ogni crociera dura in media quin»
dici giorni con lunghe soste nei
porti italiani di Napoli e di Geno-
va. La crociera inaugurale per il
«Sole a mezzanotte» partirà da
Napoli il primo giugno. Quanti de-
siderano, dal « Federico C.» passa-
re a far parte dell'equipaggio della
nuova nave, devono in giornata
presentarsi e farne richiesta, alla
segreteria della rispettiva categoria.
Per il personale di camera prov-
vede a raccogliere le richieste il
signor Casiccia, ufficiale commis-
sario ponte B. Affrettarsi! ».
Abbiamo letto il giornale del
giorno seguente; ma non abbiamo
trovato notizia del numero dei
« prenotati» per la «Vicello C.»:
forse che nessuno ha... abboccato
all’amo del primo d'aprile?



Nascite

GABRIELLA, di Tony e Tina
Autieri. Genova, 10 gennaio 1967.

ALESSANDRO, di Raffaello
Nordio. Dolo, 20 giugno 1967.

Ai genitori vive felicitazioni; ai
piccoli tanti auguri.

Matrimoni

Salvatore SIMONETTI e Ma-
ria Luisa SCOTTO. Carloforte,
chiesa di San Carlo Borromeo,
4 giugno 1967.

Luciano D’URSO e Fausta GUI.
DETTI, Parrocchia di Sant’Anto-
nio, Novi Ligure, 10 giugno 1967.

Giuliano GIUNTINI e Bianca
SANNA. Genova, chiesa parroc-
chiale di San Michele Arcangelo,
12 giugno 1967.

Alcide FERRO e Mara SCA-
GLIETTO. Imperia, chiesa par-
rocchiale di Cristo Re, 22 luglio
1967.

Alle coppie felici giungano i
più fervidi voti augurali di «No-
tiziario C.».

Prima Comunione

Il 30 aprile a Genova, nella
chiesa della Santissima Annun-
ziata a Sturla, ha ricevuto la Pri-
ma Comunione e la Cresima Fa-
bio GHERSI, figlio del primo uf-
ficiale della «Enrico C.», Claudio.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



Portofino lancia
un premio letterari(
per i naviganti

L’Azienda Autonoma di Soggiorno di Portofino ha indetto la prima
edizione del Premio Letterario Nazionale «Il Navigante » per testi.
inediti di narrativa ispirati all’ambiente marinaro.

La novità del Premio è costituita dal fatto che è diviso in due.
Sezioni: entrambe hanno un premio indivisibile di mezzo milione.
Una di queste Sezioni — ed è quella che a noi interessa — è dedicata
a un racconto riservato agli uomini di mare componenti gli equipaggi,
di navi mercantili.

Il racconto non dovrà essere inferiore alle 15 e superiore alle 40.
cartelle dattiloscritte a spazio due.

La Giuria è composta da Carlo Bo, Manlio Cancogni, Tullio Cie.
ciarelli, Salvator Gotta, Ugo Mursia Editore, Nino Palumbo, Leone Pie-
cioni, Fed Ferrari (presidente dell’ Azienda "Autonoma di Portofino).

I dattiloscritti in 9 copie, ben leggibili, dovranno essere inviati.
entro il 20 settembre alla Segreteria del Premio, presso l’Azienda Auto-
noma di Portofino.

I dattiloscritti dovranno essere accompagnati da una dichiarazione
del Comandante della nave, oppure della Società Armatrice, che com-
provi l'appartenenza del concorrente al ruolo di navigante.

Le opere concorrenti non dovranno essere state premiate o segna»
late ad altri concorsi e dovranno portare su ogni copia il nome, cogno-
me, indirizzo dell’autore.

La Segreteria del Premio non si impegna alla restituzione dei dat-
tiloscritti. î

La proclamazione ufficiale dei premi avverrà nel pomeriggio del
4 novembre 1967 a Portofino, nel corso di una solenne cerimonia, cui
parteciperanno rappresentanti del Governo, esponenti della cultura e.
della Marina mercantile.

























La posizione delle navi.
della nostra Compagnia

Ecco la situazione delle navi passeggeri della Linea « C ».

LINEA SUD AMERICA

EUGENIO C: partita il 4 settembre da Buenos Aires per Santos (6/9),
Rio de Janeiro (7/9), Lisbona (14/9), (Barcellona (16/9), Cannes (16/9),
Napoli (17/9) e (Genova (18/9) da dove inizierà il 19/9 una crociera, Con
scali a (Cadice - Lisbona - Funchal - Casablanca.

LINEA CENTRO AMERICA

FEDERICO C.: partita il 5 settembre da La Guayra per Miami (8/9),
Funchal (15/9), Lisbona (17/9), Barcellona (19/9), Cannes \20/9), Genova
(20/9) e Napoli (21/9), da dove inizierà il 23 il viaggio N. %

CROCIERE

ENRICO C.: attualmente in crociera. Riprenderà ila linea del Sud \Ame-
rica da Genova il 9/9.

ANDREA C.: partita il 5/9 per la crociera N. 7 che terminerà a
Genova il 16/9.

ANNA C.: partita il 2/9 per la crociera iN. 17, giungerà a Genova il 9/9
da dove ripartirà lo stesso giorno per la crociera N. 18.

FRANCA C.: partita da Venezia il 28/8 per la crociera N, 12, giungerà
a Venezia il 7/9 da dove inizierà lo stesso giorno la crociera N. 13.





NOTIZIARIO «C» FLAVIO MAGNARIN
Periodico aziendale bimestrale Direttore responsabile
Anno VII - Num. 4 - luglio-agosto 1967 Genova, Via D'Annnunzio 2 (p. XX)

Spediz. In abb. post., Gruppo _IV__ Tel. 58.18.51 - Casella post. 492
Aut. Trib. di Genova N. 526 del 23-2-61 Stampa: BI-ESSE - Genova


















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