Notiziario "C", n. 2, 1963

Contenuto

Notiziario "C", n. 2, 1963
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- Nel perenne ricordo della "Bianca C:": una statua del "Cristo degli Abissi" nelle Antille, p. 2
- Fascino notturno di Rio, p. 2
- Le due navi gemelle: "Beatrice C." e "Federico C.", p. 3
- Giornale di bordo, p. 4
Data testuale
1963 marzo - aprile
Estremi cronologici
marzo 1963 – aprile 1963
Consistenza
pp. 4
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/13
Collocazione
Emeroteca
contenuto
a ngP4LVAIO

Linea ‘‘C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova

Una suggestiva inquadratura

dell ‘ANNA C.”
nel Mar delle Antille



NEL PERENNE RICORDO DELLA “BIANCAC,.,,
Una statua del “Cristo degli Abissi,, nelle Antille





É
È
|
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Il «Cristo degli Abissi», la
celebre statua che per iniziati-
va di Duilio Marcante si trova
dal 1954 sul fondo della baia
di S. Fruttuoso di Camogli, ha
una copia gemella in terrafer-

ma nelle Antille, opera dello
stesso scultore Galletti.
Domenica 17 marzo, su ini-
ziativa della LINEA ”C,, a St.
Georges, nell’isola di Grenada, è
stato collocato un Cristo in me-
moria delle vittime della «Bian-

ca C.», affondata al largo di
Grenada il 22 ottobre 1961.

Il monumento ha anche il si-
gnificato di un dono di ringra-
ziamento per l’opera di soccor-
so prestata fraternamente dalla
popolazione dell’isola in favore
dei naufraghi.

Alla cerimonia erano presen-
ti: il signor Andrea Costa e si-
gnora (in rappresentanza degli
Armatori); il Vescovo di Gre-
nada, Mons. Filld, che ha be-
nedetto la statua, il signor Pi-

nard, amministratore dell’isola;
il Console generale d’Italia a
Caracas; il nostro agente per
Grenada W. E. Julien al quale,
per l’occasione è stata conse-
gnata la Croce di Cavaliere al
merito della Repubblica Italia-
na. Era pure presente l’equipag-
gio della «Franca C.», attual-
mente in crociera nei Caraibi.

La statua in bronzo è alta
m. 2,559 e poggia su un basa-
mento di un metro e dieci.

E’ la terza copia del «Cristo

degli Abissi» esistente nel mon-
do; le altre due sono rispetti-
vamente a San Fruttuoso di
Camogli e negli Stati Uniti, en-
trambe sotto le acque.

Nelle foto: il signor Andrea
Costa mentre pronuncia un bre-
ve indirizzo di saluto e di rin-
graziamento; a destra in alto
il monumento inquadrato sugge-
stivamente da un salvagente del.
la « Franca C. »; in basso la tar-
ga che ricorda la sciagura del-
la « Bianca C. ».



*+ Fascino notturno di

Il lucente viaggio di una luna d'estate, gio-
strante nella calma del cielo, profonda quanto
l'oceano, una sottile fetta splendente, illumina le
tiepidi notti di Rio.

Il mare d’argento; la prua della nave scivola
tranquilla sopra l’onde placate; tutto dorme: ripo-
sano gli uomini, le cose.

Ai piedi delle colline il mare azzurro, incre-
spato, lascia intravedere una sottile spuma bian-
ca, che batte sugli scogli andando a morire nel-
l'eterna notte d'estate,

bra che la riva sia invasa da milioni di
lucciole, che si arrampicano sulla collina, sono
invece le luci degli edifici, innumerevoli, freddi,
grigi.

Arando il mare la nave si avvicina, e si può
allora intravedere il mistero, l'incanto meravi-
glioso di ciò che Dio ha saputo creare; si scorge
che il mare è forato da centinaia di scogli, che si
elevano, ognuno, in determinate altezze, uno abba-
stanza alto è inclinato, pare debba cadere, o forse
che nell’uscire dal profondo abbia compiuto il
suo lavoro pigramente, e così sia rimasto, non
desiderando muoversi di più ma riposare per se
coli inerte. Sopra la cima un lumicino rosso,
qualche cavo d'acciaio pendente presso la sua pa-
rete; i brasiliani lo chiamano « Pan de Acucar»
attinando così sopra la sua vetta, come se Vera-
mente fosse di zucchero, ogni turista che visita

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

Rio de Janeiro, e per noi il ricordo indimenti-
cabile della sua accoglienza.

Alzo nel buio lo sguardo, e come in estasi
scorgo all'orizzonte il profilo delle montagne e
sulla vetta più alta l'immagine lontana del Divin
Redentore; pare una visione scesa dal cielo, ne
rimango estasiata mentre un brivido mi percorre
le vene e il chiedere perdono mi giunge inaspet-
tato alla gola, sento un devoto rispetto mio e di
tutti gli uomini di qualsiasi colore, verso l’Onni-
potenza del Grande Mistero, verso Colui che morì
sulla croce per noi, e mentre vedo rifiletto, amo,
una lacrima come una briciola di stella brilla
negli occhi miei e mi addolcisce il cuore.

Ora una luce cruda offusca la bellezza di que-
sta terra, c'è troppa luce per vedere bene; trop-
po caldo perché arrivi fino a noi il profumo
della terra, e troppa umidità per percepire i
contorni delle cose.

Ad un tratto il rombo pesante di un’aereo rom-
pe il silenzio della notte, alzo lo sguardo e vedo
una piccola luce rossa che si accende e si spegne
interrottamente nel manto nero della notte, poi
il rombo si affievolisce, si allontana, scompare.

La notte, dopo qualche ora, si ritrae a poco
a poco, per lasciar posto al giorno, ma non si
riesce a scoprire l'esatto momento perché, l'alba,
il mattino, il giorno pieno, si fondono l'uno
con l'altro.



©) *

La lieve brezza mattutina si posa sul mare,
sfiora le foglie dei banani, s’'insinua nel porto, e
gironzola intorno alle navi all’ancora, fasciate di
una nebbiolina grigia sul mare di piombo.

Verso est un'altra nave ha gettato l'ancora, da

lontano pare una striscia più pallida del mare,
pare che alla luce del mattino si faccia man mano
più bianca, più opalescente come il ventre di un
pesce.
Ora le navi spiccano chiare, come segni di
matita sulla seta grigia dell’acqua; dalla terra si
distingue il fumo dei camini che sale in grigi
anelli verso il cielo. Quà e là spunta un tetto, un
muro, il luccichio di una finestra, come l’ultima
stella che scompare.

La nave a noi di fronte ora è circondata da
get di rosa, che si allontana sempre più: è
il sole.

La luce distende pennellate rosse sull'acqua,
spazza la nebbia dalle verdi colline, rende le navi
nere, rosse e bianche,

Risuonano non molto lontano i clackson delle
automobili, e le sirene delle navi, tutto si anima
e si affanna nel giorno che sorge.

Sorge il sole, il giorno come nuova vita, men-
tre la notte di Rio, muore.

Gromo
(Da «La Form ta »
giornale di bardo dell'a rea C. »)






Decima puntata della
storia della Linea *(



“Beatrice C.°

Decimo capitolo della storia del-
la LINEA "C,,; alle spalle ci sia-
mo lasciati un numero non in-
differente di navi, legate a mo-
menti ora lieti e ora tristi della
mostra e della vostra vita. Abbia-
mo rievocato avvenimenti che so-
no ancora ben vivi nella memo-

ria di tanti nostri marittimi tut-

tora in piena attività di servizio.
Il decimo capitolo segna una
svolta nella nostra storia; apre,

in effetti, il lungo ciclo di ripre-

°

sa post-bellico e segna il ritorno
ad una attività sempre crescente
della nostra Compagnia.

Un periodo in cui, per ripren-
dere l’attività, fu necessario affron-
tare sacrifici e superare ostacoli

non comuni. Citeremo, tanto per



mettere in evidenza appunto gli
sforzi e i sacrifici degli Armatori,
un solo episodio: l'indennizzo del-
lo Stato per la «Caterina C.» (la
nave nuova, da diecimila tonnel-
late saltata all'aria nel porto di
Napoli) fu talmente esiguo da es-
sere addirittura insufficiente a co-
prire il costo della « Federico C.»
che, come vedremo in questo stes-
so capitolo, non stazzava nemme-
no mille tonnellate.

Eccoci, così, a parlare breve-
mente di due «navi gemelle »: la
«Beatrice C.» e la « Federico C. ».
Ma è necessario, però, aprire una
breve parentesi: già abbiamo in-
contrato, nelle puntate passate
della nostra storia, altre due uni-
tà con lo stesso nome. Una, per
la verità, si chiamava semplice-
mente «Federico »; era chiamata
la «nave di ferro» e venne affon-
data il 28 luglio 1941, colpita da
un siluro, mentre, con un carico
di carbone, si trovava all'altezza
di Cetraro (a sud di Capo Boni-
fati) ed era diretta a Messina.

La prima « Beatrice C.» — chia-



A
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La
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di è
CI
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2

N

Mi



> LE DUE NAVI GEMELLE



La «Beatrice C.», col gran pavese, il giorno del varo,

mata anche la «nave di marmo »
— fu colpita da siluri ai primi di
giugno del 1941 mentre stava na-
vigando nel Canale di Sicilia, nel-
le vicinanze di Lampedusa.

Riprendiamo il discorso
due «navi gemelle ».

La « Beatrice C.» venne costrui-
ta — col numero 102 — dai Can-
tieri del Mediterraneo di Pietra
Ligure; ordinata il 28 aprile del
1943, ju consegnata agli Armatori
il nove aprile del 1946; il ritardo
nella consegna fu causato, come
è logico, dagli avvenimenti bellici
che non consentirono ai Cantieri
di lavorare a ritmo normale. Ven-
ne iscritta nel Compartimento di
Genova il 21 giugno 1946, col nu-
mero 2436. Le caratteristiche del-

sulle

la nave erano: lunghezza metri
61,24; larghezza metri 9,92; altez-
za metri 5,18; stazza lorda 847,77
tonnellate, netta 632,46. L'apparato
motori era costituito da un ciclo
Diesel 620 HP. La velocità oraria
era di dieci miglia.

Purtroppo, la nave — che nei
primi mesi di attività assolse un
ruolo di rilievo nella ripresa dei
traffici marittimi — non ebbe for-
tuna. Dopo essere stata noleggia-
ta alla «Ignazio Messina», il 30
dicembre del 1947, mentre si tro-
vava in navigazione a circa due
miglia e mezzo dal porto di A-
lessandria d'Egitto incagliò su un
grosso rottame. La nave vi rima-
se in bilico a pieno carico. Si cer-
cò in ogni modo di evitare il peg-

gio, ma — per il mare assai agi-
tato — le possibilità di evitare
un affondamento erano assai

scarse, data anche la precarietà
del punto in cui la nave si tro-
vava. E infatti, due giorni dopo
lo scafo non resse più, si spezzò
in due e la nave affondò rapida-
mente.

Anche la «Federico C.» fu co-
struita dai Cantieri del Mediter-
raneo di Pietra Ligure col nume-
ro 133; l’unità era stata ordinata
il 21 settembre del 1943 dalla
«Società di Navigazione Lussino»,
ma il contratto venne poi rileva-
to dalla LINEA ”C,,.. Varata il 21
luglio 1946, fu consegnata agli Ar-
matori il cinque settembre dello
stesso anno e iscritta al Compar-
timento Marittimo di Genova col
numero 2467.

Le caratteristiche della « Federi-
co C.» sono: lunghezza metri 61,22,
larghezza metri 9,92, altezza metri
5,18; stazza lorda tonnellate 843,
stazza netta tonnellate 614,31. Di-
spone di un motore a ciclo Die-
sel HP 620 ed ha una velocità di
dieci miglia orarie.

Dopo aver svolto a lungo, ca-
rica di merci varie, un servizio nel
Mediterraneo, nel Mar Rosso e
nel Golfo di Aden, la « Federico
C. », il 7 febbraio del 1953, venne
venduta alla «Società di Naviga-
zione Lybia», con sede a Tripoli.

Una puntata breve, come abbia-
mo visto; ma breve è stata anche
la vita delle due «navi gemelle »:
una perché colpita dalla malasor-
te e l’altra perché rimasta un tem-
po limitato sotto la bandiera del-
la LINEA ”"C,,, senza avvenimenti

Una delle poche fotografie della « Federico C.». degni di nota.



NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre







‘. GIORNALE

DI BORDO



“Fashes, dalla “Franca (i.



Foto ricordo della visita dell'equipaggio della « Franca C.» al « Seaqua-

rium » di Miami, Gli ottantadue uomini di bordo, guidati dal loro Cappel-

lano Don Angelone, hanno accettato con entusiasmo l'invito del « Seaqua-

rium », famoso in tutto il mondo. Molto interessante lo spettacolo offerto

dei delfini guizzanti fuori acqua per la presa volante dei pesci, spettacolo

al quale ha preso parte attivamente, molto applaudito, lo stesso Don An-
gelone: nel ruolo di fornitore di cibo... s'intende.



A bordo della « Franca C.» è poi assai intensa l’attività ricreativa. Molte
sono le manifestazioni organizzate nello spirito di creare, per l'equipaggio,
una atmosfera di sano divertimento. E divertente è stata davvero la comica
gara della « cuccagna a mare » (vedi foto) svoltasi nel pomeriggio del quat-
tordici febbraio a St. Lucia. Dodici giorni dopo, a S. Juan di Puerto Rico,
altro... spettacolo per la festa della pentolaccia e la pesca dei cucchiai.
Segnaliamo veramente con piacere queste notizie e invitiamo anche gli altri
corrispondenti naviganti a farsi vivi: il tempestivo invio di notizie e di foto-
grafie è alla base della validità di « Notiziario C.», sorto appunto per
essere il vostro giornale.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



Nuove leve
Sezione Camera

In previsione dell'entrata in servizio, nei primi
mesi del 1965, del nuovo transatlantico in costruzione
presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico, la LINEA ”C,,
si preoccupa di curare fin d'ora la formazione delle
nuove leve « Sezione Camera ».

Pertanto, ha deciso di avviare il maggior numero
possibile di figli dei suoi marittimi, ai corsi di adde-
stramento negli Alberghi Scuola, indetti dall’E.N.A.L.C.

I giovani interessati sono pregati di voler dare
la loro adesione con cortese sollecitudine, onde sia
possibile predisporre in tempo la loro partecipazione
a detti corsi, ai quali potranno essere ammessi se in
possesso almeno del diploma di terza media inferiore.

Le domande dovranno essere indirizzate all'Ufficio
Marittimi della LINEA ”C,, — Via G. D'Annunzio, 2 -
piano XX - Genova — ed oltre all'indicazione di paren-
tela con il marittimo imbarcato, dovranno essere cor-
redate da una fotografia formato tessera, nonché dallo
scrutinio finale dei voti ottenuti all'esame di licenza
media inferiore.







FIORI D’ARANCIO

Il 19 marzo 1963, nella Catte-
drale di Locri, il signor Sisinio
Fiato, già piccolo di camera della
«Federico C.» e figlio di France-
sco, fuochista sulla « Luisa Costa»,
si è unito in matrimonio con la
signorina Caterina Sainato.

Agli sposi felici gli auguri del
nostro Giornale.

NASCITE

© EF’ arrivata il 15 febbraio 1963

Bice Costa De Ferrari

Il 17 marzo u. s. è deceduta in
Genova, nel novantesimo anno di
età, la signora Beatrice De Ferrari
Ved. Costa, Madre amatissima di
Giuseppe, Caterina, Angelo, Euge-
nio, Giovanni (Missionario nel Ma-
dagascar) e Federico (prematura-

Laura Di Sabatino, figlia di Marco,
dipendente della nostra Compa-
gnia.

© Il 12 marzo è giunta Paola Ir-
rera, figlia del parrucchiere della
«Andrea C. ».

Ai genitori le nostre più vive
felicitazioni; ai piccoli tanti tanti
auguri.

mente scomparso sette anni fa).

Il NOTIZIARIO ”C,, si associa al
grave lutto che ha colpito la Fa-
miglia dei mostri Armatori e por-
ge ad essa le più cristiane con-
doglianze.





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno III - N. 2 - Marzo-Aprile 1963
Spedizione in abb. post., Gruppo IV



FLAVIO MAGNARIN

Direttore responsabile



Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)

Tel. 58.18.51 - Casella postale 492



Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961



Stampa: BI-ESSE Genova








extracted text
a ngP4LVAIO

Linea ‘‘C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova

Una suggestiva inquadratura

dell ‘ANNA C.”
nel Mar delle Antille



NEL PERENNE RICORDO DELLA “BIANCAC,.,,
Una statua del “Cristo degli Abissi,, nelle Antille





É
È
|
î





Il «Cristo degli Abissi», la
celebre statua che per iniziati-
va di Duilio Marcante si trova
dal 1954 sul fondo della baia
di S. Fruttuoso di Camogli, ha
una copia gemella in terrafer-

ma nelle Antille, opera dello
stesso scultore Galletti.
Domenica 17 marzo, su ini-
ziativa della LINEA ”C,, a St.
Georges, nell’isola di Grenada, è
stato collocato un Cristo in me-
moria delle vittime della «Bian-

ca C.», affondata al largo di
Grenada il 22 ottobre 1961.

Il monumento ha anche il si-
gnificato di un dono di ringra-
ziamento per l’opera di soccor-
so prestata fraternamente dalla
popolazione dell’isola in favore
dei naufraghi.

Alla cerimonia erano presen-
ti: il signor Andrea Costa e si-
gnora (in rappresentanza degli
Armatori); il Vescovo di Gre-
nada, Mons. Filld, che ha be-
nedetto la statua, il signor Pi-

nard, amministratore dell’isola;
il Console generale d’Italia a
Caracas; il nostro agente per
Grenada W. E. Julien al quale,
per l’occasione è stata conse-
gnata la Croce di Cavaliere al
merito della Repubblica Italia-
na. Era pure presente l’equipag-
gio della «Franca C.», attual-
mente in crociera nei Caraibi.

La statua in bronzo è alta
m. 2,559 e poggia su un basa-
mento di un metro e dieci.

E’ la terza copia del «Cristo

degli Abissi» esistente nel mon-
do; le altre due sono rispetti-
vamente a San Fruttuoso di
Camogli e negli Stati Uniti, en-
trambe sotto le acque.

Nelle foto: il signor Andrea
Costa mentre pronuncia un bre-
ve indirizzo di saluto e di rin-
graziamento; a destra in alto
il monumento inquadrato sugge-
stivamente da un salvagente del.
la « Franca C. »; in basso la tar-
ga che ricorda la sciagura del-
la « Bianca C. ».



*+ Fascino notturno di

Il lucente viaggio di una luna d'estate, gio-
strante nella calma del cielo, profonda quanto
l'oceano, una sottile fetta splendente, illumina le
tiepidi notti di Rio.

Il mare d’argento; la prua della nave scivola
tranquilla sopra l’onde placate; tutto dorme: ripo-
sano gli uomini, le cose.

Ai piedi delle colline il mare azzurro, incre-
spato, lascia intravedere una sottile spuma bian-
ca, che batte sugli scogli andando a morire nel-
l'eterna notte d'estate,

bra che la riva sia invasa da milioni di
lucciole, che si arrampicano sulla collina, sono
invece le luci degli edifici, innumerevoli, freddi,
grigi.

Arando il mare la nave si avvicina, e si può
allora intravedere il mistero, l'incanto meravi-
glioso di ciò che Dio ha saputo creare; si scorge
che il mare è forato da centinaia di scogli, che si
elevano, ognuno, in determinate altezze, uno abba-
stanza alto è inclinato, pare debba cadere, o forse
che nell’uscire dal profondo abbia compiuto il
suo lavoro pigramente, e così sia rimasto, non
desiderando muoversi di più ma riposare per se
coli inerte. Sopra la cima un lumicino rosso,
qualche cavo d'acciaio pendente presso la sua pa-
rete; i brasiliani lo chiamano « Pan de Acucar»
attinando così sopra la sua vetta, come se Vera-
mente fosse di zucchero, ogni turista che visita

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

Rio de Janeiro, e per noi il ricordo indimenti-
cabile della sua accoglienza.

Alzo nel buio lo sguardo, e come in estasi
scorgo all'orizzonte il profilo delle montagne e
sulla vetta più alta l'immagine lontana del Divin
Redentore; pare una visione scesa dal cielo, ne
rimango estasiata mentre un brivido mi percorre
le vene e il chiedere perdono mi giunge inaspet-
tato alla gola, sento un devoto rispetto mio e di
tutti gli uomini di qualsiasi colore, verso l’Onni-
potenza del Grande Mistero, verso Colui che morì
sulla croce per noi, e mentre vedo rifiletto, amo,
una lacrima come una briciola di stella brilla
negli occhi miei e mi addolcisce il cuore.

Ora una luce cruda offusca la bellezza di que-
sta terra, c'è troppa luce per vedere bene; trop-
po caldo perché arrivi fino a noi il profumo
della terra, e troppa umidità per percepire i
contorni delle cose.

Ad un tratto il rombo pesante di un’aereo rom-
pe il silenzio della notte, alzo lo sguardo e vedo
una piccola luce rossa che si accende e si spegne
interrottamente nel manto nero della notte, poi
il rombo si affievolisce, si allontana, scompare.

La notte, dopo qualche ora, si ritrae a poco
a poco, per lasciar posto al giorno, ma non si
riesce a scoprire l'esatto momento perché, l'alba,
il mattino, il giorno pieno, si fondono l'uno
con l'altro.



©) *

La lieve brezza mattutina si posa sul mare,
sfiora le foglie dei banani, s’'insinua nel porto, e
gironzola intorno alle navi all’ancora, fasciate di
una nebbiolina grigia sul mare di piombo.

Verso est un'altra nave ha gettato l'ancora, da

lontano pare una striscia più pallida del mare,
pare che alla luce del mattino si faccia man mano
più bianca, più opalescente come il ventre di un
pesce.
Ora le navi spiccano chiare, come segni di
matita sulla seta grigia dell’acqua; dalla terra si
distingue il fumo dei camini che sale in grigi
anelli verso il cielo. Quà e là spunta un tetto, un
muro, il luccichio di una finestra, come l’ultima
stella che scompare.

La nave a noi di fronte ora è circondata da
get di rosa, che si allontana sempre più: è
il sole.

La luce distende pennellate rosse sull'acqua,
spazza la nebbia dalle verdi colline, rende le navi
nere, rosse e bianche,

Risuonano non molto lontano i clackson delle
automobili, e le sirene delle navi, tutto si anima
e si affanna nel giorno che sorge.

Sorge il sole, il giorno come nuova vita, men-
tre la notte di Rio, muore.

Gromo
(Da «La Form ta »
giornale di bardo dell'a rea C. »)






Decima puntata della
storia della Linea *(



“Beatrice C.°

Decimo capitolo della storia del-
la LINEA "C,,; alle spalle ci sia-
mo lasciati un numero non in-
differente di navi, legate a mo-
menti ora lieti e ora tristi della
mostra e della vostra vita. Abbia-
mo rievocato avvenimenti che so-
no ancora ben vivi nella memo-

ria di tanti nostri marittimi tut-

tora in piena attività di servizio.
Il decimo capitolo segna una
svolta nella nostra storia; apre,

in effetti, il lungo ciclo di ripre-

°

sa post-bellico e segna il ritorno
ad una attività sempre crescente
della nostra Compagnia.

Un periodo in cui, per ripren-
dere l’attività, fu necessario affron-
tare sacrifici e superare ostacoli

non comuni. Citeremo, tanto per



mettere in evidenza appunto gli
sforzi e i sacrifici degli Armatori,
un solo episodio: l'indennizzo del-
lo Stato per la «Caterina C.» (la
nave nuova, da diecimila tonnel-
late saltata all'aria nel porto di
Napoli) fu talmente esiguo da es-
sere addirittura insufficiente a co-
prire il costo della « Federico C.»
che, come vedremo in questo stes-
so capitolo, non stazzava nemme-
no mille tonnellate.

Eccoci, così, a parlare breve-
mente di due «navi gemelle »: la
«Beatrice C.» e la « Federico C. ».
Ma è necessario, però, aprire una
breve parentesi: già abbiamo in-
contrato, nelle puntate passate
della nostra storia, altre due uni-
tà con lo stesso nome. Una, per
la verità, si chiamava semplice-
mente «Federico »; era chiamata
la «nave di ferro» e venne affon-
data il 28 luglio 1941, colpita da
un siluro, mentre, con un carico
di carbone, si trovava all'altezza
di Cetraro (a sud di Capo Boni-
fati) ed era diretta a Messina.

La prima « Beatrice C.» — chia-



A
i
D
La
D
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di è
CI
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2

N

Mi



> LE DUE NAVI GEMELLE



La «Beatrice C.», col gran pavese, il giorno del varo,

mata anche la «nave di marmo »
— fu colpita da siluri ai primi di
giugno del 1941 mentre stava na-
vigando nel Canale di Sicilia, nel-
le vicinanze di Lampedusa.

Riprendiamo il discorso
due «navi gemelle ».

La « Beatrice C.» venne costrui-
ta — col numero 102 — dai Can-
tieri del Mediterraneo di Pietra
Ligure; ordinata il 28 aprile del
1943, ju consegnata agli Armatori
il nove aprile del 1946; il ritardo
nella consegna fu causato, come
è logico, dagli avvenimenti bellici
che non consentirono ai Cantieri
di lavorare a ritmo normale. Ven-
ne iscritta nel Compartimento di
Genova il 21 giugno 1946, col nu-
mero 2436. Le caratteristiche del-

sulle

la nave erano: lunghezza metri
61,24; larghezza metri 9,92; altez-
za metri 5,18; stazza lorda 847,77
tonnellate, netta 632,46. L'apparato
motori era costituito da un ciclo
Diesel 620 HP. La velocità oraria
era di dieci miglia.

Purtroppo, la nave — che nei
primi mesi di attività assolse un
ruolo di rilievo nella ripresa dei
traffici marittimi — non ebbe for-
tuna. Dopo essere stata noleggia-
ta alla «Ignazio Messina», il 30
dicembre del 1947, mentre si tro-
vava in navigazione a circa due
miglia e mezzo dal porto di A-
lessandria d'Egitto incagliò su un
grosso rottame. La nave vi rima-
se in bilico a pieno carico. Si cer-
cò in ogni modo di evitare il peg-

gio, ma — per il mare assai agi-
tato — le possibilità di evitare
un affondamento erano assai

scarse, data anche la precarietà
del punto in cui la nave si tro-
vava. E infatti, due giorni dopo
lo scafo non resse più, si spezzò
in due e la nave affondò rapida-
mente.

Anche la «Federico C.» fu co-
struita dai Cantieri del Mediter-
raneo di Pietra Ligure col nume-
ro 133; l’unità era stata ordinata
il 21 settembre del 1943 dalla
«Società di Navigazione Lussino»,
ma il contratto venne poi rileva-
to dalla LINEA ”C,,.. Varata il 21
luglio 1946, fu consegnata agli Ar-
matori il cinque settembre dello
stesso anno e iscritta al Compar-
timento Marittimo di Genova col
numero 2467.

Le caratteristiche della « Federi-
co C.» sono: lunghezza metri 61,22,
larghezza metri 9,92, altezza metri
5,18; stazza lorda tonnellate 843,
stazza netta tonnellate 614,31. Di-
spone di un motore a ciclo Die-
sel HP 620 ed ha una velocità di
dieci miglia orarie.

Dopo aver svolto a lungo, ca-
rica di merci varie, un servizio nel
Mediterraneo, nel Mar Rosso e
nel Golfo di Aden, la « Federico
C. », il 7 febbraio del 1953, venne
venduta alla «Società di Naviga-
zione Lybia», con sede a Tripoli.

Una puntata breve, come abbia-
mo visto; ma breve è stata anche
la vita delle due «navi gemelle »:
una perché colpita dalla malasor-
te e l’altra perché rimasta un tem-
po limitato sotto la bandiera del-
la LINEA ”"C,,, senza avvenimenti

Una delle poche fotografie della « Federico C.». degni di nota.



NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre







‘. GIORNALE

DI BORDO



“Fashes, dalla “Franca (i.



Foto ricordo della visita dell'equipaggio della « Franca C.» al « Seaqua-

rium » di Miami, Gli ottantadue uomini di bordo, guidati dal loro Cappel-

lano Don Angelone, hanno accettato con entusiasmo l'invito del « Seaqua-

rium », famoso in tutto il mondo. Molto interessante lo spettacolo offerto

dei delfini guizzanti fuori acqua per la presa volante dei pesci, spettacolo

al quale ha preso parte attivamente, molto applaudito, lo stesso Don An-
gelone: nel ruolo di fornitore di cibo... s'intende.



A bordo della « Franca C.» è poi assai intensa l’attività ricreativa. Molte
sono le manifestazioni organizzate nello spirito di creare, per l'equipaggio,
una atmosfera di sano divertimento. E divertente è stata davvero la comica
gara della « cuccagna a mare » (vedi foto) svoltasi nel pomeriggio del quat-
tordici febbraio a St. Lucia. Dodici giorni dopo, a S. Juan di Puerto Rico,
altro... spettacolo per la festa della pentolaccia e la pesca dei cucchiai.
Segnaliamo veramente con piacere queste notizie e invitiamo anche gli altri
corrispondenti naviganti a farsi vivi: il tempestivo invio di notizie e di foto-
grafie è alla base della validità di « Notiziario C.», sorto appunto per
essere il vostro giornale.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



Nuove leve
Sezione Camera

In previsione dell'entrata in servizio, nei primi
mesi del 1965, del nuovo transatlantico in costruzione
presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico, la LINEA ”C,,
si preoccupa di curare fin d'ora la formazione delle
nuove leve « Sezione Camera ».

Pertanto, ha deciso di avviare il maggior numero
possibile di figli dei suoi marittimi, ai corsi di adde-
stramento negli Alberghi Scuola, indetti dall’E.N.A.L.C.

I giovani interessati sono pregati di voler dare
la loro adesione con cortese sollecitudine, onde sia
possibile predisporre in tempo la loro partecipazione
a detti corsi, ai quali potranno essere ammessi se in
possesso almeno del diploma di terza media inferiore.

Le domande dovranno essere indirizzate all'Ufficio
Marittimi della LINEA ”C,, — Via G. D'Annunzio, 2 -
piano XX - Genova — ed oltre all'indicazione di paren-
tela con il marittimo imbarcato, dovranno essere cor-
redate da una fotografia formato tessera, nonché dallo
scrutinio finale dei voti ottenuti all'esame di licenza
media inferiore.







FIORI D’ARANCIO

Il 19 marzo 1963, nella Catte-
drale di Locri, il signor Sisinio
Fiato, già piccolo di camera della
«Federico C.» e figlio di France-
sco, fuochista sulla « Luisa Costa»,
si è unito in matrimonio con la
signorina Caterina Sainato.

Agli sposi felici gli auguri del
nostro Giornale.

NASCITE

© EF’ arrivata il 15 febbraio 1963

Bice Costa De Ferrari

Il 17 marzo u. s. è deceduta in
Genova, nel novantesimo anno di
età, la signora Beatrice De Ferrari
Ved. Costa, Madre amatissima di
Giuseppe, Caterina, Angelo, Euge-
nio, Giovanni (Missionario nel Ma-
dagascar) e Federico (prematura-

Laura Di Sabatino, figlia di Marco,
dipendente della nostra Compa-
gnia.

© Il 12 marzo è giunta Paola Ir-
rera, figlia del parrucchiere della
«Andrea C. ».

Ai genitori le nostre più vive
felicitazioni; ai piccoli tanti tanti
auguri.

mente scomparso sette anni fa).

Il NOTIZIARIO ”C,, si associa al
grave lutto che ha colpito la Fa-
miglia dei mostri Armatori e por-
ge ad essa le più cristiane con-
doglianze.





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno III - N. 2 - Marzo-Aprile 1963
Spedizione in abb. post., Gruppo IV



FLAVIO MAGNARIN

Direttore responsabile



Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)

Tel. 58.18.51 - Casella postale 492



Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961



Stampa: BI-ESSE Genova








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