Famiglia Parodi - discorso di Emilio Parodi
Contenuto
- Titolo originale
- "Discorso dell'onorevole Emilio Parodi pronunciato alla Camera dei Deputati nella tornata del 10 aprile 1916"
- Tipologia
- Fascicolo
- Descrizione
-
Discorso di Emilio Parodi alla Camera dei Deputati "per un'interrogazione censurata"
- Data testuale
- 1916 aprile 10
- Data topica
- Roma
- Consistenza
- 8 cc.
- Stato di conservazione
- Discreto
- Soggetto produttore
-
Famiglia Parodi
- Identificativo
- PAR.000151
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
COLLEZIONI E ARCHIVI DIFFUSIVedi tutti i contenuti con questo valore
-
COLLEZIONE GIORGIO PARODIVedi tutti i contenuti con questo valore
- Note
- Per gentile concessione di Umberta e Maria Parodi
- Temi correlati
- Carte di famiglia
- contenuto
-
it (ia Maat pei
— PER UNA: INTERROGAZIONE CENSURATA
i A
= DISCORSO
DELL ONOBRVOLE
EMILIO PARODI
PRONUNCIATO
ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
nella tornata del (0 aprile 1916
ROMA
TIPOGRAFIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
1916
e Fun NerleNa Fire)
par Flag Sdynoseo)
Per una interrogazione censurata (')
PRESIDENTE. Segue l’interrogazione
dell'onorevole Parodi al presidente del Con-
siglio, ministro dell'interno, « se sappia che
la censura sia stata applicata anche ai testi
delle interrogazioni presentate dai depu-
tati alla Presidenza della Camera e da que-
sta accettate ».
Ha facoltà di rispondere l'onorevole sot-
tosegretario di Stato per l’interno.
(1) Il testo della interrogazione censurata era il se-
guente:
« Ai ministri dell'interno, dolla guerra, dell’agricol-
tura, industria e commercio, per sapere, se non credano
rispondente ad un criterio di giustizia e di previdente
salvaguardia degli interessi nazionali, epperò doveroso
e necessario, l’estendere ai lavoratori dei campi, che
costituiscono il maggior numero dei nostri gloriosi sol-
dati, lo ragioni di esonero applicabili ai lavoratori delle
officine; in ispecie per quelle regioni montuose, dove,
per l’impossibilità di nso di macchine agricole, per de-
ficenza di direzione e di opera, resterebbe, altrimenti,
compromesso ogni raccolto, non solo per questo, ma
per parecchi anni avvenire ». È
Questa interrogazione fu iscritta all'ordine del giorno
della Camera; ma venuia in discussione, addi 22 marzo
1916, non fu potuta svolgere, perchè il Presidente del-
l'Assemblea ritenne regolamentare non. concedere la
parola all'interrogante.
azioni Da accettate alla Camera.
Se questo fosse avvenuto, io dovrei de-
plorarlo; perchè quando è stata accet-
tata ed annunziata una interrogazione, essa
fa parte integrante degli atti parlamentari,
«e non può andare soggetta a censura.
PRESIDENTE. L’onorevole Parodi ha
facoltà di dichiarare se sia sodisfatto.
PARODI. La risposta molto esplicita
che mi ha dato l'onorevole sottosegretario
di Stato renderà la mia replica assai meno
movimentata, di quello che non sia stata
la discussione, cui diede luogo la precedente
interrogazione.
Al Ministero dell’interno, dice l’onore-
vole sottosegretario di Stato, non consta
che le interrogazioni presentate alla Ca-
mera siano state censurate.
CELESIA, sottosegretario di Stato per V'in-
terno. Presentate e accettate.
PARODI. Io eredo di essere in condi-
zione di dire che una interrogazione al-
meno, abbia subìto questa sorte. To, a
Camera chiusa, presentai una interroga-
zione, e dopochè me ne vidi dar atto, con
lettera espressa, dalla Segreteria della Ca-
mera, ne vidi censurato il testo. I criteri
della censura furono però assai incerti,
perchè mentre alcuni giornali di Genova
e fuori la poterono pubblicare, altri, di
Genova e fuori, ne vennero impediti.
Di fronte a questa strana procedura, io
ho creduto mio dovere di presentare la
interrogazione, cui oggi. l'onorevole sotto-
$ 16 Faneridenia Fic)
(osr Zlung Bsyngseo
segretario per gli interni ha risposto, per
conoscere quali nuovi sistemi siano stati
inaugurati, o vogliano inaugurarsi; perchè,
in verità, le prerogative parlamentari, ver-
rebbero ad essere vulnerate nella loro pra-
tica attuazione, ove i testi delle interro-
gazioni potessero essere sottoposti a cen-
sura. Se l'onorevole Presidente e la Camera
lo consentono, dirò che quella mia inter-
rogazione. censurata, tendeva a conoscere,
se si sarebbe potuto accordare esonero 0
dispensa temporanea, dal servizio militare,
ai soldati contadini, onde potessero atten-
dere ai più urgenti ed essenziali lavori cam-
pestri. È
Nè io voglio e posso trattare quest'oggi
tale questione, dal momento che quando
la relativa interrogazione venne a suo
turno, mi fu impedito di svolgerla; ed io,
persuaso che, tante volte, più che la parola,
il silenzio sia espressione di virtù e di amor
patrio, mi rassegnai a tacere. Sabato scorso,
l'onorevole Salandra all’onorevole Patrizi,
che chiedeva di svolgere quest'oggi un’in-
terpellanza, che avea identico scopo della
mia interrogazione, e che porta eziandio la
mia firma, affermava che una risposta qual-
siasi ancora non gli era possibile di dare,
fin qui mancando elementi di fatto che
debbono essere forniti dal Comando Su-
premo: ogni insistenza adunque, sarebbe,
per lo meno; superflua.
Ma non posso ristarmi dal rilevare la
nobiltà e la giustizia del pensiero, a cui quella
mia interrogazione, pur variamente giudi-
cata, avea tratto la sua ispirazione: un
pensiero di patriottismo e di solidarietà
©
E
nf
Porenedosia Fiano
per Slegy Bajo 2,
italiana. Io non poteva dimenticare, nè lo x
posso ora, che come il popolo in genere,
così l’esercito è per la massima parte co-
stituito dai lavoratori dei campi; da que-
sta classe, altrettanto benemerita, quanto
dimenticata. Orbene, a me pareva e pare,
che il dimostrare a tanti bravi soldati che
degli attuali bisogni dei loro campi, che
dei futuri bisogni dei loro campi, che del
loro casolare deserto, sopratutto della loro
capanna abbandonata, qualeuno, anche qui
dentro, nel Parlamento nazionale, si oc-
cupa, equivalesse a premiarli dei grandi
sacrifici, forse individualmente ignorati,
che fin qui, ognuno di essi ha compiuto;
equivalesse ad ingagliardirli nella corag-
giosa preparazione di quegli altri molti,
che la Patria ancora attende da essi. Que-
sto, questo solo era ed è il mio pensiero,
ed ho caro affermarlo, perchè ora o poi,
qui o fuori di qui, non possa venire dena-
turato.
Posso dire davvero: « Amor mi mosse,
che mi fa parlare ».
L'onorevole sottosegretario di Stato con
È molta sincerità, di cui lo ringrazio, ha af-
i fermato che se il caso, da me citato, fosse
| Vero, non avrebbe che a deplorarlo.
È Esprimo tutto il mio compiacimento per
questa risposta, e lo ringrazio: ma al do-
vuto ringraziamento debbo subito associare
una preghiera ed è questa: voglia l’onore-
vole sottosegretario di Stato far giungere a
cui spetta il monito, che simili errori non
si ripetano più: accettata o no, si trattava
del resto di una interrogazione di un de-
putato, ritualmente presentata alla Presi-
rire
€ Free PN
PPIRAEIRE TG TE00]
à
ra
È
denza della Camera dalla quale quindi s01-
tanto, al postutto, potrà essere giudicata,
e sulla quale, per conseguenza, la censura
nemmeno poteva portare il proprio esame,
Ed il monito vada, non a chi dirige od è
in alto, chè non lo meriterebbe, ma ai
membri delle singole Commissioni, che sa-
rebbe tanto facile sostituire qualora si ac-
creditasse il sospetto, (e nella mia città,
sospetti di questo genere, in Commissioni
consimili, tanto si sono accreditati da de-
terminare la necessità di un’inchiesta, che
non fu scevra di buoni risultati), qualora,
dico, si accreditasse il sospetto ch’ essi,
nell'adempimento delle loro gelose mansioni
sì ispirino più che all’obiettività assoluta,
a simpatie od antipatie per persone o per
gruppi.
OCELESIA, sottosegretario di Stato per
l'interno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dar facoltà
di parlare all’onorevole sottosegretario di
Stato per l’interno, desidero dare io stesso
un brevissimo. schiarimento all’onorevole
Parodi.
Lo stampato, che viene inviato dalla Se-
greteria della Camera agli onorevoli inter-
roganti, non vale come accettazione della
interrogazione, ma è un semplice avviso di
recezione di essa da parte della Segreteria.
Ha facoltà di parlare, onorevole sotto-
segretario di Stato per l’interno.
CELESIA, sottosegretario di Stato per
l'interno. Le parole mie arrivano superflue
dopo le così chiare spiegazioni date dall’o-
norevole Presidente della Camera.
}
° VW Farcrzina Fb
PETRA agito
Voci all'estrema sinistra. Resta la cen-
sura! î 5
CELESIA, sottosegretario di Stato per
l'interno. Resta quando deve restare!
Come ha spiegato chiarissimamente, per
quanto con tacitiana' brevità, l'onorevole
Presidente della Camera, la interrogazione
non si può considerare accettata fin tanto pe
che non è stata letta alla Camera.
Quindi all'amico e collega onorevole
Parodi dico che io apprezzo completamente
i sentimenti e gli scopi della sua interro-
gazione, perchè non ho mai dubitato di
essi; ma venendo all’esame della questione
gli debbo far osservare che nel suo caso la
censura non ha affatto violato le norme che
devono presiedere al suo operato in simili
casi, perchè la sua interrogazione era stata
bensì presentata, ma dovevasi considerare
ancora come non giuridicamente accettata
dalla Camera. Credo che l’onorevole collega
Parodi vorrà prendere atto delle mie pa- a
role, completate dai chiarimenti che l’ono-
revole nostro Presidente ha voluto dargli.
Circa poi al merito della interrogazione,
della quale la censura non permise la pub-
blicazione allora, non debbo entrarvi; ma
se un accenno mi è lecito di fare dirò che
praticamente vi ha risposto ed in modo
chiaro l'onorevole presidente del Consiglio
. nella seduta di sabato, accennando alle di-
i rettive che debbono essere seguite in que-
st’importante questione.
& Fener Fiere)
per Seni Bagggsto
- extracted text
-
it (ia Maat pei
— PER UNA: INTERROGAZIONE CENSURATA
i A
= DISCORSO
DELL ONOBRVOLE
EMILIO PARODI
PRONUNCIATO
ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
nella tornata del (0 aprile 1916
ROMA
TIPOGRAFIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
1916
e Fun NerleNa Fire)
par Flag Sdynoseo)
Per una interrogazione censurata (')
PRESIDENTE. Segue l’interrogazione
dell'onorevole Parodi al presidente del Con-
siglio, ministro dell'interno, « se sappia che
la censura sia stata applicata anche ai testi
delle interrogazioni presentate dai depu-
tati alla Presidenza della Camera e da que-
sta accettate ».
Ha facoltà di rispondere l'onorevole sot-
tosegretario di Stato per l’interno.
(1) Il testo della interrogazione censurata era il se-
guente:
« Ai ministri dell'interno, dolla guerra, dell’agricol-
tura, industria e commercio, per sapere, se non credano
rispondente ad un criterio di giustizia e di previdente
salvaguardia degli interessi nazionali, epperò doveroso
e necessario, l’estendere ai lavoratori dei campi, che
costituiscono il maggior numero dei nostri gloriosi sol-
dati, lo ragioni di esonero applicabili ai lavoratori delle
officine; in ispecie per quelle regioni montuose, dove,
per l’impossibilità di nso di macchine agricole, per de-
ficenza di direzione e di opera, resterebbe, altrimenti,
compromesso ogni raccolto, non solo per questo, ma
per parecchi anni avvenire ». È
Questa interrogazione fu iscritta all'ordine del giorno
della Camera; ma venuia in discussione, addi 22 marzo
1916, non fu potuta svolgere, perchè il Presidente del-
l'Assemblea ritenne regolamentare non. concedere la
parola all'interrogante.
azioni Da accettate alla Camera.
Se questo fosse avvenuto, io dovrei de-
plorarlo; perchè quando è stata accet-
tata ed annunziata una interrogazione, essa
fa parte integrante degli atti parlamentari,
«e non può andare soggetta a censura.
PRESIDENTE. L’onorevole Parodi ha
facoltà di dichiarare se sia sodisfatto.
PARODI. La risposta molto esplicita
che mi ha dato l'onorevole sottosegretario
di Stato renderà la mia replica assai meno
movimentata, di quello che non sia stata
la discussione, cui diede luogo la precedente
interrogazione.
Al Ministero dell’interno, dice l’onore-
vole sottosegretario di Stato, non consta
che le interrogazioni presentate alla Ca-
mera siano state censurate.
CELESIA, sottosegretario di Stato per V'in-
terno. Presentate e accettate.
PARODI. Io eredo di essere in condi-
zione di dire che una interrogazione al-
meno, abbia subìto questa sorte. To, a
Camera chiusa, presentai una interroga-
zione, e dopochè me ne vidi dar atto, con
lettera espressa, dalla Segreteria della Ca-
mera, ne vidi censurato il testo. I criteri
della censura furono però assai incerti,
perchè mentre alcuni giornali di Genova
e fuori la poterono pubblicare, altri, di
Genova e fuori, ne vennero impediti.
Di fronte a questa strana procedura, io
ho creduto mio dovere di presentare la
interrogazione, cui oggi. l'onorevole sotto-
$ 16 Faneridenia Fic)
(osr Zlung Bsyngseo
segretario per gli interni ha risposto, per
conoscere quali nuovi sistemi siano stati
inaugurati, o vogliano inaugurarsi; perchè,
in verità, le prerogative parlamentari, ver-
rebbero ad essere vulnerate nella loro pra-
tica attuazione, ove i testi delle interro-
gazioni potessero essere sottoposti a cen-
sura. Se l'onorevole Presidente e la Camera
lo consentono, dirò che quella mia inter-
rogazione. censurata, tendeva a conoscere,
se si sarebbe potuto accordare esonero 0
dispensa temporanea, dal servizio militare,
ai soldati contadini, onde potessero atten-
dere ai più urgenti ed essenziali lavori cam-
pestri. È
Nè io voglio e posso trattare quest'oggi
tale questione, dal momento che quando
la relativa interrogazione venne a suo
turno, mi fu impedito di svolgerla; ed io,
persuaso che, tante volte, più che la parola,
il silenzio sia espressione di virtù e di amor
patrio, mi rassegnai a tacere. Sabato scorso,
l'onorevole Salandra all’onorevole Patrizi,
che chiedeva di svolgere quest'oggi un’in-
terpellanza, che avea identico scopo della
mia interrogazione, e che porta eziandio la
mia firma, affermava che una risposta qual-
siasi ancora non gli era possibile di dare,
fin qui mancando elementi di fatto che
debbono essere forniti dal Comando Su-
premo: ogni insistenza adunque, sarebbe,
per lo meno; superflua.
Ma non posso ristarmi dal rilevare la
nobiltà e la giustizia del pensiero, a cui quella
mia interrogazione, pur variamente giudi-
cata, avea tratto la sua ispirazione: un
pensiero di patriottismo e di solidarietà
©
E
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Porenedosia Fiano
per Slegy Bajo 2,
italiana. Io non poteva dimenticare, nè lo x
posso ora, che come il popolo in genere,
così l’esercito è per la massima parte co-
stituito dai lavoratori dei campi; da que-
sta classe, altrettanto benemerita, quanto
dimenticata. Orbene, a me pareva e pare,
che il dimostrare a tanti bravi soldati che
degli attuali bisogni dei loro campi, che
dei futuri bisogni dei loro campi, che del
loro casolare deserto, sopratutto della loro
capanna abbandonata, qualeuno, anche qui
dentro, nel Parlamento nazionale, si oc-
cupa, equivalesse a premiarli dei grandi
sacrifici, forse individualmente ignorati,
che fin qui, ognuno di essi ha compiuto;
equivalesse ad ingagliardirli nella corag-
giosa preparazione di quegli altri molti,
che la Patria ancora attende da essi. Que-
sto, questo solo era ed è il mio pensiero,
ed ho caro affermarlo, perchè ora o poi,
qui o fuori di qui, non possa venire dena-
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Posso dire davvero: « Amor mi mosse,
che mi fa parlare ».
L'onorevole sottosegretario di Stato con
È molta sincerità, di cui lo ringrazio, ha af-
i fermato che se il caso, da me citato, fosse
| Vero, non avrebbe che a deplorarlo.
È Esprimo tutto il mio compiacimento per
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vuto ringraziamento debbo subito associare
una preghiera ed è questa: voglia l’onore-
vole sottosegretario di Stato far giungere a
cui spetta il monito, che simili errori non
si ripetano più: accettata o no, si trattava
del resto di una interrogazione di un de-
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tanto, al postutto, potrà essere giudicata,
e sulla quale, per conseguenza, la censura
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Ed il monito vada, non a chi dirige od è
in alto, chè non lo meriterebbe, ma ai
membri delle singole Commissioni, che sa-
rebbe tanto facile sostituire qualora si ac-
creditasse il sospetto, (e nella mia città,
sospetti di questo genere, in Commissioni
consimili, tanto si sono accreditati da de-
terminare la necessità di un’inchiesta, che
non fu scevra di buoni risultati), qualora,
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nell'adempimento delle loro gelose mansioni
sì ispirino più che all’obiettività assoluta,
a simpatie od antipatie per persone o per
gruppi.
OCELESIA, sottosegretario di Stato per
l'interno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dar facoltà
di parlare all’onorevole sottosegretario di
Stato per l’interno, desidero dare io stesso
un brevissimo. schiarimento all’onorevole
Parodi.
Lo stampato, che viene inviato dalla Se-
greteria della Camera agli onorevoli inter-
roganti, non vale come accettazione della
interrogazione, ma è un semplice avviso di
recezione di essa da parte della Segreteria.
Ha facoltà di parlare, onorevole sotto-
segretario di Stato per l’interno.
CELESIA, sottosegretario di Stato per
l'interno. Le parole mie arrivano superflue
dopo le così chiare spiegazioni date dall’o-
norevole Presidente della Camera.
}
° VW Farcrzina Fb
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Voci all'estrema sinistra. Resta la cen-
sura! î 5
CELESIA, sottosegretario di Stato per
l'interno. Resta quando deve restare!
Come ha spiegato chiarissimamente, per
quanto con tacitiana' brevità, l'onorevole
Presidente della Camera, la interrogazione
non si può considerare accettata fin tanto pe
che non è stata letta alla Camera.
Quindi all'amico e collega onorevole
Parodi dico che io apprezzo completamente
i sentimenti e gli scopi della sua interro-
gazione, perchè non ho mai dubitato di
essi; ma venendo all’esame della questione
gli debbo far osservare che nel suo caso la
censura non ha affatto violato le norme che
devono presiedere al suo operato in simili
casi, perchè la sua interrogazione era stata
bensì presentata, ma dovevasi considerare
ancora come non giuridicamente accettata
dalla Camera. Credo che l’onorevole collega
Parodi vorrà prendere atto delle mie pa- a
role, completate dai chiarimenti che l’ono-
revole nostro Presidente ha voluto dargli.
Circa poi al merito della interrogazione,
della quale la censura non permise la pub-
blicazione allora, non debbo entrarvi; ma
se un accenno mi è lecito di fare dirò che
praticamente vi ha risposto ed in modo
chiaro l'onorevole presidente del Consiglio
. nella seduta di sabato, accennando alle di-
i rettive che debbono essere seguite in que-
st’importante questione.
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