Notiziario "C", n. 1, 1965
Contenuto
- Titolo
- Notiziario "C", n. 1, 1965
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
- Come educare la volontà dei nostri bambini, p. 2
- "Beatrice C." la nave che aveva il dono della simpatia, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4 - Data testuale
- 1965 gennaio - febbraio
- Estremi cronologici
- gennaio 1965 – febbraio 1965
- Consistenza
- pp. 4
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Famiglia Costa
- Identificativo
- PER.000364/24
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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- Collocazione
- Emeroteca
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- Navigazione crocieristica
- Vita di bordo
- Welfare aziendale
- contenuto
-
LION P4]:V*ATO
Linea “C,; - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova
Anno V - Numero 1 . Gennaio-Febbraio 1965 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
L’ANNA C. e la FRANCA C.
attualmente nei Caraibi per un
cielo di Crociere, fotografate a
Port Everglades.
Come educare la volontà del nostri bambini
Quando una nave si accinge a
prendere il mare, quel che più
ci preoccupa è che il motore sia
in ordine.
Non sappiamo a quali mari
agitati, a quali tempeste andrà
incontro; per tutto questo ci vuo-
le un motore potente e sicuro.
Il bambino che intraprende il
suo viaggio nella vita si troverà.
forse più presto di quanto pen-
siamo, ad aver bisogno di un pa-
tente motore: questo motore è
la volontà. La volontà è capace
di una energia la cui potenza è
per così dire senza limiti. Basta
ricordare i conquistatori, gli in-
ventori e soprattutto i Santi.
Nell’ordine naturale lo sviluppo
della volontà dovrebbe essere
progressivo e parallelo allo svi.
luppo fisico ed intellettuale del
bambino.
Come un organo che non lavo-
ra, piano piano s’indebolisce e
finisce con l’atrofizzarsi, così la
volontà non esercitata ed educa-
ta rimane ad uno stadio infanti-
le. A partire dai tre o quattro
anni i bambini sono in uno sta-
to di ricettività che offre per la
loro educazione, delle facilità che
non si presenteranno più in se-
guito. Lasciar passare questo
tempo senza utilizzarlo è com-
mettere uno sbaglio irrimedia-
bile. Sarà la mamma a portare
gradatamente la volontà del
bambino a compiere degli sfor-
zi bene orientati e coronati da
un successo che di giorno in
giorno aumenterà il suo vigore.
L'essenziale è di non sollecitare
sforzi a sproposito; ci si espor-
rebbe così a guastare il motore.
E’ inutile voler esigere dal bam-
bino ciò che egli non può fare.
Prima di comandargli un’azio-
ne si deve esaminare se egli è
capace dello sforzo che l’atto
stesso esige.
Si può forse chiedere all’uccel-
lo di volare prima che gli siano
spuntate le penne? Bisogna
creare la capacità prima di
pretendere che questa agisca.
La mamma dice al bimbo: « Dà
il tuo cioccolatto a quel bimbo
povero ». Il bimbo obbedisce, ma
poi va a nascondersi per pian-
gere. Non ha osato dispiacere
alla mamma, ma questa l’ha in-
vitato repentinamente a mettere
in pratica due virtù alle quali
egli non è ancora preparato, per-
ché privarsi per il prossimo esi-
ge due virtù: mortificazione e
carità. Occorre dapprima farlo
testimonio degli atti di carità
dei genitori, poi servirsi di lui
come messaggero per compiere
qualche azione generosa. Alla
prima occasione sarà lui stesso
a farsi avanti e il bel gesto sarà
venuto da lui sebbene prepara-
to dalla mamma. Ne avrà la sod-
disfazione e la sua coscienza gli
dirà che ha fatto bene. Ricomin-
cerà altre volte, le ripetizioni
creano l’abitudine e cioè la virtù.
In questo modo si porta il
bambino ad amare il bene, il che
significa illuminare la volontà.
In modo parallelo i genitori de-
vono fortificare la volontà dei
loro bambini educandoli a rinun-
ziare a qualche piccola cosa o
ad eseguire un piccolo lavoro
che costa, per amore di Gesù.
Questi atti si chiamano fioretti.
All’inizio sarà difficile compren-
dere il concetto di fioretto ed
ugualmente difficile arrivare a
compierlo. Un mezzo molto uti-
le che può aiutarlo soprattutto
nei primi tempi è quello di « se-
gnare » visibilmente il fioretto.
Questo si otterrà, ad esempio.
colorando un fiore su di un car-
toncino appositamente prepara-
to, oppure mettendo in un ce-
stinello un fiocco di lana che
insieme a tanti altri sarà a Na-
tale un morbido lettino per
Gesù Bambino. Questi piccoli
espedienti sono di grande utili-
tà per aiutare il bambino a vin-
cersi senza sminuire lo sforzo
che essi stimolano.
Mediante le vittorie consegui-
te la volontà si prepara ancora
a vincere nei combattimenti fu-
turi. E il bambino fatto adulto
sarà un uomo libero nel senso
vero della parola.
C. Martini Donati Costa
Canale inter-oceanico
fra Atlantico e Pacifico
Il Nicaragua, il Costarica e il Panama hanno già espresso il
loro accordo di principio alla realizzazione di studi geologici per
la costruzione di un canale a livello inter-oceanico e c'è da sperare
che lo stesso farà la Colombia; lo ha dichiarato il sottosegretario
di Stato statunitense per gli affari inter-americani, Thomas Mann,
giunto a Bogotà, dopo un colloquio con il Presidente Valencia e con
il ministro degli Esteri colombiano, Fernando Gomez Martinez.
Mann ha sottolineato che gli Stati Uniti rispetteranno scrupo-
losamente la sovranità territoriale del Paese sul cui territorio verrà
costruito il canale ed ha indicato che essi pensano alla costruzione
di una società internazionale incaricata di amministrarlo. Per quel
che concerne i metodi studiati per i lavori, Mann ha precisato che,
se sarà necessario l’impiego di bombe nucleari verranno usate solo
bombe « pulite », del tipo che continua ad essere sperimentato negli
Stati Uniti. Queste bombe, ha notato Mann, non potrebbero tuttavia
essere usate senza una revisione del trattato di interdizione parziale
degli esperimenti atomici, firmato dagli Stati Uniti.
Ottava nel mondo
la nostra flotta mercantile
Secondo dati pubblicati dal
«Lloyd’s Register of Shipping »,
l’Italia è all'ottavo posto nel
mondo come consistenza di ton-
nellaggio della flotta mercantile.
La graduatoria mondiale vede
al primo posto la Gran Breta-
gna (21.490.000 t.s.1.), seguono
gli stati Uniti (20.351.000), la
Liberia (14.550.000), la Norvegia
(14.447.000), il Giappone (10 mi-
lioni 813.000), l'URSS (6.958.000),
la Grecia (6.888.000) e l’Italia
(5.708.000).
Rispetto all'anno precedente i
maggiori incrementi si sono ve-
rificati nella flotta liberiana
Si farà il ponte sullo Stretto di Messina
Una commissione tecnica per
l'esame definitivo dei problemi
connessi con la soluzione di un
ponte sullo stretto di Messina
è stata insediata dal ministro
dei Lavori Pubblici on. Mancini.
Secondo gli esperti del Mini-
stero dei Lavori Pubblici, i mem-
bri della commissione dovranno
orientarsi per la costruzione del
ponte tra una delle tre seguen-
ti possibili soluzioni: 1) finanzia-
mento e costruzione dell’opera
da parte dell’Iri e dell’Italsider;
2) costruzione da parte di un
consorzio di imprese italiane, fi-
nanziate da un gruppo di ban-
che italiane; 3) costruzione con
partecipazione di capitale ame-
ricano.
Per una durata di 30-35 anni
dal momento dell’entrata in fun-
zione dell’opera, l’attraversamen-
to del ponte dovrebbe essere
soggetto al pagamento del pe-
daggio, per diventare successiva-
mente di proprietà dello Stato.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
A quanto si apprende negli
ambienti dello stesso Ministero,
nonostante il riserbo che cir-
conda le modalità di scelta di
una delle tre soluzione, la rea-
lizzazione dell’opera, comporterà
comunque una spesa non infe-
riore ai 220 miliardi di lire. Se-
condo le stesse fonti sarebbe
desiderio del ministro Mancini
portare a termine l’opera entro
il 1970.
A parere del Consiglio supe-
riore dei Lavori Pubblici, il col-
legamento stabile dello stretto
di Messina, che dovrà saldare
punta Pezzo a Gazzirri (i punti
di minima distanza tra le due
coste: 3200 metri) comporta il
superamento di difficoltà finora
sconosciute per quanto concerne
le condizioni ambientali e la
natura geofisica del terreno,
che caratterizzano la zona del-
lo Stretto.
Si tratta infatti di « poggia-
re» i pilastri portanti dell’inte-
ra costruzione a una profondità
di oltre 120 metri sotto il livello
del mare: profondità questa fi-
nora mai raggiunta nella costru-
zione di ponti sull’acqua. Le dif-
ficoltà poi aumentano se si
tiene conto che queste struttu-
re portanti dovranno poggiare
esclusivamente sulla roccia viva
che — secondo recenti rilievi
preliminari — giace sotto uno
strato di una trentina di metri
di sabbia.
A colori
anche il radar
In Giappone è stato realizzato
recentemente un radar a colori,
che « vede » in giallo, verde, ros-
so e turchino. Sarà così più fa-
cile individuare sullo schermo
aerei, navi e fenomeni atmosfe-
rici.
(particolarmente per ragioni fi-
scali) dove si è registrato un
aumento di 3.158.000 t.s.l1., in
quella sovietica (+ 1.524.000),
giapponese (+ 837.000), norve-
gese (+ 808 mila), panamense
(+ 376.000), indiana (+ 237.000),
svedese (+ 132 mila), tedesca
(+ 109.000) e italiana (+ 103.000).
Una riduzione si è verificata
negli Stati Uniti (— 703.000), in
Grecia (— 206.000), Olanda (me-
no 117.000), Francia (— 100.000)
e nella Gran Bretagna (meno
75.000).
Il complesso della flotta mer-
cantile mondiale, pur gruppi di
tonnellaggio, risulta così costi-
tuito: 86 navi, da oltre le 40.000
t.s.1., 241 fra le 30.000 e le 40.000,
778 fra le 20.000 e le 30.000, 3.034
fra le 10.000 e le 20.000, 7.657
fra le 5.000 e le 10.000, 8.040 fra
le 1.000 e le 5.000, e 21.113 navi
con stazza fino a 1.000 t.s.l.
Rispetto all’età del naviglio
si osserva che solo il 5,0% del-
la flotta mondiale è in attività
da oltre 30 anni, il 2,0% è fra
i 25 ed i 30, il 16,0% fra i 20
ed i 25, l’11,0% fra i 15 ed i
20 anni, il 14,0% fra i 10 ed i
15 anni, il 24,5% fra i 5 ed i
10 anni e ben il 27,5% è in eser-
cizio da soli 5 anni dalla data di
costruzione. Per quanto concer-
ne l’Italia si rileva che il 53%
del nostro naviglio mercantile
ha un’età inferiore ai 10 anni,
il 21% tra i 10 ed i 20 anni ed
il 26% oltre i 20 anni.
Il complesso mondiale cister-
niero è di 5.130 navi per una
stazza di 50.563.315 tonnellate.
La graduatoria mondiale vede
al primo posto la Liberia, se-
guita da Gran Bretagna, Nor-
vegia, Stati Uniti, Giappone, Pa-
nama, Francia e Italia. Il no-
stro Paese precede l’URSS, l’O-
landa, la Grecia e la Svezia.
n
Diciassettesima puntata
della storia della Linea “C,,
“BEATRICE C., la nave
che aveva il dono della simpatia
Una rara foto della « Beatrice C. » nel porto di Massaua il 20/3/1950 con carico sopra coperta.
La storia della LINEA C. giun-
ge oggi alla sua diciassettesima
puntata. E’ il turno della BEA-
TRICE C.
Essa venne costruita in ac-
ciaio a Grinustad, nei cantieri
Fevigs Jernskibsbyggeri e fu va-
rata nel 1908. Era lunga metri
76,65, larga metri 11,22, alta me-
tri 6,49; stazzava lorde tonnella-
te 1731,15, nette 1014,83, aveva
due ponti, quattro paratie sta-
gne, due stive; l'apparato moto-
te — costruito sempre nel 1908
dalla Richardsons Westgarth &
Co. Lt. a Middlesbrough — con-
sisteva in una macchina alterna-
tiva a vapore, a triplice espan-
sione, tre cilindri; Hp. nominali
174, indicati alle prove 991; una
elica.
Nella sua lunga vita, la nave
assunse diversi nomi: « Ottar »,
«Libano », «Empire Resisten-
ce». Con questo nome si trova-
va in attività commerciale quan-
do scoppiò il secondo conflitto
mondiale. E la guerra, natural-
mente, non la risparmiò; in cir-
costanze che non sono tanto
chiare, durante un attacco aero-
navale, venne colpita in pieno e
affondò nella rada di Gibilterra,
dove era alla fonda.
Rimase in fondo alle acque
per parecchi mesi, cioè fino al
giorno in cui — terminato il con-
flitto — non si decîse di recupe-
rarla. Subite le necessarie ripa-
razioni, la nave riprese la rego-
lare navigazione, come se il pe-
riodo di affondamento fosse un
lontanissimo ricordo. Cambiò
però ancora nome: divenne sem-
plicemente la « Resistence », e
battendo bandiera inglese fu uti-
lissima in quel difficile periodo
per i collegamenti di cabotag-
gio fra i porti britannici. Una na-
vigazione regolare, le solite die-
ci miglia orarie, ma una puntua-
lità negli arrivi e nelle partenze
che non venne mai smentita, an-
che quando — capitò — si trovò
ad affrontare paurose tempeste
nel Canale della Manica.
Passò a far parte della LINEA
C. nel 1949 e fu iscritta al Com-
partimento Marittimo di Geno-
va l’8 agosto dello stesso anno,
col numero 2750 di matricola. Nel
frattempo — cioè dalla data di
acquisto, aprile 1949 — aveva su-
bito numerose trasformazioni e
aveva mutato ancora nome: non
più « Resistence », ma BEATRI-
CE C.
Il trasferimento di bandiera,
per la precisione, avvenne il 6 a-
prile, mentre la nave si trovava
nel porto di Liverpool; e furono
il comandante Ambrogio Arienti
e il secondo ufficiale cap. Lepil-
lo a prenderla in consegna, pro-
prio quel giorno, per portarla a
Genova. Fu una presa di conse-
gna piuttosto curiosa e insolita.
«Arrivammo a Liverpool» — ha
raccontato spesso il secondo uf-
ficiale cap. Lepillo — «e ci re-
cammo subito in porto. Giun-
gemmo al Dock dove la nave do-
veva essere ormeggiata, ma, sul
principio, non la trovammo. Pos-
sibile non vedere una mnave?...
Possibilissimo. Infatti in quel
momento la marea era tanto
bassa che la nave era... scompar-
sa sotto la banchina stessa. Per
andare a bordo, invece di salire
la tradizionale scala, dovemmo
scenderne una che era collegata
direttamente con la coperta.
Chissà perché, forse anche per
questo episodio, la nave ci di-
venne subito simpatica... ».
Giunta a Genova, il 14 aprile,
la nave — come si è detto — su-
bì alcuni lavori di trasformazio-
ne e subito, il 27 dello stesso
mese, fu noleggiata alla Società
« SPERCO » di Venezia per due
viaggi di linea fra Venezia e Trie-
ste e i porti della Grecia, della
Turchia e Cipro.
Ritornata libera a Genova il 24
agosto, rimase ferma per pochi
giorni; il 12 settembre, infatti, al
comando del cap. Leonardo Ac-
quarone, iniziò una serie di viag-
gi di linea tra i porti del Sud
Francia e del Ponente Italia per
l’Egitto, l'Arabia Saudita, il Su-
dan Anglo-Egiziano, l’Eritrea e
Gibuti. Il carico, sia all'andata
che al ritorno, era sempre di
merci generali. Fu, per la BEA-
TRICE C., un periodo partico-
larmente felice, di vasta popola-
rità. « Era una nave », dice il Ca-
pitano superiore di L.C. Maffeo
Zonca, che fu a bordo dell’unità,
«che spirava simpatia a prima
vista, anche per l'ottimo ambien-
te che si era venuto a creare a
bordo. Non aveva nulla della na-
ve adibita al trasporto delle mer-
ci; e noi, nei lunghi periodi di
navigazione, facevamo a gara per
renderla pulita e abbellirla come
una normale nave da passeggeri.
Era davvero una nave ospitale;
e per questa caratteristica era
così famosa in tutti gli scali che
toccava da essere oggetto di par-
ticolari attenzioni. Perfino î bar-
caioli del Canale di Suez, al rien-
tro, rifiutavano le navi del con-
voglio per imbarcarsi sulla
« BEATRICE C.».
Nel marzo del 1951, la BEATRI-
CE C. venne consegnata, per un
lungo contratto a tempo, ad una
Compagnia inglese per il traspor-
to di rattami ferrosi dall’East
Africa (Mombasa, Tanga, Dar Es
Salaam) all’Inghilterra (Swan-
sea). Questi viaggi durarono fi-
no al febbraio del 1953; lo stes-
so anno, l 14 maggio, il cap. Leo-
nardo Acquarone lasciò il coman-
do della nave e gli subentrò il
cap. Agostino Laviosa.
Posta in disarmo l’l11 agosto
1953, la BEATRICE C. fu riarma-
ta il dieci settembre successivo
e sempre al comando del Cap.
L.C. Laviosa fu noleggiata prima
alla Società Messina per viaggi
tra i porti del Mediterraneo e
poi alla Società Cosulich sempre
(Continua in 4.a pagina)
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
è GIORNALE DI BORDO.
Un siornale quotidiano
per l'equipassio della “FEDERICO 6
Con vivo piacere abbiamo ri-
cevuto la prima annata de «Il
Timone », il bollettino per l'equi-
paggio della turbonave « Federi-
co C.» che esce ogni giorno a
cura di Mons. Leto Casini. Si
tratta di una iniziativa degna del
massimo elogio, fatta con un cri-
terio molto equilibrato; in due
pagine ciclostilate sono contenu-
te le notizie essenziali del giorno.
Ma, forse, più che il commen-
to è sufficiente riportare alcuni
«estratti» de «Il Timone» che
ha visto la luce per la prima vol.
ta il 25 aprile dello scorso an:
no. Perché è nato? Cediamo la
parola a Mons. Casini: «Da
molto tempo, si può dire dal
primo giorno in cui intrapresi
a navigare, ho vagheggiato l’idea
di pubblicare un giornaletto, pos-
sibilmente quotidiano, che po-
tesse interessare l’ equipaggio
della nave sulla quale mi sarei
trovato a esercitare il mio mo-
desto ufficio di cappellano. Og-
gi, finalmente, vedo il mio desi-
derio appagato. Sulla « Federico
C. », per la verità, una pubblica-
zione per l'equipaggio esiste già
ed è l’« Eco di Prora» l'organo
dello Sporting Club di bordo
ma, Dio mio, è così pigro a uscì-
re...! Se piove non esce perché
non vuol bagnarsi; se c’è il sole
non esce perché ha paura di bu-
scarsi una insolazione; se tira
vento... insomma tutti i pretesti
sono buoni per rimanersene
tranquillo in redazione. Per uno
sportivo, mica male! Se fosse
un giocatore non lo vorrei certo
nella « Fiorentina »! Tenuto con-
to della sullodata abitudine de
«L’Eco di Prora », ecco il nuovo
bollettino: «Il Timone» che,
modestamente, desidera solo ag-
giungersi al confratello senza al-
cun proposito di fratricidio.
Quale lo scopo del foglietto?
Ricordo il motto di una acca-
demia di letterati: « Nos parvi,
grandia conamur », vale a dire
che noi piccoli tentiamo grandi
cose. Così, questo bollettino, pic-
colo sotto innumerevoli aspetti,
vorrebbe conseguire cose im-
portanti: 1) approfondire la co-
noscenza dei principali fonda-
menti della Fede; 2) raccogliere
il nostro pensiero su massiì-
me di indiscutibile sapienza; 3)
istruire col rievocare fatti e per-
sonaggi collaudati dalla storia;
4) divertire con aneddoti, gio-
chetti, freddure, schiocchezze va-
rie; 5) soprattutto creare una
atmosfera di cordialità fra tutti
noi costretti a vivere in un mon-
do minuscolo, compreso tutto
fra poppa e prua. Il fine che il
foglietto, dunque, si propone è
grande; riuscirà a conseguirlo? ».
La nostra risposta, dopo aver
sfogliato tutti i numeri fino al
31 dicembre, è senz'altro positi-
va, perché « Il Timone » è riusci-
to, nell’esiguo spazio a disposi-
zione, a «condensare » la gior-
nata in un modo vorremmo dire
anche originale,
La prima pagina sì apre col
Santo del giorno, una brevissi-
ma presentazione con cenni sto-
rici sempre interessanti; seguo-
no alcuni pensieri sul Vangelo o
sul significato delle solennità del
giorno. La seconda pagina vede
alla ribalta gli «Uomini illustri»,
una galleria che si propone di
passare in rassegna tutti î gran-
di della storia. Un compito non
facile, dato anche lo spazio a
disposizione, ma occorre dire
che le piccole biografie sono ste-
se con gusto e con precisione.
Sempre ricercata anche la
parte dedicata all’umorismo, con
barzellette di una certa presa.
Ma il contenuto del giornale
non si esaurisce qui. Vi si trova-
no una sintesi della storia univer-
sale, nozioni di astronomia, per-
fino un piccolo frasario in quat-
tro lingue (italiano, francese, in-
glese, tedesco) utilissimo per
tutto l'equipaggio. E non manca,
naturalmente, un accenno di cro-
naca ai fatti che succedono a
bordo: così sono regolarmente
ricordati tutti gli onomastici e
altri avvenimenti familiari. Per-
fino i giochi a premio hanno
trovato ospitalità nella seconda
e... ultima pagina.
Naturalmente «Il Timone» non
poteva trascurare lo sport; così,
ogni settimana, al lunedì, il gior-
nale aggiunge una pagina alla
normale... veste, e riporta com-
mentati, i risultati dei campio-
nati di calcio italiani.
“BEATRICE (.,,
( Segue > dalla 3.a pagina)
per il traffico di linea fra i porti
dell’Adratico e il Medio Oriente.
Ma ormai era prossima anche
la chiusura della parentesi della
BEATRICE C. sotto i colori del.
la nostra Compagnia; posta in
disarmo il 25 gennaio 1954, fu
venduta all’armatore Romano di
Napoli, il quale la prese in con-
segna il 3 marzo.
L’ultimo trasferimento, prima
della fine. La nave, infatti, che
aveva dato scacco matto alla sor-
te avversa riprendendo a naviga-
re dopo l’affondamento a Gibil-
terra, era ormai vicina alla fine
dei suoi giorni. Non trascorse
molto tempo e un giorno, men-
tre si trovava in navigazione sul-
le coste dell’Africa Occidentale,
incappò in un ennesimo ostaco-
lo del destino e affondò di colpo.
La motizia, appena conosciuta,
jece tristezza in tutti; ma soprat-
tutto in coloro che ricordavano
î barcaioli del Canale di Suez
intenti a gareggiare per assicu-
sarsi un posto a bordo di quella
nave italiana che era simpatica
e aveva il dono dell'ospitalità.
NOTIZIARIO ‘“C,,: pagina quattro
Particolarmente attivo è stato, in occasione delle feste di fine d’anno,
il «Circolo dell'Amicizia » dell’« Andrea €C.». Il
31 dicembre tutto
l'equipaggio si è riunito nella sala da pranzo e ha partecipato all’estra-
zione di una ricchissima lotteria che comprendeva, tra l’altro, dollari,
sterline e marenghi d'oro. Numerossima è stata poi, a partire dal tre
gennaio, la partecipazione degli « scoponisti » e dei « tresettisti » all’ap-
posito torneo organizzato sempre dal « Circolo dell'Amicizia ». Assai
combattute le varie fasi del « girone all’italiana » per poter aspirare alle
due medaglie d’oro in palio per il primo e il secondo classificato.
Matrimoni
© Antonio Negoveti, nostro gar-
zone di camera, con la signori-
na Anne Maver. Parrocchia del-
l’Immacolata di Lourdes (Cap-
puccini). Fiume, 18 febbraio
1965.
@ Lorenzo Lanata, nostro gar-
zone di camera, con la signori-
na Marisa Castagnola. Chiesa
parrocchiale di Santa Marghe-
rita di Fossa Lupara (Sestri Le-
vante), 18 ottobre 1964.
Il 24 febbraio 1965, al
Santuario di Nostra Signo-
ra del Monte a Genova, il
dott. Antonio Costa di Eu-
genio si è unito in matri-
monio con la yentile si-
gnorina Piera Badano. Al
la coppia felice il « Noti-
ziario €.» porge le più
sincere felicitazioni e l’au-
gurio di ogni bene per il
futuro.
®@ Ciro Granato, nostro maritti-
mo, con la signorina Lucia Gia-
cobelli. Parrocchia di San Giu-
seppe alle Paludi, Torre del Gre-
co, 3 dicembre 1964.
© Giovanni Ferrari, figlio del
nostro dipendente signor Mario,
con la signorina Giulietta Man-
frinetti. Genova, chiesa della
Maddalena, 3 ottobre 1964.
@ Giulio Diotto, operaio mecca-
nico sull’« Andrea C.», con la
signorina Rita Krautgasser. Chie-
sa di San Giuseppe di Riva del
Garda, 13 dicembre 1964.
Agli sposi felici, giungano le
più vive congratulazioni da par-
te di « Notiziario C. ».
Nascite
@® Elisabetta Petroccione, figlia
del nostro primo commissario
Vesno e della signora Marlene
Lechner. Genova, 24 gennaio 1965.
® Alessandro Silvestri, figlio del
nostro cameriere Antonio e del-
la signora Marta. Luni (Ortono-
vo), 20 novembre 1964 .
@ Maria Michela Rondoni, figlia
del nostro piccolo di camera
Gennaro. 2 febbraio 1965.
Ai piccoli tanti e tanti auguri;
felicitazioni ai genitori.
Il giorno 19 febbraio 1965 è
deceduto a Genova-Sampierdare-
na il signor
GIOVANNI CIPOLLA
alle nostre dipendenze dal 22
gennaio 1947. Era impiegato
presso l’ufficio tecnico navale in
qualità di disegnatore. Uomo ret-
to, buono, ha lasciato in tutti
un grande vuoto. Non aveva an-
cora sessant’anni, essendo nato
a Genova il 16 giugno 1905. La-
scia la moglie e le figlie, alle
quali, nella dolorosa circostanza,
desideriamo esprimere i sensi
del più cristiano cordoglio.
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bi rale
Anno V - N. 1 - Gennaio-Febbraio 1965
Spedizione in abb. post., Gruppo IV
FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
, Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61
Stampa: BI-ESSE - Genova
- extracted text
-
LION P4]:V*ATO
Linea “C,; - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova
Anno V - Numero 1 . Gennaio-Febbraio 1965 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
L’ANNA C. e la FRANCA C.
attualmente nei Caraibi per un
cielo di Crociere, fotografate a
Port Everglades.
Come educare la volontà del nostri bambini
Quando una nave si accinge a
prendere il mare, quel che più
ci preoccupa è che il motore sia
in ordine.
Non sappiamo a quali mari
agitati, a quali tempeste andrà
incontro; per tutto questo ci vuo-
le un motore potente e sicuro.
Il bambino che intraprende il
suo viaggio nella vita si troverà.
forse più presto di quanto pen-
siamo, ad aver bisogno di un pa-
tente motore: questo motore è
la volontà. La volontà è capace
di una energia la cui potenza è
per così dire senza limiti. Basta
ricordare i conquistatori, gli in-
ventori e soprattutto i Santi.
Nell’ordine naturale lo sviluppo
della volontà dovrebbe essere
progressivo e parallelo allo svi.
luppo fisico ed intellettuale del
bambino.
Come un organo che non lavo-
ra, piano piano s’indebolisce e
finisce con l’atrofizzarsi, così la
volontà non esercitata ed educa-
ta rimane ad uno stadio infanti-
le. A partire dai tre o quattro
anni i bambini sono in uno sta-
to di ricettività che offre per la
loro educazione, delle facilità che
non si presenteranno più in se-
guito. Lasciar passare questo
tempo senza utilizzarlo è com-
mettere uno sbaglio irrimedia-
bile. Sarà la mamma a portare
gradatamente la volontà del
bambino a compiere degli sfor-
zi bene orientati e coronati da
un successo che di giorno in
giorno aumenterà il suo vigore.
L'essenziale è di non sollecitare
sforzi a sproposito; ci si espor-
rebbe così a guastare il motore.
E’ inutile voler esigere dal bam-
bino ciò che egli non può fare.
Prima di comandargli un’azio-
ne si deve esaminare se egli è
capace dello sforzo che l’atto
stesso esige.
Si può forse chiedere all’uccel-
lo di volare prima che gli siano
spuntate le penne? Bisogna
creare la capacità prima di
pretendere che questa agisca.
La mamma dice al bimbo: « Dà
il tuo cioccolatto a quel bimbo
povero ». Il bimbo obbedisce, ma
poi va a nascondersi per pian-
gere. Non ha osato dispiacere
alla mamma, ma questa l’ha in-
vitato repentinamente a mettere
in pratica due virtù alle quali
egli non è ancora preparato, per-
ché privarsi per il prossimo esi-
ge due virtù: mortificazione e
carità. Occorre dapprima farlo
testimonio degli atti di carità
dei genitori, poi servirsi di lui
come messaggero per compiere
qualche azione generosa. Alla
prima occasione sarà lui stesso
a farsi avanti e il bel gesto sarà
venuto da lui sebbene prepara-
to dalla mamma. Ne avrà la sod-
disfazione e la sua coscienza gli
dirà che ha fatto bene. Ricomin-
cerà altre volte, le ripetizioni
creano l’abitudine e cioè la virtù.
In questo modo si porta il
bambino ad amare il bene, il che
significa illuminare la volontà.
In modo parallelo i genitori de-
vono fortificare la volontà dei
loro bambini educandoli a rinun-
ziare a qualche piccola cosa o
ad eseguire un piccolo lavoro
che costa, per amore di Gesù.
Questi atti si chiamano fioretti.
All’inizio sarà difficile compren-
dere il concetto di fioretto ed
ugualmente difficile arrivare a
compierlo. Un mezzo molto uti-
le che può aiutarlo soprattutto
nei primi tempi è quello di « se-
gnare » visibilmente il fioretto.
Questo si otterrà, ad esempio.
colorando un fiore su di un car-
toncino appositamente prepara-
to, oppure mettendo in un ce-
stinello un fiocco di lana che
insieme a tanti altri sarà a Na-
tale un morbido lettino per
Gesù Bambino. Questi piccoli
espedienti sono di grande utili-
tà per aiutare il bambino a vin-
cersi senza sminuire lo sforzo
che essi stimolano.
Mediante le vittorie consegui-
te la volontà si prepara ancora
a vincere nei combattimenti fu-
turi. E il bambino fatto adulto
sarà un uomo libero nel senso
vero della parola.
C. Martini Donati Costa
Canale inter-oceanico
fra Atlantico e Pacifico
Il Nicaragua, il Costarica e il Panama hanno già espresso il
loro accordo di principio alla realizzazione di studi geologici per
la costruzione di un canale a livello inter-oceanico e c'è da sperare
che lo stesso farà la Colombia; lo ha dichiarato il sottosegretario
di Stato statunitense per gli affari inter-americani, Thomas Mann,
giunto a Bogotà, dopo un colloquio con il Presidente Valencia e con
il ministro degli Esteri colombiano, Fernando Gomez Martinez.
Mann ha sottolineato che gli Stati Uniti rispetteranno scrupo-
losamente la sovranità territoriale del Paese sul cui territorio verrà
costruito il canale ed ha indicato che essi pensano alla costruzione
di una società internazionale incaricata di amministrarlo. Per quel
che concerne i metodi studiati per i lavori, Mann ha precisato che,
se sarà necessario l’impiego di bombe nucleari verranno usate solo
bombe « pulite », del tipo che continua ad essere sperimentato negli
Stati Uniti. Queste bombe, ha notato Mann, non potrebbero tuttavia
essere usate senza una revisione del trattato di interdizione parziale
degli esperimenti atomici, firmato dagli Stati Uniti.
Ottava nel mondo
la nostra flotta mercantile
Secondo dati pubblicati dal
«Lloyd’s Register of Shipping »,
l’Italia è all'ottavo posto nel
mondo come consistenza di ton-
nellaggio della flotta mercantile.
La graduatoria mondiale vede
al primo posto la Gran Breta-
gna (21.490.000 t.s.1.), seguono
gli stati Uniti (20.351.000), la
Liberia (14.550.000), la Norvegia
(14.447.000), il Giappone (10 mi-
lioni 813.000), l'URSS (6.958.000),
la Grecia (6.888.000) e l’Italia
(5.708.000).
Rispetto all'anno precedente i
maggiori incrementi si sono ve-
rificati nella flotta liberiana
Si farà il ponte sullo Stretto di Messina
Una commissione tecnica per
l'esame definitivo dei problemi
connessi con la soluzione di un
ponte sullo stretto di Messina
è stata insediata dal ministro
dei Lavori Pubblici on. Mancini.
Secondo gli esperti del Mini-
stero dei Lavori Pubblici, i mem-
bri della commissione dovranno
orientarsi per la costruzione del
ponte tra una delle tre seguen-
ti possibili soluzioni: 1) finanzia-
mento e costruzione dell’opera
da parte dell’Iri e dell’Italsider;
2) costruzione da parte di un
consorzio di imprese italiane, fi-
nanziate da un gruppo di ban-
che italiane; 3) costruzione con
partecipazione di capitale ame-
ricano.
Per una durata di 30-35 anni
dal momento dell’entrata in fun-
zione dell’opera, l’attraversamen-
to del ponte dovrebbe essere
soggetto al pagamento del pe-
daggio, per diventare successiva-
mente di proprietà dello Stato.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
A quanto si apprende negli
ambienti dello stesso Ministero,
nonostante il riserbo che cir-
conda le modalità di scelta di
una delle tre soluzione, la rea-
lizzazione dell’opera, comporterà
comunque una spesa non infe-
riore ai 220 miliardi di lire. Se-
condo le stesse fonti sarebbe
desiderio del ministro Mancini
portare a termine l’opera entro
il 1970.
A parere del Consiglio supe-
riore dei Lavori Pubblici, il col-
legamento stabile dello stretto
di Messina, che dovrà saldare
punta Pezzo a Gazzirri (i punti
di minima distanza tra le due
coste: 3200 metri) comporta il
superamento di difficoltà finora
sconosciute per quanto concerne
le condizioni ambientali e la
natura geofisica del terreno,
che caratterizzano la zona del-
lo Stretto.
Si tratta infatti di « poggia-
re» i pilastri portanti dell’inte-
ra costruzione a una profondità
di oltre 120 metri sotto il livello
del mare: profondità questa fi-
nora mai raggiunta nella costru-
zione di ponti sull’acqua. Le dif-
ficoltà poi aumentano se si
tiene conto che queste struttu-
re portanti dovranno poggiare
esclusivamente sulla roccia viva
che — secondo recenti rilievi
preliminari — giace sotto uno
strato di una trentina di metri
di sabbia.
A colori
anche il radar
In Giappone è stato realizzato
recentemente un radar a colori,
che « vede » in giallo, verde, ros-
so e turchino. Sarà così più fa-
cile individuare sullo schermo
aerei, navi e fenomeni atmosfe-
rici.
(particolarmente per ragioni fi-
scali) dove si è registrato un
aumento di 3.158.000 t.s.l1., in
quella sovietica (+ 1.524.000),
giapponese (+ 837.000), norve-
gese (+ 808 mila), panamense
(+ 376.000), indiana (+ 237.000),
svedese (+ 132 mila), tedesca
(+ 109.000) e italiana (+ 103.000).
Una riduzione si è verificata
negli Stati Uniti (— 703.000), in
Grecia (— 206.000), Olanda (me-
no 117.000), Francia (— 100.000)
e nella Gran Bretagna (meno
75.000).
Il complesso della flotta mer-
cantile mondiale, pur gruppi di
tonnellaggio, risulta così costi-
tuito: 86 navi, da oltre le 40.000
t.s.1., 241 fra le 30.000 e le 40.000,
778 fra le 20.000 e le 30.000, 3.034
fra le 10.000 e le 20.000, 7.657
fra le 5.000 e le 10.000, 8.040 fra
le 1.000 e le 5.000, e 21.113 navi
con stazza fino a 1.000 t.s.l.
Rispetto all’età del naviglio
si osserva che solo il 5,0% del-
la flotta mondiale è in attività
da oltre 30 anni, il 2,0% è fra
i 25 ed i 30, il 16,0% fra i 20
ed i 25, l’11,0% fra i 15 ed i
20 anni, il 14,0% fra i 10 ed i
15 anni, il 24,5% fra i 5 ed i
10 anni e ben il 27,5% è in eser-
cizio da soli 5 anni dalla data di
costruzione. Per quanto concer-
ne l’Italia si rileva che il 53%
del nostro naviglio mercantile
ha un’età inferiore ai 10 anni,
il 21% tra i 10 ed i 20 anni ed
il 26% oltre i 20 anni.
Il complesso mondiale cister-
niero è di 5.130 navi per una
stazza di 50.563.315 tonnellate.
La graduatoria mondiale vede
al primo posto la Liberia, se-
guita da Gran Bretagna, Nor-
vegia, Stati Uniti, Giappone, Pa-
nama, Francia e Italia. Il no-
stro Paese precede l’URSS, l’O-
landa, la Grecia e la Svezia.
n
Diciassettesima puntata
della storia della Linea “C,,
“BEATRICE C., la nave
che aveva il dono della simpatia
Una rara foto della « Beatrice C. » nel porto di Massaua il 20/3/1950 con carico sopra coperta.
La storia della LINEA C. giun-
ge oggi alla sua diciassettesima
puntata. E’ il turno della BEA-
TRICE C.
Essa venne costruita in ac-
ciaio a Grinustad, nei cantieri
Fevigs Jernskibsbyggeri e fu va-
rata nel 1908. Era lunga metri
76,65, larga metri 11,22, alta me-
tri 6,49; stazzava lorde tonnella-
te 1731,15, nette 1014,83, aveva
due ponti, quattro paratie sta-
gne, due stive; l'apparato moto-
te — costruito sempre nel 1908
dalla Richardsons Westgarth &
Co. Lt. a Middlesbrough — con-
sisteva in una macchina alterna-
tiva a vapore, a triplice espan-
sione, tre cilindri; Hp. nominali
174, indicati alle prove 991; una
elica.
Nella sua lunga vita, la nave
assunse diversi nomi: « Ottar »,
«Libano », «Empire Resisten-
ce». Con questo nome si trova-
va in attività commerciale quan-
do scoppiò il secondo conflitto
mondiale. E la guerra, natural-
mente, non la risparmiò; in cir-
costanze che non sono tanto
chiare, durante un attacco aero-
navale, venne colpita in pieno e
affondò nella rada di Gibilterra,
dove era alla fonda.
Rimase in fondo alle acque
per parecchi mesi, cioè fino al
giorno in cui — terminato il con-
flitto — non si decîse di recupe-
rarla. Subite le necessarie ripa-
razioni, la nave riprese la rego-
lare navigazione, come se il pe-
riodo di affondamento fosse un
lontanissimo ricordo. Cambiò
però ancora nome: divenne sem-
plicemente la « Resistence », e
battendo bandiera inglese fu uti-
lissima in quel difficile periodo
per i collegamenti di cabotag-
gio fra i porti britannici. Una na-
vigazione regolare, le solite die-
ci miglia orarie, ma una puntua-
lità negli arrivi e nelle partenze
che non venne mai smentita, an-
che quando — capitò — si trovò
ad affrontare paurose tempeste
nel Canale della Manica.
Passò a far parte della LINEA
C. nel 1949 e fu iscritta al Com-
partimento Marittimo di Geno-
va l’8 agosto dello stesso anno,
col numero 2750 di matricola. Nel
frattempo — cioè dalla data di
acquisto, aprile 1949 — aveva su-
bito numerose trasformazioni e
aveva mutato ancora nome: non
più « Resistence », ma BEATRI-
CE C.
Il trasferimento di bandiera,
per la precisione, avvenne il 6 a-
prile, mentre la nave si trovava
nel porto di Liverpool; e furono
il comandante Ambrogio Arienti
e il secondo ufficiale cap. Lepil-
lo a prenderla in consegna, pro-
prio quel giorno, per portarla a
Genova. Fu una presa di conse-
gna piuttosto curiosa e insolita.
«Arrivammo a Liverpool» — ha
raccontato spesso il secondo uf-
ficiale cap. Lepillo — «e ci re-
cammo subito in porto. Giun-
gemmo al Dock dove la nave do-
veva essere ormeggiata, ma, sul
principio, non la trovammo. Pos-
sibile non vedere una mnave?...
Possibilissimo. Infatti in quel
momento la marea era tanto
bassa che la nave era... scompar-
sa sotto la banchina stessa. Per
andare a bordo, invece di salire
la tradizionale scala, dovemmo
scenderne una che era collegata
direttamente con la coperta.
Chissà perché, forse anche per
questo episodio, la nave ci di-
venne subito simpatica... ».
Giunta a Genova, il 14 aprile,
la nave — come si è detto — su-
bì alcuni lavori di trasformazio-
ne e subito, il 27 dello stesso
mese, fu noleggiata alla Società
« SPERCO » di Venezia per due
viaggi di linea fra Venezia e Trie-
ste e i porti della Grecia, della
Turchia e Cipro.
Ritornata libera a Genova il 24
agosto, rimase ferma per pochi
giorni; il 12 settembre, infatti, al
comando del cap. Leonardo Ac-
quarone, iniziò una serie di viag-
gi di linea tra i porti del Sud
Francia e del Ponente Italia per
l’Egitto, l'Arabia Saudita, il Su-
dan Anglo-Egiziano, l’Eritrea e
Gibuti. Il carico, sia all'andata
che al ritorno, era sempre di
merci generali. Fu, per la BEA-
TRICE C., un periodo partico-
larmente felice, di vasta popola-
rità. « Era una nave », dice il Ca-
pitano superiore di L.C. Maffeo
Zonca, che fu a bordo dell’unità,
«che spirava simpatia a prima
vista, anche per l'ottimo ambien-
te che si era venuto a creare a
bordo. Non aveva nulla della na-
ve adibita al trasporto delle mer-
ci; e noi, nei lunghi periodi di
navigazione, facevamo a gara per
renderla pulita e abbellirla come
una normale nave da passeggeri.
Era davvero una nave ospitale;
e per questa caratteristica era
così famosa in tutti gli scali che
toccava da essere oggetto di par-
ticolari attenzioni. Perfino î bar-
caioli del Canale di Suez, al rien-
tro, rifiutavano le navi del con-
voglio per imbarcarsi sulla
« BEATRICE C.».
Nel marzo del 1951, la BEATRI-
CE C. venne consegnata, per un
lungo contratto a tempo, ad una
Compagnia inglese per il traspor-
to di rattami ferrosi dall’East
Africa (Mombasa, Tanga, Dar Es
Salaam) all’Inghilterra (Swan-
sea). Questi viaggi durarono fi-
no al febbraio del 1953; lo stes-
so anno, l 14 maggio, il cap. Leo-
nardo Acquarone lasciò il coman-
do della nave e gli subentrò il
cap. Agostino Laviosa.
Posta in disarmo l’l11 agosto
1953, la BEATRICE C. fu riarma-
ta il dieci settembre successivo
e sempre al comando del Cap.
L.C. Laviosa fu noleggiata prima
alla Società Messina per viaggi
tra i porti del Mediterraneo e
poi alla Società Cosulich sempre
(Continua in 4.a pagina)
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
è GIORNALE DI BORDO.
Un siornale quotidiano
per l'equipassio della “FEDERICO 6
Con vivo piacere abbiamo ri-
cevuto la prima annata de «Il
Timone », il bollettino per l'equi-
paggio della turbonave « Federi-
co C.» che esce ogni giorno a
cura di Mons. Leto Casini. Si
tratta di una iniziativa degna del
massimo elogio, fatta con un cri-
terio molto equilibrato; in due
pagine ciclostilate sono contenu-
te le notizie essenziali del giorno.
Ma, forse, più che il commen-
to è sufficiente riportare alcuni
«estratti» de «Il Timone» che
ha visto la luce per la prima vol.
ta il 25 aprile dello scorso an:
no. Perché è nato? Cediamo la
parola a Mons. Casini: «Da
molto tempo, si può dire dal
primo giorno in cui intrapresi
a navigare, ho vagheggiato l’idea
di pubblicare un giornaletto, pos-
sibilmente quotidiano, che po-
tesse interessare l’ equipaggio
della nave sulla quale mi sarei
trovato a esercitare il mio mo-
desto ufficio di cappellano. Og-
gi, finalmente, vedo il mio desi-
derio appagato. Sulla « Federico
C. », per la verità, una pubblica-
zione per l'equipaggio esiste già
ed è l’« Eco di Prora» l'organo
dello Sporting Club di bordo
ma, Dio mio, è così pigro a uscì-
re...! Se piove non esce perché
non vuol bagnarsi; se c’è il sole
non esce perché ha paura di bu-
scarsi una insolazione; se tira
vento... insomma tutti i pretesti
sono buoni per rimanersene
tranquillo in redazione. Per uno
sportivo, mica male! Se fosse
un giocatore non lo vorrei certo
nella « Fiorentina »! Tenuto con-
to della sullodata abitudine de
«L’Eco di Prora », ecco il nuovo
bollettino: «Il Timone» che,
modestamente, desidera solo ag-
giungersi al confratello senza al-
cun proposito di fratricidio.
Quale lo scopo del foglietto?
Ricordo il motto di una acca-
demia di letterati: « Nos parvi,
grandia conamur », vale a dire
che noi piccoli tentiamo grandi
cose. Così, questo bollettino, pic-
colo sotto innumerevoli aspetti,
vorrebbe conseguire cose im-
portanti: 1) approfondire la co-
noscenza dei principali fonda-
menti della Fede; 2) raccogliere
il nostro pensiero su massiì-
me di indiscutibile sapienza; 3)
istruire col rievocare fatti e per-
sonaggi collaudati dalla storia;
4) divertire con aneddoti, gio-
chetti, freddure, schiocchezze va-
rie; 5) soprattutto creare una
atmosfera di cordialità fra tutti
noi costretti a vivere in un mon-
do minuscolo, compreso tutto
fra poppa e prua. Il fine che il
foglietto, dunque, si propone è
grande; riuscirà a conseguirlo? ».
La nostra risposta, dopo aver
sfogliato tutti i numeri fino al
31 dicembre, è senz'altro positi-
va, perché « Il Timone » è riusci-
to, nell’esiguo spazio a disposi-
zione, a «condensare » la gior-
nata in un modo vorremmo dire
anche originale,
La prima pagina sì apre col
Santo del giorno, una brevissi-
ma presentazione con cenni sto-
rici sempre interessanti; seguo-
no alcuni pensieri sul Vangelo o
sul significato delle solennità del
giorno. La seconda pagina vede
alla ribalta gli «Uomini illustri»,
una galleria che si propone di
passare in rassegna tutti î gran-
di della storia. Un compito non
facile, dato anche lo spazio a
disposizione, ma occorre dire
che le piccole biografie sono ste-
se con gusto e con precisione.
Sempre ricercata anche la
parte dedicata all’umorismo, con
barzellette di una certa presa.
Ma il contenuto del giornale
non si esaurisce qui. Vi si trova-
no una sintesi della storia univer-
sale, nozioni di astronomia, per-
fino un piccolo frasario in quat-
tro lingue (italiano, francese, in-
glese, tedesco) utilissimo per
tutto l'equipaggio. E non manca,
naturalmente, un accenno di cro-
naca ai fatti che succedono a
bordo: così sono regolarmente
ricordati tutti gli onomastici e
altri avvenimenti familiari. Per-
fino i giochi a premio hanno
trovato ospitalità nella seconda
e... ultima pagina.
Naturalmente «Il Timone» non
poteva trascurare lo sport; così,
ogni settimana, al lunedì, il gior-
nale aggiunge una pagina alla
normale... veste, e riporta com-
mentati, i risultati dei campio-
nati di calcio italiani.
“BEATRICE (.,,
( Segue > dalla 3.a pagina)
per il traffico di linea fra i porti
dell’Adratico e il Medio Oriente.
Ma ormai era prossima anche
la chiusura della parentesi della
BEATRICE C. sotto i colori del.
la nostra Compagnia; posta in
disarmo il 25 gennaio 1954, fu
venduta all’armatore Romano di
Napoli, il quale la prese in con-
segna il 3 marzo.
L’ultimo trasferimento, prima
della fine. La nave, infatti, che
aveva dato scacco matto alla sor-
te avversa riprendendo a naviga-
re dopo l’affondamento a Gibil-
terra, era ormai vicina alla fine
dei suoi giorni. Non trascorse
molto tempo e un giorno, men-
tre si trovava in navigazione sul-
le coste dell’Africa Occidentale,
incappò in un ennesimo ostaco-
lo del destino e affondò di colpo.
La motizia, appena conosciuta,
jece tristezza in tutti; ma soprat-
tutto in coloro che ricordavano
î barcaioli del Canale di Suez
intenti a gareggiare per assicu-
sarsi un posto a bordo di quella
nave italiana che era simpatica
e aveva il dono dell'ospitalità.
NOTIZIARIO ‘“C,,: pagina quattro
Particolarmente attivo è stato, in occasione delle feste di fine d’anno,
il «Circolo dell'Amicizia » dell’« Andrea €C.». Il
31 dicembre tutto
l'equipaggio si è riunito nella sala da pranzo e ha partecipato all’estra-
zione di una ricchissima lotteria che comprendeva, tra l’altro, dollari,
sterline e marenghi d'oro. Numerossima è stata poi, a partire dal tre
gennaio, la partecipazione degli « scoponisti » e dei « tresettisti » all’ap-
posito torneo organizzato sempre dal « Circolo dell'Amicizia ». Assai
combattute le varie fasi del « girone all’italiana » per poter aspirare alle
due medaglie d’oro in palio per il primo e il secondo classificato.
Matrimoni
© Antonio Negoveti, nostro gar-
zone di camera, con la signori-
na Anne Maver. Parrocchia del-
l’Immacolata di Lourdes (Cap-
puccini). Fiume, 18 febbraio
1965.
@ Lorenzo Lanata, nostro gar-
zone di camera, con la signori-
na Marisa Castagnola. Chiesa
parrocchiale di Santa Marghe-
rita di Fossa Lupara (Sestri Le-
vante), 18 ottobre 1964.
Il 24 febbraio 1965, al
Santuario di Nostra Signo-
ra del Monte a Genova, il
dott. Antonio Costa di Eu-
genio si è unito in matri-
monio con la yentile si-
gnorina Piera Badano. Al
la coppia felice il « Noti-
ziario €.» porge le più
sincere felicitazioni e l’au-
gurio di ogni bene per il
futuro.
®@ Ciro Granato, nostro maritti-
mo, con la signorina Lucia Gia-
cobelli. Parrocchia di San Giu-
seppe alle Paludi, Torre del Gre-
co, 3 dicembre 1964.
© Giovanni Ferrari, figlio del
nostro dipendente signor Mario,
con la signorina Giulietta Man-
frinetti. Genova, chiesa della
Maddalena, 3 ottobre 1964.
@ Giulio Diotto, operaio mecca-
nico sull’« Andrea C.», con la
signorina Rita Krautgasser. Chie-
sa di San Giuseppe di Riva del
Garda, 13 dicembre 1964.
Agli sposi felici, giungano le
più vive congratulazioni da par-
te di « Notiziario C. ».
Nascite
@® Elisabetta Petroccione, figlia
del nostro primo commissario
Vesno e della signora Marlene
Lechner. Genova, 24 gennaio 1965.
® Alessandro Silvestri, figlio del
nostro cameriere Antonio e del-
la signora Marta. Luni (Ortono-
vo), 20 novembre 1964 .
@ Maria Michela Rondoni, figlia
del nostro piccolo di camera
Gennaro. 2 febbraio 1965.
Ai piccoli tanti e tanti auguri;
felicitazioni ai genitori.
Il giorno 19 febbraio 1965 è
deceduto a Genova-Sampierdare-
na il signor
GIOVANNI CIPOLLA
alle nostre dipendenze dal 22
gennaio 1947. Era impiegato
presso l’ufficio tecnico navale in
qualità di disegnatore. Uomo ret-
to, buono, ha lasciato in tutti
un grande vuoto. Non aveva an-
cora sessant’anni, essendo nato
a Genova il 16 giugno 1905. La-
scia la moglie e le figlie, alle
quali, nella dolorosa circostanza,
desideriamo esprimere i sensi
del più cristiano cordoglio.
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bi rale
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FLAVIO MAGNARIN
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