LE INDUSTRIE ITALIANE ILLUSTRATE

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“Le industrie Italiane Illustrate” conosciuta anche come “Le I.I.I.” è stato un periodico italiano dedicato alla divulgazione e alla promozione dello sviluppo industriale nazionale nei primi decenni del Novecento. Nacque durante la Prima guerra mondiale, in un momento in cui l’industria stava assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia e nella modernizzazione dell’Italia.

La rivista, lanciata nel 1917 dall’editore e giornalista Umberto Notari e pubblicata dall’Istituto Editoriale Italiano, non fu un semplice periodico, ma una delle prime agenzie pubblicitarie, che farà lavorare nomi di spicco come Fortunato Depero, Mario Sironi, Boccioni e altri futuristi.
Notari è stato uno scrittore oggi quasi dimenticato, ma che a suo tempo ebbe non solo altissime vendite, ma fu il modello del futurismo insieme al suo amico e collaboratore Filippo Tommaso Marinetti.
Notari inizia a collaborare nel 1905 alla rivista letteraria “Poesia” di Marinetti e farà parte del primo futurismo, di cui è attestato che ideò il nome.
Nel 1909, mentre Marinetti fonda il futurismo, Notari con il giornale "Giovane Italia" sostiene gli ideali mazziniani, repubblicani e anticlericali, risulta tra i fondatori dell’Associazione Italiana di Avanguardia, poi ripresi nel dopoguerra dai Fasci Futuristi e infine dal fascismo nel 1919.
Dal 1914, come tutti i futuristi, si concentra sulla propaganda interventista e poi bellica, con la rivista di guerra "Gli avvenimenti" (1916), ma anche nuove riviste come "Il teatro illustrato" e "La medicina italiana" (1917).

Lo scopo della rivista “Le industrie Italiane Illustrate“ era di valorizzare e far conoscere al grande pubblico il progresso delle industrie italiane e di diffondere una nuova coscienza industriale nel paese.
Venivano pubblicati articoli, fotografie e disegni che descrivevano fabbriche, macchinari, prodotti, esposizioni e il lavoro degli operai. L'obiettivo era mostrare la modernità e la capacità produttiva del paese.
Come suggerisce il nome, le illustrazioni erano un elemento centrale, erano spesso di alta qualità e servivano a rendere più accessibili e affascinanti i temi industriali, che potevano altrimenti risultare aridi.
In sostanza, "Le Industrie Italiane Illustrate" era una sorta di vetrina visiva e testuale del progresso industriale italiano del suo tempo, un documento storico prezioso per comprendere l'economia e la società di quel periodo e di intensa attività industriale legata allo sforzo bellico.

Dal 1920 la rivista cambiò totalmente nell’aspetto grafico ed editoriale, erano previste quattro sezioni ben precise, dedicate a settori industriali specifici e con uscita mensile:
- Sezione A (ogni 1° settimana del mese) - Politica, Finanza, Osservatorio Commerciale, Trasporti e Comunicazioni
- Sezione B (ogni 2° settimana del mese) – Metallurgia, Meccanica, Elettrotecnica, Idroelettrica
- Sezione C (ogni 3° settimana del mese) – Industrie Tessili, Manifatturiere, Chimiche, Minerarie, Edilizie
- Sezione D (ogni 4° settimana del mese) – Agricoltura, Alimentazione e Industrie derivanti.

La rivista venne pubblicata dal 1917 al 1926, attraversando diverse modifiche nel nome e nell'assetto editoriale:
- 1917 – 1919: Esce con il nome esteso originario di «Le Industrie Italiane Illustrate», fondata a Milano da Umberto Notari.
- 1920 – 1922: Il titolo viene abbreviato nell'acronimo «Le I.I.I.». In questa fase si avvale di importantissime firme artistiche del tempo, come il pittore d'avanguardia Mario Sironi.
- 1923 – 1926: Cambia nuovamente nome diventando «I tre I» (Rassegna della produzione, della politica, dell'arte), mantenendo la numerazione e la direzione fino alla definitiva cessazione della pubblicazione nel 1926.
Data testuale
1917 - 1921
Estremi cronologici
1917 – 1921
Soggetto produttore
Umberto Notari (1878 - 1950)
Livello archivistico inferiore
1917 - Anno I
Lingua prevalente
ITALIANO - Italiano - IT
Soggetto conservatore
Fondazione Ansaldo - Gruppo Leonardo

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