Lacerba, n. 12, 1913
Contenuto
- Titolo
- Lacerba, n. 12, 1913
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
Sommario:
- Filippo Tommaso Marinetti, “L’immaginazione senza fili e le parole in libertà”, pp. 121 - 122 - 123 - 124
- Camillo Sbarbaro, “Torbidità”, p. 124
- Luciano Folgore (pseudonimo di Omero Vecchi), “Correnti di simpatia”, pp. 124 - 125
- Ardengo Soffici, “Max Jacob”, p. 126
- Max Jacob, “Établissement d’une Communauté au Brésil”, p. 126
- Gian Paolo, “Accenni”, p. 127
- Pablo Picasso, “Disegno”, p. 128
- Ardengo Soffici, “Giornale di bordo”, pp. 128 - 129 - 130
- “Il Corriere” e Mallarmé, p. 131
- “Primi scontri”p. 131
- Hegel, “Sciocchezzaio”, p. 131
- Varie inserzioni pubblicitarie, p. 132
- Data testuale
- 1913 giugno 15
- Consistenza
- pp. 12
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Giovanni Ansaldo (1895 - 1969)
- Identificativo
- GBA.000882/2
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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- Arte e spettacolo
- Cronaca
- Editoria
- Futurismo
- Giornalismo
- Grafica e foto pubblicitaria
- Politica internazionale
- Politica italiana
- Scritti personali e autobiografici
- contenuto
-
Pariadico quindicinale
Gut dv lle die
Anno L n. 12
CONTIENE une can i le pel
rei i ipa Si SENI AGO linee
CSM Core * o Mall
K Disegno — SOFFIC, Giomale di
Firenze, 15 giugno 1913
Costa 4 soldi
(RO, Tobidità — FOLGORE Cr:
fan e mn aa i at Bel = Gi PAOLO, Ace
— Scicechezzio (HEGEL).
MARINETTI
i L'IMMAGINAZIONE
SENZA FILI E LE
PAROLE IN LIBERTÀ
La sensibilità futurista.
1 io "Manico esco dale Lettera fatina
(11 Maggio 1812) ci ato tito
n dee pl
di tato cò per poteri esporre la ria conce
sal Fri i fl i compo rano
ento per ft el pd
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iaia ca
1a pole to i diven
a
ì ie pusillarie
no
seguendo in uno spettacolo di
nematografo, una enecia grossa nel Pub am
: rirare atleti ginpponesi, boncurs negri, cecentrci ame-
5 ricani inesaunbili, parigine elegantisime, spendendo
le
“IS
TARDI
fano al uao di vari Coriato poi nd o leto
borghese, egli può go
Conoscenza ict di uo 3 de ognuno
ha d'inaccesble e d'irealzzl
za delluomo e delle donna, e
mire divll de ico dti pelli
rezzamento dell'amore (sentimentalismo o
fi spiego: ama più i oso
che l'amore. L'uomo nor donna priva di lusso
‘amate ha peo ogni psi. Ame ha peo
to, Questione complesta, che mi nc-
difcazione del patrottimo, diventato of:
edi l'idenizzazione ercia della solidità. commerciale
e indu e tie i popo a
‘amore della guerre,
Uli’ i
uo popolo.
Fa prizionie Fbi. *
Sg È. Saba
$ LA CERBA *
ul ci Paine atte idealismo degli Afari. Nuova
senibiità finanziaria.
12 — L'uomo moliglieato dalla macchina. Nubro
esco, fine dll col rendimento
13-— Paso. ite e Halo dle Spot Co
- tte © idealiamo so
* record
profondi e dell'essenza in ogni
seco deo
2 di dana della nuova sensibilità
2: che line geni ilo aio pi
torio, Ta morra n ra Arte dei
sur © le otte parole in
Le parole in libertà.
Scartando ora tuttà le stupide definizioni e tuti i
conf vert dei poeti, io si dichiaro. che
i tan è la fol aim i edi el
di iebbirla Ù di cambiare in
Sele ai edge se:
travers. La facoltà ci colore i mando co colori spe
diimi del non f mute
ee che un amico vostro dtao d que
ut Tcl irica i toi fa une ‘zone di via nie
Se
i ri Non. perderà a costruire i
illa e
tazione, Diprzzed colite è durate di ln:
guess. e i fra vi rd fl
pendii mangia
fr.
Sy FOANDAZ
à
7
corrente incalzante. L'irnven
salare il tubo del pe itrene
Qi Giogo di ine iv pra co ce leggi
di velocità che ci govemano, ma anche E
soli che 1 paco dl posta hamo amo. Cor
ron iti fa publio © 1 pet, 1 ponti ini
che eitono fra due vecchi amici. Questi, possono spie-
gni = una mezza parola, ua gesto, un'occhiata. di
perch deve
Ts ce Te ns loi pe i
parole esenzali in libertà. i
Ly n senza fil.
immaginazione senza fl, jo intendo la libertà
Sr ‘dei > sog,
Lig ica, Le in
gliere e dh cogliere con prim, cone diceva Vol:
tar. Eu costiicno i saguo sino la poca
‘seguito inimerotto d'inma-
derrate in e
ER
vat, tano cervo la loro forza
“(Monfesto dello Teatro fl
L'immoginazione senza lì è le parole in libertà
S'ntrodurssno nell'esenza della materia. Collo scoprire
nove analogie tra cose € apparentemente ope
NC) FS),
LACERBA 123
noi le valu pre più intimamente. Invece
mil (isa sp
lizzare,
pa — et del via
“verde domani,
parole in fa lore conse.
— he “img i felegraliche. — he somme di
— I nodi di pensieri. — I ventagli.
dl moniment — 61 crd.
- 1 Diana di col
Sa uit dol san
essenziale nel-
Fama la produce. — I
Ì E pe, tre. gilt dI i
n n
Aggettivazione semaforica.
Noi vendiamo a sappeiere une l'ago qua
Verbo all'infinito.
che qu le mie dici 10n0 catego
d'elfeto lo
noi. Propugnavo invece un li
coraggiosi
iste riot ai
L'onomatopea, che serve a vivifeare il lirumo con
gimeni cdi lia di al fo ut ja poca
(da Arisoiane a Pascol) più idamente.
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Gi sa STRO
mim rc € COSTTLE
perenni
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Quete pare posono anche taglre una parla ©
ae ce
Rivoluzione tipografica.
lo inizio una rivoluzione tipografica, diretta contro
la bestiale © nauseante concezione del libro di versi
pastatista © dinnunziana, la carta amano scicentesca,
fregata di galce, minenve i iniziali
Ortografia libera espressiva
La reco ber copreniva
è dimostrata dalle socccie IT
pe Pi n die rega li poi
1 — nati, i poeti =
RR AUT
126 LACERBA
soFFICI | Max Jacos
NES ARGO. ETABLISSEMENT
i racconta che una sera, Max Jocob scendendo dll
funicolare del Sacro Cuore di Mortmare, vide lo Ma-
donna di pet dell acta scendere dll sn ichia e
incontro. Quando life accasto lo prtse a bn
di lurime, finirono col getti a' piedi in ginoechio e
adorato. —
Un'amica genile che iaggina quetta primavera in
Sicilia, mi crise un giomo da Taomina: "Max Jacob
sarebbe qui un re incoroato di re
Quest tre fatti basterebbero, credo fn noi iniziai, ot all
gioco delle logi e i gran colpi d'isuizion, a delineare la
persona, ed ecco qui nel testo riinle ciò che da * fonte "
direbbero î noti amici giornalisti — * auoizata"
abbiamo potuto oteere
* M. Mux Jacob est né ax nvirons de 1880 d'une fa-
fini scs todes au collîge, Quand lle frent teminées, la
otalgie de la mer le ft x'engager cun a maine de tt.
Sea contea et les chansone qui improvisit le scr pour
l'Equpage le front remarquer d'a amo qui deva le
parmi les délice de slen aristortiques. M.
le diningue ct li demande son * Suat Matoel * que des
printes aus illutes que M. M. Picaso et Deraia ne
Adignen pa d'ilutrer. Au * Saint Matorel* sccède les
"Oer Mytiques et Balenques de fiere Matorel". On
i ast de lu un cui de chan cliques, La Cote, chef
dure de lrume et ioni, *
E È
lr” ”_
i PoNorzioNe FÀ
D'UNE COMMUNAUTE AU BRÉSIL
0 fut rega par la fougire et l'ann, ,
l'ntilope citi so lipicacunba.
Les sonnes laboursient. Lune d'lles pleurit
scova dae une letre un cit de chagrin
ft la mie plus pare et plus fralche la plant,
1a ft cà a gp se ae n
para avcir La tigne. Un nègre primi
paio dz, pit cen, pui mille e l'e en ti ine.
Cinppe de bites è plumes sur l'eceite
Et le aait qui post dompter es anima
ne pot rien è ces gens qui furent ses Boureaux
et du comvent dtt la pluce fa diete
ne que rin ne fit aillne dans erbe
(gi ela di Tasca
Feng cv na la daga
= LE a Da È de Lergei AE
ISFIL OO)
LACERBA 127
GIAN PAOLO. cavicchio... Ognuna ha il suo cavicchio che serve da
ACCENNI. 16 toda Pai e ara
U buon mesto di perdonare a chi si scanio |. serio slam), dello spaventoso demogerso
conto di noi per un'offesa immaginaria, è di of. | © "Pers in me.
si Se il decapitare pn toglie lita, nessuno se ne
Se l'uomo non vuol che io deci finta | crete
vuol restare altro che sano, allora mon +" è moto più
vanaggoto © che meglio impegni d'aria fresca, che il
mendicare
Fa già parte delle contraddizioni dell'uomo il ere-
dere di avere.
Mi armbbini del chiamo che gi uomini facevano
soltanto quando
La vita calza da un piede il cotumo © dall'altro
Chi porta la lanterna inciampa più facilmente di
colui che lo segue.
La rota della fortuna trasporta quello che sa ritto
e rompe le osa a chi giace.
M'è impossibile immaginare qualcosa di più pazzo
che la nostra vita, la nostra tera, noli uomini la
nostra nozione di questa pazza
L'antico, inanabile canero dell filosofia : che, nella
la vedono, esa viceversa suppone di vedere ciò. che
solamente pensa
Nell'ora della morte non vba più esagerazioni:
poichè il morire è l'estrema esagerazione.
Il morente noa conce l presente, ma unicamente
avvenire © pasto.
ep eri (nce pie
cicolare; io contrasegno volentieri i loro
E LI io
nano le latine, cioè con un cerchio munito di un
L'eterna fame dell'uomo, l'inaziailtà del uo cor,
non vuol gi nutrimento più abbondante, ben più verio;
vuole cibo anzichè pascolo.
Per l'animale muto il mondo è un'unica impre
sione, e per mancanza del due eso non sa contare
n=
del corpo, le qual, secondo l'opinione degli antichi
sci e Ge
È più facile cacifcami per gli uomini, che amari.
Abiti son le armi con
tono; €, al pari
atae vinte.
le quali le belle combat-
de’ soldati, esse i gitano appena sono
Lo anime grandi son le prime a cadere nel die
sprezzo di co ese.
Pluto che il o dover, l'uomo fa più del suo
dovere.
Il capo d'opera della filosofia non consiste nel ren-
derci felci nella sciagura, bendì nella felici.
n TETRA
l'acqua, esa creerebbe e porterebbe lo stess tutti gioni
novisime mode.
Siccome alcuni continuano a mandare let-
tere e manoscritti a questo 0 a quel redaltore
di Lacerba avverliamo ancora una volta che
Lacerba non ha nè direltoi, nè redaltoi capi,
nè segretari di redazione e che perciò tullo
quanto dev'esser indirizzato impersonalmente
alla Redazione di "LACERBA*
Via Nazionale, 25 - Firenze +
SI PONDIZIONE Fhysator)
Fini ” RITA
128 LACERBA
Picasso. SOFFICI.
GIORNALE DI BORDO
Î 1 giugno.
Sornauezze. — Le dieero: Vedi, cara, allorchè
donna ama un vomo come tu dici di amarmi, ogni
tei che un o mo fa pr see Fog
l'indina..
Ella sa di incombe,
5 intanglile nell'anima dell Tune che i i
posibilità di un desideri
ap a i
l'immagine e profe in una il tempio che l'albergo —
il cuore dell'essere prediletto, il quale dovà neces
nie
di dolore per quella doma. Esso sarà anche la vera
corazza dell'amore, il più forte baluardo dll'asolota
fedeltà. Mi comprendi, vero cara.
non lo disc.
"Mi contenta i constatare che l'eco è i fondo
ultimo della natura umana; che la nostra anima è un labi-
| rinto pieno d'agguat; che la vita è meno semplice di quel
| che non si creda — ed altre vuote frotole di questo ge-
I 1° taglio numero doppio fatursa con sti di rist, mon fanno dicerto il mio.
MARINETTI - BUZZI - SOFFICI - CARRÀ - 2 giugno,
1 - FOLGORE - PAPINI -PALAZZESCHI | -—— A fra di vivere di bzine uni di fl
- D'ALBA - PRATELLA - RUSSOLO - GOVONI eee. | ho dovuto convincermi che la più onesta e magari la più
2? A n
I? PONDAZIONE FNSALOO
% .
LACERBA sai
| i iù
IL'CORRIERE"e MALLARMÉ | Tia e e
La gloria di Mallarmé aumenta da qualche tempo
è di chiarfca di giorno in giomo, Besterebbo a provarlo
l'eccillente libro setto da Albert Thibandet sull sua
poesia (Nouwelle recue frangale, 1913). La France
recon ln Tom! e bisogna tenergicne
conto. Soltnto ci pince far notre ch'e non è stata
da prima a render tizia al suo grande f-
glio: sono ormai quindici ann che l'Italia sopeva cosa
pensare dell'autore dell'Aprèsmidi d'un faune, come
sieme. Era
fo
redattore non è sato
non ha tradotto tuta l'opera di Mallarmé, certo. con
gran danno del pubblico e dell'arte. Ma ognuno sa che
ei nie E
din peut-tre? Ed ecco il documento
IL POETA STEFANO MALLARME.
"Da Parigi, 10 Settembre :
. SeinoetOise è morto il
poeta Stefano Mallarmé, capo della scuola dei decadenti.
% Mardi è morto 56 anni. Esa ll capo rico»
moto di un gruppo di giovani ari e porti deca-
di o Becogenbli de
supremo maestro.
1 Gif Lenin ha dt de o te pone
sole ia Franca capaci di com ver, quatto
l'onoravano come
contando Mallarmé stesso. E la sua prosa è qualche
role © le allteane sulla canta così come gli venivano.
TA parte queste stranezze, Mallarmé ad un ingegno.
altsimo e ad una coltura profonda univa spirito ed ori-
cevalisim
tura.
VI versi da li sei i gioventù sono giudicati me-
taviglioi da critici autorevoli come Lemsitre e Coppée:
€ anche le poesie poderi attertano una vena fecoada
uscita una con bellsima, Una traduzione completa delle
opere di Mallarmé sarebbe certo preiona per il pub.
blico e per late".
PRIMI SCONTRI.
Pi ene Plone lenire
che le nostre scaramucce contr la
preti
borghese © pretina
Sed ict Luzi Ma di Ce
tl, la cenura SL Dici (i
plat), da ima alc, Co) i dd
servono a mostrarci che nou ci eravamo in
suaszi. È, quel che è meglio, è prciae la mostra
tima netta divisione dei
peso nomen, € n o' iù hi
rp eo
ela por razza, dall'ira — gi a.
HEGEL.
- SCIOOCHEZZAIO,
è qua ia ila intime dle
‘mentre l perno È dò che quid
L'essenza della digestione è
mette in collera contro
1 vermi interinali sono. una debolezza dell'organo,
el gule una parte si separa a propria ili.
Le forme della nta mon posono
a degli nali ino daro
de i 68
W — -)
K3 POUNDAZIONE FNSALDO)
GIOVANNI PAPINI
| L'UOMO FINITO
Autobiografia cerebrale lirica in 300 pagine
izione è quasi e time copie
LL SEO pete fede Le DOS
Cavour, 48 -
Ultimo grande successo librario ! 1
Se LULSOn
di Peio Ario pelle
| limitato a sole 200 copie, i primi 5 numeri di" Lacerta"
Di che non verranno messi in vendita presso le edicole, ma saranno inviati direttamente dall’Am-
| fi ministrazione a chi ne rimetterà prima l'importo anticipato in Lire DUE e CINQUANTA a
Ì FIRENZE - Via Nazionale N. 25 - FIRENZE
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19 Pannazione FhISALO9 7
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Anno L n. 12
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Firenze, 15 giugno 1913
Costa 4 soldi
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illa e
tazione, Diprzzed colite è durate di ln:
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Qi Giogo di ine iv pra co ce leggi
di velocità che ci govemano, ma anche E
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ron iti fa publio © 1 pet, 1 ponti ini
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gni = una mezza parola, ua gesto, un'occhiata. di
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parole esenzali in libertà. i
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immaginazione senza fl, jo intendo la libertà
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tar. Eu costiicno i saguo sino la poca
‘seguito inimerotto d'inma-
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L'immoginazione senza lì è le parole in libertà
S'ntrodurssno nell'esenza della materia. Collo scoprire
nove analogie tra cose € apparentemente ope
NC) FS),
LACERBA 123
noi le valu pre più intimamente. Invece
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lizzare,
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parole in fa lore conse.
— he “img i felegraliche. — he somme di
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Fama la produce. — I
Ì E pe, tre. gilt dI i
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Aggettivazione semaforica.
Noi vendiamo a sappeiere une l'ago qua
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L'onomatopea, che serve a vivifeare il lirumo con
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Voce) (e temp pe glie La lot dle il
Quete pare posono anche taglre una parla ©
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lo inizio una rivoluzione tipografica, diretta contro
la bestiale © nauseante concezione del libro di versi
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fregata di galce, minenve i iniziali
Ortografia libera espressiva
La reco ber copreniva
è dimostrata dalle socccie IT
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1 — nati, i poeti =
RR AUT
126 LACERBA
soFFICI | Max Jacos
NES ARGO. ETABLISSEMENT
i racconta che una sera, Max Jocob scendendo dll
funicolare del Sacro Cuore di Mortmare, vide lo Ma-
donna di pet dell acta scendere dll sn ichia e
incontro. Quando life accasto lo prtse a bn
di lurime, finirono col getti a' piedi in ginoechio e
adorato. —
Un'amica genile che iaggina quetta primavera in
Sicilia, mi crise un giomo da Taomina: "Max Jacob
sarebbe qui un re incoroato di re
Quest tre fatti basterebbero, credo fn noi iniziai, ot all
gioco delle logi e i gran colpi d'isuizion, a delineare la
persona, ed ecco qui nel testo riinle ciò che da * fonte "
direbbero î noti amici giornalisti — * auoizata"
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* M. Mux Jacob est né ax nvirons de 1880 d'une fa-
fini scs todes au collîge, Quand lle frent teminées, la
otalgie de la mer le ft x'engager cun a maine de tt.
Sea contea et les chansone qui improvisit le scr pour
l'Equpage le front remarquer d'a amo qui deva le
parmi les délice de slen aristortiques. M.
le diningue ct li demande son * Suat Matoel * que des
printes aus illutes que M. M. Picaso et Deraia ne
Adignen pa d'ilutrer. Au * Saint Matorel* sccède les
"Oer Mytiques et Balenques de fiere Matorel". On
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D'UNE COMMUNAUTE AU BRÉSIL
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scova dae une letre un cit de chagrin
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1a ft cà a gp se ae n
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Cinppe de bites è plumes sur l'eceite
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ISFIL OO)
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GIAN PAOLO. cavicchio... Ognuna ha il suo cavicchio che serve da
ACCENNI. 16 toda Pai e ara
U buon mesto di perdonare a chi si scanio |. serio slam), dello spaventoso demogerso
conto di noi per un'offesa immaginaria, è di of. | © "Pers in me.
si Se il decapitare pn toglie lita, nessuno se ne
Se l'uomo non vuol che io deci finta | crete
vuol restare altro che sano, allora mon +" è moto più
vanaggoto © che meglio impegni d'aria fresca, che il
mendicare
Fa già parte delle contraddizioni dell'uomo il ere-
dere di avere.
Mi armbbini del chiamo che gi uomini facevano
soltanto quando
La vita calza da un piede il cotumo © dall'altro
Chi porta la lanterna inciampa più facilmente di
colui che lo segue.
La rota della fortuna trasporta quello che sa ritto
e rompe le osa a chi giace.
M'è impossibile immaginare qualcosa di più pazzo
che la nostra vita, la nostra tera, noli uomini la
nostra nozione di questa pazza
L'antico, inanabile canero dell filosofia : che, nella
la vedono, esa viceversa suppone di vedere ciò. che
solamente pensa
Nell'ora della morte non vba più esagerazioni:
poichè il morire è l'estrema esagerazione.
Il morente noa conce l presente, ma unicamente
avvenire © pasto.
ep eri (nce pie
cicolare; io contrasegno volentieri i loro
E LI io
nano le latine, cioè con un cerchio munito di un
L'eterna fame dell'uomo, l'inaziailtà del uo cor,
non vuol gi nutrimento più abbondante, ben più verio;
vuole cibo anzichè pascolo.
Per l'animale muto il mondo è un'unica impre
sione, e per mancanza del due eso non sa contare
n=
del corpo, le qual, secondo l'opinione degli antichi
sci e Ge
È più facile cacifcami per gli uomini, che amari.
Abiti son le armi con
tono; €, al pari
atae vinte.
le quali le belle combat-
de’ soldati, esse i gitano appena sono
Lo anime grandi son le prime a cadere nel die
sprezzo di co ese.
Pluto che il o dover, l'uomo fa più del suo
dovere.
Il capo d'opera della filosofia non consiste nel ren-
derci felci nella sciagura, bendì nella felici.
n TETRA
l'acqua, esa creerebbe e porterebbe lo stess tutti gioni
novisime mode.
Siccome alcuni continuano a mandare let-
tere e manoscritti a questo 0 a quel redaltore
di Lacerba avverliamo ancora una volta che
Lacerba non ha nè direltoi, nè redaltoi capi,
nè segretari di redazione e che perciò tullo
quanto dev'esser indirizzato impersonalmente
alla Redazione di "LACERBA*
Via Nazionale, 25 - Firenze +
SI PONDIZIONE Fhysator)
Fini ” RITA
128 LACERBA
Picasso. SOFFICI.
GIORNALE DI BORDO
Î 1 giugno.
Sornauezze. — Le dieero: Vedi, cara, allorchè
donna ama un vomo come tu dici di amarmi, ogni
tei che un o mo fa pr see Fog
l'indina..
Ella sa di incombe,
5 intanglile nell'anima dell Tune che i i
posibilità di un desideri
ap a i
l'immagine e profe in una il tempio che l'albergo —
il cuore dell'essere prediletto, il quale dovà neces
nie
di dolore per quella doma. Esso sarà anche la vera
corazza dell'amore, il più forte baluardo dll'asolota
fedeltà. Mi comprendi, vero cara.
non lo disc.
"Mi contenta i constatare che l'eco è i fondo
ultimo della natura umana; che la nostra anima è un labi-
| rinto pieno d'agguat; che la vita è meno semplice di quel
| che non si creda — ed altre vuote frotole di questo ge-
I 1° taglio numero doppio fatursa con sti di rist, mon fanno dicerto il mio.
MARINETTI - BUZZI - SOFFICI - CARRÀ - 2 giugno,
1 - FOLGORE - PAPINI -PALAZZESCHI | -—— A fra di vivere di bzine uni di fl
- D'ALBA - PRATELLA - RUSSOLO - GOVONI eee. | ho dovuto convincermi che la più onesta e magari la più
2? A n
I? PONDAZIONE FNSALOO
% .
LACERBA sai
| i iù
IL'CORRIERE"e MALLARMÉ | Tia e e
La gloria di Mallarmé aumenta da qualche tempo
è di chiarfca di giorno in giomo, Besterebbo a provarlo
l'eccillente libro setto da Albert Thibandet sull sua
poesia (Nouwelle recue frangale, 1913). La France
recon ln Tom! e bisogna tenergicne
conto. Soltnto ci pince far notre ch'e non è stata
da prima a render tizia al suo grande f-
glio: sono ormai quindici ann che l'Italia sopeva cosa
pensare dell'autore dell'Aprèsmidi d'un faune, come
sieme. Era
fo
redattore non è sato
non ha tradotto tuta l'opera di Mallarmé, certo. con
gran danno del pubblico e dell'arte. Ma ognuno sa che
ei nie E
din peut-tre? Ed ecco il documento
IL POETA STEFANO MALLARME.
"Da Parigi, 10 Settembre :
. SeinoetOise è morto il
poeta Stefano Mallarmé, capo della scuola dei decadenti.
% Mardi è morto 56 anni. Esa ll capo rico»
moto di un gruppo di giovani ari e porti deca-
di o Becogenbli de
supremo maestro.
1 Gif Lenin ha dt de o te pone
sole ia Franca capaci di com ver, quatto
l'onoravano come
contando Mallarmé stesso. E la sua prosa è qualche
role © le allteane sulla canta così come gli venivano.
TA parte queste stranezze, Mallarmé ad un ingegno.
altsimo e ad una coltura profonda univa spirito ed ori-
cevalisim
tura.
VI versi da li sei i gioventù sono giudicati me-
taviglioi da critici autorevoli come Lemsitre e Coppée:
€ anche le poesie poderi attertano una vena fecoada
uscita una con bellsima, Una traduzione completa delle
opere di Mallarmé sarebbe certo preiona per il pub.
blico e per late".
PRIMI SCONTRI.
Pi ene Plone lenire
che le nostre scaramucce contr la
preti
borghese © pretina
Sed ict Luzi Ma di Ce
tl, la cenura SL Dici (i
plat), da ima alc, Co) i dd
servono a mostrarci che nou ci eravamo in
suaszi. È, quel che è meglio, è prciae la mostra
tima netta divisione dei
peso nomen, € n o' iù hi
rp eo
ela por razza, dall'ira — gi a.
HEGEL.
- SCIOOCHEZZAIO,
è qua ia ila intime dle
‘mentre l perno È dò che quid
L'essenza della digestione è
mette in collera contro
1 vermi interinali sono. una debolezza dell'organo,
el gule una parte si separa a propria ili.
Le forme della nta mon posono
a degli nali ino daro
de i 68
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