Anna C. (1947)

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Descrizione

La motonave Anna C fu la prima nave destinata esclusivamente al servizio passeggeri della flotta Costa, e il primo transatlantico italiano a riprendere il collegamento regolare con le Americhe dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Attiva dal 1948 sulla rotta Genova-Rio de Janeiro-Buenos Aires, nacque dalla riconversione della nave HMS Southern Prince, che durante il secondo conflitto mondiale aveva servito nella marina britannica prima come posamine ausiliario, poi come nave caserma.

I lavori di riallestimento furono affidati dall’armatore Angelo Costa alle Officine Allestimento e Riparazione Navi – O.A.R.N di Genova nel 1947, le quali assegnarono dietro concorso la progettazione delle cabine e di tutti i locali pubblici integralmente a Nino Zoncada. La direzione dei lavori d’arredo per la Anna C segnò dunque l’iniziò del fecondo rapporto tra gli armatori Costa e Zoncada, eccezionale esempio di collaborazione tra committente e progettista, forse unico nella storia degli allestimenti navali. Sino ai primi anni settanta, infatti, tutte le navi della flotta Costa, fossero esse riallestimenti o nuove costruzioni, furono arredate dal designer veneziano seguendo un progetto unitario e razionale.

La trasformazione della Anna C previde la ricostruzione di tutti gli ambienti interni con la realizzazione di 164 sistemazioni per passeggeri di prima classe, 604 di seconda e circa 800 migrati di terza classe. A queste si affiancò la realizzazione delle sale di soggiorno e da pranzo, come quella di tutti i restanti spazi a disposizione degli ospiti di prima classe (sala delle feste, sala da gioco, veranda, bar, cappella, parrucchiere e lido con piscina). Anche tutti i divani, le poltrone e le sedie della motonave furono realizzati su disegno dello stesso Zoncada dalla ditta Figli di Amedeo Cassina, che inaugurò da lì un fecondo rapporto di collaborazione con l’interior designer veneziano.

Attraverso la perizia artigianale e artistica di alcuni pittori e scultori con cui c’erano già state delle collaborazioni, quest’ultimo tradusse poi in pratica i ricci interventi decorativi ideati: le porte della sala da gioco e del bar di prima classe furono rivestite con sbalzi in rame realizzati da Primo Bidischi, così come il rivestimento del bancone del bar stesso e le pareti in foglia d’oro della sala delle feste. Le tarsie in legno della sala da gioco furono invece prodotte dall’ebanista Umberto Rossi, mentre il grande pannello ligneo dello scalone di prima classe da Ferruccio Quaia.

Zoncada, a bordo della Anna C, iniziò la ricerca di un linguaggio architettonico più maturo e personale rispetto ai lavori eseguiti nel decennio prebellico per l’Ufficio arredamento del Cantiere navale triestino di Monfalcone. Il gusto eclettico scelto nel disegno degli elementi di arredo e nella selezione dei materiali costruttivi, tuttavia, denotò ancora un profondo legame con il linguaggio espressivo usato in precedenza. Alle pavimentazioni in gomma e linoleum, e ai tessuti prevalentemente in tinta unita, destinati a divenire una componente distintiva delle produzioni di Zoncada, si affiancava difatti la scelta di legni chiari (frassino e rovere) come materiale dominante degli allestimenti. L’abbondante ispirazione al mobile svedese e all’arredamento scandinavo, premonitrice dell’infatuazione che investì la scuola italiana di design negli anni cinquanta, faceva invece da contraltare ai richiami alle linee dettate da Gio Ponti e Gustavo Pulizer per i transatlantici italiani del primo dopoguerra.

Consistenza

22 positivi

Soggetto produttore

Livello archivistico superiore

Lingua prevalente

ITALIANO - Italiano - IT

Soggetto conservatore

Data di creazione della scheda

February 3, 2022

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