Notiziario "C", n. 5, 1961

Contenuto

Notiziario "C", n. 5, 1961
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- La tragica fine della "Bianca C", p. 1
- Il superbo comportamento dell'equipaggio s'inquadra nella più nobile tradizione della marina italiana, p. 2
- Unanime attestazione di sincero coraggio, p. 2
- Comunicato degli armatori, p. 5
- L'incontro dei naufraghi con le loro famiglie, p. 6
- Il pellegrinaggio di ringraziamento al Santuario della Guardia, p. 6
Data testuale
1961 settembre - ottobre
Estremi cronologici
settembre 1961 – ottobre 1961
Consistenza
pp. 6
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/05
Collocazione
Emeroteca
contenuto
NOTIZIARIO

Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova

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La vita dell’uomo è intessuta di ore liete
e di ore tristi; così è per la famiglia, per
la città, per le nazioni, per il mondo in-
tero. Anche per la Linea « C » è giunta
l’ora del dolore con la tragica perdita della
m/n « Bianca C », la quale, attraverso una
lunga serie di importanti lavori ed inno-
vazioni si era ormai classificata tra le più
belle navi italiane.

Il comandante, lo stato maggiore e lo
equipaggio tutto — ai quali porgiamo
il nostro vivo ringraziamento — con
il loro ammirevole comportamento han-
no evitato anche la minima ferita ai
passeggeri, a prezzo tuttavia di tre pre-
ziose vite: quella dei secondi ufficiali di
macchina, signori Natale Rodizza e Anto-
nio Belcastro e quella del fuochista, sig.
Umberto Ferrari; è sulle tre valorose vit-

time e sulle loro famiglie che in questo
momento si concentra tutta l’attenzione,
il pianto, l’affetto e l'ardente preghiera di
quanti operano nella Compagnia.

Tuttavia anche le prove più dure della
vita devono essere affrontate con fortezza
e soprattutto con ferma fede nella Divina
Provvidenza, la quale attraverso di esse
forgia un migliore futuro; come un seme,
che per sviluppare una bella pianta deve
distruggersi nella terra. Ci auguriamo che
il sacrificio della « Bianca C » possa far
sorgere un giorno una nave più bella che,
con il suo tricolore, solchi i mari, messag-
gera di operosità, di capacità, di ospita-
lità, di pace, di fede, di fratellanza, qualità
proprie dei nostri marittimi.

Gli armatori







Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV



Uno scrittore italiano ha detto:
«Quando una nave muore è co-
me se sprofondasse nel mare un
lembo di terra, un pezzetto della
stessa patria ». E veramente dob-
biamo dire che tutta l'Italia — per
non dire tutto il mondo — ha vis-
suto, ora per ora, il dramma della
« Bianca C », la nostra bella mo-
tonave che giace nel Mar delle An-
tille, all’altezza di Punta Salina,
poco fuori del porto di San Gior-
gio di Grenada.

Gli ultimi momenti di vita della
bella e prestigiosa motonave sono
praticamente racchiusi in una se-
rie di laconici «flashes» delle a-
genzie di stampa. Si succedono
l'uno all’altro, con una crescente
e sconcertante gravità, così come
sconcertante è stata la tragedia
della nave stessa: perché la « Bian-
ca C» — come tante altre navi —

(Segue a pagina 2)









Il superbo comportamento dell'equipaggio s inquadra
nella più nobile tradizione della marineria italiana

(Continua dalla l.a pagina)



è affondata per un complesso di
imprevedibili avvenimenti. quasi
vorremmo dire per una tragica fa-
talità.

Domenica 22 ottobre. Ore 9,20
(in Italia sono le 14,20): uno scop-
pio nella sala macchine provoca un
incendio; ore 10,08: la nave, in me-
no di mezz'ora è completamente
sgomberata; ore 10,30: le fiamme
si sono estese da prua a poppa;
ore 11,03: il comandante Crevato
è l’ultimo a porsi in salvo.

Lunedì 23 ottobre. Ore 9: sulla
« Bianca C» continua l'incendio,
la nave è inclinata a dritta, la pop-
pa affonda lentamente; ore 24: un
comunicato ufficiale avverte che
«la nave è da considerarsi per-
duta ». Martedì 24 ottobre. Ore
I: la nave si inclina sempre più,
le sovrastrutture e la ciminiera
sprofondano all'interno della « Bian-
ca C» stessa; ore 2,30: la fre-
gata inglese «Londonderry» ri-
morchia la nave e la trasporta al
largo per evitare che affondi da-
vanti al porto di San Giorgio di



Il Cap. L. C. Sup. Francesco Crevato
comandante della « Bianca C »

Grenada; ore 10,30: all'altezza di
Punta Salina la nave accentua la
inclinazione; ore 11,15: lo sbanda-
mento a destra aumenta improvvi-
samente e con impressionante rapi-
dità, dopo l'operazione di traino
da parte del « Londonderry ». Il
mare entra già sullo scafo attraver-
so i finestrini del ponte « A » e po-
co. dopo anche per il portellone
dell’imbarco passeggeri Ponte « Ve-
randa». Dopo un improvviso bru-
sco movimento di apparente rad-
drizzamento la « Bianca C » affon-
da rapidamente, prima con la
poppa e poi la prora, scomparendo

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

per sempre nelle acque del Mar
delle Antille. Sono esattamente le
ore 11,23 locali. La posizione di
affondamento della nave è: latitu-
dine 12 gradi 01°,35 Nord; Longitu-
dine 61 gradi 47’,78 Ovest.

La «Bianca C» era una delle
più belle e più moderne navi della
flotta italiana, della quale era en-
trata a far parte nel 1958. Costrui-
ta nel 1949 in Francia era stata
impiegata, col nome di « La Mar-
seillaise », sulla linea «espresso »
Francia-Medio Oriente. Nell'anno
1957 fu ceduta ad armatori svizzeri
che la chiamarono « Arosa Sky ». Ma
si trattò di un breve intermezzo, per-
ché nel 1958 la nave fu acquistata
dalla «Linea C» e trasferita a
Genova per essere sottoposta ad
ampie opere di trasformazione e

Unanime attestazione
di sincero cordoglio

Abbiamo detto della partecipa-
zione di tutta la Nazione al grave
lutto che ha colpito la « Linea C »
e tutta la marineria italiana. Fin
dal giungere delle prime notizie,
la sede della nostra Compagnia è
stata oggetto di telegrammi, mes-
saggi, telefonate: erano autorità,
erano marittimi, erano sconosciuti
che annunciavano il loro senso di
solidarietà verso di noi. Si è trat-
tato di una così unanime e since-
ra attestazione di stima e di af-

. fetto che ci ha confortato nel gra-

ve e doloroso momento. Ecco,
mentre minuto per minuto — col
cuore in gola — attendevamo no-
tizie dalle Antille, attorno a moi
sentivamo il calore di una sim-
patia che certamente non avrem-
mo immaginato. E sentivamo an-
che attorno a noi l'ansia delle fa-

‘ miglie degli uomini di bordo della

« Bianca C ». E mano a mano che
da San Giorgio di Grenada giun-
gevano le rassicuranti notizie sul-
la sorte degli uomini dell’equipag-
gio, sempre più balzava evidente
a tutta l'opinione pubblica la
grande encomiabile dimostrazione
di calma e di prontezza di spirito
offerta da tutti gli uomini di bo»-
do. Pur nel doloroso e tragico av-
venimento questa dimostrazione
ci era di conforto. In un frangenti
delicato ed estremamente perico
loso, nessuno ha perso la calma;
gli ordini sono stati dati ed esegui-
ti alla perfezione, così che i 362
passeggeri —. disciplinatamente,

di rammodernamento. La capacità
ricettiva venne portata a 1300 pas-
seggeri: 250 in prima classe e 1050
in classe turistica. Il transatlan-
tico, col nome di « Bianca C », la-
sciò il porto di Genova, per il
viaggio inaugurale, il 2 aprile
1959, dando inizio a quella serie
di viaggi e di crociere che dove-
vano renderlo in poco tempo fa-
moso e apprezzato in tutto. 11 mon-
do. La nave aveva un apparato
motore della potenza di 23.000 ca-
valli e sviluppava una velocità di
crociera superiore ai 20 nodi orari.
Era una delle unità più veloci ope-
ranti sulla rotta per il Centro-
America: effettuava, infatti, la tra-
versata Italia - Venezuela in dieci
giorni, un vero primato rispetto
alle altre unità italiane ed estere.

senza alcuna ombra di panico -.
sono stati fatti scendere nelle scia
luppe di salvataggio della « Bianca
C », sulle quali hanno poi — quan:
do tutti i passeggeri erano in sal-
vo — preso posto anche gli uomi.
ni dell'equipaggio. E' un aspetto
che doverosamente dobbiamo met
tere in risalto: come tutta l’opera-
zione, cioè, si sia svolta con le no-
stre scialuppe e come i nostri ma-
rinai abbiano offerto a tutta la
marineria del mondo un altissimo
esempio del dovere e un non co-
mune grado di maturità che si in-
quadra nella più nobile tradizione
della gente di mare italiana.

Un doveroso ringraziamento va
anche alle autorità dell'Isola di
Grenada per la pronta opera di
soccorso subito organizzata per
confortare, moralmente e material-
mente, tutti, per il ricovero dei
feriti negli ospedali locali, per quel
senso di fraternità, insomma, che
i protagonisti della grave vicenda
si sono trovati attorno. E un gra-
zie sentito anche agli uomini del-
la « Surriento » e della « Vespucci »
— e alle rispettive Società arma-
trici — per essersi subito messi a
disposizione dei colleghi più sfor-
tunati, per avere consentito at
naufraghi un sollecito ritorno al-
le loro famiglie.

Purtroppo, tre uomini, su 310, del-
la « Bianca C » non hanno risposto
all'appello dei presenti: i due se-
condi ufficiali di macchina Natale

Rodizza da Fiume e Antonio Bek
castro da Roma, e il fuochista Um:
berto Ferrari da Bocca di Magra
(La Spezia); il primo deceduto a
Grenada per le ustioni riportate,
il secondo in un ospedale di Cara-
cas (quando ormai si sperava che
potesse salvarsi) e il terzo scom-
parso nell'incendio seguito allo
scoppio. Ad essi va tutto il no-
stro riverente pensiero, così come
va alle loro famiglie che hanno
manifestato, pur nell’esacerbato
dolore, una fortezza d'animo esem-
plare. Natale Rodizza, Antonio Rel-
castro e Umberto Ferrari sono ca-
duti — non è una frase retorica —
nell'adempimento del proprio do-
vere. Per questo non li dimenti-
cheremo mai (noi e i loro compa-
gni di navigazione), per questo il
loro esempio resterà a perenne te-
stimonianza di una delle più sfor-
tunate pagine della « Linea C ». Su
tutte le unità della Compagnia in
navigazione, in suffragio delle tre
vittime i Cappellani di bordo han:
no celebrato una funzione religio-
sa alla quale hanno assistito tutti
gli equipaggi.

Anche la stampa ha preso parte
al dolore della nostra Compagnia,
facendosi eco della profonda e
unanime impressione suscitata in
in tutta Italia dalla tragica fine
della « Bianca C ».

Concludiamo con alcune dichia-
razioni che — quando le notizie
sulla sciagura erano ancora fram-
mentarie e confuse — il dott. Gia-
como Costa ha fatto alla Televisio-
ne e alla Radio: « Non è la perdita
della nave che in questo momento
ci interessa, è il pensiero delle vite
umane perdute e che si uniscono
alle molte sacrificatesi nell’adem-
pimento del loro dovere sul mare...
Le navi si possono ricostruire, per
gli uomini è ben diverso ».



Il Cap. Giacomo Musso, direttore
di macchina della « Bianca C»

NATALE RODIZZA













Natale Rodizza era secondo uf-
ficiale di macchina della « Bianca
C». Nato a Fiume il 17 ottobre
1928, aveva sentito fin dall'infanzia
il desiderio di navigare e aveva
compiuto gli studi con coscienza e
con serietà. Entrato a far parte
della «Linea C» il 16 giugno 1958,
si era imbarcato sulla « Andrea
C », quindi era passato sulle altre
navi della nostra compagnia: sul-
l'’« Anna C», sulla «Franca C»,
sulla « Federico € », sulla « Boate »,
sull’« Asuncion », sulla « Enrico € »,
ancora sulla « Franca C » e, infine,
il 24 aprile del 1959 sulla « Bianca
C », sulla quale ha trovato eroica
morte.

Esperto, buono, apprezzato per
le sue qualità professionali, era
uno dei più valorosi ufficiali della
nostra Compagnia. L’undici aprile
del 1960 si era unito in matrimonio,
a Santa Cruz de Tenerife, con la
signorina Rosario Gonzalez Soles,
abitava a Genova, con la moglie e
con i genitori, in via della Casta-
gnola 4/2. Ai funerali, commoven-
ti e imponenti, svoltisi a Genova
Sturla, hanno preso parte — oltre
ai familiari — i titolari della « Li-
nea C» e numerosi membri dello
equipaggio della « Bianca C », giun-
ti a Genova con la «Surriento ».

La salma di Natale Rodizza ripo-
sa nel cimitero di Sant'Ilario Alto,
proprio in faccia a quel mare che
aveva tanto desiderato e tanto
amato.

Antonio Belcastro era secondo uf-
ficiale di macchina della « Bianca
C ». Nato a Napoli il 29 ottobre
1932, abitava a Roma in via Fonte-
buono 19, con la moglie signora
Irene Tortorici e con i due figli, di
quattro e di tre anni.

Antonio Belcastro si era diplo-
mato a Roma nel 1954; aspirante
di macchina nel 1957, nel 1959 ave-

va conseguito il titolo di capitano
macchinista. Entrato a far parte
della « Linea C » il quattro gennaio
1958, come terzo macchinista, il 9
settembre dello stesso anno era
promosso secondo macchinista. E'
stato successivamente sull’« Euge-
nio €», sulla Maria Costa », sulla
« Pia Costa », sulla « Franca C» e
sulla « Bianca C ». La morte lo ha
colpite quando si trovava nell’ospe
dale di Caracas, dove era stato tra-
sportato da San Giorgio di Grena-
da, assistito dalla moglie e dal pa-
pà che lo avevano raggiunto in
aereo. Una complicazione cardiaca
si è rivelata fatale quando ormai
tutto lasciava sperare in un pronto
ristabilimento. Ufficiale di elevate
capacità, di scrupolosa coscienza
professionale, era amato e stimato
da tutti.

Umberto Ferrari era fuochista
della « Bianca €». Nato ad Ame-
glia (La Spezia) il 16 novembre
1911, era entrato nella nostra Com-
pagnia il cinque aprile 1958, pren-
dendo imbarco sulla « Maria Co-
sta », per passare poi alla « Pia Co-
sta » e infine alla « Bianca C ». La-
voratore serio e instancabile, era
stimato da tutti i compagni di la-
voro e il suo ricordo resterà nel-
l'animo di tutti quanti lo hanno
conosciuto.

Sposato con la signora Ila Noce,
lascia un figlio, Nuccio, di quat-
tordici anni. Abitava a Bocca di
Magra (La Spezia), in via del Mon-
te,



« Notiziario C » — nel dare il tra-
gico annuncio della morte di tre
dei più valorosi elementi della Com-
pagnia — si unisce al dolore delle
famiglie e porge loro i sensi delle
più sentite e più vive condoglianze







ANTONIO BELCASTRO



UMBERTO FERRARI



NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre







— Nomore 258 — Lue È Lund ù î vb
x x Î

io PAE SE SER, A Pn A |
PERDUTO | li TRANSATLANTICO ITALIANO NELLA CATASTROFE DEI NARE DEI CARAIBI
La “Bianca C.,, affondata stamane
aveva i motori vecchi di vent'anni

Erano stati costruiti nei 194i e moniati salla nave, di 18.627 tena., varata 8 anni dopo in Francia - Altre volte si erano incendiati in
navigazione e in porîo — Il disastro di ieri cazsato dalia rattura di ano dei 35 pistoni — Un'ondata di carburante in fiamme ha invaso le stive tra-
sformanda il piresczîo in ua roge immane — Due morti fra l'equipaggio - | passeggeri salvati con piccole imbarcazioni giunte dall'isola di Grenada











233
eta













La linea del Sudamerica è

1 3
Comunque stiano i fatti, chel Una vecchia flotta

si spera verranno accertati dal-
l'inchiesta. una cosa è certa: la

ostante l'aspetto esteriore, nave
da garantire un perfetto ser-
vizio di linea. Costa l'aveva

« Bianca C » nor era certo, nor]

non aveva dato un momento
di tregua alla nave. Il viaggio
linaugurale sotto la nuova ban-
diera italiana ebbe luogo nel-

l'aprile del 1959 e nei restanti

tra le più redditizie e Costal

Mi diceva mei giorni scorsi
‘lun armatore genovese: «Caro
signore, se lei dovesse com-
piere una lunga marcia di re-
golarità con concorrenti che

Martedì 24 ottobre 1961

la verità sarà accertata — è
indubbio che la sciagura del-
le Antille ripropone tutti i pro-
blemi della nostra Marina. Lo
armatore Costa appartiene al-
la classica, vecchia scuola dei
« lupi di terra », pronti a chie
der soldi allo Stato, ma anch
a costruire fortune su nav
usate comprate all’estero.
se le navi si rifenmo,è perfet-
tamente vero che non può dir-
si la stessa cosa per le vite
degli uomini.

In serata gli armatori della
« Bianca C.» hanno avuto una
conversazione telefonica con il
comandante Crevato. « Le rac-
comando vivamente di tran-
quillizzare tutte le dennonie del
nostro equipaggio — ha detto
il comandante all’inizio e alla
fine della conversazione di 12
minuti —. Tranquillizzi anche
quelle dei dodici feriti. Non si
preoccupi di nulla. Stanno tut-

ti bene! ».







otto mesi di quell’anno la
« Bianca C >» compì move tru-
versate oceaniche, Nel 1960 al-
tre. dieci traversate; nel 1961)
otto, Tra îl dicembre del 1959

‘hanno 1100, Giuliette e Appie
nuovissime e lucenti si pre-|
senterebbe alla gara con una
“ Topolino A”, cioè con una
macchina del ‘1941? Questa è

acquistata de una società fran-
cese che intendeva porla in
disarmo. Lo scafo era stato va-
rato nel 1949; l'apparcto mo-

l'Unità.

ORGANO DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO














tore risaliva al 1941. Non solote jl marzo del 1960 l'unità andòlla situazione: le flotte degli

è motori avevano vent'anni, ma;sette volte in crociera nel Marlaltri paesi sono in gara per bre 1961
erano stati costruiti in pienalidei-Caraibi: nella stagione cro- |idotarsi di nari nuove A Venerdì 27 otto
guerra, con scarsità di mate-|lcieristica 1960-1961 fece oito ni ATA? l'Unità

riale ferroso e in fretta per ri- viaggi nel Mar dei Cargibi Dpr



Rimorchiatà a Genove, la nave
era stata rimessa «a muovo »
mei cantieri OARN, ma la re-|
cettività era stata quasi rad-:
doppiata, per portarla a 1200)
passeggeri. Era stata elevata la;
velocità e, in conseguenza, la,
potenza di quei logori motori;

Im

rasformaz: di
ento e tras mai allora \
fatti Provvisameni inte, Frmare. Egidio



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Creo comi ea
ci . Lo p 0 n nostro giorni tanto di le sezioni. OkkÌ
chine era quindi soggetto a_un! von | E' UN AFFARE ARE PRIYÉ — 5 cs o) a dava gti

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Giovedì - 26 ottobre 1961



LL GIORNO

ori FATTI DELLA VITA
GRAVI OMBRE SULLA SCIAGURA DEL MAR DELLE ANTILLE
PEndUtO macchina

Perchè i motori della «Bianca C» ME mm
non furono sostituiti? Ra MENTRE INIZIA L'INCHIESTA PER «BIANCA ©

Un rapporto del 1959 al Registro di navigazio- Î I Ì i bro d i macch i na

ne li descriveva come in grave stato di usura
non si trova più |
Vi oreno rogistrate lo riparazioni fatte al motore: della nave

* IL GIORNO



* * MILANO - GIOVEDI 26 OTTOBRE 1961
il libro di



nostro servizio
GENOVA, 25 ottobre
IVA ESSERE evitato li disnotro delia « Bianca C »? Una txingiso compiuta sulla bas:
informazioni ci consente non di

responsabilità del Registro liaZiano di navigazione (I cui funzionari vile di
pallini rino ina] &tcbiaro

Le informazioni in nostro sono e seguenti. "Nol dicembre del 1959 fu redatto
un dettagliato rapporio sullo stato dei motori delin « Bianca C»; esso si concludeva con
queta precisa constatazione: l'apparato maccrine dell'unità cra in tali condizioni di vsura

da renderne assolutamente indispensabile l'immediato ingresso. in cantiere della nave per

dere a una , se non alla dei motori. E" stata
fatta questa Sa Nessuno — nè armatori, nè registro — sembra saperne nulla con
esattezza. ci si en ea
ui legze raro ia guggtione, è lo guaio di [prende d3 dicci a I ; PORT SAINT GEORGE, 25 ottobre
L INCHIESTA sulla fine della « Bianca € », la nave italiana bruciata e colata a

picco nel mar della Antille, si è iniziata oggi con una constatazione tale da

sul registro di navi; è zio , delia Nel i È ine ti
che l'unità subì nel 1 ta ele a SI MAI x
numerosi

poli, una « revisione occasi
nale » dei motori e dello scal scafo:







NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



















Gli armatori della M/n «Bianca C»
ad avvenuto rientro del Comandan-
te e del Direttore di Macchina co-
municano:

1) L'esplosione che ha provocato
la catastrofe è avvenuta mel collet-
tore dell'aria di avviamento del mo-
tore di sinistra all'atto della messa in
marcia.

L'esplosione sfondò le casse di naf-
ta che subito incendiatesi provocaro-
no un incendio di misura incontrolla-
bile, nonostante i mezzi di estinzione
che il personale mise subito in uso
con grave rischio personale. L'esplo-
sione ed il fuoco .investirono imme-
diatamente l’impianto elettrico im-
mobilizzando tutti i servizi. Funzio-
nò automaticamente la luce di emer-
genza.

Non si hanno elementi per rico-
struire la causa dell'esplosione.

Riferimenti fatti ad una precedente
avaria ad un pistone sono privi di
valore. Le avarie ad un pistone sono
normali nei motori Diesel. Il pistone

MUNI



Chi ha conosciuto la «Bian-
ca C» sa che non solo la bella
nave era molto più giovane
dell'età media dei transatlan-
tici passeggeri sia italiani che
di tutto il mondo, ma sa an-
che che passata alla bandiera
italiana alla fine del 1958,
era stata sottoposta a grandi
lavori di revisione e rimoder-
namento, sia all'apparato mo-
tore che a tutte le sistema-
zioni. Oltre due miliardi di
lire, di cui circa una quarta
parte nell’apparato motore,
sono stati spesi per lavori e-
seguiti tutti nel porto di Ge-
nova, e rappresentati per la
massima parte da mano d'’o-
pera. Nell'inverno 1958-59,
quando nel porto di Genova
mancava lavoro, la « Bianca
C» ha dato un apporto di
ore lavorative di poco infe-
riore a quelle che può dare
ad un cantiere una nuova co-
struzione. Perché i marittimi
della « Linea C » conoscano
e valutino, riproduciamo par-
te di articoli che sono stati
pubblicati ed il Comunicato
che gli armatori hanno emes-
so appena rientrati il Coman-
dante ed il Capo-Macchinista.

Una parte della stampa di
ispirazione ben identificata,
ha preferito vedere nella
sciagura della « Bianca C »,
più che un lutto per la ma-
rina e la marineria italiana
ed il magnifico ed eroico
comportamento dell’equipag-
gio, un’occasione per gettare
fango sull’ armamento italia-
no e quello privato in parti-
colare.







LA 1

è un organo che non ha connessione
con quello dove è avvenuta l’esplo-
sione e, comunque, l’avaria aveva
interessato un altro motore, e preci-
samente quello centrale, che al mo-
mento dell'esplosione non aveva an-
cora avuto l'ordine di messa in
marcia.

Il giornale di macchina è stato con-
segnato al Console di Caracas.

2) La motonave « Bianca € », di
tonn. 18.427 di stazza lorda è stata
costruita in Francia nei Cantieri La
Ciotat della Société Provencale de
Construction Navale — Marsiglia —
ed entrata in servizio nell'ottobre
1949. L'apparato motore era costitui-
to da tre motori principali tipo Sul-
zer costruiti in Francia presso la
Compagnia de Constructions Mécani-
que di St. Denis. La costruzione del-
l'apparato motore ebbe inizio nel
1941 e venne sospesa durante la guer-
ra. L'apparato motore venne ultima-
to nel 1948-1949 ed iniziò il servizio
con la nave.

La nave aveva perciò un'età di 12
anni contro un'età media delle navi
passeggeri italiane di oltre 15.000 ton-
nellate di stazza lorda di anni 17, età







media che corrisponde a quella mon- .

diale per la stessa categoria di navi.

L'età della nave non ha comunque,
per se stessa, influenza sulle condi-
zioni di sicurezza, tanto è vero che
tutti i Registri del mondo concedono
la classifica massima senza limiti di
età quando sono soddisfatte le dovute
condizioni.



E



bLI AF

3) Gli armatori, presa in conse-
gna la nave alla fine del 1958, la sot-
toposero a grandi lavori, sempre sot-
to sorveglianza del Registro Italiano
e del Bureau Veritas. L'apparato mo-
tore venne completamente revisio-
nato. Gli alloggi passeggeri vennero
rinnovati all’80%.

4) Per quanto si riferisce ad una
relazione sfavorevole ai motori che
sarebbe stata fatta da un Perito del
Registro che aveva fatto un viaggio
sul « Bianca C » nell'ottobre 1959 si
precisa:

a) gli armatori non avevano mai
saputo dell’esistenza della relazione,
che era e doveva essere riservata agli
Uffici del Registro.

b) L'Ispettore che avrebbe steso la
relazione era a bordo con compiti
relativi a lavori di scafo e non di
macchina. Verificatosi, a causa di un
corto circuito, un incendio che inu-
tilizzò una parte del quadro elettrico,
detto Perito espresse parere favore-
vole per il proseguimento del viaggio
con passeggeri a bordo, in accordo
con il rappresentante locale (in Ve-
nezuela) del Registro Italiano.

c) Nella sosta necessaria per la
riparazione del quadro elettrico ven-
nero eseguiti tutti i possibili lavori
di straordinaria manutenzione oltre
le prescrizioni del Registro.

d) Il fatto che la nave per due an-
ni, cioè dalla fine del 1959, ha conti-
nuato a viaggiare senza fermate oltre
quelle minime per esigenze commer-
ciali e per la normale manutenzione,



MA |



RI

sempre a piena velocità, rappresenta
la prova migliore della completa ef-
ficienza dell'apparato motore e del-
l'infondatezza di un generico giudi-
zio negativo.

e) Che il contenuto di documenti
riservati di un pubblico Istituto sia-
no portati alla stampa resta un fatto
deplorevole nei riguardi di chiunque
può avervi concorso, anche se da par-
te degli armatori non può più esi-
stere al riguardo motivo né deside-
rio di riservatezza.

5) Non può non essere rilevato
che le stesse fonti che attraverso la
stampa ed interrogazione parlamen-
tare hanno voluto sollevare dubbi
che la catastrofe possa essere attri-
buibile a vetustà della nave e del-
l'apparato motore sono le stesse, e
rappresentate anche da stesse perso-
ne, che pochi mesi or sono sostene-
vano la necessità di tenere in eser-
cizio il «Conte Grande» che aveva
un'età di 33 anni contro i dodici del
« Bianca € ».

6) Il fatto, degno di ammirazio-
ne, che circa 700 persone tra pas-
seggeri ed equipaggio abbiano potu-
to, usando le lance di bordo, lasciare
in meno di mezz'ora la nave in fiam-
me senza il minimo incidente, va
ascritto come titolo di merito soprat-
tutto per il Comandante, per gli uf-
ficiali, per i membri tutti dell’equi-
paggio, ma è anche la dimostrazione
di una perfezione di organizzazione e
di attrezzatura il cui merito va an-
che oltre il personale di bordo.









Il disastro della nave affondata alle Antille



l'Unità

ANRAONO DR FALTITO Comma Marsa

Gli armatori costretti ad ammettere
che la Bianca C. subì altri incidenti



Il comunicato emanato dalla societa Giacomo Costa conferma quanto affer
mato dal nostro giornale sulla vetusta dell’apparato motore del transatlantico



DALLA NOSTRA REDAZIONE

L'Unità aveva scritto che a

perficialita ed usiamo un eufe |che

Costa 10rrebbero far cre





ai =

bordo della « Branca C » s1 era
no già registrati degli incidenti e
la società armatric lo confer
ma parlando di un corto circui
to da cu' derivò «un incendio
che inutiltzzò una parte del qua
dro elettrico »

Assolutamente sorprendente è
la parte del comunt:cato che ri
guarda le annotazioni del regi
stro navale di Napoli a propo
sito della « Bianca C » le cut

GENOVA. 31 ottobre

Un agenzia di informazione ha
trasmesso nel pomeriggio odier
no un lungo comunicato della
società armatrice Giacomo Co-
sta a proposito del disastro dei
la « Bianca C » avvenuto il 22)
ottobre nelle acque dell’isola
Grenade nelle Antille Il tono
del COMNICHLO SImeno da cer
i

PRE Coe ehi macchine come rivelò l agenzia
co nei confronti delle «fonti|“I!ala» avrebbero dovuto es
che attraverso la stampa edisere tenute sempre sotto con
una interrogazione parlamenta |!rollo La società armatrice ri
re hanno voluto sollevare dub-|{€Me « deplorevole » che 11 con
è che la catastrofe possa esse. |'enuto di documenti riservati di
re attribuita a vetustà della na-|" Pubblico istituto siano stati
ve e dell'apparto motore» Il|Portati a conoscenza della stam
Jatto e che il comunicato con-|P4 «chiunque può avervi con.
ferma punto per punto quanto |C0730 anche se da parte degli
quelle fonti — il riferimento al armaglori non può più esistere
nostro giornale e all’interroga- | riguardo motivo ne desiderio
zione del parlamentare comun:- |l! riservatezza » La questione
sta Adamoli è evidente — ave-|CHe il comunicato avrebbe do
vano a suo tempo affermato,||PUt0 chiarire non riguarda tan
Era stato detto dall'Unità che\t9 # giudizio da dare sulla di
l'apparato motore della « Bian- vulgazione del contenuto der do.
ca C » fu costruito in Francia|CMenti ma sul merito delle
nel 1941 e la società armatrice|NOtizie stesse e cioè confer
non può negarlo, anche se ag-'Marle o smentirle

giunge che la sua costruzione! Il sostenere — poco piu avan
« iniziata nel 1941 venne sospesa !! - Che l'apparato motore del
durante la guerra e ultimata !& « Bianca C » era in ottime
nel 1948-1949 ». L'affermazione è COndizioni e addurre quale di-
tecnicamente risibile in quanto MOStrazione il fatto che l'unità
per essere approssimativamente 9bbia continuato a viaggiare
seria avrebbe dovuto precisare Senza mai fermarsi sino al di-
fino a qual punto l'apparato)sastro è per lo meno indice dii
stesso era in via di completa-|un certo cinismo mentale dive
mento quando a causa degli e-|nuto costume Sarebbe troppo
venti bellici fu posto in magaz-|facile ironizzare ma vi sono ol-
zino e come e in quale misura,|tre ad una nave perduta tre la-
dopo la guerra il suo progetto: voratori del mare morti a im
Ju riveduto e adeguato agli svi |pedirlo e a far misurare la su





|

mismo della mentalita degli ar
mator: rappresentati dar Costa
Tralascuamo il resto del co
municato quello che si rife
risce all'asserito « mistero v en
tro cui sr celerebbero le cause
dell'esplosione per sottoli
neare una delle ultime afferma
zioni del comunicato A propo-
sito delle « fonti» con cur 1 Co-
sta vorrebbero polemizzare
ma con scarsissima tortuna —
st dice che esse sono le mede
stme e rappresentate anche dal.
le stesse persone che pochi me
st or sono sostenevano la neces-
sita di tenere in esercizio il
«Conte Grande » che aveva una
eta di 33 anni contro dodici
del « Bianca C »
_Premettiamo che per 1 catto
licissimi Costa la verità sta nel
regno di Dio e che pertanto,
essi non sono tenuti a rispet
tarla su questa terra ed aggiun
giamo subito che essi fingono
di ignorarla perfino a proposito
della « Bianca C » Non confer
ma forse 11 comunicato che l’ini-
210 della costruzione dell'appa-
rato motore di questa sfortuna
ta nave inizio nel 1941 senza
fornire ulteriori ragguagli tec
nic: sulla sua ultimazione? Ma
1 Costa non rispettano la veri
ta neanche per quanto riguarda
il «Conte Grande » e nor vi ag-
giungiamo anche il « Conte Bian
cumano » unch esso mandato in
disarmo e in demolizione . |
Nor soltanto 1 comunisti si
opposero a queste decisioni del
l'on Jervolimo ma l'intera opi
nione pubblica genovese sr ri
bellò Limpostazione della bat





dluppi ella tecnica

taglia non fu peraltro quella

dere essa non ebbe come obiet
tuo fine a se stesso il mantent
mento in vita delle due umta
Era stato chiesto che il « Conte
Grande » e il « Conte Brancama
no» tossero conservate alla FIN
MARE fino a quando altre due
unita nuove avessero potuto so-
stituirle Era una richiesta le
gittima e giusta che non venne|
accolta Accadde però che 1
ruoto lasciato dar due « Conti»
fosse riempito subito dopo dalle
nat der Costa

La denuncia comunista secon
do cut il provvedimento dell'on
Jervolino non aveva basi tecni
‘che ma era stata presa a bene-

ficio dell'armamento privato eb
be così una clamorosa confer-
ma Questa è la verità anche se
la società armatrice Giacomo
Costa pretende di: ignorarla e di
farla ignorare E l'altra verità,
quella della « Bianca C » giace
in fondo al mare e non sono i
comunicati che possono far di-
menticare che 1 nostri cantieri
sono in coma mentre armatori,
che pure vanno per la maggio-
re continuano a rifornirsi al-
l'estero d' navi di seconda ma-
no .I comunt:catt infine non
possono spegnere 1 tragici ro-
ghi come quello che ha sinistra-
mente illuminato per un'intera
giornata la rada di vorto Saint

George
A G Parodi

—_-





NOTIZIARIC ‘“C,,: pagina cinque





L'incontro dei

Scene di indicibile commozione si
sono svolte nei porti di Genova e
di Napoli all'arrivo delle motonavi
« Surriento » della « Flotta Lauro »
e « Amerigo Vespucci » della « Socie-
tà Italia di Navigazione », recanti a
bordo i naufraghi (passeggeri ed
equipaggio) della « Bianca C ».

La prima a giungere è stata, a
Genova, la « Surriento » che ha at-
traccato a Ponte dei Mille poco dopo
la. mezzanotte del sei novembre.
Circa cinquecento familiari erano
già da diverse ore in attesa di poter
riabbracciare i loro cari; erano pre-
senti anche i titolari della « Linea
C » i quali avevano disposto, in una
sala della Dogana, un servizio per
dare agli scampati i primi aiuti.
Sulla «Surriento » si erano imbar-
cati a Barcellona l'ing. Mario Costa
e il signor Giovanni Costa per la
Compagnia armatrice e il cap. Cre-
vato — comandante della « Bianca
C» — il quale aveva voluto compie
re l’ultima parte del viaggio di ri-
torno accanto ai «suoi» uomini.
L'accoglienza che l'equipaggio, al-
l’arrivo a Barcellona, ha tributato
al Comandante, è stata grandiosa e
commovente.

Appena è stato gettato lo scalan-
drone, naufraghi e familiari si sono
stretti uno all'altro, piangendo dalla
gioia di poter essere nuovamente as-
sieme. Non parole, ma muti e strug-
genti abbracci quasi a significare la
fine di una dolorosa e sfortunata
vicenda.

Moltissimi anche i giornalisti pre-
senti e molti gli intervistati, specie
fra i passeggeri. Tutti sono stati
concordi nell'elogiare la calma e
l'ordine con cui l'equipaggio della
« Bianca € », in poco più di trenta
minuti, ha condotto a termine .le
operazioni di salvataggio. Nicola
Lamanna, un passeggero, ha dichia-

rato: « All’equipaggio tutto il mio ©

elogio; è stato veramente esemplare
e ha dato una dimostrazione di for-
za d'animo e di maturità che non
mi sarei mai immaginato in simili
frangenti. Ma desidero soprattutto)
ringraziare Don Peluffo, il Cappel-

Il pellegrinaggio di ringraziamento al Santuari



naufraghi con le loro famiglie



La motonave « Surriento » mentre sta per attraccare a Ponte dei Mille

lano di bordo che è stato sempre
accanto a noi, incoraggiandoci, pen-
sando altruisticamente prima ai
passeggeri e poi a lui. Ciò che del
resto hanno fatto tutti gli uomini
dell'equipaggio ».

Le stesse scene e le stesse dichia-
razioni si sono verificate a Napoli,



la mattina dell’otto novembre, al
l’arrivo della « Vespucci », l’altra na-
ve che aveva prestato ‘immediato
soccorso ai naufraghi.

E l'equipaggio? Desideriamo ripor-
tare, anonima, la risposta di un ma-
rittimo. Essa vale per quelle di tut-
ti gli altri: «Ci si stupisce perché

Sabato mattina undici novembre,
a scioglimento di un voto formula:
to quando la « Bianca C» era or-
mai un relitto in preda alle fiam-
me i naufraghi della nave si sono
recati in pellegrinaggio al Santua-
rio di Nostra Signora della Guar-
dia, sul Monte Figogna, alle spalle
di Genova. Circa 350 persone (tito-
lari della « Linea C », naufraghi e
familiari) sono saliti al Santuario
con sei carrozze della Guidovia e
con una quarantina di auto priva-
te. Don Peluffo, il Cappellano di
bordo, ha celebrato una S. Messa e
al Vangelo, prendendo la parola,
tra la più intensa commozione dei
presenti ha spiegato il significato
del pellegrinaggio: rendere grazie
a Dio per coloro che sono scampati
al naufragio e ricordare in preghie-
ra le tre vittime del disastro. La
Madonna, invocata dai marinai, ha
dato all’equipaggio la forza d'ani-
mo e la calma per mettere in salvo
tutti i passeggeri, così che le conse-
guenze sono state assai meno gra-



non abbiamo perduto, in quel ter-
ribile frangente, la calma, perché
tutti si sono salvati. Abbiamo sol-
tanto fatto il nostro dovere, niente
altro. Siamo certi che altri uomini
di mare, in una situazione simile
alla nostra, avrebbero fatto altret-
tanto ».

della Guardia

vi di quanto non sia accaduto in
simili incidenti. E anche questo è
uno dei tanti fatti prodigiosi che,
sulla nave, si sono svolti dopo lo
scoppio e il conseguente incendio.

E' stato quindi benedetto il qua-
dro che, a ricordo della tragica fi-
ne della nave, il marittimo France-
sco. Pandullo della « Linea C» ha
dipinto per essere collocato fra gli
« ex-voto » del Santuario, Il quadro,
recato a braccia dal dott. Giacomo
Costa (a nome degli Armatori, Diri-
genti ed Equipaggi della « Linea
C ») e dal cap. Crevato (a nome del-
l'equipaggio della « Bianca C») è
stato deposto ai piedi della statua
della Madonna.

Il pellegrinaggio (veramente com-
posto .e che ha visto centinaia di
persone unite come una grande fa-
miglia) si è concluso con un pran-
zo offerto dalla « Linea C ».

Nello stesso giorno un altro
gruppo di naufraghi si è recato in
pellegrinaggio alla Vergine di
Pompei.







Il dott. Giacomo Costa, per la « Linea C », e il cap. Crevato, per l'equipaggio,
sorreggono il quadro votivo mentre viene benedetto dal Rettore del Santuario
della Guardia, presente il Cappellano della nave, Don Peluffo

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina sei



NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno I - N. 5 - Settembre-Ottobre 1961
Spedizione in abb. post., Gruppo IV

Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961



FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Tel! 58.18.51 - Casella postale 492°

—— Stampa: BI-ESSE Genova






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NOTIZIARIO

Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova

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Periodico bimestrale

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La vita dell’uomo è intessuta di ore liete
e di ore tristi; così è per la famiglia, per
la città, per le nazioni, per il mondo in-
tero. Anche per la Linea « C » è giunta
l’ora del dolore con la tragica perdita della
m/n « Bianca C », la quale, attraverso una
lunga serie di importanti lavori ed inno-
vazioni si era ormai classificata tra le più
belle navi italiane.

Il comandante, lo stato maggiore e lo
equipaggio tutto — ai quali porgiamo
il nostro vivo ringraziamento — con
il loro ammirevole comportamento han-
no evitato anche la minima ferita ai
passeggeri, a prezzo tuttavia di tre pre-
ziose vite: quella dei secondi ufficiali di
macchina, signori Natale Rodizza e Anto-
nio Belcastro e quella del fuochista, sig.
Umberto Ferrari; è sulle tre valorose vit-

time e sulle loro famiglie che in questo
momento si concentra tutta l’attenzione,
il pianto, l’affetto e l'ardente preghiera di
quanti operano nella Compagnia.

Tuttavia anche le prove più dure della
vita devono essere affrontate con fortezza
e soprattutto con ferma fede nella Divina
Provvidenza, la quale attraverso di esse
forgia un migliore futuro; come un seme,
che per sviluppare una bella pianta deve
distruggersi nella terra. Ci auguriamo che
il sacrificio della « Bianca C » possa far
sorgere un giorno una nave più bella che,
con il suo tricolore, solchi i mari, messag-
gera di operosità, di capacità, di ospita-
lità, di pace, di fede, di fratellanza, qualità
proprie dei nostri marittimi.

Gli armatori







Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV



Uno scrittore italiano ha detto:
«Quando una nave muore è co-
me se sprofondasse nel mare un
lembo di terra, un pezzetto della
stessa patria ». E veramente dob-
biamo dire che tutta l'Italia — per
non dire tutto il mondo — ha vis-
suto, ora per ora, il dramma della
« Bianca C », la nostra bella mo-
tonave che giace nel Mar delle An-
tille, all’altezza di Punta Salina,
poco fuori del porto di San Gior-
gio di Grenada.

Gli ultimi momenti di vita della
bella e prestigiosa motonave sono
praticamente racchiusi in una se-
rie di laconici «flashes» delle a-
genzie di stampa. Si succedono
l'uno all’altro, con una crescente
e sconcertante gravità, così come
sconcertante è stata la tragedia
della nave stessa: perché la « Bian-
ca C» — come tante altre navi —

(Segue a pagina 2)









Il superbo comportamento dell'equipaggio s inquadra
nella più nobile tradizione della marineria italiana

(Continua dalla l.a pagina)



è affondata per un complesso di
imprevedibili avvenimenti. quasi
vorremmo dire per una tragica fa-
talità.

Domenica 22 ottobre. Ore 9,20
(in Italia sono le 14,20): uno scop-
pio nella sala macchine provoca un
incendio; ore 10,08: la nave, in me-
no di mezz'ora è completamente
sgomberata; ore 10,30: le fiamme
si sono estese da prua a poppa;
ore 11,03: il comandante Crevato
è l’ultimo a porsi in salvo.

Lunedì 23 ottobre. Ore 9: sulla
« Bianca C» continua l'incendio,
la nave è inclinata a dritta, la pop-
pa affonda lentamente; ore 24: un
comunicato ufficiale avverte che
«la nave è da considerarsi per-
duta ». Martedì 24 ottobre. Ore
I: la nave si inclina sempre più,
le sovrastrutture e la ciminiera
sprofondano all'interno della « Bian-
ca C» stessa; ore 2,30: la fre-
gata inglese «Londonderry» ri-
morchia la nave e la trasporta al
largo per evitare che affondi da-
vanti al porto di San Giorgio di



Il Cap. L. C. Sup. Francesco Crevato
comandante della « Bianca C »

Grenada; ore 10,30: all'altezza di
Punta Salina la nave accentua la
inclinazione; ore 11,15: lo sbanda-
mento a destra aumenta improvvi-
samente e con impressionante rapi-
dità, dopo l'operazione di traino
da parte del « Londonderry ». Il
mare entra già sullo scafo attraver-
so i finestrini del ponte « A » e po-
co. dopo anche per il portellone
dell’imbarco passeggeri Ponte « Ve-
randa». Dopo un improvviso bru-
sco movimento di apparente rad-
drizzamento la « Bianca C » affon-
da rapidamente, prima con la
poppa e poi la prora, scomparendo

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

per sempre nelle acque del Mar
delle Antille. Sono esattamente le
ore 11,23 locali. La posizione di
affondamento della nave è: latitu-
dine 12 gradi 01°,35 Nord; Longitu-
dine 61 gradi 47’,78 Ovest.

La «Bianca C» era una delle
più belle e più moderne navi della
flotta italiana, della quale era en-
trata a far parte nel 1958. Costrui-
ta nel 1949 in Francia era stata
impiegata, col nome di « La Mar-
seillaise », sulla linea «espresso »
Francia-Medio Oriente. Nell'anno
1957 fu ceduta ad armatori svizzeri
che la chiamarono « Arosa Sky ». Ma
si trattò di un breve intermezzo, per-
ché nel 1958 la nave fu acquistata
dalla «Linea C» e trasferita a
Genova per essere sottoposta ad
ampie opere di trasformazione e

Unanime attestazione
di sincero cordoglio

Abbiamo detto della partecipa-
zione di tutta la Nazione al grave
lutto che ha colpito la « Linea C »
e tutta la marineria italiana. Fin
dal giungere delle prime notizie,
la sede della nostra Compagnia è
stata oggetto di telegrammi, mes-
saggi, telefonate: erano autorità,
erano marittimi, erano sconosciuti
che annunciavano il loro senso di
solidarietà verso di noi. Si è trat-
tato di una così unanime e since-
ra attestazione di stima e di af-

. fetto che ci ha confortato nel gra-

ve e doloroso momento. Ecco,
mentre minuto per minuto — col
cuore in gola — attendevamo no-
tizie dalle Antille, attorno a moi
sentivamo il calore di una sim-
patia che certamente non avrem-
mo immaginato. E sentivamo an-
che attorno a noi l'ansia delle fa-

‘ miglie degli uomini di bordo della

« Bianca C ». E mano a mano che
da San Giorgio di Grenada giun-
gevano le rassicuranti notizie sul-
la sorte degli uomini dell’equipag-
gio, sempre più balzava evidente
a tutta l'opinione pubblica la
grande encomiabile dimostrazione
di calma e di prontezza di spirito
offerta da tutti gli uomini di bo»-
do. Pur nel doloroso e tragico av-
venimento questa dimostrazione
ci era di conforto. In un frangenti
delicato ed estremamente perico
loso, nessuno ha perso la calma;
gli ordini sono stati dati ed esegui-
ti alla perfezione, così che i 362
passeggeri —. disciplinatamente,

di rammodernamento. La capacità
ricettiva venne portata a 1300 pas-
seggeri: 250 in prima classe e 1050
in classe turistica. Il transatlan-
tico, col nome di « Bianca C », la-
sciò il porto di Genova, per il
viaggio inaugurale, il 2 aprile
1959, dando inizio a quella serie
di viaggi e di crociere che dove-
vano renderlo in poco tempo fa-
moso e apprezzato in tutto. 11 mon-
do. La nave aveva un apparato
motore della potenza di 23.000 ca-
valli e sviluppava una velocità di
crociera superiore ai 20 nodi orari.
Era una delle unità più veloci ope-
ranti sulla rotta per il Centro-
America: effettuava, infatti, la tra-
versata Italia - Venezuela in dieci
giorni, un vero primato rispetto
alle altre unità italiane ed estere.

senza alcuna ombra di panico -.
sono stati fatti scendere nelle scia
luppe di salvataggio della « Bianca
C », sulle quali hanno poi — quan:
do tutti i passeggeri erano in sal-
vo — preso posto anche gli uomi.
ni dell'equipaggio. E' un aspetto
che doverosamente dobbiamo met
tere in risalto: come tutta l’opera-
zione, cioè, si sia svolta con le no-
stre scialuppe e come i nostri ma-
rinai abbiano offerto a tutta la
marineria del mondo un altissimo
esempio del dovere e un non co-
mune grado di maturità che si in-
quadra nella più nobile tradizione
della gente di mare italiana.

Un doveroso ringraziamento va
anche alle autorità dell'Isola di
Grenada per la pronta opera di
soccorso subito organizzata per
confortare, moralmente e material-
mente, tutti, per il ricovero dei
feriti negli ospedali locali, per quel
senso di fraternità, insomma, che
i protagonisti della grave vicenda
si sono trovati attorno. E un gra-
zie sentito anche agli uomini del-
la « Surriento » e della « Vespucci »
— e alle rispettive Società arma-
trici — per essersi subito messi a
disposizione dei colleghi più sfor-
tunati, per avere consentito at
naufraghi un sollecito ritorno al-
le loro famiglie.

Purtroppo, tre uomini, su 310, del-
la « Bianca C » non hanno risposto
all'appello dei presenti: i due se-
condi ufficiali di macchina Natale

Rodizza da Fiume e Antonio Bek
castro da Roma, e il fuochista Um:
berto Ferrari da Bocca di Magra
(La Spezia); il primo deceduto a
Grenada per le ustioni riportate,
il secondo in un ospedale di Cara-
cas (quando ormai si sperava che
potesse salvarsi) e il terzo scom-
parso nell'incendio seguito allo
scoppio. Ad essi va tutto il no-
stro riverente pensiero, così come
va alle loro famiglie che hanno
manifestato, pur nell’esacerbato
dolore, una fortezza d'animo esem-
plare. Natale Rodizza, Antonio Rel-
castro e Umberto Ferrari sono ca-
duti — non è una frase retorica —
nell'adempimento del proprio do-
vere. Per questo non li dimenti-
cheremo mai (noi e i loro compa-
gni di navigazione), per questo il
loro esempio resterà a perenne te-
stimonianza di una delle più sfor-
tunate pagine della « Linea C ». Su
tutte le unità della Compagnia in
navigazione, in suffragio delle tre
vittime i Cappellani di bordo han:
no celebrato una funzione religio-
sa alla quale hanno assistito tutti
gli equipaggi.

Anche la stampa ha preso parte
al dolore della nostra Compagnia,
facendosi eco della profonda e
unanime impressione suscitata in
in tutta Italia dalla tragica fine
della « Bianca C ».

Concludiamo con alcune dichia-
razioni che — quando le notizie
sulla sciagura erano ancora fram-
mentarie e confuse — il dott. Gia-
como Costa ha fatto alla Televisio-
ne e alla Radio: « Non è la perdita
della nave che in questo momento
ci interessa, è il pensiero delle vite
umane perdute e che si uniscono
alle molte sacrificatesi nell’adem-
pimento del loro dovere sul mare...
Le navi si possono ricostruire, per
gli uomini è ben diverso ».



Il Cap. Giacomo Musso, direttore
di macchina della « Bianca C»

NATALE RODIZZA













Natale Rodizza era secondo uf-
ficiale di macchina della « Bianca
C». Nato a Fiume il 17 ottobre
1928, aveva sentito fin dall'infanzia
il desiderio di navigare e aveva
compiuto gli studi con coscienza e
con serietà. Entrato a far parte
della «Linea C» il 16 giugno 1958,
si era imbarcato sulla « Andrea
C », quindi era passato sulle altre
navi della nostra compagnia: sul-
l'’« Anna C», sulla «Franca C»,
sulla « Federico € », sulla « Boate »,
sull’« Asuncion », sulla « Enrico € »,
ancora sulla « Franca C » e, infine,
il 24 aprile del 1959 sulla « Bianca
C », sulla quale ha trovato eroica
morte.

Esperto, buono, apprezzato per
le sue qualità professionali, era
uno dei più valorosi ufficiali della
nostra Compagnia. L’undici aprile
del 1960 si era unito in matrimonio,
a Santa Cruz de Tenerife, con la
signorina Rosario Gonzalez Soles,
abitava a Genova, con la moglie e
con i genitori, in via della Casta-
gnola 4/2. Ai funerali, commoven-
ti e imponenti, svoltisi a Genova
Sturla, hanno preso parte — oltre
ai familiari — i titolari della « Li-
nea C» e numerosi membri dello
equipaggio della « Bianca C », giun-
ti a Genova con la «Surriento ».

La salma di Natale Rodizza ripo-
sa nel cimitero di Sant'Ilario Alto,
proprio in faccia a quel mare che
aveva tanto desiderato e tanto
amato.

Antonio Belcastro era secondo uf-
ficiale di macchina della « Bianca
C ». Nato a Napoli il 29 ottobre
1932, abitava a Roma in via Fonte-
buono 19, con la moglie signora
Irene Tortorici e con i due figli, di
quattro e di tre anni.

Antonio Belcastro si era diplo-
mato a Roma nel 1954; aspirante
di macchina nel 1957, nel 1959 ave-

va conseguito il titolo di capitano
macchinista. Entrato a far parte
della « Linea C » il quattro gennaio
1958, come terzo macchinista, il 9
settembre dello stesso anno era
promosso secondo macchinista. E'
stato successivamente sull’« Euge-
nio €», sulla Maria Costa », sulla
« Pia Costa », sulla « Franca C» e
sulla « Bianca C ». La morte lo ha
colpite quando si trovava nell’ospe
dale di Caracas, dove era stato tra-
sportato da San Giorgio di Grena-
da, assistito dalla moglie e dal pa-
pà che lo avevano raggiunto in
aereo. Una complicazione cardiaca
si è rivelata fatale quando ormai
tutto lasciava sperare in un pronto
ristabilimento. Ufficiale di elevate
capacità, di scrupolosa coscienza
professionale, era amato e stimato
da tutti.

Umberto Ferrari era fuochista
della « Bianca €». Nato ad Ame-
glia (La Spezia) il 16 novembre
1911, era entrato nella nostra Com-
pagnia il cinque aprile 1958, pren-
dendo imbarco sulla « Maria Co-
sta », per passare poi alla « Pia Co-
sta » e infine alla « Bianca C ». La-
voratore serio e instancabile, era
stimato da tutti i compagni di la-
voro e il suo ricordo resterà nel-
l'animo di tutti quanti lo hanno
conosciuto.

Sposato con la signora Ila Noce,
lascia un figlio, Nuccio, di quat-
tordici anni. Abitava a Bocca di
Magra (La Spezia), in via del Mon-
te,



« Notiziario C » — nel dare il tra-
gico annuncio della morte di tre
dei più valorosi elementi della Com-
pagnia — si unisce al dolore delle
famiglie e porge loro i sensi delle
più sentite e più vive condoglianze







ANTONIO BELCASTRO



UMBERTO FERRARI



NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre







— Nomore 258 — Lue È Lund ù î vb
x x Î

io PAE SE SER, A Pn A |
PERDUTO | li TRANSATLANTICO ITALIANO NELLA CATASTROFE DEI NARE DEI CARAIBI
La “Bianca C.,, affondata stamane
aveva i motori vecchi di vent'anni

Erano stati costruiti nei 194i e moniati salla nave, di 18.627 tena., varata 8 anni dopo in Francia - Altre volte si erano incendiati in
navigazione e in porîo — Il disastro di ieri cazsato dalia rattura di ano dei 35 pistoni — Un'ondata di carburante in fiamme ha invaso le stive tra-
sformanda il piresczîo in ua roge immane — Due morti fra l'equipaggio - | passeggeri salvati con piccole imbarcazioni giunte dall'isola di Grenada











233
eta













La linea del Sudamerica è

1 3
Comunque stiano i fatti, chel Una vecchia flotta

si spera verranno accertati dal-
l'inchiesta. una cosa è certa: la

ostante l'aspetto esteriore, nave
da garantire un perfetto ser-
vizio di linea. Costa l'aveva

« Bianca C » nor era certo, nor]

non aveva dato un momento
di tregua alla nave. Il viaggio
linaugurale sotto la nuova ban-
diera italiana ebbe luogo nel-

l'aprile del 1959 e nei restanti

tra le più redditizie e Costal

Mi diceva mei giorni scorsi
‘lun armatore genovese: «Caro
signore, se lei dovesse com-
piere una lunga marcia di re-
golarità con concorrenti che

Martedì 24 ottobre 1961

la verità sarà accertata — è
indubbio che la sciagura del-
le Antille ripropone tutti i pro-
blemi della nostra Marina. Lo
armatore Costa appartiene al-
la classica, vecchia scuola dei
« lupi di terra », pronti a chie
der soldi allo Stato, ma anch
a costruire fortune su nav
usate comprate all’estero.
se le navi si rifenmo,è perfet-
tamente vero che non può dir-
si la stessa cosa per le vite
degli uomini.

In serata gli armatori della
« Bianca C.» hanno avuto una
conversazione telefonica con il
comandante Crevato. « Le rac-
comando vivamente di tran-
quillizzare tutte le dennonie del
nostro equipaggio — ha detto
il comandante all’inizio e alla
fine della conversazione di 12
minuti —. Tranquillizzi anche
quelle dei dodici feriti. Non si
preoccupi di nulla. Stanno tut-

ti bene! ».







otto mesi di quell’anno la
« Bianca C >» compì move tru-
versate oceaniche, Nel 1960 al-
tre. dieci traversate; nel 1961)
otto, Tra îl dicembre del 1959

‘hanno 1100, Giuliette e Appie
nuovissime e lucenti si pre-|
senterebbe alla gara con una
“ Topolino A”, cioè con una
macchina del ‘1941? Questa è

acquistata de una società fran-
cese che intendeva porla in
disarmo. Lo scafo era stato va-
rato nel 1949; l'apparcto mo-

l'Unità.

ORGANO DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO














tore risaliva al 1941. Non solote jl marzo del 1960 l'unità andòlla situazione: le flotte degli

è motori avevano vent'anni, ma;sette volte in crociera nel Marlaltri paesi sono in gara per bre 1961
erano stati costruiti in pienalidei-Caraibi: nella stagione cro- |idotarsi di nari nuove A Venerdì 27 otto
guerra, con scarsità di mate-|lcieristica 1960-1961 fece oito ni ATA? l'Unità

riale ferroso e in fretta per ri- viaggi nel Mar dei Cargibi Dpr



Rimorchiatà a Genove, la nave
era stata rimessa «a muovo »
mei cantieri OARN, ma la re-|
cettività era stata quasi rad-:
doppiata, per portarla a 1200)
passeggeri. Era stata elevata la;
velocità e, in conseguenza, la,
potenza di quei logori motori;

Im

rasformaz: di
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Giovedì - 26 ottobre 1961



LL GIORNO

ori FATTI DELLA VITA
GRAVI OMBRE SULLA SCIAGURA DEL MAR DELLE ANTILLE
PEndUtO macchina

Perchè i motori della «Bianca C» ME mm
non furono sostituiti? Ra MENTRE INIZIA L'INCHIESTA PER «BIANCA ©

Un rapporto del 1959 al Registro di navigazio- Î I Ì i bro d i macch i na

ne li descriveva come in grave stato di usura
non si trova più |
Vi oreno rogistrate lo riparazioni fatte al motore: della nave

* IL GIORNO



* * MILANO - GIOVEDI 26 OTTOBRE 1961
il libro di



nostro servizio
GENOVA, 25 ottobre
IVA ESSERE evitato li disnotro delia « Bianca C »? Una txingiso compiuta sulla bas:
informazioni ci consente non di

responsabilità del Registro liaZiano di navigazione (I cui funzionari vile di
pallini rino ina] &tcbiaro

Le informazioni in nostro sono e seguenti. "Nol dicembre del 1959 fu redatto
un dettagliato rapporio sullo stato dei motori delin « Bianca C»; esso si concludeva con
queta precisa constatazione: l'apparato maccrine dell'unità cra in tali condizioni di vsura

da renderne assolutamente indispensabile l'immediato ingresso. in cantiere della nave per

dere a una , se non alla dei motori. E" stata
fatta questa Sa Nessuno — nè armatori, nè registro — sembra saperne nulla con
esattezza. ci si en ea
ui legze raro ia guggtione, è lo guaio di [prende d3 dicci a I ; PORT SAINT GEORGE, 25 ottobre
L INCHIESTA sulla fine della « Bianca € », la nave italiana bruciata e colata a

picco nel mar della Antille, si è iniziata oggi con una constatazione tale da

sul registro di navi; è zio , delia Nel i È ine ti
che l'unità subì nel 1 ta ele a SI MAI x
numerosi

poli, una « revisione occasi
nale » dei motori e dello scal scafo:







NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



















Gli armatori della M/n «Bianca C»
ad avvenuto rientro del Comandan-
te e del Direttore di Macchina co-
municano:

1) L'esplosione che ha provocato
la catastrofe è avvenuta mel collet-
tore dell'aria di avviamento del mo-
tore di sinistra all'atto della messa in
marcia.

L'esplosione sfondò le casse di naf-
ta che subito incendiatesi provocaro-
no un incendio di misura incontrolla-
bile, nonostante i mezzi di estinzione
che il personale mise subito in uso
con grave rischio personale. L'esplo-
sione ed il fuoco .investirono imme-
diatamente l’impianto elettrico im-
mobilizzando tutti i servizi. Funzio-
nò automaticamente la luce di emer-
genza.

Non si hanno elementi per rico-
struire la causa dell'esplosione.

Riferimenti fatti ad una precedente
avaria ad un pistone sono privi di
valore. Le avarie ad un pistone sono
normali nei motori Diesel. Il pistone

MUNI



Chi ha conosciuto la «Bian-
ca C» sa che non solo la bella
nave era molto più giovane
dell'età media dei transatlan-
tici passeggeri sia italiani che
di tutto il mondo, ma sa an-
che che passata alla bandiera
italiana alla fine del 1958,
era stata sottoposta a grandi
lavori di revisione e rimoder-
namento, sia all'apparato mo-
tore che a tutte le sistema-
zioni. Oltre due miliardi di
lire, di cui circa una quarta
parte nell’apparato motore,
sono stati spesi per lavori e-
seguiti tutti nel porto di Ge-
nova, e rappresentati per la
massima parte da mano d'’o-
pera. Nell'inverno 1958-59,
quando nel porto di Genova
mancava lavoro, la « Bianca
C» ha dato un apporto di
ore lavorative di poco infe-
riore a quelle che può dare
ad un cantiere una nuova co-
struzione. Perché i marittimi
della « Linea C » conoscano
e valutino, riproduciamo par-
te di articoli che sono stati
pubblicati ed il Comunicato
che gli armatori hanno emes-
so appena rientrati il Coman-
dante ed il Capo-Macchinista.

Una parte della stampa di
ispirazione ben identificata,
ha preferito vedere nella
sciagura della « Bianca C »,
più che un lutto per la ma-
rina e la marineria italiana
ed il magnifico ed eroico
comportamento dell’equipag-
gio, un’occasione per gettare
fango sull’ armamento italia-
no e quello privato in parti-
colare.







LA 1

è un organo che non ha connessione
con quello dove è avvenuta l’esplo-
sione e, comunque, l’avaria aveva
interessato un altro motore, e preci-
samente quello centrale, che al mo-
mento dell'esplosione non aveva an-
cora avuto l'ordine di messa in
marcia.

Il giornale di macchina è stato con-
segnato al Console di Caracas.

2) La motonave « Bianca € », di
tonn. 18.427 di stazza lorda è stata
costruita in Francia nei Cantieri La
Ciotat della Société Provencale de
Construction Navale — Marsiglia —
ed entrata in servizio nell'ottobre
1949. L'apparato motore era costitui-
to da tre motori principali tipo Sul-
zer costruiti in Francia presso la
Compagnia de Constructions Mécani-
que di St. Denis. La costruzione del-
l'apparato motore ebbe inizio nel
1941 e venne sospesa durante la guer-
ra. L'apparato motore venne ultima-
to nel 1948-1949 ed iniziò il servizio
con la nave.

La nave aveva perciò un'età di 12
anni contro un'età media delle navi
passeggeri italiane di oltre 15.000 ton-
nellate di stazza lorda di anni 17, età







media che corrisponde a quella mon- .

diale per la stessa categoria di navi.

L'età della nave non ha comunque,
per se stessa, influenza sulle condi-
zioni di sicurezza, tanto è vero che
tutti i Registri del mondo concedono
la classifica massima senza limiti di
età quando sono soddisfatte le dovute
condizioni.



E



bLI AF

3) Gli armatori, presa in conse-
gna la nave alla fine del 1958, la sot-
toposero a grandi lavori, sempre sot-
to sorveglianza del Registro Italiano
e del Bureau Veritas. L'apparato mo-
tore venne completamente revisio-
nato. Gli alloggi passeggeri vennero
rinnovati all’80%.

4) Per quanto si riferisce ad una
relazione sfavorevole ai motori che
sarebbe stata fatta da un Perito del
Registro che aveva fatto un viaggio
sul « Bianca C » nell'ottobre 1959 si
precisa:

a) gli armatori non avevano mai
saputo dell’esistenza della relazione,
che era e doveva essere riservata agli
Uffici del Registro.

b) L'Ispettore che avrebbe steso la
relazione era a bordo con compiti
relativi a lavori di scafo e non di
macchina. Verificatosi, a causa di un
corto circuito, un incendio che inu-
tilizzò una parte del quadro elettrico,
detto Perito espresse parere favore-
vole per il proseguimento del viaggio
con passeggeri a bordo, in accordo
con il rappresentante locale (in Ve-
nezuela) del Registro Italiano.

c) Nella sosta necessaria per la
riparazione del quadro elettrico ven-
nero eseguiti tutti i possibili lavori
di straordinaria manutenzione oltre
le prescrizioni del Registro.

d) Il fatto che la nave per due an-
ni, cioè dalla fine del 1959, ha conti-
nuato a viaggiare senza fermate oltre
quelle minime per esigenze commer-
ciali e per la normale manutenzione,



MA |



RI

sempre a piena velocità, rappresenta
la prova migliore della completa ef-
ficienza dell'apparato motore e del-
l'infondatezza di un generico giudi-
zio negativo.

e) Che il contenuto di documenti
riservati di un pubblico Istituto sia-
no portati alla stampa resta un fatto
deplorevole nei riguardi di chiunque
può avervi concorso, anche se da par-
te degli armatori non può più esi-
stere al riguardo motivo né deside-
rio di riservatezza.

5) Non può non essere rilevato
che le stesse fonti che attraverso la
stampa ed interrogazione parlamen-
tare hanno voluto sollevare dubbi
che la catastrofe possa essere attri-
buibile a vetustà della nave e del-
l'apparato motore sono le stesse, e
rappresentate anche da stesse perso-
ne, che pochi mesi or sono sostene-
vano la necessità di tenere in eser-
cizio il «Conte Grande» che aveva
un'età di 33 anni contro i dodici del
« Bianca € ».

6) Il fatto, degno di ammirazio-
ne, che circa 700 persone tra pas-
seggeri ed equipaggio abbiano potu-
to, usando le lance di bordo, lasciare
in meno di mezz'ora la nave in fiam-
me senza il minimo incidente, va
ascritto come titolo di merito soprat-
tutto per il Comandante, per gli uf-
ficiali, per i membri tutti dell’equi-
paggio, ma è anche la dimostrazione
di una perfezione di organizzazione e
di attrezzatura il cui merito va an-
che oltre il personale di bordo.









Il disastro della nave affondata alle Antille



l'Unità

ANRAONO DR FALTITO Comma Marsa

Gli armatori costretti ad ammettere
che la Bianca C. subì altri incidenti



Il comunicato emanato dalla societa Giacomo Costa conferma quanto affer
mato dal nostro giornale sulla vetusta dell’apparato motore del transatlantico



DALLA NOSTRA REDAZIONE

L'Unità aveva scritto che a

perficialita ed usiamo un eufe |che

Costa 10rrebbero far cre





ai =

bordo della « Branca C » s1 era
no già registrati degli incidenti e
la società armatric lo confer
ma parlando di un corto circui
to da cu' derivò «un incendio
che inutiltzzò una parte del qua
dro elettrico »

Assolutamente sorprendente è
la parte del comunt:cato che ri
guarda le annotazioni del regi
stro navale di Napoli a propo
sito della « Bianca C » le cut

GENOVA. 31 ottobre

Un agenzia di informazione ha
trasmesso nel pomeriggio odier
no un lungo comunicato della
società armatrice Giacomo Co-
sta a proposito del disastro dei
la « Bianca C » avvenuto il 22)
ottobre nelle acque dell’isola
Grenade nelle Antille Il tono
del COMNICHLO SImeno da cer
i

PRE Coe ehi macchine come rivelò l agenzia
co nei confronti delle «fonti|“I!ala» avrebbero dovuto es
che attraverso la stampa edisere tenute sempre sotto con
una interrogazione parlamenta |!rollo La società armatrice ri
re hanno voluto sollevare dub-|{€Me « deplorevole » che 11 con
è che la catastrofe possa esse. |'enuto di documenti riservati di
re attribuita a vetustà della na-|" Pubblico istituto siano stati
ve e dell'apparto motore» Il|Portati a conoscenza della stam
Jatto e che il comunicato con-|P4 «chiunque può avervi con.
ferma punto per punto quanto |C0730 anche se da parte degli
quelle fonti — il riferimento al armaglori non può più esistere
nostro giornale e all’interroga- | riguardo motivo ne desiderio
zione del parlamentare comun:- |l! riservatezza » La questione
sta Adamoli è evidente — ave-|CHe il comunicato avrebbe do
vano a suo tempo affermato,||PUt0 chiarire non riguarda tan
Era stato detto dall'Unità che\t9 # giudizio da dare sulla di
l'apparato motore della « Bian- vulgazione del contenuto der do.
ca C » fu costruito in Francia|CMenti ma sul merito delle
nel 1941 e la società armatrice|NOtizie stesse e cioè confer
non può negarlo, anche se ag-'Marle o smentirle

giunge che la sua costruzione! Il sostenere — poco piu avan
« iniziata nel 1941 venne sospesa !! - Che l'apparato motore del
durante la guerra e ultimata !& « Bianca C » era in ottime
nel 1948-1949 ». L'affermazione è COndizioni e addurre quale di-
tecnicamente risibile in quanto MOStrazione il fatto che l'unità
per essere approssimativamente 9bbia continuato a viaggiare
seria avrebbe dovuto precisare Senza mai fermarsi sino al di-
fino a qual punto l'apparato)sastro è per lo meno indice dii
stesso era in via di completa-|un certo cinismo mentale dive
mento quando a causa degli e-|nuto costume Sarebbe troppo
venti bellici fu posto in magaz-|facile ironizzare ma vi sono ol-
zino e come e in quale misura,|tre ad una nave perduta tre la-
dopo la guerra il suo progetto: voratori del mare morti a im
Ju riveduto e adeguato agli svi |pedirlo e a far misurare la su





|

mismo della mentalita degli ar
mator: rappresentati dar Costa
Tralascuamo il resto del co
municato quello che si rife
risce all'asserito « mistero v en
tro cui sr celerebbero le cause
dell'esplosione per sottoli
neare una delle ultime afferma
zioni del comunicato A propo-
sito delle « fonti» con cur 1 Co-
sta vorrebbero polemizzare
ma con scarsissima tortuna —
st dice che esse sono le mede
stme e rappresentate anche dal.
le stesse persone che pochi me
st or sono sostenevano la neces-
sita di tenere in esercizio il
«Conte Grande » che aveva una
eta di 33 anni contro dodici
del « Bianca C »
_Premettiamo che per 1 catto
licissimi Costa la verità sta nel
regno di Dio e che pertanto,
essi non sono tenuti a rispet
tarla su questa terra ed aggiun
giamo subito che essi fingono
di ignorarla perfino a proposito
della « Bianca C » Non confer
ma forse 11 comunicato che l’ini-
210 della costruzione dell'appa-
rato motore di questa sfortuna
ta nave inizio nel 1941 senza
fornire ulteriori ragguagli tec
nic: sulla sua ultimazione? Ma
1 Costa non rispettano la veri
ta neanche per quanto riguarda
il «Conte Grande » e nor vi ag-
giungiamo anche il « Conte Bian
cumano » unch esso mandato in
disarmo e in demolizione . |
Nor soltanto 1 comunisti si
opposero a queste decisioni del
l'on Jervolimo ma l'intera opi
nione pubblica genovese sr ri
bellò Limpostazione della bat





dluppi ella tecnica

taglia non fu peraltro quella

dere essa non ebbe come obiet
tuo fine a se stesso il mantent
mento in vita delle due umta
Era stato chiesto che il « Conte
Grande » e il « Conte Brancama
no» tossero conservate alla FIN
MARE fino a quando altre due
unita nuove avessero potuto so-
stituirle Era una richiesta le
gittima e giusta che non venne|
accolta Accadde però che 1
ruoto lasciato dar due « Conti»
fosse riempito subito dopo dalle
nat der Costa

La denuncia comunista secon
do cut il provvedimento dell'on
Jervolino non aveva basi tecni
‘che ma era stata presa a bene-

ficio dell'armamento privato eb
be così una clamorosa confer-
ma Questa è la verità anche se
la società armatrice Giacomo
Costa pretende di: ignorarla e di
farla ignorare E l'altra verità,
quella della « Bianca C » giace
in fondo al mare e non sono i
comunicati che possono far di-
menticare che 1 nostri cantieri
sono in coma mentre armatori,
che pure vanno per la maggio-
re continuano a rifornirsi al-
l'estero d' navi di seconda ma-
no .I comunt:catt infine non
possono spegnere 1 tragici ro-
ghi come quello che ha sinistra-
mente illuminato per un'intera
giornata la rada di vorto Saint

George
A G Parodi

—_-





NOTIZIARIC ‘“C,,: pagina cinque





L'incontro dei

Scene di indicibile commozione si
sono svolte nei porti di Genova e
di Napoli all'arrivo delle motonavi
« Surriento » della « Flotta Lauro »
e « Amerigo Vespucci » della « Socie-
tà Italia di Navigazione », recanti a
bordo i naufraghi (passeggeri ed
equipaggio) della « Bianca C ».

La prima a giungere è stata, a
Genova, la « Surriento » che ha at-
traccato a Ponte dei Mille poco dopo
la. mezzanotte del sei novembre.
Circa cinquecento familiari erano
già da diverse ore in attesa di poter
riabbracciare i loro cari; erano pre-
senti anche i titolari della « Linea
C » i quali avevano disposto, in una
sala della Dogana, un servizio per
dare agli scampati i primi aiuti.
Sulla «Surriento » si erano imbar-
cati a Barcellona l'ing. Mario Costa
e il signor Giovanni Costa per la
Compagnia armatrice e il cap. Cre-
vato — comandante della « Bianca
C» — il quale aveva voluto compie
re l’ultima parte del viaggio di ri-
torno accanto ai «suoi» uomini.
L'accoglienza che l'equipaggio, al-
l’arrivo a Barcellona, ha tributato
al Comandante, è stata grandiosa e
commovente.

Appena è stato gettato lo scalan-
drone, naufraghi e familiari si sono
stretti uno all'altro, piangendo dalla
gioia di poter essere nuovamente as-
sieme. Non parole, ma muti e strug-
genti abbracci quasi a significare la
fine di una dolorosa e sfortunata
vicenda.

Moltissimi anche i giornalisti pre-
senti e molti gli intervistati, specie
fra i passeggeri. Tutti sono stati
concordi nell'elogiare la calma e
l'ordine con cui l'equipaggio della
« Bianca € », in poco più di trenta
minuti, ha condotto a termine .le
operazioni di salvataggio. Nicola
Lamanna, un passeggero, ha dichia-

rato: « All’equipaggio tutto il mio ©

elogio; è stato veramente esemplare
e ha dato una dimostrazione di for-
za d'animo e di maturità che non
mi sarei mai immaginato in simili
frangenti. Ma desidero soprattutto)
ringraziare Don Peluffo, il Cappel-

Il pellegrinaggio di ringraziamento al Santuari



naufraghi con le loro famiglie



La motonave « Surriento » mentre sta per attraccare a Ponte dei Mille

lano di bordo che è stato sempre
accanto a noi, incoraggiandoci, pen-
sando altruisticamente prima ai
passeggeri e poi a lui. Ciò che del
resto hanno fatto tutti gli uomini
dell'equipaggio ».

Le stesse scene e le stesse dichia-
razioni si sono verificate a Napoli,



la mattina dell’otto novembre, al
l’arrivo della « Vespucci », l’altra na-
ve che aveva prestato ‘immediato
soccorso ai naufraghi.

E l'equipaggio? Desideriamo ripor-
tare, anonima, la risposta di un ma-
rittimo. Essa vale per quelle di tut-
ti gli altri: «Ci si stupisce perché

Sabato mattina undici novembre,
a scioglimento di un voto formula:
to quando la « Bianca C» era or-
mai un relitto in preda alle fiam-
me i naufraghi della nave si sono
recati in pellegrinaggio al Santua-
rio di Nostra Signora della Guar-
dia, sul Monte Figogna, alle spalle
di Genova. Circa 350 persone (tito-
lari della « Linea C », naufraghi e
familiari) sono saliti al Santuario
con sei carrozze della Guidovia e
con una quarantina di auto priva-
te. Don Peluffo, il Cappellano di
bordo, ha celebrato una S. Messa e
al Vangelo, prendendo la parola,
tra la più intensa commozione dei
presenti ha spiegato il significato
del pellegrinaggio: rendere grazie
a Dio per coloro che sono scampati
al naufragio e ricordare in preghie-
ra le tre vittime del disastro. La
Madonna, invocata dai marinai, ha
dato all’equipaggio la forza d'ani-
mo e la calma per mettere in salvo
tutti i passeggeri, così che le conse-
guenze sono state assai meno gra-



non abbiamo perduto, in quel ter-
ribile frangente, la calma, perché
tutti si sono salvati. Abbiamo sol-
tanto fatto il nostro dovere, niente
altro. Siamo certi che altri uomini
di mare, in una situazione simile
alla nostra, avrebbero fatto altret-
tanto ».

della Guardia

vi di quanto non sia accaduto in
simili incidenti. E anche questo è
uno dei tanti fatti prodigiosi che,
sulla nave, si sono svolti dopo lo
scoppio e il conseguente incendio.

E' stato quindi benedetto il qua-
dro che, a ricordo della tragica fi-
ne della nave, il marittimo France-
sco. Pandullo della « Linea C» ha
dipinto per essere collocato fra gli
« ex-voto » del Santuario, Il quadro,
recato a braccia dal dott. Giacomo
Costa (a nome degli Armatori, Diri-
genti ed Equipaggi della « Linea
C ») e dal cap. Crevato (a nome del-
l'equipaggio della « Bianca C») è
stato deposto ai piedi della statua
della Madonna.

Il pellegrinaggio (veramente com-
posto .e che ha visto centinaia di
persone unite come una grande fa-
miglia) si è concluso con un pran-
zo offerto dalla « Linea C ».

Nello stesso giorno un altro
gruppo di naufraghi si è recato in
pellegrinaggio alla Vergine di
Pompei.







Il dott. Giacomo Costa, per la « Linea C », e il cap. Crevato, per l'equipaggio,
sorreggono il quadro votivo mentre viene benedetto dal Rettore del Santuario
della Guardia, presente il Cappellano della nave, Don Peluffo

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina sei



NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno I - N. 5 - Settembre-Ottobre 1961
Spedizione in abb. post., Gruppo IV

Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961



FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Tel! 58.18.51 - Casella postale 492°

—— Stampa: BI-ESSE Genova






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